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10 dicembre per i Diritti dell’Uomo: Rom = Uomo

10 Dicembre 2007

10 dicembre. 59esimo anniversario della Dichiarazione dei Diritti Umani. Un’occasione per testimoniare Rom (che vuol dire uomo) i più discriminati d’Europa e d’Italia, che dallo scorso 1 novembre sono sottoposti ad un vero e proprio Pogrom Istituzionale: la più tragica persecuzione etnica dal 1945 ad oggi.
Parlare di violazione dei Diritti Umani in Italia vuol dire parlare, in primis, dei Rom.
Agire a tutela dei Diritti Umani in Italia, vuol dire agire, in primis, a tutela dei Rom.
Operare per la Giustizia Sociale in Italia vuol dire, in primis, operare a Giustizia dei Rom.

SOMMARIO:
- La dichiarazione dei Diritti Umani
- I Diritti violati dei Rom
- I Rom discriminati d’Italia e nei "campi nomadi"
- La discriminazione diventa "pogrom"
- Appendice: i Rom falso problema

>> LA DICHIARAZIONE DEI DIRITTI UMANI
NOI, POPOLI DELLE NAZIONI UNITE

La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani: il primo articolo di Romano Lil
Romano Lil, 31 dicembre 2005
Noi, popoli delle Nazioni Unite, decisi
a salvare le future generazioni dal flagello della guerra, che per due volte nel corso di questa generazione ha portato indicibili afflizioni all’umanità,
a riaffermare la fede nei diritti fondamentali dell’uomo, nella dignità e nel valore della persona umana, nella uguaglianza dei diritti di uomini e donne e delle nazioni grandi e piccole,
a creare le condizioni in cui la giustizia ed il rispetto degli obblighi derivanti dai trattati e dalle altri fonti del diritto internazionale possano essere mantenuti,
a promuovere il progresso sociale ed un più elevato tenore di vita in una più ampia libertà,
… abbiamo risoluto di unire i nostri sforzi per il raggiungimento di tali fini".
(dal preambolo dello Statuto delle Nazioni Unite)

- METTERE IN CAMPO L’UMANITA’
La celebrazione di questo evento fondamentale nella storia della comunità internazionale dovrebbe essere l’occasione per stimolare una riflessione ampia e approfondita sullo stato attuale della promozione e della protezione dei diritti umani per favorire ulteriori progressi nel riconoscimento e nella tutela di questi diritti e per intensificare l’informazione e l’educazione in questo campo.
A distanza di 60 anni infatti, quei trenta, fondamentali articoli, che sanciscono i diritti inalienabili dell’uomo (dalla salute all’educazione, dal nutrimento alla partecipazione alla vita pubblica…) sono ancora al centro di tante, troppe violazioni in molte parti del mondo, a partire dal nostro Paese.
Occorre ripartire e dare voce ai Diritti Umani. Rimetterli al centro dell’informazione e dell’agire politico. Non servono vuote, retoriche, ipocrite celebrazioni, occorre osservare la realtà in cui viviamo: vedere – con gli occhi del cuore, le persone che ancora oggi sono private dei loro fondamentali diritti. E prendere coscienza della nostra cor-responsabilità. Ed agire a nostra difesa e tutela per produrre giustizia e libertà.

>> I DIRITTI VIOLATI DEI ROM
I Rom, secondo i monitoraggi della comunità Europea, continuano -anno dopo anno, ad essere la minoranza più discriminata e sottoposta ad atti di violenza razziale.
I Rom, in Italia, unici prigionieri nei "campi di concentramento" del duemila.
I Rom restano la priorità emergenziale per attivare i Diritti e la Giustizia Sociale.

- I DIRITTI VIOLATI DEI ROM DALLA DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DELL‘UOMO
La Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, è stata adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948. Nel preambolo si stabilisce "che il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo". Riconoscimento della dignità a prescindere dalla razza, sesso, età, nazionalità, o da un permesso di soggiorno rilasciato dalla Questura di uno Stato.
I Diritti violati Rom dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, 10 dicembre 1948:
art.1, tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali per dignità e diritti;
art.3, ogni persona ha diritto alla vita, alla libertà, alla sicurezza della propria persona;
art.5, nessun individuo potrà essere sottoposto a trattamento inumano o degradante;
art.7, diritto di eguaglianza e di non discriminazione;
art.13, diritto di movimento nel territorio;
art.15, ogni individuo ha diritto ad una cittadinanza;
art.22, diritto alla sicurezza sociale;
art.23, diritto al lavoro (previsto anche dalla Costituzione Italiana);
art.24, diritto al riposo ed allo svago;
art.25, diritto ad un decoroso tenore di vita;
art.26, diritto all’istruzione;
art.27, diritto di partecipare alla vita culturale della comunità. 

