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Approvato nuovo decreto-legge espulsione di comu-nitari (e familiari): terroristi, criminali, poveri

29 Dicembre 2007

Roma, 28 dicembre. Il Consiglio dei Ministri ha approvato il nuovo dl che riguarda l’espulsione immediata dei cittadini comunitari per motivi di pubblica sicurezza. Un decreto che equipara la criminalità alla povertà e sancisce la discriminazione verso tutte le famiglie dei soggetti "pericolosi". Il divieto di reingresso dura 5 anni e in caso di violazione il trasgressore è punito con il con il carcere fino a 3 anni.
Questo decreto legge sostituisce quello approvato dal CdM il 1 novembre scorso, il giorno dopo l’omicidio della signora Reggiani, non convertito in legge, e quindi fatto decadere, il 19 dicembre scorso dopo l’inserimento nel testo, al Senato, di una norma anti-omofobia che faceva riferimento in modo errato al Trattato di Amsterdam.

PER MOTIVI DI PUBBLICA SICUREZZA
Il decreto legge presentato dal Ministro Amato prevede inoltre l’espulsione immediata per i cittadini comunitari sospettati di terrorismo.
Quindi salgono a tre le categorie di persone espellibili:
a) Allontanamento dei cittadini comunitari sprovvisti di mezzi di sussistenza, di competenza del Prefetto.
b) Allontanamento di cittadini comunitari per motivi di pubblica sicurezza, non neces-sariamente in presenza di un reato ma anche per "motivi imperativi di pubblica sicurezza" che si verificano "quando la persona da allontanare abbia tenuto comportamenti che costituiscono una minaccia effettiva e grave alla dignità umana o ai diritti fondamentali della persona ovvero all’incolumità pubblica". Di competenza del Prefetto.
c) Allontanamento di cittadini comunitari "per motivi di sicurezza dello Stato", disposta direttamente dal Ministro dell’Interno.

IL CONTESTATO DECRETO PISANU
Il decreto-legge: «Misure urgenti in materia di contrasto al terrorismo e di allontana-mento di cittadini dell’Unione europea per motivi imperativi di pubblica sicurezza».
I cittadini Ue possono essere immediatamente espulsi dall’Italia per «motivi imperativi di pubblica sicurezza». Spetta al giudice ordinario convalidare tutte le espulsioni, comprese quelle degli stranieri sospettati di terrorismo (in tal modo diventa stabile il decreto Pisanu del 2005, in scadenza a fine anno)
Sussistono «motivi imperativi di pubblica sicurezza» quando lo straniero ha tenuto com-portamenti che costituiscono una minaccia concreta, effettiva e grave alla dignità uma-na, ai diritti fondamentali della persona o all’incolumità pubblica.
Il primo articolo del decreto sull’allontanamento per motivi di terrorismo è di fatto la proroga del decreto Pisanu. Si tratta delle contestate espulsioni previste dal decreto Pisanu del 2005, convertito nella legge n. 155 dello stesso anno: per il loro carattere di eccezionalità (la Corte dei diritti dell’uomo le ha più volte censurate), sarebbero dovute scomparire il 31 dicembre 2007; ma poiché il Governo non vuole rinunciare a questo strumento di lotta preventiva al terrorismo (soprattutto di matrice islamica) ha deciso di renderle permanenti introducendo la convalida (finora non prevista) del provvedimento di allontanamento alla frontiera dei presunti terroristi. In tal modo, dovrebbero essere superate le obiezioni della Corte di Strasburgo.

> CRONACA
SICUREZZA: OK AL DECRETO SULLE ESPULSIONI
Ansa.it, 28 dicembre ore 15.24
ROMA – Il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo decreto sicurezza che disciplina le espulsioni dei cittadini comunitari. Il decreto stabilisce inoltre l’espulsione immediata anche per i cittadini dell’Unione europea sospettati di terrorismo.

Le nuove norme per espellere i cittadini comunitari per motivi imperativi di pubblica sicurezza e per prevenzione del terrorismo finiranno in un decreto legge di cinque articoli, mentre tutti gli altri casi di allontanamento saranno regolati da un decreto legislativo (22 articoli) con cui viene integrato il recepimento delle norme Ue sulla libera circolazione dei cittadini comunitari. Questi i due provvedimenti che domani arrivano all’esame del consiglio dei ministri per un via libera in extremis, visto che a breve decade il dl varato all’indomani dell’assassinio di Giovanna Reggiani ad opera di un romeno. Ecco, in sintesi, le principali novità dei due testi.

