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Rom/Sinti: Status di minoranza cercasi

3 Ottobre 2007 Commenti chiusi

Lo status di minoranza etnico-linguistica per Rom/Sinti, come panacea a risolvere tutti i problemi, sembra diventata una leggenda metropolitana. In effetti, con la legislazione attuale, questo ricono-scimento, oltre ad avere effetti piuttosto blandi, creerebbe ulteriori separazioni fra "italiani" e "immigrati" già ben "differenziati" da politiche istituzionali; Immigrati che in numero superano ormai gli Italiani. In Spagna, tanto per fare un esempio, i Rom continuano ad essere la minoranza più discriminata anche se riconosciuti ufficialmente come minoranza etnica-linguistica.
Alcune riflessioni sul riconoscimento di minoranza etnico-linguistica ai Rom/Sinti, documentate da note ed approfondimenti utili alla comprensione del tema.
In pieno stile Romano Lil. 

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Conferenza Nazionale cooperative di lavoro Rom/Sinti

21 Giugno 2007 Commenti chiusi


Roma 21 giugno. Butì – Lavoro. Conferenza Nazionale delle Cooperative dei Rom/Sinti, ore 16 Sala Rosi viale Manzoni 16. L?Opera Nomadi e le cooperative di lavoro di varie città d?Italia, propongono al Governo una strategia per il LAVORO come strumento centrale dell?autosviluppo economico e sociale del popolo dei Rom/Sinti in Italia. Presenti i sottosegretari dei Ministeri dell?Economia, del Lavoro, delle Pari Opportunità.

Opera Nomadi e le emanazioni Baxtalodrom
e le cooperative sociali Phralipè-Fraternità e Pijats Romanò
ORGANIZZANO

BUTI? – LAVORO
Conferenza Nazionale delle Cooperative dei Rom/Sinti
Roma, 21 Giugno 2007 ore 16 Sala Rosi Viale Manzoni, 16
(zona S. Giovanni/Colosseo) Ass. alle Pol. Soc. Comune di Roma

Le Cooperative dei Rom-Sinti di Milano, Carpi di Modena, Padova, Firenze, Roma, Campobasso, Foggia, Reggio Calabria
propongono al Governo una strategia per
IL LAVORO come STRUMENTO CENTRALE
dell?autosviluppo economico e sociale delle popolazioni Rom/Sinti

Programma

- Saluto di Gloria Malaspina
Assessore al Lavoro della Provincia di Roma
- Relazione di Giorgio Bezzecchi
Presidente Rom Cooperativa Roman Drom di Milano
e Segretario Nazionale dell?Opera Nomadi
- Intervento di Gianni D?Averio (Dirigente Serv. Soc. Milano)
- Intervento di Giulio Riccio (Ass. Pol. Soc)
- Interventi dei Rom/Sinti delle Cooperative
- Intervento di Mirella Buccomino (Dirigente Comune Isernia):
?I Rom Molisani e il lavoro?
- Interventi degli EE.LL.
Partecipano i Parlamentari Fabio Evangelisti (Italia dei Valori), Fabio Rampelli (A.N.)

INTERVENTI CONCLUSIVI DEI SOTTOSEGRETARI DI STATO
- Paolo Cento (Ministero dell?Economia)
- Rosa Rinaldi (Ministero del Lavoro)
- Donatella Linguiti (Ministero per le Pari Opportunità)

Durante la Conferenza verrà consegnato un riconoscimento alla Rumrì Silvana Bevilacqua moglie dell?operaio Rom Cosimo Abruzzese trucidato di fronte la sede della Cooperativa ?Rom 1995? dalla mafia il 28 aprile 2007 a Reggio Calabria.

E? prevista la presenza di LUIGI CIOTTI Presidente di LIBERA

Fotografia: Roberto Hudorovic e Menad Menadovsky

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Niente Sinti dal "Santo" (Antonio di Padova)

1 Giugno 2007 2 commenti


Padova 31 maggio. Il sindaco vieta la sosta alle carovane di Sinti che arrivano in città per la ricorrenza di Sant?Antonio. Flavio Zanonato, dopo il divieto alle prostitute, continua la sua lotta al degrado per la cosiddetta ?emergenza sicurezza?, puntando l?indice sui ?nomadi?. Non Rom e Sinti che abitano a Padova, ma quelli che sono in «transito». Anche se arrivano per venerare il santo patrono.
«Abbiamo in mente anche un?azione di contrasto anche contro i mendicanti, che spesso vivono in casolari abbandonati – sottolinea Marco Carrai, assessore alla sicurezza – L?accattonaggio non è un reato, a meno che non sia molesto o effettuato da minori. Ma è una forma di degrado che disturba i cittadini».

SANT?ANTONIO PATRONO DI PADOVA
La città comincia a riempirsi di visitatori e pellegrini, che arrivano da tutto il mondo, per la consueta festa del “Santo” in preparazione per il 13 giugno. Sant?Antonio è molto venerato dagli ?zingari? cattolici ed è ormai una tradizione decennale l?arrivo di gruppi rom/sinti per le celebrazioni. In una cappella della Basilica del “Santo” si celebra, di mattina, una messa con canti e preghiere in ?romanès? proprio per gli zingari. Alcuni restano per confluire nella tradizionale processione che alle ore 18 attraversa la città.

IL “PATTO DI SICUREZZA” DI PADOVA
Il commento dell’Opera Nomadi di Padova
Per una questione di ?decoro urbano? è impensabile che il Comune di Padova impedisca ai Rom e Sinti di poter sostare a Padova durante le festività del Santo che è venerato moltissimo assieme a Padre Pio e altri. Tutti gli anni abbiamo assistito all?arrivo di roulotte e camper da ogni parte d?Italia e Padova si è sempre dimostrata una città ac-cogliente. Ultimamente il sindaco Zanonato che vede invasioni da parte di spacciatori, prostitute e immigrati si scaglia contro la presen-za di Rom e Sinti annunciando ?tolleranza zero?, tanto da venire soprannominato lo ?sceriffo rosso? e da ottenere il plauso del nuovo sindaco di Verona Tosi e del Consigliere Regionale di Alleanza Na-zionale Zanon.
Probabilmente sta applicando a livello locale la linea politica nazio-nale del ?Patto sulla Sicurezza? che il Ministro Amato ha lanciato con i sindaci delle maggiori città italiane prima delle elezioni amministra-tive, e che, come si è visto non è servito ad aumentare i voti, anzi.
Generalizzando, il rischio è sempre il solito: si aumentano le tensioni e il razzismo, si vanificano quindi anche tutti gli sforzi che stiamo facendo come associazioni, per aiutare queste persone ad inserirsi nel tessuto sociale a intraprende un percorso finalizzato all?assun-zione dei diritti e dei doveri di cittadinanza attiva, uscendo dalla logica assistenziale negativa a cui sono state abituate troppo spesso e per agevolare l?incontro tra culture differenti superando stereotipi e pregiudizi.

Dopo aver messo all?indice via Anelli e dopo aver scelto di multare i clienti delle prostitute, ora Zanonato continua la sua battaglia puntando l?indice contro le famiglie rom
PADOVA VIETATA ALLE CAROVANE DI NOMADI
La giunta sceglie la linea dura. Stop ai mendicanti in centro
Il mattino di Padova, 31 maggio. Claudio Malfitano

Stop alle soste delle carovane di zingari in città: in vista della festa del Santo non saranno consentiti gli accampamenti abusivi. Vigilanza aumentata anche per gli «accattoni» in centro. Flavio Zanonato con-tinua la sua lotta al degrado puntando l?indice sui nomadi. Non Rom e Sinti che abitanto a Padova, ma quelli che sono in «transito». Negli ultimi mesi affluenza record: il park per camion a Granze di Camin è l?area più utilizzata per accamparsi. Roulotte e camper anche all?ex Foro Boario in Prato della Valle. Vengono «intimati» a lasciare la città: la maggior parte lo fa dopo poche ore. Linea dura fino al 13 giugno.
La campagna di lotta al degrado dell?amministrazione comunale ha trovato un nuovo obiettivo: gli zingari presenti in città. Negli ultimi mesi il flusso di presenze è aumentato e nelle prossime settimane sono previsti nuovi arrivi, anche per la particolare devozione dei nomadi a Sant?Antonio. Non ci sarà un?ordinanza, stavolta. Tutto è la-sciato alla volontà politica esplicitamente dichiarata dall?assessore alla sicurezza Marco Carrai. Istituzionalmente tradotta in pratica dagli agenti della polizia municipale. Nelle due ultime settimane sono stati diversi gli interventi di «sgombero» di accampamenti abusivi. A Gran-ze di Camin, in particolare, nel grande parcheggio per camion di fron-te al cimitero. Un luogo conosciuto dai nomadi forse grazie al «passa-parola». Ma un paio di interventi sono stati necessari anche in piazza Rabin, dove adesso si sono piazzate le giostre per la festa del Santo. E poi corso Australia e i lungargini. «Gli altri anni tolleravamo qualche arrivo per il Santo nel parcheggio dell?Euganeo, ma arrivavano solo pochi giorni prima il 13 giugno» racconta il vicesindaco Sinigaglia, che smentisce l?emergenza: «Non parlerei di invasione – spiega – Ci stiamo muovendo per coniugare sicurezza, accoglienza e legalità».
La linea è chiara: prima di tutto, forse anche prima della devozione verso il Santo, c?è la sicurezza dei cittadini. D?altronde anche il voto di domenica scorsa ha parlato chiaro. E il sindaco Zanonato vuole dimostrare che il centro sinistra non può «mollare» su un argomento così sentito. Dopo l?ordinanza anti-prostituzione (ad oggi 34 multe ai clienti e 3 alle lucciole), la lotta al degrado passa anche dagli «accattoni» che in centro chiedono la carità. «La legge ci dà strumenti limitati: li accompagniamo in centrale e poi li rilasciamo. Ma intensificheremo anche questa attività» conferma il comandante della polizia municipale Lucio Terrin.
Resta da capire se la maggioranza è compatta attorno al primo cittadino: in giunta, durante la discussione sul provvedimenti anti-zingari, mancava l?assessore di Rifondazione comunista Daniela Ruffini. E i «mal di pancia» della sinistra radicale non sono più così nascosti. «Abbiamo in mente anche un?azione di contrasto anche contro i mendicanti, che spesso vivono in casolari abbandonati – sottolinea Marco Carrai – L?accattonaggio non è un reato, a meno che non sia molesto o effettuato da minori. Ma è una forma di degrado che disturba i cittadini».
Un?azione autonoma intrapresa dall?amministrazione comunale: neppure prefetto e questore sono stati consultati sulla questione. Un?azione che proseguirà, intensificandosi, almeno fino al 13 giugno. Poi il fenomeno dovrebbe scemare. Ma se così non fosse, potrebbe prendere forma l?ipotesi di un?ennesima ordinanza.

Fotografia: processione Sant’Antonio, Padova 13 giugno 2000

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Diritti e riconoscimento culturale dei Rom/Sinti

31 Maggio 2007 Commenti chiusi

Dal IX Seminario Nazionale Opera Nomadi, la relazione del gruppo "Diritti". Da una introduzione sullo "Stato" di istituzionale discriminazione ad una serie di proposte per il riconoscimento e l‘effettiva acquisizione dei diritti delle popolazioni Rom/Sinte. A partire dalla priorità della regolarizzazione e dallo smantellamento dei "campi nomadi", per il riconoscimento della identità culturale. La questione diritti va inserita in una politica complessiva che favorisca l‘integrazione dei Rom/Sinti. A partire da un Ufficio Governativo Nazionale, con mediatori culturali Rom/Sinti, che coordini gli interventi su: Habitat, Lavoro, Sanità, Scuola, Diritti, Rappresentazione culturale.

DA DOVE VIENE IL DOSSIER
Il dossier, approvato dal IX Seminario Nazionale, proviene dall‘e-sperienza quarantennale Opera Nomadi sul territorio: 30 sezioni in tutta Italia. Da quattro Seminari nazionali sull‘Habitat per i Sinti, da nove Seminari Nazionali su tutte le tematiche per favorire l‘inte-grazione dei Rom/Sinti, da conferenze, dibattiti e coordinamenti regionali, da buone proposte delle sezioni, da buone proposte istituzionali, da un confronto aperto a tutti anche attraverso la circolare telematica dell‘Opera Nomadi, Romano Lil.

IL CONTESTO
Il dossier Diritti fa parte del Rapporto Programmatico Opera Nomadi 2007: Proposte di politica nazionale riguardanti lo sviluppo e l‘autosviluppo delle popolazioni Rom/Sinte.
Un rapporto suddiviso in differenti aree tematiche, Habitat
- Lavoro – Scuola – Sanità – Diritti, per favorire l‘integrazione dei Rom/Sinti. A partire dal riconoscimento di minoranza etnico-linguistica Europea come primo passaggio verso una Ri-conciliazione trans-nazionale verso i Rom/Sinti, per rimuovere le barriere, i pre-giudizi che hanno prodotto un "trattamento differenziale" ed una vera e propria de-umanizzazione di queste popolazioni. E dall‘istituzione di un Ufficio Governativo Nazionale, che si avvalga di mediatori Rom/Sinti, a coordinare gli interventi su tutto il territorio nazionale.

> IX Seminario Nazionale Opera Nomadi:
I ROM/SINTI E LE METROPOLI, Roma, 10 - 11 febbraio 2007

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Per un ?Patto sociale? nazionale coi Rom/Sinti

29 Maggio 2007 Commenti chiusi

In risposta al "patto di sicurezza" che legalizza la discriminazione verso i Rom/Sinti, l’Opera Nomadi propone al Governo un "patto sociale" nazionale per favorirne, invece, l’integrazione, in dettato alla Costituzione Italiana. Un patto che preveda la fine di un vero e proprio "Stato" di guerra (di persecuzione-esclusione-repressione), la rimozione degli ostacoli (pre-giudizi), il riconoscimento dell’identità etnica e l’avviamento di progetti di integrazione sociale a rimuovere gli svantaggi prodotti da 500 anni di discriminazione. Un "patto di sicurezza" per i Rom/Sinti.

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La scolarizzazione dei bambini Rom/Sinti

9 Maggio 2007 Commenti chiusi

La relazione del gruppo di lavoro "Scuola", dal IX Seminario Nazionale Opera Nomadi, rileva che la percentuale dei bambini Rom, Sinti e Camminanti che evadono l‘obbligo scolastico è elevata ed occorre applicare il "protocollo d‘intesa" MIUR-Opera Nomadi del 2005: "D’accordo con la Convenzione Internazionale sui Diritti dell‘Infanzia, siamo fermamente convinti che i minori debbano vivere la propria infanzia, debbano imparare a conoscere la nostra e altre culture, debbano far conoscere la loro e debbano essere aiutati a sviluppare la propria personalità; la scuola deve educare, (dal latino "educo") cioè deve formare con l‘insegnamento e con l’esempio il carattere e la personalità.
E solo la scuola e una scuola specializzata, dove sia attuata una didattica interculturale, permette che venga riconosciuta la ricchezza che deriva dal dialogo e dallo scambio fra i diversi orizzonti culturali, per una ridefinizione degli stessi
".

Protocollo dintesa per favorire la scolarizzazione dei Rom/Sinti
Il
"Protocollo d’intesa per la tutela dei minori zingari, nomadi e viaggianti tra Ministero Istruzione,Università, Ricerca Direzione Generale per lo Studente e Opera Nomadi" è stato firmato durante l‘Assemblea nazionale dell’Opera Nomadi, il 26 giugno a Roma, dal dottor Matteo Tallo, in rappresentanza del MIUR, e dal presidente nazionale Massimo Converso. Un protocollo, della durata di tre anni, che definisce le linee di intervento con cui gli Uffici Scolastici Regionali, Regioni ed Enti Locali, previa intesa con l‘Opera Nomadi, si attiveranno per ridurre la dispersione scolastica dei Rom/Sinti con iniziative che favoriscano inserimento e integrazione, promovendo anche la formazione del personale docente per una migliore comprensione della cultura "romanì". Nel protocollo si ufficializza per la prima volta la figura del "mediatore culturale e linguistico" Rom e Sinto come ponte fra scuola e famiglia. Da parte sua l‘Opera Nomadi si impegna anche a sensibilizzare le comunità dei Rom/Sinti verso l‘obbligo scolastico.

DA DOVE VIENE IL DOSSIER
Il dossier, approvato dal IX Seminario Nazionale, proviene dall‘e-sperienza quarantennale Opera Nomadi sul territorio: 30 sezioni in tutta Italia. Da nove Seminari Nazionali su tutte le tematiche per favorire l‘integrazione dei Rom/Sinti, da conferenze, dibattiti e coordinamenti regionali, da buone proposte delle sezioni, da buone proposte istituzionali, da un confronto aperto a tutti anche attraverso la circolare telematica dell‘Opera Nomadi, Romano Lil.

IL CONTESTO
Il dossier Scuola fa parte del Rapporto Programmatico Opera Nomadi 2007: Proposte di politica nazionale riguardanti lo sviluppo e l‘autosviluppo delle popolazioni Rom/Sinte.
Un rapporto suddiviso in differenti aree tematiche, Habitat
- Lavoro – Scuola - Sanità - Diritti, per favorire l’integrazione dei Rom/Sinti. A partire dal riconoscimento di minoranza etnico-linguistica Europea come primo passaggio verso una Ri-conciliazione trans-nazionale verso i Rom/Sinti, per rimuovere le barriere, i pre-giudizi che hanno prodotto un "trattamento differenziale" ed una vera e propria de-umanizzazione di queste popolazioni. E dall‘istituzione di un Ufficio Governativo Nazionale, che si avvalga di mediatori Rom/Sinti, a coordinare gli interventi su tutto il territorio nazionale.

> IX Seminario Nazionale Opera Nomadi:
I ROM/SINTI E LE METROPOLI, Roma, 10 - 11 febbraio 2007

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La Liberazione coi Rom/Sinti di Milano

27 Aprile 2007 Commenti chiusi


Milano 25 aprile. Anche quest?anno l?associazione Aven Amentza – Unione Rom e Sinti ha partecipato alla manifestazione del 25 aprile a Milano con il proprio striscione. ?Oltre 50 Rom sono venuti in piazza a ricordare a tutti i partecipanti che anche Rom e Sinti hanno aderito alla lotta armata per una Liberazione che per loro è ancora lontana?, spiega Ernesto Rossi vice-presidente dell?associazione.

QUEST?ANNO AL 25 APRILE
Quest?anno la partecipazione di Rom e Sinti alla manifestazione è stata per la prima volta, verrebbe da dire, massiccia: cinquanta o sessanta i presenti ?uomini, donne, giovani- provenienti da diversi ?campi?, abruzzesi (Zama) e romeni (San Dionigi, Triboniano) e bos-niaci (Triboniano): una festa nella festa. Con musicisti e balli improvvisati. È il frutto di un lungo lavoro di anni, di Opera Nomadi nel passato, di Aven Amentza nel periodo più recente, ma anche della nascita di una sorta di coordinamento, partito dalla Lista Dario Fo delle ultime elezioni municipali milanesi. Ma soprattutto dell?impe-gno di due donne, Dijana Pavlovic, romnì serba, attrice di teatro e rom cabaret, già candidata della stessa lista nelle stesse elezioni, e di Lavinia (faccio i cognomi solo se autorizzato), mediatrice culturale romena, che hanno saputo parlare e spiegare e convincere.
Nulla di scontato: come far intendere a Rom e Sinti italiani, sempre da tutto esclusi, che il 25 Aprile li riguarda, e a romeni e bosniaci che il 25 Aprile è una festa di popolo in cui tutti possono parlare del passato e del presente? E presentarsi senza timore, tra la sorpresa dei moltissimi che non sanno, ma sono indotti a giudicare dal pregiu-dizio. Si dice da noi ?se son rose, fioriranno?. Nonostante la strana primavera di quest?anno, o proprio per questo, conviene sperare.
26 aprile 2007
Ernesto Rossi, per l?associazione Aven Amentza ? Unione Rom e Sinti

Il volantino alla manifestazione
> NOI ROM E SINTI, ITALIANI E IMMIGRATI,
ASPETTIAMO LA DEMOCRAZIA

Mentre celebrate il 62° anniversario della Liberazione d?Italia
RICORDATE CHE NOI ROM E SINTI,
ITALIANI E IMMIGRATI ASPETTIAMO LA DEMOCRAZIA
cioè la Liberazione dalla guerra dell?oppressione e del pregiudizio, che già portò alle persecuzioni e stragi nazifasciste (ben oltre 600.000 morti) e che oggi ci costringe a nascondere la nostra identità per poter vivere e lavorare in pace

Se questo è un paese libero
lo deve alle lotte e al sacrificio di chi si è opposto alla dittatura fascista all?occupazione nazista, che molti, interessati o confusi, cercano oggi di dimenticare, così come si cerca di cancellare la Storia, quella delle violenze e delle stragi, delle deportazioni, dei campi di concentramento e di sterminio.
In tutta Europa, dovunque si è organizzato un movimento di Resistenza, Rom e Sinti ne hanno fatto parte; spesso talmente numerosi da costituire intere formazioni, con propri comandanti (come in Jugoslavia, in Francia, in Slovacchia); spesso compiendo imprese e atti di valore personale e d?importanza storica; talvolta persino ottenendo il riconoscimento di una medaglia, in cambio d?una vita sacrificata.
Ma di ogni cosa positiva che viene dal nostro piccolo popolo pacifico (violenze, guerre, stragi, distruzioni le abbiamo solo subite, mai com-piute) volutamente si perde notizia. I nostri grandi ?uomini e donne- sono nascosti e dimenticati o ne viene taciuta l?appartenenza.
Rivendichiamo, così come facciamo per le centinaia di migliaia di nostri (e vostri!) fratelli, sterminati dagli oppressori, che queste persone stiano col loro nome nella schiera di coloro che hanno contribuito a liberare questo ed altri paesi e a porre le basi di una nuova Europa. Senza confini, proprio com?è nella nostra antica cultura.

Ecco i nomi degli ignoti partigiani rom e sinti italiani:
*il rom istriano Giuseppe Levakovich, detto Tzigari, che militò nella Brigata ?Osoppo?, in Friuli, agli ordini del comandante Lupo;
*Rubino Bonora, partigiano nella Divisione ?Nannetti? in Friuli
*Walter Catter, eroe partigiano, uno dei Martiri di Vicenza, fucilato l?11 novembre 1944;
*suo cugino Giuseppe Catter, fucilato ventenne nell?Imperiese da brigatisti. Il suo distaccamento ne prese il nome. Decorato al valore;
*il sinto piemontese Amilcare Debar, l?unico ancora vivente, staffetta e poi partigiano combattente nella 48^ Bgt. Garibaldi ?Dante Di Nanni?, comandata da Colajanni. Dopo la guerra fu rappresentante del suo popolo alle Nazioni Unite;
*E molti altri, ancora più ignoti.

Il 25 Aprile è arrivato anche grazie a loro, ma per la loro gente non è arrivata la liberazione dal pregiudizio che ha segnato tutta la loro storia.

ROM E SINTI ASPETTANO IL LORO 25 APRILE

La nostra associazione
AVEN AMENTZA = VENITE CON NOI
L?amministrazione comunale di centrodestra ha avviato un progetto che dovrebbe condurre alla soluzione del problema abitativo. In una città in cui non si costruiscono case, a noi spetta solo il ghetto dei campi: e così basta l?indirizzo per perdere il lavoro. E questo è invece il I° problema. Una scelta non priva di coraggio nasce viziata da un errore fondamentale: CON NOI NON SI PARLA. È invece necessaria un?attenzione alla diversità delle culture e alla volontà d?inserimento delle persone, che non sia continuamente penalizzata da una visione ostile. La questione riguarda, a Milano, circa 4000 persone, parte delle quali cittadini italiani. Chiediamo di cessare gli sgomberi e di avviare il superamento della politica ?solo italiana- dei campi, che nasce dal pregiudizio razzista.

ESSERE ROM E SINTI NON È UN DELITTO.
SIAMO UOMINI E DONNE COME GLI ALTRI. MOLTI DI NOI LAVORANO,
MA DOBBIAMO NASCONDERCI PER NON ESSERE LICENZIATI.
Questo è il nostro 25 aprile nell? Italia democratica?

ROM E SINTI D?ITALIA
In Italia Rom e Sinti sono circa 150.000, per metà cittadini italiani, sedentari, o che si muovono per motivi di lavoro (giostre, circhi, piccolo commercio). ?Nomadi? solo perché costretti dai continui sgomberi. Sono circa lo 0,2 per mille della popolazione: uno ogni mille abitanti. Il livello di scolarizzazione è bassissimo, la speranza di vita da Terzo Mondo, le occasioni d?inserimento poche. L?altra metà proviene dai paesi della Grande Jugoslavia e dalla Romania. Là e in altri paesi la loro condizione può essere anche diversa: vi sono ingegneri e domestiche, professori e giudici, artisti e vigili urbani, operai e impiegati, deputati nei parlamenti nazionali. Un gitano spagnolo è stato deputato al Parlamento europeo ed oggi vi sono due deputate ?Zingare? ungheresi. L?Unione Europea è formata da 27 stati e una nazione: questa siamo noi.

L? ASSOCIAZIONE ?AVEN AMENTZA? ? UNIONE ROM E SINTI
È nata nel 2004 per combattere il pregiudizio, con l?incoraggiamento di CGIL Lombardia, Camera del Lavoro e Coop Lombardia. È un?associazione di Rom, Sinti, e non rom (gagè).
La nostra impostazione: *avere voce come Rom e Sinti *difendere concretamente i nostri diritti, per consolidare anche l?esercizio dei doveri *usare l?associazione come percorso d?integrazione nell?e-sercizio della democrazia *difendere la legalità e la sicurezza di tutti.
Partecipiamo al Progetto europeo di ricerca RomEco; in giugno siamo presenti alla Festa del quartiere in cui si trovano i campi di via Triboniano; abbiamo avviato una ricerca sulla partecipazione dei Rom e Sinti alla Resistenza; stiamo costituendo una cooperativa di donne rom; nella sede ottenuta dalla Provincia di Milano apriremo un centro di documentazione su Rom e Sinti, dedicato a CARLO CUOMO. Ma l?iniziativa di gran lunga più ?scandalosa? cui abbiamo dato vita, grazie al sostegno attivo di Camera del Lavoro di Milano e FILLEA Cgil, è stata l?apertura (giugno 2005) d?uno sportello sindacale, nei campi di via Triboniano, per il controllo delle buste paga e delle situazioni lavorative di numerosi Rom, romeni e bosniaci.
VENITE A LAVORARE CON NOI! Chi è interessato ai nostri progetti e al nostro modo d?agire, può contattarci al telefono sotto indicato o agli indirizzi: meg.rossi@tin.it, cipes.lomb@fastwebnet.it.

Aven Amenza
Sede legale: Via Triboniano 212 ? 20156 Milano (Italia).
Tel. +39.(02).48409114
Sede operativa: Provincia di Milano, via P. Pancrazi 10 ? 20145 Milano. Tel. +39.(02).7740.4489 ? fax 7740.4490
Costituita il 18 luglio 2004, registrata a Milano il 22 novembre 2004

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Un po? di Liberazione coi Sinti di Vicenza

25 Aprile 2007 Commenti chiusi


Vicenza, 25 aprile. Invitati dall?Opera Nomadi Cittadini di coscienza sociale sfilano per un 25 aprile interculturale dietro uno striscione, ?dignità – diritti per tutti ? ieri oggi domani?, e sotto i colori della bandiera dei Rom/Sinti. Fuori dalle retoriche celebrazioni ufficiali, la Festa della Liberazione si tinge di una ?resistenza? attiva e compartecipe: la memoria si fa storia attuale e presenza viva di democrazia. La Liberazione non è completata finchè non è di tutti.
Il 25 aprile libera tutti.

I motivi della manifestazione
25 aprile: Liberazione coi Sinti di Vicenza. Romano Lil, 23 aprile
Vicenza, 25 aprile, ricorrenza della Liberazione dal regime nazi-fascista. Alle ore 9,30 l?Opera Nomadi vicentina invita tutti ad una presenza di solidarietà coi Sinti del ?campo sosta? di viale Cricoli dopo l?incursione neofascista del 14 aprile scorso. I partecipanti si dirigeranno quindi in piazza ad unirsi alle celebrazioni ufficiali della Festa della Liberazione. Liberazione dall?oppressione che per i Rom e Sinti non è ancora arrivata.

____> cronaca______

RESTITUIRE IL 25 APRILE AI SINTI E ROM
Vicenza. L?incontro per ?restituire il 25 aprile ai Sinti e Rom? si tiene alle ore 9,30 al ?campo sosta? comunale di viale Cricoli. I partecipanti all?iniziativa (una sessantina di persone), in presidio sorvegliato dalla Polizia -dall?altra parte della strada, vengono invitati a visitare il campo sosta. ?E? la prima esperienza di incontro ? spiega al mega-fono Nereo Turati presidente Opera Nomadi di Vicenza, – dopo quello che è successo lo scorso 14 aprile con l?incursione neofascista. Oggi ci avviciniamo e ci incontriamo per prendere il caffè in compagnia?. Anche i Sinti vengono invitati ad uscire dalle ?campine?: ?Venite fuori, conosciamoci, discutiamo dei nostri diritti?.

SIAMO QUI PER TRE PRECISI MOTIVI
Il ?campo sosta? comunale, di ?segregazione etnica?, è attivo dal-l?anno 2000 ed è suddiviso in tre parti: campo grande, campo piccolo, area famiglia slava. Attualmente ospita circa 20 nuclei familiari su uno spazio sovraffollato – perché negli anni le famiglie si sono molti-plicate, e sempre più deteriorato con l?avanzare del degrado e della trascuratezza istituzionale.
?L?Ufficio Tecnico del Comune – spiega Nereo, – ha dato tempo trenta giorni di tempo per ristrutturare il campo con tanto di certificazione tecnica?. Un?impresa difficile ed anche costosa.
?Siamo qui per tre precisi motivi – continua Nereo Turati. ? In risposta all?incursione neo-fascista che fa propaganda elettorale sulla pelle di donne e bambini, perché non c?erano gli uomini il 14 aprile scorso. Per far sapere a voi Sinti che c?è un?altra Vicenza che lavora e si attiva per il bene comune. Perché oggi è il 25 aprile che ricorda la fine della guerra. La fine di un regime nazi-fascista che ha sterminato 500 mila Rom e Sinti. Un regime a cui si sono opposti, nel movimento della Resistenza, anche tanti Rom e Sinti ma per loro il dopoguerra non è ancora arrivato. Non hanno avuto nessun risarcimento. Uno dei dieci martiri di Vicenza, fucilati a Ponte dei Marmi l?11 novembre 1944, è il Sinto Walter Catter di cui viene anche modificato il cognome nelle ce-lebrazioni ufficiali. In questo ?campo? vivono dei parenti e discendenti sia di Walter Catter che di Rubino Bonora, un altro partigiano Sinto, ma vengono ghettizzati e discriminati invece di essere riconosciuti e risarciti”.

VISITA GUIDATA AL ?CAMPO?
“Che ognuno porti la voglia di conoscenza per superare i pregiudizi ? esorta il presidente dell?Opera Nomadi, – creiamo momenti di incontro e di dialogo, invito tutti a conoscerci!?.
L?incontro fra i residenti e gli ospiti parte dal caffè e da altre bibite.
Una certa difficoltà viene superata dal formarsi di diversi capannelli con le persone più ?sgagie? che fanno da mediatori culturali. Alcuni visitatori vengono accompagnati a visitare l?interno delle abitazioni (roulotte e camper) ed i servizi, insufficienti o male attrezzati: l?allac-ciamento e lo scarico idrico, i servizi igienici, la linea elettrica. La conoscenza mette in campo anche l’ignoranza degli ospiti, prove-nienti per lo più dalla sinistra movimentista che si oppone anche all’ampliamento della base americana di Vicenza: cosa vuol dire Sinti? Quella bandiera di chi è? Perchè abitano qui?…

PERSONE
Adriana Uscieri, figlia di Rubino Bonora (morto nel 1978) abitava ad Oderzo in Friuli ma si è trasferita a Vicenza dal 1958 per andare in giro con le giostre, come ha fatto per tutta la vita. Adesso si è fer-mata al ?campo? ma continuano gli otto figli, ?tutti bravi a lavorare?: non andrebbe mai a stare in una casa perché quando entra in una stanza vede i muri che si muovono e le si chiudono sopra.
Fabio Gerardin mostra lo scarico dei bagni, che si blocca spesso e allaga tutto, e si lamenta della scarsa vivibilità del ?campo?. Virgilio Pavan, Consigliere Nazionale dell?Opera Nomadi, spiega che questa è stata la più bella iniziativa fatta a Vicenza: ?Anche per la pace della gente, il razzismo deve finire! Al campo c?è sovraffollamento. Va chiuso con la creazione di microaree residenziali per famiglie allar-gate, per dividere le differenti etnie?.
Un signore spiega che non è proprio capace di vivere in una casa in muratura: quando va a trovare il fratello sta dieci minuti seduto in divano e poi, per le altre due ore, si sistema in poggiolo.
?Non si vive coi soldi dei morti?, spiega una signora raccontando della mamma morta sotto un treno e della nonna che rifiutò di firmare una richiesta di risarcimento danni.
?Ho la patente C-E? afferma Giuseppe Garbin, ?sono disponibile ma faccio fatica a trovare lavoro da camionista, soprattutto quando scoprono che abito al campo?.

IL CORTEO CITTADINO
Alle 10,30 parte la manifestazione verso il centro di Vicenza. Un?ottantina di persone con presenza attiva dei Sinti: donne, soprat-tutto giovani, bambini in carrozzina. Il corteo, dietro lo striscione ?dignità – diritti per tutti ? ieri oggi domani ? no al fascismo?, si snoda per le vie della città suscitando curiosità ma anche disprezzo: ?Guarda quanti soldi spesi a proteggere quei manifestanti?, dice una edicolante. E? la prima volta che i Sinti, assieme ad altri concittadini, sfilano a rivendicare i loro diritti, contro i pregiudizi e la discri-minazione razziale. Un corteo di educazione civica e civile che semina semi di con-vivenza soprattutto sui più giovani, anche due ragazzi che frequentano le scuole superiori. I volantini distribuiti dai residenti al ?campo? – ?Restituire il 25 aprile ai Sinti e ai Rom?, un accenno di ?Bella ciao? da parte di alcuni ?movimentisti?, e le motivazioni spie-gate al megafono da Nereo Turati – strada per strada, guidano la manifestazione fino a piazza Matteotti: ?Siamo qui per ricordare la partecipazione dei Sinti e Rom alla Liberazione. Usciamo dal ghetto di ?campo Cricoli ed entriamo nel centro a portare la rivendicazione dei nostri diritti. Oggi è un 25 aprile interculturale, vogliamo ricordare che siamo tutti cittadini di Vicenza, indipendentemente dalla etnia o dalla religione!?.

COI SINTI IN PIAZZA DEI SIGNORI
La manifestazione si scioglie ufficialmente in piazza Matteotti con le parole di Nereo Turati: ?Per la prima volta abbiamo partecipato assieme, per i diritti umani, Rom, Sinti e Gagè. Grazie a tutti. Ora e sempre resistenza!?. Lo striscione viene arrotolato ed in forma non ufficiale i partecipanti confluiscono, alle ore 11,30, nella vicina Piazza dei Signori dove sono in atto le celebrazioni ufficiali: bandiere italia-ne, banda musicale, discorsi di emeriti rappresentanti istituzionali. Lo striscione viene ridisteso e dietro di esso, e della bandiera, si pon-gono i partecipanti di questo 25 aprile di Liberazione coi Sinti, de-stando curiosità ed interesse fra la moltitudine lì convenuta. Anche da questa curiosità si intrecciano relazioni e preparativi per una prossima festa-incontro con e sulla cultura sinta. Cultura e identità sinta che per la prima volta nella storia di Vicenza si trova a rappre-sentare se stessa nel salotto della città: ?Siamo tutti concittadini!?

_____DOSSIER: VICENZA 25 APRILE___________

Fascisti svuotano spazzatura al ?campo nomadi? di Vicenza
Archivio Romano Lil, 16 aprile
Vicenza 14 aprile. ?Mandiamoli via. Troviamoci davanti al campo nomadi di via Cricoli con caschi e aste?: e così, in manifestazione non autorizzata, una trentina di attivisti di Azione Sociale e Forza Nuova svuotano un sacco di spazzatura nel ?campo?. Poi: sventolio di tricolori, inno nazionale, qualche saluto romano, e un lenzuolone con scritto ?Furti, degrado, rifiuti. Basta con i campi nomadi?.

In fotografia, Piazza dei Signori, da sinistra: Giuseppe Garbin ed il nipote di Rubino Bonora, Redy Floriani

Riferimenti: Il 25 aprile al "campo nomadi" di Vicenza

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25 aprile: Liberazione coi Sinti di Vicenza

23 Aprile 2007 Commenti chiusi


Vicenza, 25 aprile, ricorrenza della Liberazione dal regime nazi-fascista. Alle ore 9,30 l?Opera Nomadi vicentina invita tutti ad una presenza di solidarietà coi Sinti del ?campo sosta? di viale Cricoli dopo l?incursione neofascista del 14 aprile scorso. I partecipanti si dirigeranno quindi in piazza ad unirsi alle celebrazioni ufficiali della Festa della Liberazione. Liberazione dall?oppressione che per i Rom e Sinti non è ancora arrivata.

ORE 9,30 TROVIAMOCI IN VIALE CRICOLI
L?Opera Nomadi di Vicenza invita tutte le persone sensibili ai diritti umani ed alla giustizia, ad una ?presenza di solidarietà? coi Sinti perseguitati di viale Cricoli. Si formerà un corteo, autorizzato dalla Questura, che si dirigerà in Piazza dei Signori per unirsi, alle ore 11,15, alle celebrazioni ufficiali della Festa della Liberazione.

I ROM E SINTI ASPETTANO ANCORA LA LIBERAZIONE
Il 25 aprile è arrivato anche grazie ai Rom e Sinti che hanno parte-cipato alla resistenza, ma per la loro gente non è arrivata la ?libe-razione? dal pregiudizio che, anche a causa di una profonda diversità culturale, ha segnato tutta la loro storia nel Continente Europa. Se questo è un ?Paese libero? lo si deve alle lotte e al sacrificio di chi si è opposto alla dittatura fascista e all?occupazione nazista.
I Rom e Sinti, italiani e immigrati, aspettano ancora la democrazia, cioè la liberazione dalla guerra dell?oppressione e del pregiudizio che portò alle persecuzioni e sterminio nazi-fascista (con oltre 500.000 morti) e che oggi li costringe ancora a vivere segregati in campi nomadi ? lager istituzionali ed a nascondere la loro identità etnica per poter vivere e lavorare in pace.
Ma la discriminazione a cui continuano ad essere sottoposti oscura le nostre coscienze e ci riguarda tutti. Come ci ammonisce Primo Levi, sopravvissuto ai campi di sterminio nazisti: ?Il viaggio all?ingiù comincia dalla negazione dell?uguaglianza tra gli uomini e finisce fatalmente nella perdita di libertà e nel lager??

LA LIBERAZIONE NASCE DALLA RESISTENZA
La ?liberazione? da un regime oppressivo, che nega l?uguaglianze fra le persone, nasce da una ?resistenza? attiva e com-partercipata. Per non correre il rischio che il 25 aprile diventi una celebrazione formale e si cristallizzi in un vuoto di memoria, occorre attivare le nostre coscienze contro le discriminazioni e le disuguaglianze che ancora oggi permeano il nostro sistema sociale: ?Liberarci? tutti assieme, oggi e domani, per praticare democrazia e giustizia sociale.

