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Il Sindaco di Appignano invita al Consiglio Comunale aperto

19 Giugno 2007 Nessun commento


Nazzarena Agostini, sindaco di Appignano del Tronto (AP), invita la cittadinanza al Consiglio Comunale aperto di venerdì 22 giugno, ?in merito alle azioni svolte per fronteggiare l’emergenza rom?. Avvenuta a seguito del Rom ubriaco che guidando contromano uccise quattro ragazzi del luogo lo scorso 23 aprile. Dopo due mesi di sovraesposizione mediatica distorta, di accuse e di minacce personali il sindaco chiama a confronto i suoi compaesani sui fatti concreti.

Si ricorda che due sere dopo l?incidente alcuni abitanti del paese incendiarono la casa ed alcune roulotte dove abitava la famiglia allargata del Rom, in tutto 33 persone, fra cui venti minori, che erano scappate la sera prima.

MARIA NAZZARENA AGOSTINI, SINDACO
?Due anni in trincea per i miei con-cittadini?
Dopo mesi di tensioni e di trincea, a partire da quel tragico 23 aprile, il sindaco convoca la cittadinanza a fare chiarezza, elencando i fatti concreti e motivati in ordine cronologico del suo operato per l?allon-tanamento del nucleo di Rom dal comune. Una difesa d?ufficio e di ragione contro i bassi istinti, l?odio e l?avversione, fomentati dalla tragedia.
Maria Nazzarena Agostini, insegnante ai corsi per immigrati, sindaco da due anni di Appignano del Tronto, è esasperata e logorata dalla sovraesposizione mediatica e dal clima di ritorsione sociale dei compaesani, anche nei suoi confronti. La mancata elaborazione del lutto, la morte dei quattro ragazzi, ha generato atti di violenza: a fatti, con l?incendio delle abitazioni dei Rom, ed a parole di in-tolleranza verso i Rom e verso chi li avrebbe bene accolti, il sindaco in prima persona.
?Mi sono arrivati messaggi minatori?, spiega il sindaco ?messaggi di odio: puttana assassina, mettiti una corda al collo ed impiccati? La cosa più grave, e che mi fa stare male, sono le minacce a mio figlio di 19 mesi. E pensare che non ho neanche presenziato alla festa del suo primo compleanno ? con grande rammarico del mio compagno, per andare ad una riunione per l?allontanamento dei Rom dal paese. Ho ereditato una situazione complessa? continua il sindaco, ?che si riassume nella delega del comune di Ascoli ad affidarci una famiglia rom con tutte le responsabilità, sociali, civili e penali, atte a garantire l?integrazione e la tutela dei minori. Ma il nostro è un paese di 2000 persone e non può farci fronte”.

LA STORIA BUROCRATICA E POLITICA DEI ROM DI APPIGNANO
La famiglia Ahmetovic arriva ad Appignano, piccolo comune di 2000 abitanti, il 4 ottobre 1996, stipulando un contratto di affitto in una casa di proprietà del comune di Ascoli: si tratta di 19 persone che nel tempo salgono a 33. Il luogo non sembra molto adatto in quanto a fianco di una discarica pubblica ma per i funzionari del Comune si tratta di una soluzione temporanea a cui si oppone subito il sindaco di Appignano Maurizi. Che ritarda di due anni anche la concessione della residenza.
Poi iniziano ad arrivare i provvedimenti del Tribunale dei minori di Ancona che affida alcuni minori ai Servizi Sociali del Comune di Appignano e ORDINA al sindaco di predisporre…?ogni necessario intervento di tutela, supporto e controllo in ambito scolastico e sociale…di predisporre un preciso progetto inerente i minori; progetto da inviare a questo Tribunale entro 60 giorni….da relazionare ogni 3 mesi o prima all’occorrenza?. Il comune di Appignano cerca di rispettare l’ordine del Tribunale per non rischiare di pagare circa 90 ? al giorno per ogni minore in istituto e così avvia progetti di integrazione scolastici per i minori.
Intanto Celani diventa il nuovo sindaco di Ascoli e la situazione da temporanea diventa stabile.
I Rom continuano a non essere bene accetti nel piccolo paese e ad ottobre 2003 viene consegnata una raccolta di firme, degli abitanti di valle d?Orta, per il loro allontanamento: le firme vengono inviate alla Procura, al Prefetto ai Carabinieri di Appignano, al sindaco di Ascoli, al presidente della Provincia, alla USL13.

