Caccia ai Rom: gara nazionale
3 novembre. E’ aperta una gara nazionale di caccia ai Rom (soprattutto Romeni), il popolo dei bambini per l’alta incidenza dei minori. SOMMARIO: Blitz e controlli nei campi nomadi – Prefetti ed espulsioni -Ronde e squadre speciali – Le opinioni di pubblici e privati cittadini. Con un articolo su Milano dove, nonostante il rischio sanitario del campo rom del Triboniano abbia smosso anche gli osservatori dell’ONU, gli assediati sembrano i milanesi, non i Rom.
> BLITZ E CONTROLLI NEI CAMPI NOMADI - BLITZ NEI CAMPI ROM DELLA CAPITALE LibertàOnLine, 2 novembre Una prima conseguenza della feroce aggressione a Giovanna Reggiani , la donna che ieri sera è morta dopo due giorni di agonia in ospedale, è stato ieri il blitz della polizia di Roma che all’alba ha controllato complessivamente 78 baracche e 75 romeni in due insediamenti: alla stazione ferroviaria di Tor di Quinto ed in via Foce dell’Aniene. In giornata i controlli si sono estesi, questa volta sui iniziativa dei carabinieri, nella zona della Tiburtina e di Colli Aniene. Nei prossimi giorni l’Ama demolirà i manufatti. L’operazione delle forze dell’ordine è stata disposta dal Dipartimento di pubblica sicurezza. Da alcuni mesi le forze dell’ordine eseguono controlli nelle baraccopoli sorte lungo gli argini del Tevere e dell’Aniene. Scattati a Firenze i controlli a tappeto sui campi Rom. Polizia, carabinieri e vigili urbani hanno messo nell’obiettivo il campo nomadi del Poderaccio che ospita la comunita’ rom piu’ numerosa della Toscana La decisione e’ stata presa alle 13 in un vertice presieduto dal prefetto Andrea De Martino. Come in altre grandi citta’ italianie le forze di polizia hanno predisposto operazioni di controllo e monitoraggio in campi nomadi e agglomerati abusivi, e in particolare verso le comunita’ romene. … In particolare, il monitoraggio, a Firenze e altre citta’ del Paese, si propone l’obiettivo di individuare personaggi legati alla criminalita’ romena particolarmente pericolosi per la pubblica sicurezza, per essere rimpatriati, dando cosi’ applicazione al provvedimento governativo pubblicato sulla gazzetta ufficiale e pertanto da oggi in vigore. - SICUREZZA: FIRENZE, CONTROLLO CAMPI ROM, 15 PORTATI CASERMA Agi – News, 3 novembre Firenze, 3 nov. – Duecentoventisette cittadini stranieri controllati e 15 persone portate in caserma per l’identificazione. E’ il bilancio di un servizio di controllo e sgombero dei campi nomadi dell’hinterland fiorentino. Due in particolare le baraccopoli controllate in localita’ Osmannoro, con l’impiego di un imponente numero di poliziotti, carabinieri, vigili urbani e finanzieri. Nell’operazione e’ stato anche denunciato un egiziano di 24 anni, in base all’articolo 6 della legge Fini-Bossi. - BLITZ IN CAMPI ROM. PREFETTO LECCE ALLONTANA 6 ROMENI Un intero nucleo familiare composto da cinque persone risultate senza domicilio e prive di fonti di sostentamento e un uomo reo di furto saranno sottoposti al provvedimento di sicurezza La gazzetta del mezzogiorno, 3 novembre LECCE – Un intero nucleo familiare composto da cinque persone, tutte maggiorenni, sarà sottoposto nelle prossime ore a provvedimento di allontanamento da parte del prefetto di Lecce: sono risultate tutte senza domicilio e prive di fonti di sostentamento. Un analogo provvedimento sarà applicato nei confronti di un altro cittadino romeno condannato per furto. - ROM DI NAPOLI, UNA COMUNITÀ NEL MIRINO Stanno per scattare i controlli, a Salerno blitz del sindaco. L´assessore comunale Riccio: "L´emergenza qui è umanitaria". L´assessore provinciale D´Aimmo: "Casoria esempio da seguire la Repubblica.it, 3 novembre Da martedì via alle espulsioni, le prefetture e le questure in Campania sono pronte a mettere in pratica le disposizioni del decreto adottato dal governo dopo l’omicidio di Giovanna Reggiani a Roma. > GLI ASSEDIATI DI MILANO
Diciassette romeni sono stati condotti dalla polizia nell’Ufficio immigrazione della Questura. Nell’insediamento di Tor di Quinto sono state trovate 35 baracche e controllati 40 romeni.
