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Archivio Aprile 2007

Giovane rom ammazzato in auto a Reggio Calabria

29 Aprile 2007 Commenti chiusi


Reggio Calabria, 28 aprile. Un giovane rom di 29 anni è stato ucciso a colpi di fucile nella sua autovettura mentre si stava recando al lavoro. Lavorava come operaio nella cooperativa sociale Rom 1995 fondata da soci Opera Nomadi per favorire l?inserimento lavorativo dei Rom della città. ?Di Cosimo ricorderemo il suo impegno e la sua dedizione ? afferma il presidente della cooperativa – che hanno contribuito a sfatare il mito del rom che sempre e comunque non vuole lavorare?.



GIOVANE ROM UCCISO IN AUTO A REGGIO CALABRIA

LaRepubblica.it
Reggio Calabria 28 aprile. Un giovane rom di 29 anni, Cosimo Abbruzzese, e’ stato ucciso a colpi di fucile a Reggio Calabria. Il cadavere e’ stato scoperto questa mattina dagli agenti della squadra mobile in via Condera, dopo una telefonata anonima giunta in questura. Secondo le prime indagini, Abbruzzese, operaio per conto di una cooperativa che lavora per il comune, sarebbe stato ucciso nella sua autovettura, una Fiat Punto. Gia’ noto alle forze dell’ordine per piccoli reati, Abbruzzese probabilmente si stava recando al lavoro quando e’ rimasto vittima dell’agguato.

Comunicato stampa della cooperativa sociale ROM 1995
DI COSIMO RICORDEREMO L’IMPEGNO E LA DEDIZIONE
Con il suo lavoro ha contribuito a dare un aspetto decoroso alla città, ha dato speranza all?impegno a favore dell?integrazione sociale della comunità rom di Reggio Calabria, ha sostenuto l?esperienza ed il cammino della cooperativa.
Reggio Calabria, 28 aprile
Cosimo lavorava nella cooperativa sociale ROM 1995 da diversi anni.
Aveva partecipato ad un corso di formazione professionale nel 2000 e dopo era stato inserito nell?attività di raccolta dei rifiuti ingombranti gestita dalla cooperativa, prima per conto del Comune di Reggio Calabria e poi per la società mista Fata Morgana S.p.A.
Quello di Cosimo è stato un percorso quotidiano di inserimento lavorativo. Ogni giorno svolgeva il suo lavoro di squadra: su un camion con un altro operatore rom e un autista non rom girava per le strade della città per ritirare vecchi elettrodomestici, mobili, materassi, rifiuti ingombranti da sottrarre alle discariche e conferire nel centro autorizzato allo stoccaggio, sito in via Reggio Campi, dove si trovano anche gli uffici della cooperativa.
Non è facile lavorare a Reggio Calabria, ma Cosimo c?era riuscito, nonostante fosse zingaro, nonostante avesse abitato per lungo tem-po al ?208?. Per farlo aveva dovuto essere costante, all?inizio accontentarsi di un impiego part-time, accettare il sacrificio e la fatica che il tipo di lavoro richiedeva, ma anche confrontarsi giorno per giorno con gli altri, con gli operatori, con i responsabili, con i volontari, con gli estranei, perché la cooperativa sociale è un luogo di incontro, di comunicazione, di riunioni.
Cosimo non aveva studiato tanto, aveva imparato a mettere la firma e si era fermato, ma una cosa l?aveva capita: la vita gli chiedeva di essere responsabile; lo doveva a sé stesso e alla sua famiglia una moglie e quattro figli dipendevano da lui e dal suo lavoro e la cooperativa era il modo per darsi da fare. Per questo Cosimo era rimasto nella cooperativa sin dall?inizio, manifestando quotidia-namente la voglia di lavorare. Ormai da diversi anni lavorava mattina e pomeriggio ed esprimeva spesso la sua disponibilità ad effettuare ore di lavoro straordinario, là dove necessario.
Con il suo lavoro ha contribuito a dare un aspetto decoroso alla città, ha dato speranza all?impegno a favore dell?integrazione sociale della comunità rom di Reggio Calabria, ha sostenuto l?esperienza ed il cammino della cooperativa.

