
Padova 19 giugno. Si è tenuta, alle ore 15-19,30, la IV Conferenza Nazionale dei Rom e Sinti organizzata da Opera Nomadi di Padova con il patrocinio del Comune: “Le microaree per i Sinti e i Rom e l?inserimento lavorativo: alternative possibili ai campi?ghetto e all?emarginazione sociale”. Un?occasione di confronto, alla presenza di qualificate figure istituzionali, per fare il punto sulla questione habitat e lavoro rispetto ai Rom/Sinti.
?Focus point?
A partire dalla storia, che è conoscenza, servono politiche sociali supportate da nuovi strumenti legislativi, per favorire l?integrazione. E quindi abolire definitivamente i ?campi nomadi?, di segregazione razziale, per attivare politiche sull?abitazione e sul lavoro tenendo conto della specificità dei Rom/Sinti, che passa prima di tutto dal riconoscimento come Minoranza Etnica e Linguistica, coi Rom/Sinti portatori di identità e protagonisti attivi delle politiche che li riguardano. A lato, ma strettamente inter-secata, la questione attuale dei Rom rumeni, e dei Rom ?Jugoslavi? storici, che va affrontata ?in primis? dal punto di vista della regola-rizzazione per poi interconnettersi alla situazione generale.
Il suggerimento che esce dalla IV conferenza è un invito alla co-struzione di ponti (come ?patto sociale?) di comunicazione e di relazione: prima di tutto fra Rom/Sinti ?italiani? e ?stranieri?, nell?ottica della comunanza (il duende della “phralipè”), ma anche con le comunità italiane per superare un isolamento culturale storico che sembra essersi radicato.
Prossimo appuntamento, per i costruttori di ponti, a luglio, alla Commissione Affari Sociali del Parlamento.
LA SALA, LE PERSONE
La Conferenza si tiene alla sala ?Fornace Carotta?, in via Siracusa n° 61, e vede la partecipazione di Daniela Ruffini e Claudio Sinigaglia, assessori del comune di Padova, di Massimo Converso, presidente nazionale dell?Opera Nomadi, Renata Paolucci, Marta Cimento e Virgilio Pavan, dell?Opera Nomadi locale, di Memè Gabrielli di Bolzano, di Yuri Del Bar e Carlo Berini di Mantova, di Roberto Berardi dell?UNAR (Ufficio Nazionale Anti Discriminazione Razziale), di Stefano Galieni, del dipartimento immigrazione di Rifondazione Comunista e Tiziana Valpiana, deputata al Parla-mento ed attenta alle questioni sociali ed ai minori. In sala assistono alcune famiglie di residenti dei due ?campi sosta? patavini, una folta delegazione di Sinti da Mantova, un gruppo di Rom ?Jugoslavi? e ?Rumeni? da Roma, delegati Opera Nomadi da Schio, Rovigo, Piove di Sacco, operatori di Padova ed alcuni ?inte-ressati? fra cui don Albino Bizzotto dei ?Beati costruttori di Pace?.
RUFFINI: PROMUOVERE NUOVE OPPORTUNITA?
Dopo i saluti iniziali la presidente Opera Nomadi di Padova Renata Paolucci passa la parola a Daniela Ruffini, ?che ci ha molto aiutato nell?assegnazione di case?, assessore alla casa ed alle politiche abitative. ?Oltre ai problemi locali occorre promuovere pari opportunità?, spiega l’assessore ?e riflettere sulla situazione generale del Paese. Servono nuovi strumenti, anche a livello legislativo, da mettere a disposizione degli Enti Locali. Per progetti che stiamo già portando avanti. Sono d?accordo per lo smantellamento dei ?campi nomadi? ed in questo senso moltissime sono le esperienze delle microaree, una strada utile contro l’emarginazione e la ghettizzazione, come vanno sostenute le famiglie che scelgono di entrare nelle case. Dobbiamo offrire opportunità a tutti i cittadini, con l?aiuto degli stessi destinatari e dell?Opera Nomadi?.
CONVERSO: LA STORIA E L?ATTUALITA?
Massimo Converso, presidente nazionale dell?opera Nomadi parte dalla storia per arrivare all’attualità “emergente” dei nostri giorni.
In Italia Rom e Sinti sono circa 150mila. Di questi 70mila sono italiani, per lo più stanziali, 30mila rom provengono dalla ex Jugoslavia e 50mila arrivano dai Balcani con un aumento impressionante: sono mediamente diecimila ogni anno i rom che raggiungono l’Italia dalla Romania. Questa immigrazione di massa, destinata a crescere, aggrava la situazione di Rom e Sinti italiani già presenti: le condizioni di vita diventano sempre più difficili, la realtà dei campi nomadi è segnata dal degrado, le condizioni lavorative sono assolutamente precarie.
