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I Rom dell’usato protestano per sospensione del lavoro

29 Novembre 2007

Roma, 28 nov. Stamattina, sotto il Campidoglio, si è svolta una manifestazione dei lavoratori rom impegnati come operatori dell’usato. La loro attività è stata sospesa perché oltre agli oggetti riciclati dai cassonetti sono stati accusati di vendere anche merci rubate nel mercato di Lungotevere Dante: col risultato di togliere però lavoro a centinaia di persone che coi mercatini vivevano.

Roma, piazza San Marco. Sotto l’ufficio del sindaco si sono riunite decine di famiglie rom, provenienti da tutti i "campi nomadi" della capitale, per protestare contro la chiusura dei mercatini dell’usato gestiti da rom nella città e chiedere, invece, una regolamentazione del loro lavoro. "Un lavoro per i rom” si leggeva sui cartelloni  mentre con un megafono uno dei rappresentanti della comunita’ chiedeva di essere ascoltato dal Campidoglio.
Erano presenti rom slavi e rumeni, cristiani e musulmani, per fare fronte comune a un problema che rischia di emarginarli più di quanto non lo siano già.
A sostenere la manifestazione pacifica, sorvegliata da polizia e carabinieri, due associazioni: ”Schischiri” e ”Occhio al riciclone. E’ stato il presidente di questa associazione, Pietro Luppi a spiegare che ”da quando i mercatini rom sono stati chiusi delle 500 famiglie regolari si è passati a 265 con il rischio del ritorno all’illegalità”. Le associazioni hanno stilato una serie di punti che vorrebbero sottoporre all’amministrazione, cui chiedono un incontro: la regolamentazione e il riconoscimento istituzionale dei mercatini rom, l’uso di isole ecologiche, igienizzazione e pulizia dei mercati, partita Iva e chioschi ad assegnazione nominale.

- Piazza Venezia, i rom dell’usato scendono in strada: "Fateci lavorare"
Roma Città, 28 novembre. Con video -testimonianza
Roma, 28 nov. Stamattina, sotto il Campidoglio, si è svolta una manifestazione dei lavoratori rom impegnati come operatori dell’usato. La loro attività è stata sospesa perché oltre agli oggetti riciclati dai cassonetti sono stati accusati di vendere anche merci rubate nel mercato di Lungotevere Dante: col risultato di togliere però lavoro a centinaia di persone che coi mercatini vivevano.

A un mese dalla mobilitazione di Lungotevere Dante i rom Khorakanè, gli operatori dell’usato, hanno manifestato questa mattina a piazza Venezia. La loro attività è stata sospesa perché si ritiene che oltre alle merci prese nei cassonetti si vendesse nel mercato dell’ex Cinodromo anche merce rubata, col risultato di togliere però lavoro a centinaia di persone che coi mercatini vivevano. A un mese dalla manifestazione insomma i rom tornano in piazza e chiedono di essere regolarizzati. E hanno stilato una serie di punti che vorrebbero sottoporre all’amministrazione, cui chiedono un incontro, fra cui l’uso di isole ecologiche, igienizzazione e pulizia dei mercati, partita Iva e chioschi ad assegnazione nominale. Questa mattina, oltre agli striscioni, i manifestanti hanno anche indossato una maglietta bianca con un cassonetto. Sul retro la scritta "Operatori ecologici", a fronte "Squadra rovistamento cassonetti".