La fine cruenta ed incomprensibile della vita di Cosimo, quando si accingeva ad iniziare la sua giornata lavorativa, ferisce profon-damente tutti i lavoratori, i volontari, i soci della cooperativa, gli e-sponenti delle associazioni ecclesiali e laiche che l?affiancano. Unanimamente esprimiamo sdegno e sconcerto per il gravissimo at-to, per lo scarso valore riconosciuto alla vita umana, per il mal-costume e l?immoralità sottesi. L?omicidio di Cosimo colpisce la città, che purtroppo non ha dimenticato antiche barbare regolazioni di conto anche solo per qualche sgarbo, per una parola di troppo, per un atteggiamento irrispettoso. Non sappiamo perché Cosimo a 29 anni è morto, non riusciamo a trovare un motivo che possa giusti-ficare la sua fine, il distacco dai suoi bambini, dalla moglie, dagli amici.
Continueremo a lavorare silenziosamente e umilmente per contribuire a cambiare la mentalità, per costruire una città più buona ? Lacio Gave? ( ?la Buona Città? in lingua Romanes), che è stato lo slogan scelto sin agli esordi della nostra esperienza, intitolando il corso di formazione che ha permesso a Cosimo di diventare lavoratore della cooperativa.
Lacio Gave, La Buona Città: uno slogan, un obiettivo, una speranza.
Di Cosimo ricorderemo il suo impegno e la sua dedizione che hanno contribuito a sfatare il mito del rom che sempre e comunque non vuole lavorare.

Il Presidente della cooperativa ROM 1995: Dott. Domenico Modafferi

ROM 1995: cooperativa sociale di tipo B
La Cooperativa Rom 1995 è una Cooperativa Sociale di tipo B che è regolata dalla legge 38191 e quindi ha come obiettivo l’inserimento lavorativo di soggetti svantaggiati. La Cooperativa è stata costituita nel 1996 da un gruppo di volontari dell’Opera Nomadi con l’obiettivo di creare con questo strumento concrete possibilità d’inserimento lavorativo per i Rom residenti a Reggio Calabria. La Cooperativa si rivolge in modo particolare alla difficile problematica dell’inserimento sociale dei Rom nella società civile?

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Bella Ciao: il ciclo della Resistenza

29 Aprile 2007 Commenti chiusi


Elenco articoli dal XXV aprile 2007, ricorrenza della Liberazione. Che è nata dalla Resistenza. Perché RI-COR-DARE vuol dire attivare il cuore perché le oppressioni non si debbano più ripetere. Per una pedagogia della "resistenza". Per uscire dalle vuote celebrazioni da musei della memoria e fare memoria attiva che attualizza il contesto. Memoria come pilastro di un ponte che conduce al presente ed apre la strada verso il futuro.

PERDERE DI MEMORIA NELLA SOCIETA‘ ARTIFICIALE
Siamo una società che perde di memoria e questo produce violenza perché di-menticare vuol dire fuori di mente, fuori di testa. Di-menticare le nostre radici, i nostri morti, è incapacità di elaborare il lutto. L
‘elaborazione del lutto, in modo dotto, è la ritualità nel sussumere (prendere su di sé) i dati e la realtà.
Se la memoria è la capacità di conservare e richiamare alla coscienza sensazioni, passioni, immagini e nozioni dal passato, quella arti-ficiale, del computer, trattiene e registra solo dati. La nostra società, sempre più stitica e computerizzata, tende a incamerare e trattenere tutto e se proprio deve svuotare, perdere di memoria, quello che se ne va non sono i fatti e gli elaborati ma la capacità di sentire entusiasmo o pena.

CHE LA STORIA SERVA
Resta acquisito che la Storia di ieri serva per capire il presente (la vita democratica) e per evitare che tristi fatti, soprusi, diritti calpestati, abbiano a ripetersi in avvenire.

25 aprile liberazione dal fascismo
NON DIMENTICARE Lorenzo Fava, partigiano di origini polesane, medaglia d‘oro al valor mili-tare, fucilato in carcere, a Verona, il 23 agosto 1944, dalla Repubblica Sociale Italiana a 25 anni.
Dall
‘ultimo scritto di Lorenzo Fava: "I mali più gravi sono in noi. Se gli uomini in camicia nera presto mancheranno, lo spirito del fascismo perdurerà. Per spirito del fascismo noi intendiamo la disonestà, l‘arrivismo, i facili guadagni, l‘opportunismo, il timore del rischio ed il timore della morte, l‘egoismo e la mancanza di dignità, l’insincerità e la mafia, il protezionismo e il nepotismo. Quando noi avremo abbattuto tutti questi colossali nemici, allora soltanto avremo eliminato lo spirito del fascismo. Purtroppo non sono trascorsi invano vent‘anni di mal-governo. Esso si è infiltrato come un veleno insidioso in tutti gli strati della popolazione. Tutti ne siamo bacati".

