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5 PER MILLE all?Opera Nomadi

23 Giugno 2007 Nessun commento


Un piccolo gesto morale per una associazione morale. Il 5 per mille è una quota di imposte a cui lo Stato rinuncia per destinarla alle organizzazioni no-profit per sostenere le loro attività. L?Opera Nomadi nazionale nata nel 1965 -Ente Morale nel 1970, invita chi ha a cuore i Rom/Sinti e Camminanti a fare un piccolo gesto di civiltà per sostenere la causa: Opera Nomadi codice fiscale 804094801.

5 per mille… Opera Nomadi per tutti
Il nome dell?associazione ed il codice fiscale vanno messi nello spazio indicato per il 5 per mille, nei moduli per la dichiarazione dei redditi. Un gesto morale per una associazione morale. Non è cosa di poco conto di questi tempi. Ecco alcune definizioni della parola ?morale?: ?che concerne valori etici?, ?che è conforme al bene, ai principi del giusto e dell?onesto?.

Ente Morale Opera Nomadi
CODICE FISCALE OPERA NOMADI: 80409480581

5 PER MILLE ALL’OPERA NOMADI
Da oggi uno strumento in più per aiutare Rom, Sinti e Camminanti (comunemente definiti zingari o nomadi).
La Legge Finanziaria 2006 prevede la possibilità di destinare il 5 per mille delle tue imposte all?Ente Morale Opera Nomadi.

NON TI COSTA NULLA
Non è una tassa in più.
Sei tu che decidi a chi destinare il 5 per mille.
È una quota di imposte a cui lo Stato rinuncia per destinarla alle organizzazioni no-profit per sostenere le loro attività.
Aiutiamo con un normale gesto, L?Ente Morale Opera Nomadi

COME FARE:
I modelli per la dichiarazione dei redditi CUD, 730 e UNICO contengo-no uno spazio dedicato al 5 per mille, in cui devi firmare ed indicare il: CODICE FISCALE ENTE MORALE OPERA NOMADI: 80409480581

Il 5 per mille non sostituisce l?8 per mille destinato allo Stato e alla Chiesa. Sono due possibilità diverse e si possono utilizzare entrambe per destinare parte delle proprie imposte per fini diversi
Scheda attività dell?Opera Nomadi

L?Opera Nomadi si è costituita a Bolzano nel 1963 come associa-zione regionale del Trentino Alto Adige, nel 1966 è divenuta associazione nazionale e nel 1970 è stata eretta a Ente Morale (D.P.R. n° 347 del 1970).
L?Associazione è nata dalla consapevolezza che fosse necessario un movimento di volontari organizzato per promuovere interventi atti a togliere i Rom, Sinti e Camminanti ed altri nomadi, o gruppi di origine nomade dalla situazione di emarginazione in cui sono relegati e per aprire la collettività nazionale alla comprensione e all?accoglienza dei diversi. Per corrispondere meglio allo sviluppo di una società plurale e aperta, l?Opera Nomadi si configura come un?associazione apar-titica, aconfessionale che accoglie volontari, Rom, Sinti e Camminanti e non, impegnati in un compito di promozione sociale. In generale l?Opera Nomadi si fa mediatrice tra i pubblici poteri ed i gruppi di zingari, per la tutela dei loro diritti, e per favorire interventi specifici atti a sanare situazioni di svantaggio.

L?impegno prioritario si sviluppa nei seguenti settori:

a) Abitazione: Il nomadismo in Italia è ristretto quasi unicamente ad alcuni gruppi di SINTI (specialmente i giostrai), a piccoli gruppi di Rom Kalderasha, ai Camminanti Siciliani, nomadi per motivi economici. L?Opera Nomadi si batte a breve termine per il risanamento delle baraccopoli, a medio termine per l?allestimento di villaggi residenziali per le famiglie nomadi e seminomadi, all?interno dell?edilizia popolare o comunque agevolata in cui siano considerate sia l?autocostruzione sia l?autogestione. Relativamente ai Rom stranieri non sono da trascurare soluzioni abitative stabili all?interno dei centri urbani.
b) Scuola: Con ripetute convenzioni stipulate con il Ministero della Pubblica Istruzione a decorrere dal 1965/1966 si è passati da un inserimento scolastico dei minori Sinti e Rom in scuole speciali statali ad un inserimento graduale nelle classi comuni.
L?Opera Nomadi promuove iniziative di ricerca e di sperimentazione didattica anche con il sostegno del Ministero P.I. e della Comunità Europea. Collabora altresì alla formazione, aggiornamento e moni-toraggio degli operatori delle scuole dell?obbligo e del pre-obbligo scolastico, specie quelle del territorio coinvolte nella scolarizzazione dei minori Rom, Sinti e Camminanti. Si facilitano, con intervento diretto o indiretto degli Enti Locali, l?attuazione del diritto allo studio, l?inserimento e il profitto scolastico degli alunni Rom, Sinti e Camminanti anche con iniziative di trasporto, accompagnamento, mediazione culturale e attività laboratoriali.
c) Tutela della lingua e della cultura dei Rom, Sinti e Camminanti: L?Opera Nomadi partecipa ai movimenti/gruppi d?opinione per la tutela delle minoranze linguistiche in Italia volti all?attuazione dell?art. 6 della Costituzione anche in favore dei gruppi Rom e Sinti. Si fa anche promotrice di iniziative di aggiornamento per docenti coinvolti nell?inserimento scolastico dei minori Rom, Sinti, mirate alla cono-scenza della cultura dei Rom, Sinti e Camminanti, del diritto al nomadismo e alla sosta. Promuove e facilita iniziative di formazione di Mediatori Culturali Rom e Sinti sul piano della coscientizzazione etnico- culturale e sul piano professionale per venire incontro alle esigenze poste dalle Istituzioni e dalle Famiglie nell?ambito dei servizi di accoglienza, inserimento scolastico, sociale, sanitario, economico.
d) Manifestazioni culturali: L?Opera Nomadi organizza e partecipa a mostre fotografiche e di artigianato, spettacoli musicali, tavole rotonde, convegni, dibattiti, manifestazioni di solidarietà e trasmis-sioni mediali. E? presente negli insediamenti Rom e Sinti per favorire una presa di coscienza critica della situazione attuale e di ricerca di nuove forme di adattamento alla società italiana: opera nel con-tempo per il coinvolgimento sempre più attivo dei Rom e dei Sinti nelle iniziative che li riguardano.
e) Sanità: L?Opera Nomadi si adopera per la mediazione fra la popo-lazione dei Rom, Sinti e Camminanti ed il Sistema Sanitario Nazionale per il pieno rispetto del diritto alla salute da parte dei minori, delle donne e degli anziani Rom e Sinti: anche in questo campo è avviata la formazione di specifici Mediatori Culturali. Non sono trascurati ricorsi e collaborazioni di Enti/Associazioni per la tutela della salute, dei malati, degli anziani, dei minori in stato di necessità.
f) Lavoro: L?Opera Nomadi si rende attiva nella ricerca e promozione di opportunità lavorative per giovani e adulti Rom e Sinti, anche mediante la costituzione di cooperative di lavoro, in sintonia con le attività tradizionali dei Rom e dei Sinti (artigianato, lavorazione dei metalli, compravendita, allevamento dei cavalli ecc.), e nel campo dell?ecologia (legalizzazione delle attività di raccolta, riciclaggio e rottamazione dei metalli, pulizia e rigoverno di aree verdi, verni-ciatura di cancellate, recinzioni di giardini, cortili, di edifici pubblici del territorio, ecc.).
g) Giustizia: L?Opera Nomadi si adopera per l?informazione presso le Comunità Rom e Sinti delle normative atte alla concessione di permessi, licenze, affidamenti di competenza degli uffici decentrati dei Ministeri dell?Interno e di Grazia e Giustizia. Per la tutela dei diritti dei cittadini (minori detenuti, immigrati, profughi, ecc.). L?opera Nomadi privilegia gli sportelli allestiti dagli Enti locali e delle Istituzioni di competenza oltre che gli sportelli allestiti da Enti e Organizzazioni Umanitarie specifiche.
h) Romano Lil: E? la circolare interna dell?Opera Nomadi che si rivolge agli associati e non, per divulgare atti, iniziative, ricerche mirate a sostegno e alla tutela dei gruppi Rom, Sinti e Camminanti che risiedono sul territorio dell?Italia Continentale e Insulare: svolge la sua attività dal 1965 attraverso le sezioni locali OPERA NOMADI, che sono diffuse su tutto il Paese, gruppi collaboratori e simpatizzanti. Dal 2006 la ?circolare? è diventata anche telematica: Romano Lil, http://romanolil.blog.tiscali.it/

Nella foto: il Consiglio Nazionale in data 27 giugno 2004

Riferimenti: Cari e-lettori di Romano Lil

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Il Presidente Opera Nomadi a Matrix, Guarnieri a matrioske

16 Giugno 2007 Nessun commento

16 giugno. Massimo Converso a "Matrix", Nazzareno Guarnieri a matrioske. Sulla presenza del Presidente Opera Nomadi alla trasmissione televisiva "Matrix", il Presidente della sezione Abruzzo: dovevano chiamare un Presidente Opera Nomadi Abruzzo. Per poi cedere la parola al Presidente di Coopofficina che ha dichiarato: dovevano chiamare un Presidente Coop. Per poi cedere la parola al Presidente di Rom Sinti @ Politica che ha dichiarato: dovevano chia-mare un Presidente Politico. Per poi cedere la parola al Presidente di Rom e Sinti Insieme che ha dichiarato: dovevano chiamare un Presi-dente Rom. Per poi cedere la parola al Presidente dell‘"intellighenzia romanì" che ha dichiarato: dovevano chiamare un Presidente Intellighente Per poi cedere la parola al Presidente (onorario) dei Sinti Khomeinisti: dovevano chiamare un Presidente Sinti. Per poi cedere la parola al Presidente…
(di Spartaco Ferrarese)

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Bambina abbandonata a Potenza: lettera all?Opera Nomadi

14 Giugno 2007 Nessun commento


13 giugno. Signor Presidente, Le scrivo da Potenza dove nei giorni scorsi, in occasione della Festa Patronale, ho avuto modo di incontrare una bambina che dalla mattina alla sera, tra l?indifferenza generale, implorava la carità. Andrata, se ho capito bene il nome, 10 anni ed un cartello dove era scritto: ?sono rumena, non posso più camminare, ho bisogno di una carrozzella?. In realtà la bambina è seriamente menomata: un piedino ridotto a moncherino e l?altro visibilmente malandato.

ANDRATA, 10 ANNI, E? SOLA: “SONO RUMENA, NON POSSO PIÙ CAMMINARE”
Opera Nomadi, alla c.a. del sig. Presidente Massimo Converso

Signor Presidente,

ANDRATA E? SOLA
Le scrivo da Potenza dove nei giorni scorsi, in occasione della Festa Patronale, ho avuto modo di incontrare una bambina, che dalla mattina alla sera, tra l?indifferenza generale e sempre con le stesse parole, implorava la carità.
Andrata, se ho capito bene il nome, 10 anni ed un cartello dove sopra era scritto: ?sono rumena, non posso più camminare, ho bisogno di una carrozzella?.
In realtà la bambina è seriamente menomata: un piedino ridotto a moncherino e l?altro visibilmente malandato.
Cammina a fatica e passa tutto il suo tempo seduta per terra scalza, in condizioni igieniche precarie, tanto da far temere un ulteriore peggioramento delle sue condizioni fisiche.
Andrata, che non parla italiano, dice di avere i genitori ma è sempre, incredibilmente, da sola. Quasi sicuramente, vive in una Comunità Rom proveniente da Foggia.
Poi all?improvviso, così come era apparsa, circa una decina di giorni fa è andata via, lasciando solo il ricordo del suo sorriso.

I DIRITTI DI ANDRATA: ALLA VITA, ALL?IDENTITA?, ALLA SALUTE?
Questo il fatto!!!
E su questo fatto si potrebbe ragionare all?infinto, immersi in un mare di problematiche, così complesse da far paura.
Ma il rischio è quello di perdere di vista Andrata ed i suoi diritti: il di-ritto alla vita, il diritto alla propria identità, il diritto alla salute, il di-ritto al gioco, il diritto ad essere tutelata da ogni forma di sfrutta-mento.
La bambina ha bisogno di risposte immediate e per questo siamo qui a chiedervi un deciso intervento a suo sostegno, consapevoli che quanto noi suggeriamo non rientra strettamente nei compiti sanciti dallo Statuto dell?Opera Nomadi e riuscendo, altresì, ad interpretare la Vostra difficoltà ad occuparvi di casi specifici.
Ma non chiediamo l?impossibile, trovarla non dovrebbe essere difficile, considerando la Vostra presenza sul territorio e la Sede di Foggia potrebbe essere quella da attivare subito. Occorre verificare le sue condizioni fisiche per provvedere alle cure necessarie, anche dal punto di vista riabilitativo.
Occorre accertare la presenza della famiglia ed in caso di assenza, operare per il suo ricongiungimento.
Ma la nostra non vuole essere solo una semplice segnalazione.
In questa fase di stretta emergenza, il rientro della bambina in Romania, favorito dalla presenza della famiglia biologica o, se questo non fosse possibile, affidata ad una famiglia di una Comunità Rom stanziale, nel rispetto delle leggi italiane e rumene, consentirebbe ad Andrata di avere una opportunità di vita diversa da quella attuale.
Lei potrà vivere nella sua terra di origine secondo la sua cultura e le sue tradizioni, abbandonando lo stato di estrema precarietà in cui si trova adesso.

ADOZIONE A DISTANZA
Noi possiamo sostenerla a distanza, per tutto il tempo che sarà necessario, con un contributo mensile di 100 euro, somma risicata dal nostro bilancio familiare, che in Italia non avrebbe alcun valore ma che in Romania, in ragione del cambio di valuta estremamente favorevole e delle diverse condizioni di vita, consentirebbe alla fa-miglia di poter vivere con grande serenità, trovando i giusti spazi per progettare il proprio futuro e, con il tempo, fuori da ogni logica assistenziale.
Non solo? potrebbe instaurarsi un vincolo di ?fratellanza?, fra una famiglia Italiana ed una Rom, nel segno di una diversità che ac-comuna, un argine all?impressionante decadimento dei ?valori? della nostra società e della stessa ?cultura? Rom.

La ringraziamo sin da adesso per quello che potrà fare.

G. R. Potenza, 13 giugno 2007

Riferimenti: Minori abbandonati a Bologna: lettera a R.Lil

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Noi dell?Opera Nomadi: Arif Tahiri

7 Giugno 2007 Nessun commento


Arif Tahiri, presidente della sezione Marche, è uno dei migliori dirigenti politici Rom dell?Opera Nomadi con cui lavora dalla fine degli anni ?80. Schivo, riservato, modesto, generoso, è uno dei protagonisti attivi degli ultimi anni dell?associazione. Arif Thairi, 45 anni, oggi ha la sua partita Iva e una ditta di autotrasporti e facchinaggio a Fano. Prima, per 14 anni, ha lavorato nei cantieri navali. Prima ancora ha lottato con le unghie e con i denti nei campi rom di Napoli e Messina. E’ originario di Mitrovica ed è arrivato in Italia nel 1985.

“Da Mitrovica (Kosovo) negli anni è scappato un intero quartiere, 180 mila persone, prima per le persecuzioni poi per la guerre ? spiega Arif. – La mia famiglia è di origine rom, zigana, ma noi a Mitrovica avevamo la nostra casa. Poi siamo dovuti scappare e adesso non abbiamo più documenti di nulla, nè della casa, nè del casellario giudiziario, nè del comune perchè Mitrovica non si sa più di chi è. Così, io che potrei avere la carta di soggiorno e chiedere la cittadinanza, non posso avere nulla perchè l’Italia non sa se sono serbo, kosovaro o croato”.
Arif ha avuto il primo permesso di soggiorno nel 1987. Dal 1990 ha vissuto per undici anni in una casa comunale. Ora in una casa popolare di cui paga l’affitto. La sua è una famiglia multinazionale: “Siamo in otto e tre paesi diversi: io e mia moglie kosovari, due figli croati, due figli e una nipotina di otto mesi italiani”.

ARIF DELL?OPERA NOMADI
Da Mitrovica a Fano con l’impegno nel cuore

Arif è uno dei primi Rom arrivati in Italia da Mitrovica negli anni ?70, è sopravvissuto, incensurato, alla vita da forche caudine nei ?campi? da Crotone alla Toscana, trovando finalmente l?habitat ideale con tutta la sua famiglia estesa in una delle provincie più ricche d?Europa, Pesaro.

Appartiene ad una famiglia orgogliosamente comunista (l?Opera Nomadi dispone di una straordinaria immagine del nonno partigiano in costume tradizionale del Kosovo) e profondamente legata al ?Tito barò? che fece ?baxtalè Romà anda Jugoslavia?.
I Rom kosovari (le cui Comunità più grandi vivono a Palermo e Firenze ed un tempo a Mestre) sono denominati dai Rom Cergarija come ?shiftarija? cioè ?albanesi?, termine ? come ovvio – per nulla amato dai Rom kosovari, i quali per l?80% sono dovuti fuggire dalla multiculturale terra dove vivevano da 600 anni propria per colpa delle fanatiche milizie filoalbanesi sostenute peraltro anche dal capitalismo occidentale fra cui l?Italia)

I khorakhanè di Fano vivono in una serie di case ad affitto in vari quartieri della città e svolgono i più disparati mestieri, fra cui anche quello della raccolta differenziata, ma più facilmente impiegati nelle piccole fabbriche della zona o nella distribuzione commerciale. Lo stesso Arif ha lavorato a lungo come operaio nei Cantieri Navali ed oggi gestisce una piccola ditta di distribuzione commerciale con il figlio maggiore. I minori sono normalmente scolarizzati fino alla terza media e le forze di polizia non hanno mai dovuto stilare un rapporto su questa esemplare Comunità, nemmeno quando in città c?era un sorta di campo comunale.

Le ?Romnià khorakhanià? di Fano e Macerata hanno vinto, di fronte ad una severa giuria composta da autentici esperti – fra cui un mu-sicista ebraico klezmer – nello scorso febbraio il II° Concorso Nazio-nale dei Rom/Sinti Artisti di Strada nella sezione dedicata alla danza.
Fra di esse Beljkize, una Romnì abilissima sarta che realizza sia i tradizionali abiti turcheschi delle shiftarke che i tendaggi che decorano il suo letto e l?intera stanza, uno spazio ritagliatosi nella piccola ma dignitosissima abitazione sul Viale Piceno di Fano.

Arif , dopo quella in Kosovo (ritorna regolarmente sia a Mitrovica che in Croazia e Serbia), sta integrando significativamente la mappa qualitativa e quantitativa delle Comunità dei Rom Khorakhanè Shiftarija sull?intero territorio italiano, dalla Sicilia all?Alto Adige.
Con l?Opera Nomadi ha in programma di disegnarne una dei paesi dell?Unione Europea, dove con regolarità tiene vivi i propri circuiti parentali e quelli, più complessi, interni al gruppo dei Rom Kosovari, molto bene integrati soprattutto nei Paesi Bassi ed in alcune città tedesche.

Arif è uno dei migliori dirigenti politici ROM dell?Opera Nomadi con cui lavora dalla fine degli anni ?80.
Come Presidente della Sezione Marche, ha contribuito, fra il 2006 ed il 2007, alla nascita della Sezione Rimini-Cesena e si reca regolar-mente presso la Comunità dei Sinti di Carpi dove collabora alla stesura dei progetti che la Presidente Sinta di quella Sezione, Erika Guerini, sta stendendo in queste settimane.
Arif si è già incontrato ripetutamente con le Comunità storiche dei Rom/Sinti cittadini italiani della parte meridionale della regione con cui ha programmato un incontro di lavoro per stilare un unico programma di sviluppo, soprattutto occupazionale, da sottoporre alla Regione Marche.

In questo esemplare percorso di integrazione (l?Opera Nomadi ne conosce, da anni, molti altri fra cui quello della famiglia estesa di Gezim Berisha, Presidente della Sezione di Bari) c?è un solo incredibile ostacolo, voluto dalla nuova Amministrazione di destra di Fano, che forse doveva riportare indietro questo straordinario livello di autosviluppo socio-economico della Comunità Rom.
Uno dei tranquilli bambini della Comunità è stato letteralmente sequestrato nella sua aula scolastica dall?Assistente ?Sociale? comunale con la motivazione che il piccolo fosse ?obeso? e perciò non curato. E quindi chiuso in un Istituto dove reclama l?immediato rientro nella famiglia che lo curava amorevolmente.
Sulla inquietante illegale vicenda è già intervenuta la Sottosegretaria Lucidi ed Arif ha avuto un incontro diretto con l?altra SottoSegretaria Linguiti. Anche il Sottosegretario Manconi è stato interpellato in merito. (Massimo Converso)

LE DANZE DI BELYKIZE E I CAMION DI ARIF
Storie di ordinaria integrazione
La Repubblica, 22 maggio. Di Claudia Fusani

Fotografia: intervento di Arif di fronte alla sottosegretaria Pari Opportunità Donatella Linguiti ed all?assessora Raffaella Milano del comune di Roma, ad un convegno Opera Nomadi (proposte politiche ai Ministeri) del 24 marzo scorso

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L?Opera Nomadi incontra il sindaco di Roma

5 Giugno 2007 Nessun commento


Roma, 4 giugno. Nell?incontro col sindaco Veltroni l?Opera Nomadi Lazio ha ribadito l?inutilità e la pericolosità sociale (innanzitutto per gli stessi Rom) degli sgomberi e dei ?megacampi? fuori dalla città ed ha proposto un ?patto sociale? di integrazione per i Rom/Sinti presentando un articolato programma contenente proposte sul Lavoro, Habitat, Emergenza sanitaria, Scuola, Tossicodipendenze.

LAVORO (potenziamento Sportello, Mercati Rom, sostegno alle impre-se dei Sinti giostrai, raccolta differenziata, Musicisti di strada, laboratori di stireria-sartoria); HABITAT (rifiuto dei mega-campi, avviamento all?affitto agevolato, autocostruzione di microaree resi-denziali da parte degli stessi Rom/Sinti con ristrutturazione edilizia pubblica in disuso, programma di rientro guidato e condiviso in Romania di concerto fra capifamiglia Rom/Governi italiano e rume-no/Comune di Roma); EMERGENZA SANITARIA (piano di vaccinazioni straordinario in collaborazione con ASL, S.I.M.M. e Comunità S.Egi-dio); SCUOLA (rivedere completamente l?attuale progetto in favore di una severa politica di scolarizzazione che preveda formazione dei Mediatori Rom/Sinti e obbligo assoluto di frequenza per tutti i minori Rom anche per quelli Rumeni esclusi al 90% dall?attuale piano comunale); prevenzione e cura TOSSICODIPENDENZE (riapertura della ?èquipe di strada? formata da Mediatori Rom/Sinti e personale specializzato delle Ass.ni Magliana ?80 e Villa Maraini, per contrastare la dilagante diffusione di ogni genere di droghe nelle comunità)?

L?INCONTRO del SINDACO VELTRONI
con l?OPERA NOMADI ed i Medici Cattolici

Roma, 4 Giugno 2007
L?incontro era stato richiesto sin dal mese di Marzo dall?Opera Nomadi e si è svolto oggi in Campidoglio, mentre nell?Aula Giulio Cesare era in corso il Consiglio Comunale.
Era presente tutto il Direttivo dell?Opera Nomadi Lazio e con l?Opera Nomadi ha partecipato anche il Dr. Giovanni Baglio, Medico e diri-gente della prestigiosa associazione medico-scientifica di area catto-lica la S.I.M.M. (Società Italiana Medicina Migrazioni) fra i cui fondatori risultano i migliori allievi della Scuola Sociale di LUIGI DI LIEGRO .
Il Sindaco era affiancato dall?Assessora Milano e dall?esperto ENRICO SERPIERI.

L?Opera Nomadi ha presentato al Sindaco un articolato programma contenente proposte sul LAVORO (potenziamento Sportello, Mercati Rom, sostegno alle imprese dei SINTI GIOSTRAI, Raccolta Diffe-renziata, Musicisti di Strada, Laboratori di Stireria-Sartoria) , HABITAT (rifiuto dei mega-campi, avviamento all?affitto agevolato, auto-costruzione di microaree residenziali da parte degli stessi Rom/Sinti con ristrutturazione edilizia pubblica in disuso, programma di rientro guidato e condiviso in Romania di concerto fra Capifamiglia ROM/Go-verni italiano e rumeno/Comune di Roma), EMERGENZA SANITARIA (piano di vaccinazioni straordinario in collaborazione con ASL, S.I.M.M. e Comunità S.Egidio), SCUOLA (rivedere completamente l?attuale progetto in favore di una severa politica di scolarizzazione che preveda formazione dei Mediatori Rom/Sinti e obbligo assoluto di frequenza per tutti i minori Rom anche per quelli Rumeni esclusi al 90% dall?attuale piano comunale), prevenzione e cura TOSSICO-DIPENDENZE (riapertura della ?èquipe di strada? formata da Mediatori Rom/sinti e personale specializzato delle Ass.ni Magliana ?80 e Villa Maraini, per contrastare la dilagante diffusione di ogni genere di droghe nelle comunità), VIAGGI della MEMORIA (inserimento di guide qualificate che illustrino agli studenti lo STERMINIO DIMENTICATO dei Rom/Sinti).
L?Opera Nomadi ha quindi ribadito l?inutilità (nessuna delle famiglie Rom sgomberate ha lasciato la Città) e la pericolosità sociale (innanzitutto per gli stessi ROM) dei megacampi.

Il Sindaco ha preso atto di ciò ed ha garantito di esaminare assieme all?Assessora Milano punto per punto il programma. Ha dato mandato perché Regione e Comune affrontino subito l?emergenza sanitaria che vede non meno di 2000 minori Rom ancora non-vaccinati.
Si è infine soffermato sulla questione del possibile rientro in Romania (in particolare nelle tre città di Craiova, Calarasi, Turnu Severin) di alcune Comunità Rom che avrebbero manifestato tale desiderio qualora nelle suddette città venissero meno le condizioni di invi-vibilità peraltro sconosciute alla stragrande maggioranza dell?opi-nione pubblica, vale a dire i salari incredibilmente bassi (20 euro in campagna e 40 euro in industria, salari settimanali?!) , i sussidi altrettanto miserrimi (50 euro al mese per famiglie composte mediamente da 7 persone), a cui si aggiunga il crescente degrado abitativo e la crescente ondata razzistica dopo la caduta del cosiddetto ?muro?.
Il Sindaco ha accettato la proposta dell?Opera Nomadi di portare nella delegazione, che si recherà con lui in Romania a fine mese, una serie di esperti di economia che studino in loco le condizioni di sviluppo economico nei posti di lavoro occupati in precedenza o ancora attualmente dai lavoratori Rom. Veltroni incontrerà appunto i Sindaci di quelle città dove la percentuale di Rom arrivava anche al 10% dell?intera popolazione.
Il Sindaco ha chiesto all?Opera Nomadi di verificare fra le Comunità Rom Rumene della Città la possibilità di un patto sociale con l?Istituzione volto concretamente a realizzare quanto sopra, per cui ci si è dati appuntamento per l?ultima decade del mese.
L?Assessora Milano ha annunciato che in autunno il Comune di Roma aprirà un Centro Specializzato di Cultura Romanì che, nell?ambito del Progetto ?Biblioteche Solidali?, potrà sostenere un pari Istituto nella Città di Craiova.
Nel pomeriggio si era tenuta all?Opera Nomadi un?assemblea di delegati Rom Rumeni sia delle Comunità presenti in Città (ormai 8mila presenze in giornaliero aumento) che provenienti dalle associazioni Rom della stessa Romania.

Opera Nomadi Sezione del Lazio
Ente Morale (D. P. R. 26/03/70 n. 347)
Segreteria tecnica :Via di Porta Labicana, 59 ?00185 Roma
tel.: 06/44701860- fax 06/49388168
E-mail: operanomadilazio@yahoo.it

N.B. E’ disponibile il documento completo e dettagliato delle proposte per l’avviamento al lavoro, l’emergenza sanitaria, l’emergenza habitat, scolarizzazione, viaggi della memoria…

Nella fotografia: il Direttivo Opera Nomadi Lazio col sindaco Veltroni

Riferimenti: Caro Walter: l?Opera Nomadi al sindaco di Roma

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Il 25 aprile con l?Opera Nomadi di Torino

28 Aprile 2007 Nessun commento


In occasione del 25 aprile Secondo Massano, presidente storico della sezione Opera Nomadi di Torino, ha preparato e distribuito due dispense dal titolo: ?XXV aprile 2007, un?occasione per gli Italiani, Rom e Sinti compresi, di ricordare il fascismo??, ?Torino 2007: la città delle Universiadi, la città degli ultimi (i Rom Rumeni)?. Ha quasi ottant?anni Secondo Massano ed è sempre in prima fila a lottare ed a rivendicare i diritti degli ultimi.

SECONDO MASSANO
E? Secondo di nome ma Primo per attività e competenza. ?Essere Opera Nomadi? è fisiologico, interconnesso con la sua persona. Secondo Massano ha partecipato anche alla Resistenza ed è ancora volontario attivo, quotidianamente, dalla parte dei Rom/Sinti, soprattutto nell?emergenza rom Romeni causata dalla città di Torino. E? presidente della sezione di Torino, fondata nel 1970 e Presidente Onorario dell?Associazione Nazionale.

1- la storia
>IN OCCASIONE DEL XXV APRILE 2007
XXV aprile 2007: un?occasione per gli Italiani, Rom e Sinti compresi, di ricordare il fascismo, le leggi razziali, le prove e le sofferenze per riacquistare la libertà e la giustizia.

-Per dirla con Franco Antonicelli ?Nella vita morale e culturale, sociale e politica, c?è la RESISTENZA, (e la LIBERAZIONE). Da lì si parte. E? la storia nuova d?Italia. La si può negare, pensare di diminuire o di capovolgere, ma c?è.
- Nella fattispecie dei Rom e dei Sinti, al di là dei tabù o di remore culturali, corre l?esigenza che gli stessi conoscano i fatti che li hanno purtroppo toccati, reagiscano e vigilino, singolarmente o associati, con le istituzioni affinché la libertà e la democrazia conquistate possano trionfare per tutti.
- E? con questo spirito, che per andare oltre le nebbie che attenuano certi valori, l?Opera Nomadi ed il Centro Documentazione Zingara di Torino passano ai lettori semplici contributi in occasione della Liberazione in data 25 aprile 2007.

I TEMI DEL DOSSIER
Il fascismo e la persecuzione degli zingari.
La situazione degli zingari durante il fascismo.
Sinti: un modo di vivere (con l?esperienza nei lager).
La casa con le ruote (dal libro di Annibale Niemen).
La storia del partigiano Debar, detto ?Taro?.
Tra le baracche di Auschwitz (lo zingaro): di Primo Levi.
Jaia Sattler: Rom ?predicatore? morto ad Auschwitz.
Alcune circolari del Ministero dell?Interno che riguardano internati al ?campo? di concentramento di Agnone.
Il ?foglio notizie? di un appartenente al ?Corpo volontari libertà?.
La recensione di ?A forza di essere vento?, un cofanetto di 2 DVD sullo sterminio nazista degli zingari.
La recensione de ?L?olocausto del popolo Zingaro? volumetto di 63 pagine di Angelo Arlati.

2 ? l?attualità
> “TORINO: LA CITTA? DEGLI ULTIMI (i Rom Romeni)”

Il documento narra la storia dell?insediamento e sgombero dei Rom Romeni dall?area attrezzata di Basse di Stura.
Lungo l?argine della Stura erano e sono situate molte baracche, abitate soprattutto di Rom Romeni (provenienti da Timisoara), e disperati: sull?area del parco comunale e su terreni privati.
Il progetto comunale ?Emergenza freddo n.2?, prende avvio lo scorso 4 dicembre, anche a seguito di una esondazione che aveva allagato decine di baracche: 170 persone, una parte dei baraccati, furono trasferite su un?area di Basse di Stura attrezzata con roulotte riscaldate. Col trasferimento dei 170 Rom ne rimasero altri duecento, circa, sulle sponde della Stura.

Con la conclusione del progetto, in previsione dello sgombero dall?a-rea attrezzata, prevista per il 6 aprile, i Rom Romeni cominciarono una precisa attività politica, aiutati da diverse associazioni fra cui l?Opera Nomadi: ?presi da profonda inquietudine del momento con legittimi timori per il futuro che li attende a causa dell?imminente conclusione del ?Progetto Emergenza freddo n.2? e l?ennesimo sgombero verso destinazione ignota ed un probabile ritorno all?invisibilità chissà dove??.
- Festa auto-gestita invitando alla solidarietà;
- Presidio di fronte al Municipio da mercoledì 28 a venerdì 30 marzo;
- Perorazione scritta al Sindaco.

Finita l?emergenza freddo è iniziata l?emergenza diritti
Ma lo sgombero è semplicemente posticipato di alcuni giorni ed avviene il 16 aprile: ?Costringendo neonati, bambini, ragazzi, anziani, donne e uomini a ritornare a sopravvivere da invisibili in condizioni di pre4carietà assoluta?. La mancanza di domicilio anagrafico impedisce di ottenere anche la residenza necessaria ai fini lavorativi.
Il 19 aprile, a quattro giorni dallo sgombero, avviene un incontro in Prefettura che non risolve la situazione.

SPARPAGLIATI
Oggi, 28 aprile, i Rom sono di nuovo sparpagliati in condizioni da emergenza umanitaria sul territorio, mescolati e sovraffollati (coi bambini che saltano la scuola) agli altri che erano rimasti in zona parco. Giovedì 26 aprile si è tenuto un incontro fra tutte le asso-ciazioni, con alcuni delegati Rom Romeni, in cui è stato redatto un ultimo messaggio alle istituzioni per sistemare decorosamente nel territorio questi cittadini europei.

TORINO RESISTE
Una esigua parte di Torino “resiste” all’oppressione ed a un “regime” che produce discriminazione, disagio ed esclusione sociale a partire dagli anziani e dai bambini, l’altra parte, la stragrande maggioranza, si consuma stravaccata, narcotizzata dal consumismo.
Quale Liberazione si è celebrata a Torino il 25 aprile?
La “liberazione” dei Rom da un “campo nomadi” attrezzato, che il Consiglio d’Europa definisce luogo di segregazione razziale, verso insediamenti abusivi, di tende e baracche, senza luce ed acqua corrente?

INFORMAZIONI
I documenti sono reperibili presso l?Opera Nomadi di Torino/Centro Documentazione Zingara:
via dei Pioppi 43, 10156 Torino. Telefono: 011-2622302
Posta elettronica: ontorino@dada.net

______articoli________________

Opera Nomadi di Torino Secondo Massano
Romano Lil, 4 maggio 2006
La “relazione morale” della sezione: ?Prima di accingerci a relazio-nare sull’attività della Sezione nel corso del 2005 (ed alla luce delle tendenze dal 2006) occorre riflettere sulle finalità conclamate del-l?O.N. nel Suo Statuto, nel suo Regolamento esecutivo, sull?evoluzio-ne della considerazione/accoglienza dei Rom, Sinti e Camminanti da parte della Società e delle Istituzioni nonché sulle attese di accettazione, inserimento (realizzato o meno) nella Società da parte delle popolazioni suddette”.

Fotografia, da ?o jak?: presidio davanti alla Prefettura il 19 aprile

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25 aprile: l?Opera Nomadi con la Comunità ebraica

26 Aprile 2007 1 commento


Roma, 25 aprile. Una delegazione dell?Opera Nomadi ha partecipato alla manifestazione che si è tenuta nel pomeriggio del 25 Aprile, nei pressi di Piazza Venezia, per ricordare la Brigata Partigiana Ebraica. La Festa della Liberazione, è stato attualizzata anche con la distribuzione del testo per l?integrazione del ?Giorno della memoria? ai Rom/Sinti, Disabili, Omosessuali ed ai Testimoni di Geova.