L?appello dell?Opera Nomadi di Vicenza
>> RESTITUIRE IL 25 APRILE AI SINTI E AI ROM!
?Ma quante sono le menti umane capaci di resistere alla lenta, feroce, incessante, impercettibile forza di penetrazione dei luoghi comuni? ?? Primo Levi
Non è bastato al popolo Rom/Sinto lo sterminio di oltre 500.000 persone per poter entrare nella memoria storica europea e nazionale. Non sono bastate le migliaia di internati nei campi del Duce e deportati nei lager dell?Est per restituire loro il diritto a una qualunque forma di risarcimento sociale e culturale, a cominciare dal riconoscimento del loro status di persone, come di una tutela legislativa in quanto minoranza etnico-culturale e linguistica, presente da secoli nel nostro Paese.
Non sono bastati i tanti Sinti e Rom che hanno aderito alla lotta di Resistenza al fascismo e al nazismo in Italia, come in Polonia, in Francia e in Jugoslavia, per vederli ricordati di diritto nella ce-lebrazione del 25 aprile e nelle diverse commemorazioni.

Rom e Sinti nella Resistenza in Italia:
GIUSEPPE LEVAKOVICH, partigiano – Brigata ?Osoppo? – Friuli;
RUBINO BONORA, partigiano – Divisione ?Nanetti? – Friuli;
AMILCARE DEBAR, staffetta e partigiano – 48^ Brigata ?Garibaldi? – Piemonte;
GIUSEPPE CATTER, comandante di distaccamento – 4^ Brigata ?Gari-baldi? – Liguria;
WALTER CATTER, membro della resistenza padovana e fucilato dai nazifascisti assieme ad altri nove compagni al Ponte dei Marmi – Vicenza 11 novembre 1944.

Il dopoguerra per questo popolo non è mai cominciato: emarginati nei ?campi nomadi?, circondati dai pregiudizi e dal disprezzo sociale, sono esposti all?aggressività delle formazioni neofasciste che, in ?continuità ideale? e pratica con i predecessori, li fanno oggetto di violenze e abusi, spesso tollerati e mai seriamente repressi. I fatti di Opera, di Scampia, di sabato 14 aprile a Vicenza, sono solo gli ultimi di una lunghissima serie.
Se negli anni ?30 e ?40 erano gli Ebrei il bersaglio dell?intolleranza sia delle società, sia delle Istituzioni dei diversi Stati, oggi sono i Rom e i Sinti l?oggetto di discriminazione per eccellenza. Non è un caso se l?Unione Europea lancia continui richiami allo Stato italiano per le condizioni di degrado e discriminazione nelle quali queste persone vengono tenute nel nostro Paese.

BASTA CON L?OBLIO!
BASTA CON L?OSTILITÁ!
BASTA CON L?INDIFFERENZA!

Le famiglie Sinte e Rom di viale Cricoli sono di nostri concittadini!
Sono VICENTINI che vivono nella precarietà economica a causa della scomparsa dei loro mestieri tradizionali e che NON BENEFICIANO DI ALCUN AMMORTIZZATORE SOCIALE. Sono persone che vivono CONTRO LA LORO VOLONTÁ e da decenni sopra una ex- discarica, in condizioni ambientali, igieniche e di sovraffollamento che nessun altro vicentino accetterebbe.

MERCOLEDI? 25 APRILE 2007 ORE 9,30 IN VIALE CRICOLI

PRESENZA ATTIVA DI SOLIDARIETÁ ALLE FAMIGLIE DEL CAMPO SOSTA COMUNALE DOPO L?INCURSIONE NEOFASCISTA.
PER UNA CITTÁ APERTA, DIGNITÁ E DIRITTI PER TUTTI

Opera Nomadi di Vicenza
Aderiscono: Associazioni e Cittadini antirazzisti

Riferimenti: Incursione fascista al ?campo nomadi? di Vicenza

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Rapporto Salute sui Rom/Sinti

21 Aprile 2007 Commenti chiusi

Il dossier del gruppo di lavoro Sanità, dal IX Seminario Nazionale Opera Nomadi. A partire da differenze anche sostanziali fra le comunità e dalla possibilità di "stabilizzazione" (che permette processi di integrazione), per definire le problematiche quali: l‘emergenza minori, gli anziani sempre più abbandonati, le sindromi metaboliche, la sempre più alta incidenza delle diverse tossicodipendenze. Le problematiche evidenziate permettono di proporre delle "raccomandazioni": nell’ambito del diritto alla salute della popolazione rom, nell‘ambito dell’accessibilità ai servizi, nell’ambito della fruibilità con la formazione degli operatori all‘approccio transculturale.

DA DOVE VIENE IL DOSSIER
Il dossier, approvato dal IX Seminario Nazionale, pro-viene dall‘e-sperienza quarantennale Opera Nomadi sul territorio: 30 sezioni in tutta Italia. Da nove Seminari Nazionali su tutte le tematiche per favorire l‘integrazione dei Rom/Sinti, da conferenze, dibattiti e coordinamenti regionali, da buone pratiche delle sezioni. Da un confronto aperto a tutti anche attraverso la circolare telematica dell‘Opera Nomadi, Romano Lil.

IL CONTESTO
Il dossier Sanità, fa parte del Rapporto Programmatico Opera Nomadi 2007: Proposte di politica nazionale riguardanti lo sviluppo e l‘autosviluppo delle popolazioni Rom/Sinte.
Un rapporto suddiviso in differenti aree tematiche, Habitat
- Lavoro – Scuola – Sanità – Diritti, per favorire l‘integrazione dei Rom/Sinti. A partire dal riconoscimento di minoranza etnico-linguistica Europea come primo passaggio verso una Ri-conciliazione trans-nazionale verso i Rom/Sinti, per rimuovere le barriere, i pre-giudizi che hanno prodotto un "trattamento differenziale" ed una vera e propria de-umanizzazione delle popolazioni Rom/Sinte. E dall‘istituzione di un Ufficio Governativo Nazionale, che si avvalga di mediatori Rom/Sinti, a coordinare gli interventi su tutto il territorio nazionale.

> IX Seminario Nazionale Opera Nomadi:
 I ROM/SINTI E LE METROPOLI, Roma, 10 - 11 febbraio 2007

GRUPPO DI LAVORO SASTIPE’ – SANITA’
Conduttore di gruppo: Dr. Salvatore Geraci (Responsabile Nazionale Area Sanità – CARITAS)
Presenti : S.I.M.M. (Società Italiana Medicina Migrazioni)
CARITAS Area Sanitaria Nazionale
Opera Nomadi

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Si è costituito il Comitato Rom e Sinti Insieme

16 Aprile 2007 Commenti chiusi

Mantova 14 aprile. Presso la casa dello Studente, si è costituito ufficialmente il Comitato Rom e Sinti Insieme, il primo coordinamento nazionale che intende riunire attorno a sé tutte le comunità presenti in Italia. La scadenza era stata fissata dalla precedente assemblea del 24 marzo scorso. All?unanimità sono stati eletti 22 delegati di diversi gruppi Rom e Sinti che costituiscono ufficialmente il Comitato Rom e Sinti insieme.

Il comunicato del Comitato
ROM E SINTI INSIEME

Il Consiglio d’Europa e l?Unione Europea da molto tempo sollecita il Governo Italiano al riconoscimento delle minoranze Rom e Sinte ed ha altresì condannato qualsiasi forma di discriminazione, che purtroppo tuttora si verifica in Italia.

La discriminazione contro le minoranze Rom e Sinte in Italia è estesa in tutti i campi, dal privato al pubblico, l?emarginazione e la segre-gazione economica e sociale dei Rom e dei Sinti si trasforma in una discriminazione etnica.

In Italia le minoranze Rom e Sinte non sono riconosciute ne come Minoranze Etniche Linguistiche ne come Minoranze Nazionali e pertanto non beneficiano dei diritti che questi status prevedono.

Rare sono le realtà dove le comunità sinte e rom sono considerate protagoniste sociali pensanti e dove sono attuate politiche di interazione, di partecipazione diretta e di mediazione culturale.

I Sinti e i Rom presenti in Italia vedono in molti casi negato il diritto alla residenza, il diritto alla sanità, il diritto alla scuola, il diritto al lavoro.

In questa situazione drammatica i Rom Europei subiscono oltremodo politiche discriminatorie, emarginanti e segreganti. Famiglie intere scappano dai loro paesi d?origine per i conflitti etnici, le guerre civili e l?estrema povertà e l?Italia nega loro i più elementari diritti. Segregati nei ?campi nomadi? delle grandi città italiane, e non solo, i Rom Europei vivono situazioni inumane senza acqua, luce, servizi igienici e sono costretti a mendicare per le strade il sostentamento giornaliero.

In questi ultimi anni l?Unione Europea, il Consiglio d?Europa e altre istituzioni internazionali sono intervenute sulle problematiche vissute dai Sinti e dai Rom in Italia senza che il nostro Paese facesse propri questi interventi.

In una decisione resa pubblica il 24 Aprile 2006, il Comitato Europeo per i Diritti Sociali (CEDS) ha deciso che l?Italia sistematicamente viola, con politiche e prassi, il diritto di Rom e Sinti ad un alloggio adeguato. La decisione è basata su un Reclamo Collettivo pre-sentato contro l?Italia dallo European Roma Rights Centre (ERRC), in collaborazione con osservAzione, secondo la modalità prevista dalla Carta Sociale Europea Revisionata.

Occorre smantellare la politica dei campi nomadi, superare la politica dell?assistenzialismo e dell?accompagnamento sociale, del sostituirsi alla rappresentatività di Rom e Sinti, ed EVITARE il restaurarsi di politiche simili con altra denominazione che contengono sempre i requisiti dell?assistenzialismo

Occorre superare le politiche sociali improntate sulla negazione delle culture e della società Rom e Sinta e promuovere una politica interculturale per le minoranze rom e sinte, ancora oggi negata e osteggiata nella realtà ma promossa e ostentata nelle parole e negli intenti.

Politiche interculturali costituite da processi e metodologie, come la mediazione culturale, che portano le diverse culture alla reciproca conoscenza per instaurare dialogo e comprensione reciproca.

In Italia le società e le culture sinte e rom sono spesso negate e ridotte ai soli aspetti folkloristici; questo ha comportato e comporta la predisposizione di politiche e di progetti che hanno l?obiettivo di assimilare gli stessi Sinti e Rom dentro la società maggioritaria, in senso numerico. Tali politiche sono contrastati dai Sinti e dai Rom, consegnando al fallimento ogni tentativo di assimilazione ed alla problematizzazione della presenza.

E? indispensabile creare i presupposti perché le comunità sinte e rom siano considerate protagoniste sociali pensanti e di conseguenza siano attuate politiche di interazione, di partecipazione diretta e di mediazione culturale.

Le politiche costruite insieme alle diverse Minoranze Sinte e Rom partono dal concetto di interazione per creare relazioni empatiche, incondizionate e prive di valutazioni, promotrici della crescita, del benessere e dell’indipendenza di entrambe le parti. Il riconosci-mento del diritto alla differenza come occasione di incontro tra di-verse società e culture capaci di generare un migliore modo d’essere.

In modo particolare negli ultimi decenni le minoranze Rom/Sinte sono state ?obbligate? ad assorbire un forzato adattamento alle circostanze (sempre negative), conducendo verso la ?negazione? della diversità culturale Romanì o peggio verso la sua ?estre-mizzazione?.

La trasformazione che stiamo vivendo oggi obbliga al consoli-damento di una consapevolezza culturale ed al ripristino di un rapporto di scambio culturale ?in movimento? per reclamare il diritto alla diversità.

Una grande occasione per le minoranze rom e sinte se al confronto culturale si affianca un riesame critico per superare le frustrazioni del passato e spingersi verso un futuro senza negare quando di valido c?è nella tradizione Romanì.

Rom e Sinti devono essere protagonisti di un nuovo modo di essere Rom e Sinti, necessariamente diverso, svolgere un ruolo attivo e propositivo attraverso la partecipazione diretta e la lotta contro ogni forma discriminazione.

IL PROGETTO POLITICO E LA STRATEGIA ORGANIZZATIVA

In questa prima fase il Comitato Rom e Sinti Insieme si pone l?obiettivo di unire le associazioni e i rappresentanti delle comunità sinte e rom che in questi anni si sono impegnati in Italia a favore dalle popolazioni sinte e rom, per sviluppare e condividere insieme metodi, strategie e programmi finalizzati alla crescita sociale, culturale e politica delle minoranze Rom e Sinte.

La finalità del Comitato Rom e Sinti insieme è la costituzione di una federazione di associazioni, da raggiungere nel giusto tempo necessario, presumibilmente entro un anno dalla sua costituzione.

In tale periodo sarà necessario che il comitato Rom e sinti insieme si ponga quale soggetto rappresentativo di rom e sinti verso le istituzioni governative e nominare delegati per la partecipazione all?IRU (International Romanì Union) e ad altri organismi Europei.

In tale periodo sarà necessario sviluppare e condividere gli strumenti adeguati per rispondere ai bisogni, cioè un progetto politico capace di migliorare la condizione sociale, culturale e politica delle minoranze rom e sinte. Sarà anche necessario sviluppare e condividere le finalità, gli scopi, le strategie organizzative, con la definizione di uno statuto per la federazione.

I delegati dei Comitato Rom e Sinti Insieme saranno convocati nelle prossime settimane per avviare tutte le attività.

Iscrizioni al Comitato:
info@comitatoromanophralipe.it
romsinti.insieme@libero.it

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La centralità del lavoro nell?integrazione dei Rom/Sinti

14 Aprile 2007 Commenti chiusi

Una sintesi della relazione del Gruppo Lavoro dal IX Seminario Nazionale Opera Nomadi, Roma, 10 – 11 febbraio 2007, per porre la centralità del "lavoro" nei progetti di integrazione dei Rom/Sinti.
Il lavoro è il problema più grave che affligge queste popolazioni: perché senza lavoro non possono venire esercitati i più elementari diritti di cittadinanza. Il lavoro è fondamentale per poter aspirare ad una reale integrazione sociale ed ad una vita degna di essere vissuta. Senza lavoro non c’è diritto di cittadinanza; non c’è possibilità di emancipazione né possibilità di uscire dalla marginalità o peggio, dalla devianza.

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Il Ministro Ferrero e le politiche per Rom/Sinti

7 Aprile 2007 Commenti chiusi


Roma 6 aprile. Comunicato del Ministro della Solidarietà Sociale, Paolo Ferrero, in occasione dell?8 aprile, Giornata Internazionale del popolo rom: ?Nella giornata nella quale si celebra la cultura e la storia del popolo Rom, la più numerosa minoranza d?Europa, credo sia importante sottolineare quanta strada resti da fare per eliminare ogni forma di discriminazione nei confronti dei Rom e favorirne l?inclusione nella società?.
Il Ministro della Solidarietà sociale ricorda le priorità: disagio abi-tativo, inserimento sociale e scolastico, riconoscimento come mino-ranze linguistiche.

Giornata Internazionale del popolo Rom
Ferrero: eliminare la discriminazione, favorire l’inclusione
Per il Ministro Ferrero la situazione dei Rom in Italia non è stata affrontata per molti anni e c?è ancora molta strada da fare

Roma, 6 aprile. Comunicato del Ministro della Solidarietà sociale, Pao-lo Ferrero, in occasione della Giornata internazionale del popolo Rom che si celebra l?8 aprile.

QUANTA STRADA RESTA DA FARE
?Nella giornata nella quale si celebra la cultura e la storia del popolo Rom, la più numerosa minoranza d?Europa, credo sia importante sottolineare quanta strada resti da fare per eliminare ogni forma di discriminazione e di intolleranza nei confronti dei Rom e favorirne l?inclusione nella società. La situazione dei Rom in Italia non è stata affrontata per molti anni, se non attraverso misure repressive e atteggiamenti discriminatori. Malgrado si stia parlando soltanto di 140 mila persone la politica non ha fatto nulla. Da qualche mese abbiamo attivato presso il Ministero della Solidarietà sociale un tavolo informale (a cui partecipano i rappresentanti delle associazioni Rom che operano nel nostro paese, quelli delle associazioni che si occupano di questo tema e quelli dell?Anci) per studiare insieme la situazione e le forme di intervento.

DISAGIO ABITATIVO
Tra le priorità sulle quali si deve intervenire si segnala prima di tutto quella relativa al disagio abitativo, senza alcun dubbio la questione emergente e centrale. Deve essere affrontata per risolverla in modo strutturale e non come successo fino ad oggi con interventi estemporanei e spesso scoordinati. Penso ad esempio a possibili forme di autocostruzione e comunque a formule urbanistiche all?inse-gna del superamento del concetto di ?ghetto?. Oggi i cosiddetti campi-rom non sono altro che ghetti. Dobbiamo trovare delle alternative consone anche per rispettare la cultura Rom. Non possiamo cioè passare dal campo come ghetto ai casermoni-alveare?.

INSERIMENTO SOCIALE E SCOLASTICO
?L?altra questione decisiva è quella dell?inserimento sociale e di quello scolastico. Su questo punto è stato avviato un percorso con il Ministero dell?Istruzione per studiare le soluzioni migliori e avere prima di tutto il quadro esatto della situazione attuale a proposito di inserimento scolastico dei bambini Rom.
E? però evidente come il problema del nostro rapporto coi Rom si de-ve affrontare alla radice, vale a dire a partire dall?abitudine a consi-derare come ?altro? e pericoloso ciò che appare come diverso da noi”.

I ROM COME CAPRO ESPIATORIO
“Il rischio continuo che si corre nel nostro paese è quello di consi-derare il Rom come il capro espiatorio di altri problemi: in particolare dei disagi e delle difficoltà della vita nelle grandi aree urbane e nelle periferie delle nostre città. Non è un caso che i fatti di cronaca più drammatici si verificano sempre nelle zone più degradate o dove la gente ?normale? sta peggio. La vera emergenza dalla quale uscire sono le forme di impoverimento e di precarietà della popolazione che spinge chi sta male a sospettare se non ad odiare che gli sta vicino e è magari ?diverso? da lui. Sui temi della casa e dell?inclusione sociale si deve perciò lavorare mentre si interviene anche per modificare quel senso comune che, spesso veicolato anche dai media, fa di ogni diversità un pericolo o una minaccia sulla quale proiettare le incertezze e le paure di quella parte della società che si sente più debole e precaria?.

ALCUNI PUNTI DI INTERVENTO
?In occasione dell?8 aprile si possono indicare anche altri punti di intervento che si potranno realizzare nei prossimi mesi in favore del riconoscimento dei diritti e dell?inclusione sociale dei Rom: operare per il riconoscimento delle popolazioni Rom e Sinte quali minoranze linguistiche, convocare una conferenza internazionale che discuta dei diritti di questa parte della popolazione europea, infine, per quanto riguarda il Ministero della Solidarietà sociale, destinare una parte delle risorse del Fondo per l?inclusione sociale degli immigrati proprio all?inclusione sociale dei Rom, con particolare attenzione ai giovani?.

Riferimenti: Ministero della Solidarietà Sociale

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A Padova i Sinti si costruiscono la casa

6 Aprile 2007 Commenti chiusi


Roma, 5 aprile. Si chiama Villaggio Speranza il nucleo di undici casette in muratura che i Sinti del ?campo nomadi? di via Tassinari, di Padova, inizieranno a costruire dopo un corso di formazione in edilizia. E? il primo progetto di autocostruzione di questo tipo in Italia. La risposta del comune di Padova, fortemente voluta dall?Opera Nomadi, per risolvere la situazione abitativa dei Sinti, dopo vent?anni di ?campo sosta comunale?.
Il progetto viene presentato oggi a Roma al Convegno Europeo su Autorecupero e Autocostruzione che parte alle 10 alla sala Protomoteca del Campidoglio, organizzato dal Comune e Ministero della Solidarietà Sociale.

I SINTI MURATORI
Il corso di formazione da edili comincerà tra un mese. E nel giro di un anno e mezzo nel quartiere San Giuseppe-Savonarola di Padova saranno pronte le case per i sinti del campo di via Tassinari-Corso Australia. Undici «villette» di una cinquantina di metri quadri ognuna, con il giardino di fronte e tutti i servizi. Costruite proprio da loro, i Sinti. Il Comune investe una somma di 300 mila euro per le spese di costruzione. A occuparsi dei lavori sarà la cooperativa «Padovana muratori», che assumerà i sinti dopo un corso di formazione da cui riceveranno anche un attestato. con la speranza che, finito di mettere su casa, possano continuare a lavorare nel settore.
Si tratta di undici famiglie, 29 persone, che dopo vent?anni di segregazione in un ?campo sosta comunale? non volevano finire nel chiuso degli alloggi popolari, smembrando la famiglia allargata.

E A PADOVA I SINTI SE LA COSTRUISCONO
Nella città veneta sta per partire il progetto «Villaggio Speranza». Undici famiglie sinte che vivono nelle roulotte costruiranno con le proprie mani la loro abitazione, aiutati dal Comune. Si chiama «autocostruzione». Un convegno sul tema oggi a Roma
il manifesto, 5 aprile. Di Cinzia Gubbini

Il corso di formazione da edili comincerà tra un mese. E nel giro di un anno e mezzo nel quartiere San Giuseppe-Savonarola di Padova saranno pronte le case per i sinti del campo di via Tassinari-Corso Australia. Undici «villette» di una cinquantina di metri quadri ognuna, con il giardino di fronte e tutti i servizi. Costruite proprio da loro, i sinti. E’ il primo progetto di autocostruzione di questo tipo – un esperimento simile sta per partire a Casoria, in provincia di Napoli – realizzato niente meno che in terra leghista. Il nome scelto dai sinti per le loro future case tradisce la fatica di raggiungere l’obiettivo: «Villaggio Speranza».
Ad aiutarli e a rispondere colpo su colpo alle polemiche scatenate dalla destra in consiglio comunale, gli operatori dell’Opera nomadi che seguono le undici famiglie sinte (ventinove persone in tutto) ormai da vent’anni. Con il supporto della giunta di centro sinistra, in particolare del vicensindaco Claudio Sinigaglia, che ha difeso sin dall’inizio il progetto. «Quanto c’è voluto, sono anni che i sinti chiedono di poter avere una casa, di andarsene da quel campo dove vivevano male, dentro le roulotte, con solo due bagni a disposizione, e chiusi dentro un muro alto quattro metri, tagliati fuori – racconta la presidente dell’Opera Nomadi di Padova, Renata Paolucci – con la destra non c’era niente da fare. Erano sordi a qualsiasi proposta. Magari avrebbero speso soldi per migliorare il campo, ma mai per permettere a queste persone, che sono cittadini padovani, i cui figli frequentano le nostre scuole, di uscire dalle roulotte».
Erano quattro mura che chiedevano le famiglie sinte. Ma non volevano finire in un alloggio popolare. Quello no. Dentro case piccole, senza nessuno sbocco all’esterno, costretti a smembrare la famiglia allargata. Le undici famiglie non avevano i soldi per comprare un terreno, magari fuori città, dove piantare una casa una muratura, come hanno fatto altri sinti padovani. Un tempo erano giostrai, uno di loro lo è ancora. Ma le cose sono cambiate, con la giostrina alle sagre si fatica a campare. Oggi le donne del gruppo sinto lavorano nelle pulizie, i ragazzi si arrangiano con qualche lavoretto precario, i più giovani stanno frequentando corsi di formazione. Ma pagare un affitto è quasi impossibile. Accedere a un mutuo, peggio che andare di notte. E allora l’idea è quella dell’autocostruzione: una strada che sta prendendo piede anche in Italia. Proprio oggi, a Roma, comune e ministero della Solidarietà sociale hanno organizzato un convegno europeo sul tema, che parte alle 10 alla sala Protomoteca del Campidoglio. Si parlerà anche del progetto di Padova.
Il «Villaggio Speranza» funziona così: il Comune mette a disposizione 300 mila euro per le spese di costruzione. A occuparsi dei lavori sarà la cooperativa «Padovana muratori», che assumerà i sinti dopo un corso di formazione da cui riceveranno anche un attestato. con la speranza che, finito di mettere su casa, possano continuare a lavorare nel settore. Con ulteriori 100 mila euro, stanziati ancora dal Comune, verranno pagati gli stipendi dei «neoassunti»: «Solo per una parte dell’orario di lavoro – spiega Paolucci – mentre il resto delle ore che i sinti daranno “gratis” saranno decurtate dal canone mensile che le famiglie dovranno corrispondere».
Le case, come il terreno, infatti rimangono di proprietà del Comune. «Ma chissà, magari alla fine del progetto riusciremo a fare in modo che i sinti diventino proprietari delle case», osserva Paolucci. Polemiche da parte della popolazione? «Macché – dice la vicepresidente di Opera nomadi – la gente non si spaventa di fronte a progetti che permettono di vivere in modo dignitoso. Sono i campi, e l’emarginazione, a creare pregiudizi. A fare cagnara sono stati solo i signori della destra in consiglio comunale».

_____________riferimenti_____________________

Autorecupero e Autocostruzione: Convegno Europeo
Romano Lil, 5 aprile
Roma, 5 aprile. Anche l?Opera Nomadi (col ?villaggio speranza? di Padova) invitata al Convegno Europeo: Autorecupero e Autocostru-zione, Forme e politiche di un nuovo servizio pubblico per l’alloggio sociale. Il Convegno, organizzato da Ministero della Solidarietà So-ciale, Regione Lazio, Comune di Roma, si tiene alla Sala della Proto-moteca, presso il Campidoglio, dalle ore 9 alle 18. L’autorecupero e l’autocostruzione ai fini residenziali intendono recuperare in forma partenariale le proposte innovative emergenti dalla società, talvolta in forma conflittuale, incrementando l’efficacia dell’investimento pub-blico attraverso – l’integrazione delle politiche urbanistiche con quelle sociali residenziali ed economiche per governare la complessità dei fattori

Lo smantellamento dei ?campi nomadi? di Padova
Archivio Romano Lil, 2 aprile
Padova, 1998-2006. Lo smantellamento dei ?campi sosta comunali? proviene da una mobilitazione continua e determinata dell?Opera Nomadi locale. A partire dalla partecipazione a gare d?appalto per la ?gestione campi? e per la ?scolarizzazione?, con ricorsi al TAR per pratiche clientelari, per arrivare alla sensibilizzazione metodica sui “campi nomadi sacche di emarginazione, che vanno smantellati?. Smantellati con redistribuzione abitativa, concordata coi residenti, che ha visto la casa come destinazione principale, seguita dal ?villaggio speranza? e da microaree residenziali. Villaggio Speranza che viene relazionato a “tavoli” europei sull’habitat.
Fondamentale, in questa battaglia, il rinnovo della convenzione per la ?gestione campi?, del 22 luglio 2005, che è stato accettato solo in cambio di impegno scritto, del vice-sindaco, sul progressivo sman-tellamento dei ?campi?.

Fotografia: nella casetta simulata, Renata, il ?Bianco?, Melania e Giulia

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La casa per i Sinti

5 Aprile 2007 1 commento

E a Padova i Sinti se la costruiscono. “il manifesto”, 5 aprile, pag.8

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Appello di Rom e Sinti contro gli sgomberi di Roma

4 Aprile 2007 Commenti chiusi

Roma, 4 aprile. 56 Rom e Sinti di Roma, con il supporto del professor Brazzoduro e De Angelis, riuniti in assemblea presso l?Università ?La Sapienza? hanno redatto un appello contro gli sgomberi della città capitale: ?Noi qui riuniti gridiamo no agli sgomberi, no alla repressione, no alle espulsioni e sì a una politica abitativa alternativa ai ?campi nomadi?, sì all?integrazione economica, sociale e culturale?. L?appello, dove si chiede anche il riconoscimento dello status di minoranza, è indirizzato a rappresentanti istituzionali italiani ed europei ed è stato presentato, quest?oggi, anche al Ministro Amato. Un appello al reelatore speciale ONU, contro gli sgomberi senza alternative, Il Prefetto sgombera Rom di Roma, lo aveva rivolto anche l’Opera Nomadi lazio il 14 febbraio scorso.

A LOR SIGNORI

Al Commissario Europeo per i Diritti Umani,
Al Ministro degli Affari Interni, Giuliano Amato
Al Ministro della Salute, Livia Turco
Al Ministro per le Politiche della Famiglia, Rosy Bindi
Al Ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero
Al Presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo
Al Presidente della Provincia di Roma, Enrico Gasbarra
Al Sindaco di Roma, Walter Veltroni
All?Assessore alle Politiche Sociali e Sanitarie, Rafaela Milano
Al Prefetto di Roma, Achille Serra
Al membro italiano del Comitato di Esperti su Rom e Viaggianti del Consiglio d?Europa, Claudio Marta

I SOTTOSCRITTI ROM E SINTI
riuniti in assemblea presso l?Università di Roma ?La Sapienza?

RILEVANO
con sconcerto e preoccupazione la svolta repressiva adottata dalle autorità di pubblica sicurezza e concretizzatasi in ripetute azioni di sgombero, non solo di miserabili insediamenti spontanei (nelle ultime settimane Largo Camesena, Tor Pagnotta, Tor Vergata), ma anche di cosiddetti ?campi nomadi? ormai istituzionalizzati e attrezzati come Bellosguardo a via di villa Troili.

DENUNCIANO
all?opinione pubblica nazionale e internazionale tali sgomberi, che si configurano come l?espressione di una inaccettabile ?pedagogia del terrore? e sono presentati dall?Amministrazione comunale come opera di riqualificazione e bonifica del territorio.
Rammentiamo peraltro che il Governo italiano è stato già deplorato, in sede di Consiglio d?Europa, per comportamento discriminatorio in tema di politiche abitative nei confronti di rom e sinti. Con decisione unanime dei componenti del Comitato Europeo per i Diritti Sociali, assunta il 21 dicembre 2004, si è stigmatizzato che: 1) l?inade-guatezza dei campi sosta costituisce una violazione dell?art. 31 (1) della Carta; 2) gli sgomberi forzati e le altre sanzioni ad essi associati costituiscono una violazione dell?art. 31 (2); 3) la mancanza di soluzioni abitative stabili per rom e sinti costituisce una violazione degli articoli 31 (1) e 31 (3).

Lascia perplessi e indignati l?ottusa ripetizione di una pratica che calpesta diritti umani elementari come quello a un tetto o a un semplice ricovero. I cosiddetti ?campi nomadi? sono stati già una invenzione arbitraria per confinare in maniera razzista i profughi dell?Europa dell?est da generazioni sedentarizzati nei loro paesi. In tali campi per l?incuria istituzionale i rom e i sinti sono stati costretti a sopravvivere miseramente in orrendi agglomerati per lo più privi di acqua, bagni, fognature, elettricità. I campi cosiddetti attrezzati non si distinguono di molto da quelli improvvisati. Non a caso quest?in-verno sono morti bruciati due giovani nel campo attrezzato di via dei Gordiani, come sono morti bruciati i giovani sposi Cristina e Nicolae di 15 e 14 anni nel campo informale di Orta di Atella nel Casertano.

I ?campi nomadi?, che sono luoghi dove si corre il rischio dell?annien-tamento dell?identità culturale, si presentano come concentrati di miseria e ghetti esposti alla devianza, nonostante l?impegno profuso dalla sparuta presenza del volontariato e dall?intervento in prima persona di qualche mediatore culturale rom.

I campi cosiddetti attrezzati, costruiti con materiali scadenti e soggetti pertanto a rapido deterioramento, sono privi di manutenzione. Spesso interventi fondamentali come un presidio sanitario vengono improvvisamente sospesi. I campi sono sottoposti ad un controllo poliziesco fatto di blitz indiscriminati che lasciano una scia di terrore che colpisce soprattutto i nostri bambini per giorni e giorni quasi paralizzati dalla paura (chiedere ai loro insegnanti). Le famiglie non possono spostarsi neppure temporaneamente perché altrimenti perdono il diritto al posto. Si è sottoposti ad espulsione dal campo in qualunque momento come sanzione amministrativa a totale arbitrio di chi la decide senza che si siano avute condanne definitive da parte della magistratura per uno specifico reato. Chi è condannato paghi, ma che senso ha che tutta la sua famiglia sia cacciata dall?abitazione?!!

Il controllo esasperato della polizia non ha difeso però stranamente i rom dagli attacchi subiti da parte di teppisti e di squadracce fasciste, né dall?infiltrazione criminale che ha cercato nei campi manovalanza soprattutto per lo spaccio di sostanze stupefacenti. Negli ultimi tempi sono sempre più numerosi i rom tossicodipendenti e contagiati dall?aids. Sino a qualche tempo fa tra rom e sinti la tossicodipendenza era sconosciuta.

Gli stessi rom e sinti cittadini italiani come i rom kalderash (lucidatori di metalli) o i sinti sono gravemente discriminati. La mancanza di vere aree di sosta sta distruggendo la possibilità di portare avanti attività tradizionali che potrebbero stare nel mercato, come lo spettacolo viaggiante, le giostre o le tante forme di ambulantato e di lavoro stagionale. I sinti hanno subito un vero e proprio censimento etnico ad hoc, fotografati addirittura. Chi ha rifiutato il censimento, considerandolo arbitrario , in quanto cittadino italiano, è stato poi privato del diritto di sostare nei cosiddetti campi nomadi. In molti casi per sopravvivere abbiamo dovuto riciclarci come rottamatori e acquistare privatamente degli appezzamenti di terreno per tenere unita la famiglia estesa. Nel paese dei condoni edilizi e fiscali siamo continuamente vessati da vigili urbani e minacciati di abbattimento dei prefabbricati che abbiamo realizzato in maniera dignitosa sul nostro terreno.

Benché nei campi siano sistematicamente violati i diritti umani, tali realtà comunque garantiscono la sopravvivenza; col tempo si attivano reti di capitale sociale, pratiche di integrazione scolastica, sociale e lavorativa.

Gravissimo perciò è lo sgombero improvviso che ci costringe a condizioni ancora più precarie con contemporanea, assurda e ingiustificabile distruzione dei nostri poveri beni. Donne e bambini, spesso in tenerissima età, in seguito allo sgombero sono lasciati in strada con i loro genitori che quindi sono costretti a cercare ricoveri di fortuna presso altri insediamenti informali, spesso in vere e proprie grotte oppure lungo il greto dei fiumi o in fatiscenti fabbriche deindustrializzate; in posti comunque accomunati dall?insalubrità e che quindi costituiscono pericoli evidenti per la salute. E difatti si registrano preoccupanti casi di tifo, di tubercolosi ecc.

Tutto il faticoso lavoro sul piano dell?integrazione scolastica e lavorativa viene distrutto a colpi di ruspa e di espulsioni.
L?Amministrazione capitolina, che si è definita ?giunta della solida-rietà? aperta alla questione della povertà nel terzo mondo, continua ad affrontare i problemi dei rom e dei sinti come ?emergenza? esclusivamente dal punto di vista dell?ordine pubblico. Con l?annuncio del possibile trasferimento forzato presso paesi della provincia si corre il rischio di fomentare l?odio sociale.

Come potrebbero essere viste di buon occhio persone deportate con la scusa di risanare la periferia romana dalla delinquenza? Perchè non si informa che tra i rom e i sinti ci sono anche artisti, poeti, musicisti, abili artigiani, studenti che a scuola, nonostante lo svantaggio sociale, stanno raggiungendo buoni risultati, donne che sono mediatrici culturali, impegnate anche in progetti di grande innovazione, come l?Antica Sartoria Rom?

La realtà oggettiva di emarginazione e di esclusione costituisce un potente ostacolo al processo di formazione di una nostra rappre-sentanza politico-sociale. Ciononostante si registra, specialmente tra le nuove generazioni, la maturazione di una consapevolezza dei propri diritti e dei propri doveri e la convinzione della necessità di impegnarsi alla costruzione del proprio futuro che meritano attenzione e incoraggiamento.

Nei giorni in cui si celebra il 50° anniversario dei Trattati di Roma, nonchè nella terza settimana dedicata all?antirazzismo, i sottoscritti

CHIEDONO

1. L?adozione di politiche sociali a livello delle esigenze ormai da anni ben note alle pubbliche autorità;

2. Il riconoscimento dello status di minoranza etnico-linguistica;

3. L?elaborazione da parte delle pubbliche autorità di quella serie di iniziative coordinate, idonee ad avviare un processo finalizzato al superamento dei ?campi nomadi? e comunque degli insediamenti spontanei che non costituiscono un?emergenza improvvisa ma una realtà di cui da anni si conoscono dinamica e fenomenologia come pure proposte alternative, condizione preliminare a un?effettiva politica di integrazione.

Noi qui riuniti gridiamo no agli sgomberi, no alla repressione, no alle espulsioni e sì a una politica abitativa alternativa ai ?campi nomadi?, sì all?integrazione economica, sociale e culturale

I Rom e sinti firmatari di questa lettera

CHIEDONO
alle autorità destinatarie di questo documento di essere ascoltati, di essere consultati in prima persona data l?estrema gravità delle condizioni di vita che sono venute maturando a causa della colpe-vole disattenzione e incuria delle pubbliche autorità, di partecipare alle decisioni che direttamente o indirettamente li riguardano

che per i rom extracomunitari si rimedi celermente a una situazione di assoluta precarietà giuridica imputabile al mancato riconoscimento di un diritto di residenza non solo a chi è in Italia da lustri (anche 40 anni !) ma anche a chi è nato e ha sempre vissuto nel nostro Paese

INVITANO
A visitare la drammatica realtà dei campi dell?area metropolitana romana, non dissimili da molti altri sparsi in tutta Italia e segno tangibile del degrado e della negazione di diritti elementari in cui la gran parte di rom e sinti è costretta a sopravvivere.