Pedagogia della resistenza: intervista a Raffaele Mantegazza
Il presupposto dell
‘educazione libertaria è porre al centro di teorie e pratiche la questione del potere e del suo smascheramento.
La pedagogia della resistenza cerca di analizzare i dispositivi pedagogici dal punto di vista del dominio sui soggetti e delle potenzialità emancipatorie in essi celate.

LA RESISTENZA E L’INFORMAZIONE NEGATA
L‘articolo del 25 aprile, "Un po’ di Liberazione coi Sinti di Vicenza", è stato spedito alla lista dei lettori di Romano Lil con cinque fotografie allegate e questa presentazione:
Cari amici,
anche oggi su tutti i giornali d’Italia (di destra e sinistra) ci sono notizie di cronaca nera sui Rom/Sinti (il Rom ubriaco che uccide quattro persone in scooter, oppure l’incendio del "campo nomadi" o altro ancora). I Rom de-scritti solo come episodi di cronaca nera.
Ma su tutti i giornali d’Italia (di destra e sinistra) e sui "blog" (anche specifici di Rom e Sinti) mancano, al solito, le notizie di integrazione attiva che si fa nel tessuto sociale, con la "resistenza" e l’affermazione dei diritti e della dignità escluse da questo sistema discr-mina-torio. Integrazione che si fa "corpo sociale", che si sedimenta nel territorio.
Ma per dire, e scrivere di questo, siamo esclusi dalle notizie ufficiali, di destra e sinistra, e da tutti i "blog" di settore.
Il nipote di uno dei pochissimi Sinti Partigiani che il 25 aprile scende in piazza a chiedere "L:iberazione" e la fine della guerra portata ai Rom/Sinti, a me mi pare una notizia di rilievo e di celebrazione Viva ed Attiva del 25 aprile. Che è di tutti o non è. (il direttore)
 

_____il ciclo della "resistenza"_________
Il 25 aprile con l‘Opera Nomadi di Torino
Romano Lil, 28 aprile
In occasione del 25 aprile Secondo Massano, presidente storico della sezione Opera Nomadi di Torino, ha preparato e distribuito due dispense dal titolo: "XXV aprile 2007, un‘occasione per gli Italiani, Rom e Sinti compresi, di ricordare il fascismo…", "Torino 2007: la città delle Universiadi, la città degli ultimi (i Rom Rumeni)". Ha quasi ottant’anni Secondo Massano ed è sempre in prima fila a lottare ed a rivendicare i diritti degli ultimi.

La Liberazione coi Rom/Sinti di Milano
Romano Lil, 26 aprile
Milano 25 aprile. Anche quest
‘anno l’associazione Aven Amentza - Unione Rom e Sinti ha partecipato alla manifestazione del 25 aprile a Milano con il proprio striscione. "Oltre 50 Rom sono venuti in piazza a ricordare a tutti i partecipanti che anche Rom e Sinti hanno aderito alla lotta armata per una Liberazione che per loro è ancora lontana", spiega Ernesto Rossi vice-presidente dell‘associazione.

25 aprile: l‘Opera Nomadi con la Comunità ebraica
Romano Lil, 26 aprile
Roma, 25 aprile. Una delegazione dell
‘Opera Nomadi ha partecipato alla manifestazione che si è tenuta nel pomeriggio del 25 Aprile, nei pressi di Piazza Venezia, per ricordare la Brigata Partigiana Ebraica. La Festa della Liberazione, è stato attualizzata anche con la distribuzione del testo per l‘integrazione del "Giorno della memoria" ai Rom/Sinti, Disabili, Omosessuali ed ai Testimoni di Geova.

Un po‘ di Liberazione coi Sinti di Vicenza
Romano Lil, 25 aprile
Vicenza, 25 aprile. Invitati dall
‘Opera Nomadi Cittadini di coscienza sociale sfilano per un 25 aprile interculturale dietro uno striscione, "dignità – diritti per tutti - ieri oggi domani", e sotto i colori della bandiera dei Rom/Sinti. Fuori dalle retoriche celebrazioni ufficiali, la Festa della Liberazione si tinge di una "resistenza" attiva e com-partecipe: la memoria si fa storia attuale e presenza viva di democrazia. La Liberazione non è completata finchè non è di tutti.
Il 25 aprile libera tutti.

25 aprile: Liberazione coi Sinti di Vicenza
Romano Lil, 23 aprile
Vicenza, 25 aprile, ricorrenza della Liberazione dal regime nazi-fascista. Alle ore 9,30 l
‘Opera Nomadi vicentina invita tutti ad una presenza di solidarietà coi Sinti del "campo sosta" di viale Cricoli dopo l‘incursione neofascista del 14 aprile scorso. I partecipanti si dirigeranno quindi in piazza ad unirsi alle celebrazioni ufficiali della Festa della Liberazione. Liberazione dall‘oppressione che per i Rom e Sinti non è ancora arrivata.

