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Archivio Giugno 2007

L?Unione Europea richiama l?Italia per razzismo

30 Giugno 2007 Commenti chiusi


Bruxelles, 27 giugno. Anche l?Italia fra i 14 Paesi membri richiamati dalla Commissione Europea per non avere applicato appieno la Direttiva Europea contro la discriminazione su base razziale (2000/43/CE). L?Italia ha due mesi di tempo per rispondere alle accuse prima di essere eventualmente convocata davanti alla Corte Europea di giustizia, col rischio di pagare un?ammenda. La scadenza per tradurre la direttiva in legge nazionale era il 2003. Insieme all’Italia figurano altri tredici paesi: Spagna, Svezia, Repubblica Ceca, Estonia, Francia, Regno Unito, Grecia, Irlanda, Lettonia, Polonia, Portogallo, Slovenia e Slovacchia.

LE SEGNALAZIONI ALL?ITALIA
La Direttiva 2000/43 fu recepita dall?Italia nel 2003 in epoca della legge sull?immigrazione Bossi-Fini e numerose associazioni segna-larono subito le incongruenze italiane rispetto alla versione originale. Sono tre i punti in cui l?Italia è stata bocciata:
- la legge italiana non prevede la ripartizione dell?onere della prova tra la presunta vittima ed il presunto autore della discriminazione;
- l?Italia non prevede ?protezione nei confronti delle vittime? (l?art. 9 della Direttiva è completamente saltato nella trasposizione italiana);
- la normativa italiana ha definito in modo scorretto la ?molestia razziale?.

UGUAGLIANZA RAZZIALE: LA COMMISSIONE AGISCE PER COLMARE LE LACUNE DI ALCUNE LEGISLAZIONI NAZIONALI
Bruxelles, 27 giugno

La Commissione ha invitato formalmente quattordici Stati membri a trasporre completamente la regolamentazione europea che proibisce ogni discriminazione fondata sulla razza o l’origine etnica (direttiva 2000/43/CE). I paesi interessati – la Spagna, la Svezia, la Repubblica ceca, l’Estonia, la Francia, l’Irlanda, il Regno Unito, la Grecia, l’Italia, la Lettonia, la Polonia, il Portogallo, la Slovenia e la Slovacchia – hanno due mesi per rispondere, altrimenti la Commissione può adire la Corte di giustizia europea. Adottata nel 2000, la direttiva per l? “uguaglianza razziale” doveva essere recepita in diritto nazionale entro il 2003.

?Il diritto ad essere trattati in modo equo è fondamentale , ma tutti i giorni in Unione Europea ci sono persone che affrontano discriminazioni sul lavoro, a scuola,, nei negozi, nell?accesso alla casa e alle cure sanitarie a causa del colore della loro pelle?, ha ricordato Vladimir Spidla, il Commissario Europeo per le Pari Opportunità, e poi ha aggiunto: “La legislazione europea a favore dell’uguaglianza è essenziale per superare gli ostacoli di quest’ordine ed eliminare i trattamenti discriminatori. Ci occorre tuttavia fare in modo che questa regolamentazione sia correttamente trasposta perché gli europei usufruiscano, in pratica, di una tutela giuridica totale contro le discriminazioni. La nostra azione riveste un’importanza particolare in quest’anno europeo delle Pari Opportunità per tutti.”

Da dieci anni, in occasione del vertice europeo di Amsterdam, gli Stati membri hanno incaricato l’Ue di lottare contro le discriminazioni. Tutti i paesi dell’Unione hanno effettuato reali sforzi per attuare la diret-tiva sulla parità di trattamento senza distinzione di razza, adottata all’unanimità in 2000. Alcune legislazioni nazionali non sono tuttavia interamente conformi a queste prescrizioni. La Commissione è in contatto con tutti gli Stati membri a proposito di queste questioni e, in una serie di casi, modifiche della legislazione nazionale sono già impegnate.

Oggi, domande formali sotto forma di “pareri motivati” – seconda tappa in una procedura d’infrazione – sono state presentate ai quattordici Stati membri che non hanno recepito correttamente la direttiva. Le principali lacune constatate riguardano in particolare:

- legislazioni nazionali il cui campo d’applicazione è limitato sul luogo di lavoro, mentre la direttiva “uguaglianza razziale” proibisce anche ogni discriminazione in materia di protezione sociale, d’istruzione e d’accesso ai beni ed ai servizi, fra cui l’alloggio;
- definizioni delle discriminazioni che divergono da quelle date nella Direttiva (soprattutto trattandosi della discriminazione indiretta, della molestia e delle ingiunzioni di praticare una discriminazione);
- incoerenze nelle disposizioni destinate a venire in aiuto alle per-sone vittime di discriminazione (la protezione contro le misure di ritorsione, in particolare, o l’inversione del carico della prova, o anche il diritto delle associazioni di fornire un aiuto alle vittime nei loro ricorsi).

La procedura d’infrazione prevede che gli Stati membri dispongano di un termine di due mesi per rispondere al parere motivato. In mancanza di risposta soddisfacente, la Commissione porterà la causa dinanzi alla Corte di giustizia di Lussemburgo. Può anche chiedere alla Corte di infliggere una multa ai paesi interessati.

DIRETTIVA 2000/43/CE
Del Consiglio, del 29 giugno 2000, che attua il principio della parità di trattamento fra le persone indipendentemente dalla razza e dall’origine etnica

SITO DELLA COMMISSIONE EUROPEA PER LA LOTTA ALLA DISCRI-MINAZIONE NELL?UNIONE EUROPEA

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Patti di Sicurezza: moderni bandi di espulsione dei "zingani"

28 Giugno 2007 Commenti chiusi


Roma, 28 giugno. Il “Patto di sicurezza” di Firenze non nasce, secondo la deputata Mercedes Frias, da una situazione effettiva di ordine pubblico: ?I patti di sicurezza sono in linea con la messa al bando degli ?zingani? di Firenze anno 1547 ? afferma . ? Dopo 560 anni il pre-giudizio verso i non assimilabili ? diversi ma poveri, continua. Anzi, il razzismo è strutturale alla società occidentale?.

I PATTI DI SICUREZZA SONO MODERNI BANDI DI ESPULSIONE
Mercedes Frias, deputato Rifondazione Comunista

Mercedes Frias, anni 45, è immigrata in Italia, dalla Repubblica Dominicana, nel 1990. Laureata e libera professionista è cittadina italiana per matrimonio. E? stata eletta al Parlamento, Rifondazione Comunista ? Sinistra Europea, il 21 aprile 2006.
L?intervista nasce dalla lettera che la Deputata ha inoltrato alle autorità competenti a proposito del Patto di Sicurezza di Firenze che doveva essere firmato il 26 giugno scorso.

Roma, 28 giugno.
?I Patti di Sicurezza sono in linea con la messa al bando degli ?zingani? di Firenze anno domini 1547. Dopo 560 anni le parole sono diverse ma la sostanza è la stessa, l?esclusione degli indesiderati. Dopo cinque secoli il pregiudizio verso gli Zingari continua. Una forma di razzismo che è strutturale alla società Occidentale: razzismo verso quelli che si prestano, perché sono diversi e meno assimilabili, ma soprattutto poveri. Sul ?Patto di Firenze?, che doveva essere firmato il 26 giugno, ho scritto una lettera di protesta, che parte proprio dal ?Bando sopra i Zingani e le Zingane del dì 3 novembre 1547? e dalla constatazione che non vi è una situazione concreta che possa giustificare queste imponenti iniziative di ordine pubblico, ma non ho ricevuto risposta”.

“Il paragone con Firenze del 1547 dimostra quanti pochi progressi abbia fatto l?umanità: non c?è evoluzione, non si sono fatti passi avanti in Europa sulla questione zingari. Dopo 560 anni ci sono ancora bandi di espulsione dalla città come lo sono i quattro mega-campi nomadi voluti dal sindaco Veltroni fuori Roma. Le parole sono meno dure ma il concetto e la sostanza sono simili.
I Patti di sicurezza promossi dal Ministero dell?Interno in varie città sono soprattutto anti-Rom ed anche anti-Immigrati, Cinesi a Milano e Senegalesi e Marocchini a Torino.
Sono patti di deterioramento territoriale e di peggioramento strutturale della Bossi-Fini (la legge sull?immigrazione) e danno un segnale di dove siamo e ci dicono dove stiamo andando”.

“Il Governo sta disattendendo gli impegni di programma sull?immi-grazione: vedi la legge Bossi-Fini, che in attesa del disegno di legge di modifica (Amato-Ferrero), viene addirittura inasprita.
Anche la nuova legge sulla Cittadinanza si è arenata. C?è bisogno di una modifica strutturale, che vada a incidere sulla società, a salvaguardia delle minoranze povere e degli immigrati?.

>QUALE PATTO DI SICUREZZA A FIRENZE?

Lettera aperta di Mercedes Frias a:
- Giuliano AMATO (Ministro dell’Interno)
- Claudio MARTINI (Presidente Regione Toscana)
- Leonardo DOMENICI (Presidente dell’ANCI e Sindaco di FIRENZE)
- Matteo RENZI (Presidente Provincia di FIRENZE)
e per conoscenza
- Walter VELTRONI (Sindaco di ROMA).

BANDO SOPRA GLI ZINGANI DEL DUCA DI FIRENZE
Bando sopra i Zingani e le Zingane del dì 3 novembre 1547 ab incarnatione: ?L’illustrissimo ed eccellentissimo Signore il Sig.Duca di Fiorenza e per Sua Eccellentia Illustrissima li Magnifici Signori Otto di Guardia e Balia della città predetta, considerando di quanto danno sieno stati per il passato e di presente ancora sieno i Zingani e Zingane che si sono alloggiati e alloggiano appresso alla città di Fiorenza e per il contado e il dominio di essa e quanto sinistro con li loro cattivi portamenti arrechino li cittadini artifici e contadini per li assai immoderati danni che da loro sono ricevuti e ricevono giornal-mente, e quanta comune utilità tenendone pagato il Ducale Stato di Sua Eccellentia ne abbi a resultare, però volendo a tale inconve-niente ovviare fanno pubblicamente bandire, notificare et espressa-mente comandare, a tutte li compagnie di detti Zingani e Zingane che si trovino in tutto il territorio, il dominio et Stato Ducale di Fiorenze, che infra mese prossimo futuro da oggi si debbino, ogni eccetione rimossa, havere sgombro lo detto dominio Ducale di Fiorenza sotto pena di essere fatti prigioni e mandati in galera a beneplacito di loro ufficio notificando a ciascuno di detti Zingani come si è rivocato et rivoca per virtù della presente ogni patente, salvacondotto, et autorità che egli avessino insino a questo presente giorno.?
Da: Antonio Tabucchi, ?Gli zingari e il Rinascimento: vivere da Rom a Firenze?, Feltrinelli, 1999 (pagg. 19-20)

PATTO DI SICUREZZA A FIRENZE?
Martedì 26 giugno firmerete il ?patto per la sicurezza? di Firenze e dintorni. Patto che si inserisce sulla scia di quanto già stabilito e siglato in altre città d?Italia. Dal momento che non vi è una situazione concreta che possa giustificare queste imponenti iniziative di ordine pubblico, come si evince dal rapporto del Ministero dell’Interno sullo stato della sicurezza, la domanda sorge spontanea: a quale bisogno risponde il ?patto?? Qual è la domanda alla quale si pretende di rispondere con queste iniziative?

?MA NON CE N?E? DI BISOGNO
Dal rapporto del Dipartimento di Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sullo stato della sicurezza svolta dalla Commissione Affari Costituzionali della Camera, emerge che ?…i dati sull’andamento della delittuosità non indicano un peggioramento della situazione tale da ingenerare sensazione di insicurezza generalizzata? per quanto riguarda i fattori che creano la percezione di insicurezza segnala ?….svolge un ruolo determinante la condizione di vulnerabilità individuale…. l’ambiente in cui si svolgono le proprie attività abituali.. infine, un ruolo determinante è rappresentato dall’effetto moltiplicatore dei media…? (pag. 122-123).
Ne deriva che la corsa alle politiche sicuritarie rappresenti uno strumento che si propone come risposta non ad una situazione reale, ma alle percezione di insicurezza. Percezione le cui cause esulano dall’aumento effettivo dei reati; dunque i ?patti? diventano strumenti di propaganda politica.
Si tratta della classica rincorsa alla destra, sul suo terreno; solo che in questa circostanza tale rincorsa va oltre il discorso, poiché si avvale di strumenti repressivi per ?combattere l’illegalità? diffusa nelle città. Questa iniziativa tende a dimostrare l’ultima scoperta dei sindaci delle grandi città, con grande supporto di buona parte dei media e di alcuni intellettuali d’area, come sempre: ?la sicurezza non è di destra né di sinistra?, perbacco!

E? DI DESTRA O DI SINISTRA?
La sicurezza non è di destra né di sinistra, verissimo, facciamo però qualche distinguo:
- è di destra considerare la sicurezza come mera questione di ordine pubblico;
- è di destra sorvolare sull’accezione della sicurezza come un diritto ad avere un tetto, un lavoro dignitoso, cure, istruzione;
- è di destra identificare come i nemici della sicurezza coloro che sono realmente le vittime dell’insicurezza;
- è di destra perseguitare i più vulnerabili, gli esclusi, facendoli diventare dei veri capri espiatori;
- è di destra confondere la causa con gli effetti del ?degrado?.
Non è un caso che i ?patti? siano identificati da parte da politici e giornalisti di destra, come ?l’unica realizzazione dell’attuale Governo?. Il sopracitato rapporto della Polizia dice ?anche la presenza di immigrati, è vissuta, nella maggioranza dei casi come fattore incidente negativamente sul senso collettivo di sicurezza. Tutto ciò produce domande di sicurezza che niente hanno a che fare con la delittuosità effettiva…? (pag. 124).

NON SONO PATTI, MA POLITICHE REPRESSIVE
Tuttavia, dai contenuti dei ?patti? già firmati a Bologna, Bari, Genova, Cagliari, Catania, Torino, Milano, discende che si tratta di politiche repressive anti-rom, anti-venditori ambulanti, anti-commercianti cinesi, in generale anti-immigrati: negrume, poco ornamentale per le belle città, che sarebbero immacolate se non fosse per la presenza di questi indesiderati. Proprio come nel 1500.
Che cosa hanno di sinistra questi patti?
Quanta legalità c’è nel consentire che decine di esseri umani dormano alle intemperie sul ciglio della stazione di Santa Maria Novella o dentro i tubi dei lavori della tramvia?
Dove sono le istituzioni, così zelanti della sicurezza, quando decine di bambine e bambini hanno di fatto il divieto di andare a scuola?
Quale nozione di legalità consente la persecuzione selettiva e razzista contro esercizi commerciali di cittadini e cittadine stranieri?
Persecuzione basata su quello che si è, non su quello che si fa o non si fa.
Politica di sicurezza e legalità che perseguita gli ?abusivi? ambulanti e mendicanti, senza proporsi risposte; ma allo stesso tempo perseguita i regolari imprenditori stranieri, proprietari di kebab e phone center. Forse è più igienico che stiano tutte e tutti sotto i caporali nei campi e nei cantieri, oppure nelle case, 24 ore su 24, ad occuparsi degli anziani genitori di quelli che li detestano.
Di fronte ad un leggero calo generalizzato dei reati, come afferma il sopra citato rapporto della polizia, aumentano in modo preoccupante le violenze contro le donne. Violenze che avvengono nella stragrande maggioranza dei casi in ambito familiare. Per una donna è più probabile subire un’aggressione in ambito familiare o nel circolo degli amici che per conto di uno estraneo per strada.

LA MESSA AL BANDO DEGLI INDESIDERATI
Già un anno fa, a partire ?dall’emergenza stupri?, che diventa tale soltanto quando l’aggressore è un cittadino straniero, la sindaca di Milano, condottiera dei ?patti per la legalità?, aveva deciso di aumentare il numero dei lampioni e disporre sconti da parte dei taxi per le donne che viaggiassero sole la sera. Come dire: mi tolgo un dente perché ho mal di pancia.
Possibile che politica e istituzioni perseverino nell’inseguire le ampli-ficazioni mediatiche che coccolano gli istinti più animaleschi di una parte della popolazione? Responsabilità vorrebbe che ogni situa-zione fosse governata per quello che è, non per quello che può apparire.
Ripeto, considerare la condizione di migrante come un’attenuante per giustificare atti di devianza è buonismo e paternalismo pericoloso; considerare però tale condizione come un?aggravante, non è soltanto ingiusto, ma terribilmente discriminatorio.
La firma di questi ?patti? con le istituzioni territoriali ha una valenza politica emblematica. Dopo un anno di un governo nazionale di centrosinistra, non c’è stato ancora il primo provvedimento teso perlomeno a ridurre gli effetti devastante delle politiche xenofobe del passato governo.
Anzi, prima che arrivi in parlamento il disegno Amato-Ferrero di modifica della Bossi-Fini, parte l’iter parlamentare delle proposte Violante e Buemi di inasprimento della Bossi-Fini nelle sue parti più repressive. Mentre, contemporaneamente, le regioni, province e comuni, così, quasi per caso, con i patti per la legalità antiesclusi, fanno il coro a Violante-Buemi & co nella crociata per la legalità dei padroni. Quando si dice superare la destra!

Dopo più di cinquecento anni della messa al bando degli indesiderati di Firenze, duole constatare quanto poco siamo in grado di evolverci culturalmente.

Mercedes Frias

Fotografia: dal sito parlamentare

Riferimenti: Io sono la legge: i Patti dello sceriffo Amato

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?Rom anch?io?: manifestazione nazionale °_°

26 Giugno 2007 Commenti chiusi


Milano, 26 giugno. ?Rom anch?io?, orgoglio ?romanì?. Enzo Jannacci lancia una manifestazione nazionale per il popolo Rom: No ai campi nomadi, sì ai diritti di cittadinanza. In arrivo i Ministri Solidarietà Sociale e Diritti, Ferrero e Pollastrini, per ripristinare legalità e diritti di cittadinanza per tutti i Rom: italiani, europei ed extra-comunitari. Perché Milano, non sia la vergogna d?Europa.