ESPULSIONE CITTADINI EUROPEI ANCHE PER TERRORISMO – L’articolo 1 del decreto legge aggiorna il dl 144/2005 (decreto Pisanu). In particola si inserisce un comma che estende alle misure di allontanamento dei cittadini dell’Unione Europea i motivi di prevenzione del terrorismo già previsti dal decreto Pisanu sull’espulsione dei cittadini extracomunitari. Se il destinatario del provvedimento è sottoposto a procedimento penale, serve il nulla osta del giudice competente. Quanto alla competenza sulla convalida dell’esecuzione dei provvedimenti di espulsione e allontanamento, il decreto la attribuisce al giudice ordinario anziché al giudice di pace.

ESPULSIONI IMMEDIATE – L’allontanamento dei cittadini comunitari o dei loro familiari per motivi imperativi di pubblica sicurezza (art.2) è di competenza del prefetto, salvo che i destinatari siano minorenni ovvero abbiano soggiornato nel territorio dello Stato nei dieci anni precedenti: in tali casi la competenza è del ministro dell’Interno. L’allontanamento è immediatamente esecutivo e necessita della convalida dell’esecuzione da parte dell’autorità giudiziaria. Il divieto di reingresso dura 5 anni e in caso di violazione il trasgressore è punito con il carcere fino a 3 anni. L’articolo definisce poi i motivi imperativi di pubblica sicurezza che rendono urgente l’allontanamento del soggetto, perché "incompatibile con la civile e sicura convivenza": in particolare, il cittadino comunitario deve aver tenuto comportamenti che rappresentano "una minaccia concreta, effettiva e grave alla dignità umana o ai diritti fondamentali della persona ovvero all’incolumità pubblica".

RICORSO NON SOSPENDE ESPULSIONE – All’allontanamento per motivi imperativi (art.4) si può far ricorso al Tar del Lazio, se il provvedimento è stato adottato dal ministro dell’Interno, o al giudice monocratico territorialmente competente se l’espulsione è stata decisa dal prefetto. Assieme al ricorso può essere presentata istanza di sospensione dell’esecutorietà del provvedimento che, tuttavia, non ne sospende l’efficacia fino all’esito della decisione del giudice sull’istanza cautelare.

ESPULSIONI PER MOTIVI ORDINE PUBBLICO – I provvedimenti di allontanamento per motivi di ordine pubblico o sicurezza dello Stato sono adottati dal ministro dell’Interno con atto motivato. Il provvedimento è notificato all’interessato e riporta le modalità di impugnazione e il divieto di reingresso che non può essere superiore a 10 anni.

ESPULSIONI PER MOTIVI DI PUBBLICA SICUREZZA – Sono adottate con atto motivato dal prefetto. In questo caso il divieto di reingresso è al massimo di cinque anni. COMUNICAZIONE DI INGRESSO – In base alla prevista durata del suo soggiorno, il comunitario o un suo familiare può notificare la sua presenza sul territorio ad un ufficio di polizia. Se non viene fatta questa dichiarazione si presume, salvo prova contraria, che il suo soggiorno duri da oltre tre mesi.

FONTI DI REDDITO LECITE – Per evitare l’allontanamento il comunitario immigrato deve indicare anche "risorse economiche sufficienti derivanti da fonti lecite e dimostrabili".

TRATTENIMENTO – Nel caso in cui il comunitario da allontanare sia sottoposto a un procedimento penale l’espulsione è sospesa fino al nulla osta dell’autorità giudiziaria (giudice ordinario) che deve emanarlo entro 15 giorni, altrimenti si considera concesso. Nel frattempo il questore può disporre il trattenimento della persona in un Centro di permanenza temporanea e assistenza.

- Nuovo decreto sicurezza: ecco le novità
Pupia, 28 dicembre

 

 

> LA DECADUTA DEL DECRETO
Decade -sarà sostituito, decreto-espulsione comunitari

Romano Lil, 19 dicembre
Roma, 19 dicembre. Il decreto-legge espulsione comunitari sarà lasciato decadere e sostituito da un nuovo provvedimento del Consiglio dei Ministri, in data 28 dicembre, che salvaguarderà gli effetti prodotti da quello già approvato dal Senato ma che non conterrà l’irregolare norma sull’omofobia.

 

>APPROFONDIMENTI
Speciale sicurezza (giustizia sociale)
Archivio Romano Lil, 25 ottobre
La sicurezza non va coniugata con legalità, è figlia della giustizia sociale. I "patti di sicurezza" sono un esempio di politica nazionale che indica i Rom (ed i poveri, le prostitute, i venditori ambulanti) come falso problema dell’insicurezza sociale dell’Italia ottavo Paese del Pianeta per grado di "benessere". È un diversivo, utile per dissimulare impotenze o pavidità in altri campi. I Rom come falso problema e capro espiatorio di un sistema sociale basato sulla dis-uguaglianza. Se non ci fossero i Rom chi?

 

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