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Rom anch’io: mobilitazione nazionale per i diritti Rom

13 Novembre 2007

10 dicembre 2007. Rom anch’io: mobilitazione nazionale per i diritti di cittadinanza delle popolazioni Rom. Una proposta della Redazione di Romano Lil, circolare telematica dell’Opera Nomadi, rivolta a tutte le associazioni, gruppi, persone, comunità, che vogliano trovarsi sotto un’unica bandiera, a rivendicare una sola "umanità", nello spirito, e nella ricorrenza, della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo.

PRIMA VENNERO PER GLI ZINGARI…
"Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perchè rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perchè mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perchè non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me e non c’era rimasto nessuno a protestare".
Bertolt Brecht

SE NON ORA, QUANDO?
La recente intensificazione della persecuzione razziale, Governativa e Istituzionale, diretta verso i Rom, rappresenta – a memoria di Opera Nomadi (fondata nel 1966), la più grave deriva Politica e Sociale italiana, almeno degli ultimi cinquanta anni. Una perse-cuzione che riguarda soprattutto i Rom Romeni, punta dell’iceberg della "questione Rom", irrisolta ormai da cinquecento anni se, anno dopo anno, secondo i monitoraggi della Comunità Europea, i Rom continuano ad essere le popolazioni più discriminate e sotto-poste ad atti di violenza razziale d’Europa. Una discriminazione che sì è trasformata in un pre-giudizio che è diventato quasi un archetipo.
I Rom/Sinti d’Italia sono stimati in circa 150 mila persone: 70mila Italiani, 80mila Immi-grati (dalla Jugoslavia e dalla Romania/circa 40 mila). Un terzo di essi, secondo l’ONU, vive nei "campi nomadi". La maggior parte dei Rom Immigrati non è in "regola" e non ha accesso ai diritti civili: la casa, il lavoro, la scuola, la sanità…
Una quota di razzismo sembra connaturata e strutturale al sistema sociale italiano e la discriminazione colpisce soprattutto i Rom, al primo posto anche rispetto agli Immigrati e ad altri "diversi", minoranze e gruppi. Ma, negli ultimi tempi, per una serie di cause con-catenatesi, si è creata una specie di paranoia istituzionale (generatrice di falsa in-sicu-rezza e mania di persecuzione) che ha fatto ribollire la quota di razzismo organica tra-cimando un’ondata di razzismo xenofobo contro i Rom: i Rom Romeni aggrediti da una  prima ondata di pantano, le successive si abbatteranno su altre diversità.
"Ah Romalè, ora è il momento, alziamoci, è tempo di agire" (Gelem Gelem,  inno dei Rom)

I NOSTRI CORPI CONTRO LA GUERRA, AI ROM
In memoria di: Dino Frisullo, Alex Langer, don Luigi di Liegro, Luigi Pintor.
R-esistere per produrre Liberazione.

APPELLO ALLA MOBILITAZIONE
Non c’è presente né futuro per i cittadini di un Paese -anche noi, che convivono nello stesso territorio con persone, e soprattutto bambini, che sopravvivono senza servizi igienici, senza acqua corrente, senza copertura sanitaria né scolastica; anche se li nascondono sotto i ponti o in discariche sempre più appartate.
La Redazione di Romano Lil propone una Mobilitazione Nazionale "Contro i campi nomadi e per i diritti di cittadinanza Rom" che metta in-sieme tutte le differenze, di Associazioni – Comunità – Persone, come risorsa collettiva su due priorità fondamentali: l’abolizione dei "campi nomadi" e la "regolarizzazione" dei Rom Immigrati.
Le differenze non usate come separazioni per egoismi auto-supponenti, ma messe in-sieme come risorsa, come com-partecipazione e con-divisione di un progetto sociale per i diritti di cittadinanza Rom. Perché l’Unità colora di sé tutte le parti, in cui è frammenta-ta, ed è maggiore della loro somma. Una "20 ottobre" dei diritti Rom per citare un’altra manifestazione nazionale.
Senza la mobilitazione e la messa in comune di orgoglio, coscienza, dignità e spirito di servizio, la "questione rom" resterà una nicchia fisiologica al sistema sociale italiano, una quota necessaria di entropia generata dalla produzione di "benessere" di cui l’Italia occupa l’ottavo posto nel Pianeta. Un Pianeta in cui i flussi migratori sono generati dalla predazione delle risorse: i poveri si spostano anche per la miseria prodotta dai poten-ti. L’1% dei più ricchi possiede il 40% della ricchezza mondiale, il 10% ne detiene l’85%; il 50% più povero della popolazione adulta fruisce dell’1% della ricchezza globale
.