?Gli anni ?60, del secolo scorso, sono stati gli anni della perdita dei mestieri tradizionali dei Rom/Sinti: nel commercio, nell?artigianato, nelle attività tradizionali. C?erano, per fare un esempio, 1.300.000 equini in Italia con i Rom addetti al loro commercio. Al Sud i mediatori ?gagi? imparavano un po? di ?romanès? per ?trattare? i cavalli. Oggi, per continuare l?esempio, ci sono solo 100.000 equini in Italia. Dalla crisi delle attività economiche ne deriva quella sociale ed abitativa. Anche la crisi delle giostre, per i Sinti, nonostante la legge 337 del 1968, legge Corona, abbia tentato di porvi rimedio ma non è stata mai applicata.
A questa crisi l?Opera Nomadi sta rispondendo con i mediatori culturali, le cooperative sociali, il ripristino, dove possibile, dei mestieri tradizionali ma anche individuando percorsi facilitati di accesso al lavoro con l?aiuto delle Regioni e delle pubbliche ammi-nistrazioni. Purtroppo è avvilente la mancanza di coordinamento fra gli Enti Locali per mettere ?in rete? le esperienze sia positive che negative. Come le grandi aggregazioni abitative che producono devianza. E? fallimentare in questo senso l?esperienza di Cosenza dove i Rom sono stati inseriti in palazzine a quattro piani, in numero troppo elevato, ma è aumentata la dispersione scolastica e la devianza. Ma l?emergenza attuale è quella dei Rom rumeni che da 5.000 sono diventati 50.000 negli ultimi cinque anni. Una migrazione di Rom che non si verificava in numero così cospicuo, da quarant?anni, basti pensare che i ?rumeni? sono arrivati anche in Australia. Questa emergenza ha messo in secondo piano ed aggravato le condizioni dei Rom/Sinti italiani. Tant?è che la maggioranza dei Parlamentari, ad esempio, pensa che i Rom siano solo quelli ?stranieri? ed ignora che ci siano quelli ?italiani?. E nei prossimi anni arriveranno, con l?apertura delle frontiere, altri 100.000 Rom da Romania e Bulgaria. A questa situazione noi, Opera Nomadi, abbiamo richiesto un intervento Governativo urgente che tracci una linea politica per affrontare in modo serio soprattutto la questione del lavoro, quella delle microaree e di una politica di accoglienza civile verso i Rom di Romania e Bulgaria?.
PAVAN: I CAMPI CREANO SOLO PROBLEMI
Virgilio Pavan, referente del ?campo? di via Tassinari e Consigliere nazionale dell?Opera Nomadi, spiega che i ?campi nomadi? creano solo problemi e ?non bisogna dimenticare queste famiglie?. Per Pavan non è più possibile vivere facendo il giostraio, soprattutto per le tasse, ed allora i giovani cercano nuovi mestieri, ma vengono lasciati a casa se i datori vengono a sapere che vivono in un ?campo?. ?Ecco perché è importante vivere nelle case?, conclude Virgilio chiedendo all?assessore Sinigaglia il tempo di realizzazione del concordato ?Villaggio Speranza?.
GABRIELLI: LE MICROAREE ABITATIVE
Memè Gabrielli, vice-presidente sinto dell?Opera Nomadi di Bolzano, legge un documento programmatico sulle microaree abitative di Radames Gabrielli dell?associazione Nevo Drom. I ?campi nomadi? vanno eliminati a favore di microaree con casette prefabbricate. La microarea è una area per una sola famiglia ?allargata?, con spazio privato e servizi adeguati. Uno spazio a dimensione familiare dove non occorre chiedere il permesso, come col regolamento del ?campo?, per andare via una settimana o per ricevere un ospite. La microarea rispetta gli usi e tradizioni dei Sinti e Rom e si risolvono tanti problemi anche riducendo le spese, perché non c?è bisogno di pagare una cooperativa per gestirla come col ?campo?.
