A Padova i Sinti si costruiscono la casa

Roma, 5 aprile. Si chiama Villaggio Speranza il nucleo di undici casette in muratura che i Sinti del ?campo nomadi? di via Tassinari, di Padova, inizieranno a costruire dopo un corso di formazione in edilizia. E? il primo progetto di autocostruzione di questo tipo in Italia. La risposta del comune di Padova, fortemente voluta dall?Opera Nomadi, per risolvere la situazione abitativa dei Sinti, dopo vent?anni di ?campo sosta comunale?.
Il progetto viene presentato oggi a Roma al Convegno Europeo su Autorecupero e Autocostruzione che parte alle 10 alla sala Protomoteca del Campidoglio, organizzato dal Comune e Ministero della Solidarietà Sociale.
I SINTI MURATORI
Il corso di formazione da edili comincerà tra un mese. E nel giro di un anno e mezzo nel quartiere San Giuseppe-Savonarola di Padova saranno pronte le case per i sinti del campo di via Tassinari-Corso Australia. Undici «villette» di una cinquantina di metri quadri ognuna, con il giardino di fronte e tutti i servizi. Costruite proprio da loro, i Sinti. Il Comune investe una somma di 300 mila euro per le spese di costruzione. A occuparsi dei lavori sarà la cooperativa «Padovana muratori», che assumerà i sinti dopo un corso di formazione da cui riceveranno anche un attestato. con la speranza che, finito di mettere su casa, possano continuare a lavorare nel settore.
Si tratta di undici famiglie, 29 persone, che dopo vent?anni di segregazione in un ?campo sosta comunale? non volevano finire nel chiuso degli alloggi popolari, smembrando la famiglia allargata.
E A PADOVA I SINTI SE LA COSTRUISCONO
Nella città veneta sta per partire il progetto «Villaggio Speranza». Undici famiglie sinte che vivono nelle roulotte costruiranno con le proprie mani la loro abitazione, aiutati dal Comune. Si chiama «autocostruzione». Un convegno sul tema oggi a Roma
il manifesto, 5 aprile. Di Cinzia Gubbini
Il corso di formazione da edili comincerà tra un mese. E nel giro di un anno e mezzo nel quartiere San Giuseppe-Savonarola di Padova saranno pronte le case per i sinti del campo di via Tassinari-Corso Australia. Undici «villette» di una cinquantina di metri quadri ognuna, con il giardino di fronte e tutti i servizi. Costruite proprio da loro, i sinti. E’ il primo progetto di autocostruzione di questo tipo – un esperimento simile sta per partire a Casoria, in provincia di Napoli – realizzato niente meno che in terra leghista. Il nome scelto dai sinti per le loro future case tradisce la fatica di raggiungere l’obiettivo: «Villaggio Speranza».
Ad aiutarli e a rispondere colpo su colpo alle polemiche scatenate dalla destra in consiglio comunale, gli operatori dell’Opera nomadi che seguono le undici famiglie sinte (ventinove persone in tutto) ormai da vent’anni. Con il supporto della giunta di centro sinistra, in particolare del vicensindaco Claudio Sinigaglia, che ha difeso sin dall’inizio il progetto. «Quanto c’è voluto, sono anni che i sinti chiedono di poter avere una casa, di andarsene da quel campo dove vivevano male, dentro le roulotte, con solo due bagni a disposizione, e chiusi dentro un muro alto quattro metri, tagliati fuori – racconta la presidente dell’Opera Nomadi di Padova, Renata Paolucci – con la destra non c’era niente da fare. Erano sordi a qualsiasi proposta. Magari avrebbero speso soldi per migliorare il campo, ma mai per permettere a queste persone, che sono cittadini padovani, i cui figli frequentano le nostre scuole, di uscire dalle roulotte».