25 aprile: la persecuzione verso i Rom/Sinti continua
Per i Rom la Liberazione deve ancora venire, su Amisnet.
Archivio Romano Lil, 24 aprile

Dijana Pavlovic "resiste" all’intolleranza

Romano Lil, 22 aprile
Milano 19 aprile. Dijana Pavlovic interviene ad una seduta del consiglio di zona 3 convocato sul tema del "campo nomadi" all
‘interno del parco Lambro (soluzione temporanea per i Rom cacciati da Opera): "Avevo preparato un discorso pacifico, avrei voluto dire che anche ai Rom non piace vivere nei ‘campi’. Non l’ho potuto dire. Sono stata aggredita verbalmente e, poi, quasi fisicamente. Sono stata insultata: "Zingara di merda! Torna a casa tua! Non ti vogliamo! Fuori dalle palle!…"

Un Sinto partigiano: Amilcare Debar
Archivio Romano Lil, 25 aprile 2007
Un
"corsaro nero" fra i partigiani delle Langhe. Oggi 25 aprile è la Festa della Liberazione: il giorno in cui il Paese ricorda la fine della dittatura fascista e l’inizio di una nuova epoca segnata dalla nascita della Repubblica e della Costituzione Italiana. Amilcare Debar, detto Taro, è un Sinto piemontese che si unì ai partigiani, col nome di battaglia di "corsaro nero" per liberare l‘Italia dall’oppressione. Un’intervista ed una fotografia, quasi inedite, del 1998, da "Biancoenero", periodico polesano di immigrati e minoranze.

25 aprile: gli Zingari e la "resistenza" al nazi-fascismo
Archivio Romano Lil, 24 aprile 2006
Il 25 aprile è la Festa della "liberazione", giorno in cui il Paese ricorda la fine della dittatura fascista e l’inizio di una nuova epoca, segnata dalla nascita della Repubblica e della Costituzione italiana. Sono trascorsi 61 anni da quel 25 aprile 1945 quando l?insurrezione arma-ta partigiana, con la partecipazione anche di Rom/Sinti, proclamata dal Comitato di Liberazione Nazionale per l’Alta Italia (CLNAI), consentì di prendere il controllo di quasi tutte le città del nord del paese, con l’esercito tedesco in ritirata di fronte all’avanzata delle truppe alleate. I partigiani liberarono molte città ancora prima dell’arrivo degli alleati. Anche alcuni "zingari", nella storia poco nota di quel popolo, si unirono ai partigiani per liberare l‘Italia dall’oppressione.

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Il 25 aprile con l?Opera Nomadi di Torino

28 Aprile 2007 Commenti chiusi


In occasione del 25 aprile Secondo Massano, presidente storico della sezione Opera Nomadi di Torino, ha preparato e distribuito due dispense dal titolo: ?XXV aprile 2007, un?occasione per gli Italiani, Rom e Sinti compresi, di ricordare il fascismo??, ?Torino 2007: la città delle Universiadi, la città degli ultimi (i Rom Rumeni)?. Ha quasi ottant?anni Secondo Massano ed è sempre in prima fila a lottare ed a rivendicare i diritti degli ultimi.

SECONDO MASSANO
E? Secondo di nome ma Primo per attività e competenza. ?Essere Opera Nomadi? è fisiologico, interconnesso con la sua persona. Secondo Massano ha partecipato anche alla Resistenza ed è ancora volontario attivo, quotidianamente, dalla parte dei Rom/Sinti, soprattutto nell?emergenza rom Romeni causata dalla città di Torino. E? presidente della sezione di Torino, fondata nel 1970 e Presidente Onorario dell?Associazione Nazionale.

1- la storia
>IN OCCASIONE DEL XXV APRILE 2007
XXV aprile 2007: un?occasione per gli Italiani, Rom e Sinti compresi, di ricordare il fascismo, le leggi razziali, le prove e le sofferenze per riacquistare la libertà e la giustizia.