>> PER UNA MOBILITAZIONE NAZIONALE
L’idea-proposta è di una Manifestazione Nazionale in una grande metropoli - tipo Roma, con delegazioni in tutte le possibili città a presentare l’"Appello" tramite le Prefetture (Uffici Territoriali Governativi) al Ministro dell’Interno.

"APPELLO" NAZIONALE PER I DIRITTI ROM

1- Blocco immediato degli sgomberi senza alternative abitative (in ossequio alle "raccomandazioni" europee);
2- Protezione Civile per sanare gli insediamenti abusivi e Centri di Prima Accoglienza per i senza dimora. Da cui partire per attuare lo smantellamento definitivo dei "campi nomadi" per una politica della casa concordata coi residenti;
3- "regolarizzazione" civile dei Rom residenti in Italia;
PRIMA e SUBITO garantire almeno la sopravvivenza civile, fare uscire dall’emergenza u-manitaria clandestina, bambini, anziani, donne e uomini – che sono decine di migliaia: re- golarizzare i Rom immigrati con permesso, carta di soggiorno o cittadinanza. POI occorre  affrontare la politica complessiva di integrazione sociale. Dentro la complessa "questio-ne rom", il diritto di regolarizzazione-cittadinanza e di abitazione "civile", per almeno un terzo dei Rom/Sinti presenti in Italia, è la priorità numero uno: a garantire il diritto di vita visibilke e non di pura sopravvivenza nella clandestinità.

RISOLUZIONI INTERNAZIONALI
Da decenni, a decine e decine, Risoluzioni Internazionali, dell’ONU del Consiglio d’Europa, dell’Unione europea, "raccomandano" ai vari Governi succedutisi, progetti di integrazione verso i Rom/Sinti d’Italia, ma sono tutte puntualmente seguite da "condanne" per la mancata applicazione. La politica nazionale affronta la questione rom, invece che con progetti di giustizia sociale, con processi e leggi di emergenza sociale che sanciscono sempre più una segregazione etnica di Stato. Ecco due note internazionali recenti.
1- L’ONU, 11 novembre: Nelle informazioni in nostro possesso, risulta anche che gli sgomberi avvenuti il mese scorso a Roma facciano parte di un disegno discriminatorio ai danni delle comunità Rom.
-  ‘L’ONU accusa: l’Italia viola i diritti dei RomRomano Lil, 11 novembre.
2- UNIONE EUROPEA, 11 novembre: L’Italia non usa i fondi dell’Unione europea per l’emergenza rom. Il Presidente della Commissione europea: ‘L’Unione europea ha stanziato dei fondi per favorire l’integrazione dei rom, molti dei quali sono cittadini comunitari, ma l’I-talia non li ha mai usati; se uno stato lascia crescere le favelas, cosa volete che faccia la Commissione?’. Emergenza Rom: l’Italia non usa fondi Unione Europea, Romano Lil, 12 nov.

 

PRIVILIEGIATI ED OPPRESSORI
"Se voi avete il diritto di dividere il mondo in italiani e stranieri al-lora vi dirò che io reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati ed oppressi da un lato, privilegiati ed oppressori dall’altro. Gli uni sono la mia patria, gli altri i miei stranieri". Don Lorenzo Milani
 

ROM LIBERA TUTTI (Salva la Costituzione)
I Rom/Sinti sono le minoranze più discriminate e sottoposte ad atti di violenza razziale d’Europa. Ogni percorso di giustizia sociale e di diritti umani, dovrebbe partire da lì. E con effetto cascata, riverberare tutti settori e le tematiche di ingiustizia. I Rom come capro espiatorio per una politica del finto benessere, come falso problema per la sicurezza, come pregiudizio sociale verso l’altro da sé, come buco nero dei bassi istinti corporali e deriva morale della politica. I Rom come "questione morale" del Paese che ci coinvolge tutti e si ripercuote su tutta la società, perché la libertà ed i diritti o sono collettivi o ci moncano e ci orbano tutti. Parola d’ordine: Rom libera tutti!"