TRIBONIANO CON LA VALIGIA IN MANO
Milano, 20 giugno. Sgomberi al “campo rom” di via Triboniasno
Fabrizio Gatti si è mescolato agli sgomberati per un servizio inchiesta, su Panorama, dal titolo: ?10 giorni coi rom, allora è proprio vero che sono nomadi!?. Sugli ?sgomberi incostituzionali ? illegittimi ? che vergogna? del Triboniano, numerosi comunicati separati, di un esponente del PRC, di un Consigliere Regionale dei Comunisti Italiani, di un Verde per l?ambiente, di un esponente della Lista ?Se questo è un uomo?, dell?associazione Mani Tese, Naga, Maga Maghella, Amen Aventza, Pilosa Caritas, Nopattodilegalità, Lista Uniti per Fo, Lista Separati dalla Mortadella, Arci Tenda, Opera Mundi, CGIL Scuola, Lipu sezione ?laghetto?, Sunia per gli italici? La Casa della Carità col cappellano militare Don Colmegna, si difende dalle accuse di avere utilizzato dei ?vigilantes? armati per convincere gli abusivi ad andarsene. Mahalla indice il nuovo sondaggio: E’ giusto ? non è giusto ? non so, sgomberare le famiglie?

LE INCHIESTE CHE FANNO PENSARE
A proposito del Triboniano. Gad Lerner sul ?campo? col sociologo Aldo Bonomi per una trasmissione dal titolo: ?interroghiamoci (per capire) sugli sgomberi?. ?Insediamenti e sbaraccamenti dei Rom/Sinti?, è il titolo del Seminario che sta preparando l?ISMU presso l?Università Bicocca, mentre la Provincia ha commissionato un docu-film-inchiesta dal titolo ?Opera gagia? a volte ritornano?. Per dare visibilità al “Triboniano di tutti” l’assessore alla cultura Vittorio Sgarbi vi ha promosso una mostra – solo riproduzioni per carità!, dal titolo: “I rom nella storia della pittura, fra rappresentazione e realtà: da Boc-caccino-Caravaggio-Callot a Picasso-Uhden-Guttuso.

LA FISIOGNOMICA ISTITUZIONALE (modello Lombrosiano)
?Se sono nomadi nomadiscano? ha ribadito il Prefetto Gian Valerio Lombardi, sventolando il Devoto-Oli, con la frase che l?ha reso famoso a livello italiota. Sulla stessa linea il Questore Indolfi: ?Lo so che a Treviso e Rimini i Questori hanno rifiutato di eseguire gli sgom-beri – ha dichiarato, – ma qui le alternative ci sono, la Romania!?. ?Dopo i fatti di Genova 2001 – ha rincalzato un dirigente del SIULP, Sindacato di Polizia, – c?è una sorta di criminalizzazione delle Forze dell?Ordine. Ma noi eseguiamo con Forza gli Ordini, anche se si tratta di sgomberare donne, vecchi e bambini?. I familiari dei Carabinieri, Polizia, Unità Cinofile, ?Ghisa?, Assistenti Sociali Comunali, Lavoratori Socialmente Utili (quelli delle ruspe), Guardie di Finanza, Unità Anti-terrorismo, impiegati negli sgomberi selvaggi, si sono preven-tivamente costituiti in Comitato di Difesa, “non si sputa sul piatto dove si mangia”, dei loro familiari eventualmente denunciati per ?crimini contro l?umanità? presso il Tribunale Internazionale dell?Aia.
Sul Fronte Unito Amministrativo il Comune (CDL-Ulivo) ha approvato il pacchetto ?numero chiuso? per Rom Romeni, ?PPV?: Pronti, Partenza, Via! Da consegnare immediatamente all?identificazione dell?entrata in città con le telecamere finanziate dal Patto Nazionale ?il bastone e la carota?. Il Presidente della Provincia Penati per applicare il ?PPV? ha allertato anche le Squadre Speciali di pronto intervento Anti-Mafia.
Attenzione sul Triboniano viene anche dal Fronte Nazionale Governativo, lo stesso che, dal modello patto di “legalità e socialità”, ha istituito il Patto del ?bastone e la carota? per affrontare e dirimere la questione rom in varie città d’Italia. Bertolaso, Capo Dipartimento della Protezione Civile si dichiara pronto ad intervenire su Milano ?con alcuni pre-fabbricati recuperati dal terremoto dell?Irpinia?. Prevista la visita in città anche dei semi-disoccupati dirigenti UNAR (Ufficio Nazionale Anti-discriminazione Razziale), del Ministro per la Solidarietà Sociale Ferrero e della Ministra Diritti e Pari Opportunità Pollastrini che, congiuntamente, hanno dichiarato: ?Occorre partire da Milano per ripristinare la legalità ed i diritti di cittadinanza per tutti i Rom, italiani, europei, extra-comunitari?. Assente indesiderato il Ministro Amato considerato troppo ?bastonista?.

Se non riesci ad osservare l’orizzonte
l’occhio è miope, il presbite di fronte.
Oscar Wilde aforisma per un amico

>>?ROM ANCH?IO?: MANIFESTAZIONE NAZIONALE
Milano. ?Rom anch?io?, orgoglio ?romanì?. Enzo Jannacci, da decenni attivo sui diritti umani (anche come medico volontario) lancia una manifestazione nazionale per il popolo Rom: No ai campi nomadi, sì ai diritti di cittadinanza. ?Milano vergogna d?Europa? ha dichiarato il portavoce del Comitato Promotore della ManifestAzione, Paolo Rossi. ? Quello che sta succedendo a Milano, – ha continuato il vocalista del Comitato, – dalla Polizia a presidio dei campi nomadi di Formigoni estate 2006, all?incendio di Opera, dal patto di ?legalità e socialità? al Triboniano ?con la valigia in mano?, al numero chiuso per i Rom, al Sud-la-mafia-a Milano-emergenza-Rom, è il segnale ed il laboratorio di una deriva morale e sociale italiana, sul fronte dei diritti e della giustizia, che ci coinvolge tutti e si ripercuote su tutta la società, perché la libertà ed i diritti o sono collettivi o ci moncano e ci orbano tutti. Parola d’ordine: Rom libera tutti!?

ROM LIBERA TUTTI (Salva la Costituzione)
I Rom/Sinti sono le minoranze più discriminate e sottoposte ad atti di violenza razziale d?Europa. Ogni percorso di giustizia sociale e di diritto umani, secondo il Comitato, dovrebbe partire da lì. E con effetto cascata, riverberare tutti settori e le tematiche di ingiustizia. I Rom come capro espiatorio per una politica dell?abbondanza, come falso problema per la sicurezza, come pregiudizio sociale verso l?altro da sé, come buco nero dei bassi istinti corporali e deriva morale della politica. I Rom come questione morale del Paese.

TERTIUM NON DATUR (Un nastro di Moebius che produce liberanza)
?Non sono i Rom ma le Romnià le più discriminate e perseguitate d?Europa ? prende la parola il ?tertium non datur? del Comitato per la ManifestAzione Franca Rame. ? Da esse, dalla donna, occorre ripartire per una reale liberazione, per affermare i diritti negati di eguaglianza e di pari opportunità. Donne e uomini uniti in un percorso di Resistenza che produce Liberazione.?

DA MILANO ORA E SEMPRE RESISTENZA
?Se Milano è stato laboratorio e fucina per una politica nazionale che affronta la questione rom, invece che con progetti di giustizia sociale, con processi e leggi di emergenza sociale che sanciscono una segregazione etnica di Stato, da qui, da Milano ? si interconnette Paolo Rossi in sintetico conversario ciceroniano – dobbiamo partire per vivere r-esistenza e lanciare un segnale propositivo alla Nazione: ?Rom anch?io? come portatore di identità e di diritti. Al Comitato promotore, – conclude Paolo Rossi – per una volta, non aderiranno sigle o personaggi autopresenzialisti, ma persone animate da spirito di collettività sistemica, con eventuali soprannomi, o pseudonimi, come nella Resistenza Partigiana. Una Resistenza che affermi la nostra Esistenza come Comunità?.

ADESIONI
paolorossichiocciola@ibero.it

PRIME ADESIONI
Il capitano Nemo, Questione Romnià, Sinterland, Dalida, Robin Hood ed i 40 ladroni, Super Ciuk, Wu ming, Zona 54, il Gatto e la Volpe, Helter Stalker ? da Roma, Gianni e Pinotto ?da Mantova, Zelig, Brigate Rossellini, Associazione Qualcuno volò sul nido del cuculo, i Gufi, Svampa è solo, Associazione Onlus ?Quella sera a Milano era caldo??, Derby Albicocca, Collettivo Se non ora quando, I Nipoti di Nonna Abelarda, Associazione Associati, Collettivo Soprasotto, Ecila allo specchio, Gargantua e Pantagruel, Comunità I ragazzi della via Pal, il Corsaro Nero ed i Rom della filibusta, Associazione ?Se questo è un uomo?, La sindrome di Peter Pan, Chi Rom chi No (7499), Tigrotti Rom della Malesia…

Riferimenti: Saluti Rom dagli insediamenti di Milano

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Estendere il ?Giorno della memoria?agli stermini dimenticati

24 Giugno 2007 2 commenti

Roma, 21 giugno ore 10, presso Cesv. L’Opera Nomadi, in collaborazione con Circolo Omosessuale Mario Mieli, Agenzia di Vita Indipendente e Anpi (Associazione Naz. Partigiani) ha presentato il disegno di modifica alla legge n.211, 20 luglio 2000, per estendere il “Giorno della memoria” anche a Rom e Sinti, Omosessuali, Disabili e Testimoni di Geova. Per non dimenticare anche queste vittime del nazi-fascismo.
Un disegno di legge per ricordare, e quindi inserire nella legge anche altri gruppi che hanno subito le stesse deportazioni e lo sterminio degli Ebrei: vittime di discriminazioni etniche, sessuali, sociali e religiose. Il recupero di queste memorie è oggi reso urgente dal rispetto per la storia e per tutte le vittime della barbarie nazi-fascista. Ricordare per evitare che certe tragedie si ripetano.

Prosegui la lettura…

5 PER MILLE all?Opera Nomadi

23 Giugno 2007 Commenti chiusi


Un piccolo gesto morale per una associazione morale. Il 5 per mille è una quota di imposte a cui lo Stato rinuncia per destinarla alle organizzazioni no-profit per sostenere le loro attività. L?Opera Nomadi nazionale nata nel 1965 -Ente Morale nel 1970, invita chi ha a cuore i Rom/Sinti e Camminanti a fare un piccolo gesto di civiltà per sostenere la causa: Opera Nomadi codice fiscale 804094801.

5 per mille… Opera Nomadi per tutti
Il nome dell?associazione ed il codice fiscale vanno messi nello spazio indicato per il 5 per mille, nei moduli per la dichiarazione dei redditi. Un gesto morale per una associazione morale. Non è cosa di poco conto di questi tempi. Ecco alcune definizioni della parola ?morale?: ?che concerne valori etici?, ?che è conforme al bene, ai principi del giusto e dell?onesto?.

Ente Morale Opera Nomadi
CODICE FISCALE OPERA NOMADI: 80409480581

5 PER MILLE ALL’OPERA NOMADI
Da oggi uno strumento in più per aiutare Rom, Sinti e Camminanti (comunemente definiti zingari o nomadi).
La Legge Finanziaria 2006 prevede la possibilità di destinare il 5 per mille delle tue imposte all?Ente Morale Opera Nomadi.

NON TI COSTA NULLA
Non è una tassa in più.
Sei tu che decidi a chi destinare il 5 per mille.
È una quota di imposte a cui lo Stato rinuncia per destinarla alle organizzazioni no-profit per sostenere le loro attività.
Aiutiamo con un normale gesto, L?Ente Morale Opera Nomadi

COME FARE:
I modelli per la dichiarazione dei redditi CUD, 730 e UNICO contengo-no uno spazio dedicato al 5 per mille, in cui devi firmare ed indicare il: CODICE FISCALE ENTE MORALE OPERA NOMADI: 80409480581

Il 5 per mille non sostituisce l?8 per mille destinato allo Stato e alla Chiesa. Sono due possibilità diverse e si possono utilizzare entrambe per destinare parte delle proprie imposte per fini diversi
Scheda attività dell?Opera Nomadi

L?Opera Nomadi si è costituita a Bolzano nel 1963 come associa-zione regionale del Trentino Alto Adige, nel 1966 è divenuta associazione nazionale e nel 1970 è stata eretta a Ente Morale (D.P.R. n° 347 del 1970).
L?Associazione è nata dalla consapevolezza che fosse necessario un movimento di volontari organizzato per promuovere interventi atti a togliere i Rom, Sinti e Camminanti ed altri nomadi, o gruppi di origine nomade dalla situazione di emarginazione in cui sono relegati e per aprire la collettività nazionale alla comprensione e all?accoglienza dei diversi. Per corrispondere meglio allo sviluppo di una società plurale e aperta, l?Opera Nomadi si configura come un?associazione apar-titica, aconfessionale che accoglie volontari, Rom, Sinti e Camminanti e non, impegnati in un compito di promozione sociale. In generale l?Opera Nomadi si fa mediatrice tra i pubblici poteri ed i gruppi di zingari, per la tutela dei loro diritti, e per favorire interventi specifici atti a sanare situazioni di svantaggio.

L?impegno prioritario si sviluppa nei seguenti settori:

a) Abitazione: Il nomadismo in Italia è ristretto quasi unicamente ad alcuni gruppi di SINTI (specialmente i giostrai), a piccoli gruppi di Rom Kalderasha, ai Camminanti Siciliani, nomadi per motivi economici. L?Opera Nomadi si batte a breve termine per il risanamento delle baraccopoli, a medio termine per l?allestimento di villaggi residenziali per le famiglie nomadi e seminomadi, all?interno dell?edilizia popolare o comunque agevolata in cui siano considerate sia l?autocostruzione sia l?autogestione. Relativamente ai Rom stranieri non sono da trascurare soluzioni abitative stabili all?interno dei centri urbani.
b) Scuola: Con ripetute convenzioni stipulate con il Ministero della Pubblica Istruzione a decorrere dal 1965/1966 si è passati da un inserimento scolastico dei minori Sinti e Rom in scuole speciali statali ad un inserimento graduale nelle classi comuni.
L?Opera Nomadi promuove iniziative di ricerca e di sperimentazione didattica anche con il sostegno del Ministero P.I. e della Comunità Europea. Collabora altresì alla formazione, aggiornamento e moni-toraggio degli operatori delle scuole dell?obbligo e del pre-obbligo scolastico, specie quelle del territorio coinvolte nella scolarizzazione dei minori Rom, Sinti e Camminanti. Si facilitano, con intervento diretto o indiretto degli Enti Locali, l?attuazione del diritto allo studio, l?inserimento e il profitto scolastico degli alunni Rom, Sinti e Camminanti anche con iniziative di trasporto, accompagnamento, mediazione culturale e attività laboratoriali.
c) Tutela della lingua e della cultura dei Rom, Sinti e Camminanti: L?Opera Nomadi partecipa ai movimenti/gruppi d?opinione per la tutela delle minoranze linguistiche in Italia volti all?attuazione dell?art. 6 della Costituzione anche in favore dei gruppi Rom e Sinti. Si fa anche promotrice di iniziative di aggiornamento per docenti coinvolti nell?inserimento scolastico dei minori Rom, Sinti, mirate alla cono-scenza della cultura dei Rom, Sinti e Camminanti, del diritto al nomadismo e alla sosta. Promuove e facilita iniziative di formazione di Mediatori Culturali Rom e Sinti sul piano della coscientizzazione etnico- culturale e sul piano professionale per venire incontro alle esigenze poste dalle Istituzioni e dalle Famiglie nell?ambito dei servizi di accoglienza, inserimento scolastico, sociale, sanitario, economico.
d) Manifestazioni culturali: L?Opera Nomadi organizza e partecipa a mostre fotografiche e di artigianato, spettacoli musicali, tavole rotonde, convegni, dibattiti, manifestazioni di solidarietà e trasmis-sioni mediali. E? presente negli insediamenti Rom e Sinti per favorire una presa di coscienza critica della situazione attuale e di ricerca di nuove forme di adattamento alla società italiana: opera nel con-tempo per il coinvolgimento sempre più attivo dei Rom e dei Sinti nelle iniziative che li riguardano.
e) Sanità: L?Opera Nomadi si adopera per la mediazione fra la popo-lazione dei Rom, Sinti e Camminanti ed il Sistema Sanitario Nazionale per il pieno rispetto del diritto alla salute da parte dei minori, delle donne e degli anziani Rom e Sinti: anche in questo campo è avviata la formazione di specifici Mediatori Culturali. Non sono trascurati ricorsi e collaborazioni di Enti/Associazioni per la tutela della salute, dei malati, degli anziani, dei minori in stato di necessità.
f) Lavoro: L?Opera Nomadi si rende attiva nella ricerca e promozione di opportunità lavorative per giovani e adulti Rom e Sinti, anche mediante la costituzione di cooperative di lavoro, in sintonia con le attività tradizionali dei Rom e dei Sinti (artigianato, lavorazione dei metalli, compravendita, allevamento dei cavalli ecc.), e nel campo dell?ecologia (legalizzazione delle attività di raccolta, riciclaggio e rottamazione dei metalli, pulizia e rigoverno di aree verdi, verni-ciatura di cancellate, recinzioni di giardini, cortili, di edifici pubblici del territorio, ecc.).
g) Giustizia: L?Opera Nomadi si adopera per l?informazione presso le Comunità Rom e Sinti delle normative atte alla concessione di permessi, licenze, affidamenti di competenza degli uffici decentrati dei Ministeri dell?Interno e di Grazia e Giustizia. Per la tutela dei diritti dei cittadini (minori detenuti, immigrati, profughi, ecc.). L?opera Nomadi privilegia gli sportelli allestiti dagli Enti locali e delle Istituzioni di competenza oltre che gli sportelli allestiti da Enti e Organizzazioni Umanitarie specifiche.
h) Romano Lil: E? la circolare interna dell?Opera Nomadi che si rivolge agli associati e non, per divulgare atti, iniziative, ricerche mirate a sostegno e alla tutela dei gruppi Rom, Sinti e Camminanti che risiedono sul territorio dell?Italia Continentale e Insulare: svolge la sua attività dal 1965 attraverso le sezioni locali OPERA NOMADI, che sono diffuse su tutto il Paese, gruppi collaboratori e simpatizzanti. Dal 2006 la ?circolare? è diventata anche telematica: Romano Lil, http://romanolil.blog.tiscali.it/

Nella foto: il Consiglio Nazionale in data 27 giugno 2004

Riferimenti: Cari e-lettori di Romano Lil

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Conferenza Nazionale cooperative di lavoro Rom/Sinti

21 Giugno 2007 Commenti chiusi


Roma 21 giugno. Butì – Lavoro. Conferenza Nazionale delle Cooperative dei Rom/Sinti, ore 16 Sala Rosi viale Manzoni 16. L?Opera Nomadi e le cooperative di lavoro di varie città d?Italia, propongono al Governo una strategia per il LAVORO come strumento centrale dell?autosviluppo economico e sociale del popolo dei Rom/Sinti in Italia. Presenti i sottosegretari dei Ministeri dell?Economia, del Lavoro, delle Pari Opportunità.

