Caccia ai Rom: rappresaglia italiana
3 nov. Sullo sfondo della donna aggredita ed uccisa a Roma da un Romeno, si intensifica la caccia a tutti i Rom: evacuati i baraccati di Tor di Quinto, a Tor Bella Monaca squadristi aggrediscono quattro Rom, le prime espulsioni di Rom Romeni a Milano.
DOPO 500 ANNI – Anno dopo anno i Rom/Sinti continuano ad essere le popolazioni più discriminate e sottoposte ad atti di violenza razziale del Continente secondo i monitoraggi del Consiglio d’Europa: Dopo cinquecento anni di persecuzioni e discriminazioni si ufficializza uno Stato di guerra verso i Rom (i Romeni come emergenza e punta dell’iceberg di tutta la irrisolta e voluta "questione rom"): i Rom come capro espiatorio di un falso problema sociale che vede la sicurezza di vita a scapito dei poveri e dei "diversi", gli altri da sé. Ed i "poveri" Rom incarnano appieno – e prioritariamente - questa quota di razzismo xenofobo fisiologico e strutturale al "sistema sociale".
ELABORAZIONE DEL LUTTO – Stimolata da Partiti, di Governo e di opposizione, si scatena la "caccia ai Rom": una distorta e nazional-popolana elaborazione del lutto di una donna uccisa da un Romeno. Una morte che proviene dal degrado della periferia urbana, dai "campi nomadi" produttori di devianza criminale, dalla povertà "Comunitaria", dal conflitto dei generi che produce violenza sulle donne.
ISTIGAZIONE ALL’ODIO RAZZIALE – In Italia è in atto una vera e propria istigazione all’odio razziale, ed alla discriminazione etnica, incitata da Partiti razzisti che si autoalimentano "sdoganando" bassi istinti retro-corporali.
Da mesi Forza Italia incita all’espulsione dei Rom comunitari indigenti (in Regione Veneto – Emilia Romagna – Lombardia); da mesi (almeno a partire da Opera dicembre 2006) la Lega Nord istiga all’odio razziale verso i Rom con fiaccolate, presidi, ronde; da anni sindaci di centro-sinistra – a partire da Cofferati a Bologna e da Veltroni a Roma, applicano la politica dello smantellamento a ruspe dei ‘campi nomadi’ con espulsione dei Rom Romeni senza alternative; lo scorso agosto il Primo Ministro Prodi ha scritto le condoglianze a Maria, adolescente rom romena sopravvissuta ai tre fratellini morti in un insediamento abusivo sotto un cavalcavia di Livorno, che continuava a vivere sotto un altro ponte; recentemente Alleanza Nazionale ha lanciato la campagna "un rom ogni mille abitanti" (temporaneamente -sei mesi e sotto stretto controllo con ‘patti di legalità) alla Regione Veneto, Lombardia, Liguria.
LEGGI SPECIALI – "Leggi speciali" contro i baraccati Rom, i poveri Rom, i lavavetri Rom, i venditori ambulanti e le prostitute, espulsioni di massa di comunitari Rom, "patto di legalità" per i Rom, "pacchetto sicurezza" governativo contro i Rom ed i poveri, sono le derive legislative di questi ultimi mesi. Alcune veri e proprio obbrobri giuridici anti-costituzionali. "Leggi speciali" partite da Amministrazioni di centro-destra come Milano ma confluite ed unificatesi con amministrazioni di centro-sinistra come Firenze e Roma. L’approdo governativo è stato voluto e promosso dal Ministro Amato, già tesoriere del partito socialista di Craxi. Ma sull’onda emotiva di "tangentopoli" non tutti i socialisti sono stati messi fuori-legge, incarcerati o espulsi in Tunisia.
