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Proposta Agenzia Nazionale per i Rom d’Italia

28 Novembre 2007

Roma, 27 novembre. Dal Convegno Prc al Senato, Migranti: giustizia e citta’ accoglienti, per non perdere la rotta della civilta’, il Prefetto Mosca propone una Agenzia Nazionale per i Rom/Sinti, mentre i Rom presenti lanciano un appello per la casa.
Il Convegno, Organizzato dal Gruppo Rifondazione Comunista- Sinistra Europea, si è tenuto dalle ore 11.00 alle ore 14.00 – Sala Conferenze stampa del Senato.
Coordinano: Rina Gagliardi, Giovanni Russo Spena. Introducono: Salvatore Bonadonna, Stefano Zuccherini, Peppino Di Lello. Interverranno: Maria Luisa Boccia Claudio Grassi, Sandro Medici (presidente del X municipio), Fabrizio Nizi (associazione Action). Sono stati invitati: Carlo Mosca (Prefetto di Roma), Luigi Ciotti (presidente "Libera").

- SICUREZZA: MOSCA, PER ROM AGENZIA NAZIONALE O ALTO COMMISSARIO
AGI, 27 novembre
Roma, 27 nov. – Un’Agenzia nazionale dei rom o un Alto Commissario. E’ quanto propone il Prefetto di Roma, Carlo Mosca, intervenuto in mattinata a Palazzo Madama in un incontro sui migranti organizzato da Prc. Carlo Mosca ha osservato che sulla questione concernente i rom "le strutture istituzionali sono inadeguate. Dovremmo immaginare un’Agenzia nazionale o un Alto Commissario". In Italia ci sono circa 140 mila rom, una cifra che secondo Mosca non puo’ assolutamente rappresentare un pericolo per 58 milioni di italiani e circa 70 mila sono minori. La possibilita’ di concentrare su un nuovo organismo la competenza potrebbe mettere d’accordo sia le esigenze di sicurezza con quelle dell’inclusione. Per Mosca "affrontare la questione solo con la repressione finira’ per creare altri problemi alla sicurezza".

- ROM AL SENATO: ”STANCHI DI VIVERE NEL GHETTO, DATECI UNA CASA”
Redattore Sociale, 27 novembre
Roma – "Siamo stanchi di vivere nell’isolamento e nel ghetto, dateci una casa". E’ questo l’appello comune dei rom dell’ex Jugoslavia, che questa mattina sono stati ospiti di un convegno realizzato da Rifondazione comunista a palazzo Madama per parlare ancora una volta di emergenza sicurezza. "Migranti: giustizia e citta’ accoglienti, per non perdere la rotta della civilta’", questo il titolo del convegno che ha ospitato diverse realta’ del mondo dei rom, dai nomadi del campo della via Pontina alle associazioni Libera e Opera nomadi. Padroni di casa il capogruppo del Prc al Senato Giovanni Russo Spena, Salvatore Bonadonna e Stefano Zuccherini, che hanno ricevuto i rom per ascoltare dalla loro bocca esperienze e richieste.
"Vivo da nove anni in Italia e ho nove figli- spiega Nedzad Hamidovic, rom serbo- siamo qui per denunciare che al nostro campo sulla via Pontina non abbiamo ne’ acqua pulita, ne’ acqua sporca (ne’ acqua corrente, ne’ fogne ndr), i nostri figli hanno l’epatite A e B a causa dello scarso igiene. Quello che chiediamo e’ di vivere in una casa, potere mandare i nostri figli a scuola e integrarci per non continuare a vivere nell’isolamento e nel ghet-to". A rispondere e’ Russo Spena che sottolinea come la prima azione necessaria e’ quella di "smettere di parlare di rom e rumeni in modo razzista, perche’ ci sono moltissime persone che lavorano e pochi che delinquono, i secondi vanno puniti ma i primi vanno integrati".
Per Bonadonna, invece, sicurezza deve essere coniugata con accoglienza: "e’ pericoloso il varo di provvedimenti come quello del pacchetto sicurezza che nascono da vendetta e non da una reale politica per i cittadini". La soluzione e’ quella di pensare allo spazio delle citta’ in modo diverso: "Non devono piu’ esistere ghetti, ma realta’ di inclusione che prevedano case anche per i nomadi, con un investimento delle amministrazioni pubbliche in abitazioni popolari".
Una voce di protesta si leva dalle associazioni: per Tonio Dall’Olio, di Libera "la legislazio-ne repressiva non tiene conto del lavoro e dell’impegno dei volontari, che dalla Caritas all’Arci lavorano in questa realta’", per Massimo Converso, dell’Opera nomadi invece e’ fondamentale, prima di intervenire nel mondo del rom "conoscerne le diverse specificita’ ed esigenze, in modo da poter lavorare in modo efficace". Ogni gruppo di nomadi, infatti, ha le sue caratteristiche, la sua storia e le sue tradizioni, a seconda della provenienza geografica.
Per Sevla Spdc, rom bosniaca le cose sono molto chiare: "Noi rom dell’ex Jugoslavia vogliamo vivere nelle case per potere mandare i nostri figli a scuola e per farli sentire italiani come sono. Io- racconta- ho vissuto i miei primi cinque anni qui nel campo ma da quando vivo in casa la mia vita e’ cambiata: io lavoro in una cooperativa, i miei otto figli possono studiare, i primi due sono all’universita’ e studiano economia e assistente sociale. Questa e’ la vera strada- conclude- per uscire dal ghetto e farci sentire cittadini come tutti gli altri". (DIRE)