1. Graziano Halilovic (rom xoraxanè, La Barbuta)
2. Annibale Niemen (sinto, Lunghezza)
3. Zoran Maximovic (rom rudaro, Gordiani)
4. Sladijana Mitrovic (romnì rudara, Gordiani)
5. Gania Sejdic (romnì xoraxanè, Castel romano)
6. Sevla Sejdic (romnì xoraxanè, Vicolo Savini)
7. Najo Adzovic (rom xoraxanè, Casilino 900)
8. Fadil Adzovic (rom xoraxanè, Casilino 900)
9. Vesil Hadzovic (rom xoraxanè, Castel romano)
10. Nedzab Hamidovic (rom xoraxanè, Castel romano)
11. Mirsad (rom xoraxanè, Candoni)
12. Silvana Sulejmanovic (romnì xoraxanè, Salviati 2)
13. Senada Sulejmanovic (romnì xoraxanè, Salviati 2)
14. Fikreta Sulejmanovic (romnì xoraxanè, Salviati 2)
15. Sakib Sulejmanovic (rom xoraxanè, Salviati 2)
16. Senada Salkanovic (romnì xoraxanè Crna Gorski Casilino 900)
17. Vesir Salkanovic (rom xoraxanè Crna Gorski Casilino 900)
18. Serkia Salkanovic (rom xoraxanè Crna Gorski Casilino 900)
19. Mahmut Salkanovic (rom xoraxanè Crna Gorski Casilino 900)
20. Lulugin Husovic (rom xoraxanè Crna Gorski Casilino 900)
21. Hakia Husovic (rom xoraxanè Crna Gorski Casilino 900)
22. Ekrem Husovic (rom xoraxanè Crna Gorski Casilino 900)
23. Almasa Sulejmanovic (romnì xoraxanè, Salviati 2)
24. Sandro Adzovic (rom xoraxanè, Casilino 900)
25. Bidaijm Sahiti (rom xoraxanè, macedone, Casilino 900)
26. Dzafer Sahiti (rom xoraxanè, macedone, Casilino 900)
27. Aldo Hudorovic (rom kalderash, Foro Boario)
28. Alina Dumitru (romnì romena, ex villa Troili)
29. Marinel Ignat (romnì romena, ex villa Troili)
30. Ecaterina Enciu (romnì romena, ex villa Troili)
31. Florian Nucu (romnì romena, ex villa Troili)
32. Leonard Iancu (rom romeno, ex villa Troili)
33. Dan Zarafu (rom romeno, ex villa Troili)
34. Florin Dinu (rom romeno, ex villa Troili)
35. Elena Calin (romnì romena, ex villa Troili)
36. Cristina Zarafu (romnì romena, ex villa Troili)
37. Emil Ignat (rom romeno, ex villa Troili)
38. Camelia Zarafu (romnì romena, ex villa Troili)
39. Odisej Cismic (rom xoraxanè, Castel romano)
40. Sacir Hamidovic (romnì xoraxanè, Castel romano)
41. Safet Sejdic (rom xoraxanè, Castel romano)
42. Esma Cismic (romnì xoraxanè, Castel romano)
43. Hamidovic Alija (rom xoraxanè, Castel romano)
44. Hajrija Halilovic (romnì xoraxanè, La Barbuta)
45. Senapa Ramovic (romnì xoraxanè, La Barbuta)
46. Devlia Hadzovic (rom xoraxanè, La Barbuta)
47. Rifet Seferovic (rom xoraxanè, La Barbuta)
48. Venetu Halilovic (rom xoraxanè, La Barbuta)
49. Mirko Grga (rom rudaro, Salviati 1)
50. Dragan Djordjevic (rom rudaro, Salviati 2)
51. Zoran Todorovic (rom rudaro)
52. Umiza Halilovic (romnì xoraxanè, Lombroso)
53. Dudia Halilovic (romnì xoraxanè, Lombroso)
54. Lulugi Halilovic (romnì xoraxanè, Lombroso)
55. Davide Halilovic (rom xoraxanè, Lombroso)
56. Vebia Halilovic (rom xoraxanè, Lombroso)

Riferimenti: Il Prefetto Serra dichiara guerra a?

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Habitat Rom/Sinti: la cultura dell?abitare

2 Aprile 2007 1 commento

Dal IX Seminario Nazionale Opera Nomadi, il dossier del gruppo di lavoro Habitat: da una relazione sulla condizione nazionale alle proposte politiche, che vedono la casa al primo piano, per facilitare l‘integrazione nell’habitat dei Rom/Sinti, a partire dallo smantellamento dei "campi nomadi" con redistribuzione abitativa concordata coi residenti. L‘Habitat, strettamente inter-connesso col Lavoro, va inserito in una politica complessiva che favorisca l‘inte-grazione dei Rom/Sinti. A partire da un Ufficio Governativo Nazio-nale, con mediatori culturali Rom/Sinti, che coordini gli interventi su: Habitat, Lavoro, Sanità, Scuola, Diritti, Rappresentazione culturale.

DA DOVE VIENE IL DOSSIER
Il dossier, approvato dal IX Seminario Nazionale, pro-viene dall‘esperienza quarantennale Opera Nomadi sul territorio: 30 sezioni in tutta Italia. Da quattro Seminari nazionali sull‘Habitat per i Sinti, da nove Seminari Nazionali su tutte le tematiche per favorire l‘integrazione dei Rom/Sinti, da conferenze, dibattiti e coordinamenti regionali, da buone proposte delle sezioni (Padova, Rovigo, Milano, Napoli, Reggio Calabria, Mantova…), da buone proposte istituzionali (come il comune di Modena, la Legge Regionale della Campania) da un confronto aperto a tutti anche attraverso la circolare telematica dell‘Opera Nomadi, Romano Lil.

IL CONTESTO
Il dossier Habitat, fa parte del Rapporto Programmatico Opera Nomadi 2007: Proposte di politica nazionale riguardanti lo sviluppo e l‘autosviluppo delle popolazioni Rom/Sinte.
Un rapporto suddiviso in differenti aree tematiche, Habitat
- Lavoro – Scuola - Sanità - Diritti, per favorire l’integrazione dei Rom/Sinti. A partire dal riconoscimento di minoranza etnico-linguistica Europea come primo passaggio verso una Ri-conciliazione trans-nazionale verso i Rom/Sinti, per rimuovere le barriere, i pre-giudizi che hanno prodotto un "trattamento differenziale" ed una vera e propria de-umanizzazione delle popolazioni Rom/Sinte. E dall‘istituzione di un Ufficio Governativo Nazionale, che si avvalga di mediatori Rom/Sinti, a coordinare gli interventi su tutto il territorio nazionale.

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Ri-conciliazione coi Rom/Sinti

21 Marzo 2007 1 commento

Intervista ad Alex Zanotelli, coscienza della società civile, sulle popolazioni più discriminate d‘Europa: verso i Rom permane una diffidenza che proviene da un pre-giudizio atavico, da 500 anni di persecuzione e discriminazione sociale. Il portato di una società altera che non accetta la diversità ingombranti e le culture che non si assimilano. Per superare questi pregiudizi ed aprire le porte ad una società interculturale bisogna ammettere le nostre colpe ed a farci portatori di una ri-conciliazione verso i Rom/Sinti. Sennò non ci sarà futuro, per noi e per loro.

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Italia xenofoba e razzista verso Rom e Sinti: rapporto ONU

15 Marzo 2007 Commenti chiusi

Ginevra, 13 marzo. "La società italiana – secondo il rapporto del relatore Speciale delle Nazioni Unite – affronta un’inquietante tendenza alla xenofobia e lo sviluppo di manifestazioni di razzismo che colpiscono principalmente le comunità Sinti e Rom che sono "il gruppo etnico che affronta la discriminazione più pesante nell‘alloggio, nell’istruzione, nella sanità, così come nell’occupazione e soffrono dalla violenza razzista. Fino a un terzo della popolazione di Sinti e Rom è segregato dal resto della società in accampamenti autorizzati e non".

Per l’esperto dell’Onu, l’Italia, dove Diene è stato in visita lo scorso ottobre, "sconta ancora le conseguenze delle linee di condotta della precedente coalizione di Governo che, con la legge Bossi-Fini, ha consentito ai partiti dell’estrema destra di dare un ‘approccio sicuritario’ alle politiche di asilo e di immigrazione". Il relatore osserva inoltre l’emergere di fattori e tendenze positivi per combattere razzismo e xenofobia, e chiede al nuovo governo di fare della "lotta contro il razzismo, la xenofobia e la discriminazione una delle massime priorità”.
Con la significativa descrizione degli incontri, con l
‘accompagnamento dell’Opera Nomadi, con la comunità Sinti di via Tommaso Smith e con quella dei Rom Romeni dello Scalo Tiburtino, poi sgomberati il 14 febbraio 2007.

Il rapporto in inglese (si clicchi sul titolo)
Il rapporto descrive compiutamente le diverse discriminazioni perpetrate dalla società italiana, all‘ottavo posto nel pianeta per il "benessere" raggiunto, verso gruppi etnici, immigrati, richiedenti asilo. Il senegtalese Doudou Diéne pone una particolare attenzione alla situazione dei Sinti e dei Rom: "sono il gruppo etnico che affronta la discriminazione più pesante nell‘alloggio, nell‘istruzione, nella sanità, così come nell’occupazione e soffrono dalla violenza razzista. Fino a un terzo della popolazione di Sinti e Rom è segregato dal resto della società in accampamenti autorizzati e non".
Il Relatore Speciale rimarca che i Rom/Sinti siano stati esclusi dalla legge 1999 e
"raccomanda" che vengano presto riconosciuti "come una minoranza nazionale di cui la cultura e la lingua debbono essere protette". "Raccomanda", inoltre, che il Governo attui una politica nazionale per l‘integrazione di queste Comunità a partire dal diritto di cittadinanza per i Rom immigrati.

QUALE TRADUZIONE
Con spirito di servizio si pone una traduzione in italiano-maccheronico dal rapporto in rigoroso inglese. Lo scrivente è di terza lingua francofona e, quindi, la traduzione è approssimativa ma serve, comunque, a dare una precisa idea, si spera, di come un Osservatore Internazionale "vede" la "questione rom". Si resta a disposizione di chi volesse meglio tradurre il documento.

* Xenofobia dal greco xenophobia, ossia "paura del diverso"; parola composta da xenos, "estraneo, insolito" e phobos, "paura", ossia la paura di ciò che è differente per natura, razza o specie. Solitamente questo atteggiamento non si ferma alla semplice paura ma sfocia in una vera e propria intolleranza e discriminazione nei confronti dell’oggetto della propria paura.

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La scolarizzazione possibile dei Rom/Sinti

15 Febbraio 2007 Commenti chiusi
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I Rom, i Sinti e le Metropoli: conclusioni dal Seminario

11 Febbraio 2007 Commenti chiusi

Roma 11 febbraio. Le conclusioni del IX Seminario Nazionale Opera Nomadi con oltre cento partecipanti ed un concorso musicale diventato "nazionale": l‘Università sulle tematiche Rom/Sinti che indica una "linea politica", pro-positiva e con-divisa, che si fa corpo sociale coi diretti interessati. Seminari di studio e di orientamento dove l‘in-formazione si "scalda" e diventa comunicazione intrecciandosi di relazioni personali, di corpi, sudori ed anima. Ma quando l‘Opera Nomadi indica la strada, "u baro drom", spesso i supponenti e gli esperti guardano le falangi del dito e non la strada.

"ZINGARI" COME IL CALCIO
Come di calcio, di "zingari" si disserta e discute nei bar di tutta Italia, da Mantova a Pescara a Verona. Come nel calcio dove l‘ignoranza produce supponenza (nei bar si compilano anche le "formazioni" della Nazionale), così sulle tematiche Rom/Sinti, si formano "intellighenzie romanì" da salotto, studiosi ed esperti di rassegna stampa, ideologi di corporazioni sinte, che non si mescolano mai sul campo, dove c’è da studiare e da sudare a proprie spese per rincorrere la palla della conoscenza, senza contributi di partiti o amministrazioni amiche. Uno di questi "campi" di studio e di lavoro è stato il IX Seminario Nazionale dove hanno "relazionato" con grande compe-tenza, e si sono passati la "palla", referenti autorevoli attivi da anni nell‘Opera Nomadi, fondata nel 1966 come associazione politica, di tutela di Rom/Sinti e Camminanti.

METODO OPERA NOMADI
Il "metodo" di lavoro dell‘Associazione Opera Nomadi è di confronto e discussione con i Rom/Sinti, diretti protagonisti di pratiche di giustizia sociale. Vedere un musicista 18enne di Palermo, Rom "straniero", relazionare con un Sinto "italiano" di Bolzano e partecipare alle conclusioni sui "diritti" dà il senso di quanto Opera Nomadi si sia fatta corpo sociale e politico sulle tematiche Rom/Sinti.

IL CORPO E L’ANIMA DELL’OPERA NOMADI
E quando si parla di "corpo sociale" si intende la complessità interconnessa, il "sistema", che è formata da anima e corpo: testa, cuore, polmoni, fegato, mani, stomaco, piedi, intestino…

IL PRINCIPIO DI INDETERMINAZIONE DI HEISENBERG
Sembra che il cervello ragioni, connettendo sinapsi, in modo non elettromagnetico ma quantico risonando comunque di sé l‘ambiente circostante. E così lo stesso ragionamento sulle "microaree" fatto in un ufficio con addetti ai lavori è diverso e porta a conclusioni differenti nel caldo umidiccio e casinante di una serata musicale coi Rom/Sinti che cantano esclusivamente "romanès". Il brusìo di fondo può stratificarsi a voce narrante ed in tutti i casi "colora" di sé anche la fredda documentazione tecnica.
Secondo il
"principio di indeterminazione" di Heisenberg l‘osservazione non è mai neutra ma modifica l’osservato. L’atto è sempre ridondante nell‘ambiente e la relazione su un foglio di carta produce "relazione" sociale, per dirla in maniera "sistemica" e "quantica": uno più uno biancoenero, nel metodo Opera Nomadi, fa due a colori. La relazione matematica resta uguale ma la somma è colorata ed è quindi maggiore dei singoli addendi.

LE CONCLUSIONI DEL IX SEMINARIO NAZIONALE
Domenica 11 febbraio, Sala Teatro Municipio 3, via dei Sabelli 119.
A seguire, nei prossimi giorni, gli atti, divisi per le cinque aree tematiche, del IX Seminario Nazionale. E, comunque, le conclusioni sono nella realizzazione stessa del Seminario, nella partecipazione

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I ROM/SINTI E LE METROPOLI

9 Febbraio 2007 Commenti chiusi


Roma 10-11 febbraio. IX Seminario Nazionale Opera Nomadi. Appuntamento annuale con la più grande e competente organizzazione nazionale pro Rom/Sinti, per studiare, approfondire e "sentire" tutte le tematiche connesse, in un seminario attraversato e intrecciato da quello spirito di comunanza-phralipè caratteristico e fondante dell‘Associazione. Due giorni al "rendez-vous" dove confluiscono le anime belle del "volontariato sociale" d’Italia, con un pensiero comune: la libertà verrà quando abbracceremo la giustizia con spirito di umanità.

METODO OPERA NOMADI
Musica e documenti di lavoro, dati statistici e poesia, tavoli di lavoro e da pranzo, "relazioni" , "ciacole" e comunicazioni ufficiali, si intrecciano ed interconnettono nel metodo Opera Nomadi. Un metodo che si è fatto "sistema", dove l’intero colora di sé tutte le parti ed è maggiore della loro somma.

IX° Seminario Nazionale Opera Nomadi, 10-11 febbraio 2007
__________"I ROM/SINTI E LE METROPOLI"__________

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I ROM/SINTI E LE METROPOLI

1 Febbraio 2007 Commenti chiusi


Roma 10-11 febbraio. IX Seminario Nazionale Opera Nomadi. Appuntamento annuale con la più grande e competente organizzazione nazionale pro Rom/Sinti, per studiare, approfondire e "sentire" tutte le tematiche connesse, in un seminario attraversato e intrecciato da quello spirito di comunanza-phralipè caratteristico e fondante dell’Associazione. Due giorni al "rendez-vous" dove confluiscono le anime belle del "volontariato sociale" d’Italia, con un pensiero comune: la libertà verrà quando abbracceremo la giustizia con spirito di umanità.

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Per il riconoscimento dei Rom/Sinti

30 Gennaio 2007 Commenti chiusi


Italia, 27 gennaio 2007. 19 sezioni Opera Nomadi hanno presentato alle competenti Prefetture una petizione indirizzata al Ministero dell?Interno per il riconoscimento dei Rom/Sinti: A- Integrazione del ?Giorno della memoria? a Rom/Sinti, disabili, omosessuali, testimoni di Geova; B- Riconoscimento dei Rom/Sinti come minoranza etnico-linguistica. Questa petizione è il grande significato politico della commemorazioni del ?Porrajmos? anno 2007: l?Opera Nomadi si fa nazione con una proposta politica che indica memoria di presente e traccia legami di appartenenza e di riconoscimento sociale nel territorio.

I DUE PUNTI DELLA PETIZIONE
A- INTEGRAZIONE LEGGE 211 GIORNO DELLA MEMORIA
Con l?inserimento nella stessa de: ?popolo dei Rom/Sinti, dei disabili, degli omosessuali, dei Testimoni di Geova?.

B- RICONOSCIMENTO dei Rom/Sinti come minoranza etno-linguistica in dettato alla legge 15 dicembre 1999, n. 482: ” Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche “.

LE SEZIONI CHE HANNO ADERITO ALL?INIZIATIVA
Vicenza ? Rovigo – Padova -Treviso – Ferrara – Modena – Pistoia ? Pisa – Firenze – Abruzzo ? Latina ? Frosinone ? Roma – Caserta ? Cosenza – Foggia – Bari – Reggio Calabria – Palermo e Rimini (gruppo referente).

RIMINI
Stamane alle ore 9,00 mi sono recata in Prefettura e ho consegnato personalmente la petizione per la 211 e la 482 al Capo di Gabinetto. Abbiamo avuto un interessante colloquio. Mi ha chiesto di metterlo al corrente di eventuali novità e si è messo a disposizione per qualsiasi aiuto. Gli ho fatto presente della possibilità di insediamenti Rom-rumeni anche in zona. In Prefettura non risultano, ma ci sono.
Rita Filippo, Referente Opera Nomadi Rimini

TREVISO
Alle ore 10 di sabato 27, io, Renzo e due amici del ?campo nomadi? di Tv siamo stati ricevuti dal Capo di Gabinetto dott. Campanaro, con il quale abbiamo avuto un breve colloquio. Il dott. Campanaro ci ha prospettato la possibilità che 1/2 rappresentanti dell ‘O.N. facciano parte del Consiglio territoriale per l?Immigrazione istituito presso la Prefettura di Treviso.
Domenico Trovato, Opera Nomadi Treviso

PISA
Sabato 27 gennaio ci siamo recati in delegazione in Prefettura per consegnare copia della richiesta di modifica della lg.211 e 482. Siamo stati accolti dalla dott.sa Piccolo, l’incontro si è protratto per circa mezz’ora durante la quale oltre ad illustrare le questioni relative al giorno della memoria, e alla richiesta di modifica che la dott.sa Piccolo si è impegnata ad inoltrare immediatamente al Ministero degli Interni, abbiamo illustrato la costituzione a Pisa dell’Associazione, le finalità e alcuni aspetti delle situazioni che stiamo seguendo a Pisa. Con noi c’era anche un socio sinto della nostra associazione.
Michela, Opera Nomadi Pisa.

REGGIO CALABRIA
Oggi 27 gennaio 2007 alle ore 10,00 una delegazione della Sezione Opera Nomadi di Reggio Calabria composta da 14 persone (volonta-rie del servizio civile e operatori), che hanno portato con sè la ban-diera Rom, ha consegnato al Capogabinetto della Prefettura di Reg-gio Calabria, D.ssa Nicolò, la petizione per l’integrazione delle leggi 211/2000 e 482/1999. La D.ssa Nicolò ha apprezzato l’iniziativa na-zionale e si è impegnata a comunicare al Prefetto la nostra richiesta.
Giacomo Marino, Opera Nomadi Reggio Calabria

LATINA
Sabato 27 Gennaio 2007, in occasione della Giornata della Memoria, una delegazione composta da Adele Bevacqua Cambon, referente locale dell?Opera Nomadi, Paolo Gruppuso Operatore del servizio ci-vile nazionale, e i rappresentanti della locale comunità di Rom Rume-ni, e della comunità di Sinti, si sono recati in prefettura dove sono stati ricevuti dal Prefetto alle ore 9.30. La delegazione ha presentato la petizione, promossa dall?Opera Nomadi Nazionale, per integrare la legge 211 sulla giornata della Memoria e per il riconoscimento dei Rom/Sinti come minoranza etno-linguistica in dettato alla legge 15 dicembre 1999. Abbiamo illustrato al Prefetto la situazione attuale della comunità dei rom e sinti presenti in città; lo stesso sembra aver apprezzato l?iniziativa nazionale.
Opera Nomadi gruppo di Latina

CONFERENZA-STAMPA E DISEGNO DI LEGGE 726
La conferenza-stampa per illustrare l?iniziativa nazionale dell?Opera Nomadi sarà fatta il 9 febbraio in occasione del IX Seminario Nazionale dell?Associazione. Il 9 febbraio alle ore 12 in Senato a Roma per presentare anche il disegno di legge n.726, sponsorizzato caldamente dall?Opera Nomadi dopo il precedente del senatore Livio Togni, per la modifica della legge 211 del ?Giorno della memoria?.

SENATO DELLA REPUBBLICA
???? XV LEGISLATURA ????

N. 726 DISEGNO DI LEGGE d?iniziativa dei senatori:
Valpiana, Sodano, Malabarba, Russo Spena, Maccanico, Donati, Soliani, Bellini, Alfonzi, Bonadonna, Capelli, Confalonieri, Emprin Gilardini, Giannini, Martone, Nardini, Palermo, Ripamonti, Silvestri, Tecce, Tibaldi, Turigliatto e Vano

COMUNICATO ALLA PRESIDENZA IL 30 GIUGNO 2006
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Modifica alla legge 20 luglio 2000, n. 211,
recante l?istituzione del Giorno della memoria
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Onorevoli Senatori. ? Il «Giorno della memoria», istituito con legge 20 luglio 2000, n. 211, si propone di ricordare gli orrendi crimini attuati dai nazisti, complice il governo fascista italiano. La deportazione di milioni di persone verso i campi di sterminio, la loro atroce sofferenza e l?orrenda morte a cui sono stati sottoposti non possono essere dimenticati. Il Giorno della memoria prevede infatti iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici.
Con questo disegno di legge intendiamo ricordare anche altri gruppi che hanno subìto le stesse deportazioni e lo sterminio, le vittime di discriminazioni etniche, sessuali, sociali e religiose: parliamo dei rom e sinti, degli omosessuali, dei disabili, dei testimoni di Geova. Per non dimenticare anche queste vittime del nazi-fascismo, riteniamo sia doveroso integrare la legge che istituisce il Giorno della memoria nominando le altre forme di discriminazione che non sono state esplicitamente inserite nel testo. Farne apposita menzione vuoi dire riconoscerli, farli vivere nella memoria e contribuire, anche in questo modo, al superamento delle forme di razzismo che ancora oggi vedono questi gruppi sociali vittime di discriminazioni di matrice razzista.

DISEGNO DI LEGGE
Art. 1.
1. Alla legge 20 luglio 2000, n. 211 sono apportate le seguenti modificazioni:
a) all?articolo 1, dopo le parole: «cittadini ebrei» sono inserite le seguenti: «degli appartenenti al popolo dei rom-sinti, degli omosessuali, dei disabili, dei testimoni di Geova,»;
b) all?articolo 2, dopo le parole: «popolo ebraico» sono inserite le seguenti: «al popolo dei rom-sinti, agli omosessuali, ai disabili, ai testimoni di Geova».
2. Il titolo della legge 20 luglio 2000, n. 211 è sostituito dal seguente: «Istituzione del ?Giorno della memoria? in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni nei campi nazisti».

Riferimenti: Manifestazioni Porrajmos 2007

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In carcere a sostegno dei Rom/Sinti

29 Dicembre 2006 Commenti chiusi


Padova, 24 dicembre. L?Opera Nomadi di Padova partecipa al Piano Cittadino sul Carcere finalizzato al coordinamento dei programmi di intervento, sia all?interno degli Istituti di Pena – per migliorare la vita carceraria, sia all?esterno – per favorire l?integrazione nel territorio. La sezione aderisce con progetti di scolarizzazione e formazione al lavoro per offrire opportunità di inserimento sociale e professionale ai Rom e Sinti detenuti e alle loro famiglie.

Molte e diverse sono le problematiche che riguardano i Rom e i Sinti sottoposti a pena detentiva: la difficoltà di riferimenti alloggiativi nel territorio impedisce, molte volte il beneficio di regimi alternativi o complementari alla carcerazione; altro nodo cruciale è la recidività, che è sicuramente uno degli aspetti più critici del sistema penale ed uno dei principali indicatori del fallimento delle azioni di reinse-rimento. Quindi, il ruolo del territorio, della comunità locale e le politiche di integrazione e dell?accoglienza risultano determinanti.

OPERA NOMADI DI PADOVA IN CARCERE CON I ROM E I SINTI
Dal web-log Rom e Sinti a Padova

L?Opera Nomadi di Padova è stata individuata dal Comune di Padova Assessorato Servizi Sociali, per partecipare al Piano Cittadino sul Carcere finalizzato all?elaborazione e al coordinamento dei pro-grammi di intervento sia all?interno degli Istituti di Pena di Padova per migliorare la vita carceraria e offrire opportunità di scola-rizzazione e formazione al lavoro, sia all?esterno per offrire oppor-tunità di inserimento sociale e professionale alle persone detenute ed ex-detenute. L?Opera Nomadi partecipa quindi ai progetti, finanziati dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e dal Comune di Padova, intervenendo all?interno degli stessi istituti di pena con corsi di alfabetizzazione e scolarizzazione, con progetti mirati, attraverso la mediazione culturale, al reinserimento sociale e lavorativo e al sostegno ai Rom e Sinti detenuti e alle loro famiglie. Al Piano partecipano numerose associazioni: da coloro che seguono problemi di alcolismo, agli Istituti di formazione professionale alle cooperative sociali di inserimento lavorativo, ai centri sportivi, ai laboratori teatrali e musicali.
Da tempo l?Amministrazione Comunale di Padova e le realtà del privato sociale sostengono molteplici iniziative che si inseriscono nel percorso rieducativi e di inserimento sociale dei detenuti ed ex detenuti.
La realtà del carcere a Padova continua infatti ad essere destinataria di proposte e progetti espressi da numerosi soggetti che si occupano della formazione culturale, sociale e lavorativa dei detenuti, che si prodigano a sensibilizzare l?opinione pubblica sulle tematiche della giustizia, della legalità e della reclusione e che collaborano al reinserimento sociale di chi viene ammesso alle misure alternative o è libero per fine pena.
Molte e diverse sono le problematiche che riguardano i Rom e i Sinti: la difficoltà di riferimenti alloggiativi nel territorio impedisce, molte volte il beneficio di regimi alternativi o complementari alla carce-razione; altro nodo cruciale è la recidività, che è sicuramente uno degli aspetti più critici del sistema penale ed uno dei principali indicatori del fallimento delle azioni di reinserimento. Quindi, il ruolo del territorio, della comunità locale e le politiche di integrazione e dell?accoglienza risultano determinanti.
I continui mutamenti della situazione e le veloci trasformazioni della popolazione carceraria impongono una costante ridefinizione dei bisogni e delle risposte per tendere efficacemente alla funzione rieducativa della pena, quindi diventa fondamentale la figura del mediatore culturale.
Importanti sono i rapporti con il C.S.S.A e indirizzare il suo intervento, questo ufficio (dell?Amministrazione Penitenziaria istituito per legge) che dovrebbe: 1) contribuire a realizzare percorsi di trattamento, ria-bilitazione e reinserimento sociale nei confronti di persone con-dannate e che si trovano in stato di libertà, in misura alternativa o in detenzione; 2) per i condannati o in attesa di esecuzione della pena offrire informazioni sulle misure alternative alla detenzione, analizzando la situazione socio-familiare finalizzata all?udienza del Tribunale di sorveglianza; 3) svolgere interventi di sostegno ed assistenza alle famiglie del detenuto e curare la preparazione ed il sostengo per la dimissione dal carcere.
Ci siamo resi conto anche durante la trasmissione di Telenuovo, ?Rosso e Nero? di qualche settimana fa, dell?ignoranza che circonda i Rom e i Sinti: lo stesso Assessore Regionale Veneto che ha par-tecipato alla trasmissione è riuscito a dire che i Rom e i Sinti vanno considerati come gli altri immigrati stranieri, che problemi ci sono?!!

Riferimenti: Opera Nomadi Padova in carcere con Rom e Sinti

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Bologna ricorda i Sinti uccisi dalla ?Uno bianca?

23 Dicembre 2006 Commenti chiusi


Bologna 23 dicembre 1990-2006. Area dismessa di via Gobetti, ore 11. La società civile, 40 persone, si trova in una antivigilia laica di Natale a ri-cor-dare i Sinti assassinati dalla ?Uno bianca? ma nello stesso tempo a dare testimonianza attiva sui Diritti Umani che vengono violati soprattutto nei riguardi delle popolazioni Rom e Sinte. Fra i presenti un Consigliere Comunale e Regionale, tre sezioni Opera Nomadi (Bologna, Ferrara, Rovigo), il Segretario della Federazione PRC di Bologna e rappresentanti di associazioni di e per immigrati.

IL CAMPO
Il ?campo sosta nomadi? è stato chiuso dopo alcuni mesi dall?assalto armato, nel 1991. L?area dismessa si trova su una laterale interna di via Gobetti. Nello spiazzo desolato, in fondo rispetto all?entrata, davanti ai residui di una costruzione, è stato eretto, nel 1994, un cippo alto un metro e mezzo con la lapide-ricordo, ma in essa diverse parole sono state divorate dal tempo. L?area è adiacente alla ex fornace ristrutturata, uno spazio residuale lontano dalle case del quartiere e per questo adatto agli insediamenti abusivi degli ultimi anni, soprattutto di Rom Romeni. Per terra si vedono ancora tracce delle ultime ruspe spacca-tutto. La zona è il quartiere Navile, più in là il Lungoreno, altro territorio di stanziamenti Rom.

L?ULTIMO SGOMBERO
Sgombero Rom dal campo di via Gobetti
Romano Lil, 19 novembre
Bologna 16 novembre. Stamani all’alba almeno 80 agenti, fra Polizia, Carabinieri e vigili urbani, hanno sgomberato un ?campo rom? alla periferia di Bologna, trasferendo in Questura ed in Caserma dei Carabinieri, 123 persone, fra cui 35 bambini e 60 donne di cui 14 donne incinte, e abbattendo tutti gli insediamenti abusivi. Il sindaco ha ordinato la “rimozione” della baraccopoli di via Bignardi e dell?area che costeggia il Navile, abitata da Rom da Romania e Bulgaria, per fare fronte ad ?una situazione di notevole rischio igienico-sanitario per le persone occupanti e per quelle che vivono e lavorano nelle aree circostanti”. Al “Marconi”, un aereo pronto a partire coi Rom espulsi, che sarebbero circa ottanta.>>>

GLI INTERVENTI
Una quarantina i presenti in una manifestazione pre-natalizia che è anche relazione e scambio fra attivisti sui Diritti Umani. Viene deposto un mazzo di fiori sul cippo poi, in maniera poco ufficiale, si susseguono alcuni interventi.

Valerio Monteventi, Consigliere Comunale, promotore dell?iniziativa.
Siamo qui per dare memoria. Eravamo, nel 1990, ai primi anni dei flussi migratori, quando è successo questo assassinio. Da tre anni a questa parte le istituzioni hanno unificato tutte le vittime della ?Uno bianca? in una sola manifestazione. Ma noi abbiamo voluto ri-prendere questo ricordo di differenze. Allora qui c?era un ?campo? per Sinti, ora è diventato “accampamento” per i Rom Rumeni che lavorano nei cantieri edili di questa città. Una città dove il confronto con i problemi dell?immigrazione avviene a suon di sgomberi e di ruspe che demoliscono baracche.
Oggi la situazione è tragica. Una novità negli sgomberi è che ogni volta è pronto, e puntuale, un aereo per deportazioni di massa in Romania. Questo è successo, per esempio, negli ultimi sgomberi di via Malfetta, con 40 persone deportate, e prima ancora con quelli di via Gobetti, da qui. In altre situazioni non vengono legittimate queste espulsioni di massa, che per la Costituzione Europea sono illegali, ma a Bologna sì: nessuna abitazione per gli sgomberati che restano, espulsioni e CTP per gli altri.
Questa caratterizzazione degli sgomberi di Bologna fa scuola ed è diventata preoccupante perché si è estesa a Napoli, Milano, Roma ed è diventata linea nazionale anche se la Romania, fra dieci giorni entrerà nella Comunità Europea.
Pensare di affrontare una situazione sociale con la forza produce solo ulteriore disagio e sofferenza. E c?è il rischio della ?normaliz-zazione? di questa pratica che produce dolore e avversità soprattut-to a donne e bambini. E? la linea politica comunale della accoglienza-disincentivazione, applicata oggi sui Rom ma pronta per essere estesa ad altri soggetti, come i tossicodipendenti ma anche ii troppi studenti dell?università fuorisede.
Non preoccupiamoci perché siamo in pochi, perché i Rom sono vittime ?diverse? e verso di loro ci sono ancora fortissimi pregiudizi. Cer-chiamo di tenere aperto un discorso sui ?diversi?, di fare cambiare linea politica, perché una città ?aperta? si misura sulle situazioni più difficili. In queste situazioni dove c?è meno libertà e meno demo-crazia. Lottiamo per riportare la democrazia a Bologna.

Per Roberto Costa, presidente di Rovigo Opera Nomadi, la ?que-stione Rom? è la questione morale del Paese e dell?Europa: anche nel 2005 i Rom/Sinti sono le popolazioni più discriminate e sottoposte ad atti di violenza razziale dell?Unione Europea. Le associazioni e chi si occupa della tutela dei Diritti Umani, nello spirito della Dichia-razione dei Diritti dell?Uomo, dovrebbero mettere al primo posto que-sta ?questione?. Ma anche a ?sinistra? occorre una sorta di alfabe-tizzazione, per ridurre i pregiudizi verso i Rom/Sinti. La campagna politica lanciata tre anni dall?Opera Nomadi per abolire sia i Campi Nomadi che i CPT, luoghi di esclusione e segregazione razziale, non ha fatto molti proseliti. Occorre rilanciare la lotta sui Diritti, a partire dagli ultimi, perché lì c?è la ?misura? della nostra società, lì possiamo crescere, assieme con le nostre specificità.

?Da 30 anni lavoriamo a Bologna per il rispetto dei diritti umani, ma che sia effettivo ? interviene Antonia Dattilo, presidente della sezio-ne di Bologna dell’Opera Nomadi. Gli sgomberi dei Rom sono inutili e sono inumane le condizioni in cui vivono. Noi, come Opera Nomadi locale, ci siamo, lo abbiamo detto più volte ed abbiamo dato la nostra disponibilità totale alle istituzioni come mediatori attivi, ma non ci considerano. Siamo qui, oggi, per ribadire il nostro impegno, perché i Diritti Umani siano rispettati a partire dal diritto di scuola dei bambini che è negato perché non hanno libri, magari distrutti dalle ruspe comunali, e quando li hanno vivono sotto una tenda di nylon. Cerchiamjo di stare vicino soprattutto ai bambini ed alle donne. Ma siamo tornati indietro nel tempo, dal 1979, c?è una regressione molto forte, nei ?campi? manca solo la recinzione di filo spinato?.

Gianluigi Borghi, Consigliere Regionale Verdi.
Penso che già oggi, anche se pochi, ci siamo come Istituzioni. I Rom/Sinti sono la ?chiave? per essere accoglienza, perché nei loro confronti c?è più sovente l?esclusione. L?accoglienza e la con-divisione vera si misurano anche, e soprattutto, con queste Comunità. Ma per fare questo è necessaria una sostanziale revisione della legislazione nazionale che permetta di attuare una ?relazione? diversa. Non rassegniamoci, proviamo a rendere più solide le nostre reti di associazioni per influire nella politica. Perché la possibilità vera e reale delle politiche sociali si verifica nell?inclusione di Rom e Sinti.

?Secondo noi è molto grave la discriminazione verso le popolazioni Rom e Sinte – spiega Sebastian Zlotea, della LEga Per i Diritti delle Persone Comunitarie, Extracomunitarie e dei Rifugiati Politici di Bo-logna. ? Il nostro compito è di sostenere anche queste ultime fami-glie sgomberate, perché il Comune non si sta muovendo per niente su un percorso di integrazione. Non c?è alcuna volontà politica, del Comune, di fare accoglienza. Lo sgombero dei Rom di via Malvezza, del 14 dicembre scorso, ed il trasferimento di alcune famiglie a Paderno, alla lontana periferia di Bologna, difficile da raggiungere, attua una vera e propria violazione dei diritti dei bambini che sono impediti a continuare la scuola. Occorre passare ed attuare denunce non formali perché la violazione sui Diritti Umani è praticata ormai da anni a Bologna?.

In fotografia: Valerio Monteventi durante la perorazione per le vittime

Riferimenti: A Bologna per ricordare

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A Bologna per ricordare i Sinti uccisi dalla ?Uno bianca?

20 Dicembre 2006 Commenti chiusi


Bologna 23 dicembre 2006, ore 11. Manifestazione/presidio in via Gobetti, davanti al cippo che ricorda l?assassinio di Rodolfo Bellinati e Patrizia Della Sentina, Sinti Emiliani, assassinati il 23 dicembre 1990 dai criminali della ?Uno bianca?. Manifestazione per ricordare che le persecuzioni verso i Rom/Sinti continuano a suon di sgomberi, deportazioni, incendi, anche nella Bologna della ?legalità? dell?anno 2006: una città che si vorrebbe ?normalizzata? a spese e sulla discriminazione di immigrati e Rom.
Un presidio ?civile? per riprendere memoria e ri-cor-dare, perché la perdita di memoria produce violenza: di-menticare vuol dire fuori di mente, fuori di testa

L?ASSALTO AL ?CAMPO NOMADI?
A Bologna, il 23 dicembre del 1990, due Sinti Emiliani vengono uccisi e due Rom rimangono ferite in un assalto a colpi di arma da fuoco da parte della banda della ?Uno bianca? contro il ?campo sosta nomadi? in via Gobetti. I morti furono Rodolfo Bellinati, 27 anni e Patrizia Della Santina di 34 anni. A restare ferite in maniera grave furono anche una bambina e una Romnì Jugoslava.
Al campo di via Gobetti vivevano in roulotte circa 250 persone: Sinti Emiliani e Rom di provenienza slava.

LA BANDA DELLA FIAT UNO BIANCA
Bologna, novembre 1994. Arrestati i criminali che a bordo di una Fiat Uno bianca avevano terrorizzato la città e la regione, lasciando un’impressionante scia di sangue: nel periodo compreso tra la metà del 1987 e l’autunno del 1994 vennero uccise 24 persone e ferite oltre 100 a Bologna, nella Romagna e nelle Marche. Gli imprendibili assassini erano che poliziotti, rappresentanti delle forze dell’ordine che invece di proteggere la gente avevano scelto la strada del crimine e della de-strabilizzazione politica: rapinando banche, uffici postali e supermercati, sparando a testimoni, ad agenti delle forze dell?ordine o a chi, come unica colpa, era nomade o extracomunitario.

Nella notte tra il 21 e il 22 novembre ’94 le Forze dell?Ordine arre-stano Roberto Savi, assistente di polizia in servizio alla centrale operativa della Questura di Bologna. Nei giorni seguenti, uno a uno, vengono bloccati gli altri componenti della banda: il 24 novembre e il 26 novembre, Fabio e Alberto Savi, fratelli di Roberto, rispetti-vamente, camionista e poliziotto al Commissariato di Rimini; il 25 Pietro Gugliotta, agente in servizio alla centrale operativa della Que-stura; e la notte tra il 28 e il 29 Marino Occhipinti, vicesovrintenden-te della sezione narcotici della Squadra mobile, e Luca Vallicelli, agente scelto alla scuola della Polstrada di Cesena.

L?attività della banda era iniziata il 19 giugno ’87 con un assalto a un casello autostradale, seguito da altre cinque rapine a caselli auto-stradali. Il 19 febbraio ’88 la banda uccide una guardia giurata a Casalecchio di Reno. Seguono altre rapine sanguinose, spesso compiute per portar via un bottino modesto, compreso un assalto con esplosivo a un ufficio postale del capoluogo emiliano. Il 20 aprile ’88 uccidono a Castel Maggiore, nell’ hinterland, due carabinieri in servizio di perlustrazione, Cataldo Stasi e Umberto Erriu. Il 6 ottobre 1990 uccidono Primo Zecchi perché stava prendendo il numero di tar-ga della Uno in fuga. Il 23 dicembre 2000, assaltano sparando il ?campo nomadi? di via Gobetti, a Bologna: uccidono due Sinti, Rodolfo Bellinati e Patrizia Della Sentina e feriscono una bambina ed una donna Rom. Il giorno dopo l’attentato, in questura, una delle donne del campo, chiamata a testimoniare, riconosce nel poliziotto Fabio Savi l’autore dell’agguato. Nessuno le dà ascolto. Il 4 gennaio ’91 al quartiere Pilastro di Bologna, gli assassini della ?Uno bianca? uccidono altri tre carabinieri, Andrea Moneta, Mauro Mitilini e Otello Stefanini. L’ultima impresa è del 21 ottobre ’94 con due feriti (uno grave) alla BNA di Bologna.