- I ROM DELL’USATO: "DATECI UN LAVORO"
RomaOne, 28 novembre

- ROM PER IL RIUSO, MANIFESTAZIONE A ROMA
Carta, 28 novembre
Stamattina a Roma, sotto il Campidoglio, si è svolta una manifestazione indetta dall’associazione Shishiri e dall’Occhio del Riciclone, in favore dei lavoratori rom impegnati come operatori dell’usato. Erano presenti rom slavi e rumeni, cristiani e musulmani, per fare fronte comune a un problema che rischia di emarginarli più di quanto non lo siano già. Si sono riunite sotto l’ufficio del sindaco decine di famiglie rom provenienti da tutti i campi della città per protestare contro la chiusura dei mercatini dell’usato gestiti da rom nella città. Gli operatori rom del riuso sottolineano l’importanza della loro attività in ambi-to sociale, economico e ambientale.
Per l’Occhio del Riciclone «i mercatini rom hanno un evidente valore sociale, economico e ambientale, dando lavoro a centinaia di famiglie, che recuperano materiali usati e li reim-mettono sul mercato, snellendo la mole di nelle discariche. Inoltre l’espansione dei mercatini dimostra che il settore è produttivo e in espansione».
Le proposte lanciate durante il sit in sono la regolamentazione e il riconoscimento istituzionale dei mercatini rom, per evitare ai tanti operatori di pescare nei cassonetti [garantendo condizioni igieniche più umane] e permettere loro di acquistare le merci usate selezionate nelle isole ecologiche.

I MOTIVI DELLA MANIFESTAZIONE
- OPERATORI DELL’USATO, NON CRIMINALI
Carta, 27 novembre
A Roma è rimasto in vita un solo mercatino rom, nel municipio VII, tutti gli altri sono stati chiusi, lasciando centinaia di persone senza lavoro. Commerciano oggetti usati raccolti nei cassonetti e svolgono così, di fatto, anche un servizio per la città perché sottraggono una significativa quantità di materiali altrimenti destinati alla discarica. Ma questa economia informale è considerata criminale e da reprimere in nome dell’ordine e della sicurezza. «Spesso ci accusano di essere tutti ladri, ma non abbiamo intenzione di rubare. Chiediamo di essere regolarizzati perché il nostro lavoro onesto venga garantito» avevano detto un mese fa i rom durante la manifestazione organizzata subito dopo il violento sgombero, da parte dei vigili urbani, del loro mercato di lungotevere Dante, attiguo allo storico mercato di Porta Portese.
Tornano a chiederlo domani, mercoledì 28 dalle 11 alle 14, sotto al Campidoglio, offrendo la disponibilità a cercare soluzioni concrete insieme all’amministrazione. «Ci rendiamo conto che la filiera dell’usato attualmente porta con sé numerosi problemi, principalmente legati all’igiene e all’infiltramento di merci rubate-dice l’associazione Shishiri Lavoro-Per questo chiediamo la convocazione di un tavolo istituzionale». A fianco degli operatori dell’usato c’è, come sempre, l’Occhio del riciclone.

OCCHIO DEL RICICLONE
L’Occhio del Riciclone nasce agli inizi del 2003 con una riunione tra tra rigattieri abusivi, svuotacantine, baraccati, occupanti di case e artisti che riutilizzano gli scarti. Il tema dell’incontro era provocatorio: risolvere l’emergenza rifiuti a Roma partendo dall’esperienza di chi recupera quotidianamente e in modo spontaneo gli scarti per soddisfare le proprie esigenze. Alla riunione è seguita una consulta, alla quale hanno partecipato un centinaio di "recuperatori dal basso" e dalla quale è nata una proposta seria: introdurre il riuso nella gestione dei rifiuti sfruttando la capacità del settore dell’usato di assorbire gli scarti in buone o medie condizioni.
All’inizio del 2004 l’Occhio del Riciclone si costituisce in Associazione Culturale e divide la sua attività di promozione del riuso in due settori: 1)Lo studio e la progettazione, 2)La comunicazione.

 

> RIFERIMENTI

Rom protestano per vendere la merce a Porta Portese

Romano Lil, 30 ottobre

Roma, 28 ottobre. Un gruppo di Rom ha protestato in piazza Edison contro il divieto di vendere la loro merce nel mercato di Porta Portese. I Rom hanno chiesto di essere regolarizzati, di poter accedere alle merci riutilizzabili che si trovano nel flusso dei rifiuti raccolti senza dover frugare nei cassonetti e di poter comprare la merce raccolta porta a porta dall’Ama.

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