- CONVENZIONE INTERNAZIONALE SUI DIRITTI DELL’INFANZIA
Approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, 20 novembre 1989
Il rispetto dei diritti di ogni bambino è solennemente sancito dalla Convenzione interna-zionale sui diritti dell’infanzia (1989). L’Italia ha ratificato la Convenzione il 27 maggio 1991 con la legge n.176. In quanto dotata di valenza obbligatoria e vincolante, la Convenzione del 1989, obbliga gli Stati che l’hanno ratificata a uniformare le norme di diritto interno a quelle della Convenzione e ad attuare tutti i provvedimenti necessari ad assistere i genitori e le istituzioni nell’adempimento dei loro obblighi nei confronti dei minori. Anche i genitori rom.
Secondo la definizione della Convenzione sono "bambini" (la parola inglese "children", an-drebbe tradotta in "bambini e adolescenti") le persone di età inferiore ai 18 anni (art. 1), il cui interesse deve essere tenuto in primaria considerazione in ogni circostanza (art. 3).

Per quanto riguarda i minori Rom, soprattutto quelli sgomberati dagli insediamenti abusivi e quelli nei "campi nomadi" comunali, l’Italia, firmataria della Convenzione, dovrebbe tutelare il diritto alla vita (art. 6), nonché il diritto alla salute e alla possibilità di beneficiare del servizio sanitario (art. 24)…

 

- LA CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELL’UOMO
I Rom sgomberati senza alternativa residenziale possono fare ricorso, alla Corte europea, a Strasburgo, denunciando le autorità competenti per violazione dei diritti umani.
Consiglio d’Europa: Convenzione europea dei diritti dell’uomo del 1950.

- LA COSTITUZIONE NEGATA AI ROM
Costituzione della Repubblica Italiana
Articolo 3 – Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Articolo 4: La Repubblica riconosce e tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Articolo 6: La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.
Art. 11: L’Italia ripudia la guerra comune strumento di offesa alla libertà degli altri popoli.

 

>> ITALIA: IL PAESE DEI "CAMPI DI SEGREGAZIONE ETNICA" DEI ROM"
In tutta Europa l’Italia è conosciuta come "il paese dei campi", l’unica nazione che per-petua una politica di segregazione etnica con l’internamento di intere famiglie nei cosid-detti "campi nomadi". Nati negli anni settanta del secolo scorso, da contenitori di uma-nità in risposta ad una emergenza si sono trasformati in campi di concentramento stabili ed Istituzionali: nuovi "zigeuner lager" dove non c’è bisogno di "soluzione finale" perché i Rom e Sinti vi muoiono di "incidenti", di malattia, di diritti negati, di esclusione continua e determinata dall’accesso al lavoro, alla casa, alle cure sanitarie, di perdita dei pochi diritti di cittadinanza… di induzione alla devianza ed alla criminalità. La speranza di vita alla nascita nei "campi nomadi" è inferiore di trent’anni ai residenti nelle case.

- CAMPI NOMADI PRODUTTORI DI MORTE
I "campi nomadi" sono campi di concentramento, di "segregazione etnica", per Rom e Sinti, vittime e prigionieri di una guerra che perdura da cinquecento anni. Per il solo fatto di esistere i "campi nomadi", producono morte "sociale", civile, colposa, dolosa, preterintenzionale, premeditata, istituzionale.
Il problema non sono le persone e la devianza, da dirimere con presidi di Polizia e coi "patti", ma i "campi". Le operazioni di polizia, che cercano di "normalizzare" i campi risolvono un aspetto ma non il "problema", curano il sintomo – non la causa. I "campi" sono da reprimere, e chiudere, con redistribuziona abitativa nelle case, non le persone.

- RISOLUZIONI INTERNAZIONALI DI CONDANNA DEI "CAMPI NOMADI"
Il Relatore Speciale ONU relaziona, nel 2006, che é l’intera società italiana a presentare "pro-fonde tendenze alla xenofobia", "particolarmente discriminate sono le popolazioni Rom e Sin-ti": Ma già nell’anno 2000 il Comitato per l’Eliminazione delle Discriminazioni dell’ONU definiva i "campi nomadi" come "un mix tra le favelas e i campi di concentramento". Secondo l’ONU un terzo dei Rom/Sinti d’Italia (in tutto circa 150mila persone) sono segregati nei campi nomadi.