IL 25 APRILE CON LA COMUNITA? EBRAICA

Una delegazione dell?Opera Nomadi, sezione Lazio, su invito della Comunità Ebraica, ha partecipato alla manifestazione che si è tenuta nel pomeriggio del 25 Aprile nei pressi di Piazza Venezia per ricordare la Brigata Partigiana Ebraica.

E? stato distribuito il testo della proposta di integrazione alla Legge 211 dove 20 Senatori della Repubblica chiedono che in essa vengano inseriti anche i Rom/Sinti, i Disabili, gli Omosessuali, i Testimoni di Geova.

Alla manifestazione erano presenti tra gli altri Piero Terracina testimone diretto della strage degli ultimi 4000 Rom ad Auschwitz il 2 Agosto del 1944, il Comandante Partigiano Rosario Bentivegna ed il Rabbino Capo di Roma, nonché l?artista ebreo Adriano Mordenti musicista klezmer consulente per l?Opera Nomadi nei laboratori di ?musica romanì?.

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Proposte politiche Opera Nomadi ai Ministeri

25 Marzo 2007 Nessun commento

Roma, 24 marzo. L’Opera Nomadi consegna a vari rappresentanti dei Ministeri (Pubblica Istruzione, Giustizia, Salute, Pari Opportunità) le proposte politiche per le aree Lavoro, Salute, Diritti, Habitat, Istruzione, sviluppate dal IX Seminario Nazionale dell’Associazione. Proposte di politica nazionale riguardanti lo sviluppo e l‘autosviluppo delle popolazioni Rom/Sinte. Le conclusioni della Sotto-segretaria di Stato – Ministero Pari Opportunità, Donatella Linguiti.

LA PRESENTAZIONE
La presentazione del dossier programmatico Opera Nomadi si tiene presso la sede Caritas di Roma in via Marsala 103 a partire dalle ore 9,30. Oltre al Presidente Opera Nomadi Massimo Converso, i due vice-presidenti Kasim Cizmic e Renata Paolucci e Consiglieri Nazionali addetti alle varie tematiche. L‘iniziativa è organizzata in con la collaborazione della Caritas Area Sanitaria Nazionale e Società Italiana Medicina delle Migrazioni, con il dottor Salvatore Geraci.
I rappresentanti istituzionali: Stefano Anastasia
- Ministero della Giustizia, Vinicio Ongini - Ministero Pubblica Istruzione, Vaifra Palanca - Ministero della Salute, Raffaella Milano - assessore Politiche Sociali comune di Roma, Maria de Marco - ass.re Politiche Sociali Scampìa (Na), Massimo Pasquini - Ministero Solidarietà Sociale – assente per malattia ma telefona per ricevere il documento, Donatella Linguiti Sottosegretario di Stato - Ministero Pari Opportunità.
Fra le varie testimonianze dei numerosi Rom/Sinti presenti: Erica Guerini Sinta
- Modena, Rigano Rovera Sinto giostraio - Latina, don Graziano Rom Romeno Roma-Napoli, Arif Tahiri Rom da Jugoslavia - Fano (PU), Giorgio Rom Serbo -Roma, Zoran e Shemsa Rom Korakhanè - Roma.

PRESENTI: ROM/SINTI e ALTRI
Fra i presenti la professoressa Marzia Grillo, segretaria Opera Nomadi di Firenze, il Consigliere Nazionale Enzo Esposito -referente Diritti, Maria Severino ex presidente Opera Nomadi lazio, prima operatrice a fine anni ’60 della scolarizzazione dei Rom Abruzzesi della baraccopoli del Mandrione sulla via Tuscolana, Alessandro Piccin di Padova, il Consigliere Nazionale Marco Nieli, Napoli, la dottoressa Freda, garante per i minori.
Si elencano, a memoria del Presidente, alcuni dei Rom/Sinti presenti. A memoria perché non è stato tenuto un registro delle presenze.
Rom khorakhanè Cergarija Vlasenicaqi: Ramadam Cizimic con la moglie Shemsa della Cooperativa "Baxtalò Drom" ed il cognato Zoran Cizmic, Kasim e Balo Cizmic. Rom Dasikhanè: Slavolijub Stevic, Comunità via di Salone (quella delle telecamere), cooperativa "Pijats Romanò". Sinti Eftavagarija: Angelica Henig, vicepresidente coope-rativa "Baxtalo’ Drom", con la suocera sinta Renata Glaudi. Partito Romilor "Pro-Europa", Romania: Florica Vasile e Padre Graziano. Alcuni Rom Rumeni provenienti dagli sgomberi recenti di Tor Cervara e Stazione Tiburtina (in questa Comunità, portavoce Decebal Ior-dache, si recò in ottobre il Commissario ONU). Sinti giostrai Mar-chigiano-Piemontesi: Rigano Rovera e … Sinti Emiliani: Erica Guerini, Presidente Opera Nomadi Modena. Rom Shiftarija: Arif Tahiri, Pre-sidente Opera Nomadi Marche.

CHI SE NON OPERA NOMADI
Opera Nomadi è un’associazione, diffusa sul territorio nazionale, che presta servizio (a chi è in difficoltà) ma pratica e propone anche riflessioni e progetti per l’integrazione sociale dei Rom/Sinti.
Chi se non Opera Nomadi può presentare un documento di programma politico complessivo per l’autosviluppo delle popolazioni Rom/Sinte? Che a partire da una ri-conciliazione nazionale e dal riconoscimento dello status di minoranza etnico-linguistica Europea descrive punto per punto, con analisi dettagliate e storiche, tutte le areee tematiche: lavoro, habitat, salute, diritti, istruzione? Non è questione di razza, di pelle o di religione, è questione di competenza e di proposta politica per l’effettiva applicazione dei diritti umani.

CORPORAZIONI ETNICHE O DIFFERENZE CON-DIVISE?
Chi fonda associazioni che si trinceano dietro la corporazione della razza o del possesso del territorio, tipo Veneto ai Veneti, fa una pratica razzista di difesa della razza e del territorio. Porta avanti una logica di separazione razziale in un processo sociale che, invece, è interculturale. In Italia non esiste la rappresentanza etnica, esiste la rappresentanza politica che passa attraverso la delega ed il voto, uno ogni persona. E la giustizia sociale, Liberté – Égalité – Fraternité, non è una questione di sesso, di soldi, di arte, di età o di etnie, è una questione di etica morale che riguarda tutti, tutti quelli che assieme, senza barriere etniche o corporazioni lobbistiche, vogliano con-dividere e com-partecipare per crescere e migliorare assieme il sistema sociale che ci vede tutti coinvolti. Sotto un simbolo comune che si chiama "umanità".

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L’Opera Nomadi ai Ministeri

23 Marzo 2007 Nessun commento
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L?Opera Nomadi di Reggio Calabria per una pastorale degli ?zingari?


Reggio Calabria 6 marzo. Venerdì scorso alla sede dell?Opera Nomadi, con la collaborazione dell?Ufficio Migrantes, si è tenuto il primo di una serie di incontri per una ?Pastorale degli zingari? nel reggino. Un appuntamento incentrato sull?esperienza di Monsignor Piero Gabella che da anni vive in roulotte condividendo la sua vita con quella dei Sinti di Brescia. Hanno partecipato rappresentanti laici e sacerdoti di alcune parrocchie, dove sono presenti insediamenti o famiglie rom dislocate e Monsignor Antonino Denisi, Direttore regionale di Migrantes in Calabria.

L?associazione Opera Nomadi di Reggio Calabria e l?Ufficio Migrantes della Diocesi Reggio ? Bova, hanno promosso una serie di incontri per coinvolgere la Chiesa locale nella promozione, attraverso il ri-spetto della diversità culturale e il superamento dei pregiudizi diffusi, dell?inclusione sociale dei Rom: ?Diffidenza reciproca e sentimenti di rifiuto costituiscono oggi le basi su cui si fonda, anche nella nostra città, il rapporto tra comunità rom e il resto della società. L?esclusione sociale dei Rom rappresenta il segno più evidente di una cultura dell?accoglienza che stenta ad affermarsi. Superare il pregiudizio appare spesso impossibile anche tra coloro che si dicono messaggeri di pacifica e fraterna convivenza?.
Alcune risposte vengono dalle riflessioni di Monsignor Gabella, responsabile dell?Ufficio Nazionale per la Pastorale dei Rom e dei Sinti, al primo incontro che si è tenuto venerdì scorso presso la sede dell?Opera Nomadi. La società che Monsignor Gabella auspica è quella in cui «le diversità trovano armonia e non diventano paura». Perché la Verità è come un puzzle, ognuno ne possiede un pezzo che deve armoniosamente unirsi all?altro. «Se uno solo di questi manca, noi avremo un viso di Cristo senza un occhio, senza un naso, senza la bocca e quindi deturpato». Da qui, la necessità di includere anche la religiosità di Rom e Sinti.

Opera Nomadi, sezione provinciale di Reggio Calabria
Ufficio Migrantes, Diocesi Reggio – Bova
IL VANGELO CON GLI OCCHI DEI ROM
Comunicato stampa dal primo incontro per il rispetto della diversità culturale ed il superamento dei pregiudizi verso i Rom

DIFFIDENZA RECIPROCA
Diffidenza reciproca e sentimenti di rifiuto costituiscono oggi le basi su cui si fonda, anche nella nostra città, il rapporto tra comunità rom e il resto della società. L?esclusione sociale dei Rom rappresenta il segno più evidente di una cultura dell?accoglienza che stenta ad affermarsi. Superare il pregiudizio appare spesso impossibile anche tra coloro che si dicono messaggeri di pacifica e fraterna convivenza. Sulla base del documento della Chiesa cattolica ?Orientamenti per una pastorale degli zingari?, l?associazione Opera Nomadi di Reggio Calabria e l?Ufficio Migrantes della Diocesi Reggio ? Bova hanno de-ciso di intraprendere un percorso comune. L?obiettivo è coinvolgere la Chiesa locale nella promozione, attraverso il rispetto della diversità culturale e il superamento dei pregiudizi diffusi, dell?inclusione sociale dei Rom.

ALL?OPERA NOMADI INCONTRO PER UNA PASTORALE DEGLI ZINGARI
Per il primo incontro, organizzato la settimana scorsa nella sede dell?Opera Nomadi, hanno accolto l?invito sacerdoti e rappresentanti laici di alcune parrocchie reggine nel cui territorio sono presenti insediamenti o famiglie rom dislocate. Un appuntamento incentrato sull?esperienza di Monsignor Piero Gabella, responsabile dell?Ufficio Nazionale per la Pastorale dei Rom e dei Sinti. Da anni egli vive in roulotte, condividendo la sua vita con quella dei Sinti di Brescia. «Sappiamo che non sempre è facile l?adesione e fedeltà al Vangelo ? ha detto Monsignor Antonino Denisi, Direttore regionale di Migrantes in Calabria ? l?esperienza di Don Gabella può esserci preziosa».

L?EVANGELIZZAZIONE CAMMINA CON LO SVILUPPO SOCIALE
«L?evangelizzazione cammina insieme con uno sviluppo sociale delle persone», ha affermato Monsignor Gabella. I Rom e i Sinti vivono una condizione di perenne precarietà. Reclusi in spazi ristretti, in campi nomadi o quartieri degradati, «non possono mai progettare il futuro, perché impegnati nella sopravvivenza». «Normalmente i nomadi nella società maggioritaria ? ha continuato ? non hanno potuto scegliere il loro futuro». Scelte imposte nella storia di Rom e Sinti hanno creato una situazione di dipendenza e l?impossibilità di vivere la propria identità all?interno del corpo sociale. «Nel mondo dei Sinti e dei Rom, un Rom o un Sinto ha una sua personalità, fuori da quel mondo è semplicemente uno zingaro». Sulla concezione di evangelizzazione, non è un tradizionalista Monsignor Gabella.

IL ?TESORO? DEI ROM
«Quando noi parliamo di pastorale normalmente parliamo di un trasferimento di un dono ricevuto ad altre persone che ai nostri occhi, alla nostra mente, al nostro cuore, non hanno ricevuto questo dono. ? ha spiegato ? Se partiamo da qui, abbiamo finito di fare pastorale». La sua esperienza con i Sinti ha reso innovativa l?idea di evangelizzazione. «E? vero che noi abbiamo un tesoro da dare a loro ma è vero anche che Dio ha legato un tesoro a loro da dare a noi». «Penso che in loro ? ha proseguito – c?è quello spirito che Dio mette dove vuole e che permette a noi di rileggere il Vangelo con i loro occhi, attraverso la loro situazione». La società a cui Monsignor Gabella auspica è quella in cui «le diversità trovano armonia e non diventano paura». Perché la Verità è come un puzzle, ognuno ne possiede un pezzo che deve armoniosamente unirsi all?altro. «Se uno solo di questi manca, noi avremo un viso di Cristo senza un occhio, senza un naso, senza la bocca e quindi deturpato». Da qui, la necessità di includere anche la religiosità di Rom e Sinti. «Non è molto semplice insegnare il Vangelo ai preti ? ha affermato ? E? diffi-cile per noi religiosi riuscire a pensare che c?è un modo diverso di leggere il Vangelo ed è lo scontro con queste diversità che permette alle comunità cristiane di rielaborare e quindi di aprire il Vangelo alla società».

NELLE PARROCCHIE E? PALPABILE LA DIFFIDENZA VERSO I ROM
Ma nelle parrocchie reggine è palpabile la diffidenza per i Rom presenti sul territorio. La convinzione è che il degrado abbia fatto perdere la loro identità culturale, rendendoli nient?altro che delinquenti. «Noi facciamo delle analisi e poi buttiamo sopra agli altri il risultato di queste analisi ? è la risposta di Monsignor Gabella – Se siamo fortunati e sono giuste, applichiamo i principi giusti ma se le sbagliamo noi rischiamo di far fare dei calvari alle persone».

NELLE LEGGI TENERE CONTO DEGLI ULTIMI
Bisogna battersi perché nella formazione delle leggi si tenga conto degli ultimi ma, una volta fatta, la legge deve essere rispettata. Vale per rom e non rom. Bisogna tenere conto però anche della situazione generata da secoli di storia. Rom e Sinti «hanno vissuto una storia orribile e la stanno vivendo ancora ? ha continuato – non si legge una realtà di mille anni di storia in un momento».
La dislocazione dei Rom reggini su tutto il territorio è un passo in avanti per la loro inclusione. Una richiesta venuta da loro fin dagli anni ?70. «Il 20% della famiglie Rom che vivono a Reggio sono dislocate e hanno un buon rapporto con il vicinato», ha detto Giacomo Marino, presidente dell?Opera Nomadi. Fondamentale è però che le «future assegnazioni non avvengano con i manganelli».
Reggio Calabria, 6 marzo 2007

Volontarie del SCN Opera Nomadi ? sezione provinciale di Reggio Calabria

INFORMAZIONI
Opera Nomadi Reggio Calabria
Tel. 0965890629
E-mail: operanomadirc@gmail.com

Fotografia: relazione di Monsignor Gabella. Alla sua sinistra Monsignor Antonino Denisi, alla sua destra Giacomo Marino

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Opera, quindici indagati per il rogo al campo rom


Opera 1 marzo. Avviso di garanzia per l?incendio del 22 dicembre. Quindici gli indagati, fra cui i capigruppo di An e della Lega Nord: sono accusati di aver incitato alla rivolta contro i rom. Ora che i Rom sono scappati intimiditi, con tutte le famiglie, arriva la giustizia a fare legge ed a salvare le coscienze di chi è stato a guardare. La giustizia che è rimasta a guardare il presidio abusivo che, dopo un mese e mezzo, ha fatto fuggire i Rom.

Opera
Quindici indagati e perquisiti per il rogo del campo rom
il manifesto, 2 marzo
«Non dovevano incendiare il campo ma è stato giusto cacciarli». I cittadini di Opera reagiscono così il giorno dopo le perquisizioni e le indagini a carico dei consiglieri comunali Ettore Fusco (Lega Nord) e Alberto Pozzoni (An) e di altri 13 operesi tra i 22 e i 50 anni accusati di istigazione a delinquere e di danneggiamento per aver parteci-pato al rogo del 21 dicembre. Il sindaco Alessandro Ramazzotti è preoccupato e cerca di difendere i suoi cittadini. «Gli indagati sono tutti operesi ma in quei giorni abbiamo visto molte facce che venivano da fuori». E’ la realtà scomoda di un razzismo diffuso che nessuna tardiva indagine della magistratura può fermare e che va ben oltre i confini del comune dell’hinterland milanese. Ieri si è parlato ancora di nomadi in consiglio comunale e in consiglio provinciale a Milano ma dopo il pogrom di Opera tutto è più difficile. In quel campo ora sono arrivate le giostre.

Avviso di garanzia per l´incendio del 22 dicembre inviato anche ai capi-gruppo di an e del carroccio. Le loro case perquisite all´alba dai carabinieri, sono accusati di aver incitato alla rivolta contro i nomadi
OPERA, QUINDICI INDAGATI PER IL ROGO AL CAMPO ROM
La Lega: “Un´intimidazione”. Penati: “Atto di giustizia”
La Repubblica Milano, 1 marzo. Di Oriana Liso

La notte delle tende bruciate, quella in cui a Opera andò a fuoco il campo nomadi provvisorio che ospitava 77 rom e che mise a nudo la realtà dell´intolleranza di molte persone contro “gli zingari”, autorizzati a stare lì dal sindaco, non smette di fare notizia e di alimentare le polemiche. All´alba di ieri i carabinieri del Nucleo informativo di via Moscova hanno svegliato quindici operesi – di molte età e di diverse estrazioni sociali, ma in tanti con la comune vicinanza a partiti di destra – per perquisire le loro case e per consegnare loro un avviso di garanzia.
C´è chi è accusato di aver danneggiato il campo, la notte del 22 dicembre scorso, gettando in mezzo alla strada le tende dove vivevano le trenta famiglie rom sloggiate da via Ripamonti. C´è chi è accusato di aver impedito ad autobus e mezzi di soccorso di raggiungere il campo, nella selva delle trecento persone che assistevano al rogo. C´è soprattutto chi è accusato di aver incitato, di aver orchestrato gli altri in quell´opera. Mancano i nomi degli autori materiali del rogo, di chi avrebbe cosparso la benzina – contenuta nelle taniche poi ritrovate – sulle tende della discordia, quelle montate dai volontari della Casa della Carità. Troppi non ricordo, non c´ero, non so, nelle testimonianze delle centinaia di persone sentite dai carabinieri. Ci sono, però, Ettore Fusco e Pino Pozzoli tra gli indagati, capigruppo di Lega e An in consiglio comunale, leader del comitato “No al campo nomadi”. Soprattutto per loro, ma anche per gli altri indagati, è «costernato» il sindaco Alessandro Ramazzotti: «Bisogna scindere il contrasto di natura politica, in questa vicenda, dalle responsabilità penali: mi auguro che sia presto stabilita l´estraneità di queste persone, che conosco personalmente e che reputo brava gente, da questa vicenda».
Il sindaco era, in quei giorni, il bersaglio preferito dall´opposizione in consiglio comunale, proprio perché aveva dato a don Colmegna la disponibilità ad attrezzare quel campo provvisorio, soprattutto per dar un riparo ai trenta bambini rom della comunità. Ma ora difende i suoi concittadini: «Ho sempre sostenuto che ad appiccare l´incendio siano state persone venute da fuori Opera; e del resto in quei giorni c´erano molti forestieri giunti a dimostrare pro o contro la tendopoli». Respinge, il sindaco, l´accusa arrivata ieri dal leghista Fusco («è stato lui a fare i nostri nomi»): «Non ho fatto accuse contro nessuno. Conosco la mia città», dice.
Contro gli avvisi di garanzia e le perquisizioni si compatta la Lega Nord. Prima lancia un comunicato di solidarietà Davide Boni, assessore regionale leghista. «Vengono “perseguiti” i cittadini di Opera che, fino a quando non verranno accertate responsabilità dirette, si sono macchiati di un´unica colpa: difendere la propria comunità e le proprie famiglie». Poi arriva anche il segretario provinciale del Carroccio Matteo Salvini, che annuncia per oggi «in Consiglio comunale a Milano una mozione urgente di solidarietà a questi cittadini» e aggiunge: «Siamo e saremo al fianco di chi esprime democraticamente l´idea di non volere un ennesimo campo nomadi e rifiutiamo intimidazioni giudiziarie o politiche». Replica il presidente della Provincia Filippo Penati: «Esprimo apprezzamento per il lavoro delle forze dell´ordine, augurandomi che questo possa chiarire le responsabilità dell´incendio e di tanti atti di intimidazione rivolti non solo ai rom del campo, ma anche a quei ragazzi e a quelle ragazze che hanno prestato la loro opera volontaria a favore delle donne e dei bambini».

Opera: foto emblema

Riferimenti: Opera Index

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A Opera pietà l?è morta: fotografia di un delitto

23 Febbraio 2007 Nessun commento


Milano 20 febbraio. La città che conta si ritrova ad interrogarsi sui fatti di Opera che hanno sancito un razzismo popolano ed incontrastato dalla stessa società benestante che ora analizza una fotografia fissata a segnalare un trattamento ?differenziale? verso i Rom. Da parte di chi li fa scappare ma anche da parte di chi, per supposta solidarietà, gli fa firmare un patto di ?legalità e socialità?. Una carta dei doveri aggiuntiva per avere diritto aggiunto di fuga.
Ma di questa solidarietà discriminante la “Milano che conta” non si è interrogata la sera del 20 febbraio disattendendo l’invito dell’Opera Nomadi: Ragionare sulle politiche locali nei confronti dei rom e sinti significa spesso inoltrarsi in un labirinto di pratiche discriminatorie striscianti. Vedasi, LETTERA DELL?OPERA NOMADI MILANO:
A Opera pietà l?è morta: incontriamoci per capire

MILANO DISCUTE DI OPERA
Gad Lerner chiama Milano a discutere del caso Opera.
La città che conta si è riunita per solidarizzare con gli zingari cacciati da Opera cercando soluzioni pratiche per uscire almeno dall’e-mergenza. Molto più complicato comprendere perché sia stato possibile che un gruppo di cittadini abbia saputo fare comunità in nome dell’odio e abbia vinto. E infatti la domanda è rimasta inevasa.

OPERA INDICA
Una settantina di Rom Romeni, precedentemente sgomberati da Milano, con 37 bambini, viene destinata ad una tendopoli della Protezione Civile ad Opera, comune alla periferia di Milano, destando allarme sociale fra alcune centinaia di cittadini che bloccano il Consiglio Comunale e bruciano diverse tende. Per questi episodi l?insediamento dei Rom viene ritardato a fine dicembre e dovrebbe continuare fino al 31 marzo. Ma i cittadini intolleranti iniziano un presidio, che diventa un vero e proprio assedio, costringendo i Rom Romeni, che per soggiornare in tenda avevano dovuto firmare un patto di ?legalità e socialità?, a scappare anzitempo il 10 febbraio. Istituzioni, associazioni e cittadini altri stanno a guardare: anzi, a fare fotografie

IL PATTO COL DIAVOLO
Pur di restare su una tenda, in inverno e coi bambini, i Rom firme-rebbero anche un ?patto? col diavolo. Firmano il patto di ?legalità e socialità? della Casa della carità dove si impegnano anche a fare le pulizie alle tende ed a mandare i bambini a scuola ed a non ospitare parenti, pena l?espulsione con tutta la famiglia. Ma ?il diavolo fa le pentole ma non i coperchi? ed infatti i cittadini di Opera, che non hanno firmato nessun patto e possono essere “illegali e asociali”, dopo un mese e mezzo di assedio riescono a fare scappare i Rom Romeni che, invece, avendo firmato il “patto”, devono subire e scappare in “legalità e socialità”.

Campo rom di Opera, la città si interroga sui luoghi dimenticati
il meridiano, 22 febbraio

Dopo l?incendio delle tende montate dalla protezione civile, dopo il mese e mezzo di presidio fuori dall?accampamento con minacce e petardi, archiviata la fuga cui sono state costrette le famiglie (con 35 bambini, tutti regolarmente iscritti a scuola) del campo Rom di prima accoglienza a Opera, il giornalista Gad Lerner e il sociologo Aldo Bonomi hanno lanciato alla città di Milano un appello al dialogo e alla riflessione. Tanta gente si è ritrovata nella sala della Provincia di via Corridoni, per riflettere su Milano, sul suo futuro e sulla capacità di mostrare un volto accogliente e solidale. Sono stati invitati rappresentanti del mondo politico, economico, culturale e religioso della città, per costruire un dialogo aperto sui fatti di Opera, «che si possono considerare una sconfitta dell?umanità – ha detto Lerner -, un episodio di barbarie che deve portare ciascuno di noi a riflettere».
Ma è stata anche l?occasione per discutere dei luoghi della città dimenticati, degli spazi invisibili che hanno bisogno di essere riconosciuti, raccontati e vissuti perché fanno parte di un territorio che ha assunto confini sempre più labili. Per questo, come ha detto lo psicanalista Umberto Galimberti, «occorre sviluppare un?etica più alta, al di là del territorio e dei confini, al di là della legge, perché i Rom sono gli indicatori del nostro territorio e noi saremo i nomadi del futuro nell?epoca della globalizzazione».
Se è vero che esiste un problema di de-territorializzazione e smarrimento, bisogna anche dar vita a un nuovo terreno aperto al riconoscimento degli altri. «Per ricostruire insieme una responsabilità sociale – ha detto Aldo Bonomi – è importante ri-territorializzare la nostra borghesia, che deve assumere un ruolo attivo e civile». A questo proposito sono stati invitati sul palco tre rappresentanti del mondo economico, finanziario e culturale di Milano, che si sono impegnati alla partecipazione e al dialogo. Ha preso la parola Paola Pierri, presidente della Fondazione Unidea del gruppo Unicredit, che ha espresso la volontà di continuare a sostenere i progetti di don Virginio Colmegna della Casa della Carità, il presidente della Triennale, Davide Rampello, che ha ribadito il ruolo importante svolto dalla cultura per creare aggregazione e luoghi di appartenenza, e il presidente della Fondazione Fiera, Luigi Roth, che ha ribadito l?importanza del senso della solidarietà che un ente economico deve dimostrare nei confronti del suo territorio.
È stato confermato il ruolo fondamentale delle istituzioni, rappresentate dall?assessore comunale ai Servizi sociali, Mariolina Moioli, che ha messo in luce il caso del campo Triboniano. Per la Provincia era presente Francesca Corso, assessore alla Protezione civile, mentre per la città di Opera ha parlato l?assessore alla Cultura, Borghi. A proposito della Responsabilità sociale delle imprese, «bisogna chiedere al mondo imprenditoriale un patto di legalità per non offrire più solo lavoro nero ai Rom, popolo escluso da occupazioni legali», come ha sostenuto la segretaria della Camera del lavoro, Graziella Caselli. È stato invitato a parlare lo scrittore Marco Revelli, oltre a don Roberto Rondinini, fondatore del Villaggio Barona, che ha ribadito il ruolo fondamentale della comunità e della condivisione. E? stata quindi ascoltata la testimonianza di una mediatrice culturale appartenente al popolo Rom che ha chiesto alla città di andare al di là della solidarietà di rompere le barriere, perché «siamo tutti cittadini d?Europa».
Per tirare le fila del discorso è stato chiamato sul palco don Virgilio Colmegna della Casa della Carità, protagonista indiscusso nella faccenda di Opera. Le persone fuggite dal campo sono ora ospitate al Ceas, all?interno del parco Lambro, dove ci sono già sessanta persone provenienti dal campo profughi di via Capo Rizzato. Don Virgilio Colmegna ha lanciato un appello alla solidarietà, concludendo così: «I numeri delle persone in difficoltà a Milano non sono determinanti – ha dichiarato -. Settemila su un numero così ampio di cittadini non rappresentano un patatrac. La vera Apocalisse è che non c?è, da parte di nessuno, la volontà di risolvere il problema».

DOPO OPERA, È DIFFICILE GUARDARSI ALLO SPECCHIO
il manifesto 22 febbraio, Luca Fazio, Giorgio Solvetti
Gad Lerner chiama Milano a discutere del caso Opera.
La città che conta si è riunita per solidarizzare con gli zingari cacciati da Opera cercando soluzioni pratiche per uscire almeno dall’e-mergenza. Molto più complicato comprendere perché sia stato possibile che un gruppo di cittadini abbia saputo fare comunità in nome dell’odio e abbia vinto. E infatti la domanda è rimasta inevasa

L’altra sera, nella sala della Provincia di Milano, Gad Lerner, l’unico volto noto del giornalismo italiano che ha compreso tutta la gravità del caso Opera – «quando i rom hanno deciso di scappare, quel giorno si è consumata una sconfitta dell’umanità» – avrebbe potuto introdurre il dibattito da lui convocato parafrasando John Lennon: «Quelli in prima fila possono far tintinnare i gioielli, gli altri in fondo possono anche battere le mani». La platea, chiamata a riflettere sul perché nessuno ha impedito che un gruppo di razzisti aggredisse 70 rom, fra cui 37 bambini che vanno a scuola, pur senza poter interloquire con gli invitati non è stata avara di applausi. Non c’è stato dibattito. E nessuno ha avuto davvero il coraggio di ragionare su «cosa siamo diventati».
I relatori, chiamati a rappresentare la mitica borghesia illuminata milanese, che una volta aveva il cuore in mano e la mano sul porta-foglio, hanno chiacchierato di solidarietà e impegno e, forse, hanno staccato qualche assegno per la causa. Speriamo. Sostanzialmente per aiutare don Virginio Colmegna e la sua Casa della Carità, che ha spalancato le porte per accogliere temporaneamente gli zingari cacciati con violenza dalla periferia di Opera. Sono parcheggiati al parco Lambro, abbandonati dalla politica (di destra e di sinistra), dalle istituzioni, da questura e prefettura, che non hanno mosso un dito per impedire l’assedio razzista e violento. Considerato lo smacco, ancora una volta la politica non sa far altro che delegare al privato sociale (cattolico) la gestione delle emergenze, e tuttalpiù battere cassa secondo il ben noto ritornello «una città così ricca non può non farsi carico di…».
Quindi, applausi per Paola Pierri (gruppo Unicredit), perché «bisogna vivere l’azienda in modo più consapevole possibile»; bene anche l’impegno di Luigi Roth, presidente della Fondazione Fiera, perché «la fiera è sempre stata legata al territorio»; lodevole anche l’intento di Davide Rampello, presidente della Triennale, perché «l’immigrazione è il vero alimento della creatività del XXI secolo». Grazie tante, ma di fronte alla bestialità di ciò che racconta Opera questo modello non basta più.
Forse non basta più nemmeno l’indispensabile pragmatismo di don Colmegna, quasi infastidito dalle chiacchiere degli intellettuali perché lui è costretto ad agire sempre in emergenza, che siano i 70 zingari di Opera da sottrarre a una sorta di linciaggio, oppure le centinaia che sopravvivono a stento nelle altre bidonville sparse per la città. Pragmatico fino al punto di inventarsi un «patto della legalità» da far firmare agli zingari, che li impegni a non rubare, a non sporcare e a trattare bene le donne, come se solo per loro non bastasse la legge italiana uguale per tutti. Fa impressione che questa carta dei doveri sia stata fatta firmare proprio a Opera, per rassicurare i cittadini operesi, gli stessi che avevavano appena incendiato le tende destinate agli zingari. E allora sono applausi anche per chi proprio non li merita, come l’assessore ai servizi sociali del comune di Milano, Mariolina Moioli (la prima a sgomberare gli zingari di Opera è stata lei), nella speranza che adesso, con quel «patto» in mano, la nuova amministrazione sia meno ottusa di quella precedente e si impegni davvero a trovare una soluzione diversa dagli sgomberi, almeno nell’enorme campo di via Triboniano.
E’ don Virginio stesso ad ammettere che il suo pragmatismo è l’ultima carta che resta da giocare di fronte a «un limite» che ormai tutti sembrano aver accettato, compresi gli amministratori di sinistra presenti in sala: «Dopo Opera, gli zingari non li vuole più nessuno, su questo terreno si perdono le elezioni». Solo in controluce emerge ciò che è successo attorno a quel campo rom. «L’altra domenica – ha raccontato Riccardo Borghi, assessore alla cultura di Opera – ho rivisto quelli del presidio illegale. Avevano organizzato una mani-festazione per festeggiare la vittoria, erano leghisti, militanti di An ma anche persone che fino ad ora avevo conosciuto come impegnate nel volontariato sociale: erano pochi, tristi, hanno vinto ma sono depressi». La socialità – quel «fare società» che reclamano i sociologi – a Opera ha avuto come catalizzatore l’odio contro gli zingari. Difendere il proprio territorio sputando adosso a bambini spaventati, che andavano a scuola scortati dalla polizia, ha avuto un risvolto positivo: Opera è uscita dall’indifferenza, le televisioni ne hanno parlato, i cittadini hanno condiviso grigliate e bicchierate in allegria. Ora che lo zingaro è cacciato, la festa è finita ma rimane il rancore. Insoddisfatto. Pronto a riesplodere, chissà dove, più forte di prima.
Apocalisse culturale, ferocia del pregiudizio e malattia dei territori, per usare le parole del sociologo Marco Revelli, accomunano destra e sinistra, le «vite scavate» di Opera e quelle piene dei cittadini della Milano che conta, che nemmeno si sognerebbero di «prendersi gli zingari sotto casa». Una dimensione pre-politica di fronte alla quale la politica non ha saputo far altro che abbassare la testa, permettendo che alle porte di Milano si consumasse un piccolo pogrom. Ecco il limite che si è oltrepassato. Se è questo che siamo diventati, allora pragmatismo e opere di bene forse non bastano più.