Sabato 23 dicembre alle ore 11
MANIFESTAZIONE/ PRESIDIO
Nell’anniversario dell’assassinio dell’Uno Bianca,
davanti al cippo di via Gobetti (quartiere Navile)

C’era una volta un maledetto re che voleva far scomparire tutti i Rom perché avevano un’aria diversa dalla sua e da quella dei suoi parenti, perché parlavano in modo che lui non capiva, e questo lo faceva arrabbiare. Tuttavia, sterminare degli innocenti all’epoca moderna non è una bella cosa. Così il re decise di fare dei Rom dei criminali. Sterminare i criminali è tutt’altra cosa?

Se esiste un?identità europea, un popolo senza altra patria che non sia il Continente, questo è il popolo rom, la minoranza più numerosa, gli ?indiani?, dell?Unione Europea. Il lungo viaggio dei Rom ha inizio nel V secolo in India ma entra in un labirinto di discriminazione nell?Europa del XV secolo: cinquecento anni di persecuzioni che non hanno trovato epilogo nel ?Porrajmos? nazi-fascista, ma che continuano nella nostra era.

Tra le carte di Norimberga, un solo paragrafo è dedicato al genocidio di Rom e Sinti, eppure gli zingari furono, assieme agli Ebrei, le cavie designate della follia nazista. Il ?Porrajamos? è il termine che in lingua “romanì” descrive l’annientamento, il divoramento di queste popolazioni: infatti dal 1940 al 1945 nei campi di sterminio e nell?Europa nazi-fascista vennero uccisi 500 mila zingari.

A Bologna, il 23 dicembre del 1990, due Sinti furono uccisi e altri due rimasero feriti in un assalto a colpi di arma da fuoco contro il ?campo sosta? di via Gobetti. I morti furono Rodolfo Bellinati, 27 anni e Patrizia Della Santina di 34 anni. A restare ferite in maniera grave furono anche una bambina e una donna jugoslava.
Al ?campo? di Via Gobetti vivevano in roulotte circa 250 persone: Sinti Emiliani e Rom di provenienza slava. L’attentato non colpì solo gli zingari, ma era rivolto anche contro chi, in città, aveva aperto la discussione sulle possibili soluzioni abitative e di accoglienza per gli immigrati che facevano parte della prima consistente ondata di migrazione nei nostri territori. Quell?attentato seguì la logica di colpire i più deboli fra i deboli, ma “avvisava” anche chi tentava di affrontare le nuove questioni sociali della città.

Anche nel 2005, secondo il rapporto dell?Unione Europea, i Rom sono la popolazione più discriminata e più sottoposta ad atti di violenza razziale d?Europa.

Oggi nella Bologna delle “legalità” e delle ordinanze anti-manife-stazioni si soffre ancora per abbandono e per freddo, oggi in una città che si vorrebbe “normalizzata” si continua con la logiche dello sgombero che producono altre sofferenze ed emergenze:
- 15 Novembre 2006: sgombero del campo di via Gobetti.
- 17 novembre 2006: incendio al campo di via Scandellara.
- 7 dicembre 2006: espulsione dal campo nomadi comunale di via della Volta di due famiglie serbe.
- 14 dicembre 2006: sgombero di 50 Rom dal casale di via Malvezza.
- 15 dicembre 2006: arrivano le lettere di sfratto a 5 famiglie serbe presenti nel campo profughi del Trebbo.

Alcuni sgomberi sono stati firmati dal Sindaco, altri dalla Procura della Repubblica, altri ancora dal Direttore dei Servizi Sociali del Comune, ma la trama è quasi sempre la stessa: le deportazione di massa (alla vigilia dell?acquisizione, da parte degli immigrati rumeni, della cittadinanza europea), il foglio di via, il CPT, il carcere per chi non ha ottemperato ad un precedente decreto di espulsione.
Gli sgomberi creano situazioni di emergenza umanitaria e non risolvono alcun problema. Non si possono mettere per strada centinaia di persone, private di tutto ciò che possedevano, senza alcun luogo dove dormire, senza la possibilità di sfamarsi e provvedere alle proprie esigenze indispensabili, e disinteressarsene completamente.
Solo grazie all’intervento di volontari e associazioni il disastro sociale causato dagli sgomberi non si è trasformato in tragedia. Ma il volontariato non può essere la scialuppa di salvataggio quando le politiche “disincentivanti” dell’amministrazione comunale sono fatte a scapito della salute, della dignità e dei diritti di centinaia di persone.
Continuare a mentire, continuare a sostenere che i servizi sociali funzionano e che le persone sono state tutelate nei loro diritti inviolabili, serve solo a rendere più evidente a tutti che “il re è nudo”.

Ma dopo Bologna, anche a Milano e a Roma le Polizie Municipali e quelle di Stato si sono travestite da Babbi Natale, ma, invece delle renne, sono arrivati con le benne a demolire furgoni e roulotte, sotto gli occhi disperati di poverissime famiglie, donne e bambini, che hanno visto distruggere senza pietà le loro dimore coi pochi averi.
A dimostrare che le responsabilità di questa “nuova tragedia umanitaria” non sono imputabili solo alla Giunta Cofferati. Vengono confermate delle direttive politiche dell’attuale governo nazionale che, fino ad ora sta rendendo operativi tutti gli aspetti più odiosi di una legge come la Bossi-Fini che, anche per il Commissario Onu per i Diritti Umani è ?ispirata dalla filosofia di scontro di civiltà? e ?incita alla discriminazione e alla criminalizzazione degli immigrati?.
Non sono ancora visibili tracce concrete verso l?abrogazione di questa legge ignobile, ma anche le “modifiche migliorative” sembrano scomparse. E non stiamo parlando della chiusura dei CPT (che ormai vedremo nell’anno del mai), ma di provvedimenti che contrastino i processi di clandestinizzazione che la normativa in vigore produce.

Per tutte queste ragioni, proponiamo alle ?reti di movimento?, alle associazioni di volontariato, alle associazioni pro Rom/Sinti del territorio nazionale, alle forze politiche della sinistra radicale, alle organizzazioni sindacali di partecipare:

SABATO 23 DICEMBRE ALLE ORE 11
nell’anniversario dell’assassinio dell’Uno Bianca,
davanti al cippo di via Gobetti (quartiere Navile)
alla manifestazione/presidio

- in solidarietà alle popolazioni rom, contro la violazione dei diritti e della dignità dei migranti;
- contro la politica degli sgomberi che spostano i problemi e li aggravano nella loro dimensione umana e sociale;
- per l’immediato allestimento di strutture adeguate a fronteggiare le emergenze ma anche a superarle, attraverso politiche non più repres-sive ma di integrazione e con lo stanziamento dei fondi necessari.

OGGI CHE LA MEMORIA POTREBBE PERDERSI, RIPRENDIAMOLA PER TORNARE A RAGIONARE E LOTTARE.

Si chiedono adesioni ed eventuale sottoscrizione dell’appello:
segreteria di Valerio Monteventi, comune di Bologna, tel. 051-203871

Elenco delle prime adesioni :
Opera Nomadi Nazionale; Associazione ABNA’AL ARD (figli della terra); PRC Federazione di Bologna; Tiziano Loreti (Segretario della Federazione PRC di Bologna); gruppo consiliare Comune di Bologna SOCIETA’ CIVILE – IL CANTIERE; Roberto Sconciaforni (capogruppo gruppo consiliare Comune di Bologna PRC); Nazzarena Zorzella per ASGI; Opera Nomadi sezioni di: Modena, Ferrara, Reggio Emilia, Pisa e Marche; Coordinamento Regionale Veneto Opera Nomadi?

In fotografia: la lapide in via Gobetti a Bologna

Riferimenti: Bologna ricorda i Sinti uccisi dalla ?Uno bianca?

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I ROM/SINTI E LE METROPOLI: rinviato

12 Dicembre 2006 2 commenti


Rinviato IX Seminario Nazionale Opera Nomadi, “I Rom/Sinti e le Metropoli”, del 15-16 dicembre a Roma. Causa sciopero trasporti che, venerdì 15, bloccherà tutta la metropoli. Il Seminario, con lo stesso programma, è spostato al 10-11 febbraio 2007.
Riferimenti: I ROM/SINTI E LE METROPOLI

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Il vescovo di Vicenza su Rom e Sinti

11 Dicembre 2006 Commenti chiusi


Vicenza, 23 novembre. ?Sì, penso a voi, fratelli e sorelle Rom e Sinti che abitate già da decenni vicini a noi e per i quali è come se fosse sempre il primo giorno del vostro arrivo: la precarietà, il rifiuto, la paura, fanno di voi dei perenni esiliati, dei costretti fuggitivi senza tregua?. É quanto scrive Mons. Cesare Nosiglia, Vescovo di Vicenza, nella lettera pastorale consegnata da pochi giorni alla diocesi e dedicata ai nomadi. ?Non posso pensare alla Chiesa di Vicenza a me affidata – scrive il presule – e non tenere abbracciata con gli occhi del cuore e della fede ogni realtà, ogni comunità cristiana, ogni angolo abitato, ogni persona. E lo sguardo si ferma lì, dove la vita è dura non solo per le fatiche ordinarie, ma perché non c?è ancora uno spazio per stare, per mangiare, per lavorare, per dormire. Sì, penso a voi, fratelli e sorelle Rom e Sinti che abitate già da decenni vicini a noi e per i quali è come se fosse sempre il primo giorno del vostro arrivo: la precarietà, il rifiuto, la paura, fanno di voi dei perenni esiliati, dei costretti fuggitivi senza tregua?.

“Ho presente – scrive ancora il vescovo di Vicenza – la laboriosità del popolo vicentino, la sua instancabilità, le tante fatiche sopportate per raggiungere situazioni di benessere per le proprie famiglie, per i figli dei figli. E so che la solidarietà, l?ospitalità non devono e non possono mettere a repentaglio ciò che ognuno si è procurato con il sacrificio e il lavoro. Ma è tempo di aprire spiragli di vita anche per chi, più svantaggiato per cause diverse, chiede di abitare tra noi, chiede di abitare con noi. Troppe sono ancora le provocazioni che ci impediscono di dormire sonni tranquilli, ma le provocazioni della storia possono essere occasioni per approfondire la nostra fede, per convertire il nostro cuore a Dio, allenandoci a proclamare con le labbra ciò che il cuore vive nella carità”.
“Possiamo tollerare che questi fratelli Rom e Sinti – continua mons. Nosiglia – non abbiano condizioni minime per vivere, terra, acqua, di-mora, e sentirci a posto come cristiani?”. L?invito è quindi quello di aprire “percorsi di convivenza e di corresponsabilità che ci consen-tano di sentirci ugualmente coinvolti nel trovare risposte adeguate e durature”, in una visione della carità come semina, di un “osare la prossimità da chi sente come una spina nel fianco che altri fratelli e sorelle siano ai margini senza possibilità di riscatto”.

“Figli dello stesso Padre. Frammenti di umanità dentro e fuori la città”
Una lettera pastorale del Vescovo di Vicenza su Rom e Sinti
Vicenza, Migranti-press, 23 novembre

Immagine: il vescovo Nosiglia dal sito della diocesi di Vicenza

Riferimenti: I Sinti dall?assessore Servizi Sociali di Vicenza

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I ROM/SINTI E LE METROPOLI

10 Dicembre 2006 Commenti chiusi


Roma 15-16 dicembre. IX Seminario Nazionale Opera Nomadi. Appuntamento annuale con la più grande e competente organizzazione nazionale pro Rom/Sinti, per studiare, approfondire e ?sentire? tutte le tematiche connesse, in un seminario attraversato e intrecciato da quello spirito di comunanza-phralipè caratteristico e fondante dell?Associazione. Due giorni al ?rendez-vous? dove confluiscono le anime belle del ?volontariato sociale? d?Italia, con un pensiero comune: la libertà verrà quando abbracceremo la giustizia con spirito di umanità.

IX° Seminario Nazionale Opera Nomadi, 15 e 16 dicembre 2006
“I ROM/SINTI E LE METROPOLI”

PROGRAMMA:

15 dicembre
- Gruppi di lavoro (ore 09:30-19:30)
- II° Concorso Musicisti di Strada Rom/Sinti (ore 21.30-24:00)
(presso Sala Teatro Municipio 3 Comune di Roma, via dei Sabelli 119)

16 dicembre
Conclusioni (ore 09:30-13:00)
(presso Sala ?Fregosi? Provincia di Roma, via IV Novembre 119/a)

Organizzazione dei 5 Gruppi di lavoro

GRUPPO DI LAVORO N. I “HABITAT”: “La cultura dell’Abitare”
presso l?Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Roma
in viale Manzoni 16 (Quartiere San Giovanni)

Conduttore di gruppo: Massimo Converso (Presidente Nazionale Opera Nomadi)

GRUPPO DI LAVORO N. 2 ?SCUOLA?
presso Ministero Pubblica Istruzione
via Ippolito Nievo 35 (Quartiere Trastevere)

Conduttori di Gruppo: Dr. Matteo Tallo (Dirigente MPI), Prof.ssa Rena-ta Paolucci (Responsabile Settore SCUOLA Opera Nomadi Nazionale) Prof. Marco Nieli ( Pres. O.N. Napoli), Ins. Anna Biondani (O.N. Sicilia), Prof.ssa Antonia Dattilo (CSA ? MPI Bologna)

GRUPPO DI LAVORO N. 3 “LAVORO”
presso Assessorato al Lavoro del Comune di Roma
Lungotevere de’ Cenci 5, II piano (Quartiere Ebraico?Centro Storico)

Conduttore di Gruppo: Aleramo Virgili (Responsabile Sportello Lavoro Rom/Sinti Comune di Roma)

GRUPPO Dl LAVORO N. 4 “DIRITTI/MEDIATORI”
presso Comune di Roma
via delle Vergini (Centro storico)

Conduttori di Gruppo:
- Rag. Giorgio Bezzecchi (Mediatore Rom comune di Milano)
- Prof.ssa Bianca Mori La Penna (Responsabile Settore DIRITTI Opera Nomadi Nazionale)

GRUPPO DI LAVORO N. 5 “SANITA?”
presso Caritas Diocesana
via Marsala (Quartiere Esquilino- Stazione Termini)

Conduttore di Gruppo: Dr. Salvatore Geraci (Responsabile Nazionale Area Sanità ? CARITAS)

INFORMAZIONI
Per qualsiasi informazione ed iscrizione ai diversi gruppi rivolgersi alla
Segreteria Tecnica Nazionale
Tel. 06/44704749 Fax. 06/49388168
operanomadinazionale@virgilio.it

Fotografia: da immagine del maestro Tano D’Amico

Riferimenti: I ROM/SINTI E LE METROPOLI: rinviato

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Ri-conciliazione trans-nazionale coi Rom/Sinti (LP-2)

1 Dicembre 2006 Commenti chiusi

Speciale scuola Rom/Sinti: index

24 Novembre 2006 Commenti chiusi

Indice degli articoli che riguardano la scolarizzazione dei Rom/Sinti, uno dei "luoghi" dove persiste la discriminazione sociale, in forme differenti, verso di loro. Che, da piccoli, cominciano subito a "fare i conti" con la società maggioritaria e dominante. Una dispersione scolastica alta, e altissima a partire dalle "superiori", problemi seri di integrazione scolastica tant’è che gli alunni Rom sono spesso "certificati". Ed anche dove riescono a frequentare con assiduità la scuola, quasi mai viene accettata e riconosciuta, come portatrice di ricchezza, la loro specificità etnica: il senso del tempo, della famiglia, la cultura orale, le tradizioni…

Prosegui la lettura…

Censimento Rom/Sinti del Ministero dell?Interno

16 Novembre 2006 Commenti chiusi

Un invito alle sezioni a recarsi in Prefettura a raccogliere i dati.
Riferimenti: Censimento Rom/Sinti del Ministero dell?Interno

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18 borse-lavoro per Rom/Sinti del Polesine

25 Ottobre 2006 Commenti chiusi


Rovigo 25 ottobre. Intervista all?assessore al Lavoro della Provincia di Rovigo sul ?progetto di inserimento lavorativo per Rom/Sinti del Polesine?, considerati ?l?anello più debole?, da poco concluso, che ha erogato 18 borse-lavoro di 2500 euro per tirocinio presso Enti ed aziende private del Polesine. Con una puntualizzazione dell?Opera Nomadi di Rovigo: più giustizia sociale e partecipazione degli ?addetti? ai lavori nei progetti di integrazione.

INSERIMENTO LAVORATIVO PER ROM E SINTI DEL POLESINE

Il progetto di inserimento lavorativo per Rom/Sinti del Polesine, una forma di sostentamento attiva per persone in difficoltà, è stato avviato dall?assessorato al Lavoro della Provincia di Rovigo, di con-certo con l?assessorato all?Immigrazione ed ai Servizi Sociali, per il periodo novembre 2005 – agosto 2006.
Il progetto, rivolto ad Enti Pubblici ed aziende private, ha fornito 18 ?borse? per l?avviamento al lavoro di 2500 euro cadauna: 500 ore di tirocinio a 4,40 euro l?ora. Per una attività lavorativa, a tempo pieno, o a tempo ridotto, per un periodo dai tre ai cinque mesi. Tolta l?as-sicurazione sugli infortuni, Inail, e ?civile? verso terzi, i partecipanti hanno percepito una somma di 2200 euro per il lavoro svolto.
L?iniziativa di borsa-lavoro ha coinvolto il medio e alto Polesine, da Badia, Trecenta, Bagnolo, a Rovigo e Crespino: hanno aderito Co-muni ?per lavori di manutenzione aree di verde pubblico e servizi vari, Istituzioni pubbliche – tipo Case di Riposo, aziende private – per attività artigianali e lavoro del ferro, e cooperative di servizi e di orto-frutta. I partecipanti, considerati soggetti deboli con difficoltà di accesso al lavoro, sono quasi tutti ?italiani? (Sinti e alcuni Rom Harvati) eccetto tre ?stranieri? immigrati (Rom dalla ex-Jugoslavia), fra cui una persona in libertà vigilata. Il progetto lavorativo ha coinvolto 8 Enti pubblici e 5 ditte private.

I RISULTATI: LA META?
Fra i 18 iscritti, 9 hanno abbandonato ?in itinere? o ad inizio attività, per motivi personali e familiari, che vuol dire difficoltà al lavoro. Gli altri 9, 4 uomini e 5 donne, i cosiddetti ?virtuosi?, hanno concluso in maniera positiva il tirocinio. Due di questi, uomini, sono stati assunti a tempo indeterminato alla fine della prestazione di servizio. Una donna è stata riaccettata, in tirocinio, presso un?altra ditta. In questo periodo è in fase di avviamento la seconda fase del progetto che prevede la ?stabilizzazione? di quelli che hanno superato il primo tirocinio lavorativo.

INTERVISTA ALL?ASSESSORE AL LAVORO
Progetto inserimento lavorativo per Rom/Sinti del Polesine

Rovigo 25, ottobre.?Il progetto è stato una forma di sostentamento per persone in difficoltà ? spiega l?assessore al lavoro Guglielmo Brusco (di Rifondazione Comunista) – ed è stato avviato verso i Rom/Sinti perché sono l?anello più debole dal quale sono arrivate manifestazioni di richiesta di lavoro. Cogliendo queste positività abbiamo cercato di vedere se alcune aziende erano disponibili ad un incontro con queste persone riguardo al lavoro. Abbiamo attivato anche i Comuni interessati e così è partito il progetto come forma di ?assistenza attiva? per scoprire il meglio della comunità, in un rapporto alla pari e che consente di rivelare possibilità che non si sarebbero potuto attivare altrimenti?. Il progetto fa parte di una precisa politica dell?Amministrazione Provinciale (di centro-sinistra) rivolta alle fasce deboli rispetto al lavoro: segue quello dell?anno precedente che riguardava le donne ?over? 40 in difficoltà lavorativa. ?Una buona soddisfazione ? continua l?assessore – l?abbiamo avuta soprattutto con le donne, cinque fra i nove che hanno dato ottimi risultati. Ora si cerca una ulteriore inserimento rivolto soprattutto a coloro i quali hanno lavorato bene. Sperando di racimolare qualche fondo è in fase di avviamento una prosecuzione del progetto, stavolta rivolto esclusivamente alle aziende perché la fase di assistenzialismo, dei comuni, è superata?.

“UN?ALTRA POSSIBILITA? SPRECATA”
A colloquio con Maria Angela Zerbinati, di Rovigo Opera Nomadi

Anche quando si fanno progetti di inserimento lavorativo che sem-brano positivi, perché attivano risorse economiche, ci si imbatte nella solita forma di pseudo-assistenzialismo burocratico e partitocratrico. E si va incontro ad inevitabili fallimenti con effetto ?boomerang?: ?Hai visto gli zingari, non vogliono proprio lavorare!?.
Le conoscenze delle Amministrazioni Pubbliche nei riguardi dei Rom/Sinti, e cultura e problematiche annesse, sono limitate. In que-sto caso, come in altri, non sono state attivate le competenze dell?Opera Nomadi locale, a-partitica e a-confessionale, che vuol dire poco servile di fronte alle politiche partitico-clientelari che governano il territorio. Anche il monitoraggio sui Rom/Sinti in Polesine, dell?anno scorso, non è stato affidato all?Opera Nomadi Polesana ma alla ?Don Calabria? di Verona, a 80 km. di distanza.
Per ritornare alle borse-lavoro l?Opera Nomadi, se consultata, avreb-be segnalato la richiesta di partecipazione al progetto, di borsa-lavoro, di Rom/Sinti, anche di 16-18 anni, ben disposti e volenterosi di aderire all?iniziativa. Il coinvolgimento dell?Opera Nomadi e di un mediatore culturale avrebbe permesso, inoltre, di creare legami e conoscenze nel territorio utili anche negli altri settori di intervento (scuola, habitat, rappresentazione culturale, regolarizzazione?) della ?questione Rom?. 9 borse-lavoro perse, su 18 avviate, danno il senso di un?operazione che anche statisticamente è riuscita solo al 50%, perché non è stata capace di attivare le competenze e la professionalità richieste. I soldi non utilizzati, quelli di rinuncia al lavoro, non hanno potuto essere riutilizzati – come avevamo ri-chiesto, per progetti alternativi: per inserire altre persone nel tirocinio o per pagare l’iscrizione alla camera di commercio a Sinti arrotini, ad esempio. Il senso dell’operazione, secondo l’Opera Nomadi, sarebbe stato di investire risorse anche nel potenziare e regolarizzare attività e creare cooperaticve di lavoro richieste e confacenti ai Rom/Sinti.

PARTECIPAZIONE E GIUSTIZIA SOCIALE
Risulta sempre più chiaro che qualsiasi politica di intervento, sociale e politica, rivolta ai Rom/Sinti, deve attivare e valorizzare le com-petenze presenti nel territorio, in primis l?Opera Nomadi, e coinvolgere, ove è possibile, i mediatori culturali Rom/Sinti per creare dei ponti stabili e duraturi. In Polesine ci sono due mediatori culturali Rom, con patentino europeo, che continuano ad essere volutamente ignorati dai progetti di integrazione scolastica, lavorativa e sociale di queste comunità. I progetti di integrazione sociale rivolte alle minoranze ?deboli? dovrebbero essere portatori di pratiche di giustizia sociale, sennò diventano fisiologici al sistema partitico-clientelare che continua a produrre discriminazione sociale e questa confluisce in maggiore misura nei riguardi dei Rom/Sinti. Che continuano, anche per questo confluire, ad essere le popolazioni più discriminate d?Europa.

Fotografia: Roberto Hudorovic, durante il tirocinio

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Speciale: Sinti giostrai

23 Ottobre 2006 Commenti chiusi


Il ?ciclo? dei Sinti giostrai. Un censimento ufficioso riporta 30.000 Sinti italiani con attività tradizionale, quelle delle giostre, che hanno progressivamente abbandonato, in gran numero, soprattutto per la mancata applicazione della legge ?Corona? del 1968. Nel mondo dello ?spettacolo viaggiante? i pochi Sinti, sopravvissuti, si intrecciano, si mimetizzano e cercano di apparire come i ?bianchi?.

SINTI GIOSTRAI
L?esame del loro ?romanès?, lascia ragionevolmente dedurre che si tratti dei primi Rom e Sinti giunti via terra in Italia all?inizio del 1400, tutti comunque diffusi nelle regioni del centro – nord e in estate anche nel sud e nelle isole; prendono la denominazione dalle regioni, i cui dialetti stanno lentamente soppiantando la lingua ?romanì?: Sinti Marchigiani, Sinti Emiliani, Sinti Veneti, Sinti Lombardi, Sinti Pie-montesi, Sinti “Gackane” (leggi Tedeschi). La mancata dolosa ap-plicazione da parte dei Comuni della Legge Corona sullo spetta-colo viaggiante del 1968, sta facendo scomparire con loro il più antico dei mestieri Rom, trasformandoli in rottamatori o venditori di bonsai artificiali o altro. A migliaia, perso il mestiere di giostrai, hanno acquistato ?microaree? agricole, per ricrearvi habitat a dimensione di famiglia estesa, ma nei loro confronti i comuni (poco) ospitanti hanno creato vari contenziosi confluiti in decreti di sgombero. Inoltre, a seguito del D.P.R. 380 del 2001, ratificato in legge nell?estate 2003, anche chi ha acquistato terreni ad uso edifilizio è sottoposto a decreto di sgombero perché roulotte e camper sono considerati abusi edilizi anche sul terreno edificabile di proprietà.
Gli altri Sinti che hanno perso il lavoro, senza possibilità economiche di acquistare un terreno, hanno continuato a vivere nelle “aree sosta” comunali (poco attrezzate), o in altre abusive, e sono diventati ?stanziali?: ma anche nei loro confronti i comuni, anche dopo dieci anni di residenza legale, hanno cominciato ad emanare decreti di sgombero. ?Sgombero continuo? è il tema degli ultimi anni della società maggioritaria nei riguardi dei Sinti stanziali in aree sosta, sgombero e disapplicazione delle varie leggi regionali che erogano contributi, sia per la messa in regola della aree sosta, sia per facilitare l?integrazione di queste comunità.
A questa recrudescenza della xenofobia verso gli ?zingari?, registrata tra l?altro e a più riprese, dall?ONU e dal Consiglio d?Europa, si segna-lano pochissime eccezioni nelle quali sono stati fatti progetti di inserimento abitativo: con la realizzazione di villaggi residenziali, con l?accompagnamento nelle case o la regolarizzazione delle microaree.
*I Sinti contano circa 30.000 unità.

I SINTI DELLE GIOSTRE E LA SCUOLA
?Bianchi? e ?Sinti? fra i banchi. Per quanto riguarda la scuola, solo nel progetto ?La scuola itinerante tra fiere e sagre?, di Padova, si fa riferimento ad un ?registro? elaborato dal gruppo di studio sui Rom e Sinti del provveditorato agli Studi. Tutti e tre i progetti di facilitazione all?inserimento scolastico descritti, Padova ? Rovigo ? Toscana, non menzionano la minoranza sinta, dello spettacolo viaggiante. I pro-getti sono finalizzati agli alunni in genere, senza specifiche parti-colari o mirate.
Secondo Sara Zatteroni, del progetto Toscana, i Sinti, percentuale minore rispetto agli italiani, “si perdono” perché non hanno una caratterizzazione culturale: ?Non si rilevano problematiche di identità culturale rispetto ai Sinti?, afferma.
Secondo Elisa Merlini, del progetto di Padova, i Sinti ci tengono ad essere considerati ?italiani? come sistema di auto-protezione perché gli ?zingari? sono trattati male: ?Ci sono e non ci sono?, spiega. Ma conservano, lo stesso, alcune caratteristiche, soprattutto di tipo fa-miliare: il doppio cognome dei figli, l?unione coniugale non registrata, la cultura della famiglia?
Secondo Alessandro Bacchiega, dell?attrazione autoscontro, i Sinti si sono fatti ?addomesticare?, e solo qualcuno è rimasto ?selvaggio? e un po’ ai margini.
Secondo lo scrivente i Sinti giostrai sono una minoranza esigua, anche economicamente, dello spettacolo viaggiante, che più ha pagato, e sta pagando, la crisi del settore per difficoltà di riammo-dernamento e riconversione delle attrezzature. Una minoranza che nel migliore dei casi si è fatta amalgamare e sta perdendo anche la lingua madre (il ?romanès?). Una minoranza che, nel peggiore dei casi, abbandona l?attività e – abbandonata da tutti, cerca di soprav-vivere alla meno peggio, anche con artefizi di vario genere.

__________indice articoli___________indice articoli____________

SCUOLA
- La scuola ?itinerante? tra fiere e sagre (Pd). Romano Lil, 18 giugno
- Il libro dei saperi per alunni viaggianti (Ro). Arc. Ro-Lil, 19 ottobre
- Lo spettacolo viaggiante va a scuola (Toscana). Arc. Ro-Lil, 21 ott.

TESTIMONIANZE
- Una vita da luna park. Archivio Romano Lil, 11 maggio
- Una vita da gira-Veneto con la giostra a catene. Ro-Lil, 9 ottobre

VARIE
- La giostra si è fermata per la messa. Romano Lil, 19 ottobre

LA POLITICA
- I Sinti giostrai al Governo italiano (con la legge ?Corona).
Archivio Romano Lil, 24 settembre

DI PROSSIMA RECENSIONE
- Storie e vite di Sinti dell?Emilia, CISU edizioni.

CRISI DELLO SPETTACOLO VIAGGIANTE
DAL ?3° Seminario Nazionale Sinti dell?Opera Nomadi?,
Archivio Romano Lil, 6 gennaio

? la testimonianza del Sinto Virgilio Pavan per il quale i problemi non sono legati solo all?habitat ma anche al lavoro. Nel settore delle giostre c?è una profonda crisi: il lavoro del nonno, del papà non sarà del proprio figlio perché le leggi e le tasse attuali impediscono di lavorare. La situazione è diventata insostenibile, si sopravvive a malapena e ci si indebita anche. Negli ultimi 10 anni l?80% dei sinti giostrai ha chiuso l?attività. Allora per Virgilio Pavan, il Bianco, occorre aumentare la rappresentanza sindacale ed elaborare un progetto nazionale per salvaguardare la categoria dei giostrai.
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NOTe A MARGINE: QUALE POLITICA DI INTEGRAZIONE
Manca un censimento qualitativo, che fornisca i numeri, i problemi e le risorse, che dia il quadro della situazione per interventi di fa-cilitazione all?integrazione.
Manca una politica generale a partire da una ?riconciliazione nazionale? che riconosca le popolazioni Sinte (e Rom) vittime di una guerra plurisecolare ed aventi diritto, perciò, anche ad una sorta di pensione sociale come tutte le vittime di guerra. Questo è il punto di partenza: ogni politica di integrazione sociale perde di efficacia finché perdura il pregiudizio sociale che ha addirittura di-sumanizzato gli ?zingari? riducendoli ad oggetti deprecabili e non portatori di umanità e di diritti.
Manca una politica nazionale a partire dal riconoscimento come minoranza etnico e linguistica delle popolazioni sinte (portatrici perciò di una specifica identità culturale), che tracci una linea di integra-zione, anche a partire da una situazione di ?svantaggio sociale?, elabori e coordini le varie prassi propositive (poche) messe in atto da sparuti Comuni o Regioni: ammortizzatori sociali (come la ?cassa integrazione? ed i ?lavori socialmente utili?) per chi ha perso il lavoro, facilitazione alla costituzione di cooperative di tipo B per costruire nuove possibilità di lavoro, come per i soggetti ?svantaggiati?, (a partire dalla regolarizzazione della raccolta ferro e elettrodomestici e della pulizia ambientale), corsi di formazione professionale e rimodernamento delle professioni tradizionali per i giovani, iscrizione all?albo comunale per i musicisti sinti, facilitazione all?installazione delle giostre durante il periodo natalizio, nei giardini pubblici?
Per quanto riguarda i Sinti giostrai in attività si vedano le richieste a “I Sinti giostrai al Governo italiano”.
Per quanto riguarda la scuola: applicazione del protocollo d?intesa MIUR-Opera Nomadi del 2005 per favorire la scolarizzazione dei Rom/Sinti con insegnamento anche della lingua madre (il ?romanès?).
Per quanto riguarda l?habitat: facilitazione all?inserimento nelle graduatorie delle case popolari, applicazione delle varie legge regionali che prevedono finanziamenti per la creazione di aree sosta attrezzate e civili, costruzione di villaggi residenziali e facilitazione all?acquisto di micro-aree.

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Cittadinanze imperfette: Rom e Sinti

4 Ottobre 2006 1 commento


Torino 5 ottobre ore 17: Presentazione “imperfetta? del libro ?Cittadinanze imperfette. Rapporto sulla discriminazione razziale di rom e sinti”, presso il Centro Interculturale corso Taranto 160. Con la partecipazione di Nando Sigona (osservAzione), Marco Revelli (storico e saggista) e Gianluca Vitale (avvocato, Asgi) e la completa s-partecipazione di un mediatore culturale Rom/Sinto o di un rappre-sentante locale, di Torino, che de-scriva la situazione Rom/Sinti a Torino, per dare il contesto della situazione. E? importante che ci siano persone sensibili che scrivono libri sulla disperata condizione dei Rom/Sinti d?Italia e ne facciano conferenze in ogni dove. Ma sarebbe anche importante che a queste conferenze, e a questi libri ?magari in prefazione, vengano invitati rappresentanti attivi, e mediatori culturali Rom/Sinti, che lavorano quotidianamente sulle tematiche proposte e che portino anche la ?visione? e la testimonianza delle popolazioni Rom/Sinte.

?CITTADINANZE imperfette? Torino, 5 ottobre ore 17,
presso il Centro Interculturale corso Taranto 160.
Presentazione del libro “Cittadinanze imperfette. Rapporto sulla discriminazione razziale di rom e sinti” a cura di Nando Sigona e Lorenzo Monasta (osservAzione), Edizioni Spartaco, 2006
Con la partecipazione di Nando Sigona (osservAzione), Marco Revelli (storico e saggista) e Gianluca Vitale (avvocato, ASGI)

CITTADINANZE IMPERFETTE
Rapporto sulla discriminazione razziale di Rom e Sinti.
A cura di OsservAzione, edizioni Spartaco 2006

Rom e sinti, quelli che comunemente chiamiamo “zingari” o “nomadi”, sono la minoranza etnico-culturale più discriminata d?Europa. Come documentano i numerosi casi riportati in questo volume ? il primo rapporto sulla discriminazione razziale di rom e sinti presentato da OsservAzione e redatto da Nando Sigona e Lorenzo Monasta ? anche in Italia questo popolo è oggetto di discriminazione in molti ambiti, in molti modi e da parte di diversi soggetti, talvolta anche istituzionali. Una discriminazione che si manifesta nella vita di tutti i giorni, nella scuola, sul lavoro e nella negazione del diritto ad un alloggio adeguato, come ha denunciato anche il Comitato Europeo per i Diritti Sociali. Una discriminazione che arriva fino al rifiuto di riconoscere ai rom e ai sinti lo status di minoranza nazionale.
I ?campi nomadi?, tanto quelli legali quanto quelli illegali, di cui si parla solo quando qualche bambino muore nell?incendio accidentale di una baracca o di una roulotte, sono il risultato di politiche pubbliche razziste che segregano chi è ritenuto irriducibilmente diverso. Essi sono il luogo dove i diritti dei residenti sfumano, dove la discrezionalità di chi ha il potere diventa la regola, dove la normalità dell?abuso e dell?ingiustizia è tanto palese, estesa e radicata da diventare, dicono gli autori, paradossalmente quasi invisibile.
Nelle politiche pubbliche i rom e i sinti sono assenti, senza voce. Quello che si vede, con poche importanti eccezioni, nella migliore delle ipotesi, sono simulacri di partecipazione, laddove le decisioni vengono prese da altri referenti in altre sedi. Nella peggiore, invece, rom e sinti sono meri oggetti, nuda vita, da utilizzare come spauracchi per mobilitare elettorati benpensanti e spesso razzisti.

?Rom e Sinti: Cittadinanze imperfette?, Arc. Romano Lil, 28 giugno

P.S. CITTADINANZE NEGATE
Sono quelle dei Rom irregolari in Italia, anche da trent’anni, che coi nuovi arrivi (soprattutto dalla Romania), hanno ormai superato i Rom/Sinti “italiani” che hanno diritto di cittadinanza, anche se imperfetta.

TORINO OPERA NOMADI
A colloquio con Secondo Massano

?Ho saputo che c?è questa presentazione ma nessuno mi ha invitato? spiega al telefono Secondo Massano storico presidente di Opera Nomadi Torino e già Presidente Nazionale dell?Associazione. ?E, in tutti i casi? continua il Presidente, ?domani siamo impegnati alla periferia di Torino. C?è un gruppo di Rom rumeni, sbandati, che dopo due anni di permanenza in un frutteto deve essere spostato per evitare le draghe che a giorni andranno a sbaraccare tutto. Quindi andiamo lì a tentare di affrontare questa situazione e succes-sivamente al comune di Grugliasco per verificare se ci sono possibilità di terreni disponibili.?

ROM RUMENI DI TORINO
Anche a Torino la ?questione Rom rumeni? ha sormontato, secondo il presidente Massano, le tematiche dei Rom/Sinti, anche quelli pro-venienti dalla ex-Jugoslavia, presenti nel territorio.
Ci sono 600-700 Rom rumeni attorno alla periferia di Torino. Arrivano da parti diverse della Romania e si possono suddividere, in modo generalizzato, in tre differenti categorie a seconda del luogo di provenienza: 1- Da Timisoara: sono bravi ed hanno voglia di muoversi e di dare una mano. 2- Da Bacau: bisogna partire da Adamo ed Eva. 3 Da altre zone: con tematiche miste. E? una specie di esodo biblico, quello dei rom di Romania, che parte da estreme povertà e c?è dentro anche la mafia.
?Opera Nomadi di Torino Secondo Massano?, Romano Lil, 4 maggio

Foto di Mario Rebeschini: Rom rumeni in periferia di una grande città

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?Villaggio speranza? per i Sinti di Padova

28 Settembre 2006 Commenti chiusi


Padova, 27 settembre. Dopo ritardi di tipo burocratico e politico, che ne avevano rallentato l?iter istituzionale, si è finalmente concretizzata la costruzione del ?villaggio della speranza? per i Sinti di via Tassinari, protagonisti anche alla riunione in Comune che ha dato il via ufficiale al progetto. Lo smantellamento dei ?campi nomadi? di Padova parte da una decisa richiesta dell?Opera Nomadi, in accordo coi residenti.

IL PROGETTO
Il progetto era stato presentato nel convegno di Padova, dell’11 febbraio scorso: “Sinti e Rom tra integrazione e marginalità sociale?.
Dopo inevitabili ritardi burocratici e di tipo politico, a Padova è scoppiato anche il caso del ?muro? per gli immigrati di via Anelli, che avevano creato malumore tra i Sinti, la partenza del progetto è stata ufficializzata oggi dal vice-sindaco Claudio Sinigaglia.

