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Decade -sarà sostituito, decreto-espulsione comunitari

19 Dicembre 2007

Roma, 19 dicembre. Il decreto-legge espulsione comunitari sarà lasciato decadere e sostituito da un nuovo provvedimento del Consiglio dei Ministri, in data 28 dicembre, che salvaguarderà gli effetti prodotti da quello già approvato dal Senato ma che non conterrà l’irregolare norma sull’omofobia.
La notizia è stata data questa mattina dal ministro per i Rapporti con il Parlamento Vannino Chiti al termine della conferenza dei capigruppo di Montecitorio.
Il prossimo Consiglio dei Ministri, che sarà convocato il 28 dicembre, varerà un nuovo provvedimento che salvaguarderà gli effetti prodotti da quello già approvato dal Senato. Un provvedimento in tutto simile ma senza la norma sull’omofobia.
Chiti ha spiegato che il ministero dell’Interno è già a lavoro per la stesura del nuovo testo, mentre per quanto riguarda le misure sulla tutela delle minoranze ha precisato che "non rientrano nella materia della sicurezza".

UN NUOVO DECRETO A CONVALIDA DELLE ESPULSIONI
Il governo lascerà decadere il decreto legge sulla sicurezza emanato all’indomani dell’uccisione a Roma di Giovanna Reggiani, il 31 ottobre scorso. La scelta di non insistere per la conversione, maturata perché non ci sarebbero i tempi prima della scadenza per un ulteriore passaggio del testo al Senato (unica strada possibile per tagliare la contestata norma sull’omofobia), è scon-tata. Nell’articolo 1-bis il riferimento al Trattato di Amsterdam, che vorrebbe inserire la norma anti-omofobia, è errato e cancella completamente la legge Mancino del 1993. Che è quella che punisce i reati legati all’istigazione all’odio, la discriminazione e la violenza per motivi razziali.
Così il Governo fa decadere il decreto, senza convertirlo in legge, e ne approverà uno identico senza la norma anti omofobia nel prossimo Consiglio dei Ministri, in tempo utile per entrare in vigore alla scadenza dell’altro (2 gennaio) senza lasciare un vuoto normativo. Consentendo altri due mesi al Parlamento per la conversione in legge.  
In caso contrario salterebbero anche i provvedimenti di espulsione. Quelli in contumacia, prima di tutto, che sono circa 160. Ma bisogna anche considerare che il decreto, così come uscito da Palazzo Chigi, in poco più di un mese aveva fruttato più di 200 espulsioni, come riferito al Senato il 4 dicembre scorso dal ministro dell’Interno Giuliano Amato.

LA DEFORMAZIONE DEL DECRETO SICUREZZA

Una vera e propria mistificazione a mezzo stampa nazionale (tutta) che titola "decreto-sicurezza" quando in realtà si tratta del decreto-espulsione di cittadini comunitari.

Il cosiddetto decreto-sicurezza  è, in effetti, il decreto-legge espulsione cittadini comunitari n.181 (1 novembre 2007) – recante disposizioni urgenti in materia di allontanamento dal territorio nazionale per esigenze di pubblica sicurezza, che per essere convertito in legge dal Senato (il 6 dicembre) è stato arricchito da alcune norme specifiche, imposte da Rifondazione Comunista ad ammortizzarne la presunta anti-costituzionalità: misure penali contro le discriminazioni razziali fra cui la contestata norma anti-omofobia.

Decreto che dal Senato è passato per l’approvazione alla Camera prima di essere firmato, e convalidato, dal Presidente della Repubblica.

 

