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Manifestazione regionale veneta per i diritti immigrati

1 Dicembre 2007

Padova, 1 dicembre. ‘Siamo tutti di Cittadella – Sanatoria subito – Abolizione della Bossi-Fini’, sono alcuni degli slogan dal corteo della manifestazione regionale per i diritti degli Immigrati promossa da Cgil-Cisl-Uil e Coordinamento Regionale Migranti.

 

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Manifestazione regionale Cgil-Cisl-Uili pere i Diritti dei Migranti

Padova, 1 dicembre. La manifestazione regionale in difesa dei Diritti dei Migranti, organizzata da Cgil, Cisl, Uil e dal Coordinamento Veneto delle associazioni dei Migranti, parte alle ore 14,30 dal piazzale della Stazione. Oltre cinquemila persone al 99% migran-ti, sfilano per le vie della città suddivisi in tre tronconi principali, sbandierati da una moltitudine di bandiere Cgil-Cisl-Uil, ma anche con associazioni migranti e per la pace.
«L’obiettivo dell’iniziativa – spiegano i promotori – è quello di richiamare la società politica e civile a esercitare i propri compiti con razionalità, compostezza e solidarietà, mirando alla coesione sociale e alle soluzioni politiche dei problemi connessi alla nascita nelle nostre città di una società multietnica e multiculturale».
"Cittadinanza e integrazione. Sicurezza e legalità" titola lo striscione che apre la manifestazione. Gli slogan urlano di "Sanatoria subito", "Abolizione della Bossi-Fini", "Siamo tutti di Cittadella", "Siamo tutti clandestini", scanditi da tamburi e fischietti.

RISPOSTA E PROPOSTA POLITICA
La manifestazione è anche una risposta politica a quella organizzata domenica scorsa (25 novembre) dalla Lega Nord a Cittadella a sostegno dell’ordinanza del Sindaco locale che nega la residenza agli immigrati poveri.
Le altre motivazioni sono le solite specificate da Solomon Obazee -Nigeria: "Vogliamo che siano ripristinati i contributi Inps, aboliti da Pisanu, per chi rientra nel suo Paese"; o da Samb Serigne -Senegal: "Per i nostri diritti di cittadinanza ed il Permesso di Soggiorno a tre anni invece di uno"; o da Mohamed Raoui – Marocco: "Il Permesso di Soggiorno venga rilasciato dal Comune e non dalla Questura"; o da Christian Eze – Nigeria: "Gli Immigrati sono esseri umani, no al decreto-sicurezza di Amato che crea buchi da dove escono sindaci come quello di Cittadella".

ATTIVISTI STORICI
Solomon, Samb, Mohamed, Christian, sono immigrati della prima ondata, in Italia anche da vent’anni, e sono ancora presenti e con rinnovata voglia, pur segnata da varie ama-rezze, a manifestare come facevano contro la legge Martelli, la prima a dirimere il setto-re immigrazione, e poi contro la Turco-Napolitano e poi contro la Bossi-Fini. Un decennio di impegno ed attività politica che non ha prodotto grandi cambiamenti – anzi.
"Prima dei nuovi flussi, 170mila per il prossimo anno", spiega Mohamed, "occorrerebbe favorire realmente l’integrazione dei circa quattro milioni di immigrati, soprattutto con casa e lavoro, già presenti in Italia".

MOMENTO DI TENSIONE
Un momento di tensione si crea all’inizio di via Matteotti dove agguerriti poliziotti, in tenuta anti-sommossa, cintano un gruppo di dimostranti ADL Cobas e Razzismo Stop che su uno slargo contiguo criticano il passaggio del corteo ed invitano ad unirsi loro con slogan: "No alla Amato-Ferrero", "Chiusura di tutti i CTP". Solerti sindacalisti invitano a proseguire rapi-damente e, comunque, Rifondazione assieme a Cgil-Cisl-Uil è un tema di dibattito che caratterizza la discussione politica della giornata.

IN PIAZZA DELLA MADONNINA
Il corteo confluisce in piazza Garibaldi (caratterizzata da una alta colonna con Madonni-na) verso le ore 16. Dal palco il comizio viene aperto dal portavoce Cgil-Cisl-Uil, Valerio Franceschini della Uil, in stile integrazione-multicultura, a cui segue l’intervento appas-sionato dell’assessore Daniela Ruffini – di Rifondazione, in sostituzione del sindaco Zano-nato di Padova, a cui segue il Segretario Cisl di Padova con una orante orazione (le dif-ferenze come le stelle dell’universo) che per 40 minuti fluisce di retorica finchè quando, dopo i tre Italiani, tocca agli Immigrati intervenire, "velocemente", l’attenzione dei presenti, ed anche il tempo, è ormai ridotta al minimo.
E’ previsto un concerto finale ma tanti manifestanti cominciano ad andarsene.

COL LANTERNINO I ROM/SINTI
Alla manifestazione ci si ritrova con tanti conoscenti ed amici conosciuti dai tempi del Forum di Firenze o dalle manifestazioni annuali di dicembre migfrante a Roma. Ma, anche col lanternino, di Rom/Sinti o associazioni a loro tutela, non se ne sono visti. Come se il decreto-sicurezza non riguardasse, in prima persona, proprio loro, i Rom.

 

 

 

 

 

 

 

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