DEL BAR: ROM E SINTI IN PRIMA PERSONA
?Ringrazio dell?invito perché i Rom e Sinti devono essere sempre protagonisti, come qui? esordisce il sinto Yuri Del Bar consigliere comunale di Mantova. ?Gli Ebrei e Sinti sono stati gli unici popoli sottoposti a guerra razziale dal regime nazi-fascista nel secolo scorso. Gli Ebrei hanno ora uno Stato, i Sinti no e continuano a vivere nei ?campi nomadi? di discriminazione. Allora 500.000 vittime non sono servite e niente. L?Italia è conosciuta come il Paese dei ?campi?: nati per sosta temporanea sono diventati stabili. E per i residenti non c?è mai stata una politica sociale, come la cassa-integrazione per gli operai. Oggi bisogna risolvere questo problema dei ?campi?, ma prima bisogna togliere le discriminazioni sennò non serve e niente e non è possibile lavorare in pace?.
BERINI: RICONOSCIMENTO DEI ROM/SINTI COME MINORANZA ETNICA E LINGUISTICA
?Il nostro primo obiettivo? spiega Carlo Berini, presidente Opera Nomadi di Mantova, ?è quello della partecipazione diretta dei Rom/Sinti nelle politiche che li riguardano e soprattutto dei soldi della comunità investiti nel settore. Questo potrebbe essere un obiettivo anche a Padova affiancato all?elezione di un Sinto in Consiglio comunale?.
?Il secondo obiettivo è quello di uscire dalla visione folcloristica che hanno i ?gagi? rispetto ai Rom/Sinti, che sono portatori di una pro-pria cultura ed identità: ci sono 29 minoranze Sinti e Rom in Italia. E tutti i metodi di inclusione sociale ?modello sottoproletariato?, come i corsi per panettiere o per saldatore, sono falliti perché non tengono conto di questo . Bisogna invece potenziare le attività tradizionali e sostenere lo spettacolo viaggiante. Purtroppo la legge n.347 del 1968 è stata disattesa ed i finanziamenti, invece che alle giostre, sono finiti solo ai grossi circhi ed ai grossi parchi?.
?Sull?habitat bisogna uscire dalla politica dei ?campi nomadi? per praticare la politica delle microaree incentivando l?acquisto di terreni da parte di Sinti e Rom. Purtroppo il Testo Unico 380 per l?edilizia, del giugno 2001, entrato in vigore nel 2005, per cercare di arginare l?abusivismo edilizio e proteggere il paesaggio (si pensi alle ville e capanni costruiti sulle coste) ha posto il dito anche sulle roulotte che posizionata su una spiaggia o su un terreno agricolo sono diventate abusi edilizi. Questa regolamentazione ha discriminato ancora di più i Rom e Sinti che cercavano, o erano riusciti, di uscire dai ?campi nomadi? comprando terreni agricoli. Una legge discriminatoria perché all?interno di essa si poteva trovare la maniera di ?sanare? le situazioni esistenti prima del 31 dicembre 2004, di messa in pratica. Riguardo all?habitat, la proposta che facciamo è che ogni Comune destini l?1 per mille del territorio come terreno destinato alle microaree?.
?Ma prima di tutto il nostro impegno va per il Riconoscimento di Minoranza Etnica e Linguistica, come Spagna, Svezia, Austria, per costruire un soggetto europeo. Questo riconoscimento permette-rebbe di uscire dalla politica dell?emergenza puntando sulla metodologia, riconosciuta, della mediazione culturale. Tutte le attività sui Rom/Sinti devono essere gestite da loro, almeno in quota del 60 %?.
MICROAREE PER I SINTI DEL ?CAMPO S. LAZZARO?
Renata Paolucci, a nome di alcune famiglie presenti, chiede al vice-sindaco Sinigaglia le sue intenzioni per le microaree per i residenti del ?campo S. Lazzaro?. A nome della signora Tapparello e di altri Sinti, chiede inoltre se è possibile fare una deroga al testo Unico 380, legge urbanistica 2001, che vieta di mettere roulotte ma anche capanni in aree agricole. Se è possibile abolire quella legge che impedisce ai Sinti di vivere in microaree agricole.
PARUSSATI: “BASTA CAMPO S. LAZZARO”
Marika Parussati va di persona al tavolo dei relatori: ?Siamo sempre lì coi topi, fate qualcosa per noi!?
SINIGAGLIA: CONDIVISIONE POLITICHE SOCIALI
Claudio Sinigaglia, assessore alle Politiche Sociali e vice-sindaco del comune di Padova, inizia facendo i complimenti al Sinto De Bar che porta una rappresentanza diretta in Consiglio comunale di Mantova. Poi amplia il suo intervento al settore immigrazione: ?Tutte le città devono fare i conti con grosse modificazioni nel tessuto sociale portate soprattutto dai flussi migratori?, spiega. ? A Padova, negli ultimi anni, si è passati dal 3% all?8-9%. Le politiche sociali si sono comunque estese a nuove tematiche come i minori vittime di ?tratta?, le nuove povertà, gli immigrati?.
