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L'Opera Nomadi nazionale nasce il 21 sett. 1966 per la tutela dei diritti civili e la salva-guardia della cultura dei Rom/Sinti, da una evoluzione dell'Opera Nomadi di Bolzano nata nel 1963 per vo-lontà di don Bruno Nicolini e di Mirella Karpati. Riconosciuta "Ente Morale" con Decreto Pre-sidenziale nel 1970 l'Opera Nomadi è presente su tutto il territorio nazionale con 30 sezioni da Bolzano alla Sicilia con oltre 500 soci. L'Ente è un'organiz-zazione democratica che ha il fine di salva-guardare e valorizzare con ogni possibile forma d'intervento, diretto o indiretto, il patrimonio sociale e culturale delle popolazioni rom, sinte e camminanti, comunemente denominate zingare, nomadi e viaggianti, nonché di fornire concreti strumenti di sostegno a favore delle stesse popolazioni. L'Ente per il perseguimento dei suoi scopi sociali assume come metodo la partecipazione diretta dei Rom, dei Sinti e dei Camminanti a tutti i livelli. L'Ente è aconfessionale, apartitico e non ha fini di lucro: è una organizzazione non lucrativa di utilità sociale. OPERA NOMADI NAZIONALE tel.06-44704749

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Romano Lil è il foglio di “viaggio” dell'Opera Nomadi nazionale, nato nel 1965 per divulgare atti, iniziative e ricerche mirate a sostegno ed alla tutela dei Rom, Sinti e Camminanti presenti in Italia. Opera Nomadi attualmente composta da 30 sezioni e quattro gruppi referenti: da Bolzano alla Sicilia a Cagliari.

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Le strade della terra sono tutte tracciate

postato da romano lil [10/02/2006 21:14]

Le strade della terra, e del mondo, sono già tutte tracciate: ognuna di esse ha i suoi segnali stradali, la sua segnaletica orizzontale, le sue pietre miliari e segnavia; esse conoscono alla perfezione ogni sfumatura di tutti i possibili rumori umani: dallo scalpiccìo di passi del viandante allo stridere di ruote dell'ultimo modello di mono-volume o di station-wagon. Sembra che per l'abitatore del pianeta del XXI secolo non sia più possibile inventare nuovi percorsi, esplorare nuovi territori, ipotizzare possibili tragitti o itinerari alternativi. Ogni possibile cammino è già localizzato in anticipo, già conosciuto nelle sue coordinate prima ancora che il soggetto si possa muovere. E movere è la radice di ex-movere, che vuol dire emozione. Lo spazio del nostro tempo è lo spazio in cui non è più possibile nascondersi, celarsi allo sguardo del mondo, trovare anfratti o recessi per ripensare criticamente la propria identità. Perché se "il senso della nostra identità personale -per dirla con Erving Goffman- risiede proprio nelle crepe e nelle fes-sure che abitano i solidi edifici del mondo", oggi sembra che lo sgretolamento dell'iden-tità sociale degli individui passi proprio attraverso la requisizione di questi spazi intimi, di questi frammenti di coscienza. CONTINUA: Impossibile muoversi liberamente nello spazio