Decennali sono gli inviti anche del Consiglio d’Europa a ridurre la discriminazione verso i Rom/Sinti ed a riconoscere loro lo status di minoranza etnica. I monitoraggi del Consiglio d’Europa rilevano di anno in anno che i Rom/Sinti sono le popolazioni più discriminate e sottoposte ad atti di violenza razziali del Continente, e le Commissioni del Consiglio da anni condannano l’Italia paese dei "campi" (l’unica nazione d’Europa che ne mantiene l’esistenza) e "raccomandano", da anni ed anni, di smantellare i campi nomadi, "l’emblema della segrega-zione razziale per eccellenza", secondo la definizione dell’ European Roma Right Center. 

- I "campi nomadi" condannati dal Consiglio d’Europa
Archivio Romano Lil, 28 maggio 2006
IL COMITATO EUROPEO PER I DIRITTI SOCIALI:
"L’Italia viola sistematicamente, con politiche e prassi, il diritto di Rom e Sinti all’alloggio"
24 Aprile 2006, Roma, Strasburgo, Budapest. In una decisione resa pubblica oggi, il Comitato Europeo per i Diritti Sociali ha deciso che l’Italia sistematicamente viola, con politiche e prassi, il diritto di rom e sinti ad un alloggio adeguato: "Le politiche abitative per rom e sinti puntano a separare questi gruppi dal resto della società italiana e a tenerli artificialmente esclusi. Bloccano qualsiasi possibilità di integrazione e condannano i rom a subire il peso della segregazione su base razziale. In numerosi insediamenti di rom e sinti si riscontrano condizioni abitative estremamente inadeguate, che sono una minaccia per la salute e per la stessa vita dei residenti nei campi".
-
Rom e Sinti i più discriminati in Italia: rapporto Europeo

Romano Lil, 14 ottobre 2007

Bruxelles, ottobre. Secondo il rapporto dell’agenzia europea Enar, sulla discriminazione in Europa nel 2006, tra i gruppi più a rischio di discriminazione in Italia ancora al primo posto le popolazioni Rom e Sinte. "La segregazione territoriale della popolazione rom nei campi nomadi si è riproposta nel corso del 2006 in misura ancora più grave", spiega l’Enar, ed all’interno di queste popolazioni la situazione delle donne e dei minori è pure peggiorata.

- Cresce il razzismo in Europa e colpisce Rom e Immigrati

Romano Lil, 31 agosto 2007

Bruxelles 27 agosto. Il razzismo e la discriminazione razziale sono aumentati in Europa e colpiscono soprattutto Immigrati e Rom. Lo rivela il "Rapporto su razzismo e xenofobia" presentato oggi all’Europarlamento di Bruxelles dall’Agenzia europea per i diritti fondamentali con sede a Vienna (FRA).

- Italia xenofoba e razzista secondo l’ECRI
Romano Lil, 3 maggio 2007
Roma 3 maggio. Combattere razzismo e xenofobia nel discorso pubblico, rafforzare il quadro legislativo contro le discriminazioni e tutelare i diritti delle minoranze rom e sinti. L’ECRI, com-missione del Consiglio d’Europa, presenta il terzo rapporto sull’Italia. Al Governo chiede di ra-tificare le convenzioni internazionali, sradicare l’incitamento all’odio razziale dal dibattito poli-tico, dai media e dallo sport e riformare la legge sull’immigrazione. La situazione fotografata dal rapporto è aggiornata al 16 dicembre 2005, ma – ha dichiarato Walter Irvine (Alto com-missariato delle Nazioni unite per i rifugiati)- "le raccomandazioni all’Italia sono attualissime".
- Italia xenofoba e razzista verso Rom e Sinti: rapporto ONU
Romano Lil, 15 marzo 2007
Ginevra, 13 marzo. "La società italiana – secondo il rapporto del relatore Speciale delle Nazioni Unite – affronta un’inquietante tendenza alla xenofobia e lo sviluppo di manifesta-zioni di razzismo che colpiscono principalmente le comunità Sinti e Rom che sono "il grup-po etnico che affronta la discriminazione più pesante nell’alloggio, nell’istruzione, nella sanità, così come nell’occupazione e soffrono dalla violenza razzista. Fino a un terzo della popola-zione di Sinti e Rom è segregato dal resto della società in accampamenti autorizzati e non".
- La relazione del Relatore Speciale ONU in Italia
Romano Lil 16 ottobre 2006
Roma, 13 ottobre, palazzo della Fao. Doudou Diène, "Relatore Speciale" per i Diritti Umani dell’ONU, relaziona sulla sua visita di cinque giorni in Italia: é l’intera società italiana a presentare "profonde tendenze alla xenofobia", "particolarmente discriminate sono le popolazioni Rom e Sinti". La legge "Bossi-Fini" è "ispirata dalla filosofia di scontro di civiltà" e "incita alla discriminazione e alla criminalizzazione degli immigrati". Il rapporto completo su discriminazione e razzismo in Italia sarà presentato all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il prossimo 6 novembre.