Sei di loro, privi di documenti, sono stati accompagnati nell’Ufficio immigrazione. Sull’Aniene sono state ispezionate 43 baracche e 35 i romeni 11 dei quali, senza documenti, sono stati condotti in questura.
In entrambi i campi i poliziotti hanno trovato 16 bambini, sei nel primo e dieci nel secondo.
«Ci hanno detto che entro due giorni dobbiamo andare via, perchè poi arrivano le ruspe. Ma noi dove possiamo andare?» si domandano i rom che vivono nel campo abusivo vicino alla stazione di Tor di Quinto. «Noi rimaniamo – ha detto Romulo che vive nella baracca vicina a quella dell’aggressore di Giovanna Reggiani – certo abbiamo paura, ma non c’è alternativa».
Ferro, rame, "braccia" (intesa come manodopera) e sesso
Sono queste le attività che consentono ai tanti romeni, insediatisi con le loro baraccopoli lungo gli argini dei fiumi Tevere e Aniene, di vivere nella Capitale. È quanto ha sostenuto il dirigente dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della Questura di Roma Raffaele Clemente, che ieri ha coordinato le operazioni per il controllo delle due baraccopoli romane. «Si tratta – ha sintetizzato – di attività economiche primitive che fanno un reddito, creando un ciclo economico appunto a basso reddito». Ultimamente alle attività tradizionali si è aggiunto anche «il riciclaggio dei calcinacci», scelta, secondo Clemente, favorita dal «mercato», visto che molte ditte italiane non vogliono pagare la tassa di smaltimento e scelgono di dare soldi in nero ai romeni per far sparire questi materiali…
- CONTROLLI NEI CAMPI ROM DI FIRENZE
Toscana TV, 2 novembre
E’ il risultato di controlli fatti dalla polizia in masserie e casolari abbandonati e abusivamente occupati da romeni. Gli agenti hanno rintracciato 27 persone, tra le quali anche minorenni, che sono state accompagnate in questura per l’identificazione e la verifica della loro posizione. I controlli hanno riguardato anche gli incroci dei semafori occupati da lavavetri.
In tutto sono state più di 150 le persone controllate nel corso dell’operazione, che ha visto l’impiego degli agenti del reparto prevenzione, della sezione Volanti, della Squadra mobile e dell’ufficio immigrazione.
Il blitz ha portato alla luce una mini-baraccopoli in via De Ferrari, vicino alla zona delle Cave, dove sono stati trovati parte dei romeni fermati. Tra loro anche ragazza sola di 16 anni la cui posizione è ora all’esame degli investigatori. Controllato anche il campo sosta Panareo, dove però non sono emerse situazioni di irregolarità, oltre che una masseria abbandonata in via Sandalo all’ingresso della strada provinciale per Torre Chianca, trasformata in un accampamento abusivo.
I controlli nei campi nomadi, regolari e no, saranno effettuati sulla base degli elenchi di persone già a disposizione delle forze dell´ordine perché pregiudicate. Intanto qualcosa già si muove a Salerno, dove interviene direttamente sul decreto il sindaco Vincenzo De Luca, che ieri ha accompagnato la polizia municipale in una operazione di pubblica sicurezza contro nomadi e prostitute. Rimosso un accampamento abusivo a est di Salerno.
A Napoli vivono 2600 rom tra slavi e romeni, di cui 670 nel villaggio attrezzato di Secondi-gliano e 200 nell´ex scuola Deledda di Soccavo. In loro difesa si schiera l’assessore Giulio Riccio, di Rifondazione: "Qui non c’è emergenza sicurezza, ma un’emergenza umanitaria. È ovvio che tutti devono rispettare le leggi, è altrettanto ovvio che i loro diritti vanno garantiti".
