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Milano no: Patto di “legalità” a tutti i campi nomadi

15 Dicembre 2007

Milano, 14 dicembre. Il patto di legalità già applicato nel campo di via Triboniano verrà esteso agli altri sette campi regolari di Milano: i Rom dovranno impegnarsi a mandare i figli a scuola, dimostrare di avere una occupazione ed un reddito e rispettare le norme igieniche. Il "patto di legalità" che riguarda gli oltre 500 Rom Romeni residenti nel "campo" di via Triboniano, viene esteso con delibera di Giunta agli altri sette "campi comunali", nei quali risiedono oggi 875 cittadini.
Il sindaco, oltre alla regolamentazione dei "campi", ha ricordato che si sta procedendo con l’applicazione della direttiva Ue sulle espulsioni. «Abbiamo iniziato a segnalare in prefettura – ha spiegato – le persone che non hanno i requisiti per soggiornare nel nostro Paese».

- IL PATTO DI LEGALITA’ ESTESO A TUTTI I CAMPI ROM
Moratti: «Siamo orgogliosi di questo provvedimento, citato dall’Unione europea come una delle migliori pratiche»
Corriere della sera.it, 14 dicembre
MILANO – Il patto di legalità e socialità già applicato nel campo di via Triboniano verrà esteso a tutti i campi regolari di Milano, in tutto sette. È quanto è stato deciso dal Comune di Milano con una delibera di giunta che estende il patto ai campi di via Ibro, via Bonfadini, via Martirano, via Negrotto, via Chiesa Rossa, via Impastato e via Novara.

ACCOGLIENZA E RIGORE – «Siamo orgogliosi di questo provvedimento – ha detto il sindaco di Milano, Letizia Moratti, presentando la delibera – perché è un patto citato dall’Unione europea come una delle migliori pratiche che le città possano applicare per la propria sicurezza». Il sindaco ha promesso che proseguirà «su questa linea di accoglienza ma al tempo stesso anche di rigore nel rispetto delle regole sociali».

LE REGOLE – Il provvedimento prevede che possano essere considerati membri di un campo rom coloro i quali mandano i propri figli a scuola, hanno un lavoro, dimostrano di avere un reddito e rispettano le regole igienico-sanitarie. Ma soprattutto il Comune di Milano ha deciso di affidare in appalto il servizio di gestione sociale dei campi mettendo a bilancio una spesa complessiva annuale di 280mila euro. Gli operatori avranno funzioni di controllo delle infrastrutture e di promozione sociale nei confronti delle famiglie che vi faranno parte. Il sindaco, inoltre, ha ricordato che si sta procedendo con l’applicazione della direttiva Ue sulle espulsioni. «Abbiamo iniziato a segnalare in prefettura – ha spiegato – le persone che non hanno i requisiti per soggiornare nel nostro Paese». L’orientamento verso cui si va è quello di un numero limitato di rom presenti a Milano. «Il patto per la sicurezza prevede una limitazione – ha spiegato la Moratti – in relazione alle capacità di assorbimento del nostro territorio. Per questo ci sarà una programmazione da parte del Comitato sicurezza in grado di rispettare questi limiti».

GLI OPERATORI – In ciascun campo rom, come ha spiegato anche l’assessore ai Servizi sociali, Mariolina Moioli, ci saranno «operatori con compiti educativi per avviare un processo di educazione al rispetto della legalità, un operatore con compiti di promozione sociale per un totale di 20 ore settimanali ed un responsabile che sarà il referente per il Comune con compiti di coordinamento». «Questa custodia sociale – ha proseguito l’assessore – si integrerà con un piano di mediazione culturale che prevede un aumento da 10 a 13 delle mediatrici culturali per predisporre una certificazione sul rispetto dei requisiti di appartenenza al campo rom».

- ROM, PATTO DI LEGALITÀ ESTESO
AD ALTRI SETTE CAMPI DI MILANO

DOVRANNO IMPEGNARSI A MANDARE A SCUOLA I PROPRI FIGLI, DIMOSTRARE DI AVERE UNA OCCUPAZIONE E RISPETTARE LE NORME IGIENICHE
CronacaQui, 14 dicembre
MILANO (14/12/2007) – Il Patto di socialità e legalità già sottoscritto dal Comune di Milano e dagli oltre 500 rom romeni residenti nei campi di via Triboniano, sarà esteso ad altri sette campi cittadini, nei quali risiedono oggi 875 cittadini rom di diverse etnie.
Ad annunciare questo provvedimento è stato il sindaco di Milano Letizia Moratti. "Proseguiamo sulla doppia linea di accoglienza e di rigore e rispetto delle regole di convivenza civile – ha detto il sindaco di Milano – già adottate nel campo di Triboniano e che sono state citate dalla Commissione Europea come una delle migliori pratiche per l’ integrazione e la convivenza civile".
I residenti negli altri sette campi dovranno, con la sottoscrizione del patto, impegnarsi a mandare i propri figli a scuola, dimostrare di avere una occupazione che garantisca loro il sostentamento e di rispettare le normali norme igienico-saniterie. Contemporaneamente il comune si impegna a dotare questi campi di operatori e mediatori culturali e a garantire il presidio delle forze dell’ordine.
Alla domanda se l’estensione del patto di socialità e legalità possa condurre all’istituzione di un numero chiuso di rom romeni ospitati a Milano, il sindaco di Milano si è limitata a rispondere: "il patto della sicurezza prevede la limitazione del numero di presenze in relazione alla capacità di assorbimento del territorio".

> MEMORIA STORICA
No al patto di "legalità": Appello Nazionale
Romano Lil, 15 gennaio 2007Il patto di "legalità e socialità" che fa firmare il comune di Milano ai Rom e Sinti (Italiani, Comunitari e Stranieri) per restare in tenda o in un container è un patto di discriminazione razziale, di segregazione etnica ed incita all’odio razziale. Una bozza di appello nazionale da discutere, con-dividere e firmare ed inviare al sindaco di Milano per ripristinare legalità e socialità violate. La proposta Romano Lil è diventata successivamente un appello dell’Opera Nomadi di Milano.

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