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Dietro (dentro) la tragedia di Livorno: “campi nomadi” e Rom Romeni

La tragedia dei bambini Rom uccisi nella baracca a Livorno sta dentro l’emergenza Rom Romeni che continua, come prima, ad essere elusa. Anche la commozione non cambia lo "Status quo". Quello dei "campi nomadi", lager istituzionali, fisiologici, capro espiatorio e falso problema di una società del "benessere", quella Italiana, all’ottavo posto nel Pianeta.
La morte per abbandono di un bambino coinvolge tutta la società: secondo alcuni indicatori la reale democrazia di un Paese si dovrebbe misurare dal grado di attenzione e di tutela nei riguardi dei bambini e degli anziani.
Perché non siano morti invano: Eva, Danchiu, Dengi, Lenuca.

LA CONOSCENZA E’ UNA SEVERA MAESTRA
Documenti, memoria storica e riflessioni sull’emergenza Rom Romeni che è la punta dell’iceberg, più visibile – appariscente – problematica?, della questione rom che da cinque secoli attraversa il Continente. Anche nel 2006 i Rom/Sinti sono le popolazioni più discriminate e sottoposte ad atti di violenza razziale (come quello di Livorno – isti-tuzionale) secondo il monitoraggio della stessa Comunità Europea.

ROM ROMENI FASTIDIOSI, INGOMBRANTI, ESCLUSI 
I Rom Romeni sono più ingombranti e fa-stidiosi dei Rom Immigrati e Italiani che dopo anni hanno abbandonato certe atti-vità invise alla società ospitante, come l’accattonaggio dei minori, riducendo an-che la "soglia" di fastidio. Ed hanno creato "problemi" anche alle comunità più storiche esaurendo le piccole risorse di nicchia di-sponibili, come la raccolta ferro, la que-stua non invasiva, i lavavetri ai semafori.
La Romania socialista ha creato ed indotto miseria economica e culturale nei Rom che si è accentuata dopo la caduta del "regime" di Ceasescu. Negli ultimi anni dalla Romania è migrato, per motivi economici, il più alto numero di persone che nel resto d’Europa. E con loro anche quelli di etnia rom, i più poveri dei poveri.
Il grande numero di Rom migrati per motivi economici dalla Romania negli ultimi anni ha sormontato le altre comunità di Rom presenti nel territorio. A Milano – Roma – Genova – Torino – Napoli, per esempio, i Romeni, pur continuando ad essere una minoranza rispetto alle altre comunità di Jugoslavi e Italiani, hanno creato problemi per le loro condizioni di vita e per la loro irregolarità che induce forme "irregolari" di sostentamento. Anche e nonostante il loro ingresso nella Comunità Europea.
La piccola "quota" sociale ed economica di solidarietà, accettazione e tolleranza nei riguardi dei Rom viene superata ed i Romeni sono abbandonati in condizioni ancora più degradanti (sgomberati dai "campi nomadi" abusivi nelle campagne e sotto i ponti) inducendo comportamenti ancora più fastidiosi ed ingombranti che alzano il livello di intolleranza vanificando, in certe situazioni, anche progetti di integrazione per Comunità precedenti. Un "anello di Moebius" senza fine. I Rom, rifiutati ed esclusi, per sopravvivere si adattano ancora di più ad ogni attività "irregolare".
L’accattonaggio ed il furto dei minori, il furto di rame nelle ferrovie, la prostituzione minorile (anche di maschi), vedono al primo posto la comunità dei Rom Romeni. Da qui nasce l’emergenza Rom Romeni vista come "sicurezza" sociale.
Il PNA (Piano Nazionale Asilo per rifugiati) destina, per l’anno 2007, 80 mila euro per favorire l’integrazione di alcune decine di rifugiati politici in Polesine. Anche verso i Rom Romeni lo Stato Italiano, come l’Opera Nomadi chiede da anni, dovrebbe disporre risorse economiche, a partire dalla regolarizzazione.
Senza progetti di integrazione aumenta la devianza che crea il cosiddetto "allarme sociale" da risolvere con la Forza di Polizia tranquillizzando i benestanti. La repressione non risolve i problemi, anzi aumenta la devianza ed il clamore, anche vanificando i pochi progetti di integrazione sociale. E’ più facile, per il nostro sistema sociale, spendere in Polizia che non in Progetti. Così i Rom restano un capro espiatorio, falso problema a distogliere dai veri problemi che dannano il Pianeta: il disastro ambientale, il rogo delle banche mondiali…