Profondo Nord
La metamorfosi padana nasce dal senso perduto dell’esistenza
il manifesto, 22 febbraio, Marco Revelli

I 60 rom che erano stati ospitati nel campo provvisorio di Opera, alle porte di Milano, «stanchi di insulti», se ne sono andati via, e non vi torneranno più. «E’ un modo per proteggere le famiglie, non ne possono più di attacchi verbali così violenti», ha dichiarato don Virginio Colmegna, che il 21 dicembre, dopo lo sgombero forzato del campo di via Ripamonti, ve li aveva portati, d’accordo con la giunta comunale di centro-sinistra.
Era nato allora, con la rapidità che Jean-Paul Sartre (nel suo splendido libro sull’antisemitismo) attribuisce alle «società istantanee che sorgono in occasione di un linciaggio o di uno scandalo», un comitato «spontaneo» (in realtà animato da attivisti di An e della Lega), che aveva subito dato vita a un presidio permanente. E a una mobilitazione carica di aggressività e di violenza, che nella stessa notte aveva provocato un assalto al campo con l’incendio delle tende in cui dormivano le famiglie rom con ben 30 bambini, protraendosi poi tra momenti conviviali, bivacchi, e una continua, sistematica pratica dell’aggressione verbale con insulti, sputi, minacce ai nomadi e ai volontari che ogni mattina accompagnavano i bambini a scuola.
Ora l’esodo dei Rom – inevitabile, prudentemente saggio, coerente con l’abito di un popolo «leggero», abituato a non opporre resi-stenza ma, di fronte a una pressione eccessiva, a sollevarsi nell’aria e farsi più in là -, viene salutato dai boiardi leghisti come una «vittoria schiacciante» del patriottismo padano. E’ invece, in realtà, una sconfitta secca di tutta la nostra cultura. Un punto di caduta della nostra identità, che ci rende irriconoscibili a noi stessi. Il segno – non eludibile – di un’«apocalisse culturale» che minaccia i fondamenti della nostra capacità di «convivenza».
Per questo l’assemblea convocata lunedì scorso a Milano con una lettera di Aldo Bonomi e Gad Lerner per tentare, in qualche modo, una «verifica dei valori» alla luce di quegli eventi, è stata così im-portante, a prescindere dalle specifiche posizioni in essa emerse. Per l’evento in sé: perché segnalava un’emergenza radicale. Un «buco nero» nella nostra relazionalità, tanto profondo da mettere in di-scussione il meccanismo stesso del «riconoscimento»: la possibilità di «riconoscerci» nei comportamenti dei nostri simili. E perché offriva un possibile percorso: l’apertura di uno spazio libero di comunicazione. Di un «luogo» in cui mettere in comune il proprio spaesamento.
E’ vero, infatti, che i fatti di Opera mettono in questione tante cose: la ferocia e la forza devastatrice del pregiudizio. La sempre maggiore difficoltà del rapporto con l’«altro» nell’epoca della de-localizzazione. Il «grado zero» dell’eticità nella cattiva secolarizzazione che stiamo attraversando. Ma soprattutto, credo, Opera parla di una questione a noi più interna. Parla della malattia dei territori. Di una malattia grave – per certi versi mortale – che riguarda in particolare «questo» territorio: la Padania ricca. La locomotiva d’Italia. Il luogo per eccellenza della modernizzazione post-industriale, dove l’economia corre con gli stivali delle sette leghe, dove «nascono più imprese che bambini» – come ha ricordato Bonomi -, dove i piazzali con i supermercati convivono con i nanetti nei giardini delle villette a schiera. E dove la vita si svuota, e marcisce. Solo così, con l’apertura di un vuoto esistenziale e relazionale quasi assoluto, si può spiegare il di più di odio – di rancore represso, di aggressività, di cancellazione dell’altro – scagliato contro persone ridotte a simboli. Contro bambini. Contro famiglie cui nessun atto poteva essere imputato, tale da giustificare anche la minima parte di quell’odio. Solo con una «spogliazione» radicale, che ha investito i fondamenti della socialità, si può spiegare la metamorfosi che trasforma delle persone «normali» in una comunità istantanea tenuta insieme dalla logica del linciaggio. E l’intensità di un’invidia sociale indirizzata contro gli ultimi tra gli ultimi. Contro chi non possiede null’altro che la propria vita nuda, da parte di chi possiede (e consuma) molto, ma si accanisce a cogliere, nell’altro, i segni di un vantaggio indebito. Di un presunto privilegio («perché a loro sì e a noi no?», è l’eterno ritornello), come se, appunto, in quella lamentazione, ci fosse la confessione di una vita «non-vissuta», o «mal-vissuta». Di un senso dell’esistenza perduto, e ancora posseduto, invece, dall’«altro».
Questo è, in fondo, il risvolto antropologico della attuale «questione settentrionale». Questo inabissarsi della società dentro l’accelerare dell’economia, che mette in gioco gli eterni imprenditori politici disposti a quotare alla propria borsa le vite non vissute e il conseguente rancore dei propri simili. Già una volta gli «zingari» sono stati vittime di una tale sindrome della nostra cattiva modernità, passando silenziosamente per il camino.
Mettiamoci riparo, finché siamo in tempo.

L’INTERVENTO NEGATO
L’intervento di Dijana Pavlovic -mediatrice Rom, ascoltato con insof-ferenza, è caduto nel vuoto. Dijana ha criticato il ?patto di socialità e legalità? e ha chiesto di interrogarsi se il ?pragmatismo? di don Colmegna sia l?unica risposta possibile che Milano sappia offrire alle minoranze Sinte e Rom che vedono ogni oggi i loro diritti calpestati.
Dell’unico intervento critico alla solidarietà con discriminazione non si trova traccia in tanti giornali compreso “il manifesto” riportato sopra.

Foto Emblema: protesta padana contro i Rom

Riferimenti: Speciale Opera

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A Opera pietà l?è morta: incontriamoci per capire

19 Febbraio 2007 Nessun commento


Milano, 20 febbraio, ore 21 Sala della Provincia in via Corridoni. Aldo Bonomi e Gad Lerner invitano tutti i cittadini interessati ad incontrarsi per ragionare insieme di solidarietà. A partire da quanto accaduto a Opera, dove la tendopoli provvisoria allestita per fronteggiare l’emergenza umanitaria di una settantina di rumeni (tra cui 37 bambini) è stata cinta d?assedio da un gruppo di operesi tanto da indurre le stesse famiglie rumene ad andarsene via.

Alla serata parteciperanno fra gli altri don Virginio Colmegna, presidente della Casa della carità che ha accolto i nomadi cacciati da Opera; il presidente della Fondazione Fiera Luigi Roth; il presidente della Triennale Davide Rampello, l´assessore ai servizi sociali del Comune di Milano Mariolina Moioli, il segretario cittadino dei Ds Pierfrancesco Majorino e il presidente della Provincia Filippo Penati. Marco Piazza, presidente dell’associazione idraulici di Milano ha disdettato l’invito: “Sono un esperto del ‘tubo’ – ha dichiarato, – riconosco i miei limiti e sui nomadi lascio il ‘campo’ agli esperti”.

A seguire l’appello di Bonomi-Lerner e la lettera dell’Opera Nomadi di Milano che pone l’attenzione sul “patto di legalità”: “E? forse a questa forma di ?separazione sociale? che ci viene chiesto di dare il nostro contributo civile, confondendola per ?solidarietà??

I rom e la solidarietà perduta
INCONTRIAMOCI PER CAPIRE COSA SIAMO DIVENTATI
Appello di Aldo Bonomi e Gad Lerner
Martedì 13 febbraio, La repubblica Milano
Alt. Vi proponiamo di interrompere un momento le nostre pur appas-sionanti discussioni politiche sul Partito democratico e sul futuro di Milano. Guardiamoci intorno, la metropoli e’ cambiata: cosa sta succe-dendo ai nostri concittadini? Siamo ancora capaci di riconoscerli?
Sabato scorso i rom se ne sono andati dal campo attrezzato di Opera, stanchi e impauriti. Stiamo parlando di una settantina di cit-tadini europei muniti di permesso di soggiorno, la meta’ dei quali bambini. Quasi due mesi di insulti, frasi di scherno scritte sugli striscioni, urla contro i volontari della Casa della carita’. E tutto cio’ dopo l’assalto notturno del 21 dicembre col fuoco appiccato alle tende.
A Milano pieta’ l’e’ morta?
Adesso forse salterà fuori un privato ?buono? disposto a concedere temporaneamente il mezzo ettaro di terra o il capannone per ricoverare altrove i rom. Come dire: se proprio gli piacciono tanto gli zingari, se li prendano in casa questi borghesi dalla coscienza delicata ? quante volte lo abbiamo sentito dire? ? purchè nessuno evochi il dovere pubblico, collettivo, della solidarietà.

Non esistono diritti fondamentali da garantire a uomini, donne, bambini, avvertiti come estranei. Allora evitiamo di dividerci in buoni e cattivi. Semmai riflettiamo severamente su quanto sia difficile diven-tare cattivi. Questo ci narra l’assedio di Opera: la metamorfosi delle persone perbene. Perche’ la furia alimentata dai soliti imprenditori politici della paura, si e’ estesa fino a coinvolgere un vasto movimento di cittadini. Persone che in buona fede si sentono loro le vittime, nel mentre lanciano improperi e cingono d’assedio quei trenta bambini che passano la notte nelle tende.
Avvertiamo uno scricchiolio sinistro. La storia ci insegna a temere questi cedimenti del tessuto sociale e delle forme di convivenza, quando la folla si unisce contro un nemico (gli zingari ladri e rapitori di bambini) e i tanti solidarizzano con i pochi.
Mossi da un disagio che ormai rasenta la vergogna, ci chiediamo: saremo ancora capaci di dialogare senza indulgenza con questi nostri concittadini? La metropoli che da anni preferisce rimuovere le sue crescenti disuguaglianze, sapra’ ancora reagire con spirito di comunita’ solidale?
Di certo siamo cambiati tutti se non abbiamo il coraggio di chiamare barbarie quel che ci capita accanto. Forse e’ venuto il momento di alzare la voce anche noi. Proponiamo a tutti i cittadini interessati di incontrarci martedì 20 febbraio alle 21 alla ?Sala della Provincia? in Via Corridoni a Milano per ragionare insieme di solidarieta’.
Aldo Bonomi
Gad Lerner

Ragionare sulle politiche locali nei confronti dei rom e sinti significa spesso inoltrarsi in un labirinto di pratiche discriminatorie striscianti
LETTERA DELL?OPERA NOMADI MILANO

Caro Lerner,
condividiamo pienamente la necessità di tornare ad interrogarci a Milano sul significato di ?solidarietà? e, nello specifico, su cosa sia più opportuno e urgente fare in merito alla ?questione rom?.
Auspichiamo quindi che l?incontro pubblico di martedì prossimo alla Sala della Provincia sia l?inizio di un percorso aperto al confronto non solo per gli addetti ai lavori ma per tutta la città, per ridare respiro a politiche fin qui troppo logore e condizionate da fattori emergenziali e da un?enfasi politica spropositata.
Come sai, in questi ultimi tempi la nostra critica non ha risparmiato l?operato del Comune di Milano, della Provincia e della stessa Casa della Carità, i cui volontari si sono spesso trovati in prima linea a fronteggiare situazioni aspre e difficili.
Su questo punto vorremmo essere chiari: a loro và la nostra incon-dizionata stima e riconoscimento per il coraggio e l?abnegazione mostrata sul ?campo?, che non è certo comune né scontata.
Tuttavia, non ne abbiamo condiviso il modo di agire e continuiamo a non approvarlo per gli aspetti legati al merito di risposte abitative, sociali e culturali sbagliate che riguardano i rom e le scelte di sviluppo della città.
Ragionare sulle politiche locali nei confronti dei rom e sinti significa spesso inoltrarsi in un labirinto di pratiche discriminatorie striscianti, talvolta anche da parte di poteri pubblici che dovrebbero viceversa essere garanti dell?universalismo dei diritti.
Si è a lungo parlato a questo proposito dell?opportunità di estendere il modello del ?patto di legalità e socialità? per normalizzare il rapporto tra i rom e la nostra città.
Il nostro giudizio al proposito è negativo e severo.
Ci chiediamo infatti come sia anche solo possibile che per una parte di nostri concittadini possano venir meno quelle garanzie fondate sui principi di diritto che giustamente riteniamo irrinunciabili per ognuno di noi.
Ma forse basterebbe ricordare che proprio la vicenda di via Tribonia-no, da cui ha origine tutto ciò, per oltre tre anni, nell?indifferenza di molti anzi, moltissimi benpensanti, è stata considerata senza cogliere la mostruosità di una condizione in cui centinaia di persone sono state abbandonate senza nemmeno avere accesso a quei servizi primari (acqua, luce, scarichi fognari) che tutti noi consideriamo irrinunciabili in ognuna delle nostre case.
Dobbiamo quindi fare attenzione a percorrere scorciatoie in nome di una imperante ?ideologia dell?emergenza? che sembra accomunare molti, istituzioni comprese, senza distinzione alcuna, ignorando il potenziale discriminatorio della costruzione di nuovi ghetti, muri, linguaggi, pregiudizi o barriere molto più insormontabili e lugubri di una qualsiasi recinzione fisica che già esiste e verrà ulteriormente potenziata, a cominciare proprio da via Triboniano.
E? forse a questa forma di ?separazione sociale? che ci viene chiesto di dare il nostro contributo civile, confondendola per ?solidarietà??
Le possibilità e gli esempi alternativi non mancano in questa città, né manca l?impegno con cui i problemi più piccoli o più grandi vengono affrontati ogni giorno, spesso lontano dall?attenzione dei media.
Opera Nomadi Milano

Foto dal sito ?Casa della carità?: un bimbo rom nella tendopoli di Opera

Riferimenti: Opera: index

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Scappano i Rom da Opera

13 Febbraio 2007 Nessun commento


Opera (Mi), 10 febbraio. 77 Rom Romeni, cittadini Comunitari, fra cui 37 bambini, scappano dalle tende della Protezione Civile dopo un mese e mezzo di presidi anti-zingari, di striscioni, sputi ed offese. Contro i disperati Rom vincono la guerra: Lega Nord, Alleanza Nazionale ed il Comitato per i Pregiudizi e bassi istinti corporali (de-fecatori). Fallisce miseramente la forza di interposizione condotta da Comune, Provincia, Prefettura con il cappellano militare della Caritas. Saranno lo stesso insigniti di medaglia d?oro al valor militare per a-vere convinto, a sprezzo di enormi difficoltà e pericoli, gli inermi Rom a firmare un patto di ?legalità e socialità? (?Se non scopi la tenda ti cacciamo via con tutta la famiglia?), anche se risultati perfettamente inefficaci ad applicare la legge ed a fare firmare il ?patto? agli intolleranti cittadini di Opera che, invece, la ?legalità e socialità? l?hanno ampiamente violata: incendio di tende, blocco del Consiglio comunale, presidi abusivi con bar e servizi igienici, insulti verbali ed a mezzo striscioni ?anche verso i bambini, violazione morale dell?o-spitalità. In sintesi, incitamento e pratiche di odio razziale.
“Mi pare di essere tornata a casa, in Romania”, ha dichiarato sconsolata Milena C., “la sola differenza è che qui c’è più possibilità di lavoro regolare”, riferendosi alle 40mila aziende italiane che sfruttano il lavoratori romeni in Romania. “Meglio con i tos-sicodipendentri di don Virginio che con i legadipendenti di Opera”, ha sottolineato Sebastian R. romeno di religione cristiana. “Se sono nomadi che nomadiscano” avrebbe dichiarato Sua Eccellenza il Prefetto di Milano, Gian Valerio Lombardi, soprannominato il Passato Prefetto, consultando il “Devoto-Oli”, come il 22 gennaio scorso all’arrivo del Ministro della Solidarietà Sociale Ferrero.

LA DECISIONE DI LASCIARE IL ?CAMPO?
Pietà l?è morta e solidarietà, sua sorella, è scomparsa
Domenica 11 febbraio. La decisione di sgomberare l?area, ha spiegato il Comune di Opera, è venuta dopo la lettera aperta indirizzata alle istituzioni dai 77 rom che vivevano nella tendopoli temporanea dalla fine dello scorso dicembre -fino al previsto 31 marzo, che esprimevano «disagio e preoccupazione per le continue tensioni e pressioni a cui, loro malgrado, sono sottoposti»: «Ci sentiamo offesi, i nostri bambini hanno paura, siamo stanchi. Non potevamo nemmeno uscire dalle tende per gli insulti e le minacce».
Pertanto, Comune di Milano e Opera, la Provincia e Casa della carità hanno deciso di dare «un?accelerata al piano di uscita dall?e-mergenza». I Rom si trasferiscono all´interno del parco Lambro di Milano, dove saranno ospiti presso il Ceas di don Virginio Colmegna, una comunità di recupero per tossicodipendenti e pazienti psichici. 10 uomini, grazie a un progetto avviato dalla Casa della carità in collaborazione con il sindacato degli edili Fillea-Cgil, rientraranno in Romania per lavorare all?asfaltatura delle strade del villaggio di Salcutsa.

LA LETTERA DEI ROM
Alle istituzioni.
Siamo il gruppo di persone, uomini, donne, bambini che da mesi vivono nelle tende ad Opera in una situazione d?emergenza, con un presidio di gente che non ci vuole, con la polizia che è sempre all?entrata del campo.
Non ce la facciamo più. Soprattutto i nostri bambini hanno paura. Per questo non volgiamo più stare neanche un?ora in più perché siamo stanchi. Ci sentiamo e siamo offesi continuamente. Soprattutto la presenza del presidio della polizia che dovrebbe garantire la nostra sicurezza continua a far emergere un?immagine brutta di noi.
È completamente sbagliata e per questo vogliamo, con questo gesto, dire basta. Non siamo gente che ruba, che offende. Volgiamo vivere tranquillamente con le nostre famiglie, con i figli piccoli, quelli che vanno a scuola.
Abbiamo detto e scritto i nostri impegni, stiamo attendendo pazien-temente una soluzione più dignitosa. Vgliamo dire, con questo gesto che siamo noi, soprattutto i nostri bambini, ad aver paura. Quando passiamo vicino al presidio noi salutiamo sempre, ma loro ci trattano male. Passiamo ogni giorno attraverso cartelli che ci offendono.
Siamo persone come voi e molti, anche cittadini di Opera, lo possono affermare. Ora non abbiamo più il coraggio di uscire dopo le 17 per prendere da mangiare. Chi viene a trovarci, deve essere riconosciuto dalla polizia, spesso non passa.
Ma perché? Avevamo detto che saremo rimasti quel gruppo e così è.
Siamo intimiditi ed impauriti. Non ce la facciamo più.
Ringraziamo il sindaco, chi lo sostiene, la parrocchia che ci ha dato fiducia, tutti quanti, volontari e cittadini, Casa della Carità soprat-tutto che ci state vicini. Confidiamo ancora in una soluzione che ci permetta di vivere in modo dignitoso.
Alcuni di noi stanno cercando casa lavorando, altri chiedono un?ospitalità temporanea in attesa di abitare in modo dignitoso come ci è stato promesso.
I nostri bambini però non ce la fanno più.
Vi ringraziamo e porgiamo i nostri saluti.

Milano, 10 febbraio 2006
Le Famiglie della tendopoli di Opera

TUTTO COMINCIA
Tutto comincia il 14 dicembre 2006 con gli sgomberi di 77 Rom Romeni, tutti regolari, da un insediamento abusivo di proprietà del costruttore Ligresti, che occupavano da un anno e mezzo in via Ripamonti a Milano. L?ordinanza del Prefetto crea un?emergenza abitativa che viene risolta con l?allestimento di una tendopoli della Protezione Civile nell?area circense di Opera, comune ai confini di Mi-lano. La tendopoli dovrebbe ospitare temporaneamente la trentina di famiglie da fine dicembre al 31 marzo 2007. Si tratta di 77 persone di cui 23 uomini, 17 donne e 37 minori, in particolare, 11 bambini hanno meno di tre anni e, tra questi, cinque sono nati nel 2006.
La decisione del comune di Opera, di centro sinistra, di dare accoglienza solidale, per un periodo limitato, a degli sgomberati, crea immediate reazioni. Parte della cittadinanza, ispirata da FI, AN, Lega e dalla fazione più intollerante, la sera del 21 dicembre, dopo avere incendiato sei tende ed averne divelte altre sette, invade e fa sospendere il Consiglio Comunale esibendo frammenti di tende bruciate anche in piazza.
L?arrivo dei Rom viene ritardato a venerdì 29 dicembre. Accom-pagnati dagli operatori della Casa della carità di don Vinicio Colmegna, che gestisce la situazione, arrivano alla tendopoli intorno alle 16 ma sono costretti ad entrare da un ingresso secondario per evitare il presidio dei cittadini contrari alla decisione di Prefettura, Provincia di Milano e Comuni di Milano e Opera. Alcuni cittadini del presidio lanciano petardi nel ?campo? e inveiscono contro i Rom con urla e slogan. I Rom, che per risiedere nel ?campo? devono firmare un patto di ?legalità e socialità? suddiviso in nove emendamenti, trovano alloggio in 19 tende. Dieci sono da otto posti, sei sono da sei posti, due fungono da refettorio e una da magazzino. Sul posto ci sono dei bagni chimici, una cucina da campo e viene successivamente allacciata l’acqua corrente e l’elettricità.
Dal 29 dicembre persiste il presidio, che è un vero e proprio assedio, dei cittadini di Opera contrari al ?campo di accoglienza? temporaneo. Un presidio a cui partecipano e sollecitano a partecipare alti esponenti della Lega Nord come Borghezio. Per resistere alle intemperie viene addirittura allestito un Bar ?Rom? e posizionati due bagni chimici che vengono però fatti rimuovere dal sindaco di Opera. Il 10 febbraio, dopo un mese e mezzo di battaglia, gli assedianti vincono la guerra contro i Rom che intimoriti abbandonano la tendopoli in anticipo anche se non è stata approntata nessuna vera alternativa. Una guerra unilaterale ed armata (di insulti, petardi, striscioni) a cui non ha interposto resistenza nessuna parte di ?società civile?, qualsiasi cosa voglia dire e rappresentare.

AD OPERA NESSUNO, A VICENZA DA TUTTA ITALIA
Opera -Italia, Vicenza -Wonded Knee
Ad Opera i Rom sono vittime e scappano da un?altra guerra condotta dalle forze più intolleranti e discriminatorie della società ma con l?adesione complice di chi non ha voluto schierarsi contro questa ennesima deriva morale e sociale italiana. Che riguarda al solito Rom e Sinti vittime di pre-giudizi plurisecolari. Nonostante due mesi di mobilitazione e incitamento alla società civile di Opera Nomadi. E partiti di sinistra e cosiddetta ?società civile? e la stampa, sono state le tre scimmiette complici, orbe e sorde e mute, dei vincitori di questa guerra. Che non si capisce perché sui ?campi nomadi? di Vicenza, luoghi di segregazione razziale per gli “indiani” d’Europa -in attesa di Wonded Knee, stiano tutti zitti ed orbi e sordi da anni, mentre sull’ampliamento della base americana -fort Apache, eroici difensori dei diritti civili, e partitici e giornalisti d’assalto, si muovono da tutta Italia.

__________rassegna stampa______________________________

DOPO OLTRE UN MESE DI BATTAGLIA
A Opera vincono i cittadini: i rom se ne vanno
Smantellato il campo nomadi. Il Carroccio: «La gente non si è piegata di fronte a una decisione assurda»
La Padania Online, 12 febbraio, di Fabio Brochetti
Il campo nomadi di Opera è da ieri solo un ricordo: tutti i rom che occupavano la tendopoli dal 21 dicembre scorso se ne sono andati. Qualcuno andrà in strutture messe a disposizione dalla Provincia di Milano sul territorio dell?area metropolitana, altri invece rientreranno in Romania. Da ieri quindi il campo è disabitato e domani sarà smantellato definitivamente.
Gli operesi possono ringraziare ancora una volta la Lega Nord ed il suo rappresentante consiliare Ettore Fusco che dal 21 dicembre, con un presidio continuativo in prossimità del campo nomadi allestito dalla giunta, ha saputo quotidianamente tenere alta la tensione sulla situazione di illegalità che si stava perpetrando ai danni dei cittadini.
La situazione, fin dal 21 dicembre era stata tesa, un incendio spontaneo di cittadini imbufaliti contrari al campo nomadi, aveva distrutto le tende allestite per il campo, il giorno dopo, i soliti insulti da parte dei benpensanti verso i cittadini di opera del comitato contrario al campo e ai militanti leghisti presenti al presidio. Per oltre un mese, è stato scritto e detto di tutto, le accuse di xenofobia e razzismo piovute addosso ai leghisti erano all?ordine del giorno. Ma la forza e la determinazione ha prevalso, numerosi sono stati gli interventi di solidarietà e partecipazione da parte degli esponenti del movimento che più volte, si sono recati a Opera, all?aperto e al freddo per stare in mezzo alla gente.
? Domani la tendopoli sarà definitivamente cancellata e le famiglie ancora in procinto di sistemarsi, saranno ospitate presso il ?Villaggio solidale? allestito al Ceas . Per Borghezio, si è trattato di una vittoria schiacciante: «È un grande risultato della gente, che grazie al nostro appoggio, non ha mai mollato e non si è piegata di fronte alla decisione demenziale che è stata presa da chi amministra Opera che così facendo ha tradito la fiducia dei propri cittadini. Questo risultato – prosegue Borghezio -, ci fa capire che chi l?ha dura la vince, i nostri patrioti padani, si sono battuti con determinazione e hanno vinto».
? Il consigliere Fusco, accoglie la notizia con un sospiro di sollievo: «È una vittoria sull?arroganza dell?amministrazione operese che ha offerto un area in modo superficiale, col rischio che il campo divenisse, come tutti gli altri campi provvisori, un altro Triboniano. Adesso non resta che prendere atto di questa vittoria e demandare alle prossime settimane la ricerca delle responsabilità politiche sull?operazione che ha avuto, come risvolto positivo, la capacità di unire un?intero paese per quasi due mesi in difesa del proprio territorio».

I Rom lasciano Opera per il parco Lambro
Il Giornale.it domenica 11 febbraio
(…) smantellato, già ieri le famiglie romene se ne sono andate. La decisione di sgomberare l?area, ha spiegato il Comune di Opera, è venuta dopo la lettera indirizzata alle istituzioni dai 71 rom che vivevano nella tendopoli dallo scorso dicembre, che esprimevano «disagio e preoccupazione per le continue tensioni e pressioni a cui, loro malgrado, sono sottoposti». Pertanto, Comune di Milano e Opera, la Provincia, Casa della carità e Ceas hanno deciso di dare «un?accelerata al piano di uscita dall?emergenza»… Domani la tendopoli sarà dismessa e le famiglie ancora in procinto di sistemarsi saranno ospitate presso il «villaggio solidale» di don Colmegna al parco Lambro. «Non so se hanno vinto quelli che ogni giorno presidiavano il campo rom – ha affermato don Virginio Colmegna, direttore della Casa della carità -: so solo che hanno vinto l?onestà e l?intelligenza di questo gruppo di rom che ha scelto di stare insieme e non essere usato come strumento di una battaglia». La soluzione «ha solo anticipato i tempi, previsti per il 31 marzo, data entro la quale i nomadi avrebbero dovuto comunque lasciare Opera». Deluso il sindaco di Opera, Alessandro Ramazzotti (Ds), che parla di «una comunità frastornata, divisa e ferita. Sembra che Opera non sia più quella di prima. Ci attende uno sforzo paziente, tenace che, col tempo, potrà dare i suoi frutti solo se lo faremo tutti insieme, lavorando per ripristinare alla nostra città il volto che si merita, per tornare a essere fra i Comuni considerati più vivibili del sud Milano e, facendo tesoro dell?esperienza, per essere un po? meglio di quelli che siamo e soprattutto di quelli che pensavamo di essere prima della sera dell?incendio nell?area». Il presidente della Provincia Filippo Penati anticipa invece che «al Governo chiederemo maggiori garanzie per la tutela della legalità».

Addio dei rom al campo di Opera
Vincono i contestatori, la tendopoli chiude in anticipo. Lettera aperta dei romeni “Stanchi e offesi, i nostri figli sono impauriti”
la Repubblica 11 febbraio, Zita Dazzi
Le tende resteranno fino a domani mattina, ma già da ieri notte le 30 famiglie rom ospitate dalla fine di dicembre sono andate via da Opera. Dopo un mese e mezzo di manifestazioni e proteste, i 77 nomadi ieri mattina hanno per l´ultima volta superato il cordone di polizia che li ha difesi nelle settimane passate dalle minacce e dagli insulti di un gruppo di cittadini del posto, contrari fin dall´inizio all´insediamento degli zingari deciso dalla prefettura d´accordo col Comune di Opera. D´accordo con il Comune e la Provincia di Milano, don Virginio Colmegna ha deciso di ospitare il gruppo di romeni al Ceas, una sua comunità di recupero per tossicodipendenti e pazienti psichici, che sta dentro al parco Lambro.
Nel centro – dove già abitano e lavorano da due anni altri 70 rom sgomberati da via Capo Rizzuto – sono arrivate ieri le prime roulotte e i camper messi a disposizione da Mariolina Moioli e Francesca Corso, gli assessori di Palazzo Marino e Palazzo Isimbardi che hanno seguito la questione dall´inizio. «È una soluzione temporanea scelta perché le famiglie rom umanamente non ce la facevano più a sopportare l´ostilità e la violenza con cui sono stati accolti dal gruppetto di manifestanti che assediava la tendopoli», dice don Colmegna, dopo aver portato nella sua Casa della carità i romeni in fuga da Opera. I nomadi hanno spiegato in una lettera aperta la loro scelta: «Ci sentiamo offesi, i nostri bambini hanno paura, siamo stanchi. Non potevamo nemmeno uscire dalle tende per gli insulti e le minacce. Ringraziamo il sindaco Ramazzotti, il parroco don Renato, quei cittadini che ci hanno mostrato solidarietà».
È l´atto finale di una vicenda che dura dalla metà del dicembre scorso, quando fu sgomberato un insediamento abusivo in via Ripamonti. Appena fu annunciata la realizzazione della tendopoli a Opera, cominciò la protesta. Al termine di un corteo notturno, furono incendiate tutte le tende montate dalla protezione civile per affrontare quella che il sindaco di Opera Alessandro Ramazzotti aveva definito «emergenza umanitaria».
Il prefetto Gian Valerio Lombardi aveva preso l´impegno di trovare una sistemazione alternativa ai 77 rom entro la fine di marzo. «Ma siccome ad oggi è ancora tutto fermo – dice Colmegna – portiamo le famiglie al sicuro».

Don Colmegna: abbiamo cercato il dialogo, ma il clima è peggiorato
“Stufi di tensioni e insulti ma la nostra non è una fuga”
la Repubblica 11 febbraio, Zita Dazzi
«Ce ne andiamo da Opera perché siamo stufi di subire l´ostilità, la violenza e l´arroganza di chi presidia il campo e ogni giorno, più volte al giorno, copre di insulti noi volontari e i rom che vivono nelle tende?.
Che fa, don Virginio Colmegna, presidente della Casa della carità, si arrende di fronte alla protesta di alcune decine di cittadini di Opera?
«La nostra non è una fuga davanti alla Lega e ai cittadini del presidio. Semplicemente, ci sottraiamo all´intolleranza di chi se la prende con persone deboli, donne, bambini, gente senza tetto che chiedeva solo ospitalità».
Così il presidio ha raggiunto il suo obiettivo. La tendopoli viene smontata prima del 31 marzo, la data prevista dal prefetto.
«I rom sono lì da oltre un mese e il clima continua a peggiorare. Il campo è circondato dalla polizia, si deve entrare e uscire sotto scorta per evitare aggressioni. Ci sono state manifestazioni con-tinue, lancio di petardi, cartelli insultanti, volantini razzisti, annunci di nuove manifestazioni. Le famiglie hanno paura».
Al presidio dicevano che i rom sono tutti ladri.
«Stiamo parlando di 70 persone, gente civile che ha accettato di dormire in tenda, nonostante il freddo, con 37 bambini, fra cui molti neonati. Hanno sopportato per un mese e mezzo violenze verbali e psicologiche inaccettabili. Adesso umanamente non ce la fanno più, hanno paura per i loro figli. Si tratta di una soluzione temporanea, ma al parco Lambro troveranno un altro clima, potranno muoversi senza la scorta della polizia, potranno progettare il loro futuro».

Il leghista Fusco, leader della protesta: delusi da sindaco e Chiesa
“Tutta la città era con noi per questo abbiamo vinto”
Saremmo rimasti qui a oltranza, per difendere la legalità
la Repubblica 11 febbraio, Oriana Liso
È naturale che siamo tutti soddisfatti per questa vittoria. E quando dico tutti, intendo tutti i cittadini di Opera». A sera Ettore Fusco, consigliere comunale della Lega e front man della protesta contro il campo nomadi, tira – e non metaforicamente – un sospiro di sollievo.
Signor Fusco, come ha accolto la decisione di don Colmegna?
«Ci avevano prospettato tre mesi di battaglia, siamo stati impegnati col presidio per un mese e mezzo: ci è andata bene. Ma, intendiamoci: noi avremmo continuato a oltranza».
In questo periodo non ha mai avuto dubbi sulla bontà della vostra causa?
«Ne hanno dette di tutti i colori su di noi. Che siamo razzisti, xenofobi, fascisti. La verità è che abbiamo fatto una battaglia per la legalità, per farla rispettare da tutti, istituzioni e nomadi».
Non era una garanzia la presenza di una personalità autorevole come don Colmegna?
«In questa storia la prima istituzione in cui abbiamo smesso di credere è stata proprio la Chiesa. O meglio, alcuni suoi uomini: don Colmegna, ma anche il nostro parroco e i volontari del campo. Dopo loro, viene l´amministrazione comunale e il nostro sindaco. La sua arroganza è inaccettabile. Contro questo abbiamo combattuto e contro il business che qualcuno ha creato, non contro i nomadi».
I bambini del campo avevano problemi a raggiungere la scuola.
«Falsità belle e buone. Sono loro, i nomadi, che utilizzavano i bambini per attività che non credo fossero lecite. E poi in questo periodo, nella zona, sono aumentati i furti e nel centro commerciale sono stati arrestati alcuni nomadi».
Fusco, ma lei che cosa intende con “noi”? Noi del comitato o noi di Opera?
«Quello che dice il sindaco, che la comunità operese è spaccata, è una balla. Quelli che hanno manifestato a favore del campo nomadi non sono di qui, arrivavano da Milano. La cittadinanza è sempre stata dalla nostra parte».

I fantasmi dell’Opera
il manifesto 13 febbraio, di Luca Fazio
Opera fa schifo. Ma facciamo schifo tutti quanti. In un paese dove è scandaloso e un tantino terrorista manifestare contro una base americana, l’unica comunità di cittadini con le mani libere, libere anche di pianificare un pogrom incendiario alle porte di Milano, è composta da un gruppo violento di impuniti razzisti e fascisti che ha interpretato il sentire comune del popolo (come si diceva una volta) e delle istituzioni tutte. Di destra, e di sinistra. Onore ai vincitori. Sabato, gli zingari che abitavano regolarmente il campo provvisorio di Opera hanno deciso di andarsene. Sono scappati per liberarsi da un assedio vergognoso che è stato incoraggiato anche da chi non ha mosso un dito, o si è limitato a balbettare che la sicurezza è un problema che riguarda anche la sinistra. Appunto. Dove sono i magistrati che oggi registrano pure i fischi di chi dissente? E la polizia? Qualcuno si è forse accorto che alcuni onesti cittadini, per due mesi, hanno insultato e sputato a 37 bambini scortati dalla polizia per andare a scuola? Ai bravi operesi che occupavano il suolo pubblico, istigando all’odio razziale, è stato concesso anche di montare gabinetti igienici e un bar. Le istituzioni, sappiamo dove sono. A Milano c’è un prefetto incapace che blatera di bullismo e poi mobilita le forze dell’ordine giusto per strizzare l’occhiolino ai razzisti che andavano sgomberati. Hanno perso tutti. Il comune di Milano e la Provincia di centrosinistra si sono comportate come nullità, sono state umiliate dagli operesi incattiviti e sono state salvate dal solito intervento di un prete. Il ministro degli Interni si è allarmato? Il presidente della Repubblica, almeno il giorno della Memoria, se n’è ricordato? E anche se degli assenti non è educato parlar male, la sinistra, in tutte le sue disarticolazioni e con qualche lodevole ma ininfluente eccezione, non ha fatto altro che guardarsi allo specchio per scoprire che, in fondo, siamo razzisti anche noi. Gli operesi che sputano ai bambini hanno alle spalle un’intera comunità in difesa del proprio territorio. Come in Val di Susa? O a Vicenza? Assolutamente no, ma in ogni caso i no-rom sono gli unici che vincono nell’in-differenza generale. Il governo ha ben altri presìdi da sgomberare.

___________note a margine__________________________not__

PROFUGHI DI GUERRA
I Rom di Opera sono profughi da una guerra di discriminazione razziale iniziata nel 1492, che non è finita con lo sterminio subito dai nazi-fascisti durante la seconda guerra mondiale se anche negli ultimi anni le popolazioni Rom e Sinte continuano ad essere le più discriminate e sottoposte ad atti di violenza razziale del continente, secondo i monitoraggi del Consiglio d?Europa.
I Rom ?immigrati? in Italia, a partire dagli anni ottanta del secolo scorso, sono profughi della guerra di Jugoslavia, e Kosovo, da cui sono scappati anche se non hanno partecipato in nessuno schieramento delle fazioni in conflitto. Dalla Romania sono scappati per una guerra di tipo soprattutto economico a partire dalla fine degli anni novanta.

