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Pogrom dei Rom in Repubblica Italiana

4 Dicembre 2007

Italian Pogrom. Roma, Milano, Fiumicino, Caserta, Foggia, Alghero, Messina, Ancona Bologna: demolite baraccopoli – per la gente è pericolo rom – sgomberate baracche nel bosco – sgomberati campi nomadi per motivi igienico-sanitari – muore folgorato dalla corrente elettrica in campo rom – fumi inquinanti dai campi nomadi – si dileguano i nomadi – sgomberati i nomadi – controlli a tutto campo.

> POGROM
Pogrom è un termine storico di derivazione russa con cui vengono indicate le sommosse popolari antisemite e le successive devastazioni avvenute soprattutto al tempo degli Zar di Russia. Più in generale, con pogrom si intendono le azioni violente contro la proprietà e la vita di appartenenti a minoranze politiche, etniche o religiose.

>> CRONACHE DI ORDINARIA PERSECUZIONE 

- Roma: demolita la baraccopoli dei nomadi a Saxa Rubra

Roma Città, 20 novembre

Sono state sgomberate le baraccopoli dei nomadi sorte nei pressi di Saxa Rubra, a ridosso degli svincoli della Flaminia verso Prima Porta. Ad annunciarlo è stato il vicepresidente del Consiglio regionale del Lazio, Bruno Prestagiovanni, e il consigliere provinciale di An Andrea Simonelli. "A questo punto – hanno commentato Prestagiovanni e Simonelli – occorre che la Regione si attivi immediatamente per la riqualificazione".

Milano hinterland

- I campi rom del magentino: per la gente sono un pericolo

CronacaQui.it, 17 novembre

MAGENTA (17/11/2007) – Pericolo rom a Corbetta
Furti ovunque nel magentino. Di chi è la colpa? Dei rom, ovviamente. E’ il commento unanime della gente. A Boffalora gli ultimi episodi hanno scatenato l’ira di molti che chiedono provvedimenti immediati e maggiori poteri ai sindaci. Gli accampamenti sono spuntati negli ultimi anni come funghi soprattutto a Corbetta dove è in atto una feroce battaglia giudiziaria tra il Comune e due accampamenti a Battuello e Castellazzo dè Stampi dove i Rom di nazionalità macedone hanno acquistato il terreno e costruito abusivamente. 
"Non ce ne andremo mai – hanno detto a più riprese – prima ci dicono di farci una casa e quando la costruiamo ci dicono di buttarla giù". Il probalema è proprio questo: i rom hanno acquistato con regolare contratto un terreno a destinazione agricola sul quale non si può costruire. Una recente sentenza del Tar ha dato ragione ai rom per un vizio di forma e quindi al Comune non resta altro da fare che rimboccarsi le maniche e ricominciare la trafila giudiziaria dall’inizio. 
Gli altri accampamenti: Magenta, Boffalora, Marcallo
Ci sono campi Rom anche a Boffalora e a Marcallo. A Magenta è presente un solo accampamento di roulottes abitato però esclusivamente da italiani. Si trova in strada Mainaga, nella frazione di Pontevecchio e chi ci vive non vuole essere additato come responsabile delle innumerevoli incursioni nelle villette della zona: "Non abbiamo niente a che fare con i furti – si difendono i membri della famiglia Fulle che da anni sono accampati a Pontevecchio – anzitutto noi non siamo Rom, ma italiani a tutti gli effetti, anche se sui documenti compare la scritta ‘senza fissa dimora’". 
Si tratta di una quindicina di persone che parlano uno spiccato dialetto magentino e vivono su terreno del Comune in condizioni igieniche precarie, senza container da poter usufruiire come doccia, in un luogo dove il degrado la fa da padrone: "Quando avviene un furto nella nostra zona – continuano – vengono da noi e minacciosamente ci chiedono se ne sappiamo qualcosa. E’ sempre così e non è giusto. Noi siamo perfettamente integrati a Pontevecchio dove tutti ci conoscono, lavoriamo, raccogliamo rottami e non rubiamo".

Fiumicino – Roma: abbattute cinque baracche, sgomberati i dieci romeni

- NOMADI: SGOMBERATI DUE INSEDIAMENTI DI NOMADI IN BOSCO

Ansa.it, 16 novembre

FIUMICINO – ROMA, 16 NOV – Con intervento congiunto, carabinieri e polizia municipale, questa mattina, hanno proceduto allo sgombero delle persone che occupavano due insediamenti formati da 5 baracche, a Fregene. Le baracche, che sono state abbattute, erano state allestite all’interno della macchia mediterranea adiacente via Cesenatico e via Maratea. "L’Arma dei carabinieri – informa il sindaco di Fiumicino, Mario Canapini – alla quale va il nostro apprezzamento per l’attività di prevenzione e repressione che svolge, da alcuni giorni aveva individuato la presenza di una decina di rumeni nei due campi, all’interno dei quali non è stata trovata refurtiva. Con tempestività, avuta la segnalazione, ci siamo attivati per abbattere le strutture fatiscenti immediatamente dopo lo sgombero. Le operazioni si sono concluse questa mattina senza incidenti".

