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I Rom, i Sinti e le Metropoli: conclusioni dal Seminario

11 Febbraio 2007 Nessun commento

Roma 11 febbraio. Le conclusioni del IX Seminario Nazionale Opera Nomadi con oltre cento partecipanti ed un concorso musicale diventato "nazionale": l‘Università sulle tematiche Rom/Sinti che indica una "linea politica", pro-positiva e con-divisa, che si fa corpo sociale coi diretti interessati. Seminari di studio e di orientamento dove l‘in-formazione si "scalda" e diventa comunicazione intrecciandosi di relazioni personali, di corpi, sudori ed anima. Ma quando l‘Opera Nomadi indica la strada, "u baro drom", spesso i supponenti e gli esperti guardano le falangi del dito e non la strada.

"ZINGARI" COME IL CALCIO
Come di calcio, di "zingari" si disserta e discute nei bar di tutta Italia, da Mantova a Pescara a Verona. Come nel calcio dove l‘ignoranza produce supponenza (nei bar si compilano anche le "formazioni" della Nazionale), così sulle tematiche Rom/Sinti, si formano "intellighenzie romanì" da salotto, studiosi ed esperti di rassegna stampa, ideologi di corporazioni sinte, che non si mescolano mai sul campo, dove c’è da studiare e da sudare a proprie spese per rincorrere la palla della conoscenza, senza contributi di partiti o amministrazioni amiche. Uno di questi "campi" di studio e di lavoro è stato il IX Seminario Nazionale dove hanno "relazionato" con grande compe-tenza, e si sono passati la "palla", referenti autorevoli attivi da anni nell‘Opera Nomadi, fondata nel 1966 come associazione politica, di tutela di Rom/Sinti e Camminanti.

METODO OPERA NOMADI
Il "metodo" di lavoro dell‘Associazione Opera Nomadi è di confronto e discussione con i Rom/Sinti, diretti protagonisti di pratiche di giustizia sociale. Vedere un musicista 18enne di Palermo, Rom "straniero", relazionare con un Sinto "italiano" di Bolzano e partecipare alle conclusioni sui "diritti" dà il senso di quanto Opera Nomadi si sia fatta corpo sociale e politico sulle tematiche Rom/Sinti.

IL CORPO E L’ANIMA DELL’OPERA NOMADI
E quando si parla di "corpo sociale" si intende la complessità interconnessa, il "sistema", che è formata da anima e corpo: testa, cuore, polmoni, fegato, mani, stomaco, piedi, intestino…

IL PRINCIPIO DI INDETERMINAZIONE DI HEISENBERG
Sembra che il cervello ragioni, connettendo sinapsi, in modo non elettromagnetico ma quantico risonando comunque di sé l‘ambiente circostante. E così lo stesso ragionamento sulle "microaree" fatto in un ufficio con addetti ai lavori è diverso e porta a conclusioni differenti nel caldo umidiccio e casinante di una serata musicale coi Rom/Sinti che cantano esclusivamente "romanès". Il brusìo di fondo può stratificarsi a voce narrante ed in tutti i casi "colora" di sé anche la fredda documentazione tecnica.
Secondo il
"principio di indeterminazione" di Heisenberg l‘osservazione non è mai neutra ma modifica l’osservato. L’atto è sempre ridondante nell‘ambiente e la relazione su un foglio di carta produce "relazione" sociale, per dirla in maniera "sistemica" e "quantica": uno più uno biancoenero, nel metodo Opera Nomadi, fa due a colori. La relazione matematica resta uguale ma la somma è colorata ed è quindi maggiore dei singoli addendi.

