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5 PER MILLE all?Opera Nomadi

23 Giugno 2007 Nessun commento


Un piccolo gesto morale per una associazione morale. Il 5 per mille è una quota di imposte a cui lo Stato rinuncia per destinarla alle organizzazioni no-profit per sostenere le loro attività. L?Opera Nomadi nazionale nata nel 1965 -Ente Morale nel 1970, invita chi ha a cuore i Rom/Sinti e Camminanti a fare un piccolo gesto di civiltà per sostenere la causa: Opera Nomadi codice fiscale 804094801.

5 per mille… Opera Nomadi per tutti
Il nome dell?associazione ed il codice fiscale vanno messi nello spazio indicato per il 5 per mille, nei moduli per la dichiarazione dei redditi. Un gesto morale per una associazione morale. Non è cosa di poco conto di questi tempi. Ecco alcune definizioni della parola ?morale?: ?che concerne valori etici?, ?che è conforme al bene, ai principi del giusto e dell?onesto?.

Ente Morale Opera Nomadi
CODICE FISCALE OPERA NOMADI: 80409480581

5 PER MILLE ALL’OPERA NOMADI
Da oggi uno strumento in più per aiutare Rom, Sinti e Camminanti (comunemente definiti zingari o nomadi).
La Legge Finanziaria 2006 prevede la possibilità di destinare il 5 per mille delle tue imposte all?Ente Morale Opera Nomadi.

NON TI COSTA NULLA
Non è una tassa in più.
Sei tu che decidi a chi destinare il 5 per mille.
È una quota di imposte a cui lo Stato rinuncia per destinarla alle organizzazioni no-profit per sostenere le loro attività.
Aiutiamo con un normale gesto, L?Ente Morale Opera Nomadi

COME FARE:
I modelli per la dichiarazione dei redditi CUD, 730 e UNICO contengo-no uno spazio dedicato al 5 per mille, in cui devi firmare ed indicare il: CODICE FISCALE ENTE MORALE OPERA NOMADI: 80409480581

Il 5 per mille non sostituisce l?8 per mille destinato allo Stato e alla Chiesa. Sono due possibilità diverse e si possono utilizzare entrambe per destinare parte delle proprie imposte per fini diversi
Scheda attività dell?Opera Nomadi

L?Opera Nomadi si è costituita a Bolzano nel 1963 come associa-zione regionale del Trentino Alto Adige, nel 1966 è divenuta associazione nazionale e nel 1970 è stata eretta a Ente Morale (D.P.R. n° 347 del 1970).
L?Associazione è nata dalla consapevolezza che fosse necessario un movimento di volontari organizzato per promuovere interventi atti a togliere i Rom, Sinti e Camminanti ed altri nomadi, o gruppi di origine nomade dalla situazione di emarginazione in cui sono relegati e per aprire la collettività nazionale alla comprensione e all?accoglienza dei diversi. Per corrispondere meglio allo sviluppo di una società plurale e aperta, l?Opera Nomadi si configura come un?associazione apar-titica, aconfessionale che accoglie volontari, Rom, Sinti e Camminanti e non, impegnati in un compito di promozione sociale. In generale l?Opera Nomadi si fa mediatrice tra i pubblici poteri ed i gruppi di zingari, per la tutela dei loro diritti, e per favorire interventi specifici atti a sanare situazioni di svantaggio.

L?impegno prioritario si sviluppa nei seguenti settori:

a) Abitazione: Il nomadismo in Italia è ristretto quasi unicamente ad alcuni gruppi di SINTI (specialmente i giostrai), a piccoli gruppi di Rom Kalderasha, ai Camminanti Siciliani, nomadi per motivi economici. L?Opera Nomadi si batte a breve termine per il risanamento delle baraccopoli, a medio termine per l?allestimento di villaggi residenziali per le famiglie nomadi e seminomadi, all?interno dell?edilizia popolare o comunque agevolata in cui siano considerate sia l?autocostruzione sia l?autogestione. Relativamente ai Rom stranieri non sono da trascurare soluzioni abitative stabili all?interno dei centri urbani.
b) Scuola: Con ripetute convenzioni stipulate con il Ministero della Pubblica Istruzione a decorrere dal 1965/1966 si è passati da un inserimento scolastico dei minori Sinti e Rom in scuole speciali statali ad un inserimento graduale nelle classi comuni.
L?Opera Nomadi promuove iniziative di ricerca e di sperimentazione didattica anche con il sostegno del Ministero P.I. e della Comunità Europea. Collabora altresì alla formazione, aggiornamento e moni-toraggio degli operatori delle scuole dell?obbligo e del pre-obbligo scolastico, specie quelle del territorio coinvolte nella scolarizzazione dei minori Rom, Sinti e Camminanti. Si facilitano, con intervento diretto o indiretto degli Enti Locali, l?attuazione del diritto allo studio, l?inserimento e il profitto scolastico degli alunni Rom, Sinti e Camminanti anche con iniziative di trasporto, accompagnamento, mediazione culturale e attività laboratoriali.
c) Tutela della lingua e della cultura dei Rom, Sinti e Camminanti: L?Opera Nomadi partecipa ai movimenti/gruppi d?opinione per la tutela delle minoranze linguistiche in Italia volti all?attuazione dell?art. 6 della Costituzione anche in favore dei gruppi Rom e Sinti. Si fa anche promotrice di iniziative di aggiornamento per docenti coinvolti nell?inserimento scolastico dei minori Rom, Sinti, mirate alla cono-scenza della cultura dei Rom, Sinti e Camminanti, del diritto al nomadismo e alla sosta. Promuove e facilita iniziative di formazione di Mediatori Culturali Rom e Sinti sul piano della coscientizzazione etnico- culturale e sul piano professionale per venire incontro alle esigenze poste dalle Istituzioni e dalle Famiglie nell?ambito dei servizi di accoglienza, inserimento scolastico, sociale, sanitario, economico.
d) Manifestazioni culturali: L?Opera Nomadi organizza e partecipa a mostre fotografiche e di artigianato, spettacoli musicali, tavole rotonde, convegni, dibattiti, manifestazioni di solidarietà e trasmis-sioni mediali. E? presente negli insediamenti Rom e Sinti per favorire una presa di coscienza critica della situazione attuale e di ricerca di nuove forme di adattamento alla società italiana: opera nel con-tempo per il coinvolgimento sempre più attivo dei Rom e dei Sinti nelle iniziative che li riguardano.
e) Sanità: L?Opera Nomadi si adopera per la mediazione fra la popo-lazione dei Rom, Sinti e Camminanti ed il Sistema Sanitario Nazionale per il pieno rispetto del diritto alla salute da parte dei minori, delle donne e degli anziani Rom e Sinti: anche in questo campo è avviata la formazione di specifici Mediatori Culturali. Non sono trascurati ricorsi e collaborazioni di Enti/Associazioni per la tutela della salute, dei malati, degli anziani, dei minori in stato di necessità.
f) Lavoro: L?Opera Nomadi si rende attiva nella ricerca e promozione di opportunità lavorative per giovani e adulti Rom e Sinti, anche mediante la costituzione di cooperative di lavoro, in sintonia con le attività tradizionali dei Rom e dei Sinti (artigianato, lavorazione dei metalli, compravendita, allevamento dei cavalli ecc.), e nel campo dell?ecologia (legalizzazione delle attività di raccolta, riciclaggio e rottamazione dei metalli, pulizia e rigoverno di aree verdi, verni-ciatura di cancellate, recinzioni di giardini, cortili, di edifici pubblici del territorio, ecc.).
g) Giustizia: L?Opera Nomadi si adopera per l?informazione presso le Comunità Rom e Sinti delle normative atte alla concessione di permessi, licenze, affidamenti di competenza degli uffici decentrati dei Ministeri dell?Interno e di Grazia e Giustizia. Per la tutela dei diritti dei cittadini (minori detenuti, immigrati, profughi, ecc.). L?opera Nomadi privilegia gli sportelli allestiti dagli Enti locali e delle Istituzioni di competenza oltre che gli sportelli allestiti da Enti e Organizzazioni Umanitarie specifiche.
h) Romano Lil: E? la circolare interna dell?Opera Nomadi che si rivolge agli associati e non, per divulgare atti, iniziative, ricerche mirate a sostegno e alla tutela dei gruppi Rom, Sinti e Camminanti che risiedono sul territorio dell?Italia Continentale e Insulare: svolge la sua attività dal 1965 attraverso le sezioni locali OPERA NOMADI, che sono diffuse su tutto il Paese, gruppi collaboratori e simpatizzanti. Dal 2006 la ?circolare? è diventata anche telematica: Romano Lil, http://romanolil.blog.tiscali.it/

Nella foto: il Consiglio Nazionale in data 27 giugno 2004

Riferimenti: Cari e-lettori di Romano Lil

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Il Presidente Opera Nomadi a Matrix, Guarnieri a matrioske

16 Giugno 2007 Nessun commento

16 giugno. Massimo Converso a "Matrix", Nazzareno Guarnieri a matrioske. Sulla presenza del Presidente Opera Nomadi alla trasmissione televisiva "Matrix", il Presidente della sezione Abruzzo: dovevano chiamare un Presidente Opera Nomadi Abruzzo. Per poi cedere la parola al Presidente di Coopofficina che ha dichiarato: dovevano chiamare un Presidente Coop. Per poi cedere la parola al Presidente di Rom Sinti @ Politica che ha dichiarato: dovevano chia-mare un Presidente Politico. Per poi cedere la parola al Presidente di Rom e Sinti Insieme che ha dichiarato: dovevano chiamare un Presi-dente Rom. Per poi cedere la parola al Presidente dell‘"intellighenzia romanì" che ha dichiarato: dovevano chiamare un Presidente Intellighente Per poi cedere la parola al Presidente (onorario) dei Sinti Khomeinisti: dovevano chiamare un Presidente Sinti. Per poi cedere la parola al Presidente…
(di Spartaco Ferrarese)

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Bambina abbandonata a Potenza: lettera all?Opera Nomadi

14 Giugno 2007 Nessun commento


13 giugno. Signor Presidente, Le scrivo da Potenza dove nei giorni scorsi, in occasione della Festa Patronale, ho avuto modo di incontrare una bambina che dalla mattina alla sera, tra l?indifferenza generale, implorava la carità. Andrata, se ho capito bene il nome, 10 anni ed un cartello dove era scritto: ?sono rumena, non posso più camminare, ho bisogno di una carrozzella?. In realtà la bambina è seriamente menomata: un piedino ridotto a moncherino e l?altro visibilmente malandato.

ANDRATA, 10 ANNI, E? SOLA: “SONO RUMENA, NON POSSO PIÙ CAMMINARE”
Opera Nomadi, alla c.a. del sig. Presidente Massimo Converso

Signor Presidente,

ANDRATA E? SOLA
Le scrivo da Potenza dove nei giorni scorsi, in occasione della Festa Patronale, ho avuto modo di incontrare una bambina, che dalla mattina alla sera, tra l?indifferenza generale e sempre con le stesse parole, implorava la carità.
Andrata, se ho capito bene il nome, 10 anni ed un cartello dove sopra era scritto: ?sono rumena, non posso più camminare, ho bisogno di una carrozzella?.
In realtà la bambina è seriamente menomata: un piedino ridotto a moncherino e l?altro visibilmente malandato.
Cammina a fatica e passa tutto il suo tempo seduta per terra scalza, in condizioni igieniche precarie, tanto da far temere un ulteriore peggioramento delle sue condizioni fisiche.
Andrata, che non parla italiano, dice di avere i genitori ma è sempre, incredibilmente, da sola. Quasi sicuramente, vive in una Comunità Rom proveniente da Foggia.
Poi all?improvviso, così come era apparsa, circa una decina di giorni fa è andata via, lasciando solo il ricordo del suo sorriso.

I DIRITTI DI ANDRATA: ALLA VITA, ALL?IDENTITA?, ALLA SALUTE?
Questo il fatto!!!
E su questo fatto si potrebbe ragionare all?infinto, immersi in un mare di problematiche, così complesse da far paura.
Ma il rischio è quello di perdere di vista Andrata ed i suoi diritti: il di-ritto alla vita, il diritto alla propria identità, il diritto alla salute, il di-ritto al gioco, il diritto ad essere tutelata da ogni forma di sfrutta-mento.
La bambina ha bisogno di risposte immediate e per questo siamo qui a chiedervi un deciso intervento a suo sostegno, consapevoli che quanto noi suggeriamo non rientra strettamente nei compiti sanciti dallo Statuto dell?Opera Nomadi e riuscendo, altresì, ad interpretare la Vostra difficoltà ad occuparvi di casi specifici.
Ma non chiediamo l?impossibile, trovarla non dovrebbe essere difficile, considerando la Vostra presenza sul territorio e la Sede di Foggia potrebbe essere quella da attivare subito. Occorre verificare le sue condizioni fisiche per provvedere alle cure necessarie, anche dal punto di vista riabilitativo.
Occorre accertare la presenza della famiglia ed in caso di assenza, operare per il suo ricongiungimento.
Ma la nostra non vuole essere solo una semplice segnalazione.
In questa fase di stretta emergenza, il rientro della bambina in Romania, favorito dalla presenza della famiglia biologica o, se questo non fosse possibile, affidata ad una famiglia di una Comunità Rom stanziale, nel rispetto delle leggi italiane e rumene, consentirebbe ad Andrata di avere una opportunità di vita diversa da quella attuale.
Lei potrà vivere nella sua terra di origine secondo la sua cultura e le sue tradizioni, abbandonando lo stato di estrema precarietà in cui si trova adesso.

ADOZIONE A DISTANZA
Noi possiamo sostenerla a distanza, per tutto il tempo che sarà necessario, con un contributo mensile di 100 euro, somma risicata dal nostro bilancio familiare, che in Italia non avrebbe alcun valore ma che in Romania, in ragione del cambio di valuta estremamente favorevole e delle diverse condizioni di vita, consentirebbe alla fa-miglia di poter vivere con grande serenità, trovando i giusti spazi per progettare il proprio futuro e, con il tempo, fuori da ogni logica assistenziale.
Non solo? potrebbe instaurarsi un vincolo di ?fratellanza?, fra una famiglia Italiana ed una Rom, nel segno di una diversità che ac-comuna, un argine all?impressionante decadimento dei ?valori? della nostra società e della stessa ?cultura? Rom.

La ringraziamo sin da adesso per quello che potrà fare.

G. R. Potenza, 13 giugno 2007

Riferimenti: Minori abbandonati a Bologna: lettera a R.Lil

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Il Ministro Ferrero: superare i ?campi nomadi? per la casa

9 Giugno 2007 Nessun commento

Nomadi per sempre: sgomberi e denunce a Cuneo

9 Giugno 2007 Nessun commento


Cuneo 8 giugno. Nella tarda serata di ieri, i Carabinieri della Compagnia di Alba hanno individuato e sgomberato in un quartiere periferico cittadino un campo nomadi abusivo. A seguito di numerose segnalazioni di abitanti della zona, i militari hanno riscontrato la presenza di alcuni nuclei familiari di nomadi di etnia slava, 25 persone compresi i minori, i quali avevano posizionato i loro camper e roulotte all?interno di un?area di proprietà pubblica.

REATO DI INVASIONE ED OCCUPAZIONE ABUSIVA
I Carabinieri hanno provveduto a sgomberare la zona ed il gruppo costituito da camper e roulotte – otto in totale – ha lasciato la città. 10 nomadi, tutti i capi famiglia del gruppo, sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Alba in quanto resisi responsabili del reato di invasione ed occupazione abusiva di area pubblica e per loro è stata anche inoltrata una proposta di Foglio di Via Ob-bligatorio alla Questura di Cuneo con divieto di ritorno nel comune di Alba per anni tre.

Alba: sgomberato campo nomadi abusivo in città, 10 denunce
Quotidiano online della provincia di Cuneo, 8 giugno. E. Martini

I Carabinieri della Compagnia di Alba, nella tarda serata di ieri, hanno eseguito un servizio straordinario di controllo del territorio – al quale hanno preso parte una decina di militari ? che ha consentito di individuare e sgomberare in un quartiere periferico cittadino un vero e proprio campo nomadi abusivo. Nella serata erano giunte sul numero di emergenza 112 alcune segnalazioni da parte di cittadini abitanti nella zona di corso Bra, preoccupati per la presenza di alcuni nomadi accampatisi nei pressi delle loro abitazioni. I militari si sono recati immediatamente sul posto ed hanno effettivamente riscontrato la presenza di alcuni nuclei familiari di nomadi di etnia slava, per un totale di 25 persone compresi i minori, i quali avevano posizionato i loro camper e roulotte all?interno di un?area di proprietà pubblica, solitamente utilizzata dalla Motorizzazione Civile per compiere revisioni e collaudi su autoveicoli.

Concluse le procedure di identificazione dei nomadi, molti dei quali risultavano avere precedenti penali e di polizia per reati contro il patrimonio, i Carabinieri hanno provveduto a sgomberare la zona ed il gruppo costituito da camper e roulotte – otto in totale – ha lasciato la città. I 10 nomadi, tutti capi famiglia del gruppo, sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Alba in quanto resisi responsabili del reato di invasione ed occupazione abusiva di area pubblica e per loro è stata anche inoltrata una proposta di Foglio di Via Obbligatorio alla Questura di Cuneo con divieto di ritorno nel comune di Alba per anni tre.

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Noi dell?Opera Nomadi: Arif Tahiri

7 Giugno 2007 Nessun commento


Arif Tahiri, presidente della sezione Marche, è uno dei migliori dirigenti politici Rom dell?Opera Nomadi con cui lavora dalla fine degli anni ?80. Schivo, riservato, modesto, generoso, è uno dei protagonisti attivi degli ultimi anni dell?associazione. Arif Thairi, 45 anni, oggi ha la sua partita Iva e una ditta di autotrasporti e facchinaggio a Fano. Prima, per 14 anni, ha lavorato nei cantieri navali. Prima ancora ha lottato con le unghie e con i denti nei campi rom di Napoli e Messina. E’ originario di Mitrovica ed è arrivato in Italia nel 1985.

“Da Mitrovica (Kosovo) negli anni è scappato un intero quartiere, 180 mila persone, prima per le persecuzioni poi per la guerre ? spiega Arif. – La mia famiglia è di origine rom, zigana, ma noi a Mitrovica avevamo la nostra casa. Poi siamo dovuti scappare e adesso non abbiamo più documenti di nulla, nè della casa, nè del casellario giudiziario, nè del comune perchè Mitrovica non si sa più di chi è. Così, io che potrei avere la carta di soggiorno e chiedere la cittadinanza, non posso avere nulla perchè l’Italia non sa se sono serbo, kosovaro o croato”.
Arif ha avuto il primo permesso di soggiorno nel 1987. Dal 1990 ha vissuto per undici anni in una casa comunale. Ora in una casa popolare di cui paga l’affitto. La sua è una famiglia multinazionale: “Siamo in otto e tre paesi diversi: io e mia moglie kosovari, due figli croati, due figli e una nipotina di otto mesi italiani”.

ARIF DELL?OPERA NOMADI
Da Mitrovica a Fano con l’impegno nel cuore

Arif è uno dei primi Rom arrivati in Italia da Mitrovica negli anni ?70, è sopravvissuto, incensurato, alla vita da forche caudine nei ?campi? da Crotone alla Toscana, trovando finalmente l?habitat ideale con tutta la sua famiglia estesa in una delle provincie più ricche d?Europa, Pesaro.

Appartiene ad una famiglia orgogliosamente comunista (l?Opera Nomadi dispone di una straordinaria immagine del nonno partigiano in costume tradizionale del Kosovo) e profondamente legata al ?Tito barò? che fece ?baxtalè Romà anda Jugoslavia?.
I Rom kosovari (le cui Comunità più grandi vivono a Palermo e Firenze ed un tempo a Mestre) sono denominati dai Rom Cergarija come ?shiftarija? cioè ?albanesi?, termine ? come ovvio – per nulla amato dai Rom kosovari, i quali per l?80% sono dovuti fuggire dalla multiculturale terra dove vivevano da 600 anni propria per colpa delle fanatiche milizie filoalbanesi sostenute peraltro anche dal capitalismo occidentale fra cui l?Italia)

I khorakhanè di Fano vivono in una serie di case ad affitto in vari quartieri della città e svolgono i più disparati mestieri, fra cui anche quello della raccolta differenziata, ma più facilmente impiegati nelle piccole fabbriche della zona o nella distribuzione commerciale. Lo stesso Arif ha lavorato a lungo come operaio nei Cantieri Navali ed oggi gestisce una piccola ditta di distribuzione commerciale con il figlio maggiore. I minori sono normalmente scolarizzati fino alla terza media e le forze di polizia non hanno mai dovuto stilare un rapporto su questa esemplare Comunità, nemmeno quando in città c?era un sorta di campo comunale.

Le ?Romnià khorakhanià? di Fano e Macerata hanno vinto, di fronte ad una severa giuria composta da autentici esperti – fra cui un mu-sicista ebraico klezmer – nello scorso febbraio il II° Concorso Nazio-nale dei Rom/Sinti Artisti di Strada nella sezione dedicata alla danza.
Fra di esse Beljkize, una Romnì abilissima sarta che realizza sia i tradizionali abiti turcheschi delle shiftarke che i tendaggi che decorano il suo letto e l?intera stanza, uno spazio ritagliatosi nella piccola ma dignitosissima abitazione sul Viale Piceno di Fano.

Arif , dopo quella in Kosovo (ritorna regolarmente sia a Mitrovica che in Croazia e Serbia), sta integrando significativamente la mappa qualitativa e quantitativa delle Comunità dei Rom Khorakhanè Shiftarija sull?intero territorio italiano, dalla Sicilia all?Alto Adige.
Con l?Opera Nomadi ha in programma di disegnarne una dei paesi dell?Unione Europea, dove con regolarità tiene vivi i propri circuiti parentali e quelli, più complessi, interni al gruppo dei Rom Kosovari, molto bene integrati soprattutto nei Paesi Bassi ed in alcune città tedesche.

Arif è uno dei migliori dirigenti politici ROM dell?Opera Nomadi con cui lavora dalla fine degli anni ?80.
Come Presidente della Sezione Marche, ha contribuito, fra il 2006 ed il 2007, alla nascita della Sezione Rimini-Cesena e si reca regolar-mente presso la Comunità dei Sinti di Carpi dove collabora alla stesura dei progetti che la Presidente Sinta di quella Sezione, Erika Guerini, sta stendendo in queste settimane.
Arif si è già incontrato ripetutamente con le Comunità storiche dei Rom/Sinti cittadini italiani della parte meridionale della regione con cui ha programmato un incontro di lavoro per stilare un unico programma di sviluppo, soprattutto occupazionale, da sottoporre alla Regione Marche.

In questo esemplare percorso di integrazione (l?Opera Nomadi ne conosce, da anni, molti altri fra cui quello della famiglia estesa di Gezim Berisha, Presidente della Sezione di Bari) c?è un solo incredibile ostacolo, voluto dalla nuova Amministrazione di destra di Fano, che forse doveva riportare indietro questo straordinario livello di autosviluppo socio-economico della Comunità Rom.
Uno dei tranquilli bambini della Comunità è stato letteralmente sequestrato nella sua aula scolastica dall?Assistente ?Sociale? comunale con la motivazione che il piccolo fosse ?obeso? e perciò non curato. E quindi chiuso in un Istituto dove reclama l?immediato rientro nella famiglia che lo curava amorevolmente.
Sulla inquietante illegale vicenda è già intervenuta la Sottosegretaria Lucidi ed Arif ha avuto un incontro diretto con l?altra SottoSegretaria Linguiti. Anche il Sottosegretario Manconi è stato interpellato in merito. (Massimo Converso)

LE DANZE DI BELYKIZE E I CAMION DI ARIF
Storie di ordinaria integrazione
La Repubblica, 22 maggio. Di Claudia Fusani

Fotografia: intervento di Arif di fronte alla sottosegretaria Pari Opportunità Donatella Linguiti ed all?assessora Raffaella Milano del comune di Roma, ad un convegno Opera Nomadi (proposte politiche ai Ministeri) del 24 marzo scorso

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L?Opera Nomadi incontra il sindaco di Roma

5 Giugno 2007 Nessun commento


Roma, 4 giugno. Nell?incontro col sindaco Veltroni l?Opera Nomadi Lazio ha ribadito l?inutilità e la pericolosità sociale (innanzitutto per gli stessi Rom) degli sgomberi e dei ?megacampi? fuori dalla città ed ha proposto un ?patto sociale? di integrazione per i Rom/Sinti presentando un articolato programma contenente proposte sul Lavoro, Habitat, Emergenza sanitaria, Scuola, Tossicodipendenze.

LAVORO (potenziamento Sportello, Mercati Rom, sostegno alle impre-se dei Sinti giostrai, raccolta differenziata, Musicisti di strada, laboratori di stireria-sartoria); HABITAT (rifiuto dei mega-campi, avviamento all?affitto agevolato, autocostruzione di microaree resi-denziali da parte degli stessi Rom/Sinti con ristrutturazione edilizia pubblica in disuso, programma di rientro guidato e condiviso in Romania di concerto fra capifamiglia Rom/Governi italiano e rume-no/Comune di Roma); EMERGENZA SANITARIA (piano di vaccinazioni straordinario in collaborazione con ASL, S.I.M.M. e Comunità S.Egi-dio); SCUOLA (rivedere completamente l?attuale progetto in favore di una severa politica di scolarizzazione che preveda formazione dei Mediatori Rom/Sinti e obbligo assoluto di frequenza per tutti i minori Rom anche per quelli Rumeni esclusi al 90% dall?attuale piano comunale); prevenzione e cura TOSSICODIPENDENZE (riapertura della ?èquipe di strada? formata da Mediatori Rom/Sinti e personale specializzato delle Ass.ni Magliana ?80 e Villa Maraini, per contrastare la dilagante diffusione di ogni genere di droghe nelle comunità)?

L?INCONTRO del SINDACO VELTRONI
con l?OPERA NOMADI ed i Medici Cattolici

Roma, 4 Giugno 2007
L?incontro era stato richiesto sin dal mese di Marzo dall?Opera Nomadi e si è svolto oggi in Campidoglio, mentre nell?Aula Giulio Cesare era in corso il Consiglio Comunale.
Era presente tutto il Direttivo dell?Opera Nomadi Lazio e con l?Opera Nomadi ha partecipato anche il Dr. Giovanni Baglio, Medico e diri-gente della prestigiosa associazione medico-scientifica di area catto-lica la S.I.M.M. (Società Italiana Medicina Migrazioni) fra i cui fondatori risultano i migliori allievi della Scuola Sociale di LUIGI DI LIEGRO .
Il Sindaco era affiancato dall?Assessora Milano e dall?esperto ENRICO SERPIERI.

L?Opera Nomadi ha presentato al Sindaco un articolato programma contenente proposte sul LAVORO (potenziamento Sportello, Mercati Rom, sostegno alle imprese dei SINTI GIOSTRAI, Raccolta Diffe-renziata, Musicisti di Strada, Laboratori di Stireria-Sartoria) , HABITAT (rifiuto dei mega-campi, avviamento all?affitto agevolato, auto-costruzione di microaree residenziali da parte degli stessi Rom/Sinti con ristrutturazione edilizia pubblica in disuso, programma di rientro guidato e condiviso in Romania di concerto fra Capifamiglia ROM/Go-verni italiano e rumeno/Comune di Roma), EMERGENZA SANITARIA (piano di vaccinazioni straordinario in collaborazione con ASL, S.I.M.M. e Comunità S.Egidio), SCUOLA (rivedere completamente l?attuale progetto in favore di una severa politica di scolarizzazione che preveda formazione dei Mediatori Rom/Sinti e obbligo assoluto di frequenza per tutti i minori Rom anche per quelli Rumeni esclusi al 90% dall?attuale piano comunale), prevenzione e cura TOSSICO-DIPENDENZE (riapertura della ?èquipe di strada? formata da Mediatori Rom/sinti e personale specializzato delle Ass.ni Magliana ?80 e Villa Maraini, per contrastare la dilagante diffusione di ogni genere di droghe nelle comunità), VIAGGI della MEMORIA (inserimento di guide qualificate che illustrino agli studenti lo STERMINIO DIMENTICATO dei Rom/Sinti).
L?Opera Nomadi ha quindi ribadito l?inutilità (nessuna delle famiglie Rom sgomberate ha lasciato la Città) e la pericolosità sociale (innanzitutto per gli stessi ROM) dei megacampi.

Il Sindaco ha preso atto di ciò ed ha garantito di esaminare assieme all?Assessora Milano punto per punto il programma. Ha dato mandato perché Regione e Comune affrontino subito l?emergenza sanitaria che vede non meno di 2000 minori Rom ancora non-vaccinati.
Si è infine soffermato sulla questione del possibile rientro in Romania (in particolare nelle tre città di Craiova, Calarasi, Turnu Severin) di alcune Comunità Rom che avrebbero manifestato tale desiderio qualora nelle suddette città venissero meno le condizioni di invi-vibilità peraltro sconosciute alla stragrande maggioranza dell?opi-nione pubblica, vale a dire i salari incredibilmente bassi (20 euro in campagna e 40 euro in industria, salari settimanali?!) , i sussidi altrettanto miserrimi (50 euro al mese per famiglie composte mediamente da 7 persone), a cui si aggiunga il crescente degrado abitativo e la crescente ondata razzistica dopo la caduta del cosiddetto ?muro?.
Il Sindaco ha accettato la proposta dell?Opera Nomadi di portare nella delegazione, che si recherà con lui in Romania a fine mese, una serie di esperti di economia che studino in loco le condizioni di sviluppo economico nei posti di lavoro occupati in precedenza o ancora attualmente dai lavoratori Rom. Veltroni incontrerà appunto i Sindaci di quelle città dove la percentuale di Rom arrivava anche al 10% dell?intera popolazione.
Il Sindaco ha chiesto all?Opera Nomadi di verificare fra le Comunità Rom Rumene della Città la possibilità di un patto sociale con l?Istituzione volto concretamente a realizzare quanto sopra, per cui ci si è dati appuntamento per l?ultima decade del mese.
L?Assessora Milano ha annunciato che in autunno il Comune di Roma aprirà un Centro Specializzato di Cultura Romanì che, nell?ambito del Progetto ?Biblioteche Solidali?, potrà sostenere un pari Istituto nella Città di Craiova.
Nel pomeriggio si era tenuta all?Opera Nomadi un?assemblea di delegati Rom Rumeni sia delle Comunità presenti in Città (ormai 8mila presenze in giornaliero aumento) che provenienti dalle associazioni Rom della stessa Romania.

Opera Nomadi Sezione del Lazio
Ente Morale (D. P. R. 26/03/70 n. 347)
Segreteria tecnica :Via di Porta Labicana, 59 ?00185 Roma
tel.: 06/44701860- fax 06/49388168
E-mail: operanomadilazio@yahoo.it

N.B. E’ disponibile il documento completo e dettagliato delle proposte per l’avviamento al lavoro, l’emergenza sanitaria, l’emergenza habitat, scolarizzazione, viaggi della memoria…

Nella fotografia: il Direttivo Opera Nomadi Lazio col sindaco Veltroni

Riferimenti: Caro Walter: l?Opera Nomadi al sindaco di Roma

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Nomadi per forza: sgombero a Roma -Tor Cervara

25 Maggio 2007 1 commento


Roma, 24 maggio. Questa mattina si è rappresentato l?ennesimo atto della tragedia che la Prefettura ed una parte dell?Amministrazione Comunale stanno portando in scena da alcuni mesi sperperando denaro pubblico che poteva essere ben impiegato affittando alloggi o facendo recuperare agli operai muratori Rom le centinaia e centinaia di edifici pubblici inutilizzati in città e nell?area metropolitana. Invece di politiche di integrazione sociale l?atto inutilmente repressivo di questa mattina ha semplicemente spostato il problema in altre diecine di siti della città e quindi aggravato la situazione.

Lo sgombero, la dispersione in strada, di Tor Cervara riguarda circa 600 Rom Romeni, la metà bambini. «Abitavamo qui da 5 anni – ha detto Valentina – e ora andremo per strada, non abbiamo altra soluzione». Della notizia si trova traccia, a livello romano e nazionale, solo su E-Polis, pag.24.

SGOMBERO di TOR CERVARA: ALTRO DENARO PUBBLICO SPERPERA-TO, L?ENNESIMO INUTILE ATTO DI REPRESSIONE CHE AUMENTA L?IN-SICUREZZA ed IL DISORDINE PUBBLICO IN CITTA
Comunicato dell?Opera Nomadi Lazio, Roma 24 maggio

A Roma, se si riescono a reperire qualche diecina di cittadini intol-leranti ma proprietari di un telefono con fax, è possibile ottenere uno sgombero di sventurati Rom Rumeni che hanno avuto il solo torto di abbandonare una terra la Romania, dove i 10.000 (diecimila) imprenditori italiani pagano salari di 40 (quaranta) euro settimanali alla massa dei lavoratori rumeni, fra cui gli stessi Rom che in Romania sono 2 milioni e mezzo (in Italia il numero è di 150 mila).
Questa mattina si è rappresentato l?ennesimo atto della commedia che la Prefettura ed una parte dell?Amministrazione Comunale stanno portando in scena da alcuni mesi sperperando denaro pubblico che poteva essere ben impiegato affittando alloggi o facendo recuperare agli operai muratori ROM le centinaia e centinaia di edifici pubblici inutilizzati in città e nell?area metropolitana.
A Tor Cervara in questi mesi un intervento congiunto di Protezione Civile, Servizi Sociali Comunali, Vigili Urbani del N.A.E. avrebbe potuto migliorare le condizioni igienico-sanitarie (cioè il motivo reale di attrito con gli altri cittadini romani) delle centinaia di Rom lì ?sopravviventi? ed allontanare contestualmente la minoranza di delinquenti che te-neva sotto scacco il resto della suddetta comunità; con ASL e Cari-tas-Area Sanitaria si sarebbe potuto procedere alla vaccinazione (e con l?Opera Nomadi alla prima scolarizzazione) di quegli sventurati bambini a cui Roma non sa offrire altro che sbocchi militari per i loro problemi, peraltro causati, come detto, dai voraci imprenditori italiani in Romania.
Nel frattempo si sarebbe potuto dare inizio ad una razionale delocalizzazione come sopradetto ed avviare il rilancio economico di Craiova (la loro città di provenienza , dove i Rom costituivano il 10% dell?intera popolazione) di concerto con i Governi Italiano e Rumeno.
Invece l?atto inutilmente repressivo di questa mattina ha sem-plicemente spostato il problema in altre diecine di siti della città e quindi aggravato la situazione.

L?Opera Nomadi ha chiesto all?Assessore alla Sicurezza, Prof. Touadi, di incontrarsi in assemblea con i Rom della Città e di interrompere questa inutile e pericolosa spirale di sgomberi.
Oggi alle 16 l?Opera Nomadi incontra l?Assessore al Lavoro, Dante Pomponi, per rafforzare al massimo il piano occupazionale del Comune di Roma per i Rom/Sinti della Città.

Siamo fiduciosi infine che il Sindaco Veltroni nel suo prossimo viaggio in Romania, sia accompagnato dagli esperti economici del Governo Italiano perché in tempi medi gli oltre 5000 (cinquemila) Rom di Craiova possano rientrare nelle loro case della città dove vivevano da svariati secoli (ed adesso spopolatasi dai cittadini Rom), trovando però lavoro e servizi sociali adeguati.
Al Sindaco Veltroni chiediamo ancora una volta di non recarsi a Bucarest ma nelle tre città da cui provengono i Rom Rumeni di Roma, in particolare Craiova che si trova al centro della zona di maggiore emigrazione verso l?Italia.

Opera Nomadi sezione Lazio
Ente Morale (D. P. R. 26/03/70 n. 347)
Via di Porta Labicana, 59 ?00185 Roma
tel. 06/44700166 ? 44701860

E-mail: operanomadilazio@yahoo.it

LE BUGIE COMUNALI
Roma, 28 marzo. Una delegazione di dieci capifamiglia rom è stata ricevuta dalla Consigliera Capogruppo On.le Adriana Spera ed è riu-scita ad entrare in comunicazione con il Capo di Gabinetto del Sin-daco Veltroni, Luca Odevaine, protagonista quest?ultimo assieme al Prefetto di tutti gli sgomberi senza alternative delle ultime settimane.
Il Dr. Odevaine ha rassicurato i Capifamiglia Rom che allo stato attuale lo sgombero della megabaraccopoli di Tor Cervara non è stato fissato ed esiste quindi un margine di trattativa perché le famiglie Rom vengano trasferite in strutture attrezzate.
Rom Romeni in Consiglio Comunale di Roma, Romano Lil, 29 marzo.

__________la cronaca__________

Sgomberato campo nomadi abusivo
Demolite baracche a Tor Cervara

Donne e bambini erano ammucchiati al margine della strada, 50 metri più avanti (Testo da Pdf assestato quasi riga per riga)
E-polis, 25 maggio. Pag.24 Simona Caleo
È stato sgomberato ieri mattina il campo rom abusivo di via Tor Cervara, un insediamento che era in piedi da qualche anno e sorgeva in un?area di proprietà privata. L?operazione è stata svolta da polizia e carabinieri. Dalle sette di ieri mattina altri 600 cittadini rom, per circa metà minorenni, sono in giro per la Capitale in cerca di un posto dove dormire, destinati ad impegnare le forze dell?ordine in nuove cacce tra prati e parcheggi. Polizia e carabinieri hanno presidiato l?ex accampamento fino alla fine dei lavori di demolizione e sgombero. «La tua casa non c?è più» ha detto un poliziotto a una donna rom con un bambino in braccio tornata all?ingresso dell?area, «dovunque andrete vi manderemo via» ha precisato un altro, invitandola a non tornare più sui suoi passi.
Viaggio comunque inutile, visto che le ruspe avevano già raso al suolo e ammassato tutto: baracche, mobili, suppellettili ed effetti personali. Non essendo un campo autorizzato, in via Tor Cervara non c?erano né scolarizzazione né assistenza sociale. Gli occupanti sono stati avvisati la sera prima dello sgombero imminente, non abbastanza per organizzarsi e andare altrove. «Siamo stati trattati male – ha detto Ioana Galiciani, una giovane madre con uno dei nove figli in braccio – io personalmente sono stata picchiata – ha detto mostrando i lividi sul braccio – e anche un ragazzino è stato picchiato. Non hanno voluto neanche vedere i documenti». Molti di loro hanno mostrato carte e passaporti.
Tiberius ha spiegato un foglio dove è registrata la nascita di uno dei suoi figli: lo hanno chiamato Romano Prodi, ha un anno e mezzo. Sull?ondata di sgomberi romani e sulle modalità con cui vengono eseguiti sono intervenuti l?Errc, Centro Europeo per i Diritti dei rom, e OsservAzione, centro di ricerca e azione contro la discriminazione di Rom e Sinti, che hanno inviato una lettera alle più alte autorità italiane per sollecitare un?azione che rescinda i ?Patti per la sicurezza? siglati a Roma e Milano, che prevedono l’allontanamento forzato di più di 10.000 rom. La lettera – inviata al presidente del Consiglio dei Ministri, al ministro dell?Interno e all?Unar, l?ufficio italiano anti-discriminazione, ma anche alle agenzie internazionali competenti – chiede di rispettare gli obblighi previsti dalla legislazione internazionale e di ?adottare politiche e programmi abitativi reali che evitino un?ulteriore segregazione?, ricordando la decisione del Comitato Europeo per i Diritti Sociali del dicembre 2005 che riscontrava la violazione da parte dell?Italia, nei riguardi di Rom e Sinti, del diritto all?abitare previsto dalla Carta Sociale Europea Revisionata. «Abitavamo qui da 5 anni – ha detto Valentina – e ora andremo per strada, non abbiamo altra soluzione».
Donne e bambini ieri mattina erano ammucchiati al margine della strada, 50 metri più avanti. Nel gruppo di uomini che discuteva sul da farsi c?era anche Luca, giovane sassofonista che abitava con la famiglia nel campo sgomberato e che ieri pomeriggio si esibiva con il suo gruppo sul palco di Intermundia in piazza Vittorio.

_________progetti____________

Per un “patto sociale” coi Rom/Sinti a partire dal lavoro
Caro Walter: l?Opera Nomadi al sindaco di Roma
Archivio Romano Lil, 21 maggio
Roma, 21 maggio. ?Caro Walter?: l?Opera Nomadi propone al sindaco di Roma un ?patto sociale? che metta al primo punto l?avviamento al lavoro (mercati, musicisti di strada e cooperative) per i Rom. “Poteri speciali”: non al Prefetto ma all?Assessore al Lavoro. In questo quadro di solidarietà e regole l?Opera Nomadi è pronta a collaborare col Comune e col Governo per superare quella logica militare di cui è intriso il ?patto per la sicurezza?. “Patto per la sicurezza” che sembra riguardare i circa 15 mila Rom su una popolazione di circa tre milioni di persone.

Riferimenti: Il Prefetto Serra dichiara guerra ai Rom

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Nomadi per sempre: a Cagliari e Torino

25 Maggio 2007 Nessun commento

24 maggio, blitz delle forze dell?ordine. A Torino la maxi operazione, durata 16 ore, ha portato alla denuncia dei 70 senza fissa dimora che, con i loro figli minorenni ?occupavano il suolo privato?. A Cagliari sei ordini di allontanamento per altrettanti nomadi di cinque nuclei familiari, in tutto una quindicina di persone, costrette a lasciare il campo per «gravi e reiterate violazioni al regolamento».

NOMADI PER FORZA A TORINO
Torino, 24 maggio. La maxi operazione, durata 16 ore, ha portato alla denuncia dei 70 senza fissa dimora che, con i loro figli minorenni e non perseguibili penalmente, ?occupavano il suolo privato?. Ma l?insediamento non è stato sgomberato: manca un?apposita ordinanza che potrebbe arrivare nei prossimi giorni. Molto proba-bilmente è stato ?invaso? dagli stessi zingari che recentemente sono stati sgomberati dall?accampamento in lungo Stura Lazio.
In attesa dell?ordinanza di sgombero, che ancora latita, c? è un com-mento ricorrente nei bar e nelle vie della zona: « È un importante intervento per ripristinare la legalità. Siamo dalla parte delle forze dell?ordine che lottano per mantenere la sicurezza nelle nostre strade». Nessun commento, invece, a tutela dei minori sgomberati da un accampamento all?altro senza possibilità di frequentare la scuola.

NOMADI PER FORZA A CAGLIARI
Cagliari, 24 maggio. Sei ordini di allontanamento per altrettanti nomadi di cinque nuclei familiari, in tutto una quindicina di persone che, ieri mattina, è stata costretta a lasciare il campo per «gravi e reiterate violazioni al regolamento». Nessun allontanamento o de-nuncia, invece, per il Sindaco responsabile sanitario di un ?campo?, dove attualmente vivono circa 150 persone – un terzo dei quali bambini, in condizioni igieniche allarmanti: pozzanghere e fango ovunque, ma anche ratti che scorrazzano assieme a cani e galline.
Su indicazione dei ?servizi sociali? allontanato anche capofamiglia residente da 12 anni. L?espulsione è stata garantita dalle ?forze dell?ordine? arrivate con una lunghissima colonna di pattuglie e blindati: dodici auto e tre camionette della polizia municipale, i cellulari del brigata celere dei carabinieri e dei reparti antisommossa dalla polizia. In tutto una sessantina di uomini, pronti ad intervenire.

Torino, maxi-operazione durata 16 ore
Blitz nel campo nomadi, denunciati in settanta Adesso lo sgombero? La Padania Online, 24 maggio. Elvio Chilelli

Settimo Torinese – Le camionette dei carabinieri hanno fatto irruzio-ne alle prime luci dell?alba. Nel campo nomadi abusivo di Settimo, im-merso nel panorama industriale dell?hinterland torinese, considera-to da più parti il focolaio dei fenomeni di microcriminalità nella zona. La maxi operazione, scattata martedì mattina e durata 16 ore, ha portato alla denuncia dei 70 senza fissa dimora che, con i loro figli minorenni e non perseguibili penalmente, ?occupavano il suolo privato?.
Ma l?insediamento non è stato sgomberato: manca un?apposita ordinanza che potrebbe arrivare nei prossimi giorni. Il campo è a poche centinaia di metri dall?imbocco dell?autostrada Torino-Milano. Molto probabilmente è stato ?invaso? dagli stessi zingari che recentemente sono stati sgomberati dall?accampamento in lungo Stura Lazio. Nel blitz le forze dell?ordine non hanno lesinato uomini e mezzi. I settanta nomadi sono stati identificati ed inseriti negli archivi fotografici. Ma non è stato sufficiente per dipanare la nebbia sulla loro reale identità: tutti si dicono romeni e c?è il sospetto che si tratti di un espediente, la Romania è entrata a far parte dell?Unione Europea, per sfuggire alle sanzioni destinate ai clandestini. A denunciare questa situazione è stato il manager una nota azienda locale, proprietario del terreno dove da una quindicina di giorni si erano accampati i sedicenti ?sintu romeni?. Il blitz è scattato solo qualche ora dopo. Ma nulla sembra essere cambiato: le roulotte, le auto, i cavallucci a dondolo dei più piccoli sono sempre al loro posto. In attesa dell?ordinanza di sgombero, che ancora latita, c? è un com-mento ricorrente nei bar e nelle vie della zona: « È un importante intervento per ripristinare la legalità. Siamo dalla parte delle forze dell?ordine che lottano per mantenere la sicurezza nelle nostre strade».

Abusi al campo nomadi, è blitz: cacciati 15 rom
Ieri il blitz con una sessantina di militari impegnati. Quindici, invece, i rom costretti a lasciare le baracche. Ora allo sgombero potrebbero seguire tensioni
L?Unione Sarda 24 maggio. Di Francesco Pinna

Cagliari. Sono saliti su un vecchio furgone Ford, lasciando la baracca dopo aver tentato in ogni modo di evitare lo sgombero. Subito dopo, una pala meccanica del Comune ha raso al suolo la palafitta che era stata costruita inchiodando assieme assi di legno e lamiera, lascian-do libera la piazzola che è stata assegnata ad un’altra famiglia di nomadi. Poco dopo, la stessa sorte è toccata ad una seconda baracca che, però, era già andata a fuoco la settimana scorsa.

ALLONTANATI. L’epilogo sta nei numeri: sei ordini di allontanamento per altrettanti nomadi di cinque nuclei familiari, in tutto una quindicina di persone che, ieri mattina, è stata costretta a lasciare il campo per «gravi e reiterate violazioni al regolamento». Queste, almeno, le motivazioni che più volte hanno ripetuto ai capifamiglia rom i vigili urbani e le assistenti sociali nel corso dell’operazione di sgombero, durata quasi cinque ore. Una mattinata di tensione, iniziata poco dopo le 7,45 con l’arrivo nel campo nomadi di una lunghissima colonna di pattuglie e blindati: dodici auto e tre camionette della polizia municipale, i cellulari del brigata celere dei carabinieri e dei reparti antisommossa dalla polizia. In tutto una sessantina di uomini, pronti ad intervenire nel caso di incidenti durante le fasi dell’allontanamento forzato.