Il 5 aprile 2005, diventa sindaco di Appignano la signora Agostini che si attiva subito per allontanare i Rom, contattando anche l?Opera Nomadi e l?assessore ai Servizi Sociali del comune di Roma. L?appiglio burocratico arriva il 9 giugno 2006 quando il comune di Ascoli mette in vendita la casa, a ridosso della discarica, e deve intimare lo sfratto ai Rom. A seguito dello sfratto i Rom maggiorenni dovranno essere allontanati e i 20 minori messi in istituto, a spese del comune di Appignano su cui graverebbe un onere di circa 730.000? l’anno ?che equivarrebbe al totale collasso del comune che non potrebbe più garantire ai suoi cittadini nemmeno l’illuminazione pubblica?. Allora il sindaco Agostini si attiva per trovare una abitazione alternativa ai Rom con Provincia e Regione. Il comune di Ascoli, anche per collocazione politica (di centro-destra), non collabora.

Il 10 novembre 2005 al tavolo indetto dalla Prefettura convergono Provincia, Regione, Unione dei Comuni, Ambito Territoriale e Carabinieri ed Agostini mette in evidenza i ?problemi di ordine pubblico, di tensione sociale, di non rispetto delle regole, di collasso economico per il comune di Appignano?. Viene deciso di tenere il nucleo di Rom unito e di cercare un?altra soluzione abitativa. Il sindaco Agostini individua un’area con casa cantoniera dietro al poligono di tiro in località Campolungo, di proprietà della Regione nel comune di Ascoli..
L?area è stata concessa in uso all’Associazione Ambito Territoriale di Caccia della provincia di Ascoli Piceno che non ha nulla in contrario a spostarsi a patto che il comune di Appignano riesca a trovare una nuova sede. Si trova un?area disponibile che viene però rifiutata subito ed allora su intervento della regione l?Ambito Caccia è costretto ad accettare una coabitazione coi Rom (verrebbero inseriti nove moduli abitativi), ma nega l?abitazione per l?umidità che renderebbe insalubre il luogo e per il rischio esondazione dell?at-tiguo canale di irrigazione. Sempre tramite l?intervento operativo del comune di Appignano il rischio esondazione viene messo a termini di sicurezza e il 13 dicembre 2006 sembra tutto a posto.
L?Ambito Caccia vuole però una barriera di divisione e che si faccia un ingresso separato ed autonomo. Ma l?adiacente Poligono di tiro non vuole concedere i pochi metri necessari ed allora si trova un al-tro proprietario disponibile a vendere la striscia di terra necessaria.
Si è arrivati a febbraio 2006, ora non ci sono più ostacoli a spostare i Rom dal comune di Appignano al comune di Ascoli.
La Regione comunica informalmente alla Prefettura che a breve può convocare un incontro fra le parti compreso Ascoli, per la chiusura definitiva dello spostamento dei rom da Appignano.
Il 19 marzo 2006 il sindaco Agostini si reca dal sindaco Celani per informarlo che il comune di Appignano la soluzione l’ha trovata e non ci sono impedimenti di alcun genere per la definitiva sistemazione a Campolungo dei rom. Celani, oltre ad accennare di ritirare lo sfratto e di migliorare le condizioni igienico sanitarie di Valle Orta pur di farli restare lì, comprende perfettamente che la sua opposizione ha poco valore e chiede tempo per preparare una controproposta da portare al tavolo della Prefettura. Ci si accorda per una proroga di un mese e mezzo. E si arriva ad aprile.

Incendiato il campo nomadi del Rom che ha travolto quattro ragazzi
Archivio Romano Lil, 25 aprile
Ascoli Piceno, 25 aprile. Un incendio è stato appiccato questa sera al campo nomadi di Appignano, al momento disabitato, dove abita il Rom che alla guida di un furgone ha travolto e ucciso, due notti fa, quattro ragazzi. Tre abitazioni e due roulotte sono state distrutte dall?incendio. ?Non sprecate l?acqua?, gridavano alcuni cittadini contro i vigili del fuoco. Il comunicato di Massimo Converso, Presidente Nazionale dell?Opera Nomadi: “Il cordoglio dell’Opera Nomadi per le famiglie dei 4 giovani deceduti: ma perchè accanirsi sul popolo rom in quanto tale?”