LE CONCLUSIONI DEL IX SEMINARIO NAZIONALE
Domenica 11 febbraio, Sala Teatro Municipio 3, via dei Sabelli 119.
A seguire, nei prossimi giorni, gli atti, divisi per le cinque aree tematiche, del IX Seminario Nazionale. E, comunque, le conclusioni sono nella realizzazione stessa del Seminario, nella partecipazione

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Le conclusioni del Forum Sociale Europeo di Atene

9 Maggio 2006 Nessun commento


Atene, Grecia. Dopo 4 giorni di idee, di studio-confronto-e-speranza, si è chiuso il quarto Social Forum Europeo: 28.000 accreditati ai lavori, 277 seminari organizzati, 80.000 persone alla manifestazione finale di sabato pomeriggio. Domenica l?assemblea dei movimenti sociali ha tratto le conclusioni e redatto le proposte politiche per il prossimo anno. Arrivederci a gennaio 2007 a Nairobi, Kenya.

Dal quarto Forum Sociale Europeo di Atene

Domenica 7 maggio ad Atene si è chiuso il 4° Forum Sociale Europeo che nel corso di quattro giorni, da mercoledì a domenica, ha visto incontrarsi e dibattere rappresentanti di associazioni, organizzazioni, sindacati, movimenti e studenti, sui grandi temi che interessano l?Europa e il pianeta: dall?ambiente, ai diritti, alla pace.
25.000 accreditati, 277 seminari organizzati, con centinaia di lingue utilizzate ed interpreti volontari impegnati da mattina a sera. A fianco dei seminari la cultura con decine di mostre fotografiche e istallazioni artistiche, concerti con musica rock, regge e latinoamericana affiancata a musica e balli tradizionali greci, turchi e mediterranei.
Sabato pomeriggio la manifestazione di chiusura del Social Forum ha portato in piazza, a dare visibilità alle proposte per un ?altro mondo è possibile? 80.000 persone. Il popolo dei movimenti ha invaso il cuore dell’antica agorà ateniese: una manifestazione pacifica e multietnica, per contarsi e far sentire la propria voce ai governi del mondo. Tra slogan e striscioni ( “Contro la guerra, il neoliberismo e il razzismo”, quello d?apertura) sono emersi i temi più a cuore al movimento: la pace, con particolare attenzione alla questione Iran, il neoliberismo, il razzismo, la povertà, i diritti dei lavoratori, l?educazione e l?ambiente.
Domenica, 7 maggio a forum chiuso, l?assemblea dei movimenti sociali ha redatto la piattaforma politica e il calendario delle iniziative per il prossimo anno.

DICHIARAZIONE FINALE DELL’ASSEMBLEA DEI MOVIMENTI SOCIALI AL FORUM SOCIALE EUROPEO DI ATENE
8 maggio 2006

Noi, uomini e donne dei movimenti sociali di tutta Europa, siamo venuti ad Atene, dopo giorni di comuni esperienze di lotta contro la guerra, il neoliberalismo, tutte le forme di imperialismo, il colonialismo, il razzismo, la discriminazione e lo sfruttamento, contro ogni rischio di catastrofe ecologica.
Quest’anno è stato estremamente significativo per il numero di lotte sociali e campagne che hanno vittoriosamente bloccato progetti neoliberisti come quelli avanzati nel Trattato di Costituzione europea, la Direttiva Eu Ports ed il Cpe in Francia.
I movimenti di opposizione al neoliberalismo stanno crescendo e continuano a lottare contro il potere delle multinazionali , il G8 ed organizzazioni come la Wto, il Fmi e la Banca mondiale, così come contro le politiche neoliberali di tutti gli stati dell’Unione europea.
Ci sono state importanti svolte politiche in America latina, che hanno fatto segnare una battuta d’arresto all’offensiva neoliberale e in alcuni casi, la mobilitazione popolare ha tentato di invertire il processo di privatizzazione crescente.

L’attuale situazione offre molte opportunità ma anche gravi pericoli. L’opposizione e la resistenza alla guerra e all’occupazione dell’Iraq hanno reso palese il fallimento della strategia degli Usa e della Gran Bretagna. Il mondo sta affrontando l’incubo di una nuova guerra in Iran. L’arbitraria decisione dell’Ue di tagliare i fondi all’Autorità nazionale palestinese è inaccettabile ed esaspera la crisi della regione. L’oppressione del popolo kurdo non ha ancora avuto fine.
Le forze conservatrici nel nord e nel sud stanno incoraggiando uno “scontro di civiltà” al fine di dividere il fronte dei popoli oppressi, che sta provocando inaccettabili violenze, barbarie e ulteriori attacchi ai diritti e alla dignità di migranti e minoranze.