 

ADESIONI E INFORMAZIONI
Redazione Romano Lil: red.romanolil@tele2.it
Tel: 0425-411101

FARE – E COSTRUIRE PONTI
Un invito a tutte le persone interessate a praticare percorsi di giustizia sociale a fare e costruire ponti di comunicazione per questa iniziativa.

 

____note a margine___________

>>I DIRITTI NEGATI DEI ROM
- TUTTI I CITTADINI HANNO PARI DIGNITA’ (salva la Costituzione)
Costituzione della Repubblica Italiana
Articolo 3 – Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Articolo 6: La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.
Articolo 11: L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli…
- DALLA DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DELL‘UOMO
Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948. Nel preambolo si stabilisce "che il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo". Riconoscimento della dignità a prescindere dalla razza, sesso, età, nazionalità, o da un permesso di soggiorno rilasciato dalla Questura di uno Stato.
Dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, 10 dicembre 1948, i diritti negati dei Rom:
art.1, tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali per dignità e diritti;
art.3, ogni persona ha diritto alla vita, alla libertà, alla sicurezza della propria persona;
art.5, nessun individuo potrà essere sottoposto a trattamento inumano o degradante;
art.7, diritto di eguaglianza e di non discriminazione;
art.13, diritto di movimento nel territorio;
art.15, ogni individuo ha diritto ad una cittadinanza;
art.22, diritto alla sicurezza sociale;
art.23, diritto al lavoro (previsto anche dalla Costituzione Italiana);
art.24, diritto al riposo ed allo svago;
art.25, diritto ad un decoroso tenore di vita;
art.26, diritto all’istruzione;
art.27, diritto di partecipare alla vita culturale della comunità.

>>RISOLUZIONI INTERNAZIONALI
Il Relatore Speciale ONU relaziona, nel 2006, che é l’intera società italiana a presentare "profonde tendenze alla xenofobia", "particolarmente discriminate sono le popolazioni Rom e Sinti", ma già nell’anno 2000 il Comitato per l’Eliminazione delle Discriminazioni dell’ONU definiva i "campi nomadi" come "un mix tra le favelas e i campi di concentramento". Decennali sono gli inviti anche del Consiglio d’Europa a ridurre la discriminazione verso i Rom/Sinti ed a riconoscere loro lo status di minoranza etnica. I monitoraggi del Consiglio d’Europa rilevano di anno in anno che i Rom/Sinti sono le popolazioni più discriminate e sottoposte ad atti di violenza razziali del Continente, e le Commissioni del Consiglio da anni condannano l’Italia paese dei "campi" (l’unica nazione d’Europa che ne mantiene l’esistenza) e "raccomandano", da anni ed anni, di smantellare i campi nomadi, "l’emblema della segregazione razziale per eccellenza", secondo la definizione dell’ European Roma Right Center.