>>APPIGNANO CONSIGLIO COMUNALE APERTO
Venerdì 22 giugno alle ore 21.00 presso la Sala Consiliare

?I tragici avvenimenti che hanno stravolto il nostro paese hanno inge-nerato una serie di valutazioni che coinvolgono direttamente l’operato dell’amministrazione comunale. Pur nella convinzione che nulla potrà riportare la serenità perduta, nel totale rispetto delle famiglie coinvolte, l’amministrazione sente la doverosa necessità di riferire ai cittadini tutti, in merito alle azioni svolte per fronteggiare l’emergenza rom?.
Le tappe delle azioni svolte dal Comune di Appignano per risolvere la problematica dei rom

1. Il sindaco di Ascoli Piceno, Allevi, il 04/10/’96 stipula un contratto con la famiglia Ahmetovic che allora contava 19 persone, (ALLEGATO n.1) in una casa di proprietà del comune di Ascoli che però si trova sul territorio di Appignano. Il sindaco Maurizi immediatamente si attiva e scopre che quella casa ha già un contratto con un cittadino di Appignano, Stipa Benito, che utilizza l’immobile di Ascoli come rimessa di mezzi agricoli. Maurizi, chiede a Stipa di tenersi stretto il contratto. Stipa lo rassicura ma poco tempo dopo rinuncia al contratto per motivi a noi sconosciuti. Maurizi, allora, inizia un braccio di forza con il sindaco di Ascoli il quale si giustifica dicendo che il contratto sarà solo momentaneo per tamponare il tribunale dei minori di Ancona , che minaccia la messa in istituto dei minori rom. Una volta terminate le elezioni ad Ascoli, li avrebbe messi in un’altra casa lontano da Appignano. Allevi però perde le elezioni. Celani è il nuovo sindaco del comune di Ascoli. Nel frattempo il comune di Appignano ha cercato di non concedere la residenza ai 19 rom, tanto da rilasciarla solo due anni dopo(26.01.’98)non potendo più ritardare ciò che la legge impone.
2. Maurizi chiede alla giunta Celani di spostare i Rom altrove e di annullare il contratto, ma, come per la discarica e il problema dei cani randagi che quando vengono catturati dobbiamo pagare noi, (nel 2006 il comune di Appignano ha pagato 3400?), il comune di Appignano non viene minimamente ascoltato. Solo l’allora assessore Angelini dice di impegnarsi a trovare un’altra sistemazione. Maurizi dopo diversi tentativi di convincere Ascoli, comprende che occorre un appiglio giuridico per farsi ascoltare, qualcosa a cui aggrapparsi per poterli mandare via.
3. Iniziano ad arrivare i provvedimenti del tribunale dei minori di Ancona che affida alcuni minori ai Servizi Sociali del Comune di Appignano e ORDINA al sindaco di predisporre…ogni necessario intervento di tutela, supporto e controllo in ambito scolastico e sociale…di predisporre un preciso progetto inerente i minori; progetto da inviare a questo Tribunale entro 60 giorni….da relazionare ogni 3 mesi o prima all’occorrenza (ALLEGATO n.2). Il comune cerca di rispettare l’ordine del tribunale per non rischiare di pagare circa 90 ? al giorno per ogni minore in istituto e così fa progetti di integrazione come imposti dal giudice. Anche la scuola fa progetti di integrazione per gli ?alunni stranieri e nomadi?,con orario aggiuntivo da svolgere oltre l’orario scolastico(ALLEGATO n.3).
4. Il 03.10.03 viene depositata in comune una raccolta firma degli abitanti di Valle Orta, firmata anche dall’assessore Mimì D’Angelo (ALLEGATO n.4). Le firme vengono inviate alla Procura, al Prefetto ai carabinieri di Appignano, al sindaco di Ascoli, al presidente della Pro-vincia, alla USL13. La raccolta firme non sortisce alcun effetto, anzi Ascoli fa sapere tra le righe che se la battaglia è con le firme, come è successo con la discarica, il capoluogo vincerebbe senza dubbio.
