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Archivio Novembre 2007

Napoli: Polizia Municipale sbatte in strada famiglie Rom

30 Novembre 2007 Commenti chiusi

Napoli, 30 novembre. Stamattina la polizia municipale ha sgomberato con la forza l’ex Ospedale Psichiatrico in via Frullone a Napoli, buttando una sessantina di Rom Romeni in mezzo alla strada e alle intemperie di questi giorni. Pacifici cittadini comunitari, che non delinquevano né davano fastidio a nessuno, sono stati mandati allo sbaraglio: fra di loro, alcune donne incinte e molti bambini.

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I Rom/Sinti e le metropoli: X° Seminario nazionale

29 Novembre 2007 Commenti chiusi
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La torbida xenofobia dei media italiani

29 Novembre 2007 Commenti chiusi

25 novembre. Se un pregiudicato romeno ubriaco investisse sulle strisce una signora italiana con due bambini e la riducesse in fin di vita, diverrebbe in un lampo prima notizia su tutti i media. Se invece avviene il contrario la notizia viene censurata su tutti i media.
"Questa settimana ne abbiamo avuto una ATROCE dimostrazione pratica. E i media italiani ne escono in maniera vergognosa", scrive Gennaro Carotenuto su America Latina.
Una riflessione sul ruolo dei media nella costruzione del clima di insicurezza e di crescente intolleranza e xenofobia fra la gente comune.

Ma se l’uomo morde il cane non fa notizia? La torbida xenofobia dei media italiani
America Latina, 25 novembre, Di Gennaro Carotenuto
Cosa succederebbe in Italia se un pregiudicato romeno ubriaco investisse sulle strisce una signora italiana con due bambini e la riducesse in fin di vita? La risposta è facile, diverrebbe in un lampo prima notizia su tutti i media e molti sciacalli sarebbero pronti a organizzare fiaccolate, a chiedere mano dura, espulsioni e a fare passeggiate vestiti come Humphrey Bogart. Cosa succede se avviene il contrario? Questa settimana ne abbiamo avuto una ATROCE dimostrazione pratica. E i media italiani ne escono in maniera vergognosa.
La storia, nella sua crudezza, è semplice. Il giorno 20 novembre in pieno giorno, nella città di Roma, la cittadina rumena Marinela Martiniuc, 28 anni, attraversava sulle strisce nei pressi di una scuola. Spingeva una carrozzina con suo figlio Elias di appena quattro mesi e teneva per mano sua nipote Adina di 12 anni.
Sono stati spazzati via da un’auto guidata da un cittadino italiano, in evidente stato di ebbrezza, e appena uscito di galera. Il neonato è stato sbalzato a 20 metri di distanza, la piccola Adina ha avuto multiple lesioni alle gambe. La signora Martiniuc è stata per 24 ore incosciente ed in pericolo di vita. Tutt’ora è ricoverata in condizioni critiche.
Nessun giornale o gr o tg ha ritenuto opportuno diffondere la notizia. Questa è stata diffusa oggi, cinque giorni dopo, solo in una lettera inviata da Anna Maffei, presidente dell’Unione cristiana evangelica battista italiana, pubblicata dal quotidiano Il Manifesto.
Maffei invita a una riflessione sul ruolo dei media nella costruzione del clima di insicurezza e di crescente intolleranza e xenofobia fra la gente comune. Ha ragione: i media mainstream oramai formano un compatto partito del pregiudizio e utilizzano il loro sterminato potere per diffonderlo ad arte. Per un’elementare regola giornalistica infatti, se i romeni e solo i rumeni (o i rom che per il giornalista medio è lo stesso) sono tutti stupratori, assassini, ladri, autisti ubriachi, l’ennesimo cane che morde l’uomo non deve far notizia. Ma se è l’uomo italiano (pregiudicato e ubriaco) a mordere la cagna rumena, questa non dovrebbe essere una notizia più del suo stereotipato opposto? Non dovrebbe causare scandalo e vergogna che un nostro connazionale abbia ridotto in fin di vita una donna straniera e due bambini?
Sarebbe un triste paradosso, ovviamente, se solo per questo i media facessero un buon servizio all’informazione. La Maffei centra perfettamente il punto. Oggi i media mainstream, manipolando e scegliendo le notizie in maniera intenzionale, rappresentano un generatore di insicurezza sociale, intolleranza e xenofobia. E i giornali italiani che strillano l’investimento (o lo stupro, o l’omicidio) di una cittadina italiana da parte di un cittadino straniero, ma nascondono il caso opposto e sminuiscono sistematicamente i crimini dei quali gli stranieri sono vittime, vanno definiti per quel che sono: razzisti.
Per turpi fini (politici o commerciali che siano) si stanno prestando a mettere in pericolo la convivenza civile in questo paese e stanno giocando con la nostra democrazia. E’ tempo che chi ha a cuore la convivenza civile in questo paese chieda sistematicamente loro conto delle loro intenzioni e malintenzioni. Un altro giornalismo è possibile.

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I Rom dell’usato protestano per sospensione del lavoro

29 Novembre 2007 Commenti chiusi

Roma, 28 nov. Stamattina, sotto il Campidoglio, si è svolta una manifestazione dei lavoratori rom impegnati come operatori dell’usato. La loro attività è stata sospesa perché oltre agli oggetti riciclati dai cassonetti sono stati accusati di vendere anche merci rubate nel mercato di Lungotevere Dante: col risultato di togliere però lavoro a centinaia di persone che coi mercatini vivevano.

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Invito alla lettura

28 Novembre 2007 Commenti chiusi
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Incendio a “campo nomadi” di Bologna

28 Novembre 2007 Commenti chiusi

Bologna, 27 novembre. Ieri sera verso le 20, un incendio ha distrutto una roulotte al ‘campo nomadi’ di via della Volta alla periferia della città. L’abitazione era temporaneamente vuota perché la ragazza, di 14 anni, che vi abitava da sola, si era allontanata per andare a comprare le sigarette.

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Proposta Agenzia Nazionale per i Rom d’Italia

28 Novembre 2007 Commenti chiusi

Roma, 27 novembre. Dal Convegno Prc al Senato, Migranti: giustizia e citta’ accoglienti, per non perdere la rotta della civilta’, il Prefetto Mosca propone una Agenzia Nazionale per i Rom/Sinti, mentre i Rom presenti lanciano un appello per la casa.
Il Convegno, Organizzato dal Gruppo Rifondazione Comunista- Sinistra Europea, si è tenuto dalle ore 11.00 alle ore 14.00 – Sala Conferenze stampa del Senato.
Coordinano: Rina Gagliardi, Giovanni Russo Spena. Introducono: Salvatore Bonadonna, Stefano Zuccherini, Peppino Di Lello. Interverranno: Maria Luisa Boccia Claudio Grassi, Sandro Medici (presidente del X municipio), Fabrizio Nizi (associazione Action). Sono stati invitati: Carlo Mosca (Prefetto di Roma), Luigi Ciotti (presidente "Libera").