LE RAGIONI. Per fortuna, comunque, non c’è stato bisogno dell’uso della forza: i dirigenti della polizia municipale e della Questura hanno lavorato a lungo con le assistenti sociali per convincere le persone colpite da decreto a lasciare il campo senza opporre resistenza. Qualche momento di tensione soltanto poco dopo le 9, quando il comandante della municipale Mario Delogu e Giacinto Mattera, dirigente dell’ufficio stranieri della Questura, hanno dovuto allontanare un capofamiglia che viveva nella sua baracca da 12 anni. A causa delle condizioni di salute non perfette, l’uomo è stato portato in ospedale, ma dopo la visita è stato dimesso e allontanato dal campo con la sua famiglia. «Abbiamo applicato un provvedimento emanato dai servizi sociali – spiega il comandante Delogu – queste persone erano quelle che avevano più volte violato il regolamento interno approvato dal Comune, ma nello stesso tempo abbiamo notificato anche altri diciotto provvedimenti di diffida, l’avviso che precede l’allontanamento».

IL GIRO VITE. Dopo anni di tensioni e una sfilza di episodi di violenza, all’interno del campo nomadi e anche contro alcune famiglie che vivono nelle vicinanze, è scattato dunque il giro di vite. Ma nell’area dove attualmente vivono circa 150 persone, un terzo dei quali bambini, le condizioni igieniche restano allarmanti: pozzan-ghere e fango ovunque, ma anche ratti che scorrazzano assieme a cani e galline. Le baracche, invece, sono ricoperte di una polvere finissima sprigionata dai falò che vengono accesi quasi ogni sera per fondere il rame dai fili elettrici. La calma è tornata solo dopo mezzo-giorno, quando le forze dell’ordine hanno lasciato il campo e alcune famiglie si sono impegnate a demolire delle costruzioni in lamiera che occupano un terreno privato all’esterno dell’area comunale. Ma potrebbe essere solo una calma apparente: le tensioni all’interno della comunità nomade restano alte, mentre il vicino centro comunale resta presidiato giorno e notte dalle guardie giurate.

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Nomadi per forza: sgomberato campo rom a Foggia

24 Maggio 2007 Nessun commento


Foggia 23 maggio. Oltre 400 Rom Romeni che vivevano nella baraccopoli sistemata da sette anni all’interno del vecchio campo di calcio della borgata Segezia, alla periferia di Foggia, sono stati sgomberati stamani da un centinaio di uomini delle ?forze dell’ordine?, tra agenti di polizia, carabinieri, vigili urbani e vigili del Fuoco. Una ventina le persone fermate, per le quali sono state avviate le procedure per l’espulsione, gli altri si sono spostati in altre zone.

NOMADI: SGOMBERATO CAMPO ROM A FOGGIA
La Repubblica.it 23 maggio
Oltre 400 Rom che vivevano nella baraccopoli sistemata all’interno del vecchio campo di calcio della borgata Segezia, che si trova alla periferia di Foggia e voluta da Mussolini, sono stati sgomberati stamani da un centinaio di uomini delle forze dell’ordine, tra agenti di polizia, carabinieri, vigili urbani e vigili del Fuoco. Una ventina le persone fermate e per le quali sono state avviate le procedure per l’espulsione. Nella zona da tempo si registrava una situazione di vera emergenza per i residenti che soprattutto nelle ore serali non uscivano piu’ dalle loro abitazioni per paura degli extracomunitari e anche dalle tante auto che giornalmente frequentavano la borgata in cerca di prostitute. Da oggi per la sicurezza della borgata dovrebbe essere attivata una unita’ della Polizia Municipale che ogni giorno stazionera’ all’interno di Borgo Segezia.

Sgomberato campo nomadi a Borgo Segezia
Teleradioerre.it 23 maggio. Tatiana Bellizzi
Niente servizi igienici, niente acqua, luce e gas, ma solo tende canadesi e baracche in legno o cartone. Resta ben poco del campo nomadi di Borgo Segezia, stamani oggetto di sgombero da parte delle forze dell’ordine, così come disposto in un’ordinanza del Comune di Foggia. Centoquaranta Rom rumeni, trentacinque nuclei famigliari, venti bambini, questi i numeri di quella che è stata definita da molti “l’invasione degli zingari”. Ma da un paio di giorni i nomadi, assiepati in due punti della borgata, ai bordi nel campo sportivo e nelle campagne che la circondano, hanno provveduto a smantellare le loro baracche, trasformando cosi Borgo Segezia in una vera discarica a cielo aperto. Stamani i rom non si sono visti, alcuni hanno atteso lontano l’arrivo delle forze dell’ordine, una cinquantina tra Carabinieri Vigili Urbani, Polizia e Ispettori della Asl, altri invece nascosti nei campi di grano. E pensare che qualche settimana fa Segezia aveva vissuto un momento di forte rilancio grazie alla pellicola “Mio Fratello è Figlio Unico” di Daniele Luchetti che ha mostrato all’Italia intera non più una borgata periferica oppressa dal fenomeno dell’immigrazione, ma un piccolo centro, un’oasi felice ai margini di una città.

Segezia, sgomberato il campo rom
Il meridiaqno, 24 maggio. Emiliano Moccia
Il campo rom di Borgo Segezia è stato sgomberato. Ed a presidiare quello che un tempo era definito ?il giardino di Foggia?, adesso, ci penserà una pattuglia di vigili urbani che avrà l?incarico di portare un po? di sicurezza tra i cittadini e di evitare il ripetersi di altri accam-pamenti improvvisati. Ieri mattina, quindi, carabinieri, polizia e vigili urbani hanno dato seguito all?ordinanza di sgombero predisposta dal Comune di Foggia in seguito alle lamentele dei residenti del piccolo borgo, e soprattutto per la precaria situazione igienico-sanitaria in cui versava il campo di rom rumeni. Ad attendere l?arrivo delle forze dell?ordine, però, non c?erano tutti i 140 rom censiti in questi giorni dall?Opera Nomadi, ma solo una cinquantina di stranieri. Gli altri, probabilmente, hanno lasciato Borgo Segezia durante la notte, anche se prima di ?accogliere? le ruspe hanno smantellato le barac-che di legno in cui hanno alloggiato nel periodo di permanenza nel piccolo centro. L?altra novità dell?operazione di sgombero, durante la quale non si sono verificati incidenti o problemi di ordine pubblico, riguarda la bonifica dell?area utilizzata per l?allestimento del campo.
«Il terreno sarà bonificato per renderlo impraticabile ed evitare che i rom rumeni possano tornare. Purtroppo ? dice Michele Del Carmine, assessore comunale all?Immigrazione e al Volontariato, che si è reca-to sul posto per assicurarsi che la rimozione del campo procedesse regolarmente ? i nomadi hanno dimostrato poca voglia di integrarsi con la nostra realtà. E poi ? prosegue ? non dobbiamo dimenticare che a breve partirà il campo della parrocchia di Borgo Segezia in cui si riversano tanti immigrati per lavorare i campi». L?accoglienza promossa da don Ivone, infatti, ogni anno richiama numerosi stagionali ed è fonte di una proficua attività di volontariato che coinvolge un po? tutta la popolazione di Borgo Segezia. «Il Comune di Foggia è sempre impegnato in attività di accoglienza nei confronti degli immigrati, ? aggiunge Del Carmine ? ma dobbiamo anche garantire ai cittadini il rispetto della sicurezza e delle norme igienico-sanitarie, che con questo campo rom erano venute a mancare».

_______prima dello sgombero_________

Borgo Segezia: domani lo sgombero dei rom
Le parole del presidente regionale di Opera Nomadi in Puglia, Antonio Vannella. Il Grecale 22 maggio. di Redazione
Foggia – E? ufficiale, ormai, la notizia che domani, avverrà lo sgombero dei rom di Borgo Segezia. Ad intervenire sulla vicenda il presidente dell?Opera Nomadi Puglia Antonio Vannella: “Una misura inutile perché i nomadi appena ne avranno la possibilità torneranno. Domani ci sarà soltanto uno spreco di denaro pubblico. Uno sgombero di questo tipo, infatti, costerà alla città di Foggia almeno diecimila euro”. Intanto i rom, prima dell?arrivo delle ruspe, hanno pensato di alleggerire il lavoro a chi dovrà effettuare lo sgombero. Da un paio di giorni, infatti, hanno smontato tutte le baracche accumulando il materiale residuo al centro del campo sportivo. L?unico tetto, sia di giorno che di notte, per loro è il cielo. Qualcuno ha provveduto con l?acquisto di tende da campeggio. Altri dormono sotto le stelle. “Questo loro gesto vuole dimostrare la disponibilità a collaborare ? continua Vannella ? qualcuno aveva dichiarato la necessità di ripulire la zona e, seppur a modo loro, i rom lo hanno fatto. Come rappresentante di un Ente morale che si prende cura dei nomadi, voglio rivolgere un invito alle istituzioni, in primis all?assessore comunale all?immigrazione Michele Del Carmine, per avviare un tavolo di concertazione volto al miglioramento delle condizioni di vita degli immigrati. Un invito che mi sento di estendere anche alle altre associazioni che si occupano del fenomeno, a partire dalla Caritas diocesana. Bisogna assolutamente avviare dei percorsi coordinati e concordati. Foggia è una città crocevia per tutti quegli stranieri che vengono in Italia per i cosiddetti lavori stagionali ? conclude il presidente dell?Opera Nomadi Puglia ? Non possiamo pensare agli immigrati solo come manodopera per i lavori che noi italiani non vogliamo più fare abbandonandoli a loro stessi. E? ora di adoperarsi per evitare situazioni che portino i cittadini all?esa-sperazione e che possano degenerare, poi, in atteggiamenti di razzismo”. (Red/Sv01)

Borgo Segezia, sgombero imminente
“Stiamo qua da sette anni” dichiara Zisu Eracle
il meridiano, 20 maggio. Carmelo De Rosa
Lo sgombero dei rom da Borgo Segezia è imminente. Dopo le lamentele degli abitanti per le condizioni igienico-sanitarie e di scarsa sicurezza in cui verserebbe la zona, molto probabilmente lo smantellamento delle baracche dei nomadi avverrà nei primi giorni della prossima settimana. «Non servirà a molto – afferma Antonio Vannella, presidente regionale dell?Opera Nomadi – questa è ormai una routine che si risolve in una gara a chi si stanca prima: le ruspe che rompono o i rom che ricostruiscono le baracche dopo qualche giorno, con uno spreco di tempo e denaro. E? ora di affrontare il problema e non nascondere la testa sotto la sabbia per non vedere, come lo struzzo». E? questa la vita dei rom rumeni di Borgo Segezia. Dal primo gennaio Europei a tutti gli effetti. «Cittadini europei di serie B, o forse anche di categoria inferiore stando ai fatti – continua Vannella – ci manca solo il cartello ?benvenuti nelle favelas foggiane? ma per il resto sembra di fare un salto in Brasile».
«Stiamo qua da sette anni ormai e non abbiamo dato mai fastidio a nessuno ? dice Zisu Eracle, un rom che si dichiara capo del villaggio ? Quello che chiediamo è di vivere in condizioni umane. Vorremmo poter disporre di questo terreno, avere dei servizi igienici e stare in santa pace, niente di più. Adesso per lavarci abbiamo a disposizione solo la fontanella della piazza e il nostro bagno è la campagna». Non ci sono fonti ufficiali per sapere quanti rom vivono in maniera stabile a Segezia. L?Opera Nomadi proprio in questi giorni sta effet-tuando un censimento: sembra che il numero si aggiri tra i 300-350.
…Gli stranieri servono per quei lavori che gli italiani non vogliono più fare. Raccogliere i frutti della terra, al sole di agosto, non piace a molti. «E invece i rom e gli altri immigrati che già da giugno iniziano a riempire il borgo si accontentano di 3 euro all?ora per sgobbare nei campi» conclude il responsabile dell?Opera Nomadi. Una benedizione per gli imprenditori agricoli. E, inoltre, quando l?aria si fa afosa a Segezia e la sete si fa sentire, gli zingari diventano miracolosamente una manna dal cielo anche per chi nel borgo l?acqua la vende, e cara.

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I Comitati in marcia verso il ?campo nomadi? di Modena

5 Maggio 2007 Nessun commento


Modena, 4 maggio. Domani con ritrovo e partenza alle 9.30 dal campo sportivo di Collegarola partirà la manifestazione del Comitato Quattroville affiancato dal Codacons per dire «no» all?assegnazione di due microaree nella sola zona di Lesignana. La marcia sarà anche un momento di dialogo con i nomadi: ?A loro diremo che non si può essere solo titolari di servizi gratuiti e che anche da parte loro deve iniziare uno sforzo per l?integrazione, i cui primi passi sono proprio il lavoro e il rispetto delle regole di convivenza?.

L?articolo sulla manifestazione ed a seguire uno con i commenti del-l?assessore alla Programmazione e Gestione del Territorio del Co-mune di Modena, Daniele Sitta, che definisce ipocrita l’atteggiamen-to di coloro che hanno annunciato di voler fare una marcia di pace verso il campo nomadi di via Baccelliera.

il Comunicato Codacons
MANIFESTAZIONE CONTRO TRASLOCO CAMPO NOMADI
Una manifestazione per chiedere al Comune di Modena una mora-toria sul trasloco del campo nomadi da San Damaso a Lesignana.
Il mantenimento degli impegni assunti con le Quattro Ville, maggiore democrazia partecipata, trasparenza e rispetto per i cittadini; serie garanzie e non parole sulle iniziative e sugli impegni del Comune per l?integrazione dei nomadi con la comunità Modenese.
La marcia che partirà domani alle 9,30 dal campo sportivo di Collegarola, sarà anche un momento di dialogo con i nomadi Modenesi, vicini scomodi e difficili di un? intera città.
Ai nomadi residenti in Via Baccelliera, che da oltre venti anni abitano lì in roulotte, vengono pagati i consumi di luce, acqua e il servizio dei rifiuti. A loro diremo che non si può essere solo titolari di servizi gratuiti e che anche da parte loro deve iniziare uno sforzo impor-tante per la integrazione, i cui primi passi sono il lavoro e il rispetto delle regole di convivenza.
(Codacons, Coordinamento delle associazioni per la difesa del-l’ambiente e dei diritti degli utenti e dei consumatori – Modena)

Il caso microaree – Quattroville si mobilita domani da Collegarola a via Baccelliera «non possono solo attendersi dei servizi devono integrarsi e iniziare a lavorare»
I COMITATI IN MARCIA VERSO I NOMADI
Un ?corteo della pace?: con loro dialogo, il problema è il Comune
Local / L?Espresso, 4 maggio
Modena, 4 maggio. Una marcia della pace verso i nomadi, per dia-logare con loro, e di protesta contro l?amministrazione comunale e le sue decisioni in materia.
Così domani con ritrovo e partenza alle 9.30 dal campo sportivo di Collegarola partirà la manifestazione del comitato spontaneo Quattroville affiancato dal Codacons per dire «no» all?assegnazione di due microaree nella sola zona di Lesignana.
«Si tratta di una manifestazione – attacca il Codacons – per chiedere al Comune di Modena una moratoria sul trasloco del campo nomadi da San Damaso a Lesignana. Il mantenimento degli impegni assunti con le Quattro Ville, maggiore democrazia partecipata, trasparenza e rispetto per i cittadini; serie garanzie e non parole sulle iniziative e sugli impegni del Comune per l?integrazione dei nomadi con la comunità modenese. la marcia sarà anche un momento di dialogo con i nomadi modenesi, vicini scomodi e difficili di un?intera città. Ai nomadi residenti in via Baccelliera, che da oltre vent?anni abitano lì in roulotte, vengono pagati in consumi di luce, acqua e il servizio dei rifiuti. A loro diremo che non si può essere solo titolari di servizi gratuiti e che anche da parte loro deve iniziare uno sforzo importante per l?integrazione, i cui primi passi sono proprio il lavoro e il rispetto delle regole di convivenza».
Si tratta della prima di due manifestazioni, che erano già state annunciate dai comitati in seguito all?incontro avuto con il presidente del consiglio comunale Ennio Cottafavi e col sindaco Pighi. Proprio il primo cittadino aveva ribadito, come i suoi assessori, che la decisione rimaneva quella, così il comitato dei residenti al fianco del Codacons ha deciso di andare avanti.
Il prossimo passo, dopo la manifestazione di domani, sarà il corteo unitario che metterà insieme tutti quei cittadini che negli ultimi mesi si sono sentiti «presi in giro» dalle decisioni del Comune «imposte dall?alto senza nessuna condivisione». E allora da una parte, questa volta verso piazza Grande forse entro metà mese, sfileranno ancora i comitati dei residenti delle Quattroville contro i nomadi ma anche i commercianti di piazza XX Settembre e i loro chioschi prossimi a chiusura, i vigili col Sulpm.

Nomadi- L’Assessore Sitta attacca la rappresentante dei cittadini: “Fa solo politica”
Il Nuovo Giornale di Modena, 5 maggio
Mentre si profila una soluzione alternativa per le microaree dei nomadi, non usa mezzi termini l’assessore alla Programmazione e Gestione del Territorio del Comune di Modena, Daniele Sitta, che definisce ipocrita l’atteggiamento di coloro che hanno annunciato di voler fare una marcia di pace verso il campo nomadi di via Baccelliera. Sotto accusa non solo la portavoce del Comitato Quattro Ville, ma anche il responsabile del Codacons di Modena, entrambi interessati, secondo l’assessore, a crearsi spazi politici.
“Dopo gli atteggiamenti razzisti portati avanti fino ad ora dal comitato nei confronti dei nomadi trovo ipocrita la marcia verso il campo nomadi. Ritengo, inoltre, i comportamenti tenuti sinora non consoni a cattolici convinti”, commenta Sitta riferendosi ad Anna Ferrari, portavoce del Comitato Quattro Ville.
“E’ evidente che la signora Ferrari, cosi’ come Fabio Galli, respon-sabile di Codacons, cercano spazi politici- dichiara l’assessore-. Non ci sono altre spiegazioni, per cui Ferrari continui a portare avanti certe posizioni, non essendo nemmeno residente nell’area interessata (Lesignana)”.
Fini politici, quindi, quelli che spingerebbero Ferrari e Galli a parlare di marcia verso campo nomadi e di manifestazione in piazza Grande con il coinvolgimento di tutti gli scontenti. Diversa, invece, secondo Sitta, la posizione di Stefano Fontana, membro attivo del comitato Quattro Ville, cosi’ come di Lesignana 2000: “Il signor Fontana e’ spinto da interessi reali, ma decisamente personali. Quando le questioni esulano dalla zona di Villa Dallari cala anche il suo interesse a contrastarle”.
Proseguono, inoltre, le consultazioni della Circoscrizione ai vari orga-nismi della zona: “Tra le varie ipotesi sembra sia stata individuata una soluzione alternativa migliore”. L’assessore non vuole pero’ dare anticipazioni.

CODACONS
Il Codacons – Coordinamento delle associazioni per la difesa dell’am-biente e dei diritti degli utenti e dei consumatori – è associazione nata nel 1986.
Il Codacons ha circa 100 sedi su tutto il territorio nazionale: il collegamento con altri Stati (europei e non), un Centro Studi sul territorio, un Centro per l’immagine pubblica, un osservatorio sui servizi pubblici, attivi uffici legali a livello regionale sono i principali strumenti operativi del Codacons.
Il Codacons ha legato il proprio nome ad importanti battaglie in difesa dei diritti dell’utente dei servizi pubblici. L’associazione, è ormai famosa per le sue storiche battaglie a cominciare dalla campagna di autoriduzione delle bollette telefoniche e l’azione giudiziaria contro le inique clausole del regolamento del servizio telefonico; le antiche iniziative a favore dell’obbligo delle cinture di sicurezza, l’annullamento degli aumenti delle tariffe autostradali, la scoperta del clan dei Poggiolini nello scandalo della malasanità, la difesa dei provvedimenti della CUF contro i farmaci inutili e costosi, la battaglia per la democratizzazione della SIAE dopo 40 anni di gestione autoritaria.

Il Codacons e la Lista Consumatori mantengono un atteggiamento critico rispetto al punto del programma politico dell’Unione che prevede l’abrogazione della Legge_Fini-Giovanardi sugli stupefacenti. A questo proposito il Codacons ha presentato, nel gennaio 2007, un ricorso al TAR del Lazio contro un decreto col quale il ministro Livia Turco innalzava la quantità massima di cannabis detenibile senza sanzioni penali.

Riferimenti: Modena: smobilita lo storico campo nomadi

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Il 25 aprile con l?Opera Nomadi di Torino

28 Aprile 2007 Nessun commento


In occasione del 25 aprile Secondo Massano, presidente storico della sezione Opera Nomadi di Torino, ha preparato e distribuito due dispense dal titolo: ?XXV aprile 2007, un?occasione per gli Italiani, Rom e Sinti compresi, di ricordare il fascismo??, ?Torino 2007: la città delle Universiadi, la città degli ultimi (i Rom Rumeni)?. Ha quasi ottant?anni Secondo Massano ed è sempre in prima fila a lottare ed a rivendicare i diritti degli ultimi.

SECONDO MASSANO
E? Secondo di nome ma Primo per attività e competenza. ?Essere Opera Nomadi? è fisiologico, interconnesso con la sua persona. Secondo Massano ha partecipato anche alla Resistenza ed è ancora volontario attivo, quotidianamente, dalla parte dei Rom/Sinti, soprattutto nell?emergenza rom Romeni causata dalla città di Torino. E? presidente della sezione di Torino, fondata nel 1970 e Presidente Onorario dell?Associazione Nazionale.

1- la storia
>IN OCCASIONE DEL XXV APRILE 2007
XXV aprile 2007: un?occasione per gli Italiani, Rom e Sinti compresi, di ricordare il fascismo, le leggi razziali, le prove e le sofferenze per riacquistare la libertà e la giustizia.

-Per dirla con Franco Antonicelli ?Nella vita morale e culturale, sociale e politica, c?è la RESISTENZA, (e la LIBERAZIONE). Da lì si parte. E? la storia nuova d?Italia. La si può negare, pensare di diminuire o di capovolgere, ma c?è.
- Nella fattispecie dei Rom e dei Sinti, al di là dei tabù o di remore culturali, corre l?esigenza che gli stessi conoscano i fatti che li hanno purtroppo toccati, reagiscano e vigilino, singolarmente o associati, con le istituzioni affinché la libertà e la democrazia conquistate possano trionfare per tutti.
- E? con questo spirito, che per andare oltre le nebbie che attenuano certi valori, l?Opera Nomadi ed il Centro Documentazione Zingara di Torino passano ai lettori semplici contributi in occasione della Liberazione in data 25 aprile 2007.

I TEMI DEL DOSSIER
Il fascismo e la persecuzione degli zingari.
La situazione degli zingari durante il fascismo.
Sinti: un modo di vivere (con l?esperienza nei lager).
La casa con le ruote (dal libro di Annibale Niemen).
La storia del partigiano Debar, detto ?Taro?.
Tra le baracche di Auschwitz (lo zingaro): di Primo Levi.
Jaia Sattler: Rom ?predicatore? morto ad Auschwitz.
Alcune circolari del Ministero dell?Interno che riguardano internati al ?campo? di concentramento di Agnone.
Il ?foglio notizie? di un appartenente al ?Corpo volontari libertà?.
La recensione di ?A forza di essere vento?, un cofanetto di 2 DVD sullo sterminio nazista degli zingari.
La recensione de ?L?olocausto del popolo Zingaro? volumetto di 63 pagine di Angelo Arlati.

2 ? l?attualità
> “TORINO: LA CITTA? DEGLI ULTIMI (i Rom Romeni)”

Il documento narra la storia dell?insediamento e sgombero dei Rom Romeni dall?area attrezzata di Basse di Stura.
Lungo l?argine della Stura erano e sono situate molte baracche, abitate soprattutto di Rom Romeni (provenienti da Timisoara), e disperati: sull?area del parco comunale e su terreni privati.
Il progetto comunale ?Emergenza freddo n.2?, prende avvio lo scorso 4 dicembre, anche a seguito di una esondazione che aveva allagato decine di baracche: 170 persone, una parte dei baraccati, furono trasferite su un?area di Basse di Stura attrezzata con roulotte riscaldate. Col trasferimento dei 170 Rom ne rimasero altri duecento, circa, sulle sponde della Stura.

Con la conclusione del progetto, in previsione dello sgombero dall?a-rea attrezzata, prevista per il 6 aprile, i Rom Romeni cominciarono una precisa attività politica, aiutati da diverse associazioni fra cui l?Opera Nomadi: ?presi da profonda inquietudine del momento con legittimi timori per il futuro che li attende a causa dell?imminente conclusione del ?Progetto Emergenza freddo n.2? e l?ennesimo sgombero verso destinazione ignota ed un probabile ritorno all?invisibilità chissà dove??.
- Festa auto-gestita invitando alla solidarietà;
- Presidio di fronte al Municipio da mercoledì 28 a venerdì 30 marzo;
- Perorazione scritta al Sindaco.

Finita l?emergenza freddo è iniziata l?emergenza diritti
Ma lo sgombero è semplicemente posticipato di alcuni giorni ed avviene il 16 aprile: ?Costringendo neonati, bambini, ragazzi, anziani, donne e uomini a ritornare a sopravvivere da invisibili in condizioni di pre4carietà assoluta?. La mancanza di domicilio anagrafico impedisce di ottenere anche la residenza necessaria ai fini lavorativi.
Il 19 aprile, a quattro giorni dallo sgombero, avviene un incontro in Prefettura che non risolve la situazione.

SPARPAGLIATI
Oggi, 28 aprile, i Rom sono di nuovo sparpagliati in condizioni da emergenza umanitaria sul territorio, mescolati e sovraffollati (coi bambini che saltano la scuola) agli altri che erano rimasti in zona parco. Giovedì 26 aprile si è tenuto un incontro fra tutte le asso-ciazioni, con alcuni delegati Rom Romeni, in cui è stato redatto un ultimo messaggio alle istituzioni per sistemare decorosamente nel territorio questi cittadini europei.

TORINO RESISTE
Una esigua parte di Torino “resiste” all’oppressione ed a un “regime” che produce discriminazione, disagio ed esclusione sociale a partire dagli anziani e dai bambini, l’altra parte, la stragrande maggioranza, si consuma stravaccata, narcotizzata dal consumismo.
Quale Liberazione si è celebrata a Torino il 25 aprile?
La “liberazione” dei Rom da un “campo nomadi” attrezzato, che il Consiglio d’Europa definisce luogo di segregazione razziale, verso insediamenti abusivi, di tende e baracche, senza luce ed acqua corrente?

INFORMAZIONI
I documenti sono reperibili presso l?Opera Nomadi di Torino/Centro Documentazione Zingara:
via dei Pioppi 43, 10156 Torino. Telefono: 011-2622302
Posta elettronica: ontorino@dada.net

______articoli________________

Opera Nomadi di Torino Secondo Massano
Romano Lil, 4 maggio 2006
La “relazione morale” della sezione: ?Prima di accingerci a relazio-nare sull’attività della Sezione nel corso del 2005 (ed alla luce delle tendenze dal 2006) occorre riflettere sulle finalità conclamate del-l?O.N. nel Suo Statuto, nel suo Regolamento esecutivo, sull?evoluzio-ne della considerazione/accoglienza dei Rom, Sinti e Camminanti da parte della Società e delle Istituzioni nonché sulle attese di accettazione, inserimento (realizzato o meno) nella Società da parte delle popolazioni suddette”.

Fotografia, da ?o jak?: presidio davanti alla Prefettura il 19 aprile

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25 aprile: l?Opera Nomadi con la Comunità ebraica

26 Aprile 2007 1 commento


Roma, 25 aprile. Una delegazione dell?Opera Nomadi ha partecipato alla manifestazione che si è tenuta nel pomeriggio del 25 Aprile, nei pressi di Piazza Venezia, per ricordare la Brigata Partigiana Ebraica. La Festa della Liberazione, è stato attualizzata anche con la distribuzione del testo per l?integrazione del ?Giorno della memoria? ai Rom/Sinti, Disabili, Omosessuali ed ai Testimoni di Geova.

IL 25 APRILE CON LA COMUNITA? EBRAICA

Una delegazione dell?Opera Nomadi, sezione Lazio, su invito della Comunità Ebraica, ha partecipato alla manifestazione che si è tenuta nel pomeriggio del 25 Aprile nei pressi di Piazza Venezia per ricordare la Brigata Partigiana Ebraica.

E? stato distribuito il testo della proposta di integrazione alla Legge 211 dove 20 Senatori della Repubblica chiedono che in essa vengano inseriti anche i Rom/Sinti, i Disabili, gli Omosessuali, i Testimoni di Geova.

Alla manifestazione erano presenti tra gli altri Piero Terracina testimone diretto della strage degli ultimi 4000 Rom ad Auschwitz il 2 Agosto del 1944, il Comandante Partigiano Rosario Bentivegna ed il Rabbino Capo di Roma, nonché l?artista ebreo Adriano Mordenti musicista klezmer consulente per l?Opera Nomadi nei laboratori di ?musica romanì?.

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Vicenza contro base americana e campo nomadi

19 Aprile 2007 Nessun commento


Cartolina-saluti da Vicenza, dove destra e sinistra si incontrano a difesa del territorio. Le manifestazioni più significative degli ultimi giorni sono state quella di sabato scorso della ?destra? (politica) contro il ?campo nomadi? e quella di ?sinistra?, di ieri -mercoledì, contro l?ampliamento della base americana. Sembrano manifestazioni agli antipodi ma sono invece due polarità di un stesso sistema sociale a difesa del proprio territorio: da una parte ?invaso? dall?ampliamento della base americana e dall?altra ?deturpato? dal ?campo nomadi?.

Del resto Azione sociale (assieme a Forza nuova nel raid contro il ?campo?) proprio per la sua contrarietà all’ampliamento della base americana di Vicenza ha rifiutato l’accordo con la Casa delle libertà di Silvio Berlusconi, sancito peraltro a livello nazionale.
Sul raid al ?campo nomadi?, dove è stato sversato anche un sacco di immondizia, la sinistra non ha espresso dissenso nè emesso un minimo di comunicato stampa, ma si è rinchiusa in un silenzio assordante su un episodio che sembra la punta di un iceberg di intolleranza razziale pronto a emergere con brutalità. In linea ed in tendenza con le recenti “Ronde anti-Rom a Milano”.

A SINISTRA
Vicenza: no dal Molin, da oggi basilica sede dell’Altrocomune
Metro news 18 aprile
Vicenza, 18 apr. (Adnkronos) – “Dopo il 17 febbraio su Vicenza e’ calato il silenzio mediatico, ma il movimento ha continuato a vivere e costruire iniziative. Questa sera abbiamo occupato la Basilica del Pal-ladio per riappropriarci della nostra citta’ e del nostro futuro. Sono donne e uomini, adulti e giovani che, come tanti vicentini, vogliono impedire la costruzione di una nuova installazione militare. La Basilica che si trova di fronte a palazzo Trissino (sede del consiglio comunale) rappresenta da questa sera la sede dell’Altrocomune, luogo simbolo di tutti coloro che non si sentono rappresentati da quanti hanno svenduto la città per un pugno di dollari”. Cosi il comitato permanen-te ‘No dal Molin’ spiega il motivo per cui è stata occupata da un grup-po di cittadini aderenti al movimento la basilica Palladiana a Vicenza.

A DESTRA
“Furti Degrado Rifiuti. Basta Campi Nomadi
Azione sociale e Forza nuova conto il campo nomadi
Il gazzettino, 15 aprile
“Furti Degrado Rifiuti. Basta Campi Nomadi”. Lo striscione di due metri per tre è stato attaccato ieri poco dopo le 14.30 su un cartellone pubblicitario davanti al campo nomadi di via Cricoli. Sotto alla scritta, una quarantina di esponenti della destra con il marchio di Azione sociale e Forza nuova («ma ci siamo anche noi del Movimento con Rauti», ha fatto presente un manifestante un po’ più attempato) ha manifestato contro l’accampamento cittadino. I quaranta della de-stra sono stati tenuti a debita distanza dal campo da agenti della Questura di Vicenza accompagnati dal dirigente Michele Marchese. La polizia ha subito evitato un pericoloso contatto troppo ravvicinato con il campo, quando i manifestanti di AS e FN, appena arrivati, han-no attraversato la strada e si sono addossati alla rete di recinzione del campo. Per evitare situazioni a rischio, gli agenti hanno convinto subito i manifestanti a tornare sull’altro lato della strada, da dove sono partiti slogan contro i nomadi (“via gli zingari”, “basta campi nomadi”) ma anche l’Inno d’Italia.

Fascisti svuotano spazzatura al ?campo nomadi? di Vicenza
Archivio Romano Lil, 16 aprile
Vicenza 14 aprile. ?Mandiamoli via. Troviamoci davanti al campo nomadi di via Cricoli con caschi e aste?: e così, in manifestazione non autorizzata, una trentina di attivisti di Azione Sociale e Forza Nuova svuotano un sacco di spazzatura nel ?campo?. Poi: sventolio di tricolori, inno nazionale, qualche saluto romano, e un lenzuolone con scritto ?Furti, degrado, rifiuti. Basta con i campi nomadi?.

______________note a margine___________________________

MILANO CONTRO I ROM
A Milano le ronde anti ? rom sono il seguito di una ondata di intolleranza che parte dal 21 dicembre 2006 quando un manipolo di cittadini di Opera (guidati da Lega Nord e Alleanza nazionale) bruciano alcune tende allestite dalla Protezione Civile per ospitare 77 Rom sgomberati pochi giorni prima da un ?campo? di Milano. Nel silenzio assordante della sinistra milanese il Comitato Anti-Rom presidia poi il riattrezzato ?campo di accoglienza? costringendo le famiglie a scappare nonostante avessero firmato, loro, il ?patto di legalità? in cui si impegnavano a stare nella legge e nella socialità. Il ?patto di legalità e socialità?, un abominio giuridico a sancire una discriminazione aggiuntiva verso i Rom (che sono già le popolazioni più discriminate d?Europa) viene fatto firmare anche ai Rom del ?campo? del Triboniano a Milano per avere diritto di risiedere in un ?campo nomadi? di segregazione etnica, secondo il Consiglio d?Euro-pa. Col patrocinio anche della Provincia di Milano, di centro-sinistra.
Di fronte a questa escalation di intolleranza la sinistra milanese si tampona le orecchie e resta stupita a guardare ed a riflettere, assordata dal suo stesso silenzio.

DESTRA E SINISTRA
Sulla ?questione rom? destra e sinistra sembrano organiche, ma con funzioni differenti, ad uno stesso ?corpo? sociale, che vede nella sicurezza e nel territorio, quello del giardino di casa o perimetrale al proprio quartiere, i baluardi estremizzati per affermare la propria identità, gonfiata dall’insicurezza. Un “corpo” sociale sempre più precario che genera paura e falsi problemi scaricando i risentimenti dove capita -ma sempre su soggetti “deboli”, punendo torti imma-ginari perché non riesce a riconoscere ed articolare quelli veri. In effetti, distogliendo volutamente dai veri problemi.

Speciale Opera
Archivio Romano Lil, 23 febbraio 2007
Opera, indica e segnala. Che 77 Rom Romeni domiciliati tempora-neamente in una tendopoli vengono cinti d?assedio ed obbligati a scappare. Uno speciale per ampliare la conoscenza e fare memoria, che è rivoluzionaria perché sta sempre dalla parte dei vinti. Che in questo caso sono i Rom/Sinti popolazioni più discriminate e sotto-poste ad atti di violenza razziale d?Europa, secondo i monitoraggi della Comunità Europea, anche per l?anno 2005. Ed Opera conferma questa situazione: da una parte l?assedio di chi vuole, e riuscirà a cacciarli via, dall?altra i soccorritori che chiedono alle vittime di firmare un patto ?differenziale? per avere un minimo di solidarietà.

Fotografia: sopra manifestazione contro il ?campo nomadi?, sotto contro base americana

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La Sottosegretaria al "campo nomadi" di Carpi

15 Aprile 2007 Nessun commento


Carpi (Mo) 14 aprile. La sottosegretaria del ministero Pari Opportunità, Donatella Linguiti, in visita ai Sinti del ?campo sosta comunale per nomadi? di Carpi. Una visita guidata dall?Opera Nomadi e mirata a sostenere progetti di lavoro, per donne e uomini, e di smantellamento del ?campo con microaree residenziali. Ad inquadrare e cercare di risolvere una situazione di segregazione etnica che dura da trent?anni. Ha destato grande interesse ed orgoglio, fra i Sinti, la semplicità dell?onorevole Linguiti che al tavolo da pranzo ha con-diviso il cibo e le preoccupazioni dei residenti.

Fra i presenti: il Presidente dell?Opera Nomadi Massimo Converso, la vice-Presidente Renata Paolucci ed Alessandro Piccin da Padova, il Consigliere Nazionale Roberto Costa da Rovigo, Sasha Susic e ?Banana? Ahmetovic da Rimini, il presidente Opera Nomadi Marche Arif Tahiri, Giuseppe Ferri da Reggio Emilia, il Consigliere Comunale di Rifondazione Comunista Massimo Valentini.

Al campo sosta comunale di Carpi
IL GOVERNO FRA I SINTI E PER I SINTI
Carpi, 14 aprile. Massimo Converso, Presidente nazionale Opera Nomadi

L’INCONTRO A ROMA
Il 24 marzo scorso Donatella Linguiti, Sottosegretaria di Stato, era arrivata con grande semplicità di modi ed una forte volontà di a-scoltare i Rom/Sinti alla Conferenza in cui l?Opera Nomadi presentava il suo programma per favorire l’integrazione sociale al Governo: Proposte politiche Opera Nomadi ai Ministeri.
Aveva ascoltato le 5 professionali relazioni su Habitat, Lavoro, Scuola, Diritti, Sanità e la lunga serie di testimonianze e proposte direttamente dalla voce dei Sinti e dei Rom che affollavano la sala dedicata al compianto Luigi Di Liegro. Lì nella prestigiosa sede del mega-ambulatorio della Caritas in fondo alla Stazione Termini, aveva-no parlato per primi i Sinti Giostrai illustrando uno specifico program-ma di possibili interventi del Governo per salvare la Legge 337/1968 la cui mancata applicazione in quasi 40 anni aveva letteralmente rovinato non meno del 70% delle famiglie Sinte, ma la rappresen-tante del Governo era rimasta colpita soprattutto dall?intervento sereno quanto deciso di Erica Guerini Presidente dell?Opera Nomadi di Modena ed appunto ex-Giostraia pure lei.
La giovane madre Sinta aveva parlato di quel Sindaco ?ulivista? che negava il ricongiungimento familiare alle giovani coppie Sinte, che finanziava Cooperative poi dedite al lavoro nero fra i Sinti, che non comprendeva l?esigenza delle microaree residenziali autocostruite dai Sinti adducendo difficoltà a risolvere i problemi di questa Comunità afflitta da un grottesco sottosviluppo occupazionale ed abitativo, mentre Carpi è uno dei Comuni più ricchi d?Europa ed infatti proprio oggi durante la riunione era possibile vedere sfrecciare una Ferrari (di certo non l?unica a Carpi) per le strade della cittadina emiliana. Al termine dell?intervento, Donatella Linguiti aveva aperto la sua agen-da e fissato nel 14 Aprile un incontro per conoscere i Sinti Emiliani. Una visita in forma ufficiosa, per conoscere la situazione e da lì prendere le opportune misure.

APPUNTAMENTO A CARPI
L?Opera Nomadi si organizza in base alla discrezione richiesta e si dà appuntamento con Sinti e Rom emiliani (arrivano anche da Reggio Emilia e Rimini) nella sede carpigiana del Partito della Sottosegre-taria. Sia lì che successivamente al tavolo del pranzo fra le modeste ma linde e dignitose campine dei Sinti, trova puntuale conferma a quanto ascoltato a Roma. Sara Guerini mostra i modelli di sartoria a cui sta lavorando nell?Istituto superiore da lei frequentato (è l?unica Sinta in quella scuola, ma il suo bel viso indiano è gradito e ben ac-cetto tanto che la sua Insegnante entrerà, forse, fra i soggetti pro-tagonisti del progetto); i giovani Sinti circondano Donatella Linguiti e parlano esplicitamente del loro desiderio di vedere legalizzata e retribuita legalizzata e retribuita ? non più a lavoro nero – la loro attività di rottamatori.

PROGETTI DI LAVORO
Si forma quindi un gruppo di lavoro che provvederà a stilare i progetti per le Sinte ed i Sinti da presentare durante il tradizionale ?Con-vegno Nazionale Sinti? che nel 2007 l?Opera Nomadi terrà a Carpi. I progetti riguarderanno le ?Microaree, i laboratori di Sartoria e Stireria delle donne Sinti e la raccolta differenziata dei rifiuti ingombranti degli uomini Sinti.

PERSONE
Irene Quirini, Sinta classe 1930, scampata alle deportazioni repub-blichine nel post-?43, siede commossa accanto alla Rappresentante del Governo ed il Capo della ?famiglia barì? dei Sinti Carpigiani, Fioravante Bernardoni Caldaras, versa ?Lambrusco? agli illustri ospiti, ma colpisce più di tutto come i Sinti familiarizzino con la ?Romnì khorakhanì mostareqa? (quindi un perfetto esempio della linea poli-tica dell?Opera Nomadi che non crea ghetti etnici, a fronte della grande confusione che regna in Italia fra sindacatucci di Rom Balcanici e sindacatini xenofobi di Rom/Sinti Italiani), che siede fra le tantissime ragazze Sinte con il suo meraviglioso ultimo figlio, Lo-renzo, riminese D.O.C., nato e cresciuto finalmente in una casa.
Si tratta di Banana Ahmetovic, una delle promotrici dell?Opera Nomadi della sua città, arrivata a Carpi dalla sua casa di Rimini (sono con lei Arif Tahiri Presidente dell?Opera Nomadi Marchigiana e Sasha Susic, VicePresidente di quella di Rimini) per parlare del diritto della cittadi-nanza negato a tante madri come lei nate in Italia e con sette figli tutti italiani. Donatella Linguiti ascolta e chiede la documentazione per intervenire anche qui concretamente e sullo specifico.

UNA GIORNATA DI ORDINARIA POLITICA SOCIALE
Massimo Valentini, il coraggioso Consigliere comunale che da un anno si sta battendo accanto alla Comunità Sinta, annuncia il pieno sostegno alla stesura dei tre progetti assieme ad Erica ed agli altri Sinti, che vedono anche la solidale costante presenza di Giuseppe Ferri e dell?Opera Nomadi cugina di Reggio Emilia.
Una giornata di ordinaria politica sociale dell?Opera Nomadi, con il valore aggiunto che questa volta i progetti avranno il sostegno del Governo.

______riferimenti______

L?Opera Nomadi a Carpi
Romano Lil, 7 dicembre 2006
Carpi, 5 dicembre ore 16, sala Consiliare. ?Comunanza? Sinti e ?phralipè? Opera Nomadi, da sei città d?Italia: a rivendicare un’al-ternativa abitativa ?civile? alla chiusura del ?campo sosta comunale per nomadi?, abitato da circa trent?anni da Sinti Emiliani; a perorare la causa di una giovane sposa, che col bambino è impedita di abitare nella casa (roulotte) del marito. Tutti assieme in audizione, dalla III commissione del comune di Carpi, medaglia d?oro al valor civile: mancano il sindaco e l?assessore competente e sono presenti pochi consiglieri ma l??educazione civica? arriva dai trenta Sinti emiliani che per la prima volta vengono nella sala della ?democrazia? a portare le loro istanze. Oggi il sindaco, come ?primo? cittadino di Carpi -e asses-sore ai diritti umani, è Erica Guerini, Sinta, cittadina di Carpi e d?Italia.

Fotografia: pranzo “al campo” con Onorevole (a capotavola)

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Proposte politiche Opera Nomadi ai Ministeri

25 Marzo 2007 Nessun commento

Roma, 24 marzo. L’Opera Nomadi consegna a vari rappresentanti dei Ministeri (Pubblica Istruzione, Giustizia, Salute, Pari Opportunità) le proposte politiche per le aree Lavoro, Salute, Diritti, Habitat, Istruzione, sviluppate dal IX Seminario Nazionale dell’Associazione. Proposte di politica nazionale riguardanti lo sviluppo e l‘autosviluppo delle popolazioni Rom/Sinte. Le conclusioni della Sotto-segretaria di Stato – Ministero Pari Opportunità, Donatella Linguiti.

LA PRESENTAZIONE
La presentazione del dossier programmatico Opera Nomadi si tiene presso la sede Caritas di Roma in via Marsala 103 a partire dalle ore 9,30. Oltre al Presidente Opera Nomadi Massimo Converso, i due vice-presidenti Kasim Cizmic e Renata Paolucci e Consiglieri Nazionali addetti alle varie tematiche. L‘iniziativa è organizzata in con la collaborazione della Caritas Area Sanitaria Nazionale e Società Italiana Medicina delle Migrazioni, con il dottor Salvatore Geraci.
I rappresentanti istituzionali: Stefano Anastasia
- Ministero della Giustizia, Vinicio Ongini - Ministero Pubblica Istruzione, Vaifra Palanca - Ministero della Salute, Raffaella Milano - assessore Politiche Sociali comune di Roma, Maria de Marco - ass.re Politiche Sociali Scampìa (Na), Massimo Pasquini - Ministero Solidarietà Sociale – assente per malattia ma telefona per ricevere il documento, Donatella Linguiti Sottosegretario di Stato - Ministero Pari Opportunità.
Fra le varie testimonianze dei numerosi Rom/Sinti presenti: Erica Guerini Sinta
- Modena, Rigano Rovera Sinto giostraio - Latina, don Graziano Rom Romeno Roma-Napoli, Arif Tahiri Rom da Jugoslavia - Fano (PU), Giorgio Rom Serbo -Roma, Zoran e Shemsa Rom Korakhanè - Roma.