5. Dobbiamo trovare un appiglio giuridico per fare un’azione efficace e risolutiva. Nel frattempo, sono diventata sindaco di Appignano e riesco a mettermi in contatto con il presidente dell’Opera Nomadi Nazionale, Massimo Converso che, dopo essere stato informato della difficile situazione di Appignano, mi mette a disposizione un suo collaboratore, il Sig. Virgili. Gli invio un fax il 6.10.’05 con tutti i nuclei familiari (ALLEGATO n.5). Virgili viene presso il comune di Appignano e mi dice di non riuscire a dislocare queste famiglie a Roma. Mi suggerisce di mettermi in contatto con l’assessore ai servizi sociali del comune di Roma Raffaella Milano. Riusciamo a parlare con il suo segretario Serpieri che, dopo una ricerca mi comunica che potrebbe essere troppo oneroso anche per il Comune di Roma assumere nel proprio territorio bambini affidati ai servizi sociali.
6. Il Ciip più volte toglie la fornitura di acqua ai rom per bollette non pagate e Ascoli si attiva per farla ripristinare. Noi scriviamo al Ciip la nostra volontà di non pagare debiti altrui.(ALLEGATO n.6). IL COMUNE DI APPIGNANO NON HA MAI PAGATO ACQUA E LUCE AI ROM.
7. Tutto sembra essere inutile, ma finalmente arriva l’appiglio che aspettavamo da sempre. Ascoli mette in vendita 2 case a ridosso della discarica tra cui quella dove i Rom hanno il contratto, per un importo di 206.582,75?, con un avviso di asta pubblica del 09.06.’06.Per fare questo atto il sindaco di Ascoli deve intimare lo sfratto alla famiglia Ahmetovic con cui ha un contratto di affitto.
8. Lo sfratto deciso da Ascoli, per il Comune di Appignano può comportare o il totale collasso economico o finalmente un motivo valido per chiedere una nuova sistemazione dei rom. Chiamiamo la prefettura. Il prefetto non è stato ancora nominato e così ho un incontro con il Vice Prefetto Marchetti. In questo incontro annuncio che, se a seguito dello sfratto i rom maggiorenni saranno allontanati e i 20 minori messi in istituto, sulle spalle del comune di Appignano graverebbe un onere di circa 730.000? l’anno che equivarebbe al totale collasso del comune che non potrebbe più garantire ai suoi cittadini nemmeno l’illuminazione pubblica. Se questo si dovesse verificare il Sindaco di Appignano rassegnerebbe immediatamente le dimissioni oppure comprerebbe un immobile ad Ascoli per sistemarci i rom così come ha fatto Ascoli con una sua proprietà.
9. Visto che Celani si nega sempre al telefono mi reco dal presidente della Provincia Rossi che si mette immediatamente a disposizione del Comune di Appignano per una nuova collocazione dei rom. Mi fa affiancare dall’assessore ai servizi sociali Licia Canigola e mi suggerisce di scrivere al Prefetto per sollecitare un incontro tra tutti gli Enti. Al prefetto Celani dovrà rispondere.
10. Mi reco poi in Regione dove rappresento la stessa situazione dello sfratto all’assessore Amagliani che, preso atto del problema, si dichiara anch’esso disponibile a partecipale ad un tavolo operativo per trovare una soluzione che non gravi in maniera così pesante sul comune di Appignano.
11. 11.10.’05 il comune di Appignano scrive alla prefettura per chiedere un tavolo operativo con Ascoli, Provincia, Regione, Prefettura, Unione dei Comuni, Ambito Territoriale e Carabinieri dove si mettono in evidenza i ?problemi di ordine pubblico, di tensione sociale, di non rispetto delle regole, di collasso economico per il comune di Appignano? e altro (ALLEGATO n.7)
12. Nel frattempo continuiamo a cercare i contatti con il sindaco di Ascoli, che si fa sempre negare. Così intorno alla fine di ottobre vengo a sapere della serata del peperoncino che si svolge a S. Lucia a cui dovrebbe partecipare anche Celani, infatti c’è. Riesco a parlarci. Gli rappresento il problema, ma lui mi dice che la vendita della casa può sempre revocarla, se è questo l’appiglio per spostare i rom da Valle Orta e che l’onere dei bambini in istituto comunque non sarebbe un problema di Ascoli.