MINCULPOP (la stampa di ?regime?)
Il Ministero di Cultura Popolare controllava minuziosamente la stampa durante il periodo fascista.
Un Minculpo di regime, che attraversa tutte le testate giornalistiche, si è verificato anche sulla questione Rom di Opera dove l?in-forma-zione è stata monopolizzata da giornali complici dell?intolleranza ? la Padania, Il Giornale, senza un bilanciamento, per pari opportunità da parte dei giornali di altra linea politica. Sul caso del campo Rom del Triboniano (Mi), che segue appresso e si intreccia coi fatti di Opera, il quotidiano.net (la Nazione, il Giorno, il Resto del Carlino) ha indetto un sondaggio pilotato sull?eventuale recinzione del ?campo?: 1-si, 2-no, 3- a metà. Per bilanciare questa posizione Romano Lil, con la pratica di ?manghél? Opera Nomadi, ha offerto gratis a tutti i giornali di sinistra una intervista inedita sui Rom di Milano a Dario Fo, premio nobel per la letteratura. Silenzio stampa reiterato su questa pro-posta come su quelle che settimanalmente si invia alle redazioni nazionali: a partire dalle prese di posizione dell?Opera Nomadi di Milano, associazione politica proprio sui Rom/Sinti, per arrivare alla petizione nazionale contro il ?patto? di ?legalità e socialità?.
Si è più volte scritto che la stampa è ?sinistra? e orba sulla ?questione rom?, analfabeta ma supponente. Tant?è che più volte si è proposta da questo schermo telematico, in osservanza alle ?raccomandazioni? del Consiglio d?Europa, la costituzione di una specie di ?carta di Treviso? che, come per i minori, tuteli e garantisca l?in-formazione sulle tematiche Rom e Sinte.

Fotografia, Rom da Opera: www.mi-lorenteggio.com e da il Giornale.it

Riferimenti: Opera: index

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L?Opera Nomadi propone un ?patto sociale? al ministro Ferrero

7 Febbraio 2007 Nessun commento


7 febbraio. L?Opera Nomadi, come risposta al ?patto di legalità? delle istituzioni milanesi lancia un ?patto sociale? tra Istituzioni e Rom/Sinti. Un ?patto? per uscire dalle nebbie dell?intolleranza e del pre-giudizio ed affrontare la ?questione Rom? che è prima di tutto morale e sociale. Basta la volontà politica a promuovere progetti di integrazione a 360°, a favore di una popolazione di circa 150 mila persone che rappresenta lo 0,3% della popolazione italiana. Rom e Sinti che dopo 500 anni, e dopo lo sterminio nazi-fascista, continuano ad essere le minoranze più discriminate e sottoposte ad atti di violenza razziale d?Europa. Ed allora occorre rimuovere i pre-giudizi che stanno alla base dell’esclusione sociale e cominciare a costruire ponti, a partire da un ?patto sociale?, di giustizia e pari opportunità, in dettato alla Costituzione Italiana.

ARTICOLO 3 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
E? compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l?eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l?effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all?organizzazione politica, eco-nomica e sociale del Paese.

Per un ?patto sociale? fra Istituzioni e Rom/Sinti
LETTERA APERTA DELL?OPERA NOMADI AL MINISTERO DELLA SOLIDARIETÀ SOCIALE

Poiché all?incontro del 25 gennaio presso il Ministero della Solidarietà Sociale, abbiamo preferito far intervenire i Rom/Sinti e poi, non c?era più tempo per effettuare il nostro intervento, riportiamo di seguito alcuni punti che vorremmo focalizzare. Si è parlato di Racco-mandazioni, di Carta dei Diritti, di Ratifiche e mancate Ratifiche, di minoranza linguistica o etnico linguistica, di apolidia, di partecipa-zione, tutte questioni sacrosante e importanti per la tutela dei diritti dei Rom e dei Sinti e che riguardano le legislazione.

L?OPERA NOMADI A TUTELA DI ROM E SINTI
L?Opera Nomadi è nata nel 1966 a tutela dei Rom/Sinti e Camminanti, nello spirito della Dichiarazione dei Diritti Umani ed è stata rico-nosciuta Ente Morale nel 1970. E? attiva in 32 città d?Italia con progetti di integrazione e di tutela dei diritti dei Rom/Sinti.
A partire da Padova:
- dove l?Amministrazione Comunale ha sottoscritto formalmente nel luglio 2005 una dichiarazione per lo smantellamento delle aree nomadi comunali ed inserimento delle famiglie nelle abitazioni e nelle microaree a famiglia allargata (come il progetto del Villaggio della Speranza con l?autocostruzione);
- dove la frequenza dei bambini a scuola è del 100 % (e tutti riescono ad ottenere la licenza di III^ media), grazie al Progetto di inserimento scolastico e alla continua mediazione scuola-famiglia (come da Protocollo d?Intesa Nazionale sottoscritto dall?Opera Nomadi con il Ministero dell?Istruzione il 22 giugno 2005);
- dove sono stati attivati corsi per l?ottenimento della licenza di scuola media anche per chi l?aveva abbandonata nel passato e si fa anche alfabetizzazione agli adulti;
- dove sono state costituite cooperative per la raccolta di materiali ferrosi e vengono effettuati inserimenti nelle cooperative di pulizie.
Passando per tutta una serie di esperienze positive in tante altre città d?Italia, arrivando a ROMA:
- dove sono stati istituiti quattro mercatini ?romanò? gestiti dalle famiglie Rom;
- dove, esistono cooperative di lavoro: dalla raccolta del ferro al giardinaggio, alle cooperative di donne Rom;
- dove esiste uno sportello di consulenza legale;
- dove esistono progetti di scolarizzazione;
- dove esiste uno sportello di avviamento al lavoro per Rom e Sinti.

POSSIAMO DIRE che per noi dell?Opera Nomadi, che lavoriamo quotidianamente all?interno dei ?campi nomadi?, nella scuola e nella ricerca di lavoro, nei progetti di integrazione sociale, la soluzione dei problemi di base che riguardano i Rom e i Sinti dipende esclusi-vamente dall?assunzione di una forte volontà politica da parte di Amministratori locali in questa direzione, quella volontà politica espressa appunto dal Ministero della Solidarietà Sociale nella persona del Ministro Ferrero.

UN PATTO SOCIALE CON I ROM/SINTI
Da qui lanciamo, dunque, come risposta al ?patto di legalità? di Milano, il nostro ?patto sociale? tra amministrazioni locali (Regioni, Province, Comuni) e i Rom e i Sinti per:
1)- Il riconoscimento di minoranza etnica e linguistica.
2)- Il superamento dei campi nomadi, che si trasformano in sacche di emarginazione e in veri e propri lager.
3)- La ricerca di soluzioni per l?inserimento nelle abitazioni per chi ne fa richiesta o individuare microaree per famiglia allargata sempre per chi ne fa richiesta.
4)- Che ogni comune, con l?intervento di mediatori culturali Rom/Sinti e non, si dichiari disponibile a provvedere ad accogliere una o più famiglie Rom/Sinte a seconda del numero di abitanti presenti nel territorio, evitando così il peregrinare continuo di famiglie alla ricerca o di un posto stabile o per svernare.
5)- L?attivazione di progetti di inserimento scolastico con l?impiego di mediatori culturali Rom/Sinti e non, per stabilire un?efficace rapporto scuola/famiglia e favorire l?attuazione di una didattica interculturale.
6)- L?attivazione di percorsi di formazione al lavoro e percorsi di inserimento lavorativo, tenendo conto delle esigenze e delle attitudini dei Rom/Sinti presenti nel territorio.

Questo ?patto? permette l?assunzione dei diritti e dei doveri di cittadinanza attiva da parte dei Rom e dei Sinti uscendo dalla logica assistenziale negativa degli anni passati.
Interventi dunque a 360 ° a favore di una popolazione di circa 150 mila persone che rappresenta lo 0,3 % della popolazione italiana.

7 febbraio 2007
Per l?Opera Nomadi Nazionale
Renata Paolucci

Segreteria Tecnica Nazionale
Tel. 06/44704749 Fax. 06/49388168
operanomadinazionale@virgilio.it

Riferimenti: La linea politica dell?Opera Nomadi

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Noi dell?Opera Nomadi: anno 2007

1 Gennaio 2007 Nessun commento


Baktalò nevo bers, felice anno nuovo, alle 33 sezioni ed ai 600 soci, dal Consiglio Nazionale dell?Opera Nomadi. E che sia un anno di lavoro, di con-divisione e di com-unità sotto la nostra bandiera che è l??Ente Morale?, nello spirito della Dichiarazione dei Diritti dell?Uomo. L?Opera Nomadi è un?associazione dove confluiscono, dal 1966, le anime belle del ?volontariato sociale? d?Italia, a tutela di Rom, Sinti e Camminanti.

OPERA NOMADI
L?Opera Nomadi a tutela di Rom, Sinti e Camminanti, nello spirito della dichiarazione dei ?diritti dell?uomo?, è stata fondata il 21 settembre 1966, riconosciuta Ente Morale con decreto del Presidente della Repubblica il 26-3-1970. Lo Statuto è stato aggiornato in data 22 marzo 1998: ?L’Ente, con Sede Nazionale in Roma, è un’orga-nizzazione democratica che ha il fine di salvaguardare e valorizzare con ogni possibile forma d’intervento, diretto o indiretto, il patrimonio sociale e culturale delle popolazioni Rom, Sinte e Camminanti, comunemente denominate zingare, nomadi e viaggianti, nonché di fornire concreti strumenti di sostegno a favore delle stesse popo-lazioni?. Nell?anno 2006 l?Opera Nomadi è formata da 33 sezioni (e quattro gruppi referenti), con oltre 600 soci, nel territorio nazionale.

IL CONSIGLIO NAZIONALE
Il Consiglio Nazionale è eletto dall?Assemblea Nazionale ogni tre anni, ma non “dirige”, im-plementa, presta servizi e suggerisce. E’ il luogo della con-divisione, del confronto e partecipazione attraverso il lavoro: at-traversato e intrecciato di quello spirito di comunanza-phralipè caratteristico e fondante dell?Associazione.
Il 2007 sarà anche l?anno del rinnovo del Consiglio e delle cariche direttive e quindi un invito a tutti i Soci a riunirsi ed a partecipare ai coordinamenti regionali, ai convegni, alle manifestazioni in solidarietà alle sezioni, per arrivare preparati a questo rinnovo ma anche per dare più vigore e potenza all?Associazione. Perché più forte e com-patta è l?Associazione, più aumenta il peso politico.
Democrazia è partecipazione, confronto e con-divisione, a partire da un lavoro comune, in com-unità. Perché l?intero, l?unità, è superiore alla somma delle parti in cui è suddiviso. E? il famoso ?effetto comunanza?. La com-unione accresce il valore e la qualità oltre la somma algebrica in direzione quantica.

LO SPIRITO DI SERVIZIO
L?associazione Opera Nomadi è composta da paladini della giustizia, perché ?la solidarietà verrà quando abbracceremo la giustizia con senso di umanità?, e ?opera? con spirito di servizio a tutela dei Rom, Sinti e Camminanti. Uno spirito (un’anima) non altruistico ma per-sonalistico perché nessuno di noi ?opera? per salvare gli altri ma solo per salva-guardare se stesso:
?E’ il mio senso di giustizia e di umanità che mi spinge a migliorare me stesso e l’ambiente che mi circonda. E’ questo spirito di servizio che pongo a disposizione del “sistema sociale” di cui faccio parte. Ogni menzogna, ogni guerra, ogni discriminazione sociale, creano disagio e oscurano anche una parte del mondo dove io vivo e cerco di crescere con la mia famiglia. L’inquinamento ambientale e sociale avvelena anche me: è il mio benessere personale che cerco di salva-guardare, prima di tutto, con la mia attività di Socio Opera Nomadi?.

CITAZIONI CON-DIVISE
?Per essere sempre più la rappresentazione di noi stessi ?Opera Nomadi,
e sempre meno il prodotto di una società discriminante
che non ci rappresenta?

(da Comuna Baires)

“Se voi avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri
allora vi dirò che io reclamo il diritto di dividere il mondo
in diseredati ed oppressi da un lato,
privilegiati ed oppressori dall’altro.
Gli uni sono la mia patria, gli altri i miei stranieri”

(don Lorenzo Milani)

OPERA NOMADI: PERSONE
In fotografia: il Consiglio Nazionale dell?Opera Nomadi, giugno 2004.
In ordine sparso: Renata Paolucci, Massimo Converso, Kasim Cizmic, Enzo Esposito, Roberto Costa, Giorgio Bezzecchi, Maurizio Pagani, Angelo Simone. Mancano: Marco Nieli, Amedeo Curatoli, Virgilio Pavan, Bianca La Penna

Riferimenti: La linea politica dell?Opera Nomadi

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Natale 2006: da Opera Nomadi Lazio

25 Dicembre 2006 5 commenti


Cerchiamo di non dimenticare che ancora si nasce nelle baracche?

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Opera: il ?gioco delle parti? (in causa)

24 Dicembre 2006 Nessun commento

Milano, 24 dicembre. Sindaco, presidente di Provincia e Prefetto contro l?incendio di Opera. Continua il ?gioco delle parti? (in causa) dove tutti i pezzi fanno però parte di una politica complessiva che produce discriminazione e tragedie. Perché ci sono precise responsabilità di chi, dopo un anno e mezzo di insediamento, ha permesso improvvisamente lo sgombero dei 70 Rom Romeni, e tutti regolari, da via Ripamonti a Milano lo scorso 14 dicembre, creando un?emergenza abitativa e sociale che si è tentato semplicemente di arginare con le tende della Protezione Civile a Opera.
Per cambiare metafora, è come tentare di contenere una cascata senza verificare chi ha aperto la diga e se è possibile chiuderla.
In Italia, come in Europa, per andare all’origine della questione più volte espressa su questo schermo telematico, manca una politica di accettazione verso i Rom/Sinti a partire dalla rimozione dei pregiudizi, quasi archetipici, verso di loro.

_________rassegna stampa____________rassegna____________

Sindaco, Provincia e Prefetto contro l?incendio di Opera
Di Redazione, Il Giornale.it, 24 dicembre
Fianco a fianco il sindaco di Milano Letizia Moratti e Filippo Penati, presidente della Provincia. Compatti insieme al prefetto Gian Valerio Lombardi per condannare l?incendio che ha ridotto in polvere le tende del campo rom a Opera. Penati rassicura gli abitanti della città definendo questa soluzione «provvisoria» e garantendo che i nomadi rispetteranno le regole della convivenza civile. Posizione condivisa in toto dal Comune che ritiene prioritaria la certezza di sicurezza e legalità in una situazione di soccorso a persone bisognose che vivono in città. A una sola voce la condanna contro i responsabili materiali del rogo che alimentano la tensione e le proteste degli abitanti della zona.
Il vicesindaco Riccardo De Corato sottolinea quanto sia delicata la situazione non solo di Opera ma di tutto il territorio milanese dove sono ottanta i campi rom illegali. Definendo l?incendio un «campa-nello d?allarme», De Corato, invita quindi a non sottovalutarne la portata e chiede più uomini al governo. Per raggiungere l?integrazione viene proposta la soluzione di tanti piccoli campi di accoglienza spalmati su tutto il territorio lombardo.

La rabbia della gente: «Bel regalo»
Di Redazione, Il Giornale.it, 24 dicembre
Il livello di allarme dei cittadini di Opera è ancora alto. «Il campo nomadi è all?inizio del paese, non è un bello spettacolo per chi entra», commenta un signore a cui fa eco una giovane coppia che ha appena comprato casa vicino alla zona dove dovrebbe sorgere il campo: «Se dovessero venire gli zingari, la nostra casa si sva-luterebbe. E dovremmo vivere in una zona che diventerebbe a rischio». Gli abitanti non ci stanno, chiedono a gran voce le dimissioni del sindaco, si sentono presi in giro, anche perché il provvedimento è stato approvato prima di Natale. ?Ma che bel regalo ci vuol fare il sindaco – commentano in un bar – pensava che a causa del Natale, non ci saremmo accorti delle sue bravate??.>>>

Rogo al campo rom, patto contro l?intolleranza
Di Gianandrea Zagato, Il Giornale.it, 24 dicembre
La Milano della solidarietà respinge l?intolleranza. Tutti uniti, compatti contro quel rogo che ha mandato in fumo le tende del campo rom in quel di Opera. «Atto di un manipolo di esagitati, di facinorosi che strumentalizzano le inquietudini di una comunità» è il leit motiv del Comune di Milano e della Provincia di Milano che ieri hanno voluto incontrare i cittadini di Opera.
Presenza di Letizia Moratti e Filippo Penati con l?obiettivo di «rassicurare» la comunità di Opera, che gli ospiti rom «rispetteranno le regole della convivenza civile» e che «sarà garantita la sicurezza pure all?esterno del campo». Certezze messe nero su bianco, ricorda il prefetto Gian Valerio Lombardi, in quel protocollo che il comune di Opera ha sottoscritto, «testimonianza di una collaborazione che è estremamente importante». E, avverte Lombardi, si va avanti: «L?accordo provvisorio con il comune di Opera sarà rispettato finché non sarà pronta la sistemazione definitiva».
Sì, quella prevista sino al 31 marzo 2007 è una soluzione «transitoria» e, spiega il presidente della Provincia, è un «passaggio fondamentale» per le Istituzioni ambrosiane che «vogliono costruire un modello sicuro che garantisca sicurezza ai cittadini, rispetto per chi vive nei campi e per chi vive nella legalità»: passaggio che, continua Penati, prevede «due presidi sociali: quello della Caritas per l?assistenza ai bambini e quello di sicurezza che tuteli sia i nomadi che i cittadini».
Linea sottoscritta dal Comune di Milano che definisce «prioritaria» la collaborazione tra istituzioni per «aiutare e sostenere sempre le persone bisognose che vivono sul nostro territorio, al di là degli schieramenti politici»: «L?accordo siglato in Prefettura dalle istituzioni dà risposte concrete ai problemi sociali dell?immigrazione, coniugando concretamente legalità e solidarietà». Virgolettato del sindaco Moratti, che il sindaco di Opera, Alessandro Ramazzotti, completa: «Per quei settanta bisognosi in regola con i permessi di soggiorno.

COME UN ?GIOCO DELLA PARTI?
Romano Lil, 17 dicembre
Milano, 17 dicembre. Comunicato dell’Opera Nomadi, sezione di Milano, sullo sgombero di giovedì 14: ?Come in un ?gioco delle parti?, i rappresentanti di Prefettura, Provincia, Comune e Casa della Carità che fino a ieri sedevano insieme al tavolo interistituzionale per disegnare le nuove politiche di accoglienza rivolte ai rom, si dicono ?sorpresi? o del blitz improvviso o delle conseguenze che ha provocato, riposizionandosi attorno alle proprie sensibilità e al diverso modo di considerare l?insieme della problematica. In buona sostanza un ?incidente di percorso?, che naturalmente non bisogna ripetere, ma che lascia le cose così come sono, anche per il futuro?.
Nel prossimo futuro è in preparazione un Piano di Intervento Comunale che prevede un ?Patto di socialità e legalità? da parte delle comunità rom e sinte, in cambio di una adeguata “assistenza e ospitalità”. Un progetto per assicurare vivibilità e sostegno, seguito da vicino da associazioni del volontariato e forze dell?ordine, che coniughino sicurezza con solidarietà.>>>

Riferimenti: A Opera bruciano le tende dei Rom

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L?Opera Nomadi a Carpi

7 Dicembre 2006 Nessun commento


Carpi, 5 dicembre ore 16, sala Consiliare. ?Comunanza? Sinti e ?phralipè? Opera Nomadi, da sei città d?Italia: a rivendicare un alternativa abitativa ?civile? alla chiusura del ?campo sosta comunale per nomadi?, abitato da circa trent?anni da Sinti Emiliani; a perorare la causa di una giovane sposa, che col bambino è impedita di abitare nella casa (roulotte) del marito. Tutti assieme in audizione, dalla III commissione del comune di Carpi, medaglia d?oro al valor civile: mancano il sindaco e l?assessore competente e sono presenti pochi consiglieri ma l??educazione civica? arriva dai trenta Sinti emiliani che per la prima volta vengono nella sala della ?democrazia? a portare le loro istanze. Oggi il sindaco, come ?primo? cittadino di Carpi -e assessore ai diritti umani, è Erika Guerini, Sinta, cittadina di Carpi e d?Italia.

AL CAMPO SOSTA DI CARPI
Il ?campo sosta comunale per nomadi? di Carpi si trova in via in via Nuova Ponente. Attivo da trent?anni accoglie circa 60 Sinti Emiliani suddivisi in 14 famiglie.
Un ?campo nomadi?, di quelli condannati dalla ?risoluzione? del ?Comitato Europeo per i Diritti Umani?, del 24 aprile 2006: “Le politiche abitative per rom e sinti puntano a separare questi gruppi dal resto della società italiana e a tenerli artificialmente esclusi. Bloccano qualsiasi possibilità di integrazione e condannano i rom e sinti a subire il peso della segregazione su base razziale. In nume-rosi ‘campi nomadi’ si riscontrano condizioni abitative estremamente inadeguate, che sono una minaccia per la salute e per la stessa vita dei residenti nei campi”.
All?interno del ?campo? si sono creati due gruppi che, pur nella ri-strettezza fisica, sono separati e neanche la prossima chiusura, paventata dal comune, li ha unificati. Una parte è schierata con Erika Guerini, presidente della sezione dell?Opera Nomadi, che fa gli onori di casa, gli altri restano chiusi nelle roulotte anche di fronte all?assembramento degli ospiti da tutto il Nord Italia.
Arriva ?Memè? Gabrielli, Sinto Taich Estrekarija e vice-presidente dell?Opera Nomadi di Bolzano, da Padova il Sinto e Consigliere Na-zionale Virgilio Pavan, assieme a Paolucci e Piccin, da Rovigo il Consigliere Nazionale Costa, la sezione di Vicenza col presidente Turati e i soci Bernardoni e Innocenti, un gruppo di Sinti da Reggio E-milia col presidente Giuseppe Ferri, da Roma il presidente Converso.

“Erika e le altre” al “campo nomadi” di Carpi

AUDIZIONE ALLA III COMMISSIONE
Carpi è amministrata da una giunta di centro-sinistra con Rifon-dazione all?opposizione. La III Commissione Consiliare (Servizi Socia-li) si riunisce nella Sala Consiglio alle ore 16, su proposta del gruppo consiliare PRC, con l?ordine del giorno: “Illustrazione di esperienze sulle micro-aree residenziali per Sinti”. L?audizione, che ha solo carat-tere informativo, diventa un vero e proprio convegno sulle microaree residenziali. Presenzia il presidente Cavazzuti di fronte a soli sette consiglieri (su 30), fra cui la presidente del Consiglio, assenti anche il Sindaco e Assessore ai Servizi Sociali. Sono i quaranta Sinti e “Bian-chi” Opera Nomadi, rinforzati dall’arrivo di due soci della sezione di Ferrara, che gremiscono il settore pubblico e alcuni scranni consiliari.
L?introduzione ed il coordinamento dell?audizione vengono affidati al Presidente Converso.

?Ha il significato di un riconoscimento storico questo incontro coi Sinti nella sala della democrazia di Carpi?, esordisce il Presidente. ?Una minoranza che ha portato lo spettacolo viaggiante in Italia, coi circhi di Togni, Orfei e Medrano e con le giostre. Ma se per i circhi ci sono finanziamenti pubblici per le giostre no. Una crisi verticale ha colpito i Sinti giostrai: su 30 mila 20 mila hanno abbandonato un mestiere che facevano da 500 anni?. Tanti ?campi sosta temporanei? diventati permanenti nascono da questa crisi. Per la chiusura del ?campo sosta comunale? il presidente Converso propone la ridistribuzione abitativa in due microaree residenziali ben distinte che possono anche essere dotate di pre-fabbricati della Protezione Civile che ne ha migliaida di abbandonati.

Virgilio Pavan, il ?bianco?, descrive la situazione del ?campo sosta? di Padova che sta per essere smantellato, dopo 25 anni, con la costruzione del ?Villaggio Speranza?: una proposta Opera Nomadi che prevede la costruzione del villaggio residenziale per le 11 fa-miglie ad opera degli stessi residenti, dopo apposito corso di formazione professionale in edilizia. Così che alla fine, con la casa, i Sinti possano anche costituire una cooperativa di lavoro. ?Con le giostre non si viveva più e per questo ci siamo fermati in questi campi-lager? conclude Pavan. ?Eliminiamoli, deve finire questa tra-gedia in tutta Italia?.
A supportare l?intervento di Pavan viene proiettato un filmato video sui due ?campi sosta? di Padova debitamente commentato e spe-cificato dalla presidente di sezione Paolucci.

?Memè? Gabrielli suddivide il suo intervento in due parti: sulla discriminazione razziale e sulle microaree. ?Per la società dei gagè noi non siamo esseri umani, come diceva Adolf Hitler che ci ha fatti uccidere per quello?, esordisce. ?I pochi Sinti e Rom sopravvissuti continuano ad essere discriminati, continuano ad essere cacciati anche dalle loro proprietà. Siamo ancora oggetto di rifiuto per la società. Lo sapete benissimo che non siamo pericolosi, siamo cittadini italiani da generazioni e siamo l?unico popolo al mondo che non ha mai rivendicato un territorio con la forza?. Nella seconda parte Memè aderisce alla proposta di due microaree attrezzate per i Sinti di Carpi: con casette, no container, servizi di buona qualità, anche pagando un affitto in base al reddito familiare. Perché le microaree per famiglia allargata, progettate con la collaborazione essenziale dei residenti, ?rispettano le nostre tradizioni?.

A seguire viene proiettato un documentario fotografico sull?habitat a Latina con proposte sia per i Sinti italiani, che per i Rom stranieri

Nereo Turati porta l?adesione di Vicenza: ?Siamo venuti in quattro, coi Sinti del campo comunale di viale Cricoli, soprattutto ad ascoltare. A Vicenza dobbiamo fare ancora molti passi per arrivare ad un momento di scambio come questo in Comune. Nel vicentino i Sinti sono forzatamente nomadi e quando riescono a fermarsi lo fanno in aree illegali. Come a Vicenza dove ci sono due ?campi comunali? abu-sivi da 38 anni: per sanità, igiene, impianti, attrezzature antincendio ed assistenza. Quindi, quando si parla di ?allarme sociale?, dovrebbe essere riferito non agli ?zingari? ma a questi campi comunali. Allora legalità sì ma a partire dalla regolarizzazione prioritaria di queste situazioni di habitat?.

Giuseppe Ferri, relaziona sui ?campi sosta? di Reggio Emilia dove vivono 800 Sinti in 3 campi stanziali, ed in uno per giostrai attivo nel periodo ottobre-aprile: uno è stato ristrutturato, l?altro è in fase di restauro ed il terzo in degrado incredibile. ?Per quanto riguarda i Rom?, spiega Ferri ?sono tutti clandestini ed abbiamo incaricato uno di noi a seguire specificatamente la questione. Ma è fondamentale creare una rete istituzionale con Comuni e Province?.

Il Presidente Converso chiama la giovane Giada Quirini, mamma di un bambino di quattro mesi, al tavolo dei relatori e spiega il suo problema umano. Il comune le ha negato il permesso di abitare nella roulotte del marito Gianluca, sposato di fronte alla comunità, al ?campo sosta? di via Nuova Ponente.

Dopo la panoramica nazionale arriva il momento della specificità locale con Erika Guerini, referente del campo sosta di Carpi. Ella formalizza la richiesta al comune perché vengano attrezzate due microaree residenziali per i due gruppi di Sinti. ?Vogliamo avere un posto un po? più dignitoso? spiega, ?come una microarea attrezzata, per aprirci una nostra strada, per avere una bella presenza anche quando andiamo a cercare un lavoro. Perché spesso guardano dove abitiamo e non ci danno più il lavoro che prima era disponibile. Non è vita se una persona deve magari rubare un portafoglio per un pezzo di pane. Vogliamo avere una possibilità anche noi e chiediamo un aiuto perché da soli non ce la facciamo. Al ?campo? la vita è dura, il boiler non funziona, il bambino si ammala e salta la scuola, ci sono altre difficoltà e disagi. Noi da soli non ce la faremo mai a venirne fuori. Abbiamo anche trovato diverse ditte che ci danno del lavoro da fare a casa ma non possiamo farlo in roulotte coi bambini. Chiediamo che nella microarea attrezzata venga anche installato un container comune per poterci lavorare. Rimaniamo nelle vostre mani?.
Da Erika parte l?invito delle famiglie Sinti a ricevere, la vigilia di natale le famiglie dei Consiglieri Comunali perché si rendano conto di persona della vivibilità del “campo”.

Dopo alcuni interventi dei Consiglieri e delucidazioni dei soci Opera Nomadi, la conclusione dell?audizione la porta Massimo Valentini, consigliere di Rifondazione Comunista promotore della richiesta di incontro: ?Ringrazio tutti i partecipanti per questa giornata che ha cominciato ad incrinare questo muro di separazione ed esclusione ed a iniziare un percorso di comunicazione che vuol dire SCAMBIO. Dobbiamo andare avanti assieme ai Sinti, su scuola, lavoro, habitat, non solo per incrinare ma per abbattere il muro?.

______________note a margine_________note a______________

L?ALTRA MEDAGLIA
Il 25 aprile scorso Carpi è stata insignita della medaglia d?oro al valor civile in segno di riconoscimento per l?impegno civile della popo-lazione a favore dei prigionieri politici e razziali detenuti nel ?campo? di Fossoli, il più grande e importante campo di smistamento in di-rezione dei lager nazisti attivo durante la seconda guerra mondiale. La Legge n. 211 del 20 luglio 2000 istituisce, il 27 gennaio, il “Giorno della Memoria” in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del po-polo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti.
Il 27 gennaio 2007, in occasione del ?Giorno della memoria? Carpi sarà la città italiana fulcro delle iniziative nazionali su questo tema. Ma per il 2006 Carpi è anche candidata, ed in buona posizione, alla medaglia d?ottone al dis-valor civile per il mancato impegno civile della popolazione a favore dei prigionieri razziali Sinti segregati da decenni nel campo sosta comunale per nomadi della città.

MEMORIA DI PASSATO
Anche Primo Levi partì da Fossoli ?campo? per il lager di Auschwitz. Il 25 gennaio 2007 seicento studenti faranno lo stesso percorso in treno, proprio in occasione della Giornata della Memoria. Il treno come contenitore viaggiante carico di proposte didattiche?luogo di riflessione, occasione di incontro fra generazioni per arricchire? una umanità insomma non dissimile da? Il terzo viaggio del treno, che parte sempre dalla stazione di Carpi?memoria, e partecipazione?fiaccolata a Birkenau. Per non dimenticare?perché non si ripetano più queste tragedie…

MEMORIA DI FUTURO (ma dove siamo capitati?)
Nel ?campo? di Fossoli e nei lager venivano imprigionati, in attesa di sterminio, anche i Rom e Sinti, che, come ad Auschwitz, venivano addirittura “separati” dalle altre vittime negli ?zigeuner lager? (campi zingari): file diverse anche per le camere a gas. Il regime nazi-fascista si accanì contro due popoli, Ebrei e Rom: i 500.000 Rom/Sinti assassinati rappresentano il 60-70% della popolazione dell?epoca.
Allora, i treni della memoria, e le fiaccolate, dovrebbero essere fatte anche in direzione via Nuova Ponente, a pochi km. dalla stazione do-ve, ancora oggi, esiste un ?campo nomadi? di concentramento per Sinti emiliani, cittadini italiani. Nel lager di Carpi 2006 (Carpi “cam-po”), attivo da trent?anni, i Sinti non restano imprigionati in attesa di assassinio nelle camere a gas ma sono segregati e condannati a morire, lentamente, di ?morte civile?: speranze di vita alla nascita di 20 anni inferiori a quelle dei bianchi emiliani, disoccupazione al 70% (vagli a dire che vivi in un campo nomadi al datore di lavoro!), scolarizzazione abbondantemente negata (e quando funziona la metà dei ragazzi è ?certificata?), malattie in abbondanza, disagio e devianza prodotti, e fisiologici, dal ?campo nomadi?.
Sei sezioni Opera Nomadi e Sinti da varie parti d?Italia, ed il Pre-sidente da Roma, riuniti in un’aula Consiliare non a fare progetti di intercultura e di integrazione ma a dare semplicemente informazioni perché la III Commissione non ha potere politico e l?incontro po-trebbe essere così sintetizzato: ?Per piacere, per carità umana, non chiudete dopo 30 anni il ?campo nomadi? comunale, mandandoci alla deriva in tutta Italia, dateci la possibilità di una alternativa, un posto dove andare alla chiusura. Fra poco è Natale, per pietà, date il per-messo a Giada di vivere, col figlio di quattro mesi, assieme al marito, dateci una mano!? Si tratta del cosiddetto “manghél istituzionale”.
A Carpi, 5 dicembre, si è tenuta una lezione di educazione civica ad una piccola quota di ?società civile?, ma dopo cinquecento anni di discriminazioni e segregazioni dei Rom/Sinti ci si aspettava qualcosa di più, sul fronte del riconoscimento dei diritti e non della pietà.

Nella fotografia: Sinti in sala consiliare di Carpi

Riferimenti: Ferrara: finanziamento regionale per il "campo"

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La linea politica dell?Opera Nomadi

28 Novembre 2006 Nessun commento

Una serie di articoli per fare il "punto" sulla linea politica dell’Opera Nomadi, a partire da un concetto di appartenenza ideale all’associazione, dalla comunanza-phralipé. Non c’è una linea politica studiata a tavolino, essa nasce ed emerge dagli atti dei convegni nazionali, dai seminari di settore e specifici, dai convegni a tema, dai "tavoli" coi Ministeri, dalle proposte ai candidati alle elezioni poli-tiche, proviene dalle figure più qualificate ed autorevoli, dai progetti ben riusciti e dalle buone pratiche delle sezioni. Un "indice" per un affresco generale, e ragionato, sempre in continua evoluzione.

Prosegui la lettura…

L?Opera Nomadi dal Sindaco di Cascina (Pi)

26 Novembre 2006 Nessun commento


Il 28 novembre alle ore 10, si tiene l?appuntamento fissato dall?Opera Nomadi di Pisa col sindaco di Cascina per affrontare la grave condizione in cui versa il ?campo rom? in località Navacchio. L?Opera Nomadi propone una collaborazione attiva per risolvere il gravissimo stato igienico-sanitario, verificare la scolarizzazione dei minori e avviare le pratiche per creare una Cooperativa mirata alla raccolta dei rifiuti ingombranti e per la gestione di un eventuale mercato dell?usato e dell?artigianato.

Il Presidente Nazionale e l?Opera Nomadi di Pisa al Sindaco di Cascina
COLLABORIAMO IN SOLIDARIETA? CON LA COMUNITA? ROM
3 Novembre 2006

Al Sindaco di Cascina Geom. Moreno Franceschini
e per c.: All?Assessore alle Politiche Sociali

OGGETTO: Comunità Rom Khorakhanè Crna Gora in Località Na-vacchio, richiesta collaborazione con il Comune di Cascina

Gentile Sindaco
Il Capofamiglia Hakija Halilovic ha richiesto un sopralluogo del sottoscritto, Presidente Nazionale dell?associazione Opera Nomadi, presso la sua comunità, per via del gravissimo stato igienico-sanitario del ?Campo Comunale autorizzato? di via Nugolaio 51 sul territorio del Comune da Lei amministrato.
Erano 11anni che il sottoscritto mancava da Navacchio, cioè da quando il piccolo Matteo Salkanovic fu colpito dal giocattolo-bomba.
Con mia grande sorpresa ho trovato l?insediamento gravemente peggiorato, invece che fornito di prefabbricati monofamiliari come generalizzata tendenza in tutta Italia nei confronti delle Comunità di Rom ?Jugoslavi? verso cui, anzi, l?Opera Nomadi insiste per l?asse-gnazione di abitazioni di edilizia popolare.
Lo stesso sventurato Matteo (ancora minore) è stato completamente abbandonato dalle Istituzioni e vive di raccolta del ferro con alterne fortune e incidenti di percorso, dovuti alla non-regolarizzazione di questa attività tramite apposita Cooperativa Sociale, come invece avvenuto in diverse città in accordo con le Aziende addette alla raccolta RSU.