PER LO SMANTELLAMENTO DEI ?CAMPI?
Il ?progetto-villaggio? fa parte di una precisa linea politica dell?asso-ciazione Opera Nomadi per il superamento dei ?campi nomadi? con ridistribuzione abitativa concordata coi residenti: villaggi residenziali, case, alloggi in condominio, micro-aree abitative. La sezione di Padova aveva deciso di rinnovare la convenzione comunale per la ?gestione campi nomadi? a patto che ne venisse formalizzato lo smantellamento.

L?ALTRO “CAMPO”
Per quanto riguarda il ?campo di via Longhin?, a residenti misti, è già stato effettuato il trasferimento accompagnato di 10 famiglie, di Rom dalla Jugoslavia e di Sinti Taich, nelle abitazioni ed i container sono stati rimossi. Per le altre famiglie di Sinti l?amministrazione comunale, in concerto coi residenti, sta ricercando di reperire terreni per micro-aree abitative per ogni famiglia allargata.

IN COMUNE PER LA ?SPERANZA?
Padova 27 settembre, Palazzo Moroni. Alla riunione organizzativa convocata presso il comune di Padova, sezione Servizi Sociali, hanno partecipato:
– Il Vice Sindaco Claudio Sinigaglia
- il Capo Settore Servizi Sociali Dott. Lorenzo Panizzolo
- l’Architetto Responsabile dei Lavori Pubblici
- I Dirigenti della Cooperativa Padovana Muratori
- Il Consigliere Nazionale Virgilio Pavan, Sinto
- Il Sinto Dell’Innocenti Daniel residente in via Tassinari,
- Renata Paolucci e Marta Cimento dell’Opera Nomadi di Padova

Nella riunione si è discusso sia del progetto edilizio e cioè delle 11 abitazioni alcune singole e alcune a schiera complete di garage e giardino, come richiesto, che sorgeranno nell’area adiacente a Corso Australia, sia del ?progetto sociale? di autocostruzione con l’inter-vento degli stessi abitanti come da loro richiesta.
Le persone che interverranno nel progetto daranno la propria disponibilità oraria. I lavori di costruzione partiranno quanto prima.
E’ il primo progetto in cui i Sinti sono stati protagonisti sia a livello progettuale sia a livello decisionale sulla procedura.
I Sinti parteciperanno a corsi di formazione tenuti dalla Cooperativa Muratori Padovana con la prospettiva di essere poi assunti defi-nitivamente dalla stessa cooperativa una volta costruito il villaggio.

Alla fine della riunione soddisfatto il Sinto Virgilio Pavan, ?Siamo come gli indiani, non possiamo abitare nelle case?, e Renata Paolucci, presidente della sezione Opera Nomadi: ?Non vogliamo più aree comunali di sosta per i Rom/Sinti a Padova?.

Fotografia: Renata Paolucci e Virgilio Pavan in via Tassinari

Riferimenti: Padova: per lo smantellamento dei ?campi"

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I Sinti dall?assessore Servizi Sociali di Vicenza

19 Settembre 2006 Commenti chiusi


Vicenza, 18 settembre. Alle ore 9 una delegazione di Sinti del ?campo sosta? di viale Cricoli, accompagnata da esponenti dell?Opera Nomadi, è stata ricevuta dall?assessore ai Servizi Sociali, Andrea Piazza, per la regolamentazione, voluta dalla Giunta, dello storico ?campo? cittadino. Dopo due ore di discussione, nulla di fatto e appuntamento il prossimo 27 settembre per continuare la ?questione?.

SIAMO CITTADINI VICENTINI
?Abito qui dal 1957 ? rivela Andrea Uscieri, – siamo cittadini vicentini, non abbiamo diritti? Dopo 50 anni non abbiamo amici e ci chiamano ancora zingari?.

CAMPO SOSTA DI VIALE CRICOLI 74
E? il più grande della città, l?altro si trova in via Diaz. E? abitato da 17 famiglie che vi risiedono da ormai 40 anni. Sono diventati stanziali con la crisi delle giostre e lavorano soprattutto nel recupero rottami. Il campo sosta è iniziato 40 anni fa con una sola famiglia poi si è via via allargato ed oggi è composto di tre insediamenti contigui: il campo grande di 80 persone con tre servizi igienici, il campo piccolo di 40 persone con un bagno e l’adiacente campo rom con 20 persone. Col passare degli anni la situazione ambientale del ?campo? si è fatta critica. Si trova a lato a lato della circonvallazione che ?traffica? 25.000 automobili al giorno ed a ridosso del fiume Astichello, dove viene scaricato di tutto, vicino al distributore di gas metano ed a due cabine del gas.

LA REGOLAMENTAZIONE AUTORITARIA
16 febbraio. La giunta di centro-destra vara una linea politica a dirimere con ferrei ordinamenti la ?questione sinta? della città. In consiglio comunale viene presentato un regolamento per i due campi sosta. Si tratta di un piano di esclusione, per i non regolarizzati, e di regolamentazione forzata, vessatoria, per le famiglie di Rom e Sinti che vivono in città da oltre venti anni: 33 famiglie, 140 persone.
Vicenza: attacco istituzionale alle famiglie sinte:
Archivio Romano Lil 18 febbraio

NUOVE TASSE PER L?INTEGRAZIONE
18 settembre. La riunione seguita quella della settimana precedente dove l?assessore Andrea Piazza aveva illustrato i nuovi provve-dimenti a ?regolarizzare? i Sinti di via Cricoli: se fino a ieri si pagava l?acqua e la corrente elettrica, ora si aggiunge il ?plateatico? per la sosta e la cauzione ad un regolamento restrittivo. All?incontro par-tecipa una delegazione di capifamiglia (fra cui Lorenzo Cavazza, Fiore e Luciano Bernardoni, Roberto Garbin, Andrea Uscieri) accompagnati da Nereo Turati dell?Opera Nomadi di Vicenza e, per l?occasione, dai Consiglieri Nazionali dell?associazione Virgilio Pavan, sinto, di Padova e Roberto Costa, di Rovigo.
L?assessore, coadiuvato da due tecnici, illustra le nuove proposte di tassazione per la sosta e per la cauzione. Sono previsti anche quattro nuovi contatori per l?acqua, per 17 famiglie complessive, perché il comune non ha ricevuto sufficienti finanziamenti regionali. Coi nuovi contatori l?erogazione da comunale passa all?AIM che è una azienda privata.
?Caro assessore, lei non è stato sincero ? ribatte Giuseppe Garbin – perché ha detto che si trattava di piccolezze, poco o niente, ma dall’ipotesi di 50 euro di tassazione siamo passati a 250 euro per la sosta ed a 500 euro di cauzione. Caro assessore 30 anni che stiamo qui a Vicenza ed adesso ci costringe ad andare a rubare?? La discussione si fa serrata e verte soprattutto sugli esigui contatori per le numerose famiglie e sulle tassazioni. L?assessore spiega che: ?Questo progetto è l?inizio per la regolarizzazione e l?integrazione di voi Sinti che poi continuerà con cooperative di lavoro e assistenza ai ragazzi per la scuola. Vogliamo instaurare un codice regolare di vita regolare per tutti. Non abbiamo nessuna intenzione di risanare il bilancio del comune con le tasse ai sinti, è il primo passo verso la regolarizzazione?. La richiesta di lavoro emerge dalla delegazione dei Sinti anche per pagare le nuove tasse e la linea suggerita dall?as-sessore sembra quella della costituzione di una cooperativa sociale di tipo B che possa ricevere in appalto, anche dal comune, lavori sul verde pubblico, raccolta rifiuti ed altro. Dopo due ore di dibattimento l?assessore Piazza per le ?troppe cose sono venute fuori oggi?, rinvia ad una successiva riunione che si terrà il 27 settembre.

LE PROPOSTE PER LA PROSSIMA RIUNIONE
?In una riunione in prefettura ? spiega Nereo Turati, presidente Opera Nomadi di Vicenza ? lo stesso prefetto ha sottolineato come nella nostra provincia si eroghino servizi di vario genere ai 75.000 immigrati presenti da pochi anni, e nessun servizio, invece, per i circa 700 sinti che vi risiedono da decenni. Invece di servizi il comune dà regolamenti e tassazioni. Per il prossimo incontro, del 27 settembre, oltre alla necessità di un contatore dell?acqua per ogni famiglia, occorre rilanciare una lettura di richiesta complessiva di messa in regola del ?campo?: sicurezza, scarichi, elettricità. Chiediamo anche un intervento dell?ARPAV regionale per monitorare l?inquinamento ambientale causato soprattutto dal traffico. Dobbiamo preparare una proposta complessiva che preveda condizioni di vivibilità dignitosa in attesa di una seria ipotesi di smantellamento del ?campo? con ridistruibuzione abitativa nel territorio?.

In foto: Virgilio Pavan e Andrea Uscieri davanti all?ufficio dell?assessore

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?Progetto casa? per i Sinti di Casalmaggiore

23 Agosto 2006 Commenti chiusi


Casalmaggiore (Cr), 12 agosto. Nella Sala di Giunta del Comune è stato presentato ufficialmente il progetto di villaggio residenziale ?Sucar plaza? (bella piazza) per i Sinti originari del territorio comunale. Un progetto complessivo e articolato che interconnette i vari aspetti per favorire l?integrazione sociale: dall?habitat, al lavoro, alla scuola. Per riconoscere e valorizzare la minoranza sinta: ?nonché, di conseguenza, a valorizzare le persone che compongono le diverse famiglie, che da soggetti passivi diventano protagonisti di situazioni che producono anche immagini positive nella società, contribuendo a modificare lo stereotipo negativo dello ?zingaro??. Il progetto è stato presentato da Opera Nomadi di Mantova e Sucar drom: i lavori per la realizzazione del villaggio, che riguarda 70 persone, partiranno entro la fine dell’anno.
A seguire: alcune note sul ?progetto?, l?articolo di ?Sucar drom? e la di-fesa del progetto, significativa, da parte del sindaco di Casalmaggiore.

PROGETTO PER LA REALIZZAZIONE E IL POTENZIAMENTO DI VILLAGGI DI ACCOGLIENZA E DI SOLIDARIETA?
Il progetto di base prevede un finanziamento regionale di ? 207.000 (e complessivamente dovrebbe arrivare a 265.000) euro per la realizzazione del progetto denominato ?Sucar Plaza?. Il villaggio Sucar Plaza (bella piazza, in lingua sinta) sarà composto da tre spazi a base famigliare sui cui saranno realizzati tre abitazioni con quattro posti letto ciascuna (per un totale di dodici posti letto), destinate ai nuclei familiari sinti originari. Inoltre sarà realizzata la ristrut-turazione/costruzione di undici piazzole di sosta con servizi primari a rete per le restanti undici famiglie sinte, formate dai parenti delle famiglie originarie. La realizzazione delle tre abitazioni è strumento per iniziare un percorso di passaggio dall?abitare nella roulotte all?abitare in una casa.

NOTA LINGUISTICA
Un appunto linguistico, stonatura di fondo, va sul termine ?inclusione sociale? che ricorda la politica di Maria Teresa d?Austria del 1758:
?Parte 3.5 presentazione sintetica del progetto di inclusione sociale?:
a) Descrizione del tipo di intervento per l?inclusione sociale: Il progetto si pone l?obiettivo di riconoscere la comunità sinta casalasca come minoranza etnica linguistica, di valorizzare i percorsi di inclusione sociale già avviati e di produrre nuovi percorsi che sappiano vedere protagoniste le stesse famiglie sinte e la messa in rete di tutti i servizi presenti sul territorio.

I TRE OBIETTIVI DEL PROGETTO
Il primo obiettivo del progetto è quello di garantire alle famiglie sinte un habitat dignitoso e iniziare un percorso di passaggio dall?abitare nella roulotte all?abitare in una casa (?mengro kher?, la nostra casa in lingua sinta).
Il secondo obiettivo del progetto è il lavoro. Il progetto tende essenzialmente a far emergere le potenzialità insite nelle famiglie e ad indirizzarne l?espressione verso gli spazi esistenti (o ricavabili) nel mercato del lavoro. Esso mira quindi a scoprire le potenzialità, a valorizzare le conoscenze, le competenze, i saperi, le ricchezze e le aspettative delle famiglie presenti, nonché, di conseguenza, a valorizzare le persone che compongono le diverse famiglie, che da soggetti passivi diventano protagonisti di situazioni che producono anche immagini positive nella società, contribuendo a modificare lo stereotipo negativo dello ?zingaro?.
Il terzo obiettivo del progetto è il reinserimento sociale. Tale obiettivo, che acclude anche l?obiettivo lavoro, si fonda sul bisogno di attuare politiche d?interazione che sappiano incidere nei diversi ambiti del sociale: la scuola, i servizi, la sanità. La scuola provocata e arricchita dalla presenza dei minori Sinti, partendo dal lavoro svolto in questi anni da alcuni insegnanti, si adopererà per l?introduzione della pedagogia interculturale. Per i servizi socio – sanitari territoriali è indispensabile una specifica formazione agli operatori sulla cultura sinta e una formazione / informazione alle famiglie sinte sui servizi presenti sul territorio.

Casalmaggiore CR)
PRESENTAZIONE DEI PROGETTI SUCAR PLAZA E MENGRO KHER
Da ?Sucar drom? 12 agosto

Sabato 12 agosto a Casalmaggiore (CR) nella Sala di Giunta del Comune sono stati presentati ufficialmente i progetti ?sucar plaza? (bella piazza) e ?mengro kher? (la nostra casa). I progetti sono finanziati dalla Regione Lombardia (Deliberazione del Consiglio Regionale n.605, 8 ottobre 2002 / allegato B alla DGR n. 8/1552, 22 dicembre 2005), dal Piano di Zona di Casalmaggiore e dalla Provincia di Cremona.

Gli obiettivi dei progetti sono:
1) riconoscere la Comunità Sinta Casalasca come Minoranza Nazionale,
2) chiudere il “campo nomadi” e strutturare tre micro aree su base famigliare,
4) valorizzare i percorsi di interazione sociali già avviati,
5) produrre nuovi percorsi che sappiano vedere protagoniste le stesse famiglie sinte,
6) mettere in rete tutti i servizi presenti sul territorio.

Alla presentazione ufficiale alla stampa erano presenti: il Sindaco, Luciano Toscani; i tre Rappresentanti delle famiglie Sinte, Franco Riz-zi, Osvaldo La Croce e Valentino Broietti; l’Assessore ai Servizi So-ciali; il Segretario Comunale; il Dirigente dei Servizi Sociali, Graziano Ghezzi; il Presidente dell’Ente Morale Opera Nomadi Sezione di Man-tova, Carlo Berini; l’Assistente Sociale; il Facilitatore Culturale, Elvis Gabrieli. Erano assenti il Facilitatore Culturale Darix Tonapan, il Presidente dell’Associazione Sucar Drom Bernardino Torsi e la Responsabile del Piano di Zona Katja Avanzini.

All’incontro oltre ad esprimere soddisfazione per il lavoro di progettazione svolto insieme si sono discusse le prime scadenze progettuali e le azioni da intraprendere all’inizio del mese di set-tembre 2006.

Per scaricare il progetto cliccare qui

Per altre informazioni scrivere a:
operanomadi@sucardrom.191.it

Casalmaggiore. Il sindaco difende la riqualificazione del “campo”
NOMADI, IL CLIMA È PESANTE
Il sindaco Toscani: «La risposta non sono i ?fogli di via?»
di Marco Bazzani, lapprovinciadicremona.it 20 agosto

Casalmaggiore 20 agosto. Il sindaco Toscani difende la riqualificazione del ?campo di via Del Porto? dalle critiche, soprattutto da parte di Lega Nord: «Dare ai Sinti una sistemazione abitativa, e non solo, più dignitosa, rimane a mio parere l?unica strada da percorrere per evitare che in futuro la situazione peggiori, anche sotto il profilo della criminalità. Su settanta nomadi del campo (oltre la metà sono minorenni, nati a Casalmaggiore), non tutti sono delinquenti, ricordiamolo. Fatto salvo il principio che chi ruba va messo e tenuto in galera, e a questo proposito non si capisce come la legge italiana consenta a chi è così recidivo di restare libero, credo che la risposta al problema non sia comunque l?emissione di fogli di via da Comuni e Province». La soluzione, a parere del sindaco di Casalmaggiore, è nel dare ai nomadi «delle occasioni diverse. Altrimenti, senza un lavoro, che prospettive hanno?». E cosa si fa nel concreto? «Stiamo cercando di formare una cooperativa di Sinti che possa recuperare ferro e metalli nelle aziende, dopo la convenzione per la piazzola ecologica. Abbiamo usato borse lavoro, abbiamo inserito i bambini nelle nostre scuole e adesso abbiamo già dei giovani Sinti alle superiori. Potreremo avanti un progetto di mediazione culturale. Certo, si tratta di un lavoro lungo, che non fornisce risultati immediati, ma che spero darà buoni frutti». Toscani è caustico. «Qualcuno ha proposte diverse? Dato che i nomadi esistono, cosa facciamo? Li mandiamo via ?rifilandoli? a qualche altro Comune? Un bel foglio di via e il ?problema? non c?è più? Oppure costruiamo un bel lager come facevano i nazisti? La verità, al di là delle provocazioni, è che quello dei nomadi è un fenomeno che riguarda tutto il territorio circostante, ma solo Casalmaggiore si sta facendo carico di governarlo, peraltro in un clima pesantissimo». Come dire, «è ora che qualcuno ci dia una mano».

In foto, da Sucar drom, la presentazione del progetto in comune, il 12 agosto. Da sinistra: Carlo Berini, Valentino Broietti, Osvaldo La Croce, Luciano Toscani, Graziano Ghezzi, l’Assistente Sociale e Franco Rizzi

Riferimenti: Casalmaggiore presentazione del progetto casa

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Treviso: case ai Sinti del ?campo?

9 Agosto 2006 Commenti chiusi

Lo sgombero del ?campo sinti? di via Da Milano, sospeso dal questore il 13 luglio scorso per le carenze del Comune, è riuscito perfettamente il primo d’agosto. Dodici famiglie di sinti hanno liberato l’area e, scortate da polizia e vigili urbani, si sono trasferite negli appartamenti loro assegnati: in via Sicilia, a Monigo e in via Bindoni. Soprattutto in quest’ultimo luogo sono state accolte con una certa preoccupazione.
Il progetto di emergenza abitativa per le famiglie di sinti di via Da Milano era stato approvato il 25 luglio dalla Commissione sociale con l?astensione del centro-sinistra: dodici alloggi per quindici nuclei familiari che dovranno sottoscrivere un “patto sociale” in cui si impegnano a rispettare una serie di regole di convivenza.

Rassegna stampa di articoli sull?argomento tratta da ?il gazzettino?.

LA POLIZIA E I VIGILI URBANI ARRIVANO
Serena Masetto, ?il gazzettino? di Treviso 2 agosto

La polizia e i vigili urbani arrivano in via Da Milano alle 8 in punto. Sono molti meno di quindici giorni fa: nell’aria non c’è tensione e bastano cinquanta agenti a compiere le ultime operazioni di sgombero. I sinti alle 7.30 avevano già caricato i loro effetti personali su alcuni furgoni, lasciando nel campo i vecchi camper, alcuni dei quali hanno più di 50 anni.
Sotto la pioggia battente le unità mobili di vigili fungono da tavolo dove si firmano i contratti di locazione per gli immobili dati ai sinti dal Comune. Quasi tutti in via Bindoni: ben 9 famiglie vi sono ospitate, in 7 case per lo più nuove o ben ristrutturate. Altri due nuclei andranno in via Sicilia, un altro sulla Feltrina a Monigo.
Le prime ad essere scortate dai vigili alle nuove abitazioni sono le famiglie di via Sicilia, che ricevono un’accoglienza fredda.
«Speriamo bene – commenta Cecilia Boni – in quartiere tutti sono arrabbiati. Io sono stata derubata due volte dagli zingari». Ma loro sono più tranquilli: «Ringraziamo Comune e questore – dice uno dei sinti – Abbiamo due bambini, cosa volete che facciamo di male? E’ brutto essere stati mandati via dal campo con la polizia: non siamo delinquenti».
Sono le 10 quando i primi nuclei di sinti entrano in via Bindoni. Là lo schieramento di forze è ben più sostanzioso. E non a torto. L’accoglienza che i Rom riservano ai nuovi arrivati non è certo da stretta di mano. Uno di loro impugna un bastone, un altro sbotta: «Adesso tiro fuori il fucile». «A me basta che ci lascino in pace – commenta Tommaso Levakovic – e che sopportino le nostre feste e i nostri amici. Per il resto vogliamo la pace e la garantiamo anche a loro». «Neanche se veniva Berlusconi c’era tanta polizia!», urlano due ragazzine rom. Intanto i tecnici dell’Ater aprono i catenacci delle case: sette, che ospiterranno ben nove nuclei di sinti. Che presto però prenderanno possesso, sempre con contratto biennale e un patto sociale sottoscritto col Comune, anche di un altro appartamento il cui proprietario, dopo 43 anni di residenza, si è trasferito. I sinti ora sono soddisfatti: «Era ora, dopo trent’anni – dice una giovane mamma -. I residenti non si preoccupino: non succederà nulla. Ma in queste nuove case non abbiamo mobili e solo domani verranno per i contratti di luce e gas. Intanto cosa facciamo?». In via Da Milano, intanto, alle 11.30 di ieri, sono stati messi i sigilli.

L’articolo:http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=3021821&Luogo=Treviso&Data=2006-08-02&Pagina=2&Hilights=la+polizia+e+i+vigili+urbani+arrivano

Il disappunto dei residenti che temono una convivenza difficile con i nuovi vicini
FANTON È RIUSCITO A CREARE UN GHETTO E COSÌ LA NO-STRA ABITAZIONE VALE LA METÀ?
Il gazzettino? di Treviso, 2 agosto (S.M.)

«Hanno voluto creare una situazione incendiaria. Ora se per caso succede qualcosa, chi ha sbagliato se ne assumerà le respon-sabilità». Delusi e amareggiati, Lauro Michielutti e Federica Cap-pellazzo, con Mauro dei Giudici anime del comitato di via Bindoni, hanno osservato ieri mattina l’ingresso dei sinti nella loro via.
«Ci avevano detto che ci mandavano due famiglie, poi sette. Oggi ce ne troviamo nove. E tutte a contatto con i Rom. Dio solo sa cosa può succedere». «Fanton aveva espresso la volontà di far diventare un ghetto questa via – continuano – e c’è riuscito be-nissimo, per preservare le case Ater nella sua strada: 20, e vuote. Da parte nostra, non faremo null’altro rispetto a quanto già fatto. Se dev’essere una convivenza forzata, non vogliamo inizi male. Questo però non vuol dire che l’accettiamo o che siamo d’accordo, ma solo che ne prendiamo atto».
Ora tra i residenti c’è chi vuole andarsene: «In tanti ci abbiamo pensato – dice la signora Rita – Qualche mese fa ci hanno valutato la nostra proprietà 350mila euro, ora vale quasi la metà, in una strada che si è riempita di nomadi. Certo, quella gente non poteva continuare nelle roulotte, ma perchè tutti qua?».
Da parte loro, i sinti assicurano che tutto rimarrà nella norma: «Dopo anni finalmente abbiamo una casa: l’abbiamo richiesta più volte – dice Gianfranco Dalla Santacasa, 61 anni, in via Da Milano dal 1989 con i due figli e la moglie – Lavoriamo tutti, non abbiamo commesso reati. I problemi in via Bindoni li ha montati la stampa: noi quei Rom li conosciamo, le tensioni tra etnie non esistono. Ad alcuni di noi le regole del Comune creano problemi ma le accettiamo: una famiglia delle nostre aveva appena comperato un nuovo camper da 50mila euro, e ora deve rivenderlo alla metà perchè non si può portarlo nella nuova casa».

L?articolo

http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=3021820&Luogo=Treviso&Data=2006-8-2&Pagina=2

Fanton (Ater): «Gli abitanti si lamentano? Se vendono le loro case ci guadagnano
IN VIA BINDONI DEVONO STARE ZITTI
?Il gazzettino? di Treviso 4 agosto. Marco Gasparin

Quelli di via Bindoni si lamentano perché con l’arrivo degli zingari il valore delle loro case è dimezzato? Farebbero meglio a stare zitti». Pierantonio Fanton, consigliere leghista e dell’Ater, autore del piano per lo sgombero del campo nomadi di via Da Milano, attacca i residenti di via Bindoni, dove sono state alloggiate nove famiglie di zingari .
«Ho letto sulGazzettino di una signora che si lamentava che la sua casa valeva 350mila euro e adesso ne vale la metà – spiega Fanton -. Adesso vi dico quanto hanno pagato all’Ater le loro case i residenti di via Bindoni. Niente nomi, solo numeri. Uno ha speso 21mila euro nel 1996, uno 33mila euro nel 1997, uno 13mila euro nel 1998, uno nel 1988 14mila euro. Addirittura nel 1987 uno ha comprato casa con due milioni e 205mila lire. Una è stata venduta all’asta per 36mila 300 euro nel 2004». La maggior parte di chi oggi si lamenta, commenta il consigliere, abita in case popolari che l’Ater ha venduto a prezzi bassissimi.
«Se poi qualcuno le abbia rivendute e ci abbia speculato sopra è con questo che se la devono prendere i proprietari. Questi signori che si lamentano devono rendersi conto innanzitutto che le case della loro via sono state costruite con i fondi sociali e quindi destinate all’uso sociale. Che non mi vengano a dire che ci rimet-tono soldi, anzi: se da 350 mila euro adesso vendessero la casa a 175mila, ponendo che l’abbiano pagata 25mila euro e messa a posto con 50mila, avrebbero un guadagno di 100mila euro. Non devono far le vittime».

L?articolo:http://gazzettino.quinordest.it/VisualizzaArticolo.php3?Codice=3024328&Luogo=Treviso&Data=2006-08-04&Pagina=2&Hilights=zingari

ALTRI ARTICOLI
Campo nomadi: la situazione è politica, non di ordine pubblico. Archivio Romano Lil 13 luglio.
L?Opera Nomadi blocca lo sgombero del campo dei Sinti. Romano Lil 13 luglio.
Il ?campo nomadi? è una questione morale. Romano Lil 18 luglio.

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L?Opera Nomadi blocca lo sgombero del ?campo? dei Sinti

13 Luglio 2006 Commenti chiusi


Treviso, mercoledì 12 luglio. L?Opera Nomadi, assieme a forze politiche di sinistra ha impedito lo sgombero del ?campo? dove risiedono da trent?anni sedici nuclei familiari di Sinti veneti. L?operazione, annunciata da mesi, è scattata stamattina all?alba ma la Polizia municipale ha trovato una mobilitazione ?civile? e ha dovuto soprassedere per l?intervento del Questore che ha contingentato l’area fino a quando non sarà predisposto un progetto abitativo a favore delle famiglie sinte.
La cronaca, con il comunicato del gruppo consiliare Ds.

PRIMA DEGLI SGOMBERI I PROGETTI
?Il gazzettino?, martedì 13 giugno.
(M.G). Il capogruppo dei Ds, Brunetta, ieri sera -in Consiglio co-munale di Treviso, si è opposto fermamente alle voci che danno per imminente lo sgombero dei Sinti dal ?campo? di via Da Milano: ?Dichiaro con fermezza che non ci possono essere sgomberi senza un progetto?. Il capogruppo si è diffuso in un accorato intervento sulla situazione del ?campo nomadi? su cui da qualche tempo soffiano venti di sgombero. Alla seduta ha assistito anche un piccolo gruppo di Sinti residenti al ?campo?.
«È per me motivo di disagio e profonda perplessità il continuo sentir parlare di un imminente sgombero del cosiddetto campo no-madi, dove ci sono cittadini lasciati per oltre 20 anni in condizioni disumane, cittadini che si dicono fieri di essere veneti prima che italiani – ha continuato -. Occorre un progetto abitativo, non si può ricorrere, come è già avvenuto in altri casi, alla sola permanenza in albergo di qualche giorno, seguita dalla forzata promiscuità degli sgomberati in alloggi già sovraffollati di parenti e amici».
Questo non solo per motivi di carattere morale, ha continuato il consigliere, ma anche di ordine pubblico. Brunetta ha avanzato alcuni suggerimenti: «Occorre considerare i diversi tipi di abitanti dell’attuale comunità, secondo mestieri e attitudini. Questo per consentire la realizzazione di microaree di sosta su terreno agricolo da convertire con variante di piano dotate dei servizi necessari, a favore delle poche famiglie di giostrai». Per gli altri l’assegnazione di alloggi comunali, «per la durata prevista dalla norma in attesa dell’accesso alla graduatoria per l’assegnazione delle case popolari. Questo soprattutto per le famiglie più giovani con bambini, i componenti delle quali spesso già lavorano, o agli anziani oppure ad altri che lo chiedano ». Gli alloggi non possono essere tutti nello stesso luogo. «È ovvio, altrimenti si creerebbero ghetti e frizioni con i residenti. Gli alloggi dovrebbero essere distribuiti sul territorio, anche d’intesa con gli altri comuni?.

SGOMBERO ANNUNCIATO?
Mercoledì 12 luglio. L?Amministrazione Comunale aveva cercato di tenere segreta l?operazione ma dopo varie indiscrezioni e smen-tite dei giorni scorsi lo sfratto del ?campo? di via Da Milano era stato annunciato sui quotidiani locali di oggi. Inizialmente doveva avvenire di primo pomeriggio ma poi si era parlato di un?ora meno appariscente, compresa tra le 6 e le 6,30. Dell?operazione erano stati delegati gli agenti della Polizia Municipale incaricati di comunicare ai Sinti di liberare l’area di via Da Milano dove risiedono da trenta anni. Si tratta di 23 nuclei familiari dei quali 16 residenti a Treviso: circa settanta persone, tra cui una trentina di minori.
Quanto alle modalità dell’operazione, pare che una parte delle famiglie residenti a Treviso, pochi nuclei ?da tre a sette, possa es-sere sistemate nelle case popolari Ater gestite dal comune in via Bindoni. Ma la notizia ha sollevato le proteste dei membri del Comitato di via Bindoni: ?Mandandoci i nomadi ? hanno dichiarato – faranno un ghetto non solo di via Bindoni, ma di tutta Santa Bona?. Lo sgombero è stato fortemente voluto dal vice-sindaco leghista Graziano Gentilini divenuto famoso da sindaco, nella passata legislatura, per le sue ?sparate? discriminatorie verso tutti gli immigrati: “Travestiamoli da leprotti, così i nostri cacciatori po-tranno esercitarsi…”, aveva esortato Gentilini per fare sgomberare gli immigrati dai parchi di Treviso.

SGOMBERO BLOCCATO!
Mercoledì 12 luglio. L’Opera Nomadi di Treviso, è riuscita stamattina ad impedire lo sgombero delle sedici famiglie sinte residenti al ?campo? di via Francesco da Milano grazie al coinvolgimento delle forze politiche di centro-sinistra e della società civile trevigiana.
Questa mattina Renzo Comin, presidente Opera Nomadi di Treviso, per precauzione si è presentato al ?campo? alle 5,30 ed assieme ai capigruppo dell?opposizione in Consiglio comunale (Rifondazione, Verdi, Margherita, Ds), a don Kischner, a qualche attivista Caritas, al presidente della cooperativa servire Stefano Rossi, a Chiara casarin ed a tutti i Sinti trevigiani, ha atteso la Polizia Municipale e i funzionari del comune di Treviso.
La Polizia Municipale, assistita dalle Forze dell’Ordine, è arrivata alle 6,30 ed ha tentato di effettuare lo sgombero preannunciato, togliendo anche la corrente elettrica ai residenti, ma, dopo ore e ore di trattative, l?intervento del Questore, allertato dall?Opera No-madi e dai mobilitati in ?campo’, ha scongiurato l?esodo forzato. Alle ore 15 il Questore di Treviso Filippo Lapi ha ufficialmente impedito lo sgombero dell’Amministrazione Comunale ed ha “contingentato” l’area fino a quando non sarà predisposto un progetto abitativo a favore delle sedici famiglie sinte. ?Stiamo parlando di persone re-golarmente residenti in quell’area, cittadini italiani a tutti gli effetti, ? ha precisato il Questore – che per motivi di igiene e salubrità pubblica avrebbero dovuto lasciare la zona, ma purtroppo sono venute meno le condizioni alternative: occorreva intervenire con un pacchetto di proposte serie e precise?.
Renzo Comin, insieme ai Sinti, si è dichiarato soddisfatto per l’intervento del Questore e per la solidarietà della società civile trevigiana, ed ha dichiarato: ?Ora assieme alle famiglie sinte dovremo incalzare la commissione comunale per l?assegnazione degli alloggi, anche se è gestita dalla Lega.?

Treviso, 12 luglio 2006
SGOMBERO BLOCCATO IN ATTESA DI PROGETTI
Comunicato del gruppo consiliare DS

Oggi avrebbe dovuto aver luogo lo sgombero del campo nomadi di via Francesco da Milano. Nella mattinata, nonostante le ripetute richieste dell?opposizione, dell?Opera Nomadi e della Caritas, si era palesata l?insussistenza di ogni piano atto a garantire le minime condizioni di vita per quanti avrebbero dovuto essere sgomberati. In tali situazione si è aperto un dialogo con le forze dell?ordine intervenute per procedere allo sgombero e con alcuni funzionari comunali che cercavano di rimediare all?assordante silenzio e alla mancanza di progettualità di Sindaco e Assessori. I quali, ripetutamente sollecitati, non hanno sentito il dovere di intervenire per chiarire un fantomatico progetto per il dopo sgombero di cui nessuno, tanto meno gli interessati, aveva mai avuto sentore.
Nel primo pomeriggio interveniva lodevolmente il Questore che, per motivi di ordine pubblico, evitava lo sgombero forzoso assumen-dosi la responsabilità di mantenere il campo aperto per i soli in quel momento residenti. Ciò in attesa che i Servizi Sociali del Comune provvedano a dare a ciascuno una qualche soluzione sul dove andare dopo l?uscita dal campo, vista anche l?assoluta mancanza di piazzole di sosta per carovane in ambito comunale.
Ernesto Brunetta, per il gruppo DS al Consiglio Comunale

Nella fotografia: ?campo lungargine s.Lazzaro? di Padova, 2004

Riferimenti: Intervista a Renzo Comin, dell’Opera Nomadi

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IV Conferenza Nazionale Rom/Sinti su habitat e lavoro

20 Giugno 2006 Commenti chiusi


Padova 19 giugno. Si è tenuta, alle ore 15-19,30, la IV Conferenza Nazionale dei Rom e Sinti organizzata da Opera Nomadi di Padova con il patrocinio del Comune: “Le microaree per i Sinti e i Rom e l?inserimento lavorativo: alternative possibili ai campi?ghetto e all?emarginazione sociale”. Un?occasione di confronto, alla presenza di qualificate figure istituzionali, per fare il punto sulla questione habitat e lavoro rispetto ai Rom/Sinti.

?Focus point?
A partire dalla storia, che è conoscenza, servono politiche sociali supportate da nuovi strumenti legislativi, per favorire l?integrazione. E quindi abolire definitivamente i ?campi nomadi?, di segregazione razziale, per attivare politiche sull?abitazione e sul lavoro tenendo conto della specificità dei Rom/Sinti, che passa prima di tutto dal riconoscimento come Minoranza Etnica e Linguistica, coi Rom/Sinti portatori di identità e protagonisti attivi delle politiche che li riguardano. A lato, ma strettamente inter-secata, la questione attuale dei Rom rumeni, e dei Rom ?Jugoslavi? storici, che va affrontata ?in primis? dal punto di vista della regola-rizzazione per poi interconnettersi alla situazione generale.
Il suggerimento che esce dalla IV conferenza è un invito alla co-struzione di ponti (come ?patto sociale?) di comunicazione e di relazione: prima di tutto fra Rom/Sinti ?italiani? e ?stranieri?, nell?ottica della comunanza (il duende della “phralipè”), ma anche con le comunità italiane per superare un isolamento culturale storico che sembra essersi radicato.
Prossimo appuntamento, per i costruttori di ponti, a luglio, alla Commissione Affari Sociali del Parlamento.

LA SALA, LE PERSONE
La Conferenza si tiene alla sala ?Fornace Carotta?, in via Siracusa n° 61, e vede la partecipazione di Daniela Ruffini e Claudio Sinigaglia, assessori del comune di Padova, di Massimo Converso, presidente nazionale dell?Opera Nomadi, Renata Paolucci, Marta Cimento e Virgilio Pavan, dell?Opera Nomadi locale, di Memè Gabrielli di Bolzano, di Yuri Del Bar e Carlo Berini di Mantova, di Roberto Berardi dell?UNAR (Ufficio Nazionale Anti Discriminazione Razziale), di Stefano Galieni, del dipartimento immigrazione di Rifondazione Comunista e Tiziana Valpiana, deputata al Parla-mento ed attenta alle questioni sociali ed ai minori. In sala assistono alcune famiglie di residenti dei due ?campi sosta? patavini, una folta delegazione di Sinti da Mantova, un gruppo di Rom ?Jugoslavi? e ?Rumeni? da Roma, delegati Opera Nomadi da Schio, Rovigo, Piove di Sacco, operatori di Padova ed alcuni ?inte-ressati? fra cui don Albino Bizzotto dei ?Beati costruttori di Pace?.

RUFFINI: PROMUOVERE NUOVE OPPORTUNITA?
Dopo i saluti iniziali la presidente Opera Nomadi di Padova Renata Paolucci passa la parola a Daniela Ruffini, ?che ci ha molto aiutato nell?assegnazione di case?, assessore alla casa ed alle politiche abitative. ?Oltre ai problemi locali occorre promuovere pari opportunità?, spiega l’assessore ?e riflettere sulla situazione generale del Paese. Servono nuovi strumenti, anche a livello legislativo, da mettere a disposizione degli Enti Locali. Per progetti che stiamo già portando avanti. Sono d?accordo per lo smantellamento dei ?campi nomadi? ed in questo senso moltissime sono le esperienze delle microaree, una strada utile contro l’emarginazione e la ghettizzazione, come vanno sostenute le famiglie che scelgono di entrare nelle case. Dobbiamo offrire opportunità a tutti i cittadini, con l?aiuto degli stessi destinatari e dell?Opera Nomadi?.