Caserta – Sgomberati tre campi nomadi a Succivo: abbattute venti baracche, allontanate sedici roulottes ed ottanta persone

- SGOMBERATO CAMPO NOMADI NEI PRESSI DELLA TAV

Pupia, 15 novembre

SUCCIVO. Continua senza sosta in tutto l’agro aversano, al di là degli ultimi recenti avve-nimenti di violenza, come l’omicidio a Roma di Giovanna Reggiani, l’attività di individuazione e sgombero dei campi nomadi abusivi esistenti sul territorio dell’agro aversano.

E’ di questa mattina una vasta operazione, a conclusione di una serie di attività di monito-raggio, lo sgombero di tre campi nomadi abusivi nel territorio del comune di Succivo. Attività portata a termine dal personale del Commissariato P.S. di Aversa unitamente a militari della Stazione CC. di Sant’Arpino e personale della Polizia Municipale di Succivo. I campi erano ubicati nei pressi dei viadotti della linea T.A.V.  proprio a Sant’Arpino, dove era stata rilevata la presenza di numerose baracche di legno abusivamente costruite, occupate da circa 80 nomadi provenienti dalla ex Jugoslavia.

 "L’intensificazione delle azioni di controllo dei campi nomadi presenti sul territorio – ha dichiarato il dirigente del commissariato di Aversa Antonio Sferragattaè stata resa necessaria dalla recrudescenza dei reati contro il patrimonio anche di natura predatoria, nonché dalle segnalazioni da parte della Rete Ferroviaria Italiana di ricorrenti furti di cavi di rame e dalle numerose lamentele pervenute negli ultimi mesi da parte di centri commerciali". L’attività di controllo del territorio ha consentito, nella mattinata odierna di completare lo sgombero dei tre insediamenti  nomadi e di far allontanare sedici roulottes, ugualmente occupate da nomadi. Le operazioni si sono completate con l’abbattimento delle venti baracche di legno abusivamente costruite dai no-madi  a cura di una ditta incaricata dall’Ufficio Tecnico del Comune di Succivo, che provvederà anche alla bonifica del sito. Nell’operazione sono stati impiegati ben trenta persone tra agenti di polizia del commissariato di Aversa e carabinieri della stazione di Sant’Arpino.

- Foggia: rumeno muore folgorato dalla corrente elettrica

Al campo nomadi di via San Severo

Teleradioerre, 14 novembre. Di Tatiana Bellizzi

Foggia. Muore folgorato mentre tenta di allacciarsi abusivamente ad una palo della luce. E’ accaduto la scorsa notte in un campo nomadi di via San Severo, la vittima di questa tragica fatalità è un rumeno di 44 anni. Ad accompagnare l’uomo al pronto soccorso degli ospedali Riuniti di Foggia un gruppo di straniero. Il rumeno presentava lungo tutto il corpo numerose bruciature causate da folgorazione. I medici del nosocomio foggiano altro non hanno potuto fare che costatarne il decesso. Dai primi accertamenti compiuti dagli agenti di polizia della Questura di Foggia lo straniero è morto mentre, con un filo elettrico, cercava di appropriarsi di corrente elettrica da un palo della luce. Più volte, si vocifera, che il rumeno avesse chiesto ai suoi connazionali una scala per effettuare l’allaccio; scala, evidentemente, mai ricevuta. Intanto da questa mattina la polizia ha provveduto allo sgombero di due campi nomadi, quello di via Sprecacenere e di via San Severo, teatro, appunto, della tragedia. 17 in tutto le baracche presenti in entrambi gli accampamenti di fortuna, dove inesistenti erano i servizi igienico-sanitari. 33, invece, gli stranieri che vi risiedevano, tra cui 17 minori, subito affidati ai servizi sociali del comune di Foggia per ricevere le prime cure, e 16 adulti tutti accompagnai in questura per l’identificazione.