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10-100-1000-10.000 Sorin al Presidente Napolitano (3-3)

27 Novembre 2007 Commenti chiusi

22 novembre. Sorin, piccolo Rom di 11 anni scrive al Presidente Napolitano: ‘Lei ha detto che i bambini immigrati devono avere tutti gli stessi diritti dei bambini nati in Italia. Ieri io non li ho avuti’. Ieri è quando le ruspe della Polizia hanno distrutta la baracca, assieme ai libri di scuola ed alle altre povere cose, all’insediamento di Tor di Quinto dove viveva con la famiglia: nessuno li aveva avvertiti.
Sorin dimora da due anni in Italia, da quando la nonna non è più stata in grado di accudirlo: di baracca in baracca, di sgombero in sgombero. Va regolarmente a scuola e pare abbia buoni voti malgrado la difficoltà iniziale nell’apprendimento della lingua. I genitori lavorano: la madre badante, 500 euro al mese, il padre muratore non sempre con occupazione. Vivevano in una baracca affittata a cento euro al mese. Sorin al ritorno da scuola ha trovato le ruspe e la casa distrutta. Le ruspe non badano ai pochi averi di questi poveri. Neppure ai libri di Sorin. Il bambino ha indirizzato una lettera al presidente della Repubblica per raccontargli la sua esperienza.

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Tiberius, 16enne rom al Presidente della Repubblica (2-3)

27 Novembre 2007 Commenti chiusi

Signor Presidente della Repubblica: ‘Mi chiamo Tiberius, sono un ragazzo rom di 16 anni. Sono partito dalla Romania cinque anni fa assieme alla mia famiglia, per un futuro migliore. Non è stato facile, non ero abituato vivere in una baracca… Io adesso vivo in un centro di accoglienza, una casa con luce e servizi igienici. Ma è difficile studiare quando il campo viene sgomberato e ci si deve spostare di continuo’.

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David, giovane rom romeno: violinista e baraccato (1-3)

27 Novembre 2007 Commenti chiusi

Roma, ottobre. È un giovane rom rumeno, di quelli che vivono nelle baracche. Ed è anche un bravo violinista, ammesso al conservatorio di Santa Cecilia. Ma gli sgomberi lo perseguitano. E nonostante la sua famiglia possa pagare un affitto, non trova una casa.
La loro baracca è stata distrutta in uno dei tanti sgomberi romani. Per un anno avevano trovato riparo al Residence Bravetta, uno dei luoghi simbolo del degrado della capitale. Sgomberati anche da lì ma senza un’alternativa valida.

- DAVID, VIOLINISTA E BARACCATO
È un giovane rom rumeno, di quelli che vivono nelle baracche. Ed è anche un bravo violinista, ammesso al conservatorio di Santa Cecilia. Ma gli sgomberi lo perseguitano. E nonostante possa pagare un affitto, non trova una casa
il manifesto, 17 ottobre. Cinzia Gubbini
È allievo del terzo anno del conservatorio di Santa Cecilia a Roma. Un posto dove per entrare devi dimostrare una certo talento. Lui si è piazzato decimo in graduatoria su circa cento partecipanti con la caratteristica in più – a rendere la sua storia degna di nota – che era il più giovane e che viveva in una baracca. Una di quelle che sono nate in questi ultimi anni lungo gli argini del fiume Tevere o negli anfratti della metropoli. Laurentiu David Constantin ha quattordici anni ed è un rom rumeno al pari di tanti suoi connazionali e coetanei che finiscono sui giornali, volano ai pacchetti sicurezza. David, invece, sui giornali non ci finisce mai. E la sua storia non fa da volano a un bel niente.

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Penalisti italiani: incostituzionale pacchetto sicurezza

26 Novembre 2007 Commenti chiusi

Roma, 23 novembre. L’Assemblea Nazionale dei Penalisti italiani, UCPI, ha ribadito la propria dura contestazione alle norme contenute nel c.d. pacchetto sicurezza, che "contiene tante violazioni della Costituzione in modo indiscutibile e grave", secondo quanto denunciato dal Presidente Dominioni.
Il Presidente ha spiegato che la critica al pacchetto sicurezza nasce dalla necessità di difendere la Costituzione, da "gravi e indiscutibili violazioni che non sono consentite mai, anche in situazioni di maggiore emergenza".

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ONG Europea: Italia discriminante e razzista verso i rom

26 Novembre 2007 Commenti chiusi

Bruxelles, 21 novembre. L’ENAR, rete europea contro il razzismo, dopo la condanna, del 9 novembre, del decreto italiano espulsione comunitari – che alimenta il razzismo, de-nuncia che i Rom/Sinti sono i più discriminati in Italia: "sistematicamente emarginati e esclusi nei vari settori dell’economia, sociale e lavorativo, ma, ancora peggio, nell’edu-cazione e nell’accesso ai servizi".

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Bologna: i funerali del bimbo rom morto nell’incendio

25 Novembre 2007 Commenti chiusi

Bologna, 24 novembre. Con una cerimonia in rito ortodosso si sono svolti stamattina i funerali di Florin, il bimbo rom morto nell’incendio della baracca, dove viveva, lo scorso lunedì. Presente una piccola folla di persone ma anche le Istituzioni. Il Comune ha pro-clamato lutto cittadino: la bandiera e’ stata esposta listata a lutto e sono rimaste spente le luminarie natalizie in citta’ e l’albero di Natale allestito in piazza Maggiore.
Nel corso della cerimonia le donne rom hanno portato piccoli oggetti per ricordare il bambino, come calzoncini, scarpine ma anche cibo – patatine e cioccolato – e giocattoli. Li hanno adagiati a terra insieme a petali di fiori e hanno acceso ceri vicino alla baracca bruciata. Il rito vuole che il ricordo sia celebrato senza salma, vicino al luogo dove è avvenuta la morte del bambino: un altro rito sarà fatto al momento della sepoltura, in Romania, dove il corpicino sarà riportato entro mercoledì con un aereo di Stato messo a disposizione dal presidente del Consiglio, Romano Prodi, che ha mandato ai genitori un messaggio di "affetto e solidarietà".

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Bindi e Ferrero, a “cipria e cioccolatini” in carceri Rom

24 Novembre 2007 Commenti chiusi

Roma. 21 nov. Numerosi Organismi Internazionali condannano la persecuzione dei Rom del Governo Prodi, la peggiore dal 1945, ed i ministri Ferrero e Bindi portano ‘cipria e cioccolatini’ ai detenuti Rom di Rebibbia ed ai detenuti del campo nomadi, modello Veltroni, di via Salone.