PRESENTI: ROM/SINTI e ALTRI
Fra i presenti la professoressa Marzia Grillo, segretaria Opera Nomadi di Firenze, il Consigliere Nazionale Enzo Esposito -referente Diritti, Maria Severino ex presidente Opera Nomadi lazio, prima operatrice a fine anni ’60 della scolarizzazione dei Rom Abruzzesi della baraccopoli del Mandrione sulla via Tuscolana, Alessandro Piccin di Padova, il Consigliere Nazionale Marco Nieli, Napoli, la dottoressa Freda, garante per i minori.
Si elencano, a memoria del Presidente, alcuni dei Rom/Sinti presenti. A memoria perché non è stato tenuto un registro delle presenze.
Rom khorakhanè Cergarija Vlasenicaqi: Ramadam Cizimic con la moglie Shemsa della Cooperativa "Baxtalò Drom" ed il cognato Zoran Cizmic, Kasim e Balo Cizmic. Rom Dasikhanè: Slavolijub Stevic, Comunità via di Salone (quella delle telecamere), cooperativa "Pijats Romanò". Sinti Eftavagarija: Angelica Henig, vicepresidente coope-rativa "Baxtalo’ Drom", con la suocera sinta Renata Glaudi. Partito Romilor "Pro-Europa", Romania: Florica Vasile e Padre Graziano. Alcuni Rom Rumeni provenienti dagli sgomberi recenti di Tor Cervara e Stazione Tiburtina (in questa Comunità, portavoce Decebal Ior-dache, si recò in ottobre il Commissario ONU). Sinti giostrai Mar-chigiano-Piemontesi: Rigano Rovera e … Sinti Emiliani: Erica Guerini, Presidente Opera Nomadi Modena. Rom Shiftarija: Arif Tahiri, Pre-sidente Opera Nomadi Marche.

CHI SE NON OPERA NOMADI
Opera Nomadi è un’associazione, diffusa sul territorio nazionale, che presta servizio (a chi è in difficoltà) ma pratica e propone anche riflessioni e progetti per l’integrazione sociale dei Rom/Sinti.
Chi se non Opera Nomadi può presentare un documento di programma politico complessivo per l’autosviluppo delle popolazioni Rom/Sinte? Che a partire da una ri-conciliazione nazionale e dal riconoscimento dello status di minoranza etnico-linguistica Europea descrive punto per punto, con analisi dettagliate e storiche, tutte le areee tematiche: lavoro, habitat, salute, diritti, istruzione? Non è questione di razza, di pelle o di religione, è questione di competenza e di proposta politica per l’effettiva applicazione dei diritti umani.

CORPORAZIONI ETNICHE O DIFFERENZE CON-DIVISE?
Chi fonda associazioni che si trinceano dietro la corporazione della razza o del possesso del territorio, tipo Veneto ai Veneti, fa una pratica razzista di difesa della razza e del territorio. Porta avanti una logica di separazione razziale in un processo sociale che, invece, è interculturale. In Italia non esiste la rappresentanza etnica, esiste la rappresentanza politica che passa attraverso la delega ed il voto, uno ogni persona. E la giustizia sociale, Liberté – Égalité – Fraternité, non è una questione di sesso, di soldi, di arte, di età o di etnie, è una questione di etica morale che riguarda tutti, tutti quelli che assieme, senza barriere etniche o corporazioni lobbistiche, vogliano con-dividere e com-partecipare per crescere e migliorare assieme il sistema sociale che ci vede tutti coinvolti. Sotto un simbolo comune che si chiama "umanità".

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L’Opera Nomadi ai Ministeri

23 Marzo 2007 Nessun commento
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Alemanno, An: "Per i nomadi necessari i Cpt"

17 Marzo 2007 Nessun commento


Roma 16 marzo. Il Presidente di Alleanza Nazionale di Roma (e deputato) in un incontro col Prefetto Serra illustra il suo programma per risolvere la questione dei Rom della capitale. La presenza di rom dovrebbe essere regolamentata, secondo Alemanno, emanando subito un decreto legge che istituisca i Cpt per i nomadi, definisca la figura giuridica del rom, dia certezza della pena nei casi di reati e crei uno strumento di monitoraggio nazionale.
Per supportare la sua proposta Alemanno è pronto a scendere in piazza: «Se questo decreto non arriverà marceremo a Roma per la legalità, come farà giustamente il sindaco di Milano Letizia Moratti».

_______memoria_______

NO CAMPI NOMADI NO CPT
I CPT, Centri di Permanenza Temporanei, sono stati istituiti dalla legge Turco-Napolitano, ” Testo unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell?immigrazione e norme sulla condizione dello straniero”, nel 1998 per immigrati irregolari. Da anni l’Opera Nomadi, anche attraverso questo web-log ha lanciato una “campagna” per l’abolizione dei “campi nomadi” e dei CPT.
Per l?abrogazione dei ?campi nomadi? e dei CPT
Archivio Romano Lil, 13 giugno
Al Ministro Ferrero: ?Lei sa meglio di noi come i ‘campi nomadi’ non servano a nulla e vanno perciò abrogati?. Una lettera fronte-retro al ministro della Solidarietà Sociale per l?abrogazione sia dei Centri di Permanenza Temporanea per immigrati che dei Campi di Permanenza Temporanea per Rom/Sinti. Che sono i ?campi nomadi? istituiti 35 anni fa per fare fronte all?emergenza e diventati stabili ?campi? di segregazione razziale.

_______rassegna stampa__________________

ALEMANNO: “PER I NOMADI NECESSARI I CPT”
Il presidente di An Roma incontra Serra e propone un decreto che definisca la figura giuridica del rom, certezza della pena per i reati e monitoraggio nazionale, oltre a una regolazione dei flussi
RomaOne.it, 16 marzo
Roma, 16 marzo 2007 – L’ex ministro Gianni Alemanno, attuale presidente della Federazione romana di An, ha presentato questa mattina al prefetto Achille Serra il suo programma per risolvere le questioni legate ai campi rom sul territorio della Capitale. La presenza di rom, che viene da molti percepita come un problema o un fastidio, potrebbe essere regolamentata, secondo Alemanno, emanando subito un decreto legge che istituisca i Cpt per i nomadi, definisca la figura giuridica del rom, dia certezza della pena nei casi di reati e crei uno strumento di monitoraggio nazionale. Alemanno ha anche proposto che in sede europea ci sia “un accordo per controllare i flussi provenienti dalla Romania”. Questi sono alcuni dei punti della proposta illustrata oggi dall’ex ministro insieme ad una delegazione di una decina di consiglieri locali, al prefetto e al questore di Roma Marcello Fulvi. L’incontro è durato un’ora e mezza negli uffici della Prefettura, ed è stato definito “illuminante” dallo stesso Alemanno. La filosofia dietro questa proposta, ha spiegato l’ex ministro, è quella di “unire solidarietà a rigore”. Secondo l’esponente di An il sindaco di Roma, Walter Veltroni, dovrebbe unirsi per chiedere “al suo governo di centrosinistra l’approvazione del decreto legge”, definendo inoltre “utile l’iniziativa del sindaco di Milano, Letizia Moratti, che ha parlato della ‘marcia della legalità’. In caso contrario questa marcia la faremo noi per chiedere un inter-vento del governo nazionale”. Secondo Alemanno nell’ultimo Comi-tato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, che ha affron-tato il tema dei nomadi a Roma, “c’è stata una sorta di fuga da parte del sindaco che non ha voluto affrontare il problema”. Aleman-no ha inoltre fatto presente di “aver dato mandato ai miei legali di querelare per diffamazione a mezzo stampa il capogruppo dell’Ulivo in Campidoglio Pino Battaglia, che si ostina a presentare come intollerante e xenofoba la posizione di An sulla questione nomadi”.
“Battaglia – ha proseguito Alemanno – inventa circostanze e situazioni che non esistono: questo è doppiamente grave perchè ricopre anche un ruolo istituzionale e deve misurare quello che dice. An vuole soltanto fronteggiare un’emergenza che è stata trascurata da troppo tempo dalle amministrazioni di sinistra. Ci siamo quindi impegnati con il Prefetto per cercare di tranquillizzare i cittadini, ma riteniamo – chiude l’esponente di An – che il governo debba intervenire con misure concrete, in cui solidarietà e rigore siano indiscutibilmente collegate”.

Alemanno: «I nomadi? Interniamoli nei Cpt»
«È una proposta razzista, demagogica e incivile», dichiara il capo-gruppo dei senatori di Rifondazione comunista Giovanni Russo Spena
L’Unità.it, 17 marzo
«Chiediamo centri di permanenza temporanea anche per i nomadi che vengono sgomberati dai campi abusivi». Lo propone Gianni Alemanno, deputato di An e capo della Federazione romana, al prefetto di Roma Achille Serra. Si solleva un vespaio: «Cpt? Soluzione assolutamente sbagliata», dice il sottosegretario alla Solidarietà sociale, Cristina De Luca; «È contro le norme Ue», osserva il segretario romano dei Ds, Esterino Montino. «La gran parte dei nomadi proviene da paesi neo-comunitari, e questo vuol dire che non ci sono le basi giuridiche per creare cpt nei quali rinchiuderli, dato che la maggior parte di costoro godono della libera circolazione nella comunità europea», dice l’assessore alla sicurezza della città di Roma, Jean Leonard Touadì.

Poi, la polemica aumenta fino a raggiungere le stanze della politica nazionale: «È una proposta razzista, demagogica e incivile», dichiara il capogruppo dei senatori di Rifondazione comunista Giovanni Russo Spena. E investe anche l?opposizione, che prima con l?onorevole di Forza Italia Jole Santelli, invita a distinguere su un problema che ritiene serio e invita a «non confondere sovrap-ponendo i due piani, quello degli immigrati regolari e quello dei nomadi». Parole alle quali fanno seguito anche quelle, contrarie alla proposta di Alemanno, del parlamentare dell?Udc Carlo Giovanardi: «Se fossero cittadini extracomunitari e clandestini, allora avrebbe un senso, ma se hanno un permesso di soggiorno e non sono extracomunitari allora no».

Ad Alemanno poco importa. E durante l’ incontro con Achille Serra – giudicato dal leader di An «illuminante» – ha chiesto al governo un «decreto-legge urgente», considera la proposta del suo partito come la pensata per porre rimedio all?emergenza nomadi. Di più, Alemanno arriva a inoltrare al prefetto una proposta di decreto simile a un decreto legge, che era già stato – evidentemente – preparato nei giorni scorsi: il provvedimento su cui An fa pressione, sostiene Alemanno, dovrà prevedere una precisa definizione della figura giuridica del nomade, insieme a disposizioni di legge per dare certezza della pena. E ancora, creare uno strumento di monitoraggio nazionale per censire la presenza di nomadi, la definizione di patti per un corretto utilizzo delle risorse ma anche per il controllo, l’interdizione e gli interventi di bonifica di situazioni fuori controllo.

Dice, addirittura, Alemanno: «Se questo decreto non arriverà marceremo a Roma per la legalità, come farà giustamente il sindaco di Milano Letizia Moratti». E arriva a dare mandato ai suoi legali di sporgere querela nei confronti del capogruppo dell’Ulivo al Comune di Roma, Pino Battaglia. Che aveva detto: «Irresponsabile e intollerante chi chiede certezza della pena senza specificare quale sia il crimine e propone l’internamento dei nomadi in nuovi Cpt».

_____una risposta del giorno dopo_____

Il Ministro Ferrero: no CPT, case ai Rom
Romano Lil, 18 marzo
Roma 17 marzo. ‘Il problema fondamentale per i rom è il supe-ramento dei ?campi? e la possibilità di mettere a loro disposizione abitazioni pubbliche. Cosi Paolo Ferrero, ministro della Solidarietà Sociale, replica al deputato di Alleanza Nazionale Gianni Alemanno che ha proposto di aprire nuovi CTP, Centri di Permanenza temporanea, ?per i nomadi che non trovano spazio nei campi sosta autorizzati”.

Immagine, Cpt: da www.retemigranti.it

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L?Opera Nomadi di Reggio Calabria per una pastorale degli ?zingari?


Reggio Calabria 6 marzo. Venerdì scorso alla sede dell?Opera Nomadi, con la collaborazione dell?Ufficio Migrantes, si è tenuto il primo di una serie di incontri per una ?Pastorale degli zingari? nel reggino. Un appuntamento incentrato sull?esperienza di Monsignor Piero Gabella che da anni vive in roulotte condividendo la sua vita con quella dei Sinti di Brescia. Hanno partecipato rappresentanti laici e sacerdoti di alcune parrocchie, dove sono presenti insediamenti o famiglie rom dislocate e Monsignor Antonino Denisi, Direttore regionale di Migrantes in Calabria.

L?associazione Opera Nomadi di Reggio Calabria e l?Ufficio Migrantes della Diocesi Reggio ? Bova, hanno promosso una serie di incontri per coinvolgere la Chiesa locale nella promozione, attraverso il ri-spetto della diversità culturale e il superamento dei pregiudizi diffusi, dell?inclusione sociale dei Rom: ?Diffidenza reciproca e sentimenti di rifiuto costituiscono oggi le basi su cui si fonda, anche nella nostra città, il rapporto tra comunità rom e il resto della società. L?esclusione sociale dei Rom rappresenta il segno più evidente di una cultura dell?accoglienza che stenta ad affermarsi. Superare il pregiudizio appare spesso impossibile anche tra coloro che si dicono messaggeri di pacifica e fraterna convivenza?.
Alcune risposte vengono dalle riflessioni di Monsignor Gabella, responsabile dell?Ufficio Nazionale per la Pastorale dei Rom e dei Sinti, al primo incontro che si è tenuto venerdì scorso presso la sede dell?Opera Nomadi. La società che Monsignor Gabella auspica è quella in cui «le diversità trovano armonia e non diventano paura». Perché la Verità è come un puzzle, ognuno ne possiede un pezzo che deve armoniosamente unirsi all?altro. «Se uno solo di questi manca, noi avremo un viso di Cristo senza un occhio, senza un naso, senza la bocca e quindi deturpato». Da qui, la necessità di includere anche la religiosità di Rom e Sinti.

Opera Nomadi, sezione provinciale di Reggio Calabria
Ufficio Migrantes, Diocesi Reggio – Bova
IL VANGELO CON GLI OCCHI DEI ROM
Comunicato stampa dal primo incontro per il rispetto della diversità culturale ed il superamento dei pregiudizi verso i Rom

DIFFIDENZA RECIPROCA
Diffidenza reciproca e sentimenti di rifiuto costituiscono oggi le basi su cui si fonda, anche nella nostra città, il rapporto tra comunità rom e il resto della società. L?esclusione sociale dei Rom rappresenta il segno più evidente di una cultura dell?accoglienza che stenta ad affermarsi. Superare il pregiudizio appare spesso impossibile anche tra coloro che si dicono messaggeri di pacifica e fraterna convivenza. Sulla base del documento della Chiesa cattolica ?Orientamenti per una pastorale degli zingari?, l?associazione Opera Nomadi di Reggio Calabria e l?Ufficio Migrantes della Diocesi Reggio ? Bova hanno de-ciso di intraprendere un percorso comune. L?obiettivo è coinvolgere la Chiesa locale nella promozione, attraverso il rispetto della diversità culturale e il superamento dei pregiudizi diffusi, dell?inclusione sociale dei Rom.

ALL?OPERA NOMADI INCONTRO PER UNA PASTORALE DEGLI ZINGARI
Per il primo incontro, organizzato la settimana scorsa nella sede dell?Opera Nomadi, hanno accolto l?invito sacerdoti e rappresentanti laici di alcune parrocchie reggine nel cui territorio sono presenti insediamenti o famiglie rom dislocate. Un appuntamento incentrato sull?esperienza di Monsignor Piero Gabella, responsabile dell?Ufficio Nazionale per la Pastorale dei Rom e dei Sinti. Da anni egli vive in roulotte, condividendo la sua vita con quella dei Sinti di Brescia. «Sappiamo che non sempre è facile l?adesione e fedeltà al Vangelo ? ha detto Monsignor Antonino Denisi, Direttore regionale di Migrantes in Calabria ? l?esperienza di Don Gabella può esserci preziosa».

L?EVANGELIZZAZIONE CAMMINA CON LO SVILUPPO SOCIALE
«L?evangelizzazione cammina insieme con uno sviluppo sociale delle persone», ha affermato Monsignor Gabella. I Rom e i Sinti vivono una condizione di perenne precarietà. Reclusi in spazi ristretti, in campi nomadi o quartieri degradati, «non possono mai progettare il futuro, perché impegnati nella sopravvivenza». «Normalmente i nomadi nella società maggioritaria ? ha continuato ? non hanno potuto scegliere il loro futuro». Scelte imposte nella storia di Rom e Sinti hanno creato una situazione di dipendenza e l?impossibilità di vivere la propria identità all?interno del corpo sociale. «Nel mondo dei Sinti e dei Rom, un Rom o un Sinto ha una sua personalità, fuori da quel mondo è semplicemente uno zingaro». Sulla concezione di evangelizzazione, non è un tradizionalista Monsignor Gabella.

IL ?TESORO? DEI ROM
«Quando noi parliamo di pastorale normalmente parliamo di un trasferimento di un dono ricevuto ad altre persone che ai nostri occhi, alla nostra mente, al nostro cuore, non hanno ricevuto questo dono. ? ha spiegato ? Se partiamo da qui, abbiamo finito di fare pastorale». La sua esperienza con i Sinti ha reso innovativa l?idea di evangelizzazione. «E? vero che noi abbiamo un tesoro da dare a loro ma è vero anche che Dio ha legato un tesoro a loro da dare a noi». «Penso che in loro ? ha proseguito – c?è quello spirito che Dio mette dove vuole e che permette a noi di rileggere il Vangelo con i loro occhi, attraverso la loro situazione». La società a cui Monsignor Gabella auspica è quella in cui «le diversità trovano armonia e non diventano paura». Perché la Verità è come un puzzle, ognuno ne possiede un pezzo che deve armoniosamente unirsi all?altro. «Se uno solo di questi manca, noi avremo un viso di Cristo senza un occhio, senza un naso, senza la bocca e quindi deturpato». Da qui, la necessità di includere anche la religiosità di Rom e Sinti. «Non è molto semplice insegnare il Vangelo ai preti ? ha affermato ? E? diffi-cile per noi religiosi riuscire a pensare che c?è un modo diverso di leggere il Vangelo ed è lo scontro con queste diversità che permette alle comunità cristiane di rielaborare e quindi di aprire il Vangelo alla società».

NELLE PARROCCHIE E? PALPABILE LA DIFFIDENZA VERSO I ROM
Ma nelle parrocchie reggine è palpabile la diffidenza per i Rom presenti sul territorio. La convinzione è che il degrado abbia fatto perdere la loro identità culturale, rendendoli nient?altro che delinquenti. «Noi facciamo delle analisi e poi buttiamo sopra agli altri il risultato di queste analisi ? è la risposta di Monsignor Gabella – Se siamo fortunati e sono giuste, applichiamo i principi giusti ma se le sbagliamo noi rischiamo di far fare dei calvari alle persone».

NELLE LEGGI TENERE CONTO DEGLI ULTIMI
Bisogna battersi perché nella formazione delle leggi si tenga conto degli ultimi ma, una volta fatta, la legge deve essere rispettata. Vale per rom e non rom. Bisogna tenere conto però anche della situazione generata da secoli di storia. Rom e Sinti «hanno vissuto una storia orribile e la stanno vivendo ancora ? ha continuato – non si legge una realtà di mille anni di storia in un momento».
La dislocazione dei Rom reggini su tutto il territorio è un passo in avanti per la loro inclusione. Una richiesta venuta da loro fin dagli anni ?70. «Il 20% della famiglie Rom che vivono a Reggio sono dislocate e hanno un buon rapporto con il vicinato», ha detto Giacomo Marino, presidente dell?Opera Nomadi. Fondamentale è però che le «future assegnazioni non avvengano con i manganelli».
Reggio Calabria, 6 marzo 2007

Volontarie del SCN Opera Nomadi ? sezione provinciale di Reggio Calabria

INFORMAZIONI
Opera Nomadi Reggio Calabria
Tel. 0965890629
E-mail: operanomadirc@gmail.com

Fotografia: relazione di Monsignor Gabella. Alla sua sinistra Monsignor Antonino Denisi, alla sua destra Giacomo Marino

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Arrestato per sesso con quattordicenne in campo nomadi di Catania

27 Febbraio 2007 1 commento

Un uomo di 53 anni, E.Z., sorpreso a letto con un quattordicenne in un campo nomadi di viale Kennedy a Catania e’ stato arrestato dalla polizia. I due erano quasi nudi e abbracciati, all’interno di un locale del campo. Nel corso di una perquisizione i poliziotti hanno trovato un libro di contenuto esplicitamente erotico che e’ stato sequestrato. L’arrestato ha precedenti penali anche per corruzione e violenza su minorenne. L’arresto e’ scattato dopo che gli agenti di una volante avevano accompagnato un minorenne nel campo nomadi. (AGI: Agenzia Giornalistica Italiana)

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Vicenza contro i ?campi nomadi?

17 Febbraio 2007 1 commento


Vicenza 17 febbraio, ore 18. Un popolo multicolore ed interculturale di 130mila persone attraversa la città con slogan e striscioni per la chiusura dei ?campi di segregazione etnica?, per il riconoscimento dei Rom/Sinti come minoranza etnico-linguistica, per l?accettazione ed il riconoscimento dell?altro da sé. ?Non sono diversi ? dichiara Paolo Ferrero ? è un falso problema, sono persone come noi, ma differenti?. Il “signor” Paolo Ferrero ci tiene a precisare che partecipa a titolo rigorosamente personale ad una manifestazione in linea con la politica del suo partito e con la sua pratica governativa ?anche se osteggiata, in incognito dalla carica di ministro per la Solidarietà Sociale. Ferrero è sempre stato molto ?attento? a queste tematiche, d?altronde lo aveva dichiarato durante la campagna elettorale: ?Possiamo vincere le elezioni anche affrontando la questione degli ?zingari?, i Rom e Sinti?.

LA MANIFESTAZIONE
La manifestazione odierna è stata promossa dalle associazioni della ?società civile? italiana per ricordare al Governo Prodi che la ?questione Rom? che era stata inserita nel programma elettorale della primavera dell’anno scorso (smantellamento dei campi nomadi, riconoscimento di minoranza etnico-linguistica, cittadinanza ai Rom immigrati residenti da cinque anni o con figli nati da due anni in Italia, Ufficio Governativo nazionale per i Rom/Sinti a coordinare progetti di integrazione sociale) è stata completamente dimenticata. Alla ma-nifestazione si sono opposti i rappresentanti governativi, Amato e Rutelli in primis, che hanno dichiarato che è solo questione di priorità e che la “questione rom” verrà affrontata quanto prima. In par-ticolare la manifestazione propone la chiusura immediata dei ?campi nomadi?, luoghi di ?segregazione etnica? anche per il Consiglio d?Europa, su tutto il territorio nazionale a partire da quelli di Vicenza.

MEMORIA DI VICENZA “CAMPO”
I Sinti dall?assessore Servizi Sociali di Vicenza
Romano Lil, 18 settembre 2006
Vicenza, 18 settembre. Alle ore 9 una delegazione di Sinti del ?campo sosta? di viale Cricoli, accompagnata da esponenti del-l?Opera Nomadi, da Padova e Rovigo, è stata ricevuta dall?assessore ai Servizi Sociali, Andrea Piazza, per la regolamentazione, voluta dalla Giunta, dello storico ?campo? cittadino. Dopo due ore di discussione, nulla di fatto e appuntamento il prossimo 27 settembre per continuare la ?questione?.

DALL?INVIATO DI ROMANO LIL
Vicenza ore 18. La manifestazione è in pieno svolgimento e si concluderà in tarda serata. Nessun problema di ordine pubblico. Non ci sono state particolari interferenze come paventato sui giornali allarmistici che hanno tentato di dissuadere i partecipanti.I previsti 80mila partecipanti sono diventati 130mila, una presenza signi-ficativa ed un segnale importantissimo ad indicare al Governo Prodi che la ?questione Rom? è la questione morale del Paese. Un attimo solo di sbandamento si è verificato quando dal gruppetto più antagonista (i Sinti Khomeinisti) si sono levati slogan di difficile comprensione fonetica ?Hüllweck razzista? tradotti poi in più rico-noscibili ?sindaco razzista?. Ma il pronto intervento del servizio d?ordine dell?Opera Nomadi ha ricondotto la calma e modificato i motti con le frasi: ?sindaco accetta le differenze, non ti costa niente, anzi ti arricchisce perché la tua povertà mentale ti sbiadisce!?.
Rinvio a domani per un resoconto più corale e complessivo. Adesso trasmetto queste testimonianze raccolte nel primo pomeriggio: di gente comune e di persone anche importanti, che sfilano tutte assieme per la chiusura definitiva dei ?campi nomadi?.

________testimonianze dirette dalla manifestazione____________

“Siamo Sinti Veneti, cittadini italiani”. Virgilio Pavan, uno degli ultimi giostrai, ricorda che tanti ?campi nomadi? nascono dalla crisi del settore giostre non impedita dallo Stato
E? SOLO QUESTIONE DI VOLONTA? POLITICA, DI PREGIUDIZIO
?Vicenza, una delle città più ricche del Nord-Est, con 110mila abitanti, – spiega Virgilio Pavan, Sinto Veneto, Consigliere Nazionale Opera Nomadi – non riesce a risolvere l?emergenza abitativa di 140 persone, Sinti Veneti – cittadini italiani, che da 20 anni sono costretti a vivere nei due campi nomadi comunali, di segregazione etnica? E? solo questione di volontà politica, di pregiudizio verso la nostra gente che per decenni ha allietato con le giostre i bambini anche vicentini. La legge ?corona? del 1968, per facilitare la nostra pro-fessione, non è stata applicata e così, anche col mutamento dei costumi, tanti di noi, giostrai dello spettacolo viaggiante di tra-dizione, si sono ritrovati disoccupati ed obbligati a diventare stanziali sulle aree sosta comu-nali che erano solo di passaggio. Questa cosiddetta ?emergenza? di due campi nomadi si potrebbe risolvere facilmente con microaree o villaggi residenziali. E la costituzione di cooperative sociali per il recupero dell?attività lavorativa?.

Kasim Cizmic, Rom dalla Jugoslavia in Italia da vent?anni, a Vicenza in difesa dei fratelli Sinti, pone anche il problema dei Rom nati in Italia ed espulsi a 18 anni
QUELLO DEI CAMPI NOMADI E? SOLO UN FALSO PROBLEMA
“Sono venuto qui da Roma a testimoniare solidarietà ai nostri fratelli Sinti, – spiega emozionato Kasim Cizmic, presidente dell?associazione di Rom e Sinti UNIRSI – anche se le leggi ci differenziano enor-memente. I Sinti dei ?campi? di Vicenza sono cittadini italiani ma i miei figli, nati in Italia, rischiano tutti l?espulsione dopo i 18 anni, verso una terra la Jugoslavia, che non esiste più e di cui non cono-scono neanche la lingua. Sono profugo, con decine di migliaia di altri Rom, da una guerra di Jugoslavia che ha prodotto guerre e conflitti di tutti contro tutti, ma noi Rom, ancora una volta, non abbiamo preso le armi con nessuna fazione, siamo stati perseguitati da tutti e siamo scappati da una terra in cui abitavamo dal 1389 (battaglia di Kosovo Polje, NDR). Solo in Italia esistono i ?campi nomadi? ma sono un falso problema, basterebbe poco a smantellarli con ridi-stribuzione abitativa. Come quello della prostituzione ormai solo di immigrate. Servono a sfogare i più bassi istinti della popolazione italiana. Falsi problemi, a distogliere l?attenzione dai veri problemi”.

Per Andrea Uscieri, residente in uno dei campi nomadi di Vicenza, e considerato ?zingaro? anche dopo 50 anni, solo manifestando assieme si possono chiudere tutti i campi nomadi d?Italia
I NOSTRI PROBLEMI SONO DI GIUSTIZIA SOCIALE
Andrea Uscieri, residente nel campo nomadi comunale di via Cricoli, confortato dalla grande partecipazione alla manifestazione trova il coraggio di dare testimonianza: ?Abito qui dal 1957 ? rivela , – siamo cittadini vicentini, non abbiamo diritti? Dopo 50 anni non abbiamo amici e ci chiamano ancora zingari. Questo vuol dire che c?è pre-giudizio verso di noi e verso i nostri figli. Vogliamo che i nostri problemi non siano considerati da ?zingari? ma da ?persone? ed affrontati nell?ottica della giustizia sociale. Siamo andati diverse volte ad affrontare la nostra situazione, di 140 Sinti, con l?assessore ai Servizi Sociali Piazza, ma non è servito a niente, lui applica la politica del sindaco Hüllweck che ci tratta male perché vuole farci andare via e liberare Vicenza dalla nostra presenza. Ma dopo 50 anni non so più dove andare. Solo mettendoci assieme, Rom e Sinti, e coinvolgendo la ?società civile? possiamo risolvere i nostri problemi, facendoli diventare problemi di tutti. Tutti assieme a manifestare per una giustizia sociale, per i diritti di tutti?.

Lucrezia Broidic, Sinta Tich, comunità in Italia dal 1930, arriva dal Polesine, con famiglia e amici, a portare solidarietà ai fratelli di Vicenza
LA QUESTIONE ROM E? PRIMA DI TUTTO DONNA
?Ho vissuto anch?io nei tuguri dei ?campi nomadi? di Padova ? afferma Lucrezia Broidic ? e solo dopo enormi sacrifici sono riuscita a trasferirmi in Polesine con la mia famiglia, ad acquistare un terreno edilizio e, nonostante una ordinanza di sgombero per la campina che vi avevamo posizionato, siamo riusciti a prendere dimora stabile ed adesso abbiamo quasi gli stessi problemi che hanno tutti i ?gagi? del paese dove viviamo. Io credo che come in tutte le minoranze oppresse, in Italia e nei Paesi del Sud del mondo, la questione femminile sia prioritaria e non vada ritardata a dopo la ?liberazione?, che proprio non si sa se e quando arriverà. Anzi, è proprio inve-stendo sulle e con le donne che si possono facilitare i processi di integrazione sociale?.

Dario Fo prim?attore, coi suoi ottant?anni di resistenza civile, partecipa attivamente alla manifestazione
MORTE ACCIDENTALE DEL POPOLO ROM?
?Se non interveniamo subito come società civile ? afferma Dario Fo prima della sua esibizione sul palco, alla fine del corteo ? la nostra epoca riuscirà in quello che non è riuscito neanche ai nazi-fascisti durante la seconda guerra mondiale: lo sterminio delle popolazioni Rom e Sinte. Una vera e propria ?morte accidentale del popolo Rom?. Che è, fuori di metafora, ?istituzionale?. La mia ?attenzione? verso queste popolazioni deriva anche dal fatto che nei miei studi di teatro ho scoperto che i ?guitti? erano discriminati nel Cinquecento come gli ?zingari? e dovevano, per esempio, portare vestiti da essere subito riconoscibili. Oggi, dopo 500 anni, i guitti possono accedere al premio Nobel, gli “zingari” solo ai campi nomadi”.

I Rom sono il ventre molle anche nel settore dell?immigrazione?. Samb Serigne, dirigente nazionale Associazione Immigrati pone la questione Rom come prioritaria sui Diritti Umani
I DIRITTI UMANI DEI ROM COME PRIORITA?
?Solo negli ultimi anni le associazioni di e per immigrati hanno posto la ?questione Rom? come prioritaria perché sono i più discriminati anche dalla legge Bossi-Fini, «ispirata dalla filosofia dello scontro di civiltà» e che «incita alla discriminazione e alla criminalizzazione» dell’immigrato, secondo il Relatore Speciale per i Diritti Umani del-l’ONU in visita in Italia lo scorso ottobre. Ed allora dobbiamo partire da qui, da questi nostri fratelli, per cominciare a rivendicare diritti di cittadinanza attiva per tutti. Concittadini nello stesso Paese?.

Franco Giordano, segretario di Rifondazione Comunista: ?A Vicenza una grande manifestazione pacifica per il diritto alla pace dei nostri concittadini Rom e Sinti?
?IL GOVERNO ASCOLTI IL SUO POPOLO?
?Sui ?campi nomadi? di Vicenza, e su quelli su tutto il territorio na-zionale, il Governo ascolti il suo popolo?, Franco Giordano, Segre-tario di Rifondazione, vuole rassicurare Prodi: ?La manifestazione di oggi ? assicura ? è pacifica e non violenta com?è nel Dna del mo-vimento pacifista e dei cittadini impegnati a salvaguardare i nostri concittadini reclusi ed esclusi nei ?campi nomadi?. Sono certo che dopo la manifestazione il Presidente del Consiglio avrà elementi per valutare positivamente le istanze che vengono dalla città, linee guida per tutta la nazione?.

Il Cardinale Camillo Ruini, presidente CEI, rivendica alla Chiesa un ruolo di ?traino? morale sugli zingari che sono finalmente considerati persone
PER UNA PASTORALE DEL POPOLO DEGLI UOMINI
Con la parabola della ?vigna? il cardinale Ruini, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, descrive per metafora come dovrebbe essere l?accettazione degli zingari nella società italiana: ?Quando venne il momento di pagare gli operai, per il lavoro pre-stato nella vigna, alcuni di essi protestarono perché gli ultimi arrivati ?solo al pomeriggio, erano retribuiti con la stessa mercede degli altri ?che lavoravano dalla mattina?. ?Ecco ? spiega il Cardinale ? con questa parabola il Signore Nostro volle rivelare che anche quelli che arrivano ultimi e lavorano meno hanno pari diritti e dignità degli altri. Proprio come gli ?zingari? e per guidarli sulla giusta strada abbiamo fondato anche la ?pastorale degli zingari? ed anche l’Opera Nomadi è nata a Bolzano nel 1963 da don Bruno Nicolini”. Il Cardinale partecipa alla manifestazione nazionale con la celebrazione della santa messa presso il Duomo di Vicenza, alle ore 18.

Gianfranco Bettin, leader dei Verdi del Veneto, pone la “questione Rom? come questione morale del Governo, locale e nazionale
?SUI CAMPI NOMADI PONIAMO LA FIDUCIA AL GOVERNO?
Non transige Gianfranco Bettin, sulla questione Rom ?più che sul ponte sullo stretto di Messina, pone la fiducia al Governo, appog-giato dal Segretario nazionale Pecoraro Scanio: ?Dopo trent?anni i ‘campi nomadi’, luoghi di ‘segregazione etnica’ per il Consiglio d?Europa e un ‘mix tra favelas e bidonville’ secondo l?Onu, devono essere smantellati con redistribuzione abitativa concordata coi residenti. Uno Stato che non riesce a fare politiche di inte-grazione sociale per una minoranza etnica, lo 0,3% della popo-lazione, che dopo cinquecento anni continua ad essere discriminata ed esclusa, non è uno Stato di Diritto. Ed a questo Stato, a queste Giunte ?come quella di Schio che abbiamo fatto saltare per il fossato anti-nomadi, poniamo la fiducia sullo smantellamento dei campi nomadi?.

Il presidente dell?Opera Nomadi Massimo Converso annuncia lo scio-glimento nel movimento della più grande, e storica, associazione a tutela dei Rom e Sinti d?Italia
OPERA NOMADI: PIONIERI DI GIUSTIZIA SOCIALE
?Noi dell?Opera Nomadi ? ha spiegato il presidente dell?associazione in corteo con centinaia di attivisti Opera Nomadi – siamo stati pionieri di una tutela verso i Rom/Sinti come popolazioni più discriminate d?Europa. Ora la ?questione Rom? è uscita da una nicchia di pochi e passionevoli attivisti di diritti umani ed ?attraversa? in modo paritario tutte le forze partitiche, sindacali e sociali. La manifestazione di Vicenza dimostra che anche i pregiudizi sono stati drasticamente ridotti e che i Rom/Sinti sono considerati nostri concittadini, portatori di diritti come altre minoranze e perfettamente in grado -anche numericamente, di rappresentare le proprie istanze: non sono più soggetti svantaggiati. Abbiamo esaurito la nostra missione e ci sciogliamo nel “movimento”. Quello dell?intercultura, della tutela dell?ambiente, dei rifugiati politici ed economici, della giustizia per il Sud del pianeta, dell?architettura sinergica, della giustizia economica, del rispetto e salvaguardia della flora e della fauna, della difesa dalle droghe di Stato (alcool e tabacco)?

Gabriele Polo, direttore de ?il manifesto?, a Vicenza per rivendicare il contributo della stampa alla ?campagna? di liberazione dei Rom/Sinti dai ?campi nomadi? e dalla discriminazione sociale
LA STAMPA PER I DIRITTI NON PER LA DISCRIMINAZIONE
?Abbiamo aderito alle ?raccomandazioni del Consiglio d?Europa già nell?anno 2003 ? spiega il direttore de ?il manifesto? Gabriele Polo, – e co-firmato la ?Carta di Torino?, a dicembre dello stesso anno, per la tutela giornalistica delle popolazioni Rom e Sinte, di cui si dava notizia solo per fatti di cronaca nera o di incitamento all?intolleranza. D?altronde me lo diceva sempre Luigi (Pintor, NDR): sei un po? lento ma quando ci arrivi ci arrivi, non come quel polentone di P-Sullo. Da quel momento si è verificato come un effetto-domino, altri giornali ci hanno seguito e , finalmente, la ?questione rom? è diventata politica e sociale. Se sono andato recentemente a ?Matrix ? continua il direttore ? è stato proprio come esperto di una tematica che nel nostro giornale è stata ed è metodicamente affrontata. La questione Rom è politica, non folcloristico-musicale, e per questo va affrontata dal punto di vista delle associazioni politiche, per i diritti civili, e non con interviste a musicisti od antropologi”.

In fotografia: lo striscione di apertura della manifestazione, sostenuto da noti esponenti dell’Opera Nomadi

Riferimenti: A Vicenza contro i ?campi nomadi?

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A Vicenza contro i ?campi nomadi? del governo Prodi

16 Febbraio 2007 Nessun commento


Sabato 17 febbraio a Vicenza per la più grande manifestazione nazionale, ed Europea, per i diritti di cittadinanza delle popolazioni Rom e Sinte: le più discriminate e sottoposte ad atti di violenza razziale, anche secondo l?ultimo monitoraggio del Consiglio d?Europa. Sono previste 80.000 persone a manifestare pacificamente per la chiusura dei ?campi nomadi? e per politiche di accoglienza e di integrazione sociale, oltre i pregiudizi secolari.
La ?società civile? italiana, dopo le recenti violenze di Opera, il patto di ?schiavitù? del Triboniano di Milano e gli sgomberi abusivi di Roma (in linea con la politica degli sgomberi a ruspa del sindaco Cofferati di Bologna), si fa corpo sociale e indica la strada da percorrere per attivare diritti di cittadinanza per i Rom/Sinti: smantellamento im-mediato dei ?campi nomadi?, riconoscimento di minoranza etnico-linguistica, ufficio governativo nazionale per attivare progetti di facilitazione sociale: nella scuola – habitat – lavoro – sanità – riconoscimento culturale, cittadinanza per i Rom immigrati da cinque anni o con figli nati in Italia da almeno due anni.

IL NUOVO GOVERNO
Il nuovo governo di centro-sinistra, come da programma elettorale, aveva promesso di smantellare i ?campi nomadi? che da trent?anni squalificano l?Italia a livello europeo, e di cominciare finalmente ad attuare una politica di integrazione sociale rispetto i Rom/Sinti. Col-mando anche le lacune del 1999 quando, aveva negato il riconoscimento di minoranza etnico-linguistica ai 130.000 Rom/Sinti rispetto ai 30mila ladini o 3217 Catalani. Ma con indecorosa amnesia, come per il ritiro delle truppe dall?Afghanistan, il Governo Prodi ha chiosato sui ?campi nomadi? costringendo la ?società civile? a scendere in piazza a partire da Vicenza dove ci sono due campi comunali di segregazione etnica (in via Cricoli e via Diaz) emblema di un territorio estremamente intollerante con le manifestazioni anti-zingari di Piovene Rocchette ed il caso di Schio con il fossato anti-nomadi. Una manifestazione di richiamo alla responsabilità al Governo ed al patto elettorale di giustizia sociale in ossequio alla Dichiarazione dei Diritti Umani.

LA MANIFESTAZIONE NAZIONALE
Opera Nomadi, Arci, Legambiente, padri Comboniani e Saveriani, No Tav, No Mose, ?Facciamo breccia?, Agesci, Boy scout, L?isola non trovata, Punto Rosso, Libera contro le mafie, Salva la Costituzione, Cobas, Capodarco, Papa Giovanni XXIII, Pantagruel è solo e lotta assieme a noi, Lega per i Diritti dei Popoli, Attac, Sinistra Giovanile, Tigrotti della Malesia, la Sindrome di Peter Pan, Finché Alzheimer non ci separi, Giovani Comunisti, Gruppo Abele, Commercio Equo e so-lidale, Clericali anti-fascisti, Più case meno chiese, Comitato De-leuze-Guattari, Psiup, Sottosopra, Siulp, Asgi, Ics, Un ponte per?, Alice nella bolla, Beati costruttori di pace, Questione Donna, Migrantes, Associazioni Immigrati Nazionale, Gran Tempio d?Oriente, Chiesa Evangelica, Auser, Fronte del Porto, Pirati della filibusta, Dissidenti Acli, sono le associazioni capofila che hanno indetto la manifestazione per smantellare i ?campi nomadi? di Vicenza e da lì a livello nazionale.

NO ALLA POLITICA DEI ?CAMPI NOMADI? DEL GOVERNO PRODI

PER LO SMANTELLAMENTO DEI ?CAMPI NOMADI? DI SEGREGAZIONE RAZZIALE (SECONDO IL CONSIGLIO D?EUROPA)

PER LA RIDISTRIBUZIONE ABITATIVA IN APPARTAMENTI, CASE E MICROAREE RESIDENZIALI

17 febbraio tutte/i a VICENZA ore 14 Piazzale della Stazione
PER DIRE NO AI ?CAMPI NOMADI? SI AI DIRITTI DI CITTADINANZA

DOPO 500 ANNI BASTA DISCRIMINAZIONI
Ad esse hanno aderito tutte le altre associazioni sui Diritti Civili presenti in Italia, per promuovere verso i Rom/Sinti un patto di cittadinanza attiva in dettato alla Costituzione Italiana: ?Dopo 500 anni di discriminazione nessuno sarà più complice di politiche segregative verso i Rom/Sinti?, scrive il manifesto di convocazione della manifestazione.

ARTICOLO 3 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
E? compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine eco-nomico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l?eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l?ef-fettiva partecipazione di tutti i lavoratori all?organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

A Vicenza fervono i preparativi
NOI VICENTINI DA SEMPRE CONTRARI AI ?CAMPI NOMADI?
In avanscoperta tra il popolo che si appresta a scendere in piazza sabato: Amato e Rutelli sbagliano a considerare i ?campi nomadi? una questione marginale. L’ex sindaco Variati: c’è un’enorme delusione per il governo Prodi
Vicenza, 15 febbraio. Dall?inviato speciale

È ancora sonnacchiosa, Vicenza, alle nove del mattino. I ritmi sono quelli di una giornata primaverile. La stazione è tappezzata di manifesti che ricordano la manifestazione di sabato. Camminando verso il centro si incrociano persone frettolose, qualche studente ritardatario e qualche signora che si appresta allo shopping prima della chiusura pomeridiana del mercoledì. Al bar sotto i portici vicino a piazza dei Signori, e dietro al comune si chiacchiera piuttosto vivacemente. Naturalmente della manifestazione di sabato. Ci sono due signore sulla sessantina che affermano convinte che loro ci saranno perché «siamo stanche di campi nomadi». La terza donna del gruppo, più giovane, sostiene che «bisogna essere in tanti per fargliela capire al governo che gli zingari sono nostri concittadini». La cosa più irritante è che noi abbiamo votato tutte, posso dirlo vero? – chiede alle amiche che annuiscono – per Prodi. Per la Margherita». E adesso «ci ritroviamo fregate su un punto prioritario del pro-gramma», interviene la più giovane, Mirella.
L’idea che ci si fa dopo una giornata a Vicenza è quella di una città in fermento. I manifesti ricordano la manifestazione di sabato, ma poi ci sono la miriade di manifesti di altre iniziative collegate. Proprio martedì sera c’è stato un presidio rumoroso davanti al palazzo municipale: oltre trecento persone si sono ritrovate soltanto con il tam tam delle telefonate e di internet. Nelle sale dei consigli di quartiere si discute, nei bar si discute. Nelle parrocchie ci si ritrova per discutere. Si preparano gli striscioni per sabato. Le famiglie per la pace, e per l?integrazione sociale dei Rom/Sinti, hanno incontrato parroci e cattolici.
L’ex sindaco di Vicenza, Achille Variati, esponente della Margherita veneta e vicepresidente del consiglio regionale, dice che «qualcosa sta succedendo in città». Una città cui è profondamente legato e che ha guidato fino al 1995. «Sono passati tanti anni – aggiunge ? è ora di attuare politiche di convivenza». Del resto lui si è schierato apertamente contro i ?campi nomadi?. «Erano campi sosta tem-poranei ma quando i Sinti hanno perso il lavoro da giostrai e sono diventati stanziali, abbiamo approntato progetti di villaggi e di microaree attrezzate – dice ancora Variati ? progetti che sono stati bocciati dalle seguenti giunte di centro-destra e tralasciati dal Governo centrale».

Sabato è prevista una mobilitazione pacifica e civile, lo ribadisce Cinzia Bottene del Comitato per i Diritti civili, «siamo gente normale, che manifesterà pacificamente perché preoccupata della discri-minazione presente nel nostro territorio, campi nomadi come campi di concentramento». Quindi aggiunge che «la delusione che pro-viamo è enorme. Ma chi ci accusa di antipolitica ci offende una se-conda volta. Per evitare di affrontare il nocciolo della questione che è uno solo: il governo non ha tenuto conto del parere della gente. Questo governo – insiste – il mio governo, non ha rispettato il suo mandato, che è quello di smantellare i campi nomadi in tutta Italia».
Intanto fervono i preparativi per sabato. «Questa – dice Albino Bizzotto dei Beati costruttori di pace – non è una delle solite mani-festazioni che si fanno in giro. Qui sta avvenendo una cosa straordinaria e questo governo non se ne accorge, non vuole vedere. Qui si sta esercitando la vera democrazia. Si discute, si formano capannelli per parlare dei pregiudizi e degli stermini degli zingari. I giovani si ritrovano a gruppi per leggere insieme l’articolo 3 della Costituzione che dice che siamo tutti uguali e che ?E? compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l?eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l?effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all?organizzazione politica, eco-nomica e sociale del Paese?, cioè rimuovere i campi nomadi».
Vicenza sembra politicamente abbandonata, lo sottolinea Nereo Turati dell’Opera Nomadi locale, «prima dal governo Berlusconi, poi dal sindaco Hullweck e adesso anche dal governo Prodi». In compenso però la città «ha trovato tanti altri amici», che sono le decine di migliaia di persone che arriveranno sabato. Cittadini, comitati, associazioni, lavoratori, studenti, gruppi, gruppetti, artisti. Tutti insieme per dire no ai campi nomadi sì alla cittadinanza attiva.