>>ITALIA, 10 AGOSTO 2007: INCENDI NEI "CAMPI"
Tre incendi, conosciuti, nei "campi" d’Italia in data 10 agosto. Due in insediamenti abusivi di Rom Romeni, uno di Rom dalla Jugoslavia in un campo attrezzato dal comune.
1-Quattro bambini rom muoiono nell’incendio della baracca a Livorno
Romano Lil, 11 agosto
Livorno 11 agosto. Quattro bambini, dai 4 ai dodici anni, sono morti a seguito di un incendio che si è sviluppato, la scorsa notte verso le ore 11, in una baracca di un insediamento di Rom Romeni sotto un cavalcavia. I pompieri hanno trovato la baracca di lamiera e legno in fiamme e, dopo aver spento l’incendio, hanno trovato i corpi carbonizzati dei bambini.
2-Tragedia sfiorata nell’incendio del "campo nomadi" di S. Maria C.V. (Caserta)
Romano Lil, 11 agosto
S.Maria C.V. 10 agosto. Un vasto incendio è divampato alle ore 11 di mattina nel Campo attrezzato dal Comune in via Parisi. Area che ospita la Comunità Khorakhanè stanziale da 20 anni sul territorio. Ad aggravare la situazione la totale assenza di acqua. I Vigili del Fuoco sono intervenuti in ritardo perché i primi interlocutori credevano ad uno scherzo. Distrutti i ricoveri di alcune famiglie. Per fortuna nessun danno alle persone e soprattutto ai circa trenta bambini.
3-In fiamme la baraccopoli dei rom: due feriti
il Giornale.it, 12 agosto
Milano 10 agosto. Sotto il cavalcavia Bacula di piazzale Lugano, ponte della Ghisolfa. Incendiate le baracche incendiate di una decina di nomadi che da qualche tempo aveva trovato rifugio nella polvere e nell’immondizia ai margini dei binari delle Nord. Per fortuna solo feriti: due rom romeni di 30 e 36 anni, il più giovane è rimasto ustionato alle gambe e ora è ricoverato al Niguarda, ma fuori pericolo. L’altra persona, lievemente intossicata, è stata dimessa poco dopo la visita al Fatebenefratelli. L’intervento di vigili del fuoco e forze dell’ordine ha evitato che il rogo attaccasse le altre roulotte sistemate sotto il cavalcavia e la carreggiata al di là dei pilastri.

>>CAMPI NOMADI E ROM DISCRIMINATI IN EUROPA
- ITALIA: IL PAESE DEI "CAMPI"
In tutta Europa l’Italia è conosciuta come "il paese dei campi", l’unica nazione che perpetua una politica di segregazione etnica con l’internamento di intere famiglie nei cosiddetti "campi nomadi". Nati negli anni settanta del secolo scorso, da contenitori di umanità in risposta ad una emergenza si sono trasformati in campi di concentramento stabili ed Istituzionali: nuovi "zigeuner lager" dove non c’è bisogno di "soluzione finale" perché i Rom e Sinti vi muoiono di "incidenti", di malattia, di diritti negati, di esclusione continua e determinata dall’accesso al lavoro, alla casa, alle cure sanitarie, di perdita dei pochi diritti di cittadinanza, … di induzione alla devianza ed alla criminalità. La speranza di vita alla nascita nei "campi nomadi" è inferiore di trent’anni ai residenti nelle case.
- ZIGEUNER LAGER
Campi di concentramento per zingari. Nei lager, campi di concentramento nazi-fascisti, via via ma a partire dal 1934, cominciarono ad essere rinchiusi: oppositori politici, "zingari", Ebrei, Disabili, Omosessuali, Testimoni di Geova. La "soluzione finale", con l’assassinio dei prigionieri, avvenne anni dopo a partire dal 1943. Anche di fronte allo sterminio, in alcuni lager, gli zingari furono separati dagli altri prigionieri e rinchiusi in specifici "zigeuner-lager". I popoli e gruppi "differenziati" dal regime nazi-fascista sono stati tutti riconosciuti, riabilitati ed accettati ad eccezione degli "zingari" che sono ancora considerati "criminali" e "asociali" ed anche per questo costretti a sotto-scrivere, unici fra tutte le comunità presenti in Italia, dei patti di "legalità" e "socialità" anche per risiedere in "campi di segregazione razziale". Sottoposti a "trattamento differenziale" poiché la società italiana ritiene che non facciano parte della "comune umanità".
- CAMPI NOMADI PRODUTTORI DI MORTE
I "campi nomadi" sono campi di concentramento, di "segregazione etnica", per Rom e Sinti, vittime e prigionieri di una guerra che perdura da cinquecento anni.
Per il solo fatto di esistere i "campi nomadi", producono morte "sociale", civile, colposa, dolosa, preterintenzionale, premeditata, istituzionale.
Il problema non sono le persone e la devianza, da dirimere con presidi di Polizia e coi "patti", ma i "campi". Le operazioni di polizia, che cercano di "normalizzare" i campi risolvono un aspetto ma non il "problema", curano il sintomo – non la causa. I "campi" sono da reprimere, e chiudere, non le persone. 