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Progetto pilota per integrazione rom a Settimo Torinese

23 Novembre 2007 1 commento

23 novembre. A colloquio con Aldo Corgiat, sindaco di Settimo Torinese che ha concesso casa a nove famiglie di Rom Romeni (ritornati dalla Romania) aderendo ad un progetto di integrazione sociale promosso da Provincia e Prefettura e guidato da CRI e associazione Terra del Fuoco. I 45 Rom, tra cui quindici bambini, sono arrivati tre giorni fa e risiedono nella palazzina di via Milano messa a disposizione dal comune di Settimo torinese che ha avviato un progetto di accoglienza all’integrazione della durata di tre anni. Perché l’integrazione (dei Rom) produce ricchezza, l’esclusione devianza sociale.

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Triangolo nero: petizione contro la violenza sui Rom

23 Novembre 2007 Commenti chiusi

16 novembre. Un manifesto di scrittori, artisti e intellettuali contro la violenza su rom, rumeni e donne: Manca solo che qualcuno rispolveri il triangolo nero degli asociali, il marchio d’infamia che i nazisti appli-cavano agli abiti dei rom. Nessun popolo è illegale.
"Di fronte a tutto questo non possiamo rimanere indifferenti. Non ci appartengono il silenzio, la rinuncia al diritto di critica, la dismissione dell’intelligenza e della ragione".

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Parlamento Europeo contro espulsione Romeni

22 Novembre 2007 Commenti chiusi

Strasburgo, 15 novembre. Il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione sulla libe-ra circolazione dei cittadini comunitari rivolta soprattutto all’Italia, a seguito del Decreto legge e degli attacchi razzisti seguiti alla morte di una donna aggredita il 31 ottobre scorso a Roma da un Romeno.
La Risoluzione contiene anche un duro attacco al vicepresidente della Commissione europea, Franco Frattini per alcune sue affermazioni rilasciate alla stampa italiana sull’espulsione dei Rom Romeni dall’Italia.

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ERIO chiede revoca decreto espulsione romeni

22 Novembre 2007 Commenti chiusi

Bruxelles, 16 novembre. ERIO, ufficio europeo a tutela dei Rom, esprime preoccupazione per il recente decreto legge che riguarda l’espulsione dei Rom Romeni ed invita il governo italiano a revocarlo urgentemente perché non è conforme alle norme internazionali sui Diritti Umani.
"L’inatteso sviluppo delle situazioni di violenza xenofoba, alimentate dai media italiani, ha messo le autorità in una situazione di panico. Al fine di trovare una rapida soluzione esse hanno adottato un decreto che concede alle autorità locali il potere di espellere i cittadini di altri paesi UE. Ma, in questo formato, il decreto non è in conformità con i principi dei diritti umani dell’UE e di altre norme internazionali sui diritti umani".

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Amato esorta i Prefetti a continuità nelle espulsioni

22 Novembre 2007 Commenti chiusi

Roma, 21 novembre. In una riunione al Viminale, il ministro dell’Interno, Giuliano Amato, ha esortato i Prefetti ad una maggiore "continuità nell’applicazione del decreto, utiliz-zando le diverse forme di espulsione che derivano dalla direttiva europea".
Il decreto legge varato il 31 ottobre scorso che consente l’espulsione di cittadini comunitari (leggasi Romeni) per motivi di "pubblica sicurezza".
Secondo una prima stima, sono stati circa 150 i cittadini comunitari colpiti finora dal provvedimento su tutto il territorio nazionale.

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ONG condanna l’Italia per violazione diritti dei Rom

22 Novembre 2007 Commenti chiusi

8 novembre. Human Rights Watch, organizzazione internazione a difesa dei diritti umani, condanna l’Italia per la violazione dei diritti umani dei Rom: La presa di mira dei cittadini romeni, e in particolare quelli di origine Rom, per le espulsioni, viola gli impegni presi dall’Italia in materia di diritti umani.
"Le autorità italiane non devono perseguire un’intera comunità per i crimini imputati a un suo membro. Il Parlamento deve agire rapidamente per garantire la possibilità di restare in Italia durante il ricorso contro i provvedimenti di espulsione. Il decreto temporaneo del Governo italiano concede ai Prefetti l’autorità di decidere l’espulsione di cittadini dell’Unione europea che essi considerino di minaccia alla pubblica sicurezza, persino in mancanza di un’indagine giudiziaria".

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L’ONU accusa: l’Italia viola i diritti dei Rom

22 Novembre 2007 Commenti chiusi

11 novembre. L’ONU accusa: l’Italia viola i diritti dei Rom: Nelle informazioni in nostro possesso, risulta anche che gli sgomberi avvenuti il mese scorso a Roma facciano parte di un disegno discriminatorio ai danni delle comunità Rom. "In conclusione, vorremmo richiamare l’attenzione verso gli obblighi stabiliti dalla Dichiarazione Onu dei Diritti per le minoranze linguistiche, nazionali, etniche e religiose. L’articolo 4 stabilisce che «gli stati dovranno prendere misure per assicurare che le persone facenti parte di minoranze possano godere pienamente ed effettivamente di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali senza discriminazione e in piena eguaglianza di fronte alla legge». VAI

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La frittata della Cosa rossa

21 Novembre 2007 Commenti chiusi

Napoli 16 novembre. Appello di Alex Zanotelli contro il finanziamento maggiorato alle spese militari: ‘Tutto questo è di una gravità estrema! Il nostro paese entra così nella grande corsa al riarmo che ci porterà dritti all’attacco all’Iran e alla guerra atomica. La nostra è follia collettiva, pazzia eretta a Sistema. E’ il trionfo di" O Sistema".
Come cittadini attivi non violenti dobbiamo formare la nuova rete per dire No a questo Sistema di Morte e un Sì perché vinca la Vita.

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Cittadinanza e regolarizzazione per i Rom Immigrati

21 Novembre 2007 Commenti chiusi

La clandestinizzazione e irregolarizzazione istituzionale dei Rom Immigrati induce alla criminalità ed alla devianza sociale: quale futuro per decine di migliaia di bambini senza vaccinazione e scuola? Quale futuro e sopravvivenza per decine di migliaia di persone che, anche dopo trent’anni in Italia, non hanno documenti regolari?
Decine di migliaia di Rom Immigrati, presenti anche da decenni e generazioni in Italia, sono irregolari o clandestini e non hanno accesso, perciò, al lavoro regolare, alle graduatorie per la casa, alla sanità pubblica, e sono impediti all’istruzione scolastica.