- I "campi nomadi" condannati dal Consiglio d’Europa
Archivio Romano Lil, 28 maggio 2006
IL COMITATO EUROPEO PER I DIRITTI SOCIALI:
"L’Italia viola sistematicamente, con politiche e prassi, il diritto di Rom e Sinti all’alloggio"
24 Aprile 2006, Roma, Strasburgo, Budapest. In una decisione resa pubblica oggi, il Comitato Europeo per i Diritti Sociali ha deciso che l’Italia sistematicamente viola, con politiche e prassi, il diritto di rom e sinti ad un alloggio adeguato: "Le politiche abitative per rom e sinti puntano a separare questi gruppi dal resto della società italiana e a tenerli artificialmente esclusi. Bloccano qualsiasi possibilità di integrazione e condannano i rom a subire il peso della segregazione su base razziale. In numerosi insediamenti di rom e sinti si riscontrano condizioni abitative estremamente inadeguate, che sono una minaccia per la salute e per la stessa vita dei residenti nei campi".
- Italia xenofoba e razzista secondo l’ECRI
Romano Lil, 3 maggio 2007
Roma 3 maggio. Combattere razzismo e xenofobia nel discorso pubblico, rafforzare il quadro legislativo contro le discriminazioni e tutelare i diritti delle minoranze rom e sinti. L’ECRI, com-missione del Consiglio d’Europa, presenta il terzo rapporto sull’Italia. Al Governo chiede di ra-tificare le convenzioni internazionali, sradicare l’incitamento all’odio razziale dal dibattito poli-tico, dai media e dallo sport e riformare la legge sull’immigrazione. La situazione fotografata dal rapporto è aggiornata al 16 dicembre 2005 ma – ha dichiarato Walter Irvine (Alto commis-sariato delle Nazioni unite per i rifugiati) – "le raccomandazioni all’Italia sono attualissime".
- Italia xenofoba e razzista verso Rom e Sinti: rapporto ONU
Romano Lil, 15 marzo 2007
Ginevra, 13 marzo. "La società italiana – secondo il rapporto del relatore Speciale delle Nazioni Unite – affronta un’inquietante tendenza alla xenofobia e lo sviluppo di manifestazioni di razzismo che colpiscono principalmente le comunità Sinti e Rom che sono "il gruppo etnico che affronta la discriminazione più pesante nell’alloggio, nell’istruzione, nella sanità, così come nell’occupazione e soffrono dalla violenza razzista. Fino a un terzo della popolazione di Sinti e Rom è segregato dal resto della società in accampamenti autorizzati e non".
- La relazione del Relatore Speciale ONU in Italia
Romano Lil 16 ottobre 2006
Roma, 13 ottobre, palazzo della Fao. Doudou Diène, "Relatore Speciale" per i Diritti Umani dell’ONU, relaziona sulla sua visita di cinque giorni in Italia: é l’intera società italiana a presentare "profonde tendenze alla xenofobia", "particolarmente discriminate sono le popolazioni Rom e Sinti". La legge "Bossi-Fini" è "ispirata dalla filosofia di scontro di civiltà" e "incita alla discriminazione e alla criminalizzazione degli immigrati". Il rapporto completo su discriminazione e razzismo in Italia sarà presentato all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il prossimo 6 novembre.
- Cresce il razzismo nell’Unione Europea
Romano Lil, 30 novembre 2006
Il "Rapporto annuale sulla situazione riguardante razzismo e xenofobia nei 25 Stati membri dell’Unione Europea" per l’anno 2005, presentato dall’EUMC a Bruxelles il 28 novembre, rileva un aumento di razzismo nei confronti di immigrati e minoranze. Tra le più colpite la comunità rom. Preoccupante è la discriminazione nel settore scuola: "Una delle principali ragioni del ritardo degli allievi Rom rispetto al livello d’istruzione medio è il fatto che si tratta, in molti Stati membri, del gruppo più toccato dalla segregazione e da varie forme di discriminazione diretta ed indiretta".

>> ARTICOLI SPECIALI

- E’ la sicurezza dei Rom messa in pericolo dagli Italiani

Romano Lil, 24 settembre

E’ la sicurezza dei Rom che è messa in grave pericolo dagli Italiani e non viceversa. Anche nel tema sicurezza i Rom sono vittime di psicosi collettiva e di pre-giudizio che ribaltano, in una situazione da mondo alla rovescia, la situazione reale.