- "Fumi inquinanti dal campo nomadi"

"Al calar della sera vengono accesi diversi roghi, che i nomadi utilizzano per lavorare il rame, da cui si elevano diverse colonne di fumo"

Alghero notizie, 12 novembre. Stefano Idili

ALGHERO – Le cronache delle ultime settimane hanno riportato alla ribalta un problema presente in diversi comuni italiani, Alghero compreso. I campi nomadi. Per degli accordi internazionali so-vranazionali le Regioni debbono offrire ospitalità a queste popo-lazioni realizzando delle aree attrezzate.
Ma dopo gli ultimi fatti accaduti a Roma c’è stato un giro di vite. Sabato, ad Alghero, come in altri centri della Provincia, i Carabinieri hanno svolto  accertamenti nel campo per veri-ficare lo stato dei luoghi e controllare i rom presenti. Per adesso sembra non siano state riscontrati atti illeciti, se non quelli ambientali di cui più volte ci siamo occupati e, nell’ultimo consiglio comunale, anche il consigliere comunale, Gavino Tanchis, ha posto attenzione sul problema.
"Al calar della sera vengono accesi diversi roghi, che i nomadi utilizzano per lavorare il rame, da cui si elevano delle colonne di fumo altamente inquinanti e tossiche che si diffondo lungo tutta l’area circostante", ha spiegato Tanchis. Il disagio maggiore lo vivono le strutture ricet-tive, situate a pochi metri, ma anche la vicina borgata di Fertilia. Qui il comitato di quartiere più volte ha segnalato il malessere delle vicinanza del centro giuliano al campo nomadi. Oltre tutto posizionato su un importante arteria trafficata anche da chi si dirige all’aeroporto.
Una nuova ubicazione per gli zingari può essere la soluzione ad alcuni problemi. Negli ultimi tempi su tale argomento sono nate delle polemiche piuttosto sterili. Infatti, come del resto chiede la comunità giuliana, ma non solo, è giunto il momento che si attui uno sgombero dalla pineta dell’arenosu. Per il nuovo campo la Regione, già da tempo, ha stanziato 200mila euro, che serviranno per attrezzare l’area. Lo spazio individuato dal Comune è situato poche centinaia di metri più avanti, verso Santa Maria La Palma.

- MESSINA – SI DILEGUANO I NOMADI DEL "MARGHERITA"

Dopo l’abbandono da parte degli "abusivi", che avevano trasformato l’ex ospedale in un bidonville, il prefetto Alecci ne ha disposto la continua sorveglianza. Sarà l’Ausl a provvedere alla sua pulizia e vigilanza

Nettuno Press, 10 novembre 2007

Il caso dell’ex ospedale "Regina Margherita", trasformato in un ghetto, è approdato ieri al comitato per l’ordine pubblico. Durante l’incontro, a cui hanno preso parte anche il prefetto Alecci, il questore Santi Giuffè ed il direttore generale dell’Usl 5 Salvatore Furnari, è emersa la natozia dell’abbandono degli ex padiglioni sanitari da parte dei nomadi che vi si erano istallati, dunque, almeno per ora non ci sarà bisogno di uno sgombero forzato. In ogni caso, tutte le forze di polizia inseriranno il complesso immobiliare fra gli obiettivi sensibili sui quali attuare continua sorveglianza anche con ronde interne. Intanto si aspettano risposte su quale sarà il futuro destino della dell’ex nosocomio che potrebbe diventare o un centro di riabilitazione o l’edificio tornerà alla Regione. Nel frattempo, sarà compito dell’Usl provvedere alla sua pulizia e ad istituire una squadra di vigilanza che si adopererà al controllo dei locali, tutti i giorni dalle 18 alla mattina.