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Incendio campo nomadi Torino: distrutte dieci baracche

21 Novembre 2007 Commenti chiusi

Torino 20 novembre. Una decina di baracche di un campo nomadi in via Germagnano, sono rimaste distrutte da un incendio sviluppatosi ieri pomeriggio. Nove famiglie, 35 persone, sono rimaste senza un posto dove dormire. Nessun ferito. L’insediamento abusivo sorge a cento metri di distanza da quello gestito dal Comune di Torino: vi dimorano Rom Romeni sfollati dall’abbattimento delle baracche sulle sponde della Stura.
Il Comune starebbe cercando una sistemazione per le famiglie rimaste senza casa.
Per la Lega Nord è una messinscena per ottenere riparo dal Comune, come successo alcune settimane fa per il rogo di altre baracche abusive.

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Bologna buco nero di italica coscienza

20 Novembre 2007 Commenti chiusi

Italia, 20 novembre. Sulla ‘morte bianca’ di Florin, ucciso dalla povertà garantita dalle istituzioni. L’Opera Nomadi, Nazionale, di Bologna, Padova – Le dichiarazioni dei Politici – Le denunce delle Associazioni sui Diritti – Le grida di persone di coscienza.
Bologna come un "buco nero" che tutto assorbe e risucchia, prodotto fisiologico di un "sistema" che cerca di ritardare il suo inevitabile collasso.

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Muore bambino romeno in incendio baracca a Bologna

19 Novembre 2007 Commenti chiusi

Bologna, 19 novembre. Un bimbo romeno di quattro anni è morto, ed altri due sono rimasti ustionati, in un incendio scoppiato prima dell’alba in una baracca a Borgo Panigale. I due fratelli, di 8 e 6 anni, uno gravissimo, sono stati trasportati al centro grandi ustionati dell’ospe-dale di Padova. I genitori, feriti leggermente, ustionati sono ricoverati e poi rilasciati dall’Ospedale Maggiore di Bologna. Il rogo potrebbe essere scaturito dalle stufette elet-triche o dalla bombola di gas che la famiglia utilizzava all’interno della piccola struttura.
La tragedia avviene in data 19 novembre, vigilia della giornata internazionale per i Diritti dell’Infanzia. L’incendio è scoppiato verso le 5,15, poco prima dell’alba, ed ha divorato la baracca, di legno e muratura, situata sul terreno di proprietà di una famiglia di giostrai italiani. Nella casupola vivevano i Draghici, il padre 27 anni, la madre 24 e tre figli: due dormivano assieme su un grande letto, mentre il più piccolo Florin in un lettino singolo. I bambini frequentavano regolarmente la scuola (elementare e asilo). Il padre fa lavori saltuari come muratore, fino a poco tempo fa prendeva tutte le mattine la corriera per andare a lavorare a Cento. Da qualche tempo, invece, lavorava qui per realizzare lo spiazzo in cui i Bonora (la famiglia proprietaria del terreno) vogliono portare i loro mezzi.
La Procura di Bologna ha aperto un fascicolo sull’accaduto per "Omicidio colposo e incendio colposo a carico di ignoti".

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A proposito del “capro espiatorio” del governo Prodi

19 Novembre 2007 Commenti chiusi

Napoli, 18 novembre. Un intervento del Presidente Opera Nomadi di Napoli sulla politica del ‘capro espiatorio’, i ‘nomadi’, attivata come scorciatoia securitaria dal governo Prodi, in crisi di consenso politico e incapace di attivare le riforme sociali necessarie nel paese: "Mi pare, infatti, che ancora una volta si scelga di seguire la strada del capro espiatorio per scaricare le tensioni sociali legate alla disoccupazione e alla precarizzazione della forza-lavoro, sui soggetti più deboli e indifesi, attraverso una costruzione da delirio psicotico di massa, incentrata su questa fantomatica identità collettiva astratta, i ‘nomadi’".

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Mi ritrova il cuore a (di) Genova

18 Novembre 2007 Commenti chiusi
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A volte ritornano: Genoa Social Forum

17 Novembre 2007 1 commento
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Persecuzione Rom alla milanese

17 Novembre 2007 Commenti chiusi

Milano 16 nov. Il Comune sospende le mediatrici culturali, attive dal 1994, per l’integrazione scolastica dei bambini rom. Licenziate anche tre cooperative di lavoro Rom che occupavano 20 persone. Pronto un altro sgombero per i cento rom – 20 bambini, di via della Pecetta. Il quarto in cinque anni e senza dimora alternativa.

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Nadia Marino: una donna per amica (dei Rom)

16 Novembre 2007 Commenti chiusi

Domenica 18 novembre, ore 21,30 al caffè Ex Libris di Capua. Presentazione del libro "Galere" di Nadia Marino, con la proiezione della mostra fotografica digitale "I Figli del Vento" che documenta le condizioni di vita delle comunità Rom campane.

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Caserta in Rom: sgomberi, blitz, “pulizia etnica”

16 Novembre 2007 Commenti chiusi

Caserta, 16 novembre. Ancora sgomberi di ‘campi’ in cui si erano insediate famiglie di Rom in provincia di Caserta. Blitz delle forze dell’ordine nell’aversano. Oramai è caccia grossa. Con il pretesto di episodi di furti si continua a fare "pulizia etnica" spostando gli insediamenti altrove, senza risolvere il problema delle condizioni di vita da Terzo mondo in cui vivono famiglie Rom spesso stanziali da anni e con figli nati in Italia.
Un comunicato dell’Opera Nomadi Caserta.

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Il Parlamento Europeo censura il Commissario Frattini

15 Novembre 2007 Commenti chiusi


Strasburgo, 15 novembre. Il Parlamento Europeo ha approvato una risoluzione sulla libera circolazione dei cittadini comunitari che contiene un duro attacco al vicepresidente della Commissione europea, Franco Frattini per alcune sue affermazioni rilasciate alla stampa italiana sull’espulsione dei Rom Romeni dall’Italia. Si tratta di un severo richiamo da parte dell’assemblea di Strasburgo a un commissario che aveva fatto delle affermazioni xenofobe, dopo la discussione sulla «sicurezza» delle settimane scorse.
«Quello che si deve fare -aveva affermato Frattini nell’intervista a il messaggero-è semplice: si va in un campo nomadi a Roma, ad esempio sulla Cristoforo Colombo, e a chi sta lì si chiede: tu di che vivi? se quello risponde: ‘non lo so’, lo si prende e lo si rimanda in Romania. Così funziona le direttiva europea. Semplice e senza scampo».
Invece la normativa europea prevede il diritto di soggiornare nel paese ospite almeno tre mesi dopo l’arrivo, diritto di presentare appello all’ordine di espulsione, un mese di tempo per lasciare il paese, convalida del provvedimento da parte di un giudice…

MIGRANTI E SICUREZZA. IL PARLAMENTO EUROPEO CENSURA FRATTINI

Carta, 15 novembre

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Genova per noi: 2001-2007

15 Novembre 2007 Commenti chiusi
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I Gitani di Spagna contro persecuzione dei Rom in Italia

15 Novembre 2007 Commenti chiusi

L’associazione spagnola Union Romanì, condanna la persecuzione dei Rom in Italia: ‘Ci liberi Dio da politici così irresponsabili … Occorre evitare che la furia xenofoba, la bestia razzista, si liberi dai controlli’. L’Associazione si è rivolta al Presidente della Repubblica ed al Primo Ministro "perchè mettano freno alla persecuzione che stanno subendo i Rom Romeni". Allo stesso tempo si è rivolta al Presidente del Parlamento Europeo ed al presidente della Commissione Europea affinché si attivino per controllare la persecuzione razzista che soffrono i Rom in Italia.
Contemporaneamente, in collaborazione con le organizzazioni più rappresentative di Rom in Europa l’Associazione sta studiando azioni di protesta per ottenere il sostegno di tutti i democratici europei nella difesa dei diritti dell’uomo per coloro che, innocenti, "sono stati assaliti, calunniati e stigmatizzati per crimini che non hanno commesso".