Il vice-sindaco dichiara di approvare la politica del comune di Mantova, per una metodologia e condivisione delle politiche sociali. Infatti il ?Villaggio Speranza? è stato condiviso con le 11 famiglie sinte del ?campo di via Tassinari?. Sono previsti 300.000 euro per costruire l?insediamento fatto di casette per singoli nuclei familiari in rispetto della loro cultura.
In conclusione risponde alle domande dei residenti nei due ?campi? di Padova: ?Per quanto riguarda il ?Villaggio speranza? dirò che i tempi burocratici sono sempre più lunghi delle aspet-tative. Comunque i lavori partiranno a luglio-settembre. Mentre per S. Lazzaro abbiamo cercato di portare il ?campo? a situazioni di normalità. I Rom della Serbia hanno trovato alloggio nelle case, restano poche famiglie storiche di ?italiani? per le quali cerchiamo di reperire delle microaree. Ma c?è un problema di tipo urbanistico che ci impedisce interventi su aree agricole contigue al ?campo?. Per i prossimi due anni faremo interventi sulle microaree anche con ?sanatorie? per famiglie che hanno acquistato dei terreni agricoli. Non posso oggi dare pubblicamente una risposta positiva. Ci vorranno due anni?.
CIZMIC: PRENDERE VOCE
?Noi non abbiamo voce?, dice Kasim Cizmic, vice-presidente dell?Opera Nomadi Nazionale. ?Ho fatto 600 kilometri per partecipare a questo convegno. Siamo analfabeti ma abbiamo il cuore. Siamo in pochi ma dobbiamo metterci assieme ed essere uniti per rivendicare i nostri diritti, che non abbiamo anche se vivo da 35 anni in Italia?.
IORDACHE: CON DISCREZIONE
Decebal Iordache portavoce della Comunità Rom Rumena di Roma, originaria di Craiova (30.000 Rom su 300mila abitanti), anche sollecitato ha preferito non intervenire per non distogliere l?attenzione di una Conferenza che riguardava più i Sinti italiani.
CIMENTO: IL LAVORO
Marta Cimento, operatrice dell?Opera Nomadi di Padova traccia le prospettive lavorative. Il lavoro è un?emergenza che va anche oltre alla situazione habitat. Per la costruzione delle casette del ?Villaggio Speranza? si spera di impiegare manodopera dei Sinti mentre al ?campo S. Lazzaro? si sta tentando di aprire un?attività di assemblaggio nella sala comune. Si stanno seguendo inseri-menti lavorativi singoli ma occorre costruire una ?rete? con le realtà e le cooperative sociali che si occupano di lavoro.
GALIENI: COM-UNIONE FRA ?ITALIANI? E ?STRANIERI?
Per Stefano Galieni, del dipartimento immigrazione di Rifon-dazione Comunista, bisogna costruire dei ponti, dei momenti di comunicazione reali, fra Rom/Sinti ?italiani? e ?stranieri?. Bisogna mettere in relazione le diverse realtà, che sono separate e confu-se dall?opinione pubblica. Ci sarà un convegno sull?immigrazione dove sarà inserita anche la ?questione? dei Rumeni.
COSTA: CAMPI NOMADI COME CPT
Roberto Costa, direttore di Romano Lil (sé scrivente) afferma che la ?sinistra? è guercia: ha una visione monoculare sul versante dei diritti che le impedisce di acquistare prospettiva e profondità. Quella profondità che viene solo dalla visione binoculare. I Rom/Sinti sono la minoranza più discriminata d?Europa secondo l?ultimo monitoraggio dell?Unione; l?Europa ha condannato l?Italia ?paese dei campi?, luoghi di segregazione razziale, il 22 aprile scorso. I ?campi nomadi?, sono luoghi di segregazione e di esclusione dei diritti come i CPT (Centri di Permanenza Temporanea per immigrati) ma da anni è in atto una ?campagna politica? solo contro contro i CPT . La ?sinistra? ed i ?movimenti? sui diritti, che hanno sempre trascurato i Rom/Sinti, non potranno acquisire una visione complessiva sui diritti e sulle minoranze se non mettendo la questione Rom al primo posto.
