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Il razzismo di Veltroni straripa a Ponte Mammolo

20 Dicembre 2007

Roma, 21 dicembre. Il Coordinamento Roma città democratica e solidale promuove un incontro pubblico per alle ore 11,30 presso l’Arci (viale G. Stefanini 15), contro la politica degli sgomberi di Veltroni, per proporre la convocazione di un Tavolo di dialogo «che metta insieme istituzioni locali, comunità di migranti, associazioni di solidarietà, cittadini, per intraprendere percorsi partecipati di reale soluzione dei problemi».
I promotori dell’incontro hanno anche scritto una lettera aperta al sindaco di Roma e all’assessore alla Sicurezza Touadi, in cui, tra l’altro, si legge: «Nelle ultime settimane, l’Amministrazione comunale ha voluto lo sgombero dei baraccamenti di rom, migranti e italiani in varie zone della città, in particolare lungo le rive dell’Aniene a Ponte Mammolo, a Rebibbia, a Ponte Salario. Sulla stampa sono apparse le dichiarazioni soddisfatte per la ‘riqualificazione’ delle aree interessate; gli sgomberi del 3 e del 10 dicembre hanno coinvolto quasi ottocento persone. Che cosa si è risolto?… Pensiamo che la legalità, la solidarietà, la ‘sicurezza’si riconquistano riqualificando i quartieri e le aree più degradate, sostenendo i migranti-come i nostri concittadini-nella ricerca di casa e lavoro, guardano alle situazioni concrete per aiutare chi vuole intraprendere percorsi di inclusione…».

- IL RAZZISMO DI VELTRONI STRARIPA A PONTE MAMMOLO
Carta, 20 dicembre. Gianluca Carmosino

Il progetto di pulizia etnica ordinato da Walter Veltroni contro i rom rischia di interrompersi. Novembre ha registrato un sgombero ogni due giorni circa, dicembre era cominciato con altri due grandi interventi a Ponte Mammolo, periferia est di Roma, ma nelle ultime ventiquattro ore, per l’azione di associazioni, parlamentari e i partiti di «La Sinistra e L’Arcobaleno» del Municipio V, la macchina da guerra messa in campo dal sin-daco si è inceppata. Le due baraccopoli rase al suolo a Ponte Mammolo hanno infatti di-strutto gli arredamenti, i libri, le pentole di decine di famiglie rom, ma soprattutto hanno lasciato quaranta bambini e due donne in gravidanza al gelo, in strada, per dieci notti.
Mercoledì pomeriggio, il senatore Salvatore Bonadonna (Prc), lo ha anche denunciato in aula. «Mi vergogno di un paese che permette una simile crudeltà e che per giunta la contrabbanda come misura di sicurezza-ha spiegato Salvatore Bonadonna-e ancora di più mi vergogno della città di Roma, la cui amministrazione, interpellata sul problema, risponde di non poter fare niente. Ma non è Veltroni l’amico dei bambini? Il sindaco che pensa al museo del giocattolo a Villa Ada? Non si possono ‘sbaraccare’ le persone senza preventivamente trovare una soluzione alternativa».
Quelli sgomberati sono due grandi gruppi familiari, i cui bambini frequentavano le scuo-le del quartiere. «La maggior parte sono cittadini italiani, francesi e rumeni che hanno la residenza in Italia e qui lavorano. Vivevano a Ponte Mammolo da oltre dieci anni. Di molti non sappiamo più nulla», racconta Antonio Medici, vicepresidente del Muncipio V (Prc).
Soltanto questa mattina, grazie all’intervento di Medici e dei servizi sociali del Municipio, è stato trovato il posto per le famiglie sgomberate. Si tratta del campo semi-attrezzato in via della Martora, sempre nel Municipio V, dove sono state aggiunte una decine di roulotte. L’intervento a Ponte Mammolo è stato gestito dal Dipartimento V del Comune di Roma senza alcun coinvolgimento dei servizi del Municipio V, anche se Ivano Caradonna, presidente del Municipio V (tra i più premiati dalle primarie del Pd), non ha perso l’occa-sione per vantarsi in questi giorni degli «interventi risolutivi» organizzati dal Comune.
Per questi motivi, il Coordinamento Roma città democratica e solidale (Arci di Roma, Lunaria, Senza confine e molti altri), «La Sinistra e L’Arcobaleno del V Municipio», Carta, la bottega del commercio equo Tutti giù per terra hanno promosso un incontro pubblico per venerdì 21 dicembre alle ore 11,30 presso l’Arci (viale G. Stefanini 15), durante il quale saranno presenti alcuni rom, per proporre la convocazione di un Tavolo di dialogo «che metta insieme istituzioni locali, comunità di migranti, associazioni di solidarietà, cittadini, per intraprendere percorsi partecipati di reale soluzione dei problemi».
I promotori dell’incontro hanno anche scritto una lettera aperta al sindaco di Roma e all’assessore alla Sicurezza Touadi, in cui, tra l’altro, si legge: «Nelle ultime settimane, l’Amministrazione comunale ha voluto lo sgombero dei baraccamenti di rom, migranti e italiani in varie zone della città, in particolare lungo le rive dell’Aniene a Ponte Mammolo, a Rebibbia, a Ponte Salario. Sulla stampa sono apparse le dichiarazioni soddisfatte per la ‘riqualificazione’ delle aree interessate; gli sgomberi del 3 e del 10 dicembre hanno coinvolto quasi ottocento persone. Che cosa si è risolto?… Pensiamo che la legalità, la solidarietà, la ‘sicurezza’si riconquistano riqualificando i quartieri e le aree più degradate, sostenendo i migranti-come i nostri concittadini-nella ricerca di casa e lavoro, guardano alle situazioni concrete per aiutare chi vuole intraprendere percorsi di inclusione… Le risorse ci sono, visto che il ministero della Solidarietà sociale ha fatto un bando apposito da 50 milioni di euro: il Comune di Roma è uno dei destinatari, come intende utilizzarle?».

 

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Roma, 19 dicembre. Dopo lo sgombero del campo rom di Ponte Mam-molo, 39 minori dai 2 ai 16 anni, di cui uno sofferente di crisi convul-sive, e tre donne incinte sono al freddo e dormono in furgoni messi a disposizione da alcuni cittadini. Lo ha denunciato in aula oggi il senatore del Prc Salvatore Bonadonna.

 

 

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