CONVERSO: LA STORIA E L?ATTUALITA?
Massimo Converso, presidente nazionale dell?opera Nomadi parte dalla storia per arrivare all’attualità “emergente” dei nostri giorni.
In Italia Rom e Sinti sono circa 150mila. Di questi 70mila sono italiani, per lo più stanziali, 30mila rom provengono dalla ex Jugoslavia e 50mila arrivano dai Balcani con un aumento impressionante: sono mediamente diecimila ogni anno i rom che raggiungono l’Italia dalla Romania. Questa immigrazione di massa, destinata a crescere, aggrava la situazione di Rom e Sinti italiani già presenti: le condizioni di vita diventano sempre più difficili, la realtà dei campi nomadi è segnata dal degrado, le condizioni lavorative sono assolutamente precarie.
?Gli anni ?60, del secolo scorso, sono stati gli anni della perdita dei mestieri tradizionali dei Rom/Sinti: nel commercio, nell?artigianato, nelle attività tradizionali. C?erano, per fare un esempio, 1.300.000 equini in Italia con i Rom addetti al loro commercio. Al Sud i mediatori ?gagi? imparavano un po? di ?romanès? per ?trattare? i cavalli. Oggi, per continuare l?esempio, ci sono solo 100.000 equini in Italia. Dalla crisi delle attività economiche ne deriva quella sociale ed abitativa. Anche la crisi delle giostre, per i Sinti, nonostante la legge 337 del 1968, legge Corona, abbia tentato di porvi rimedio ma non è stata mai applicata.
A questa crisi l?Opera Nomadi sta rispondendo con i mediatori culturali, le cooperative sociali, il ripristino, dove possibile, dei mestieri tradizionali ma anche individuando percorsi facilitati di accesso al lavoro con l?aiuto delle Regioni e delle pubbliche ammi-nistrazioni. Purtroppo è avvilente la mancanza di coordinamento fra gli Enti Locali per mettere ?in rete? le esperienze sia positive che negative. Come le grandi aggregazioni abitative che producono devianza. E? fallimentare in questo senso l?esperienza di Cosenza dove i Rom sono stati inseriti in palazzine a quattro piani, in numero troppo elevato, ma è aumentata la dispersione scolastica e la devianza. Ma l?emergenza attuale è quella dei Rom rumeni che da 5.000 sono diventati 50.000 negli ultimi cinque anni. Una migrazione di Rom che non si verificava in numero così cospicuo, da quarant?anni, basti pensare che i ?rumeni? sono arrivati anche in Australia. Questa emergenza ha messo in secondo piano ed aggravato le condizioni dei Rom/Sinti italiani. Tant?è che la maggioranza dei Parlamentari, ad esempio, pensa che i Rom siano solo quelli ?stranieri? ed ignora che ci siano quelli ?italiani?. E nei prossimi anni arriveranno, con l?apertura delle frontiere, altri 100.000 Rom da Romania e Bulgaria. A questa situazione noi, Opera Nomadi, abbiamo richiesto un intervento Governativo urgente che tracci una linea politica per affrontare in modo serio soprattutto la questione del lavoro, quella delle microaree e di una politica di accoglienza civile verso i Rom di Romania e Bulgaria?.

PAVAN: I CAMPI CREANO SOLO PROBLEMI
Virgilio Pavan, referente del ?campo? di via Tassinari e Consigliere nazionale dell?Opera Nomadi, spiega che i ?campi nomadi? creano solo problemi e ?non bisogna dimenticare queste famiglie?. Per Pavan non è più possibile vivere facendo il giostraio, soprattutto per le tasse, ed allora i giovani cercano nuovi mestieri, ma vengono lasciati a casa se i datori vengono a sapere che vivono in un ?campo?. ?Ecco perché è importante vivere nelle case?, conclude Virgilio chiedendo all?assessore Sinigaglia il tempo di realizzazione del concordato ?Villaggio Speranza?.

GABRIELLI: LE MICROAREE ABITATIVE
Memè Gabrielli, vice-presidente sinto dell?Opera Nomadi di Bolzano, legge un documento programmatico sulle microaree abitative di Radames Gabrielli dell?associazione Nevo Drom. I ?campi nomadi? vanno eliminati a favore di microaree con casette prefabbricate. La microarea è una area per una sola famiglia ?allargata?, con spazio privato e servizi adeguati. Uno spazio a dimensione familiare dove non occorre chiedere il permesso, come col regolamento del ?campo?, per andare via una settimana o per ricevere un ospite. La microarea rispetta gli usi e tradizioni dei Sinti e Rom e si risolvono tanti problemi anche riducendo le spese, perché non c?è bisogno di pagare una cooperativa per gestirla come col ?campo?.

DEL BAR: ROM E SINTI IN PRIMA PERSONA
?Ringrazio dell?invito perché i Rom e Sinti devono essere sempre protagonisti, come qui? esordisce il sinto Yuri Del Bar consigliere comunale di Mantova. ?Gli Ebrei e Sinti sono stati gli unici popoli sottoposti a guerra razziale dal regime nazi-fascista nel secolo scorso. Gli Ebrei hanno ora uno Stato, i Sinti no e continuano a vivere nei ?campi nomadi? di discriminazione. Allora 500.000 vittime non sono servite e niente. L?Italia è conosciuta come il Paese dei ?campi?: nati per sosta temporanea sono diventati stabili. E per i residenti non c?è mai stata una politica sociale, come la cassa-integrazione per gli operai. Oggi bisogna risolvere questo problema dei ?campi?, ma prima bisogna togliere le discriminazioni sennò non serve e niente e non è possibile lavorare in pace?.

BERINI: RICONOSCIMENTO DEI ROM/SINTI COME MINORANZA ETNICA E LINGUISTICA
?Il nostro primo obiettivo? spiega Carlo Berini, presidente Opera Nomadi di Mantova, ?è quello della partecipazione diretta dei Rom/Sinti nelle politiche che li riguardano e soprattutto dei soldi della comunità investiti nel settore. Questo potrebbe essere un obiettivo anche a Padova affiancato all?elezione di un Sinto in Consiglio comunale?.
?Il secondo obiettivo è quello di uscire dalla visione folcloristica che hanno i ?gagi? rispetto ai Rom/Sinti, che sono portatori di una pro-pria cultura ed identità: ci sono 29 minoranze Sinti e Rom in Italia. E tutti i metodi di inclusione sociale ?modello sottoproletariato?, come i corsi per panettiere o per saldatore, sono falliti perché non tengono conto di questo . Bisogna invece potenziare le attività tradizionali e sostenere lo spettacolo viaggiante. Purtroppo la legge n.347 del 1968 è stata disattesa ed i finanziamenti, invece che alle giostre, sono finiti solo ai grossi circhi ed ai grossi parchi?.
?Sull?habitat bisogna uscire dalla politica dei ?campi nomadi? per praticare la politica delle microaree incentivando l?acquisto di terreni da parte di Sinti e Rom. Purtroppo il Testo Unico 380 per l?edilizia, del giugno 2001, entrato in vigore nel 2005, per cercare di arginare l?abusivismo edilizio e proteggere il paesaggio (si pensi alle ville e capanni costruiti sulle coste) ha posto il dito anche sulle roulotte che posizionata su una spiaggia o su un terreno agricolo sono diventate abusi edilizi. Questa regolamentazione ha discriminato ancora di più i Rom e Sinti che cercavano, o erano riusciti, di uscire dai ?campi nomadi? comprando terreni agricoli. Una legge discriminatoria perché all?interno di essa si poteva trovare la maniera di ?sanare? le situazioni esistenti prima del 31 dicembre 2004, di messa in pratica. Riguardo all?habitat, la proposta che facciamo è che ogni Comune destini l?1 per mille del territorio come terreno destinato alle microaree?.
?Ma prima di tutto il nostro impegno va per il Riconoscimento di Minoranza Etnica e Linguistica, come Spagna, Svezia, Austria, per costruire un soggetto europeo. Questo riconoscimento permette-rebbe di uscire dalla politica dell?emergenza puntando sulla metodologia, riconosciuta, della mediazione culturale. Tutte le attività sui Rom/Sinti devono essere gestite da loro, almeno in quota del 60 %?.

MICROAREE PER I SINTI DEL ?CAMPO S. LAZZARO?
Renata Paolucci, a nome di alcune famiglie presenti, chiede al vice-sindaco Sinigaglia le sue intenzioni per le microaree per i residenti del ?campo S. Lazzaro?. A nome della signora Tapparello e di altri Sinti, chiede inoltre se è possibile fare una deroga al testo Unico 380, legge urbanistica 2001, che vieta di mettere roulotte ma anche capanni in aree agricole. Se è possibile abolire quella legge che impedisce ai Sinti di vivere in microaree agricole.

PARUSSATI: “BASTA CAMPO S. LAZZARO”
Marika Parussati va di persona al tavolo dei relatori: ?Siamo sempre lì coi topi, fate qualcosa per noi!?

SINIGAGLIA: CONDIVISIONE POLITICHE SOCIALI
Claudio Sinigaglia, assessore alle Politiche Sociali e vice-sindaco del comune di Padova, inizia facendo i complimenti al Sinto De Bar che porta una rappresentanza diretta in Consiglio comunale di Mantova. Poi amplia il suo intervento al settore immigrazione: ?Tutte le città devono fare i conti con grosse modificazioni nel tessuto sociale portate soprattutto dai flussi migratori?, spiega. ? A Padova, negli ultimi anni, si è passati dal 3% all?8-9%. Le politiche sociali si sono comunque estese a nuove tematiche come i minori vittime di ?tratta?, le nuove povertà, gli immigrati?.
Il vice-sindaco dichiara di approvare la politica del comune di Mantova, per una metodologia e condivisione delle politiche sociali. Infatti il ?Villaggio Speranza? è stato condiviso con le 11 famiglie sinte del ?campo di via Tassinari?. Sono previsti 300.000 euro per costruire l?insediamento fatto di casette per singoli nuclei familiari in rispetto della loro cultura.
In conclusione risponde alle domande dei residenti nei due ?campi? di Padova: ?Per quanto riguarda il ?Villaggio speranza? dirò che i tempi burocratici sono sempre più lunghi delle aspet-tative. Comunque i lavori partiranno a luglio-settembre. Mentre per S. Lazzaro abbiamo cercato di portare il ?campo? a situazioni di normalità. I Rom della Serbia hanno trovato alloggio nelle case, restano poche famiglie storiche di ?italiani? per le quali cerchiamo di reperire delle microaree. Ma c?è un problema di tipo urbanistico che ci impedisce interventi su aree agricole contigue al ?campo?. Per i prossimi due anni faremo interventi sulle microaree anche con ?sanatorie? per famiglie che hanno acquistato dei terreni agricoli. Non posso oggi dare pubblicamente una risposta positiva. Ci vorranno due anni?.

CIZMIC: PRENDERE VOCE
?Noi non abbiamo voce?, dice Kasim Cizmic, vice-presidente dell?Opera Nomadi Nazionale. ?Ho fatto 600 kilometri per partecipare a questo convegno. Siamo analfabeti ma abbiamo il cuore. Siamo in pochi ma dobbiamo metterci assieme ed essere uniti per rivendicare i nostri diritti, che non abbiamo anche se vivo da 35 anni in Italia?.

IORDACHE: CON DISCREZIONE
Decebal Iordache portavoce della Comunità Rom Rumena di Roma, originaria di Craiova (30.000 Rom su 300mila abitanti), anche sollecitato ha preferito non intervenire per non distogliere l?attenzione di una Conferenza che riguardava più i Sinti italiani.

CIMENTO: IL LAVORO
Marta Cimento, operatrice dell?Opera Nomadi di Padova traccia le prospettive lavorative. Il lavoro è un?emergenza che va anche oltre alla situazione habitat. Per la costruzione delle casette del ?Villaggio Speranza? si spera di impiegare manodopera dei Sinti mentre al ?campo S. Lazzaro? si sta tentando di aprire un?attività di assemblaggio nella sala comune. Si stanno seguendo inseri-menti lavorativi singoli ma occorre costruire una ?rete? con le realtà e le cooperative sociali che si occupano di lavoro.

GALIENI: COM-UNIONE FRA ?ITALIANI? E ?STRANIERI?
Per Stefano Galieni, del dipartimento immigrazione di Rifon-dazione Comunista, bisogna costruire dei ponti, dei momenti di comunicazione reali, fra Rom/Sinti ?italiani? e ?stranieri?. Bisogna mettere in relazione le diverse realtà, che sono separate e confu-se dall?opinione pubblica. Ci sarà un convegno sull?immigrazione dove sarà inserita anche la ?questione? dei Rumeni.

COSTA: CAMPI NOMADI COME CPT
Roberto Costa, direttore di Romano Lil (sé scrivente) afferma che la ?sinistra? è guercia: ha una visione monoculare sul versante dei diritti che le impedisce di acquistare prospettiva e profondità. Quella profondità che viene solo dalla visione binoculare. I Rom/Sinti sono la minoranza più discriminata d?Europa secondo l?ultimo monitoraggio dell?Unione; l?Europa ha condannato l?Italia ?paese dei campi?, luoghi di segregazione razziale, il 22 aprile scorso. I ?campi nomadi?, sono luoghi di segregazione e di esclusione dei diritti come i CPT (Centri di Permanenza Temporanea per immigrati) ma da anni è in atto una ?campagna politica? solo contro contro i CPT . La ?sinistra? ed i ?movimenti? sui diritti, che hanno sempre trascurato i Rom/Sinti, non potranno acquisire una visione complessiva sui diritti e sulle minoranze se non mettendo la questione Rom al primo posto.

VALPIANA: AIUTIAMOCI A MODIFICARE LE LEGGI
?A chi siede in Parlamento tocca ascoltare per fare le leggi ma anche per cambiare la cultura quando è opprimente?, spiega Tiziana Valpiana, deputato al Parlamento. ?Abbiamo la fortuna di vivere in un mondo sempre più interculturale ed è più utile considerare la diversità come ricchezza e non come problema. Per esperienza personale credo sia sempre più importante favorire ed aumentare il dialogo fra comunità Rom/Sinte e quelle italiane. Comunque, alla base di tutto resta la regolarizzazione degli ?stranieri?. E per questo serve un cambiamento culturale. C?è bisogno anche del vostro aiuto, di Rom e Sinti, per cambiare la cultura, ditelo sempre che non volete i ?campi nomadi?.Per fortuna abbiamo un Ministro della Solidarietà Sociale, Ferrero, attento a queste tematiche. E credo che sia possibile indicare la via e fare un percorso assieme. Io credo che i CPT siano illegali come i ?campi?. Aiutiamoci a cercare di modificare leggi che ci pongono in condizioni drammatiche, dal punto di vista dei diritti, rispetto al resto d?Europa?.

BERARDI: AZIONE CIVILE CONTRO LE DISCRIMINAZIONI
Roberto Berardi dell?UNAR, Ufficio Nazionale Anti discriminazioni Razziali, del ministero Pari Opportunità.
?Ci siamo subito resi conto, accostandoci alla realtà dei Rom e dei Sinti, grazie anche al prezioso supporto dell’Opera Nomadi, che questa popolazione é senza dubbio la più discriminata nel nostro Paese e ad essa é necessario rivolgere una consistente parte della nostra attività. Per quanto riguarda i casi di discriminazione segnalati al Contact Center dell’UNAR, riguardanti i Rom e i Sinti, si tratta essenzialmente di segnalazioni relative all’alloggio, alle condizioni malsane degli insediamenti, al diritto all’istruzione. Segnalazioni che provengono dalle associazioni che tutelano i diritti di questa popolazione e mai dal singolo, che per motivi diversi, forse anche legati alla propria cultura ed all’atteggiamento delle Istituzioni nei suoi confronti, preferisce non denunciare l’episodio, la prevaricazione. Ritengo quindi che l’Opera Nomadi e le altre associazioni dovrebbero seguire, per i casi più eclatanti, la via dell’azione civile contro la discriminazione, prevista dal D.Lgs. 215/2003, facendo valere la c.d. discriminazione collettiva, che si ha qualora non siano individuabili in modo diretto ed immediato le persone lese dalla discriminazione, caso che si attaglia perfet-tamente alla situazione dei Rom e dei Sinti, come intero popolo discriminato. Questo dell’azione giurisdizionale potrebbe essere lo strumento utile a scardinare l’attuale sistema che sembra ignorare i diritti e le legittime istanze del popolo Rom e Sinti?.

LE CONCLUSIONI: I FATTI
Il presidente Converso ricorda l?importante appuntamento del mese di luglio quando l?Opera Nomadi sarà ricevuta in audizione alla Commissione Affari Sociali del Parlamento, poi Renata Paolucci conclude sperando che le proposte emerse dal convegno vengano finalmente messe in pratica: ?E? da anni che facciamo proposte che sono tante volte condivise. Ci aspettiamo i fatti?.

P.S. POSTILLA: ARRIVA LA BANDA
Alle 19,00, in ritardo sulla tabella di marcia per la cerimonia matrimoniale che aveva interessato uno dei musicisti a Rimini, arrivano tre Sinti Taich, parenti del grande Django (il chitarrista Django Reinhardt -1910-1953, è stato il musicista sinto più famoso del Novecento), a fare ragionare il cuore visto che la testa magari era già piena. Giungono con la ?banda?: una trentina di tifosi provenienti dalle periferie padovane dove vivono da tempo in terreni di proprietà. Kimili e Manali alla chitarra, Loris alla voce, improvvisano un concerto che spazia dal jazz alla musica folcloristica e popolare, con garbo, perizia ed intelligenza: una musica, che dalle corde di chitarra e gola, si propaga nello spazio e risuona nel corpo attraverso l?anima. Suonano a memoria ed a orecchio perché non sanno leggere il pentagramma: in quanto a leggere hanno imparato coi corsi ?150 ore? gestiti proprio dall?Opera Nomadi di Padova. Anche da qui, inizia il ?patto sociale?.

In fotografia, da sinistra: Stefano Galieni, Marika Parussati, Claudio Sinigaglia, Massimo Converso, Roberto Berardi
Riferimenti: Il ?sussidiario? Rom/Sinti su habitat e lavoro

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?SASTRI?: una cooperativa di lavoro per i detenuti Rom/Sinti

7 Giugno 2006 Commenti chiusi


Rovigo 7 giugno. Alle ore 12, in conferenza stampa presso la casa Circondariale di Rovigo, è stata presentata ufficialmente la cooperativa sociale ?Sastri? per facilitare l?inserimento lavorativo dei detenuti Rom e Sinti. Una iniziativa fortemente voluta da Rovigo Opera Nomadi in linea con la ?politica nazionale? dell?associazione che vede il ?lavoro? come ponte per l?integrazione sociale. Un progetto pilota e innovativo, sul sentiero tracciato dalla storica cooperativa ?Phralipé” -fraternità, di Roma, perché ?Sastri? è una cooperativa sociale rivolta a soggetti svantaggiati, so-prattutto Rom/Sinti condannati ed ammessi alle ?misure alter-native? al carcere. Detenuti per i quali sarebbe pressoché impos-sibile trovare un impiego (che permette anche la libertà vigilata) visto che anche senza precedenti penali è difficilissimo trovarlo. Lavoro nell?ottica anche di un recupero delle attività tradizionali dei Rom/Sinti. Sastri – ?ferro?, si occuperà quindi del recupero materiali ferrosi ed ingombranti, della pulizia ambientale, valorizzazione del territorio, servizi di accompagnamento ed altro ancora. Presidente della cooperativa è Luca Silvestrone, dirigente di Assimpresa Veneto, vice-presidente Giovanni Rampogna dell’Ada (Associazione Difesa Anziani) di Pordenone, nel Consiglio d’amministrazione figurano Bruno de Sero -vice sindaco di Villadose, e tre di Rovigo Opera Nomadi: Francesco Verza, Roberto Costa e Lucrezia Broidic (Sinta Taich).

COOPERATIVE SOCIALI
Le cooperative sociali sono cooperative fondate con lo scopo di sostenere la promozione umana e l’integrazione sociale e lavorativa dei cittadini appartenenti alle cosiddette categorie svantaggiate e deboli. Si considerano persone svantaggiate gli invalidi fisici, psichici e sensoriali, gli ex degenti di istituti psi-chiatrici, i soggetti in trattamento psichiatrico, i tossicodipendenti, gli alcolisti, i minori in età lavorativa in situazioni di difficoltà fa-miliare, i condannati ammessi alle misure alternative alla deten-zione previste dagli articoli di legge. Le cooperative sono disci-plinate dalla legge n.381 dell?8 novembre 1991 che le suddivide in due tipologie: di tipo A, quando l?inserimento lavorativo delle persone svantaggiate avviene attraverso la gestione dei servizi socio sanitari ed educativi, di tipo B, quando l?attività lavorativa è di tipo agricolo, industriale commerciale.

LA CONFERENZA STAMPA
Rovigo 7 giugno. Conferenza-stampa, presso la Casa Circondariale di Rovigo, per la presentazione della cooperativa sociale ?Sastri? che si occupa di reperire occasioni di lavoro per soggetti svantaggiati (detenuti in regime di semilibertà) tramite iniziative private e con la collaborazione degli Enti Pubblici.

?La cooperativa sociale Sastri? spiega il Direttore del carcere Fabrizio Cacciabue, ? è uno sviluppo del progetto ?Profondo zingaro ?risorse dell?identità?, nato a fine 2005 per avviare uno scambio fra cultura ?nomade? e quella maggioritaria, per fare conoscere la cultura dei Rom/Sinti ma anche per avviare processi effettivi di integrazione con cooperative di lavoro per rimuovere le cause che hanno prodotto la carcerazione. L?Istituto, come un rullo compressore, mette tutti allo stesso livello. Si trattava di capire le esigenze di ciascun individuo della Casa, la cultura come costi-tuzione di identità, per dare visibilità alle diverse Comunità. In questa ottica, rispetto a quella Rom, nasce ?Profondo zingaro ?le risorse dell?identità?. Sono stati avviati dei laboratori che produ-cono momenti e progetti di incontro con i ?nomadi? e le loro predisposizioni. Gli ?zingari? partono dall?India dove erano una casta specializzata in lavori artigianali, abili artigiani della lavo-razione dei metalli. Ora questa attività, come altre, è stata schiacciata dallo sviluppo industriale e la propensione al metallo, ed all?indipendenza del lavoro, si è ridotta alla raccolta di ferro e rottami. Abbiamo cercato di favorire l?incontro fra una cultura di questo tipo ed energie manageriali per permettere un inserimento lavorativo e ci siamo rivolti ad opera Nomadi per avviare questa attività. Perché le risorse dell?identità devono essere risorse per tutta l?umanità!? (Profondo zingaro: Romano Lil 9 gennaio)

?Come Assimpresa Veneto abbiamo appoggiato questa iniziativa? afferma Luca Silvestrone, presidente della cooperativa, ?perché è una iniziativa che merita attenzione. Ci rivolgiamo alle istituzioni per lavorare in sinergia perché il problema è il dopo-carcere. Con l?ASM (Azienda Servizi Municipalizzati) stiamo avviando un proto-collo d?intesa per pulizia cassonetti e recupero rifiuti ingombranti. Altre attività sono la conoscenza e valorizzazione del territorio, il portierato, la pulizia ambientale? mestieri semplici. Oltre all?ASM abbiamo rilevato grande disponibilità anche da parte del Comune e della Regione: cerchiamo di essere un anello di raccordo per mettere assieme sinergie fra Rom e Istituzioni. E? stato un onore non da poco, per me, presiedere questa cooperativa, perchè ritengo sia un progetto pilota da esportare da Rovigo al territorio nazionale?.

?Noi ci crediamo perché l?Istituto Penitenziario ci crede ? dichiara Giovanni Rampogna, vice-presidente della cooperativa Sastri e da anni collaboratore volontario col Direttore del Carcere (da quando egli dirigeva quello di Pordenone). ?La Costituzione della Repubblica Italiana, nata dalla Resistenza, agli articoli 1-5-27-32 specifica che la rieducazione del detenuto non deve passare attraverso miserabili elemosine ma deve essere fatta attraverso il lavoro e la contrattazione. I detenuti non devono essere visti come una piaga sociale ma come elementi di rilancio e portatori di risorse per la società. Voglio sottolineare che la riabilitazione dei detenuti non parte dai politici o da qualche ?campanile? ma viene dalla direzione della Casa Circondariale, sempre attenta a queste tematiche?.

Poche parole di Francesco Verza, di Rovigo Opera Nomadi, ?E? importante tutelare una delle minoranze più svantaggiate, sia sul lavoro che sulla scolarizzazione?, poi interviene il sindaco di Rovigo, Paolo Avezzù di Forza Italia, a sottolineare che la coope-rativa Sastri è in sintonia con le iniziative che da anni il comune sta facendo sul lavoro e sulla rieducazione: ?Semaforo verde del comune per queste iniziative? ?afferma. Per Antonio Saccardin, assessore ai Servizi Sociali, questi progetti sono importanti perché spesso i detenuti ?escono e dopo rientrano?. Tra i convenuti anche l?assessore ai Servizi Sociali della Provincia, Tiziana Virgili ?Margherita e l?assessore regionale Renzo Marangon ?Forza Italia.

Rovigo Opera Nomadi
Tel. 0425-411101 E-mail: rovigooperanomadi@hotmail.com

Nella foto: brindisi beneagurante alla cooperativa Sastri
Giovanni Rampogna, Luca Silvestrone, Fabrizio Cacciabue, Lucrezia Broidic, Roberto Hudorovic, Bruno de Sero, Francesco Verza. Dietro la macchina fotografica l’analcolico Roberto Costa.
Riferimenti: PIJATS ROMANÒ: dell?Opera Nomadi

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IV conferenza nazionale dei Rom/Sinti: habitat e lavoro

5 Giugno 2006 Commenti chiusi


Padova, 19 giugno 2006. Conferenza nazionale dei Rom/Sinti su habitat e lavoro, organizzata da Opera Nomadi con il patrocinio del Comune di Padova: Le microaree per i Sinti e i Rom e l?inserimento lavorativo: alternative possibili ai campi?ghetto e all?emarginazione sociale. ?E? opportuno ritrovarci a fare il punto sulla questione habitat e lavoro rispetto ai Rom/Sinti ? spiega Renata Paolucci presidente Opera Nomadi di Padova, – perché anche se la linea politica è chiara da anni, resta la difficoltà operativa a coinvolgere e convincere le istituzioni preposte. D?altronde sono anni che ci battiamo per il superamento dei ?campi? ed abbiamo rinnovato l?ultima convenzione di gestione solo su impegno scritto dell?assessore al loro smantellamento?.

Opera Nomadi con il patrocinio del Comune di Padova presenta

IV CONFERENZA NAZIONALE DEI ROM E SINTI SU HABITAT E LAVORO: Padova, 19 giugno 2006
Sala ?Fornace Carotta?, via Siracusa n° 61, ore 15.00 ? 19.30

?Le microaree per i Sinti e i Rom e l?inserimento lavorativo: alternative possibili ai campi?ghetto e all?emarginazione sociale; mancata applicazione e rilancio della Legge sullo Spettacolo Viaggiante 337/1968?

1) Saluto dell?Amministrazione Comunale di Padova.
2) Relazione introduttiva del Presidente Nazionale Massimo Con-verso e del Consigliere Nazionale Virgilio Pavan (Sinto veneto).
3) Proiezioni di filmati e foto su insediamenti Rom/Sinti e microaree in Italia (Calabria, Roma XI° Municipio, Bolzano, Padova).
4) Esposizione di progetti riguardanti l?habitat attuati in colla-borazione con le Istituzioni.
5) Esposizione di progetti su inserimenti lavorativi e dati sulla Legge 337/1968.
6) Interventi degli Enti Locali.
7) Dibattito con Interventi e testimonianze di famiglie sinte e rom attualmente residenti presso le Comunità Rom e in microaree familiari.

Conclusioni di Tiziana Valpiana (Deputato al Parlamento)

Mostra Fotografica realizzata dall?arch. Paolo Robazza ?Primo premio European Fotografic Competition, Bruxelles 2005?

Fotografia: Sinti lombardi. Ernesto Rossi, 1996
Riferimenti: Padova Opera Nomadi

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Conferenza nazionale Sinti: Habitat e lavoro

22 Maggio 2006 Commenti chiusi


Padova, 1 giugno 2006. Conferenza nazionale dei Sinti su habitat e lavoro, organizzata da Opera Nomadi con il patrocinio del Comune di Padova. ?Le microaree per i Sinti e i Rom e l?inserimento lavorativo: alternative possibili ai campi?ghetto e all?emarginazione sociale?. ?E? opportuno ritrovarci a fare il punto sulla questione habitat e lavoro rispetto ai Sinti ? spiega Renata Paolucci presidente Opera Nomadi di Padova, – perché anche se la linea politica è chiara da anni, resta la difficoltà operativa a coinvolgere e convincere le istituzioni preposte. D?altronde sono anni che ci battiamo per il superamento dei ?campi? ed abbiamo rinnovato l?ultima convenzione di gestione solo su impegno scritto dell?as-sessore al loro smantellamento?.

Opera Nomadi con il patrocinio del Comune di Padova presenta

CONFERENZA NAZIONALE DEI SINTI SU HABITAT E LAVORO

Padova, 01 giugno 2006
Sala ?Fornace Carotta?, via Siracusa n° 61, ore 15.00 ? 19.30

?le microaree per i Sinti e i Rom e l?inserimento lavorativo:
alternative possibili ai campi?ghetto e all?emarginazione sociale?

1) Saluto dell?Amministrazione Comunale di Padova.
2) Relazione introduttiva del Presidente Nazionale Massimo Con-verso e del Consigliere Nazionale Virgilio Pavan.
3) Proiezioni di filmati e foto su aree nomadi e microaree in Italia.
4) Esposizione di progetti riguardanti l?habitat attuati in collabo-razione con le Istituzioni.
5) Esposizione di progetti su inserimenti lavorativi.
6) Interventi e testimonianze di famiglie sinte e rom attualmente residenti presso i campi nomadi e in microaree familiari.
7) Interventi degli Amministratori Comunali. 8) Dibattito e conclusioni.

Mostra Fotografica realizzata dall?arch. Paolo Robazza ?Primo premio European Fotografic Competition, Bruxelles 2005?.

Nella fotografia: “campo lungargine s. Lazzaro” di Padova
Riferimenti: Opera Nomadi Padova

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La questione Rom/Sinti d?Europa: basta guerra!

19 Maggio 2006 2 commenti


Dal meeting internazionale di Bolzano, presenti otto partner europei, una sintesi-riflessione sulla questione Rom/Sinti d?Europa, a partire dal lavoro e habitat per affrontare la questione del pre-giudizio secolare che ostacola, o addirittura impedisce, in ogni nazione, ogni valido progetto di integrazione sociale. Con la proposta per una riconciliazione trans-nazionale coi Rom/Sinti d?Europa. Perché la questione Rom è una questione morale che riguarda tutta l?Europa. Naturalmente queste riflessioni sono di carattere personale, dello scrivente direttore, e saranno ?aggiustate? nei prossimi giorni, tempo permettendo.

Il meeting ha la capacità di mettere in ?rete? numerosi partner Europei, particolarmente significativi: Portogallo, Spagna, Repub-blica Slovacca, Ungheria, Repubblica Ceca, Polonia, assieme anche all?Austria ed all?Italia. Per descrivere e mettere in rete gli esempi migliori di ?buone prassi? di integrazione verso i Rom/Sinti a partire dal lavoro che è il punto focale: un ponte da costruire per collegare due ?sponde?, per aprire nuove strade ed orizzonti. Ma forse nella costruzione dei ponti (?ponte-fecit?) serve anche al giorno d?oggi un sacrificio, un pegno, seppure in forma diversa dai tempi passati. Un?occasione, dunque, per farsi una ?panoramica? seppur molto approssimata e limitata, sui Rom/Sinti in Europa.

Elementi salienti dagli interventi dei partner transnazionali.

-Il riconoscimento dei Roma e Sinti come minoranza culturale e linguistica in Austria nel 1993 non ha prodotto grandi risultati ed anche se ci sono fondi di sostegno alle famiglie (600 euro al mese) la cultura Sinta continua a restare ai margini della società anche perché gli stessi Sinti sembrano restii e non vogliono farsi coinvolgere. Ma forse è il concetto stesso di integrazione, so-prattutto attraverso il ?lavoro? della società maggioritaria, che è ostico alle popolazioni Rom/Sinte.
- Discorso simile anche nel Trentino Alto Adige, Regione di elevato benessere dove non esiste disoccupazione ma i Sinti continuano ad avere difficoltà di integrazione, dopo 500 anni di presenza, mentre i Rom stranieri, abituati nelle case ed al lavoro, non tro-vano difficoltà. Nel lavoro, perché riguardo all?habitat continuano ad essere relegati in ?campi-discarica?.
-Lo ?shock da integrazione?, in Spagna e Portogallo, ha fatto perdere la lingua ?romanès?. Nella penisola iberica la cultura zingara, per ottenere un livello migliore di coesistenza ha sacrificato la lingua ?romanès?, la lingua MADRE. E se si dice che proprio la lingua è la Nazione del popolo rom, sacrificare la lingua è significativo. Ma anche qui il sacrificio non è servito a granchè e l?esclusione continua ad essere perpetuata nonostante i progetti di avviamento al lavoro e di sensibilizzazione e formazione rivolti soprattutto alle donne gitane.
-Verso i Rom della Repubblica Slovacca continua ad essere esercitata una ?differenziazione etnica?. In Slovacchia più di 600 insediamenti Rom, anche nei quartieri, sono caratterizzati da segregazione: condizioni di vita invivibili, mancano infrastrutture e acqua-luce-fogne e strade. Si tratta di 500.000 persone se-gregate, e fra di esse persone che non hanno lavorato anche da tre generazioni. La disoccupazione in alcune regioni arriva anche all?80%.
- In Ungheria il progetto ?Keja? ha lo scopo di favorire la for-mazione di operatori video e cameraman addetti alle riprese per lavorare anche in ambito televisivo. Ma le competenze acquisite e sviluppate con impegno non sembrano sufficienti perché la società ungherese non è disposta ad assumere i Rom ed allora occorre fare opera di sensibilizzazione per aprire queste porte occupazionali.
- Dalla Repubblica Ceca emerge la notizia che dei sei milioni di Rom presenti nel territorio (compresa la Moravia) ne furono sterminati il 90% dai nazi-fascisti. Poi leggi repressive furono promulgate dal sistema comunista fino alla liberazione (1889) ed alla divisione fra Cechia e Slovacchia nel 1993 quando i Rom si trovarono ancora divisi e stranieri fra i nuovi Stati. Attualmente la difficoltà residenziale è sempre alta e la ghettizzazione è favorita dalla popolazione. Il progetto Anatas è rivolto soprattutto ai bambini, con attività ricreative ed insegnamento della loro lingua, ed agli adulti con formazione professionale. E? stata costituita una agenzia Rom per il lavoro, con registro per artisti e musicisti rom.
-In Polonia alcune leggi sulla sedentarizzazione hanno prodotto un vero e proprio ?shock culturale? con cambiamento di cultura e tradizioni. Il problema principale è l?alto tasso di disoccupazione. I progetti di formazione professionale per Rom disoccupati devono fare i conti con i pregiudizi ed allora occorre, anche qui, intervenire per ridurre la prevenzione sociale verso i Rom.

La questione lavoro sembra l?inizio di ogni sentiero di inte-grazione verso i Rom/Sinti ma bisognerebbe anche verificare se questa integrazione è voluta o semplicemente subita. Perché spesso va a discapito della cultura e dei ruoli caratteristici dei Rom/Sinti, a partire dalla figura della donna. Sembra che i Rom e Sinti in questi percorsi di integrazione debbano sacrificare delle loro caratteristiche culturali, come la lingua in Spagna, e senza acquistare in cambio un granchè, almeno in Spagna o in Polonia o Ungheria. Anche il ?riconoscimento come minoranza etnica e linguistica? attuato in Austria nel 1993, supportato da contributi economici, non sembra abbia prodotto risultati apprezzabili.
Dalle relazioni dei partner ben diversa appare la condizione dei Rom/Sinti fra Europa e Europa dell?Est, intendendo soprattutto i Paesi ex-comunisti, sia come storia che come attualità e possibili sviluppi. E diventa sempre più difficile trovare comunanze, per esempio, fra un Rom abruzzese ed un Gitano iberico se anche la lingua comune si è persa per strada. Il programma lavoro, svi-luppato dai 6 partner europei del progetto Equal ?In carovana sulla via delle stelle?, si amplia e si estende non solo alle nuove o ?altre? professioni ma anche come sviluppo dei mestieri tradi-zionali, che vanno certamente adeguati ed addattati ai nuovi tempi.
Ma la CAPPA di piombo che pesa su tutti i progetti ed obnubila l?orizzonte, ed anche questa è transnazionale, è quella del pregiudizio sociale verso i Rom/Sinti perché anche quando impa-rano nuovi mestieri, come il cameraman o l?operatore televisivo, nessuno è disposto ad assumerli per queste capacità. Ed un Rom diplomato ad uno sportello bancario?
Oltre al ?progetto lavoro? appare evidente che le competenze professionali di chi opera nel settore, nei programmi di formazione e di integrazione, debbano essere sempre più approfondite: non basta più la buona volontà o il buon senso comune, servono strumenti sempre più mirati ad affrontare la questione, mettendo sempre in primo piano la figura del mediatore culturale Rom/Sinto, ma anche adottando strumenti antropologici, di ?sistemica?, di lavoro di gruppo, di dinamiche sociali, di ?supervisione?, di ?gestione dei conflitti?, di educazione alla pace (che vuol dire riconoscimento dell?altro da sé), in un?epoca sempre più globa-lizzata ma dove il ?pensiero comune? del pregiudizio sociale verso i Rom/Sinti è difficile ed ostico a ridursi.

Altri articoli sul Meeting internazionale:
- In carovana sulla via delle stelle, atti dal meeting: Archivio Romano Lil 19 maggio
- In carovana sulla via delle stelle: Romano Lil 11 maggio

BASTA GUERRA DI ESCLUSIONE SOCIALE VERSO TUTTE LE POPOLAZIONI ROM E SINTE D’EUROPA!
Dalle relazioni del meeting risulta evidente, a parere dello scrivente, che è in atto, ma perdura da secoli, una guerra di di-scriminazione ed esclusione sociale, a tutti i livelli (non di soppressione fisica sul ?campo? -al giorno d?oggi) verso i Rom/Sinti d?Europa. Con modalità di emarginazione più o meno diverse, in durezza e repressione, a seconda della storia, della cultura e dello ?sviluppo sociale? dei vari Paesi. Una guerra a cui i Rom non rispondono, né lo hanno mai fatto, con le armi ma con atteggia-menti culturali e sociali (vedi il ?menghèl?) ed una fiera resistenza (che è si è tramutata in ?duende? della resistenza) dai ?campi? o dai quartieri ghetto dove sono spesso relegati, imprigionati. Una guerra a cui i Rom/Sinti possono solo r-esistere, con gravi perdite in vite umane, in disoccupazione, analfabetismo, disgregazione sociale, alcoolismo, devianza criminale. E se in Italia i Rom/Sinti hanno una speranza di vita, alla nascita, di 20 anni inferiore alla media degli autoctoni ci sarà un motivo. Ed in questa resistenza alla guerra, e nei processi di integrazione sociale, perdono anche importantissimi valori culturali come la lingua-madre, la funzione della donna, l?altissimo amore per i figli o si adattano anche a situazioni di criminalità. Fermo restando che ?i campi nomadi? sono per la loro stessa natura produttori di devianza criminale.
Si è visto che tutti i progetti di integrazione, a partire dal lavoro e dall?habitat, perdono di valenza, o diventano addirittura impro-ponibili, per i secolari pregiudizi sociali che sono trans-nazionali. Pregiudizi innescati fin nella tenera età nella società maggioritaria, per valore numerico. E? di alcuni anni fa uno studio-ricerca sul ?babau?, l’uomo-nero dei ragazzini italiani: al primo posto figura sempre lo ?zingaro?, a seguire, dopo l?11 settembre 2001, l?arabo.
Ed allora occorre riconoscere che è in atto una guerra di emarginazione sociale verso queste popolazioni, basata su pre-giudizi e convinzioni secolari, e solo nell?atto di riconoscerlo si potrà prenderne coscienza e attuare una dichiarazione di pace che riconosca i combattuti.