IL PROBLEMA E’ LA POVERTA”SOCIALE’ – Il problema non sono i "nuovi poveri" i "rom dei campi nomadi", i micro-delinquenti, gli irregolari indigenti, gli abusivi. Il problema è la povertà da ridurre con politiche sociali, i campi nomadi da smantellare per condizioni di vita "civili" – non espellendo le persone in Romania o in insediamenti più nascosti, la devianza sociale da prevenire con progetti di pacificazione sociale e riduzione dei con-flitti. Non è militarizzando o distruggendo i ‘campi nomadi’, con espulsione – incarcerazio-ne – clandestinizzazione dei residenti che si risolve il problema. Il problema si potrebbe risolvere con lo smantellamento dei ‘campi’ e l’integrazione sociale e ‘civile’ dei residenti.
Ma il problema è lo stesso "sistema sociale" Italia, all’ottavo posto per "benessere" del Pianeta, che si autoalimenta depredando e sfruttando, il Terzo Mondo; che per sopravvivere – su queste basi di ingiustizia- deve produrre una quota di razzismo.
Non è militarizzando le stesse povertà e devianze provocate che si risolvono i conflitti sociali: si producono – invece – malattia, miseria e povertà spirituale.
I conflitti sociali si riducono e prevengono con la giustizia sociale, con la distribuzione equa delle risorse, con l’educazione alla differenza ed alla pace: con vera produzione di ricchezza e benessere sociale. Per vivere in-sieme e non sopra-vivere se-parati.
1- SGOMBERATO ‘CAMPO NOMADI’ TOR DI QUINTO
POLIZIA SGOMBERA BARACCHE CAMPO NOMADI TOR DI QUINTO
Leggo online, 2 novembre
Roma, 2 nov. – (Adnkronos) – Forze dell’ordine a lavoro per lo sgombero delle baracche del campo nomadi a Tor di Quinto, zona in cui Giovanna Reggiani e’ stata aggredita e massacrata martedi’ notte. La polizia scientifica sta effettuando gli ultimi rilievi. Gli sgomberi proseguiranno nel pomeriggio e domani, con l’abbattimento di tutte le baracche ed i rifugi di fortuna.
2- AGGRESSIONE SQUADRISTA A 4 ROM DI ROMA
Tor Bella Monaca, esplode la violenza – Il 20 settembre squadristi a ponte Mammolo
- RAID PUNITIVO ANTI-ROMENI, TRE FERITI, UNO GRAVE
Raid anti-romeni ieri sera nel parcheggio del supermercato Lidl tra via Casilina e via di Torraccia, nella zona periferica di Tor Bella Monaca, a Roma. Circa una decina di persone italiane, col volto travisato con passamontagna e caschi, hanno aggredito quattro romeni con bastoni e coltelli.
Il Tempo.it, 3 novembre
Tre i feriti, di cui uno grave. Tre cittadini romeni sono stati aggrediti a colpi di bastone ed altri oggetti, a Roma, da alcune persone, forse una decina, che avevano il volto coperto da caschi e passamontagna. Gli stranieri sono stati trasportati e ricoverati negli ospedali di Tor Vergata e Frascati, ai Castelli Romani. Secondo i medici, tra le persone aggredite solo una sarebbe in gravi condizioni. I carabinieri della compagnia di Frascati, con i colleghi di Roma coordinati dal comandante provinciale dell’Arma, colonnello Vittorio Tomasone, hanno avviato immediate ricerche del gruppo di persone arrivate improv-visamente nel parcheggio del centro commerciale Lidl, luogo di ritrovo di cittadini romeni.
Il raid di ieri è solo l’ultimo atto di intolleranza violenta contro i romeni. Il 20 settembre, in via Tiburtina, quaranta persone tra i 25 e i 40 anni con il volto coperto da passamontagna e armati di catene, bastoni, sassi e bottiglie, hanno prima lanciato alcune molotov contro l’accampamento nomadi di via Tiburtina, a Roma, e poi hanno tentato una sorta di assalto. Uno degli aggressori è stato arrestato, un uomo di 40 anni, accusato di porto abusivo di arma bianca, oggetti atti ad offendere e resistenza a pubblico ufficiale. L’uomo si è detto promotore di un comitato spontaneo di residenti della zona di Ponte Mammolo "intolleranti" alla presenza dei nomadi.
