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Arrestati sfruttatori di bambini rom costretti a rubare

12 Dicembre 2007

Milano, 11 dicembre. La polizia ha sgominato una banda di sfruttatori di minori. 25 Romeni di etnia Rom incriminati dei reati di riduzione in schiavitù, tratta di minori, furto, rapina, gioco d’azzardo ed usura. 25 ordinanze di custodia cautelare (19 arrestati) dei componenti l’organizzazione criminale che operava tra Milano, Venezia, Pescara, Ancona e Bologna sfruttando 34 minorenni che, trasportati dalla Romania in Italia, erano costretti a commettere furti, scippi e rapine in località affollate di turisti fruttando ciascuno un guadagno giornaliero pari ad una cifra compresa tra i 500 ed i 1000 euro.
AGGIORNAMENTI (in appendice): non c’è posto nelle "comunità", alcuni bambini riportati al "campo".

- Milano, minori rom sfruttati e tenuti al guinzaglio: 19 arresti
L’organizzazione transnazionale, operante tra Romania e Italia, costringeva oltre 30 piccoli dagli 8 ai 13 anni a commettere scippi e rapine. "Se non rubavo – racconta un ragazzino – mi minacciavano di spezzarmi le mani e le braccia”
Adnkronos/Ign 11 dicembre
Milano, 11 dic. - Oltre 30 minorenni rom sfruttati e in alcuni casi tenuti al guinzaglio. Costretti dai propri connazionali, talvolta dagli stessi genitori, a commettere scippi e ra-pine. Sono le vittime di un’organizzazione transnazionale, operante tra Romania e Italia, smantellata all’alba dagli uomini della Squadra mobile di Milano. L’indagine, scattata prima dell’estate scorsa, ha permesso di ricostruire l’organigramma dell’organizzazione criminale accusata di riduzione in schiavitù, tratta di minori e associazione a delinquere.
Sono 25 i romeni di etnia rom dediti all’attività illegale colpiti da ordinanza di custodia cautelare in carcere: 19 quelli arrestati tra Milano, Pavia e la città romena di Craiova . Almeno 34, invece, i minori dagli 8 ai 13 anni sfruttati. Ciascuno era capace di garantire fino a 800 euro al giorno. Soldi sottratti a turisti ignari e a pendolari che attraversavano la piazza davanti alla stazione centrale di Milano, vero cuore dell’attività illegale dei piccoli rom. Nel mirino, però, anche altre mete: Venezia, Bologna, Ancona e Pescara, Parigi e Nizza. I guadagni erano destinati ai familiari in Romania o all’organizzazione criminale. I soldi affidati ai minori, circa 50 euro al giorno, venivano ripresi dall’associa-zione attraverso il gioco d’azzardo e l’applicazione sulle perdite ai dadi di tassi d’usura.
In un’intercettazione telefonica, A.L., una delle donne arrestate oggi, ammette di avere addirittura comprato un guinzaglio per tenere legato uno dei piccoli schiavi. Se non rubavo – racconta un ragazzino romeno di appena 12 anni – "mi minacciavano di spezzarmi le mani e le braccia”.
”L’operazione di oggi dimostra quanto diciamo da tempo – commenta il vice sindaco di Milano, Riccardo De Corato – e cioè che l’immigrazione romena nel nostro Paese, a Milano in particolare, ha portato con sé una nuova forma di criminalità organizzata particolarmente efferata, specializzata in furti, borseggi, pirateria informatica e, non ultimo, nello sfruttamento dei minori per reati predatori di ogni genere”.

- Bambini rom costretti a rubare, arrestati gli sfruttatori
Panorama.it, 11 dicembre. Cristina Bassi, con video
Le immagini del baby scippatore che sfila il portafogli ai passeggeri nel piazzale della Stazione Centrale di Milano hanno fatto il giro di televisioni e prime pagine dei giornali. "Non si può fare nulla", si diceva, "quei bambini non sono imputabili e dalle comunità spariscono in un attimo". È da prima della pubblicazione di quelle foto che la Squadra mobile di Milano tiene sotto controllo i bambini rom coinvolti. Ma soprattutto gli adulti che li reclutavano in Romania, li trasportavano in Italia, ne facevano degli schiavi e li costringevano, con la violenza e le minacce, a rubare.
Sono loro, in tutto 19 romeni di etnia rom, che la polizia italiana e quella romena hanno arrestato questa mattina, tra Milano, Pavia e Craiova (cittadina romena). Altri 6 sono ricercati. "Pensiamo di aver sgominato l’intera organizzazione, tra i fermati ci sono anche i capi del traffico e dello sfruttamento", afferma il capo della Mobile, Francesco Messina. In un campo abusivo vicino a Pioltello gli agenti hanno trovato anche nove dei 34 bambini, tra gli 8 e i 13 anni, ridotti in schiavitù. Ognuno di loro fruttava anche 800 euro al giorno da inviare in Romania ai vertici della banda criminale.
I piccoli scippatori erano costretti con botte e minacce a "lavorare" alla stazione milane-se e, in estate, in altri luoghi affollati di turisti, come Venezia, Bologna, Ancona e Pesca-ra. I loro aguzzini li seguivano da vicino, li difendevano nel caso la vittima del furto rea-gisse o la polizia intervenisse e li recuperavano dalle comunità fingendosi parenti. In al-cune intercettazioni raccolte dalla polizia una donna descrive le violenze inflitte ai bam-bini: "Ho comprato un guinzaglio e lo tengo legato", dice di uno che dava troppi proble-mi" e riferito a un altro che non guadagnava abbastanza parla di botte nelle parti intime.
Agli schiavi minorenni veniva data anche una ricompensa di 50 euro al giorno, che però erano obbligati a giocarsi ai dadi al campo rom. In questo modo si indebitavano con gli stessi adulti che li sfruttavano. "I più piccoli venivano indottrinati dai più grandi, che poi facevano carriera e diventavano a loro volta aguzzini", spiega Alessandra Simone, a capo della sezione che si occupa dei reati che coinvolgono minori. Gli arrestati nell’operazione "Stabor" (cioè, "giudizio", quello degli anziani capi che dettano legge nella comunità) sono accusati di associazione per delinquere, tratta di minori, costrizione a commettere reati, usura e gioco d’azzardo.