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Incendi 1 ottobre – 12 novembre nei “campi” d’Italia

14 Novembre 2007 Commenti chiusi

14 novembre. A partire dai due ‘campi rom’ distrutti da incendi a Milano, due giorni fa, una rassegna sugli incendi, segnalati dalla stampa nazionale, dell’ultimo periodo. Incendi che non fanno molta notizia se non producono morti sul campo. E quando la producono, dopo le lacrime di coccodrillo istituzionali, resta la stessa situazione di pericolo, produttrice di altri incendi e di altre morti. Otto incendi dall’1 ottobre al 12 novembre.

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Rom anch’io: mobilitazione nazionale per i diritti Rom

13 Novembre 2007 1 commento
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Emergenza Rom: l’Italia non usa fondi Unione Europea

12 Novembre 2007 Commenti chiusi

Venezia, 11 nov. Il Presidente della Commissione europea: ‘L’Unione europea ha stanziato dei fondi per favorire l’integrazione dei rom, molti dei quali sono cittadini comunitari, ma l’Italia non li ha mai usati; se uno stato lascia crescere le favelas, cosa volete che faccia la Commissione?’.
Così il presidente della Commissione europea Josè Maria Barroso risponde in un’intervista a Repubblica alle sollecitazioni rivolte a Bruxelles dai premier italiano e romeno a fare di più. "Sarebbe inconcepibile attendersi che siano le autorità europee a promuovere l’inte-grazione sul territorio. Questo è soprattutto uno sforzo nazionale, regionale e locale", ha detto polemicamente Barroso. "In totale abbiamo già stanziato 275 milioni di euro, ha continuato, "per la Spagna sono stati pagati 52 milioni di euro, per la Polonia 8 milioni e mezzo, per la Repubblica Ceca oltre 4 milioni. Per l’Italia zero. L’Italia non ha mai chiesto di accedere a questi programmi. Tocca ai governi chiedere i finanziamenti. Noi non possiamo certo imporli". Il Presidente ha anche ricordato la Direttiva numero 43 del 2000, che garantisce ai rom il diritto all’assistenza sanitaria, al lavoro, all’alloggio.

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L’Italia nel pallone: decreto sicurezza

12 Novembre 2007 1 commento

Roma, 11 novembre. Su sollecitazione del Presidente della Repubblica, preoccupato per la morte di un tifoso e la violenza negli stadi, il Consiglio dei Ministri, in una riunione straordinaria, ha varato un decreto legge per la sicurezza nel calcio. "Domenica prossima chiuderemo gli stadi", ha annunciato il Ministro Melandri, "ed anche la successiva e la seguente e quella a venire".

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Stato (Italiano) di guerra ai Rom

11 Novembre 2007 Commenti chiusi
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L’ONU accusa: l’Italia viola i diritti dei Rom

11 Novembre 2007 Commenti chiusi

il manifesto, 11 novembre. L’ONU: Nelle informazioni in nostro possesso, risulta anche che gli sgomberi avvenuti il mese scorso a Roma facciano parte di un disegno discriminatorio ai danni delle comunità Rom. "In conclusione, vorremmo richiamare l’attenzione verso gli obblighi stabiliti dalla Dichiarazione Onu dei Diritti per le minoranze linguistiche, nazionali, etniche e religiose. L’articolo 4 stabilisce che «gli stati dovranno prendere misure per assicurare che le persone facenti parte di minoranze possano godere pienamente ed effettivamente di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali senza discriminazione e in piena eguaglianza di fronte alla legge».
A seguire le preoccupazioni dell’Alto Commissario ONU per i Rifugiati, del 6 novembre.

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Decreto legge sulle espulsioni e “guerra agli ultimi”

10 Novembre 2007 Commenti chiusi

9 novembre. Marco Revelli: Quello a cui abbiamo assistito la scorsa settimana, è un vero e proprio caso di precipitazione ed imbarba-rimento del comune senso collettivo e della sfera politica che non ha precedenti nella nostra storia recente, dell’ultimo mezzo secolo.

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Rom, qualcosa di sinistra: accoglienza e integrazione

10 Novembre 2007 Commenti chiusi

La Stampa, 9 novembre. Articolo di Fabrizio Rondolino: Rom, qualcosa di sinistra. "Agli stranieri che vengono in Italia dobbiamo dare, nei limiti delle nostre possibilità, un lavoro, una casa, una scuola: dobbiamo dar loro una prospettiva. È giusto, ed è utile. Nessuno predica la pace universale: sarebbe bella, ma sappiamo che non è possibile. È possibile invece sbagliare, e anzi accade sovente. Ed è anche possibile provare a fare le cose in modo più serio, più giusto, più utile, partendo dalla dignità di ogni singolo essere umano e impegnandosi perché questa dignità dia i suoi frutti".  

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Parlamentari europee contro decreto Governo Italiano

9 Novembre 2007 Commenti chiusi

Bruxelles, 7 novembre. Le parlamentari europee Viktoria Mohacsi, ungherese, e Adina Ioana Vaelan, rumena hanno espresso critiche sul decreto del governo italiano per l’espulsione dei cittadini comunitari considerati pericolosi. ‘Non demonizzate i Rom’ spiega, in una intervista, Viktoria Mohacsi, di origine rom.
   

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La strage (di Stato) degli innocenti (rom romeni)

9 Novembre 2007 Commenti chiusi
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Scene di caccia (ai Rom) in Repubblica Italiana

8 Novembre 2007 Commenti chiusi
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L’Opera Nomadi Reggio Calabria risponde al Sindaco

8 Novembre 2007 Commenti chiusi

Reggio Calabria, 7 novembre. ‘La delocalizzazione, e non la concentrazione in ghetti, è un modello di integrazione sociale adottato e proposto dai Rom’. Così risponde l’Opera Nomadi locale al sindaco Scopelliti che aveva rivendicato l’integrazione possibile dei Rom perseguita dall’amministrazione comunale.