I ?CAMPI NOMADI” CONDANNATI DAL CONSIGLIO D’EUROPA
Archivio Romano Lil, 28 maggio
24 Aprile 2006, Roma, Strasburgo, Budapest. In una decisione resa pubblica oggi, il Comitato Europeo per i Diritti Sociali (ECSR) ha deciso che l?Italia sistematicamente viola, con politiche e prassi, il diritto di rom e sinti ad un alloggio adeguato: ?le politiche abitative italiane sono di esclusione e di apartheid sociale, bloccano l?integrazione dei Rom, a li condannano alla segregazione su base razziale. In numero-si ?campi nomadi? si riscontrano condizioni abitative estremamente inadeguate, che sono una minaccia per la salute e per la stessa vita dei residenti nei campi?.

IL PAESE DEI ?CAMPI?
Per il solo fatto di esistere i ?campi nomadi? producono malattia, ?morte sociale?, devianza e conflitti, anche nel territorio. Sono “lager”, campi di concentramento per Rom/Sinti vittime di una guerra, alimentata da pregiudizi, che dura da cinquecento anni.
In tutta Europa l?Italia è conosciuta come ?il paese dei campi?, l?unica nazione che perpetua una politica di segregazione etnica con l?internamento di intere famiglie nei cosiddetti ?campi nomadi?. Nati negli anni settanta del secolo scorso, da contenitori di umanità per l?emergenza si sono trasformati in campi di concentramento Istitu-zionali: nuovi ?zigeuner lager? dove non c?è bisogno di ?soluzione finale? perché i Rom e Sinti vi muoiono lentamente di diritti negati, di esclusione continua e determinata dall?accesso al lavoro, alla casa, alle cure sanitarie, di perdita dei pochi diritti di cittadinanza? di induzione alla devianza ed alla criminalità. La disoccupazione, ed il lavoro irregolare, dei 140.000 Rom e Sinti d?Italia, arriva al 60%, la dispersione scolastica al 75% (solo dodici laureati), la speranza di vita alla nascita è inferiore ai 60 anni, rispetto ai 75 degli italiani. I popoli e gruppi ?differenziati? dal regime nazi-fascista (Ebrei, Zingari, omosessuali, testimoni di Geova, disabili) sono stati tutti riabilitati ad eccezione degli ?zingari? che sono ancora considerati ladri, delin-quenti, asociali.. Addirittura sottoposti a ?trattamento differenziale? poiché la società italiana ritiene che non facciano parte della ?co-mune umanità?. Ancora considerati “criminali” e “asociali” e costretti per questo a firmare patti di “legalità e socialità” per risiedere, in roulotte o container, in “campi comunali” presidiati 24 ore al giorno da Polizia e volontari sociali.

_____________alcune dichiarazioni significative_____________

Il ministro della salute Livia Turco promette l?impegno del governo per il riconoscimento di minoranza etnico-linguistica ed una deroga alla legge sulla cittadinanza per Rom e Sinti
SIAMO TUTTI UNA FAMIGLIA: DIAMOCI UNA MANO
?Sono solidale con la manifestazione ma per sostegno a Prodi non posso essere a Vicenza per lo smantellamento dei ?campi nomadi?, afferma il ministro Livia Turco. ?Comunque, non solo la sinistra ma tutto il partito dei DS, sta affrontando la questione Rom nella sua complessità, come promesso in campagna elettorale. Abbiamo gravi colpe da farci perdonare, come di avere soggiaciuto, col governo di Centro-sinistra, ai ricatti della Lega Nord nel 1999 negando solo ai Rom/Sinti il riconoscimento di minoranza etnico-linguistica. Ma ab-biamo cercato di riparare con la Turco-Napolitano inserendo una specifica sui Rom immigrati. Legge che poi è stata sormontata dalla Bossi-Fini che li ha di nuovo discriminati con la ?sanatoria? del 2001 che ha regolarizzato 700 mila immigrati escludendo solo i 30mila Rom. Adesso stiamo cercando di convincere il ministro Amato che con la nuova legge darà la cittadinanza a 800mila immigrati escludendo ancora, con la frase ?lavoro regolare?, 30mila Rom in Italia anche da trent?anni. Cittadinanza ai Rom immigrati e riconoscimento di minoranza etnico-linguistica sono i primi due punti in agenda sulla questione Rom. Siamo tutti una grande famiglia ed è un dovere aiutare i nostri fratelli più svantaggiati?.
L?Unità, 15 febbraio, Michele Serra

Il leader dei disobbedienti Luca Casarini accusa le forze dell?ordine di complicità e contiguità con i Leghisti che bruciano le tende ed insultano i bambini rom di Opera
AD OPERA NIENTE POLIZIA A VICENZA SQUADRONI ANTI-TERRORISMO E FORZE SPECIALI
“Non siamo come i Leghisti di Opera – afferma Luca Casarini – che bruciano tende, insultano, sputano e assediano vigliaccamente 77 Rom Romeni, di cui 37 bambini, alloggiati temporaneamente su un ?campo? della Protezione Civile: lì Prefetto, Questore ed Istituzioni sono stati zitti e complici. Lì le leggi per pratiche e incitamento all’odio razziale sono perfettamente ignorate: in tutta Italia vengono sgom-berati i Rom da insediamenti irregolari ma ad Opera il presidio abu-sivo contro i Rom è stato lì per un mese e mezzo. Saremo a Vicenza per protestare civilmente e pacificamente contro i ?campi nomadi? di segregazione razziale in cui sono rinchiusi i nostri con-cittadini Rom e Sinti, in compagnia di decine di migliaia di poliziotti, e di squadre antiterrorismo, pronti a ?caricarci? e ad arrestarci, magari per ?grida sediziose? o striscioni considerati abusivi.
Radio Sherwood, notiziario ore 13 del 15 febbraio

Riferimenti: Vicenza contro i ?campi nomadi?

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L?Opera Nomadi propone un ?patto sociale? al ministro Ferrero

7 Febbraio 2007 Nessun commento


7 febbraio. L?Opera Nomadi, come risposta al ?patto di legalità? delle istituzioni milanesi lancia un ?patto sociale? tra Istituzioni e Rom/Sinti. Un ?patto? per uscire dalle nebbie dell?intolleranza e del pre-giudizio ed affrontare la ?questione Rom? che è prima di tutto morale e sociale. Basta la volontà politica a promuovere progetti di integrazione a 360°, a favore di una popolazione di circa 150 mila persone che rappresenta lo 0,3% della popolazione italiana. Rom e Sinti che dopo 500 anni, e dopo lo sterminio nazi-fascista, continuano ad essere le minoranze più discriminate e sottoposte ad atti di violenza razziale d?Europa. Ed allora occorre rimuovere i pre-giudizi che stanno alla base dell’esclusione sociale e cominciare a costruire ponti, a partire da un ?patto sociale?, di giustizia e pari opportunità, in dettato alla Costituzione Italiana.

ARTICOLO 3 DELLA COSTITUZIONE ITALIANA
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
E? compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l?eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l?effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all?organizzazione politica, eco-nomica e sociale del Paese.

Per un ?patto sociale? fra Istituzioni e Rom/Sinti
LETTERA APERTA DELL?OPERA NOMADI AL MINISTERO DELLA SOLIDARIETÀ SOCIALE

Poiché all?incontro del 25 gennaio presso il Ministero della Solidarietà Sociale, abbiamo preferito far intervenire i Rom/Sinti e poi, non c?era più tempo per effettuare il nostro intervento, riportiamo di seguito alcuni punti che vorremmo focalizzare. Si è parlato di Racco-mandazioni, di Carta dei Diritti, di Ratifiche e mancate Ratifiche, di minoranza linguistica o etnico linguistica, di apolidia, di partecipa-zione, tutte questioni sacrosante e importanti per la tutela dei diritti dei Rom e dei Sinti e che riguardano le legislazione.

L?OPERA NOMADI A TUTELA DI ROM E SINTI
L?Opera Nomadi è nata nel 1966 a tutela dei Rom/Sinti e Camminanti, nello spirito della Dichiarazione dei Diritti Umani ed è stata rico-nosciuta Ente Morale nel 1970. E? attiva in 32 città d?Italia con progetti di integrazione e di tutela dei diritti dei Rom/Sinti.
A partire da Padova:
- dove l?Amministrazione Comunale ha sottoscritto formalmente nel luglio 2005 una dichiarazione per lo smantellamento delle aree nomadi comunali ed inserimento delle famiglie nelle abitazioni e nelle microaree a famiglia allargata (come il progetto del Villaggio della Speranza con l?autocostruzione);
- dove la frequenza dei bambini a scuola è del 100 % (e tutti riescono ad ottenere la licenza di III^ media), grazie al Progetto di inserimento scolastico e alla continua mediazione scuola-famiglia (come da Protocollo d?Intesa Nazionale sottoscritto dall?Opera Nomadi con il Ministero dell?Istruzione il 22 giugno 2005);
- dove sono stati attivati corsi per l?ottenimento della licenza di scuola media anche per chi l?aveva abbandonata nel passato e si fa anche alfabetizzazione agli adulti;
- dove sono state costituite cooperative per la raccolta di materiali ferrosi e vengono effettuati inserimenti nelle cooperative di pulizie.
Passando per tutta una serie di esperienze positive in tante altre città d?Italia, arrivando a ROMA:
- dove sono stati istituiti quattro mercatini ?romanò? gestiti dalle famiglie Rom;
- dove, esistono cooperative di lavoro: dalla raccolta del ferro al giardinaggio, alle cooperative di donne Rom;
- dove esiste uno sportello di consulenza legale;
- dove esistono progetti di scolarizzazione;
- dove esiste uno sportello di avviamento al lavoro per Rom e Sinti.

POSSIAMO DIRE che per noi dell?Opera Nomadi, che lavoriamo quotidianamente all?interno dei ?campi nomadi?, nella scuola e nella ricerca di lavoro, nei progetti di integrazione sociale, la soluzione dei problemi di base che riguardano i Rom e i Sinti dipende esclusi-vamente dall?assunzione di una forte volontà politica da parte di Amministratori locali in questa direzione, quella volontà politica espressa appunto dal Ministero della Solidarietà Sociale nella persona del Ministro Ferrero.

UN PATTO SOCIALE CON I ROM/SINTI
Da qui lanciamo, dunque, come risposta al ?patto di legalità? di Milano, il nostro ?patto sociale? tra amministrazioni locali (Regioni, Province, Comuni) e i Rom e i Sinti per:
1)- Il riconoscimento di minoranza etnica e linguistica.
2)- Il superamento dei campi nomadi, che si trasformano in sacche di emarginazione e in veri e propri lager.
3)- La ricerca di soluzioni per l?inserimento nelle abitazioni per chi ne fa richiesta o individuare microaree per famiglia allargata sempre per chi ne fa richiesta.
4)- Che ogni comune, con l?intervento di mediatori culturali Rom/Sinti e non, si dichiari disponibile a provvedere ad accogliere una o più famiglie Rom/Sinte a seconda del numero di abitanti presenti nel territorio, evitando così il peregrinare continuo di famiglie alla ricerca o di un posto stabile o per svernare.
5)- L?attivazione di progetti di inserimento scolastico con l?impiego di mediatori culturali Rom/Sinti e non, per stabilire un?efficace rapporto scuola/famiglia e favorire l?attuazione di una didattica interculturale.
6)- L?attivazione di percorsi di formazione al lavoro e percorsi di inserimento lavorativo, tenendo conto delle esigenze e delle attitudini dei Rom/Sinti presenti nel territorio.

Questo ?patto? permette l?assunzione dei diritti e dei doveri di cittadinanza attiva da parte dei Rom e dei Sinti uscendo dalla logica assistenziale negativa degli anni passati.
Interventi dunque a 360 ° a favore di una popolazione di circa 150 mila persone che rappresenta lo 0,3 % della popolazione italiana.

7 febbraio 2007
Per l?Opera Nomadi Nazionale
Renata Paolucci

Segreteria Tecnica Nazionale
Tel. 06/44704749 Fax. 06/49388168
operanomadinazionale@virgilio.it

Riferimenti: La linea politica dell?Opera Nomadi

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Schedati i nomadi di Triboniano

3 Febbraio 2007 Nessun commento


Milano 2 febbraio. Sono stati consegnati i primi tesserini identificativi delle 180 persone che abitano al ?blocco 1? della ristrutturazione del ?campo Rom” Triboniano, diviso per tre. Firma del patto di ?legalità e socialità?, presidio sociale e delle forze dell?ordine 24 ore su 24, tesserino identificativo, espulsioni per chi trasgredisce le regole, le Istituzioni milanesi, lanciano un progetto pilota all?attenzione nazionale: ?L?Italia intera ci guarda?.

______note dall’articolo a seguire___________________________

DENUNCIATO ALLA QUESTURA PER OSPITALITA? A PARENTE
Il vicesindaco Riccardo de Corato e l?assessore alle Politiche sociali Mariolina Moioli hanno incontrato di nuovo la «comunità» di Tribo-niano per mettere in chiaro, per l?ultima volta, quelle regole del cam-po che l?amministrazione, Don Virginio Colmegna e i volontari della Casa della carità stanno cercando di far rispettare. «Non si possono ospitare persone nel campo, senza avvertire la polizia, che presidia il campo 24 ore al giorno, o i volontari, alcuni dei quali passano la not-te in Triboniano, o noi» ribadisce De Corato. Qualche giorno fa, infat-ti, una famiglia rom aveva ospitato in segreto due parenti. La cosa è stata denunciata alla questura e le persone sono state allontanate. Quasi a riproporre le leggi speciali antiterrorismo degli anni ottanta.

LA VIOLENZA DI DON COLMEGNA
«È prevista l?espulsione immediata per chi usa la violenza, manda i bambini a chiedere l?elemosina o usa qualsiasi tipo di coercizione. Sarò il primo a venire a prendervi e a buttarvi fuori», minaccia Don Colmegna. I rom applaudono, sorridono e ringraziano.

ASSIMILAZIONE TIPO MARIA TERESA D?AUSTRIA
Non solo, per le donne sono previsti anche una serie di incontri con i volontari della Casa della carità, mediatori culturali e un antropologo che insegnerà loro a prendersi cura di sé e dei bambini. Cura di sé che si traduce anche in pulizia del campo: «Solo voi potete sfatare il mito della sporcizia – esorta il vicesindaco -, fate vedere che avendo lavandini, docce, bagni, tutto funziona… De Corato fa un ultimo sopralluogo al campo 1, le donne stanno spazzando davanti alle loro «case», aprono la porta per dimostrare che sono pulite, mentre gli uomini ringraziano.
1758- Maria Teresa d?Austria vara la legge di assimilazione: tutti i bambini zingari vengono sottratti alle famiglie per essere educati a carico dello Stato.

Schedati i nomadi di Triboniano: da lunedì si entrerà col «badge»
di Marta Bravi – il Giornale.it, 3 febbraio

Continua il lavoro di regolarizzazione e sistemazione dei rom di via Triboniano. Sistemato il campo 1, che ospita 170 persone ora tocca al numero 2. Intanto ieri sono stati consegnati i primi tesserini iden-tificativi (130), con foto, nome e cognome, numero di campo e di con-tainer, delle 178 persone che abitano nel campo 1. Da mercoledì in-vece altri 80 rom dovrebbero entrare nei 15 container già sistemati, cui manca solo l?allacciamento. Poi si passerà al campo 3, che ospi-terà una cinquantina di roulotte. Le strade interne verranno asfalta-te, l?area dove sorgeva in origine il campo sarà sgomberata e bonifi-cata. Di topi, baracche e roulotte vecchie rimarrà solo il ricordo. Al lo-ro posto un prato verde, zona franca che separerà romeni e milanesi.

Ieri il vicesindaco Riccardo de Corato e l?assessore alle Politiche sociali Mariolina Moioli hanno incontrato di nuovo la «comunità» di Triboniano per mettere in chiaro, per l?ultima volta, quelle regole del campo che l?amministrazione, Don Virginio Colmegna e i volontari della Casa della carità stanno cercando di far rispettare. «Non si possono ospitare persone nel campo, senza avvertire la polizia, che presidia il campo 24 ore al giorno, o i volontari, alcuni dei quali pas-sano la notte in Triboniano, o noi» ribadisce De Corato. Qualche giorno fa, infatti, una famiglia rom aveva ospitato in segreto due parenti. La cosa è stata denunciata alla questura e le persone sono state allontanate. «Se dovete ospitare delle persone – spiega il vicesindaco – potete farlo per qualche giorno, ma ci dovete avvertire. Il Comune è responsabile del campo e delle persone che ci sono dentro. E voi lo siete nei confronti dei vostri amici rom, che aspettano di essere sistemati come voi». «È prevista l?espulsione immediata per chi usa la violenza, manda i bambini a chiedere l?elemosina o usa qualsiasi tipo di coercizione. Sarò il primo a venire a prendervi e a buttarvi fuori», minaccia Don Colmegna. I rom applaudono, sorridono e ringraziano.

«Per la prima volta – commenta Mariolina Moioli – le donne mi hanno sorriso e mi hanno chiesto di aiutarle a trovare un lavoro». «Vi aiuteremo a cercare un lavoro – dice poi rivolgendosi a loro – ma serve anche che chi l?ha trovato ci dica esattamente cosa fa. Così come verifichiamo che tutti i bambini vadano a scuola». Non solo, per le donne sono previsti anche una serie di incontri con i volontari della Casa della carità, mediatori culturali e un antropologo che insegnerà loro a prendersi cura di sé e dei bambini.
Cura di sé che si traduce anche in pulizia del campo: «Solo voi potete sfatare il mito della sporcizia – esorta il vicesindaco -, fate vedere che avendo lavandini, docce, bagni, tutto funziona. L?Italia intera ci guarda. Diamoci insieme una mano». La conclusione dei discorsi sono i fatti: De Corato fa un ultimo sopralluogo al campo 1, le donne stanno spazzando davanti alle loro «case», aprono la porta per dimostrare che sono pulite, mentre gli uomini ringraziano.

Riferimenti: No al patto di ?legalità?: Appello Nazionale

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?Campi nomadi? e tragedie annunciate: vergogna italiana

4 Gennaio 2007 Nessun commento


Napoli, 3 gennaio. Questa mattina all?alba due adolescenti, Nicolae e Cristina, sono morti nell?incendio della loro baracca, nel piccolo insediamento dei Rom Rumeni di Orta di Atella. L?Opera Nomadi Napoli ritiene che questa ennesima disgrazia annunciata sia da attribuire alle pericolosissime e malsane condizioni in cui vive la maggior parte dei Rom nei ?campi nomadi? in Italia. Il piccolo campo di Orta, come tutti gli altri delle province italiane, era costituito soprattutto di famiglie cariche di bambini, di persone bisognose, venute in Italia per darsi una prospettiva di vita diversa da quella offerta dai loro Paesi di provenienza.
Di fronte a questa ultima tragedia ed a queste emergenze, l?Opera Nomadi, esprimendo solidarietà alle famiglie delle vittime, chiede alle Prefetture interessate di predisporre centri d?accoglienza emer-genziali per superare la situazione drammatica dei campi nomadi, ed alla Regione l?approvazione in tempi rapidi della legge: Interventi a favore delle minoranze Rom, Sinti e Camminanti, e di provvedere di concerto con altri Enti Locali all? effettuazione di politiche sociali a medio e lungo termine.

Caserta: verso le 4 di mattina, a Orta di Atella
INCENDIO IN UN CAMPO NOMADI: MORTI 2 GIOVANI RUMENI
Caserta, 3 gennaio 2006 – Due giovanissimi sposi sono morti nel-l’incendio di una baracca a Orta di Atella, nel casertano: si tratta di una coppia di cittadini rumeni di etnia rom, Cristina Mihalache – 15 anni, e Nicolae Ihnunt Laurentiu -16 anni, che erano giunti nel cam-po rom da alcuni giorni per passare le feste con i parenti.
Si tratta di una piccola comunità di Rom Romeni (una cinquantina di persone) che vivono in venti baracche poste sotto i piloni dell?asse Nola-Villa Literno, in un ?fuori luogo?, tra rifiuti e campagna, lontano dai centri abitati distanti pochi chilometri.
Dagli accertamenti effettuati dai carabinieri di Aversa intervenuti sul luogo, è emerso che a provocare le fiamme all’interno della baracca in cui si trovavano i ragazzi sarebbe stata una sigaretta o una can-dela. Il materasso sul quale i giovani dormivano avrebbe quindi pre-so fuoco e gli adolescenti sarebbero morti nel sonno, intossicati dalle esalazioni. Le fiamme si sono propagate ad altre due baracche vicine, distruggendole completamente.

UNA MORTE ANNUNCIATA
Per il deputato di Rifondazione Comunista Francesco Caruso quella avvenuta nel “campo Rom” di Orta di Atella è stata una “morte an-nunciata”: “Fino a quando si lasciano intere comunità nel degrado e nell’abbandono più totale questa tragedie saranno, putroppo, all’or-dine del giorno. Delle morti di Orta di Atella siamo tutti responsabili perché non solo il razzismo ma anche l’indifferenza uccide”.

“CAMPI NOMADI” E TRAGEDIE ANNUNCIATE: UNA VERGOGNA TUTTA ITALIANA
Opera Nomadi Napoli, 3 gennaio 2007

Questa mattina all?alba è bruciato il piccolo insediamento dei Rom Rumeni di Orta di Atella e per due adolescenti, Nicolae e Cristina, non v?è stato scampo: morti bruciati nel loro letto.
L?Opera Nomadi ritiene che questa ennesima disgrazia annunciata sia da attribuire alle pericolosissime e malsane condizioni in cui vive la maggior parte dei Rom. Nei campi nomadi italiani, autorizzati e non, da decenni vivono centinaia di nuclei familiari abbandonati alle più aberranti condizioni di vita. Il piccolo campo di Orta, come tutti gli altri delle province italiane, era costituito soprattutto di famiglie ca-riche di bambini, di persone bisognose, venute in Italia per darsi una prospettiva di vita diversa da quella offerta dai loro Paesi di provenienza.
Viene da chiedersi cosa fanno le Istituzioni (Governo ed Enti locali) per queste famiglie. Per togliere i bambini dai cumuli d?immondizia e dai ratti e dar loro un luogo che possa dirsi casa. Per attuare politiche sociali per questi cittadini europei. A parte qualche minimo intervento locale, nulla è stato concretamente realizzato per garantire i diritti da sempre negati a queste persone.

Sarebbe ora che i nostri Governanti prendano atto che in Campania come in Italia si sta lentamente consumando, ormai da anni, una vera e propria emergenza umanitaria: l?abbandono ed il degrado totale del popolo Rom.
Di fronte a quest?ultima tragedia ed a queste emergenze, l?Opera Nomadi, esprimendo solidarietà alle famiglie delle vittime, chiede fermamente:
- alle Prefetture interessate di predisporre centri d?accoglienza e-mergenziali, anche utilizzando la Protezione Civile, per superare la situazione drammatica dei campi nomadi;
- alla Regione l?approvazione in tempi rapidi della legge: Interventi a favore delle minoranze Rom, Sinti e Camminanti, e di provvedere di concerto con altri Enti Locali all? effettuazione di politiche sociali a medio e lungo termine.

Esposito Vincenzo

Opera Nomadi Napoli
Via Sansevero 4, 80134 Napoli
Tel/fax: 081-455470 081-5443064
E-mail: operanomadinapoli@yahoo.it

Incendio campo nomadi: i politici si sfrenano con le dichiarazioni
Caserta sette, 3 gennaio
Se per i “normali” sgomberi a ruspe e demolizioni o per i “normali” incendi dei “campi nomadi”, per non dire dei buoni e numerosi progetti di integrazione sociale, le notizie sono eluse o riportate in pochissime righe, la cronaca si “scalda” per motivi umani.
“Verrà la morte e avrà i tuoi occhi”: occhi di giovani sposi.
Sulla morte dei due giovanissimi sposi le dichiarazioni del Gover-natore della Regione Campania, dell’Assessore Regionale alle Po-litiche Sociali, del Presidente del Consiglio Regionale, del Presidente della Provincia e del Sindaco di Caserta e, anzichenò, dell’Asso-ciazione Consumatori (tutti con le maiuscole).
Ma prima dell’incendio, dove erano?

In fotografia il luogo della tragedia, da Repubblica.it e Casertasette.it

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Noi dell?Opera Nomadi: anno 2007

1 Gennaio 2007 Nessun commento


Baktalò nevo bers, felice anno nuovo, alle 33 sezioni ed ai 600 soci, dal Consiglio Nazionale dell?Opera Nomadi. E che sia un anno di lavoro, di con-divisione e di com-unità sotto la nostra bandiera che è l??Ente Morale?, nello spirito della Dichiarazione dei Diritti dell?Uomo. L?Opera Nomadi è un?associazione dove confluiscono, dal 1966, le anime belle del ?volontariato sociale? d?Italia, a tutela di Rom, Sinti e Camminanti.

OPERA NOMADI
L?Opera Nomadi a tutela di Rom, Sinti e Camminanti, nello spirito della dichiarazione dei ?diritti dell?uomo?, è stata fondata il 21 settembre 1966, riconosciuta Ente Morale con decreto del Presidente della Repubblica il 26-3-1970. Lo Statuto è stato aggiornato in data 22 marzo 1998: ?L’Ente, con Sede Nazionale in Roma, è un’orga-nizzazione democratica che ha il fine di salvaguardare e valorizzare con ogni possibile forma d’intervento, diretto o indiretto, il patrimonio sociale e culturale delle popolazioni Rom, Sinte e Camminanti, comunemente denominate zingare, nomadi e viaggianti, nonché di fornire concreti strumenti di sostegno a favore delle stesse popo-lazioni?. Nell?anno 2006 l?Opera Nomadi è formata da 33 sezioni (e quattro gruppi referenti), con oltre 600 soci, nel territorio nazionale.

IL CONSIGLIO NAZIONALE
Il Consiglio Nazionale è eletto dall?Assemblea Nazionale ogni tre anni, ma non “dirige”, im-plementa, presta servizi e suggerisce. E’ il luogo della con-divisione, del confronto e partecipazione attraverso il lavoro: at-traversato e intrecciato di quello spirito di comunanza-phralipè caratteristico e fondante dell?Associazione.
Il 2007 sarà anche l?anno del rinnovo del Consiglio e delle cariche direttive e quindi un invito a tutti i Soci a riunirsi ed a partecipare ai coordinamenti regionali, ai convegni, alle manifestazioni in solidarietà alle sezioni, per arrivare preparati a questo rinnovo ma anche per dare più vigore e potenza all?Associazione. Perché più forte e com-patta è l?Associazione, più aumenta il peso politico.
Democrazia è partecipazione, confronto e con-divisione, a partire da un lavoro comune, in com-unità. Perché l?intero, l?unità, è superiore alla somma delle parti in cui è suddiviso. E? il famoso ?effetto comunanza?. La com-unione accresce il valore e la qualità oltre la somma algebrica in direzione quantica.

LO SPIRITO DI SERVIZIO
L?associazione Opera Nomadi è composta da paladini della giustizia, perché ?la solidarietà verrà quando abbracceremo la giustizia con senso di umanità?, e ?opera? con spirito di servizio a tutela dei Rom, Sinti e Camminanti. Uno spirito (un’anima) non altruistico ma per-sonalistico perché nessuno di noi ?opera? per salvare gli altri ma solo per salva-guardare se stesso:
?E’ il mio senso di giustizia e di umanità che mi spinge a migliorare me stesso e l’ambiente che mi circonda. E’ questo spirito di servizio che pongo a disposizione del “sistema sociale” di cui faccio parte. Ogni menzogna, ogni guerra, ogni discriminazione sociale, creano disagio e oscurano anche una parte del mondo dove io vivo e cerco di crescere con la mia famiglia. L’inquinamento ambientale e sociale avvelena anche me: è il mio benessere personale che cerco di salva-guardare, prima di tutto, con la mia attività di Socio Opera Nomadi?.

CITAZIONI CON-DIVISE
?Per essere sempre più la rappresentazione di noi stessi ?Opera Nomadi,
e sempre meno il prodotto di una società discriminante
che non ci rappresenta?

(da Comuna Baires)

“Se voi avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri
allora vi dirò che io reclamo il diritto di dividere il mondo
in diseredati ed oppressi da un lato,
privilegiati ed oppressori dall’altro.
Gli uni sono la mia patria, gli altri i miei stranieri”

(don Lorenzo Milani)

OPERA NOMADI: PERSONE
In fotografia: il Consiglio Nazionale dell?Opera Nomadi, giugno 2004.
In ordine sparso: Renata Paolucci, Massimo Converso, Kasim Cizmic, Enzo Esposito, Roberto Costa, Giorgio Bezzecchi, Maurizio Pagani, Angelo Simone. Mancano: Marco Nieli, Amedeo Curatoli, Virgilio Pavan, Bianca La Penna

Riferimenti: La linea politica dell?Opera Nomadi

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Natale 2006: da Opera Nomadi Lazio

25 Dicembre 2006 5 commenti


Cerchiamo di non dimenticare che ancora si nasce nelle baracche?

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Modena dichiara guerra a… i "campi nomadi"

13 Dicembre 2006 Nessun commento
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Modena dichiara guerra a… i "campi nomadi"

9 Dicembre 2006 Nessun commento


Modena, 8 dicembre. Blitz all?alba nei ?campi nomadi? di Modena. Ai controlli hanno preso parte agenti della Squadra Volante, della Squadra Mobile e del Posto integrato di Polizia, oltre a uomini del Reparto prevenzione e crimine di Emilia-Romagna e del Reparto Mobile di Padova, militari dell’Arma dei Carabinieri, agenti della Polizia municipale di Modena e unità cinofile della Guardia di Finanza.
Assenti giustificati le unità Antiterrorismo attualmente impiegate in Afghanistan e Libano. Modena medaglia d?oro per la Resistenza al nazi-fascismo, ora organizza fiera Resistenza persecutoria agli stessi ?zingari? sopravvissuti allo sterminio dei nazi-fascisti. Una città di 180 mila abitanti, al 5° posto come tenore di vita ed al 3° posto come reddito pro capite (50,7 milioni annui) dal recentissimo sondaggio del Sole 24 ore sulla qualità della vita nelle province d?Italia, non riesce a dare accoglienza?civile? ed avviare processi di riconoscimento interculturale con 381 Sinti del territorio?

Blitz nei campi nomadi: molte irregolarità
Il Nuovo Giornale di Modena, venerdì 8 dicembre

Anche un elicottero del reparto volo della Polizia di Stato di Bologna ha partecipato stamattina a un’ampia operazione di controllo, rivolta in particolare ai campi nomadi di Modena: l’operazione – spiega la Polizia – e’ stata attuata anche come azione preventiva per furti e reati contro il patrimonio, nell’approssimarsi delle festivita’ natalizie.

Ai controlli, scattata alle prime luci dell’alba, hanno preso parte agenti della Squadra Volante, della Squadra Mobile e del Posto integrato di Polizia, oltre a uomini del Reparto prevenzione e crimine Emilia-Romagna e del Reparto Mobile di Padova, militari dell’Arma dei Carabinieri, agenti della Polizia municipale di Modena e unità cinofile della Guardia di Finanza.

Sono state controllate oltre 150 persone, in circa 70 unità abitative, oltre alle loro autovetture: e’ stata prestata particolare attenzione alla situazione dei bimbi e dei ragazzi che alloggiano nei campi, soprattutto per quel che riguarda la loro scolarizzazione e il rispetto del loro sviluppo. I controlli hanno permesso di individuare alcune gravi situazioni di natura igienico-sanitaria, e varie inottemperanze alle norme di sicurezza degli impianti. E’ stato anche verificato che alcune roulotte non sono piu’ mobili da molto tempo: per questo verranno adottati provvedimenti amministrativi. L’elicottero, nel frattempo, ha svolto un rilevamento fotografico degli insediamenti nomadi.

_______________IL CONTESTO______________IL CON_________

Leoni (FI) a quanto ammontano utenze non pagate campo nomadi?
Modena 2000, 11 dicembre

“All’interno del campo nomadi di via Baccelliera, a Modena, molte famiglie non pagherebbero da tempo le bollette per la fornitura di gas, elettricità e acqua”. È quanto evidenzia Andrea Leoni, di Forza Italia, in un’interrogazione presentata in Regione.
Il consigliere di Forza Italia ritiene “assolutamente grave ed inac-cettabile, da parte delle istituzioni locali, la legittimazione di tali com-portamenti irregolari” e chiede pertanto alla Giunta: se sia a cono-scenza dei fatti citati (e, in caso affermativo, quale giudizio ne dia); se confermi il mancato pagamento, da parte dei nomadi, delle bol-lette di utenze; quali provvedimenti siano previsti nei confronti dei nomadi che non hanno pagato la fornitura di acqua, energia elettrica e gas.

Andrea Leoni (FI) sulle Case popolari a Modena
I Rom privilegiati negli alloggi popolari
Modena 2000, 12 dicembre

?Dopo avere sperperato milioni di Euro pubblici per realizzare le nuo-ve aree destinate ai nomadi, dopo avere pagato agli zingari, con i soldi dei modenesi, le bollette di luce, acqua e gas, la giunta Pighi privilegia gli zingari anche nell?accesso alle case popolari.
Il nuovo provvedimento voluto e approvato dalla sinistra, e che ab-biamo duramente contestato, è una vergogna sociale. E? la ciliegina sulla torta della folle e dannosa politica di questa giunta di sinistra che, in nome di una finta integrazione, discrimina i modenesi onesti, che lavorano e che da anni pagano le tasse, ad esclusivo favore di nomadi ed extracomunitari.
… Una discriminazione inaccettabile che la Giunta Pighi mette nero su bianco nel regolamento che ai fini dell?accesso alla case popolari, riconosce ben 20 punti a nuclei famigliari sinti e rom. La sinistra mo-denese e non solo, in preda al proprio delirio ideologico, sta smantellando le basi della nostra società, disconoscendone i diritti ed i valori che la fondano. Un disegno politico irresponsabile che Forza Italia continuerà a combattere con tutte le proprie forze?.

_________Note a margine_________________________________

MODENA MEDAGLIA D?ORO ALLA RESISTENZA
Da Wikipedia, l’enciclopedia libera.
?Alle violenze dei nazifascisti, durante la seconda guerra mondiale, infatti la cittadinanza risponde organizzando, sia in città che in provincia, il movimento della resistenza che varrà poi a Modena la medaglia d’oro al Valore Militare della Resistenza. Negli anni del dopoguerra Modena conosce col boom economico un periodo di benessere senza precedenti che la spingerà, proprio per salva-guardarlo con ogni mezzo, nei primi anni del 2000, ad iniziare una guerra senza quartiere agli stessi ?nomadi? del territorio, soprav-vissuti ai rastrellamenti, persecuzioni e sterminio dei nazi-fascisti?

Fotografia: Carabinieri controllano le roulotte di due famiglie sinte

Riferimenti: Il Veneto dichiara guerra a… i "campi nomadi"

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L?Opera Nomadi a Carpi

7 Dicembre 2006 Nessun commento


Carpi, 5 dicembre ore 16, sala Consiliare. ?Comunanza? Sinti e ?phralipè? Opera Nomadi, da sei città d?Italia: a rivendicare un alternativa abitativa ?civile? alla chiusura del ?campo sosta comunale per nomadi?, abitato da circa trent?anni da Sinti Emiliani; a perorare la causa di una giovane sposa, che col bambino è impedita di abitare nella casa (roulotte) del marito. Tutti assieme in audizione, dalla III commissione del comune di Carpi, medaglia d?oro al valor civile: mancano il sindaco e l?assessore competente e sono presenti pochi consiglieri ma l??educazione civica? arriva dai trenta Sinti emiliani che per la prima volta vengono nella sala della ?democrazia? a portare le loro istanze. Oggi il sindaco, come ?primo? cittadino di Carpi -e assessore ai diritti umani, è Erika Guerini, Sinta, cittadina di Carpi e d?Italia.

AL CAMPO SOSTA DI CARPI
Il ?campo sosta comunale per nomadi? di Carpi si trova in via in via Nuova Ponente. Attivo da trent?anni accoglie circa 60 Sinti Emiliani suddivisi in 14 famiglie.
Un ?campo nomadi?, di quelli condannati dalla ?risoluzione? del ?Comitato Europeo per i Diritti Umani?, del 24 aprile 2006: “Le politiche abitative per rom e sinti puntano a separare questi gruppi dal resto della società italiana e a tenerli artificialmente esclusi. Bloccano qualsiasi possibilità di integrazione e condannano i rom e sinti a subire il peso della segregazione su base razziale. In nume-rosi ‘campi nomadi’ si riscontrano condizioni abitative estremamente inadeguate, che sono una minaccia per la salute e per la stessa vita dei residenti nei campi”.
All?interno del ?campo? si sono creati due gruppi che, pur nella ri-strettezza fisica, sono separati e neanche la prossima chiusura, paventata dal comune, li ha unificati. Una parte è schierata con Erika Guerini, presidente della sezione dell?Opera Nomadi, che fa gli onori di casa, gli altri restano chiusi nelle roulotte anche di fronte all?assembramento degli ospiti da tutto il Nord Italia.
Arriva ?Memè? Gabrielli, Sinto Taich Estrekarija e vice-presidente dell?Opera Nomadi di Bolzano, da Padova il Sinto e Consigliere Na-zionale Virgilio Pavan, assieme a Paolucci e Piccin, da Rovigo il Consigliere Nazionale Costa, la sezione di Vicenza col presidente Turati e i soci Bernardoni e Innocenti, un gruppo di Sinti da Reggio E-milia col presidente Giuseppe Ferri, da Roma il presidente Converso.

“Erika e le altre” al “campo nomadi” di Carpi

AUDIZIONE ALLA III COMMISSIONE
Carpi è amministrata da una giunta di centro-sinistra con Rifon-dazione all?opposizione. La III Commissione Consiliare (Servizi Socia-li) si riunisce nella Sala Consiglio alle ore 16, su proposta del gruppo consiliare PRC, con l?ordine del giorno: “Illustrazione di esperienze sulle micro-aree residenziali per Sinti”. L?audizione, che ha solo carat-tere informativo, diventa un vero e proprio convegno sulle microaree residenziali. Presenzia il presidente Cavazzuti di fronte a soli sette consiglieri (su 30), fra cui la presidente del Consiglio, assenti anche il Sindaco e Assessore ai Servizi Sociali. Sono i quaranta Sinti e “Bian-chi” Opera Nomadi, rinforzati dall’arrivo di due soci della sezione di Ferrara, che gremiscono il settore pubblico e alcuni scranni consiliari.
L?introduzione ed il coordinamento dell?audizione vengono affidati al Presidente Converso.

?Ha il significato di un riconoscimento storico questo incontro coi Sinti nella sala della democrazia di Carpi?, esordisce il Presidente. ?Una minoranza che ha portato lo spettacolo viaggiante in Italia, coi circhi di Togni, Orfei e Medrano e con le giostre. Ma se per i circhi ci sono finanziamenti pubblici per le giostre no. Una crisi verticale ha colpito i Sinti giostrai: su 30 mila 20 mila hanno abbandonato un mestiere che facevano da 500 anni?. Tanti ?campi sosta temporanei? diventati permanenti nascono da questa crisi. Per la chiusura del ?campo sosta comunale? il presidente Converso propone la ridistribuzione abitativa in due microaree residenziali ben distinte che possono anche essere dotate di pre-fabbricati della Protezione Civile che ne ha migliaida di abbandonati.

Virgilio Pavan, il ?bianco?, descrive la situazione del ?campo sosta? di Padova che sta per essere smantellato, dopo 25 anni, con la costruzione del ?Villaggio Speranza?: una proposta Opera Nomadi che prevede la costruzione del villaggio residenziale per le 11 fa-miglie ad opera degli stessi residenti, dopo apposito corso di formazione professionale in edilizia. Così che alla fine, con la casa, i Sinti possano anche costituire una cooperativa di lavoro. ?Con le giostre non si viveva più e per questo ci siamo fermati in questi campi-lager? conclude Pavan. ?Eliminiamoli, deve finire questa tra-gedia in tutta Italia?.
A supportare l?intervento di Pavan viene proiettato un filmato video sui due ?campi sosta? di Padova debitamente commentato e spe-cificato dalla presidente di sezione Paolucci.

?Memè? Gabrielli suddivide il suo intervento in due parti: sulla discriminazione razziale e sulle microaree. ?Per la società dei gagè noi non siamo esseri umani, come diceva Adolf Hitler che ci ha fatti uccidere per quello?, esordisce. ?I pochi Sinti e Rom sopravvissuti continuano ad essere discriminati, continuano ad essere cacciati anche dalle loro proprietà. Siamo ancora oggetto di rifiuto per la società. Lo sapete benissimo che non siamo pericolosi, siamo cittadini italiani da generazioni e siamo l?unico popolo al mondo che non ha mai rivendicato un territorio con la forza?. Nella seconda parte Memè aderisce alla proposta di due microaree attrezzate per i Sinti di Carpi: con casette, no container, servizi di buona qualità, anche pagando un affitto in base al reddito familiare. Perché le microaree per famiglia allargata, progettate con la collaborazione essenziale dei residenti, ?rispettano le nostre tradizioni?.

A seguire viene proiettato un documentario fotografico sull?habitat a Latina con proposte sia per i Sinti italiani, che per i Rom stranieri

Nereo Turati porta l?adesione di Vicenza: ?Siamo venuti in quattro, coi Sinti del campo comunale di viale Cricoli, soprattutto ad ascoltare. A Vicenza dobbiamo fare ancora molti passi per arrivare ad un momento di scambio come questo in Comune. Nel vicentino i Sinti sono forzatamente nomadi e quando riescono a fermarsi lo fanno in aree illegali. Come a Vicenza dove ci sono due ?campi comunali? abu-sivi da 38 anni: per sanità, igiene, impianti, attrezzature antincendio ed assistenza. Quindi, quando si parla di ?allarme sociale?, dovrebbe essere riferito non agli ?zingari? ma a questi campi comunali. Allora legalità sì ma a partire dalla regolarizzazione prioritaria di queste situazioni di habitat?.

Giuseppe Ferri, relaziona sui ?campi sosta? di Reggio Emilia dove vivono 800 Sinti in 3 campi stanziali, ed in uno per giostrai attivo nel periodo ottobre-aprile: uno è stato ristrutturato, l?altro è in fase di restauro ed il terzo in degrado incredibile. ?Per quanto riguarda i Rom?, spiega Ferri ?sono tutti clandestini ed abbiamo incaricato uno di noi a seguire specificatamente la questione. Ma è fondamentale creare una rete istituzionale con Comuni e Province?.

Il Presidente Converso chiama la giovane Giada Quirini, mamma di un bambino di quattro mesi, al tavolo dei relatori e spiega il suo problema umano. Il comune le ha negato il permesso di abitare nella roulotte del marito Gianluca, sposato di fronte alla comunità, al ?campo sosta? di via Nuova Ponente.

Dopo la panoramica nazionale arriva il momento della specificità locale con Erika Guerini, referente del campo sosta di Carpi. Ella formalizza la richiesta al comune perché vengano attrezzate due microaree residenziali per i due gruppi di Sinti. ?Vogliamo avere un posto un po? più dignitoso? spiega, ?come una microarea attrezzata, per aprirci una nostra strada, per avere una bella presenza anche quando andiamo a cercare un lavoro. Perché spesso guardano dove abitiamo e non ci danno più il lavoro che prima era disponibile. Non è vita se una persona deve magari rubare un portafoglio per un pezzo di pane. Vogliamo avere una possibilità anche noi e chiediamo un aiuto perché da soli non ce la facciamo. Al ?campo? la vita è dura, il boiler non funziona, il bambino si ammala e salta la scuola, ci sono altre difficoltà e disagi. Noi da soli non ce la faremo mai a venirne fuori. Abbiamo anche trovato diverse ditte che ci danno del lavoro da fare a casa ma non possiamo farlo in roulotte coi bambini. Chiediamo che nella microarea attrezzata venga anche installato un container comune per poterci lavorare. Rimaniamo nelle vostre mani?.
Da Erika parte l?invito delle famiglie Sinti a ricevere, la vigilia di natale le famiglie dei Consiglieri Comunali perché si rendano conto di persona della vivibilità del “campo”.

Dopo alcuni interventi dei Consiglieri e delucidazioni dei soci Opera Nomadi, la conclusione dell?audizione la porta Massimo Valentini, consigliere di Rifondazione Comunista promotore della richiesta di incontro: ?Ringrazio tutti i partecipanti per questa giornata che ha cominciato ad incrinare questo muro di separazione ed esclusione ed a iniziare un percorso di comunicazione che vuol dire SCAMBIO. Dobbiamo andare avanti assieme ai Sinti, su scuola, lavoro, habitat, non solo per incrinare ma per abbattere il muro?.

______________note a margine_________note a______________

L?ALTRA MEDAGLIA
Il 25 aprile scorso Carpi è stata insignita della medaglia d?oro al valor civile in segno di riconoscimento per l?impegno civile della popo-lazione a favore dei prigionieri politici e razziali detenuti nel ?campo? di Fossoli, il più grande e importante campo di smistamento in di-rezione dei lager nazisti attivo durante la seconda guerra mondiale. La Legge n. 211 del 20 luglio 2000 istituisce, il 27 gennaio, il “Giorno della Memoria” in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del po-polo ebraico e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti.
Il 27 gennaio 2007, in occasione del ?Giorno della memoria? Carpi sarà la città italiana fulcro delle iniziative nazionali su questo tema. Ma per il 2006 Carpi è anche candidata, ed in buona posizione, alla medaglia d?ottone al dis-valor civile per il mancato impegno civile della popolazione a favore dei prigionieri razziali Sinti segregati da decenni nel campo sosta comunale per nomadi della città.