- PS SGOMINA GANG ROM: IN ALCUNI CASI GENITORI ‘COMPLICI’
AGI News, 11 dicembre
Milano, 11 dic. – Ad alcuni componenti dell’organizzazione sono stati contestati anche i reati di gioco d’azzardo e usura. I bambini infatti, venivano invitati dai grandi a prendere parte al gioco dei dadi. Quando perdevano prestavano loro del denaro a tassi di interesse elevati che i bambini dovevano poi restituire lavorando come borseggiatori. I capi del gruppo sono stati tutti arrestati e si trovavano tra Milano e Craiova in romania. In Lombardia la centrale operativa del clan si trovava a Pioltello in cascina Baragiata. Qui sono stati trovati anche 9 dei 34 minori per di cui e’ stato accertato lo sfruttamen-to. Le indagini hanno dimostrato l’esistenza di tre livelli all’interno dell’organizzazione. Il primo, formato dai capi, si occupava della gestione economica dei proventi. Il secondo livello era formato da rumeni maggiorenni che avevano il compito di gestire i piccoli du-rante le loro attivita’ di borseggio. Piu’ volte li hanno ‘protetti’ sia nei confronti delle for-ze dell’ordine sia verso gli stessi soggetti che accortisi del furto tentavano di fermarli. Un terzo scalino del clan era formato da soggetti considerati ‘spendibili’ perche’ in possesso di documenti regolari. A loro era affidato il compito di presentarsi nei posti di polizia per ottenere l’affidamento dei minori di 14 anni e quindi considerati non imputabili. Il trasporto dei bambini dalla Romania in Italia era affidato ad un autotrasportatore.
L’inchiesta ha fatto emergere in alcuni casi la complicita’ dei genitori dei bambini.

>AGGIORNAMENTI
Non c’è posto nelle comunità
Bimbi rom ridati agli aguzzini
Durante l’operazione contro un clan di rom che sfruttava minori per fare i borseggi, sono stati portati via nove bambini. Ma solo cinque di loro hanno trovato asilo in comunità protetta. Gli altri quattro nella serata di ieri sono stati restituiti al campo di Pioltello dove, secondo la polizia, avrebbero subito violenze continuate
CITY – Notizie, 12 dicembre
Solo poche ore di libertà dalla schiavitù. Il tempo di qualche telefonata per capire che oggi a Milano le comunità protette sono in grado di accogliere solo cinque bambini. Oltre non si va e così quattro dei nove rom prelevati si sono visti recapitati nell’inferno della cascina Bareggiate di Pioltello dove ieri all’alba la polizia li aveva prelevati. La notizia è arrivata in serata dalla questura. Dopo che nella conferenza della mattina si era parlato di questi stessi bambini picchiati e costretti a rubare. Il tutto con la presunta conni-venza dei genitori. Un assurdo partorito da un vuoto legislativo che in qualche maniera alimenta la presenza di campi rom come quelli di Pioltello.
Il campo dopo il blitz
Una cascina abbandonata cui si accede per una stradina sterrata che ieri affogava nel fango. Poche ore dopo il blitz che ha arrestato 8 uomini, nel campo si respira un’aria feroce di rabbia. "Hanno portato via i nostri bambini, ora andiamo a riprenderceli". Uno dei capi ce lo urla in faccia. Pantaloni, scarpe, giubbotto. Tutto nero. Tranne la collana con testa di leone d’oro che pende dal collo. Risale su un grosso suv e sgomma via seguito da una carovana di jeep. Qualche passo all’interno per capire che le condizioni igieniche sono assurde. Le fogne sono a cielo aperto. Mentre i topi ci dribblano le gambe. In questo impazzimento di pezzi d’auto, vestiti appesi ad asciugare, bambini che ridono e giocano a palla sull’aia, grappoli di uomini che parlano fitto fitto, ci vivono oltre 200 persone, quasi 60 famiglie e altrettanti minori. Una piccola città itinerante. Perché i rom di Pioltello sono gli stessi cacciati prima da via Barzaghi, poi da via Adda. Sono ramai. Esperti in pentole, ma anche in auto rubate. Non tutti. Ma qualcuno sì. E ora che Alin Zarafum soprannominato decebal , è stato arrestato, in questura si temono sanguinose successioni. Prima di tutto bisogna capire di chi è la pistola trovata dalla polizia all’ingresso del campo. Che abbandoniamo mentre una Bmw grigia sfila via a ritmi di turbofolk con a bordo due giovani in giacca e cravatta.
Davide Milosa

 

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