Rilancia l’assessore provinciale Isadora D’Aimmo: "La risoluzione di una questione tanto delicata non può passare attraverso la mera accoglienza, la pura e semplice assistenza che non porta da nessuna parte. Bisogna invece attivare percorsi di cittadinanza che vedano gli immigrati protagonisti. Limitandosi a stanziare fondi, le istituzioni rischiano paradossalmente di creare per i Rom una situazione di vantaggio di dubbia costituzionalità». E offre il modello Casoria come esempio da seguire.
Triboniano, milanesi assediati «Non ci arrenderemo ai rom»
Il rischio sanitario del campo del Triboniano ha persino smosso gli osservatori dell’ONU
ilGiornale.it, 2 novembre. Di Gianandrea Zagato
(…) Reazione da mal di pancia, quella del signor Spinella e dei cittadini costretti a convivere con la polveriera di Triboniano. «Noi siamo le vittime, non loro», leit motiv di trenta disperati che lì, a un passo dal cimitero Maggiore, vivono da trenta e passa anni. «Siamo vittime ma non abbiamo intenzione di arrenderci ai rom, che per riempire la noia di un pomeriggio danno la caccia a topi grandi così».
Già, nella favela del campo di Triboniano si vive nel fango, tra immondizie e escrementi. Quando piove, raccontano gli italiani, le strade diventano una latrina a cielo aperto e le scarpe sono ingoiate da una poltiglia maleodorante. «Ci sono stati dieci-casi-dieci di epatite A. E poi un’epidemia di morbillo» racconta una vicina, «mio malgrado», nella baraccopoli. Sì, dieci casi di una malattia debellata in Occidente, che aggredisce per lo più i bambini del Terzo Mondo e che, sorpresa, è ricomparsa nella favela milanese.
Rischio sanitario che ha persino smosso l’advisor group on forced evictions dell’Onu, con tanto di richiesta al Comune di un dettagliato rapporto. Ma report a parte, restano i cumuli di rifiuti a fianco di roulotte dismesse e baracche di cartone e assi di legno. Non ci sono gabinetti e quelli mobili sono perennemente fuori uso, «li distruggono nello spazio di un’ora». Bagni chimici insozzati e inaccessibili, a un palmo dalle dispense dove accatastano pentole con la ciorba, mix di carne e pomodoro dal fetore insopportabile…
> PREFETTI ED ESPULSIONI - Il DECRETO D’ESPULSIONE Il decreto riprende lo schema delle norme di attuazione della direttiva comunitaria del 2004 sul diritto di circolazione e di soggiorno dei cittadini comunitari (romeni compresi), in vigore dal marzo di quest’anno, con due significative integrazioni. La prima riguarda l’attribuzione del "potere di allontanamento" non più al solo ministro dell’Interno, ma pure al prefetto (una figura di cui si continua chiedere la scomparsa e che, invece, ottiene così una nuova e forte legittimazione). La seconda, ben più incisiva, consiste nell’ampliamento delle cause che permettono l’allontanamento del cittadino comunitario, riassunte nella formula dei "motivi imperativi di pubblica sicurezza" che derivano dall’aver "tenuto comportamenti che compromettono la tutela della dignità umana o dei diritti fondamentali della persona umana ovvero l’incolumità pubblica, rendendo la sua permanenza sul territorio nazionale incompatibile con l’ordinaria convivenza". - ESPULSIONI D’ITALIA: PRIMI NUMERI 3 novembre. 3 espulsioni di Romeni a Roma, due a Firenze dopo controllo di 227 persone in due campi nomadi ed insediamenti abusivi, espulsione due Romeni a Torino dopo controlli, 17 espulsioni a Genova, 4 espulsioni di Rom Romeni a Milano – dopo le quattro di ieri, 6 Rom espulsi a Lecce (una famiglia più un singolo) dopo controllo di 150 Rom in insediamenti, - Sicurezza: prefetti pronti, subito le espulsioni Reclusione nei Cpt fino a nulla osta della magistratura Ansa.it, 2 novembre ROMA – Prefetti già pronti ad usare i nuovi poteri di espulsione dei cittadini comunitari. Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto legge approvato mercoledì 31 ottobre dal Consiglio dei ministri, potrebbero esser decisi i primi allontanamenti, sulla base degli elenchi dei soggetti pericolosi forniti dalle forze di polizia e di controlli nei campi Rom non autorizzati. Si parla di centinaia di persone. Romeni, naturalmente, in cima alle liste. Contatti intensi sono in corso tra Viminale, prefetti e questori delle città maggiormente interessate dall’ emergenza criminale romena, proprio per mettere a punto in tempi rapidi le modalità di intervento. A spiegare come si agirà è stato il prefetto di Roma, Carlo Mosca, già capo di gabinetto del ministro dell’Interno, Giuliano Amato. "Ci sono già delle proposte – ha detto – da parte delle forze di polizia. Queste persone saranno accompagnate inizialmente nei Centri di permanenza temporanea, in modo tale che si possano poi, qualora siano già sottoposti a procedimento penale, avere i nulla osta da parte della magistratura e questi accompagnamenti possano essere anche convalidati dal giudice". Il nulla osta deve essere rilasciato entro 15 giorni dalla richiesta. Inoltre, nel caso di allontanamento immediatamente eseguito, occorre la convalida del provvedimento di accompagnamento alla frontiera da parte del giudice di pace. Il decreto, ha sottolineato Mosca, "accelera ulteriormente l’intervento. Allo stesso tempo, non sarà possibile che un ricorso possa bloccare l’esecuzione del provvedimento, che dovrà essere eseguito immediatamente". Anche Milano si sta preparando ad applicare la nuova norma. Il prefetto Gian Valerio Lombardi e il questore Vincenzo Indolfi hanno fatto oggi il punto su come procedere. D’intesa sono stati disposti una serie di controlli straordinari in numerosi insediamenti. Ciò, ha spiegato Lombardi, "favorirà l’ applicazione del decreto, verificando puntualmente i requisiti di pericolosità". E ci sarebbe già un certo numero di pratiche pronte per essere portate alla firma del prefetto. Dovrebbero quindi scattare, a breve, le espulsioni per quelli che appaiono i casi più palesi e proprio per questo si sta cercando di individuare con chiarezza le persone che possono costituire un problema per la pubblica sicurezza, secondo quanto prevede il decreto legge. Situazione analoga a Napoli, dove la prefettura ha da tempo ha avviato un monitoraggio sui campi Rom, alcuni dei quali non autorizzati. Segnalati, in particolare, due nella zona di Secondigliano ed uno a Poggioreale. A Firenze è fissata per lunedì una riunione con le forze dell’ordine per mettere a punto un piano operativo per l’immediata attuazione del decreto legge. Sono già almeno tre i casi di possibile espulsione emersi, tutti relativi a cittadini arrivati dalla Romania. Gli avvocati annunciano tuttavia battaglia contro il decreto. La giunta dell’Unione delle Camere penali italiane, presieduta da Oreste Dominioni si è riunita d’urgenza proprio per esaminare il provvedimento ed ha proclamato lo stato di agitazione "contro una così pesante spirale autoritaria". - LA CORSA DEI PREFETTI: VINCE CHI CACCIA IL PRIMO ROM Milano vince la gara per espulsione dei primi Rom comunitari ilGiornale.it, 3 novembre. Di Marcello Foa E ora avanti con le espulsioni, naturalmente immediate e soprattutto mediatiche. Il decreto è entrato in vigore alle 17.31, un minuto dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale. E alle 18.03 il prefetto di Milano Gian Valerio Lombardi ha annunciato i primi provvedimenti. Per un romeno? Macché per quattro. Nel capoluogo lombardo hanno pensato a tutto: sin dal mattino l’Ufficio del giudice di Pace aveva predisposto un’unità speciale, composta oltre che dal magistrato che ha convalidato l’ordine di allontanamento, da un interprete, da un difensore d’ufficio e da un cancelliere. Un comportamento esemplare e che certo farà piacere ai milanesi: 32 minuti per ottenere Giustizia. - SICUREZZA, È BOOM DI ESPULSIONI la Repubblica.it, 3 novembre Prime espulsioni a Roma e Firenze. Il prefetto di Roma, Carlo Mosca, ha firmato i primi tre decreti di espulsione a carico di altrettanti cittadini comunitari, tutti di nazionalità romena da quel che si apprende, ritenuti "pericolosi per la sicurezza pubblica". Due i provvedimenti firmati a Firenze dal prefetto Andrea De Martino. Sempre nel capoluogo toscano sono stati effettuati numerosi controlli in campi nomadi e insediamenti abusivi, 30 persone sono state sottoposte a fermo di identificazione ed è stata sgomberata una ex fabbrica occupata da una decina di romeni, dove sono stati rinvenuti un coltello, un’ascia e alcune sbarre di ferro. Altre espulsioni a Milano, quattro romeni colti in flagranza. Dopo le quattro espulsioni di ieri, a Milano la polizia ha notificato ad altri quattro romeni altrettanti provvedimenti. Un ro-meno di 18 anni, invece, è stato arrestato dalla polizia che lo ha sorpreso a calarsi dal balco-ne di un ufficio bancario. Il complice è riuscito a fuggire. Un altro romeno è stato bloccato mentre rubava da un’auto. Altri due sono stati fermati con l’accusa di furto pluriaggravato.