MEMORIA DI PASSATO
Anche Primo Levi partì da Fossoli ?campo? per il lager di Auschwitz. Il 25 gennaio 2007 seicento studenti faranno lo stesso percorso in treno, proprio in occasione della Giornata della Memoria. Il treno come contenitore viaggiante carico di proposte didattiche?luogo di riflessione, occasione di incontro fra generazioni per arricchire? una umanità insomma non dissimile da? Il terzo viaggio del treno, che parte sempre dalla stazione di Carpi?memoria, e partecipazione?fiaccolata a Birkenau. Per non dimenticare?perché non si ripetano più queste tragedie…

MEMORIA DI FUTURO (ma dove siamo capitati?)
Nel ?campo? di Fossoli e nei lager venivano imprigionati, in attesa di sterminio, anche i Rom e Sinti, che, come ad Auschwitz, venivano addirittura “separati” dalle altre vittime negli ?zigeuner lager? (campi zingari): file diverse anche per le camere a gas. Il regime nazi-fascista si accanì contro due popoli, Ebrei e Rom: i 500.000 Rom/Sinti assassinati rappresentano il 60-70% della popolazione dell?epoca.
Allora, i treni della memoria, e le fiaccolate, dovrebbero essere fatte anche in direzione via Nuova Ponente, a pochi km. dalla stazione do-ve, ancora oggi, esiste un ?campo nomadi? di concentramento per Sinti emiliani, cittadini italiani. Nel lager di Carpi 2006 (Carpi “cam-po”), attivo da trent?anni, i Sinti non restano imprigionati in attesa di assassinio nelle camere a gas ma sono segregati e condannati a morire, lentamente, di ?morte civile?: speranze di vita alla nascita di 20 anni inferiori a quelle dei bianchi emiliani, disoccupazione al 70% (vagli a dire che vivi in un campo nomadi al datore di lavoro!), scolarizzazione abbondantemente negata (e quando funziona la metà dei ragazzi è ?certificata?), malattie in abbondanza, disagio e devianza prodotti, e fisiologici, dal ?campo nomadi?.
Sei sezioni Opera Nomadi e Sinti da varie parti d?Italia, ed il Pre-sidente da Roma, riuniti in un’aula Consiliare non a fare progetti di intercultura e di integrazione ma a dare semplicemente informazioni perché la III Commissione non ha potere politico e l?incontro po-trebbe essere così sintetizzato: ?Per piacere, per carità umana, non chiudete dopo 30 anni il ?campo nomadi? comunale, mandandoci alla deriva in tutta Italia, dateci la possibilità di una alternativa, un posto dove andare alla chiusura. Fra poco è Natale, per pietà, date il per-messo a Giada di vivere, col figlio di quattro mesi, assieme al marito, dateci una mano!? Si tratta del cosiddetto “manghél istituzionale”.
A Carpi, 5 dicembre, si è tenuta una lezione di educazione civica ad una piccola quota di ?società civile?, ma dopo cinquecento anni di discriminazioni e segregazioni dei Rom/Sinti ci si aspettava qualcosa di più, sul fronte del riconoscimento dei diritti e non della pietà.

Nella fotografia: Sinti in sala consiliare di Carpi

Riferimenti: Ferrara: finanziamento regionale per il "campo"

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Morti giovani sposi in incendio di “campo nomadi”

3 Dicembre 2006 Nessun commento

Roma, 2 dicembre. Lijuba Mikic, di 17 anni e Sasha Traikovic di 16, due giovani sposi Rom Rudara, sono morti tra le fiamme all‘interno del container dove abitavano, nell‘incendio avvenuto poco prima dell’alba nel "campo nomadi" di via dei Gordiani, in zona Casilino, a Roma. La Procura ha aperto un‘inchiesta per chiarire le cause dell‘incendio che sarebbero dovute ad un corto-circuito o ad una stufetta difettosa. Il rogo ha distrutto almeno sette container e le fiamme avrebbero provocato il ferimento di altre sette persone. Il drammatico episodio va inserito in una pratica di accoglienza abitativa per i Rom: finché l‘unica soluzione saranno i "campi", le tragedie non finiranno.

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La linea politica dell?Opera Nomadi

28 Novembre 2006 Nessun commento

Una serie di articoli per fare il "punto" sulla linea politica dell’Opera Nomadi, a partire da un concetto di appartenenza ideale all’associazione, dalla comunanza-phralipé. Non c’è una linea politica studiata a tavolino, essa nasce ed emerge dagli atti dei convegni nazionali, dai seminari di settore e specifici, dai convegni a tema, dai "tavoli" coi Ministeri, dalle proposte ai candidati alle elezioni poli-tiche, proviene dalle figure più qualificate ed autorevoli, dai progetti ben riusciti e dalle buone pratiche delle sezioni. Un "indice" per un affresco generale, e ragionato, sempre in continua evoluzione.

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L?Opera Nomadi dal Sindaco di Cascina (Pi)

26 Novembre 2006 Nessun commento


Il 28 novembre alle ore 10, si tiene l?appuntamento fissato dall?Opera Nomadi di Pisa col sindaco di Cascina per affrontare la grave condizione in cui versa il ?campo rom? in località Navacchio. L?Opera Nomadi propone una collaborazione attiva per risolvere il gravissimo stato igienico-sanitario, verificare la scolarizzazione dei minori e avviare le pratiche per creare una Cooperativa mirata alla raccolta dei rifiuti ingombranti e per la gestione di un eventuale mercato dell?usato e dell?artigianato.

Il Presidente Nazionale e l?Opera Nomadi di Pisa al Sindaco di Cascina
COLLABORIAMO IN SOLIDARIETA? CON LA COMUNITA? ROM
3 Novembre 2006

Al Sindaco di Cascina Geom. Moreno Franceschini
e per c.: All?Assessore alle Politiche Sociali

OGGETTO: Comunità Rom Khorakhanè Crna Gora in Località Na-vacchio, richiesta collaborazione con il Comune di Cascina

Gentile Sindaco
Il Capofamiglia Hakija Halilovic ha richiesto un sopralluogo del sottoscritto, Presidente Nazionale dell?associazione Opera Nomadi, presso la sua comunità, per via del gravissimo stato igienico-sanitario del ?Campo Comunale autorizzato? di via Nugolaio 51 sul territorio del Comune da Lei amministrato.
Erano 11anni che il sottoscritto mancava da Navacchio, cioè da quando il piccolo Matteo Salkanovic fu colpito dal giocattolo-bomba.
Con mia grande sorpresa ho trovato l?insediamento gravemente peggiorato, invece che fornito di prefabbricati monofamiliari come generalizzata tendenza in tutta Italia nei confronti delle Comunità di Rom ?Jugoslavi? verso cui, anzi, l?Opera Nomadi insiste per l?asse-gnazione di abitazioni di edilizia popolare.
Lo stesso sventurato Matteo (ancora minore) è stato completamente abbandonato dalle Istituzioni e vive di raccolta del ferro con alterne fortune e incidenti di percorso, dovuti alla non-regolarizzazione di questa attività tramite apposita Cooperativa Sociale, come invece avvenuto in diverse città in accordo con le Aziende addette alla raccolta RSU.

Le richieste sono le seguenti :
1) immediato sopralluogo dell?Assessore alle Politiche Sociali con l?Assistente Sociale, previa appuntamento con il portavoce e vice-presidente della Sezione di Pisa Halilovic e la Presidente della stessa sezione Dr.ssa Olivia Curzio;
2) bitumatura della stradina di accesso ed installazione di un cartello indicatore con la scritta ?Comunità Rom? (adesso esistono, in-credibilmente, due cartelli che indicano piuttosto il ?divieto di caccia? per l?area);
3) messa in sicurezza immediata dell?impianto di energia elettrica della palazzina bagni e lavatoi del Campo;
4) ripristino, in attesa dei prefabbricati, dell?impianto-docce da si-stemare in locali diversi dal WC ;
potenziamento significativo dell?illuminazione pubblica sia sulla stradina d?accesso che in tutto il Villaggio;
5) invio di apposito mezzo della nettezza urbana che gli stessi capi-famiglia Rom riempiranno per eliminare le montagne di rifiuti accu-mulatisi negli anni anche per responsabilità soggettive degli stessi;
6) installazione di un contenitore per rifiuti ingombranti all?ingresso del campo;
7) richiesta alla Protezione Civile di n.° 6 (sei) prefabbricati (e con-testuale allaccio di servizi igienici per ciascuna famiglia, come ormai acquisito in tutti i Villaggi Attrezzati in Italia) per le famiglie della Comunità, così da eliminare le fatiscenti e pericolose baracche e roulottes;
8) creazione di uno spazio appositamente recintato nel campo, dove i Capifamiglia possano accumulare in modo separato quanto raccolto durante la giornata per le loro attività lavorative;
9) avvio delle pratiche per creare una Cooperativa mirata alla raccolta dei rifiuti ingombranti e per la gestione di un eventuale mercato dell?usato e dell?artigianato (il nonno di Matteo è uno degli ultimi artigiani del rame e del ferro) da aprire in città periodicamente;
10) censimento degli abitanti del Villaggio, di concerto con il loro Portavoce Akija Halilovic;
11) verifica dello stato della scolarizzazione dei Minori del Villaggio e contestuale rapporto con il Dirigente Scolastico ed il CSA/MPI provinciale di Pisa.

Sono certo, Sindaco, che Lei attiverà immediatamente i servizi comunali per mettere fine a tale vergogna indegna di una Città civile ed ordinata come quella da Lei amministrata.

Le sottolineo che gli interventi ai punti 3 e 6 hanno carattere di assoluta urgenza per via del grave pericolo all?incolumità fisica degli abitanti dell?insediamento.

Cordialmente,
il Presidente Nazionale Massimo Converso,
la Presidente della Sezione di Pisa, dr.ssa Olivia Curzio
Il vicepresidente della Sezione di Pisa Sig. Hakija Halilovic

Alleghiamo alla presente lettera 7 fotografie che evidenziano la drammatica situazione presente all?interno del campo della comunità Rom ?Khorakhanè crna gora? in località Navacchio.

Fotografia: pulizia al ?campo? per l?appuntamento col sindaco

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L?Opera Nomadi ai Ministeri

21 Novembre 2006 Nessun commento


Roma 9 novembre. L?Opera Nomadi Nazionale incontra prima i funzionari del ministero dell?Istruzione e successivamente, ad un ?tavolo? interministeriale, i dirigenti del ministero dell?Interno, delle Pari Opportunità, del ministro delle Politiche Sociali, del ministero dell?Istruzione. Gli incontri sono guidati dal presidente Massimo Converso e dai due vicepresidenti Renata Paolucci e Kasim Cizmic. Partecipa attivamente Salvatore Geraci della Caritas Nazionale e Presidente della Società Italiana Medicina Migrazioni. E? foltissima la rappresentanza dei Rom/Sinti (non meno di 20 giunti anche da Na-poli, Latina, Bologna e pure Due Dirigenti Rom dalla Romania) .
Al ministero della Pubblica Istruzione la riunione verte soprattutto sul-l?applicazione del ?protocollo d?intesa per la scolarizzazione dei Rom, Sinti e Camminanti? a partire da un censimento qualitativo che delinei la portata delle aree di intervento.
Al ?tavolo interministeriale? si parte dal mancato intervento coor-dinato, dei Ministeri sulla situazione dei Rom e dei Sinti per proporre segnali di positività legalizzando l?attività di raccolta ferro, di com-mercio ambulante e dei musicisti di strada (per Sinti e Rom).
Anche qui viene segnalata l?urgenza di un censimento qualitativo delle presenze, attivato però in collaborazione con operatori del-l?associazione e mediatori culturali Rom/Sinti. Oltre all?aumento delle presenze dalla Romania, preoccupa la situazione sanitaria, dello stato di salute di queste popolazioni che continua ad essere ad alto rischio, si conferma che l?età media non supera i 60 anni.
Il prossimo tavolo di lavoro è indetto presso il Ministero delle Po-litiche Sociali per i primi giorni di dicembre con ANCI, Regioni e Associazioni maggiormente rappresentative compresa l?Opera No-madi. Si parlerà di politiche abitative, tossicodipendenza e inclusione sociale mirando ad attuare interventi più concreti

ALLA PUBBLICA ISTRUZIONE
Roma, 9 novembre, ore 12, ministero dell?Istruzione
Sono presenti due funzionari del Ministero (ed il Dirigente del settore) e per l?Opera Nomadi: Converso, Paolucci, Biondani (Opera Nomadi Palermo), Nieli ed Esposito (Opera Nomadi Napoli), Anna Luisa Longo (O.N. Lazio).
Il Direttore Generale Rossi del Ministero Pubblica istruzione è stato sostituito da pochi giorni ed il nuovo Direttore si incontra con la delegazione dell?Opera Nomadi brevemente a fine riunione.
Le prime note riguardano l?organizzazione del gruppo di lavoro Scuola al prossimo Seminario Nazionale di dicembre dell?Opera Nomadi. Il Ministero concede la sala- conferenze ?Kirner? al I° piano e la probabile presenza del Sottosegretario che verrà pubblicizzata attraverso l?Ufficio Stampa.
Poi Renata Paolucci, Responsabile-Scuola nazionale per l?Asso-ciazione, insiste perché venga finalmente effettuato un monitoraggio qualitativo per dati certi sulla dispersione scolastica. Un monitoraggio che permetta piani reali e concreti di intervento. Inoltre chiede che nel contratto della scuola, all?articolo 9, venga inserita la voce scolarizzazione Rom, Sinti e Camminanti. Della questione vanno interessati tutti i Direttori Scolastici Regionali con una riunione specifica. La problematica rom deve essere affrontata a 360°, a partire dalla scuola che è uno dei punti fermi della politica sociale verso le Comunità.
Il Dirigente e le due funzionarie sono d?accordo e sottoporranno, quanto prima, le richieste al nuovo Direttore.
Marco Nieli sposta il tema sulla repressione. A Napoli si verificano spesso azioni di repressione e rastrellamento di bambini che vengono poi inseriti negli Istituti con la connivenza della Caritas: queste politiche sono fallimentari perché costosissime (70,00 ? al giorno per bambino elargite alle Comunità ? case-famiglia, Istituti, etc -) e distruggono le famiglie che dovrebbero restare unite ed ogni ipotesi di progetto di integrazione futura. Sarebbe più semplice e produttivo attivare dei progetti di facilitazione all?inserimento che costerebbero molto meno. Ma per i progetti di prevenzione le ?Isti-tuzioni? rispondono che non ci sono fondi, mentre per le azioni di repressione, che creano macerie di umanità, i soldi li trovano sempre.
Anna Biondani chiede che il gruppo di lavoro venga formalizzato ed illustra la situazione dei Camminanti Siciliani. Poi viene esaminata la bozza di accordo di programma, del Coordinamento Veneto Opera Nomadi, con la Regione Veneto per l?applicazione del ?protocollo d?intesa? per la scolarizzazione dei Rom/Sinti e Camminanti.
Al termine della riunione l?Opera Nomadi lancia un allarme: le scuole iniziano a rifiutare i bambini rom adducendo la scusa di mancanza di posti, soprattutto nei riguardi dei bambini rom rumeni nuovi arrivati. Il Dirigente e le funzionarie chiedono che vengano loro segnalate con urgenza tali scuole visto che per legge le scuole de-vono accettare tutti i bambini anche se privi di permesso di soggiorno.

AL TAVOLO INTERMINISTERIALE
Roma, 9 novembre, ore 15,30, Assessorato Politiche Sociali del Comune
Sono presenti Dirigenti e Funzionari del Ministero dell?Interno, del Ministero Pari Opportunità ? Unar, la segreteria del Ministro delle Po-litiche Sociali Ferrero, il Dirigente e le due funzionarie della Pubblica istruzione, il dott. Geraci della Caritas Presidente della Società Ita-liana Medicina Migrazioni, e per l?Opera Nomadi: Converso, Paolucci, Biondani, Nieli, Esposito, il vice-presidente Kasim Cizmic, una de-legazione di Rom provenienti dalla Romania guidata da Vasile Gheorghe, presidente del partito rom di Calarasi (Romania), il Dr. Sebastian Zlotea portavoce dei Rom Rumeni di Bologna, Alex porta-voce della Comunità dei Rom Rumeni della Tiburtina (tristemente famosa per la continuata esclusione dei loro bambini dalle scuole della zona note invece per l?integrazione positiva delle Comunità Cinesi ed Africane), due Romnià Rumunke mediatrici culturali che seguono il progetto di stireria e sartoria nella cooperativa di donne rom (fra cui la Presidente della Cooperativa ?Baxtalò Drom?), progetto della Sezione Lazio dell?Opera Nomadi, Semso Rusiti Rom Dasikhanò ed il Sinto ex-Giostraio (Eftavagarija) Gabriele Henig.
Nell?introduzione Massimo Converso puntualizza il mancato inter-vento coordinato, a tutt?oggi, dei Ministeri sulla situazione dei Rom e dei Sinti soprattutto in merito ai Rom/Sinti ?italiani?, tenuti poco in considerazione ma che hanno grosse difficoltà per la sopravvivenza (vedi gli ex ? giostrai, come da piattaforma presentata al capo segreteria del Ministro Ferrero nel precedente incontro): a questo riguardo propone di dare un segnale positivo legalizzando l?attività di raccolta del ferro, del commercio ambulante e dei musicisti di strada.
Per i Rom Rumeni chiede l?intervento della Protezione Civile per l?emergenza sulle loro condizioni abitative e sanitarie, soprattutto ora che si avvicina l?inverno.
Il Presidente insiste sull?urgenza di un censimento qualitativo sugli adulti e sui minori presenti in Italia, attivato però in collaborazione con operatori dell?Associazione e Mediatori Culturali Rom/Sinti.
“Chi può recarsi nei ?campi? di baracche e lamiera a censire le esigenze dei Rom Rumeni? Chi conosce le migliaia di Rom e Sinti mimetizzati in ogni regione italiana??Solo i rappresentanti delle Comunità ma con un chiaro segnale di accoglienza istituzionale, come un ?tesserino tem-poraneo di residenza in Italia? (sul tipo della “carta di dimora” che l?Opera Nomadi di Napoli riuscì ad ottenere per qualche anno nell?a-rea metropolitana della città), ferma restando l?imprenscindibile battaglia per l?abolizione delle leggi Turco-Napolitano e Bossi-Fini.
Propone inoltre un incontro tra i due Governi Italiano e Rumeno, come è stato fatto con scarsissimi risultati fra diverse municipalità, facendo intervenire il Ministero degli Esteri e soprattutto quelli economici dei due Paesi, per una radicale inversione di tendenza sulla politica dei salari praticata soprattutto dagli industriali italiani in tutta la Romania, salari bassi che causano la biblica emigrazione dalla Romania verso l?Occidente.
Poi prende la parola la delegata del Ministro Ferrero che annuncia una riunione – tavolo di lavoro presso il Ministero delle Politiche Sociali per i primi giorni di dicembre con ANCI, Regioni e Associazioni maggiormente rappresentative compresa l?Opera Nomadi. Si parlerà di politiche abitative, tossicodipendenza e inclusione sociale mirando ad attuare interventi più concreti. Il funzionario del Ministero del-l?Interno afferma che si sono già tenute 3 riunioni interministeriali e che è in programma un futuro ?tavolo? per legiferare sulla questione Rom e Sinti.
Successivamente viene illustrata la situazione dei Sinti Giostrai ed ex-Giostrai e dei Rom Rumeni dai rappresentanti delle comunità.
Il dott. Geraci della Caritas Nazionale illustra poi la situazione dello stato di salute di queste popolazioni ad alto rischio la cui età media è di soli 55 anni. Sono in aumento le interruzioni di gravidanza, le tossicodipendenze, il disagio psichico negli adolescenti e nelle donne e non sono praticate ai bambini le vaccinazioni della primissima infanzia per chiare difficoltà nell?accesso ai servizi. A tale proposito la Caritas sta collaborando con il Ministero della Salute.
Tutti i presenti si trovano d?accordo sul costante aumento, sul territorio nazionale, delle presenze dei Rom Rumeni, divenuti ormai il gruppo Rom/Sinto più numeroso del Paese.
Kasim Cizmic riporta le notizie riguardanti la sua partecipazione al Forum Europeo dei Rom che si è tenuto a Strasburgo il 6-8 no-vembre. Il dott. Berardi dell?Unar relaziona sulla riunione indetta re-centemente dal Prefetto di Vicenza con i Sindaci della provincia di Vicenza e il Presidente Dal Lago (Lega Nord), dalla quale è uscito l?impegno dei Sindaci a ritrovarsi il giorno 24 novembre con un piano per la sistemazione delle famiglie sinte presenti nel territorio.
I saluti finali sono un arrivederci ai primi di dicembre alla riunione presso il Ministero delle Politiche Sociali.

Nella fotografia, l?intervento del Presidente Nazionale

Riferimenti: L?Opera Nomadi ai Ministeri, proposte politiche

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Relazione Morale del Presidente Nazionale Opera Nomadi

27 Ottobre 2006 Nessun commento


Roma 30.9-1.10. Relazione morale del Presidente all’Assemblea Nazionale Opera Nomadi. ?Due grandi problemi hanno segnato il mondo dei Rom/Sinti in questi ultimi 12 mesi: la conferma, amplificata, della centralità negativa dell’immigrazione dei Rom dalla Romania; la irrisolta emarginazione delle comunità sinte?. Sommario: – Vita associativa e rapporti con i Rom/Sinti; – Diritti, obiettivi raggiunti.

Una relazione che traccia la realtà geografica e politica dell?associa-zione. A livello geografico sono 31 le sezioni Opera Nomadi in Italia. A livello politico c?è un ?tavolo permanente interministeriale? dove le trattative riguardano l??emergenza Rom rumeni?, il riconoscimento di minoranza etnico-linguistica ai Rom/Sinti, l?applicazione con fondi mirati del protocollo MIUR-Opera Nomadi per la scolarizzazione dei Rom/Sinti, poi c?è la Convenzione Nazionale col Servizio Civile che fornisce 80 Volontari a 20 sezioni, la proposta di integrazione della legge sulla ?giornata della memoria? e altro ancora.

Massimo Converso è attivo nell’Opera Nomadi dagli anni ottanta del secolo scorso ed ha ricoperto, più volte, anche il ruolo di Segretario Nazionale. Ricopre la carica di Presidente Nazionale per il secondo mandato consecutivo.

Relazione morale, anno 2005-06, del Presidente Nazionale, Massimo Converso, all’Assemblea Nazionale Opera Nomadi, Roma 30.9-1.10.

DUE GRANDI PROBLEMI HANNO SEGNATO IL MONDO DEI ROM/SINTI IN QUESTI ULTIMI 12 MESI:

1- LA CONFERMA AMPLIFICATA della CENTRALITA? NEGATIVA DELL’IMMIGRAZIONE dei Rom dalla ROMANIA
2- LA IRRISOLTA EMARGINAZIONE DELLE COMUNITA? SINTE

I progressi d?integrazione registrati in alcune realtà locali sono ancora attribuibili all?impegno di singoli Amministratori, ma il Governo soltanto di recente sta recependo operativamente le indicazioni che da anni poneva l?O.N. avviandosi a superare la mera politica di ordine pubblico e cominciando a dotarsi di alcuni seri strumenti legislativi per prevenzione e sviluppo.

L?Opera Nomadi, le sue 31 Sezioni, devono attuare una stretta organizzativa (ancora non esecutiva nel 2004-05) applicando con forza quella parte dello Statuto che conti sull?efficienza dei Coordinamenti Regionali e sulla professionalità dei Responsabili di Settore, dei Coordinatori d?Area a cui saranno affiancati i mediatori Rom/Sinti più interni all’?Associazione.
Il Consiglio Nazionale sta lavorando con grande determinazione a questo obiettivo e già dai prossimi mesi il Presidente ed i due Vice-Presidenti Nazionali convocheranno, di concerto con le Sezioni, i Coordinamenti Regionali per applicare l?indispensabile svolta orga-nizzativa ed approfondire ulteriormente i contenuti della politica sociale dell?Associazione. Fondamentale, in questa attività, si è rivelata e si rivelerà ROMANO LIL, organo d?informazione ufficiale dell?Opera Nomadi.

SOMMARIO:
1 – VITA ASSOCIATIVA e Rapporti con i Rom/Sinti
2 – DIRITTI, obiettivi raggiunti

1 – VITA ASSOCIATIVA ? Premessa
Geografia delle 31 SEZIONI, maggio 2006

AREA NORD
TRENTINO ALTO-ADIGE: Bolzano, Trento
PIEMONTE: Torino
LOMBARDIA (3+1): Brescia, Milano, Mantova, Bergamo (Gruppo Coll.)
LIGURIA: Genova (Gruppo Coll.)
VENETO: Padova, Piove di Sacco (PD), Treviso, Rovigo, Vicenza

AREA CENTRO
MARCHE: Fano
EMILIA ROMAGNA (4+1): Ferrara, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Rimini (Referente)
TOSCANA: Pistoia, Firenze/Toscana
ABRUZZO: sezione Abruzzo
LAZIO: Roma-Latina-Frosinone
MOLISE: Campobasso, Isernia (Referente)

AREA SUD
CAMPANIA: Napoli, Caserta, Giugliano, Salerno (Gr.Coll.)
PUGLIA: Foggia, Lecce, Altamura (Ba)
CALABRIA. Cosenza, Reggio Calabria, Crotone
SICILIA: Sicilia (Palermo/Noto/Paternò)
LUCANIA: Gruppo collaboratore
SARDEGNA: Sassari (Referente)

ROM/SINTI PRESIDENTI DI SEZIONE:
Trento -Sinto Estrekarija, Fano -Rom Shiftaro, Modena -Sinta Emi-liana, Abruzzo -Rom Abruzzese, Altamura (Ba) Rom Shiftaro.

1 – VITA ASSOCIATIVA e Rapporti con i Rom/Sinti

Va subito sottolineato come l?Opera Nomadi continui ad estendere la propria presenza sul territorio nazionale e si sia raggiunto il numero di 31 Sezioni ; altre richieste provengono in misura direttamente proporzionale all?aumento esponenziale del popolo Rom in Italia.
Le autostime di influenti capifamiglia Rumeni danno l?immigrazione dei Rom Rumeni, infatti, ormai a 70.000 unità, le più prudenti a 50.000.
Non è più l?Opera Nomadi dell?inizio anni ?90 allorchè nel Centro-Sud esistevano due sole Sezioni e poco più di una diecina nel Nord.
E? evidente che i problemi di gestione e di vita associativa si sono ingigantiti anche perché l?Opera Nomadi è rimasta coerentemente fuori dalle due grandi centrali del Volontariato di questo settore : cioè quella confessionale e quella cosiddetta laica (fermi restando i positivi e sempre auspicabili rapporti che le Sezioni tengono in sede locale) con il vantaggio di non dover sottostare agli equilibri interpartitici e simili.
Lo strumento dei Coordinamenti di Area non ha sortito gli effetti sperati, mentre i Coordinamenti Regionali appaiono più vicini alla realtà geopolitica istituzionale in quanto le deleghe a Regioni e Provincie sono verticalmente aumentate. Ben venga allora l?attivismo del Coordinamento Veneto e la ricostruzione di quelli calabrese ed emiliano.
Il problema organizzativo centrale resta sempre lo stesso nei 40 anni di vita dell?Opera Nomadi: il ruolo del Consigliere Nazionale può e deve essere caratterizzato in forme più comprensive dell’intero territorio nazionale e della complessità delle esperienze esterne all’Opera Nomadi.
L?equilibrio di un?Opera Nomadi fondamentalmente caratterizzata dall?essere un?associazione mista è stato mantenuto, ma sempre tenendo presente la necessità/determinazione di valorizzare energie e risorse del popolo dei Rom, Sinti e Camminanti favorendo sempre una loro visibilità e un loro protagonismo rispetto ai diritti e ai destini di questa Comunità.
L?elezione di Yuri Del Bar a Consigliere Comunale di Mantova è restata per l?intera Comunità Italiana dei Rom/Sinti un?eccezione che conferma la regola della sostanziale emarginazione sociale che vivono i Rom/Sinti in Italia, alla base della quale resta il bassissimo livello medio di istruzione, aggravatosi con l?analfabetismo totale delle diecine di migliaia di minori Rom Rumeni.
Sicuramente è aumentata la presenza di Rom e Sinti all?interno dell?Associazione e non solo quantitativamente. Oramai è una realtà la presenza dei Rom e Sinti ai massimi livelli di responsabilità tanto a livello nazionale che locale.
E? una realtà che l?universitaria Serena Spada (Rumrì Molisana), i Sinti Giostrai e gli stessi Rom Rumeni siedano, con le loro piattaforme rivendicative, organicamente al tavolo di concertazione fra il nuovo Governo e l?Opera Nomadi, frutto di un paziente lavoro di tessitura di rapporti e contenuti all?interno dei diversi Ministeri, dopo le elaborazioni conseguenti ai due appuntamenti di approfondimento della propria linea e progettualità che l?Opera Nomadi organizza ogni anno ovverossia il SEMINARIO NAZIONALE ed il più specifico CONVEGNO ?Rom/Sinti, Legge 337 e microaree residenziali? (questo anno a Padova).

Sicuramente però continueremo a scontare ritardi e limiti nella costi-tuzione di un gruppo dirigente Rom/Sinto all?interno dell?Associa-zione, ma la linea programmatica dell?Associazione fortemente tende a questo ed è su questa strada che bisogna insistere senza però formalismi o scorciatoie demagogico-populiste.
Al fine di coprire quei vuoti di presenza concreta ed operativa sul territorio nazionale, l?Opera Nomadi Nazionale si è sforzata ulteriormente nella costituzione di nuove sezioni (e alla ricostruzione di altre) dove confluissero nuove energie di quell?attenzione che nel sociale è sempre più indirizzata alla soluzione operativa delle problematiche legate alla realtà dei Rom e dei Sinti ed al favorire all?interno di queste nuove realtà (così come pure all?interno delle vecchie un ruolo da protagonisti per i Rom e i Sinti).
Si è lavorato perciò assiduamente per la costituzione di nuove sezioni che hanno poi visto concretizzarsi questa attività con l?apertura della sede di Vicenza e con la ricostruzione delle Sezioni di Bologna, Modena e Crotone con l?impegno diretto del Presidente e della VicePresidente.
Importantissimo il recupero di un rapporto organico con i Camminanti Siciliani, uno dei tre grandi gruppi che compongono il popolo nostro fratello in Italia, tramite l?Insegnante Anna Biondani di Noto della Sezione Sicilia. In sardegna abbiamo stabilito, rapporto nato con la Caritas nell?ambito del Seminario Nazionale, una figura di Referente al fine di rifondare la Sezione locale nel nome di Peppe Collu.
Le suddette nuove realtà si affiancano come forze fresche a tutto il corpo dell’Opera Nomadi dando una nuova connotazione geografica alla presenza dell?Associazione sul territorio nazionale ma soprat-tutto nuove energie e linfa vitale alla stessa.
Ci sembra che in linea generale, al nostro interno, si sia ulte-riormente confermata l?importanza di comprendere la gestione mista dell’associazione,
laddove una Presidenza sezionale ai Rom ha senso se corrisponde ad una politica sociale programmata e non assistita dai “gagè”.
Il tutto, lasciando in ogni caso grande autonomia alle sezioni e stimolando e favorendo la costituzione di coordinamenti regionali che valorizzassero le risorse locali e raccordasse le iniziative che via via venivano sviluppate a livello territoriale.
Questo tenendo presente che molte volte la singola sezione si trova di fronte a problematiche di molto superiori alle sue singole forze e che quindi per risultare vincente, l?azione necessita del concorso di una molteplicità di forze (innanzitutto quelle presenti all?interno all?associazione nell?area geografica), ma anche raccordandosi con altre forze (associazioni, singoli volontari, servizi sociali ecc. presenti sul territorio).
La sede sociale dell?O.N. in San Lorenzo di Roma funziona sempre più costantemente per tutto il Consiglio Nazionale, per le Sezioni, sia durante i numerosi incontri di lavoro nella Capitale che per la costante vita di comunicazione collegamento interscambio all?interno dell’Associazione: la precarietà dei recapiti postali di alcune Sezioni ha generato qualche incomprensione a causa della mancanza di informazioni pervenute sulla peraltro fortemente accresciuta attività dell?Opera Nomadi.

Giacomo Iachetta ha voluto una ristrutturazione dei locali per cui la Segreteria Tecnica Nazionale dispone adesso di una stanza comple-tamente indipendente e ben attrezzata con una linea telefonica ordinaria, una per il fax, un buon impianto telematico dotato di scanner e la fotocopiatrice.
Un grande impulso positivo verrà dalla collaborazione di diecine di volontari del Servizio Civile Nazionale suddivisi in 20 Sezioni.
Cioè 2/3 dell?Associazione potranno servirsi di giovani motivati e di media professionalità nell?attività quotidiana. Il Referente Nazionale per l?Associazione sarà l?esperto PierLuigi Lombardi (anche per la Zona Centro-Italia) di Roma, per il Sud il Consigliere Nazionale Enzo Esposito, per il Nord Alessandro Piccin di Padova.
Anche questa Convenzione Nazionale con il CESV (Centro Servizi Volontariato) è un concreto successo del Consiglio Nazionale che ha esteso la positiva esperienza dello scorso anno di Roma e Foggia.
Il Consiglio Nazionale si è riunito regolarmente a norma di Statuto, e sono aumentati i momenti di incontro dei Consiglieri Nazionali con le sezioni per affrontare problemi specifici di rilevanza locale ed extralocale.

Chi accusa di ?accentramento romano dell?attività? non vuol tener conto dell?autorevolezza in sede di tavolo governativo e nell?interrelazione con le Sezioni della Vice-Presidente Nazionale e del Direttore di Romano Lil, nonché del Rom Vice-Presidente Nazionale. Chi ha ottenuto delle cariche senza poi svolgere, minimamente si badi, il proprio ruolo ed anzi unendosi a chi getta discredito sull?Associazione ed aumenta l?oggettivo solco che esiste fra Rom dei Balcani e Rom/Sinti ?italiani?, deve soltanto fare autocritica ed applicarsi nel lavoro umile e faticoso di Consigliere Nazionale, compiendo il proprio dovere come finora non ha fatto, ripetiamo minimamente.
Tale polemica è perciò fine a se stessa ed è gravemente amplificata con strumenti telematici di diffusione nazionale che hanno lette-ralmente inventato accuse gravissime contro alcuni Dirigenti dell?O-pera Nomadi. Accuse, la cui evidente falsità sarà immedia-tamente portata al giudizio dei Probiviri dell?Opera Nomadi.
Il Consiglio Nazionale è vivo e concretamente attivo: lo dimostra la forte ed irreversibile visibilità pazientemente raggiunta con la Dirigenza di ben quattro Ministeri ed il Tavolo (presso il dicastero della Solidarietà Sociale) dove con i suddetti Ministeri i Rom/Sinti siederanno a trattare concretamente per i problemi del loro popolo.

La vita associativa sta comunque progredendo malgrado alcune strumentali polemiche destinate a generare una mirata confusione.
E comunque giova ribadire che nell?Opera Nomadi c?è sempre un grande bisogno dell?impegno di tutti e spazio per tutti, fermo restando che non saranno più tollerate le accuse pubbliche immotivate e gravemente dolose.
E? questa la strada maestra che continueremo a percorrere: la più grande interconnessione fra ?centro? e ?periferia? dell?associazione in uno stretto rapporto di assistenza e consulenza, basato sempre più sulla presenza attiva e costante dei Consiglieri Nazionali nei diversi Coordinamenti Regionali, che non devono però adagiarsi sul dato di fatto positivo che la Sede Nazionale sia sempre più riferimento di orientamento e consulenza per quella parte della compagine governativa che, dopo anni di nostro paziente lavoro, riconosce nell?Opera Nomadi l?unica realtà di comprensione collettiva della condizione nazionale del popolo dei Rom/Sinti.

2. DIRITTI , OBIETTIVI RAGGIUNTI
Esaminiamo i passi fondamentali, in questo anno, nell?Opera Nomadi

1) TAVOLO PERMANENTE interministeriale presso il MINISTERO della SOLIDARIETA? Sociale con i Ministeri P.I., Pari Opportunità, Interno, Affari regionali e Lavoro ; i Rom/Sinti vi partecipano paritariamente e con un?articolata delegazione, in cui sono evidenziati i ruoli dei Sinti e dei Rom Rumeni;
2) DECRETO del Ministero per la Pubblica Istruzione per una Commissione tecnica permanente composta dal Dirigente Tallo ed altri tre tecnici e da quattro Insegnanti dell?Opera Nomadi;
3) ISTRUZIONE Rom/Sinti; al Seminario Nazionale il MPI convocherà tutti i Direttori Scolastici Regionali per l?applicazione del Protocollo d?Intesa;
4) LEGGE NAZIONALE sulla Minoranza Nazionale dei Rom/Sinti e Camminanti. Il Consiglio Nazionale ha approvato un anno addietro tale proposta e nell?inverno scorso essa è stata inoltrata al Ministero per gli Affari regionali; altri due Ministeri ne hanno dato parere positivo ed essa è all?esame adesso degli uffici legislativi degli stessi Ministeri ; approderà in Parlamento, dopo questo indispensabile iter di valutazione tecnica;
5) La COMMISSIONE BICAMERALE per l?INFANZIA riceve in AU-DIZIONE UFFICIALE una delegazione dell?Opera Nomadi guidata dal VicePresidente Nazionale il Rom Kasim Cizmic (sono presenti anche Paolucci e Converso);
6) PORRAJMOS: la Senatrice Valpiana ha presentato la proposta di integrazione della Legge sulla GIORNATA della MEMORIA, proposta firmata da tutti i gruppi della Maggioranza;
7) PORRAJMOS: l?Opera Nomadi per la prima volta ha partecipato ufficialmente alla manifestazione di caratura mondiale che si tiene ogni anno ad Auschwitz il 2 Agosto, nell?anniversario della strage nazista del 1944; l?invito si deve all?impegno della Sezione di Bolzano ed al Dirigente Rom Roman Kiatowski con cui l?Opera Nomadi è in collaborazione sin dal primo viaggio ad Auschwitz del 1992; è stato stabilito un organico rapporto con il gruppo dei Sinti Tedeschi che fanno riferimento a Romani Rose e con tutto il settore, fra di essi, dei sopravvissuti ; 8) PORRAJMOS: il Presidente Converso ed il Vicepresidente ROM Kasim Cizmic si recano in Maggio 2005 con la delegazione della Comunità Ebraica e dell?Associazione Partigiani nel Campo di ster-minio tedesco di Dachau; all?Università di Monaco incontrano il Prof. Muller, unico superstite del Gruppo Partigiano Studentesco della Rosa Bianca;
9) Il Seminario Nazionale e la ?Conferenza Nazionale ROM/SINTI, Legge 337 e microaree residenziali? sono diventati momenti perma-nenti di verifica anche con l?esterno della politica dell?associazione;
10) CONVENZIONE NAZIONALE SERVIZIO CIVILE con il CESV , per 20 Sezioni;
9) INTESA NAZIONALE con la Società Italiana Medicina delle Migrazioni (area CARITAS) con la seconda partecipazione al loro Congresso scientifico; l?Opera Nomadi per la prima volta avrà uno spazio nell?importantissima pubblicazione periodica ?Dossier Immigrazione CARITAS?.

Possiamo ben dire che all?interno dell?Opera Nomadi non è mai venuta meno la tenacia ed il lavoro quotidiano affinché l?asso-ciazionismo autonomo dei Rom e dei Sinti non sia questione del domani. Senza però fare del populismo della demagogia, cioè tenendo ben presente che il livello d?istruzione in Italia fra i Rom/Sinti è il più basso d?Europa, con tutto ciò che questo comporta nella formazione di un gruppo dirigente autonomo che non sia soltanto testimoniale o simbolico.

I Mediatori Rom/Sinti si sono stabilizzati rappresentativamente nelle Istituzioni in diverse città italiane, ma è fondamentale affrontare complessivamente la questione della formazione degli stessi (nel ?Protocollo d?Intesa? ciò è previsto formalmente), la cui attività diffusa in prospettiva su tutto il territorio nazionale resta un obiettivo politico-sociale centrale per la strategia futura dell’OPERA NOMADI.

I TEMI: Habitat e Lavoro, Scolarizzazione, Attività di promozione e di informazione ROMANO LIL sono trattati negli allegati e nelle relazioni dei Consiglieri Paolucci e Costa.

ARTICOLI ASSEMBLEA NAZIONALE:
- Noi dell’Opera Nomadi
- All’Assemblea Nazionale Opera Nomadi
- La relazione della Referente Scuola
- La “relazione morale” del Presidente Nazionale

Fotografia, Roma, 30 settembre, via dei Mille: il Presidente Massimo Converso legge la “relazione morale” 2005-06

Riferimenti: La "relazione scuola" dell’Opera Nomadi

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Al ?campo nomadi? di Foggia

18 Ottobre 2006 Nessun commento


Foggia, mercoledì 18 ottobre, ore 13. La sottosegretaria per i Diritti e le Pari Opportunità, Donatella Linguiti, accompagnata dal presidente Opera Nomadi di Foggia don Tonino Intiso, ha visitato questa mattina il ?campo nomadi?, ad Arpinova, al 15 km. dalla città. ?La cosa più importante è stata la notizia dell?annullamento della pratica di riconoscere il figlio alla nascita per le donne Rom ? ha dichiarato don Tonino. ? Per quanto riguarda il ?campo? occorre superare questa logica perché ormai è la terza generazione di Rom Macedoni che vive qui?.

PER UNA VERA POLITICA DELL?ACCOGLIENZA
A colloquio con don Tonino Intiso, presidente Opera Nomadi Foggia

(Mercoledì 18 ottobre, ore 13). La cosa più importante della visita di stamattina – spiega don Tonino, – è stata la comunicazione che le donne Rom non si vedranno più sequestrare i figli perché sprovviste del nulla-osta che dovrebbe essere rilasciato dall?ambasciata di Roma. Per quanto riguarda il ?campo? io distinguo due fasi: la prima di emergenza, la seconda di superamento.

La prima fase. Il ?campo? è stato senza gestione da sei mesi perché la Croce Rossa, che aveva la ?convenzione? con il comune, si è ritirata perché non ce la faceva più. Allora abbiamo rinnovato la nostra proposta, di un anno e mezzo fa, che è finalmente stata presa in considerazione ed è stata approvata la ?convenzione? Comune – Opera Nomadi per la gestione, a giugno scorso. Ma subito abbiamo chiesto un ufficio-container sul posto che è arrivato solo ieri. Intanto ci siamo anche dati da fare per iscrivere gli 80 alunni alla scuola dell?obbligo.

La seconda fase riguarda il prendere coscienza sulla situazione. Il ?campo accoglienza? è formato da roulotte e baracche ed i bagni sono insufficienti. A parte la pratica, tutta italiana, dei bagni collettivi, maschili e femminili. Occorre cercare una sintonìa culturale con i Rom residenti. La pratica del ?campo di accoglienza? per i Rom Macedoni non è più possibile, siamo arrivati alla terza generazione. gli 80 ragazzi che vanno a scuola sono tutti nati qui e dovrebbero essere cittadini italiani. Occorre un?intesa Volontari-Istituzioni per passare a pratiche di accoglienza che rispondano di più ai bisogni e non siano solo modi temporanei di gestire l?emergenza. Se non si riesce a fare sintesi di questo, a capire che cosa è l?accoglienza, allora non si va avanti. Come direttore della Caritas ho fatto partire il ?campo di accoglienza? per extracomunitari nel 1992 e per Rom nel 1995. Era una situazione temporanea di emergenza. Ho già cambiato tre assessori e la situazione è ancora temporanea.

IL ?CAMPO DI ACCOGLIENZA? DI ARPINOVA
Il ?campo di accoglienza? per Rom Macedoni? di Borgo Arpinova, a circa 15 km. dalla città, nasce il 13 marzo 2005 per il trasferimento dei Rom dal ?campo di via San Severo? alla periferia di Foggia, che era stato aperto nel 1995. Il 12 marzo 2005, in seguito ad un incendio, le cui cause non sono state accertate e che ha distrutto parte del ?campo?, i Rom vengono trasferiti a Borgo Arpinova dove sono state installate un centinaio di roulotte. Il trasferimento doveva essere provvisorio e durare sei mesi, in attesa di una sistemazione definitiva. Ma i Rom, dopo un anno e mezzo, vivono ancora lì in condizioni precarie: sei bagni per quattrocento persone.

LE PROTESTE DEI RESIDENTI (di Arpinova)
L?odissea dei Rom Macedoni di via San Severo è iniziata il 12 marzo 2005 quando, a seguito di un incendio, il sindaco Orazio Ciliberti ha dichiarato il campo inagibile e emanato una ordinanza di sgombero. Nel corso dei mesi molte sono state le voci che si sono sollevate contro il trasferimento: non solo quelle dei Rom e di alcune forze politiche, come i Comunisti Italiani e Rifondazione Comunista (a tutela dei Rom), ma anche quelle delle famiglie residenti a Arpinova. Il 12 marzo è iniziato il trasferimento dei Rom da san Severo al ?campo di accoglienza? di Borgo Arpinova ed il 16 marzo sono iniziate le manifestazioni del comitato di protesta ?Arpinova sicura?.

LA GESTIONE DEL CAMPO
Gli ospiti del campo sono attualmente 403, appartenenti a 103 nuclei familiari, con 218 adulti e 185 minorenni (80 dei quali iscritti a scuole di vario tipo).
Per un?efficiente gestione del ?campo? diede la propria disponibilità l?Opera Nomadi, ente ?che promuove i diritti del popolo ?rom? e opera nel settore da oltre 15 anni avvalendosi della collaborazione delle istituzioni scolastiche, amministrative, ecclesiali e del mondo del volontariato, perseguendo nella comunità locale la promozione uma-na e l?integrazione sociale degli immigrati in genere, e dei ?rom? in particolare?, ma la ?convenzione? fu invece affidata al Comitato foggiano della Croce Rossa che, a un anno di distanza, non ha più voluto rinnovarla.
A giugno è stata ratificata, per un anno, la ?gestione campo? con l?Opera Nomadi di Foggia guidata da don Tonino Intiso, personaggio storico nel settore immigrazione (e Rom) della città.
L´Opera Nomadi si occuperà di favorire l´integrazione dei nomadi nel contesto socio – economico – culturale locale, attraverso corsi di formazione e perfezionamento professionale, corsi di formazione sanitaria e igienica e fornendo assistenza nel disbrigo delle pratiche amministrative. Il Comune di Foggia garantirà un servizio di vigilanza dalle ore 17.00 alle 01.00; provvederà alle spese di energia elettrica, acqua, fogna e trasporto scolastico dei minori, oltre ad eventuali spese straordinarie, fino ad un tetto massimo concordato; si occuperà, inoltre, dell?espulsione dal ?campo? dei nomadi che non osserveranno il regolamento.

STORIA: I ROM IN PUGLIA
La prima ondata di ?zingari? è arrivata in Puglia nel 1392, dalle coste di là del mare Adriatico. Questa prima comunità è rimasta strettamente legata alle tradizioni: le donne indossano ancora oggi abiti lunghi e gioielli in oro, praticano la chiromanzia. La seconda ondata è giunta nel 1992, dalle coste di là del mare Adriatico. Questi ?nuovi rom? vestono alla moda, chiedono l?elemosina, svolgono l?attività di giostrai, lavorano il rame e fanno mestieri vari.