Sono stati i carabinieri in borghese a sventare l’assalto delle 40 persone che, urlando frasi contro gli immigrati, volevano provocare «un vero e proprio scontro, una vera guerriglia». Due notti prima lo stesso campo nomadi di Ponte Mammolo era stato preso di mira con il lancio di quattro bottiglie incendiarie, due delle quali esplose, che non hanno causato feriti ma molta tensione e danni alle baracche dove vivono circa una trentina di nomadi romeni. Oltre alle bottiglie molotov i carabinieri avevano anche sequestrato una tanica di benzina…
- Spedizione punitiva a Roma: aggrediti 4 rumeni -Adnkronos – Ign, 3 novembre
Adnkronos – Ign, 3 novembre
3- ESPULSIONI DI 4 ROM ROMENI DA MILANO
- SICUREZZA: DE CORATO, ESPULSIONI MILANO SEGNALE IMPORTANTE
AGI – News, 2 novembre
Milano, 2 nov. – "Un segnale importante e un risultato dell’ottimo lavoro di equipe svolto con la Polizia Municipale, supportata dalla Polizia di Stato, che dalla fine di luglio ha incessantemente lavorato per l’identificazione dei rom che vivono sulle strade o nei campi nomadi". Lo dichiara il deputato di An e vice Sindaco di Milano Riccardo De Corato a proposito delle prime espulsioni decise dal Prefetto del capoluogo lombardo. "Questo provvedimento – aggiunge – fa onore alla Prefettura di Milano che e’ la prima in Italia ad applicare le espulsioni di rom romeni in virtu’ del decreto legge appena approvato. Ed e’ l’esito di un lavoro antesignano del Comune di Milano. Che sin da luglio, su mia sollecita-zione, ha messo in pratica il decreto legislativo che recepiva una direttiva Ue sul sog-giorno dei comunitari oltre i 90 giorni. Grazie al lavoro dei vigili si e’, infatti, raggiunto l’obiettivo di un capillare censimento dei rom che vivono nei campi autorizzati e di quelli presenti sulle strade. Oggi – conclude De Corato – con gli allontanamenti firmati dal Prefetto cogliamo i primi frutti di un lungo lavoro".
- Prefetto Milano ordina prime 4 espulsioni romeni
Adnkronos – Ign, 3 novembre
Milano, 2 nov. (Adnkronos/Ign) – Il prefetto di Milano, Gian Valerio Lombardi, ha firmato i primi quattro decreti di allontanamento nei confronti di altrettanti romeni. I quattro romeni saranno imbarcati su un volo della Tarom diretto a Bucarest. "Pericolosità sociale e mancata volontà di integrarsi" sono gli elementi che hanno portato il prefetto a firmare i primi quattro decreti. Si tratta "di persone denunciate e condannate – spiega – per più reati tali da creare pregiudizio per la sicurezza pubblica e che testimoniano la fattispecie di non volersi inserire nel nostro Paese". I provvedimenti sono stati convalidati dal giudice di Pace e già stasera è previsto il rimpatrio, probabilmente da Malpensa.
> APPROFONDIMENTI
Dietro (dentro) la tragedia di Livorno: "campi nomadi" e Rom Romeni
Romano Lil, 18 agosto
SPECIALE. La tragedia dei bambini Rom uccisi nella baracca a Livorno sta dentro l’emergenza Rom Romeni che continua, come prima, ad essere elusa. Anche la commozione non cambia lo "Status quo". Quello dei "campi nomadi", lager istituzionali, fisiologici, capro espiatorio e falso problema di una società del "benessere", quella Italiana, all’ottavo posto nel Pianeta.
La morte di un bambino coinvolge tutta la società: secondo alcuni indicatori la democrazia di un Paese si potrebbe misurare dal grado di attenzione e di tutela nei riguardi dei bambini e degli anziani. Perché non siano morti invano: Eva, Danchiu, Dengi, Lenuca.