 >> LA DISCRIMINAZIONE DEI ROM DIVENTA PERSECUZIONE – POGROM

Pogrom per indicare le azioni violente contro la proprietà e la vita di appartenenti a minoranze politiche, etniche o religiose. Pogrom per definire la criminalizzazione dei Rom, le sommosse popolari, le devastazioni dei loro aver, le espulsioni dalle città e dalla nazione.

Col Decreto – legge n.181 -espulsioni cittadini comunitari (Rom e Romeni) dell’1 novembre 2007, la persecuzione dei Rom in Italia assume i contorni di un vero e proprio "pogrom" sociale e istituzionale.

Decine le condanne internazionali del decreto-legge: ONU, Parlamento Europeo, ONG inter-nazionali, Associazioni e Comunità europee ed italiane, Politici ed Intellettuali, Giuristi e Pe-nalisti Italiani. Condanne ed appelli contro un decreto-legge che è solo l’ultima norma di un Governo che dal 18 maggio 2007 ha lanciato l’"allarme rom", istigando e alimentando odio razziale e xenofobia. A difesa di una sicurezza sociale che sarebbe in pericolo nonostante lo stesso Ministero dell’Interno, nei suoi rapporti annuali, abbia monitorato che gli atti criminali sono in ribasso rispetto agli anni precedenti. Un portato di questo "allarme rom" sono l’ordi-nanza contro i lavavetri (Rom Romeni) del comune di Firenze (agosto), le varie ordinanze contro l’accattonaggio e quella che nega la residenza ai Comunitari poveri del comune di Cittadella (novembre).

 

 - ALCUNI ESEMPI DI CONDANNA DEL DECRETO-LEGGE n.181, varato l’1 novembre 2007 ed approvato dal Senato il 6 dicembre
- Human Rights Watch, organizzazione internazionale a difesa dei diritti umani, condanna l’Italia per la violazione dei diritti umani dei Rom. 8 novembre.
- Il Parlamento Europeo approva una risoluzione sulla libera circolazione dei cittadini co-munitari critica all’Italia del decreto-legge contro i Romeni. Strasburgo, 15 novembre.
- ERIO, ufficio europeo a tutela dei Rom, esprime preoccupazione per il decreto legge sull’espulsione dei Rom Romeni ed invita il governo italiano a revocarlo urgentemente perché non è conforme alle norme internazionali sui Diritti Umani. Bruxelles, 16 nov.
- ENAR: "Il decreto italiano alimenta razzismo verso i rom e xenofobia". Bruxelles, 9 nov.
- UCPI. L’Assemblea Nazionale dei Penalisti italiani, UCPI, ha ribadito la propria dura contestazione alle norme contenute nel c.d. pacchetto sicurezza, che "contiene tante violazioni della Costituzione in modo indiscutibile e grave". Roma, 23 novembre.

 

-POGROM NAZIONALE

 Pogrom Italiano dei Rom
Archivio Romano Lil, 30 novembre
SPECIALE. Dal "pacchetto sicurezza" del 30 ottobre e dal "decreto-legge" espulsione Romeni, del 31 ottobre, la persecuzione dei Rom diventa un ‘pogrom’ nazionale, il peggiore dal 1945: blitz, controlli ed espulsioni dai ‘campi nomadi’, devastazioni di insediamenti abusivi e cacciata degli abitanti, ronde, pattuglie ed aggressioni ai residenti.