Opera Nomadi Foggia
via F. Spera, 95 – 71100 Foggia
tel. e fax: 0881.714130
ref.: don Tonino Intiso

Fotografia: ?campo Rom Macedoni? Arpinova, da www.antennasud.com

Riferimenti: Sot.seg.ria Linguiti al ?campo rom? di Foggia

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4 Ottobre 2006 14 commenti

Articolo pubblicato su Romano Lil, 2 ottobre.

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All?Assemblea Nazionale Opera Nomadi

2 Ottobre 2006 1 commento


Roma, 30 settembre ? 1 ottobre, Assemblea Nazionale Soci Opera Nomadi. L?incontro-raduno dell?associazione registra il più grande consenso numerico, e politico, degli ultimi anni: 31 sezioni (minimo 9 soci iscritti) su tutto il territorio nazionale, 3 gruppi collaboratori, 3 gruppi referenti. Ma è stato anche il più burrascoso e turbolento degli ultimi cinque anni perché questioni personali hanno nettamente prevaricato la questione politica. D?altronde una certa frammentazione dell?Associazione sembra rappresentativa, quasi omeopatica, delle stesse popolazioni Rom/Sinte.

(“CARTOLINA” A NOEMI)
Mantova Opera Nomadi aveva annunciato che dopo cinque anni di assenza sarebbe tornata a ?riformare le menti ed i cuori nell?As-sociazione? ed è stata l?assemblea più rissosa, offensiva, pro-vocatoria degli ultimi cinque anni. E da questa assemblea, a parte cause legali per offese personali, emerge nettamente l?impressione che Mantova Opera Nomadi non è più in grado di rapportarsi politicamente (e pacificamente) con l?Associazione Nazionale e che ne sia ?fisiologicamente? fuori. Da lì, quando manca il legame d?amore, di ideali, di ?comunanza-phralipè, restano solo liti ed insulti e tentativi reiterati di rissa.

QUESTA CRONACA E? RIVOLTA AI SOCI OPERA NOMADI
E fa parte della quota tessera annuale. Gli altri riferiscano questa cronaca alle furenti ?baruffe? che ci sono anche in Parlamento o in qualsiasi direttivo dei Partiti nazionali.

PREMESSA: DEJA VU, COAZIONE A RIPETERE
?Deja vu? è una sorta di memoria episodica pre-cognitiva o retro-attiva. Verso episodi particolarmente vissuti si può creare anche una specie di ?coazione a ripetere?. All?Assemblea Nazionale di cinque anni fa, l?ultima a cui ha partecipato Mantova, c?è stata una fazione di Consiglieri che ha accusato il Segretario dell?Associazione di molestie per estrometterlo. Il risultato è stato che l?accusa si è ri-baltata ed il Segretario è diventato Presidente. Anche nell?as-semblea 2006 c?è stato un tentativo di questo genere quando una donna accompagnata da Carlo Berini?

PREMESSA: LA VERITA? E? RELATIVA
Da vecchio fotografo ricordo che ?Point de vue? (presa da una finestra di Gras) è la prima protofografia della storia, di Nicéphore Niépce del 1826, a significare filosoficamente, anche nella ripresa fotografica, che è sempre questione di ?punti di vista?.
Questa filosofia si trova anche in Rashômon, 1950, di Akira Kuro-sawa: tre testimonianze visive di uno stesso episodio (l?uccisione di un samurai) sono differenti. Dove sta la verità? Forse ?la verità? è proprio ?relativa? (anche per anagramma). E comunque, con stile Romano Lil, anche se s-coinvolto, cerco di dare un resoconto, sempre documentato e mai offensivo, di quello a cui ho partecipato. Con grande sofferenza e turbamento, in questo caso, perché sì è spezzato un altro cerchio, di quelli concentrici dipanantesi, della tribù degli uomini.

PREMESSA: ?LA VERITA? TI FA MALE, LO SO?
(In data 5 ottobre). Per dovere di in-formazione, segnalo che altre “verità” sull?Assemblea Nazionale, si trovano sul nuovissimo ?blog? Rom Sinti @ Politica in un articolo del 4 ottobre dal titolo ?Opera Nomadi, Asseemblea Nazionale dei soci 2006?, si trovano sul ?blog? Sucar drom, di venerdì 29 ottobre, in un commento (in data successiva) di Yuri Del Bar all?articolo ?Opera Nomadi, Assemblea Nazionale dei soci? -con fotografia arbitraria, mentre la relazione ?ufficiale? dell?Opera Nomadi Nazionale verrà spedita nei prossimi giorni a tutte le sezioni (una breve introduzione con le cinque relazioni approvate). Un’altra “verità” sull’Asssemblea è apparsa su Sucar drom, 5 ottobre ore 16,51 al titolo: “Opera Nomadi, Assemblea Nazionale dei Soci 2006″. (In data 8 ottobre). La seconda parte di Sucar drom appare in data 8 ottobre al titolo: “Opera Nomadi, Asseemblea Nazionale dei Soci (II parte)”.
Cliccando sopra le scritte in azzurro, si va direttamente all’articolo.

ATTORNO AL FALO? CON ROMANO LIL
“Porto le parole, ammucchio le frasi, narro le parole – dice un vecchio cantastorie esquimese, ma tra di loro si chiamano Inuit, la gente – così è la mia abitudine sono fatto così. Perché le parole danno emozioni e creano silenzi, le parole portano falsità e menzogna, le parole portano conoscenza giusta delle cose: Amaijà aijà jaai jà-jà”.

L’ORDINE DEL GIORNO DELL’ASSEMBLEA
La convocazione e l’ordine del giorno dell’Assemblea Nazionale Annuale Soci Opera Nomadi si legge su Archivio Romano Lil, 29 settembre, all’articolo: “Noi dell’Opera Nomadi”.

CONSIGLIO NAZIONALE_____________sabato
Sabato ore 16-18,30 alla sede CESV in via dei Mille, Roma, si tiene il Consiglio Nazionale che precede l?assemblea annuale: sono presenti nove Consiglieri Nazionali. La relazione morale del Presidente, quella del Segretario, del Tesoriere, della Referente scuola, del Referente in-formazione (direttore di Romano Lil), vengono approvate all?u-nanimità.

L?ASSEMBLEA NAZIONALE___________sabato
Ore 18,30-20,30. Sono presenti i delegati di 12 sezioni, Abruzzo, Trento, Mantova, Milano, Padova, Rovigo, Sicilia, Fano, Firenze, La-zio, Napoli, Cosenza, la delega di Treviso: vengono votati, all?unanimità, Presidente e Segretario dell?Assemblea Nazionale, Curatoloi e Piccin. E? presente come osservatore il Presidente dei Probiviri dell’Opera Nomadi Nazionale, Avv. Marco Picciani, invitato personalmente dal Presidente. Prima dell?Assemblea: discussione accanita perché un operatore dell?Opera Nomadi di Mantova piazza telecamera per registrare tutto senza prima avere chiesto auto-rizzazione. Casino-casino, democrazia di qua e di là, poi si passa alla votazione che nega la registrazione. Prima dell?assemblea: no-nostante l?Ordine del Giorno degli interventi delle sezioni e delle mozioni sia previsto per il giorno dopo, Carlo Berini, Presidente Opera Nomadi sezione di Mantova propone la mozione delle ?Nove tesi per l?Opera Nomadi? all?assemblea. Il presidente gli dice di portarla il giorno dopo, lui insiste per leggere subito la mozione. Casino-casino, “Curatoli stalinista, torna in Messico!”, allora Roberto Costa, Presidente di Rovigo Opera Nomadi, propone una mozione dal titolo ?Nove motivi per espellere l?Opera Nomadi di Mantova?. Casino-casino in cui si distingue un socio, di Milano che, ?cazzo?grrr!?, tenta di scagliarsi contro un altro socio, seguono altri interventi chiassosi in simultanea, poi una ex socia Opera Nomadi, vuole fare un intervento contro il Presidente accusandolo di vari reati e ?non è democrazia? se non può parlare, anche se non ha la delega per l?assemblea. Segue una specie di quiete nella tempesta rotta da un intervento offensivo di Carlo Berini rivolto a Renata Paolucci che fa scattare il segretario dell?Assemblea (marito di Renata) che si ferma a pochi centimetri dal volto del Berini. Casino-casino, de-mocrazia di qua e non di là, e Carlo Berini invita tutti i Rom/Sinti ad uscire dall?Assemblea, e Yuri Del Bar spalleggia il suo presidente, ma nessuno esce e dopo un?ora dall?inizio, su intervento deciso di David Knight (“proviamo a ripartire?”), si ristabilisce un minimo di calma e di metodo: SEGUIRE L?ORDINE DEL GIORNO PRE-VENTIVATO.
Allora il Presidente Nazionale può leggere la sua relazione ?morale? 2005 e dare le indicazioni politiche per il 2006, relazione che sarà pubblicata nei prossimi giorni. In breve l?Associazione registra il più grande consenso numerico, e politico, degli ultimi anni: 31 sezioni (minimo 9 soci iscritti) su tutto il territorio nazionale, 3 gruppi colla-boratori, 3 gruppi referenti. A livello politico c?è un ?tavolo per-manente interministeriale? dove le trattative riguardano l??emer-genza Rom rumeni?, il riconoscimento di minoranza etnico-linguistica ai Rom/Sinti, l?applicazione con fondi mirati del protocollo MIUR-Opera Nomadi per la scolarizzazione dei Rom/Sinti, poi c?è la Convenzione Nazionale col Servizio Civile che fornisce 80 Volontari a 20 sezioni, la proposta di integrazione della legge sulla ?giornata della memoria? e altro ancora. Segue la relazione del tesoriere, gravemente amma-lato, sostituito per l?occasione dal dottor Iachetta, commercialista. Poi la richiesta della sezione di Napoli, di sigla Onlus per l’As-sociazione, dibattuta brevemente.
A causa delle intemperanze il tempo degli interventi del giorno dopo si è ristretto, allora il Presidente di Rovigo Opera Nomadi offre lo spazio della sezione di Rovigo a Mantova, perché quest?ultima possa illustrare adeguatamente le sue ?Nove tesi?. Le proposte del Presidente Curatoli, di fare l’assemblea il giorno dopo alla sede Opera Nomadi per avere più tempo, e di Costa, di iniziare alle ore 8 invece che alle 9, sono bocciate.

LE SEZIONI ALL?ASSEMBLEA___________domenica
Domenica 1 Ottobre ore 9 -12 via dei Ramni 4. E’ presente come osservatore il Presidente dei Probiviri dell’Opera Nomadi Nazionale, Avv. Marco Picciani. Si completano le relazioni previste, ma ritardate dal giorno precedente, a cui seguono gli interventi delle sezioni. Relazione Segretario Nazionale Giorgio Bezzecchi che sintetizza con commenti adeguati le 31 relazioni, relazione ?Romano Lil? a cura del direttore Roberto Costa, Relazione ?Scuola? a cura della Respon-sabile Nazionale Renata Paolucci.

?SPUDORATA, BUGIARDA?
Durante la relazione della professoressa Paolucci, Carlo Berini, Presidente dell?Ente Morale Opera Nomadi di Mantova, la interrompe con le seguenti parole: ?Sei una spudorata, bugiarda!?. Al che il Presidente dell?Assemblea, il settantenne Curatoli, tenta di scagliarsi contro di lui inveendo ripetutamente. Viene fermato e nel casino generale alcuni mediatori tentano di ricondurre all?armistizio che si raggiunge solo dopo venti minuti di tumulto. Da segnalare, come mediatori del conflitto, i Consiglieri Nazionali Giorgio Bezzecchi, Maurizio Pagani ed il vice-presidente Kasim Cizmic.

ALCUNI INTERVENTI DELLE SEZIONI
Dopo il tumulto si ripresenta il caso dell?ex-socia Opera Nomadi che ha pesanti accuse contro il Presidente Nazionale. Dirime la questione Bianca la Penna, Consigliere Nazionale Diritti -cooptato, spiegando che se ci sono estremi da denuncia penale, la signora proceda in tal senso, perché l?assemblea ha carattere politico. Comunque il Con-sigliere Nazionale Roberto Costa, si è impegnato, successivamente, anche la vice-presidente Paolucci, a portare la ?questione? al prossimo Consiglio Nazionale.
L?assemblea riprende faticosamente con lo spazio-sezioni (previsti dieci minuti). Interviene il vice-presidente Kasim Cizmic che cerca di sedare gli animi ricordando che ?i Rom muoiono là fuori? ed invita a mettersi assieme, seguito sulla stessa linea da Arif Tahiri, presidente Opera Nomadi Marche. Marco Nieli, Presidente di Napoli, riconduce l?assemblea alla politica ponendo il tema importantissimo dell?as-sociazione come ?Onlus? che potrebbe aprire spiragli per ?con-venzioni? e finanziamenti. Maurizio Pagani, di Milano, cita le liti furiose del Parlamento Italiano, per suggerire un po? di calma.

LA RELAZIONE DI MANTOVA
Il presidente dell?Opera Nomadi di Mantova Carlo Berini, fa un intervento in linea e conseguente il suo pensiero ?per questo il Consiglio Direttivo dell’Opera Nomadi di Mantova proporrà alla prossima Assemblea Nazionale, dopo cinque anni di assenza, nove tesi per riformare le menti e i cuori nell’associazione?, riportato nei commenti all?articolo su Sucar drom di venerdì 21 aprile dal titolo ?Pedofilia a Roma, il Presidente dell’Opera Nomadi sapeva?? (e se sapeva perché non è intervenuto?). Spiega Berini che il Consiglio Direttivo di Mantova ha dato mandato ai quattro delegati di fare approvare le ?Nove tesi politiche per l?Opera Nomadi? (fatte in collaborazione con Sucar drom e Istituto Cultura Sinta), ed inoltre di fare chiudere tutte le sezioni dell?Opera Nomadi dove i Rom/Sinti non sono adeguatamente rappresentanti e primi protagonisti delle politiche a loro rivolte. Dopo cinque anni di assenza l?Opera Nomadi di Mantova torna al Nazionale a dettare la sua linea politica. Nel seguito Berini, presidente ?bianco? di Mantova, critica punto per punto la relazione morale del Presidente Nazionale: Mantova vuole il Presidente Rom, Mantova non è d?accordo coi ?tavoli ministeriali? con solo l?Opera Nomadi, Mantova sulle mancate denunce alle istituzioni, Mantova sulla scolarizzazione che fa diventare i Rom tutti stranieri, Mantova sulla centralizzazione dell?Opera Nomadi a Roma, Mantova contro la sovrastima dei Rom rumeni, Mantova che i Rom di un ?campo? sono stati trasferiti fuori Roma? Poi, dopo altri due delegati, interviene Yuri Del Bar, due delegati di Mantova in fila senza aspettare il turno, che non posso riportare perché Del Bar dice ?fate uscire quello lì che mi da fastidio?, che sarei io, il cronista, che ha diritto di identità, di nome e cognome. Non si dice ?zingari?, si dice Rom e Sinti. Non si dice ?quello lì?, si dice Roberto Costa.

LA RELAZIONE DI ROVIGO
Il Presidente di Rovigo Opera Nomadi, Roberto Costa, ribatte brevemente che l?Opera Nomadi coi Rom/Sinti protagonisti vuol dire chiudere 28 sezioni su 31, e resterebbe solo Mantova e l?Abbruzzo e Marche, e vuol dire chiudere progetti sul lavoro, casa, scolariz-zazione, assistenza legale e altro, che sono portati avanti dai ?bianchi?. E vuol dire riportare in prigione Rom/Sinti lasciati senza assistenza e tutela legale. Ricorda, a proposito del presidente Rom che le minoranze più discriminate d?Europa non sono i Rom/Sinti ma le loro donne e, propone, casomai una Presidente Romnì, donna. Insiste sul legame su cui si dovrebbe fondare l?associazione, un legame di ?rispetto? e ?comunanza? ed ?idealità?, violato da Man-tova. Dopo mesi e mesi di tentativi di ricondurre le critiche di Mantova e farle diventare costruttive all?interno dell?Associazione, Roberto Costa si dichiara sconfitto e propone allora, visto anche come è andata l?assemblea del giorno prima, ?Nove motivi per espellere l?Opera Nomadi di Mantova?. Oggetto: Opera Nomadi sezione di Mantova, venga espulsa dall?Opera Nomadi per violazione del ?codice morale?, della ?comunanza-phralipè? e per condotta illegale reiterata nella gestione del ?blog? Sucar drom. Una mozione di tre pagine in cui sono riportati nove punti documentati e dettagliati, riferiti soprattutto al ?blog? dell?Opera Nomadi di Mantova (Sucar drom) di insulti personali, di casi di violazione dell?etica professionale (saccheggio foto e articoli senza citazione e uso arbitrario violante la ?privacy? di primi piani di bambini rom), di notizie false e denigratorie rivolte all?Opera Nomadi Nazionale.

LA VOTAZIONE DELL?ASSEMBLEA
Verso mezzogiorno l?Assemblea vota a larghissima maggioranza tutte le relazioni, confermando a larghissima maggioranza, la linea politica e gli orientamenti dell?Opera Nomadi Nazionale.
Le eccezioni, alla larghissima maggioranza ?che vuol dire tutti i numerosi presenti meno quattro, sono le seguenti: relazione morale del Presidente quattro votanti contro ? i delegati dell?Opera Nomadi di Mantova; relazione del Tesoriere quattro votanti contro – i delegati di Mantova; relazione del Segretario rom quattro astenuti – i delegati dell?Opera Nomadi di Mantova.

P.S. DOMANDE SOTTOVOCE
Su Sucar drom, blog dell?Opera Nomadi di Mantova (a difesa di Rom/Sinti) ci sono più articoli di critica, anche arbitrari e falsificatori, sull?Opera Nomadi Nazionale (a difesa di Rom/Sinti) o sulla Lega Nord (ad attacco di Rom/Sinti)? Ma Mantova è andata al Nazionale, dopo cinque anni, a costruire o a distruggere? Se l?Opera Nomadi Mantova non è d?accordo su niente di quello che fa l?Opera Nomadi Nazionale, anzi critica metodicamente tutto, vota metodicamente contro tutto, cosa ci fa nell?Opera Nomadi?

P.S. RISPOSTE SOTTOVOCE

Articoli Assemblea Nazionale:
- Noi dell’Opera Nomadi
- All’Assemblea Nazionale Opera Nomadi
- La relazione della Referente Scuola
- La “relazione morale” del Presidente Nazionale

Nella foto: il Consiglio Nazionale dell?Opera Nomadi, giugno 2004. Mancano Marco Nieli, Amedeo Curatoli, Virgilio Pavan

Riferimenti: ?Spudorata, bugiarda!?

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Utopia Opera Nomadi (LP-0)

29 Settembre 2006 1 commento

L’Opera Nomadi a tutela di Rom, Sinti e Camminanti, nello spirito della dichiarazione dei “diritti dell’uomo”, è stata fondata a Roma il 21 settembre 1966, riconosciuta Ente Morale con decreto del Presidente della Repubblica il 26-3-1970. Lo Statuto è stato aggiornato in data 22 marzo 1998: “L’Ente, con Sede Nazionale in Roma, è un’organizzazione democratica che ha il fine di salvaguardare e valorizzare con ogni possibile forma d’intervento, diretto o indiretto, il patrimonio sociale e culturale delle popolazioni Rom, Sinte e Camminanti, comunemente denominate zingare, nomadi e viaggianti, nonché di fornire concreti strumenti di sostegno a favore delle stesse popolazioni”.
Nell’anno 2006 l’Opera Nomadi è formata da 32 sezioni (e quattro gruppi rereferenti), con oltre 600 soci, nel territorio nazionale.

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L?Opera Nomadi ai Ministeri: proposte politiche

24 Settembre 2006 Nessun commento


Roma, 21 sett. ?Gli incontri coi Ministeri, Pubblica Istruzione, Unar e Solidarietà Sociale, sono andati molto bene, l’atteggiamento nei nostri confronti è cambiato in positivo. Sono stati proposti dagli stessi funzionari incontri con i Direttori Regionali, con l’Anci, con il Ministero dell’Interno, del Lavoro e Affari Regionali: hanno finalmente capito che la ?questione rom? va affrontata a 360 °, nella sua globalità. Questi incontri comportano sacrificio, fatica e impegno finanziario, ma c’è la soddisfazione di constatare che il nuovo governo è intenzionato a fare qualcosa?: Renata Paolucci, vice-presidente Opera Nomadi.

RIUNIONE del TAVOLO di COORDINAMENTO interministeriale:
dopo l?insediamento del nuovo Governo, l?Opera Nomadi partecipa con i Rom/Sinti
Roma 21 settembre 2006

La delegazione era composta dal Presidente Nazionale Converso e dai due VicePresidenti Paolucci e Cizmic; il Segretario Nazionale Giorgio Bezzecchi non ha partecipato per impegni di lavoro. Era presente il Prof. Amedeo Curatoli, in quanto Responsabile Nazionale ?DIRITTI? dell?Opera Nomadi. Erano parte attiva della delegazione i Sinti Marchigiano-piemontesi Walter Tanoni, Nello Dell?Innocenti, Moreno Niemen (che hanno consegnato ai tre Ministeri una articolata piattaforma riguardante l?applicazione della Legge 337/1968 ? compresa una richiesta di forti sgravi fiscali per i Giostrai ? e la questione microaree residenziali a misura di famiglia estesa), la ?rumrì? Molisana Serena Spada (universitaria a Ginevra) che si è soffermata a lungo sul tema della scolarizzazione e sull?abbandono prematuro della frequenza delle giovani ?rumrià? italiane, il Rom Rumeno Ion Bambalou (di Craiova, dove i Rom costituiscono il 10% della popolazione e le cui case sono state oggetto di un attacco armato degli ?squadroni della morte? ancora nel 2005; Ion è in Italia da oltre 10 anni).
Per il MPI erano presenti il Dirigente Matteo Tallo con il suo intero Gruppo di Lavoro e per il Ministero Pari Opportunità il Dr. Mauro Berardi, tutti intervenuti nella Sede Nazionale dell?Opera Nomadi, ciò anche a riconoscimento del rapporto di fiducia che è stato pazientemente costruito con le Istituzioni dello Stato da parte del Consiglio Nazionale.

Il Dirigente Tallo ha confermato il giudizio positivo dell??Ufficio Stranieri e nomadi? del MPI sulla proposta di legge dell?Opera Nomadi e viceversa l?inoltro all?Ufficio Legislativo per il parere tecnico. Nella settimana corrente il Dr. Tallo ha inviato al Ministro una relazione sulla situazione della scolarizzazione dei Rom/Sinti e Camminanti , richiedendo con forza l?applicazione generalizzata del PROTOCOLLO d?INTESA con una nuova Convocazione (l?O.N. ha proposto il IX° Seminario del 15-16 XII p.v.) di tutti i Direttori Regionali Scolastici. Nei prossimi giorni, alla luce della riunione odierna e della allarmante documentazione oggi acquisita sull?evasione scolastica di oltre 20.000 minori Rom Rumeni e sulla dispersione e ritardo didattico dei Minori Rom/Sinti italiani, il Dirigente invierà un?ulteriore nota urgente al Ministro. Anche quest?anno la sessione Scuola del IX° Seminario Nazionale è previsto che si tenga presso il MPI.

Il Dr. Berardi dell?UNAR (Ministero Pari Opportunità) ha stigmatizzato fortemente il preoccupante fenomeno delle classi differenziali crea-tesi in alcune regioni italiane, per via del ritiro (per volontà dei genitori) dei minori gagè dalle scuole a forte presenza di alunni Rom (vedasi Villanova Marchesana -Ro). Ha ribadito che il Ministero è in-teressato a sostenere il Censimento (non-nominativo ovviamente) quantitativo e qualitativo dei Rom, Sinti e Camminanti in Italia (con-dotto dall?Opera Nomadi con i Mediatori Rom/Sinti) per poter attuare una politica nazionale in modo documentato e quindi realistico.

La SottoSegretaria agli Interni Marcella Lucidi ha inviato un messaggio fissando per i prossimi giorni un incontro preventivo con l?Opera Nomadi.

AL MINISTERO SOLIDARIETA? SOCIALE
All?incontro delle 15 al Ministero della Solidarietà Sociale, l?Opera Nomadi ed i Rom/Sinti sono stati a lungo ascoltati dal Capo Segreteria del Ministro Ferrero, Massimo Pasquini, che a fine incontro, ha assicurato che il prossimo TAVOLO di COORDINAMENTO INTERMINISTERIALE si terrà presso la stessa sede del Ministero e dando assicurazioni sulla partecipazione del Ministro alle conclusioni del IX° seminario Nazionale dell?Opera Nomadi il 16 Dicembre. A tale tavolo Pasquini ha proposto che partecipi anche il Ministero del LAVORO, indicando alla delegazione il settore da coinvolgere. Altra figura determinante è la Sottosegretaria del Ministero Solidarietà Sociale con delega all?Immigrazione.
Dopo la circostanziata relazione dei quattro Consiglieri Nazionali presenti e soprattutto dopo gli interventi del Sinto Moreno Niemen e della Rumrì Serena Spada (era dall?ultimo Governo dell?Ulivo che il Ministero non riceveva, malgrado le periodiche richieste, una delegazione di Rom/Sinti) il Capo-Segreteria ha rivelato ?un buco di conoscenza delle buone pratiche (i laboratori ?Kimeta? di Firenze e ?Romnià/Rumrià? di Roma, i quattro Progetti attuati di Raccolta Differenziata con operai Rom/Sinti, le Cooperative Sociali dei Rom/Sinti, la politica di Giacomo Mancini, le microaree residenziali già realizzate nel Centro-Nord, etc.) che vanno diffuse anche attraverso il sito del Ministero?.
Rispetto alle microaree ed alle richieste di casa, dopo aver ricordato la ?condanna europea? sulla sciagurata politica italiana dei ?campi nomadi?, Pasquini ha confermato la competenza delle Regioni su tale settore, ma ha assicurato il coinvolgimento dell?ANCI e del Referente del Ministero per tale problema (l?Opera Nomadi inviterà tali funzionari al prossimo tavolo di Coordinamento in ottobre).
Dopo aver fatto un primo esame della proposta di legge nazionale, per il riconoscimento delle minoranze etnico-linguistiche Rom e Sinte, inoltrata dal Consiglio Nazionale dell?Opera Nomadi al precedente Governo, Pasquini l?ha considerata positiva comunicando che sarà inoltrata all?Ufficio Legislativo del Ministero.

Opera Nomadi:
Il Presidente Nazionale, Dr Massimo Converso
la Vice-presidente Nazionale, Prof.ssa Renata Paolucci

LE PROPOSTE POLITICHE DELL’OPERA NOMADI:

1) Censimento (non-nominativo) quantitativo e qualitativo delle presenze, curato da Mediatori Rom/Sinti, in collaborazione fra Opera Nomadi ed Istituzioni dello Stato;

2) Immediata apertura di un Ufficio Governativo presso il Ministero delle Pol.Soc. (con uno o più Mediatori Rom/Sinti) che faccia capo ad una speciale Commissione Interministeriale, ufficio che coordini ed orienti le confuse disorganiche politiche degli EE.LL. in materia;

3) Applicazione immediata del PROTOCOLLO d?INTESA MIUR/OPERA NOMADI sulla scolarizzazione (firmato il 25 Giugno 2005 a Roma) che non dispone però di alcun finanziamento, con un?immediata convo-cazione presso il MIUR (l?Opera Nomadi il 15 e 16 Dicembre 2006 tiene il tradizionale Seminario Nazionale, quest?anno alla presenza del Ministro Ferrero, già interpellato allo scopo) di una nuova Conferenza Nazionale delle Direzioni Scolastiche Regionali sul tema specifico dell?evasione, dispersione scolastiche e ritardo didattico. La proposta è quella di considerare scuole a rischio (usufruendo quindi dei significativi fondi specifici, spesso non utilizzati per mancanza di progetti) tutti quegli Istituti frequentati di Rom/Sinti; tali fondi devono essere prioritariamente impegnati per la formazione dei Mediatori Culturali Rom/Sinti perché l?integrazione (passando per l?indispensabile rapporto con le famiglie) sia reale;

4) Generalizzare a livello nazionale la seria e concreta politica di avviamento al lavoro (Mercati ROM, raccolta differenziata, sartorie, albo comunale musicisti di strada) attuata negli ultimi due anni dal Comune di Roma che ha anche aperto uno specifico ?Ufficio Lavoro Rom/Sinti?; è chiaro che il problema del lavoro costituisce il problema centrale per una politica di integrazione sociale delle comunità dei Rom, Sinti e Camminanti. Un problema che va molto aldilà della semplice acquisizione di reddito ma che condiziona tutta la vita sociale della comunità;

5) Smantellamento di tutti i ?Campi-nomadi? e delocalizzazione in più abitati, anche di case popolari, delle grandi innaturali aggregazioni dei ?Campi-nomadi?, autentiche scuole di avviamento alla devianza, utilizzando gli interi territori provinciali attorno ai capoluoghi di pro-vincia in particolare per quelli colpiti dal fenomeno dell?immigrazione Rom di massa. Per quanto riguarda le migliaia di microaree già autocostruite dai Sinti e da alcuni gruppi di Rom, in genere cittadini italiani, si chiede una sanatoria edilizia (in deroga alla Legge 380/2001) che riguardi esclusivamente questo gruppo a tutela di un?organizzazione sociale secolare ovvero di una cultura di vita propria (in Italia, esclusivamente dei Sinti Giostrai e Gackane e dei Rom Kalderasha e Harvati, tutti cittadini italiani). Per futuri insediamenti di questi gruppi, vanno presi a esempio gli interventi del Comune di Latina, in Lombardia ed Alto Adige, dove Sinti ed Enti locali hanno reperito aree agricole o residuali e le hanno attrezzate.

Si chiede inoltre:
- la chiusura dei CPT luoghi anticostituzionali e fuori da ogni criterio di umanità e civiltà;
- una sanatoria per i lavoratori stranieri di origine Rom ?Yugoslava? o Rumena presenti sul nostro territorio alla data del giugno 2006;
- permessi di soggiorno umanitari per i profughi di guerra e per Rom Rumeni, in fuga da situazioni di grave discriminazione e ghettiz-zazione nel loro paese;
- Cittadinanza automatica per i figli nati in Italia che, integrati pienamente nella società italiana, non possono poi essere espulsi verso paesi che non conoscono e non hanno mai visitato;
- permessi facilitati per cure mediche per i clandestini Rom;
- ricongiungimenti facilitati (attualmente la legge è discriminatoria su basi censorie);
- inserimento del ?romanés? tra le lingue da proteggere, nell?ap-posita legge quadro;
- citazione del ?Porrajmos? nella legge istitutiva del 27 gennaio (GIORNATA della MEMORIA dello sterminio nazifascista).

Finora i Rom/Sinti hanno conosciuto dallo Stato, tranne alcune ecce-zioni di rilievo, soltanto un intervento generalizzato di carattere repressivo. E? il momento di attuare una politica di solidarietà, avviamento al lavoro e regole, per la cui attuazione l?Opera Nomadi con le sue 30 Sezioni Reg.li e Prov.li è a completa disposizione delle Istituzioni dello Stato e degli EE.LL.

L?ORDINE DEL GIORNO DELLA RIUNIONE
Roma, 13 settembre

- Al Ministero per la Solidarietà Sociale (c.a. Capo segr. M. Pasquini)
- Al Ministero per le Pari Opportunità (UNAR)
- Al Ministero Pubblica Istruzione (Dir.ne Gen.le per lo Studente)
- Al Ministero dell?Interno (c.a. SottoSegretaria On.le Lucidi)

Oggetto : Riconvocazione tavolo di lavoro per Rom, Sinti e Cammi-nanti in Italia

L?Opera Nomadi ha riconvocato il tavolo di lavoro in oggetto per la prossima settimana presso la sede sociale dell?associazione di via di Porta Labicana 59 .

All?Ordine del Giorno intendiamo indicare queste priorità :
1) Emergenza Rom Rumeni e dei Balcani in genere ;
2) Aggravamento condizioni generali della qualità della vita dei Rom/Sinti già cittadini italiani;
3) Approvazione Leggi sul riconoscimento della Minoranza Linguistica dei Rom/Sinti e sull?integrazione della norma sulla Giornata della Memoria (che esclude i Rom/Sinti);
4) Finanziamento straordinario ed applicazione del PROTOCOLLO d?INTESA sulla SCOLARIZZAZIONE dei MINORI ROM/SINTI (l?evasione scolastica sta aumentando in misura esponenziale);
5) Organizzazione Seminario Nazionale del 15 e 16 Dicembre in Roma con partecipazione diretta dei Ministeri competenti;
6) Varie .

Opera Nomadi
Il Presidente Nazionale, Dr Massimo Converso
La Vice-presidente Nazionale Prof.ssa Renata Paolucci

P.S.: EMERGENZA ROM-RUMENI: punto 1
Sull’emergenza Rom rumeni si rimanda a Romano Lil 13 giugno:
Un “tavolo politico” sui Rom rumeni,

Nella fotografia, in stile “sfumato leonardesco”, si riconoscono: il Sinto Moreno Niemen, Massimo Converso, Massimo Pasquini, Renata Paolucci, Amedeo Curatoli, la Rumrì Serena Spada, Kasim Cizmic

Riferimenti: I sinti giostrai al Governo italiano

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Milano: polizia controlla campo nomadi

23 Settembre 2006 1 commento

Milano, 22 set. – (Adnkronos) – Sono sedici i cittadini extracomunitari, tutti di nazionalita’ romena, che sono stati accompagnati oggi in questura per le procedure di espulsione, dopo il controllo della Polizia di Milano presso il campo nomadi di via Triboniano.
Riferimenti: Formigoni: un patto di legalità coi nomadi

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Padova: guerriglia al campo nomadi

8 Settembre 2006 1 commento
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Il ?campo nomadi? è una questione morale

18 Luglio 2006 Nessun commento


Treviso 17 luglio. Renzo Comin, presidente dell?Opera Nomadi di Treviso, fa chiarezza sul ?campo nomadi? di via Francesco da Milano: ?Da problema di ordine pubblico è destinato a divenire una vera e propria questione morale per la città di Treviso. Il campo è stato trattato per anni come una faccenda di ordine pubblico verso un gruppo dall’identità poco nota, l’?altro?, il cittadino di serie B, il diverso, tenuto in isolamento da stereotipi e pregiudizi da un cordone immunitario immaginario. Mai una risposta agli appelli dell’Opera Nomadi, mai un intervento del sindaco per presentare un progetto alternativo sull’habitat agli stessi abitanti del campo, per parlare in assemblea come è tradizione fare per la comunità, per affrontare insieme i problemi come fanno i cittadini con amministratori responsabili, con civiltà e rispetto delle diverse posizioni e gli uni degli altri?.
Il comunicato dell’Opera Nomadi, una lezione di educazione civica impartita dalla Questura all?Amministrazione comunale e un articolo, ?Via da Milano il giorno dopo?, ripreso da ?il gazzettino?.

IL ?CAMPO NOMADI?: DA ORDINE PUBBLICO A QUESTIONE MORALE DI TREVISO
Tv, 16 luglio. Il Campo Nomadi di Via Francesco da Milano, da problema di ordine pubblico a questione morale per la Città di Treviso.
Di Renzo Comin, presidente Opera Nomadi di Treviso

Il problema del Campo Nomadi è esploso come questione morale per la Città di Treviso: da anni l?Opera Nomadi di Treviso, Ente Mo-rale, associazione apartitica e aconfessionale, affronta i problemi della formazione, del lavoro, della salute, dell?habitat in un silenzio istituzionale assordante.
Il Campo Nomadi per anni è stato trattato come problema di ordine pubblico: da una parte un gruppo dall?identità poco nota, ?l?altro?, ?il cittadino di serie B?, ?il diverso?, tenuto in isolamento da stereotipi e pregiudizi, da un cordone immunitario immaginario, ?el singano? che è meglio ?negare?, che conduce una esistenza dai rischi sociali elevatissimi, che vive in condizioni di vita al limite della sopportabilità in un ?campo? senza servizi igienici, non in un campo in regola o in una microarea o in una casa di civile abi-tazione, così come sarebbe previsto dalla legge regionale 54/89 in materia, ma in un ?non-luogo?, al quale non è riconosciuto nem-meno il diritto di sosta. Il giorno del tentato sgombero l?am-ministrazione ha fatto togliere perfino la corrente elettrica.
E dall?altra? Mai una risposta agli appelli dell?Opera Nomadi, mai una risposta alle recenti proposte dei partiti dell?opposizione in Consiglio Comunale, mai un intervento del Sindaco per presentare un progetto alternativo sull?habitat agli stessi abitanti del campo, per parlare in assemblea come è tradizione fare per la comunità, per affrontare insieme i problemi come fanno i cittadini con am-ministratori responsabili, con civiltà e rispetto per le diverse posi-zioni e gli uni degli altri. Ma al contrario multe salate comminate per occupazione di suolo pubblico o per divieto di sosta, stato di perenne allarme, minacce continue di sgombero che mettono a rischio la stabilità del posto di lavoro, rendono precaria la scuola per i bambini e i ragazzi, ben 29 i minori di 14 anni, mettono in pericolo il riconoscimento reciproco su cui si fonda un processo di integrazione che dovrebbe essere inevitabile, visto che i Sinti sono cittadini trevigiani a tutti gli effetti.
E? stato necessario l?intervento dei partiti di opposizione con proposte concrete in recenti riunioni del Consiglio Comunale, del Prefetto e del Questore in occasione del tentativo di sgombero per denunciare l?assoluta mancanza di una politica sociale a favore di questa minoranza. E? in questo vuoto che si impone la questione etica, ovvero la pratica del dialogo sociale in cui si inscrivono si scrivono o riscrivono i valori e le regole dei singoli e dei gruppi, in cui la moralità dell?azione è identificata con l?attenzione all?altro, ai suoi problemi, ai suoi bisogni. I veri assenti per ora sono i rappresentanti dell?attuale Amministrazione Comunale.
Da problema di ordine pubblico il ?campo Da Milano? è diventato un problema politico e di giustizia sociale. In realtà la questione del campo è la questione morale di Treviso.

EDUCAZIONE CIVICA
Lo sgombero del ?campo Da Milano? tentato dalla polizia municipale mercoledì 12 luglio è stato bloccato grazie all?intervento del Questore di Treviso che ha contingentato l?area perché non c?erano progetti alternativi validi: lo sgombero improvvisato avreb-be creato problemi di ?ordine pubblico?. Si tratta di un invito rivolto alla Giunta comunale a preparare progetti alloggiativi per non buttare allo sbaraglio 16 famiglie di cittadini trevigiani. In questa occasione la ?società civile?, Questura e Polizia di Stato, ha dato una lezione morale alla Polizia Municipale ed alla giunta del comu-ne di Treviso. Il Questore Filippo Lapi in una intervista al Tg3, di lunedì sera, in risposta alle polemiche innescate dall?Ammini-strazione comunale nei recenti giorni, ha dichiarato: ?L?assessore aveva detto che le case sarebbero state pronte per il venerdì successivo. Che mi si mostri dove sono queste case ed io chiederò scusa e permetterò lo sgombero?.

VIA DA MILANO IL GIORNO DOPO
Sospiro di sollievo dei nomadi:
«Le parole del dottor Lapi ci hanno restituito fiducia»

Sopralluoghi continui dei vigili al campo

Di Anna Girotto
Il Gazzettino, venerdì, 14 Luglio 2006
Controlli costanti e ronde nella zona. È questa la tattica messa in atto dalla polizia municipale dopo il fallimento dello sgombero del campo nomadi. Il primo sopralluogo in via Da Milano è stato compiuto dal comandante dei vigili municipali in persona: Danilo Salmaso è arrivato a Fiera già ieri mattina, ha parlato con gli abitanti delle roulotte e infine ha controllato che tutto fosse a posto, perfettamente uguale a quando lo sgombero è stato in-terrotto. Il pomeriggio si è ripetuta la scena, ma questa volta si è mossa una pattuglia della polizia locale che ha nuovamente contato il numero delle roulotte per scoprire l’eventuale annes-sione di nuovi mezzi. Mercoledì, infatti, quando lo sgombero era stato interrotto su disposizione del questore, le forze dell’ordine avevano eseguito un censimento di roulotte e persone, vietando l’aggiunta di qualsiasi elemento alla situazione fotografata.

“Adesso si sta discutendo anche per i mezzi rimasti fuori – spiega Chiara Casarin, volontaria nel campo nomadi – perché fa testo il conteggio che è stato fatto ieri sera (mercoledì, ndr), ma per fortuna le persone rimaste fuori dal campo hanno luoghi alternativi dove andare”. In totale si sono allontanati quattro nuclei familiari su 24. Adesso, per i venti rimasti, la situazione sembra migliorare: passata – almeno per il momento – la paura dello sfratto, le famiglie di Sinti rimaste a Fiera, infatti, si dicono rincuorate dalle parole del questore Filippo Lapi. “Adesso siamo abbastanza tranquilli – con-tinua Chiara Casarin -, la prossima settimana si lavorerà sulla disponibilità delle case e per il weekend ci aspetta un po’ di tregua. Naturalmente l’ansia fra le famiglie rimaste c’è ancora, ma l’appoggio del dottor Lapi per noi significa tanto. E se i vigili torneranno a trovarci, come ha già fatto Salmaso, noi ci limiteremo a fare resistenza passiva”.

Nel frattempo lo sgombero prima annunciato, poi nascosto, infine annullato con polemica finale tra Questura e Comune suscita le perplessità di chi in via Da Milano ci abita, convivendo fianco a fianco con i nomadi da oltre vent’anni. Ma i vicini di casa del gruppo di roulotte sotto sfratto preferiscono parlare poco: “Non c’è nulla da dire. Lo sgombero? Non ci interessa, ormai siamo abituati ad averli qui”, ha dichiarato uno dei residenti ieri pomeriggio. “Non serviva così tanta polizia. Se è vero che dovevano portarli in albergo, allora è meglio che se ne stiano qui. Che senso ha andare a spendere soldi per una situazione transitoria non si sa rispetto a cosa!”, ha aggiunto un altro degli abitanti di via Da Milano. “Mercoledì la situazione era irreale – ha commentato invece una signora – sono uscita per andare a lavorare come ogni giorno e mi sono imbattuta in un centinaio di uomini in divisa. Pensavo fosse successo qualcosa di grave e poi era tutto delimitato dai nastri. Non credo fosse necessario attrezzarsi in quel modo”.

Altri articoli su questo schermo:
- Campo nomadi: la situazione è politica, non di ordine pubblico.
Archivio Romano Lil 13 luglio
- L?Opera Nomadi blocca lo sgombero del ?campo? dei Sinti.
Romano Lil 13 luglio

Opera Nomadi Treviso
Tel. 0422-320543 E-mail: renzo.comin@tele2.it
Riferimenti: Gentilini: nemico di immigrati e "zingari"

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L?Opera Nomadi blocca lo sgombero del ?campo? dei Sinti

13 Luglio 2006 Nessun commento


Treviso, mercoledì 12 luglio. L?Opera Nomadi, assieme a forze politiche di sinistra ha impedito lo sgombero del ?campo? dove risiedono da trent?anni sedici nuclei familiari di Sinti veneti. L?operazione, annunciata da mesi, è scattata stamattina all?alba ma la Polizia municipale ha trovato una mobilitazione ?civile? e ha dovuto soprassedere per l?intervento del Questore che ha contingentato l’area fino a quando non sarà predisposto un progetto abitativo a favore delle famiglie sinte.
La cronaca, con il comunicato del gruppo consiliare Ds.

PRIMA DEGLI SGOMBERI I PROGETTI
?Il gazzettino?, martedì 13 giugno.
(M.G). Il capogruppo dei Ds, Brunetta, ieri sera -in Consiglio co-munale di Treviso, si è opposto fermamente alle voci che danno per imminente lo sgombero dei Sinti dal ?campo? di via Da Milano: ?Dichiaro con fermezza che non ci possono essere sgomberi senza un progetto?. Il capogruppo si è diffuso in un accorato intervento sulla situazione del ?campo nomadi? su cui da qualche tempo soffiano venti di sgombero. Alla seduta ha assistito anche un piccolo gruppo di Sinti residenti al ?campo?.
«È per me motivo di disagio e profonda perplessità il continuo sentir parlare di un imminente sgombero del cosiddetto campo no-madi, dove ci sono cittadini lasciati per oltre 20 anni in condizioni disumane, cittadini che si dicono fieri di essere veneti prima che italiani – ha continuato -. Occorre un progetto abitativo, non si può ricorrere, come è già avvenuto in altri casi, alla sola permanenza in albergo di qualche giorno, seguita dalla forzata promiscuità degli sgomberati in alloggi già sovraffollati di parenti e amici».
Questo non solo per motivi di carattere morale, ha continuato il consigliere, ma anche di ordine pubblico. Brunetta ha avanzato alcuni suggerimenti: «Occorre considerare i diversi tipi di abitanti dell’attuale comunità, secondo mestieri e attitudini. Questo per consentire la realizzazione di microaree di sosta su terreno agricolo da convertire con variante di piano dotate dei servizi necessari, a favore delle poche famiglie di giostrai». Per gli altri l’assegnazione di alloggi comunali, «per la durata prevista dalla norma in attesa dell’accesso alla graduatoria per l’assegnazione delle case popolari. Questo soprattutto per le famiglie più giovani con bambini, i componenti delle quali spesso già lavorano, o agli anziani oppure ad altri che lo chiedano ». Gli alloggi non possono essere tutti nello stesso luogo. «È ovvio, altrimenti si creerebbero ghetti e frizioni con i residenti. Gli alloggi dovrebbero essere distribuiti sul territorio, anche d’intesa con gli altri comuni?.

SGOMBERO ANNUNCIATO?
Mercoledì 12 luglio. L?Amministrazione Comunale aveva cercato di tenere segreta l?operazione ma dopo varie indiscrezioni e smen-tite dei giorni scorsi lo sfratto del ?campo? di via Da Milano era stato annunciato sui quotidiani locali di oggi. Inizialmente doveva avvenire di primo pomeriggio ma poi si era parlato di un?ora meno appariscente, compresa tra le 6 e le 6,30. Dell?operazione erano stati delegati gli agenti della Polizia Municipale incaricati di comunicare ai Sinti di liberare l’area di via Da Milano dove risiedono da trenta anni. Si tratta di 23 nuclei familiari dei quali 16 residenti a Treviso: circa settanta persone, tra cui una trentina di minori.
Quanto alle modalità dell’operazione, pare che una parte delle famiglie residenti a Treviso, pochi nuclei ?da tre a sette, possa es-sere sistemate nelle case popolari Ater gestite dal comune in via Bindoni. Ma la notizia ha sollevato le proteste dei membri del Comitato di via Bindoni: ?Mandandoci i nomadi ? hanno dichiarato – faranno un ghetto non solo di via Bindoni, ma di tutta Santa Bona?. Lo sgombero è stato fortemente voluto dal vice-sindaco leghista Graziano Gentilini divenuto famoso da sindaco, nella passata legislatura, per le sue ?sparate? discriminatorie verso tutti gli immigrati: “Travestiamoli da leprotti, così i nostri cacciatori po-tranno esercitarsi…”, aveva esortato Gentilini per fare sgomberare gli immigrati dai parchi di Treviso.