Erano quattro mura che chiedevano le famiglie sinte. Ma non volevano finire in un alloggio popolare. Quello no. Dentro case piccole, senza nessuno sbocco all’esterno, costretti a smembrare la famiglia allargata. Le undici famiglie non avevano i soldi per comprare un terreno, magari fuori città, dove piantare una casa una muratura, come hanno fatto altri sinti padovani. Un tempo erano giostrai, uno di loro lo è ancora. Ma le cose sono cambiate, con la giostrina alle sagre si fatica a campare. Oggi le donne del gruppo sinto lavorano nelle pulizie, i ragazzi si arrangiano con qualche lavoretto precario, i più giovani stanno frequentando corsi di formazione. Ma pagare un affitto è quasi impossibile. Accedere a un mutuo, peggio che andare di notte. E allora l’idea è quella dell’autocostruzione: una strada che sta prendendo piede anche in Italia. Proprio oggi, a Roma, comune e ministero della Solidarietà sociale hanno organizzato un convegno europeo sul tema, che parte alle 10 alla sala Protomoteca del Campidoglio. Si parlerà anche del progetto di Padova.
Il «Villaggio Speranza» funziona così: il Comune mette a disposizione 300 mila euro per le spese di costruzione. A occuparsi dei lavori sarà la cooperativa «Padovana muratori», che assumerà i sinti dopo un corso di formazione da cui riceveranno anche un attestato. con la speranza che, finito di mettere su casa, possano continuare a lavorare nel settore. Con ulteriori 100 mila euro, stanziati ancora dal Comune, verranno pagati gli stipendi dei «neoassunti»: «Solo per una parte dell’orario di lavoro – spiega Paolucci – mentre il resto delle ore che i sinti daranno “gratis” saranno decurtate dal canone mensile che le famiglie dovranno corrispondere».
Le case, come il terreno, infatti rimangono di proprietà del Comune. «Ma chissà, magari alla fine del progetto riusciremo a fare in modo che i sinti diventino proprietari delle case», osserva Paolucci. Polemiche da parte della popolazione? «Macché – dice la vicepresidente di Opera nomadi – la gente non si spaventa di fronte a progetti che permettono di vivere in modo dignitoso. Sono i campi, e l’emarginazione, a creare pregiudizi. A fare cagnara sono stati solo i signori della destra in consiglio comunale».
_____________riferimenti_____________________
Autorecupero e Autocostruzione: Convegno Europeo
Romano Lil, 5 aprile
Roma, 5 aprile. Anche l?Opera Nomadi (col ?villaggio speranza? di Padova) invitata al Convegno Europeo: Autorecupero e Autocostru-zione, Forme e politiche di un nuovo servizio pubblico per l’alloggio sociale. Il Convegno, organizzato da Ministero della Solidarietà So-ciale, Regione Lazio, Comune di Roma, si tiene alla Sala della Proto-moteca, presso il Campidoglio, dalle ore 9 alle 18. L’autorecupero e l’autocostruzione ai fini residenziali intendono recuperare in forma partenariale le proposte innovative emergenti dalla società, talvolta in forma conflittuale, incrementando l’efficacia dell’investimento pub-blico attraverso – l’integrazione delle politiche urbanistiche con quelle sociali residenziali ed economiche per governare la complessità dei fattori
Lo smantellamento dei ?campi nomadi? di Padova
Archivio Romano Lil, 2 aprile
Padova, 1998-2006. Lo smantellamento dei ?campi sosta comunali? proviene da una mobilitazione continua e determinata dell?Opera Nomadi locale. A partire dalla partecipazione a gare d?appalto per la ?gestione campi? e per la ?scolarizzazione?, con ricorsi al TAR per pratiche clientelari, per arrivare alla sensibilizzazione metodica sui “campi nomadi sacche di emarginazione, che vanno smantellati?. Smantellati con redistribuzione abitativa, concordata coi residenti, che ha visto la casa come destinazione principale, seguita dal ?villaggio speranza? e da microaree residenziali. Villaggio Speranza che viene relazionato a “tavoli” europei sull’habitat.
Fondamentale, in questa battaglia, il rinnovo della convenzione per la ?gestione campi?, del 22 luglio 2005, che è stato accettato solo in cambio di impegno scritto, del vice-sindaco, sul progressivo sman-tellamento dei ?campi?.
Fotografia: nella casetta simulata, Renata, il ?Bianco?, Melania e Giulia