Opera Nomadi e le emanazioni Baxtalodrom
e le cooperative sociali Phralipè-Fraternità e Pijats Romanò
ORGANIZZANO

BUTI? – LAVORO
Conferenza Nazionale delle Cooperative dei Rom/Sinti
Roma, 21 Giugno 2007 ore 16 Sala Rosi Viale Manzoni, 16
(zona S. Giovanni/Colosseo) Ass. alle Pol. Soc. Comune di Roma

Le Cooperative dei Rom-Sinti di Milano, Carpi di Modena, Padova, Firenze, Roma, Campobasso, Foggia, Reggio Calabria
propongono al Governo una strategia per
IL LAVORO come STRUMENTO CENTRALE
dell?autosviluppo economico e sociale delle popolazioni Rom/Sinti

Programma

- Saluto di Gloria Malaspina
Assessore al Lavoro della Provincia di Roma
- Relazione di Giorgio Bezzecchi
Presidente Rom Cooperativa Roman Drom di Milano
e Segretario Nazionale dell?Opera Nomadi
- Intervento di Gianni D?Averio (Dirigente Serv. Soc. Milano)
- Intervento di Giulio Riccio (Ass. Pol. Soc)
- Interventi dei Rom/Sinti delle Cooperative
- Intervento di Mirella Buccomino (Dirigente Comune Isernia):
?I Rom Molisani e il lavoro?
- Interventi degli EE.LL.
Partecipano i Parlamentari Fabio Evangelisti (Italia dei Valori), Fabio Rampelli (A.N.)

INTERVENTI CONCLUSIVI DEI SOTTOSEGRETARI DI STATO
- Paolo Cento (Ministero dell?Economia)
- Rosa Rinaldi (Ministero del Lavoro)
- Donatella Linguiti (Ministero per le Pari Opportunità)

Durante la Conferenza verrà consegnato un riconoscimento alla Rumrì Silvana Bevilacqua moglie dell?operaio Rom Cosimo Abruzzese trucidato di fronte la sede della Cooperativa ?Rom 1995? dalla mafia il 28 aprile 2007 a Reggio Calabria.

E? prevista la presenza di LUIGI CIOTTI Presidente di LIBERA

Fotografia: Roberto Hudorovic e Menad Menadovsky

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Il Sindaco di Appignano invita al Consiglio Comunale aperto

19 Giugno 2007 Commenti chiusi


Nazzarena Agostini, sindaco di Appignano del Tronto (AP), invita la cittadinanza al Consiglio Comunale aperto di venerdì 22 giugno, ?in merito alle azioni svolte per fronteggiare l’emergenza rom?. Avvenuta a seguito del Rom ubriaco che guidando contromano uccise quattro ragazzi del luogo lo scorso 23 aprile. Dopo due mesi di sovraesposizione mediatica distorta, di accuse e di minacce personali il sindaco chiama a confronto i suoi compaesani sui fatti concreti.

Si ricorda che due sere dopo l?incidente alcuni abitanti del paese incendiarono la casa ed alcune roulotte dove abitava la famiglia allargata del Rom, in tutto 33 persone, fra cui venti minori, che erano scappate la sera prima.

MARIA NAZZARENA AGOSTINI, SINDACO
?Due anni in trincea per i miei con-cittadini?
Dopo mesi di tensioni e di trincea, a partire da quel tragico 23 aprile, il sindaco convoca la cittadinanza a fare chiarezza, elencando i fatti concreti e motivati in ordine cronologico del suo operato per l?allon-tanamento del nucleo di Rom dal comune. Una difesa d?ufficio e di ragione contro i bassi istinti, l?odio e l?avversione, fomentati dalla tragedia.
Maria Nazzarena Agostini, insegnante ai corsi per immigrati, sindaco da due anni di Appignano del Tronto, è esasperata e logorata dalla sovraesposizione mediatica e dal clima di ritorsione sociale dei compaesani, anche nei suoi confronti. La mancata elaborazione del lutto, la morte dei quattro ragazzi, ha generato atti di violenza: a fatti, con l?incendio delle abitazioni dei Rom, ed a parole di in-tolleranza verso i Rom e verso chi li avrebbe bene accolti, il sindaco in prima persona.
?Mi sono arrivati messaggi minatori?, spiega il sindaco ?messaggi di odio: puttana assassina, mettiti una corda al collo ed impiccati? La cosa più grave, e che mi fa stare male, sono le minacce a mio figlio di 19 mesi. E pensare che non ho neanche presenziato alla festa del suo primo compleanno ? con grande rammarico del mio compagno, per andare ad una riunione per l?allontanamento dei Rom dal paese. Ho ereditato una situazione complessa? continua il sindaco, ?che si riassume nella delega del comune di Ascoli ad affidarci una famiglia rom con tutte le responsabilità, sociali, civili e penali, atte a garantire l?integrazione e la tutela dei minori. Ma il nostro è un paese di 2000 persone e non può farci fronte”.

LA STORIA BUROCRATICA E POLITICA DEI ROM DI APPIGNANO
La famiglia Ahmetovic arriva ad Appignano, piccolo comune di 2000 abitanti, il 4 ottobre 1996, stipulando un contratto di affitto in una casa di proprietà del comune di Ascoli: si tratta di 19 persone che nel tempo salgono a 33. Il luogo non sembra molto adatto in quanto a fianco di una discarica pubblica ma per i funzionari del Comune si tratta di una soluzione temporanea a cui si oppone subito il sindaco di Appignano Maurizi. Che ritarda di due anni anche la concessione della residenza.
Poi iniziano ad arrivare i provvedimenti del Tribunale dei minori di Ancona che affida alcuni minori ai Servizi Sociali del Comune di Appignano e ORDINA al sindaco di predisporre…?ogni necessario intervento di tutela, supporto e controllo in ambito scolastico e sociale…di predisporre un preciso progetto inerente i minori; progetto da inviare a questo Tribunale entro 60 giorni….da relazionare ogni 3 mesi o prima all’occorrenza?. Il comune di Appignano cerca di rispettare l’ordine del Tribunale per non rischiare di pagare circa 90 ? al giorno per ogni minore in istituto e così avvia progetti di integrazione scolastici per i minori.
Intanto Celani diventa il nuovo sindaco di Ascoli e la situazione da temporanea diventa stabile.
I Rom continuano a non essere bene accetti nel piccolo paese e ad ottobre 2003 viene consegnata una raccolta di firme, degli abitanti di valle d?Orta, per il loro allontanamento: le firme vengono inviate alla Procura, al Prefetto ai Carabinieri di Appignano, al sindaco di Ascoli, al presidente della Provincia, alla USL13.

Il 5 aprile 2005, diventa sindaco di Appignano la signora Agostini che si attiva subito per allontanare i Rom, contattando anche l?Opera Nomadi e l?assessore ai Servizi Sociali del comune di Roma. L?appiglio burocratico arriva il 9 giugno 2006 quando il comune di Ascoli mette in vendita la casa, a ridosso della discarica, e deve intimare lo sfratto ai Rom. A seguito dello sfratto i Rom maggiorenni dovranno essere allontanati e i 20 minori messi in istituto, a spese del comune di Appignano su cui graverebbe un onere di circa 730.000? l’anno ?che equivarrebbe al totale collasso del comune che non potrebbe più garantire ai suoi cittadini nemmeno l’illuminazione pubblica?. Allora il sindaco Agostini si attiva per trovare una abitazione alternativa ai Rom con Provincia e Regione. Il comune di Ascoli, anche per collocazione politica (di centro-destra), non collabora.

Il 10 novembre 2005 al tavolo indetto dalla Prefettura convergono Provincia, Regione, Unione dei Comuni, Ambito Territoriale e Carabinieri ed Agostini mette in evidenza i ?problemi di ordine pubblico, di tensione sociale, di non rispetto delle regole, di collasso economico per il comune di Appignano?. Viene deciso di tenere il nucleo di Rom unito e di cercare un?altra soluzione abitativa. Il sindaco Agostini individua un’area con casa cantoniera dietro al poligono di tiro in località Campolungo, di proprietà della Regione nel comune di Ascoli..
L?area è stata concessa in uso all’Associazione Ambito Territoriale di Caccia della provincia di Ascoli Piceno che non ha nulla in contrario a spostarsi a patto che il comune di Appignano riesca a trovare una nuova sede. Si trova un?area disponibile che viene però rifiutata subito ed allora su intervento della regione l?Ambito Caccia è costretto ad accettare una coabitazione coi Rom (verrebbero inseriti nove moduli abitativi), ma nega l?abitazione per l?umidità che renderebbe insalubre il luogo e per il rischio esondazione dell?at-tiguo canale di irrigazione. Sempre tramite l?intervento operativo del comune di Appignano il rischio esondazione viene messo a termini di sicurezza e il 13 dicembre 2006 sembra tutto a posto.
L?Ambito Caccia vuole però una barriera di divisione e che si faccia un ingresso separato ed autonomo. Ma l?adiacente Poligono di tiro non vuole concedere i pochi metri necessari ed allora si trova un al-tro proprietario disponibile a vendere la striscia di terra necessaria.
Si è arrivati a febbraio 2006, ora non ci sono più ostacoli a spostare i Rom dal comune di Appignano al comune di Ascoli.
La Regione comunica informalmente alla Prefettura che a breve può convocare un incontro fra le parti compreso Ascoli, per la chiusura definitiva dello spostamento dei rom da Appignano.
Il 19 marzo 2006 il sindaco Agostini si reca dal sindaco Celani per informarlo che il comune di Appignano la soluzione l’ha trovata e non ci sono impedimenti di alcun genere per la definitiva sistemazione a Campolungo dei rom. Celani, oltre ad accennare di ritirare lo sfratto e di migliorare le condizioni igienico sanitarie di Valle Orta pur di farli restare lì, comprende perfettamente che la sua opposizione ha poco valore e chiede tempo per preparare una controproposta da portare al tavolo della Prefettura. Ci si accorda per una proroga di un mese e mezzo. E si arriva ad aprile.

Incendiato il campo nomadi del Rom che ha travolto quattro ragazzi
Archivio Romano Lil, 25 aprile
Ascoli Piceno, 25 aprile. Un incendio è stato appiccato questa sera al campo nomadi di Appignano, al momento disabitato, dove abita il Rom che alla guida di un furgone ha travolto e ucciso, due notti fa, quattro ragazzi. Tre abitazioni e due roulotte sono state distrutte dall?incendio. ?Non sprecate l?acqua?, gridavano alcuni cittadini contro i vigili del fuoco. Il comunicato di Massimo Converso, Presidente Nazionale dell?Opera Nomadi: “Il cordoglio dell’Opera Nomadi per le famiglie dei 4 giovani deceduti: ma perchè accanirsi sul popolo rom in quanto tale?”

>>APPIGNANO CONSIGLIO COMUNALE APERTO
Venerdì 22 giugno alle ore 21.00 presso la Sala Consiliare

?I tragici avvenimenti che hanno stravolto il nostro paese hanno inge-nerato una serie di valutazioni che coinvolgono direttamente l’operato dell’amministrazione comunale. Pur nella convinzione che nulla potrà riportare la serenità perduta, nel totale rispetto delle famiglie coinvolte, l’amministrazione sente la doverosa necessità di riferire ai cittadini tutti, in merito alle azioni svolte per fronteggiare l’emergenza rom?.
Le tappe delle azioni svolte dal Comune di Appignano per risolvere la problematica dei rom

