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Antartide: pinguini a rischio per mutamento ambiente

12 Dicembre 2007

Bali, 11 dicembre. A causa dei cambiamenti climatici è in pericolo la sopravvivenza di quattro specie di Pinguini nell’Antartide. E’ quanto emerge dal nuovo rapporto del WWF Pinguini e cambiamenti climatici lanciato oggi in tutto il mondo dalla Conferenza sul clima delle Nazioni Unite a Bali, Indonesia.
La Penisola antartica, parte dell’Antartide, si sta assottigliando a causa dei cambiamenti climatici. Tutto questo sottrae habitat, vale a dire terreno di riproduzione e cibo, a 4 diverse specie di pinguino. A rischio le popolazioni di Pinguino imperatore, Pinguino di Adelia, il Pinguino dell’Antartide e il Pinguino papua. La popolazione del Pinguino Imperatore è diminuita dal 30% al 66% a seconda delle colonie e della disponibilità di cibo, negli ultimi 25 anni.

AMBIENTE; CLIMA FERMA LA ‘MARCIA DEI PINGUINI’,4 SPECIE A RISCHIO
Alla conferenza di Bali il WWF pubblica rapporto su Pinguini
APCOM, 11 dicembre

Roma, 11 dic. - A causa dei cambiamenti climatici è in pericolo la sopravvivenza di varie specie di Pinguini, simbolo del continente antartico. La Penisola antartica, parte dell’Antartide, l’ultimo continente ancora ‘integro del pianeta, si sta assottigliando a causa dei cambiamenti climatici. Il ghiaccio che si forma dall’acqua marina copre oggi un’area del 40% inferiore rispetto a 26 anni fa, l’Oceano meridionale che la lambisce si è scaldato fino a una profondità di 3.000 metri. Tutto questo sottrae habitat, vale a dire terreno di riproduzione e cibo, a 4 diverse specie di pinguino. A rischio le popolazioni di Pinguino imperatore, Pinguino di Adelia, il Pinguino dell’Antartide e il Pinguino papua. Abitudini, cicli riproduttivi che si perpetuano da millenni sono già minacciati dal riscaldamento globale. E’ quanto emerge dal nuovo rapporto del WWF Pinguini e cambiamenti climatici lanciato oggi in tutto il mondo da Bali. "Quattro specie diverse, sulle quali incombe lo stesso rischio, un pianeta che ‘ribolle’" commenta in una nota Gianfranco Bologna, Direttore scientifico del WWF Italia "Sono i veri simboli dell’Antar-tide, ora costretti ad un adattamento forzato al cambiamento climatico che gli sottrae i terreni per la nidificazione e il krill per l’alimentazione ad un ritmo che non ha prece-denti". Il Pinguino imperatore – il più grande e maestoso pinguino del mondo – ha visto dimezzarsi l’estensione delle sue abituali colonie nell’ultimo mezzo secolo. Gli inverni sempre più miti e i venti sempre più forti hanno costretto i pinguini a crescere i propri piccoli su strati di ghiaccio più sottili. Negli ultimi anni, il ghiaccio ha cominciato a rom-persi troppo presto e moltissime uova e piccoli sono caduti in acqua prima che fossero in grado di sopravvivere in autonomia. La riduzione del ghiaccio marino, ridotta ad un’area inferiore del 40% rispetto a 26 anni fa al largo della penisola antartica, ha provocato la diminuzione della popolazione di krill, la principale fonte di cibo del Pinguino dell’Antartide. La popolazione di questa specie è diminuita dal 30% al 66% a seconda delle colonie e della disponibilità di cibo. Lo stessa cosa accade ai Pinguini papua, che più degli altri stanno subendo il declino degli stock di krill causato da una pesca intensiva. Nell’Antartide nord-occidentale, dove il riscaldamento è ancora più accentuato, la popolazione dei pinguini di Adelia è diminuita del 65% negli ultimi 25 anni. Non solo il cibo è diventato più scarso, ma la popolazione ha subito una invasione nei loro territori abi-tuali dei ‘cugini’ appartenenti papua e dell’Antartide, specie che amano temperature un po’ più miti. Le temperature più alte, inoltre, permettono all’atmosfera di trattenere più vapore acqueo, cosa che aumenta le precipitazioni nevose: un rischio per la sopravvi-venza dei pinguini di Adelia che hanno bisogno di terra libera dalla neve per allevare i loro piccoli. "La catena alimentare dell’Antartide, e di conseguenza la sopravvivenza dei pinguini e di molte altre specie, è legata al futuro dello strato di ghiaccio marino" con-clude Bologna "I ministri giunti a Bali da tutto il mondo, soprattutto quelli dei paesi industrializzati, devono trovare un accordo per ridurre drasticamente le emissioni di gas serra e proteggere l’Antartide che ormai vive una pressione fortissima a causa del riscaldamento globale".

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HO SOGNATO
Lawrence Ferlinghetti,
da Strade sterrate per posti sperduti, ottobre 1977

Moby Dick la Grande Balena Bianca
che nuotava battendo una bandiera
con su scritto
"Io sono quel che resta della Natura Incontaminata"
E Achab l’inseguiva su un motoscafo a reazione
con un cannoncino laser
e arpioni a razzo e cariche esplosive da superprofondità
e lanciafiamme al napalm
e vibratori subacquei elettrici
e tutta quanta la sanguinaria pomposa efficiente
tecnologia militar-politico-industrial-scientifica
della più grande civiltà
la terra abbia mai conosciuto
dedicata all’assoluta estinzione e
morte del nostro mondo naturale d’oggi
E Capitan Achab Capitan Morte Capitan Anti-Poesia
Capitan Scervellato Senza Volto Capitan Apocalisse
al timone della nave assassina della Morte
E le balene dagli occhi azzurri
esauste in fuga
ma che tuttavia cantano in branco…

> CINEMA

La marcia dei pinguini
Documentario del 2005 diretto da Luc Jacquet.
L’appassionante avventura del pinguino imperatore nella lotta per la vita contro l’inverno in Antartico
Il pinguino imperatore che vive nelle regioni antartiche è costretto a migrare per diversi mesi in determinate zone per riprodursi e allevare la propria prole. La marcia dei pinguini segue da vicino il viaggio di una colonia e successivamente una coppia di questi che affronta diverse marce affinché il piccolo possa resistere al freddo e alla fame del periodo successivo alla sua nascita. Il film ha tratti drammatici e mostra le sofferenze di questi particolari uccelli durante il loro ciclo riproduttivo, partendo dalla marcia che dall’oceano li porterà all’interno della regione ghiacciata. Qui si formeranno le coppie che si riprodurranno e attenderanno la nascita del loro unico uovo. A questo punto il padre del piccolo pinguino inizierà la covata mentre la madre tornerà all’oceano in una seconda marcia per rifocillarsi e fare provviste per la prole. Di ritorno troverà il pinguino già nato e lo nutrirà mentre il padre intraprenderà la marcia più dura: dovrà infatti tornare all’oceano per sfamarsi, dopo mesi di digiuno al gelo. Al ritorno troverà la famiglia ad attenderlo, dopodiché tutti i membri si separeranno intraprendendo la loro ultima marcia annuale di ritorno all’oceano.

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