IL MINISTRO DEI RAPPORTI CON IL PARLAMENTO 
-  Sicurezza: Chiti, decreto legge il 28 dicembre
Il nuovo provvedimento non conterrà le contestate norme sull’omofobia: "Sono un’altra cosa"
Corriere della Sera.it, 19 dicembre
ROMA – Il governo rinuncia alla conversione del decreto legge in materia di sicurezza. Lo ha annunciato il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Vannino Chiti, al termine della conferenza dei capigruppo della Camera, aggiungendo che il Viminale sta lavorando a «un altro provvedimento legislativo con carattere di necessità e urgenza: un nuovo decreto legge», che verrà varato nella riunione del Consiglio dei ministri del 28 dicembre, «prima della scadenza dell’attuale decreto».
CHITI – «Il governo ha mantenuto l’impegno assunto al Senato. Qui non bluffa nessuno», ha detto il ministro. «La via più diretta per mantenere quell’impegno era modificare il testo alla Camera, ma il calendario del Senato rendeva oggettivamente impossibile un nuovo passaggio parlamentare, visto che a Palazzo Madama bisogna ancora affrontare la Finanziaria e il protocollo sul welfare. D’altra parte, altre soluzioni, come quella di un decreto legge ad hoc, si sono dimostrate di difficile applicazione».
NUOVO PROVVEDIMENTO – Da qui la decisione del governo di rinunciare alla conversione del contestato decreto e la contemporanea costruzione di un nuovo provvedimento, «perché in materia di sicurezza i requisiti di necessità e urgenza permangono, come ci dicono le cronache di tutti i giorni». Un decreto, quello che sarà quasi sicuramente varato nel Consiglio dei ministri del 28 dicembre, che non contrasterebbe con il divieto di reiterazione previsto dalla sentenza della Consulta che ne vieta la reiterazione. «Si tratta di un provvedimento nuovo, che salvaguarda la continuità delle norme ma che era già nuovo grazie alle modifiche introdotte al Senato», ha aggiunto Chiti. Un decreto che non conterrà le norme sull’omofobia, entrate in un disegno di legge che verrà quanto prima licenziato dalla commissione Giustizia della Camera. «La sicurezza è sicurezza: l’omofobia è importante, ma è un’altra cosa».
OPPOSIZIONE ALL’ATTACCO – L’annuncio del nuobo decreto legge è stato molto contesta-to dalle opposioni. «Il governo dovrebbe dimettersi per vergogna», ha detto il vice coordina-tore di Forza Italia, Fabrizio Cicchitto. «Sulla sicurezza il governo ha dato la riprova che oramai ha perso la bussola e che è una banda in cui ognuno suona a modo proprio», ha aggiunto il segretario della Democrazia cristiana per le autonomie, Gianfranco Rotondi. «Se Giuliano Amato è persona di parola, darà le dimissioni nella medesima giornata in cui il governo ritira il decreto legge cui lo stesso ministro ha collegato la propria permanenza al Viminale», secondo l’esponente di An Alfredo Mantovano.

L’annuncio durante la riunione della capogruppo di Montecitorio
- Sicurezza, Chiti: "Il decreto decadrà, presto un nuovo provvedimento"
Il nuovo dl dovrebbe essere varato nel prossimo Consiglio dei ministri convocato per il 28 dicembre. Salverà le misure già adottate ma non conterrà la norma sull’omofobia. Gasparri: ”Vediamo se ora Amato si dimette”
Adnkronos, 19 dicembre
Roma, 19 dic. – (Adnkronos/Ign) – ”Il decreto sicurezza decadrà e presto il Consiglio dei ministri promulgherà un nuovo provvedimento”. La notizia, già annunciata ieri, è stata data questa mattina dal ministro per i Rapporti con il Parlamento Vannino Chiti al termine della conferenza dei capigruppo di Montecitorio.
Dopo il ‘niet’ del presidente Giorgio Napolitano, Palazzo Chigi ha deciso di lasciar decadere il decreto sicurezza così com’è e ha annunciato per il prossimo Consiglio dei ministri, che sarà convocato probabilmente il 28 dicembre, un nuovo provvedimento che salvaguarderà gli effetti prodotti da quello già approvato dal Senato ma che non conterrà la tanto discussa norma sull’omofobia.
Chiti ha spiegato che il ministero dell’Interno è già a lavoro per la stesura del nuovo te-sto, mentre per quanto riguarda le misure sulla tutela delle minoranze ha precisato che "non rientrano nella materia della sicurezza". La necessità di legiferare in questo campo esiste, ha detto il ministro per i Rapporti con il Parlamento ”ma la sede propria per farlo è il Parlamento. Del resto – ha aggiunto – la commissione Giustizia di Montecitorio si appre-sta a licenziare un testo che dovrebbe essere calendarizzato in tempi rapidi per l’aula”.
Di vittoria dell’opposizione e di fallimento del Governo parla il centro destra. ”Dovrebbe dimettersi per vergogna” sentenzia il forzista Fabrizio Cicchitto, plaude a Napolitano e parla di ”naufragio politico” Altero Matteoli, mentre l’ex ministro delle comunicazioni Maurizio Gasparri si chiede se Amato che ”disse che si sarebbe dimesso se non fosse passato il decreto” lo farà veramente.