SGOMBERO BLOCCATO!
Mercoledì 12 luglio. L’Opera Nomadi di Treviso, è riuscita stamattina ad impedire lo sgombero delle sedici famiglie sinte residenti al ?campo? di via Francesco da Milano grazie al coinvolgimento delle forze politiche di centro-sinistra e della società civile trevigiana.
Questa mattina Renzo Comin, presidente Opera Nomadi di Treviso, per precauzione si è presentato al ?campo? alle 5,30 ed assieme ai capigruppo dell?opposizione in Consiglio comunale (Rifondazione, Verdi, Margherita, Ds), a don Kischner, a qualche attivista Caritas, al presidente della cooperativa servire Stefano Rossi, a Chiara casarin ed a tutti i Sinti trevigiani, ha atteso la Polizia Municipale e i funzionari del comune di Treviso.
La Polizia Municipale, assistita dalle Forze dell’Ordine, è arrivata alle 6,30 ed ha tentato di effettuare lo sgombero preannunciato, togliendo anche la corrente elettrica ai residenti, ma, dopo ore e ore di trattative, l?intervento del Questore, allertato dall?Opera No-madi e dai mobilitati in ?campo’, ha scongiurato l?esodo forzato. Alle ore 15 il Questore di Treviso Filippo Lapi ha ufficialmente impedito lo sgombero dell’Amministrazione Comunale ed ha “contingentato” l’area fino a quando non sarà predisposto un progetto abitativo a favore delle sedici famiglie sinte. ?Stiamo parlando di persone re-golarmente residenti in quell’area, cittadini italiani a tutti gli effetti, ? ha precisato il Questore – che per motivi di igiene e salubrità pubblica avrebbero dovuto lasciare la zona, ma purtroppo sono venute meno le condizioni alternative: occorreva intervenire con un pacchetto di proposte serie e precise?.
Renzo Comin, insieme ai Sinti, si è dichiarato soddisfatto per l’intervento del Questore e per la solidarietà della società civile trevigiana, ed ha dichiarato: ?Ora assieme alle famiglie sinte dovremo incalzare la commissione comunale per l?assegnazione degli alloggi, anche se è gestita dalla Lega.?

Treviso, 12 luglio 2006
SGOMBERO BLOCCATO IN ATTESA DI PROGETTI
Comunicato del gruppo consiliare DS

Oggi avrebbe dovuto aver luogo lo sgombero del campo nomadi di via Francesco da Milano. Nella mattinata, nonostante le ripetute richieste dell?opposizione, dell?Opera Nomadi e della Caritas, si era palesata l?insussistenza di ogni piano atto a garantire le minime condizioni di vita per quanti avrebbero dovuto essere sgomberati. In tali situazione si è aperto un dialogo con le forze dell?ordine intervenute per procedere allo sgombero e con alcuni funzionari comunali che cercavano di rimediare all?assordante silenzio e alla mancanza di progettualità di Sindaco e Assessori. I quali, ripetutamente sollecitati, non hanno sentito il dovere di intervenire per chiarire un fantomatico progetto per il dopo sgombero di cui nessuno, tanto meno gli interessati, aveva mai avuto sentore.
Nel primo pomeriggio interveniva lodevolmente il Questore che, per motivi di ordine pubblico, evitava lo sgombero forzoso assumen-dosi la responsabilità di mantenere il campo aperto per i soli in quel momento residenti. Ciò in attesa che i Servizi Sociali del Comune provvedano a dare a ciascuno una qualche soluzione sul dove andare dopo l?uscita dal campo, vista anche l?assoluta mancanza di piazzole di sosta per carovane in ambito comunale.
Ernesto Brunetta, per il gruppo DS al Consiglio Comunale

Nella fotografia: ?campo lungargine s.Lazzaro? di Padova, 2004

Riferimenti: Intervista a Renzo Comin, dell’Opera Nomadi

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Zagor, dell?Opera Nomadi

15 Giugno 2006 2 commenti

"O Za-gor-te-nay", in dialetto algonkino -simile al sinto polesano, vuol dire "lo spirito con la scure". Il 15 giugno Zagor, l’invincibile giustiziere di Darkwood, compie 45 anni. Uno Zagor che, nell‘Europa dei nostri giorni, potrebbe far parte dell‘Opera Nomadi: i "trappers" del duemila. La comunanza degli indiani d‘America, coi Rom/Sinti, che sono i veri Indiani d’Europa, non è casuale: infatti, come i Rom, alcune tribù indiane, come i Lakota, si autodefiniscano "popolo degli uomini" e gli Inuit del Canada "la gente". Zagor, per continuare con le comunanze, è un "frontierman" che si erge a tutela e difesa degli Indiani d‘America, mediatore culturale, ante-litteram, fra le popolazioni indiane e la società dei "bianchi".

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Per l?abrogazione dei CPT e dei ?campi nomadi?

13 Giugno 2006 Nessun commento


Al Ministro Ferrero: ?Lei sa meglio di noi come i Cpt non servano a nulla e vanno perciò abrogati?. Al Ministro Ferrero: ?Lei sa meglio di noi come i ?campi nomadi? non servano a nulla e vanno perciò abrogati?. Una lettera fronte-retro al ministro della Solidarietà Sociale per l?abrogazione sia dei Centri di permanenza temporanea per immigrati che dei Campi di permanenza temporanea per Rom/Sinti. Che sono i ?campi nomadi? istituiti 35 anni fa per fare fronte all?emergenza e diventati stabili ?campi? di segregazione razziale.

Negli ultimi giorni la ?campagna contro i CPT? è diventata più visibile. Oggi, 13 giugno: Il sottosegretario agli Interni Lucidi espone le linee per “la revisione e la modifica strutturale dei Centri di accoglienza temporanea”. Ecco allora una riflessione allargata dai CPT (Centri Permanenza temporanea) ai Campi Nomadi (Campi di Permanenza razziale Temporanea).

Signor ministro, tenga duro
Alessandro Dal Lago, sabato 3 giugno 2006

Al ministro Ferrero.
Signor ministro, mi rendo perfettamente conto che la sua posizione nel governo non è facile. Quello che Lei ha detto sulla regolarizzazione dei migranti ha scatenato le prevedibile reazione della Casa della libertà, anche se, oggettivamente, sotto il governo Berlusconi, gli irregolari sono aumentati. D’altra parte, sappiamo benissimo che la Bossi-Fini non aveva affatto l’obiettivo di sbarrare la strada ai clandestini, ma di tenerli in una condizione di subordinazione e di paura. Come potrebbero andare avanti i cantieri, la raccolta di frutta e verdura, tante fabbrichette del nord est in crisi, gli stessi anziani bisognosi di assistenza senza queste straniere e stranieri sottopagati, ma timorosi del primo controllo per la strada?
Sappiamo anche che prima o poi i nodi verranno al pettine nel governo? Figuriamoci che cosa succederà quando lei insisterà con le regolarizzazioni. L’accuseranno, anche nella maggioranza, di spalancare la porta ai clandestini. Lo chiamano effetto chiamata. Le diranno: ma non è un modo per incentivare le orde di stranieri che premono dal Maghreb e dall’Africa subsahariana?
Beh, tenga duro.
Con tutte le difficoltà che le si prospettano, ci si mettono anche i nomadi irlandesi a fare cagnara a Cremona. Roba da matti. E, in ultimo, la rivolta con evasione nel Cpt di Torino di sabato 3 giugno. Diciotto clandestini, per lo più nordafricani, a piede libero per le vie della città, ammesso che non siano già sciamati per mezza val Padana. Se la Lega fosse al governo, Caldaroli avrebbe già proposto di organizzare ronde e gruppi di vigilantes, come alla frontiera tra Usa e Messico. Magari le proporrà lo stesso.
Lei sa meglio di me come le rivolte ci sono dal 1998. Qualcuno c’è anche morto. L’anno scorso a Lampedusa hanno dovuto mandare persino i rinforzi. Ma sappiamo benissimo che finché ci saranno i Cpt le rivolte continueranno. È logico. Perché gente che non ha commesso reati dovrebbe essere contenta di farsi rinchiudere, due mesi per volta, in vere e proprie prigioni gestite da associazioni di dubbia moralità e sorvegliate dalle forze dell’ordine? Come disse qualche anno fa a un giornalista un marocchino dopo che l’avevano riacchiappato: mon ami, c’est la liberté. Non è un buon argomento questo, nell’epoca in cui molti, persino nel governo di cui lei fa parte, si dichiarano liberali?
Lei sa meglio di noi come i Cpt non servano a nulla. La corte dei conti ha dimostrato in modo inoppugnabile che l’Italia spende milioni di euro in Cpt per espellere poche migliaia di stranieri. A parte l’immoralità e l’illegalità dei Cpt, il risparmio di denaro non sarebbe un buon argomento, nel momento in cui ci invitano a stringere la cinghia, per farla finita con queste pseudogalere?
Per questo, la invitiamo a tenere duro e a proporre l’abrogazione dei Cpt. Guardi che ci sono moltissimi cattolici che la pensano come noi, anzi come lei, su questo punto. Una volta tanto diritti umani, fede cristiana e buona amministrazione stanno dalla stessa parte. Accidenti, non sprechiamo l’occasione.
Tenga duro, signor ministro.

Per l?abrogazione dei ?campi nomadi? sul territorio italiano
Cittadino Opera Nomadi 13 giugno 2006

Al Ministro Ferrero.
Signor ministro, Lei sa meglio di noi come i ?campi nomadi? non servano a nulla. Da ?campi di permanenza temporanei?, proprio come i famigerati CPT, sono diventati, nel corso di 35 anni, vere e proprie pseudogalere stabili, luoghi di segregazione razziale per delle popolazioni, i Rom e Sinti, che anche secondo l?ultimo monitoraggio dell?Unione, continuano ad essere i più discriminati e sottoposti ad atti di violenza razziale in Europa.
Il Consiglio d?Europa ha rivolto diverse ?raccomandazioni? all?Italia per far valere i diritti dei cittadini Rom e Sinti. L?ultima è una severa condanna dei ?campi nomadi? del 24 aprile 2006: ?le politiche abitative italiane sono di esclusione e di apartheid sociale, bloc-cano l?integrazione dei Rom, e li condannano alla segregazione su base razziale. Inoltre le autorità italiane sottopongono rom e sinti a sgomberi forzati dalle loro dimore: spesso distruggono arbitrariamente i loro beni, adoperano un linguaggio denigratorio e offensivo e umiliano gli sfrattati in vari modi. In molti casi, le persone cacciate dalle loro residenze sono rese senza casa?.
Per questo La invito, come ministro della Solidarietà Sociale, a proporre l?abrogazione dei ?campi nomadi? perché sono luoghi di segregazione sociale?.

LA SINISTRA MONCA E GUERCIA
In un documento del 3 agosto 2005 l?Opera Nomadi invitava la politica di sinistra, dei movimenti, dei migranti, della pace, a abbinare alla ?campagna? in atto contro i CPT quella contro ?i campi nomadi?: differenze – a parte la detenzione coatta, poche. Una proposta politica, da parte di una associazione di volontariato sociale, alle associazioni sui diritti. Una proposta che è stata completamente ignorata perché la ?questione rom? è ostica anche a sinistra.
Continuo a ritenere che il movimento della giustizia e della pace se non inserisce la ?questione Rom? nel suo programma seguita ad essere monco ed orbo di una parte, quella sinistra, che fa muovere il mondo (notoriamente levogiro). E questa ?attenzione? la poneva anche il Consigliere Nazionale Opera Nomadi Maurizio Pagani alla lista ?Città per tutti? alle recenti elezioni amministrative di Milano: per tutti sì ma un po? meno per gli ?zingari?.
Sussumere la questione Rom per acquistare corpo ed allargare lo sguardo all?orizzonte. Perché sui diritti i Rom/Sinti continuano ad essere le popolazioni più discriminate e sottoposte ad atti di razzismo in tutta Europa, secondo l?ultimo monitoraggio dell?Unione, ed un movimento sui diritti civili che trascura questa questione si mette in un’ottica parziale e non globale sulla società. (il direttore)

NOTE A MARGINE – NOTE A MARGINE – NOTE A MARGINE – NOTE A

IL PAESE DEI ?CAMPI?
In tutta Europa l?Italia è conosciuta come ?il paese dei campi?, l?unica nazione che perpetua una politica di segregazione etnica con l?internamento di intere famiglie nei cosiddetti ?campi nomadi?. Nati negli anni settanta del secolo scorso, da contenitori di umanità per l?emergenza si sono trasformati in campi di con-centramento Istituzionali: nuovi ?zigeuner lager? dove non c?è bisogno di ?soluzione finale? perché i Rom e Sinti vi muoiono lentamente di diritti negati, di esclusione continua e determinata dall?accesso al lavoro, alla casa, alle cure sanitarie, di perdita dei pochi diritti di cittadinanza? di induzione alla devianza ed alla criminalità. La disoccupazione dei 150.000 Rom e Sinti d?Italia arriva al 60%, la dispersione scolastica al 75% (solo dodici laureati), la speranza di vita alla nascita è inferiore ai 60 anni, rispetto ai 75 degli italiani. I gruppi ?differenziati? dal regime nazi-fascista (Ebrei, omosessuali, testimoni di Geova, handicappati) sono stati tutti riabilitati ad eccezione degli ?zingari? che sono ancora considerati ?asociali?, ladri, delinquenti: perciò sottoposti a ?trattamento differenziale? poiché la società italiana ritiene che non facciano parte della ?comune umanità?. Anche perché, in epoca di presunta globalizzazione, i residenti dei campi nomadi non sono allacciati alla rete idrica, alla rete elettrica, ma neanche alla rete Internet che pare diventata il simbolo della connessione.
(da un comunicato Opera Nomadi del 3 agosto 2005 ripreso su Archivio Romano Lil 2 gennaio 2006)

CAMPI NOMADI COME CPT
I Centri di Permanenza Temporanea per immigrati irregolari sono stati istituiti dalla Legge 40 Turco-Na-politano del Governo di centro-sinistra e ratificati dalla Bossi-Fini di quello attuale, di centro-destra. Sette anni di esperienza dimostrano che oltre ad essere illegittimi, in quanto sanciscono la detenzione ammini-strativa, non sono umanizzabili e favoriscono gli ?affari? della privatizzazione dell?assistenza. Sono nuovi lager per immigrati, uomini e donne che non hanno commesso nessun reato ma sono preventivamente giudicati colpevoli: di aver varcati dei confini per non morire di fame, di lavorare in nero per sopravvivere, di non essere stati regolarizzati dai datori di lavoro, di essere incinte col permesso di soggiorno scaduto. Centri di ?detenzione? dove sono negati diritti fondamentali: alla libertà personale, alla difesa, alla salute ed all?asilo. Una ?campagna? nazionale, per la condanna politica e morale verso i 13 CPT come espressione delle politiche discriminatorie e razziste dello Stato Italiano, ha visto schierarsi 13 Governatori di altrettante Regioni italiane contro di essi. A questa mobilitazione civile occorre abbinare la denuncia dei “campi nomadi” come luoghi di annientamento psico-fisico delle persone: Campi Nomadi come Cpt. Allargare la protesta e l?orizzonte politico : no ai CPT, no ai Campi Nomadi.
(da un comunicato Opera Nomadi del 3 agosto 2005 ripreso su Archivio Romano Lil 2 Gennaio 2006)

IL COMITATO EUROPEO PER I DIRITTI SOCIALI:
“L?Italia viola sistematicamente, con politiche e prassi, il diritto di Rom e Sinti all’alloggio”

24 Aprile 2006, Roma, Strasburgo, Budapest.
In una decisione resa pubblica oggi, il Comitato Europeo per i Diritti Sociali ha deciso che l?Italia sistematicamente viola, con politiche e prassi, il diritto di rom e sinti ad un alloggio adeguato. La decisione è basata su un Reclamo Collettivo presentato contro l?Italia dallo European Roma Rights Centre (ERRC), in collaborazione con alcune organizzazioni italiane, secondo la modalità prevista dalla Carta Sociale Europea Revisionata.
Le politiche abitative per rom e sinti puntano a separare questi gruppi dal resto della società italiana e a tenerli artificialmente esclusi. Bloccano qualsiasi possibilità di integrazione e condannano i rom a subire il peso della segregazione su base razziale. In numerosi insediamenti di rom e sinti si riscontrano condizioni abitative estremamente inadeguate, che sono una minaccia per la salute e per la stessa vita dei residenti nei campi.
Inoltre, le autorità italiane sistematicamente e con regolarità sottopongono rom e sinti a sgomberi forzati dalle loro dimore. Durante gli sgomberi, le autorità spesso distruggono arbi-trariamente i beni di rom e sinti, adoperano un linguaggio denigratorio e offensivo e umiliano gli sfrattati in vari modi. In molti casi, le persone cacciate dalle loro residenze come risultato delle azioni della polizia e delle autorità locali sono rese senza casa. In alcune circostanze, nel corso di tali sgomberi, i rom stranieri sono stati espulsi collettivamente dall?Italia. Molti rom e sinti in Italia vivono sotto la continua minaccia di sgomberi forzati.
Il Reclamo Collettivo dell?ERRC paventava presunte violazioni dell?articolo 31 della Carta Sociale Europea, indipendentemente o letto congiuntamente al principio di non discriminazione previsto dall?articolo E.
(Archivio Romano Lil 28 MAGGIO 2006)

Nella foto emblema: centro detenzione immigrati Torino
Riferimenti: Per l?abrogazione di ?campi nomadi? e CPT

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Milano: campi nomadi e ?comunità ghetto?

6 Giugno 2006 Nessun commento


Un documento dell?Opera Nomadi di Milano per stimolare il dibattito e le proposte che riguarderanno nei prossimi anni i concittadini e le Istituzioni della città a partire dalle persone che da decenni convivono separatamente nei propri agglomerati e in molte ?ghetto comunità?, altrimenti chiamate “campi nomadi?. I numeri ed una analisi sociale della ?questione Rom? perché ?Ignorare non è utile? ed ?oscura la conoscenza dei fenomeni e la ricerca di soluzioni adeguate?. Il documento termina indicando alcune prio-rità come il coinvolgimento attivo dell?ente locale, il risanamento e la riqualificazione dei campi nomadi, il sostegno ai percorsi di sco-larizzazione e all?inserimento lavorativo come fattori determinanti di sviluppo e autonomia. Proposte inserite in una sola sfida: ?Quella di riconoscersi come concittadini della medesima città?.

Campi nomadi e ghetto comunity: “alcuni aspetti riguardanti le comunità rom e sinte di Milano”

Ci sono modi e sensibilità diverse nel cercare di definire le Co-munità Romanì, o per dirla in un altro modo i gruppi detti ?zingari?. Vi è ad esempio una visione di impronta neo caritatevole che sottolinea l?inderogabilità di interventi emergenziali, ponendo l?accento sui concetti di integrazione e anomia e indicando i Rom prevalentemente come ?fasce marginali? che andrebbero re-cuperate socialmente. Da uno stesso versante propositivo, ugualmente interessato a una ricerca pragmatica di soluzioni concrete ai problemi, si ipotizza una visione più propensa a considerare la relazione tra rom e società come il risultato di processi negoziabili, non avulsi dal tempo e dallo spazio in cui tutti noi viviamo, ma che anzi storicamente vengono da essi determinati rendendoli possibili o efficaci.
Con questa seconda modalità descrittiva, cerchiamo qui di sti-molare il dibattito e le proposte che riguarderanno nei prossimi mesi e anni i concittadini e le Istituzioni di Milano (cioè i servizi comunali, la maggioranza dei milanesi delle periferie e la piccola minoranza rom), a partire dalle persone che da decenni convivono separatamente nei propri agglomerati e in molte ?ghetto comunità?, altrimenti chiamate campi nomadi.

Uno sguardo attento e ravvicinato alla cronaca urbana meno recente ci mostra come, a partire proprio dai Quartieri delle periferie, fin dalla fine degli anni ?90 in assenza di uno sviluppo che contemplasse e riorganizzasse la presenza dei nuclei rom, molte aree residuali siano diventate un terreno di sperimentazione per differenti forme di abitazione autorganizzata.
La cronaca e il racconto di questi casi sui fenomeni di abusivismo edilizio, sono il prodotto di uno stato di necessità, ma sollevano alcune questioni: chi governa le trasformazioni? Che dialogo esiste tra le comunità rom milanesi e l?amministrazione pubblica? Esiste una reale alternativa alle occupazioni o all?uso improprio di terreni agricoli? Dobbiamo attenderci per il futuro solo soluzioni legate all?emergenza, accompagnate da sgomberi periodici, o richiedere politiche abitative, lavorative e di integrazione culturale di più lunga durata? Ci domandiamo cioè se e quali strategie e dispositivi di riattivazione degli spazi urbani residuali, ?normalmente? abitati dai Rom, verranno agite per il carattere di innesco delle trasformazioni territoriali, in una visione culturale meno legata alle ideologie identitarie dei singoli e delle comunità, e più aperta ai cambiamenti riscontrabili nella stessa modernità europea.

Da tempo abbiamo imparato che Rom e Sinti costituiscono un insieme eterogeneo di gruppi linguistici e parentali, oltre 15 a Milano, per circa la metà di cittadinanza italiana, residenti in quasi tutte le zone del decentramento cittadino. I numeri complessivi sono anch?essi relativamente noti: c.ca 4.000 in città, pre-sumibilmente 6/7.000 in tutta la Provincia. Meno conosciuta dai più sono l?anomalia del diverso grado di inserimento territoriale, le forme tipiche o indotte di insediamento di piccoli gruppi familiari che hanno tralasciato quasi del tutto i tratti del ?nomadismo?, i livelli di conflittualità locali, i cambiamenti positivi e negativi in atto.
Una considerazione su tutte è l?assenza o l?approssimazione di alcuni importanti dati di conoscenza, anche frutto di una sostanziale incapacità o non volontà invasa nel recente passato, di coordinare politiche attive sul territorio da parte dell?ente locale.
?Ignorare? non è utile e costituisce altresì col trascorrere del tempo un alibi relativo. Oscurando la conoscenza dei fenomeni e la ricerca di soluzioni adeguate, si sono lasciate in solitudine intere comunità di quartiere e pezzi di istituzioni, come la scuola, ad affrontare con pochi mezzi istanze e problematiche sociali sempre più complesse.

Un esempio è il forte e costante incremento dei minori rom iscritti nella scuola materna e dell?obbligo. A fronte di oltre 500 iscrizioni registrate a Milano nell?a.s. 2005 – 2006, che salgono a quasi 900 in tutta la Provincia, con una previsione di crescita minima di ulteriori 100 unità per ogni anno scolastico, non si conosce in città (ma nemmeno fuori) l?area potenziale dell?evasione e della dispersione scolastica, poiché sono del tutto assenti i dati generali e i dati disaggregati per fasce d?età.
Inoltre, se l?incremento cittadino è percepito soprattutto come una diretta conseguenza dell?arrivo di nuovi gruppi rom provenienti dalla Romania, meno scontata appare la possibilità di coniugare l?aumento della richiesta con la capacità di reale accoglienza e distribuzione dei bambini rom nelle scuole del territorio.
Tale condizione ha ovvi effetti sull?organizzazione scolastica, così come sulle effettive modalità di inserimento dei minori rom, rischiando tra l?altro di trasformare le scuole ?polo? in scuole ?ghetto?, con un andamento a tratti altalenante della frequenza scolastica e un esito fomativo finale più basso e insoddisfacente dei bambini Rom rispetto ai loro coetanei.
A grandi linee possiamo indicare una sorta di spartiacque della condizione abitativa e sociale raggiunta tra i gruppi rom e sinti, relativamente stabile per il 30 – 40 %, poco stabile o molto in-stabile per la parte maggioritaria, ma comunque determinata da fattori esterni e non da caratteristiche o decisioni interne.
Le dinamiche del territorio influiscono quindi, com?è ovvio, in modo determinante sulle possibilità di reale integrazione, mentre alcuni tratti involutivi delle politiche locali esasperano i meccanismi di controllo sociale operati dalle stesse comunità rom.

Cosa possiamo fare allora a partire proprio dalle piccola realtà di quartiere, volgendo lo sguardo a quanto di analogo e ugualmente utile è opportuno che si faccia nel complesso della città?

Proviamo a indicare alcune priorità:
- Il coinvolgimento attivo dell?ente locale per la ricerca di una fattiva sinergia con i bisogni espressi dal territorio e dai gruppi rom e sinti stanziali
- Il risanamento e la riqualificazione dei campi nomadi, come possibile estensione ?ideale? del contesto urbano dell?intera città
- Il sostegno ai percorsi di scolarizzazione e all?inserimento lavorativo come fattori determinanti di sviluppo e autonomia
- La ripresa di un confronto tra i cittadini e le comunità rom e sinte sui temi della partecipazione, legalità, opportunità.

LA SFIDA E’ QUELLA DI RICONOSCERSI COME CONCITTADINI DEL-LA MEDESIMA CITTA’

5 giugno 2006
Il Vicepresidente: Maurizio Pagani

Opera Nomadi sezione di Milano
Via Archimede n. 13 20129 Milano
Tel 0284891841 3393684212
operanomadimilano@tiscalinet.it

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L’Opera Nomadi spiega ai ?Capigruppo? cosa non va nei ?campi?

1 Giugno 2006 Nessun commento


Voghera. Più coinvolgimento delle famiglie interessate al trasferimento nella nuova area e modifiche al progetto per adattare il ?campo? alle esigenze di chi lo abiterà. Sono questi i principali temi discussi martedì sera, 30 maggio, nel corso di una conferenza stampa organizzata dall?Opera Nomadi di Milano al ?campo Sinti? di Voghera a cui sono stati invitati i capigruppo del Comune. A rispondere all?invito sono stati il capogruppo dei DS, di Rifondazione Comunista e dell’Udc.

Alla conferenza stampa, assieme ai rappresentanti dei Sinti, hanno partecipato: il vice-presidente dell?Opera Nomadi di Milano Maurizio Pagani, i consiglieri comunali di Voghera Giannino Gatti (DS), il capogruppo di Rifondazione comunista Sergio Vitellini, Maurizio Anello, capogruppo dell’Udc, Marcella Barbieri di Insieme, Piero Montecucco della comunità del Carmine e Giorgio Bezzecchi segretario nazionale dell’Opera Nomadi.

Un articolo ben illustrato su ?Voghera News?, l?oltrepo pavese sempre in prima pagina, del 31 maggio.

CAMPO NOMADI:
L’Opera Nomadi spiega ai ?Capigruppo? ciò che Non Va

VOGHERA. Più coinvolgimento delle famiglie interessate nel progetto di trasferimento nella nuova area in costruzione a fianco della tangenziale; aspetti organizzativi; e modifiche al progetto per adattare il campo alle esigenze di chi lo abiterà. Sono questi i principali temi discussi ieri sera nel corso di una conferenza stampa approntata nell’accampamento degli zingari Sinti residenti a Voghera all’interno dell’ex Caserma di cavalleria. Ad organizzare l’incontro è stata l’Opera nomadi di Milano che, per l’occasione, ha invitato a partecipare i capigruppo di palazzo Gounela. A rispon-dere all’appello sono stati i consiglieri Giannino Gatti (DS), il capogruppo di Rifondazione comunista Sergio Vitellini e Maurizio Anello, capogruppo dell’Udc. Tutti insieme si sono ritrovati seduti fra le roulotte di via Marsala, in compagnia delle famiglie Sinte, dei volontari dell’associazione Insieme e dei responsabili dell’Opera Nomadi.

Il quadro della situazione lo ha fatto Maurizio Pagani, vice presidente dell’organizzazione. Pagani è partito dalla questione del mancato coinvolgimento di coloro che dovranno traslocare. ?Le famiglie per le quali si sta costruendo la nuova area ? ha detto – non hanno mai avuto voce in capitolo su quanto si sta verificando. Il progetto è stato realizzato dal Comune senza sentire e tenere conto delle loro necessità?.
Pagani ha stigmatizzato il privilegio dato dal Comune alla soluzione del ?campo nomadi? anzichè all’inserimento nel tessuto sociale cittadino. ?La legge 77 del 1989 ? ha spiegato il vice presidente dell’Opera Nomadi ? dice espressamente che gli insediamenti devono favorire l’inserimento degli Zingari nel contesto urbano e sociale della città in cui risiedono. La soluzione adottata a Voghera va nel senso opposto a questo norma?. Subito dopo però Pagani ha evidenziato i punti critici di un progetto che, se gestito in modo idoneo e con un maggiore coinvolgimento dei Sinti, potrebbe essere accettato più di buon grado dai medesimi.
?Sono diverse le cose che non ci convincono ? ha precisato Mau-rizio Pagani -. C’è la questione della sicurezza: l’area sorge infatti a ridosso di una tangenziale e di una linea ferroviaria, fonti di sicuro pericolo soprattutto per i molti bambini del campo. Poi c’è la questione della disposizione delle roulotte, che è incompatibile con le tradizioni degli Zingari e che porterà a dei conflitti interni. I nomadi ? ha precisato il responsabile dell’O.N. – sono soliti disporre le abitazioni in cerchio, in modo da creare una corte. Qui invece le stesse saranno messe una accanto all’altra. Sarebbe bastato – ha commentato Pagani ? interpellare gli interessati per evitare un aspetto non banale per queste persone?.
Il vice presidente dell’Opera Nomadi ha quindi proseguito con gli altri ?nei? del nuovo campo. Come la necessità di un collegamento certo con un pullman per i ragazzi in età scolare. La mancanza di fognatura. La non previsione di piazzole per l’ampliamento fa-miliare dell’attuale comunità. Ma soprattutto ha proseguito po-nendo l’accento sulla questione del riscaldamento invernale. ?Nel campo il gas non arriva ? ha spiegato Pagani -. Questo significa che il riscaldamento avverrà solo tramite elettricità: un aspetto che metterebbe economicamente in ginocchio qualsiasi famiglia e che colpisce maggiormente delle famiglie svantaggiate come quelle dei Sinti. Il rischio – ha detto ancora Pagani ?, come già accade altrove, è che a metà inverno il campo rimanga al freddo?. Da qui le richieste. ?Maggiore dialogo del Comune con i Sinti. Variazione in corso d’opera del progetto per la disposizione delle roulotte. Rassicurazioni sul servizio pullman. E una tariffazione dell’elettricità a forfait e non a consumo?. La parola è quindi passata ai capigruppo presenti.

?Il problema principale ? ha detto Giannino Gatti ? è trovare un interlocutore sensibile a queste tematiche all’interno del Comune. Per ciò che riguarda il collegamento in pullman alle scuole ? ha proseguito – non dovrebbe esserci alcun problema: l’istruzione è un diritto sancito dalla Costituzione?. Più perplesso il diessino è sembrato circa le modifiche al progetto. ?Le varianti in corso d’opera sono ardue da ottenere. Si può però chiedere un successivo ampliamento in caso di matrimonio dei membri della comunità. Come mi sembra pure fattibile trovare un compromesso per la tariffazione dell’elettricità?.
Gatti si è poi soffermato sul nuovo Regolamento che dovrebbe stabilire le norme di comportamento degli abitanti del campo e che fra le altre cose prevede l’allontanamento della famiglia in cui uno dei componenti per più volte dovesse contravvenire all’obbligo di non ospitare membri esterni al gruppo destinatario dell’area. ?Quel documento ? ha detto Gatti ? non ha nessun valore perchè non è una delibera. Non è quindi vincolante. Inoltre la responsabilità di ogni violazione del regolamento è personale. Quindi non credo che tutto un nucleo familiare potrà essere penalizzato?.

A ?doppio registro? l’intervento di Maurizio Anello. Il capogruppo dell’Udc come prima cosa ha difeso la scelta della Giunta. ?Il fatto che il campo sia fuori dalla città ? ha detto – non significa nulla. Ci sono altri vogheresi che vivono nella zona di Campoferro e non hanno problemi di emarginazione. Quanto poi alla mancanza delle fognature, il campo avrà i pozzi perdenti come ce li hanno tutti quelli che risiedono in zona. Per il pullman c’è una fermata a poca distanza dalla rotonda?. Oltre a questo Anello s’è detto però disponibile a venir incontro alle esigenze della comunità degli Zingari Sinti di Voghera e a portare la questione all’attenzione del proprio partito.

Infine Sergio Vitellini, che ha lanciato una proposta per cominciare a parlare in modo concreto di questi problemi. ?La cosa migliore ? ha detto il segretario di Rifondazione comunista ? è convocare nel più breve tempo possibile la commissione Servizi Sociali del comune. Alcuni dei punti evidenziati questa sera devono essere assolutamente accolti e risolti?. La proposta è stata accettata dagli intervenuti (fra cui Marcella Barbieri di Insieme; Piero Montecucco della comunità del Carmine; e Giorgio Bezzecchi segretario nazionale dell’Opera Nomadi) che si sono dati appuntamento ad una nuova riunione.

Fotografia ?voghera news?: Pagani al centro e Anello alla sua destra
Riferimenti: Voghera News: "campi nomadi"

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Opera Nomadi di Torino Secondo Massano

4 Maggio 2006 2 commenti


E? Secondo di nome ma Primo per attività e competenza. ?Essere Opera Nomadi? è fisiologico, interconnesso con la sua persona. Si riporta l’ultima “relazione morale” del presidente dell?Opera Nomadi di Torino, Secondo Massano: le attività della sezione di Torino, fondata nel 1970, per la tutela dei diritti dell?uomo, a partire dalla vita associativa per arrivare alle aree di sosta, all?abitazione, al lavoro, ai permessi di soggiorno, alla sensibilizzazione dell?opinione pubblica.

?Prima di accingerci a relazionare sull’attività della Sezione nel corso del 2005 (ed alla luce dalle. tendenze dal 2006) occorre riflettere sulle finalità conclamate dell?O.N. nel Suo Statuto, nel suo Regolamento esecutivo, sull?evoluzione della considerazione/ac-coglienza dei Rom, Sinti e Camminanti da parte della Società e delle Istituzioni nonché sulle attese di accettazione, inserimento (realizzato o meno) nella Società da parte delle popolazioni suddette.
La solidarietà sociale proclamata dall’0.N. è in linea di principio tuttora svolta da volontari convinti, ove possibile con l’assenso (anche con impegno partecipato) da parte di Rom, Sinti e Viag-gianti: da azione di promozione, animazione, tutela dei diritti fatalmente l’O.N. deve; attivarsi con progetti che comportino interventi supportati da mezzi, operatori, volontari e non, per assicurare continuità, qualità, senso compiuto alle azioni da intraprendere.
Sotto questo aspetto viene da chiederci se il coinvolgimento della 0.N. in progetti ripetitivi (rinnovabili) seppur qualificati non escluda interpretazioni di merito oltre che di gestione economica o imprenditoriale (quest’ultima non strettamente compatibile con la denominazione ONLUS).
Una tranquillante giustificazione di questo fatto potrebbe consistere nell’assunto di progettazione/azione a tempo, promozionale, anche collegata con altri gruppi di volontariato o di azione solidale, mirata comunque alla partecipazione attiva e responsabile dei Rom, Sinti e Viaggianti.
Una considerazione aggiuntiva viene in soccorso a consigliare ancora necessaria la presenza dell’0.N. (sempre con la parteci-pazione dagli utenti del progetto) perchè sia gli Enti che le Istituzioni tendono a sfuggire ad assunzione diretta di interventi continuativi in favore dei Rom,Sinti e Viaggianti ed a delegare ove ne intravedono la necessità: inoltre diventa anche strategia vincente operare insieme ad altri gruppi/associazioni sia in interventi di routine che in quelli eccezionali come ad esempio la sempre più massiccia migrazione di Rom Rumeni, presenti nel nostro Paese come extracomunitari/clandestini.

La tutela dai diritti dell’uomo ( per Rom, Sinti e Viaggianti, sia nel viaggio che nella sedentarizzazione) è propria dell?O.N. per favorire interventi specifici, atti a sanare le situazioni di svan-taggio e di emarginazione presso le collettività locali e per invocare comprensione e protezione presso gli Enti ed Istituzioni che detengono i mezzi ed i servizi da mettere a disposizione di tutti i cittadini (inclusi i diversi e le minoranze) nonché i poteri di raccomandazione, risoluzione delle questioni, anche con apposita normativa (vedi Leggi Regionali, determinazioni in merito all’assistenza locale, direttive di P.S., circolari a sostegno di poli-tiche scolastiche mirate, ecc.). Nel campo della tutela dei bisogni/diritti dell’uomo l’O.N. è portata ad agire sia per compito istituzionale sia di concerto con Enti ed Associazioni che hanno a cuore la fruizione da parta di tutti gli aventi diritto all’abitazione, alla scolarizzazione, alla tutela della lingua e dalla cultura delle minoranze etnico-culturali, all’assistenza socio-sanitaria, al lavoro, alla giustizia equa e riabilitativa, ecc.
Come nel campo della solidarietà sociale, anche la tutela dei diritti dei Rom, Sinti e Viaggianti comporta impegno non indifferente da parte dell’O.N. e dei movimenti associativi “operandum” poiché la presenza dei Rom,Sinti e Viaggianti sul territorio si connota come questione di controversa soluzione

La vita associativa: la Sezione 0.N. di Torino fondata nel 1968 nonostante il sensibile calo di soci (volontari e sostenitori delle attività) costituisce pur sempre un punto di riferimento sia per l’utenza Rom, Sinta e Viaggiante che per le Istituzioni: è però anche un’Associazione/Gruppo concepito dai “sedentari? (Ente benefico, solidale, promozionale che pretende il rispetto dell’uomo e quindi perorare la fruizione dai diritti a fronte dei bisogni e attese dei Rom,Sinti e Viaggianti), dalla cui tutela gli stessi possono anche sentire di doversi liberare (sia a livello individuale che di gruppo etnico – culturale). Per tradizione l’0.N. di Torino ha assunto sulle spalle il peso dì una responsabilità civile a fronte di richieste e di partecipazione dei Rom e dei Sinti sul territorio sia locala che quello allargato alle Province e alla Regione, in materia di sosta/abitazione, scolarizzazione, tutela dei diritti soprattutto.

Aree di sosta per i Rom, abitazioni
Mentre l’O.N. con i Rom ed i Sinti ha perorato in genere interventi migliorativi per tutte le aree di sosta attrezzata cittadine per un certo periodo ha partecipato presso l’Assessorato ai Servizi Sociali – Settore Rom e Sinti alla formazione della graduatoria di merito per i Rom da inserire nel Villaggio di Via Germagnano e, in solu-zione provvisoria, quelli da inserire nel Campo di Strada Aeroporto (Soluzione accettata controvoglia seppur con interventi mi-gliorativi da parte dell’E.L. ( roulotte e container e servizi igienici personalizzati, presto rifiutati dai Rom trasferiti).
Si lamenta che gli insediamenti comunali per Rom e Sinti, quelli per i Camminanti ed i viaggianti non esistono più, non soddisfano appieno gli utenti ormai sedentarizzati da lungo tempo nè si avvertono soluzioni alternative consentite a breve termine: l’attuale campo di Strada Aeroporto dovrà essere abbandonato a causa dei lavori del passante ferroviario TAV, ma non si prevedono per ora soluzioni programmate.
I Rom inseriti in abitazioni ATC soffrono di mancanza di politiche di accompagnamento adeguate, molte famiglie sono allo stretto, molti parenti sostano presso le abitazioni ATC ed il vicinato protesta; in carenza di risorse economiche ( cantieri di lavoro, borse di lavoro, disoccupazione endemica) si varificano molti casi di mortalità: già alcune famiglie hanno lasciato le abitazioni ATC per riprendere il nomadismo o risiedere in terreni agricoli reperiti nella Cintura della Città. Corre un rischio di rigetto sia del nomadismo che degli insedia menti “abusivi”…

Sensibilizzazione
Relativamente alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica l’O.N. di Torino si trova a svolgere opera limitata anche a causa del-l’attenuazione di rapporti attivi da parte dei soci e dei simpatizzanti. Si interviene in ambiti minori, nei tavoli sociali, presso scuole, presso pubblicazioni di quartiere. Un altro discorso riguarda il Centro di Documentazione Zingara che può contare su materiale d’archivio, materiale bibliografico su tematiche divul-gative, progetti, esperienze di scolarizzazione nonché videocassette di inchieste ed a soggetto, ecc. il tutto pubblicizzato su INTERNET: da qualche tempo l’interessamento da parte di studenti, curiosi, studiosi, si è un po’ attenuato, forse perché le fonti di documentazione sono in aumento, nonché in ribasso le tesi/ricerche da produrre presso gli Istituti Universitari, anche a seguito dei ridotti curriculi e quindi tesi più succinte da presentare.

Occupazione
Mai come in questi ultimi tempi, sia adulti che giovani Rom prospettano esigenze occupazionali oltre le borse lavoro prospettate in passato dall’Ufficio Stranieri & Nomadi del Comune di Torino. Sempre più frequenti i casi di giovani Rom che riescono ad acquisire opportunità lavorative presso imprese di pulizie, esercizi di ristorazione: ciò attraverso il passa-parola ed anche gli sportelli delle agenzie di collocamento, da molti si annette importanza alla redazione di un curriculum mirato ad ottenere un lavoro. Anche senza molte basi culturali si tenta di frequentare corsi professionali il cui esito può contribuire; ad un’assunzione. In loco, per l?iscrizione al breve corso per mediatori culturali Rom si è preteso l’impegno di frequentare corsi CSEP per acquisire il titolo equivalente alla Licenza media.
Prosegue nella stragrande maggioranza della famiglia Rom Xoraxanè l?attività di raccoglitori di materiali ferrosi e non, l’adesione al progetto EQUAL II è stata accolta con favore in previsione di regolarizzazione del lavoro autonomo o dell’ipotesi di occupazione presso l?agenzia locale per la raccolta dei rifiuti ?differenziata?

Permesso di soggiorno
Su richiesta degli utenti Rom e Sinti, nello spirito di servizio e di promozione l’O.N. si presta all’istruzione di pratiche per il permesso di soggiorno o per quelle dell’affidamento sociale, compatibilmente con le possibilità di accoglienza e di vero aiuto riabilitante. Non sono trascurati i rapporti con giuristi ed avvocati, sempre a favore dei richiedenti ed in spirito di aiuto e promozione.

Opera Nomadi sezione di Torino
Tel. 011/721308

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Opera Nomadi Padova ha fatto blog!

18 Aprile 2006 Nessun commento


Opera Nomadi sezione di Padova ??Donatella Torresini?, ha fatto web-log. ?Foglio informativo sulle attività della sezione di Padova? è il sottotitolo, ma ?potrebbe anche diventare, il blog regionale? spiega Alessandro Piccin. Nel ?foglio informativo? documenti, relazioni e progetti da una sezione, Opera Nomadi di Padova, che si è costituita il 30/11/1989 ed è fra le più attive e significative sul territorio nazionale: scolarizzazione, recupero della licenza media, inserimento lavorativo, gestione aree comunali verso lo sman-tellamento, smantellamento dei campi ed accompagnamento verso nuove unità abitative, progetto ?fiere e sagre?, audizione dell?Opera Nomadi alla Commissione Parlamentare per l?Infanzia? Documenti che sono un programma ?politico? pratico, e punto di riferimento, di cosa vuol dire essere Opera Nomadi nel duemila.

IN RICORDO DI DONATELLA TORRESINI
?L’operatrice scolastica Donatella Torresini, architetto e prof.ssa di matematica in pensione è mancata il giorno 23 marzo alle ore 06.15 all’ospedale di Padova dopo un intervento al cuore. Valida collaboratrice, ha sempre lavorato per l’Opera Nomadi, seguendo con molta professionalità i Rom e i Sinti che frequentano le scuole medie. Da sempre impegnata su tutti i fronti contro le ipocrisie e le mistificazioni, lottava perchè trionfasse la giustizia nel sociale e perchè i diritti venissero sempre tutelati. In particolare ricordiamo questa sua frase: “Dite sempre la verità perchè la verità è rivo-luzione”. Era una persona rara e ci ha lasciato un grande vuoto. Il nostro pensiero va anche ai figli, rimasti ora completamente soli ad affrontare la vita, senza più una guida, così valida, come la loro mamma. Grazie Donatella?.
(Web-log Opera Nomadi sezione di Padova: mercoledi 12 aprile 2006)

Nella fotografia: inaugurazione di una ?casa mobile? per un nucleo familiare di Sinti a Crespino, provincia di Rovigo, 9 ottobre 2004. Donatella, vestita in verde, sta sulla sinistra.
Riferimenti: Opera Nomadi di Padova ?Donatella Torresini

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5 per mille all?Opera Nomadi

14 Aprile 2006 Nessun commento


Un piccolo gesto morale per una associazione morale. Il 5 per mille è una quota di imposte a cui lo Stato rinuncia per destinarla alle organizzazioni no-profit per sostenere le loro attività. L?Opera Nomadi nazionale, nata nel 1965 -Ente Morale nel 1970, invita chi ha a cuore i Rom/Sinti e Camminanti a fare un piccolo gesto di civiltà per sostenere la causa: Opera Nomadi codice fiscale 80409480581.

5 per mille… Opera Nomadi per tutti (Rom/Sinti e Camminanti)
L’Ente Morale Opera Nomadi, un’associazione fatta di persone e di idee, di cuore e di anima, quest’anno vi invita a scegliere il 5 per mille all’Opera Nomadi. Il nome dell?associazione ed il codice fiscale vanno messi nello spazio indicato per il 5 per mille, nei moduli per la dichiarazione dei redditi. Un gesto morale per una associazione morale. Non è cosa di poco conto di questi tempi. Ecco alcune definizioni della parola ?morale?: ?che concerne valori etici?, ?che è conforme al bene, ai principi del giusto e dell?onesto?.

