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?Sotto la stessa luna? al Festival di Locarno

3 Agosto 2006 Nessun commento


?Sotto la stessa luna? del regista Carlo Luglio, partecipa alla 59esima edizione del festival di Locarno (Svizzera) che si tiene dal 2 al 12 agosto: la cruda realtà attraverso un?importante denuncia sulla vita degli immigrati Rom a Napoli e delle condizioni, fisiche e morali, precarie in cui vivono. La vita quotidiana di due giovani Rom nella periferia di Scampia a Napoli, si incrocia con quelle di un ex capozona napoletano in via di pentimento e con il gruppo del giovane boss emergente del clan vincente.

Tra i 170 film in concorso alla 59esima edizione del festival di Locarno, nella sezione “Cineasti del presente”, compare anche ?Sotto la stessa luna? del regista napoletano Carlo Luglio, al suo secondo lungometraggio dopo ?Capo Nord?. La luna è quella di Secondigliano, periferia a nord di Napoli dove è stato girato il film. Sei mesi di riprese con gli attori, tutti non professionisti e per la maggior parte abitanti del ?campo nomadi?. Due dei protagonisti, Oliver e Samantha, forse non potranno arrivare a Locarno per problemi di permessi di soggiorno. È successo anche durante le riprese, il padre di Pavel, che vive da 25 anni a Napoli, è stato trovato senza documenti e portato nel Cpt (Centro di Permanenza Temporanea) di Crotone.

SOTTO LA STESSA LUNA DROM
Promosso dall?associazione culturale ?Figli del Bronx?, con il contributo del comune di Napoli, il film ha girato per diverse realtà socioculturali di Napoli (campi rom, centri sociali, facoltà uni-versitarie?) nel periodo febbraio-aprile. La proiezione ed il dibattito, con regista e attori del film, per mettere a fuoco le questioni più delicate che relegano le periferie della città di Napoli, e non solo quelle, a dei territori di disagio e desolazione maggiore rispetto ad altre periferie italiane. Degli incontri interculturali per aprire nuove visioni e nuove sensibilità rispetto al fenomeno Rom e a quello della devianza sociale e della legalità.

Il regista Carlo Luglio parla di «Sotto la stessa luna», in concorso tra i Cineasti del presente nella rassegna svizzera
VITE NOMADI ALL?OMBRA DEL CEMENTO
Storia di camorra e di vite a perdere nella polvere di un campo rom
Ilaria Urbani, ?il manifesto? 15 luglio pag.15

Tra i film in concorso alla 59esima edizione del festival di Locarno, nella sezione Cineasti del presente, spunta anche Sotto la stessa luna del regista napoletano Carlo Luglio.
Musa ispiratrice del lungometraggio è la luna, di Secondigliano, periferia a nord di Napoli, teatro della faida di camorra che registrò tra la fine del 2004 e l’iniziò dell’anno scorso più 56 morti. La terribile conta partirebbe proprio da due ragazzi rom, Goran e Mirko Rodosaivic uccisi, perché scomodi, da una camorra che li obbligava a logiche perverse e alleanze incondizionate.
In quei giorni il regista, classe ’67, arrivava a Secondigliano con le macchine da presa e l’urgenza di raccontare l’esodo cui i clan del luogo costringevano i rom della baraccopoli del Campo Vecchio. Sei mesi di riprese sul campo, all’ombra delle palazzine popolari della 167, con gli attori, tutti non professionisti e per la maggior parte abitanti della baraccopoli, che hanno preso parte anche alla sce-neggiatura. È di loro che Carlo Luglio ci ha voluto iniziare a parlare.

Il cast è nato sul posto come la sceneggiatura, un incontro tra linguaggi, napoletano e romanech, che immagino abbia dato molti spunti alla narrazione…
La sceneggiatura è stata scritta nel corso delle riprese , e gli abitanti del campo hanno dato un grande contributo. Mi facevo guidare da loro, mentre loro ci chiedevano soltanto i consigli per stare davanti alla macchina da presa. Purtroppo due dei protagonisti, Oliver e Samantha, forse non potranno raggiungerci a Locarno per problemi di permessi di soggiorno. È successo anche durante le riprese, il padre di Pavel, che vive da 25 anni a Napoli, è stato trovato senza documenti e portato nel Cpt di Crotone.

La tua urgenza di raccontare la vita dei rom arriva ora sulla scena internazionale…
Mi inorgoglisce, perché si parla sempre poco delle comunità nomadi. O quando se ne parla non le si lasciano raccontare da sé, le si vuole a tutti costi interpretare. C’è un’umanità genuina e verace che forse possiamo immaginare simile a quella dell’Italia del dopoguerra, con un attaccamento alla tradizione arcaico, viscerale, tramandato da secoli. Un universo cui bisognerebbe iniziare a guardare come risorsa, non più come problema da risolvere.

Come è nato il progetto e quanto è stato difficile realizzarlo?
Subito dopo l’omicidio di Goran e Mirko sono andato sul campo ho girato una mezz’ora di montato con i produttori Luca Liguori e Dario Cortucci, . Poi Gaetano Di Vaio dell’associazione «Figli del Bronx» lo ha voluto coprodurre e ne abbiamo fatto un lungo-metraggio. Anche l’assessorato alla Pace della provincia di Napoli si è interessato al progetto, ma il budget comunque non ha superato i 50 mila euro.