Milano, peraltro, ha battuto tutti. Anche Roma, che nel pomeriggio un romeno da espellere lo aveva trovato, ma poi ha perso tempo, nonostante gli annunci del prefetto Carlo Mosca. Spettacolari, come i «controlli battenti» nei campi nomadi di Firenze; il fermo di decine di romeni a Torino; le riunioni straordinarie delle forze dell’ordine a Perugia. E giù raffiche di cifre: sarebbero cinquemila i rom che potrebbero essere espulsi rapidamente, di cui 1400 a Milano, già censiti dai vigili urbani; cento addirittura entro pochi giorni.
… D’altronde basta leggerlo il decreto: è vero che conferisce al prefetto poteri straordinari di espulsione, ma solo «per esigenze imperative di ordine pubblico» e dunque non può essere applicato nei confronti dei cittadini comunitari che non sono in grado di mantenersi, come previsto da una direttiva Ue. Questa clausola, che era davvero urgente, continua a dormire nel disegno di legge e chissà quando verrà approvata dal Parlamento…
Nelle principali città d’Italia si moltiplicano i decreti di allontanamento
Si indaga sul raid di Roma. Berlusconi: "Guai se i cittadini si difendono da sé"
Decreti a Torino, 22 espulsi da Genova. Prime espulsioni di cittadini romeni anche a Torino, dove vive una delle comunità più numerose d’Italia. Il prefetto Goffredo Sottile ha firmato due decreti di allontanamento. Sempre a Torino, ieri la polizia aveva controllato una trentina di romeni e metà era finita in Questura per accertamenti: tutti avevano precedenti penali. Sono invece 17 le espulsioni firmate dal prefetto di Genova, Giuseppe Romano, che ha firmato anche per l’espulsione di cinque prostitute nigeriane.
Gli sgomberi. Ventidue romeni sono stati identificati dalla polizia di Bologna durante lo sgombero di un’ex area militare alla periferia della città. A Roma sgomberate alcune baracche abusive nella zona della Magliana: identificate una decina di persone, per lo più di origine bosniaca. Sempre nella capitale, si è concluso lo sgombero del campo di Tor di Quinto, la zona in cui martedì scorso è stata massacrata Giovanna Reggiani.
> RONDE E SQUADRE SPECIALI
- LA DESTRA DI STORACE SCATENATA: «SERVE L’ESERCITO NEI CAMPI ROM»
Contro i rumeni, contro tutti i rumeni. Contro i rom, contro tutti i rom. La destra italiana si scatena. Dopo lo squallido show da sciacallo di Fini alla stazione di Tor di Quinto, tocca a Storace
L’Unità.it, 2 novembre
Contro i rumeni, contro tutti i rumeni. Contro i rom, contro tutti i rom. La destra italiana si scatena. Dopo lo squallido show da sciacallo di Fini alla stazione di Tor di Quinto, tocca a Storace. Sit in del suo movimento politico "la Destra" davanti all’ambasciata romena presso la Santa Sede a Roma, per sollecitare un intervento della Chiesa contro la criminalità romena.
«Ora basta! L’Italia non è la vostra fogna dove scaricare assassini, spacciatori e prostitute». Questa la frase scritta sul volantino distribuito dal gruppo sotto la sede dell’ambasciata in via Panama.
