?Sotto la stessa luna? al Festival di Locarno

?Sotto la stessa luna? del regista Carlo Luglio, partecipa alla 59esima edizione del festival di Locarno (Svizzera) che si tiene dal 2 al 12 agosto: la cruda realtà attraverso un?importante denuncia sulla vita degli immigrati Rom a Napoli e delle condizioni, fisiche e morali, precarie in cui vivono. La vita quotidiana di due giovani Rom nella periferia di Scampia a Napoli, si incrocia con quelle di un ex capozona napoletano in via di pentimento e con il gruppo del giovane boss emergente del clan vincente.
Tra i 170 film in concorso alla 59esima edizione del festival di Locarno, nella sezione “Cineasti del presente”, compare anche ?Sotto la stessa luna? del regista napoletano Carlo Luglio, al suo secondo lungometraggio dopo ?Capo Nord?. La luna è quella di Secondigliano, periferia a nord di Napoli dove è stato girato il film. Sei mesi di riprese con gli attori, tutti non professionisti e per la maggior parte abitanti del ?campo nomadi?. Due dei protagonisti, Oliver e Samantha, forse non potranno arrivare a Locarno per problemi di permessi di soggiorno. È successo anche durante le riprese, il padre di Pavel, che vive da 25 anni a Napoli, è stato trovato senza documenti e portato nel Cpt (Centro di Permanenza Temporanea) di Crotone.
SOTTO LA STESSA LUNA DROM
Promosso dall?associazione culturale ?Figli del Bronx?, con il contributo del comune di Napoli, il film ha girato per diverse realtà socioculturali di Napoli (campi rom, centri sociali, facoltà uni-versitarie?) nel periodo febbraio-aprile. La proiezione ed il dibattito, con regista e attori del film, per mettere a fuoco le questioni più delicate che relegano le periferie della città di Napoli, e non solo quelle, a dei territori di disagio e desolazione maggiore rispetto ad altre periferie italiane. Degli incontri interculturali per aprire nuove visioni e nuove sensibilità rispetto al fenomeno Rom e a quello della devianza sociale e della legalità.
Il regista Carlo Luglio parla di «Sotto la stessa luna», in concorso tra i Cineasti del presente nella rassegna svizzera
VITE NOMADI ALL?OMBRA DEL CEMENTO
Storia di camorra e di vite a perdere nella polvere di un campo rom
Ilaria Urbani, ?il manifesto? 15 luglio pag.15
Tra i film in concorso alla 59esima edizione del festival di Locarno, nella sezione Cineasti del presente, spunta anche Sotto la stessa luna del regista napoletano Carlo Luglio.
Musa ispiratrice del lungometraggio è la luna, di Secondigliano, periferia a nord di Napoli, teatro della faida di camorra che registrò tra la fine del 2004 e l’iniziò dell’anno scorso più 56 morti. La terribile conta partirebbe proprio da due ragazzi rom, Goran e Mirko Rodosaivic uccisi, perché scomodi, da una camorra che li obbligava a logiche perverse e alleanze incondizionate.
In quei giorni il regista, classe ’67, arrivava a Secondigliano con le macchine da presa e l’urgenza di raccontare l’esodo cui i clan del luogo costringevano i rom della baraccopoli del Campo Vecchio. Sei mesi di riprese sul campo, all’ombra delle palazzine popolari della 167, con gli attori, tutti non professionisti e per la maggior parte abitanti della baraccopoli, che hanno preso parte anche alla sce-neggiatura. È di loro che Carlo Luglio ci ha voluto iniziare a parlare.
Il cast è nato sul posto come la sceneggiatura, un incontro tra linguaggi, napoletano e romanech, che immagino abbia dato molti spunti alla narrazione…
La sceneggiatura è stata scritta nel corso delle riprese , e gli abitanti del campo hanno dato un grande contributo. Mi facevo guidare da loro, mentre loro ci chiedevano soltanto i consigli per stare davanti alla macchina da presa. Purtroppo due dei protagonisti, Oliver e Samantha, forse non potranno raggiungerci a Locarno per problemi di permessi di soggiorno. È successo anche durante le riprese, il padre di Pavel, che vive da 25 anni a Napoli, è stato trovato senza documenti e portato nel Cpt di Crotone.
La tua urgenza di raccontare la vita dei rom arriva ora sulla scena internazionale…
Mi inorgoglisce, perché si parla sempre poco delle comunità nomadi. O quando se ne parla non le si lasciano raccontare da sé, le si vuole a tutti costi interpretare. C’è un’umanità genuina e verace che forse possiamo immaginare simile a quella dell’Italia del dopoguerra, con un attaccamento alla tradizione arcaico, viscerale, tramandato da secoli. Un universo cui bisognerebbe iniziare a guardare come risorsa, non più come problema da risolvere.
Come è nato il progetto e quanto è stato difficile realizzarlo?
Subito dopo l’omicidio di Goran e Mirko sono andato sul campo ho girato una mezz’ora di montato con i produttori Luca Liguori e Dario Cortucci, . Poi Gaetano Di Vaio dell’associazione «Figli del Bronx» lo ha voluto coprodurre e ne abbiamo fatto un lungo-metraggio. Anche l’assessorato alla Pace della provincia di Napoli si è interessato al progetto, ma il budget comunque non ha superato i 50 mila euro.
Quali sono i tuoi modelli cinematografici?
Dopo Fellini e Truffaut, sicuramente c’è John Cassavetes. Ma mentre giravo Sotto la stessa luna a guidarmi è stata la lezione del maestro Vittorio De Seta.
Immagine dal sito ?Gif animate?
http://www.mrwebmaster.it/gif/gif_animate/
Riferimenti: Sotto la stessa luna drom