Nonostante l’Unione europea sia una delle più ricche aree del mondo, decine di milioni di persone vivono nella povertà, a causa della crescente disoccupazione come dell’aumento del precariato. Le politiche dell’Ue, basate sull’infinita estensione della con-correnza dentro e fuori dall’Europa, costituiscono un attacco alla dignità del lavoro, ai diritti dei lavoratori e alle politiche dello stato sociale, ai servizi pubblici, all’educazione, alla sanità pubblica e così via. L’Ue sta pianificando la riduzione dei salari e dei contributi dei lavoratori così come la generalizzazione della precarietà.

Noi rifiutiamo questa Europa neoliberista e qualsiasi tentativo di rilanciare la respinta Costituzione europea; stiamo lottando per un’altra Europa, un’Europa femminista, ecologista, un’Europa aperta, un’Europa di pace, di giustizia sociale, di vite dignitose, di sovranità e solidarietà alimentare, nel rispetto dei diritti delle minoranze e dell’autodeterminaziome delle persone.
Condanniamo la caccia alle streghe e la campagna di crimi-nalizzazione di cui sono vittime il movimento altermondialista e gli altri movimenti progressisti nell’Est e nell’Ovest d’Europa.

Usciamo dal Forum sociale europeo facendo un passo avanti decisivo in direzione di un miglior coordinamento fra movimenti dell’Est e dell’Ovest, con la comune determinazione a lottare per la pace, per il lavoro ed un’esistenza sicura. Promuoveremo la nostra agenda di campagne europee e mobilitazioni sulla base dei principali temi delle nostre piattaforme comuni sviluppatesi attraverso le esperienze dei Fse.
Abbiamo bisogno di coordinare il nostro lavoro, di definire una strategia efficace per il prossimo periodo e di rendere più forti e più grandi i nostri movimenti.

Facciamo un appello a tutti i movimenti europei, al fine di aprire un ampio dibattito per decidere insieme i passi successivi da fare insieme nei prossimi mesi. Alcuni eventi principali sono già in agenda:

- ci mobiliteremo per il completo ritiro delle truppe dall’Iraq e dall’Afghanistan, contro una nuova guerra in Iran, contro l’occupazione della Palestina, per il disarmo nucleare, per l’eliminazione delle basi militari in Europa e convochiamo una settimana di mobilitazione dal 23 al 30 di settembre 2006;

- facciamo appello perché il 7 ottobre 2006, in Europa e Africa, sia una giornata di mobilitazione internazionale per mettere in regola senza condizioni e con pieni diritti tutti i migranti in tutta Europa; per la chiusura di tutti i Cpt, per dire basta alle esternalizzazioni e alle deportazioni; contro la precarietà e contro il legame tra permesso di soggiorno e permesso di lavoro, per una cittadinanza di residenza;

- ci mobiliteremo contro la flessibilizzazione e lo smantellamento dei servizi pubblici e per i servizi sociali, coordinando le nostre lotte in tutta Europa nei prossimi mesi.

- A favore dei diritti sociali, nel gennaio 2007, il Forum sociale mondiale si dà appuntamento a Nairobi, in Kenya. La crescita dei movimenti sociali in Africa è cruciale. La costruzione di un nuovo Fsm sarà un’opportunità in più per combattere lo sfruttamento europeo e il neocolonialismo.

- Nel giugno del 2007, ci sarà un incontro del Consiglio Europeo ed una riunione del G8 a Rostock, in Germania dopo quella di San Pietroburgo che si terrà nel giugno di quest’anno. Dovremo saper sfruttare queste occasioni per una generale convergenza delle nostre lotte.

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