I ROM COME CAPRO ESPIATORIO
L’ITALIA DEL "BENESSERE"
Sei Regioni Governate dalla mafia (camorra – n’dragheta – o’ sistema – sacra corona unita), le altre dalla Partitica-Clientelare che ne è il retroterra culturale, il Lavoro Nero, i Morti sul Lavoro (cinque morti al giorno), il più alto tasso di Evasione Fiscale d’Europa (il 27% della ricchezza nazionale), la Speculazione Edilizia, la Strage di Strada (18 morti e 600 feriti al giorno), lo Sterminio per Droga di Stato (26 mila morti all’anno per alcool), la Violenza sulle Donne (una su tre vittima di abusi), la Schiavitù Familiare di 400 mila "badanti" irregolari, la Rinascita del Craxismo, il Sistema Vallettopoli, il Sistema Quizzopoli, la Violenza della Polizia a Genova, la Mala-Sanità, il Degrado Ambientale prodotto dalle Istituzioni (vedasi Campania), le nubi di Cocaina a Roma, la Violenza negli Stadi di calcio, il Sistema Calciopoli, la Bonifica dell’Amianto fuorilegge dal 1992, il Mistero su Piazza Fontana e Ustica, i Risarcimenti mancati per i crimini di guerra in Africa Orientale Italiana nel 1936 (bombe a gas tossici-iprite)…
I ROM COME CAPRO ESPIATORIO
Una quota di razzismo è strutturale alla società dei consumi (che consuma e narcotizza le coscienze) e gli "zingari" sono al primo posto nella discriminazione razzista e xenofoba (in Europa ed in Italia), un vero e proprio capro espiatorio, ma anche falso problema per distorcere le istanze di giustizia sociale. I Rom, marchiati da pre-giudizi plurisecolari, come capro espiatorio a fagocitare i più bassi istinti sociali: i sussulti di scarico di una società sempre più narcotizzata dal consumismo, il falso problema su cui si sfoga un bisogno di sicurezza che dovrebbe essere rivolto alla partitica-clientelare, alla ingiustizia crescente verso l’ambiente ed il Sud del mondo.
L’Italia fa parte di quel "sistema occi-dentale" – il 18%, che per il proprio "benessere" usa, saccheggia, consuma e spreca oltre l’80% delle risorse del Pianeta. Le duecento famiglie più ricche della Terra hanno un reddito complessivo pari a quello di tre miliardi di persone più povere. Oltre un miliardo di persone soffrono la fame che falcia trenta milioni di individui all’anno. In futuro il divario tra paesi ricchi e paesi poveri si allargherà sempre di più.
I "patti di sicurezza", avviati lo scorso maggio dal Ministero dell’Interno, hanno sancito un "allarme sociale" rappresentato soprattutto dai Rom: da alcune decine di migliaia di persone che vivono in situazioni di emergenza umanitaria. Un’emergenza da delegare ad azioni di Polizia e non alla Protezione Civile. L’Italia sta alzando il livello di guerra verso i Rom/Sinti che sono già le popolazioni più povere e discriminate della Comunità Europea.