 

>>I ROM COME CAPRO ESPIATORIO

- L’ITALIA DEL "BENESSERE"
Sei Regioni Governate dalla mafia (camorra – n’dragheta – o’ sistema – sacra corona unita), le altre dalla Partitica-Clientelare che ne è il retroterra culturale, il Lavoro Nero, i Morti sul Lavoro (cinque morti al giorno), il più alto tasso di Evasione Fiscale d’Europa (il 27% della ricchezza nazionale), la Speculazione Edilizia, la Strage di Strada (18 morti e 600 feriti al giorno), lo Sterminio per Droga di Stato (26 mila morti all’anno per alcool), la Violenza sulle Donne (una su tre vittima di abusi), la Schiavitù Familiare di 400 mila "badanti" irregolari, la Rinascita del Craxismo, il Sistema Vallettopoli, il Sistema Quizzopoli, la Violenza della Polizia a Genova, la Mala-Sanità, il Degrado Ambientale prodotto dalle Istituzioni (vedasi Campania), le nubi di Cocaina a Roma, la Violenza negli Stadi di calcio esportata nelle strade, il Sistema Calciopoli, la Bonifica dell’Amianto fuorilegge dal 1992, il Mistero su Piazza Fontana e Ustica, i Risarcimenti mancati per i crimini di guerra in Africa Orientale Italiana nel 1936 (bombe a gas tossici-iprite)…

 I ROM COME FALSO PROBLEMA
Una quota di razzismo è strutturale alla società dei consumi (che consuma e narcotizza le coscienze) e gli "zingari" sono al primo posto nella discriminazione razzista e xenofoba (in Europa ed in Italia), un vero e proprio capro espiatorio, ma anche falso problema per deviare le istanze di giustizia sociale. I Rom, marchiati da pre-giudizi plurisecolari, come capro espiatorio a fagocitare i più bassi istinti sociali: i sussulti di scarico di una società sempre più narcotizzata dal consumismo, il falso problema su cui si sfoga un bisogno di sicurezza che dovrebbe essere rivolto alla partitica-clientelare, alla ingiustizia crescente verso l’Ambiente ed il Sud del mondo.
L’Italia fa parte di quel "sistema occidentale" – il 18%, che per il proprio "benessere" usa, saccheggia, consuma e spreca oltre l’80% delle risorse del Pianeta. L’1% dei più ricchi possiede il 40% della ricchezza mondiale, il 10% ne detiene l’85%; il 50% più povero della popolazione adulta fruisce dell’1% della ricchezza globale. Le duecento famiglie più ricche della Terra hanno un reddito complessivo pari a quello di tre miliardi di persone più povere. Oltre un miliardo di persone soffrono la fame che falcia trenta milioni di individui all’anno. In futuro il divario tra paesi ricchi e paesi poveri si allargherà sempre di più.
I "patti di sicurezza", avviati il 18 maggio 2007 dal Ministero dell’Interno, hanno sancito un "allarme sociale" rappresentato soprattutto dai Rom: da alcune decine di migliaia di persone che vivono in situazioni di emergenza umanitaria. Un’emergenza delegata ad azioni di Polizia e non alla Protezione Civile. 

 - IL PROBLEMA E’ LA POVERTA’ SOCIALE, NON I POVERI
Il problema non sono i nuovi poveri - i "rom dei campi nomadi", i micro-delinquenti, gli irregolari indigenti, le prostitute, gli abusivi. Il problema è la povertà da ridurre con politiche sociali, i campi nomadi da smantellare per condizioni di vita "civili" – non espellendo le persone in Romania o in insediamenti più nascosti, la devianza sociale da prevenire con progetti di pacificazione sociale e riduzione dei conflitti. Non è milita-rizzando o distruggendo i ‘campi nomadi’, con espulsione – incarcerazione – clandesti-nizzazione dei residenti che si risolve il problema. Il problema si potrebbe risolvere con lo smantellamento dei ‘campi’ e l’integrazione sociale e ‘civile’ dei residenti.
Non è militarizzando le stesse povertà e devianze appositamente prodotte che si risol-vono i conflitti sociali: si producono – invece – malattia, miseria e povertà spirituale.
I conflitti sociali si riducono e prevengono con politiche di giustizia sociale, con distribu-zione equa delle risorse, con l’educazione alla differenza ed alla pace: con vera produ-zione di ricchezza e benessere sociale. Per vivere in-sieme e non sopra-vivere se-parati.

- I COSTI DELLA SEGREGAZIONE
Le politiche di emarginazione e repressione verso i poveri ed i Rom, producono miseria sociale e hanno costi molto più onerosi che non i progetti di integrazione. Agitano il fan-tasma della paura verso i poveri per anestetizzare il panico di una Società Occidentale che per sopravvivere e produrre "benessere", l’Italia, all’ottavo posto nella graduatoria mondiale, sta producendo la sua stessa morte (effetto-serra, surriscaldamento globa-le…). e politiche di integrazione sociale sono benefiche e bio-dinamiche, sono meno costose in termini economici, e producono ricchezza umana: la giustizia sociale come il sale della vita ad insaporire un minestrone fatto di differenze etniche. A produrre "sistema" reale.

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