Le richieste sono le seguenti :
1) immediato sopralluogo dell?Assessore alle Politiche Sociali con l?Assistente Sociale, previa appuntamento con il portavoce e vice-presidente della Sezione di Pisa Halilovic e la Presidente della stessa sezione Dr.ssa Olivia Curzio;
2) bitumatura della stradina di accesso ed installazione di un cartello indicatore con la scritta ?Comunità Rom? (adesso esistono, in-credibilmente, due cartelli che indicano piuttosto il ?divieto di caccia? per l?area);
3) messa in sicurezza immediata dell?impianto di energia elettrica della palazzina bagni e lavatoi del Campo;
4) ripristino, in attesa dei prefabbricati, dell?impianto-docce da si-stemare in locali diversi dal WC ;
potenziamento significativo dell?illuminazione pubblica sia sulla stradina d?accesso che in tutto il Villaggio;
5) invio di apposito mezzo della nettezza urbana che gli stessi capi-famiglia Rom riempiranno per eliminare le montagne di rifiuti accu-mulatisi negli anni anche per responsabilità soggettive degli stessi;
6) installazione di un contenitore per rifiuti ingombranti all?ingresso del campo;
7) richiesta alla Protezione Civile di n.° 6 (sei) prefabbricati (e con-testuale allaccio di servizi igienici per ciascuna famiglia, come ormai acquisito in tutti i Villaggi Attrezzati in Italia) per le famiglie della Comunità, così da eliminare le fatiscenti e pericolose baracche e roulottes;
8) creazione di uno spazio appositamente recintato nel campo, dove i Capifamiglia possano accumulare in modo separato quanto raccolto durante la giornata per le loro attività lavorative;
9) avvio delle pratiche per creare una Cooperativa mirata alla raccolta dei rifiuti ingombranti e per la gestione di un eventuale mercato dell?usato e dell?artigianato (il nonno di Matteo è uno degli ultimi artigiani del rame e del ferro) da aprire in città periodicamente;
10) censimento degli abitanti del Villaggio, di concerto con il loro Portavoce Akija Halilovic;
11) verifica dello stato della scolarizzazione dei Minori del Villaggio e contestuale rapporto con il Dirigente Scolastico ed il CSA/MPI provinciale di Pisa.

Sono certo, Sindaco, che Lei attiverà immediatamente i servizi comunali per mettere fine a tale vergogna indegna di una Città civile ed ordinata come quella da Lei amministrata.

Le sottolineo che gli interventi ai punti 3 e 6 hanno carattere di assoluta urgenza per via del grave pericolo all?incolumità fisica degli abitanti dell?insediamento.

Cordialmente,
il Presidente Nazionale Massimo Converso,
la Presidente della Sezione di Pisa, dr.ssa Olivia Curzio
Il vicepresidente della Sezione di Pisa Sig. Hakija Halilovic

Alleghiamo alla presente lettera 7 fotografie che evidenziano la drammatica situazione presente all?interno del campo della comunità Rom ?Khorakhanè crna gora? in località Navacchio.

Fotografia: pulizia al ?campo? per l?appuntamento col sindaco

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L?Opera Nomadi ai Ministeri

21 Novembre 2006 Nessun commento


Roma 9 novembre. L?Opera Nomadi Nazionale incontra prima i funzionari del ministero dell?Istruzione e successivamente, ad un ?tavolo? interministeriale, i dirigenti del ministero dell?Interno, delle Pari Opportunità, del ministro delle Politiche Sociali, del ministero dell?Istruzione. Gli incontri sono guidati dal presidente Massimo Converso e dai due vicepresidenti Renata Paolucci e Kasim Cizmic. Partecipa attivamente Salvatore Geraci della Caritas Nazionale e Presidente della Società Italiana Medicina Migrazioni. E? foltissima la rappresentanza dei Rom/Sinti (non meno di 20 giunti anche da Na-poli, Latina, Bologna e pure Due Dirigenti Rom dalla Romania) .
Al ministero della Pubblica Istruzione la riunione verte soprattutto sul-l?applicazione del ?protocollo d?intesa per la scolarizzazione dei Rom, Sinti e Camminanti? a partire da un censimento qualitativo che delinei la portata delle aree di intervento.
Al ?tavolo interministeriale? si parte dal mancato intervento coor-dinato, dei Ministeri sulla situazione dei Rom e dei Sinti per proporre segnali di positività legalizzando l?attività di raccolta ferro, di com-mercio ambulante e dei musicisti di strada (per Sinti e Rom).
Anche qui viene segnalata l?urgenza di un censimento qualitativo delle presenze, attivato però in collaborazione con operatori del-l?associazione e mediatori culturali Rom/Sinti. Oltre all?aumento delle presenze dalla Romania, preoccupa la situazione sanitaria, dello stato di salute di queste popolazioni che continua ad essere ad alto rischio, si conferma che l?età media non supera i 60 anni.
Il prossimo tavolo di lavoro è indetto presso il Ministero delle Po-litiche Sociali per i primi giorni di dicembre con ANCI, Regioni e Associazioni maggiormente rappresentative compresa l?Opera No-madi. Si parlerà di politiche abitative, tossicodipendenza e inclusione sociale mirando ad attuare interventi più concreti

ALLA PUBBLICA ISTRUZIONE
Roma, 9 novembre, ore 12, ministero dell?Istruzione
Sono presenti due funzionari del Ministero (ed il Dirigente del settore) e per l?Opera Nomadi: Converso, Paolucci, Biondani (Opera Nomadi Palermo), Nieli ed Esposito (Opera Nomadi Napoli), Anna Luisa Longo (O.N. Lazio).
Il Direttore Generale Rossi del Ministero Pubblica istruzione è stato sostituito da pochi giorni ed il nuovo Direttore si incontra con la delegazione dell?Opera Nomadi brevemente a fine riunione.
Le prime note riguardano l?organizzazione del gruppo di lavoro Scuola al prossimo Seminario Nazionale di dicembre dell?Opera Nomadi. Il Ministero concede la sala- conferenze ?Kirner? al I° piano e la probabile presenza del Sottosegretario che verrà pubblicizzata attraverso l?Ufficio Stampa.
Poi Renata Paolucci, Responsabile-Scuola nazionale per l?Asso-ciazione, insiste perché venga finalmente effettuato un monitoraggio qualitativo per dati certi sulla dispersione scolastica. Un monitoraggio che permetta piani reali e concreti di intervento. Inoltre chiede che nel contratto della scuola, all?articolo 9, venga inserita la voce scolarizzazione Rom, Sinti e Camminanti. Della questione vanno interessati tutti i Direttori Scolastici Regionali con una riunione specifica. La problematica rom deve essere affrontata a 360°, a partire dalla scuola che è uno dei punti fermi della politica sociale verso le Comunità.
Il Dirigente e le due funzionarie sono d?accordo e sottoporranno, quanto prima, le richieste al nuovo Direttore.
Marco Nieli sposta il tema sulla repressione. A Napoli si verificano spesso azioni di repressione e rastrellamento di bambini che vengono poi inseriti negli Istituti con la connivenza della Caritas: queste politiche sono fallimentari perché costosissime (70,00 ? al giorno per bambino elargite alle Comunità ? case-famiglia, Istituti, etc -) e distruggono le famiglie che dovrebbero restare unite ed ogni ipotesi di progetto di integrazione futura. Sarebbe più semplice e produttivo attivare dei progetti di facilitazione all?inserimento che costerebbero molto meno. Ma per i progetti di prevenzione le ?Isti-tuzioni? rispondono che non ci sono fondi, mentre per le azioni di repressione, che creano macerie di umanità, i soldi li trovano sempre.
Anna Biondani chiede che il gruppo di lavoro venga formalizzato ed illustra la situazione dei Camminanti Siciliani. Poi viene esaminata la bozza di accordo di programma, del Coordinamento Veneto Opera Nomadi, con la Regione Veneto per l?applicazione del ?protocollo d?intesa? per la scolarizzazione dei Rom/Sinti e Camminanti.
Al termine della riunione l?Opera Nomadi lancia un allarme: le scuole iniziano a rifiutare i bambini rom adducendo la scusa di mancanza di posti, soprattutto nei riguardi dei bambini rom rumeni nuovi arrivati. Il Dirigente e le funzionarie chiedono che vengano loro segnalate con urgenza tali scuole visto che per legge le scuole de-vono accettare tutti i bambini anche se privi di permesso di soggiorno.

AL TAVOLO INTERMINISTERIALE
Roma, 9 novembre, ore 15,30, Assessorato Politiche Sociali del Comune
Sono presenti Dirigenti e Funzionari del Ministero dell?Interno, del Ministero Pari Opportunità ? Unar, la segreteria del Ministro delle Po-litiche Sociali Ferrero, il Dirigente e le due funzionarie della Pubblica istruzione, il dott. Geraci della Caritas Presidente della Società Ita-liana Medicina Migrazioni, e per l?Opera Nomadi: Converso, Paolucci, Biondani, Nieli, Esposito, il vice-presidente Kasim Cizmic, una de-legazione di Rom provenienti dalla Romania guidata da Vasile Gheorghe, presidente del partito rom di Calarasi (Romania), il Dr. Sebastian Zlotea portavoce dei Rom Rumeni di Bologna, Alex porta-voce della Comunità dei Rom Rumeni della Tiburtina (tristemente famosa per la continuata esclusione dei loro bambini dalle scuole della zona note invece per l?integrazione positiva delle Comunità Cinesi ed Africane), due Romnià Rumunke mediatrici culturali che seguono il progetto di stireria e sartoria nella cooperativa di donne rom (fra cui la Presidente della Cooperativa ?Baxtalò Drom?), progetto della Sezione Lazio dell?Opera Nomadi, Semso Rusiti Rom Dasikhanò ed il Sinto ex-Giostraio (Eftavagarija) Gabriele Henig.
Nell?introduzione Massimo Converso puntualizza il mancato inter-vento coordinato, a tutt?oggi, dei Ministeri sulla situazione dei Rom e dei Sinti soprattutto in merito ai Rom/Sinti ?italiani?, tenuti poco in considerazione ma che hanno grosse difficoltà per la sopravvivenza (vedi gli ex ? giostrai, come da piattaforma presentata al capo segreteria del Ministro Ferrero nel precedente incontro): a questo riguardo propone di dare un segnale positivo legalizzando l?attività di raccolta del ferro, del commercio ambulante e dei musicisti di strada.
Per i Rom Rumeni chiede l?intervento della Protezione Civile per l?emergenza sulle loro condizioni abitative e sanitarie, soprattutto ora che si avvicina l?inverno.
Il Presidente insiste sull?urgenza di un censimento qualitativo sugli adulti e sui minori presenti in Italia, attivato però in collaborazione con operatori dell?Associazione e Mediatori Culturali Rom/Sinti.
“Chi può recarsi nei ?campi? di baracche e lamiera a censire le esigenze dei Rom Rumeni? Chi conosce le migliaia di Rom e Sinti mimetizzati in ogni regione italiana??Solo i rappresentanti delle Comunità ma con un chiaro segnale di accoglienza istituzionale, come un ?tesserino tem-poraneo di residenza in Italia? (sul tipo della “carta di dimora” che l?Opera Nomadi di Napoli riuscì ad ottenere per qualche anno nell?a-rea metropolitana della città), ferma restando l?imprenscindibile battaglia per l?abolizione delle leggi Turco-Napolitano e Bossi-Fini.
Propone inoltre un incontro tra i due Governi Italiano e Rumeno, come è stato fatto con scarsissimi risultati fra diverse municipalità, facendo intervenire il Ministero degli Esteri e soprattutto quelli economici dei due Paesi, per una radicale inversione di tendenza sulla politica dei salari praticata soprattutto dagli industriali italiani in tutta la Romania, salari bassi che causano la biblica emigrazione dalla Romania verso l?Occidente.
Poi prende la parola la delegata del Ministro Ferrero che annuncia una riunione – tavolo di lavoro presso il Ministero delle Politiche Sociali per i primi giorni di dicembre con ANCI, Regioni e Associazioni maggiormente rappresentative compresa l?Opera Nomadi. Si parlerà di politiche abitative, tossicodipendenza e inclusione sociale mirando ad attuare interventi più concreti. Il funzionario del Ministero del-l?Interno afferma che si sono già tenute 3 riunioni interministeriali e che è in programma un futuro ?tavolo? per legiferare sulla questione Rom e Sinti.
Successivamente viene illustrata la situazione dei Sinti Giostrai ed ex-Giostrai e dei Rom Rumeni dai rappresentanti delle comunità.
Il dott. Geraci della Caritas Nazionale illustra poi la situazione dello stato di salute di queste popolazioni ad alto rischio la cui età media è di soli 55 anni. Sono in aumento le interruzioni di gravidanza, le tossicodipendenze, il disagio psichico negli adolescenti e nelle donne e non sono praticate ai bambini le vaccinazioni della primissima infanzia per chiare difficoltà nell?accesso ai servizi. A tale proposito la Caritas sta collaborando con il Ministero della Salute.
Tutti i presenti si trovano d?accordo sul costante aumento, sul territorio nazionale, delle presenze dei Rom Rumeni, divenuti ormai il gruppo Rom/Sinto più numeroso del Paese.
Kasim Cizmic riporta le notizie riguardanti la sua partecipazione al Forum Europeo dei Rom che si è tenuto a Strasburgo il 6-8 no-vembre. Il dott. Berardi dell?Unar relaziona sulla riunione indetta re-centemente dal Prefetto di Vicenza con i Sindaci della provincia di Vicenza e il Presidente Dal Lago (Lega Nord), dalla quale è uscito l?impegno dei Sindaci a ritrovarsi il giorno 24 novembre con un piano per la sistemazione delle famiglie sinte presenti nel territorio.
I saluti finali sono un arrivederci ai primi di dicembre alla riunione presso il Ministero delle Politiche Sociali.

Nella fotografia, l?intervento del Presidente Nazionale

Riferimenti: L?Opera Nomadi ai Ministeri, proposte politiche

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Relazione Morale del Presidente Nazionale Opera Nomadi

27 Ottobre 2006 Nessun commento


Roma 30.9-1.10. Relazione morale del Presidente all’Assemblea Nazionale Opera Nomadi. ?Due grandi problemi hanno segnato il mondo dei Rom/Sinti in questi ultimi 12 mesi: la conferma, amplificata, della centralità negativa dell’immigrazione dei Rom dalla Romania; la irrisolta emarginazione delle comunità sinte?. Sommario: – Vita associativa e rapporti con i Rom/Sinti; – Diritti, obiettivi raggiunti.

Una relazione che traccia la realtà geografica e politica dell?associa-zione. A livello geografico sono 31 le sezioni Opera Nomadi in Italia. A livello politico c?è un ?tavolo permanente interministeriale? dove le trattative riguardano l??emergenza Rom rumeni?, il riconoscimento di minoranza etnico-linguistica ai Rom/Sinti, l?applicazione con fondi mirati del protocollo MIUR-Opera Nomadi per la scolarizzazione dei Rom/Sinti, poi c?è la Convenzione Nazionale col Servizio Civile che fornisce 80 Volontari a 20 sezioni, la proposta di integrazione della legge sulla ?giornata della memoria? e altro ancora.

Massimo Converso è attivo nell’Opera Nomadi dagli anni ottanta del secolo scorso ed ha ricoperto, più volte, anche il ruolo di Segretario Nazionale. Ricopre la carica di Presidente Nazionale per il secondo mandato consecutivo.

Relazione morale, anno 2005-06, del Presidente Nazionale, Massimo Converso, all’Assemblea Nazionale Opera Nomadi, Roma 30.9-1.10.

DUE GRANDI PROBLEMI HANNO SEGNATO IL MONDO DEI ROM/SINTI IN QUESTI ULTIMI 12 MESI:

1- LA CONFERMA AMPLIFICATA della CENTRALITA? NEGATIVA DELL’IMMIGRAZIONE dei Rom dalla ROMANIA
2- LA IRRISOLTA EMARGINAZIONE DELLE COMUNITA? SINTE

I progressi d?integrazione registrati in alcune realtà locali sono ancora attribuibili all?impegno di singoli Amministratori, ma il Governo soltanto di recente sta recependo operativamente le indicazioni che da anni poneva l?O.N. avviandosi a superare la mera politica di ordine pubblico e cominciando a dotarsi di alcuni seri strumenti legislativi per prevenzione e sviluppo.

L?Opera Nomadi, le sue 31 Sezioni, devono attuare una stretta organizzativa (ancora non esecutiva nel 2004-05) applicando con forza quella parte dello Statuto che conti sull?efficienza dei Coordinamenti Regionali e sulla professionalità dei Responsabili di Settore, dei Coordinatori d?Area a cui saranno affiancati i mediatori Rom/Sinti più interni all’?Associazione.
Il Consiglio Nazionale sta lavorando con grande determinazione a questo obiettivo e già dai prossimi mesi il Presidente ed i due Vice-Presidenti Nazionali convocheranno, di concerto con le Sezioni, i Coordinamenti Regionali per applicare l?indispensabile svolta orga-nizzativa ed approfondire ulteriormente i contenuti della politica sociale dell?Associazione. Fondamentale, in questa attività, si è rivelata e si rivelerà ROMANO LIL, organo d?informazione ufficiale dell?Opera Nomadi.

SOMMARIO:
1 – VITA ASSOCIATIVA e Rapporti con i Rom/Sinti
2 – DIRITTI, obiettivi raggiunti

1 – VITA ASSOCIATIVA ? Premessa
Geografia delle 31 SEZIONI, maggio 2006

AREA NORD
TRENTINO ALTO-ADIGE: Bolzano, Trento
PIEMONTE: Torino
LOMBARDIA (3+1): Brescia, Milano, Mantova, Bergamo (Gruppo Coll.)
LIGURIA: Genova (Gruppo Coll.)
VENETO: Padova, Piove di Sacco (PD), Treviso, Rovigo, Vicenza

AREA CENTRO
MARCHE: Fano
EMILIA ROMAGNA (4+1): Ferrara, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Rimini (Referente)
TOSCANA: Pistoia, Firenze/Toscana
ABRUZZO: sezione Abruzzo
LAZIO: Roma-Latina-Frosinone
MOLISE: Campobasso, Isernia (Referente)

AREA SUD
CAMPANIA: Napoli, Caserta, Giugliano, Salerno (Gr.Coll.)
PUGLIA: Foggia, Lecce, Altamura (Ba)
CALABRIA. Cosenza, Reggio Calabria, Crotone
SICILIA: Sicilia (Palermo/Noto/Paternò)
LUCANIA: Gruppo collaboratore
SARDEGNA: Sassari (Referente)

ROM/SINTI PRESIDENTI DI SEZIONE:
Trento -Sinto Estrekarija, Fano -Rom Shiftaro, Modena -Sinta Emi-liana, Abruzzo -Rom Abruzzese, Altamura (Ba) Rom Shiftaro.

1 – VITA ASSOCIATIVA e Rapporti con i Rom/Sinti

Va subito sottolineato come l?Opera Nomadi continui ad estendere la propria presenza sul territorio nazionale e si sia raggiunto il numero di 31 Sezioni ; altre richieste provengono in misura direttamente proporzionale all?aumento esponenziale del popolo Rom in Italia.
Le autostime di influenti capifamiglia Rumeni danno l?immigrazione dei Rom Rumeni, infatti, ormai a 70.000 unità, le più prudenti a 50.000.
Non è più l?Opera Nomadi dell?inizio anni ?90 allorchè nel Centro-Sud esistevano due sole Sezioni e poco più di una diecina nel Nord.
E? evidente che i problemi di gestione e di vita associativa si sono ingigantiti anche perché l?Opera Nomadi è rimasta coerentemente fuori dalle due grandi centrali del Volontariato di questo settore : cioè quella confessionale e quella cosiddetta laica (fermi restando i positivi e sempre auspicabili rapporti che le Sezioni tengono in sede locale) con il vantaggio di non dover sottostare agli equilibri interpartitici e simili.
Lo strumento dei Coordinamenti di Area non ha sortito gli effetti sperati, mentre i Coordinamenti Regionali appaiono più vicini alla realtà geopolitica istituzionale in quanto le deleghe a Regioni e Provincie sono verticalmente aumentate. Ben venga allora l?attivismo del Coordinamento Veneto e la ricostruzione di quelli calabrese ed emiliano.
Il problema organizzativo centrale resta sempre lo stesso nei 40 anni di vita dell?Opera Nomadi: il ruolo del Consigliere Nazionale può e deve essere caratterizzato in forme più comprensive dell’intero territorio nazionale e della complessità delle esperienze esterne all’Opera Nomadi.
L?equilibrio di un?Opera Nomadi fondamentalmente caratterizzata dall?essere un?associazione mista è stato mantenuto, ma sempre tenendo presente la necessità/determinazione di valorizzare energie e risorse del popolo dei Rom, Sinti e Camminanti favorendo sempre una loro visibilità e un loro protagonismo rispetto ai diritti e ai destini di questa Comunità.
L?elezione di Yuri Del Bar a Consigliere Comunale di Mantova è restata per l?intera Comunità Italiana dei Rom/Sinti un?eccezione che conferma la regola della sostanziale emarginazione sociale che vivono i Rom/Sinti in Italia, alla base della quale resta il bassissimo livello medio di istruzione, aggravatosi con l?analfabetismo totale delle diecine di migliaia di minori Rom Rumeni.
Sicuramente è aumentata la presenza di Rom e Sinti all?interno dell?Associazione e non solo quantitativamente. Oramai è una realtà la presenza dei Rom e Sinti ai massimi livelli di responsabilità tanto a livello nazionale che locale.
E? una realtà che l?universitaria Serena Spada (Rumrì Molisana), i Sinti Giostrai e gli stessi Rom Rumeni siedano, con le loro piattaforme rivendicative, organicamente al tavolo di concertazione fra il nuovo Governo e l?Opera Nomadi, frutto di un paziente lavoro di tessitura di rapporti e contenuti all?interno dei diversi Ministeri, dopo le elaborazioni conseguenti ai due appuntamenti di approfondimento della propria linea e progettualità che l?Opera Nomadi organizza ogni anno ovverossia il SEMINARIO NAZIONALE ed il più specifico CONVEGNO ?Rom/Sinti, Legge 337 e microaree residenziali? (questo anno a Padova).

Sicuramente però continueremo a scontare ritardi e limiti nella costi-tuzione di un gruppo dirigente Rom/Sinto all?interno dell?Associa-zione, ma la linea programmatica dell?Associazione fortemente tende a questo ed è su questa strada che bisogna insistere senza però formalismi o scorciatoie demagogico-populiste.
Al fine di coprire quei vuoti di presenza concreta ed operativa sul territorio nazionale, l?Opera Nomadi Nazionale si è sforzata ulteriormente nella costituzione di nuove sezioni (e alla ricostruzione di altre) dove confluissero nuove energie di quell?attenzione che nel sociale è sempre più indirizzata alla soluzione operativa delle problematiche legate alla realtà dei Rom e dei Sinti ed al favorire all?interno di queste nuove realtà (così come pure all?interno delle vecchie un ruolo da protagonisti per i Rom e i Sinti).
Si è lavorato perciò assiduamente per la costituzione di nuove sezioni che hanno poi visto concretizzarsi questa attività con l?apertura della sede di Vicenza e con la ricostruzione delle Sezioni di Bologna, Modena e Crotone con l?impegno diretto del Presidente e della VicePresidente.
Importantissimo il recupero di un rapporto organico con i Camminanti Siciliani, uno dei tre grandi gruppi che compongono il popolo nostro fratello in Italia, tramite l?Insegnante Anna Biondani di Noto della Sezione Sicilia. In sardegna abbiamo stabilito, rapporto nato con la Caritas nell?ambito del Seminario Nazionale, una figura di Referente al fine di rifondare la Sezione locale nel nome di Peppe Collu.
Le suddette nuove realtà si affiancano come forze fresche a tutto il corpo dell’Opera Nomadi dando una nuova connotazione geografica alla presenza dell?Associazione sul territorio nazionale ma soprat-tutto nuove energie e linfa vitale alla stessa.
Ci sembra che in linea generale, al nostro interno, si sia ulte-riormente confermata l?importanza di comprendere la gestione mista dell’associazione,
laddove una Presidenza sezionale ai Rom ha senso se corrisponde ad una politica sociale programmata e non assistita dai “gagè”.
Il tutto, lasciando in ogni caso grande autonomia alle sezioni e stimolando e favorendo la costituzione di coordinamenti regionali che valorizzassero le risorse locali e raccordasse le iniziative che via via venivano sviluppate a livello territoriale.
Questo tenendo presente che molte volte la singola sezione si trova di fronte a problematiche di molto superiori alle sue singole forze e che quindi per risultare vincente, l?azione necessita del concorso di una molteplicità di forze (innanzitutto quelle presenti all?interno all?associazione nell?area geografica), ma anche raccordandosi con altre forze (associazioni, singoli volontari, servizi sociali ecc. presenti sul territorio).
La sede sociale dell?O.N. in San Lorenzo di Roma funziona sempre più costantemente per tutto il Consiglio Nazionale, per le Sezioni, sia durante i numerosi incontri di lavoro nella Capitale che per la costante vita di comunicazione collegamento interscambio all?interno dell’Associazione: la precarietà dei recapiti postali di alcune Sezioni ha generato qualche incomprensione a causa della mancanza di informazioni pervenute sulla peraltro fortemente accresciuta attività dell?Opera Nomadi.

Giacomo Iachetta ha voluto una ristrutturazione dei locali per cui la Segreteria Tecnica Nazionale dispone adesso di una stanza comple-tamente indipendente e ben attrezzata con una linea telefonica ordinaria, una per il fax, un buon impianto telematico dotato di scanner e la fotocopiatrice.
Un grande impulso positivo verrà dalla collaborazione di diecine di volontari del Servizio Civile Nazionale suddivisi in 20 Sezioni.
Cioè 2/3 dell?Associazione potranno servirsi di giovani motivati e di media professionalità nell?attività quotidiana. Il Referente Nazionale per l?Associazione sarà l?esperto PierLuigi Lombardi (anche per la Zona Centro-Italia) di Roma, per il Sud il Consigliere Nazionale Enzo Esposito, per il Nord Alessandro Piccin di Padova.
Anche questa Convenzione Nazionale con il CESV (Centro Servizi Volontariato) è un concreto successo del Consiglio Nazionale che ha esteso la positiva esperienza dello scorso anno di Roma e Foggia.
Il Consiglio Nazionale si è riunito regolarmente a norma di Statuto, e sono aumentati i momenti di incontro dei Consiglieri Nazionali con le sezioni per affrontare problemi specifici di rilevanza locale ed extralocale.

Chi accusa di ?accentramento romano dell?attività? non vuol tener conto dell?autorevolezza in sede di tavolo governativo e nell?interrelazione con le Sezioni della Vice-Presidente Nazionale e del Direttore di Romano Lil, nonché del Rom Vice-Presidente Nazionale. Chi ha ottenuto delle cariche senza poi svolgere, minimamente si badi, il proprio ruolo ed anzi unendosi a chi getta discredito sull?Associazione ed aumenta l?oggettivo solco che esiste fra Rom dei Balcani e Rom/Sinti ?italiani?, deve soltanto fare autocritica ed applicarsi nel lavoro umile e faticoso di Consigliere Nazionale, compiendo il proprio dovere come finora non ha fatto, ripetiamo minimamente.
Tale polemica è perciò fine a se stessa ed è gravemente amplificata con strumenti telematici di diffusione nazionale che hanno lette-ralmente inventato accuse gravissime contro alcuni Dirigenti dell?O-pera Nomadi. Accuse, la cui evidente falsità sarà immedia-tamente portata al giudizio dei Probiviri dell?Opera Nomadi.
Il Consiglio Nazionale è vivo e concretamente attivo: lo dimostra la forte ed irreversibile visibilità pazientemente raggiunta con la Dirigenza di ben quattro Ministeri ed il Tavolo (presso il dicastero della Solidarietà Sociale) dove con i suddetti Ministeri i Rom/Sinti siederanno a trattare concretamente per i problemi del loro popolo.

La vita associativa sta comunque progredendo malgrado alcune strumentali polemiche destinate a generare una mirata confusione.
E comunque giova ribadire che nell?Opera Nomadi c?è sempre un grande bisogno dell?impegno di tutti e spazio per tutti, fermo restando che non saranno più tollerate le accuse pubbliche immotivate e gravemente dolose.
E? questa la strada maestra che continueremo a percorrere: la più grande interconnessione fra ?centro? e ?periferia? dell?associazione in uno stretto rapporto di assistenza e consulenza, basato sempre più sulla presenza attiva e costante dei Consiglieri Nazionali nei diversi Coordinamenti Regionali, che non devono però adagiarsi sul dato di fatto positivo che la Sede Nazionale sia sempre più riferimento di orientamento e consulenza per quella parte della compagine governativa che, dopo anni di nostro paziente lavoro, riconosce nell?Opera Nomadi l?unica realtà di comprensione collettiva della condizione nazionale del popolo dei Rom/Sinti.

2. DIRITTI , OBIETTIVI RAGGIUNTI
Esaminiamo i passi fondamentali, in questo anno, nell?Opera Nomadi

1) TAVOLO PERMANENTE interministeriale presso il MINISTERO della SOLIDARIETA? Sociale con i Ministeri P.I., Pari Opportunità, Interno, Affari regionali e Lavoro ; i Rom/Sinti vi partecipano paritariamente e con un?articolata delegazione, in cui sono evidenziati i ruoli dei Sinti e dei Rom Rumeni;
2) DECRETO del Ministero per la Pubblica Istruzione per una Commissione tecnica permanente composta dal Dirigente Tallo ed altri tre tecnici e da quattro Insegnanti dell?Opera Nomadi;
3) ISTRUZIONE Rom/Sinti; al Seminario Nazionale il MPI convocherà tutti i Direttori Scolastici Regionali per l?applicazione del Protocollo d?Intesa;
4) LEGGE NAZIONALE sulla Minoranza Nazionale dei Rom/Sinti e Camminanti. Il Consiglio Nazionale ha approvato un anno addietro tale proposta e nell?inverno scorso essa è stata inoltrata al Ministero per gli Affari regionali; altri due Ministeri ne hanno dato parere positivo ed essa è all?esame adesso degli uffici legislativi degli stessi Ministeri ; approderà in Parlamento, dopo questo indispensabile iter di valutazione tecnica;
5) La COMMISSIONE BICAMERALE per l?INFANZIA riceve in AU-DIZIONE UFFICIALE una delegazione dell?Opera Nomadi guidata dal VicePresidente Nazionale il Rom Kasim Cizmic (sono presenti anche Paolucci e Converso);
6) PORRAJMOS: la Senatrice Valpiana ha presentato la proposta di integrazione della Legge sulla GIORNATA della MEMORIA, proposta firmata da tutti i gruppi della Maggioranza;
7) PORRAJMOS: l?Opera Nomadi per la prima volta ha partecipato ufficialmente alla manifestazione di caratura mondiale che si tiene ogni anno ad Auschwitz il 2 Agosto, nell?anniversario della strage nazista del 1944; l?invito si deve all?impegno della Sezione di Bolzano ed al Dirigente Rom Roman Kiatowski con cui l?Opera Nomadi è in collaborazione sin dal primo viaggio ad Auschwitz del 1992; è stato stabilito un organico rapporto con il gruppo dei Sinti Tedeschi che fanno riferimento a Romani Rose e con tutto il settore, fra di essi, dei sopravvissuti ; 8) PORRAJMOS: il Presidente Converso ed il Vicepresidente ROM Kasim Cizmic si recano in Maggio 2005 con la delegazione della Comunità Ebraica e dell?Associazione Partigiani nel Campo di ster-minio tedesco di Dachau; all?Università di Monaco incontrano il Prof. Muller, unico superstite del Gruppo Partigiano Studentesco della Rosa Bianca;
9) Il Seminario Nazionale e la ?Conferenza Nazionale ROM/SINTI, Legge 337 e microaree residenziali? sono diventati momenti perma-nenti di verifica anche con l?esterno della politica dell?associazione;
10) CONVENZIONE NAZIONALE SERVIZIO CIVILE con il CESV , per 20 Sezioni;
9) INTESA NAZIONALE con la Società Italiana Medicina delle Migrazioni (area CARITAS) con la seconda partecipazione al loro Congresso scientifico; l?Opera Nomadi per la prima volta avrà uno spazio nell?importantissima pubblicazione periodica ?Dossier Immigrazione CARITAS?.

Possiamo ben dire che all?interno dell?Opera Nomadi non è mai venuta meno la tenacia ed il lavoro quotidiano affinché l?asso-ciazionismo autonomo dei Rom e dei Sinti non sia questione del domani. Senza però fare del populismo della demagogia, cioè tenendo ben presente che il livello d?istruzione in Italia fra i Rom/Sinti è il più basso d?Europa, con tutto ciò che questo comporta nella formazione di un gruppo dirigente autonomo che non sia soltanto testimoniale o simbolico.

I Mediatori Rom/Sinti si sono stabilizzati rappresentativamente nelle Istituzioni in diverse città italiane, ma è fondamentale affrontare complessivamente la questione della formazione degli stessi (nel ?Protocollo d?Intesa? ciò è previsto formalmente), la cui attività diffusa in prospettiva su tutto il territorio nazionale resta un obiettivo politico-sociale centrale per la strategia futura dell’OPERA NOMADI.

I TEMI: Habitat e Lavoro, Scolarizzazione, Attività di promozione e di informazione ROMANO LIL sono trattati negli allegati e nelle relazioni dei Consiglieri Paolucci e Costa.

ARTICOLI ASSEMBLEA NAZIONALE:
- Noi dell’Opera Nomadi
- All’Assemblea Nazionale Opera Nomadi
- La relazione della Referente Scuola
- La “relazione morale” del Presidente Nazionale

Fotografia, Roma, 30 settembre, via dei Mille: il Presidente Massimo Converso legge la “relazione morale” 2005-06

Riferimenti: La "relazione scuola" dell’Opera Nomadi

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Commenti a: Assemblea Nazionale Opera Nomadi

4 Ottobre 2006 14 commenti

Articolo pubblicato su Romano Lil, 2 ottobre.

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All?Assemblea Nazionale Opera Nomadi

2 Ottobre 2006 1 commento


Roma, 30 settembre ? 1 ottobre, Assemblea Nazionale Soci Opera Nomadi. L?incontro-raduno dell?associazione registra il più grande consenso numerico, e politico, degli ultimi anni: 31 sezioni (minimo 9 soci iscritti) su tutto il territorio nazionale, 3 gruppi collaboratori, 3 gruppi referenti. Ma è stato anche il più burrascoso e turbolento degli ultimi cinque anni perché questioni personali hanno nettamente prevaricato la questione politica. D?altronde una certa frammentazione dell?Associazione sembra rappresentativa, quasi omeopatica, delle stesse popolazioni Rom/Sinte.

(“CARTOLINA” A NOEMI)
Mantova Opera Nomadi aveva annunciato che dopo cinque anni di assenza sarebbe tornata a ?riformare le menti ed i cuori nell?As-sociazione? ed è stata l?assemblea più rissosa, offensiva, pro-vocatoria degli ultimi cinque anni. E da questa assemblea, a parte cause legali per offese personali, emerge nettamente l?impressione che Mantova Opera Nomadi non è più in grado di rapportarsi politicamente (e pacificamente) con l?Associazione Nazionale e che ne sia ?fisiologicamente? fuori. Da lì, quando manca il legame d?amore, di ideali, di ?comunanza-phralipè, restano solo liti ed insulti e tentativi reiterati di rissa.

QUESTA CRONACA E? RIVOLTA AI SOCI OPERA NOMADI
E fa parte della quota tessera annuale. Gli altri riferiscano questa cronaca alle furenti ?baruffe? che ci sono anche in Parlamento o in qualsiasi direttivo dei Partiti nazionali.