- L’appello del prefetto di Roma:
«Serve un’Agenzia nazionale dei rom»

il Messaggero.it, 27 novembre
… Sappiamo di persone che vivono stanziali a Roma da 40 anni, come si fa a dire che sono nomadi?». E sono proprio i nomadi che vivono in Italia da anni a chiedere un alloggio. «Noi rom stanziali non vogliamo più vivere in un ghetto, in isolamento. Chiediamo al sindaco di Roma e al governo un casa popolare. L’appello arriva da Nedzad Hamidovic, portavoce di due campi rom nell’area romana, sulla Pontina, che ospitano complessivamente circa 800 persone. «Vivo a Roma da 40 anni, sono giunto qui che avevo 9 anni – ha detto l’uomo – e qui sono nati i miei nove figli. Una mia figlia ha la cittadinanza italiana. Il nostro villaggio sulla Pontina non è attrezzato, non abbiamo l’acqua, nè pulita nè sporca. Siamo in Europa e vogliamo vivere rispettando le regole».
Ma servono interventi: «I rom in Francia hanno avuto la cittadinanza francese e noi invece ancora viviamo là». «Chiediamo a Veltroni e al governo una casa – ha precisato ancora Hamidovic – nei nostri campi siamo tristi, soprattutto i bambini, i giovani, le donne, gli anziani. I bambini si ammalano, ci sono stati casi di epatite A e B. A Veltroni dico, noi siamo stanziali, vorremmo aver una casa popolare con tutti i servizi e pagarli».

- SICUREZZA/ PREFETTO MOSCA: ROM, SERVE UNA AGENZIA NAZIONALE
Apcom, 27 novembre
Roma, 27 nov. (Apcom) – Secondo il prefetto di Roma per risolvere il problema dell’immigrazione e dei rom, garantendo la sicurezza ai cittadini, si devono realizzare politiche inclusive che partano dalla scuola, si devono innescare circuiti positivi. Ad esempio: a Roma il 35% dei manovali edili registrati è romeno, costruire case per i nativi, significa dare lavoro anche ai romeni, ha spiegato Mosca. Il prefetto, inoltre, avverte: "La situazione dei rom non si risolve con la costruzione di campi nomadi, perchè contesti isolati favoriscono i criminali che tendono a gerarchizzare la comunità".
All’incontro in Senato c’è stata grande sintonia tra "il prefetto che insegna la democrazia ai sindaci"- così l’ha presentato Giovanni Russo Spena, capogruppo Prc al Senato – e le proposte di Rifondazione di modifica al decreto sicurezza e alle norme sull’espulsione, soprattuto riguardo ai tre "paletti": convalida da parte del giudice ordinario, cpt, casistica allontanamenti

 

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