PER UNA RICONCILIAZIONE TRANS-NAZIONALE COI ROM e SINTI D’EUROPA
Se il pre-giudizio è un messaggio genitoriale, si veda l?esempio del ?babau? prima descritto, e per questo va oltre il buon senso e la ragionevolezza, non bastano pratiche usuali di sensibilizzazione ad abbatterlo. Occorrono messaggi genitoriali forti, come quelli che lo hanno indotto (imprinting). Ogni progetto di integrazione sociale, a tutti i livelli, perde di valenza se prima non è superata la discriminazione che nasce dal pre-giudizio. Riconciliazione sociale, come in Sud-Africa, Ruanda, Kosovo, vuol dire che la società maggioritaria fa ammenda dei 600 anni di guerra (con editti, espulsioni, cacce all?uomo, uccisioni legalizzate?) verso i Rom/Sinti. Guerra che non è terminata con il ?Porrajmos? nazi-fascista del 900. Guerra che è continuata in altro modo, certamente non con la baionetta o l?uccisione immediata, basta confrontare la detenzione nei lager nazisti con la detenzione nei ?campi nomadi? di oggi.
?Io e te come fratelli, appartenenti all?umanità?: potrebbe essere il titolo del giorno della ?riconciliazione nazionale? (indicativamente potrebbe essere l?8 aprile giorno della “nazione” rom) perorato e messo in pratica da figure genitoriali delle istituzioni: che sono i Presidenti della Repubblica, i capi delle Chiese. Solo partendo dal riconoscimento delle colpe della propria storia, la Riconciliazione può avere una vera pregnanza e avviare la “purificazione della memoria”. I Capi dei governi e delle Chiese, che hanno dichiarato questa guerra di esclusione e di discriminazione sociale secolare devono, a nome dei loro popoli e fedeli, chiuderla. Da lì, dalla fine del pre-giudizio secolare, sarà possibile attuare percorsi di pace.

Altri articoli su questi schermi:
Per una riconciliazione nazionale coi Rom/Sinti: Romano Lil 3 gennaio 2006
Campi nomadi = lager istituzionali: Archivio Romano Lil 2 gennaio

UN REGALO DI MUSICA E CULTURA
Chi ha letto gli ?atti del convegno? si merita un premio per ?staccare? e collegare, otre il raziocinio della testa, le emozioni del corpo, perché anche il corpo ?pensa?.
?Misure di politica occupazionale volte all?integrazione dei nomadi residenti in Alto Adige? è il titolo del progetto Kervan in confezione di due CD-Rom (è proprio il caso).
CD numero 1: è diviso in sezioni. Progetti, poesia, memoria, racconti, immagini, corso di musica.
CD numero 2: 19 brani musicali eseguiti dai partecipanti al corso di musica organizzato nell?ambito del progetto formativo ?Misure di politica occupazionale volte all?integrazione dei nomadi residenti in Alto Adige? che ha avuto, tra l?altro, il compito di riconsegnare ai giovani Sinti, i contenuti e le tecniche esecutive tipiche della migliore tradizione musicale zigana. Con il patriarca Nevès Ga-brielli.

Per ricevere i due CD:
Kervan via Michael-Pacher-Str. 18 I-39031 Bruneck/Brunico
Tel. 39 0474 530 241 E-mail : kervan@kervan.it

Nella foto: i rappresentanti dei partner transazionali al meeting
Riferimenti: In carovana sulla via delle stelle: atti

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25 aprile a Milano: la "liberazione" coi Rom e Sinti

23 Aprile 2006 Commenti chiusi


L’Associazione Aven Amentza – Unione Rom e Sinti parteciperà alle manifestazioni del 25 aprile a Milano con il proprio striscione. ?Quella della Liberazione è una manifestazione a cui partecipiamo ormai da tanti anni – spiega il vice-presidente dell?associazione Ernesto Rossi. – Per ricordare che tanti Rom e Sinti hanno aderito alla lotta armata per una Liberazione che per loro è ancora lontana?.
L’associazione Aven Amentza (venite con noi) è nata due anni fa per combattere il pregiudizio, con l?incoraggiamento di CGIL Lombardia, Camera del Lavoro e Coop Lombardia. È un?as-sociazione di Rom, Sinti e non rom (racli) che si prefigge questi scopi: *avere voce come Rom e Sinti; *difendere concretamente i nostri diritti, per poi consolidare anche l?esercizio dei doveri; *usare l?associazione come percorso d?integrazione; nell?esercizio della democrazia; *difendere la legalità e la sicurezza di tutti.

IL 25 APRILE DEL 2001 A MILANO
?Orgogliosi di essere ?Rom e Sinti?, in ricordo di Carlo Cuomo ?comunista nomade, è un libretto dell?Opera Nomadi di Milano stampato da CGIL Regione Lombardia proprio in occasione del 25 aprile 2001. Si tratta di un libretto ?storico? ed educativo perché dentro questa pubblicazione si trova il ?duende della giustizia sociale?. La pubblicazione può ancora essere richiesta ad Ernesto Rossi, che ne è uno dei due curatori. Tel.: 02-48409114

IL VOLANTINO PER IL 61° DELLA LIBERAZIONE
Ecco il testo del volantino preparato dall’Associazione per il 61° anni-versario della Liberazione d?Italia che sarà distribuito durante il corteo.

Noi Rom e Sinti, italiani e immigrati, aspettiamo la democrazia
cioè la liberazione dalla guerra dell?oppressione e del pregiudizio
che già portò alle persecuzioni e stragi nazifasciste (ben oltre 600.000 morti)e che oggi ci costringe a nascondere la nostra identità nazionale per poter vivere e lavorare in pace.

Se questo è un paese libero
lo deve alle lotte e al sacrificio di chi si è opposto alla dittatura fascista e all?occupazione nazista, che molti, interessati o confusi, cercano oggi di dimenticare, così come si cerca di cancellare la Storia, delle violenze e delle stragi, delle deportazioni, dei campi di concentramento e di sterminio.

In tutta Europa, dovunque si è organizzato un movimento di Resistenza, Rom e Sinti ne hanno fatto parte; spesso talmente numerosi da costituire intere formazioni, con propri comandanti (come in Jugoslavia, in Francia, in Slovacchia); spesso compiendo imprese e atti di valore personale e d?importanza storica; talvolta persino ottenendo il riconoscimento di una decorazione, in cambio d?una vita sacrificata.

Ma di ogni cosa positiva che viene dal nostro piccolo popolo pacifico (violenze, guerre, stragi, distruzioni le abbiamo solo subite, mai compiute) volutamente si perde notizia. I nostri grandi ?uomini e donne- sono nascosti e dimenticati o ne viene taciuta l?appartenenza.

Rivendichiamo, così come facciamo per le centinaia di migliaia di nostri (e vostri!) fratelli, sterminati dagli oppressori, che queste persone stiano col loro nome nella schiera di coloro che hanno contribuito a liberare questo ed altri paesi e a porre le basi di una nuova Europa. Senza confini, proprio com?è nella nostra antica cultura.

Ecco i nomi degli ignoti partigiani rom e sinti italiani:
-il rom istriano Giuseppe Levakovich, detto Tzigari, che militò nella Brigata ?Osoppo?, in Friuli, agli ordini del comandante Lupo
-Rubino Bonora, partigiano nella Divisione ?Nannetti? in Friuli
- Walter Catter, eroe partigiano, uno dei Martiri di Vicenza, fucilato l?11 novembre 1944
- suo cugino Giuseppe Catter, fucilato ventenne nell?Imperiese da brigatisti. Il suo distaccamento ne prese il nome. Decorato al valore.
- il sinto piemontese Amilcare Debar, l?unico ancora vivente, staffetta e poi partigiano combattente nella 48^ Bgt. Garibaldi ?Dante Di Nanni?, comandata da Colajanni. Dopo la guerra fu rappresentante del suo popolo alle Nazioni Unite.

Il 25 Aprile è arrivato anche grazie a loro, ma per la loro gente non è arrivata la liberazione dal pregiudizio che, a causa di una profonda diversità culturale, ha segnato tutta la loro storia.

L’Associazione Aven Amentza - Unione Rom e Sinti è nata due anni fa per combattere il pregiudizio. VENITE A LAVORARE CON NOI!
Chi è interessato ai nostri progetti e al nostro modo d?agire, può contattarci agli indirizzi: meg.rossi@tin.it, cipes.lomb@fastwebnet.it
Riferimenti: 25 aprile: gli Zingari e la ?resistenza?

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Cestim: per Rom, Sinti e Camminanti

4 Aprile 2006 Commenti chiusi


Il ?Cestim on-line? è un sito di documentazione sui fenomeni migratori articolato in differenti sezioni e fra queste quella dei ?Rom, Sinti e Camminanti?. ?Ho ereditato questo spazio e lo gestisco da poco più di due anni – spiega la dottoressa Laura Lucatello . ? Si è tentato di fare un sito a ?portata di mano? per i profani ma anche con possibilità di approfondimento per chi è già addentro in queste tematiche?.
Laura, che cura il sito da volontaria, di lavoro fa la mediatrice culturale nel progetto ?alunni Rom? del comune di Verona. Mediazione con le famiglie ed accompagnamento e inserimento scolastico degli alunni, con particolare riferimento a quelli che abitano nelle case. A Verona il ?campo nomadi? cittadino è stato chiuso ed accorpato a quello più periferico di Bosco Mantico.

CESTIM
Il sito è gestito dal Cestim, Centro Studi Immigrazioni, nato a Verona nel 1990 con lo scopo di:
- promuovere i diritti umani e la solidarietà sociale negli ambiti che riguardano le complesse problematiche dell’immigrazione;
- sostenere le attività di studio, di ricerca e volontariato volte alla promozione e agevolazione del pieno inserimento degli immigrati nel contesto sociale;
- prestare intermediazione per il superamento di qualsiasi ostacolo al godimento dei diritti della persona loro spettanti, in condizione di parità con i cittadini italiani, agli effetti del lavoro, dei servizi sanitari, della casa e di ogni altra situazione che possa vederli in stato di bisogno, svantaggio o discriminazione.
- creare le condizioni di corretta informazione sulla realtà dell’immigrazione in modo da prevenire o rimuovere il giudizio che nell’opinione pubblica alimenta la discriminazione e costringe spesso gli immigrati in aree di esclusione sociale;
- promuovere in condizione di parità con i cittadini italiani, l’accesso degli immigrati al lavoro dipendente e autonomo, alla casa, ai servizi sociali e sanitari, alla scuola, alla formazione professionale e a tutto quanto esprime godimento pieno dei diritti di cittadinanza nel rispetto, all’interno delle leggi dello stato, delle diverse identità culturali; agevolare progetti individuali, familiari o di gruppo, orientati al rientro e al positivo reinserimento nei paesi d’origine, qualora se ne manifesti l’opportunità da parte degli stessi immigrati.

PARTENZA
Un?occasione per partire nel profondo telematico con destinazione Cestim, sezione: ?Rom, Sinti e Camminanti?.

Fotografia del maestro Tano D’Amico
Riferimenti: Rom, sinti e camminanti

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La risoluzione dell?Unione Europea sui Rom/Sinti

31 Marzo 2006 Commenti chiusi

?Il Parlamento Europeo: 1. condanna fermamente qualsiasi forma di discriminazione nei confronti della popolazione Rom; 2. invita il Consiglio, la Commissione, gli Stati membri e i paesi candidati ad esaminare il riconoscimento dei Rom come minoranza europea?? Inizia così la Risoluzione del Parlamento Europeo che invita gli Stati Membri a contrastare la discriminazione razziale verso i Rom/Sinti ed a promuovere ed attuare politiche di integrazione sociale effettive verso questa minoranza transnazionale.

Risoluzione del Parlamento Europeo
sulla situazione dei Rom nell’Unione Europea

Approvata dal Parlamento giovedì 28 aprile 2005 ? Bruxelles

Il Parlamento Europeo,
? vista la celebrazione in data 8 aprile 2005 della Giornata internazionale dei Rom, (la Giornata internazionale dei Rom è stata istituita nel 1971 in occasione del Primo Congresso internazionale del popolo Rom),
? visto il Trattato costituzionale firmato dai Capi di Stato e di governo il 29 ottobre 2004, la cui Seconda parte è costituita dalla Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea,
? visti gli articoli 3, 6, 7, 29 e 149 del trattato CE, che impegnano gli Stati membri a garantire pari opportunità per tutti i cittadini,
? visto l’articolo 13 del trattato CE che permette alla Comunità europea di prendere i provvedimenti opportuni per combattere le discriminazioni fondate sulla razza o l’origine etnica,
? vista la direttiva 2000/43/CE del Consiglio del 29 giugno 2000 che attua il principio della parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla razza e dall’origine etnica, che vieta ogni discriminazione per motivi etnici,
? visti l’articolo 4 della Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sulla protezione delle minoranze nazionali e la Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti umani e delle libertà fondamentali,
? vista la Raccomandazione 1557 (2002) del Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa, in particolare i suoi paragrafi 3 e 15 che rilevano il diffuso fenomeno della discriminazione contro i Rom nonché la necessità di rafforzare il sistema di monitoraggio delle discriminazioni nei loro confronti e di risolvere la questione del loro status giuridico,
? visto il documento adottato dal gruppo COCEN in vista del Consiglio europeo di Helsinki del 1999, dal titolo “Situazione dei Rom nei paesi candidati”, in cui si sottolinea l’esigenza di una maggiore sensibilizzazione al problema del razzismo e delle discriminazioni contro i Rom,
? vista la Convenzione ONU contro la tortura e altri trattamenti o punizioni crudeli, inumani o degradanti del 10 dicembre 1984,
? vista la direttiva 2000/78/CE del Consiglio, del 27 novembre 2000, che stabilisce un quadro generale per la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro,
? vista la Carta dei partiti politici europei per una società non razzista,
? vista l’istituzione di un Gruppo di Commissari responsabili per i diritti fondamentali, la lotta contro le discriminazioni e le pari opportunità, e in attesa della presentazione della sua agenda,
? visti, il regolamento (CE) n. 1035/97 del Consiglio, del 2 giugno 1997, che istituisce un Osservatorio europeo dei fenomeni di razzismo e xenofobia, le relazioni annuali e le relazioni tematiche dell’Osservatorio (EUMC) sul razzismo nell’UE e il Libro verde della Commissione su Uguaglianza e non discriminazione nell’Unione europea allargata (COM(2004)0379);
? vista la recente pubblicazione da parte della Commissione di una relazione che richiama l’attenzione sugli inquietanti livelli di ostilità e di violazioni dei diritti dell’uomo contro Rom, zingari e girovaghi in Europa,
? viste la sua risoluzione del 27 gennaio 2005 sull’olocausto, l’antisemitismo e il razzismo,
? visti gli strumenti giuridici internazionali quali la Rac-comandazione generale XXVII (Discriminazioni nei confronti dei Rom) del Comitato delle Nazioni Unite sull’eliminazione della discriminazione razziale e la raccomandazione di politica generale n. 3 sulla lotta al razzismo e all’intolleranza verso i Rom/zingari della Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza,
? visto l’esaustivo Piano d’azione adottato dai paesi dell’OSCE, tra cui gli Stati membri e i paesi candidati, incentrato sul miglioramento della situazione dei Rom e dei Sinti nella zona OSCE, nel quadro del quale gli Stati si impegnano, tra l’altro, a potenziare i loro sforzi volti a garantire che le popolazioni Rom e Sinti possano svolgere un ruolo completo ed equo nelle nostre società e a debellare la discriminazione nei loro confronti,
? visto l’articolo 103, paragrafo 4, del suo regolamento,

A. considerando che la data dell’8 aprile, proclamata Giornata internazionale dei Rom, è considerata una giornata celebrativa per questo popolo e al tempo stesso un’opportunità per sensibilizzare maggiormente il pubblico su quella che è la più numerosa minoranza etnica d’Europa e sulla gravità della sua esclusione sociale,
B. considerando che i 12-15 milioni di Rom che vivono in Europa, 7-9 milioni dei quali nell’Unione europea, sono vittime di discriminazioni razziali e che molti di loro subiscono spesso gravi discriminazioni strutturali, condizioni di povertà ed esclusione sociale nonché una discriminazione multipla in base a sesso, età, disabilità e orientamento sessuale,
C. sottolineando l’importanza di eliminare urgentemente la persistente e violenta tendenza a compiere atti di razzismo e discriminazione razziale contro i Rom e consapevole che ogni forma di impunità per attacchi razzisti, espressioni di odio, aggressioni fisiche da parte di gruppi estremisti, detenzioni illegali e maltrattamenti da parte della polizia originati da sentimenti di antizingarismo e fobia dei Rom contribuisce ad indebolire i principi della legge e della democrazia, tende ad incoraggiare il ripetersi di tali reati e richiede risoluti interventi volti ad eliminarli,
D. rilevando che la mancata azione contro la discriminazione razziale e la xenofobia nei confronti dei Rom, soprattutto da parte delle pubbliche autorità, rappresenta un fattore che favorisce il persistere di tali problemi nella società,
E. considerando che la comunità Rom continua a non essere considerata una minoranza etnica o nazionale in tutti gli Stati membri e paesi candidati e che essa pertanto non gode in tutti i paesi dei diritti connessi a tale status,
F. considerando che, se molti Stati membri hanno rapidamente trasposto nell’ordinamento interno la direttiva 2000/43/CE, altri non vi hanno provveduto o lo hanno fatto in modo incompleto o non corretto,
G. considerando che l’Olocausto dei Rom merita un pieno riconoscimento commisurato alla gravità dei crimini commessi dai nazisti per eliminare fisicamente i Rom d’Europa e chiedendo al riguardo alla Commissione e alle autorità competenti di adottare tutte le misure necessarie per rimuovere l’azienda di allevamento suino dal sito dell’ex campo di concentramento di Lety u Pisku e di crearvi un degno memoriale,
H. ricordando che un elevato numero di Rom è stato vittima di guerre e di “pulizia etnica” e continua ad essere vittima di persecuzioni in parti di regioni dell’ex Iugoslavia,
I. deplorando che un notevole numero di Rom richiedenti asilo sono stati espulsi o minacciati di espulsione dagli Stati membri ospitanti in violazione del principio di non-refoulement definito nella Convenzione di Ginevra del 1951 e protocolli associati,
J. deplorando che i Rom continuino ad essere sottorappresentati nelle compagini governative e nell’amministrazione pubblica degli Stati membri e dei paesi candidati in cui costituiscono una significativa percentuale della popolazione; che i loro governi si sono impegnati ad aumentare il numero di Rom che lavorano nell’ambito di strutture decisionali ma non hanno ancora compiuto progressi significativi,
K. riconoscendo la necessità di garantire l’effettiva partecipazione dei Rom alla vita politica, soprattutto per quanto riguarda le decisioni che interessano la vita e il benessere delle comunità Rom,
L. sottolineando che in nessun caso si dovrebbero elaborare ed applicare nuove normative in materia di cittadinanza che siano discriminatorie nei confronti di legittimi richiedenti la cittadinanza o che portino a ritirare la cittadinanza ai Rom che risiedono da lungo tempo in uno Stato membro o paese candidato,
M. considerando che, in una serie di paesi, esistono chiare indicazioni secondo cui le forze di polizia ed altre istanze del sistema penale risentono di pregiudizi nei confronti dei Rom, il che determina una sistematica discriminazione razziale nell’esercizio della giustizia penale,
N. considerando che i Rom sono regolarmente discriminati quanto all’assistenza sanitaria e alla sicurezza sociale e rilevando con preoccupazione i casi di segregazione nei reparti di maternità e la sterilizzazione di donne Rom senza il loro consenso informato,
O. considerando che su vasta scala esistono condizioni di vita inferiori agli standard minimi e antigieniche nonché prove evidenti di ghettizzazione e che ai Rom viene regolarmente impedito di trasferirsi al di fuori di tali zone,
P. richiamando l’attenzione sui sistemi scolastici basati sulla segregazione razziale esistenti in alcuni Stati membri, in cui i bambini Rom ricevono un insegnamento mediocre in classi separate o vengono inseriti in classi destinate ai disabili mentali; riconoscendo che il miglioramento dell’accesso all’istruzione e delle opportunità per i Rom di conseguire titoli accademici è d’importanza fondamentale per fornire più ampie prospettive alle comunità Rom,
Q. considerando che in media le comunità Rom presentano livelli inaccettabilmente elevati di disoccupazione, il che richiede interventi specifici volti ad agevolare l’accesso al lavoro,
R. considerando le difficoltà incontrate dalla popolazione Rom per veder riconosciuta la propria cultura e deplorando che, nella maggior parte degli Stati membri e dei paesi candidati, i principali mezzi di informazione continuano a sottorappresentare i Rom nella loro programmazione, rafforzando, allo stesso tempo, uno stereotipo negativo del cittadino Rom attraverso articoli, spettacoli televisivi e radiofonici; rilevando altresì che le nuove tecnologie della comunicazione, compreso internet, possono anch’esse contribuire a combattere la fobia dei Rom.

Il Parlamento Europeo:

1. condanna fermamente qualsiasi forma di discriminazione nei confronti della popolazione Rom;

2. invita il Consiglio, la Commissione, gli Stati membri e i paesi candidati ad esaminare il riconoscimento dei Rom come minoranza europea;

3. saluta con favore la recente dichiarazione del Presidente della Commissione Barroso in merito all’importanza di eliminare le discriminazioni contro i Rom e al ruolo che la Strategia di Lisbona potrebbe svolgere per migliorare le opportunità per questo popolo; sollecita il Consiglio, la Commissione, gli Stati membri e i paesi candidati ad adoperarsi pubblicamente per combattere l’antizingarismo/fobia dei Rom in tutte le sue forme a livello locale, nazionale, regionale o UE;

4. sollecita la Commissione a includere il tema della lotta contro l’antizingarismo/fobia dei Rom in tutta Europa fra le sue priorità per il 2007, Anno europeo delle pari opportunità per tutti, ed esorta la società politica e civile a tutti i livelli a chiarire che l’odio razziale contro i Rom non può mai essere tollerato nella società europea;

5. sollecita inoltre la Commissione ad assicurare ulteriormente, nel quadro dei requisiti politici dei criteri di Copenaghen, che i paesi candidati si adoperino realmente per rafforzare il primato della legge e proteggere i diritti dell’uomo e delle minoranze, in particolare quelli del popolo Rom;

6. chiede che la Commissione elabori una comunicazione sulle modalità in cui l’UE, in cooperazione con gli Stati membri, possa coordinare e promuovere nel modo più efficace gli sforzi destinati a migliorare la situazione dei Rom, e adotti un piano d’azione contenente chiare raccomandazioni agli Stati membri e ai paesi candidati per conseguire una migliore integrazione economica, sociale e politica dei Rom;

7. plaude agli Stati membri che hanno trasposto prontamente nel proprio ordinamento interno la direttiva 2000/43/CE, e sollecita quelli attualmente oggetto di una procedura di infrazione per “mancata comunicazione” ad attivarsi per rimediare agli scarsi progressi compiuti; invita il Consiglio ad adottare durante la presidenza lussemburghese la proposta decisione quadro dell’UE su razzismo e xenofobia che renderebbe perseguibili penalmente in tutta l’UE i reati connessi all’odio razziale, in merito alla quale il Parlamento europeo stesso deve essere nuovamente consultato;

8. invita gli Stati membri e i paesi candidati a rafforzare le proprie disposizioni legislative, regolamentari ed amministrative intese a contrastare in modo specifico ed esplicito l’antizingarismo e la fobia dei Rom e a proibire la discriminazione razziale e i connessi fenomeni di intolleranza, sia diretti che indiretti, in tutti gli aspetti della vita pubblica;

9. invita gli Stati membri e i paesi candidati a scambiare le migliori pratiche al fine di incoraggiare la promozione della cultura Rom;

10. invita gli Stati membri a prendere opportuni provvedimenti per eliminare l’odio razziale e l’istigazione alla discriminazione e alla violenza contro i Rom nei mass media e in ogni forma di tecnologia della comunicazione, ed esorta i grandi media ad instaurare buone prassi in materia di assunzione di personale in modo che questo rifletta la composizione della popolazione;

11. invita gli Stati membri e i paesi candidati a definire una strategia per migliorare la partecipazione dei Rom alle elezioni in qualità di votanti e candidati a tutti i livelli;

12. sottolinea l’esigenza di garantire pari diritti sociali e politici ai migranti di origine Rom;
13. sottolinea che la mancanza di documenti ufficiali costituisce un grave ostacolo all’esercizio dei diritti fondamentali dei Rom in Europa nonché al loro accesso a servizi che sono essenziali per l’inclusione sociale;

14. sollecita tutti gli Stati membri e i paesi candidati ad adottare misure concrete per migliorare l’accesso dei Rom ai mercati del lavoro al fine di assicurare loro una migliore occupazione a lungo termine;

15. invita gli Stati membri in cui i figli dei Rom vengono isolati in scuole per disabili mentali o sistemati in aule separate, ad avviare programmi di desegregazione entro un periodo di tempo prestabilito, incoraggiando così il libero accesso all’istruzione di qualità per i figli dei Rom e prevenendo sentimenti ostili ai Rom tra i ragazzi che frequentano le scuole;

16. ricorda la risoluzione del Consiglio e dei ministri dell’istruzione riuniti in sede di Consiglio, del 22 maggio 1989, concernente la scolarizzazione dei figli degli zingari e dei girovaghi, e ritiene che garantire a tutti i figli dei Rom l’accesso all’istruzione ufficiale continui ad essere una priorità;

17. invita gli Stati membri e i paesi candidati ad adottare provvedimenti per garantire a tutti parità di accesso ai servizi di assistenza sanitaria e di sicurezza sociale, a porre termine a tutte le pratiche di discriminazione, in particolare alla segregazione delle donne Rom nei reparti di maternità, e a impedire la pratica della sterilizzazione non consensuale delle donne Rom;

18. accoglie con favore la formazione di un Foro dei Rom e viaggiatori europei ed il lavoro dei gruppi del Parlamento che si occupano delle questioni dei Rom e delle minoranze; riconosce l’importanza delle collaborazione con tali organismi nell’elaborare politiche per i Rom in Europa;

19. ritiene che la ghettizzazione esistente in Europa sia inaccettabile e invita gli Stati membri ad adottare misure concrete per procedere alla deghettizzazione, combattere le pratiche discriminatorie nell’assegnazione di alloggi e assistere i Rom nella ricerca di alloggi alternativi e in buone condizioni igieniche;

20. sollecita i governi delle regioni in cui vivono popolazioni Rom a compiere ulteriori passi per integrare pubblici dipendenti Rom in tutti i livelli amministrativi e decisionali, in linea con gli impegni precedentemente assunti, e a stanziare le risorse necessarie per l’effettivo assolvimento dei compiti connessi con tali posizioni;

21. accoglie con favore il decennio per l’iniziativa di inclusione dei Rom, di cui sono firmatari cinque Stati membri e paesi candidati e invita la Commissione a collaborare con tali governi interessati per allineare il finanziamento del pertinente programma dell’UE per realizzare tale iniziativa;

22. invita la Commissione ad esortare pubblicamente i governi nazionali a garantire che i programmi di finanziamento a favore dei Rom vedano la piena partecipazione dei soggetti interessati alla loro concezione, attuazione e monitoraggio;

23. sostiene la continua tendenza, nell’ambito delle Istituzioni UE, a inglobare l’approccio “da Rom a Rom”, messo a punto dall’OSCE, nella futura assunzione di personale per coprire posti vacanti destinati a Rom e non;

24. invita i partiti politici, a livello sia nazionale che europeo, a riformare le proprie strutture e procedure interne al fine di rimuovere ogni ostacolo diretto o indiretto alla partecipazione dei Rom e ad incorporare nella propria agenda politica e sociale programmi specifici finalizzati alla loro piena integrazione;

25. sollecita l’EUMC e, contestualmente alla sua creazione, l’Agenzia per i diritti fondamentali ad accordare maggiore attenzione all’antizingarismo/fobia dei Rom in Europa, e a fornire le risorse necessarie per monitorare gli abusi razziali e le violazioni dei diritti umani nei confronti dei Rom;

26. sollecita tutti gli Stati membri a sostenere iniziative volte a rafforzare l’autorappresentazione dei Rom e la loro partecipazione attiva alla vita pubblica e sociale nonché a consentire alle organizzazioni civili Rom di far sentire la loro voce;

27. invita la Commissione a sollevare la questione Rom a livello paneuropeo, in particolare con i paesi candidati, in quanto i Rom sono presenti in ogni parte d’Europa;

28. incarica il suo Presidente di trasmettere la presente risoluzione al Consiglio, alla Commissione nonché ai governi e parlamenti degli Stati membri e dei paesi candidati.
Riferimenti: Raccomandazione per aiutare i Rom/Sinti

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Opera Nomadi per la tutela dei Rom, Sinti e Camminanti

6 Marzo 2006 Commenti chiusi


Sono circa 150.000 i Rom, Sinti e Camminanti, presenti sul territorio italiano. Per una metà sono provenienti da altri Paesi ma difficilmente rientrabili (e tutelati come specificità) dalla legge Bossi-Fini che regolamenta il settore dell?immigrazione. Per l?altra metà, invece, sono cittadini italiani ma difficilmente rientrabili (cioè esclusi) nella tutela dei diritti fondamentali.
Mettendo da parte il vitale diritto di cittadinanza (?Ius soli?) da parte di Rom nati in Italia, anche di seconda e terza generazione, che invece continuano ad essere espulsi vero Paesi che non hanno mai visto, costretti ad abbandonare figli minorenni,
ecco alcuni articoli violati, nei confronti dei Rom/Sinti, dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 10 dicembre 1948:
- art. 26, diritto all?istruzione
- art. 25, diritto ad un decoroso tenore di vita
- art. 24, diritto al riposo ed allo svago
- art. 27, diritto di partecipare alla vita culturale della comunità
- art. 23, diritto al lavoro (previsto anche dalla Cost. Italiana, art.4)
- art.22, diritto alla sicurezza sociale
- art. 13, diritto di movimento nel territorio
- art. 7 diritto di eguaglianza e di non discriminazione.
Riferimenti: INFERNO ? PARADISO (se si può dire così)

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Sportello per avviamento al lavoro di Rom, Sinti e Camminanti

16 Febbraio 2006 Commenti chiusi


Uno sportello da aprire in ogni città d?Italia perché l?integrazione passa prima di tutto dal lavoro. Lo ?sportello di segretariato sociale per l?avviamento al lavoro delle comunità Rom, Sinti e Camminanti? è stato aperto a febbraio 2005 da parte del comune di Roma ed affidato in gestione all?Opera Nomadi. Uno sportello per potenziare e sviluppare opportunità di avviamento al lavoro, contribuire a far conoscere alle comunità Rom e Sinte i propri diritti di cittadinanza, ma anche per combattere tutte le forme di pregiudizio che potrebbero trasformarsi in pericolosi germi di razzismo e intolleranza

L?Opera Nomadi si è fatta promotrice da sempre di progetti per l?avviamento al lavoro delle Comunità Rom, Sinti e Camminanti e per la riconversione dei mestieri storicamente da loro esercitati e non più competitivi sul mercato. Il Comune di Roma Dipartimento XIV Sviluppo locale, formazione e lavoro con determinazione dirigenziale n. 1939 del 23.12.04 ha affidato all?Opera Nomadi la gestione dello Sportello di segretariato sociale per l?avviamento al lavoro delle Comunità Rom, Sinti e Camminanti

CHE COSA E?
Lo Sportello di segretariato sociale per l?avviamento al lavoro delle Comunità Rom, Sinti e Camminanti offre consulenza e mediazione culturale per l?avviamento al lavoro dei cittadini Rom/Sinti. Un?attività caratterizzata, innanzitutto, da un monitoraggio costante delle competenze lavorative delle Comunità Rom a cui segua e si intrecci un monitoraggio delle opportunità lavorative che la società può offrire loro con il fine ultimo di mettere in rapporto questi due fattori e produrre reali opportunità lavorative che superino politiche di esclusione ? emarginazione sociale e/o il semplice ed inefficace assistenzialismo.

I MOTIVI
La condizione lavorativa dei Rom, Sinti e Camminanti non può che essere definita problematica a causa delle difficoltà di inserimento che essi costantemente incontrano. Difficoltà generate dalla scarsa qualificazione professionale, dai problemi di lingua e alfabe-tizzazione che essi hanno ma anche dalla marginalità sociale nella quale vengono a trovarsi. Una marginalità che investe tutti gli aspetti legati alla condizione socio – economica, culturale e quindi anche lavorativa.
Attualmente molti Rom, Sinti e Camminanti si trovano nella condizione di aver perso la possibilità di svolgere le tradizionali lavorazioni che da sempre li vedeva protagonisti. Contraddicendo il più tenace dei pregiudizi ricorrenti i Rom, Sinti e Camminanti sono, nella storia, comunità attive e laboriose. Produttori di beni materiali (utensili da cucina e agricoli, artigiani dei metalli, del legno, del vimine), allevatori di cavalli, giostrai, commercianti ecc. hanno da sempre saputo interagire con i bisogni dell?economia e della società nella quale si sono insediati.
La crisi dei ?lavori? dei Rom, Sinti e Camminanti è un fatto ?recente?, legato soprattutto alla trasformazione di un?economia rurale in un?economia industriale avanzata, in cui i rapidi e radicali cambiamenti sociali e la mancanza di un?adeguata istruzione scolastica e professionale hanno determinato una sempre maggiore emarginazione dei Rom, Sinti e Camminanti dai contesti produttivi e lavorativi.
Caratteristica prioritaria delle aree in cui sono inserite le comunità Rom, Sinte e Camminanti è quella legata alle periferie, spesso sprofondate in quel ?cono d?ombra? in cui i fenomeni di emar-ginazione sono strettamente connessi alla mancanza di servizi, di attività sociali, educative e culturali, dove la disoccupazione giovanile raggiunge i più alti indici e le ?nuove povertà? colpiscono ampi strati della popolazione.
Punte di disoccupazione elevate, forti sacche di analfabetismo, un?incompleta scolarizzazione, scarsa qualità di competenze e professionalità spendibili sul mercato del lavoro, hanno pro-gressivamente aumentato il rischio di esclusione permanente per adulti e adolescenti Rom e Sinti sviluppando situazioni di emarginazione, comportamenti sociali a rischio, fenomeni di devianza.
Recuperare e attualizzare alcune forme lavorative (come ad esempio la compravendita, il recupero di materiali vari, il recupero di alcune attività tradizionali, la manutenzione di aree verdi e la gestione/manutenzione dei cosiddetti campi dove le comunità Rom/Sinte abitano) diventa quindi una scommessa decisiva per la possibilità di integrazione sociale di questo popolo.

GLI OBIETTIVI dello sportello sono:
- Potenziare le esperienze lavorative dei Rom, Sinti e Camminanti
- Aumentare le opportunità lavorative
- Sostenere l?iter di regolarizzazione (permessi di soggiorno)
- Attivare moduli di approfondimento culturale in grado di favorire la piena realizzazione del diritto di cittadinanza e moduli di base professionalizzanti affinchè i Rom, Sinti e Camminanti possano anche intraprendere attività lavorative in maniera professionale
- Svolgere un?attività di monitoraggio delle competenze lavorative di dette comunità che vada di pari passo ad un monitoraggio delle opportunità lavorative che la società può offrire loro con il fine ultimo di mettere in rapporto questi due fattori e produrre reali opportunità lavorative che superino politiche di esclusione ? emarginazione sociale e/o il semplice ed inefficace assi-stenzialismo.

METODOLOGIA E DURATA
Lo sportello di segretariato per l?avviamento al lavoro è gestito da due operatori con esperienza pluriennale nell?associazionismo a favore delle Comunità Rom/Sinti. Lo sportello si trova in via Ales-sandro della Seta 20/a (X Municipio zona Gregna Sant’Andrea).
Orario di apertura: dal lunedì al venerdì, ore 9.00 – 14.00.

I PRINCIPALI RISULTATI ATTESI
I principali risultati che si vogliono raggiungere sono:
-combattere tutte le forme di pregiudizio e di non conoscenza che potrebbero trasformarsi in germi di razzismo e intolleranza
- potenziare le capacità lavorative e sviluppare opportunità di avviamento al lavoro del popolo dei Rom, Sinti e Camminanti
- contribuire a far conoscere alle comunità Rom e Sinte i propri diritti di cittadinanza e le possibilità di avviamento al lavoro e di inserimento sociale che la società ospitante offre loro.

Opera Nomadi sezione Lazio telefono 06-44704749
Indirizzo di posta elettronica: romlavoro@tiscali.it
Riferimenti: Rapporto sportello di avviamento al lavoro

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Veneto: Lega Nord chiede abrogazione legge a tutela di Sinti e Rom

15 Febbraio 2006 1 commento


«Uno sbagliato senso di accoglienza versa loro un sacco di soldi», con queste parole la Lega Nord, ha chiesto, in Regione Veneto, l?abrogazione della Legge n.54. ?Interventi a tutela della cultura dei Rom e dei Sinti? del 1989. Nel 2005 i contributi della Regione alla legge 54 sono stati di 15.000 euro, a fronte, per esempio, dei 900.000 euro stanziati per la ?valorizzazione dell?identità veneta?.

«Uno sbagliato senso di accoglienza versa loro un sacco di soldi», con queste parole è stata depositata, al Consiglio Regionale Veneto, la proposta di legge che chiede l’abrogazione della Legge Regionale n.54, ?Interventi a tutela della cultura dei Rom e dei Sinti?del 22 dicembre 1989 (BUR n. 70/1989), Regione Veneto. Gli undici consiglieri del gruppo consiliare della Lega Nord, parte della maggioranza di governo in Veneto, hanno presentato un progetto di legge composto di un unico articolo che chiede l?abrogazione della Legge n.54.

La Legge ora in vigore prevede finanziamenti agli enti locali (Co-muni anche consorziati e Comunità Montane) da destinare, sopra-ttutto, all?allestimento di aree di sosta attrezzate, all?inserimento scolastico dei bambini ed all?inserimento lavorativo degli adulti.

Si tratta dell?unica legge regionale a tutela delle popolazioni Rom e Sinte che però è stata lungamente disattesa ed ignorata, basta vedere il cartello razzista della fotografia che illustra l?articolo e basta controllare il ?sacco di soldi? che per l?anno 2005 è sceso a 15.000 euro per la tutela della cultura dei Rom e Sinti. Mentre per l?anno 2005, ed approvati anche per il 2006, sono stati stanziati 900.000 euro per ?Iniziative di promozione e valorizzazione dell?identità veneta?.

«In nome di una malintesa cultura dell?accoglienza – sostiene il primo firmatario della proposta, Federico Caner – per anni sono stati erogati ingenti finanziamenti (dal 2000 al 2004 oltre 395 mila euro) a questi gruppi Rom e Sinti producendo danni enormi, dal punto di vista sociale, alla comunità nazionale e alle genti venete in particolare».

«Il problema della presenza di insediamenti di tribù NOMADI nella nostra regione – afferma ancora l?esponente leghista – va consi-derato per quello che è: un problema, appunto, che non può essere risolto addirittura agevolando e incentivando mediante finanziamenti pubblici la presenza dei campi-sosta nel territorio regionale. La presenza di comunità Rom e Sinti nelle nostre città è un qualcosa che non va tutelato, ma, tuttalpiù, tollerato».

Per Cane(r), in conclusione, c?è «l?urgenza di porre rimedio a questa situazione e bloccare i finanziamenti pubblici per l?acquisto e la manutenzione dei campi-sosta anche perchè le comunità in gran parte sono diventate stanziali».