-Per dirla con Franco Antonicelli ?Nella vita morale e culturale, sociale e politica, c?è la RESISTENZA, (e la LIBERAZIONE). Da lì si parte. E? la storia nuova d?Italia. La si può negare, pensare di diminuire o di capovolgere, ma c?è.
- Nella fattispecie dei Rom e dei Sinti, al di là dei tabù o di remore culturali, corre l?esigenza che gli stessi conoscano i fatti che li hanno purtroppo toccati, reagiscano e vigilino, singolarmente o associati, con le istituzioni affinché la libertà e la democrazia conquistate possano trionfare per tutti.
- E? con questo spirito, che per andare oltre le nebbie che attenuano certi valori, l?Opera Nomadi ed il Centro Documentazione Zingara di Torino passano ai lettori semplici contributi in occasione della Liberazione in data 25 aprile 2007.

I TEMI DEL DOSSIER
Il fascismo e la persecuzione degli zingari.
La situazione degli zingari durante il fascismo.
Sinti: un modo di vivere (con l?esperienza nei lager).
La casa con le ruote (dal libro di Annibale Niemen).
La storia del partigiano Debar, detto ?Taro?.
Tra le baracche di Auschwitz (lo zingaro): di Primo Levi.
Jaia Sattler: Rom ?predicatore? morto ad Auschwitz.
Alcune circolari del Ministero dell?Interno che riguardano internati al ?campo? di concentramento di Agnone.
Il ?foglio notizie? di un appartenente al ?Corpo volontari libertà?.
La recensione di ?A forza di essere vento?, un cofanetto di 2 DVD sullo sterminio nazista degli zingari.
La recensione de ?L?olocausto del popolo Zingaro? volumetto di 63 pagine di Angelo Arlati.

2 ? l?attualità
> “TORINO: LA CITTA? DEGLI ULTIMI (i Rom Romeni)”

Il documento narra la storia dell?insediamento e sgombero dei Rom Romeni dall?area attrezzata di Basse di Stura.
Lungo l?argine della Stura erano e sono situate molte baracche, abitate soprattutto di Rom Romeni (provenienti da Timisoara), e disperati: sull?area del parco comunale e su terreni privati.
Il progetto comunale ?Emergenza freddo n.2?, prende avvio lo scorso 4 dicembre, anche a seguito di una esondazione che aveva allagato decine di baracche: 170 persone, una parte dei baraccati, furono trasferite su un?area di Basse di Stura attrezzata con roulotte riscaldate. Col trasferimento dei 170 Rom ne rimasero altri duecento, circa, sulle sponde della Stura.

Con la conclusione del progetto, in previsione dello sgombero dall?a-rea attrezzata, prevista per il 6 aprile, i Rom Romeni cominciarono una precisa attività politica, aiutati da diverse associazioni fra cui l?Opera Nomadi: ?presi da profonda inquietudine del momento con legittimi timori per il futuro che li attende a causa dell?imminente conclusione del ?Progetto Emergenza freddo n.2? e l?ennesimo sgombero verso destinazione ignota ed un probabile ritorno all?invisibilità chissà dove??.
- Festa auto-gestita invitando alla solidarietà;
- Presidio di fronte al Municipio da mercoledì 28 a venerdì 30 marzo;
- Perorazione scritta al Sindaco.

Finita l?emergenza freddo è iniziata l?emergenza diritti
Ma lo sgombero è semplicemente posticipato di alcuni giorni ed avviene il 16 aprile: ?Costringendo neonati, bambini, ragazzi, anziani, donne e uomini a ritornare a sopravvivere da invisibili in condizioni di pre4carietà assoluta?. La mancanza di domicilio anagrafico impedisce di ottenere anche la residenza necessaria ai fini lavorativi.
Il 19 aprile, a quattro giorni dallo sgombero, avviene un incontro in Prefettura che non risolve la situazione.

SPARPAGLIATI
Oggi, 28 aprile, i Rom sono di nuovo sparpagliati in condizioni da emergenza umanitaria sul territorio, mescolati e sovraffollati (coi bambini che saltano la scuola) agli altri che erano rimasti in zona parco. Giovedì 26 aprile si è tenuto un incontro fra tutte le asso-ciazioni, con alcuni delegati Rom Romeni, in cui è stato redatto un ultimo messaggio alle istituzioni per sistemare decorosamente nel territorio questi cittadini europei.

TORINO RESISTE
Una esigua parte di Torino “resiste” all’oppressione ed a un “regime” che produce discriminazione, disagio ed esclusione sociale a partire dagli anziani e dai bambini, l’altra parte, la stragrande maggioranza, si consuma stravaccata, narcotizzata dal consumismo.
Quale Liberazione si è celebrata a Torino il 25 aprile?
La “liberazione” dei Rom da un “campo nomadi” attrezzato, che il Consiglio d’Europa definisce luogo di segregazione razziale, verso insediamenti abusivi, di tende e baracche, senza luce ed acqua corrente?

