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Vicenza, in 50mila contro la guerra: fotocronaca di pace

16 Dicembre 2007

Vicenza, 15 dicembre: memoria di futuro. 50 mila persone manifestano contro la guerra, per la pace e la giustizia sociale. 50mila testimonianze, volti e corpi, di un futuro possibile per l’umanità.
"Perché il sindaco non è qui, perché il vescovo non è qui" grida dal camion apripista don Andrea Gallo e continua: "Abbiamo la consapevolezza che la Pace è l’unica via di scampo per il Pianeta". Una Pace che si snoda, in una sola colorata moltitudine, per le vie della città per ritornare alla stazione, punto di partenza. "Non ascoltate la gente cari politici", sintetizza e conclude Dario Fo dal palco. "E questa sarà la vostra tomba, cretini".

VICENZA DOPO GENOVA
Nonostante la grande partecipazione una cappa di malumore regna sulla manifestazione.
Tantissime persone sono testimoni e reduci dalla manifestazione di Genova (Mi ritrova il cuore a (di) Genova) del 17 novembre scorso: là si chiedeva giustizia per i manifestanti e l’inchiesta sui gravissimi soprusi dei Poliziotti.
Proprio ieri il Tribunale di Genova ha emesso la sentenza di primo grado nel processo contro 25 manifestanti accusati di devastazione e saccheggio per i fatti del G8 di Genova nel luglio del 2001. 102 anni complessivi di carcere per 24 manifestanti.
Una sentenza che è un peso sulla ripresa del "movimento".

VICENZA CONTRO LA BASE AMERICANA
Oltre 50.000 persone partecipano al corteo di protesta contro la nuova base militare USA di ampliamento dell’aeroporto militare Usa Dal Molin.
Il corteo parte alle 14 dalla stazione ferroviaria di Vicenza e percorre le vie della città con in testa lo striscione "No al Dal Molin", sorretto da persone con maschere bianche a significare l’invisibilità politica della loro protesta.
Dietro sfilano i militanti dei movimenti, famiglie intere e semplici partecipanti, gli striscioni di Emergency, dei Beati costruttori di Pace, dei No Tav, dei No Mose, dei No Expo Milano e degli amici di Beppe Grillo di Vicenza. Ci sono manifesti e cartelloni anche contro il Presidente della Repubblica, che in una recente visita a Washington ha assicurato che l’ampliamento della base si farà e che fa parte della Costituzione, scrivere lettere di protesta (come quella di quattro Ministri contro la base, a lui indirizzata).
Tra le altre anche le bandiere di Rifondazione Comunista, striscioni dell’associazione Carlo Giuliani ed altri che chiedono il ritiro delle truppe dall’Afghanistan.
"Una manifestazione come questa dovrebbe fare impressione ai governanti, ma sono ciechi, sono sordi – ha dichiarato Dario Fo. – C’è una voglia di sentirsi cittadinanza attiva e non sudditanza passiva che non conta niente".
La moglie Franca Rame, senatrice del gruppo (eletta con l’Italia dei Valori), ha sfilato alla testa del corteo ed ha confermato che dopo la Finanziaria darà le dimissioni.
"Non mi riconosco in alcuna decisione del Governo", ha spiegato. "E’ importante che Prodi non cada, ma non posso neanche vendere l’anima al diavolo. Sono stanca e non posso essere allineata su posizioni così lontane dalla mia coscienza".
"L’ampliamento della base americana sarà inserito fra i temi della verifica di gennaio del governo Prodi" ha dichiarato da l’on. Lalla Trupia, deputata della Sinistra democratica, che ha sfilato, assieme ai Parlamentari Turigliatto e Caruso, alla fine del corteo.
Per Cinzia Bottene, portavoce del presidio permanente "No Dal Molin", al corteo partecipano oltre 70.000 persone: "In piazza c’è la città di Vicenza anche se esponenti governativi cercano di seppellirla, stendendo un velo di silenzio sulla città. Ci sono delegazioni dalla Repubblica Ceca (Ne zakladam: no base), dalla Germania, dal Belgio, dalla Spagna, dagli Stati Uniti e dalla Polonia".

> ALTRE NOTIZIE

- I no-war alla base Dal Molin: "Siamo in 50mila per dire no"
Sotto le bandiere ‘No Dal Molin’, le bandiere della pace, sfilano inoltre attivisti dei Movimenti della sinistra ma anche tante famiglie di vicentini con bambini
Quotidiano.net, 15 dicembre

> RIFERIMENTI
Vicenza: non voglio crescere con la base militare
Romano Lil, 11 dicembre
Se non ora, quando? Vicenza chiama, ancora una volta a manifestare contro la realiz-zazione della nuova base militare USA: ‘Abbiamo chiesto, anche, che i 170 Parlamentari che si sono dichiarati contrari alla realizzazione della nuova base Usa mantengano la propria promessa: portare subito in Parlamento la moratoria sui lavori in attesa dello svolgimento della Seconda Conferenza sulle servitù militari e chiedere la desecretazione degli accordi militari bilaterali’.

______FOTOCRONACA______

 

Arrivo stazione, Marta e Silvia -14 anni, Francesco di Scorri-Banda, striscione di apertura del corteo, "No Base" dalla Repubblica Ceca,  Pace, ragazzi, Luisa Morgantini, Andrea Gallo, attivisti alberalisti, una sola moltitudine, volti di donna,  Dario Fo e Franca Rame, l’arrivo in stazione finale. 

 

 

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