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Il padre del deserto: il dromedario dell’anima

17 Dicembre 2007

Parabola come mappa dell’anima. La storia del Rom del deserto viene da un’epoca lontana, ma forse attuale in uno scarto tempo-spaziale, uno scarto di umana coscienza, quella narcotizzata dal consumismo. Per una economia di con-divisione ed una ecologia di solidarietà.
La storia dei tre figli che (non) riescono ad accordarsi sull’eredità paterna.

LA PARABOLA COME MAPPA DELL’ANIMA
Sembra che il mondo, oltre che di de-scrizione a delineare mappe accurate, sia fatto di parabole e di metafore risonanti sulle note dell’anima (che è il respiro dell’universo). Anzi sono le suggestioni, più che le descrizioni, che aprono il cammino.
La storia del Rom -il nomade padre del deserto viene da un’epoca lontana, ma forse ancora attuale in un semplice scarto tempo-spaziale, uno scarto di umana coscienza, quella narcotizzata dal consumismo.
"Drom", il cammino-la strada, è un prestito linguistico che i Rom, nel loro lungo viaggio (dall’India verso Occidente) , hanno preso dalla Grecia: drom è infatti anche la radice di dromedario. Dromedario, dal greco "dromàs": il corridore.

IL PADRE DEL DESERTO
C’era una volta un facoltoso dromediere che aveva tre figli. Quando morì, i tre giovani non riuscirono ad accordarsi di fronte all’eredità paterna. Il padre, infatti, aveva lasciato loro diciassette (17) dromedari da dividere in questo modo: la metà al primogenito (1/2), un terzo al secondogenito (1/3) ed un nono all’ultimo figlio (1/9). I figli trovarono questa regola poco economica in quanto avrebbero dovuto uccidere alcuni dromedari e discutevano come a voler far quadrare il cerchio.
Si trovò a passare, lì per caso, un "padre del deserto" che, di fronte ai figli in difficoltà, investì la sua economia sull’ecologia di quella famiglia. Lasciò loro il proprio dromedario e li invitò ad eseguire il mandato ricevuto. I figli iniziarono così a spartire gli animali (diven-tati 18): 9 al primogenito (la metà), 6 al secondogenito (un terzo) e 2 al terzogenito (un nono). Soddisfatti del risultato ottenuto si voltarono per ringraziare lo straniero ma lo videro in lontananza, in sella al suo dromedario. Il "padre del deserto" non chiede nulla, mette a disposizione le sue risorse e si allontana ancora con il proprio dromedario.

IL PADRE DEL DESERTO (DUE)
I tre fratelli guardarono il "padre del deserto" che si allontanava, ripensarono al testamento e vollero provare a risolvere da soli la questione. Convennero che si poteva rinunciare ad un po’ di eredità piuttosto che uccidere qualche animale e allora: 8 dromedari al primo (poco meno della metà), 5 al secondo (meno di un terzo) e 1 all’ultimo (meno di un nono). Fecero di conto (14) e videro che (17-14=3) avanzavano tre dromedari: li divisero ciascheduno e, con grande sorpresa, si ritrovarono nella stessa soluzione favorita dal "padre del deserto" ma, questa volta, attraverso una relazione fraterna. Il padre del deserto attiva le risorse e la comunanza dei tre fratelli che diventano portatori di un’economia di con-divisione e di una ecologia di solidarietà.
(Il padre può gioire della propria inutilità).

> APPROFONDIMENTI
- La teoria dei sistemi
La teoria dei sistemi (Sistemica – inglese: systemics) è un’area di studi interdisciplinari che si occupa delle proprietà di un sistema nella sua interezza. Essa fu fondata negli anni 1950 da Ludwig von Bertalanffy, William Ross Ashby ed altri, basandola sui principi dell’ontologia, della filosofia della scienza, della fisica, della biologia e dell’ingegneria, trovando poi applicazioni e nuove idee in tutte le scienze, tra cui geografia, sociologia, scienze politiche, teoria delle organizzazioni, management, psicoterapia, economia ed sistemi intelligenti. La Cibernetica è una disciplina strettamente correlata.

- Illusioni ottiche e pre-giudizi
Archivio Romano Lil, 20 settembre 2006
I tre signori nella foto sono alti uguali. La percezione visiva è legata alla cultura e soprattutto all’ambiente di un popolo, che creano una sorta di pre-giudizio visivo. Cambiando le "prospettive" culturali si possono produrre delle"illusioni ottiche", inganni visivi. Anche la percezione umana è legata alla cultura ed all’ambiente e spesso instaura dei pre-giudizi sociali che sono difficili da scardinare. Come quelli sugli "zingari".

 


Immagini: logo da regionelazio.it, tramonto da windoweb.it

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