INFORMAZIONI
I documenti sono reperibili presso l?Opera Nomadi di Torino/Centro Documentazione Zingara:
via dei Pioppi 43, 10156 Torino. Telefono: 011-2622302
Posta elettronica: ontorino@dada.net

______articoli________________

Opera Nomadi di Torino Secondo Massano
Romano Lil, 4 maggio 2006
La “relazione morale” della sezione: ?Prima di accingerci a relazio-nare sull’attività della Sezione nel corso del 2005 (ed alla luce delle tendenze dal 2006) occorre riflettere sulle finalità conclamate del-l?O.N. nel Suo Statuto, nel suo Regolamento esecutivo, sull?evoluzio-ne della considerazione/accoglienza dei Rom, Sinti e Camminanti da parte della Società e delle Istituzioni nonché sulle attese di accettazione, inserimento (realizzato o meno) nella Società da parte delle popolazioni suddette”.

Fotografia, da ?o jak?: presidio davanti alla Prefettura il 19 aprile

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La Liberazione coi Rom/Sinti di Milano

27 Aprile 2007 Commenti chiusi


Milano 25 aprile. Anche quest?anno l?associazione Aven Amentza – Unione Rom e Sinti ha partecipato alla manifestazione del 25 aprile a Milano con il proprio striscione. ?Oltre 50 Rom sono venuti in piazza a ricordare a tutti i partecipanti che anche Rom e Sinti hanno aderito alla lotta armata per una Liberazione che per loro è ancora lontana?, spiega Ernesto Rossi vice-presidente dell?associazione.

QUEST?ANNO AL 25 APRILE
Quest?anno la partecipazione di Rom e Sinti alla manifestazione è stata per la prima volta, verrebbe da dire, massiccia: cinquanta o sessanta i presenti ?uomini, donne, giovani- provenienti da diversi ?campi?, abruzzesi (Zama) e romeni (San Dionigi, Triboniano) e bos-niaci (Triboniano): una festa nella festa. Con musicisti e balli improvvisati. È il frutto di un lungo lavoro di anni, di Opera Nomadi nel passato, di Aven Amentza nel periodo più recente, ma anche della nascita di una sorta di coordinamento, partito dalla Lista Dario Fo delle ultime elezioni municipali milanesi. Ma soprattutto dell?impe-gno di due donne, Dijana Pavlovic, romnì serba, attrice di teatro e rom cabaret, già candidata della stessa lista nelle stesse elezioni, e di Lavinia (faccio i cognomi solo se autorizzato), mediatrice culturale romena, che hanno saputo parlare e spiegare e convincere.
Nulla di scontato: come far intendere a Rom e Sinti italiani, sempre da tutto esclusi, che il 25 Aprile li riguarda, e a romeni e bosniaci che il 25 Aprile è una festa di popolo in cui tutti possono parlare del passato e del presente? E presentarsi senza timore, tra la sorpresa dei moltissimi che non sanno, ma sono indotti a giudicare dal pregiu-dizio. Si dice da noi ?se son rose, fioriranno?. Nonostante la strana primavera di quest?anno, o proprio per questo, conviene sperare.
26 aprile 2007
Ernesto Rossi, per l?associazione Aven Amentza ? Unione Rom e Sinti

Il volantino alla manifestazione
> NOI ROM E SINTI, ITALIANI E IMMIGRATI,
ASPETTIAMO LA DEMOCRAZIA

Mentre celebrate il 62° anniversario della Liberazione d?Italia
RICORDATE CHE NOI ROM E SINTI,
ITALIANI E IMMIGRATI ASPETTIAMO LA DEMOCRAZIA
cioè la Liberazione dalla guerra dell?oppressione e del pregiudizio, che già portò alle persecuzioni e stragi nazifasciste (ben oltre 600.000 morti) e che oggi ci costringe a nascondere la nostra identità per poter vivere e lavorare in pace