1. Il sindaco di Ascoli Piceno, Allevi, il 04/10/’96 stipula un contratto con la famiglia Ahmetovic che allora contava 19 persone, (ALLEGATO n.1) in una casa di proprietà del comune di Ascoli che però si trova sul territorio di Appignano. Il sindaco Maurizi immediatamente si attiva e scopre che quella casa ha già un contratto con un cittadino di Appignano, Stipa Benito, che utilizza l’immobile di Ascoli come rimessa di mezzi agricoli. Maurizi, chiede a Stipa di tenersi stretto il contratto. Stipa lo rassicura ma poco tempo dopo rinuncia al contratto per motivi a noi sconosciuti. Maurizi, allora, inizia un braccio di forza con il sindaco di Ascoli il quale si giustifica dicendo che il contratto sarà solo momentaneo per tamponare il tribunale dei minori di Ancona , che minaccia la messa in istituto dei minori rom. Una volta terminate le elezioni ad Ascoli, li avrebbe messi in un’altra casa lontano da Appignano. Allevi però perde le elezioni. Celani è il nuovo sindaco del comune di Ascoli. Nel frattempo il comune di Appignano ha cercato di non concedere la residenza ai 19 rom, tanto da rilasciarla solo due anni dopo(26.01.’98)non potendo più ritardare ciò che la legge impone.
2. Maurizi chiede alla giunta Celani di spostare i Rom altrove e di annullare il contratto, ma, come per la discarica e il problema dei cani randagi che quando vengono catturati dobbiamo pagare noi, (nel 2006 il comune di Appignano ha pagato 3400?), il comune di Appignano non viene minimamente ascoltato. Solo l’allora assessore Angelini dice di impegnarsi a trovare un’altra sistemazione. Maurizi dopo diversi tentativi di convincere Ascoli, comprende che occorre un appiglio giuridico per farsi ascoltare, qualcosa a cui aggrapparsi per poterli mandare via.
3. Iniziano ad arrivare i provvedimenti del tribunale dei minori di Ancona che affida alcuni minori ai Servizi Sociali del Comune di Appignano e ORDINA al sindaco di predisporre…ogni necessario intervento di tutela, supporto e controllo in ambito scolastico e sociale…di predisporre un preciso progetto inerente i minori; progetto da inviare a questo Tribunale entro 60 giorni….da relazionare ogni 3 mesi o prima all’occorrenza (ALLEGATO n.2). Il comune cerca di rispettare l’ordine del tribunale per non rischiare di pagare circa 90 ? al giorno per ogni minore in istituto e così fa progetti di integrazione come imposti dal giudice. Anche la scuola fa progetti di integrazione per gli ?alunni stranieri e nomadi?,con orario aggiuntivo da svolgere oltre l’orario scolastico(ALLEGATO n.3).
4. Il 03.10.03 viene depositata in comune una raccolta firma degli abitanti di Valle Orta, firmata anche dall’assessore Mimì D’Angelo (ALLEGATO n.4). Le firme vengono inviate alla Procura, al Prefetto ai carabinieri di Appignano, al sindaco di Ascoli, al presidente della Pro-vincia, alla USL13. La raccolta firme non sortisce alcun effetto, anzi Ascoli fa sapere tra le righe che se la battaglia è con le firme, come è successo con la discarica, il capoluogo vincerebbe senza dubbio.
5. Dobbiamo trovare un appiglio giuridico per fare un’azione efficace e risolutiva. Nel frattempo, sono diventata sindaco di Appignano e riesco a mettermi in contatto con il presidente dell’Opera Nomadi Nazionale, Massimo Converso che, dopo essere stato informato della difficile situazione di Appignano, mi mette a disposizione un suo collaboratore, il Sig. Virgili. Gli invio un fax il 6.10.’05 con tutti i nuclei familiari (ALLEGATO n.5). Virgili viene presso il comune di Appignano e mi dice di non riuscire a dislocare queste famiglie a Roma. Mi suggerisce di mettermi in contatto con l’assessore ai servizi sociali del comune di Roma Raffaella Milano. Riusciamo a parlare con il suo segretario Serpieri che, dopo una ricerca mi comunica che potrebbe essere troppo oneroso anche per il Comune di Roma assumere nel proprio territorio bambini affidati ai servizi sociali.
6. Il Ciip più volte toglie la fornitura di acqua ai rom per bollette non pagate e Ascoli si attiva per farla ripristinare. Noi scriviamo al Ciip la nostra volontà di non pagare debiti altrui.(ALLEGATO n.6). IL COMUNE DI APPIGNANO NON HA MAI PAGATO ACQUA E LUCE AI ROM.
7. Tutto sembra essere inutile, ma finalmente arriva l’appiglio che aspettavamo da sempre. Ascoli mette in vendita 2 case a ridosso della discarica tra cui quella dove i Rom hanno il contratto, per un importo di 206.582,75?, con un avviso di asta pubblica del 09.06.’06.Per fare questo atto il sindaco di Ascoli deve intimare lo sfratto alla famiglia Ahmetovic con cui ha un contratto di affitto.
8. Lo sfratto deciso da Ascoli, per il Comune di Appignano può comportare o il totale collasso economico o finalmente un motivo valido per chiedere una nuova sistemazione dei rom. Chiamiamo la prefettura. Il prefetto non è stato ancora nominato e così ho un incontro con il Vice Prefetto Marchetti. In questo incontro annuncio che, se a seguito dello sfratto i rom maggiorenni saranno allontanati e i 20 minori messi in istituto, sulle spalle del comune di Appignano graverebbe un onere di circa 730.000? l’anno che equivarebbe al totale collasso del comune che non potrebbe più garantire ai suoi cittadini nemmeno l’illuminazione pubblica. Se questo si dovesse verificare il Sindaco di Appignano rassegnerebbe immediatamente le dimissioni oppure comprerebbe un immobile ad Ascoli per sistemarci i rom così come ha fatto Ascoli con una sua proprietà.
9. Visto che Celani si nega sempre al telefono mi reco dal presidente della Provincia Rossi che si mette immediatamente a disposizione del Comune di Appignano per una nuova collocazione dei rom. Mi fa affiancare dall’assessore ai servizi sociali Licia Canigola e mi suggerisce di scrivere al Prefetto per sollecitare un incontro tra tutti gli Enti. Al prefetto Celani dovrà rispondere.
10. Mi reco poi in Regione dove rappresento la stessa situazione dello sfratto all’assessore Amagliani che, preso atto del problema, si dichiara anch’esso disponibile a partecipale ad un tavolo operativo per trovare una soluzione che non gravi in maniera così pesante sul comune di Appignano.
11. 11.10.’05 il comune di Appignano scrive alla prefettura per chiedere un tavolo operativo con Ascoli, Provincia, Regione, Prefettura, Unione dei Comuni, Ambito Territoriale e Carabinieri dove si mettono in evidenza i ?problemi di ordine pubblico, di tensione sociale, di non rispetto delle regole, di collasso economico per il comune di Appignano? e altro (ALLEGATO n.7)
12. Nel frattempo continuiamo a cercare i contatti con il sindaco di Ascoli, che si fa sempre negare. Così intorno alla fine di ottobre vengo a sapere della serata del peperoncino che si svolge a S. Lucia a cui dovrebbe partecipare anche Celani, infatti c’è. Riesco a parlarci. Gli rappresento il problema, ma lui mi dice che la vendita della casa può sempre revocarla, se è questo l’appiglio per spostare i rom da Valle Orta e che l’onere dei bambini in istituto comunque non sarebbe un problema di Ascoli.
13. Partecipo il 03.11.05 ad un consiglio comunale aperto a Castel di Lama, in cui intervengo in modo deciso a rappresentare anche a quel tavolo, dove è presente Celani, il problema dei rom e della discarica come riportano i giornali nei giorni successivi ?ma il vero volto della protesta è quello del sindaco di Appignano Agostini..?Corriere Adriatico del 07.11.05 (ALLEGATO n 8).
14. Il 10.11.’05 il vice prefetto convoca la prima riunione a cui partecipano Maurizi e D’angelo , una seconda riunione il 20 .12.’05 dove è presente Maurizi. In entrambe le riunioni sono al tavolo Regione, Provincia, Comune di Ascoli, Unione dei comuni, Prefettura, Comune di Appignano. C’è poi un’ulteriore riunione il 03.03.’06, questa volta con il nuovo prefetto Cifelli a cui , oltre agli enti presenti nelle precedenti riunioni per il comune di Appignano siamo presenti io e Grelli. In tutte e tre le riunioni si parla di diverse prospettive ma in particolare si ribadiscono le seguenti soluzioni ?..a)smembramento del gruppo in singoli nuclei; b)individuazione di siti idonei al numero dei gruppi familiari; c)i sindaci presenti si impegnano a formulare nella prossima riunione soluzioni alternative per la migliore sistemazione della comunità rom.? (ALLEGATO n.9) L’assessore Natali mi avverte… che sarei dovuta passare sul suo cadavere prima di spostare i rom ad Ascoli e che per lui stavano bene sia in Appignano che in istituto, tanto non era Ascoli a pagare….
15. Facendo un piccolo passo indietro vorrei ricordare che il prefetto Cifelli, per la sua nuova nomina, ha incontrato tutto il Consiglio di Appignano il 10.02.’06 e in quella sede, anche a pranzo, gli amministratori di Appignano hanno rappresentato come problema prioritario quello relativo alle problematiche che la comunità rom causava sul nostro territorio. Sia all’incontro in comune che a pranzo a S. Lucia era presente anche la minoranza.
16. Poiché nelle riunioni in prefettura si era detto di trovare un altro sito per la nuova sistemazione, immediatamente ci mettiamo a cercarlo e individuiamo un’area dietro al poligono di tiro in località Campolungo. Facciamo la visura catastale e scopriamo che il sito è di proprietà della Regione Marche. Maurizi, pur di risolvere il problema si rende disponibile ad affittare l’area ed inoltra, a nome della sua coperativa, una richiesta alla regione marche della disponibilità dell’area che, una volta ottenuta l’avrebbe data ai rom. (ALLEGATO n. 10)
17. Scriviamo alla regione per conoscere l’eventuale disponibilità dell’area il 13.03.06 (ALLEGATO n.11). Riceviamo risposta il 19.04.
06 dove si ?…informa che tale area è stata concessa in uso all’Associazione ambito Territoriale di Caccia della provincia di Ascoli Piceno…(ALLEGATO n.12). Immediatamente cerchiamo il contratto da cui si evince all’art.11 che la regione …ha la facoltà di revocare la presente concessione…..con sei mesi di anticipo…?. (ALLEGATO n.13).
18. Ci informiamo e scopriamo che il presidente dell’ambito è un ex appignanese Gabriele Marinelli, mi dice che non ha nulla in contrario a patto che il comune di Appignano riesca a trovare una nuova sede al massimo in un paio di giorni. Riusciamo a trovare la sera stessa una sede idonea con le caratteristiche da lui espresse, presso la framar di Massaroni. Quando la propongo a Marinelli, non accetta nenche di vederla. Tutto il lavoro è stato inutile.
19. Il 06.11.’06 la giunta dell’Unione dei Comuni incontra la Giunta Regionale; in quell’occasione è presente il Governatore delle Marche Spacca. Tra i 5 punti presentati, io illustro il difficile problema dei rom e chiedo con forza che la Regione mi appoggi per una soluzione(ALLEGATO n. 14). Conduco poi personalmente con la mia macchina l’assessore regionale Amagliani, sia al campo rom che presso la nuova area di campolungo. Il presidente della Regione Spacca, il Vice Presidente Agostini e l’Assessore Amagliani mi assicurano la loro piena collaborazione. Però dobbiamo cercare di trovare un accordo con l’ambito di caccia il più sereno possibile.
20. Sempre nel mese di novembre mi reco dal nuovo presidente del Nucleo Industriale Domenico Re per sapere se ci sono aree disponibili da assegnare all’Ambito di Caccia. Le aree disponibili ci sono (ALLEGATO n.15), ma costano 36? al metro quadro, (ogni lotto in vendita è di circa 3000 m.), per noi un prezzo insostenibile. La stessa sera Re mi informa che c’è la giunta provinciale, così mi reco dal presidente Rossi per sapere se è disponibile ad acquistare l’ eventuale nuova area. Rossi si dice disponibile; ora dobbiamo solo raggiungere un accordo con L’Ambito di Caccia.
21. Il 22.11.06 arriva la convocazione da parte della Regione di una riunione ad Appignano per il giorno 29.11.06 per discutere sulla fattibilità di Campolungo per l’insediamento rom (ALLEGATO n.16).
22. Il 28.11.’06 io e l’ingegnere del Comune andiamo in Regione per parlare con Giorgini e Cammarota dirigente della protezione civile, per sapere se ci sono a disposizioni 9 moduli abitativi del terremoto e come devono essere posizionati. La risposta è affermativa.
23. Nello stesso giorno arriva una lettera del presidente dell’Ambito Marinelli alla Regione e per conoscenza anche al nostro comune(fax pervenuto alle ore12,19 del 28.11.’06) dove si esprime ?…l’unanime contrarietà della sistemazione della comunità rom nell’area a noi concessa…nonchè la impossibilità per la regione stessa di finalizzarlo ad uso abitativo in quanto insalubre…con un tasso di umidità eccessivo per viverci, ma soprattutto in quanto risulta adiacente al poligono di tiro, dove ogni sera ci sono esercitazioni con conseguente rumore degli spari che renderebbe impossibile viverci…oltre alla presenza del canale di irrigazione…privo di qualsiasi protezione con profondità delle acque superiore a 2 mt. ..auspichiamo tutti, soluzione pìù idonee per farci vivere i bambini della comunità…?(ALLEGATO n.17).
24. Il 29.11.06 c’è l’incontro convocato dalla Regione presso la sala consiliare del Comune di Appignano. Sono presenti il Comune di Appignano(Agostini, Grelli, Maurizi) Provincia (Rossi, Canigola) Regione(Amagliani,Piscitelli, Di Fede), Ambito di Caccia (Marinelli, Giudici),Nucleo Industriale (Re), Unione dei Comuni (D’Angelo). Si ascoltano le ragioni di tutti e si da mandato ai tecnici del nostro comune e della provincia di verificare i rischi del canale e il rischio esondazione di cui parla Marinelli e si fa presente che per l’Ambito di caccia ci sono a disposizione altre aree.
25. Nei giorni successivi i tecnici lavorano per verificare la reale abitabilità del sito mentre io cerco di convincere l’Ambito di Caccia ad accettare di andare in una nuova area tra quelle libere del nucleo oppure condividere lo spazio con i rom. Alla fine l’Ambito sembra accettare la convivenza a patto di una barriera di divisione ed un ingresso autonomo.(ALLEGATO n.18 prima piantina)
26. Per il nuovo ingresso abbiamo bisogno di un pezzettino di terra del poligono di tiro. Sotto natale mi reco da Emilio D’Angelo che scopro essere il vice presidente del poligono, per chiedergli di aiutarmi ad ottenere la terra per il nuovo ingresso chiesto dall’Ambito di caccia.
27. Il 13.12.06 vado ad un incontro in Provincia che Rossi ha organizzato tra i tecnici incaricati della perizia e i tecnici dell’autorità di bacino per verificare la pericolosità del canale e il rischio esondazione. Dalla relazione dei tecnici(ALLEGATO n.19) viene fuori che il canale è messo in sicurezza e che i lavori che la provincia ha fatto in prossimità del sito, hanno ridotto il rischio esondazioni. FINALMENTE SI PUÒ DIRE CHE CAMPOLUNGO È IDONEO PER LA NUOVA COLLOCAZIONE DEI ROM.
28. Il 14.12.06 io, Grelli, Maurizi e l’ingegnere andiamo in regione dove dobbiamo raggiungere un accordo con l’ambito di caccia. Sono presenti Provincia (Canigola e Marcaccio), regione (Amagliani, Di Fede), Unione dei Comuni (D’Angelo), Ambito di Caccia (Marinelli e Giudici). Prima però ci rechiamo sul sito a fare le foto (ALLEGATO n.20). Il comune di Appignano illustra il nuovo ingresso per l’ambito. Marinelli accetta la proposta solo dopo che si verifichi la possibilità di un altro ingresso dalla Salaria. La regione assicura la copertura finanziaria dell’allestimento del nuovo campo per la famiglia Ahmetovic dando però al comune di Appignano lo studio di fattibilità del nuovo ingresso e lo studio delle spese per portare tutti i servizi nel nuovo sito dei rom.
29. D’Angelo Emilio dopo molto tempo ci fa sapere che il poligono non vuole concedere il pezzettino di terra da me chiesto per l’ingresso per i cacciatori. Così studiamo il nuovo ingresso e dopo la visura catastale fatta da Arsenio Sermarini ci mettiamo in contatto con l’avvocato Mataloni, proprietario della striscia di terra per il nuovo ingresso (ALLEGATO n.21 cartina definitiva). Mataloni ci riferisce che deve fare la successione di morte e deve sentire anche gli altri eredi.
30. Sempre nello stesso periodo tutti questi movimenti fanno pensare ad un successo di Appignano nell’allontanare per sempre i rom dal proprio territorio. Così Alleanza Nazionale presenta la stessa interrogazione in Provincia con Brugni a dicembre, e in Regione con Castelli a gennaio, dove si dice che la località campolungo non è idonea…in quanto posta a ridosso del fiume Tronto, in una zona insalubre ad alto tasso di umidità, adiacente al poligono di tiro e al deposito delle armi posto nelle vicinan-ze….quindi i rom lì non possono andare ma non propongono nessuna alternativa o soluzione(ALLEGATO n.22).
31. Il comune di Appignano continua a lavorare e a febbraio incontra nuovamente l’avv. Mataloni che ci risponde definitivamente di essere disponibile a vendere la striscia di terra. L’ingresso dalla salaria chiesto dall’ambito è ora finalmente possibile. Chiediamo i preventivi a ciip e enel (ALLEGATO n.23) e il nostro lavoro è finito. ORA NON CI SONO PIU’ OSTACOLI A SPOSTARE I ROM
32. La Regione comunica informalmente alla Prefettura che a breve può convocare un incontro fra le parti compreso Ascoli, per la chiusura definitiva dello spostamento dei rom da Appignano.
33. Il 19.03.’06 mi reco da Celani per informarlo che il comune di Appignano la soluzione l’ha trovata e non ci sono impedimenti di alcun genere per la definitiva sistemazione a Campolungo dei rom. Celani, oltre ad accennare di ritirare lo sfratto e di migliorare le condizioni igienico sanitarie di Valle Orta pur di farli restare lì, comprende perfettamente che la sua opposizione ha poco valore e mi chiede tempo per preparare una controproposta da portare al tavolo della prefettura. Io dico di concedere al massimo 1 mese e mezzo di tempo. Siamo arrivati ad Aprile.
34. Comunque vogliamo sottolineare che ci sono stati circa 52 articoli sui giornali di protesta per lo spostamento dei rom a Campolungo (ALLEGATO n.24) da parte di Ascoli e di alcune forze politiche. L’ultimo articolo è di Castelli e data il 21 aprile ’07. Così titolavano i giornali locali …via i rom da Campolungo…bloccheremo la Salaria…non si torna indietro, i rom andranno via da Appignano…campo rom, tornano a soffiare venti di guerra…sulla comunità rom scelta concordata PERCHE’ TUTTO QUESTO PARLARE SUI GIORNALI DELLO SPOSTAMENTO DEI ROM DA APPIGNANO SE NON STAVAMO FACENDO NULLA?

Gli allegati qui elencati sono a disposizione di tutti i cittadini che vorranno consultarli e avere chiarimenti e confronti con il sindaco o con la giunta

Fotografia, IlQuotidiano.it: il sindaco Agostini alla conferenza stampa delle istituzioni, organizzata in Provincia, lo scorso 26 aprile, ?per non strumentalizzare la vicenda?

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Matrix: matrice razzista

17 Giugno 2007 1 commento


Canale 5, 15 giugno, ore 23,35. “Z come Rom” è il titolo della puntata di “Matrix” condotta da Enrico Mentana. “Z come zigeuner” sarebbe stato il titolo adatto: zigeuner l’urlo con il quale le SS naziste incitavano i cani lupo alla caccia agli zingari. Matrix – Matrice razzista: “Incitamento al razzismo verso i Rom tramite mezzo televisivo” sarebbe il titolo dell’imputazione al giornalista. L’unico Rom esistente, per la trasmissione televisiva di Mentana, è il Rom che delinque: bambini, adulti, donne. Z COME ROM Matrix, 15 giugno. Canale 5, ore 23,35 “Z come Rom” è il titolo su un grande pannello che campeggia alle spalle del conduttore per tutta la trasmissione. “Il tema di cui parliamo stasera è scomodo perché c’è paura di essere xenofobi, razzisti”, apre Enrico Mentana introducendo la serata, “ma il tema è quello che sappiamo, dei ragazzini che rubano che sono degli zingarelli o dei Rom come si dice nell’italiano più corretto”. In studio, a commentare i servizi, due ospiti secondo il concetto delle pari opportunità partitiche (di destra e di sinistra) ma non di competenza sulle tematiche trattate. “Vogliamo fare informazione stasera” spiega Mentana, “con Roberto Maroni, leader della Lega Nord e Paolo Cento (Verdi), Sottosegretario all’Economia”. Poi partono i servizi: da Roma e Milano (bambini rom che rubano), dalla Francia che ha applicato norme severissime verso i Rom, da Appignano del Tronto (sul Rom che ha ucciso, guidando ubriaco, quattro ragazzi), da Napoli (sul Rom che ha rubato una macchina trascinando e uccidendo la donna che si opponeva), da Bologna con l’esperto nazionale su tematiche di migrazione e varie, da Roma (con le condannate rom che lavorano in una cooperativa), da Roma con un botta e risposta col Presidente Opera Nomadi. Commenti a tutti i servizi sono fatti in sede coi due deputati invitati. NOTA SUI SERVIZI 1- Ragazzini rom che delinquono: furti e borseggi, servizi parti-colareggiati ed accaniti da Roma e Milano. 2- La signora Casamonica, anni 56, collanona d’oro al collo: “Porta un cognome ben conosciuto da tutti i Commissariati della capitale”, presenta il servizio il cronista. Poi continua spiegando che “dopo anni sulla strada tra elemosina e piccole truffe”, Concetta ha trovato lavoro, con altre Rom condannate per reati vari -beninteso, in una cooperativa di stira-e-lava gestita dal comune di Roma. 3- Appignano del Tronto (AP): servizio dal paese dove un Rom ubriaco guidando contromano ha ucciso quattro ragazzi. Il servizio non verte su tutta la famiglia parentale del Rom incarcerato: 33 persone che risiedevano nel “campo comunale” dal 1996, che sono dovute scappare, ed i bambini perdere la scuola, e le abitazioni incendiate dai paesani. L’inchiesta dà invece voce all’odio viscerale dei cittadini contro gli zingari, innescato dal tragico episodio. 4 –Napoli. Il servizio apre con l’arresto di un Rom: “In Italia da tredici anni ed è stato arrestato sei volte”. Il servizio riguarda la donna che è morta resistendo al furto della propria automobile. Il Rom, omicida e ladro, risiedeva nel campo nomadi di Giugliano. Il cronista intervista il marito dell’uccisa con la domanda di rito: "Lei cosa pensa si dovrebbe fare dell’assassino?" MASSIMO CONVERSO (parte 7) In due ore di trasmissione, un piccolo spazio di dati reali, viene da alcune domande e risposte serrate e concise al Presidente dell’Opera Nomadi, Massimo Converso. Un piccolo siparietto di fatti, e non di retorica, che si perde nella nebbia fumogena, sparsa ad arte nel resto della trasmissione. – Quanti sono i Rom in Italia. La più bassa percentuale d’Europa. Con dati su quantità e qualità. – Perché gli zingari rubano? Una minoranza che fa immagine. – Perché gli zingari portano il degrado dove si accampano? La risposta è complessiva e parla della casa come dimora. – Siete favorevoli ai grandi accampamenti? No, aumentano anche la devianza. Serve una politica della casa e di affitti agevolati. – Perché gli zingari spingono donne e bambini a chiedere l’elemosina? La risposta, articolata, pone l’accento sull’applicazione del protocollo d’intesa (MIUR-Opera Nomadi) per favorire la scolarizzazione dei bambini: bambini a scuola, non in strada. – Gli zingari rapiscono i bambini? Assolutamente no, la Magistratura ha fatto luce su questo. – Sta aumentando l’intolleranza verso gli zingari? Sì, implementata anche dalla cattiva informazione. – Ricevono sussidi gli zingari? No, solo alcuni "italiani" come e per le stesse motivazioni degli italiani. – C’è un progetto per portare alcuni gruppi di zingari Rumeni in Romania? Un progetto di rientro consensuale, su richiesta dell’Opera Nomadi, applicando diritti di lavoro e di salario nella loro terra saccheggiata da ditte occidentali. – C’è chi chiede un numero chiuso per rom Romeni. E’ un discorso xenofobo.