PREMESSA: DEJA VU, COAZIONE A RIPETERE
?Deja vu? è una sorta di memoria episodica pre-cognitiva o retro-attiva. Verso episodi particolarmente vissuti si può creare anche una specie di ?coazione a ripetere?. All?Assemblea Nazionale di cinque anni fa, l?ultima a cui ha partecipato Mantova, c?è stata una fazione di Consiglieri che ha accusato il Segretario dell?Associazione di molestie per estrometterlo. Il risultato è stato che l?accusa si è ri-baltata ed il Segretario è diventato Presidente. Anche nell?as-semblea 2006 c?è stato un tentativo di questo genere quando una donna accompagnata da Carlo Berini?

PREMESSA: LA VERITA? E? RELATIVA
Da vecchio fotografo ricordo che ?Point de vue? (presa da una finestra di Gras) è la prima protofografia della storia, di Nicéphore Niépce del 1826, a significare filosoficamente, anche nella ripresa fotografica, che è sempre questione di ?punti di vista?.
Questa filosofia si trova anche in Rashômon, 1950, di Akira Kuro-sawa: tre testimonianze visive di uno stesso episodio (l?uccisione di un samurai) sono differenti. Dove sta la verità? Forse ?la verità? è proprio ?relativa? (anche per anagramma). E comunque, con stile Romano Lil, anche se s-coinvolto, cerco di dare un resoconto, sempre documentato e mai offensivo, di quello a cui ho partecipato. Con grande sofferenza e turbamento, in questo caso, perché sì è spezzato un altro cerchio, di quelli concentrici dipanantesi, della tribù degli uomini.

PREMESSA: ?LA VERITA? TI FA MALE, LO SO?
(In data 5 ottobre). Per dovere di in-formazione, segnalo che altre “verità” sull?Assemblea Nazionale, si trovano sul nuovissimo ?blog? Rom Sinti @ Politica in un articolo del 4 ottobre dal titolo ?Opera Nomadi, Asseemblea Nazionale dei soci 2006?, si trovano sul ?blog? Sucar drom, di venerdì 29 ottobre, in un commento (in data successiva) di Yuri Del Bar all?articolo ?Opera Nomadi, Assemblea Nazionale dei soci? -con fotografia arbitraria, mentre la relazione ?ufficiale? dell?Opera Nomadi Nazionale verrà spedita nei prossimi giorni a tutte le sezioni (una breve introduzione con le cinque relazioni approvate). Un’altra “verità” sull’Asssemblea è apparsa su Sucar drom, 5 ottobre ore 16,51 al titolo: “Opera Nomadi, Assemblea Nazionale dei Soci 2006″. (In data 8 ottobre). La seconda parte di Sucar drom appare in data 8 ottobre al titolo: “Opera Nomadi, Asseemblea Nazionale dei Soci (II parte)”.
Cliccando sopra le scritte in azzurro, si va direttamente all’articolo.

ATTORNO AL FALO? CON ROMANO LIL
“Porto le parole, ammucchio le frasi, narro le parole – dice un vecchio cantastorie esquimese, ma tra di loro si chiamano Inuit, la gente – così è la mia abitudine sono fatto così. Perché le parole danno emozioni e creano silenzi, le parole portano falsità e menzogna, le parole portano conoscenza giusta delle cose: Amaijà aijà jaai jà-jà”.

L’ORDINE DEL GIORNO DELL’ASSEMBLEA
La convocazione e l’ordine del giorno dell’Assemblea Nazionale Annuale Soci Opera Nomadi si legge su Archivio Romano Lil, 29 settembre, all’articolo: “Noi dell’Opera Nomadi”.

CONSIGLIO NAZIONALE_____________sabato
Sabato ore 16-18,30 alla sede CESV in via dei Mille, Roma, si tiene il Consiglio Nazionale che precede l?assemblea annuale: sono presenti nove Consiglieri Nazionali. La relazione morale del Presidente, quella del Segretario, del Tesoriere, della Referente scuola, del Referente in-formazione (direttore di Romano Lil), vengono approvate all?u-nanimità.

L?ASSEMBLEA NAZIONALE___________sabato
Ore 18,30-20,30. Sono presenti i delegati di 12 sezioni, Abruzzo, Trento, Mantova, Milano, Padova, Rovigo, Sicilia, Fano, Firenze, La-zio, Napoli, Cosenza, la delega di Treviso: vengono votati, all?unanimità, Presidente e Segretario dell?Assemblea Nazionale, Curatoloi e Piccin. E? presente come osservatore il Presidente dei Probiviri dell’Opera Nomadi Nazionale, Avv. Marco Picciani, invitato personalmente dal Presidente. Prima dell?Assemblea: discussione accanita perché un operatore dell?Opera Nomadi di Mantova piazza telecamera per registrare tutto senza prima avere chiesto auto-rizzazione. Casino-casino, democrazia di qua e di là, poi si passa alla votazione che nega la registrazione. Prima dell?assemblea: no-nostante l?Ordine del Giorno degli interventi delle sezioni e delle mozioni sia previsto per il giorno dopo, Carlo Berini, Presidente Opera Nomadi sezione di Mantova propone la mozione delle ?Nove tesi per l?Opera Nomadi? all?assemblea. Il presidente gli dice di portarla il giorno dopo, lui insiste per leggere subito la mozione. Casino-casino, “Curatoli stalinista, torna in Messico!”, allora Roberto Costa, Presidente di Rovigo Opera Nomadi, propone una mozione dal titolo ?Nove motivi per espellere l?Opera Nomadi di Mantova?. Casino-casino in cui si distingue un socio, di Milano che, ?cazzo?grrr!?, tenta di scagliarsi contro un altro socio, seguono altri interventi chiassosi in simultanea, poi una ex socia Opera Nomadi, vuole fare un intervento contro il Presidente accusandolo di vari reati e ?non è democrazia? se non può parlare, anche se non ha la delega per l?assemblea. Segue una specie di quiete nella tempesta rotta da un intervento offensivo di Carlo Berini rivolto a Renata Paolucci che fa scattare il segretario dell?Assemblea (marito di Renata) che si ferma a pochi centimetri dal volto del Berini. Casino-casino, de-mocrazia di qua e non di là, e Carlo Berini invita tutti i Rom/Sinti ad uscire dall?Assemblea, e Yuri Del Bar spalleggia il suo presidente, ma nessuno esce e dopo un?ora dall?inizio, su intervento deciso di David Knight (“proviamo a ripartire?”), si ristabilisce un minimo di calma e di metodo: SEGUIRE L?ORDINE DEL GIORNO PRE-VENTIVATO.
Allora il Presidente Nazionale può leggere la sua relazione ?morale? 2005 e dare le indicazioni politiche per il 2006, relazione che sarà pubblicata nei prossimi giorni. In breve l?Associazione registra il più grande consenso numerico, e politico, degli ultimi anni: 31 sezioni (minimo 9 soci iscritti) su tutto il territorio nazionale, 3 gruppi colla-boratori, 3 gruppi referenti. A livello politico c?è un ?tavolo per-manente interministeriale? dove le trattative riguardano l??emer-genza Rom rumeni?, il riconoscimento di minoranza etnico-linguistica ai Rom/Sinti, l?applicazione con fondi mirati del protocollo MIUR-Opera Nomadi per la scolarizzazione dei Rom/Sinti, poi c?è la Convenzione Nazionale col Servizio Civile che fornisce 80 Volontari a 20 sezioni, la proposta di integrazione della legge sulla ?giornata della memoria? e altro ancora. Segue la relazione del tesoriere, gravemente amma-lato, sostituito per l?occasione dal dottor Iachetta, commercialista. Poi la richiesta della sezione di Napoli, di sigla Onlus per l’As-sociazione, dibattuta brevemente.
A causa delle intemperanze il tempo degli interventi del giorno dopo si è ristretto, allora il Presidente di Rovigo Opera Nomadi offre lo spazio della sezione di Rovigo a Mantova, perché quest?ultima possa illustrare adeguatamente le sue ?Nove tesi?. Le proposte del Presidente Curatoli, di fare l’assemblea il giorno dopo alla sede Opera Nomadi per avere più tempo, e di Costa, di iniziare alle ore 8 invece che alle 9, sono bocciate.

LE SEZIONI ALL?ASSEMBLEA___________domenica
Domenica 1 Ottobre ore 9 -12 via dei Ramni 4. E’ presente come osservatore il Presidente dei Probiviri dell’Opera Nomadi Nazionale, Avv. Marco Picciani. Si completano le relazioni previste, ma ritardate dal giorno precedente, a cui seguono gli interventi delle sezioni. Relazione Segretario Nazionale Giorgio Bezzecchi che sintetizza con commenti adeguati le 31 relazioni, relazione ?Romano Lil? a cura del direttore Roberto Costa, Relazione ?Scuola? a cura della Respon-sabile Nazionale Renata Paolucci.

?SPUDORATA, BUGIARDA?
Durante la relazione della professoressa Paolucci, Carlo Berini, Presidente dell?Ente Morale Opera Nomadi di Mantova, la interrompe con le seguenti parole: ?Sei una spudorata, bugiarda!?. Al che il Presidente dell?Assemblea, il settantenne Curatoli, tenta di scagliarsi contro di lui inveendo ripetutamente. Viene fermato e nel casino generale alcuni mediatori tentano di ricondurre all?armistizio che si raggiunge solo dopo venti minuti di tumulto. Da segnalare, come mediatori del conflitto, i Consiglieri Nazionali Giorgio Bezzecchi, Maurizio Pagani ed il vice-presidente Kasim Cizmic.

ALCUNI INTERVENTI DELLE SEZIONI
Dopo il tumulto si ripresenta il caso dell?ex-socia Opera Nomadi che ha pesanti accuse contro il Presidente Nazionale. Dirime la questione Bianca la Penna, Consigliere Nazionale Diritti -cooptato, spiegando che se ci sono estremi da denuncia penale, la signora proceda in tal senso, perché l?assemblea ha carattere politico. Comunque il Con-sigliere Nazionale Roberto Costa, si è impegnato, successivamente, anche la vice-presidente Paolucci, a portare la ?questione? al prossimo Consiglio Nazionale.
L?assemblea riprende faticosamente con lo spazio-sezioni (previsti dieci minuti). Interviene il vice-presidente Kasim Cizmic che cerca di sedare gli animi ricordando che ?i Rom muoiono là fuori? ed invita a mettersi assieme, seguito sulla stessa linea da Arif Tahiri, presidente Opera Nomadi Marche. Marco Nieli, Presidente di Napoli, riconduce l?assemblea alla politica ponendo il tema importantissimo dell?as-sociazione come ?Onlus? che potrebbe aprire spiragli per ?con-venzioni? e finanziamenti. Maurizio Pagani, di Milano, cita le liti furiose del Parlamento Italiano, per suggerire un po? di calma.

LA RELAZIONE DI MANTOVA
Il presidente dell?Opera Nomadi di Mantova Carlo Berini, fa un intervento in linea e conseguente il suo pensiero ?per questo il Consiglio Direttivo dell’Opera Nomadi di Mantova proporrà alla prossima Assemblea Nazionale, dopo cinque anni di assenza, nove tesi per riformare le menti e i cuori nell’associazione?, riportato nei commenti all?articolo su Sucar drom di venerdì 21 aprile dal titolo ?Pedofilia a Roma, il Presidente dell’Opera Nomadi sapeva?? (e se sapeva perché non è intervenuto?). Spiega Berini che il Consiglio Direttivo di Mantova ha dato mandato ai quattro delegati di fare approvare le ?Nove tesi politiche per l?Opera Nomadi? (fatte in collaborazione con Sucar drom e Istituto Cultura Sinta), ed inoltre di fare chiudere tutte le sezioni dell?Opera Nomadi dove i Rom/Sinti non sono adeguatamente rappresentanti e primi protagonisti delle politiche a loro rivolte. Dopo cinque anni di assenza l?Opera Nomadi di Mantova torna al Nazionale a dettare la sua linea politica. Nel seguito Berini, presidente ?bianco? di Mantova, critica punto per punto la relazione morale del Presidente Nazionale: Mantova vuole il Presidente Rom, Mantova non è d?accordo coi ?tavoli ministeriali? con solo l?Opera Nomadi, Mantova sulle mancate denunce alle istituzioni, Mantova sulla scolarizzazione che fa diventare i Rom tutti stranieri, Mantova sulla centralizzazione dell?Opera Nomadi a Roma, Mantova contro la sovrastima dei Rom rumeni, Mantova che i Rom di un ?campo? sono stati trasferiti fuori Roma? Poi, dopo altri due delegati, interviene Yuri Del Bar, due delegati di Mantova in fila senza aspettare il turno, che non posso riportare perché Del Bar dice ?fate uscire quello lì che mi da fastidio?, che sarei io, il cronista, che ha diritto di identità, di nome e cognome. Non si dice ?zingari?, si dice Rom e Sinti. Non si dice ?quello lì?, si dice Roberto Costa.

LA RELAZIONE DI ROVIGO
Il Presidente di Rovigo Opera Nomadi, Roberto Costa, ribatte brevemente che l?Opera Nomadi coi Rom/Sinti protagonisti vuol dire chiudere 28 sezioni su 31, e resterebbe solo Mantova e l?Abbruzzo e Marche, e vuol dire chiudere progetti sul lavoro, casa, scolariz-zazione, assistenza legale e altro, che sono portati avanti dai ?bianchi?. E vuol dire riportare in prigione Rom/Sinti lasciati senza assistenza e tutela legale. Ricorda, a proposito del presidente Rom che le minoranze più discriminate d?Europa non sono i Rom/Sinti ma le loro donne e, propone, casomai una Presidente Romnì, donna. Insiste sul legame su cui si dovrebbe fondare l?associazione, un legame di ?rispetto? e ?comunanza? ed ?idealità?, violato da Man-tova. Dopo mesi e mesi di tentativi di ricondurre le critiche di Mantova e farle diventare costruttive all?interno dell?Associazione, Roberto Costa si dichiara sconfitto e propone allora, visto anche come è andata l?assemblea del giorno prima, ?Nove motivi per espellere l?Opera Nomadi di Mantova?. Oggetto: Opera Nomadi sezione di Mantova, venga espulsa dall?Opera Nomadi per violazione del ?codice morale?, della ?comunanza-phralipè? e per condotta illegale reiterata nella gestione del ?blog? Sucar drom. Una mozione di tre pagine in cui sono riportati nove punti documentati e dettagliati, riferiti soprattutto al ?blog? dell?Opera Nomadi di Mantova (Sucar drom) di insulti personali, di casi di violazione dell?etica professionale (saccheggio foto e articoli senza citazione e uso arbitrario violante la ?privacy? di primi piani di bambini rom), di notizie false e denigratorie rivolte all?Opera Nomadi Nazionale.

LA VOTAZIONE DELL?ASSEMBLEA
Verso mezzogiorno l?Assemblea vota a larghissima maggioranza tutte le relazioni, confermando a larghissima maggioranza, la linea politica e gli orientamenti dell?Opera Nomadi Nazionale.
Le eccezioni, alla larghissima maggioranza ?che vuol dire tutti i numerosi presenti meno quattro, sono le seguenti: relazione morale del Presidente quattro votanti contro ? i delegati dell?Opera Nomadi di Mantova; relazione del Tesoriere quattro votanti contro – i delegati di Mantova; relazione del Segretario rom quattro astenuti – i delegati dell?Opera Nomadi di Mantova.

P.S. DOMANDE SOTTOVOCE
Su Sucar drom, blog dell?Opera Nomadi di Mantova (a difesa di Rom/Sinti) ci sono più articoli di critica, anche arbitrari e falsificatori, sull?Opera Nomadi Nazionale (a difesa di Rom/Sinti) o sulla Lega Nord (ad attacco di Rom/Sinti)? Ma Mantova è andata al Nazionale, dopo cinque anni, a costruire o a distruggere? Se l?Opera Nomadi Mantova non è d?accordo su niente di quello che fa l?Opera Nomadi Nazionale, anzi critica metodicamente tutto, vota metodicamente contro tutto, cosa ci fa nell?Opera Nomadi?

P.S. RISPOSTE SOTTOVOCE

Articoli Assemblea Nazionale:
- Noi dell’Opera Nomadi
- All’Assemblea Nazionale Opera Nomadi
- La relazione della Referente Scuola
- La “relazione morale” del Presidente Nazionale

Nella foto: il Consiglio Nazionale dell?Opera Nomadi, giugno 2004. Mancano Marco Nieli, Amedeo Curatoli, Virgilio Pavan

Riferimenti: ?Spudorata, bugiarda!?

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Utopia Opera Nomadi (LP-0)

29 Settembre 2006 1 commento

L’Opera Nomadi a tutela di Rom, Sinti e Camminanti, nello spirito della dichiarazione dei “diritti dell’uomo”, è stata fondata a Roma il 21 settembre 1966, riconosciuta Ente Morale con decreto del Presidente della Repubblica il 26-3-1970. Lo Statuto è stato aggiornato in data 22 marzo 1998: “L’Ente, con Sede Nazionale in Roma, è un’organizzazione democratica che ha il fine di salvaguardare e valorizzare con ogni possibile forma d’intervento, diretto o indiretto, il patrimonio sociale e culturale delle popolazioni Rom, Sinte e Camminanti, comunemente denominate zingare, nomadi e viaggianti, nonché di fornire concreti strumenti di sostegno a favore delle stesse popolazioni”.
Nell’anno 2006 l’Opera Nomadi è formata da 32 sezioni (e quattro gruppi rereferenti), con oltre 600 soci, nel territorio nazionale.

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L?Opera Nomadi ai Ministeri: proposte politiche

24 Settembre 2006 Nessun commento


Roma, 21 sett. ?Gli incontri coi Ministeri, Pubblica Istruzione, Unar e Solidarietà Sociale, sono andati molto bene, l’atteggiamento nei nostri confronti è cambiato in positivo. Sono stati proposti dagli stessi funzionari incontri con i Direttori Regionali, con l’Anci, con il Ministero dell’Interno, del Lavoro e Affari Regionali: hanno finalmente capito che la ?questione rom? va affrontata a 360 °, nella sua globalità. Questi incontri comportano sacrificio, fatica e impegno finanziario, ma c’è la soddisfazione di constatare che il nuovo governo è intenzionato a fare qualcosa?: Renata Paolucci, vice-presidente Opera Nomadi.

RIUNIONE del TAVOLO di COORDINAMENTO interministeriale:
dopo l?insediamento del nuovo Governo, l?Opera Nomadi partecipa con i Rom/Sinti
Roma 21 settembre 2006

La delegazione era composta dal Presidente Nazionale Converso e dai due VicePresidenti Paolucci e Cizmic; il Segretario Nazionale Giorgio Bezzecchi non ha partecipato per impegni di lavoro. Era presente il Prof. Amedeo Curatoli, in quanto Responsabile Nazionale ?DIRITTI? dell?Opera Nomadi. Erano parte attiva della delegazione i Sinti Marchigiano-piemontesi Walter Tanoni, Nello Dell?Innocenti, Moreno Niemen (che hanno consegnato ai tre Ministeri una articolata piattaforma riguardante l?applicazione della Legge 337/1968 ? compresa una richiesta di forti sgravi fiscali per i Giostrai ? e la questione microaree residenziali a misura di famiglia estesa), la ?rumrì? Molisana Serena Spada (universitaria a Ginevra) che si è soffermata a lungo sul tema della scolarizzazione e sull?abbandono prematuro della frequenza delle giovani ?rumrià? italiane, il Rom Rumeno Ion Bambalou (di Craiova, dove i Rom costituiscono il 10% della popolazione e le cui case sono state oggetto di un attacco armato degli ?squadroni della morte? ancora nel 2005; Ion è in Italia da oltre 10 anni).
Per il MPI erano presenti il Dirigente Matteo Tallo con il suo intero Gruppo di Lavoro e per il Ministero Pari Opportunità il Dr. Mauro Berardi, tutti intervenuti nella Sede Nazionale dell?Opera Nomadi, ciò anche a riconoscimento del rapporto di fiducia che è stato pazientemente costruito con le Istituzioni dello Stato da parte del Consiglio Nazionale.

Il Dirigente Tallo ha confermato il giudizio positivo dell??Ufficio Stranieri e nomadi? del MPI sulla proposta di legge dell?Opera Nomadi e viceversa l?inoltro all?Ufficio Legislativo per il parere tecnico. Nella settimana corrente il Dr. Tallo ha inviato al Ministro una relazione sulla situazione della scolarizzazione dei Rom/Sinti e Camminanti , richiedendo con forza l?applicazione generalizzata del PROTOCOLLO d?INTESA con una nuova Convocazione (l?O.N. ha proposto il IX° Seminario del 15-16 XII p.v.) di tutti i Direttori Regionali Scolastici. Nei prossimi giorni, alla luce della riunione odierna e della allarmante documentazione oggi acquisita sull?evasione scolastica di oltre 20.000 minori Rom Rumeni e sulla dispersione e ritardo didattico dei Minori Rom/Sinti italiani, il Dirigente invierà un?ulteriore nota urgente al Ministro. Anche quest?anno la sessione Scuola del IX° Seminario Nazionale è previsto che si tenga presso il MPI.

Il Dr. Berardi dell?UNAR (Ministero Pari Opportunità) ha stigmatizzato fortemente il preoccupante fenomeno delle classi differenziali crea-tesi in alcune regioni italiane, per via del ritiro (per volontà dei genitori) dei minori gagè dalle scuole a forte presenza di alunni Rom (vedasi Villanova Marchesana -Ro). Ha ribadito che il Ministero è in-teressato a sostenere il Censimento (non-nominativo ovviamente) quantitativo e qualitativo dei Rom, Sinti e Camminanti in Italia (con-dotto dall?Opera Nomadi con i Mediatori Rom/Sinti) per poter attuare una politica nazionale in modo documentato e quindi realistico.

La SottoSegretaria agli Interni Marcella Lucidi ha inviato un messaggio fissando per i prossimi giorni un incontro preventivo con l?Opera Nomadi.

AL MINISTERO SOLIDARIETA? SOCIALE
All?incontro delle 15 al Ministero della Solidarietà Sociale, l?Opera Nomadi ed i Rom/Sinti sono stati a lungo ascoltati dal Capo Segreteria del Ministro Ferrero, Massimo Pasquini, che a fine incontro, ha assicurato che il prossimo TAVOLO di COORDINAMENTO INTERMINISTERIALE si terrà presso la stessa sede del Ministero e dando assicurazioni sulla partecipazione del Ministro alle conclusioni del IX° seminario Nazionale dell?Opera Nomadi il 16 Dicembre. A tale tavolo Pasquini ha proposto che partecipi anche il Ministero del LAVORO, indicando alla delegazione il settore da coinvolgere. Altra figura determinante è la Sottosegretaria del Ministero Solidarietà Sociale con delega all?Immigrazione.
Dopo la circostanziata relazione dei quattro Consiglieri Nazionali presenti e soprattutto dopo gli interventi del Sinto Moreno Niemen e della Rumrì Serena Spada (era dall?ultimo Governo dell?Ulivo che il Ministero non riceveva, malgrado le periodiche richieste, una delegazione di Rom/Sinti) il Capo-Segreteria ha rivelato ?un buco di conoscenza delle buone pratiche (i laboratori ?Kimeta? di Firenze e ?Romnià/Rumrià? di Roma, i quattro Progetti attuati di Raccolta Differenziata con operai Rom/Sinti, le Cooperative Sociali dei Rom/Sinti, la politica di Giacomo Mancini, le microaree residenziali già realizzate nel Centro-Nord, etc.) che vanno diffuse anche attraverso il sito del Ministero?.
Rispetto alle microaree ed alle richieste di casa, dopo aver ricordato la ?condanna europea? sulla sciagurata politica italiana dei ?campi nomadi?, Pasquini ha confermato la competenza delle Regioni su tale settore, ma ha assicurato il coinvolgimento dell?ANCI e del Referente del Ministero per tale problema (l?Opera Nomadi inviterà tali funzionari al prossimo tavolo di Coordinamento in ottobre).
Dopo aver fatto un primo esame della proposta di legge nazionale, per il riconoscimento delle minoranze etnico-linguistiche Rom e Sinte, inoltrata dal Consiglio Nazionale dell?Opera Nomadi al precedente Governo, Pasquini l?ha considerata positiva comunicando che sarà inoltrata all?Ufficio Legislativo del Ministero.

Opera Nomadi:
Il Presidente Nazionale, Dr Massimo Converso
la Vice-presidente Nazionale, Prof.ssa Renata Paolucci

LE PROPOSTE POLITICHE DELL’OPERA NOMADI:

1) Censimento (non-nominativo) quantitativo e qualitativo delle presenze, curato da Mediatori Rom/Sinti, in collaborazione fra Opera Nomadi ed Istituzioni dello Stato;

2) Immediata apertura di un Ufficio Governativo presso il Ministero delle Pol.Soc. (con uno o più Mediatori Rom/Sinti) che faccia capo ad una speciale Commissione Interministeriale, ufficio che coordini ed orienti le confuse disorganiche politiche degli EE.LL. in materia;

3) Applicazione immediata del PROTOCOLLO d?INTESA MIUR/OPERA NOMADI sulla scolarizzazione (firmato il 25 Giugno 2005 a Roma) che non dispone però di alcun finanziamento, con un?immediata convo-cazione presso il MIUR (l?Opera Nomadi il 15 e 16 Dicembre 2006 tiene il tradizionale Seminario Nazionale, quest?anno alla presenza del Ministro Ferrero, già interpellato allo scopo) di una nuova Conferenza Nazionale delle Direzioni Scolastiche Regionali sul tema specifico dell?evasione, dispersione scolastiche e ritardo didattico. La proposta è quella di considerare scuole a rischio (usufruendo quindi dei significativi fondi specifici, spesso non utilizzati per mancanza di progetti) tutti quegli Istituti frequentati di Rom/Sinti; tali fondi devono essere prioritariamente impegnati per la formazione dei Mediatori Culturali Rom/Sinti perché l?integrazione (passando per l?indispensabile rapporto con le famiglie) sia reale;

4) Generalizzare a livello nazionale la seria e concreta politica di avviamento al lavoro (Mercati ROM, raccolta differenziata, sartorie, albo comunale musicisti di strada) attuata negli ultimi due anni dal Comune di Roma che ha anche aperto uno specifico ?Ufficio Lavoro Rom/Sinti?; è chiaro che il problema del lavoro costituisce il problema centrale per una politica di integrazione sociale delle comunità dei Rom, Sinti e Camminanti. Un problema che va molto aldilà della semplice acquisizione di reddito ma che condiziona tutta la vita sociale della comunità;

5) Smantellamento di tutti i ?Campi-nomadi? e delocalizzazione in più abitati, anche di case popolari, delle grandi innaturali aggregazioni dei ?Campi-nomadi?, autentiche scuole di avviamento alla devianza, utilizzando gli interi territori provinciali attorno ai capoluoghi di pro-vincia in particolare per quelli colpiti dal fenomeno dell?immigrazione Rom di massa. Per quanto riguarda le migliaia di microaree già autocostruite dai Sinti e da alcuni gruppi di Rom, in genere cittadini italiani, si chiede una sanatoria edilizia (in deroga alla Legge 380/2001) che riguardi esclusivamente questo gruppo a tutela di un?organizzazione sociale secolare ovvero di una cultura di vita propria (in Italia, esclusivamente dei Sinti Giostrai e Gackane e dei Rom Kalderasha e Harvati, tutti cittadini italiani). Per futuri insediamenti di questi gruppi, vanno presi a esempio gli interventi del Comune di Latina, in Lombardia ed Alto Adige, dove Sinti ed Enti locali hanno reperito aree agricole o residuali e le hanno attrezzate.

Si chiede inoltre:
- la chiusura dei CPT luoghi anticostituzionali e fuori da ogni criterio di umanità e civiltà;
- una sanatoria per i lavoratori stranieri di origine Rom ?Yugoslava? o Rumena presenti sul nostro territorio alla data del giugno 2006;
- permessi di soggiorno umanitari per i profughi di guerra e per Rom Rumeni, in fuga da situazioni di grave discriminazione e ghettiz-zazione nel loro paese;
- Cittadinanza automatica per i figli nati in Italia che, integrati pienamente nella società italiana, non possono poi essere espulsi verso paesi che non conoscono e non hanno mai visitato;
- permessi facilitati per cure mediche per i clandestini Rom;
- ricongiungimenti facilitati (attualmente la legge è discriminatoria su basi censorie);
- inserimento del ?romanés? tra le lingue da proteggere, nell?ap-posita legge quadro;
- citazione del ?Porrajmos? nella legge istitutiva del 27 gennaio (GIORNATA della MEMORIA dello sterminio nazifascista).

Finora i Rom/Sinti hanno conosciuto dallo Stato, tranne alcune ecce-zioni di rilievo, soltanto un intervento generalizzato di carattere repressivo. E? il momento di attuare una politica di solidarietà, avviamento al lavoro e regole, per la cui attuazione l?Opera Nomadi con le sue 30 Sezioni Reg.li e Prov.li è a completa disposizione delle Istituzioni dello Stato e degli EE.LL.

L?ORDINE DEL GIORNO DELLA RIUNIONE
Roma, 13 settembre

- Al Ministero per la Solidarietà Sociale (c.a. Capo segr. M. Pasquini)
- Al Ministero per le Pari Opportunità (UNAR)
- Al Ministero Pubblica Istruzione (Dir.ne Gen.le per lo Studente)
- Al Ministero dell?Interno (c.a. SottoSegretaria On.le Lucidi)

Oggetto : Riconvocazione tavolo di lavoro per Rom, Sinti e Cammi-nanti in Italia

L?Opera Nomadi ha riconvocato il tavolo di lavoro in oggetto per la prossima settimana presso la sede sociale dell?associazione di via di Porta Labicana 59 .

All?Ordine del Giorno intendiamo indicare queste priorità :
1) Emergenza Rom Rumeni e dei Balcani in genere ;
2) Aggravamento condizioni generali della qualità della vita dei Rom/Sinti già cittadini italiani;
3) Approvazione Leggi sul riconoscimento della Minoranza Linguistica dei Rom/Sinti e sull?integrazione della norma sulla Giornata della Memoria (che esclude i Rom/Sinti);
4) Finanziamento straordinario ed applicazione del PROTOCOLLO d?INTESA sulla SCOLARIZZAZIONE dei MINORI ROM/SINTI (l?evasione scolastica sta aumentando in misura esponenziale);
5) Organizzazione Seminario Nazionale del 15 e 16 Dicembre in Roma con partecipazione diretta dei Ministeri competenti;
6) Varie .

Opera Nomadi
Il Presidente Nazionale, Dr Massimo Converso
La Vice-presidente Nazionale Prof.ssa Renata Paolucci

P.S.: EMERGENZA ROM-RUMENI: punto 1
Sull’emergenza Rom rumeni si rimanda a Romano Lil 13 giugno:
Un “tavolo politico” sui Rom rumeni,

Nella fotografia, in stile “sfumato leonardesco”, si riconoscono: il Sinto Moreno Niemen, Massimo Converso, Massimo Pasquini, Renata Paolucci, Amedeo Curatoli, la Rumrì Serena Spada, Kasim Cizmic

Riferimenti: I sinti giostrai al Governo italiano

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L?Opera Nomadi blocca lo sgombero del ?campo? dei Sinti

13 Luglio 2006 Nessun commento


Treviso, mercoledì 12 luglio. L?Opera Nomadi, assieme a forze politiche di sinistra ha impedito lo sgombero del ?campo? dove risiedono da trent?anni sedici nuclei familiari di Sinti veneti. L?operazione, annunciata da mesi, è scattata stamattina all?alba ma la Polizia municipale ha trovato una mobilitazione ?civile? e ha dovuto soprassedere per l?intervento del Questore che ha contingentato l’area fino a quando non sarà predisposto un progetto abitativo a favore delle famiglie sinte.
La cronaca, con il comunicato del gruppo consiliare Ds.

PRIMA DEGLI SGOMBERI I PROGETTI
?Il gazzettino?, martedì 13 giugno.
(M.G). Il capogruppo dei Ds, Brunetta, ieri sera -in Consiglio co-munale di Treviso, si è opposto fermamente alle voci che danno per imminente lo sgombero dei Sinti dal ?campo? di via Da Milano: ?Dichiaro con fermezza che non ci possono essere sgomberi senza un progetto?. Il capogruppo si è diffuso in un accorato intervento sulla situazione del ?campo nomadi? su cui da qualche tempo soffiano venti di sgombero. Alla seduta ha assistito anche un piccolo gruppo di Sinti residenti al ?campo?.
«È per me motivo di disagio e profonda perplessità il continuo sentir parlare di un imminente sgombero del cosiddetto campo no-madi, dove ci sono cittadini lasciati per oltre 20 anni in condizioni disumane, cittadini che si dicono fieri di essere veneti prima che italiani – ha continuato -. Occorre un progetto abitativo, non si può ricorrere, come è già avvenuto in altri casi, alla sola permanenza in albergo di qualche giorno, seguita dalla forzata promiscuità degli sgomberati in alloggi già sovraffollati di parenti e amici».
Questo non solo per motivi di carattere morale, ha continuato il consigliere, ma anche di ordine pubblico. Brunetta ha avanzato alcuni suggerimenti: «Occorre considerare i diversi tipi di abitanti dell’attuale comunità, secondo mestieri e attitudini. Questo per consentire la realizzazione di microaree di sosta su terreno agricolo da convertire con variante di piano dotate dei servizi necessari, a favore delle poche famiglie di giostrai». Per gli altri l’assegnazione di alloggi comunali, «per la durata prevista dalla norma in attesa dell’accesso alla graduatoria per l’assegnazione delle case popolari. Questo soprattutto per le famiglie più giovani con bambini, i componenti delle quali spesso già lavorano, o agli anziani oppure ad altri che lo chiedano ». Gli alloggi non possono essere tutti nello stesso luogo. «È ovvio, altrimenti si creerebbero ghetti e frizioni con i residenti. Gli alloggi dovrebbero essere distribuiti sul territorio, anche d’intesa con gli altri comuni?.

SGOMBERO ANNUNCIATO?
Mercoledì 12 luglio. L?Amministrazione Comunale aveva cercato di tenere segreta l?operazione ma dopo varie indiscrezioni e smen-tite dei giorni scorsi lo sfratto del ?campo? di via Da Milano era stato annunciato sui quotidiani locali di oggi. Inizialmente doveva avvenire di primo pomeriggio ma poi si era parlato di un?ora meno appariscente, compresa tra le 6 e le 6,30. Dell?operazione erano stati delegati gli agenti della Polizia Municipale incaricati di comunicare ai Sinti di liberare l’area di via Da Milano dove risiedono da trenta anni. Si tratta di 23 nuclei familiari dei quali 16 residenti a Treviso: circa settanta persone, tra cui una trentina di minori.
Quanto alle modalità dell’operazione, pare che una parte delle famiglie residenti a Treviso, pochi nuclei ?da tre a sette, possa es-sere sistemate nelle case popolari Ater gestite dal comune in via Bindoni. Ma la notizia ha sollevato le proteste dei membri del Comitato di via Bindoni: ?Mandandoci i nomadi ? hanno dichiarato – faranno un ghetto non solo di via Bindoni, ma di tutta Santa Bona?. Lo sgombero è stato fortemente voluto dal vice-sindaco leghista Graziano Gentilini divenuto famoso da sindaco, nella passata legislatura, per le sue ?sparate? discriminatorie verso tutti gli immigrati: “Travestiamoli da leprotti, così i nostri cacciatori po-tranno esercitarsi…”, aveva esortato Gentilini per fare sgomberare gli immigrati dai parchi di Treviso.