Se questo è un paese libero
lo deve alle lotte e al sacrificio di chi si è opposto alla dittatura fascista all?occupazione nazista, che molti, interessati o confusi, cercano oggi di dimenticare, così come si cerca di cancellare la Storia, quella delle violenze e delle stragi, delle deportazioni, dei campi di concentramento e di sterminio.
In tutta Europa, dovunque si è organizzato un movimento di Resistenza, Rom e Sinti ne hanno fatto parte; spesso talmente numerosi da costituire intere formazioni, con propri comandanti (come in Jugoslavia, in Francia, in Slovacchia); spesso compiendo imprese e atti di valore personale e d?importanza storica; talvolta persino ottenendo il riconoscimento di una medaglia, in cambio d?una vita sacrificata.
Ma di ogni cosa positiva che viene dal nostro piccolo popolo pacifico (violenze, guerre, stragi, distruzioni le abbiamo solo subite, mai com-piute) volutamente si perde notizia. I nostri grandi ?uomini e donne- sono nascosti e dimenticati o ne viene taciuta l?appartenenza.
Rivendichiamo, così come facciamo per le centinaia di migliaia di nostri (e vostri!) fratelli, sterminati dagli oppressori, che queste persone stiano col loro nome nella schiera di coloro che hanno contribuito a liberare questo ed altri paesi e a porre le basi di una nuova Europa. Senza confini, proprio com?è nella nostra antica cultura.

Ecco i nomi degli ignoti partigiani rom e sinti italiani:
*il rom istriano Giuseppe Levakovich, detto Tzigari, che militò nella Brigata ?Osoppo?, in Friuli, agli ordini del comandante Lupo;
*Rubino Bonora, partigiano nella Divisione ?Nannetti? in Friuli
*Walter Catter, eroe partigiano, uno dei Martiri di Vicenza, fucilato l?11 novembre 1944;
*suo cugino Giuseppe Catter, fucilato ventenne nell?Imperiese da brigatisti. Il suo distaccamento ne prese il nome. Decorato al valore;
*il sinto piemontese Amilcare Debar, l?unico ancora vivente, staffetta e poi partigiano combattente nella 48^ Bgt. Garibaldi ?Dante Di Nanni?, comandata da Colajanni. Dopo la guerra fu rappresentante del suo popolo alle Nazioni Unite;
*E molti altri, ancora più ignoti.

Il 25 Aprile è arrivato anche grazie a loro, ma per la loro gente non è arrivata la liberazione dal pregiudizio che ha segnato tutta la loro storia.

ROM E SINTI ASPETTANO IL LORO 25 APRILE

La nostra associazione
AVEN AMENTZA = VENITE CON NOI
L?amministrazione comunale di centrodestra ha avviato un progetto che dovrebbe condurre alla soluzione del problema abitativo. In una città in cui non si costruiscono case, a noi spetta solo il ghetto dei campi: e così basta l?indirizzo per perdere il lavoro. E questo è invece il I° problema. Una scelta non priva di coraggio nasce viziata da un errore fondamentale: CON NOI NON SI PARLA. È invece necessaria un?attenzione alla diversità delle culture e alla volontà d?inserimento delle persone, che non sia continuamente penalizzata da una visione ostile. La questione riguarda, a Milano, circa 4000 persone, parte delle quali cittadini italiani. Chiediamo di cessare gli sgomberi e di avviare il superamento della politica ?solo italiana- dei campi, che nasce dal pregiudizio razzista.

ESSERE ROM E SINTI NON È UN DELITTO.
SIAMO UOMINI E DONNE COME GLI ALTRI. MOLTI DI NOI LAVORANO,
MA DOBBIAMO NASCONDERCI PER NON ESSERE LICENZIATI.
Questo è il nostro 25 aprile nell? Italia democratica?

ROM E SINTI D?ITALIA
In Italia Rom e Sinti sono circa 150.000, per metà cittadini italiani, sedentari, o che si muovono per motivi di lavoro (giostre, circhi, piccolo commercio). ?Nomadi? solo perché costretti dai continui sgomberi. Sono circa lo 0,2 per mille della popolazione: uno ogni mille abitanti. Il livello di scolarizzazione è bassissimo, la speranza di vita da Terzo Mondo, le occasioni d?inserimento poche. L?altra metà proviene dai paesi della Grande Jugoslavia e dalla Romania. Là e in altri paesi la loro condizione può essere anche diversa: vi sono ingegneri e domestiche, professori e giudici, artisti e vigili urbani, operai e impiegati, deputati nei parlamenti nazionali. Un gitano spagnolo è stato deputato al Parlamento europeo ed oggi vi sono due deputate ?Zingare? ungheresi. L?Unione Europea è formata da 27 stati e una nazione: questa siamo noi.