Il Presidente Opera Nomadi a Matrix, Guarnieri a matrioske

16 Giugno 2007 Commenti chiusi

16 giugno. Massimo Converso a "Matrix", Nazzareno Guarnieri a matrioske. Sulla presenza del Presidente Opera Nomadi alla trasmissione televisiva "Matrix", il Presidente della sezione Abruzzo: dovevano chiamare un Presidente Opera Nomadi Abruzzo. Per poi cedere la parola al Presidente di Coopofficina che ha dichiarato: dovevano chiamare un Presidente Coop. Per poi cedere la parola al Presidente di Rom Sinti @ Politica che ha dichiarato: dovevano chia-mare un Presidente Politico. Per poi cedere la parola al Presidente di Rom e Sinti Insieme che ha dichiarato: dovevano chiamare un Presi-dente Rom. Per poi cedere la parola al Presidente dell‘"intellighenzia romanì" che ha dichiarato: dovevano chiamare un Presidente Intellighente Per poi cedere la parola al Presidente (onorario) dei Sinti Khomeinisti: dovevano chiamare un Presidente Sinti. Per poi cedere la parola al Presidente…
(di Spartaco Ferrarese)

Prosegui la lettura…

Penati: i Rom Rumeni e la questua istituzionale a Milano

16 Giugno 2007 Commenti chiusi


Filippo Penati presidente della Provincia di Milano scuote il governo sull?emergenza rom e lancia un patto metropolitano per la sicurezza dei cittadini da finanziare con un ?manghèl? istituzionale ? un euro ogni abitante. Massimo Converso, presidente Opera Nomadi, risponde che la sicurezza dovrebbe esserci anche nel lavoro, in Romania. Dove 30mila ditte italiane, anche milanesi, sfruttano i lavoratori rumeni. Costringendoli a scappare in Italia. In Italia dove la Comunità Rumena, con 400 mila persone, è la prima fra quelle di immigrati.

Il Presidente della Provincia di Milano stanzia quattro milioni per vigilanti e controlli
PENATI: TROPPI ROM, IL GOVERNO SBAGLIA
“Da noi la criminalità straniera è come la mafia per il Sud”. La denuncia – I reati commessi da immigrati sono in costante aumento e il flusso dei nuovi arrivi insostenibile
La Repubblica, Milano, 14 giugno. Di Andrea Montanari
Filippo Penati scuote il governo sull´emergenza rom e lancia un patto metropolitano da oltre quattro milioni di euro sulla sicurezza per combattere la criminalità straniera, «che nell´area milanese è diventata come la mafia al Sud». In altre parole, più soldi per pagare gli straordinari delle forze dell´ordine e potenziare i controlli, anche con vigilanti privati e nuove tecnologie, per presidiare meglio il territorio. Una sorta di tolleranza zero nei confronti dell´illegalità, un problema particolarmente sentito nell´hinterland.
Non usa mezzi termini il presidente della Provincia nell´incalzare il ministro degli Interni, Giuliano Amato, a rispettare gli impegni presi sulla sicurezza. «Ho tanti difetti – dice ancora rabbioso per il risultato dei ballottaggi – porto gli occhiali ma non sono sordo. Se i cittadini milanesi volevano darci un segnale, posso garantire che è arrivato forte e chiaro». Poi l´attacco sugli immigrati. «Il governo si deve dare una mossa. L´Italia è l´unico paese dell´Unione, compresa la Spagna di Zapatero, che non ha chiesto una moratoria di due anni e applicato una sospensione sulla libera circolazione dei romeni sul nostro territorio. Chiediamo al governo di rinegoziare con Romania e Bulgaria le modalità di accesso al nostro Paese. I reati commessi da stranieri sono in costante aumento e il flusso dei nuovi arrivi è insostenibile». Di più. «Da ora in poi tireremo diritto, costi quel che costi. Basta con un retaggio post sessantottino che porta una parte della sinistra a un relativismo che finisce per giustificare tutto. Qui in Provincia c´è un´azione del governo e delle istituzioni e vogliamo dimostrarlo». Quindi, il piano d´attacco, illustrato ieri insieme all´assessore provinciale alla Sicurezza Alberto Grancini, che ha confermato l´allarme di Palazzo Isimbardi. «Se il flusso è ininterrotto – ha aggiunto – non si può più controllare. Ne sistemiamo cento e ne arrivano altri mille: è come svuotare il mare con un cucchiaino». Il progetto prevede che la Provincia stanzi da subito due milioni e mezzo di euro in due anni per potenziare i controlli. Inoltre c´è l´invito ai comuni interessati, a cominciare da Milano, a versare un contributo volontario di un euro per abitante per integrare i fondi promessi dal governo, ma ancora disponibili fino a raggiungere la cifra di 4,5 milioni di euro.
Gli investimenti si concentreranno in sei aree di interesse dove il fenomeno è più evidente, più la Brianza. Dalla statale 11 alla Rivoltana, all´area dell´Idroscalo di competenza dei comuni di Segrate e Peschiera Borromeo. La periferia Sud fino a San Giuliano e San Donato e quella a Sud Ovest di Corsico. A completare il quadro, l´area dell´alto milanese comprendente Legnano e Abbiategrasso e quella del Parco Nord.
Immediata e durissima la reazione di Rifondazione comunista. «Se la situazione è questa – afferma il segretario provinciale Nello Patta – si apre un problema in Provincia. Se Penati dice queste cose non solo non arriverà al 2009, ma nemmeno alla fine dell´anno. Questi richiami alla sicurezza rischiano solo di essere una giustificazione al malgoverno del centrodestra del passato». Con Penati, invece, anche se con dei distinguo, si schierano Forza Italia e tutta la Cdl. «Solo adesso – commenta il vicesindaco Riccardo De Corato, di An – si accorge del disastro.

MILANO: PENATI ed i RUMENI
Quale sicurezza per i lavoratori delle ditte italiane in Romania?

UN EURO PER LA SICUREZZA A MILANO
C?è stupore per le esternazioni di Filippo Penati, DS e vicepresidente della Provincia di Milano che invece di chiedere investimenti economici radicali e controllo sui salari nelle migliaia (sono 30mila) imprese del nord-est ? fra cui naturalmente anche quelle della provincia di Milano ? in Romania ha chiesto un euro per ogni abitante della Provincia di Milano finalizzato a finanziare i sistemi di sicurezza tipo telecamere ad ogni angolo di strada e le ore di straordinario della polizia.

LE DITTE ITALIANE IN ROMANIA
Tranne la CGIL nella primavera 2005, nessuno ? tantomeno i grandi partiti e quindi nemmeno il VicePresidente Penati che li rappresenta autorevolmente? ha alcuna intenzione di controllare i salari che il progressista Benetton eroga agli schiavi di Timisoara (fra cui molti Rom che nei Paesi dell?Est, soprattutto prima della caduta del cosiddetto muro, sono normalmente impiegati nell?agricoltura, nell?e-dilizia e nell?industria) o se corrisponda al vero che ditte come Geox, Dolce&Gabbana, Armani (osannate da tutti i media in quanto ?TESTI-MONIALS dell?ITALIA NEL MONDO?) paghino 4 euro al giorno uno schiavo rumeno vale a dire uno sventurato operaio che in Italia gli costerebbe almeno 8 volte di più.
I nostri referenti Rom a Craiova hanno, la scorsa settimana, portato l?incredulo cronista de “La Stampa” di Torino a verificare che effet-tivamente un contadino Rom in quelle campagne non arriva a tre euro di salario al giorno come bracciante agricolo.
Tanta straordinaria miseria (a fronte di sussidi sociali dello Stato Rumeno di 1 euro e 50 cent. al giorno per famiglie di 8 componenti) non lascia speranze a diecine di migliaia di Rom che sono disposti ad affrontare tutto pur di rispedire in ?Patria? quanto più possibile reddito per mantenere altrettanta migliaia di familiari.
In Ungheria piuttosto la politica degli ammortizzatori sociali del nuovo Governo Socialista (che ha anche fortemente rilanciato l?alfabe-tizzazione e l?istruzione superiore fra i Rom) sembra reggere ed in Occidente sono pochissimi i Rom Ungheresi che sfidano il degrado delle baraccopoli.
C?è attesa infine per il viaggio della delegazione del Comune di Roma che, dopo il mancato successo di quella di Napoli tre anni addietro, sembra aver fatto tesoro di tale insuccesso e si sta dotando di esperti di economia per affrontare radicalmente la questione-Rom Rumeni.

NO AI MEGACAMPI DI ROMA
Intanto una prima indagine sul gradimento dei Rom Balcanici verso i megacampi proposti dal Prefetto Serra e da Luca Odevaine, trova contrari ed addirittura spaventati i Rom khorakhanè e Dasikhanè jugoslavi (i cui rapporti con la ?Patria? sono ormai limitati a qualche centinaio di anziani) che piuttosto aspirano ad un?abitazione mononucleare in muratura ed all?interno dei centri abitati, mentre c?è addirittura ansia di entrarvi da parte di migliaia di Rom Rumeni che anelano ad accumulare quanto più reddito possibile, ripetiamo, per far sopravvivere i loro impoveritissimi parenti del Centro-Sud rumeno.
E questo dato di comprensione deve farci riflettere profondamente.

Massimo Converso (Presidente Opera Nomadi)

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Archivio Romano Lil, 15 giugno

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Archivio Romano Lil, 14 giugno

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Archivio Romano Lil, 13 giugno

- Insediamenti Rom/Sinti e popolazioni maggioritarie
Archivio Romano Lil, 13 giugno

Fotografia: Filippo Penati (dal suo sito) e Massimo Converso

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Minori abbandonati a Bologna: lettera a Romano Lil

15 Giugno 2007 1 commento


Una lettrice ci segnala l?intervista di Beppe Grillo al Giudice del Tribunale dei Minori di Bologna, che tratta di minori abbandonati. ?Caro Direttore, ho 60 anni e la mia vita è sempre più al servizio di chi è in difficoltà. Credo che non si riuscirà realmente a superare l’emarginazione di questo popolo finché esso non verrà sempre più educato, da chi al suo interno lo rappresenta, alla legalità.

LA MIA VITA E? AL SERVIZIO DI CHI E? IN DIFFICOLTA?
Lettera di Claudia Beghelli al direttore di Romano Lil
Ho 60 anni e la mia vita è sempre più al servizio di chi è in difficoltà.
Non ho mai avuto significativi contatti con i nomadi della mia zona, tranne qualche parola, un po’ di denaro, o qualche pacco al campo non molto distante. Ma questo è ben poca cosa.
Credo che l’operazione culturale che da più parti, malgrado tutto, è in corso non riuscirà realmente a superare l’emarginazione di questo popolo finché esso non verrà sempre più educato, da chi AL SUO INTERNO lo rappresenta, alla LEGALITA’.
Questi pensieri mi si sono ripresentati anche questa mattina, rileggendo il blog che invio e ascoltando l’accorata testimonianza di un giudice.
E’ più che mai necessario il rispetto dei bambini, porre fine a quanto oggettivamente sta avvenendo… Non sono implicati solo i rom, tutt’altro, ma è proprio per salvaguardare i rom stessi che è urgente DISSOCIARSI da determinate pratiche disumane e illegali: per loro stessi innanzitutto e al fine di ricreare una IDENTITA’ RINNOVATA E LIBERA DA PESI MORALI ENORMI.
Bologna 14 giugno
Claudia Beghelli

IL GIORNO DELLA RESPONSABILITA? CIVILE
Intervista di Beppe Grillo
Ascoltate Maria Rosa Dominici, psicoterapeuta e Giudice onorario presso il Tribunale dei minori di Bologna. Fa riflettere. Se anche i bambini diventano merce, non c?è più nessun futuro.

BAMBINI SCOMPARSI (trascrizione)
Maria Rosa Dominici, 60 anni, mi occupo di problematiche legate all?in-fanzia da molti anni, soprattutto pedofilia, pedopornografia, espianto di organi, traffico di minori, minori scomparsi. Bambini scomparsi: abbiamo continuato a negare che ce ne fossero, ma questo accade e accadrà sempre di più perché molti bambini, oggi, sono invisibili nel senso che quando nascono non vengono neanche denunciati, abbiamo poi questa invasione dei Paesi del bacino del Mediterraneo e dai Paesi dell?est. C?è un vero e proprio traffico. Secondo me la dimensione del problema comporta rischi: o viene sottovalutata, o ipervalutata oppure non si può esprimere la realtà perché, ripeto, c?è una grandissima parte di situazioni invisibili, nel vero senso della parola. Noi parliamo del fenomeno dei bambini di strada nei Paesi latino-americani: ce l?abbiamo anche noi. Adozioni illegali, pedopor-nografia, prostituzione e l?espianto di organi, che terrorizza tutti c?è e dobbiamo avere il coraggio di dire che esiste. Non ultimo, so che questo dà molto fastidio, anche nei prodotti di estetica vengono utilizzati tessuti di bambini. Perché non se ne parla?

(SUI BAMBINI ROM)
…Quando noi ci emozioniamo perché la bambina di otto, nove o dieci anni che vende le rose, siamo testimoni di un reato. Era agosto, un caldo folle, e a tutte le porte di Bologna trovavo, e non voglio demo-nizzare una categoria, dei Rom con bambini piccolissimi in braccio che stavano male e chiedevano l?elemosina. Tutte le volte ho chiamato i Carabinieri. In quel giorno furono trovati undici minori. Di questi solo tre erano figli, cinque erano in affitto e degli altri non si sapeva nulla. Se lo facessimo veramente tutti, se invece di fare il giorno del bambino scomparso facessimo il giorno dell?assunzione di respon-sabilità civile forse andrebbe meglio?

Riferimenti: Bambina abbandonata a Potenza: lettera all?O. N.

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Bambina abbandonata a Potenza: lettera all?Opera Nomadi

14 Giugno 2007 Commenti chiusi


13 giugno. Signor Presidente, Le scrivo da Potenza dove nei giorni scorsi, in occasione della Festa Patronale, ho avuto modo di incontrare una bambina che dalla mattina alla sera, tra l?indifferenza generale, implorava la carità. Andrata, se ho capito bene il nome, 10 anni ed un cartello dove era scritto: ?sono rumena, non posso più camminare, ho bisogno di una carrozzella?. In realtà la bambina è seriamente menomata: un piedino ridotto a moncherino e l?altro visibilmente malandato.

ANDRATA, 10 ANNI, E? SOLA: “SONO RUMENA, NON POSSO PIÙ CAMMINARE”
Opera Nomadi, alla c.a. del sig. Presidente Massimo Converso

Signor Presidente,

ANDRATA E? SOLA
Le scrivo da Potenza dove nei giorni scorsi, in occasione della Festa Patronale, ho avuto modo di incontrare una bambina, che dalla mattina alla sera, tra l?indifferenza generale e sempre con le stesse parole, implorava la carità.
Andrata, se ho capito bene il nome, 10 anni ed un cartello dove sopra era scritto: ?sono rumena, non posso più camminare, ho bisogno di una carrozzella?.
In realtà la bambina è seriamente menomata: un piedino ridotto a moncherino e l?altro visibilmente malandato.
Cammina a fatica e passa tutto il suo tempo seduta per terra scalza, in condizioni igieniche precarie, tanto da far temere un ulteriore peggioramento delle sue condizioni fisiche.
Andrata, che non parla italiano, dice di avere i genitori ma è sempre, incredibilmente, da sola. Quasi sicuramente, vive in una Comunità Rom proveniente da Foggia.
Poi all?improvviso, così come era apparsa, circa una decina di giorni fa è andata via, lasciando solo il ricordo del suo sorriso.

I DIRITTI DI ANDRATA: ALLA VITA, ALL?IDENTITA?, ALLA SALUTE?
Questo il fatto!!!
E su questo fatto si potrebbe ragionare all?infinto, immersi in un mare di problematiche, così complesse da far paura.
Ma il rischio è quello di perdere di vista Andrata ed i suoi diritti: il di-ritto alla vita, il diritto alla propria identità, il diritto alla salute, il di-ritto al gioco, il diritto ad essere tutelata da ogni forma di sfrutta-mento.
La bambina ha bisogno di risposte immediate e per questo siamo qui a chiedervi un deciso intervento a suo sostegno, consapevoli che quanto noi suggeriamo non rientra strettamente nei compiti sanciti dallo Statuto dell?Opera Nomadi e riuscendo, altresì, ad interpretare la Vostra difficoltà ad occuparvi di casi specifici.
Ma non chiediamo l?impossibile, trovarla non dovrebbe essere difficile, considerando la Vostra presenza sul territorio e la Sede di Foggia potrebbe essere quella da attivare subito. Occorre verificare le sue condizioni fisiche per provvedere alle cure necessarie, anche dal punto di vista riabilitativo.
Occorre accertare la presenza della famiglia ed in caso di assenza, operare per il suo ricongiungimento.
Ma la nostra non vuole essere solo una semplice segnalazione.
In questa fase di stretta emergenza, il rientro della bambina in Romania, favorito dalla presenza della famiglia biologica o, se questo non fosse possibile, affidata ad una famiglia di una Comunità Rom stanziale, nel rispetto delle leggi italiane e rumene, consentirebbe ad Andrata di avere una opportunità di vita diversa da quella attuale.
Lei potrà vivere nella sua terra di origine secondo la sua cultura e le sue tradizioni, abbandonando lo stato di estrema precarietà in cui si trova adesso.

ADOZIONE A DISTANZA
Noi possiamo sostenerla a distanza, per tutto il tempo che sarà necessario, con un contributo mensile di 100 euro, somma risicata dal nostro bilancio familiare, che in Italia non avrebbe alcun valore ma che in Romania, in ragione del cambio di valuta estremamente favorevole e delle diverse condizioni di vita, consentirebbe alla fa-miglia di poter vivere con grande serenità, trovando i giusti spazi per progettare il proprio futuro e, con il tempo, fuori da ogni logica assistenziale.
Non solo? potrebbe instaurarsi un vincolo di ?fratellanza?, fra una famiglia Italiana ed una Rom, nel segno di una diversità che ac-comuna, un argine all?impressionante decadimento dei ?valori? della nostra società e della stessa ?cultura? Rom.

La ringraziamo sin da adesso per quello che potrà fare.

G. R. Potenza, 13 giugno 2007

Riferimenti: Minori abbandonati a Bologna: lettera a R.Lil

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Artisti Rom: cartolina da Venezia

12 Giugno 2007 Commenti chiusi


Venezia 7 giugno?21 novembre, Palazzo Pisani. “Se puoi vedere guarda, se puoi guardare osserva”, dal Libro dei Consigli. Paradise Lost esposizione di Artisti Rom da tutta Europa alla Biennale d?arte. Damian Le Bas, Gabi Jiménez, Daniel Baker

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Da Venezia tutta la gioia dei Rom

11 Giugno 2007 Commenti chiusi


Venezia, 8 giugno. A preludio della Biennale Internazionale dell?arte, a palazzo Pisani, una scatenata orchestrina rom ha inaugurato e movimentato, nel vero senso della parola, la mostra ?Paradise Lost? che presenta una selezione internazionale degli artisti della più grande minoranza etnica europea, che sfidano gli stereotipi e reinventano la tradizione Rom ed i suoi elementi in chiave contemporanea.