SGOMBERO BLOCCATO!
Mercoledì 12 luglio. L’Opera Nomadi di Treviso, è riuscita stamattina ad impedire lo sgombero delle sedici famiglie sinte residenti al ?campo? di via Francesco da Milano grazie al coinvolgimento delle forze politiche di centro-sinistra e della società civile trevigiana.
Questa mattina Renzo Comin, presidente Opera Nomadi di Treviso, per precauzione si è presentato al ?campo? alle 5,30 ed assieme ai capigruppo dell?opposizione in Consiglio comunale (Rifondazione, Verdi, Margherita, Ds), a don Kischner, a qualche attivista Caritas, al presidente della cooperativa servire Stefano Rossi, a Chiara casarin ed a tutti i Sinti trevigiani, ha atteso la Polizia Municipale e i funzionari del comune di Treviso.
La Polizia Municipale, assistita dalle Forze dell’Ordine, è arrivata alle 6,30 ed ha tentato di effettuare lo sgombero preannunciato, togliendo anche la corrente elettrica ai residenti, ma, dopo ore e ore di trattative, l?intervento del Questore, allertato dall?Opera No-madi e dai mobilitati in ?campo’, ha scongiurato l?esodo forzato. Alle ore 15 il Questore di Treviso Filippo Lapi ha ufficialmente impedito lo sgombero dell’Amministrazione Comunale ed ha “contingentato” l’area fino a quando non sarà predisposto un progetto abitativo a favore delle sedici famiglie sinte. ?Stiamo parlando di persone re-golarmente residenti in quell’area, cittadini italiani a tutti gli effetti, ? ha precisato il Questore – che per motivi di igiene e salubrità pubblica avrebbero dovuto lasciare la zona, ma purtroppo sono venute meno le condizioni alternative: occorreva intervenire con un pacchetto di proposte serie e precise?.
Renzo Comin, insieme ai Sinti, si è dichiarato soddisfatto per l’intervento del Questore e per la solidarietà della società civile trevigiana, ed ha dichiarato: ?Ora assieme alle famiglie sinte dovremo incalzare la commissione comunale per l?assegnazione degli alloggi, anche se è gestita dalla Lega.?

Treviso, 12 luglio 2006
SGOMBERO BLOCCATO IN ATTESA DI PROGETTI
Comunicato del gruppo consiliare DS

Oggi avrebbe dovuto aver luogo lo sgombero del campo nomadi di via Francesco da Milano. Nella mattinata, nonostante le ripetute richieste dell?opposizione, dell?Opera Nomadi e della Caritas, si era palesata l?insussistenza di ogni piano atto a garantire le minime condizioni di vita per quanti avrebbero dovuto essere sgomberati. In tali situazione si è aperto un dialogo con le forze dell?ordine intervenute per procedere allo sgombero e con alcuni funzionari comunali che cercavano di rimediare all?assordante silenzio e alla mancanza di progettualità di Sindaco e Assessori. I quali, ripetutamente sollecitati, non hanno sentito il dovere di intervenire per chiarire un fantomatico progetto per il dopo sgombero di cui nessuno, tanto meno gli interessati, aveva mai avuto sentore.
Nel primo pomeriggio interveniva lodevolmente il Questore che, per motivi di ordine pubblico, evitava lo sgombero forzoso assumen-dosi la responsabilità di mantenere il campo aperto per i soli in quel momento residenti. Ciò in attesa che i Servizi Sociali del Comune provvedano a dare a ciascuno una qualche soluzione sul dove andare dopo l?uscita dal campo, vista anche l?assoluta mancanza di piazzole di sosta per carovane in ambito comunale.
Ernesto Brunetta, per il gruppo DS al Consiglio Comunale

Nella fotografia: ?campo lungargine s.Lazzaro? di Padova, 2004

Riferimenti: Intervista a Renzo Comin, dell’Opera Nomadi

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Zagor, dell?Opera Nomadi

15 Giugno 2006 2 commenti

"O Za-gor-te-nay", in dialetto algonkino -simile al sinto polesano, vuol dire "lo spirito con la scure". Il 15 giugno Zagor, l’invincibile giustiziere di Darkwood, compie 45 anni. Uno Zagor che, nell‘Europa dei nostri giorni, potrebbe far parte dell‘Opera Nomadi: i "trappers" del duemila. La comunanza degli indiani d‘America, coi Rom/Sinti, che sono i veri Indiani d’Europa, non è casuale: infatti, come i Rom, alcune tribù indiane, come i Lakota, si autodefiniscano "popolo degli uomini" e gli Inuit del Canada "la gente". Zagor, per continuare con le comunanze, è un "frontierman" che si erge a tutela e difesa degli Indiani d‘America, mediatore culturale, ante-litteram, fra le popolazioni indiane e la società dei "bianchi".

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L’Opera Nomadi spiega ai ?Capigruppo? cosa non va nei ?campi?

1 Giugno 2006 Nessun commento


Voghera. Più coinvolgimento delle famiglie interessate al trasferimento nella nuova area e modifiche al progetto per adattare il ?campo? alle esigenze di chi lo abiterà. Sono questi i principali temi discussi martedì sera, 30 maggio, nel corso di una conferenza stampa organizzata dall?Opera Nomadi di Milano al ?campo Sinti? di Voghera a cui sono stati invitati i capigruppo del Comune. A rispondere all?invito sono stati il capogruppo dei DS, di Rifondazione Comunista e dell’Udc.

Alla conferenza stampa, assieme ai rappresentanti dei Sinti, hanno partecipato: il vice-presidente dell?Opera Nomadi di Milano Maurizio Pagani, i consiglieri comunali di Voghera Giannino Gatti (DS), il capogruppo di Rifondazione comunista Sergio Vitellini, Maurizio Anello, capogruppo dell’Udc, Marcella Barbieri di Insieme, Piero Montecucco della comunità del Carmine e Giorgio Bezzecchi segretario nazionale dell’Opera Nomadi.

Un articolo ben illustrato su ?Voghera News?, l?oltrepo pavese sempre in prima pagina, del 31 maggio.

CAMPO NOMADI:
L’Opera Nomadi spiega ai ?Capigruppo? ciò che Non Va

VOGHERA. Più coinvolgimento delle famiglie interessate nel progetto di trasferimento nella nuova area in costruzione a fianco della tangenziale; aspetti organizzativi; e modifiche al progetto per adattare il campo alle esigenze di chi lo abiterà. Sono questi i principali temi discussi ieri sera nel corso di una conferenza stampa approntata nell’accampamento degli zingari Sinti residenti a Voghera all’interno dell’ex Caserma di cavalleria. Ad organizzare l’incontro è stata l’Opera nomadi di Milano che, per l’occasione, ha invitato a partecipare i capigruppo di palazzo Gounela. A rispon-dere all’appello sono stati i consiglieri Giannino Gatti (DS), il capogruppo di Rifondazione comunista Sergio Vitellini e Maurizio Anello, capogruppo dell’Udc. Tutti insieme si sono ritrovati seduti fra le roulotte di via Marsala, in compagnia delle famiglie Sinte, dei volontari dell’associazione Insieme e dei responsabili dell’Opera Nomadi.

Il quadro della situazione lo ha fatto Maurizio Pagani, vice presidente dell’organizzazione. Pagani è partito dalla questione del mancato coinvolgimento di coloro che dovranno traslocare. ?Le famiglie per le quali si sta costruendo la nuova area ? ha detto – non hanno mai avuto voce in capitolo su quanto si sta verificando. Il progetto è stato realizzato dal Comune senza sentire e tenere conto delle loro necessità?.
Pagani ha stigmatizzato il privilegio dato dal Comune alla soluzione del ?campo nomadi? anzichè all’inserimento nel tessuto sociale cittadino. ?La legge 77 del 1989 ? ha spiegato il vice presidente dell’Opera Nomadi ? dice espressamente che gli insediamenti devono favorire l’inserimento degli Zingari nel contesto urbano e sociale della città in cui risiedono. La soluzione adottata a Voghera va nel senso opposto a questo norma?. Subito dopo però Pagani ha evidenziato i punti critici di un progetto che, se gestito in modo idoneo e con un maggiore coinvolgimento dei Sinti, potrebbe essere accettato più di buon grado dai medesimi.
?Sono diverse le cose che non ci convincono ? ha precisato Mau-rizio Pagani -. C’è la questione della sicurezza: l’area sorge infatti a ridosso di una tangenziale e di una linea ferroviaria, fonti di sicuro pericolo soprattutto per i molti bambini del campo. Poi c’è la questione della disposizione delle roulotte, che è incompatibile con le tradizioni degli Zingari e che porterà a dei conflitti interni. I nomadi ? ha precisato il responsabile dell’O.N. – sono soliti disporre le abitazioni in cerchio, in modo da creare una corte. Qui invece le stesse saranno messe una accanto all’altra. Sarebbe bastato – ha commentato Pagani ? interpellare gli interessati per evitare un aspetto non banale per queste persone?.
Il vice presidente dell’Opera Nomadi ha quindi proseguito con gli altri ?nei? del nuovo campo. Come la necessità di un collegamento certo con un pullman per i ragazzi in età scolare. La mancanza di fognatura. La non previsione di piazzole per l’ampliamento fa-miliare dell’attuale comunità. Ma soprattutto ha proseguito po-nendo l’accento sulla questione del riscaldamento invernale. ?Nel campo il gas non arriva ? ha spiegato Pagani -. Questo significa che il riscaldamento avverrà solo tramite elettricità: un aspetto che metterebbe economicamente in ginocchio qualsiasi famiglia e che colpisce maggiormente delle famiglie svantaggiate come quelle dei Sinti. Il rischio – ha detto ancora Pagani ?, come già accade altrove, è che a metà inverno il campo rimanga al freddo?. Da qui le richieste. ?Maggiore dialogo del Comune con i Sinti. Variazione in corso d’opera del progetto per la disposizione delle roulotte. Rassicurazioni sul servizio pullman. E una tariffazione dell’elettricità a forfait e non a consumo?. La parola è quindi passata ai capigruppo presenti.

?Il problema principale ? ha detto Giannino Gatti ? è trovare un interlocutore sensibile a queste tematiche all’interno del Comune. Per ciò che riguarda il collegamento in pullman alle scuole ? ha proseguito – non dovrebbe esserci alcun problema: l’istruzione è un diritto sancito dalla Costituzione?. Più perplesso il diessino è sembrato circa le modifiche al progetto. ?Le varianti in corso d’opera sono ardue da ottenere. Si può però chiedere un successivo ampliamento in caso di matrimonio dei membri della comunità. Come mi sembra pure fattibile trovare un compromesso per la tariffazione dell’elettricità?.
Gatti si è poi soffermato sul nuovo Regolamento che dovrebbe stabilire le norme di comportamento degli abitanti del campo e che fra le altre cose prevede l’allontanamento della famiglia in cui uno dei componenti per più volte dovesse contravvenire all’obbligo di non ospitare membri esterni al gruppo destinatario dell’area. ?Quel documento ? ha detto Gatti ? non ha nessun valore perchè non è una delibera. Non è quindi vincolante. Inoltre la responsabilità di ogni violazione del regolamento è personale. Quindi non credo che tutto un nucleo familiare potrà essere penalizzato?.

A ?doppio registro? l’intervento di Maurizio Anello. Il capogruppo dell’Udc come prima cosa ha difeso la scelta della Giunta. ?Il fatto che il campo sia fuori dalla città ? ha detto – non significa nulla. Ci sono altri vogheresi che vivono nella zona di Campoferro e non hanno problemi di emarginazione. Quanto poi alla mancanza delle fognature, il campo avrà i pozzi perdenti come ce li hanno tutti quelli che risiedono in zona. Per il pullman c’è una fermata a poca distanza dalla rotonda?. Oltre a questo Anello s’è detto però disponibile a venir incontro alle esigenze della comunità degli Zingari Sinti di Voghera e a portare la questione all’attenzione del proprio partito.

Infine Sergio Vitellini, che ha lanciato una proposta per cominciare a parlare in modo concreto di questi problemi. ?La cosa migliore ? ha detto il segretario di Rifondazione comunista ? è convocare nel più breve tempo possibile la commissione Servizi Sociali del comune. Alcuni dei punti evidenziati questa sera devono essere assolutamente accolti e risolti?. La proposta è stata accettata dagli intervenuti (fra cui Marcella Barbieri di Insieme; Piero Montecucco della comunità del Carmine; e Giorgio Bezzecchi segretario nazionale dell’Opera Nomadi) che si sono dati appuntamento ad una nuova riunione.

Fotografia ?voghera news?: Pagani al centro e Anello alla sua destra
Riferimenti: Voghera News: "campi nomadi"

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Opera Nomadi di Torino Secondo Massano

4 Maggio 2006 2 commenti


E? Secondo di nome ma Primo per attività e competenza. ?Essere Opera Nomadi? è fisiologico, interconnesso con la sua persona. Si riporta l’ultima “relazione morale” del presidente dell?Opera Nomadi di Torino, Secondo Massano: le attività della sezione di Torino, fondata nel 1970, per la tutela dei diritti dell?uomo, a partire dalla vita associativa per arrivare alle aree di sosta, all?abitazione, al lavoro, ai permessi di soggiorno, alla sensibilizzazione dell?opinione pubblica.

?Prima di accingerci a relazionare sull’attività della Sezione nel corso del 2005 (ed alla luce dalle. tendenze dal 2006) occorre riflettere sulle finalità conclamate dell?O.N. nel Suo Statuto, nel suo Regolamento esecutivo, sull?evoluzione della considerazione/ac-coglienza dei Rom, Sinti e Camminanti da parte della Società e delle Istituzioni nonché sulle attese di accettazione, inserimento (realizzato o meno) nella Società da parte delle popolazioni suddette.
La solidarietà sociale proclamata dall’0.N. è in linea di principio tuttora svolta da volontari convinti, ove possibile con l’assenso (anche con impegno partecipato) da parte di Rom, Sinti e Viag-gianti: da azione di promozione, animazione, tutela dei diritti fatalmente l’O.N. deve; attivarsi con progetti che comportino interventi supportati da mezzi, operatori, volontari e non, per assicurare continuità, qualità, senso compiuto alle azioni da intraprendere.
Sotto questo aspetto viene da chiederci se il coinvolgimento della 0.N. in progetti ripetitivi (rinnovabili) seppur qualificati non escluda interpretazioni di merito oltre che di gestione economica o imprenditoriale (quest’ultima non strettamente compatibile con la denominazione ONLUS).
Una tranquillante giustificazione di questo fatto potrebbe consistere nell’assunto di progettazione/azione a tempo, promozionale, anche collegata con altri gruppi di volontariato o di azione solidale, mirata comunque alla partecipazione attiva e responsabile dei Rom, Sinti e Viaggianti.
Una considerazione aggiuntiva viene in soccorso a consigliare ancora necessaria la presenza dell’0.N. (sempre con la parteci-pazione dagli utenti del progetto) perchè sia gli Enti che le Istituzioni tendono a sfuggire ad assunzione diretta di interventi continuativi in favore dei Rom,Sinti e Viaggianti ed a delegare ove ne intravedono la necessità: inoltre diventa anche strategia vincente operare insieme ad altri gruppi/associazioni sia in interventi di routine che in quelli eccezionali come ad esempio la sempre più massiccia migrazione di Rom Rumeni, presenti nel nostro Paese come extracomunitari/clandestini.

La tutela dai diritti dell’uomo ( per Rom, Sinti e Viaggianti, sia nel viaggio che nella sedentarizzazione) è propria dell?O.N. per favorire interventi specifici, atti a sanare le situazioni di svan-taggio e di emarginazione presso le collettività locali e per invocare comprensione e protezione presso gli Enti ed Istituzioni che detengono i mezzi ed i servizi da mettere a disposizione di tutti i cittadini (inclusi i diversi e le minoranze) nonché i poteri di raccomandazione, risoluzione delle questioni, anche con apposita normativa (vedi Leggi Regionali, determinazioni in merito all’assistenza locale, direttive di P.S., circolari a sostegno di poli-tiche scolastiche mirate, ecc.). Nel campo della tutela dei bisogni/diritti dell’uomo l’O.N. è portata ad agire sia per compito istituzionale sia di concerto con Enti ed Associazioni che hanno a cuore la fruizione da parta di tutti gli aventi diritto all’abitazione, alla scolarizzazione, alla tutela della lingua e dalla cultura delle minoranze etnico-culturali, all’assistenza socio-sanitaria, al lavoro, alla giustizia equa e riabilitativa, ecc.
Come nel campo della solidarietà sociale, anche la tutela dei diritti dei Rom, Sinti e Viaggianti comporta impegno non indifferente da parte dell’O.N. e dei movimenti associativi “operandum” poiché la presenza dei Rom,Sinti e Viaggianti sul territorio si connota come questione di controversa soluzione

La vita associativa: la Sezione 0.N. di Torino fondata nel 1968 nonostante il sensibile calo di soci (volontari e sostenitori delle attività) costituisce pur sempre un punto di riferimento sia per l’utenza Rom, Sinta e Viaggiante che per le Istituzioni: è però anche un’Associazione/Gruppo concepito dai “sedentari? (Ente benefico, solidale, promozionale che pretende il rispetto dell’uomo e quindi perorare la fruizione dai diritti a fronte dei bisogni e attese dei Rom,Sinti e Viaggianti), dalla cui tutela gli stessi possono anche sentire di doversi liberare (sia a livello individuale che di gruppo etnico – culturale). Per tradizione l’0.N. di Torino ha assunto sulle spalle il peso dì una responsabilità civile a fronte di richieste e di partecipazione dei Rom e dei Sinti sul territorio sia locala che quello allargato alle Province e alla Regione, in materia di sosta/abitazione, scolarizzazione, tutela dei diritti soprattutto.

Aree di sosta per i Rom, abitazioni
Mentre l’O.N. con i Rom ed i Sinti ha perorato in genere interventi migliorativi per tutte le aree di sosta attrezzata cittadine per un certo periodo ha partecipato presso l’Assessorato ai Servizi Sociali – Settore Rom e Sinti alla formazione della graduatoria di merito per i Rom da inserire nel Villaggio di Via Germagnano e, in solu-zione provvisoria, quelli da inserire nel Campo di Strada Aeroporto (Soluzione accettata controvoglia seppur con interventi mi-gliorativi da parte dell’E.L. ( roulotte e container e servizi igienici personalizzati, presto rifiutati dai Rom trasferiti).
Si lamenta che gli insediamenti comunali per Rom e Sinti, quelli per i Camminanti ed i viaggianti non esistono più, non soddisfano appieno gli utenti ormai sedentarizzati da lungo tempo nè si avvertono soluzioni alternative consentite a breve termine: l’attuale campo di Strada Aeroporto dovrà essere abbandonato a causa dei lavori del passante ferroviario TAV, ma non si prevedono per ora soluzioni programmate.
I Rom inseriti in abitazioni ATC soffrono di mancanza di politiche di accompagnamento adeguate, molte famiglie sono allo stretto, molti parenti sostano presso le abitazioni ATC ed il vicinato protesta; in carenza di risorse economiche ( cantieri di lavoro, borse di lavoro, disoccupazione endemica) si varificano molti casi di mortalità: già alcune famiglie hanno lasciato le abitazioni ATC per riprendere il nomadismo o risiedere in terreni agricoli reperiti nella Cintura della Città. Corre un rischio di rigetto sia del nomadismo che degli insedia menti “abusivi”…

Sensibilizzazione
Relativamente alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica l’O.N. di Torino si trova a svolgere opera limitata anche a causa del-l’attenuazione di rapporti attivi da parte dei soci e dei simpatizzanti. Si interviene in ambiti minori, nei tavoli sociali, presso scuole, presso pubblicazioni di quartiere. Un altro discorso riguarda il Centro di Documentazione Zingara che può contare su materiale d’archivio, materiale bibliografico su tematiche divul-gative, progetti, esperienze di scolarizzazione nonché videocassette di inchieste ed a soggetto, ecc. il tutto pubblicizzato su INTERNET: da qualche tempo l’interessamento da parte di studenti, curiosi, studiosi, si è un po’ attenuato, forse perché le fonti di documentazione sono in aumento, nonché in ribasso le tesi/ricerche da produrre presso gli Istituti Universitari, anche a seguito dei ridotti curriculi e quindi tesi più succinte da presentare.

Occupazione
Mai come in questi ultimi tempi, sia adulti che giovani Rom prospettano esigenze occupazionali oltre le borse lavoro prospettate in passato dall’Ufficio Stranieri & Nomadi del Comune di Torino. Sempre più frequenti i casi di giovani Rom che riescono ad acquisire opportunità lavorative presso imprese di pulizie, esercizi di ristorazione: ciò attraverso il passa-parola ed anche gli sportelli delle agenzie di collocamento, da molti si annette importanza alla redazione di un curriculum mirato ad ottenere un lavoro. Anche senza molte basi culturali si tenta di frequentare corsi professionali il cui esito può contribuire; ad un’assunzione. In loco, per l?iscrizione al breve corso per mediatori culturali Rom si è preteso l’impegno di frequentare corsi CSEP per acquisire il titolo equivalente alla Licenza media.
Prosegue nella stragrande maggioranza della famiglia Rom Xoraxanè l?attività di raccoglitori di materiali ferrosi e non, l’adesione al progetto EQUAL II è stata accolta con favore in previsione di regolarizzazione del lavoro autonomo o dell’ipotesi di occupazione presso l?agenzia locale per la raccolta dei rifiuti ?differenziata?

Permesso di soggiorno
Su richiesta degli utenti Rom e Sinti, nello spirito di servizio e di promozione l’O.N. si presta all’istruzione di pratiche per il permesso di soggiorno o per quelle dell’affidamento sociale, compatibilmente con le possibilità di accoglienza e di vero aiuto riabilitante. Non sono trascurati i rapporti con giuristi ed avvocati, sempre a favore dei richiedenti ed in spirito di aiuto e promozione.

Opera Nomadi sezione di Torino
Tel. 011/721308

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Opera Nomadi Padova ha fatto blog!

18 Aprile 2006 Nessun commento


Opera Nomadi sezione di Padova ??Donatella Torresini?, ha fatto web-log. ?Foglio informativo sulle attività della sezione di Padova? è il sottotitolo, ma ?potrebbe anche diventare, il blog regionale? spiega Alessandro Piccin. Nel ?foglio informativo? documenti, relazioni e progetti da una sezione, Opera Nomadi di Padova, che si è costituita il 30/11/1989 ed è fra le più attive e significative sul territorio nazionale: scolarizzazione, recupero della licenza media, inserimento lavorativo, gestione aree comunali verso lo sman-tellamento, smantellamento dei campi ed accompagnamento verso nuove unità abitative, progetto ?fiere e sagre?, audizione dell?Opera Nomadi alla Commissione Parlamentare per l?Infanzia? Documenti che sono un programma ?politico? pratico, e punto di riferimento, di cosa vuol dire essere Opera Nomadi nel duemila.

IN RICORDO DI DONATELLA TORRESINI
?L’operatrice scolastica Donatella Torresini, architetto e prof.ssa di matematica in pensione è mancata il giorno 23 marzo alle ore 06.15 all’ospedale di Padova dopo un intervento al cuore. Valida collaboratrice, ha sempre lavorato per l’Opera Nomadi, seguendo con molta professionalità i Rom e i Sinti che frequentano le scuole medie. Da sempre impegnata su tutti i fronti contro le ipocrisie e le mistificazioni, lottava perchè trionfasse la giustizia nel sociale e perchè i diritti venissero sempre tutelati. In particolare ricordiamo questa sua frase: “Dite sempre la verità perchè la verità è rivo-luzione”. Era una persona rara e ci ha lasciato un grande vuoto. Il nostro pensiero va anche ai figli, rimasti ora completamente soli ad affrontare la vita, senza più una guida, così valida, come la loro mamma. Grazie Donatella?.
(Web-log Opera Nomadi sezione di Padova: mercoledi 12 aprile 2006)

Nella fotografia: inaugurazione di una ?casa mobile? per un nucleo familiare di Sinti a Crespino, provincia di Rovigo, 9 ottobre 2004. Donatella, vestita in verde, sta sulla sinistra.
Riferimenti: Opera Nomadi di Padova ?Donatella Torresini

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5 per mille all?Opera Nomadi

14 Aprile 2006 Nessun commento


Un piccolo gesto morale per una associazione morale. Il 5 per mille è una quota di imposte a cui lo Stato rinuncia per destinarla alle organizzazioni no-profit per sostenere le loro attività. L?Opera Nomadi nazionale, nata nel 1965 -Ente Morale nel 1970, invita chi ha a cuore i Rom/Sinti e Camminanti a fare un piccolo gesto di civiltà per sostenere la causa: Opera Nomadi codice fiscale 80409480581.

5 per mille… Opera Nomadi per tutti (Rom/Sinti e Camminanti)
L’Ente Morale Opera Nomadi, un’associazione fatta di persone e di idee, di cuore e di anima, quest’anno vi invita a scegliere il 5 per mille all’Opera Nomadi. Il nome dell?associazione ed il codice fiscale vanno messi nello spazio indicato per il 5 per mille, nei moduli per la dichiarazione dei redditi. Un gesto morale per una associazione morale. Non è cosa di poco conto di questi tempi. Ecco alcune definizioni della parola ?morale?: ?che concerne valori etici?, ?che è conforme al bene, ai principi del giusto e dell?onesto?.

5 PER MILLE ALL’OPERA NOMADI
Ente Morale Opera Nomadi
CODICE FISCALE OPERA NOMADI: 80409480581
Da oggi uno strumento in più per aiutare Rom, Sinti e Camminanti (comunemente definiti zingari o nomadi)
La Legge Finanziaria 2006 prevede la possibilità di destinare il 5 per mille delle tue imposte all?Ente Morale Opera Nomadi

NON TI COSTA NULLA.
Non è una tassa in più.
Sei tu che decidi a chi destinare il 5 per mille.
È una quota di imposte a cui lo Stato rinuncia per destinarla alle organizzazioni no-profit per sostenere le loro attività
Aiutiamo con un normale gesto, L?Ente Morale Opera Nomadi

COME FARE:
I modelli per la dichiarazione dei redditi CUD, 730 e UNICO contengono uno spazio dedicato al 5 per mille, in cui devi firmare ed indicare il CODICE FISCALE DELL?ENTE MORALE OPERA NOMADI: 80409480581Il 5 per mille non sostituisce l?8 per mille destinato allo Stato e alla Chiesa. Sono due possibilità diverse e si possono utilizzare entrambe per destinare parte delle proprie imposte per fini diversi.

SCHEDA ATTIVITA’ DELL’OPERA NOMADI
L?Opera Nomadi si è costituita a Bolzano nel 1963 come associazione regionale del Trentino Alto Adige, nel1966 è divenuta associazione nazionale e nel 1970 è stata eretta a Ente Morale (D. P. R. n° 347 del 1970).
L?Associazione è nata dalla consapevolezza che fosse necessario un movimento di volontari organizzato per promuovere interventi atti a togliere i Rom, Sinti e Camminanti ed altri nomadi, o gruppi di origine nomade dalla situazione di emarginazione in cui sono relegati e per aprire la collettività nazionale alla comprensione e all?accoglienza dei diversi. Per corrispondere meglio allo sviluppo di una società plu-ralistica e aperta, l?Opera Nomadi si configura come un?associazione apartitica, aconfessionale che accoglie volontari, Rom, Sinti e Camminanti e non, impegnati in un compito di promozione sociale.
In generale l?Opera Nomadi si fa mediatrice tra i pubblici poteri ed i gruppi di zingari, per la tutela dei loro diritti, e per favorire interventi specifici atti a sanare le situazioni di svantaggio.

L?impegno prioritario si sviluppa nei seguenti settori:

a) Abitazione: Il nomadismo in Italia è ristretto quasi unicamente ad alcuni gruppi di SINTI (specialmente i giostrai), a piccoli gruppi di Rom Kalderasha, ai Camminanti Siciliani, nomadi per motivi economici. L?Opera Nomadi si batte a breve termine per il risanamento delle baraccopoli, a medio termine per l?allestimento di villaggi residenziali per le famiglie nomadi e seminomadi, all?interno dell?edilizia popolare o comunque agevolata in cui siano considerate sia l?autocostruzione sia l?autogestione. Relativamente ai Rom stranieri non sono da trascurare soluzioni abitative stabili all?interno dei centri urbani.
b) Scuola: Con ripetute convenzioni stipulate con il Ministero della Pubblica Istruzione a decorrere dal 1965/1966 si è passati, in tempi brevi, da un inserimento scolastico dei minori Sinti e Rom in scuole speciali statali ad un inserimento graduale nelle classi comuni. L?Opera Nomadi promuove iniziative di ricerca e di sperimentazione didattica anche con il sostegno del Ministero P.I. e della Comunità Europea. Collabora altresì alla formazione, aggiornamento e monitoraggio degli operatori delle scuole dell?obbligo e del preobbligo scolastico, specie quelle del territorio coinvolte nella scolarizzazione dei minori Rom, Sinti e Camminanti. Facilitata altresì, con intervento diretto o indiretto degli Enti Locali, l?attuazione del diritto allo studio, l?inserimento e il profitto scolastico degli alunni Rom, Sinti e Camminanti e ciò con iniziative di trasporto, accompagnamento, mediazione culturale e attività laboratoriali.
c) Tutela della lingua e della cultura dei Rom, Sinti e Camminanti: L?Opera Nomadi partecipa ai movimenti/gruppi d?opinione per la tutela delle minoranze linguistiche in Italia volti all?attuazione dell?art. 6 della Costituzione anche in favore dei gruppi Rom e Sinti. Si fa anche promotrice di iniziative di aggiornamento per docenti coinvolti nell?inserimento scolastico dei minori Rom, Sinti, mirate alla conoscenza della cultura dei Rom, Sinti e Camminanti, del diritto al nomadismo e alla sosta. Promuove e facilita iniziative di formazione di Mediatori Culturali Rom e Sinti sul piano della coscientizzazione etnico- culturale e sul piano professionale per venire incontro alle esigenze poste dalle Istituzioni e dalle Famiglie nell?ambito dei servizi di accoglienza, inserimento scolastico, sociale, sanitario, economico.
d) Manifestazioni culturali: L?Opera Nomadi organizza e partecipa a mostre fotografiche e di artigianato, spettacoli musicali, tavole roton-de, convegni, dibattiti, manifestazioni di solidarietà e trasmissioni mediali. E? presente negli insediamenti Rom e Sinti per favorire una presa di coscienza critica della situazione attuale e di ricerca di nuove forme di adattamento alla società italiana: opera nel contempo per il coinvolgimento sempre più attivo dei Rom e dei Sinti nelle iniziative che li riguardano.
e) Sanità: L?Opera Nomadi si adopera per la mediazione fra la popolazione dei Rom, Sinti e Camminanti ed il Sistema Sanitario Nazionale per il pieno rispetto del diritto alla salute da parte dei minori, delle donne e degli anziani Rom e Sinti: anche in questo campo è avviata la formazione di specifici Mediatori Culturali. Non sono trascurati ricorsi e collaborazioni di Enti/Associazioni per la tutela della salute, dei malati, degli anziani, dei minori in stato di necessità.
f) Lavoro: L?Opera Nomadi si rende attiva nella ricerca e promozione di opportunità lavorative per giovani e adulti Rom e Sinti, anche mediante la costituzione di cooperative di lavoro, in sintonia con le attività tradizionali dei Rom e dei Sinti (artigianato, lavorazione dei metalli, compravendita, allevamento dei cavalli ecc.), e nel campo dell?ecologia (legalizzazione delle attività di raccolta, riciclaggio e rottamazione dei metalli, pulizia e rigoverno di aree verdi, verniciatura di cancellate, recinzioni di giardini, cortili, di edifici pubblici del territorio, ecc.).
g) Giustizia: L?Opera Nomadi si adopera per l?informazione presso le Comunità Rom e Sinti delle normative atte alla concessione di permessi, licenze, affidamenti di competenza degli uffici decentrati dei Ministeri dell?Interno e di Grazia e Giustizia. Per la tutela dei diritti dei cittadini (minori detenuti, immigrati, profughi, ecc.). l?opera Nomadi privilegia gli sportelli allestiti dagli Enti locali e delle Istituzioni di competenza oltre che gli sportelli allestiti da Enti e Organizzazioni Umanitarie specifiche.
h) Romano Lil: E? la circolare interna dell?Opera Nomadi che si rivolge ad associati e non, per divulgare atti, iniziative, ricerche a sostegno e a tutela dei gruppi Rom, Sinti e Camminanti che risiedono sul terri-torio dell?Italia Continentale e Insulare: svolge la sua attività dal 1965 attraverso le sezioni OPERA NOMADI, diffuse sul territorio, gruppi collaboratori e simpatizzanti.
Dall’anno 2006 la “circolare” è diventata anche telematica:
Romano Lil, http://romanolil.blog.tiscali.it/

Chi fosse interessato può richiedere alla redazione, o all’Opera Nomadi nazionale -tel.0644704749, il documento in formato word.

Nella foto: il Consiglio Nazionale dell’Opera Nomadi, 27 giugno 2004

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La tessera dell?Opera Nomadi

13 Marzo 2006 Nessun commento


La tessera: l?identità, la dignità, l?appartenenza. I primi mesi dell?anno sono tempi di ?relazioni morali? e di bilanci per le 28 sezioni dell?Opera Nomadi distribuite su tutto il territorio nazionale. Ma sono anche tempi di iscrizioni e di tesseramenti ed allora, adottando le buone prassi di lavoro decennale dell?associazione, si suggerisce qui un modello da utilizzare. Non è infrequente che in sezione telefonino i Carabinieri da un?altra città per sapere se il Rom in questione è veramente iscritto all?Opera Nomadi. La tessera, con la fotografia quindi, è un primo strumento di visibilità e di identificazione per persone che spesso sono costrette a vivere in clandestinità perché non possono essere regolarizzate con la legge ?Bossi-Fini?.

METODO
Il modello qui visualizzato è il fronte di una tessera pieghevole di formato 5,7 x 8 cm.
Sul retro ci andranno le solite diciture: a sinistra nome, cognome, data di nascita, nazionalità, domicilio e numero di tessera; a destra lo spazio per la foto e sotto la firma dell?associato e quella del presidente di sezione a cui sovrapporre il timbro. Se la tessera si stampa in tipografia, nessun problema: basta portare il modello.
Se si vogliono risparmiare soldini si può fare la fotocopia su cartoncino colorato, basta un color grigio-panna-verdolino-pallido. Ma allora occorre avere certosina pazienza e precisione nell?im-paginazione. Lavorando col computer, si accostano i fronti di quattro tessere sulla prima pagina (dimensione: orizzontale) e sulla seconda si inseriscono i retri delle stesse. Occorre impaginare i modelli in modo tale che fotocopiando le due diverse pagine su di uno stesso foglio e ritagliando i tasselli le quattro tessere combacino perfettamente: qui sta lo scoglio del lavoro.
Chi non avesse il tempo e volesse usare della nostra esperienza chieda alla redazione il documento (word) con lo schema base della tessera.

Riferimenti: Statuto dell’Associazione "Opera Nomadi"

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Opera Nomadi per la tutela dei Rom, Sinti e Camminanti


Sono circa 150.000 i Rom, Sinti e Camminanti, presenti sul territorio italiano. Per una metà sono provenienti da altri Paesi ma difficilmente rientrabili (e tutelati come specificità) dalla legge Bossi-Fini che regolamenta il settore dell?immigrazione. Per l?altra metà, invece, sono cittadini italiani ma difficilmente rientrabili (cioè esclusi) nella tutela dei diritti fondamentali.
Mettendo da parte il vitale diritto di cittadinanza (?Ius soli?) da parte di Rom nati in Italia, anche di seconda e terza generazione, che invece continuano ad essere espulsi vero Paesi che non hanno mai visto, costretti ad abbandonare figli minorenni,
ecco alcuni articoli violati, nei confronti dei Rom/Sinti, dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 10 dicembre 1948:
- art. 26, diritto all?istruzione
- art. 25, diritto ad un decoroso tenore di vita
- art. 24, diritto al riposo ed allo svago
- art. 27, diritto di partecipare alla vita culturale della comunità
- art. 23, diritto al lavoro (previsto anche dalla Cost. Italiana, art.4)
- art.22, diritto alla sicurezza sociale
- art. 13, diritto di movimento nel territorio
- art. 7 diritto di eguaglianza e di non discriminazione.
Riferimenti: INFERNO ? PARADISO (se si può dire così)

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L?Opera Nomadi al Ministero per l?Istruzione

21 Febbraio 2006 Nessun commento


Da alcuni anni a questa parte continua, a scadenze precise, l?incontro dei rappresentanti dell?Opera Nomadi Nazionale coi dirigenti e rappresentanti di diversi Ministeri del Governo Italiano, a tentare di definire e proporre ?tavoli di lavoro? per affrontare in modo più consono e pertinente la ?questione” dei Rom/Sinti d?Italia. Ieri 20 febbraio a Roma l?incontro si è tenuto presso il MIUR, Ministero Istruzione Università e Ricerca.