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L’Opera Nomadi Padova risponde alla Cdl

8 Novembre 2007 Commenti chiusi

Padova 7 nov. L’Opera Nomadi risponde al Consigliere Menorello – ‘Troppi privilegi ai Rom’, spiegando che i progetti di integrazione costano meno del mantenimento dei Rom nei ‘campi di segregazione etnica’, perché liberano le persone anche dall’assistenzialismo.
La Giunta precedente spese 250mila euro, nel 2002, non per favorire l’integrazione degli ospiti, ma solo per mantenere la logica del campo-ghetto di via Lungargine s. Lazzaro.

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L’Opera Nomadi Caserta scrive all’amministrazione

8 Novembre 2007 Commenti chiusi

Caserta, 7 novembre. Il ‘campo rom’ comunale è adiacente a rifiuti tossici incendiati pochi mesi fa. I bambini sono stati più volte molestati sessualmente da adulti italiani. L’amministrazione nega una roulotte già trasferita dalla Protezione Civile, per una famiglia di rumeni, stanziale da trenta anni. L’Opera Nomadi attende risposte precise anche per l’acqua e denuncia la dispersione scolastica e la totale assenza di attenzione verso le assurde condizioni di vita dei minori.
L’Opera Nomadi attende da mesi un incontro con Sindaco e assessori per affrontare queste problematiche ma anche per mettere "in campo" risorse di convivenza e di ricchezza "civile".

Comunicato stampa Opera Nomadi Caserta
UN CAMPO NOMADI TRA RIFIUTI TOSSICI E PEDOFILI
Da mesi è stata richiesta una riunione a Sindaco e Assessori
Caserta. Nei giorni in cui i rom sono bersaglio di attacchi mediatici xenofobi ci sentiamo in dovere di sottolineare che questo popolo spesso è vittima di reato. L’Opera Nomadi di Caserta denuncia alcuni episodi avvenuti a danno delle comunità Rom della provincia negli ultimi mesi.
Per l’incendio che è divampato in agosto nel campo attrezzato di via Parisi a S. Maria C.V. sono in corso delle indagini a causa del ritrovamento di materiale tossico somi-gliante a plastica ritrovato a pochi metri dalla comunità Khorakhanè. Cumulo di rifiuti al quale sconosciuti hanno dato fuoco e dal quale si sono propagate le fiamme che hanno causato l’incendio del campo. Sui resti è stata ritrovata un’etichetta di una fabbrica tedesca che avrebbe, secondo le prime indagini (riferiteci dall’assessore all’ambiente Salzillo) assoldato un’impresa campana per lo smaltimento. Dove gettare dei rifiuti tossici? Ovvio per i criminali: nelle adiacenze di un campo abitato da indigenti, dove giacciono già montagne di lamine di amianto, sulle quali possano giocare indisturbati degli innocenti bambini, nonostante le ripetute segnalazioni.
Il fumo velenoso ha continuato ad uscire dal cumulo di cenere per giorni intossicando i bambini e i volontari con una puzza insopportabile (purtroppo i vigili del fuoco chiamati erano impegnati per l’emergenza incendi in Campania). Intanto, dopo i primi soccorsi, il sindaco e gli assessori sono spariti: è stata richiesta da mesi una riunione. Negano una roulotte già trasferita dalla Protezione Civile (da S. Marco Evangelista), chiesta mille volte per una famiglia di rumeni, stanziale da trenta anni. L’O.N. attende risposte precise anche per l’acqua e denuncia la dispersione scolastica e la totale assenza di attenzione verso le assurde condizioni di vita dei minori.

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La scolarizzazione difficile nei “campi nomadi” di Roma

7 Novembre 2007 Commenti chiusi

Roma, 6 novembre. Dal Redattore Sociale un’inchiesta sulla scolariz-zazione dei Rom/Sinti dei ‘campi nomadi’ regolari del comune di Roma. Partiti nel 1999 riguardano oggi 2070 alunni che frequentano le scuole di ogni ordine e grado. Molto positivi i dati sulla frequenza che sta migliorando progressivamente pur essendo il vero punto debole del processo di integrazione scolastica che si basa su tre livelli essenziali: l’iscrizione, la spinta alla frequenza (il controllo della continuità) e la capacità di apprendimento reale.

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Rom Romeni in Italia e nei “campi” di Roma e Milano

7 Novembre 2007 Commenti chiusi

7 novembre. SPECIALE: Romeni e Rom Romeni in Italia – Rom Romeni degli insediamenti abusivi – Speciale Rom Romeni – Rom/Sinti in Italia – La mappa delle favelas Rom di Milano e di Roma. Un dossier in stile Romano Lil: conoscere per capire. La conoscenza è una severa maestra. E sui banchi c’è spazio per tutti.

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Decreto sicurezza: razzismo di stato

6 Novembre 2007 Commenti chiusi

Roma, 5 nov. Un Rumeno non è tutti i Rumeni: la legge Mancino punisce con tre anni di galera l’istigazione all’odio razziale. – Il de-creto ammazza poveri. – Non lo accettiamo il decreto razzista contro rom e rumeni. – Gravissimi dubbi di costituzionalità ed evidenti violazioni della normativa comunitaria.

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Una vita da Rom nelle baracche lungo il fiume di Roma

6 Novembre 2007 Commenti chiusi

Roma, 2 novembre. Lungo l’argine dell’Aniene, per chilometri, ci sono soltanto baracche di romeni, di rom, di bosniaci. In una di queste vivono Iuliana, ‘badante’ a Cerveteri a 650 euro il mese, il marito muratore a 40 euro al giorno, la figlia Andrea arrivata da una settimana. Un insediamento di baracche di cartone, legno e plastica, a pochi metri dal fiume, nel mezzo di una fangosa discarica per gran parte annerita dal fuoco. Più avanti oltre la curva dell’Aniene, da qualche tempo c’è un nuovo campo di romeni, nelle grotte.