- SGOMBERATI  CAMPI NOMADI AD ANCONA

Irruzione nel covo dei romeni. Sgomberato rifugio dei disperati

Da Il Resto del Carlino, 7 novembre
Ancona, 7 novembre 2007 - E’ scattato ieri mattina, a partire dalle 7, un blitz per il controllo e lo smantellamento degli accampamenti abusivi di immigrati, portato avanti dai carabinieri di Falconara e di Montemarciano che hanno individuato ed identificato 3 uomini romeni senza fissa dimora. L’operazione si è concentrata lungo la fascia costiera dei due territori comunali, spesso meta di immigrati senzatetto, portando i militari a verificare le condizioni dei casolari di campagna ormai disabitati che sorgono lungo la statale Adriatica, fino ad arrivare ai capannoni abbandonati della ex Montedison. Proprio qui sono stati individuati i romeni, che i militari hanno accompagnato in questura per l’identificazione. Uno dei tre è risultato pregiudicato per reati contro il patrimonio e rischia l’espulsione in base al nuovo decreto.
Il fenomeno degli accampamenti abusivi di immigrati, prevalentemente di origine romena, all’interno dell’ex industria chimica di Falconara era emerso in tutta la sua drammaticità anche nel giugno scorso, quando 5 persone appena arrivate dalla Romania erano finite all’ospedale in seguito ad una rissa con alcuni connazionali che avevano occupato le costruzioni fatiscenti della vecchia Montedison. Il gruppo di romeni ‘stanziali’ aveva infatti accolto a sprangate i nuovi arrivati, che chiedevano un posto letto all’interno dell’ex sito industriale. L’episodio aveva spinto la questura di Ancona a sgomberare per l’ennesima volta i capannoni con un blitz organizzato nella giornata successiva, mentre i proprietari del sito avevano provveduto a mettere gli edifici in sicurezza per ostacolare nuovi insediamenti.
E in effetti chi lavora in zona ha notato, negli ultimi mesi, un attenuarsi del fenomeno. Se fino alla scorsa primavera i romeni arrivavano ogni sera a frotte ed erano notati anche da chi frequenta la spiaggia antistante mentre attraversavano le rotaie per entrare nei vecchi capannoni, recentemente gli avvistamenti all’interno del sito si sono fatti più sporadici, anche se alcuni residenti continuano ad essere testimoni di arrivi di massa: spesso i romeni sono visti scendere da grossi pullman, che si fermano proprio nella zona di Rocca Priora.

- BOLOGNA -SGOMBERATI 22 IMMIGRATI ROMENI
IL QUESTORE: ‘CONTROLLI A TUTTO CAMPO’

Si tratta di 15 uomini, tra cui un minore, e di 7 donne. Dopo i controlli la polizia ha proposto l’espulsione per 7 di loro. Nel pomeriggio controllati altri accampamenti alle Roveri, dove però gli agenti non hanno trovato nessuno

Il resto del carlino Bologna, 3 novembre

Bologna, 3 novembre 2007 - Ventidue romeni, accampati con una tendopoli in via dell’Ospedale a Bologna, dietro all’Ospedale Maggiore, sono stati sgombrati dalla polizia e portati in questura per dei controlli. Gli immigrati saranno prima identificati e poi verrà valutata la loro destinazione. Si tratta di 15 uomini, tra cui un minore, e di 7 donne. All’operazione hanno partecipato cinque volanti, per un totale di 10 agenti.

Dopo alcuni controlli, la polizia ha proposto l’espulsione per sette immigrati, di cui due donne. A questo punto la decisione spetta al prefetto.  Si tratta di romeni che, avendo precedenti penali, sono stati accompagnati in questura per ulteriori controlli.

Diversa la sorte per altri 15 connazionali che, essendo incensurati, hanno dovuto lasciare gli alloggi di fortuna in cui vivevano, alle spalle dell’ospedale Maggiore, ma senza alcun provvedimento.

Nel pomeriggio gli agenti hanno controllato altri accampamenti abusivi alle Roveri, nella zona industriale della citta’: in particolare gli alloggi in via dell’Elettricista e in via della Cooperazione, dove pero’ non sono state trovate persone.   

IL QUESTORE: CONTROLLI A TUTTO CAMPO

Non solo sgomberi, le forze di polizia bolognesi ora riprendono in mano le vecchie carte e cercano i gli stranieri comunitari con precedenti penali che prima di oggi non potevano essere espulsi. "Stiamo spulciando dagli archivi le posizioni delle persone con precedenti penali che possono essere espulse", spiega il questore di Bologna Francesco Cirillo, stamane a margine della conferenza stampa di presentazione delle opere d’arte recuperate dai Carabinieri.

Mentre la Questura rende noto lo sgombero di stamattina, il questore conferma che sia "questa mattina che oggi pomeriggio proseguono i controlli esterni ed interni, nei campi nomadi, ma anche in varie zone della citta’". Sotto l’occhio della polizia, ora che il nuovo decreto permette l’espulsione dei cittadini comunitari che hanno commesso dei reati, ci sono i rom, i cittadini dell’Unione europea "ma non solo loro- conclude il questore- anche e come sempre anche i criminali extracomunitari e anche italiani".

- Il prefetto Grimaldi: "Sono pronto a firmare le espulsioni"

 >> APPROFONDIMENTI

Pogrom dei Rom in Italia

Archivio Romano Lil, 30 novembre

SPECIALE. Dal "pacchetto sicurezza" del 30 ottobre e dal "decreto-legge" espulsione Romeni del 31 ottobre, la persecuzione dei Rom diventa un ‘pogrom’ nazionale, il peggiore dal 1945: blitz, controlli ed espulsioni dai ‘campi nomadi’, devastazioni di insediamenti abusivi e cacciata degli abitanti, ronde, pattuglie ed aggressioni ai residenti nei ‘campi’.

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