Continua il confronto dell?Opera Nomadi con l?Amministrazione centrale dello Stato

(Da Roma, il direttore).
Il Consiglio Nazionale eletto nel giugno 2004 continua, a scadenze precise, l?incontro fra i propri rappresentanti dell?Opera Nomadi Nazionale con i massimi Dirigenti amministrativi dei diversi Ministeri del Governo Italiano competenti, confronto a cui si è finora sottratto solo il Ministero per gli Affari Sociali, con cui peraltro si era stabilito un tavolo comune nella precedente Legislatura, addirittura con un?amplissima rappresentanza di mediatori Rom/Sinti: dai Rom Calabresi e Abruzzesi ai Khorakhanè bosniaci passando per i Rom Kalderasha ed Harvati ed i Sinti Giostrai

Lunedì 20 febbraio -ore 15,30, a Roma in via Ippolito Nievo presso la sede MIUR (Ministero dell?Istruzione dell?Università e della Ricerca) una delegazione dell?Opera Nomadi, Gruppo Scuola Nazionale, incontra Dirigenti e funzionari di vari Ministeri per definire una linea d?intervento programmatica sulla questione dei Rom/Sinti d?Italia.
Sono presenti Mariolina Moioli, direttrice generale MIUR, con il direttore Matteo Tallo ed i funzionari Patrizia Capitali – Vinicio Ongini, il dottor Sebastiano Piana, capo-dipartimento Affari Re-gionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri, accompagnato dal dottor Renato Fedele, e per l?Opera Nomadi il presidente na-zionale Massimo Converso, la responsabile scuola Renata Paolucci, l?insegnante Antonia Rullo di Roma ed il prof. Domenico Trovato di Treviso, il giornalista Roberto Costa direttore di Romano Lil ed i volontari della Segreteria Tecnica Nazionale Elena Coluccia e Lino Posteraro. Il Segretario Nazionale Giorgio Bezzecchi, dopo il Consiglio Nazionale di domenica mattina, era intanto rientrato a Milano da dove oggi raggiungerà una Comunità Rom della regione di Bucarest che lo aveva espressamente invitato da tempo.
Giorgio, l?antesignano dei mediatori rom nelle istituzioni pubbliche in Italia, sta seguendo con il vice-presidente nazionale Kasim Cizmic, tutta questa complessa costituzione di un rapporto stabile dell?Opera Nomadi con l?Amministrazione Centrale dello Stato, al fine di stabilire un tavolo permanente del Governo che programmi assieme ai Rom/Sinti quella politica nazionale di sviluppo ed autosviluppo adesso soltanto abbozzata.

I punti all?ordine del giorno sono i seguenti:
- verifica contenuti e conclusioni dell?VIII Seminario Nazionale;
- aggravamento evasione scolastica Rom Rumeni;
- verifica rapporti con le Direzioni Scolastiche Regionali.

MASSIMO CONVERSO
Come la seconda immigrazione dei Rom dalle regioni più povere della Jugoslavia alla fine degli anni ?60 causò un grave squilibrio nei già delicati rapporti di convivenza stabiliti dai Rom/Sinti con l?Italia ?ospitante?, l?immigrazione di massa negli ultimi cinque anni dei circa 50.000 Rom Rumeni ha creato una situazione del tutto nuova storicamente, nel senso che si è stabilizzato su tutto il territorio nazionale una nuovo gruppo di maggioranza interno ai Rom/Sinti, omogeneo sostanzialmente per usi e costumi. Purtroppo questo afflusso ha aumentato verticalmente l?evasione scolastica aggra-vando una condizione che era già la più bassa nello specifico contesto europeo.
I dati parziali sulla scolarizzazione sono devastanti già per i Rom/Sinti già cittadini italiani: c?è un sempre maggiore analfabetismo di ritorno, se si pensa che soltanto 250 frequentano realmente le scuole superiori; il conseguimento della licenza media è ancora limitato ad una minoranza e su questo conseguimento pesa un ritardo didattico mediamente di tre anni rispetto ai coetanei gagè.
Il MIUR non può quindi affrontare da solo tale emergenza sociale sottovalutata in primis dal Ministro Maroni, la scuola da sola non ce la fa a supportare i processi di integrazione, da qui l?urgenza di un ?tavolo? con altri Ministeri per preparare una Conferenza Nazionale con gli Assessorati alle Politiche Sociali e Pubblica Istruzione delle Regioni e delle Province Autonome e di tutti i Dirigenti Scolastici Regionali del MIUR. Oggi chiediamo ai due Direttori Generali di convocare tale Conferenza quanto prima. Quel giorno daremo comunque la disponibilità a gestire progetti sul 70% del territorio italiano.

RENATA PAOLUCCI
La scolarizzazione versa in una situazione tragica in tutta Italia e riguarda tutti i diversi gruppi e comunità. Occorre lavorare per debellare l?altissima dispersione scolastica. Abbiamo ulteriormente riscontrato che laddove funzionano progetti con mediatori culturali Rom/Sinti la dispersione scolastica viene ridotta. L?Opera Nomadi si riferisce a progetti con associazioni riconosciute realmente com-petenti. La mediazione culturale è strategica, assolutamente prioritaria: occorre cioè intervenire presso le famiglie e presso la scuola. Questi progetti hanno però bisogno di risorse economiche.
Se non interveniamo, l?analfabetismo aumenta le condizioni di disagio e di esclusione del popolo dei Rom/Sinti. Non abbiamo risolto che parzialmente i problemi dei Rom/Sinti presenti da secoli in Italia: cosa faremo coi problemi dei Rom Rumeni che continuano ad arrivare a migliaia e migliaia?
I dati ufficiali del Ministero ci dicono di 13.000 iscritti alla scuola italiana su una popolazione presunta di 150.000 persone ed un numero, sempre presunto, di 60.000 ragazzi in età scolastica.
E? da tempo che chiediamo un monitoraggio qualitativo, sulla frequenza e dispersione scolastica, per affrontare il problema a livello nazionale ed il recente bando UNAR, che si sperava potesse affrontare questo problema della rilevazione delle presenze tramite i suddetti mediatori culturali Rom/Sinti, si è rivelato del tutto insufficiente come risorse.
Bisogna far funzionare il PROTOCOLLO d?INTESA perché i corsi per la formazione di mediatori culturali non siano episodici ma metodo strutturale per supportare i progetti di riduzione della dispersione. Ed in parallelo si rende indilazionabile l?organizzazione di una banca-dati reale che raccolga e metta a disposizione progetti, materiali, modalità di interventi? E da qui partire con progetti Regione per Regione.

SEBASTIANO PIANA Direttore Generale Ministero Affari Regionali
L?analfabetismo facilita l?attrazione della gioventù Rom nella devianza ed è per questo che bisogna creare un gruppo guida per ?formare i formatori?. Bisogna anche discutere attorno alla questioni delle scuole interne al popolo dei Rom/Sinti e capire se possano essere efficaci come quelle, ad esempio, delle comunità Ebraiche in Italia. Condivido l?idea di una specifica conferenza con le Regioni in accordo col MIUR che convochi tutte le Direzioni Scolastiche Regionali.

MARIOLINA MOIOLI Direttore Generale per lo Studente ? MIUR
Stiamo cercando di realizzare questo protocollo d?intesa a partire dalla sensibilizzazione che Massimo Converso e tutta l?Opera Nomadi portano avanti da anni nei nostri confronti. Stiamo attuando iniziative già da tempo per progetti-pilota in alcune regioni. Concordo sulla necessità, urgente, di convocare tutte le Direzioni scolastiche Regionali che favoriscano l?inserimento scolare e quindi sociale delle famiglie Rom. Perché nel concreto e nel quotidiano dobbiamo accompagnare un percorso di integrazione e non di assimilazione.

CONCLUSIONI
Alla fine dell?intenso confronto vengono definite due modalità di incontro: un ?tavolo? fra referenti scuola dell?Opera Nomadi e funzionari del Miur per le tematiche relative al ?protocollo d?intesa? firmato il 22 giugno 2005 a Roma per favorire la scolarizzazione dei Rom/Sinti e Camminanti, già concordato per lunedì 6 marzo, ed un ?tavolo? politico ?Opera Nomadi con mediatori Rom/Sinti?, MIUR e Ministero Affari Regionali per preparare una conferenza nazionale Regioni e Direzioni Scolastiche per l?applicazione del ?protocollo d?intesa? e che si svilupperà dal ?tavolo? precedente.
Il Gruppo di Lavoro esclusivamente tecnico-didattico relativo al Protocollo d?Intesa, del 6 marzo, sarà composto da 6 delegati dell?Opera Nomadi e tre del MIUR e godrà di uno specifico Decreto del MIUR.

Nella foto: al centro la direttrice generale Mariolina Moioli
Riferimenti: I fantasmini Rom di Largo Camesena

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Aleramo, della ?fratellanza? dell?Opera Nomadi

5 Febbraio 2006 Nessun commento


L?Opera Nomadi è ?comunità? composta da persone che in un mondo sempre più egoista e deprivato cercano di preservare la fratellanza e l?umanità. ?Benedetto quel popolo che non ha bisogno di eroi? scriveva Bertolt Brecht. ?Uno come tanti? dell?Opera Nomadi è Aleramo Virgili stimato per la sua competenza e professionalità: ?Ci siamo resi conto che in lui c?è passione e sentimento per quello che fa?.

Invio il comunicato stampa relativo all?iniziativa svoltasi a Grottaferrata il 27 gennaio scorso.

Colgo l?occasione per ringraziare Aleramo Virgili della testimonianza che ci ha portato. Molte persone, ed io sono tra quelle, sono rimaste colpite dalla sua partecipazione emotiva; ci siamo resi conto che oltre le parole e oltre l?impegno, in lui c?è passione e sentimento per quello che fa.
Per noi tutti è stata una bella lezione di umanità che terremo sempre presente.
Spero che avremo la possibilità di lavorare insieme di nuovo con Aleramo per conoscere e contribuire a far conoscere un mondo che percepiamo molto superficialmente e attraverso tanti pregiudizi.
A presto. Gigi Fortini

La Giornata della Memoria a Grottaferrata
Il teatro Sacro Cuore stracolmo per riflettere sulle cause della Shoah

?I colori della vergogna? Ë il titolo della manifestazione organizzata, il 27 gennaio, da Aprile per la Sinistra e Associazioni in Movimento di Grottaferrata per non dimenticare la Shoah e il dramma di tutti i ?non ariani? e i ?diversi? finiti nei campi di sterminio nazisti (metodicamente contraddistinti dagli aguzzini con triangoli di colore diverso: zingari, omosessuali, oppositori politici?).
Il teatro del Sacro Cuore era stracolmo, con una significativa presenza di giovani. Un pubblico attentissimo ed emotivamente coinvolto che ha partecipato con forte pathos alle performance musicali e poetiche, agli spezzoni di film e documentari e alle parole dirette e coinvolgenti di Aldo Zargani, scrittore e all?epoca giovane ebreo torinese costretto prima alle privazioni dalle leggi razziali fasciste e poi alla fuga.
Un?emozione che si è rafforzata con l?intervento di Aleramo Virgili, rappresentante dell?Opera Nomadi, il quale ha sottolineato come quello degli zingari sia stato un massacro per niente noto ed emerso nella sua drammaticità soltanto negli ultimi vent?anni, a causa anche delle caratteristiche di trasmissione orale della cultura Rom e Sinti. ?L?importante? ha sottolineato Zargani ?Ë che oggi non ci si lasci prendere dall?indifferenza, come avvenne a molti italiani in quel terribile periodo. Occorre porre attenzione a tutte le discriminazioni che ancora avvengono in tante parti del mondo. Questo è l?unico modo per impedire che accadano ancora?.
Riferimenti: Subject: Santino Spinelli

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Relazione scuola dal Seminario Nazionale Opera Nomadi

9 Gennaio 2006 Nessun commento


In attesa degli ?Atti dell’VIII Seminario Nazionale Opera Nomadi?, si riporta la relazione introduttiva sulla scolarizzazione dei bambini rom sinti e caminanti, di Renata Paolucci.
?La mancanza di una politica dell?accoglienza che punti sulla valorizzazione della cultura rom e sinta e sul rispetto delle differenze, rischia di fare di questi bambini dei ?diversi? influendo pesantemente sul loro grado di autostima e sui rapporti che si creano all?interno della classe. Si rischia che la scuola venga vissuta dai minori e dalle famiglie come un ambiente ostile, che svaluta la loro cultura e la relega a condizioni di svantaggio?.
?E? evidente, quindi, come il problema dell?evasione e della dispersione scolastica non prescinda dal problema abitativo, igienico, e di futuro inserimento lavorativo e sia necessario attivare quindi progetti a 360 gradi mirati al superamento di tutte queste problematiche?.

Opera Nomadi
Ente morale (D.P.R. 26.03.70 N° 347) – Onlus

VIII° Seminario Nazionale
6/7 dicembre 2005

Relazione introduttiva sulla scolarizzazione
dei bambini rom sinti e caminanti
GRUPPO ?SCUOLA?

A cura della Prof.ssa Renata Paolucci
Consigliere Nazionale Opera Nomadi
Referente Scuola Opera Nomadi Nazionale

LA SCOLARIZZAZIONE IN ITALIA
In Italia la piena scolarizzazione della popolazione dai 6 ai 10 anni è stata raggiunta sia per i maschi che per le femmine già a partire dagli anni ?50 e a metà degli anni ?60 la riforma della scuola media consentì di completare la scolarizzazione con riferimento all?intero ciclo dell?obbligo scolastico.
L?esigenza di ottemperare al diritto all?istruzione per i minori rom e sinti si è sentita nel 1959, a livello di volontariato nelle carovane e negli edifici privati e, sulla scia di queste esperienza, lo Stato Italiano nel 1965 si dotava di uno strumento istituzionale costituito dalle classi speciali ?Lacio Drom? (Buon cammino) che da 11 raggiunsero un numero di 60 nel 1970. Classi speciali quindi, all?inizio all?interno di edifici scolastici per favorire la socializzazione e, in seguito, a causa dell?opposizione dei responsabili locali della scuola e dei genitori degli altri alunni, i bambini rom e sinti furono ghettizzati in locali appartati, non idonei e isolati. Nel 1974, venne dichiarata l?eccezionalità di tali classi e fu disposto che i minori rom e sinti fossero inseriti nelle classi comuni, conservando però le classi speciali con una funzione di accoglienza di quegli alunni che presentavano un notevole ritardo scolastico o che avevano una frequenza irregolare, a causa della vita nomade. Nel 1982 ci fu la definitiva soppressione delle classi speciali, riconoscendo, nel caso gli alunni avessero difficoltà di apprendimento per l?appartenenza ad una cultura diversa o per il problema del bilinguismo (il ?romanès? per alcuni è la sola lingua parlata in famiglia, per cui si rende necessario insegnare l?italiano come L2), un insegnante di sostegno.
Nel 1986 il Ministero diede nuove disposizioni in materia di scolarizzazione dei minori rom e sinti, disposizioni che precorrono la Risoluzione Europea del Consiglio dei Ministri dell?Educazione del 22/05/1989. Dopo aver richiamato la scuola materna, elementare e media al principio dell?obbligo scolastico che non è solo obbligo dei ragazzi a frequentare la scuola, ma anche obbligo della scuola ad assicurare il massimo possibile di apprendimento a tutti i frequentanti, il Ministero prescrive ad essa l?impegno di offrire un servizio adeguato nel ?massimo rispetto dell?identità culturale dei soggetti interessati e il dovere di predisporre, per quanto possibile, un?organizzazione proficua, soddisfacente e rispondente ai reali bisogni degli stessi?.
Altro elemento importante è la creazione presso i Provveditorati agli Studi e gli Uffici Scolastici Provinciali di un Centro di competenze specifiche con il compito di conoscere, vagliare, coordinare, le iniziative scolastiche sul territorio, in collegamento con l?apposito gruppo di lavoro che avrebbe dovuto funzionare al Ministero, con gli Enti locali chiamati a garantire i servizi integrativi necessari per la piena scolarizzazione. Nel 1989 e nel 1990 infine, il Ministero della Pubblica Istruzione ha emanato due importanti Circolari riguardanti il diritto all?istruzione ai figli degli immigrati, quindi anche dei Rom giunti dall?Europa Orientale: la scuola li deve accogliere anche se i genitori sono privi di permesso di soggiorno e realizzare un?educazione interculturale sia per superare ogni forma di rigetto, sia per garantire ai bambini stranieri il rispetto della loro cultura.
Non solo, ma a proposito della lingua ?romanès? nel 1981 il Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione aveva approvato ed inviato al Ministero una Raccomandazione (n° 125) della lingua zingara insistendo non solo sul rispetto della lingua e della cultura nelle scuole ma anche chiedendo appositi corsi di formazione di Rom e di Sinti in grado di insegnare la propria lingua (tutto ciò non fu mai attuato).
A tutt?oggi nonostante le Disposizioni Ministeriali, la Convenzione Internazionale sui Diritti dell?Infanzia e le Raccomandazioni n° 563 del 1969, n° 1203 del 1993, n° 11 del 1995, n° 4 del 2000 adottata dal Comitato dei Ministri del Consiglio d?Europa il 03 febbraio 2000 sulla scolarizzazione dei Fanciulli rom e sinti in Europa e le Risoluzioni n° 125 del 1981, n° 249 del 1993, n° 16 del 1995, ancora pochi sono i progetti avviati nel nostro paese per permettere un proficuo inserimento scolastico dei Bambini rom e sinti, e si continua purtroppo a registrare un elevato numero di minori che evadono la scuola dell?obbligo o la frequentano saltuariamente.
Purtroppo, dopo un periodo di discreto interesse da parte delle Istituzioni, che ci permetteva di pensare, lavorando in sinergia, di poter cominciare a risolvere le problematiche inerenti la scolarizzazione, ultimamente sembra che da parte degli Enti Locali, delle Regioni e dell?Istituzione Scuola, tale interesse si sia affievolito.
E? stato fatto un passo avanti con la firma del Protocollo di Intesa per la tutela dei Minori rom e sinti, tra l?Opera Nomadi e il Miur. Tale protocollo dovrebbe stimolare e sensibilizzare le varie Direzioni Regionali, i C.S.A., le Regioni e gli Enti Locali a investire risorse economiche per attivare iniziative atte a contrastare il fenomeno dell?abbandono e della dispersione scolastica, a favorire l?inserimento e l?integrazione dei minori rom, sinti e camminanti , a promuovere iniziative di formazione, specifiche.
Abbiamo infatti constatato che si risolve, almeno in parte la piaga dell?evasione scolastica, solo attraverso progetti mirati che impegnino mediatori culturali ed operatori a svolgere un lavoro di recupero scolastico e di inserimento socio-culturale di mediazione, appunto, con la famiglia e con la scuola.
Confrontando le varie esperienze vissute dagli operatori che lavorano nei progetti di scolarizzazione dei bambini rom, sinti e camminanti presenti in Italia si sono individuate alcune problematiche ricorrenti, legate all?apprendimento scolastico:
- difficoltà di memorizzazione.
- Difficoltà di mantenimento dell?attenzione e della concentrazione.
- Difficoltà della lettura, scrittura e comprensione di un testo.
- Difficoltà nel tradurre in forma scritta pensieri, conoscenze e contenuti appresi e precedentemente espressi oralmente.
- Difficoltà di astrazione: scarsa capacità di applicare regole logiche che prevedono il passaggio dal particolare la generale dal concreto all?astratto.
- Scarsa conoscenza lessicale e difficoltà di comprensione delle regole grammaticali.
Riteniamo che tali problematiche siano da attribuirsi a :
1) il limitato interesse suscitato dagli argomenti trattati a scuola: le materie insegnate non trovano alcun riscontro pratico nelle esperienze quotidiane maturate in ambito familiare pertanto la scuola viene vissuta come un?istituzione inutile che non fornisce strumenti adeguati al proprio stile di vita.
2) l?appartenenza ad un cultura orale. Infatti nella società dei Rom e dei Sinti non esiste nessuna cultura di linguaggio codificato, è un mondo di suoni e quindi di azione; il suono, infatti, significa avvenimento e la parola parlata è evento non oggetto, non significa ma agisce. Le parole hanno potere sulle persone e possono provocare danni, sono come armi. L?uomo orale è dogmatico (si racconta solo la verità) e, per questo, ciò che viene raccontato non permette la capacità di critica e la possibilità di confronto. Il racconto è una forma di insegnamento e la conoscenza si fonda sulla vita collettiva, su ciò che è stato detto, che viene aggregato e accumulato mnemonicamente. Il racconto è condizionato dalla prossimità e manca la dimensione del tempo narrato. L?oralità dipende dalla socialità e respinge l?individualismo.
A scuola, perciò, per chi è abituato alla tradizione orale, le difficoltà sono le seguenti:
a) mancanza di abitudine all?osservazione
b) difficoltà a ridurre il vissuto a dimensione visiva.
c) mancanza di abitudine alla critica e al confronto.
Per una cultura specializzata nella sintesi orale, l?osservazione visiva è irrilevante; la scrittura, invece, sviluppa la percezione visiva e l?osservazione individuale (per osservare qualcosa, quel qualcosa deve stare fermo mentre il suono esiste nel tempo e non si ferma). Se la tradizione orale respinge l?individualismo (l?uomo esiste nella socialità), la scrittura stacca l?uomo dal gruppo, dà origine al pensiero originale isolato e presuppone l?introspezione che manca nella cultura orale dove l?uomo è più attento a cogliere le opinioni degli altri piuttosto che a riflettere sulle proprie affermazioni. Per la cultura orale il nostro modo di comunicare è inefficace, la scuola dovrebbe quindi adottare metodi diversi e munirsi di strumenti idonei per permettere a questi bambini di apprendere, passando, appunto, dallo loro cultura orale a quella della scrittura.
3) all?interno di molti gruppi familiari i minori parlano il romanès: ne deriva quindi che l?italiano risulta essere la II^ se non la III^ lingua, (è il caso dei rom stranieri che parlano anche la lingua del paese di ultima provenienza, dei sinti veneti, lombardi, marchigiani , ecc e dei Rom dell?Italia meridionale che utilizzano parlate dialettali) e l?utilizzo che ne fanno è limitato a fini pratici. Il ?romanès? presenta una struttura molto diversa da quella della lingua italiana e pertanto risulta difficile per i bambini rom e sinti comprendere e utilizzare in maniera adeguata la nostra sintassi.
4) la mancanza di un percorso prescolastico: il forte senso di protezione dei genitori nei confronti dei figli in giovanissima età e l?importanza che questi gruppi attribuiscono all?educazione familiare si manifestano in atteggiamenti di resistenza nei confronti della scuola materna. Di conseguenza i bambini rom e sinti affrontano la classe I^ senza quei prerequisiti indispensabili ad accedere con facilità e in tempi brevi, al pari degli altri compagni, all?apprendimento della lettura e della scrittura.
5) L?analfabetismo e la diffidenza, più o meno accentuata, a seconda dei gruppi di appartenenza, dei genitori nei confronti della società dei gagè. Accettano con difficoltà l?inserimento scolastico dei loro figli, considerando non formativo l?incontro con la nostra ed eventualmente altre culture. Il più delle volte la scuola viene più o meno frequentata per fini utilitaristici.
6) La mancanza di una politica di accoglienza da parte delle scuole che deve avvenire in modo serio e progettuale. Deve consistere in una prima fase temporale ben precisa del primo arrivo con l?incontro tra chi arriva e chi c?è già e deve continuare con atteggiamenti e attitudini nei confronti dell?alterità e della differenza.
Accogliere ed essere accolto significa prestare attenzione ai bisogni dell?altro, sviluppando atteggiamenti di apertura, ascolto e reciprocità. Per tutto ciò è necessario adottare una serie di dispositivi, norme, atti, circostanze e risorse previsti e realizzati in una determinata fase, da parte di chi accoglie.
La mancanza di una politica dell?accoglienza che punti sulla valorizzazione della cultura rom e sinta e sul rispetto delle differenze, rischia di fare di questi bambini dei ?diversi? influendo pesantemente sul loro grado di autostima e sui rapporti che si creano all?interno della classe. Si rischia che la scuola venga vissuta dai minori e dalle famiglie come un ambiente ostile, che svaluta la loro cultura e la relega a condizioni di svantaggio. Spesso si utilizza una didattica che tende ad accentuare le diversità e le difficoltà anziché superarle, valorizzando i punti comuni e le potenzialità di ciascuno, condizione indispensabile per attuare un? effettiva integrazione. Il livello di integrazione ed il grado di autostima influenza, non solo l?impegno e quindi il successo scolastico, ma anche la frequenza.
A differenza dei bambini stranieri, per i Rom e i Sinti, la politica dell?accoglienza deve essere mantenuta nel tempo, pena il rischio di distanza e di conflitti difficilmente recuperabili.
7) Non è da sottovalutare, anzi da porre in rilievo come l?habitat influisca sulla frequenza e sul rendimento scolastico: dove esistono condizioni abitative decorose, alloggi, case, terreni privati, ecc., più facilmente si nota un abbassamento delle percentuale di coloro che evadono l?obbligo scolastico.
E? evidente, quindi, come il problema dell?evasione e della dispersione scolastica non prescinda dal problema abitativo, igienico, e di futuro inserimento lavorativo e sia necessario attivare quindi progetti a 360 gradi mirati al superamento di tutte queste problematiche.
E soprattutto è necessario mirare al superamento dei campi nomadi, dove esistono, che risultano essere una prospettiva non solo ghettizzante ma, come da definizione dell? European Roma Right Center ?l?emblema della segregazione razziale per eccellenza? e, secondo il Comitato per l?Eliminazione delle Discriminazioni dell?ONU, ?un mix tra le favelas e i campi di concentramento? (l?Italia è l?unica nazione dell?Europa che ne mantiene l?esistenza).

EDUCAZIONE INTERCULTURALE
Accanto ad una politica dell?accoglienza, è di fondamentale importanza prevedere di applicare nelle scuole la didattica interculturale. Esiste una normativa dell?interculturalità nel nostro ordinamento scolastico; i documenti sono numerosi e di diversa natura, tra questi i più significativi sono:
1) Circolare n° 301 del 08/09/1989 e la successiva Circolare Ministeriale n° 205 del 26/07/1990, la n° 73 del 02/03/1994, La Pronuncia del C.N.P.I. del 23/04/1992 e del 24/03/1993, i programmi della scuola media che risalgono al 06/02/1979, della scuola elementare del 12/02/1985, la Legge di riforma dell?ordinamento della scuola elementare del 05/06/1990 n° 148..
Nonostante le Circolari Ministeriali, la Pronuncia del C.N.P.I., le premesse generali ai programmi dei vari ordini di scuola, i programmi della scuola elementare e della scuola media, ancora in molte scuole la didattica interculturale non viene applicata. Si tende a fornire un?educazione multiculturale al posto di un?educazione interculturale. L?educatore che assume una prospettiva multiculturale considera la coabitazione delle differenze etniche, culturali e religiose come un processo storico naturale di cui si prende atto, imposta tra le diverse culture un rapporto di tipo oggettuale (è una cultura in più da approfondire) tutto basato sull?oggetto dello studio e sulla materia. Quando invece l?educatore costruisce un progetto educativo intenzionale, cioè compie una scelta, passa dal multiculturale all?interculturale, non riducendo l?altra cultura ad un oggetto di studio in più ma imposta il rapporto tra le culture in questo modo: non oggettuale ma soggettuale, non estrinseco ma intrinseco, non cumulativo ma interattivo, non enciclopedico ma epistemico nel senso che l?altra cultura deve interessare per modificare lo spettro di indagine, assumendo un punto di vista diverso sulla realtà, esterno al proprio sistema cognitivo.
L?educazione interculturale non è naturale ma deve essere voluta e provocata, l?insegnante stesso deve avviare un processo personale di decostruzione mentale data da stereotipi e pregiudizi, cambiando la sua visione del mondo, superando il concetto di monocultura e di centralità europea.
L?educazione interculturale è: riconoscimento dell?identità dell?altro, tutela e promozione del diritto di cittadinanza, educazione antirazzista, prevede e comprende atteggiamenti e comportamenti, è superamento del monoculturalismo. E? un processo multidimensionale di interazione tra soggetti di identità culturale diverse, che, attraverso l?incontro (interculturale), vivono un?esperienza profonda e complessa di conflitto/accoglienza. Ciò diviene una preziosa opportunità di crescita della cultura personale di ciascuno nella prospettiva di cambiare tutto quello che è di ostacolo alla costruzione comune di una convivenza civile, è, infine, considerarsi cittadini del mondo superando il concetto di nazionalismo dato dalla rigidità delle frontiere.
Tutto ciò si può riassumere nei quattro elementi strutturali dell?interculturalità:
a) l?interazione.
b) L?empatia.
c) Il decentramento.
d) La transitività cognitiva.
Il conseguimento degli obiettivi succitati esige almeno tre cambiamenti del sistema scolastico:
a) l?attuazione del principio delle pari opportunità,
b) Il rifacimento dei libri di testo e l?adozione di tecniche attive e di strumenti multimediali.
c) La riqualificazione degli educatori.

FINALITA? DEI PROGETTI
I progetti che devono essere attivati per favorire l?integrazione scolastica dei bambini rom e sinti devono avere le seguenti finalità:
1) incentivare e regolarizzare la frequenza dei Rom e dei Sinti nella scuola materna, elementare e media.
2) Migliorare la convivenza tra gli alunni rom e sinti e gagè.
3) Combattere la formazione di stereotipi e pregiudizi.
4) Migliorare il livello di apprendimento dei bambini rom e sinti, sensibilizzare, informare e aggiornare gli insegnanti e le diverse componenti scolastiche ed extra-scolastiche perché approfondiscano la conoscenza del mondo dei Rom e dei Sinti.
5) Coinvolgere le famiglie rom e sinte nella partecipazione alla vita della scuola.
6) Coordinare gli interventi dei diversi ordini di scuola, dell?Ente locale e delle USL.
7) Contribuire alla diminuzione dell?emarginazione sociale dei Rom e dei Sinti. 8) Favorire l?inserimento lavorativo e sociale, qualificato per la loro realtà.
9) Ottenere che in futuro si possa arrivare al superamento del progetto stesso. Dobbiamo cercare di contribuire a costruire una scuola specializzata in cui la riflessione sulla pluralità incammini il pensiero verso una maturità interculturale, dove venga riconosciuta la ricchezza che deriva dal dialogo e dalla scambio fra diversi orizzonti culturali, per una ridefinizione degli stessi.
Con una buona accoglienza da parte delle scuole, con l?attivazione di una didattica finalizzata all?educazione interculturale e con la nostra presenza come operatori e mediatori, di deve mirare a ottenere che gli alunni rom e sinti che si affacciano al mondo scolastico della cultura maggioritaria con una assenza totale di autostima, SI SENTANO IMPORTANTI E INTERESSANTI al pari degli altri. Per farli sentire interessanti deve essere messa in evidenza e valorizzata all?interno delle classi, la loro lingua d?origine, la loro storia e la loro cultura, perché siano e si sentano importanti, al pari degli altri bambini, si deve arrivare ad una maturazione della loro personalità, mantenendo la cultura d?origine senza che venga assimilata nella nostra e, come a tutti, deve essere data anche a loro la possibilità di scelta nella vita.

CONCLUSIONI
Purtroppo non siamo in grado ancora di rilevare delle percentuali reali riguardanti l?evasione e la dispersione scolastica dei minori appartenenti alle comunità rom sinte e camminanti. Auspichiamo che, grazie al Protocollo di Intesa possa attivarsi un progetto di monitoraggio a ,livello nazionale anche con il sostegno economico della Comunità Europea, della popolazione rom, sinta e camminante presente in Italia. Tale progetto, pur mantenendo l?anonimato delle persone, permetterebbe di rilevare il reale numero dei minori che evadono la scuola dell?obbligo. Infatti i dati forniti dalle scuole rispecchiano solo in piccola parte la realtà; è necessario contattare i Rom e i Sinti, famiglia per famiglia, negli alloggi, nelle case, nei terreni privati, nei campi comunali e nei campi abusivi.
E? indispensabile anche investire risorse economiche per finanziare seriamente i progetti di cui si è parlato in precedenza, se effettivamente esiste la volontà politica di tutelare i diritti della popolazione dei Rom e dei Sinti; altrimenti i vari Seminari, i vari Convegni e tutti i bei discorsi rimangono lettera morta e perdita di tempo e, intanto, quelle persone con i loro bambini continuano ad essere vittime di pregiudizi, del razzismo e di ghettizzazione totale.
Riferimenti: Rom/Sinti: la scolarizzazione possibile

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La linea politica dell’Opera Nomadi delineata dal Presidente

2 Gennaio 2006 Nessun commento


Agosto 2005
L?Opera Nomadi nazionale nasce nel 1965 per la tutela dei diritti civili e la salvaguardia della cultura dei Rom/Sinti. Riconosciuta ?Ente Morale? con Decreto Presidenziale nel 1970 l?Opera Nomadi è presente in tutto il territorio nazionale con 30 sezioni (oltre 500 soci) da Bolzano alla Sicilia.
Il presidente Massimo Converso illustra le linee politiche dell?associazione:
?In primo luogo occorre un ?patto di riconciliazione nazionale? con la minoranza più discriminata d?Europa che preveda degli ammortizzatori sociali per facilitarne l?integrazione. E quindi il riconoscimento dei Rom/Sinti come minoranza etnica e linguistica (come i 30.000 Ladini, per esempio). Da qui occorre creare un ?Ufficio Centrale del Governo italiano per il popolo dei Rom/Sinti? presso il Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali (o Presidenza del Consiglio). Un Ufficio Governativo, che si avvalga indispensabilmente di mediatori Rom/Sinti, che valuti, coordini, orienti le politiche ed i finanziamenti pubblici, verso l?auto-sufficienza economica ed un habitat equilibrato, per emancipare i Rom/Sinti dal cancro sempre più in metastasi della devianza. Rispetto al resto d’Europa abbiamo pochissimi veri mediatori culturali Rom e Sinti riconosciuti anche dalle loro comunità.
In secondo luogo occorre attuare un censimento qualitativo e quantitativo delle presenze perché in mancanza di dati reali, è impossibile stabilire una politica di intervento. Siamo pronti, Regione per Regione, ad effettuare il Censimento precisando anche quali mestieri svolgono o che intendano intraprendere i Rom/Sinti, ed in quale habitat si trovano o intendano trasferirsi.
In terzo luogo bisogna attuare il Protocollo sulla Scolarizzazione, firmato lo scorso giugno a Roma tra MIUR e Opera Nomadi, per favorire l?inserimento scolastico dei bambini. Occorre investire sui bambini perché sono gli uomini e le donne (i Rom e le Rumrì) del domani.
In quarto luogo la questione Habitat. Noi chiediamo la massima severità: i grandi concentramenti vanno messi sotto controllo, in attesa di eliminarli, sostituendoli con l?assegnazione di case o con le microaree residenziali autocostruite a seconda delle specifiche esigenze dei Rom/Sinti. Soltanto in Italia esistono ?campi-nomadi?. La nostra politica di rifiuto dei dannosissimi ?campi nomadi? è dunque una denuncia che questi si trasformano OGGETTIVAMENTE in una palestra di addestramento dei minori alla devianza. Questo punto deve essere molto chiaro. I ?campi nomadi? vanno pertanto eliminati gradualmente. Occorre quindi attuare una politica della casa (per le Comunità dei Rom/Sinti che la desiderano) che deve essere redistribuita sul territorio?.
Riferimenti: Estate che vieni… estate che vai

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