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Niente Sinti dal "Santo" (Antonio di Padova)

1 Giugno 2007


Padova 31 maggio. Il sindaco vieta la sosta alle carovane di Sinti che arrivano in città per la ricorrenza di Sant?Antonio. Flavio Zanonato, dopo il divieto alle prostitute, continua la sua lotta al degrado per la cosiddetta ?emergenza sicurezza?, puntando l?indice sui ?nomadi?. Non Rom e Sinti che abitano a Padova, ma quelli che sono in «transito». Anche se arrivano per venerare il santo patrono.
«Abbiamo in mente anche un?azione di contrasto anche contro i mendicanti, che spesso vivono in casolari abbandonati – sottolinea Marco Carrai, assessore alla sicurezza – L?accattonaggio non è un reato, a meno che non sia molesto o effettuato da minori. Ma è una forma di degrado che disturba i cittadini».

SANT?ANTONIO PATRONO DI PADOVA
La città comincia a riempirsi di visitatori e pellegrini, che arrivano da tutto il mondo, per la consueta festa del “Santo” in preparazione per il 13 giugno. Sant?Antonio è molto venerato dagli ?zingari? cattolici ed è ormai una tradizione decennale l?arrivo di gruppi rom/sinti per le celebrazioni. In una cappella della Basilica del “Santo” si celebra, di mattina, una messa con canti e preghiere in ?romanès? proprio per gli zingari. Alcuni restano per confluire nella tradizionale processione che alle ore 18 attraversa la città.

IL “PATTO DI SICUREZZA” DI PADOVA
Il commento dell’Opera Nomadi di Padova
Per una questione di ?decoro urbano? è impensabile che il Comune di Padova impedisca ai Rom e Sinti di poter sostare a Padova durante le festività del Santo che è venerato moltissimo assieme a Padre Pio e altri. Tutti gli anni abbiamo assistito all?arrivo di roulotte e camper da ogni parte d?Italia e Padova si è sempre dimostrata una città ac-cogliente. Ultimamente il sindaco Zanonato che vede invasioni da parte di spacciatori, prostitute e immigrati si scaglia contro la presen-za di Rom e Sinti annunciando ?tolleranza zero?, tanto da venire soprannominato lo ?sceriffo rosso? e da ottenere il plauso del nuovo sindaco di Verona Tosi e del Consigliere Regionale di Alleanza Na-zionale Zanon.
Probabilmente sta applicando a livello locale la linea politica nazio-nale del ?Patto sulla Sicurezza? che il Ministro Amato ha lanciato con i sindaci delle maggiori città italiane prima delle elezioni amministra-tive, e che, come si è visto non è servito ad aumentare i voti, anzi.
Generalizzando, il rischio è sempre il solito: si aumentano le tensioni e il razzismo, si vanificano quindi anche tutti gli sforzi che stiamo facendo come associazioni, per aiutare queste persone ad inserirsi nel tessuto sociale a intraprende un percorso finalizzato all?assun-zione dei diritti e dei doveri di cittadinanza attiva, uscendo dalla logica assistenziale negativa a cui sono state abituate troppo spesso e per agevolare l?incontro tra culture differenti superando stereotipi e pregiudizi.

Dopo aver messo all?indice via Anelli e dopo aver scelto di multare i clienti delle prostitute, ora Zanonato continua la sua battaglia puntando l?indice contro le famiglie rom
PADOVA VIETATA ALLE CAROVANE DI NOMADI
La giunta sceglie la linea dura. Stop ai mendicanti in centro
Il mattino di Padova, 31 maggio. Claudio Malfitano