VALPIANA: AIUTIAMOCI A MODIFICARE LE LEGGI
?A chi siede in Parlamento tocca ascoltare per fare le leggi ma anche per cambiare la cultura quando è opprimente?, spiega Tiziana Valpiana, deputato al Parlamento. ?Abbiamo la fortuna di vivere in un mondo sempre più interculturale ed è più utile considerare la diversità come ricchezza e non come problema. Per esperienza personale credo sia sempre più importante favorire ed aumentare il dialogo fra comunità Rom/Sinte e quelle italiane. Comunque, alla base di tutto resta la regolarizzazione degli ?stranieri?. E per questo serve un cambiamento culturale. C?è bisogno anche del vostro aiuto, di Rom e Sinti, per cambiare la cultura, ditelo sempre che non volete i ?campi nomadi?.Per fortuna abbiamo un Ministro della Solidarietà Sociale, Ferrero, attento a queste tematiche. E credo che sia possibile indicare la via e fare un percorso assieme. Io credo che i CPT siano illegali come i ?campi?. Aiutiamoci a cercare di modificare leggi che ci pongono in condizioni drammatiche, dal punto di vista dei diritti, rispetto al resto d?Europa?.
BERARDI: AZIONE CIVILE CONTRO LE DISCRIMINAZIONI
Roberto Berardi dell?UNAR, Ufficio Nazionale Anti discriminazioni Razziali, del ministero Pari Opportunità.
?Ci siamo subito resi conto, accostandoci alla realtà dei Rom e dei Sinti, grazie anche al prezioso supporto dell’Opera Nomadi, che questa popolazione é senza dubbio la più discriminata nel nostro Paese e ad essa é necessario rivolgere una consistente parte della nostra attività. Per quanto riguarda i casi di discriminazione segnalati al Contact Center dell’UNAR, riguardanti i Rom e i Sinti, si tratta essenzialmente di segnalazioni relative all’alloggio, alle condizioni malsane degli insediamenti, al diritto all’istruzione. Segnalazioni che provengono dalle associazioni che tutelano i diritti di questa popolazione e mai dal singolo, che per motivi diversi, forse anche legati alla propria cultura ed all’atteggiamento delle Istituzioni nei suoi confronti, preferisce non denunciare l’episodio, la prevaricazione. Ritengo quindi che l’Opera Nomadi e le altre associazioni dovrebbero seguire, per i casi più eclatanti, la via dell’azione civile contro la discriminazione, prevista dal D.Lgs. 215/2003, facendo valere la c.d. discriminazione collettiva, che si ha qualora non siano individuabili in modo diretto ed immediato le persone lese dalla discriminazione, caso che si attaglia perfet-tamente alla situazione dei Rom e dei Sinti, come intero popolo discriminato. Questo dell’azione giurisdizionale potrebbe essere lo strumento utile a scardinare l’attuale sistema che sembra ignorare i diritti e le legittime istanze del popolo Rom e Sinti?.
LE CONCLUSIONI: I FATTI
Il presidente Converso ricorda l?importante appuntamento del mese di luglio quando l?Opera Nomadi sarà ricevuta in audizione alla Commissione Affari Sociali del Parlamento, poi Renata Paolucci conclude sperando che le proposte emerse dal convegno vengano finalmente messe in pratica: ?E? da anni che facciamo proposte che sono tante volte condivise. Ci aspettiamo i fatti?.
P.S. POSTILLA: ARRIVA LA BANDA
Alle 19,00, in ritardo sulla tabella di marcia per la cerimonia matrimoniale che aveva interessato uno dei musicisti a Rimini, arrivano tre Sinti Taich, parenti del grande Django (il chitarrista Django Reinhardt -1910-1953, è stato il musicista sinto più famoso del Novecento), a fare ragionare il cuore visto che la testa magari era già piena. Giungono con la ?banda?: una trentina di tifosi provenienti dalle periferie padovane dove vivono da tempo in terreni di proprietà. Kimili e Manali alla chitarra, Loris alla voce, improvvisano un concerto che spazia dal jazz alla musica folcloristica e popolare, con garbo, perizia ed intelligenza: una musica, che dalle corde di chitarra e gola, si propaga nello spazio e risuona nel corpo attraverso l?anima. Suonano a memoria ed a orecchio perché non sanno leggere il pentagramma: in quanto a leggere hanno imparato coi corsi ?150 ore? gestiti proprio dall?Opera Nomadi di Padova. Anche da qui, inizia il ?patto sociale?.
In fotografia, da sinistra: Stefano Galieni, Marika Parussati, Claudio Sinigaglia, Massimo Converso, Roberto Berardi
Riferimenti: Il ?sussidiario? Rom/Sinti su habitat e lavoro