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Bella Ciao: il ciclo della Resistenza

29 Aprile 2007


Elenco articoli dal XXV aprile 2007, ricorrenza della Liberazione. Che è nata dalla Resistenza. Perché RI-COR-DARE vuol dire attivare il cuore perché le oppressioni non si debbano più ripetere. Per una pedagogia della "resistenza". Per uscire dalle vuote celebrazioni da musei della memoria e fare memoria attiva che attualizza il contesto. Memoria come pilastro di un ponte che conduce al presente ed apre la strada verso il futuro.

PERDERE DI MEMORIA NELLA SOCIETA‘ ARTIFICIALE
Siamo una società che perde di memoria e questo produce violenza perché di-menticare vuol dire fuori di mente, fuori di testa. Di-menticare le nostre radici, i nostri morti, è incapacità di elaborare il lutto. L
‘elaborazione del lutto, in modo dotto, è la ritualità nel sussumere (prendere su di sé) i dati e la realtà.
Se la memoria è la capacità di conservare e richiamare alla coscienza sensazioni, passioni, immagini e nozioni dal passato, quella arti-ficiale, del computer, trattiene e registra solo dati. La nostra società, sempre più stitica e computerizzata, tende a incamerare e trattenere tutto e se proprio deve svuotare, perdere di memoria, quello che se ne va non sono i fatti e gli elaborati ma la capacità di sentire entusiasmo o pena.

CHE LA STORIA SERVA
Resta acquisito che la Storia di ieri serva per capire il presente (la vita democratica) e per evitare che tristi fatti, soprusi, diritti calpestati, abbiano a ripetersi in avvenire.

25 aprile liberazione dal fascismo
NON DIMENTICARE Lorenzo Fava, partigiano di origini polesane, medaglia d‘oro al valor mili-tare, fucilato in carcere, a Verona, il 23 agosto 1944, dalla Repubblica Sociale Italiana a 25 anni.
Dall
‘ultimo scritto di Lorenzo Fava: "I mali più gravi sono in noi. Se gli uomini in camicia nera presto mancheranno, lo spirito del fascismo perdurerà. Per spirito del fascismo noi intendiamo la disonestà, l‘arrivismo, i facili guadagni, l‘opportunismo, il timore del rischio ed il timore della morte, l‘egoismo e la mancanza di dignità, l’insincerità e la mafia, il protezionismo e il nepotismo. Quando noi avremo abbattuto tutti questi colossali nemici, allora soltanto avremo eliminato lo spirito del fascismo. Purtroppo non sono trascorsi invano vent‘anni di mal-governo. Esso si è infiltrato come un veleno insidioso in tutti gli strati della popolazione. Tutti ne siamo bacati".

Pedagogia della resistenza: intervista a Raffaele Mantegazza
Il presupposto dell
‘educazione libertaria è porre al centro di teorie e pratiche la questione del potere e del suo smascheramento.
La pedagogia della resistenza cerca di analizzare i dispositivi pedagogici dal punto di vista del dominio sui soggetti e delle potenzialità emancipatorie in essi celate.

LA RESISTENZA E L’INFORMAZIONE NEGATA
L‘articolo del 25 aprile, "Un po’ di Liberazione coi Sinti di Vicenza", è stato spedito alla lista dei lettori di Romano Lil con cinque fotografie allegate e questa presentazione:
Cari amici,
anche oggi su tutti i giornali d’Italia (di destra e sinistra) ci sono notizie di cronaca nera sui Rom/Sinti (il Rom ubriaco che uccide quattro persone in scooter, oppure l’incendio del "campo nomadi" o altro ancora). I Rom de-scritti solo come episodi di cronaca nera.
Ma su tutti i giornali d’Italia (di destra e sinistra) e sui "blog" (anche specifici di Rom e Sinti) mancano, al solito, le notizie di integrazione attiva che si fa nel tessuto sociale, con la "resistenza" e l’affermazione dei diritti e della dignità escluse da questo sistema discr-mina-torio. Integrazione che si fa "corpo sociale", che si sedimenta nel territorio.
Ma per dire, e scrivere di questo, siamo esclusi dalle notizie ufficiali, di destra e sinistra, e da tutti i "blog" di settore.
Il nipote di uno dei pochissimi Sinti Partigiani che il 25 aprile scende in piazza a chiedere "L:iberazione" e la fine della guerra portata ai Rom/Sinti, a me mi pare una notizia di rilievo e di celebrazione Viva ed Attiva del 25 aprile. Che è di tutti o non è. (il direttore)
 

_____il ciclo della "resistenza"_________
Il 25 aprile con l‘Opera Nomadi di Torino
Romano Lil, 28 aprile
In occasione del 25 aprile Secondo Massano, presidente storico della sezione Opera Nomadi di Torino, ha preparato e distribuito due dispense dal titolo: "XXV aprile 2007, un‘occasione per gli Italiani, Rom e Sinti compresi, di ricordare il fascismo…", "Torino 2007: la città delle Universiadi, la città degli ultimi (i Rom Rumeni)". Ha quasi ottant’anni Secondo Massano ed è sempre in prima fila a lottare ed a rivendicare i diritti degli ultimi.