- La "deumanizzazione" di rom, drogati e omosessuali
Romano Lil, 23 luglio 2006
La de-umanizzazione si riscontra a livello cerebrale. Persone appartenenti a gruppi sociali "fuori" ("out-groups") sono considerate anche "fuori" dall’umanità e percepite non più come soggetti, in grado di suscitare pietà, ma come oggetti deplorevoli. Di questi gruppi sociali "de-umanizzati" fanno parte: rom, drogati, omosessuali. Secondo una recente ricerca di Harris e Fiske, della University of Princeton, la de-umanizzazione è accompagnata da pensieri consci che attribuiscono a certi gruppi sociali: l’incapacità di esperire complesse emozioni umane, di produrre cultura intragruppo o di agire in accordo con le norme della società, i valori e le regole morali. Da qui la de-classificazione ad oggetti repellenti. Si tratta, secondo gli autori, di un atteggiamento sociale collettivo di "estrema discriminazione che rivela il peggior tipo di pregiudizio: l’esclusione del gruppo in questione dal novero dell’umanità".
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Ri-conciliazione trans-nazionale coi Rom/Sinti
Romano Lil, 1 dicembre 2006
Qualsiasi progetto di integrazione sociale, rivolto ai Rom/Sinti, perde di efficacia se non è inserito in un contesto globale, ma, prima di tutto, se non viene affrontato e risolto il pre-giudizio plurisecolare che continua a perseguitare le popolazioni Rom e Sinte: da anni le più discriminate d’Europa secondo i monitoraggi del Consiglio d’Europa e le rilevazioni dell’ONU. E’ di tre giorni fa la presentazione del rapporto dell’EUMC sul razzismo e la xenofobia in Unione Europea, per l’anno 2005, che vede un aumento del razzismo verso immigrati e minoranze e tra la più colpite la comunità rom: "… il gruppo più vulnerabile in numerosi Stati membri per quanto riguarda la discriminazione diretta ed indiretta a livello dell’istruzione sono i Rom, Sinti e Viaggianti." Lo stesso presidente del Parlamento europeo Josep Borrell nel denunciare la serie di discriminazioni contro i rom nel mondo del lavoro, nella ricerca della casa e nel sistema scolastico, ha dichiarato: "Molto demoni continuano ad esistere e sono demoni che hanno a che fare con atteggiamenti che sono difficili da cambiare. Non bastano i decreti e le leggi". I "demoni", quasi diventati archetipi culturali, vanno esorcizzati e ricondotti alla normalità con dei "processi" reali.

- Eva, Danchiu, Dengi e Lenuca: che non siano morti invano
Romano Lil, 13 settembre
COMPLESSIVO. A un mese dalla morte dei quattro bambini la situazione dei Rom Romeni in Italia non è migliorata, è addirittura peggiorata. Una emergenza che invece di essere affrontata dal punto di vista umanitario (con la Protezione civile ed i diritti di cittadinanza) viene affrontata solo da quello "sicuritario" con ordinanze e "leggi speciali" di Polizia. La repressione non risolve nessun problema umanitario ma acuisce, ancora di più, la discriminazione e la segregazione ed induce alla devianza anche criminale.

- Dietro (dentro) la tragedia di Livorno: "campi nomadi" e Rom Romeni
Romano Lil, 18 agosto
SPECIALE. La tragedia dei bambini Rom uccisi nella baracca a Livorno sta dentro l’emergenza Rom Romeni che continua, come prima, ad essere elusa. Anche la commozione non cambia lo "Status quo". Quello dei "campi nomadi", lager istituzionali, fisiologici, capro espiatorio e falso problema di una società del "benessere", quella Italiana, all’ottavo posto nel Pianeta.

 

Immagine: copertina da disegno di Marjane Satrapi; Rom di Tano D’Amico

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  1. aurelio
    26 Novembre 2007 a 19:18 | #1

    mi chiamo aurelio io voglio tanto bene ai zingari di via germagnano 10 e strada dell’aeroporto 23525 quelli che abitano nelle case popolari io ho miei amici bosniaci abiyano via scialoja 28 si chiama sabrina mujkic e figlia si chiama tania sulemanovic e marito e bambini con camper e furgone loro arrivano dalla guerra ex jugoslavia e mostar loro mi voglio tanto bene a nche io e voglio tanto bene io sono anfato anni fa in medjugoria e sono pasato davanti loro paese e ho visto le scase ditrutte dalla guerra la madonna mia deto di pregare per loro .

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