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A casa di Mailat l’assassino nella Transilvania più povera

6 Novembre 2007 Commenti chiusi

Avrig (Romania), 5 novembre – Elena Tincu, la madre di Nicolae, il romeno accusato dell’omicidio di Giovanna Reggiani, è tornata ad Avrig, il suo paese in Romania. Non è un villaggio, è una bidonville. Nei punti più alti il fango nelle strade arriva sopra il ginocchio. Quasi 300 case, che sembrano tutte uguali.
Elena ha avuto nove figli: il primogenito è annegato mentre guadava il fiume a cavallo, i due gemelli cerebrolesi sono ricoverati in qualche manicomio, un’altra figlia è stata ammazzata a coltellate dal fidanzato geloso, la piccola Ionela cova una broncopolmonite, Nicolae rimarrà in Italia per sempre, ha ucciso una donna.
A CASA DI MAILAT L’ASSASSINO NELLA TRANSILVANIA PIÙ POVERA
Corriere della sera.it, 5 novembre. Di Marco Imarisio
AVRIG (Romania) – Elena Tincu, la madre di Nicolae, il romeno accusato dell’omicidio diGiovanna Reggiani, è tornata ad Avrig, il suo paese in Romania. Non è un villaggio, è una bidonville. Nei punti più alti il fango nelle strade arriva sopra il ginocchio. Quasi 300 case, che sembrano tutte uguali. Il primogenito è annegato mentre guadava il fiume a cavallo, i due gemelli cerebrolesi sono ricoverati in qualche manicomio, un’altra figlia è stata ammazzata a coltellate dal fidanzato geloso, la piccola Ionela cova una broncopolmonite, Nicolae rimarrà in Italia per sempre, ha ucciso una donna. Ma quello che colpisce sono la sigaretta accesa e il sorriso di Elena Tincu.
La madre del romeno accusato di avere ucciso Giovanna Reggiani è tornata ad Avrig. È una donna di età indefinibile, sdentata, i capelli bianchi coperti da un foulard, il corpo avvolto da un cappotto sformato. Un furgone Mercedes ha appena depositato lei e i suoi bagagli davanti all’ultima casa del villaggio. Mentre aspetta che qualcuno le sfondi la porta della baracca dove abitava Nicolae, parla dei suoi nove figli come fossero conigli.
Fuma, e racconta tragedie, ma con un tono distratto, sembra che parli di semplici conoscenti, e non della sua carne. Dice che Mailat a Roma viveva con loro, ma in fondo «non lo conoscevo bene», ogni tanto veniva con lei a lavorare, ogni tanto restava a casa. Il tono si fa seccato. «Adesso – dice – dovremo fermarci qui per chissà quanto tempo, in Italia si sta meglio».
Un colpo d’ascia abbatte la porta. Elena e il suo compagno Cornel prendono possesso della casa di Nicolae, e la circostanza non sembra suscitare in loro nessuna impressione particolare. «Tanto lui non tornerà più» dice l’uomo. All’interno, in un unico ambiente di pochi metri quadri ci sono due brandine sfatte, ai muri qualche immaginetta sacra, foto di ragazze e bambini. Nessun gabinetto. È una baracca di legno e terra impastati, appoggiata su una base di cemento. Davanti, c’è un fiume che adesso sembra un rigagnolo, quello dove è annegato suo fratello.
Non è un villaggio, è una bidonville. Nei punti più alti il fango nelle strade arriva fin sopra il ginocchio. Le case sono quasi trecento e sembrano tutte uguali. «Bordeje», le chiamano, termine che indica quando un oggetto si trova in uno stato miserabile. Assi e placche di metallo accatastate, terra secca al posto del cemento. Le abitazioni sono recintate con pali di legno, nei cortili ci sono cumuli di ferro, panni stesi ad asciugare, bimbi che giocano nel fango, le famiglie messe meglio si riconoscono perché hanno un cavallo chiuso in una stalla costruita con più cura delle abitazioni riservate agli umani.
Elena è cresciuta qui, tornandoci dopo essere stata lasciata dal padre di Nicolae, che lui non ha mai conosciuto. Elena, i suoi figli e gli altri che adesso fanno la fila per salutarla sono paria tra i paria. Zingari tra gli altri zingari. Avrig è una anonima città di quindicimila abitanti al confine tra la regione di Sibiu e la Transilvania. Ai tempi di Ceausescu aveva un soprannome impegnativo, «la piccola Murano». Era per via della fabbrica di vetro che attirava contadini desiderosi di trasformarsi in operai. Appena dopo l’ingresso di Avrig, la fabbrica adesso sembra un gigantesco sudario impolverato. È stata chiusa all’inizio degli anni Novanta. Gli operai se ne sono usciti da Avrig, i Rom vi hanno fatto ingresso, prendendosi le case abbandonate. Nel tempo, gli abitanti di Avrig hanno operato una specie di selezione naturale. I Rom «ricchi», quelli che si sono specializzati nella lavorazione della bigiotteria e dell’oro, sono rimasti nelle case ai bordi del paese. Gli altri sono finiti sul fiume, oltre le strade sterrate, in baracche senza luce, gas e acqua.
La mamma di Nicolae racconta di aver lavorato «nel commercio del ferro», e in qualche modo è vero. Anche suo figlio faceva lo stesso, tre anni fa era stato arrestato a Co-stanza, sul mar Nero, dall’altra parte della Romania. Lo avevano condannato a tre anni, ma poi lo avevano messo fuori, giudicandolo non pericoloso. Era tornato ad Avrig. Qui tutti si guadagnano da vivere rubando ferro che poi rivendono per pochi centesimi al quintale. E molti ammettono di fare lo stesso quando vanno all’estero. «Adesso non potrò più rubare in Italia» urla uno degli uomini che circondano la baracca di Nicolae. C’è tanta rabbia contro il nostro Paese, ed è l’unica cosa che in questo momento accomuna i romeni e i Rom.
Una ragazza che indossa la felpa dei Los Angeles Lakers urla e tira calci alle auto parcheggiate sul sentiero. «Fate più schifo di noi, venite a Bucarest solo per scoparvi le ragazzine e adesso pretendete di darci lezioni». Le notizie, Mutu fischiato, le dichiarazioni dei nostri politici, persino le marce e le ronde annunciate dai fascisti di Forza Nuova, arrivano subito anche in questa gola sperduta che ha i Carpazi all’orizzonte. «Nicolae è andato a scuola tre o quattro anni, ma non ha finito le primarie. Da ragazzo portava il bestiame, e amava ballare la nostra musica». Stefane Hunzau è lo zio di Nicolae, e gli assomiglia pure, stessa espressione, stessi baffi e capelli crespi. È appena tornato da Roma, viveva in un campo nomadi vicino al cimitero di Prima Porta, faceva il muratore. Adesso accudisce il cavallo del padre, pulisce il cortile dalla cacca dei cani. «Addio per sempre, mi sa. Se hanno insultato Mutu, che è un Dio, a me, che sono nessuno, mi ammazzano».
Dice di non sapere cosa è successo a Nicolae. Si vedevano, ma non tanto. Stefane si alzava alle 4 per andare al cantiere, lui invece non lavorava, era difficile trovarsi. In questo mondo, la colpa è sempre di una donna. Dicono che Nicolae fosse pazzo di Aurica, una ragazza madre che prima di lui era stata fidanzata con zio Stefane e con il fratello del suo patrigno Cornel. Era andato con lei in Italia, ma ad agosto la donna aveva preso la sua bambina ed era tornata indietro. A ottobre qualcuno al villaggio lo ha chiamato dicendogli che Aurica aveva trovato compagnia. Lui è tornato indietro, si è presentato ad Arpas, il villaggio della donna, ma non è riuscito a convincerla. Ha dormito un paio di notti ad Avrig, e tre settimane fa è tornato a Roma, da solo. «Da allora – dice Elena – ha cominciato a bere sempre di più e si è lasciato andare».
La madre punta il dito, gli altri annuiscono. Il villaggio sa, il villaggio giudica. È un organismo che nella sua miseria basta a se stesso. Due anni fa, quando il sindaco decise di assumere alcuni assistenti sociali di etnia Rom per migliorare la vita di questa comunità di 500 persone, i «bulibasha», gli anziani, imposero i loro familiari, ordinando loro di non fare nulla. Tutto deve rimanere com’è, fermo. I paria di Avrig vivono in una dimensione parallela e immota, in un passato fatto di carri trainati dai cavalli, di strade fangose, di fuochi accesi al tramonto. Il nonno di Nicolae, che si chiama anche lui Stefane, come il figlio, dice che è da molto tempo ormai che non ci sono feste tzigane e matrimoni in costume. «Questa è una stazione dalla quale si arriva e si parte, certi che ovunque si vada sarà sempre meglio del posto che si sta lasciando». E la madre di Nicolae, la sua voglia di ripartire subito e l’ennesimo figlio perduto come si perdono le chiavi di casa, una cosa normale, al massimo una seccatura, in qualche modo rappresentano questa vita così degradata.
Elena entra nella baracca con fare svogliato. Non è la stanchezza, anche se ha viaggiato per un giorno e mezzo. «Siamo andati via per paura. Gli italiani ci dicevano che a morte segue un’altra morte, io e Cornel ci siamo spaventati». Il fatto che il suo Nicolae sia stato la scintilla che rischia di provocare un incendio, e che abbia ucciso un altro essere umano, non la colpisce più di tanto. «Non posso farci niente. Da quando l’hanno arrestato non l’ho più rivisto, spero che stia bene. Non si sa mai che cosa può succedere». E alza le spalle, chiedendo che qualcuno le porti un caffè.

