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Rom, luoghi comuni e integrazione, se ne discute a…

20 Dicembre 2007

Alessandria, 20 dicembre: "La legittimazione del pregiudizio, il popolo Rom e la politica dei luoghi comuni", conferenza dalle ore 19 all’AC-SAL. – Lucca, 19 dicembre: Consiglieri Provinciali propongono l’integrazione dei Rom a partire dalla casa, e chiedono all’Assemblea di intercedere presso il Governo perché riveda le norme sulle espulsioni.

Se ne discute ad Alessandria
- LEGITTIMAZIONE DEL PREGIUDIZIO, I ROM E LA POLITICA DEI LUOGHI COMUNI
Alessandria, 20 dicembre.
"La legittimazione del pregiudizio, il popolo Rom e la politica dei luoghi comuni" è il titolo della conferenza-dibattito organizzata da Alessandriaacolori dalle ore 19 all’ACSAL.
Nella sensazione di insicurezza diffusa si rischia di criminalizzare il diverso. A farne le spese sono sempre i non garantiti, i Rom, gli ultimi.
Si discuterà sul DDL circa la sicurezza e sul decreto espulsioni, in un crescente clima di intolleranza. Interverranno diversi oratori con l’introduzione di Fabio Scaltritti della Comunità di San Benedetto al porto.

Se ne discute in Consiglio Provinciale di Lucca
- RIVEDERE LE NORME SULLE ESPULSIONI E FAVORIRE L’INTEGRAZIONE
Lucca, 19 dicembre.
Avviare un progetto per l’integrazione e la conoscenza della cultura rom, rivedere le norme sulle espulsioni, affrontare e risolvere l’emergenza abitativa per tutti (italiani e comunitari), promuovere un protocollo etico tra Provincia, Comuni, Asl, forse dell’ordine, organi di stampa, contro ogni comportamento razzista.
Queste le principali proposte avanzate da alcuni Consiglieri Provinciali di maggioranza
e contenute nell’ordine del giorno, da loro firmato,che verrà discusso in una delle prossime sedute del consiglio provinciale.
Con l’ordine del giorno i consiglieri chiedono all’assemblea provinciale di intercedere presso il governo nazionale di mantenere la congruità dell’ordinamento italiano alla direttiva europea in fatto di espulsioni, di restituirne la competenza al giudice ordinario, di utilizzare fondi europei e destinare fondi ministeriali per progetti volti a migliorare l’integrazione e l’inserimento sociale dei popoli zingari in Italia e di creare strutture adeguate a sviluppare in Romania attività tradizionali. Infine di istituire un programma-intervento per l’emergenza abitativa e di interrompere gli sgomberi coatti di campi non autorizzati, fino a che non siano state trovate valide soluzioni alternative.

> A CULTURA E SVILUPPO SI PARLA DI ROM E I LUOGHI COMUNI
Agenfax, 19 dicembre
(am.boc. 19/12) – Alessandria, giovedì 20 dicembre dalle ore 19 all’ACSAL (Associazione Cultura e Sviluppo di Alessandria), con la collaborazione di Alessandriacolori, ci si occuperà nuovamente dei Rom. Già del loro popolo e della persecuzione nazista si è parlato all’Associazione, ma ora si vuole mantenere viva l’attenzione sui pregiudizi che circondano gli Zingari. Nella sensazione di insicurezza diffusa si rischia di criminalizzare il diverso. A farne le spese sono sempre i non garantiti, gli ultimi.
Si discuterà sul DDL circa la sicurezza e sul decreto espulsioni, in un crescente clima di intolleranza. Anche il dibattito mediatico è di basso profilo: solo con politiche di integra-zione è legittimo il richiamo al rispetto dei doveri, per garantire la sicurezza comune.
Il tema della serata sarà: "La legittimazione del pregiudizio, il popolo Rom e la politica dei luoghi comuni". Interverranno parecchi oratori, con l’introduzione di Fabio Scaltritti della Comunità di San Benedetto al porto.
Massimo Pastore è esponente dell’ASGI, Associazione studi giuridici sull’immigrazione.
Eva Rizzin, dottore di ricerca in geopolitica e geostrategia a Trieste, appartiene alla Comunità Sinti ed è membro del Comitato Rom e Sinti insieme.
Ernesto Rossi, vicepresidente dell’Associazione Aven Amenza, Unione Rom e Sinti di Milano, è presidente dell’Associazione ApertAmente.
Tommaso Vitale è ricercatore presso il dipartimento di sociologia e di ricerca sociale dell’Università di Milano Bicocca.

> Rom: se ne parla in consiglio provinciale
LUCCA – Viene presentato dai consiglieri di maggioranza Barbara Mangiapane (Sd), Marco Bonuccelli, Cristian Rossi, Mario Navari (Rc), Lucio Lucchesi (PdCi), Fabrizio Bianchi (PdCi) un ordine del giorno che tra le proposte rivedere le normative sulle espulsioni e istituire programmi di intervento per l’integrazione sociale e per risolvere l’emergenza abitativa di tutti i cittadini.
Lo Schermo, 19 dicembre
Avviare un progetto per l’integrazione e la conoscenza della cultura rom, affrontare e risolvere l’emergenza abitativa per tutti (italiani e comunitari), promuovere un protocollo etico tra Provincia, Comuni, Asl, forse dell’ordine, organi di stampa, contro ogni comportamento razzista.
Queste le principali proposte avanzate dai consiglieri provinciali Barbara Mangiapane (Sd), Marco Bonuccelli, Cristian Rossi, Mario Navari (Rc), Lucio Lucchesi (PdCi), Fabrizio Bianchi (PdCi) e contenute nell’ordine del giorno, da loro firmato,che verrà discusso in una delle prossime sedute del consiglio provinciale.
"L’esigenza di questo documento – spiegano i consiglieri – nasce dal fatto la nostra società è a forte rischio di conflitto sociale, determinato dal crescere delle nuove povertà, dei fenomeni di esclusione e di emarginazione sociale, dalla forte precarietà del lavoro giovanile, dall’emergenza abitativa. In una situazione di questo genere, il fenomeno dell’immigrazione deve essere gestito con senso di responsabilità per evitare fenomeni di razzismo, xenofobia e l’esplosione di pericolosi conflitti sociali. Perciò – affermano gli esponenti della maggioranza – diventa necessario, da un lato, riaffermare in questo contesto i diritti fondamentali dell’uomo, dall’altro attivarsi a tutti i livelli di governo per mettere in campo progetti di convivenza e di integrazione che partano dalla conoscenza reciproca e dal superamento dei pregiudizi".
Con l’ordine del giorno i consiglieri chiedono all’assemblea provinciale di intercedere presso il governo nazionale di mantenere la congruità dell’ordinamento italiano alla direttiva europea in fatto di espulsioni, di restituirne la competenza al giudice ordinario, di utilizzare fondi europei e destinare fondi ministeriali per progetti volti a migliorare l’integrazione e l’inserimento sociale dei popoli zingari in Italia e di creare strutture adeguate a sviluppare in Romania attività tradizionali. Infine di istituire un programma-intervento per l’emergenza abitativa e di interrompere gli sgomberi coatti di campi non autorizzati, fino a che non siano state trovate valide soluzioni alternative.

 

 

 

 

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