RISOLUZIONI INTERNAZIONALI
Il Relatore Speciale ONU relaziona, nel 2006, che é l’intera società italiana a presentare "profonde tendenze alla xenofobia", "particolarmente discriminate sono le popolazioni Rom e Sinti", ma già nell’anno 2000 il Comitato per l’Eliminazione delle Discriminazioni dell’ONU definiva i "campi nomadi" come "un mix tra le favelas e i campi di concentramento". Decennali sono gli inviti anche del Consiglio d’Europa a ridurre la discriminazione verso i Rom/Sinti ed a riconoscere loro lo status di minoranza etnica. I monitoraggi del Consiglio d’Europa rilevano di anno in anno che i Rom/Sinti sono le popolazioni più discriminate e sottoposte ad atti di violenza razziali del Continente, e le Commissioni del Consiglio da anni condannano l’Italia paese dei "campi" (l’unica nazione d’Europa che ne mantiene l’esistenza) e "raccomandano", da anni ed anni, di smantellare i campi nomadi, "l’emblema della segregazione razziale per eccellenza", secondo la definizione dell’ European Roma Right Center. 

I "campi nomadi" condannati dal Consiglio d’Europa
Archivio Romano Lil, 28 maggio 2006
IL COMITATO EUROPEO PER I DIRITTI SOCIALI:
"L’Italia viola sistematicamente, con politiche e prassi, il diritto di Rom e Sinti all’alloggio"
24 Aprile 2006, Roma, Strasburgo, Budapest. In una decisione resa pubblica oggi, il Comitato Europeo per i Diritti Sociali ha deciso che l’Italia sistematicamente viola, con politiche e prassi, il diritto di rom e sinti ad un alloggio adeguato: "Le politiche abitative per rom e sinti puntano a separare questi gruppi dal resto della società italiana e a tenerli artificialmente esclusi. Bloccano qualsiasi possibilità di integrazione e condannano i rom a subire il peso della segregazione su base razziale. In numerosi insediamenti di rom e sinti si riscontrano condizioni abitative estremamente inadeguate, che sono una minaccia per la salute e per la stessa vita dei residenti nei campi".
Italia xenofoba e razzista secondo l’ECRI
Romano Lil, 3 maggio 2007
Roma 3 maggio. Combattere razzismo e xenofobia nel discorso pubblico, rafforzare il quadro legislativo contro le discriminazioni e tutelare i diritti delle minoranze rom e sinti. L’ECRI, commissione del Consiglio d’Europa, presenta il terzo rapporto sull’Italia. Al Governo chiede di ratificare le convenzioni internazionali, sradicare l’incitamento all’odio razziale dal dibattito politico, dai media e dallo sport e riformare la legge sull’immigrazione. La situazione fotografata dal rapporto è aggiornata al 16 dicembre 2005, ma – ha dichiarato Walter Irvine (Alto commissariato delle Nazioni unite per i rifugiati) – "le raccomandazioni all’Italia sono attualissime".
Italia xenofoba e razzista verso Rom e Sinti: rapporto ONU
Romano Lil, 15 marzo 2007
Ginevra, 13 marzo. "La società italiana – secondo il rapporto del relatore Speciale delle Nazioni Unite – affronta un’inquietante tendenza alla xenofobia e lo sviluppo di manifestazioni di razzismo che colpiscono principalmente le comunità Sinti e Rom che sono "il gruppo etnico che affronta la discriminazione più pesante nell’alloggio, nell’istruzione, nella sanità, così come nell’occupazione e soffrono dalla violenza razzista. Fino a un terzo della popolazione di Sinti e Rom è segregato dal resto della società in accampamenti autorizzati e non".
La relazione del Relatore Speciale ONU in Italia
Romano Lil 16 ottobre 2006
Roma, 13 ottobre, palazzo della Fao. Doudou Diène, "Relatore Speciale" per i Diritti Umani dell’ONU, relaziona sulla sua visita di cinque giorni in Italia: é l’intera società italiana a presentare "profonde tendenze alla xenofobia", "particolarmente discriminate sono le popolazioni Rom e Sinti". La legge "Bossi-Fini" è "ispirata dalla filosofia di scontro di civiltà" e "incita alla discriminazione e alla criminalizzazione degli immigrati". Il rapporto completo su discriminazione e razzismo in Italia sarà presentato all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il prossimo 6 novembre.
Cresce il razzismo nell’Unione Europea
Romano Lil, 30 novembre 2006
Il "Rapporto annuale sulla situazione riguardante razzismo e xenofobia nei 25 Stati membri dell’Unione Europea" per l’anno 2005, presentato dall’EUMC a Bruxelles il 28 novembre, rileva un aumento di razzismo nei confronti di immigrati e minoranze. Tra le più colpite la comunità rom. Preoccupante è la discriminazione nel settore scuola: "Una delle principali ragioni del ritardo degli allievi Rom rispetto al livello d’istruzione medio è il fatto che si tratta, in molti Stati membri, del gruppo più toccato dalla segregazione e da varie forme di discriminazione diretta ed indiretta".