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Sondaggio: L’Italia non ama i Rom

5 Novembre 2007 3 commenti

4 novembre. Un sondaggio svela l’atteggiamento fortemente negativo verso i rom: essi sono ultimi nella graduatoria dell’accettazione, anche rispetto agli immigrati. Il sondaggio rivela un conflitto molto aspro fra Italiani e Rom dovuto anche alla mancanza di informazioni e di conoscenza su queste popolazioni.

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Nuovi decreti legge per la sicurezza italiana

5 Novembre 2007 Commenti chiusi

Roma, 4 novembre. Su sollecitazione del presidente della Repubblica il Consiglio dei Ministri, in una riunione straordinaria, ha varato nuove misure per la sicurezza, "un bene prezioso che riguarda tutti i cittadini". Le misure riguardano la sicurezza dei Rom, negli stadi, nelle strade e nelle piazze ma anche la protezione dagli alcolici.

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Non si criminalizzi un popolo

5 Novembre 2007 Commenti chiusi

Roma, 2 nov. Per Massimo Converso, presidente nazionale dell’Opera Nomadi, ‘Un uomo che cerca di violentare ed ammazzare una donna è soltanto un criminale". Le misure varate dal Governo in materia di sicurezza sono puramente elettorali e non risolveranno il problema.
Sono misure che «spingono alla clandestinità decine di migliaia di rom rumeni terrorizzati dalla politica puramente militare imposta per ignoranza completa della cultura del problema e per accontentare l’opinione pubblica moderata».

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Contro l’invasione del Kurdistan

4 Novembre 2007 Commenti chiusi
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C’è chi dice Rom…

4 Novembre 2007 2 commenti

… E giustizia sociale – non criminale – a partire dagli esclusi ed emarginati. INTERVENTI di: Marco Revelli – don Oreste Benzi – Dario Fo – Mercedes Frias, lettera al Ministro Amato – Stefano Rodotà – Massimo Dalema – Paolo Beni. Per cercare di ridurre il clima di rancore e di emotività irrazionale, di neutralizzare i veleni indotti anche dalla "politica", per una effettiva "sicurezza" che sia di tutti e non a scapito degli altri.

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Caccia ai Rom: gara nazionale

3 Novembre 2007 Commenti chiusi

3 novembre. E’ aperta una gara nazionale di caccia ai Rom (soprattutto Romeni), il popolo dei bambini per l’alta incidenza dei minori. SOMMARIO: Blitz e controlli nei campi nomadi – Prefetti ed espulsioni -Ronde e squadre speciali – Le opinioni di pubblici e privati cittadini. Con un articolo su Milano dove, nonostante il rischio sanitario del campo rom del Triboniano abbia smosso anche gli osservatori dell’ONU, gli assediati sembrano i milanesi, non i Rom.

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Caccia ai Rom: rappresaglia italiana

3 Novembre 2007 Commenti chiusi

3 nov. Sullo sfondo della donna aggredita ed uccisa a Roma da un Romeno, si intensifica la caccia a tutti i Rom: evacuati i baraccati di Tor di Quinto, a Tor Bella Monaca squadristi aggrediscono quattro Rom, le prime espulsioni di Rom Romeni a Milano.

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2 novembre: Morte senza fine

2 Novembre 2007 Commenti chiusi
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I Rom regolari di Milano: Abbiamo paura del vostro odio

2 Novembre 2007 Commenti chiusi

Milano, 1 novembre. Dopo l’approvazione del decreto che concede ai Prefetti di espel-lere, per motivi di pubblica sicurezza, i cittadini comunitari (Rom Romeni), c’è preoccu-pazione al campo rom comunale del Triboniano: ‘abbiamo paura del vostro odio’.

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Cronache italiane, di violenza

2 Novembre 2007 Commenti chiusi
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Ritorsione romana: Napolitano firma decreto espulsioni

1 Novembre 2007 Commenti chiusi

Roma, 1 novembre. Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha firmato il de-creto legge sulle espulsioni varato ieri dal Consiglio dei ministri. Polemica fra Amato e Fini sulla sicurezza. Con un dossier sugli insediamenti abusivi di Roma e le testimonianze al campo nomadi di Tor di Quinto.

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Minori rom: tra razzismo e vuoti progetti integrativi

1 Novembre 2007 2 commenti

Napoli, mamme contro i bambini rom a scuola – Save the children contro norme ‘pacchetto sicurezza’ su accattonaggio dei minori rom – Roma, nasce l’Osservatorio nazionale per l’infanzia per l’emergenza minori. L’emarginazione socio-istituzionale dei bambini rom viola la Convenzione sui diritti dell’infanzia dell’ONU, 1989.

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