13. Partecipo il 03.11.05 ad un consiglio comunale aperto a Castel di Lama, in cui intervengo in modo deciso a rappresentare anche a quel tavolo, dove è presente Celani, il problema dei rom e della discarica come riportano i giornali nei giorni successivi ?ma il vero volto della protesta è quello del sindaco di Appignano Agostini..?Corriere Adriatico del 07.11.05 (ALLEGATO n 8).
14. Il 10.11.’05 il vice prefetto convoca la prima riunione a cui partecipano Maurizi e D’angelo , una seconda riunione il 20 .12.’05 dove è presente Maurizi. In entrambe le riunioni sono al tavolo Regione, Provincia, Comune di Ascoli, Unione dei comuni, Prefettura, Comune di Appignano. C’è poi un’ulteriore riunione il 03.03.’06, questa volta con il nuovo prefetto Cifelli a cui , oltre agli enti presenti nelle precedenti riunioni per il comune di Appignano siamo presenti io e Grelli. In tutte e tre le riunioni si parla di diverse prospettive ma in particolare si ribadiscono le seguenti soluzioni ?..a)smembramento del gruppo in singoli nuclei; b)individuazione di siti idonei al numero dei gruppi familiari; c)i sindaci presenti si impegnano a formulare nella prossima riunione soluzioni alternative per la migliore sistemazione della comunità rom.? (ALLEGATO n.9) L’assessore Natali mi avverte… che sarei dovuta passare sul suo cadavere prima di spostare i rom ad Ascoli e che per lui stavano bene sia in Appignano che in istituto, tanto non era Ascoli a pagare….
15. Facendo un piccolo passo indietro vorrei ricordare che il prefetto Cifelli, per la sua nuova nomina, ha incontrato tutto il Consiglio di Appignano il 10.02.’06 e in quella sede, anche a pranzo, gli amministratori di Appignano hanno rappresentato come problema prioritario quello relativo alle problematiche che la comunità rom causava sul nostro territorio. Sia all’incontro in comune che a pranzo a S. Lucia era presente anche la minoranza.
16. Poiché nelle riunioni in prefettura si era detto di trovare un altro sito per la nuova sistemazione, immediatamente ci mettiamo a cercarlo e individuiamo un’area dietro al poligono di tiro in località Campolungo. Facciamo la visura catastale e scopriamo che il sito è di proprietà della Regione Marche. Maurizi, pur di risolvere il problema si rende disponibile ad affittare l’area ed inoltra, a nome della sua coperativa, una richiesta alla regione marche della disponibilità dell’area che, una volta ottenuta l’avrebbe data ai rom. (ALLEGATO n. 10)
17. Scriviamo alla regione per conoscere l’eventuale disponibilità dell’area il 13.03.06 (ALLEGATO n.11). Riceviamo risposta il 19.04.
06 dove si ?…informa che tale area è stata concessa in uso all’Associazione ambito Territoriale di Caccia della provincia di Ascoli Piceno…(ALLEGATO n.12). Immediatamente cerchiamo il contratto da cui si evince all’art.11 che la regione …ha la facoltà di revocare la presente concessione…..con sei mesi di anticipo…?. (ALLEGATO n.13).
18. Ci informiamo e scopriamo che il presidente dell’ambito è un ex appignanese Gabriele Marinelli, mi dice che non ha nulla in contrario a patto che il comune di Appignano riesca a trovare una nuova sede al massimo in un paio di giorni. Riusciamo a trovare la sera stessa una sede idonea con le caratteristiche da lui espresse, presso la framar di Massaroni. Quando la propongo a Marinelli, non accetta nenche di vederla. Tutto il lavoro è stato inutile.
19. Il 06.11.’06 la giunta dell’Unione dei Comuni incontra la Giunta Regionale; in quell’occasione è presente il Governatore delle Marche Spacca. Tra i 5 punti presentati, io illustro il difficile problema dei rom e chiedo con forza che la Regione mi appoggi per una soluzione(ALLEGATO n. 14). Conduco poi personalmente con la mia macchina l’assessore regionale Amagliani, sia al campo rom che presso la nuova area di campolungo. Il presidente della Regione Spacca, il Vice Presidente Agostini e l’Assessore Amagliani mi assicurano la loro piena collaborazione. Però dobbiamo cercare di trovare un accordo con l’ambito di caccia il più sereno possibile.