>>ROM ROMENI
LA 27 ESIMA STELLA LA ROMANIA
Nel 2006 i Romeni, con 400 mila presenze regolari (ma si dice di 600-700 mila complessive) sono diventati la prima Comunità, per numero, di immigrati in Italia, sorpassando Marocchini ed Albanesi (300 mila e 280 mila). Il grande flusso migratorio è partito dalla Romania alla fine degli anni ’90. Ora con l’entrata nella Comunità Europea si presume che i flussi siano più "regolari". Ma c’è da sottolineare che alcuni Paesi, come l’Inghilterra, hanno lo stesso mantenuto le frontiere chiuse limitandosi a fare entrare lo stesso numero di lavoratori Romeni degli anni precedenti. Dentro il flusso di immigrati Romeni stanno i Rom Romeni, una minoranza discriminata anche in Romania. Con l’entrata nella Comunità Europea i lavoratori Romeni in Italia diventano regolari, non più espellibili, possono acquisire la "residenza" e votare alle elezioni amministrative.

ROM ROMENI
Ma per i Rom Romeni, quelli degli insediamenti abusivi, la situazione non è molto cambiata, anzi, peggiorata. Per essere in regola devono avere un domicilio stabile, accertato e certificato, ed un reddito di cittadinanza, sennò continuano ad essere clandestini: Praticamente, dal primo gennaio 2007 sono cessate le espulsioni di massa ma secondo le direttive della Comunità Europea invocate dal vice-presidente della Commissione europea Frattini e da Forza Italia, in varie Regioni e Comuni d’Italia, sono espellibili, secondo le direttive europee, tutti quelli che non hanno un reddito dignitoso ed adeguato. Inoltre, in quanto Comunitari indigenti, hanno perso la STP, tessera sanitaria per prestazioni urgenti.
Manca un censimento ma si dice di 20 mila bambini non vaccinati e non secolarizzati, e di un totale di 30-40 mila persone senza diritti. 

>>ROM "ITALIANI" ED "IMMIGRATI"
A seguito di un primo grande esodo dalla Jugoslavia, a partire dalla fine anni settanta, ed un secondo verso la fine degli anni novanta dalla Romania, i Rom "Stranieri" immigrati in Italia hanno superato la presenza numerica degli autoctoni: circa 80mila (soprattutto da Jugoslavia e Romania) di fronte ai 70mila "italiani". Ma nello stesso tempo hanno diversificato ed aumentato le differenze fra le varie comunità: basti pensare agli "italiani" e "comunitari" portatori di "diritti imperfetti", ed agli "stranieri", in Italia anche da vent’anni, che sono invece portatori di "diritti esclusi" e rischiano ancora l’espulsione.
Quelli "italiani" sono esclusi anche dallo "status" di minoranza etnica e linguistica, a fronte del "riconoscimento" di poche decine di migliaia di Ladini, o poche migliaia di Catalani; quegli "stranieri" sono esclusi da tutti i processi di integrazione sociale che riguardano i quattro milioni di immigrati presenti in Italia. E l’intercultura, il riconoscimento e l’accettazione dell’Altro, sono estesi a tutte le nazionalità ed etnie di immigrati (Albanesi, Cinesi, Wolof del Senegal, Berberi del Marocco, Yoruba della Nigeria…) ma non ai Rom.