- Sicurezza, Chiti: "Il decreto decadrà"
Un nuovo provvedimento sarà varato il 28 dicembre:
ma non ci saranno le norme sull’omofobia
La stampa.it, 18 dicembre
ROMA – Il decreto legge in materia di sicurezza non sarà convertito dal governo. Ma l’Esecutivo è già al lavoro per portare in dirittura d’arrivo un altro provvedimento nel Consiglio dei ministri di venerdì 28 dicembre. «Il governo rinuncia alla conversione del decreto legge sulla sicurezza» ha detto questa mattina al termine della riunione con i capigruppo parlamentari il ministro dei Rapporti con il Parlamento, Vannino Chiti.

Nuovo decreto il 28 dicembre
«Il governo ha mantenuto l’impegno che aveva preso in Senato – ha aggiunto – questo è un governo che si assume le proprie responsabilità. Certo, la strada più lineare sarebbe stata quella di eliminare l’articolo 1 bis, che è una norma impropria e di confusa applicazione. Eliminarla alla Camera per tornare poi al Senato». Il ministro ha però spiegato che questa strada non è praticabile poichè «il Senato è impegnato in questi giorni per la legge finanziaria e successivamente per il welfare». Il governo aveva anche ipotizzato l’emissione di un decreto legge ad hoc per eliminare la norma ma «anche questa strada è di difficile applicazione perchè non consente di mantenere gli impegni», come ha spiegato ancora Chiti.

Il nodo dell’omofobia
«La via è quella quindi di rinunciare alla conversione del decreto e contemporaneamente il ministero dell’Interno sta valutando la costruzione di un altro provvedimento legislativo – ha spiegato ancora il ministro al termine della riunione con i capigruppo – poichè è ovvio che i caratteri e i temi della sicurezza permangono e bisogna intervenire con efficacia». «Il provvedimento legislativo sarà nuovo e salvaguarderà gli interventi già presi e introdurrà nuovi elementi – ha detto ancora Chiti – già il testo al Senato aveva introdotto nuovi elementi». Il ministro ha poi voluto sottolineare che nel decreto sicurezza «non ci può essere una norma sull’omofobia». «Siamo tutti d’accordo sul fatto che su questo tema ci sono delle normative europee – ha concluso – e la nuova legge verrà emanata prima che decada l’attuale decreto».

La Cdl all’attacco: «Amato si dimetta»

Ma è bastato l’annuncio di un nuovo decreto per far scatenare l’opposizione che con un coro unanime chiede le dimissioni del ministro dell’Interno, Giuliano Amato. In una conferenza stampa che si è da poco conclusa alla Camera, Elio Vito (Forza Italia); Marco Airaghi (An); Luca Volontè (Udc) e Roberto Maroni della Lega hanno sottolineato come: «un ministro dell’Interno che mette in difficoltà il Presidente della Repubblica, con un decreto incostituzionale, è un ministro dell’Interno che dimostra assoluta incapacità di servizio a disposizione del paese».

> APPROFONDIMENTI
Senato: votato il Decreto Legge espulsione comunitari
Romano Lil, 7 dicembre
Roma, 6 dic. Il Senato ha approvato il Decreto Legge allontanamento di cittadini comunitari, che dallo scorso 1 novembre ha portato all’espulsione di 360 Romeni per motivi di pubblica sicurezza. Resta l’espulsione da parte del Prefetto per mancanza di "risorse eco-nomiche sufficienti" dopo tre mesi di soggiorno però non è più lo Stato ma il cittadino comunitario a dover provare il tempo di permanenza in Italia; sarà il Giudice del tribunale ordinario, e non più il Giudice di pace, a convalidare le espulsioni; si prevede la possibilità per i sindaci di segnalare al prefetto persone da espellere.

 

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