20. Sempre nel mese di novembre mi reco dal nuovo presidente del Nucleo Industriale Domenico Re per sapere se ci sono aree disponibili da assegnare all’Ambito di Caccia. Le aree disponibili ci sono (ALLEGATO n.15), ma costano 36? al metro quadro, (ogni lotto in vendita è di circa 3000 m.), per noi un prezzo insostenibile. La stessa sera Re mi informa che c’è la giunta provinciale, così mi reco dal presidente Rossi per sapere se è disponibile ad acquistare l’ eventuale nuova area. Rossi si dice disponibile; ora dobbiamo solo raggiungere un accordo con L’Ambito di Caccia.
21. Il 22.11.06 arriva la convocazione da parte della Regione di una riunione ad Appignano per il giorno 29.11.06 per discutere sulla fattibilità di Campolungo per l’insediamento rom (ALLEGATO n.16).
22. Il 28.11.’06 io e l’ingegnere del Comune andiamo in Regione per parlare con Giorgini e Cammarota dirigente della protezione civile, per sapere se ci sono a disposizioni 9 moduli abitativi del terremoto e come devono essere posizionati. La risposta è affermativa.
23. Nello stesso giorno arriva una lettera del presidente dell’Ambito Marinelli alla Regione e per conoscenza anche al nostro comune(fax pervenuto alle ore12,19 del 28.11.’06) dove si esprime ?…l’unanime contrarietà della sistemazione della comunità rom nell’area a noi concessa…nonchè la impossibilità per la regione stessa di finalizzarlo ad uso abitativo in quanto insalubre…con un tasso di umidità eccessivo per viverci, ma soprattutto in quanto risulta adiacente al poligono di tiro, dove ogni sera ci sono esercitazioni con conseguente rumore degli spari che renderebbe impossibile viverci…oltre alla presenza del canale di irrigazione…privo di qualsiasi protezione con profondità delle acque superiore a 2 mt. ..auspichiamo tutti, soluzione pìù idonee per farci vivere i bambini della comunità…?(ALLEGATO n.17).
24. Il 29.11.06 c’è l’incontro convocato dalla Regione presso la sala consiliare del Comune di Appignano. Sono presenti il Comune di Appignano(Agostini, Grelli, Maurizi) Provincia (Rossi, Canigola) Regione(Amagliani,Piscitelli, Di Fede), Ambito di Caccia (Marinelli, Giudici),Nucleo Industriale (Re), Unione dei Comuni (D’Angelo). Si ascoltano le ragioni di tutti e si da mandato ai tecnici del nostro comune e della provincia di verificare i rischi del canale e il rischio esondazione di cui parla Marinelli e si fa presente che per l’Ambito di caccia ci sono a disposizione altre aree.
25. Nei giorni successivi i tecnici lavorano per verificare la reale abitabilità del sito mentre io cerco di convincere l’Ambito di Caccia ad accettare di andare in una nuova area tra quelle libere del nucleo oppure condividere lo spazio con i rom. Alla fine l’Ambito sembra accettare la convivenza a patto di una barriera di divisione ed un ingresso autonomo.(ALLEGATO n.18 prima piantina)
26. Per il nuovo ingresso abbiamo bisogno di un pezzettino di terra del poligono di tiro. Sotto natale mi reco da Emilio D’Angelo che scopro essere il vice presidente del poligono, per chiedergli di aiutarmi ad ottenere la terra per il nuovo ingresso chiesto dall’Ambito di caccia.
27. Il 13.12.06 vado ad un incontro in Provincia che Rossi ha organizzato tra i tecnici incaricati della perizia e i tecnici dell’autorità di bacino per verificare la pericolosità del canale e il rischio esondazione. Dalla relazione dei tecnici(ALLEGATO n.19) viene fuori che il canale è messo in sicurezza e che i lavori che la provincia ha fatto in prossimità del sito, hanno ridotto il rischio esondazioni. FINALMENTE SI PUÒ DIRE CHE CAMPOLUNGO È IDONEO PER LA NUOVA COLLOCAZIONE DEI ROM.