ROM IMMIGRATI ESCLUSI DALLE NORME SULL’IMMIGRAZIONE
Già i Rom/Sinti italiani sono discriminati in tutti i settori, per gli immigrati, gli "stranieri", la situazione è ancora peggio perché vivono al di sotto (o fuori) della soglia dei Diritti Umani, ai margini, col rischio continuo di espulsione in caso di rivendicazione dei Diritti. Anche nel settore immigrazione la questione Rom è ampiamente marginalizzata ed esclusa. La "sanatoria" 2001, con la legge Bossi-Fini, ha legalizzato 700.000 immigrati irregolari (134mila Romeni) ed ha completamente escluso i circa 50 mila Rom Immigrati (presenti anche da tre generazioni in Italia) che hanno specificità diverse rispetto alla regolarizzazione basata esclusivamente sul regolare lavoro dipendente e sul domicilio certificato. Il nuovo ministro all’immigrazione Ferrero, nel 2006, ha regolarizzato, in via eccezionale altri 350.000 immigrati, oltre ai 170.000 previsti, ma, anche in questo caso, nessuna "quota speciale" per i Rom immigrati che hanno continuato a rimanere irregolari.
Lo stesso Ministro dell’Interno Amato sta approntando una legge sulla cittadinanza che farà diventare italiani oltre 700.000 immigrati presenti in Italia da cinque anni, o con figli nati nel Paese da almeno due anni: ma anche da questa legge resteranno esclusi i 70.000 Rom stranieri che anche da venti anni in Italia non riescono a trovare regolarizzazione e rischiano l’espulsione. Coi figli nati in Italia. La questione Rom, Italiani e Stranieri, continua ad essere una nicchia, trascurata ed esclusa dagli scenari nazionali. Anzi necessaria ed alimentata come "allarme sociale". Chi mai se non gli "zingari" possono fare da spauracchio, da "ba-bau", da "uomo nero", contro le angoscie della vita quotidiana? >>

DALL’ARCHIVIO OPERA NOMADI: ROM ROMENI
Speciale Rom Romeni

Romano Lil, 22 febbraio 2007
SOMMARIO articoli sui Rom Romeni: l’ultima migrazione di Rom stranieri, dopo quelli dalla Jugoslavia. Una comunità che paga pesantemente la fuga da una Nazione ostile come la Romania, dove la vivibilità è agli ultimi posti in Europa, in cerca di semplice sopravvivenza in Italia. Dal 1999, l’Opera Nomadi chiede che venga emanato un decreto di "protezione umanitaria" per affrontare questa emergenza che va risolta non con gli sgomberi e con le deportazioni ma prima di tutto col riconoscimento al diritto di esistenza. O un’estensione della legge sui rifugiati politici che riconosca anche lo "status" di profugo per motivi economici.

Oltre l’emergenza degli sgomberi dei Rom Romeni

Archivio Romano Lil, 18 novembre 2006

Dai recenti sgomberi di Bologna e da altri verificatisi recentemente in tutta Italia, si cerca di dare una panoramica a 360° della "questione Rom Romeni" che si iscrive nel contesto delle minoranze Rom/Sinti più discriminate d’Europa, ma, in particolare, riguarda una popolazione "straniera" ed irregolare in Italia e quindi ancora più esclusa ed emarginata dall’accesso minimo a qualsiasi servizio: dalla sanità, alla scuola, dall’habitat, al lavoro. Una "questione" che dovrebbe essere affrontata nel suo contesto ma in quasi nessuna parte d’Italia si riesce ad andare oltre l’emergenza per fare progetti di integrazione sociale strutturati e complessivi.

Quello che la Romania non dice dei Rom
Romano Lil, 1 maggio 2006
E’ emergenza umanitaria per i Rom della Romania. E’ quanto emerge da una relazione del parlamentare europeo Vittorio Agnoletto: "Ai rom in Romania continuano ad essere negati i diritti civili fonda-mentali. Il governo non sta facendo nulla per favorirne l’inte-grazione. Basti pensare che il 25 per cento dei rom non possiede documento d’identità, e oltre il 45 per cento è senza certificato di nascita. I Rom vivono per lo più in pessime condizioni sanitarie. I bambini che riescono ad andare a scuola spesso seguono le lezioni in classi separate dagli altri allievi. I rom non hanno neppure accesso al mercato del lavoro: il 71 per cento, proprio perché Rom, ha subito episodi di razzismo nel tentativo di trovare un impiego. Non esiste neppure un censimento ufficiale: si stima che i rom in Romania siano 530mila, mentre diverse ONG ritengono che il numero reale sia compreso tra uno e due milioni". La discrepanza fra le due cifre è dovuta al fatto che chi può nasconde la propria identità etnica per evitare discriminazioni.
Rom in Romania: tra tradizione e "romanizzazione"
Archivio Romano Lil, 3 giugno 2007
Gli Zingari in Romania costituiscono circa il 2,46% della popolazione e si possono dividere in due gruppi, a seconda della loro inclusione forzata – o no, nel passato regime comunista: "romanizzati" o "tradizionali". Paradossalmente gli zingari "romanizzati" sono disprezzati e si dice che pratichino attività illegali, mentre i "tradizionali" sono ben visti perché vivono isolati nelle loro comunità, rispettando le regole della società maggioritaria e si pensa abbiano un lavoro onesto. Un articolo di Serena Scarabello, dalla tesi di laurea sulla popolazione zingara di Romania.
Italia, arriviamo: da dove partono i Rom di Romania
Archivio Romano Lil, 1 giugno
Crajova, Romania. Perché i rom vogliono venire in Italia? Non servono sociologi per capirlo. Basta andare alla periferia di Crajova dove vivono i Rom, più poveri anche dei Romeni. Non ci sono "campi", né roulotte, ma una lunga teoria di piccole casette. Un servizio di Bruno Ventavoli, inviato de "La stampa" a Crajova, da dove i Rom, partono per Roma. Vivono in condizioni pietose. Sanno che in Italia la vita nei "campi" è dura. Ma una roulotte laggiù, per quanto di-strutta, è meglio che qui. "Se ci aiutassero ad avere case decenti, ad avere un lavoro in Romania, nessuno partirebbe per andare all’estero. Chi vive qui in miseria ha diritto di sognare una vita migliore".
Con cinque domande a Massimo Converso, presidente nazionale dell’Opera Nomadi.