DA VENEZIA TUTTA LA GIOIA DEI ROM A PALAZZO PISANI
Exibart.com, 8 giugno
Forse è stata la festa più divertente della prima vera serata calda della vernice della Biennale, quanto a feste. Certamente la più movimentata, con un’orchestrina scatenata in ritmi gitani e visitatori presto rapiti dalle danze frenetiche. Il luogo era Palazzo Pisani, ove si inaugurava una delle molte ?prime? di questa Biennale 2007, battezzata da George Soros, uomo di affari e filantropo che, dal 1984, ha costituito varie fondazioni nei paesi dell’Europa centrale ed orientale per favorire la transizione dall’economia socialista. A Ve-nezia, tramite l?Open Society Institute, Soros ha creato il primo padi-glione dedicato agli artisti Rom. La mostra Paradise Lost presenta infatti una selezione internazionale degli artisti della più grande minoranza etnica europea, che sfidano gli stereotipi e reinventano la tradizione Rom ed i suoi elementi in chiave contemporanea. Sostenuto dall?European Cultural Foundation e da Allianz Kultur-stiftung e curato da Tímea Junghaus, il padiglione – che presenta artisti di diverse nazionalità, inglesi, ungheresi, rumeni, francesi, tedeschi, serbi – vanta un comitato scientifico di primo ordine, in cui figurano fra gli altri lo storico dell?arte Viktor Misiano e Marketta Seppala, Direttore del Finnish Fund for Art Exchange e Commissario del Padiglione Nordico alla Biennale.

52 Biennale – Paradise Lost
Paradiso Perduto è la prima mostra che propone una selezione internazionale di artisti contemporanei Rom. La mostra presenta opere di artisti Rom provenienti da otto paesi europei, i quali accolgono e trasformano, negano e decostruiscono, contestano e analizzano, sfidano e sovrascrivono gli stereotipi esistenti con sicurezza intellettuale, reinventando la tradizione Rom e i suoi elementi di cultura contemporanea.

Venezia – dal 7 giugno al 21 novembre 2007
PALAZZO PISANI
Calle De Le Erbe (Cannaregio) 6103 (30121)
orario: 10-18, martedì chiuso
Ufficio stampa: +36.30.200.6031

Autori: Daniel Baker (GB), Tibor Balogh (H), Mihaela Ionela Cimpeanu (RO), Gabi Jimenez (F), András Kállai (H/GB), Damian Le Bas (GB), Delaine Le Bas (GB), Kiba Lumberg (FI), Omara (H), Marian Petre (RO), Nihad Nino Pusija (BIH/D), Jeno André Raatzsch (H/D), Dusan Ristic (SRB/USA), István Szentandrássy (H), Szirmai & Révész (H).

Paradise lost
La mappa

52. Esposizione Inernazionale d’Arte: La Biennale di Venezia

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Il Ministro Ferrero: superare i ?campi nomadi? per la casa

9 Giugno 2007 Commenti chiusi

Nomadi per sempre: sgomberi e denunce a Cuneo

9 Giugno 2007 Commenti chiusi


Cuneo 8 giugno. Nella tarda serata di ieri, i Carabinieri della Compagnia di Alba hanno individuato e sgomberato in un quartiere periferico cittadino un campo nomadi abusivo. A seguito di numerose segnalazioni di abitanti della zona, i militari hanno riscontrato la presenza di alcuni nuclei familiari di nomadi di etnia slava, 25 persone compresi i minori, i quali avevano posizionato i loro camper e roulotte all?interno di un?area di proprietà pubblica.

REATO DI INVASIONE ED OCCUPAZIONE ABUSIVA
I Carabinieri hanno provveduto a sgomberare la zona ed il gruppo costituito da camper e roulotte – otto in totale – ha lasciato la città. 10 nomadi, tutti i capi famiglia del gruppo, sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Alba in quanto resisi responsabili del reato di invasione ed occupazione abusiva di area pubblica e per loro è stata anche inoltrata una proposta di Foglio di Via Ob-bligatorio alla Questura di Cuneo con divieto di ritorno nel comune di Alba per anni tre.

Alba: sgomberato campo nomadi abusivo in città, 10 denunce
Quotidiano online della provincia di Cuneo, 8 giugno. E. Martini

I Carabinieri della Compagnia di Alba, nella tarda serata di ieri, hanno eseguito un servizio straordinario di controllo del territorio – al quale hanno preso parte una decina di militari ? che ha consentito di individuare e sgomberare in un quartiere periferico cittadino un vero e proprio campo nomadi abusivo. Nella serata erano giunte sul numero di emergenza 112 alcune segnalazioni da parte di cittadini abitanti nella zona di corso Bra, preoccupati per la presenza di alcuni nomadi accampatisi nei pressi delle loro abitazioni. I militari si sono recati immediatamente sul posto ed hanno effettivamente riscontrato la presenza di alcuni nuclei familiari di nomadi di etnia slava, per un totale di 25 persone compresi i minori, i quali avevano posizionato i loro camper e roulotte all?interno di un?area di proprietà pubblica, solitamente utilizzata dalla Motorizzazione Civile per compiere revisioni e collaudi su autoveicoli.

Concluse le procedure di identificazione dei nomadi, molti dei quali risultavano avere precedenti penali e di polizia per reati contro il patrimonio, i Carabinieri hanno provveduto a sgomberare la zona ed il gruppo costituito da camper e roulotte – otto in totale – ha lasciato la città. I 10 nomadi, tutti capi famiglia del gruppo, sono stati denunciati alla Procura della Repubblica di Alba in quanto resisi responsabili del reato di invasione ed occupazione abusiva di area pubblica e per loro è stata anche inoltrata una proposta di Foglio di Via Obbligatorio alla Questura di Cuneo con divieto di ritorno nel comune di Alba per anni tre.

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Vergogna Rom in Parlamento

8 Giugno 2007 Commenti chiusi


Roma, 4 giugno. Il senatore Mauro Bulgarelli presenta un?interrogazione al Ministro della Solidarietà Sociale e al Ministro dell?Ambiente. «Le condizioni igienico – sanitarie in cui sono costretti a vivere i circa 50 rom nel campo di Fertilia, ad Alghero, sono indecenti ? spiega Bulgarelli. – Ho visitato più volte il campo e ho constatato che le condizioni di vita di adulti e bambini sono inumane, una situazione di vero e proprio degrado, aggravata dalla scoperta in prossimità del campo, vicino al lago Calik, di una vasta area adibita a discarica di manufatti di vario genere?.
A seguito di questi fatti il Senatore dei Verdi Italiani conclude l?interrogazione chiedendo se:
?- il ministro per la solidarietà sociale, in ragione della drammaticità delle condizioni in cui vive la comunità rom di Alghero, non intenda predisporre un intervento straordinario per ripristinare i servizi essenziali del campo, a partire da quelli igienico-sanitari;
- se il ministro dell?ambiente non intenda predisporre un intervento di bonifica urgente dell?area adibita a discarica in prossimità del campo rom, evitando così l?ulteriore degrado delle condizioni di vita della comunità nomade e un grave pregiudizio per l?ecosistema della zona?.

VERGOGNA ROM IN PARLAMENTO
Alguer.it, 6 giugno
Presentata un?interrogazione a risposta scritta al Ministro della Solidarietà Sociale, Paolo Ferrero, e al Ministro dell?Ambiente e la tutela del territorio e del Mare, Alfonso Pecoraro Scanio
ALGHERO ? Sempre di estrema attualità le condizioni in cui versa il campo Rom alle porte di Alghero. Come anticipato qualche giorno fa da Alguer.it, il senatore Bulgarelli ha presentato in parlamento un?interrogazione a risposta scritta al Ministro della Solidarietà Sociale, Paolo Ferrero, e al Ministro dell?Ambiente e la tutela del territorio e del Mare, Alfonso Pecoraro Scanio. «Le condizioni igienico – sanitarie in cui sono costretti a vivere i rom nel campo di Fertilia, ad Alghero, sono indecenti». E? l’accusa del senatore di “Insieme con l’Unione” Mauro Bulgarelli, che da tempo segue la vicenda del locale campo nomadi. «Ho visitato di persona più volte il campo – spiega Bulgarelli – e ho constatato che le condizioni di vita di adulti e bambini sono inumane, una situazione di vero e proprio degrado, aggravata dalla scoperta in prossimità del campo, vicino al lago Calik, di una vasta area adibita a discarica di manufatti di vario genere, a proposito della quale ho presentato un’interrogazione in cui ne chiedo la bonifica, che potrebbe essere l’occasione per ripristinare anche le condizioni di vivibilità del campo». «In ogni caso – conclude Bulgarelli – il campo non può rimanere nelle condizioni attuali, e pertanto ho chiesto ai ministri competenti di avviare al più presto un’indagine conoscitiva e di predisporre un intervento straordinario».

INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

Al ministro della solidarietà sociale
Al ministro dell?ambiente e per la tutela del territorio e del mare

Premesso:

da circa trent?anni vive in Alghero una comunità di etnia Rom Khorakhanè di origine bosniaca, composta da circa cinquanta persone, la maggior parte delle quali giovani nate in Italia e minori; attualmente alcuni adulti e vari bambini, loro figli, godono della cittadinanza italiana; i capifamiglia risultano residenti e regolarmente iscritti presso gli uffici anagrafici dal 1987 e dimoranti, dal 1991, in un?area di sosta provvisoria in località La Fighera – Arenosu, una pineta in prossimità della borgata di Fertilia;

l?interrogante ha ricevuto dai sig. Giovanni Oliva e dal consigliere comunale Valdo Di Nolfo, entrambi aderenti al movimento ?Alghero Viva?, una dettagliata relazione sugli interventi messi in essere da associazioni di volontariato e dall?amministrazione comunale negli ultimi anni: a partire dal 1993, l?Opera Nomadi e l?Associazione Primavera (associazione locale di volontariato contro l?emarginazione sociale che è attiva nel campo dei programmi terapeutici per tossicodipendenti), senza attendere le iniziative delle istituzioni, di fatto latitanti o bloccate da complicazioni burocratiche, hanno avviato degli interventi urgenti per alleviare le condizioni abitative di estremo disagio nelle quali si trovavano le famiglie dei rom;

un primo intervento è consistito nella costruzione di una baracca in legno per alloggiare una famiglia numerosa (composta dalla coppia di genitori e otto minori) che si trovava in grave difficoltà per l?approssimarsi dell?inverno; questa prima esperienza, sostenuta anche dalla parrocchia di Fertilia, ha incoraggiato le associazioni di volontariato a perseverare lungo la strada della solidarietà: l?Associazione Primavera ha donato quindi alla comunità rom, fino ad allora sprovvista di qualsiasi rifornimento idrico, un serbatoio per l?acqua che il Comune si impegnava a riempire con una certa rego-larità; insieme ad alcune famiglie, con la collaborazione della Legam-biente e con alcuni mezzi messi a disposizione dall?amministrazione comunale (Commissario Prefettizio), si provvedeva inoltre a una radicale pulizia dell?area; con inerti di cava (tout-venant e ghiaia), sparsi soprattutto in corrispondenza delle piazzole, si è cercato a più riprese di migliorare le condizioni del terreno, per natura assai fangoso;

successivamente, grazie a un primo contributo in denaro da parte della Curia di Alghero, si sono realizzati altri tre prefabbricati in legno, che sono stati consegnati a tre famiglie numerose (composte ognuna da circa 10 persone); infine con un altro contributo della Curia, integrato da un aiuto dell?amministrazione comunale (giunta Sechi), è stato possibile realizzare prima due casupole più piccole per ospitare due donne anziane che vivono da sole, poi altre due di dimensioni maggiori per famiglie numerose;

il campo, nel frattempo, grazie a una maggiore collaborazione dell?am-ministrazione comunale, veniva fornito d?acqua corrente, energia elettrica, regolare servizio di ritiro dei rifiuti solidi e servizio di ritiro dei materiali ingombranti e ferrosi mediante cassoni che venivano posizionati periodicamente all?interno del campo; falliva invece l?intervento d?emergenza per migliorare gli aspetti igienico-sanitari, con la posa di tre vecchi gabinetti autopulenti di recupero, collocati però già in stato di degrado, inefficienti e perciò mai utilizzati dalle famiglie;

nel 1994 l?amministrazione comunale di Alghero (Sindaco Sechi), con lo scopo di sanare la situazione esistente, dopo che alla fine degli anni 80 era stato perso un primo finanziamento per la
realizzazione di un campo per la sosta e il transito dei nomadi, manifestò l?intenzione di realizzare una struttura ai sensi della legge regionale n. 9/88, avviando le seguenti pratiche:

- individuazione dell?area, nelle immediate vicinanze del campo provvisorio, con delibera di giunta n.1942 del 28.12.95;
- richiesta di un contributo sulla base di un progetto di massima, fornito dall?Opera Nomadi, cui la Regione rispondeva positivamente con decreto n.2682/v del 01.10.97, concedendo 300 milioni di lire;
- concessione in comodato del terreno da parte dell?E.R.S.A.T. (prot.1403 del 08.10.97)
- adozione da parte del Consiglio Comunale della variante al P.R.G. per il cambio di destinazione urbanistica dell?area, come previsto dalla legge, con delibera n.76 del 17.10.97 approvata dal Co.Re.Co.;

per realizzare l?intervento restavano da espletare pochi atti:
- definire la pratica relativa alla disponibilità del terreno, in quanto la Regione ne richiedeva la proprietà da parte del Comune, e non la sola disponibilità in comodato;
- completare l?iter di approvazione della variante al P.R.G. relativa all?area, con l?ultimo passaggio in Consiglio Comunale per l?approvazione definitiva;
- elaborare il progetto definitivo ed esecutivo ed appaltare i lavori.

nel 1998 l?avvicendamento amministrativo purtroppo interruppe l?iter per la realizzazione del campo; la successiva giunta comunale (Sindaco Baldino) cambiò fin da subito l?orientamento e dopo continui rinvii, giustificati, si diceva, dalla ricerca di una collocazione diversa (ma di fatto orientati a individuare un?area il più possibile distante dalla borgata), nel 2000 il finanziamento regionale fu perduto, non essendo stato avviato alcun progetto per la realizzazione del campo attrezzato;

si giunse così alla fine anticipata del mandato amministrativo, senza che alcun atto fosse stato adottato a favore della comunità rom, che pazientemente attendeva la realizzazione delle infrastrutture previste dalla legge regionale;

neppure la successiva amministrazione comunale (Sindaco Tedde), in carica dall?anno 2002, si adoperava per venire incontro ai problemi dei rom, che nel frattempo peggioravano sempre più; veniva sospeso ogni servizio regolare di ritiro dell?immondizie e dei rifiuti ingombranti, non veniva avviato alcun progetto, né alcuna iniziativa positiva al fine di migliorare le condizioni di vita della comunità nomade;

nell?anno 2003 l?amministrazione comunale faceva domanda di un nuovo finanziamento di ? 200.000 alla Regione Sardegna, che deliberava nel novembre del 2004 l?assegnazione del finanziamento richiesto;

negli anni successivi, tuttavia, l?amministrazione comunale non dava corso ad alcuna iniziativa nè predisponeva alcun progetto finalizzato alla realizzazione delle infrastrutture previste dalla legge regionale per le comunità nomadi; nel 2006, quindi, la Regione Sardegna, per la terza volta, ritirava il finanziamento al Comune di Alghero e lo destinava ad altri Comuni della Sardegna (Porto Torres e Sassari), che avevano invece già provveduto a realizzare tali infrastrutture;

le condizioni di vita delle famiglie rom di Fertilia divenivano nel frat-tempo sempre più critiche, tanto che nel campo regna attualmente una situazione di estremo degrado, al limite della vivibilità, aggravata dalla scoperta, nei giorni scorsi, di una vasta area -circa 2 ettari- situata in prossimità del campo, nei pressi del lago Calik, adibita a discarica di manufatti di vario genere;

si chiede di sapere:

- il ministro per la solidarietà sociale, in ragione della drammaticità delle condizioni in cui vive la comunità rom di Alghero, non intenda predisporre un intervento straordinario per ripristinare i servizi essenziali del campo, a partire da quelli igienico-sanitari;

- se il ministro dell?ambiente non intenda predisporre un intervento di bonifica urgente dell?area adibita a discarica in prossimità del campo rom, evitando così l?ulteriore degrado delle condizioni di vita della comunità nomade e un grave pregiudizio per l?ecosistema della zona.

Roma, 04/06/07

Sen. Mauro Bulgarelli

Immagini da Alghero.it: il ?campo rom? di Fertilia, ad Alghero

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Noi dell?Opera Nomadi: Arif Tahiri

7 Giugno 2007 Commenti chiusi


Arif Tahiri, presidente della sezione Marche, è uno dei migliori dirigenti politici Rom dell?Opera Nomadi con cui lavora dalla fine degli anni ?80. Schivo, riservato, modesto, generoso, è uno dei protagonisti attivi degli ultimi anni dell?associazione. Arif Thairi, 45 anni, oggi ha la sua partita Iva e una ditta di autotrasporti e facchinaggio a Fano. Prima, per 14 anni, ha lavorato nei cantieri navali. Prima ancora ha lottato con le unghie e con i denti nei campi rom di Napoli e Messina. E’ originario di Mitrovica ed è arrivato in Italia nel 1985.

“Da Mitrovica (Kosovo) negli anni è scappato un intero quartiere, 180 mila persone, prima per le persecuzioni poi per la guerre ? spiega Arif. – La mia famiglia è di origine rom, zigana, ma noi a Mitrovica avevamo la nostra casa. Poi siamo dovuti scappare e adesso non abbiamo più documenti di nulla, nè della casa, nè del casellario giudiziario, nè del comune perchè Mitrovica non si sa più di chi è. Così, io che potrei avere la carta di soggiorno e chiedere la cittadinanza, non posso avere nulla perchè l’Italia non sa se sono serbo, kosovaro o croato”.
Arif ha avuto il primo permesso di soggiorno nel 1987. Dal 1990 ha vissuto per undici anni in una casa comunale. Ora in una casa popolare di cui paga l’affitto. La sua è una famiglia multinazionale: “Siamo in otto e tre paesi diversi: io e mia moglie kosovari, due figli croati, due figli e una nipotina di otto mesi italiani”.

ARIF DELL?OPERA NOMADI
Da Mitrovica a Fano con l’impegno nel cuore

Arif è uno dei primi Rom arrivati in Italia da Mitrovica negli anni ?70, è sopravvissuto, incensurato, alla vita da forche caudine nei ?campi? da Crotone alla Toscana, trovando finalmente l?habitat ideale con tutta la sua famiglia estesa in una delle provincie più ricche d?Europa, Pesaro.