Stop alle soste delle carovane di zingari in città: in vista della festa del Santo non saranno consentiti gli accampamenti abusivi. Vigilanza aumentata anche per gli «accattoni» in centro. Flavio Zanonato con-tinua la sua lotta al degrado puntando l?indice sui nomadi. Non Rom e Sinti che abitanto a Padova, ma quelli che sono in «transito». Negli ultimi mesi affluenza record: il park per camion a Granze di Camin è l?area più utilizzata per accamparsi. Roulotte e camper anche all?ex Foro Boario in Prato della Valle. Vengono «intimati» a lasciare la città: la maggior parte lo fa dopo poche ore. Linea dura fino al 13 giugno.
La campagna di lotta al degrado dell?amministrazione comunale ha trovato un nuovo obiettivo: gli zingari presenti in città. Negli ultimi mesi il flusso di presenze è aumentato e nelle prossime settimane sono previsti nuovi arrivi, anche per la particolare devozione dei nomadi a Sant?Antonio. Non ci sarà un?ordinanza, stavolta. Tutto è la-sciato alla volontà politica esplicitamente dichiarata dall?assessore alla sicurezza Marco Carrai. Istituzionalmente tradotta in pratica dagli agenti della polizia municipale. Nelle due ultime settimane sono stati diversi gli interventi di «sgombero» di accampamenti abusivi. A Gran-ze di Camin, in particolare, nel grande parcheggio per camion di fron-te al cimitero. Un luogo conosciuto dai nomadi forse grazie al «passa-parola». Ma un paio di interventi sono stati necessari anche in piazza Rabin, dove adesso si sono piazzate le giostre per la festa del Santo. E poi corso Australia e i lungargini. «Gli altri anni tolleravamo qualche arrivo per il Santo nel parcheggio dell?Euganeo, ma arrivavano solo pochi giorni prima il 13 giugno» racconta il vicesindaco Sinigaglia, che smentisce l?emergenza: «Non parlerei di invasione – spiega – Ci stiamo muovendo per coniugare sicurezza, accoglienza e legalità».
La linea è chiara: prima di tutto, forse anche prima della devozione verso il Santo, c?è la sicurezza dei cittadini. D?altronde anche il voto di domenica scorsa ha parlato chiaro. E il sindaco Zanonato vuole dimostrare che il centro sinistra non può «mollare» su un argomento così sentito. Dopo l?ordinanza anti-prostituzione (ad oggi 34 multe ai clienti e 3 alle lucciole), la lotta al degrado passa anche dagli «accattoni» che in centro chiedono la carità. «La legge ci dà strumenti limitati: li accompagniamo in centrale e poi li rilasciamo. Ma intensificheremo anche questa attività» conferma il comandante della polizia municipale Lucio Terrin.
Resta da capire se la maggioranza è compatta attorno al primo cittadino: in giunta, durante la discussione sul provvedimenti anti-zingari, mancava l?assessore di Rifondazione comunista Daniela Ruffini. E i «mal di pancia» della sinistra radicale non sono più così nascosti. «Abbiamo in mente anche un?azione di contrasto anche contro i mendicanti, che spesso vivono in casolari abbandonati – sottolinea Marco Carrai – L?accattonaggio non è un reato, a meno che non sia molesto o effettuato da minori. Ma è una forma di degrado che disturba i cittadini».
Un?azione autonoma intrapresa dall?amministrazione comunale: neppure prefetto e questore sono stati consultati sulla questione. Un?azione che proseguirà, intensificandosi, almeno fino al 13 giugno. Poi il fenomeno dovrebbe scemare. Ma se così non fosse, potrebbe prendere forma l?ipotesi di un?ennesima ordinanza.

Fotografia: processione Sant’Antonio, Padova 13 giugno 2000

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  1. ilmarz
    1 Giugno 2007 a 15:50 | #1

    solite Ingiustizie..

    ciao mitico un abbraccio

  2. blob
    2 Giugno 2007 a 16:22 | #2

    Mi dispiace non avete capito.
    Zanonato è un sindaco ?rosso? e laico e impedisce ai Rom/Sinti di partecipare al pellegrinaggio del Santo, ?la religione è l?oppio dei popoli?, proprio per stimolarli a non sublimare le loro istanze sociali in sterili riti ma ad agire politicamente per rivendicare la loro cittadinanza negata.

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