5 PER MILLE ALL’OPERA NOMADI
Ente Morale Opera Nomadi
CODICE FISCALE OPERA NOMADI: 80409480581
Da oggi uno strumento in più per aiutare Rom, Sinti e Camminanti (comunemente definiti zingari o nomadi)
La Legge Finanziaria 2006 prevede la possibilità di destinare il 5 per mille delle tue imposte all?Ente Morale Opera Nomadi

NON TI COSTA NULLA.
Non è una tassa in più.
Sei tu che decidi a chi destinare il 5 per mille.
È una quota di imposte a cui lo Stato rinuncia per destinarla alle organizzazioni no-profit per sostenere le loro attività
Aiutiamo con un normale gesto, L?Ente Morale Opera Nomadi

COME FARE:
I modelli per la dichiarazione dei redditi CUD, 730 e UNICO contengono uno spazio dedicato al 5 per mille, in cui devi firmare ed indicare il CODICE FISCALE DELL?ENTE MORALE OPERA NOMADI: 80409480581Il 5 per mille non sostituisce l?8 per mille destinato allo Stato e alla Chiesa. Sono due possibilità diverse e si possono utilizzare entrambe per destinare parte delle proprie imposte per fini diversi.

SCHEDA ATTIVITA’ DELL’OPERA NOMADI
L?Opera Nomadi si è costituita a Bolzano nel 1963 come associazione regionale del Trentino Alto Adige, nel1966 è divenuta associazione nazionale e nel 1970 è stata eretta a Ente Morale (D. P. R. n° 347 del 1970).
L?Associazione è nata dalla consapevolezza che fosse necessario un movimento di volontari organizzato per promuovere interventi atti a togliere i Rom, Sinti e Camminanti ed altri nomadi, o gruppi di origine nomade dalla situazione di emarginazione in cui sono relegati e per aprire la collettività nazionale alla comprensione e all?accoglienza dei diversi. Per corrispondere meglio allo sviluppo di una società plu-ralistica e aperta, l?Opera Nomadi si configura come un?associazione apartitica, aconfessionale che accoglie volontari, Rom, Sinti e Camminanti e non, impegnati in un compito di promozione sociale.
In generale l?Opera Nomadi si fa mediatrice tra i pubblici poteri ed i gruppi di zingari, per la tutela dei loro diritti, e per favorire interventi specifici atti a sanare le situazioni di svantaggio.

L?impegno prioritario si sviluppa nei seguenti settori:

a) Abitazione: Il nomadismo in Italia è ristretto quasi unicamente ad alcuni gruppi di SINTI (specialmente i giostrai), a piccoli gruppi di Rom Kalderasha, ai Camminanti Siciliani, nomadi per motivi economici. L?Opera Nomadi si batte a breve termine per il risanamento delle baraccopoli, a medio termine per l?allestimento di villaggi residenziali per le famiglie nomadi e seminomadi, all?interno dell?edilizia popolare o comunque agevolata in cui siano considerate sia l?autocostruzione sia l?autogestione. Relativamente ai Rom stranieri non sono da trascurare soluzioni abitative stabili all?interno dei centri urbani.
b) Scuola: Con ripetute convenzioni stipulate con il Ministero della Pubblica Istruzione a decorrere dal 1965/1966 si è passati, in tempi brevi, da un inserimento scolastico dei minori Sinti e Rom in scuole speciali statali ad un inserimento graduale nelle classi comuni. L?Opera Nomadi promuove iniziative di ricerca e di sperimentazione didattica anche con il sostegno del Ministero P.I. e della Comunità Europea. Collabora altresì alla formazione, aggiornamento e monitoraggio degli operatori delle scuole dell?obbligo e del preobbligo scolastico, specie quelle del territorio coinvolte nella scolarizzazione dei minori Rom, Sinti e Camminanti. Facilitata altresì, con intervento diretto o indiretto degli Enti Locali, l?attuazione del diritto allo studio, l?inserimento e il profitto scolastico degli alunni Rom, Sinti e Camminanti e ciò con iniziative di trasporto, accompagnamento, mediazione culturale e attività laboratoriali.
c) Tutela della lingua e della cultura dei Rom, Sinti e Camminanti: L?Opera Nomadi partecipa ai movimenti/gruppi d?opinione per la tutela delle minoranze linguistiche in Italia volti all?attuazione dell?art. 6 della Costituzione anche in favore dei gruppi Rom e Sinti. Si fa anche promotrice di iniziative di aggiornamento per docenti coinvolti nell?inserimento scolastico dei minori Rom, Sinti, mirate alla conoscenza della cultura dei Rom, Sinti e Camminanti, del diritto al nomadismo e alla sosta. Promuove e facilita iniziative di formazione di Mediatori Culturali Rom e Sinti sul piano della coscientizzazione etnico- culturale e sul piano professionale per venire incontro alle esigenze poste dalle Istituzioni e dalle Famiglie nell?ambito dei servizi di accoglienza, inserimento scolastico, sociale, sanitario, economico.
d) Manifestazioni culturali: L?Opera Nomadi organizza e partecipa a mostre fotografiche e di artigianato, spettacoli musicali, tavole roton-de, convegni, dibattiti, manifestazioni di solidarietà e trasmissioni mediali. E? presente negli insediamenti Rom e Sinti per favorire una presa di coscienza critica della situazione attuale e di ricerca di nuove forme di adattamento alla società italiana: opera nel contempo per il coinvolgimento sempre più attivo dei Rom e dei Sinti nelle iniziative che li riguardano.
e) Sanità: L?Opera Nomadi si adopera per la mediazione fra la popolazione dei Rom, Sinti e Camminanti ed il Sistema Sanitario Nazionale per il pieno rispetto del diritto alla salute da parte dei minori, delle donne e degli anziani Rom e Sinti: anche in questo campo è avviata la formazione di specifici Mediatori Culturali. Non sono trascurati ricorsi e collaborazioni di Enti/Associazioni per la tutela della salute, dei malati, degli anziani, dei minori in stato di necessità.
f) Lavoro: L?Opera Nomadi si rende attiva nella ricerca e promozione di opportunità lavorative per giovani e adulti Rom e Sinti, anche mediante la costituzione di cooperative di lavoro, in sintonia con le attività tradizionali dei Rom e dei Sinti (artigianato, lavorazione dei metalli, compravendita, allevamento dei cavalli ecc.), e nel campo dell?ecologia (legalizzazione delle attività di raccolta, riciclaggio e rottamazione dei metalli, pulizia e rigoverno di aree verdi, verniciatura di cancellate, recinzioni di giardini, cortili, di edifici pubblici del territorio, ecc.).
g) Giustizia: L?Opera Nomadi si adopera per l?informazione presso le Comunità Rom e Sinti delle normative atte alla concessione di permessi, licenze, affidamenti di competenza degli uffici decentrati dei Ministeri dell?Interno e di Grazia e Giustizia. Per la tutela dei diritti dei cittadini (minori detenuti, immigrati, profughi, ecc.). l?opera Nomadi privilegia gli sportelli allestiti dagli Enti locali e delle Istituzioni di competenza oltre che gli sportelli allestiti da Enti e Organizzazioni Umanitarie specifiche.
h) Romano Lil: E? la circolare interna dell?Opera Nomadi che si rivolge ad associati e non, per divulgare atti, iniziative, ricerche a sostegno e a tutela dei gruppi Rom, Sinti e Camminanti che risiedono sul terri-torio dell?Italia Continentale e Insulare: svolge la sua attività dal 1965 attraverso le sezioni OPERA NOMADI, diffuse sul territorio, gruppi collaboratori e simpatizzanti.
Dall’anno 2006 la “circolare” è diventata anche telematica:
Romano Lil, http://romanolil.blog.tiscali.it/

Chi fosse interessato può richiedere alla redazione, o all’Opera Nomadi nazionale -tel.0644704749, il documento in formato word.

Nella foto: il Consiglio Nazionale dell’Opera Nomadi, 27 giugno 2004

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La tessera dell?Opera Nomadi

13 Marzo 2006 Nessun commento


La tessera: l?identità, la dignità, l?appartenenza. I primi mesi dell?anno sono tempi di ?relazioni morali? e di bilanci per le 28 sezioni dell?Opera Nomadi distribuite su tutto il territorio nazionale. Ma sono anche tempi di iscrizioni e di tesseramenti ed allora, adottando le buone prassi di lavoro decennale dell?associazione, si suggerisce qui un modello da utilizzare. Non è infrequente che in sezione telefonino i Carabinieri da un?altra città per sapere se il Rom in questione è veramente iscritto all?Opera Nomadi. La tessera, con la fotografia quindi, è un primo strumento di visibilità e di identificazione per persone che spesso sono costrette a vivere in clandestinità perché non possono essere regolarizzate con la legge ?Bossi-Fini?.

METODO
Il modello qui visualizzato è il fronte di una tessera pieghevole di formato 5,7 x 8 cm.
Sul retro ci andranno le solite diciture: a sinistra nome, cognome, data di nascita, nazionalità, domicilio e numero di tessera; a destra lo spazio per la foto e sotto la firma dell?associato e quella del presidente di sezione a cui sovrapporre il timbro. Se la tessera si stampa in tipografia, nessun problema: basta portare il modello.
Se si vogliono risparmiare soldini si può fare la fotocopia su cartoncino colorato, basta un color grigio-panna-verdolino-pallido. Ma allora occorre avere certosina pazienza e precisione nell?im-paginazione. Lavorando col computer, si accostano i fronti di quattro tessere sulla prima pagina (dimensione: orizzontale) e sulla seconda si inseriscono i retri delle stesse. Occorre impaginare i modelli in modo tale che fotocopiando le due diverse pagine su di uno stesso foglio e ritagliando i tasselli le quattro tessere combacino perfettamente: qui sta lo scoglio del lavoro.
Chi non avesse il tempo e volesse usare della nostra esperienza chieda alla redazione il documento (word) con lo schema base della tessera.

Riferimenti: Statuto dell’Associazione "Opera Nomadi"

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Opera Nomadi per la tutela dei Rom, Sinti e Camminanti


Sono circa 150.000 i Rom, Sinti e Camminanti, presenti sul territorio italiano. Per una metà sono provenienti da altri Paesi ma difficilmente rientrabili (e tutelati come specificità) dalla legge Bossi-Fini che regolamenta il settore dell?immigrazione. Per l?altra metà, invece, sono cittadini italiani ma difficilmente rientrabili (cioè esclusi) nella tutela dei diritti fondamentali.
Mettendo da parte il vitale diritto di cittadinanza (?Ius soli?) da parte di Rom nati in Italia, anche di seconda e terza generazione, che invece continuano ad essere espulsi vero Paesi che non hanno mai visto, costretti ad abbandonare figli minorenni,
ecco alcuni articoli violati, nei confronti dei Rom/Sinti, dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 10 dicembre 1948:
- art. 26, diritto all?istruzione
- art. 25, diritto ad un decoroso tenore di vita
- art. 24, diritto al riposo ed allo svago
- art. 27, diritto di partecipare alla vita culturale della comunità
- art. 23, diritto al lavoro (previsto anche dalla Cost. Italiana, art.4)
- art.22, diritto alla sicurezza sociale
- art. 13, diritto di movimento nel territorio
- art. 7 diritto di eguaglianza e di non discriminazione.
Riferimenti: INFERNO ? PARADISO (se si può dire così)

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L?Opera Nomadi al Ministero per l?Istruzione

21 Febbraio 2006 Nessun commento


Da alcuni anni a questa parte continua, a scadenze precise, l?incontro dei rappresentanti dell?Opera Nomadi Nazionale coi dirigenti e rappresentanti di diversi Ministeri del Governo Italiano, a tentare di definire e proporre ?tavoli di lavoro? per affrontare in modo più consono e pertinente la ?questione” dei Rom/Sinti d?Italia. Ieri 20 febbraio a Roma l?incontro si è tenuto presso il MIUR, Ministero Istruzione Università e Ricerca.

Continua il confronto dell?Opera Nomadi con l?Amministrazione centrale dello Stato

(Da Roma, il direttore).
Il Consiglio Nazionale eletto nel giugno 2004 continua, a scadenze precise, l?incontro fra i propri rappresentanti dell?Opera Nomadi Nazionale con i massimi Dirigenti amministrativi dei diversi Ministeri del Governo Italiano competenti, confronto a cui si è finora sottratto solo il Ministero per gli Affari Sociali, con cui peraltro si era stabilito un tavolo comune nella precedente Legislatura, addirittura con un?amplissima rappresentanza di mediatori Rom/Sinti: dai Rom Calabresi e Abruzzesi ai Khorakhanè bosniaci passando per i Rom Kalderasha ed Harvati ed i Sinti Giostrai

Lunedì 20 febbraio -ore 15,30, a Roma in via Ippolito Nievo presso la sede MIUR (Ministero dell?Istruzione dell?Università e della Ricerca) una delegazione dell?Opera Nomadi, Gruppo Scuola Nazionale, incontra Dirigenti e funzionari di vari Ministeri per definire una linea d?intervento programmatica sulla questione dei Rom/Sinti d?Italia.
Sono presenti Mariolina Moioli, direttrice generale MIUR, con il direttore Matteo Tallo ed i funzionari Patrizia Capitali – Vinicio Ongini, il dottor Sebastiano Piana, capo-dipartimento Affari Re-gionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri, accompagnato dal dottor Renato Fedele, e per l?Opera Nomadi il presidente na-zionale Massimo Converso, la responsabile scuola Renata Paolucci, l?insegnante Antonia Rullo di Roma ed il prof. Domenico Trovato di Treviso, il giornalista Roberto Costa direttore di Romano Lil ed i volontari della Segreteria Tecnica Nazionale Elena Coluccia e Lino Posteraro. Il Segretario Nazionale Giorgio Bezzecchi, dopo il Consiglio Nazionale di domenica mattina, era intanto rientrato a Milano da dove oggi raggiungerà una Comunità Rom della regione di Bucarest che lo aveva espressamente invitato da tempo.
Giorgio, l?antesignano dei mediatori rom nelle istituzioni pubbliche in Italia, sta seguendo con il vice-presidente nazionale Kasim Cizmic, tutta questa complessa costituzione di un rapporto stabile dell?Opera Nomadi con l?Amministrazione Centrale dello Stato, al fine di stabilire un tavolo permanente del Governo che programmi assieme ai Rom/Sinti quella politica nazionale di sviluppo ed autosviluppo adesso soltanto abbozzata.

I punti all?ordine del giorno sono i seguenti:
- verifica contenuti e conclusioni dell?VIII Seminario Nazionale;
- aggravamento evasione scolastica Rom Rumeni;
- verifica rapporti con le Direzioni Scolastiche Regionali.

MASSIMO CONVERSO
Come la seconda immigrazione dei Rom dalle regioni più povere della Jugoslavia alla fine degli anni ?60 causò un grave squilibrio nei già delicati rapporti di convivenza stabiliti dai Rom/Sinti con l?Italia ?ospitante?, l?immigrazione di massa negli ultimi cinque anni dei circa 50.000 Rom Rumeni ha creato una situazione del tutto nuova storicamente, nel senso che si è stabilizzato su tutto il territorio nazionale una nuovo gruppo di maggioranza interno ai Rom/Sinti, omogeneo sostanzialmente per usi e costumi. Purtroppo questo afflusso ha aumentato verticalmente l?evasione scolastica aggra-vando una condizione che era già la più bassa nello specifico contesto europeo.
I dati parziali sulla scolarizzazione sono devastanti già per i Rom/Sinti già cittadini italiani: c?è un sempre maggiore analfabetismo di ritorno, se si pensa che soltanto 250 frequentano realmente le scuole superiori; il conseguimento della licenza media è ancora limitato ad una minoranza e su questo conseguimento pesa un ritardo didattico mediamente di tre anni rispetto ai coetanei gagè.
Il MIUR non può quindi affrontare da solo tale emergenza sociale sottovalutata in primis dal Ministro Maroni, la scuola da sola non ce la fa a supportare i processi di integrazione, da qui l?urgenza di un ?tavolo? con altri Ministeri per preparare una Conferenza Nazionale con gli Assessorati alle Politiche Sociali e Pubblica Istruzione delle Regioni e delle Province Autonome e di tutti i Dirigenti Scolastici Regionali del MIUR. Oggi chiediamo ai due Direttori Generali di convocare tale Conferenza quanto prima. Quel giorno daremo comunque la disponibilità a gestire progetti sul 70% del territorio italiano.

RENATA PAOLUCCI
La scolarizzazione versa in una situazione tragica in tutta Italia e riguarda tutti i diversi gruppi e comunità. Occorre lavorare per debellare l?altissima dispersione scolastica. Abbiamo ulteriormente riscontrato che laddove funzionano progetti con mediatori culturali Rom/Sinti la dispersione scolastica viene ridotta. L?Opera Nomadi si riferisce a progetti con associazioni riconosciute realmente com-petenti. La mediazione culturale è strategica, assolutamente prioritaria: occorre cioè intervenire presso le famiglie e presso la scuola. Questi progetti hanno però bisogno di risorse economiche.
Se non interveniamo, l?analfabetismo aumenta le condizioni di disagio e di esclusione del popolo dei Rom/Sinti. Non abbiamo risolto che parzialmente i problemi dei Rom/Sinti presenti da secoli in Italia: cosa faremo coi problemi dei Rom Rumeni che continuano ad arrivare a migliaia e migliaia?
I dati ufficiali del Ministero ci dicono di 13.000 iscritti alla scuola italiana su una popolazione presunta di 150.000 persone ed un numero, sempre presunto, di 60.000 ragazzi in età scolastica.
E? da tempo che chiediamo un monitoraggio qualitativo, sulla frequenza e dispersione scolastica, per affrontare il problema a livello nazionale ed il recente bando UNAR, che si sperava potesse affrontare questo problema della rilevazione delle presenze tramite i suddetti mediatori culturali Rom/Sinti, si è rivelato del tutto insufficiente come risorse.
Bisogna far funzionare il PROTOCOLLO d?INTESA perché i corsi per la formazione di mediatori culturali non siano episodici ma metodo strutturale per supportare i progetti di riduzione della dispersione. Ed in parallelo si rende indilazionabile l?organizzazione di una banca-dati reale che raccolga e metta a disposizione progetti, materiali, modalità di interventi? E da qui partire con progetti Regione per Regione.

SEBASTIANO PIANA Direttore Generale Ministero Affari Regionali
L?analfabetismo facilita l?attrazione della gioventù Rom nella devianza ed è per questo che bisogna creare un gruppo guida per ?formare i formatori?. Bisogna anche discutere attorno alla questioni delle scuole interne al popolo dei Rom/Sinti e capire se possano essere efficaci come quelle, ad esempio, delle comunità Ebraiche in Italia. Condivido l?idea di una specifica conferenza con le Regioni in accordo col MIUR che convochi tutte le Direzioni Scolastiche Regionali.

MARIOLINA MOIOLI Direttore Generale per lo Studente ? MIUR
Stiamo cercando di realizzare questo protocollo d?intesa a partire dalla sensibilizzazione che Massimo Converso e tutta l?Opera Nomadi portano avanti da anni nei nostri confronti. Stiamo attuando iniziative già da tempo per progetti-pilota in alcune regioni. Concordo sulla necessità, urgente, di convocare tutte le Direzioni scolastiche Regionali che favoriscano l?inserimento scolare e quindi sociale delle famiglie Rom. Perché nel concreto e nel quotidiano dobbiamo accompagnare un percorso di integrazione e non di assimilazione.

CONCLUSIONI
Alla fine dell?intenso confronto vengono definite due modalità di incontro: un ?tavolo? fra referenti scuola dell?Opera Nomadi e funzionari del Miur per le tematiche relative al ?protocollo d?intesa? firmato il 22 giugno 2005 a Roma per favorire la scolarizzazione dei Rom/Sinti e Camminanti, già concordato per lunedì 6 marzo, ed un ?tavolo? politico ?Opera Nomadi con mediatori Rom/Sinti?, MIUR e Ministero Affari Regionali per preparare una conferenza nazionale Regioni e Direzioni Scolastiche per l?applicazione del ?protocollo d?intesa? e che si svilupperà dal ?tavolo? precedente.
Il Gruppo di Lavoro esclusivamente tecnico-didattico relativo al Protocollo d?Intesa, del 6 marzo, sarà composto da 6 delegati dell?Opera Nomadi e tre del MIUR e godrà di uno specifico Decreto del MIUR.

Nella foto: al centro la direttrice generale Mariolina Moioli
Riferimenti: I fantasmini Rom di Largo Camesena

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Aleramo, della ?fratellanza? dell?Opera Nomadi

5 Febbraio 2006 Nessun commento


L?Opera Nomadi è ?comunità? composta da persone che in un mondo sempre più egoista e deprivato cercano di preservare la fratellanza e l?umanità. ?Benedetto quel popolo che non ha bisogno di eroi? scriveva Bertolt Brecht. ?Uno come tanti? dell?Opera Nomadi è Aleramo Virgili stimato per la sua competenza e professionalità: ?Ci siamo resi conto che in lui c?è passione e sentimento per quello che fa?.

Invio il comunicato stampa relativo all?iniziativa svoltasi a Grottaferrata il 27 gennaio scorso.

Colgo l?occasione per ringraziare Aleramo Virgili della testimonianza che ci ha portato. Molte persone, ed io sono tra quelle, sono rimaste colpite dalla sua partecipazione emotiva; ci siamo resi conto che oltre le parole e oltre l?impegno, in lui c?è passione e sentimento per quello che fa.
Per noi tutti è stata una bella lezione di umanità che terremo sempre presente.
Spero che avremo la possibilità di lavorare insieme di nuovo con Aleramo per conoscere e contribuire a far conoscere un mondo che percepiamo molto superficialmente e attraverso tanti pregiudizi.
A presto. Gigi Fortini

La Giornata della Memoria a Grottaferrata
Il teatro Sacro Cuore stracolmo per riflettere sulle cause della Shoah

?I colori della vergogna? Ë il titolo della manifestazione organizzata, il 27 gennaio, da Aprile per la Sinistra e Associazioni in Movimento di Grottaferrata per non dimenticare la Shoah e il dramma di tutti i ?non ariani? e i ?diversi? finiti nei campi di sterminio nazisti (metodicamente contraddistinti dagli aguzzini con triangoli di colore diverso: zingari, omosessuali, oppositori politici?).
Il teatro del Sacro Cuore era stracolmo, con una significativa presenza di giovani. Un pubblico attentissimo ed emotivamente coinvolto che ha partecipato con forte pathos alle performance musicali e poetiche, agli spezzoni di film e documentari e alle parole dirette e coinvolgenti di Aldo Zargani, scrittore e all?epoca giovane ebreo torinese costretto prima alle privazioni dalle leggi razziali fasciste e poi alla fuga.
Un?emozione che si è rafforzata con l?intervento di Aleramo Virgili, rappresentante dell?Opera Nomadi, il quale ha sottolineato come quello degli zingari sia stato un massacro per niente noto ed emerso nella sua drammaticità soltanto negli ultimi vent?anni, a causa anche delle caratteristiche di trasmissione orale della cultura Rom e Sinti. ?L?importante? ha sottolineato Zargani ?Ë che oggi non ci si lasci prendere dall?indifferenza, come avvenne a molti italiani in quel terribile periodo. Occorre porre attenzione a tutte le discriminazioni che ancora avvengono in tante parti del mondo. Questo è l?unico modo per impedire che accadano ancora?.
Riferimenti: Subject: Santino Spinelli

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Relazione scuola dal Seminario Nazionale Opera Nomadi

9 Gennaio 2006 Nessun commento


In attesa degli ?Atti dell’VIII Seminario Nazionale Opera Nomadi?, si riporta la relazione introduttiva sulla scolarizzazione dei bambini rom sinti e caminanti, di Renata Paolucci.
?La mancanza di una politica dell?accoglienza che punti sulla valorizzazione della cultura rom e sinta e sul rispetto delle differenze, rischia di fare di questi bambini dei ?diversi? influendo pesantemente sul loro grado di autostima e sui rapporti che si creano all?interno della classe. Si rischia che la scuola venga vissuta dai minori e dalle famiglie come un ambiente ostile, che svaluta la loro cultura e la relega a condizioni di svantaggio?.
?E? evidente, quindi, come il problema dell?evasione e della dispersione scolastica non prescinda dal problema abitativo, igienico, e di futuro inserimento lavorativo e sia necessario attivare quindi progetti a 360 gradi mirati al superamento di tutte queste problematiche?.

Opera Nomadi
Ente morale (D.P.R. 26.03.70 N° 347) – Onlus

VIII° Seminario Nazionale
6/7 dicembre 2005

Relazione introduttiva sulla scolarizzazione
dei bambini rom sinti e caminanti
GRUPPO ?SCUOLA?

A cura della Prof.ssa Renata Paolucci
Consigliere Nazionale Opera Nomadi
Referente Scuola Opera Nomadi Nazionale

LA SCOLARIZZAZIONE IN ITALIA
In Italia la piena scolarizzazione della popolazione dai 6 ai 10 anni è stata raggiunta sia per i maschi che per le femmine già a partire dagli anni ?50 e a metà degli anni ?60 la riforma della scuola media consentì di completare la scolarizzazione con riferimento all?intero ciclo dell?obbligo scolastico.
L?esigenza di ottemperare al diritto all?istruzione per i minori rom e sinti si è sentita nel 1959, a livello di volontariato nelle carovane e negli edifici privati e, sulla scia di queste esperienza, lo Stato Italiano nel 1965 si dotava di uno strumento istituzionale costituito dalle classi speciali ?Lacio Drom? (Buon cammino) che da 11 raggiunsero un numero di 60 nel 1970. Classi speciali quindi, all?inizio all?interno di edifici scolastici per favorire la socializzazione e, in seguito, a causa dell?opposizione dei responsabili locali della scuola e dei genitori degli altri alunni, i bambini rom e sinti furono ghettizzati in locali appartati, non idonei e isolati. Nel 1974, venne dichiarata l?eccezionalità di tali classi e fu disposto che i minori rom e sinti fossero inseriti nelle classi comuni, conservando però le classi speciali con una funzione di accoglienza di quegli alunni che presentavano un notevole ritardo scolastico o che avevano una frequenza irregolare, a causa della vita nomade. Nel 1982 ci fu la definitiva soppressione delle classi speciali, riconoscendo, nel caso gli alunni avessero difficoltà di apprendimento per l?appartenenza ad una cultura diversa o per il problema del bilinguismo (il ?romanès? per alcuni è la sola lingua parlata in famiglia, per cui si rende necessario insegnare l?italiano come L2), un insegnante di sostegno.
Nel 1986 il Ministero diede nuove disposizioni in materia di scolarizzazione dei minori rom e sinti, disposizioni che precorrono la Risoluzione Europea del Consiglio dei Ministri dell?Educazione del 22/05/1989. Dopo aver richiamato la scuola materna, elementare e media al principio dell?obbligo scolastico che non è solo obbligo dei ragazzi a frequentare la scuola, ma anche obbligo della scuola ad assicurare il massimo possibile di apprendimento a tutti i frequentanti, il Ministero prescrive ad essa l?impegno di offrire un servizio adeguato nel ?massimo rispetto dell?identità culturale dei soggetti interessati e il dovere di predisporre, per quanto possibile, un?organizzazione proficua, soddisfacente e rispondente ai reali bisogni degli stessi?.
Altro elemento importante è la creazione presso i Provveditorati agli Studi e gli Uffici Scolastici Provinciali di un Centro di competenze specifiche con il compito di conoscere, vagliare, coordinare, le iniziative scolastiche sul territorio, in collegamento con l?apposito gruppo di lavoro che avrebbe dovuto funzionare al Ministero, con gli Enti locali chiamati a garantire i servizi integrativi necessari per la piena scolarizzazione. Nel 1989 e nel 1990 infine, il Ministero della Pubblica Istruzione ha emanato due importanti Circolari riguardanti il diritto all?istruzione ai figli degli immigrati, quindi anche dei Rom giunti dall?Europa Orientale: la scuola li deve accogliere anche se i genitori sono privi di permesso di soggiorno e realizzare un?educazione interculturale sia per superare ogni forma di rigetto, sia per garantire ai bambini stranieri il rispetto della loro cultura.
Non solo, ma a proposito della lingua ?romanès? nel 1981 il Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione aveva approvato ed inviato al Ministero una Raccomandazione (n° 125) della lingua zingara insistendo non solo sul rispetto della lingua e della cultura nelle scuole ma anche chiedendo appositi corsi di formazione di Rom e di Sinti in grado di insegnare la propria lingua (tutto ciò non fu mai attuato).
A tutt?oggi nonostante le Disposizioni Ministeriali, la Convenzione Internazionale sui Diritti dell?Infanzia e le Raccomandazioni n° 563 del 1969, n° 1203 del 1993, n° 11 del 1995, n° 4 del 2000 adottata dal Comitato dei Ministri del Consiglio d?Europa il 03 febbraio 2000 sulla scolarizzazione dei Fanciulli rom e sinti in Europa e le Risoluzioni n° 125 del 1981, n° 249 del 1993, n° 16 del 1995, ancora pochi sono i progetti avviati nel nostro paese per permettere un proficuo inserimento scolastico dei Bambini rom e sinti, e si continua purtroppo a registrare un elevato numero di minori che evadono la scuola dell?obbligo o la frequentano saltuariamente.
Purtroppo, dopo un periodo di discreto interesse da parte delle Istituzioni, che ci permetteva di pensare, lavorando in sinergia, di poter cominciare a risolvere le problematiche inerenti la scolarizzazione, ultimamente sembra che da parte degli Enti Locali, delle Regioni e dell?Istituzione Scuola, tale interesse si sia affievolito.
E? stato fatto un passo avanti con la firma del Protocollo di Intesa per la tutela dei Minori rom e sinti, tra l?Opera Nomadi e il Miur. Tale protocollo dovrebbe stimolare e sensibilizzare le varie Direzioni Regionali, i C.S.A., le Regioni e gli Enti Locali a investire risorse economiche per attivare iniziative atte a contrastare il fenomeno dell?abbandono e della dispersione scolastica, a favorire l?inserimento e l?integrazione dei minori rom, sinti e camminanti , a promuovere iniziative di formazione, specifiche.
Abbiamo infatti constatato che si risolve, almeno in parte la piaga dell?evasione scolastica, solo attraverso progetti mirati che impegnino mediatori culturali ed operatori a svolgere un lavoro di recupero scolastico e di inserimento socio-culturale di mediazione, appunto, con la famiglia e con la scuola.
Confrontando le varie esperienze vissute dagli operatori che lavorano nei progetti di scolarizzazione dei bambini rom, sinti e camminanti presenti in Italia si sono individuate alcune problematiche ricorrenti, legate all?apprendimento scolastico:
- difficoltà di memorizzazione.
- Difficoltà di mantenimento dell?attenzione e della concentrazione.
- Difficoltà della lettura, scrittura e comprensione di un testo.
- Difficoltà nel tradurre in forma scritta pensieri, conoscenze e contenuti appresi e precedentemente espressi oralmente.
- Difficoltà di astrazione: scarsa capacità di applicare regole logiche che prevedono il passaggio dal particolare la generale dal concreto all?astratto.
- Scarsa conoscenza lessicale e difficoltà di comprensione delle regole grammaticali.
Riteniamo che tali problematiche siano da attribuirsi a :
1) il limitato interesse suscitato dagli argomenti trattati a scuola: le materie insegnate non trovano alcun riscontro pratico nelle esperienze quotidiane maturate in ambito familiare pertanto la scuola viene vissuta come un?istituzione inutile che non fornisce strumenti adeguati al proprio stile di vita.
2) l?appartenenza ad un cultura orale. Infatti nella società dei Rom e dei Sinti non esiste nessuna cultura di linguaggio codificato, è un mondo di suoni e quindi di azione; il suono, infatti, significa avvenimento e la parola parlata è evento non oggetto, non significa ma agisce. Le parole hanno potere sulle persone e possono provocare danni, sono come armi. L?uomo orale è dogmatico (si racconta solo la verità) e, per questo, ciò che viene raccontato non permette la capacità di critica e la possibilità di confronto. Il racconto è una forma di insegnamento e la conoscenza si fonda sulla vita collettiva, su ciò che è stato detto, che viene aggregato e accumulato mnemonicamente. Il racconto è condizionato dalla prossimità e manca la dimensione del tempo narrato. L?oralità dipende dalla socialità e respinge l?individualismo.
A scuola, perciò, per chi è abituato alla tradizione orale, le difficoltà sono le seguenti:
a) mancanza di abitudine all?osservazione
b) difficoltà a ridurre il vissuto a dimensione visiva.
c) mancanza di abitudine alla critica e al confronto.
Per una cultura specializzata nella sintesi orale, l?osservazione visiva è irrilevante; la scrittura, invece, sviluppa la percezione visiva e l?osservazione individuale (per osservare qualcosa, quel qualcosa deve stare fermo mentre il suono esiste nel tempo e non si ferma). Se la tradizione orale respinge l?individualismo (l?uomo esiste nella socialità), la scrittura stacca l?uomo dal gruppo, dà origine al pensiero originale isolato e presuppone l?introspezione che manca nella cultura orale dove l?uomo è più attento a cogliere le opinioni degli altri piuttosto che a riflettere sulle proprie affermazioni. Per la cultura orale il nostro modo di comunicare è inefficace, la scuola dovrebbe quindi adottare metodi diversi e munirsi di strumenti idonei per permettere a questi bambini di apprendere, passando, appunto, dallo loro cultura orale a quella della scrittura.
3) all?interno di molti gruppi familiari i minori parlano il romanès: ne deriva quindi che l?italiano risulta essere la II^ se non la III^ lingua, (è il caso dei rom stranieri che parlano anche la lingua del paese di ultima provenienza, dei sinti veneti, lombardi, marchigiani , ecc e dei Rom dell?Italia meridionale che utilizzano parlate dialettali) e l?utilizzo che ne fanno è limitato a fini pratici. Il ?romanès? presenta una struttura molto diversa da quella della lingua italiana e pertanto risulta difficile per i bambini rom e sinti comprendere e utilizzare in maniera adeguata la nostra sintassi.
4) la mancanza di un percorso prescolastico: il forte senso di protezione dei genitori nei confronti dei figli in giovanissima età e l?importanza che questi gruppi attribuiscono all?educazione familiare si manifestano in atteggiamenti di resistenza nei confronti della scuola materna. Di conseguenza i bambini rom e sinti affrontano la classe I^ senza quei prerequisiti indispensabili ad accedere con facilità e in tempi brevi, al pari degli altri compagni, all?apprendimento della lettura e della scrittura.
5) L?analfabetismo e la diffidenza, più o meno accentuata, a seconda dei gruppi di appartenenza, dei genitori nei confronti della società dei gagè. Accettano con difficoltà l?inserimento scolastico dei loro figli, considerando non formativo l?incontro con la nostra ed eventualmente altre culture. Il più delle volte la scuola viene più o meno frequentata per fini utilitaristici.
6) La mancanza di una politica di accoglienza da parte delle scuole che deve avvenire in modo serio e progettuale. Deve consistere in una prima fase temporale ben precisa del primo arrivo con l?incontro tra chi arriva e chi c?è già e deve continuare con atteggiamenti e attitudini nei confronti dell?alterità e della differenza.
Accogliere ed essere accolto significa prestare attenzione ai bisogni dell?altro, sviluppando atteggiamenti di apertura, ascolto e reciprocità. Per tutto ciò è necessario adottare una serie di dispositivi, norme, atti, circostanze e risorse previsti e realizzati in una determinata fase, da parte di chi accoglie.
La mancanza di una politica dell?accoglienza che punti sulla valorizzazione della cultura rom e sinta e sul rispetto delle differenze, rischia di fare di questi bambini dei ?diversi? influendo pesantemente sul loro grado di autostima e sui rapporti che si creano all?interno della classe. Si rischia che la scuola venga vissuta dai minori e dalle famiglie come un ambiente ostile, che svaluta la loro cultura e la relega a condizioni di svantaggio. Spesso si utilizza una didattica che tende ad accentuare le diversità e le difficoltà anziché superarle, valorizzando i punti comuni e le potenzialità di ciascuno, condizione indispensabile per attuare un? effettiva integrazione. Il livello di integrazione ed il grado di autostima influenza, non solo l?impegno e quindi il successo scolastico, ma anche la frequenza.
A differenza dei bambini stranieri, per i Rom e i Sinti, la politica dell?accoglienza deve essere mantenuta nel tempo, pena il rischio di distanza e di conflitti difficilmente recuperabili.
7) Non è da sottovalutare, anzi da porre in rilievo come l?habitat influisca sulla frequenza e sul rendimento scolastico: dove esistono condizioni abitative decorose, alloggi, case, terreni privati, ecc., più facilmente si nota un abbassamento delle percentuale di coloro che evadono l?obbligo scolastico.
E? evidente, quindi, come il problema dell?evasione e della dispersione scolastica non prescinda dal problema abitativo, igienico, e di futuro inserimento lavorativo e sia necessario attivare quindi progetti a 360 gradi mirati al superamento di tutte queste problematiche.
E soprattutto è necessario mirare al superamento dei campi nomadi, dove esistono, che risultano essere una prospettiva non solo ghettizzante ma, come da definizione dell? European Roma Right Center ?l?emblema della segregazione razziale per eccellenza? e, secondo il Comitato per l?Eliminazione delle Discriminazioni dell?ONU, ?un mix tra le favelas e i campi di concentramento? (l?Italia è l?unica nazione dell?Europa che ne mantiene l?esistenza).

EDUCAZIONE INTERCULTURALE
Accanto ad una politica dell?accoglienza, è di fondamentale importanza prevedere di applicare nelle scuole la didattica interculturale. Esiste una normativa dell?interculturalità nel nostro ordinamento scolastico; i documenti sono numerosi e di diversa natura, tra questi i più significativi sono:
1) Circolare n° 301 del 08/09/1989 e la successiva Circolare Ministeriale n° 205 del 26/07/1990, la n° 73 del 02/03/1994, La Pronuncia del C.N.P.I. del 23/04/1992 e del 24/03/1993, i programmi della scuola media che risalgono al 06/02/1979, della scuola elementare del 12/02/1985, la Legge di riforma dell?ordinamento della scuola elementare del 05/06/1990 n° 148..
Nonostante le Circolari Ministeriali, la Pronuncia del C.N.P.I., le premesse generali ai programmi dei vari ordini di scuola, i programmi della scuola elementare e della scuola media, ancora in molte scuole la didattica interculturale non viene applicata. Si tende a fornire un?educazione multiculturale al posto di un?educazione interculturale. L?educatore che assume una prospettiva multiculturale considera la coabitazione delle differenze etniche, culturali e religiose come un processo storico naturale di cui si prende atto, imposta tra le diverse culture un rapporto di tipo oggettuale (è una cultura in più da approfondire) tutto basato sull?oggetto dello studio e sulla materia. Quando invece l?educatore costruisce un progetto educativo intenzionale, cioè compie una scelta, passa dal multiculturale all?interculturale, non riducendo l?altra cultura ad un oggetto di studio in più ma imposta il rapporto tra le culture in questo modo: non oggettuale ma soggettuale, non estrinseco ma intrinseco, non cumulativo ma interattivo, non enciclopedico ma epistemico nel senso che l?altra cultura deve interessare per modificare lo spettro di indagine, assumendo un punto di vista diverso sulla realtà, esterno al proprio sistema cognitivo.
L?educazione interculturale non è naturale ma deve essere voluta e provocata, l?insegnante stesso deve avviare un processo personale di decostruzione mentale data da stereotipi e pregiudizi, cambiando la sua visione del mondo, superando il concetto di monocultura e di centralità europea.
L?educazione interculturale è: riconoscimento dell?identità dell?altro, tutela e promozione del diritto di cittadinanza, educazione antirazzista, prevede e comprende atteggiamenti e comportamenti, è superamento del monoculturalismo. E? un processo multidimensionale di interazione tra soggetti di identità culturale diverse, che, attraverso l?incontro (interculturale), vivono un?esperienza profonda e complessa di conflitto/accoglienza. Ciò diviene una preziosa opportunità di crescita della cultura personale di ciascuno nella prospettiva di cambiare tutto quello che è di ostacolo alla costruzione comune di una convivenza civile, è, infine, considerarsi cittadini del mondo superando il concetto di nazionalismo dato dalla rigidità delle frontiere.
Tutto ciò si può riassumere nei quattro elementi strutturali dell?interculturalità:
a) l?interazione.
b) L?empatia.
c) Il decentramento.
d) La transitività cognitiva.
Il conseguimento degli obiettivi succitati esige almeno tre cambiamenti del sistema scolastico:
a) l?attuazione del principio delle pari opportunità,
b) Il rifacimento dei libri di testo e l?adozione di tecniche attive e di strumenti multimediali.
c) La riqualificazione degli educatori.

FINALITA? DEI PROGETTI
I progetti che devono essere attivati per favorire l?integrazione scolastica dei bambini rom e sinti devono avere le seguenti finalità:
1) incentivare e regolarizzare la frequenza dei Rom e dei Sinti nella scuola materna, elementare e media.
2) Migliorare la convivenza tra gli alunni rom e sinti e gagè.
3) Combattere la formazione di stereotipi e pregiudizi.
4) Migliorare il livello di apprendimento dei bambini rom e sinti, sensibilizzare, informare e aggiornare gli insegnanti e le diverse componenti scolastiche ed extra-scolastiche perché approfondiscano la conoscenza del mondo dei Rom e dei Sinti.
5) Coinvolgere le famiglie rom e sinte nella partecipazione alla vita della scuola.
6) Coordinare gli interventi dei diversi ordini di scuola, dell?Ente locale e delle USL.
7) Contribuire alla diminuzione dell?emarginazione sociale dei Rom e dei Sinti. 8) Favorire l?inserimento lavorativo e sociale, qualificato per la loro realtà.
9) Ottenere che in futuro si possa arrivare al superamento del progetto stesso. Dobbiamo cercare di contribuire a costruire una scuola specializzata in cui la riflessione sulla pluralità incammini il pensiero verso una maturità interculturale, dove venga riconosciuta la ricchezza che deriva dal dialogo e dalla scambio fra diversi orizzonti culturali, per una ridefinizione degli stessi.
Con una buona accoglienza da parte delle scuole, con l?attivazione di una didattica finalizzata all?educazione interculturale e con la nostra presenza come operatori e mediatori, di deve mirare a ottenere che gli alunni rom e sinti che si affacciano al mondo scolastico della cultura maggioritaria con una assenza totale di autostima, SI SENTANO IMPORTANTI E INTERESSANTI al pari degli altri. Per farli sentire interessanti deve essere messa in evidenza e valorizzata all?interno delle classi, la loro lingua d?origine, la loro storia e la loro cultura, perché siano e si sentano importanti, al pari degli altri bambini, si deve arrivare ad una maturazione della loro personalità, mantenendo la cultura d?origine senza che venga assimilata nella nostra e, come a tutti, deve essere data anche a loro la possibilità di scelta nella vita.

CONCLUSIONI
Purtroppo non siamo in grado ancora di rilevare delle percentuali reali riguardanti l?evasione e la dispersione scolastica dei minori appartenenti alle comunità rom sinte e camminanti. Auspichiamo che, grazie al Protocollo di Intesa possa attivarsi un progetto di monitoraggio a ,livello nazionale anche con il sostegno economico della Comunità Europea, della popolazione rom, sinta e camminante presente in Italia. Tale progetto, pur mantenendo l?anonimato delle persone, permetterebbe di rilevare il reale numero dei minori che evadono la scuola dell?obbligo. Infatti i dati forniti dalle scuole rispecchiano solo in piccola parte la realtà; è necessario contattare i Rom e i Sinti, famiglia per famiglia, negli alloggi, nelle case, nei terreni privati, nei campi comunali e nei campi abusivi.
E? indispensabile anche investire risorse economiche per finanziare seriamente i progetti di cui si è parlato in precedenza, se effettivamente esiste la volontà politica di tutelare i diritti della popolazione dei Rom e dei Sinti; altrimenti i vari Seminari, i vari Convegni e tutti i bei discorsi rimangono lettera morta e perdita di tempo e, intanto, quelle persone con i loro bambini continuano ad essere vittime di pregiudizi, del razzismo e di ghettizzazione totale.
Riferimenti: Rom/Sinti: la scolarizzazione possibile

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La linea politica dell’Opera Nomadi delineata dal Presidente

2 Gennaio 2006 Nessun commento


Agosto 2005
L?Opera Nomadi nazionale nasce nel 1965 per la tutela dei diritti civili e la salvaguardia della cultura dei Rom/Sinti. Riconosciuta ?Ente Morale? con Decreto Presidenziale nel 1970 l?Opera Nomadi è presente in tutto il territorio nazionale con 30 sezioni (oltre 500 soci) da Bolzano alla Sicilia.
Il presidente Massimo Converso illustra le linee politiche dell?associazione:
?In primo luogo occorre un ?patto di riconciliazione nazionale? con la minoranza più discriminata d?Europa che preveda degli ammortizzatori sociali per facilitarne l?integrazione. E quindi il riconoscimento dei Rom/Sinti come minoranza etnica e linguistica (come i 30.000 Ladini, per esempio). Da qui occorre creare un ?Ufficio Centrale del Governo italiano per il popolo dei Rom/Sinti? presso il Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali (o Presidenza del Consiglio). Un Ufficio Governativo, che si avvalga indispensabilmente di mediatori Rom/Sinti, che valuti, coordini, orienti le politiche ed i finanziamenti pubblici, verso l?auto-sufficienza economica ed un habitat equilibrato, per emancipare i Rom/Sinti dal cancro sempre più in metastasi della devianza. Rispetto al resto d’Europa abbiamo pochissimi veri mediatori culturali Rom e Sinti riconosciuti anche dalle loro comunità.
In secondo luogo occorre attuare un censimento qualitativo e quantitativo delle presenze perché in mancanza di dati reali, è impossibile stabilire una politica di intervento. Siamo pronti, Regione per Regione, ad effettuare il Censimento precisando anche quali mestieri svolgono o che intendano intraprendere i Rom/Sinti, ed in quale habitat si trovano o intendano trasferirsi.
In terzo luogo bisogna attuare il Protocollo sulla Scolarizzazione, firmato lo scorso giugno a Roma tra MIUR e Opera Nomadi, per favorire l?inserimento scolastico dei bambini. Occorre investire sui bambini perché sono gli uomini e le donne (i Rom e le Rumrì) del domani.
In quarto luogo la questione Habitat. Noi chiediamo la massima severità: i grandi concentramenti vanno messi sotto controllo, in attesa di eliminarli, sostituendoli con l?assegnazione di case o con le microaree residenziali autocostruite a seconda delle specifiche esigenze dei Rom/Sinti. Soltanto in Italia esistono ?campi-nomadi?. La nostra politica di rifiuto dei dannosissimi ?campi nomadi? è dunque una denuncia che questi si trasformano OGGETTIVAMENTE in una palestra di addestramento dei minori alla devianza. Questo punto deve essere molto chiaro. I ?campi nomadi? vanno pertanto eliminati gradualmente. Occorre quindi attuare una politica della casa (per le Comunità dei Rom/Sinti che la desiderano) che deve essere redistribuita sul territorio?.
Riferimenti: Estate che vieni… estate che vai

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