Appartiene ad una famiglia orgogliosamente comunista (l?Opera Nomadi dispone di una straordinaria immagine del nonno partigiano in costume tradizionale del Kosovo) e profondamente legata al ?Tito barò? che fece ?baxtalè Romà anda Jugoslavia?.
I Rom kosovari (le cui Comunità più grandi vivono a Palermo e Firenze ed un tempo a Mestre) sono denominati dai Rom Cergarija come ?shiftarija? cioè ?albanesi?, termine ? come ovvio – per nulla amato dai Rom kosovari, i quali per l?80% sono dovuti fuggire dalla multiculturale terra dove vivevano da 600 anni propria per colpa delle fanatiche milizie filoalbanesi sostenute peraltro anche dal capitalismo occidentale fra cui l?Italia)

I khorakhanè di Fano vivono in una serie di case ad affitto in vari quartieri della città e svolgono i più disparati mestieri, fra cui anche quello della raccolta differenziata, ma più facilmente impiegati nelle piccole fabbriche della zona o nella distribuzione commerciale. Lo stesso Arif ha lavorato a lungo come operaio nei Cantieri Navali ed oggi gestisce una piccola ditta di distribuzione commerciale con il figlio maggiore. I minori sono normalmente scolarizzati fino alla terza media e le forze di polizia non hanno mai dovuto stilare un rapporto su questa esemplare Comunità, nemmeno quando in città c?era un sorta di campo comunale.

Le ?Romnià khorakhanià? di Fano e Macerata hanno vinto, di fronte ad una severa giuria composta da autentici esperti – fra cui un mu-sicista ebraico klezmer – nello scorso febbraio il II° Concorso Nazio-nale dei Rom/Sinti Artisti di Strada nella sezione dedicata alla danza.
Fra di esse Beljkize, una Romnì abilissima sarta che realizza sia i tradizionali abiti turcheschi delle shiftarke che i tendaggi che decorano il suo letto e l?intera stanza, uno spazio ritagliatosi nella piccola ma dignitosissima abitazione sul Viale Piceno di Fano.

Arif , dopo quella in Kosovo (ritorna regolarmente sia a Mitrovica che in Croazia e Serbia), sta integrando significativamente la mappa qualitativa e quantitativa delle Comunità dei Rom Khorakhanè Shiftarija sull?intero territorio italiano, dalla Sicilia all?Alto Adige.
Con l?Opera Nomadi ha in programma di disegnarne una dei paesi dell?Unione Europea, dove con regolarità tiene vivi i propri circuiti parentali e quelli, più complessi, interni al gruppo dei Rom Kosovari, molto bene integrati soprattutto nei Paesi Bassi ed in alcune città tedesche.

Arif è uno dei migliori dirigenti politici ROM dell?Opera Nomadi con cui lavora dalla fine degli anni ?80.
Come Presidente della Sezione Marche, ha contribuito, fra il 2006 ed il 2007, alla nascita della Sezione Rimini-Cesena e si reca regolar-mente presso la Comunità dei Sinti di Carpi dove collabora alla stesura dei progetti che la Presidente Sinta di quella Sezione, Erika Guerini, sta stendendo in queste settimane.
Arif si è già incontrato ripetutamente con le Comunità storiche dei Rom/Sinti cittadini italiani della parte meridionale della regione con cui ha programmato un incontro di lavoro per stilare un unico programma di sviluppo, soprattutto occupazionale, da sottoporre alla Regione Marche.

In questo esemplare percorso di integrazione (l?Opera Nomadi ne conosce, da anni, molti altri fra cui quello della famiglia estesa di Gezim Berisha, Presidente della Sezione di Bari) c?è un solo incredibile ostacolo, voluto dalla nuova Amministrazione di destra di Fano, che forse doveva riportare indietro questo straordinario livello di autosviluppo socio-economico della Comunità Rom.
Uno dei tranquilli bambini della Comunità è stato letteralmente sequestrato nella sua aula scolastica dall?Assistente ?Sociale? comunale con la motivazione che il piccolo fosse ?obeso? e perciò non curato. E quindi chiuso in un Istituto dove reclama l?immediato rientro nella famiglia che lo curava amorevolmente.
Sulla inquietante illegale vicenda è già intervenuta la Sottosegretaria Lucidi ed Arif ha avuto un incontro diretto con l?altra SottoSegretaria Linguiti. Anche il Sottosegretario Manconi è stato interpellato in merito. (Massimo Converso)

LE DANZE DI BELYKIZE E I CAMION DI ARIF
Storie di ordinaria integrazione
La Repubblica, 22 maggio. Di Claudia Fusani

Fotografia: intervento di Arif di fronte alla sottosegretaria Pari Opportunità Donatella Linguiti ed all?assessora Raffaella Milano del comune di Roma, ad un convegno Opera Nomadi (proposte politiche ai Ministeri) del 24 marzo scorso

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L?Opera Nomadi incontra il sindaco di Roma

5 Giugno 2007 Commenti chiusi


Roma, 4 giugno. Nell?incontro col sindaco Veltroni l?Opera Nomadi Lazio ha ribadito l?inutilità e la pericolosità sociale (innanzitutto per gli stessi Rom) degli sgomberi e dei ?megacampi? fuori dalla città ed ha proposto un ?patto sociale? di integrazione per i Rom/Sinti presentando un articolato programma contenente proposte sul Lavoro, Habitat, Emergenza sanitaria, Scuola, Tossicodipendenze.

LAVORO (potenziamento Sportello, Mercati Rom, sostegno alle impre-se dei Sinti giostrai, raccolta differenziata, Musicisti di strada, laboratori di stireria-sartoria); HABITAT (rifiuto dei mega-campi, avviamento all?affitto agevolato, autocostruzione di microaree resi-denziali da parte degli stessi Rom/Sinti con ristrutturazione edilizia pubblica in disuso, programma di rientro guidato e condiviso in Romania di concerto fra capifamiglia Rom/Governi italiano e rume-no/Comune di Roma); EMERGENZA SANITARIA (piano di vaccinazioni straordinario in collaborazione con ASL, S.I.M.M. e Comunità S.Egi-dio); SCUOLA (rivedere completamente l?attuale progetto in favore di una severa politica di scolarizzazione che preveda formazione dei Mediatori Rom/Sinti e obbligo assoluto di frequenza per tutti i minori Rom anche per quelli Rumeni esclusi al 90% dall?attuale piano comunale); prevenzione e cura TOSSICODIPENDENZE (riapertura della ?èquipe di strada? formata da Mediatori Rom/Sinti e personale specializzato delle Ass.ni Magliana ?80 e Villa Maraini, per contrastare la dilagante diffusione di ogni genere di droghe nelle comunità)?

L?INCONTRO del SINDACO VELTRONI
con l?OPERA NOMADI ed i Medici Cattolici

Roma, 4 Giugno 2007
L?incontro era stato richiesto sin dal mese di Marzo dall?Opera Nomadi e si è svolto oggi in Campidoglio, mentre nell?Aula Giulio Cesare era in corso il Consiglio Comunale.
Era presente tutto il Direttivo dell?Opera Nomadi Lazio e con l?Opera Nomadi ha partecipato anche il Dr. Giovanni Baglio, Medico e diri-gente della prestigiosa associazione medico-scientifica di area catto-lica la S.I.M.M. (Società Italiana Medicina Migrazioni) fra i cui fondatori risultano i migliori allievi della Scuola Sociale di LUIGI DI LIEGRO .
Il Sindaco era affiancato dall?Assessora Milano e dall?esperto ENRICO SERPIERI.

L?Opera Nomadi ha presentato al Sindaco un articolato programma contenente proposte sul LAVORO (potenziamento Sportello, Mercati Rom, sostegno alle imprese dei SINTI GIOSTRAI, Raccolta Diffe-renziata, Musicisti di Strada, Laboratori di Stireria-Sartoria) , HABITAT (rifiuto dei mega-campi, avviamento all?affitto agevolato, auto-costruzione di microaree residenziali da parte degli stessi Rom/Sinti con ristrutturazione edilizia pubblica in disuso, programma di rientro guidato e condiviso in Romania di concerto fra Capifamiglia ROM/Go-verni italiano e rumeno/Comune di Roma), EMERGENZA SANITARIA (piano di vaccinazioni straordinario in collaborazione con ASL, S.I.M.M. e Comunità S.Egidio), SCUOLA (rivedere completamente l?attuale progetto in favore di una severa politica di scolarizzazione che preveda formazione dei Mediatori Rom/Sinti e obbligo assoluto di frequenza per tutti i minori Rom anche per quelli Rumeni esclusi al 90% dall?attuale piano comunale), prevenzione e cura TOSSICO-DIPENDENZE (riapertura della ?èquipe di strada? formata da Mediatori Rom/sinti e personale specializzato delle Ass.ni Magliana ?80 e Villa Maraini, per contrastare la dilagante diffusione di ogni genere di droghe nelle comunità), VIAGGI della MEMORIA (inserimento di guide qualificate che illustrino agli studenti lo STERMINIO DIMENTICATO dei Rom/Sinti).
L?Opera Nomadi ha quindi ribadito l?inutilità (nessuna delle famiglie Rom sgomberate ha lasciato la Città) e la pericolosità sociale (innanzitutto per gli stessi ROM) dei megacampi.

Il Sindaco ha preso atto di ciò ed ha garantito di esaminare assieme all?Assessora Milano punto per punto il programma. Ha dato mandato perché Regione e Comune affrontino subito l?emergenza sanitaria che vede non meno di 2000 minori Rom ancora non-vaccinati.
Si è infine soffermato sulla questione del possibile rientro in Romania (in particolare nelle tre città di Craiova, Calarasi, Turnu Severin) di alcune Comunità Rom che avrebbero manifestato tale desiderio qualora nelle suddette città venissero meno le condizioni di invi-vibilità peraltro sconosciute alla stragrande maggioranza dell?opi-nione pubblica, vale a dire i salari incredibilmente bassi (20 euro in campagna e 40 euro in industria, salari settimanali?!) , i sussidi altrettanto miserrimi (50 euro al mese per famiglie composte mediamente da 7 persone), a cui si aggiunga il crescente degrado abitativo e la crescente ondata razzistica dopo la caduta del cosiddetto ?muro?.
Il Sindaco ha accettato la proposta dell?Opera Nomadi di portare nella delegazione, che si recherà con lui in Romania a fine mese, una serie di esperti di economia che studino in loco le condizioni di sviluppo economico nei posti di lavoro occupati in precedenza o ancora attualmente dai lavoratori Rom. Veltroni incontrerà appunto i Sindaci di quelle città dove la percentuale di Rom arrivava anche al 10% dell?intera popolazione.
Il Sindaco ha chiesto all?Opera Nomadi di verificare fra le Comunità Rom Rumene della Città la possibilità di un patto sociale con l?Istituzione volto concretamente a realizzare quanto sopra, per cui ci si è dati appuntamento per l?ultima decade del mese.
L?Assessora Milano ha annunciato che in autunno il Comune di Roma aprirà un Centro Specializzato di Cultura Romanì che, nell?ambito del Progetto ?Biblioteche Solidali?, potrà sostenere un pari Istituto nella Città di Craiova.
Nel pomeriggio si era tenuta all?Opera Nomadi un?assemblea di delegati Rom Rumeni sia delle Comunità presenti in Città (ormai 8mila presenze in giornaliero aumento) che provenienti dalle associazioni Rom della stessa Romania.

Opera Nomadi Sezione del Lazio
Ente Morale (D. P. R. 26/03/70 n. 347)
Segreteria tecnica :Via di Porta Labicana, 59 ?00185 Roma
tel.: 06/44701860- fax 06/49388168
E-mail: operanomadilazio@yahoo.it

N.B. E’ disponibile il documento completo e dettagliato delle proposte per l’avviamento al lavoro, l’emergenza sanitaria, l’emergenza habitat, scolarizzazione, viaggi della memoria…

Nella fotografia: il Direttivo Opera Nomadi Lazio col sindaco Veltroni

Riferimenti: Caro Walter: l?Opera Nomadi al sindaco di Roma

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Ed ora? Riflessioni dopo le elezioni

4 Giugno 2007 Commenti chiusi


Riflessioni di Maurizio Pagani, dell?Opera Nomadi Milano, ad una settimana dalle elezioni amministrative: ?Pur rappresentando una piccola minoranza di persone, c.ca 5.000 a Milano, forse 10.000 o poco più in tutta la Provincia, e nonostante moltissime delle comunità rom e sinte siano composte da cittadini italiani, non discriminabili di fronte alla legge per la loro appartenenza ?etnica?, il tema suscita scalpore e tensioni, su un fronte politico e sull?altro, per l?impossibilità di piegarlo ad una semplice risoluzione.

ED ORA?
Alcune riflessioni di Maurizio Pagani, dell?Opera Nomadi Milano, ad una settimana dalle elezioni amministrative

Ad un anno c.ca dall?elezione del nuovo Sindaco di Milano e ad una settimana appena dalla vittoria del centro destra in molti dei Comuni del Nord, il tema della presenza dei ?Rom? continua a tenere banco sui giornali e nei commenti di chi, durante le elezioni, si è sbilanciato in promesse di ogni genere circa la loro possibile ?cacciata? in caso di vittoria del proprio schieramento.
Come stiano in realtà le cose, non da un anno a questa parte, ma ormai da oltre un decennio, da quando cioè una salda coalizione di centro destra governa la città, o come questa problematica sia stata gestita dal Governatore Formigoni in Regione, ormai al suo terzo mandato, è sotto gli occhi di tutti, o almeno lo sono gli effetti prodotti, in buona misura disastrosi.

Pur continuando a rappresentare una piccola minoranza di persone, c.ca 5.000 a Milano, forse 10.000 o poco più in tutta la Provincia, e nonostante moltissime delle comunità rom e sinte siano composte da cittadini italiani, cioè non distinguibili né discriminabili di fronte alla legge per la loro appartenenza ?etnica?, il tema, come si diceva, suscita scalpore e tensioni, su un fronte politico e sull?altro, per l?impossibilità di piegarlo ad una semplice risoluzione. Quella di ?cacciarli?.
Certamente non ha giovato l?intervento del Ministro degli Interni Amato che ha offerto un pacchetto di misure per aumentare la sicurezza nelle aree metropolitane, indicando proprio i Rom come uno dei principali problemi di ordine pubblico da affrontare.
O ancora, nel cortile di casa, il commento del Sindaco di Sesto, Oldrini (DS), uno tra i pochi rieletti al primo turno nel centro sinistra, che ha rivendicato con orgoglio gli interventi di sgombero dei Rom da quel territorio.

Ma che dire di Veltroni a Roma e della sua idea, quasi impro-nunciabile per quanto inverosimile, di realizzare 4 nuovi campi nomadi, spostando alcune migliaia di rom dal centro urbano alla desolazione del raccordo anulare? Mi ha colpito, tra le tante o poche manifestazioni di dissenso, quella di alcuni cittadini ebrei romani che hanno rivendicato la propria posizione contraria a questo progetto che sarà finanziato dal Governo, rievocando il proprio passato ?storico? carico di discriminazioni e sofferenze.
A quando un analogo gesto di solidarietà da parte della comunità ebraica milanese?

Maggiore fortuna sembrano viceversa aver riportato quelle forze politiche (Lega Nord e AN in testa, ma non è certamente da meno Forza Italia) da sempre ostili ad ogni misura di buon governo del territorio, che fino a prova contraria ha sempre favorito una migliore convivenza tra le comunità locali e quelle rom anziché peggiorarla.
Ma i cittadini, o almeno la maggioranza di quelli che vanno a votare, sembrano pensarla allo stesso modo.
A Rho, comune dove il centro sinistra si è a lungo arenato sulla questione del ?campo nomadi?, realizzandolo un mese prima della elezioni (?) e perdendole, tra i nuovi venuti c?è chi ha trovato il modo di dire: ?adesso cacciamoli? ( e ridaglie), ma poi ha aggiunto: ?e già che ci siamo, cacciamo anche tutti quei ragazzini (54) che frequentano le scuola materna, elementare e media. Compagni di banco dei loro figli.

Per usare un linguaggio a me inusuale, si potrebbe dire che la ?pa-rabola? avviata con indubbia efficacia manageriale attraverso il so-dalizio Moratti ? Moioli / Don Colmegna ? Casa della Carità un anno fa a Milano, è giunta ad una svolta e ha fatto scuola (loro lo chiamano Patto, modello ecc.).
Alla costruzione dell?immagine del ?Rom?, un po? straccione e un po? accattone, da associare prontamente a quella del deviante da redimere e reprimere, si aggiunge ora, con il concorso morale e politico di chi dovrebbe costituire sulla carta un?alternativa politica e culturale, il centro sinistra, quella del ?fastidio? da cui liberarsi prima possibile, meglio se in prossimità delle elezioni o per decreto.
Ma chi può contestare tutto ciò, visto anche l?inopinabile appoggio al ?pensiero unico?offerto dagli organi di stampa?

Maurizio Pagani – Vicepresidente Opera Nomadi Milano

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Patto per Roma democratica e solidale

3 Giugno 2007 Commenti chiusi


Roma, 1 giugno. Una gruppo di associazioni della capitale, fra cui Action Migranti ? Arci ? Attac – Campo per la Pace Ebraico – PRC – Riva Sinistra – Associazione Dhumcatu – Rdb/Cub, propone un ?Patto per Roma democratica? in risposta al ?Patto per Roma sicura?: ?Riteniamo questo patto, siglato senza contraenti sociali, un grave attacco alla democrazia della città, un progetto che delinea vere e proprie forme di moderno apartheid e ci impegniamo ad impedirne la realizzazione, in quanto ci vede coinvolti tutte e tutti?.

“Ci mobiliteremo, in molte piazze e in molte città, – conclude il documento – lo faremo con chi riterrà opportuno schierarsi dalla parte delle donne e degli uomini migranti. E a chi invoca legalità e della sicurezza va risposto con nettezza che per i cittadini e le cittadine migranti oggi ci sono solo doveri e abusi e pochi diritti.
Una società che si costruisca su diritti e rispetto per tutti e per tutte è l’unico antidoto all’egemonia della paura, che nella storia ha già prodotto deviazioni che sono state causa di tanti, troppi lutti”.

PATTO PER ROMA DEMOCRATICA E SOLIDALE
Annullare il “patto per la sicurezza” del 18 maggio

Il 18 di maggio il prefetto di Roma, Achille Serra, il sindaco della capitale, Veltroni, i presidenti della Provincia Gasbarra e della Regione, Marrazzo, hanno siglato un accordo con il ministro dell’interno Giuliano Amato, definito “Patto per Roma sicura”. Analoghe iniziative, sono già state prese a Milano e a Torino e ben presto saranno estese a numerose aree del Paese.