«Dai politici – spiega il portavoce per la città di Roma, Fabio Sabbatani Schiuma- solo chiacchiere. Mentre Giovanna lottava contro la morte, hanno dato vita ad un vergognoso scaricabarile. La Destra è sotto l’ambasciata romena presso la Santa Sede per pregare, auspicare un intervento del Vaticano e gridare la nostra rabbia contro un paese che non può continuare a esportare delinquenza in Europa».
«È il caso di pensare all’impiego dell’esercito con funzioni di ordine pubblico nei pressi dei campi nomadi e delle zone a rischio criminalità, viste le carenze di mezzi e uomini di cui soffrono le forze dell’ordine». È quanto dichiarano in una nota Fabio Sabbatani Schiuma, portavoce di Roma de "La Destra", insieme ai consiglieri provinciali Alessio Nardini, Massimo Davenia e Alberto Pascucci, capo della segreteria politica del partito.
«È urgente applicare quanto chiede il nostro senatore Stefano Morselli: "il regolamento europeo Rabbit prevede la possibilità di impiegare squadre speciali alle frontiere con la Romania, che non fa parte dello Spazio Schengen". I campi nomadi infatti – conclude la nota – offrono copertura a numerose forme di delinquenza e di sfruttamento minorile . Cechi, estoni, ungheresi, lituani, lettoni, maltesi, polacchi, slovacchi e sloveni il 21 dicembre prossimo saranno membri dell’Ue ed entreranno a far parte dello Spazio Schengen»…
- ALEMANNO: "ESPELLERE GLI STRANIERI FERMATI"
Comincialitalia, 2 novembre. Di Donatella Papi
…Gianni Alemanno insieme con Andrea Ronchi e il quartier generale del partito romano, dopo la presa di posizione di Fini sulla sicurezza, sono stati ricevuti dal Prefetto di Roma. Un’ora di colloquio. Poi il resoconto dei primi interventi.
"Il prefetto – spiega Gianni Alemanno – ci ha detto che la creazione di altri campi non si farà. L’idea di Veltroni di creare 4 nuovi campi era assurda. Ma fino a quando non avremo la certezza che nell’area metropolitana di Roma non ci sarà tolleranza zero e numero chiuso degli stranieri, noi vigileremo. Per troppo tempo si è cercato di minimizzare. Io stesso sono stato accusato dalla sinistra romana di creare allarme, invece stavamo denunciando una situazione di pericolosità non più rinviabile".
Tolleranza zero, cioè niente più lassismo e ritardi. L’ipotesi è che i 20 mila stranieri fermati dalla polizia in questi mesi vengano subito mandati via dall’Italia e da Roma. Poi, rimpatri al-trettanto immediati per chi presenta caratteristiche di pericolosità, per chi non ha casa e non ha lavoro. Le baracche vanno bonificate, la stazione e i luoghi a rischio messi in sicurezza.
Questo significa per An posizione dura su rimpatri e stranieri? "Significa applicazione ferma e restrittiva delle norme presenti nel decreto finalmente approvato – dice Alemanno -. Un decreto che abbiamo chiesto da mesi, proprio per fermare l’emergenza. Soltanto ora è stato varato. Ma non basta. An sta preparando un pacchetto di emendamenti per evitare che resti una cosa astratta"…
- Sicurezza – Unione Sindacale di Polizia: "CHIEDIAMO SCUSA AI CITTADINI ITALIANI"
Vice Segretario Nazionale dell’Usp Roberto Boni denuncia un innalzamento del tasso di criminalità mai visto prima
Agenzia servizi giornalistici, 2 novembre
"La feroce aggressione mortale di cui è stata vittima, a Roma, la moglie di un noto ufficiale della Marina Militare, giunge solo ultima in ordine di tempo a rappresentare la pericolosità sociale di quelle centinaia di migliaia di cittadini rumeni e di nomadi Rom che, dall’ingresso del loro paese nella comunità europea, hanno invaso senza alcuna forma di controllo e di selezione l’Italia, innalzando i tassi di criminalità a livelli mai registrati finora. Si tratta, infatti, di personaggi di elevato spessore delinquenziale, che a differenza di molti altri loro connazionali onesti, sono pronti ad uccidere per pochi Euro o, a lasciarsi andare ad ogni sorta di inaudita violenza contro chiunque tenti di opporsi ad un furto, ad una rapina, ad uno stupro", ad affermarlo in una nota è Vice Segretario Nazionale dell’Usp Roberto Boni .