Foto e articolo, poi approfondito, dall?amico telematico Sucar Drom.

http://sucardrom.blog.tiscali.it/

In foto un cartello di ?accoglienza ai nomadi” in Veneto
Riferimenti: Legge n.54 a tutela di Rom e Sinti

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Dal convegno: Sinti e Rom tra integrazione e marginalita? sociale

13 Febbraio 2006 Commenti chiusi


Padova. Il convegno ?Sinti e Rom tra integrazione e marginalità sociale – il Porrajmos lo sterminio dimenticato? organizzato dall?Opera Nomadi patavina col patrocinio del comune per tutta la giornata dell?11 febbraio è diventato un seminario di approfondimento e di proposte sulle politiche di scuola, lavoro e superamento dei “campi”, per favorire l?integrazione attiva delle popolazioni Rom e Sinte.

GIORGIO BEZZECCHI: IL POPOLO DEI BAMBINI
Introduce il convegno Giorgio Bezzecchi, rom harvato, segretario nazionale dell?Opera Nomadi.
Io sono figlio di deportati, nipote di morti e dispersi nei campi di concentramento. Tutti i Rom/Sinti sono stati perseguitati dal nazi-fascismo. Non esiste Rom che non abbia patito la persecuzione. Ma tutto è partito prima di arrivare a Birkenau, la fabbrica della morte del regime nazi-fascista. Hitler viene eletto democraticamente nel 1933 e già nel 1936, con le olimpiadi di Berlino, si aprono i primi campi di concentramento che poi diventano di sterminio e soppressione. I nazi-fascisti uccidevano gli zingari per ?istinto al nomadismo?.Questo per quanto riguarda il Porrajmos, ma se ne discuterà approfonditamente quest?oggi.
Il convegno discute dei Rom e Sinti ed allora ecco alcune stime, perché non esiste un censimento approfondito: 150.000 presenze, il 70% sono italiani, la percentuale minima in Europa. Oltre il 50% sono bambini al di sotto dei 14 anni. E? per questo che amo definire gli zingari ?il popolo dei bambini?. La natalità, la scola-rizzazione, l?ambiente di vita sono paragonabili, secondo uno studio-ricerca del NAGA di Milano, alla Bolivia uno dei Paesi più sottosviluppati del mondo. Le prospettive di vita alla nascita di uno zingaro in Italia sono di 45 anni a fronte dei 70 di un italiano. Attualmente in Italia c?è l?emergenza rom rumeni ed i pochissimi interventi in questo settore vanno a scapito dei residenti. Con l?entrata della Romania nell?Unione Europea (gennaio 2007) i Rom diventano 10 milioni la minoranza più numerosa della Europa. Le istituzioni non si sono mai prese carico di questa questione. A Milano stiamo facendo una campagna contro l?indifferenza.
Io sono di lingua 2 italiana. Di lingua 1 ?romanès? e da qui inizia la mia difficoltà scolastica. Ho frequentato le classi speciali ?lacio drom?. All?entrata della scuola ci dividevano in tre file: zingari, handicappati, normali. Queste classi speciali sono state in vigore fino al 1983. Quindi la scolarizzazione è relativamente recente. La scuola è stata la prima a venirci incontro ma non abbiamo raggiunto dei buoni risultati. Solo il 30% (13.000 ragazzi) è attualmente iscritto alla scuola elementare. Il mancato rico-noscimento come minoranza linguistica del 1999, per opposizione della Lega Nord pur con il governo di centro-sinistra, ha perpretato la mancanza di strumenti per favorire la nostra integrazione: scuola, lavoro, habitat.
Le istituzioni continuano a fare occultamento contro il nostro popolo quindi stiamo lanciando a Mlilano, Opera Nomadi con altre associazioni, una campagna contro l?indifferenza che è alla radice della nostra esclusione. La nostra è una presenza ultrasecolare, stiamo in Italia dal 1400, di cui non viene riconosciuta l?esistenza. In ambito accademico (universitario) si è cominciato a dare un apporto scientifico a questa esclusione. In Italia la normativa sull?edilizia abitativa è rigida, scatta addirittura il penale per le violazioni. Ogni abitazione deve avere allacciamenti, idrici, elettrici, di scarico. In questa epoca di allacciamenti, di ?rete globale?, le istituzioni permettono ?campi nomadi? senza allacciamenti e scarichi fognari, ma chi non si mette in rete viene considerato come non appartenente alla razza umana. In ambito accademico questo comportamento istituzionale viene definito ?trattamento diffe-renziale?. I campi nomadi sono l?area del disprezzo, situazioni in cui si creano situazioni di disagio e devianza per poi puntare il dito.
Sono italiano, ho fatto il militare e sono qui a rivendicare il mio essere zingaro. Ringrazio le istituzioni presenti a questo convegno e finisco con un invito. Occorre uscire dal discorso politico per entrare in quello civile. Chiamo la società civile a fare attenzione a questa questione, la questione zingara, perché è una risorsa per tutta l?umanità!

VERSO LO SMANTELLAMENTO DEI CAMPI NOMADI
Dopo l?introduzione il convegno inizia con la sezione: ?Verso lo smantellamento dei campi nomadi comunali: presentazione del progetto ?il Villaggio della Speranza? e del progetto di inserimento in alloggio popolare e di reperimento microaree attrezzate?.
Viene proiettato il documentario sulle aree nomadi della città, realizzato dagli operatori dell?Opera Nomadi, che descrive i due ?campi? ma dà spazio anche ad interviste a rappresentanti istituzionali. ?Abbiamo rinnovato la convenzione col comune per la gestione dei campi purché ne fosse progettato lo smantellamento? spiega subito dopo Renata Paolucci, presidente dell?Opera Nomadi di Padova passando la parola al vice-sindaco ed assessore ai servizi sociali Claudio Sinigaglia.

IL VICE-SINDACO
Claudio Sinigaglia traccia la storia dei campi nomadi della città, dal 1993 per i profughi dall?ex-Jugoslavia e da prima per quanto riguarda i Sinti Veneti, rilevando che in questi 13 anni c?è stato un cambiamento di richieste: prima chiedevano roulottes, adesso case. Poi spiega i progetti di smantellamento dei campi. Per quello di via Tassinari c?è il progetto del ?Villaggio Speranza, già finanziato per 300.000 euro che sarà costruito su territorio comunale a partire da maggio-giugno. Si tratta di undici casette, con due stanze da letto, servizi, cucina e soggiorno. Per quello di Lungargine S. Lazzaro la situazione è più complessa. Gli sfollati dall?ex-Jugoslavia troveranno alloggio in appartamenti mentre per le tre famiglie allargate, di Rom Harvati e di Sinti Taich (tutte italiane da generazioni), si stanno cercando microaree rurali spe-cifiche per ogni famiglia, da acquistare col contributo del comune. Un percorso costruito assieme all?Opera Nomadi ed ai residenti parte attiva. ?Non vogliamo né assimilazione, né integrazione ? conclude il vice-sindaco. ? Vogliamo dare piena cittadinanza a queste famiglie nell?ottica dell?integrazione interculturale?.
VIRGILIO PAVAN
Virgilio, portavoce dei Sinti di via Tassinari, spiega la storia dei giostrai che con la crisi del settore sono diventati stanziali perdendo il lavoro e cercando quindi nuove occupazioni. Racconta dei sogni e delle aspettative legate alla costruzione del Villaggio Speranza e conclude con l?invito di non mescolare nuclei familiari diversi nei campi perché così si crea discordia.
RENATA PAOLUCCI
Non solo case. Renata spiega che le esigenze sono diverse per cultura e per provenienza. Alcuni vogliono abitare in microaree, anche acquistandole coi propri risparmi, dove poter vivere per cultura e per famiglia allargata. I Rom dell?Est, invece, vogliono abitare in appartamento perché erano abituati così nei loro paesi di provenienza.
ASSESSORA RUFFINI
Daniela Ruffini, assessore alle politiche abitative/accoglienza del Comune, parla del campo S. Lazzaro dove vivono diverse famiglie in grave situazione di promiscuità: alcune, di sfollati dall?ex Jugoslavia, in container, altre, di Rom e Sinti italiani, in roulottes. Culture differenti in un?area ristretta e disagiata. Per queste famiglie ci sono richieste di inserimento diversificate: in casa o in microaree rurali attrezzate. ?Progetti che abbiamo avviato l?Opera Nomadi e in collaborazione coi residenti perché non vogliamo più ghetti nella nostra città?, conclude l?assessore.
La relazione più dettagliata sullo smantellamento dei campi nomadi si trova in Archivio Romano Lil: vedi Riferimenti.

LA SITUAZIONE DELL?INSERIMENTO SCOLASTICO A PADOVA
La fase successiva del convegno analizza l?inserimento scolastico dei Rom/Sinti di Padova.
RENATA PAOLUCCI
I dati nazionali parlano di 13.000 alunni Rom/Sinti iscritti nelle scuole d?Italia, su una popolazione stimata di 150.000 persone delle quali almeno la metà è comporta da bambini in età scolare. Questi numeri spiegano chiaramente l?altissima dispersione scolastica di queste popolazioni.
A Padova il progetto di inserimento scolastico è gestito da anni da due associazioni, AIZO e Opera Nomadi che si sono divise la città in due parti, in convenzione coi Servizi Scolastici del comune. Il nostro lavoro non consiste solo nella mediazione scuola-famiglia per debellare l?evasione scolastica ma anche nel fare in modo che la scuola possa dare a questi bambini strumenti validi per inserirsi nella realtà, aumenti la loro autostima e crei per loro possibilità effettive di percorsi di lavoro.
ASSESSORE AI SERVIZI SCOLASTICI
Claudio Piron, assessore ai servizi scolastici del comune di Padova.
Voglio fare una prima riflessione sul ?Porrajmos? che è costato la vita a 500.000 zingari, la metà bambini. Sono stati sterminati tanti bambini come la nostra città. Una riflessione che ci aiuti a non dimenticare che la diversità è diventata un motivo per escludere, Ebrei, Zingari, testimoni di Geova, omosessuali? La memoria è parte dell?identità delle persone, di un popolo.
La seconda riflessione, telegrafica, riguarda l?oggi, dove siamo e dove vogliamo andare. A Padova abbiamo 18.000 immigrati che rappresentano la diversità. 18.000 persone, di 180 nazionalità, con 1300 alunni nelle scuole e di questi 73 zingari. La scuola, elementare e media, è il primo luogo, la prima istituzione civile, dove le persone si incontrano. E della scuola voglio segnalare due flash importanti: il passaggio da quella elementare a quella media, il lavoro coi ragazzi che dà modo di lavorare con le famiglie. La scuola, dunque, deve essere un punto di riferimento per fare rete con le associazioni e le parrocchie per aumentare la cittadinanza degli immigrati.
CAPO SETTORE SERVIZI SCOLASTICI
La dottoressa Lucia Fantini spiega nel dettaglio il progetto per l?integrazione scolastica degli alunni Sinti e Rom. Un progetto di rete con le scuole primarie e secondarie che vede il coinvolgimento, per competenza professionale, delle associazioni AIZO ed Opera Nomadi e la collaborazione con il settore dei Servizi Sociali, e che ha i seguenti obiettivi: a-promozione del diritto allo studio e pre-venzione dell?abbandono scolastico; b-promozione della frequenza scolastica dei bambini Rom e Sinti presenti temporaneamente o stabilmente in città: c- responsabilizzazione delle famiglie nei confronti della frequenza scolastica dei figli. Le azioni del progetto sono il trasporto scolastico dei bambini e gli interventi degli educatori, come sostegno all?apprendimento a scuola (o in orario extra scolastico a casa o al campo) e la mediazione tra scuola e famiglia. Per l?anno 2006 a Padova ci sono 73 alunni Sinti e Rom iscritti nelle scuole: 51 alle elementari e 22 alle medie. Le risorse economiche impegnate nel progetto sono: 79.800 euro per gli interventi di sostegno all?apprendimento scolastico, 28.800 euro per il trasporto a scuola, 15.000 euro per i ?bonus? alle famiglie.
UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE
Il professor Bergamo porta al convegno i saluti della dirigente regionale dottoressa Palombo poi, con l?aiuto del computer (su grande schermo) illustra nel dettaglio tutte le normative ministeriali scolastiche a partire dal 1994 quando fu imposta l?accettazione scolastica per tutti i bambini, anche irregolari e non vaccinati. Una esauriente relazione dove viene però omesso il protocollo d?intesa MIUR Opera Nomadi firmato a giugno 2005 per favorire l?inse-rimento scolastico dei Rom e Sinti su tutto il territorio nazionale. In conclusione il professor Bergamo affronta i nodi irrisolti della questione: – oltre il 60% dei Rom/Sinti non frequenta la scuola; – il livello di scolarizzazione e di apprendimento è più basso dei loro coetanei.

INSERIMENTO LAVORATIVO: PROGETTI E PROSPETTIVE
AIZO (Associazione Italiana Zingari Oggi)
La presidente dell?AIZO di Padova Elisa Bertazzo, che lavora a progetti di inserimento scolastico nel comune di Padova dal 1996, sviluppa il suo intervento, oltre la scuola, spiegando che sta seguendo progetti, in collaborazione con altre associazioni, per la formazione-lavoro e per borse-lavoro come alternativa al carcere per Rom/Sinti detenuti. Un aspetto, quello del carcere e delle pene alternative, in cui ancora una volta i Rom/Sinti sono penalizzati.
OPERA NOMADI DI PADOVA
Marta Cimento, dell?Opera Nomadi, partendo dall?assunto che l?emergenza lavoro è quella più forte, traccia una panoramica delle attività classiche e delle nuove prospettive. Sono fondamentali progetti che prevedano l?analisi delle qualità, dei desideri e delle esperienze lavorative e che si mettano in rete con associazioni ed agenzie interinali per dare sbocco reale e concreto a queste esigenze. Per i Sinti le attività classiche sono quelle dello spetta-colo viaggiante, dei circhi, dei giostrai, della musica. Tutte queste professioni stanno però scadendo. Le sagre e le giostre vanno ad estinzione di pari passo. Per questo i Sinti si sono riciclati con nuove attività che sono quelle del bonsai, della vendita porta a porta, della raccolta rottami. Accanto a queste si prestano anche ad attività lavorative di facchinaggio e di pulizie agli ambienti (soprattutto le donne) affiliandosi a cooperative ma con difficoltà di lavoro e di stipendio.
Per i Rom si parla di attività storiche come i musicisti di strada, i lavori di tipo artigianale (tessuti e ricami per le donne), la raccolta rottami. Anche queste professioni sono in disuso ma ci sono tenta-tivi importanti di costituzione di cooperative sociali (a Roma, Prato, Reggio Calabria) per il recupero nel nostro mercato del lavoro.
A Roma il comune ha aperto uno sportello di avviamento al lavoro per Rom/Sinti che dovrebbe essere esteso a livello nazionale. La cooperativa Phralipè-Fraternità si occupa di recupero rifiuti ingombranti e di riciclaggio rottami. Per le donne è stata fondata l?Antica Sartoria Rom che occupa 20 romnìa alla produzione di tessuti ed oggetti di abbigliamento. Un progetto ripreso da stilisti di fama che hanno commissionato lavori per le loro collezioni a questa cooperativa. La cooperativa sociale Romano Pijats, sempre a Roma, organizza mercatini dell?antiquariato e di prodotti artigianali (abbigliamento e varie), tutte le domeniche in un?area della città. Un altro settore nuovo ed innovativo di lavoro è la mediazione culturale. Ma mancano corsi qualificati per formare persone addette a questo servizio sempre più importante a costruire ponti fra i Rom/Sinti e le istituzioni.
La dottoressa Cimento conclude riaffermando che il lavoro è la base per l?integrazione sociale e che occorre ?fare rete? per aprire nuove possibilità.

Dopo una mattinata così ?intensa? arrivano la pausa pranzo e buffet con le ?anime? che si stemperano ai crostini, pizzate e bevande varie analcoliche. Il convegno riprende il primo pomeriggio con una fase dedicata allo spettacolo ed alla cultura tzigana.

CULTURA E COMUNANZA
Dijana Pavlovic, attrice Rom laureata all?Accademia di arte drammatica di Belgrado (Serbia), legge, con grande perizia, alcuni brani da uno spettacolo rappresentato a Milano il 24 gennaio in occasione della Giornata della Memoria 2006: ?Porrajmos, voci di uno sterminio dimenticato?. Testimonianze, poesie, frammenti di storia dei Rom/Sinti perseguitati dal regime nazi-fascista come preludio alla visione del documentario ?Il Porrajmos dimenticato? prodotto, assieme al libro omonimo, dall?Opera Nomadi nazionale con il contributo dell?Unione Comunità Ebraiche d?Italia. Un libro ed un video fondamentali per fare memoria della persecuzione dei Rom e Sinti in Europa. Entra subito dopo in scena il gruppo musi-cale ?Tzigano Estrekarija? di Trento che riscalda i cuori, ed i corpi di chi si fa trascinare dal ritmo, con musiche tzigane e italiane. Ettore al violino, Kam (figlio di Neves Gabrieli) alla voce ed alla chitarra, Mausino alla chitarra, riscaldano l?ambiente creando comunanza fra i numerosi partecipanti al convegno, spesso seriosi addetti ai lavori. Una musica sinta dalla tripla ?c?, che si fa: corpo, cultura e comunanza. Da segnalare un folto gruppo di Sinti giunti appositamente da Cadoneghe ad applaudire i loro beniamini. Dopo la musica si accende lo schermo per la visione de ?L?uomo perfetto?, film pluripremiato del regista zingaro Tony Gatliff, del 1984. Anche i riflettori del convegno si spengono in tardo pomeriggio, dopo il film, con le ?conclusioni dei lavori?, positive, della presidente dell?Opera Nomadi di Padova.

Nella foto: Virgilio Pavan, Claudio Sinigaglia e Renata Paolucci
Riferimenti: Per lo smantellamento dei ?campi nomadi?

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Sinti e Rom tra integrazione e marginalita? sociale?

7 Febbraio 2006 1 commento


PADOVA 11 FEBBRAIO. ?E? un convegno organizzato per ampliare la conoscenza del mondo dei Rom e Sinti, per cercare di superare prevenzioni e pregiudizi nei loro confronti, per cercare di toglierli dalla situazione di emarginazione in cui sono relegati e per aprire la collettività alla loro accoglienza con la prospettiva di un reinserimento sociale autonomo che li veda partecipi e promotori attivi del loro sviluppo. Con una parte molto importante sul superamento dei campi nomadi e l?inserimento lavorativo?. Renata Paolucci presidente della sezione Opera Nomadi di Padova.

Opera Nomadi sezione di Padova, con il patrocinio del Comune,
presenta il Convegno:

?Comunita? Sinte e Rom tra integrazione e marginalita? sociale?
?Il Porrajmos: l?olocausto dimenticato?

Padova, 11 febbraio 2006
Sala Polivalente ?Pertini? – Via Bajardi, 5 (Mortise -”La corte”)

h.9:00- Saluto del Vicesindaco del Comune di Padova.
La tutela dei diritti dei Sinti e dei Rom: habitat, inserimento lavorativo, scolarizzazione, salute.
Introducono:
- Il Presidente Nazionale dell?Opera Nomadi Massimo Converso.
- Il Segretario Nazionale Giorgio Bezzecchi Rom Harvato.
- La Presidente dell?Opera Nomadi sez. di Padova Renata Paolucci

h. 9.45- Verso lo smantellamento dei campi nomadi comunali:
presentazione del progetto ?il Villaggio della Speranza? e del pro-getto di inserimento in alloggio popolare e di reperimento microaree. Intervengono:
- l?Assessore alle Politiche Abitative/accoglienza Daniela Ruffini,
- l?Assessore ai Servizi Sociali Claudio Sinigaglia;

Inserimento lavorativo: progetti e prospettive. Intervengono:
- Marta Cimento Operatrice dell?Opera Nomadi di Padova
- Elisa Bertazzo Presidente dell?Associazione A.I.Z.O. di Padova.
Proiezione del documentario/intervista sulle aree nomadi della città, realizzato dagli operatori dell?Opera Nomadi: Carla Galbusera, Francesca Richiedei, e Marco Tombolani.

h.11.00 Rom e Sinti a scuola: la situazione sull?inserimento scolastico a Padova. Intervengono:
- l?Ass.ore ai Servizi Scolastici del Comune di Padova, Claudio Piron,
- Il Capo Settore dei Servizi Scolastici, dott.ssa Lucia Fantini

h.13:15 Pausa pranzo a buffet.

h.14:30 Proiezione del documentario e presentazione del libro
?Il Porrajmos dimenticato, le persecuzioni dei Rom e dei Sinti in Europa? a cura del Segretario Nazionale dell?Opera Nomadi Giorgio Bezzecchi e del Consigliere Nazionale Maurizio Pagani, coordinatori dell?opera.

h.16,00 Proiezione del film di Tony Gatlif :? L?Uomo Perfetto?

h. 17:45 Esibizione dei violinisti del gruppo ?Tzigano Estrekarija? di Trento.

Conclusione dei lavori.

Mostra Fotografica realizzata dall?arch. Paolo Robazza
?Primo premio European Fotografic Competition, Bruxelles 2005?.

Nella foto: al “campo” S. Lazzaro di Padova.

Informazioni. Opera Nomadi sezione di Padova
Posta elettronica: operanomadipd@yahoo.it Tel. 049-655805
Riferimenti: Padova: basta campi nomadi

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Per una riconciliazione nazionale coi Rom/Sinti

3 Gennaio 2006 Commenti chiusi

Ufficio Governativo per i Rom/Sinti, riconoscimento di minoranza etnica e linguistica, programmi d’integrazione sociale (scuola, habitat, lavoro): questi progetti perdono di efficacia se prima non viene ridotta la prevenzione sociale verso le popolazioni Rom/Sinte che perdura da seicento anni. Il regime nazi-fascista perseguitava gli Ebrei (perché di razza impura), gli “zingari” (perché “asociali”, geneticamente ladri e criminali), i dissidenti politici, i Testimoni di Geova, gli handicappati, gli omosessuali. Dopo 60 anni la società riconosce ed accetta gli Ebrei, i dissidenti politici, i Testimoni di Geova, gli handicappati ed omosessuali ma non gli “zingari” che continuano ad essere discriminati perché ritenuti “altri”, estranei, privi di “umanità”. Anche nel 2005, secondo il monitoraggio promosso dall’Unione Europea, i Rom/Sinti sono stati al primo posto in Europa per quanto riguarda razzismo e discriminazione.
L
’Italia non potrà farsi popolo e nazione, nella sua interezza e complessità, finché non ci sarà una “riconciliazione nazionale” col popolo Rom, a partire da un’assunzione di responsabilità collettiva ed ufficiale per le persecuzioni che da secoli vengono inflitte ai Rom/Sinti: un farsi “storia e memoria” per una ri-composizione sociale. Non è sufficiente, allargare la "Giornata della "memoria" (istituita per ricordare lo sterminio degli Ebrei ad opera del regime nazi-fascista) ai Rom -non solo, si tratta di decretare un “Giorno della memoria Rom” per il popolo più perseguitato della storia. Per dichiarare chiusa dopo 600 anni la guerra e l’esclusione ed attivare reali processi effettivi di integrazione sociale.

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I ROM I SINTI E LE METROPOLI

2 Gennaio 2006 Commenti chiusi


Da Romano Lil telematico 12 dicembre 2005
Il 6-7 dicembre si è tenuto a Roma l?VIII seminario nazionale dell?Opera Nomadi dal titolo ?I Rom, Sinti e le Metropoli?, diviso in gruppi di lavoro: Habitat e Sanità, Scuola, Lavoro, Diritti/Mediatori Rom/Sinti. Articolo di Rodolfo Fellini giornalista di televideo-Rai addattato ed integrato da Romano Lil.
Opera Nomadi: Status di minoranza cercasi
Minoranza etnica autoctona?
Stranieri comunitari o extracomunitari?
Regolari o clandestini? Cittadini o esclusi?
La mancanza di un?identità formale continua a gravare sui numerosi gruppi di Rom, Sinti e Camminanti che, da più o meno tempo, vivono in Italia.
Anche quest?anno l?Opera Nomadi, nata nel 1966 e composta da 30 sezioni da Bolzano alla Sicilia, ha voluto fare il punto sui problemi che riguardano circa 120.000 persone, in maggioranza giunte in tempi più recenti dai Balcani (a partire dal 1970 ma con forte incremento dal 1990) e dalla Romania (dal 2000), ma presenti anche da secoli (dal 1422) con forme autoctone, dalla Calabria al Veneto. A fare da intermezzo al Seminario il I° concorso per ?Musicisti di strada Rom e Sinti?, nato per promuovere l?istituzione, in ogni comune d?Italia, di un albo comunale per lavoratori musicisti di strada Rom e Sinti. Alla gara hanno partecipato diversi gruppi musicali, di canto e danza. A corollario del Seminario Nazionale un incontro con le istituzioni governative.

BEZZECCHI: ?I RISCHI DELLA EX CIRIELLI?
?La piccola delinquenza è sempre radicata nel nostro gruppo sociale, e la legge ex Cirielli, frenando le pene alternative previste dalla Gozzini (libertà vigilata, arresti domiciliari?), pesa ora come un macigno, specie sui recidivi?, ricorda Giorgio Bezzecchi, Rom Harvato, segretario nazionale dell?Opera Nomadi. ?La situazione già precaria, rischia di aggravarsi nel 2007 con l?ingresso nell?UE della Romania, dove vivono 2 milioni di zingari in condizioni di estrema povertà. I Rom/Sinti diventeranno così la più nutrita minoranza transnazionale dell?UE, anche se nessuno riconosce loro uno status giuridico?.
Bezzecchi lamenta la mancanza di politiche organiche in Italia ed in Europa. Oltre il 50% dei Rom e Sinti che vivono in Italia hanno meno di 14 anni, ma appena il 30% di loro frequenta regolarmente le scuole. ?Le cifre sono aleatorie e non ufficiali perché non è mai stato compiuto un censimento dei Rom/Sinti?, spiega ancora Bezzecchi, evidenziando come al limbo tragico in cui vive la comunità corrisponda un vuoto legislativo. ?Spesso i problemi di Rom, Sinti sono affrontati con un approccio differenziale, come se non fossimo cittadini a tutti gli effetti. La materia deve essere disciplinata da una legge, come accade per tutte le altre minoranze?.
DIRITTI E MEDIATORI CULTURALI
?Il mancato riconoscimento dello status di minoranza etnica favorisce uno stigma sociale che sottopone gli zingari a trattamento differenziale?. Lo sostiene Maurizio Pagani, consigliere dell?Opera Nomadi per la Lombardia. ?Quali politiche pubbliche avremo nei prossimi decenni? Non lo sappiamo. Ogni Ente locale attua politiche proprie, spesso divergenti o contrastanti con le altre e legate all?emergenza o all?ordine pubblico. Settori quali sanità, lavoro o istruzione, necessitano di forme di sostegno e progetti integrativi. Centrale, in quel contesto, deve essere la figura del mediatore culturale?.
I PROBLEMI NELLA SCUOLA
?Occorre attuare un piano di controlli sulla reale presenza di bambini rom nelle scuole italiane: iscrizione non è sinonimo di frequenza. Il Ministero delle pari opportunità si è detto pronto ad aiutarci, usufruendo di fondi Ue?. E? la proposta di Renata Paolucci, coordinatrice del gruppo scuola dell?Opera Nomadi. ?L?idea di istituire, assieme al ministero dell?Istruzione, corsi di formazione mirati a dar vita ad una normativa specifica. Mandare un bambino rom a scuola è già una conquista: non vanifichiamola con l?intransigenza, ad esempio esigendo sempre la prescrizione?. I bambini che si iscrivono nelle scuole devono essere seguiti da vicino. Tra Opera Nomadi e ministero c?è un nuovo ?£protocollo d?intesa?, ma è necessario ?segnalano i partecipanti al convegno- ampliare le sinergie anche con gli altri ministeri, nel quadro di un?integrazione globale. Il gruppo di lavoro Scuola ha ricordato il caso dei Camminanti di Noto, che da ottobre a febbraio vivono a Noto ed il resto dell?anno girano per le sagre d?Italia. I loro bambini usano un kit didattico nato dalla buona volontà dei singoli. Anche qui, però, manca una disciplina generale. Al gruppo Scuola è stato anche evidenziato il bisogno di potenziare l?alfabetizzazione degli adulti.
HABITAT, SANITÀ
?Serve un censimento non nominale, che faccia luce sulla reale consistenza di Rom, Sinti e Camminanti in Italia?. E? la richiesta avanzata da massimo Converso, presidente dell?Opera Nomadi. ?Secondo le nostre stime, 1/3 dei circa 120.000 Rom/Sinti e Camminanti che vivono in Italia, sono Rumeni, spesso non in regola con la legge Bossi-Fini. Alloggiano in condizioni indecenti, in campi e baraccopoli dove diffuse sono le malattie epatiche ed all?apparato respiratorio?. Converso ritiene doverosa la formazione di mediatori di sanità perché ?i medici italiani ignorano lo stile di vita dei rom rumeni e balcanici?.
?Un?altra emergenza riguarda i Sinti autoctoni, alle prese con la perdurante crisi dello spettacolo viaggiante?, ricorda Converso. ?Venuta meno la loro organizzazione socio-economica, le famiglie sono ospitate in campi che nulla hanno a che fare con la loro cultura?. Nel simposio sono stati ricordati i casi di alcuni comuni (Modena, Brescia, Padova) che stanno creando micro-aree rurali in alternativa agli attuali ?campi?, ed altre (Bolzano, Pisa, Torino) che hanno assegnato case a rom balcanici. Ancora da affrontare, invece, il problema alloggio dei rom rumeni, il cui inserimento sociale mostra gravi ritardi.
LAVORO
Aleramo Virgili, coordinatore del gruppo Lavoro, rileva le difficoltà in cui si dibatte il Segretariato sociale per l?avviamento al lavoro di Rom e Sinti di Roma sempre più a corto di fondi. ?Molti Rom ?segnala Virgili- svolgono lavori normali ma tendono a nascondere la loro identità, dichiarandosi ?rumeni? o ?immigrati da altre regioni? perché il pregiudizio è ancora radicato. Le istituzioni possono aiutarci a regolarizzare molte attività, anche con le cooperative. Grandi prospettive offre la raccolta differenziata, mentre vanno recuperati i mercati, lo spettacolo itinerante e l?abbigliamento tradizionale?.
GLI IMPEGNI MINISTERIALI
Al seminario dell?Opera Nomadi seguirà un confronto con le istituzioni, a partire dal prossimo 15 gennaio. Per quella data sono convocate le riunioni coi tre ministeri (Pari opportunità, Affari regionali e Istruzione) per fare il punto sui vari problemi emersi nell?assise di Roma. Sebastiano Piana, a nome del ministro per gli Affari regionale La Loggia (che ha la delega per le minoranze), ha detto che se oggi manca una legge specifica per i Rom/Sinti, forse è perché i gruppi sono sparsi su tutto il territorio nazionale e non localizzati come le 12 minoranze contemplate dalla legge.
?Per fare una legge integrativa o per la tutela specifica di questa minoranza dobbiamo prima conoscere a fondo i problemi della comunità, anche nel suo divenire?, osserva Piana. ?I Rom e Sinti ?storici? possono aiutare le comunità immigrate a inserirsi in Italia e le istituzioni a conoscerne la cultura. I problemi sono comunque trasversali e coinvolgono più realtà; servirebbe un tavolo tecnico allargato?.
CONCORSO MUSICISTI DI STRADA
Nell?ambito del Seminario Nazionale, martedì 6 dicembre alle ore 21, presso il teatro di via dei Sabelli, si è tenuto il I° concorso città di Roma ?Musicisti di strada Rom e Sinti?. Un concorso per proporre l?istituzione, in ogni comune d?Italia, di un albo comunale per lavoratori musicisti di strada Rom e Sinti. Al concorso hanno partecipato i gruppi musicali, di canto e danza:
Taraf di Oltenia, Ansamblu Musicale Maria Tanase di Craiova, Candoni Taraf, delle comunità Rom Rumeni di Roma; Rom Kalò Bal, Rom Khorakhanè Cergarija Vlasenicaqi e Shiftarija di Roma; Michele D?Amato, cantautore Rom Lucano di Lauria (PZ)

Nella foto i Taraf di Oltenia

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Protocollo d?intesa per favorire la scolarizzazione dei Rom/Sinti

2 Gennaio 2006 Commenti chiusi


Luglio 2005
Il ?Protocollo d’intesa per la tutela dei minori zingari, nomadi e viaggianti tra Ministero Istruzione,Università, Ricerca Direzione Generale per lo Studente e Opera Nomadi? è stato firmato durante l?Assemblea nazionale dell?Opera Nomadi, il 26 giugno a Roma, dal dottor Matteo Tallo, in rappresentanza del MIUR, e dal presidente nazionale Massimo Converso.
Un protocollo, della durata di tre anni, che definisce le linee di intervento con cui gli Uffici Scolastici Regionali, Regioni ed Enti Locali, previa intesa con l?Opera Nomadi, si attiveranno per ridurre la dispersione scolastica dei Rom/Sinti con iniziative che favoriscano inserimento e integrazione, promovendo anche la formazione del personale docente per una migliore comprensione della cultura ?romanì?. Nel protocollo si ufficializza per la prima volta la figura del ?mediatore culturale e linguistico? Rom e Sinto come ponte fra scuola e famiglia. Da parte sua l?Opera Nomadi si impegna anche a sensibilizzare le comunità dei Rom/Sinti verso l?obbligo scolastico.

IL PROTOCOLLO D’INTESA

Protocollo d’intesa per la tutela dei minori zingari, nomadi e viaggianti tra Ministero Istruzione, Università, Ricerca Direzione Generale per lo Studente e Opera Nomadi

VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 26 marzo 1970, n. 347, che riconosce come Ente Morale l?Opera Nomadi;
VISTO il Decreto del Presidente della Repubblica 6 novembre 2000, n. 347, sul regolamento recante norme di organizzazione del Ministero della Pubblica Istruzione;
CONSIDERATO che il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, nell’ambito delle proprie competenze, ritiene fra i suoi compiti precipui quello di coordinare le politiche di intervento per la prevenzione della dispersione scolastica, al fine di promuovere il successo formativo e sostenere gli opportuni progetti integrati sul territorio, nonché di definire modalità di concreta attuazione della lotta alla dispersione scolastica con specifici interventi interistituzionali, anche attraverso l’attivazione delle opportune sinergie e collaborazioni a livello territoriale;
CONSIDERATA, perciò, l’opportunità che il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e l’Opera Nomadi promuovano azioni atte a contenere la dispersione scolastica e ad eliminare l’abbandono scolastico anche attraverso progetti integrati sul territorio;
CONSIDERATO che lo Statuto dell’Opera Nomadi prevede fra i suoi scopi la salvaguardia e la valorizzazione, con ogni possibile forma di intervento, del patrimonio culturale e sociale delle popolazioni rom, sinte e camminanti, comunemente denominate zingare, nomadi e viaggianti;
CONSIDERATO che l’Opera Nomadi ha da tempo avviato forme di collaborazione con le istituzioni a livello nazionale e locale nel campo dell’istruzione e dell’educazione dei minori e degli adolescenti Rom, Sinti e Camminanti, per assicurare all’interno del sistema scolastico interventi flessibili, che tengano conto delle diversità e della ricchezza di ciascuno;
VISTO il decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297 di approvazione del Testo Unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado;
VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, con il quale è stato emanato il regolamento recante norme in materia di autonomia didattica e organizzativa delle istituzioni scolastiche ai sensi dell’articolo 21 della citata legge 15 marzo 1997, n. 59;
VISTA la legge 20 gennaio 1999, n. 9, concernente l’elevamento dell’obbligo di istruzione;
VISTO il contratto collettivo nazionale di lavoro – comparto scuola – 2002/05 e in particolare l’art. 9, misure incentivanti per progetti relativi alle aree a rischio, a forte processo immigratorio e contro l’emarginazione sociale;

VISTA la legge 31 marzo 1998, n. 112 sul conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle Regioni e agli Enti Locali,
VISTA la legge 27 maggio 1991, n. 176, di ratifica della Convenzione sui Diritti del fanciullo – New York, 20/11/1989;
VISTA la legge 30 luglio 2002, n. 189, modifica alla normativa di immigrazione e asilo;
VISTO il decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 275, Testo Unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, ed in particolare l’articolo 38 sull’istruzione degli stranieri nelle scuole italiane e sull’educazione interculturale
VISTA la circolare ministeriale 16 luglio 1986, n. 207, sulla scolarizzazione degli alunni zingari e nomadi nella scuola materna, elementare e secondaria di primo grado, ed in particolare il punto I. paragrafo III e il punto 3. comma a),

CONVENGONO E STIPULANO QUANTO SEGUE:

Il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca si impegna

Art.1 - a promuovere iniziative per contrastare il fenomeno dell’abbandono scolastico e della dispersione scolastica per i minori Rom, Sinti e Camminanti;
Art.2 - ad attivare, in collaborazione con gli Uffici Scolastici Regionali e le istituzioni scolastiche autonome, iniziative atte a favorire l’inserimento e l’integrazione dei minori Rom, Sinti e Camminanti;
Art.3 - a promuovere iniziative di formazione specifiche per il personale docente e gli operatori scolastici per una migliore comprensione della lingua e della cultura rom, ai fini dell’efficacia della scolarizzazione tesa ad assicurare il completamento del ciclo d’istruzione;
Art.4 a definire, insieme con gli Uffici Scolastici. Regionali, le Regioni e gli Enti Locali, previa intesa con l’Opera Nomadi, interventi di formazione e aggiornamento di docenti e operatori per garantire in modo stabile e continuativo il raccordo tra le culture d’origine e la scuola;
Art.5 - a promuovere iniziative di ricerca e di sperimentazione didattica, anche con il sostegno della Comunità Europea, e a svolgere azioni di monitoraggio relativamente al fenomeno dell’abbandono e della dispersione scolastica.

L’Opera Nomadi si impegna:

Art.6 - a sensibilizzare le comunità dei Rom, Sinti e Camminanti verso la scolarizzazione e a fornire informazioni relative all’assolvimento dell’obbligo scolastico e formativo;
Art.7 - a stipulare, sulla base del presente protocollo d’intesa, convenzioni con gli Uffici Scolastici Regionali per l’inserimento e l’integrazione dei minori Rom, Sinti e Camminanti, tenendo conto delle realtà territoriali per le quali transitano e nelle quali gravitano le comunità;
Art.8 - a richiedere presso i competenti enti locali i possibili interventi, mediante progetti integrati con gli Uffici Scolastici Regionali, per assicurare il diritto allo studio e l’assolvimento dell’obbligo scolastico e formativo dei minori Rom, Sinti e Camminanti;
Art.9 - a collaborare per iniziative di formazione di mediatori linguistici e culturali Rom e Sinti, organizzate dai competenti uffici degli EE. LL., in accordo con gli Uffici Scolastici Regionali, sulla base delle esigenze prospettate dalle istituzioni scolastiche e dalle famiglie nell’ambito dei Servizi di Accoglienza;
Art. 10 - a fornire tutte le informazioni relative all’andamento e al contenimento del fenomeno della dispersione scolastica al MIUR per consentire di svolgere le azioni di cui all’art.5 del presente Protocollo d’intesa.
Art.11 - Le parti firmatarie del presente protocollo ed i relativi organi, nell’ambito della loro autonomia, concorreranno all’attuazione del presente accordo nel quadro dei rispettivi ordinamenti e assetti organizzativi programmando momenti di incontro.
Art.12 - Il presente protocollo d’intesa entra in vigore alla data della stipula ed ha validità di tre anni.
Riferimenti: Assemblea Nazionale 2004 dell’Opera Nomadi

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