>PROPOSTE POLITICHE
Da anni l’Opera Nomadi, con Secondo Massano ed il Presidente Salomoni nel 2000, chiedono una "sanatoria" per i Rom immigrati (come la Bossi-Fini) od un decreto di protezione umanitaria come per i rifugiati politici. Come fu fatto per i rifugiati dal Kosovo in guerra nel 1998. Già nell’anno 2002 l’Opera Nomadi Lazio proponeva l’intervento della Protezione Civile per "sanare" l’emergenza degli insediamenti abusivi. E da lì a Centri di Prima accoglienza in premessa ad una politica della casa estesa sul territorio nazionale. Un PNR, Piano Nazionale Rom a similitudine del PNA (Piano Nazionale richiedenti Asilo) che vede coinvolti, con fondi consistenti per l’alloggio, il lavoro e l’integrazione sociale, decine e decine di Comuni d’Italia coordinati da un Ufficio Centrale e nazionale. Non c’è presente né futuro ne dignità per i cittadini di un Paese che convivono nello stesso territorio, anche se li nascondono sotto i ponti o nelle discariche, con persone e soprattutto bambini che sopravvivono senza servizi igienici, senza acqua corrente, senza copertura sanitaria né scolastica.
MANIFESTAZIONE NAZIONALE
La "questione rom" continuerà ad essere una nicchia fisiologica al sistema sociale finchè non sarà sussunta dalla "società civile": quella contro i CPT (Centri di Permanenza Temporanea per immigrati, che equivalgono ai "Campi Nomadi), quella che ha adottato la causa degli immigrati, quella contro le basi americane a Vicenza, quella della giustizia sociale. Per un nuovo stile di vita che ci vede compartecipi anche della sorte dei più poveri (che sono gli sfruttati). Ma i pre-giudizi sociali radicati verso gli "zingari" attecchiscono anche in questa parte sociale
Da queste pagine, mesi fa, si lanciava l’idea di una manifestazione nazionale per lo smantellamento dei "campi nomadi" ed i diritti di cittadinanza dei Rom/Sinti. Con queste parole d’ordine: "blocco immediato degli sgomberi senza alternative abitative (in ossequio alle "raccomandazioni" europee); Protezione Civile per sanare gli insediamenti abusivi e Centri di Prima Accoglienza. Da qui attuare lo smantellamento dei "campi nomadi", lager istituzionali di segregazione etnica, con redistribuzione abitativa, a partire dalla casa, concordata coi residenti. PRIMA garantire almeno la sopravvivenza civile, fare uscire dall’emergenza umanitaria clandestina bambini, anziani, donne e uomini, che sono decine di migliaia. Regolarizzare i Rom immigrati con permesso, carta di soggiorno o cittadinanza. Poi affrontare la politica complessiva di integrazione sociale".