…"Allarme rimasto colpevolmente inascoltato, come anche le reiterate richieste avanzate sempre dall’Usp – prosegue Boni -, affinché anche in Italia venisse immediatamente applicata la Direttiva Europea nr. 38, già in vigore da anni in tutta Europa, che prevede espressamente l’espulsione coatta per tutti quei cittadini U.E. presenti sul territorio nazionale che non siano in grado di provvedere al sostentamento di sé stessi e delle loro famiglie".
- RONDE ANTI-ROM DOPO LE SEVIZIE
Il Circolo della libertà di Roma polemico con Veltroni: «Già da subito controlli spontanei nelle zone a rischio»
Corriere della sera.it, 3 novembre
ROMA - Dopo l’orrore e lo sdegno, le ronde. A due giorni dalle sevizie a una donna da parte di un romeno, alcuni cittadini impugnano torcia e walkie talkie per presidiare le strade della Capitale. L’iniziativa è del «Circolo delle Libertà – Roma Liberale» anche se la presidentessa Michela Vittoria Brambilla prende subito le distanze dai colleghi romani…
… CONTRO VELTRONI – L’iniziativa romana nasce dallo sconcerto per quello che è accaduto a Giovanna Reggiani, la donna violentata e uccisa da un cittadino romeno a Tor di Quinto, e decisamente polemica nei confronti del sindaco Veltroni e del governo Prodi: «Siamo stanchi di assistere impotenti a quello che succede nelle nostre strade – spiega Giuseppe Luca, presidente del Circolo di via Nizza -. Io ho denunciato per tempo lo stato di degrado dei nostri quartieri, ho chiesto anche un appuntamento al sindaco di Roma senza mai ricevere risposta».
> DICHIARAZIONI ED OPINIONI
- Tutte le dichiarazioni sulla vicenda
Ansa.it, 1 novembre
IL PREMIER ITALIANO – IL PREMIER ROMENO – IL MARITO DELLA VITTIMA – I CIRCOLI DELLA LIBERTA’ – IL MINISTRO – IL LEADER DI AN – IL LEGHISTA – IL PREMIO NOBEL – IL PRESIDENTE DELLA CEI – RESPONSABILE COMUNITA’ ROMENA – L’ALLENATORE ITALIANO – I ROM DI TOR DI QUINTO – IL RE DEI ROM – LA GIORNALISTA ROMENA
Il Messaggero.it, 2 novembre
Che c’è da dire, tanto se uno fa i commenti viene spacciato per razzista… E allora sai che vi dico, che se difendere la nostra gente, la nostra legalità, i nostri figli e la nostra italianità significa essere razzista… lo sono! Cordiali saluti Fabio Signorini
Non ci sono parole che descrivono il sentimento di rabbia e di dispiacere contro queste belve che sto provando in questo momento sia come donna che come romana. Che scuse inventeranno adesso chi ci governa e chi dovrebbe pensare alla nostra sicurezza, specialmente nella nostra ormai perduta città per giustificare un atto così vergognoso? Le mie più sentite condoglianze alla famiglia della Signora. Fabiana
E’ facile, quando accadono queste cose, indignarsi e dire "basta!", ma ora siamo arrivati ad una linea di confine da cui, una volta oltrepassata, non potremo tornare indietro. L’Italia, la nostra cara Italia, non esiste più. Esiste un paese in cui non c’è più legge, non c’è più rispetto di niente, un paese dove milioni di immigrati fanno quello che gli pare. E’ arrivata l’ora di fermarsi, pensare al futuro dei nostri figli, a quale paese gli lasceremo, sempre che riusciremo a lasciargliene uno. Ora basta, Italia svegliati! Fabrizio (Milano)
E’ uno schifo: si dovrebbe impiccarlo pubblicamente, invece dopodomani sarà già a piede libero. Ma attenti, ha ragione Grillo: l’allarme sociale prima o poi (e siamo ormai arrivati al poi) sfocerà (purtroppo) anche contro nomadi che sono innocenti e non hanno fatto nulla. Nicola
Caro Messaggero, ormai la misura è colma, o ci arrendiamo ai nuovi barbari o usiamo il pugno di ferro! Giampiero Britti…
…e via – una lunga serie – di questo tono…


