Noi dell?Opera Nomadi: Arif Tahiri

Arif Tahiri, presidente della sezione Marche, è uno dei migliori dirigenti politici Rom dell?Opera Nomadi con cui lavora dalla fine degli anni ?80. Schivo, riservato, modesto, generoso, è uno dei protagonisti attivi degli ultimi anni dell?associazione. Arif Thairi, 45 anni, oggi ha la sua partita Iva e una ditta di autotrasporti e facchinaggio a Fano. Prima, per 14 anni, ha lavorato nei cantieri navali. Prima ancora ha lottato con le unghie e con i denti nei campi rom di Napoli e Messina. E’ originario di Mitrovica ed è arrivato in Italia nel 1985.
“Da Mitrovica (Kosovo) negli anni è scappato un intero quartiere, 180 mila persone, prima per le persecuzioni poi per la guerre ? spiega Arif. – La mia famiglia è di origine rom, zigana, ma noi a Mitrovica avevamo la nostra casa. Poi siamo dovuti scappare e adesso non abbiamo più documenti di nulla, nè della casa, nè del casellario giudiziario, nè del comune perchè Mitrovica non si sa più di chi è. Così, io che potrei avere la carta di soggiorno e chiedere la cittadinanza, non posso avere nulla perchè l’Italia non sa se sono serbo, kosovaro o croato”.
Arif ha avuto il primo permesso di soggiorno nel 1987. Dal 1990 ha vissuto per undici anni in una casa comunale. Ora in una casa popolare di cui paga l’affitto. La sua è una famiglia multinazionale: “Siamo in otto e tre paesi diversi: io e mia moglie kosovari, due figli croati, due figli e una nipotina di otto mesi italiani”.
ARIF DELL?OPERA NOMADI
Da Mitrovica a Fano con l’impegno nel cuore
Arif è uno dei primi Rom arrivati in Italia da Mitrovica negli anni ?70, è sopravvissuto, incensurato, alla vita da forche caudine nei ?campi? da Crotone alla Toscana, trovando finalmente l?habitat ideale con tutta la sua famiglia estesa in una delle provincie più ricche d?Europa, Pesaro.
Appartiene ad una famiglia orgogliosamente comunista (l?Opera Nomadi dispone di una straordinaria immagine del nonno partigiano in costume tradizionale del Kosovo) e profondamente legata al ?Tito barò? che fece ?baxtalè Romà anda Jugoslavia?.
I Rom kosovari (le cui Comunità più grandi vivono a Palermo e Firenze ed un tempo a Mestre) sono denominati dai Rom Cergarija come ?shiftarija? cioè ?albanesi?, termine ? come ovvio – per nulla amato dai Rom kosovari, i quali per l?80% sono dovuti fuggire dalla multiculturale terra dove vivevano da 600 anni propria per colpa delle fanatiche milizie filoalbanesi sostenute peraltro anche dal capitalismo occidentale fra cui l?Italia)
I khorakhanè di Fano vivono in una serie di case ad affitto in vari quartieri della città e svolgono i più disparati mestieri, fra cui anche quello della raccolta differenziata, ma più facilmente impiegati nelle piccole fabbriche della zona o nella distribuzione commerciale. Lo stesso Arif ha lavorato a lungo come operaio nei Cantieri Navali ed oggi gestisce una piccola ditta di distribuzione commerciale con il figlio maggiore. I minori sono normalmente scolarizzati fino alla terza media e le forze di polizia non hanno mai dovuto stilare un rapporto su questa esemplare Comunità, nemmeno quando in città c?era un sorta di campo comunale.
Le ?Romnià khorakhanià? di Fano e Macerata hanno vinto, di fronte ad una severa giuria composta da autentici esperti – fra cui un mu-sicista ebraico klezmer – nello scorso febbraio il II° Concorso Nazio-nale dei Rom/Sinti Artisti di Strada nella sezione dedicata alla danza.
Fra di esse Beljkize, una Romnì abilissima sarta che realizza sia i tradizionali abiti turcheschi delle shiftarke che i tendaggi che decorano il suo letto e l?intera stanza, uno spazio ritagliatosi nella piccola ma dignitosissima abitazione sul Viale Piceno di Fano.
Arif , dopo quella in Kosovo (ritorna regolarmente sia a Mitrovica che in Croazia e Serbia), sta integrando significativamente la mappa qualitativa e quantitativa delle Comunità dei Rom Khorakhanè Shiftarija sull?intero territorio italiano, dalla Sicilia all?Alto Adige.
Con l?Opera Nomadi ha in programma di disegnarne una dei paesi dell?Unione Europea, dove con regolarità tiene vivi i propri circuiti parentali e quelli, più complessi, interni al gruppo dei Rom Kosovari, molto bene integrati soprattutto nei Paesi Bassi ed in alcune città tedesche.
Arif è uno dei migliori dirigenti politici ROM dell?Opera Nomadi con cui lavora dalla fine degli anni ?80.
Come Presidente della Sezione Marche, ha contribuito, fra il 2006 ed il 2007, alla nascita della Sezione Rimini-Cesena e si reca regolar-mente presso la Comunità dei Sinti di Carpi dove collabora alla stesura dei progetti che la Presidente Sinta di quella Sezione, Erika Guerini, sta stendendo in queste settimane.
Arif si è già incontrato ripetutamente con le Comunità storiche dei Rom/Sinti cittadini italiani della parte meridionale della regione con cui ha programmato un incontro di lavoro per stilare un unico programma di sviluppo, soprattutto occupazionale, da sottoporre alla Regione Marche.
In questo esemplare percorso di integrazione (l?Opera Nomadi ne conosce, da anni, molti altri fra cui quello della famiglia estesa di Gezim Berisha, Presidente della Sezione di Bari) c?è un solo incredibile ostacolo, voluto dalla nuova Amministrazione di destra di Fano, che forse doveva riportare indietro questo straordinario livello di autosviluppo socio-economico della Comunità Rom.
Uno dei tranquilli bambini della Comunità è stato letteralmente sequestrato nella sua aula scolastica dall?Assistente ?Sociale? comunale con la motivazione che il piccolo fosse ?obeso? e perciò non curato. E quindi chiuso in un Istituto dove reclama l?immediato rientro nella famiglia che lo curava amorevolmente.
Sulla inquietante illegale vicenda è già intervenuta la Sottosegretaria Lucidi ed Arif ha avuto un incontro diretto con l?altra SottoSegretaria Linguiti. Anche il Sottosegretario Manconi è stato interpellato in merito. (Massimo Converso)
LE DANZE DI BELYKIZE E I CAMION DI ARIF
Storie di ordinaria integrazione
La Repubblica, 22 maggio. Di Claudia Fusani
Fotografia: intervento di Arif di fronte alla sottosegretaria Pari Opportunità Donatella Linguiti ed all?assessora Raffaella Milano del comune di Roma, ad un convegno Opera Nomadi (proposte politiche ai Ministeri) del 24 marzo scorso