28. Il 14.12.06 io, Grelli, Maurizi e l’ingegnere andiamo in regione dove dobbiamo raggiungere un accordo con l’ambito di caccia. Sono presenti Provincia (Canigola e Marcaccio), regione (Amagliani, Di Fede), Unione dei Comuni (D’Angelo), Ambito di Caccia (Marinelli e Giudici). Prima però ci rechiamo sul sito a fare le foto (ALLEGATO n.20). Il comune di Appignano illustra il nuovo ingresso per l’ambito. Marinelli accetta la proposta solo dopo che si verifichi la possibilità di un altro ingresso dalla Salaria. La regione assicura la copertura finanziaria dell’allestimento del nuovo campo per la famiglia Ahmetovic dando però al comune di Appignano lo studio di fattibilità del nuovo ingresso e lo studio delle spese per portare tutti i servizi nel nuovo sito dei rom.
29. D’Angelo Emilio dopo molto tempo ci fa sapere che il poligono non vuole concedere il pezzettino di terra da me chiesto per l’ingresso per i cacciatori. Così studiamo il nuovo ingresso e dopo la visura catastale fatta da Arsenio Sermarini ci mettiamo in contatto con l’avvocato Mataloni, proprietario della striscia di terra per il nuovo ingresso (ALLEGATO n.21 cartina definitiva). Mataloni ci riferisce che deve fare la successione di morte e deve sentire anche gli altri eredi.
30. Sempre nello stesso periodo tutti questi movimenti fanno pensare ad un successo di Appignano nell’allontanare per sempre i rom dal proprio territorio. Così Alleanza Nazionale presenta la stessa interrogazione in Provincia con Brugni a dicembre, e in Regione con Castelli a gennaio, dove si dice che la località campolungo non è idonea…in quanto posta a ridosso del fiume Tronto, in una zona insalubre ad alto tasso di umidità, adiacente al poligono di tiro e al deposito delle armi posto nelle vicinan-ze….quindi i rom lì non possono andare ma non propongono nessuna alternativa o soluzione(ALLEGATO n.22).
31. Il comune di Appignano continua a lavorare e a febbraio incontra nuovamente l’avv. Mataloni che ci risponde definitivamente di essere disponibile a vendere la striscia di terra. L’ingresso dalla salaria chiesto dall’ambito è ora finalmente possibile. Chiediamo i preventivi a ciip e enel (ALLEGATO n.23) e il nostro lavoro è finito. ORA NON CI SONO PIU’ OSTACOLI A SPOSTARE I ROM
32. La Regione comunica informalmente alla Prefettura che a breve può convocare un incontro fra le parti compreso Ascoli, per la chiusura definitiva dello spostamento dei rom da Appignano.
33. Il 19.03.’06 mi reco da Celani per informarlo che il comune di Appignano la soluzione l’ha trovata e non ci sono impedimenti di alcun genere per la definitiva sistemazione a Campolungo dei rom. Celani, oltre ad accennare di ritirare lo sfratto e di migliorare le condizioni igienico sanitarie di Valle Orta pur di farli restare lì, comprende perfettamente che la sua opposizione ha poco valore e mi chiede tempo per preparare una controproposta da portare al tavolo della prefettura. Io dico di concedere al massimo 1 mese e mezzo di tempo. Siamo arrivati ad Aprile.
34. Comunque vogliamo sottolineare che ci sono stati circa 52 articoli sui giornali di protesta per lo spostamento dei rom a Campolungo (ALLEGATO n.24) da parte di Ascoli e di alcune forze politiche. L’ultimo articolo è di Castelli e data il 21 aprile ’07. Così titolavano i giornali locali …via i rom da Campolungo…bloccheremo la Salaria…non si torna indietro, i rom andranno via da Appignano…campo rom, tornano a soffiare venti di guerra…sulla comunità rom scelta concordata PERCHE’ TUTTO QUESTO PARLARE SUI GIORNALI DELLO SPOSTAMENTO DEI ROM DA APPIGNANO SE NON STAVAMO FACENDO NULLA?

Gli allegati qui elencati sono a disposizione di tutti i cittadini che vorranno consultarli e avere chiarimenti e confronti con il sindaco o con la giunta

Fotografia, IlQuotidiano.it: il sindaco Agostini alla conferenza stampa delle istituzioni, organizzata in Provincia, lo scorso 26 aprile, ?per non strumentalizzare la vicenda?

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