Secondo questo patto, per rendere Roma sicura, basterebbe “bonificarla”dalle baraccopoli, dai campi rom, ma soprattutto da donne e bambini, insomma che, invece di ricevere accoglienza, sono segregati, discriminati e di conseguenza percepiti come minaccia. Si tratta spesso di persone a cui vanno riconosciuti i diritti di cittadinanza anche perché già cittadini europei o nati in Italia. La soluzione individuata consiste nella realizzazione di 4 campi attrezzati di grandi dimensioni, ubicati al di fuori della cinta del Raccordo Anulare, in cui concentrare almeno 6000 persone. Costo dell’operazione per 3 anni, almeno 15 milioni di euro. Questi campi, impropriamente definiti “Villaggi della solidarietà” avranno vigilanza esterna – la città ha ottenuto più agenti per far fronte a questa “emergenza” – e tanto i 23 campi regolarmente presenti a Roma, quanto le circa 30 baraccopoli abusive, verranno sgomberate.
L’operazione, che, secondo quanto dichiarato dal Prefetto, sarà por-tata a termine entro un anno, verrà diretta da un nucleo di 4 dele-gati: del sindaco, della questura, della prefettura e dei carabinieri.

Riteniamo questo patto, siglato senza contraenti sociali, un grave attacco alla democrazia della città, un progetto che delinea vere e proprie forme di moderno apartheid e ci impegniamo ad impedirne la realizzazione, in quanto ci vede coinvolti tutte e tutti.
Riteniamo che affinché possa ripristinarsi un dialogo credibile con le istituzioni, debba essere immediatamente e pubblicamente sospesa l’attuazione del piano e che in contemporanea debbano cessare gli sgomberi forzati, spesso condotti con arroganza e sadismo, dei tanti nuclei familiari ancora costretti in condizioni di degrado.
I poteri straordinari di cui sindaco e prefetto ma anche ministro degli Interni, e presidenti di Regione e Provincia, sono dotati, potrebbero essere indirizzati per definire altre soluzioni.

Ma sappiamo che dietro alle deportazioni dei rom, alle espulsioni coatte, alle condizioni di clandestinità e di sfruttamento a cui sono costretti tanti uomini e donne migranti e che a volte costringono anche ad occupare nicchie di economia illegale, non c’è solo la carenza di un inserimento abitativo né tantomeno un presunto legame con sicurezza e legalità.

A Roma, come nel resto del paese si respira da troppo tempo un aria di xenofobia diffusa. Un Testo Unico di cui la Bossi Fini è ancora parte integrante, governa la vita di 3 milioni di persone e i segnali di cambiamento che si auspicavano tardano a realizzarsi. C’è un ddl del governo, che avrà un iter lungo e difficile, che contie-ne elementi di discontinuità con il passato ma che deve essere migliorato.
C’è una irricevibile “carta dei valori” con cui il ministero dell’interno pretende di bypassare la Costituzione, realizzando un sistema assimilazionista che individua come avversario principale da “italianizzare” gli uomini e le donne di religione musulmana.
C’è – unico paese d’Europa – la convinzione che rom e sinti debbano vivere per forza in campi e villaggi, circondati dal muro invisibile del-l’indifferenza e del disprezzo con buona pace dell’inclusione sociale.

Ma c’è soprattutto una campagna di odio e di paura, alimentata anche da mezzi di informazione di ispirazione liberale e progressista, come “Repubblica”, che etnicizzano ogni fatto di cronaca, che lanciano continui allarmi, distorcendo la realtà.
Non si tratta del razzismo scontato della destra, ma di quello più subdolo e insinuante proveniente da un area sedicente riformista, che in nome della cattura del consenso rinuncia ad uno dei suoi doveri storici: suggerire e praticare politiche che favoriscano l’uguaglianza e la convivenza di gruppi di popolazione, stili di vita, religioni differenti.

Politica e informazione sembrano – fatte le dovute eccezioni – risultare succubi, complici se non protagonisti di questo arretramento etico e culturale. Raramente si dà invece rilievo alle vite spezzate nei cantieri dove spesso vige il caporalato, delle condizioni di neoschiavismo imposte in agricoltura come nelle case dove a centinaia di migliaia di donne lavorano senza pausa nell’assistenza ad anziani e bambini, fornendo supplenza ad uno stato sociale in via di progressivo smantellamento.

E già si è dimenticata l’ennesima ultima truffa architettata affidando ad un azienda privatizzata, Poste Italiane, le pratiche per il rinnovo dei permessi di soggiorno. Pratiche che costano al netto 72 euro per persona e che, invece di velocizzare la concessione dell’agognato rinnovo, giacciono ferme da mesi, bloccando la vita delle persone in attesa. È dovere delle istituzioni rescindere la convenzione con Poste Italiane, risarcendo quel 94% di migranti che hanno le pratiche bloccate da mesi. Su questi e su tanti altri temi invitiamo le forze sane del paese, le associazioni antirazziste e di immigrati, le realtà autenticamente democratiche, le forze sociali e politiche disposte a mettere ai primi posti della nostra agenda politica le battaglie antirazziste, a lanciare un patto vero, per una città democratica e solidale.

Ci mobiliteremo, in molte piazze e in molte città, lo faremo con chi riterrà opportuno schierarsi dalla parte delle donne e degli uomini migranti. E a chi invoca legalità e della sicurezza va risposto con nettezza che per i cittadini e le cittadine migranti oggi ci sono solo doveri e abusi e pochi diritti.
Una società che si costruisca su diritti e rispetto per tutti e per tutte è l’unico antidoto all’egemonia della paura, che nella storia ha già prodotto deviazioni che sono state causa di tanti, troppi lutti.

Roma 1 giugno

Action Migranti Roma; Arci Roma; Attac; Campo per la Pace Ebraico; PRC Roma; Riva Sinistra; Associazione Dhumcatu; Rdb/Cub; Annamaria Rivera (Docente Università Bari), Giorgio Cremaschi (Segreteria nazionale Fiom), Sveva Aertter (Ufficio Migranti Fiom), Fabrizio Burattini (Segreteria Cgil Roma Sud).

Sicurezza. Occupata redazione romana della Repubblica
Carta, 1 giugno 2007
Questa mattina decine di migranti e attivisti della rete antirazzista romana hanno occupato simbolicamente la redazione della Repubblica, “per denunciare – spiegano – la campagna di odio e di paura che anche un mezzo di informazione di ispirazione liberale e progressista sta contribuendo ad alimentare nella città di Roma, e in tutto il Paese, attraverso l’Etnicizzazione di ogni fatto di cronaca ed il lancio di continui allarmi che distorcono la realtà”.
“Non si tratta del razzismo scontato della destra ma di quello subdolo e insinuante proveniente da sinistra, che in nome della cultura del consenso, rinuncia al dovere di garantire una corretta informazione – prosegue il comunicato – Politica e informazione risultano complici, se non protagonisti, di un arretramento etnico e culturale e creano nell’immaginario della gente comune una visione dell’immigrato come criminale e causa principale dell’insicurezza sociale, dimenticando come, troppo spesso, siano invece oggetto di sopprusi e truffe (la più recente quella della convenzione stipulata da Poste Italiane per le pratiche del rinnovo dei permessi di soggiorno”. Gli antirazzisti chiedono di “annullare immediatamente il Patto per Roma sicura siglato il 18 maggio a Roma e rilanciano un Patto per una città democratica e solidale”.

Fotografia, sotto: Rom Romeni al Campidoglio contro gli sgomberi

Riferimenti: Sindaci razzisti, Prefetti Speciali: deriva italiana

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L?informazione ?Patto di sicurezza? sui ?blog?

2 Giugno 2007 Commenti chiusi


Una panoramica su come è stata gestita l?informazione, a proposito del ?patto di sicurezza?, sui ?blog? e siti web dalla parte dei Rom/Sinti: Osservazione, Rom Sinti @ Politica, Sucar drom, Mahalla. Tutti hanno pubblicato diversi comunicati, e opinioni, contro il ?patto di sicurezza?, fatti da diverse associazioni e minoranze, ma hanno completamente ignorato i ben tre comunicati dell?Opera Nomadi: due della sezione Lazio ed uno del Nazionale.

IL PATTO DI SICUREZZA
Contro il ?patto di sicurezza? da subito si è schierata l?Opera Nomadi Lazio con comunicato stampa su Romano Lil: No al ?patto di legalità? dei mega-campi nomadi. A seguire ?Rom e legalità? di Arci ? Caritas e Associazioni cattoliche, un comunicato degli Ebrei, un altro comunicato dell?Opera Nomadi Lazio (?L?Opera Nomadi propone un patto sociale al sindaco di Roma?), una interpellanza di Osservazione (?ERRC e Osservazione alle istituzioni italiane ed europee?) e, per finire, un ?Patto sociale nazionale? (per i Rom/Sinti) dell?Opera Nomadi Nazionale. Tutti i comunicati elencati sono stati pubblicati su Romano Lil come servizio pubblico e senza commenti.

LE PUBBLICAZIONI: esercizi di memoria
Si sottolinea che il comunicato della comunità ebraica è stato pubblicato dapprima su Romano Lil e da lì ricopiato sugli altri ?blog?.
Sucar drom: Rom e legalità (con una foto del mercatino romano dell?Opera Nomadi Lazio), comunicato Ebrei, comunicato Osser-vazione. Mahalla: Rom e legalità, comunicato Ebrei, comunicato Osservazione. Rom Sinti @ Politica: Rom e legalità, comunicato Ebrei. Osservazione: Rom e legalità (dell?Arci e altri), più ?patto? dell?Arci Toscana.

L?INFORMAZIONE NEGATA
Ancora una volta una delle pochissime prese di posizione dalla parte dei Rom/Sinti è accuratamente esclusa e negata (si chiama discriminazione politica). Anche con la complicità dei pochissimi mezzi di informazione a tutela (sedicente) di questa minoranza. E così un comunicato della comunità ebraica viene pubblicato da diversi giornali e ripreso sui vari ?blog?, il comunicato delle potenti Arci ? Caritas trova spazio anche e soprattutto a livello nazionale, mentre le prese di posizione politica dell?Opera Nomadi, la più storica e rappre-sentativa associazione a tutela dei Rom/Sinti (30 sezioni in tutta Italia), coi Rom/Sinti profondamente intessuti in tutte le sezioni ed organi direttivi, restano esclusivamente pubblicati su Romano Lil piccolo blog di contro-informazione.

DI TUTTO UN BLOB
Sucar drom si autopubblica una lettera di Filippo Miraglia (respon-sabile immigrazione Arci) ma viene poi smentito dallo stesso (si chiama falsificazione di firma). Mahalla pubblica comunicati a iosa di Sucar drom e Rom Sinti @ Politica e di Osservazione, ma indice, nel silenzio assoluto degli ospitati, un sondaggio sul ?patto di legalità? del Triboniano di Milano: si ? no ? non so. Come fare un sondaggio del tipo ?sono tutti ladri gli zingari??: si ? no ? non so. Sucar drom e Rom Sinti @ Politica sempre in prima linea a criticare l?Opera Nomadi, zitti e soggiacenti nei confronti della loro sponda web Mahalla (del solo Fabrizio Casavola).
Rom Sinti @ Politica al posto di tre comunicati dell?Opera Nomadi pubblica ?l?Opera Nomadi al giro d?Italia? (in cui accusa l?Opera Nomadi ? fra cui diversi Rom e Sinti, di andare in giro in bicicletta invece che affrontare l?emergenza).
Osservazione, centro di ricerca-azione, dimostra la sua capacità di ricerca alla sezione ?link? dove riporta siti e blog anche piccolini e-scludendo solo Romano Lil ed Archivio Romano Lil dell?Opera Nomadi.

IL GENERALE CROOK
Il generale Crook, nella sua campagna di guerra contro gli Apache di Kociss, si avvalse di esploratori Apache di altre tribù ostili al capo Chiricauha. E riuscì a sconfiggerlo.
Sentiero rosso: Indiani d’America

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Niente Sinti dal "Santo" (Antonio di Padova)

1 Giugno 2007 2 commenti


Padova 31 maggio. Il sindaco vieta la sosta alle carovane di Sinti che arrivano in città per la ricorrenza di Sant?Antonio. Flavio Zanonato, dopo il divieto alle prostitute, continua la sua lotta al degrado per la cosiddetta ?emergenza sicurezza?, puntando l?indice sui ?nomadi?. Non Rom e Sinti che abitano a Padova, ma quelli che sono in «transito». Anche se arrivano per venerare il santo patrono.
«Abbiamo in mente anche un?azione di contrasto anche contro i mendicanti, che spesso vivono in casolari abbandonati – sottolinea Marco Carrai, assessore alla sicurezza – L?accattonaggio non è un reato, a meno che non sia molesto o effettuato da minori. Ma è una forma di degrado che disturba i cittadini».

SANT?ANTONIO PATRONO DI PADOVA
La città comincia a riempirsi di visitatori e pellegrini, che arrivano da tutto il mondo, per la consueta festa del “Santo” in preparazione per il 13 giugno. Sant?Antonio è molto venerato dagli ?zingari? cattolici ed è ormai una tradizione decennale l?arrivo di gruppi rom/sinti per le celebrazioni. In una cappella della Basilica del “Santo” si celebra, di mattina, una messa con canti e preghiere in ?romanès? proprio per gli zingari. Alcuni restano per confluire nella tradizionale processione che alle ore 18 attraversa la città.

IL “PATTO DI SICUREZZA” DI PADOVA
Il commento dell’Opera Nomadi di Padova
Per una questione di ?decoro urbano? è impensabile che il Comune di Padova impedisca ai Rom e Sinti di poter sostare a Padova durante le festività del Santo che è venerato moltissimo assieme a Padre Pio e altri. Tutti gli anni abbiamo assistito all?arrivo di roulotte e camper da ogni parte d?Italia e Padova si è sempre dimostrata una città ac-cogliente. Ultimamente il sindaco Zanonato che vede invasioni da parte di spacciatori, prostitute e immigrati si scaglia contro la presen-za di Rom e Sinti annunciando ?tolleranza zero?, tanto da venire soprannominato lo ?sceriffo rosso? e da ottenere il plauso del nuovo sindaco di Verona Tosi e del Consigliere Regionale di Alleanza Na-zionale Zanon.
Probabilmente sta applicando a livello locale la linea politica nazio-nale del ?Patto sulla Sicurezza? che il Ministro Amato ha lanciato con i sindaci delle maggiori città italiane prima delle elezioni amministra-tive, e che, come si è visto non è servito ad aumentare i voti, anzi.
Generalizzando, il rischio è sempre il solito: si aumentano le tensioni e il razzismo, si vanificano quindi anche tutti gli sforzi che stiamo facendo come associazioni, per aiutare queste persone ad inserirsi nel tessuto sociale a intraprende un percorso finalizzato all?assun-zione dei diritti e dei doveri di cittadinanza attiva, uscendo dalla logica assistenziale negativa a cui sono state abituate troppo spesso e per agevolare l?incontro tra culture differenti superando stereotipi e pregiudizi.

Dopo aver messo all?indice via Anelli e dopo aver scelto di multare i clienti delle prostitute, ora Zanonato continua la sua battaglia puntando l?indice contro le famiglie rom
PADOVA VIETATA ALLE CAROVANE DI NOMADI
La giunta sceglie la linea dura. Stop ai mendicanti in centro
Il mattino di Padova, 31 maggio. Claudio Malfitano

Stop alle soste delle carovane di zingari in città: in vista della festa del Santo non saranno consentiti gli accampamenti abusivi. Vigilanza aumentata anche per gli «accattoni» in centro. Flavio Zanonato con-tinua la sua lotta al degrado puntando l?indice sui nomadi. Non Rom e Sinti che abitanto a Padova, ma quelli che sono in «transito». Negli ultimi mesi affluenza record: il park per camion a Granze di Camin è l?area più utilizzata per accamparsi. Roulotte e camper anche all?ex Foro Boario in Prato della Valle. Vengono «intimati» a lasciare la città: la maggior parte lo fa dopo poche ore. Linea dura fino al 13 giugno.
La campagna di lotta al degrado dell?amministrazione comunale ha trovato un nuovo obiettivo: gli zingari presenti in città. Negli ultimi mesi il flusso di presenze è aumentato e nelle prossime settimane sono previsti nuovi arrivi, anche per la particolare devozione dei nomadi a Sant?Antonio. Non ci sarà un?ordinanza, stavolta. Tutto è la-sciato alla volontà politica esplicitamente dichiarata dall?assessore alla sicurezza Marco Carrai. Istituzionalmente tradotta in pratica dagli agenti della polizia municipale. Nelle due ultime settimane sono stati diversi gli interventi di «sgombero» di accampamenti abusivi. A Gran-ze di Camin, in particolare, nel grande parcheggio per camion di fron-te al cimitero. Un luogo conosciuto dai nomadi forse grazie al «passa-parola». Ma un paio di interventi sono stati necessari anche in piazza Rabin, dove adesso si sono piazzate le giostre per la festa del Santo. E poi corso Australia e i lungargini. «Gli altri anni tolleravamo qualche arrivo per il Santo nel parcheggio dell?Euganeo, ma arrivavano solo pochi giorni prima il 13 giugno» racconta il vicesindaco Sinigaglia, che smentisce l?emergenza: «Non parlerei di invasione – spiega – Ci stiamo muovendo per coniugare sicurezza, accoglienza e legalità».
La linea è chiara: prima di tutto, forse anche prima della devozione verso il Santo, c?è la sicurezza dei cittadini. D?altronde anche il voto di domenica scorsa ha parlato chiaro. E il sindaco Zanonato vuole dimostrare che il centro sinistra non può «mollare» su un argomento così sentito. Dopo l?ordinanza anti-prostituzione (ad oggi 34 multe ai clienti e 3 alle lucciole), la lotta al degrado passa anche dagli «accattoni» che in centro chiedono la carità. «La legge ci dà strumenti limitati: li accompagniamo in centrale e poi li rilasciamo. Ma intensificheremo anche questa attività» conferma il comandante della polizia municipale Lucio Terrin.
Resta da capire se la maggioranza è compatta attorno al primo cittadino: in giunta, durante la discussione sul provvedimenti anti-zingari, mancava l?assessore di Rifondazione comunista Daniela Ruffini. E i «mal di pancia» della sinistra radicale non sono più così nascosti. «Abbiamo in mente anche un?azione di contrasto anche contro i mendicanti, che spesso vivono in casolari abbandonati – sottolinea Marco Carrai – L?accattonaggio non è un reato, a meno che non sia molesto o effettuato da minori. Ma è una forma di degrado che disturba i cittadini».
Un?azione autonoma intrapresa dall?amministrazione comunale: neppure prefetto e questore sono stati consultati sulla questione. Un?azione che proseguirà, intensificandosi, almeno fino al 13 giugno. Poi il fenomeno dovrebbe scemare. Ma se così non fosse, potrebbe prendere forma l?ipotesi di un?ennesima ordinanza.

Fotografia: processione Sant’Antonio, Padova 13 giugno 2000

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