>>RIFERIMENTI: richieste al governo
Subito la Protezione Civile per i Rom Romeni delle baraccopoli
Romano Lil, 28 marzo 2007
Roma, 27 marzo. Subito la Protezione Civile, con villaggi pre-fabbricati, per i 50 mila Rom Romeni delle baraccopoli italiane: ad una situazione di emergenza umanitaria si risponda con strumenti di emergenza. A seguito della morte dell’ennesima bambina rom, il Presidente Nazionale dell’Opera Nomadi, Massimo Converso, lancia un appello al Governo Italiano perché prenda dei provvedimenti immediati per sanare l’emergenza dei Rom Romeni: che gli sgomberi vengano immediatamente sospesi e la Protezione Civile costruisca (con l’aiuto della numerosa manodopera qualificata dei capifamiglia rom rumeni) villaggi di prefabbricati.
Rom Romeni richieste al governo
Archivio Romano Lil, 28 marzo 2007
Roma 12 giugno 2006. dal "tavolo politico" sui Rom Romeni, l’Opera Nomadi Nazionale propone al Governo un programma di intervento per l’integrazione sociale di questa comunità in Italia: a partire da un censimento qualitativo per conoscere i numeri e le risorse. Il programma, che prevede "ammortizzatori sociali" per favorire questa minoranza svantaggiata, affronta le tematiche Lavoro, Scuola, Casa.
Quella dei Rom rumeni non è una questione solo delle grandi città come Napoli, Bologna, Milano, ma riguarda tutto il territorio nazionale, una emergenza umanitaria che investe, secondo stime approssimate, 50.000 persone di cui almeno 20.000 bambini 
Per la regolarizzazione dei Rom Romeni in Italia
Archivio Romano Lil, 22 aprile 2006
Una "sanatoria di legge", o un decreto di protezione umanitaria, per i profughi dalla Romania. Manca la volontà politica perché la propone l’Opera Nomadi, in varie forme ed articolazioni, dall’anno 2000. E’ stata formulata ai candidati/e delle ultime elezioni politiche. Per dare visibilità a persone che sono costrette a nascondersi ed a vivere senza alcun diritto (di sanità, di scuola, di habitat, di lavoro…) nella "civile" Italia. Per recuperare quell’umanità dimenticata nei loro confronti. "Il trattamento differenziale a cui sono sottoposti i Rom e Sinti in Italia", denuncia da anni il segretario nazionale Opera Nomadi Giorgio Bezzecchi, "è dovuto al fatto che la società italiana ritiene che non facciano parte della comune umanità".
- Una sanatoria di legge per i Rom Romeni
Romano Lil, 22 aprile 2006

>>SEZIONE DIRITTI
- TUTTI I CITTADINI HANNO PARI DIGNITA’ (salva la Costituzione)
Costituzione della Repubblica Italiana
Articolo 3 – Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
Articolo 6: La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.
Articolo 11: L’Italia ripudia la guerra comune strumento di offesa alla libertà degli altri popoli…
- DALLA DICHIARAZIONE DEI DIRITTI DELL‘UOMO
Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948. Nel preambolo si stabilisce "che il riconoscimento della dignità inerente a tutti i membri della famiglia umana e dei loro diritti, uguali ed inalienabili, costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo". Riconoscimento della dignità a prescindere dalla razza, sesso, età, nazionalità, o da un permesso di soggiorno rilasciato dalla Questura di uno Stato.
Dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, 10 dicembre 1948:
art.1, tutti gli esseri umani nascono liberi ed uguali per dignità e diritti;
art.3, ogni persona ha diritto alla vita, alla libertà, alla sicurezza della propria persona;
art.5, nessun individuo potrà essere sottoposto a trattamento inu-mano o degradante;
art.7, diritto di eguaglianza e di non discriminazione;
art.13, diritto di movimento nel territorio;
art.15, ogni individuo ha diritto ad una cittadinanza;
art.22, diritto alla sicurezza sociale;
art.23, diritto al lavoro (previsto anche dalla Costituzione Italiana);
art.24, diritto al riposo ed allo svago;
art.25, diritto ad un decoroso tenore di vita;
art.26, diritto all’istruzione;
art.27, diritto di partecipare alla vita culturale della comunità.

 

Immagini: lavavetri – la Repubblica.it, cavalcavia – il Giornale.it, Lager – Stefano Pampado, Pianeta come una torta – Centro Nuovo modello di Sviluppo, Rom – Tano D’Amico, Rom Romeni – Mario Rebeschini, Rom in casa in Romania.

 

 

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