Quali sono i tuoi modelli cinematografici?
Dopo Fellini e Truffaut, sicuramente c’è John Cassavetes. Ma mentre giravo Sotto la stessa luna a guidarmi è stata la lezione del maestro Vittorio De Seta.

Immagine dal sito ?Gif animate?
http://www.mrwebmaster.it/gif/gif_animate/
Riferimenti: Sotto la stessa luna drom

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Al di sotto della superfice della realtà…

12 Giugno 2006 Nessun commento

… giace la definitiva, totale, indeterminazione quantica.
Riferimenti: Il duende del drom

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Napoli: sotto la stessa luna ?drom?

23 Febbraio 2006 Nessun commento


Un film che ?gira? per diverse realtà socioculturali di Napoli (campi rom, centri sociali, facoltà universitarie?) a promuovere momenti di incontro e di riflessione, a fare intercultura nel senso di scambio e intreccio. Le periferie marginali mutano in Zone Temporaneamente Liberate dove si aprono nuove visioni e sensibilità rispetto al fenomeno Rom, a quello della devianza sociale e della legalità. Una riflessione: ?Quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito e non la luna?.

L?Associazione
L?associazione culturale ?Figli del Bronx?, con il contributo del comune di Napoli (assessorato agli Affari Sociali), organizza “Sotto la stessa luna tour”: un ciclo di 10 incontri in varie realtà socio-culturali cittadine, con la proiezione-dibattito dell’omonimo film di Carlo Luglio. L’occasione della proiezione del film è quella di mettere a fuoco le questioni più delicate che relegano le periferie della città di Napoli, e non solo quelle, a dei territori di disagio e desolazione maggiore rispetto ad altre periferie italiane. Degli incontri interculturali che possano aprire nuove visioni e nuove sensibilità rispetto al fenomeno Rom e a quello della devianza sociale e della legalità. Il regista e gli attori del film saranno presenti alle varie proiezioni-dibattito.

Quando il giro (tour) diventa viaggio (drom)
27 Febbraio 2006, presso il campo Rom del comune di Napoli a Scampia, in collaborazione con l’associazione “Opera Nomadi”.
Ore 19,00, saluta Amedeo Curatoli (Presidente “Opera Nomadi” regionale). A seguire proiezione del film e dibattito con:
Marco Nieli, Enzo Esposito (Opera Nomadi), Marco Rossi Doria (maestro di strada), Antonio Moscato (dirigente del comune di Napoli ? servizio contrasto nuove povertà), Alessandro Fucito (presidente Commissione Educazione ? Comune di Napoli) e Pa-raska Muharem (cittadina Rom residente in campo rom – area nord Napoli).

La trama del film (Carlo Luglio)
?La vita quotidiana di due giovani Rom nella periferia di Scampia a Napoli, si incrocia con quelle di un ex capozona napoletano in via di pentimento e con il gruppo del giovane boss emergente del clan vincente. Le situazioni all?interno del campo Rom e quelle all?esterno, hanno un unico comune denominatore: sono storie di vita ai margini con una loro disperazione intrinseca, ma con la forza vitale tipica di chi deve sbarcare il lunario costretto a confrontarsi con la dura legge della strada calpestando quotidianamente la propria dignità per sopravvivere. Inevitabile migrare se si cerca una vita migliore?.

Avevo bisogno di un lavoro (Gaetano di Vaio)
?Avevo bisogno di un lavoro come primo passo nel tentativo di costruire una nuova vita, dopo aver scontato l?ennesima condanna durata circa quattro anni. Andavo in giro a chiedere, ma nessuno mi voleva. Un giorno, camminando per via Zuccarini a Scampia dove stava il vecchio campo Rom sotto il ponte della metropolitana, notai una bambina che trasportava una busta contenente alcune bibite; capii subito che il punto vendita doveva trovarsi parecchio distante dal campo in cui viveva. Pensai quindi di caricare la mia malandata autovettura con bibite e generi alimentari pre-confezionati e recarmi ogni giorno al campo per rivenderli. Nonostante il mio passato di devianza temevo molto gli zingari. Pensavo a cosa inventarmi per farmeli amici nel momento in cui avrei messo piede nel campo. In realtà fu tutto semplice: la gente era contenta, a tal punto da propormi di costruire una baracca da utilizzare come punto vendita fisso. Era la prima volta che mi capitava di sentirmi accettato veramente. Pian piano cominciai a riconoscermi in alcune delle loro abitudini, come quella della famiglia numerosa, delle mamme che la sera lavavano i figli nelle bagnarole, nei piedi nudi dei bambini con la faccia sporca come la mia quando vivevo nel basso con mamma papà e dieci figli; nei semafori e nei vetri delle autovetture che lavavo da ragazzino a Capodimonte, nella loro musica, nella semplicità delle relazioni, nei furti? nell?emarginazione!
Oggi posso dire che la mia vita è cambiata proprio a partire da quella esperienza?.

Informazioni: 3294396527 e-mail: figlidelbronx@libero.it

N.B. Articolo e fotografia (che è stata modificata dall?originale) sono stati ripresi sul web-log Sucar drom senza citazioni. Dopo almeno cinque lettere, inevase, al curatore del blog in cui si ponevano domande per chiarire la faccenda si è deciso così di fare una segnalazione all?Ordine dei Giornalisti della Lombardia perché ci pare sempre doveroso citare la fonte degli articoli e fotografie pubblicati.
Riferimenti: Forse, proprio la dimensione dell?avventura

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