La Liberazione coi Rom/Sinti di Milano
Romano Lil, 26 aprile
Milano 25 aprile. Anche quest
‘anno l’associazione Aven Amentza - Unione Rom e Sinti ha partecipato alla manifestazione del 25 aprile a Milano con il proprio striscione. "Oltre 50 Rom sono venuti in piazza a ricordare a tutti i partecipanti che anche Rom e Sinti hanno aderito alla lotta armata per una Liberazione che per loro è ancora lontana", spiega Ernesto Rossi vice-presidente dell‘associazione.

25 aprile: l‘Opera Nomadi con la Comunità ebraica
Romano Lil, 26 aprile
Roma, 25 aprile. Una delegazione dell
‘Opera Nomadi ha partecipato alla manifestazione che si è tenuta nel pomeriggio del 25 Aprile, nei pressi di Piazza Venezia, per ricordare la Brigata Partigiana Ebraica. La Festa della Liberazione, è stato attualizzata anche con la distribuzione del testo per l‘integrazione del "Giorno della memoria" ai Rom/Sinti, Disabili, Omosessuali ed ai Testimoni di Geova.

Un po‘ di Liberazione coi Sinti di Vicenza
Romano Lil, 25 aprile
Vicenza, 25 aprile. Invitati dall
‘Opera Nomadi Cittadini di coscienza sociale sfilano per un 25 aprile interculturale dietro uno striscione, "dignità – diritti per tutti - ieri oggi domani", e sotto i colori della bandiera dei Rom/Sinti. Fuori dalle retoriche celebrazioni ufficiali, la Festa della Liberazione si tinge di una "resistenza" attiva e com-partecipe: la memoria si fa storia attuale e presenza viva di democrazia. La Liberazione non è completata finchè non è di tutti.
Il 25 aprile libera tutti.

25 aprile: Liberazione coi Sinti di Vicenza
Romano Lil, 23 aprile
Vicenza, 25 aprile, ricorrenza della Liberazione dal regime nazi-fascista. Alle ore 9,30 l
‘Opera Nomadi vicentina invita tutti ad una presenza di solidarietà coi Sinti del "campo sosta" di viale Cricoli dopo l‘incursione neofascista del 14 aprile scorso. I partecipanti si dirigeranno quindi in piazza ad unirsi alle celebrazioni ufficiali della Festa della Liberazione. Liberazione dall‘oppressione che per i Rom e Sinti non è ancora arrivata.

25 aprile: la persecuzione verso i Rom/Sinti continua
Per i Rom la Liberazione deve ancora venire, su Amisnet.
Archivio Romano Lil, 24 aprile

Dijana Pavlovic "resiste" all’intolleranza

Romano Lil, 22 aprile
Milano 19 aprile. Dijana Pavlovic interviene ad una seduta del consiglio di zona 3 convocato sul tema del "campo nomadi" all
‘interno del parco Lambro (soluzione temporanea per i Rom cacciati da Opera): "Avevo preparato un discorso pacifico, avrei voluto dire che anche ai Rom non piace vivere nei ‘campi’. Non l’ho potuto dire. Sono stata aggredita verbalmente e, poi, quasi fisicamente. Sono stata insultata: "Zingara di merda! Torna a casa tua! Non ti vogliamo! Fuori dalle palle!…"

Un Sinto partigiano: Amilcare Debar
Archivio Romano Lil, 25 aprile 2007
Un
"corsaro nero" fra i partigiani delle Langhe. Oggi 25 aprile è la Festa della Liberazione: il giorno in cui il Paese ricorda la fine della dittatura fascista e l’inizio di una nuova epoca segnata dalla nascita della Repubblica e della Costituzione Italiana. Amilcare Debar, detto Taro, è un Sinto piemontese che si unì ai partigiani, col nome di battaglia di "corsaro nero" per liberare l‘Italia dall’oppressione. Un’intervista ed una fotografia, quasi inedite, del 1998, da "Biancoenero", periodico polesano di immigrati e minoranze.

25 aprile: gli Zingari e la "resistenza" al nazi-fascismo
Archivio Romano Lil, 24 aprile 2006
Il 25 aprile è la Festa della "liberazione", giorno in cui il Paese ricorda la fine della dittatura fascista e l’inizio di una nuova epoca, segnata dalla nascita della Repubblica e della Costituzione italiana. Sono trascorsi 61 anni da quel 25 aprile 1945 quando l?insurrezione arma-ta partigiana, con la partecipazione anche di Rom/Sinti, proclamata dal Comitato di Liberazione Nazionale per l’Alta Italia (CLNAI), consentì di prendere il controllo di quasi tutte le città del nord del paese, con l’esercito tedesco in ritirata di fronte all’avanzata delle truppe alleate. I partigiani liberarono molte città ancora prima dell’arrivo degli alleati. Anche alcuni "zingari", nella storia poco nota di quel popolo, si unirono ai partigiani per liberare l‘Italia dall’oppressione.

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