L? ASSOCIAZIONE ?AVEN AMENTZA? ? UNIONE ROM E SINTI
È nata nel 2004 per combattere il pregiudizio, con l?incoraggiamento di CGIL Lombardia, Camera del Lavoro e Coop Lombardia. È un?associazione di Rom, Sinti, e non rom (gagè).
La nostra impostazione: *avere voce come Rom e Sinti *difendere concretamente i nostri diritti, per consolidare anche l?esercizio dei doveri *usare l?associazione come percorso d?integrazione nell?e-sercizio della democrazia *difendere la legalità e la sicurezza di tutti.
Partecipiamo al Progetto europeo di ricerca RomEco; in giugno siamo presenti alla Festa del quartiere in cui si trovano i campi di via Triboniano; abbiamo avviato una ricerca sulla partecipazione dei Rom e Sinti alla Resistenza; stiamo costituendo una cooperativa di donne rom; nella sede ottenuta dalla Provincia di Milano apriremo un centro di documentazione su Rom e Sinti, dedicato a CARLO CUOMO. Ma l?iniziativa di gran lunga più ?scandalosa? cui abbiamo dato vita, grazie al sostegno attivo di Camera del Lavoro di Milano e FILLEA Cgil, è stata l?apertura (giugno 2005) d?uno sportello sindacale, nei campi di via Triboniano, per il controllo delle buste paga e delle situazioni lavorative di numerosi Rom, romeni e bosniaci.
VENITE A LAVORARE CON NOI! Chi è interessato ai nostri progetti e al nostro modo d?agire, può contattarci al telefono sotto indicato o agli indirizzi: meg.rossi@tin.it, cipes.lomb@fastwebnet.it.

Aven Amenza
Sede legale: Via Triboniano 212 ? 20156 Milano (Italia).
Tel. +39.(02).48409114
Sede operativa: Provincia di Milano, via P. Pancrazi 10 ? 20145 Milano. Tel. +39.(02).7740.4489 ? fax 7740.4490
Costituita il 18 luglio 2004, registrata a Milano il 22 novembre 2004

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25 aprile: l?Opera Nomadi con la Comunità ebraica

26 Aprile 2007 1 commento


Roma, 25 aprile. Una delegazione dell?Opera Nomadi ha partecipato alla manifestazione che si è tenuta nel pomeriggio del 25 Aprile, nei pressi di Piazza Venezia, per ricordare la Brigata Partigiana Ebraica. La Festa della Liberazione, è stato attualizzata anche con la distribuzione del testo per l?integrazione del ?Giorno della memoria? ai Rom/Sinti, Disabili, Omosessuali ed ai Testimoni di Geova.

IL 25 APRILE CON LA COMUNITA? EBRAICA

Una delegazione dell?Opera Nomadi, sezione Lazio, su invito della Comunità Ebraica, ha partecipato alla manifestazione che si è tenuta nel pomeriggio del 25 Aprile nei pressi di Piazza Venezia per ricordare la Brigata Partigiana Ebraica.

E? stato distribuito il testo della proposta di integrazione alla Legge 211 dove 20 Senatori della Repubblica chiedono che in essa vengano inseriti anche i Rom/Sinti, i Disabili, gli Omosessuali, i Testimoni di Geova.

Alla manifestazione erano presenti tra gli altri Piero Terracina testimone diretto della strage degli ultimi 4000 Rom ad Auschwitz il 2 Agosto del 1944, il Comandante Partigiano Rosario Bentivegna ed il Rabbino Capo di Roma, nonché l?artista ebreo Adriano Mordenti musicista klezmer consulente per l?Opera Nomadi nei laboratori di ?musica romanì?.

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Un po? di Liberazione coi Sinti di Vicenza

25 Aprile 2007 Commenti chiusi


Vicenza, 25 aprile. Invitati dall?Opera Nomadi Cittadini di coscienza sociale sfilano per un 25 aprile interculturale dietro uno striscione, ?dignità – diritti per tutti ? ieri oggi domani?, e sotto i colori della bandiera dei Rom/Sinti. Fuori dalle retoriche celebrazioni ufficiali, la Festa della Liberazione si tinge di una ?resistenza? attiva e compartecipe: la memoria si fa storia attuale e presenza viva di democrazia. La Liberazione non è completata finchè non è di tutti.
Il 25 aprile libera tutti.

I motivi della manifestazione
25 aprile: Liberazione coi Sinti di Vicenza. Romano Lil, 23 aprile
Vicenza, 25 aprile, ricorrenza della Liberazione dal regime nazi-fascista. Alle ore 9,30 l?Opera Nomadi vicentina invita tutti ad una presenza di solidarietà coi Sinti del ?campo sosta? di viale Cricoli dopo l?incursione neofascista del 14 aprile scorso. I partecipanti si dirigeranno quindi in piazza ad unirsi alle celebrazioni ufficiali della Festa della Liberazione. Liberazione dall?oppressione che per i Rom e Sinti non è ancora arrivata.

____> cronaca______

RESTITUIRE IL 25 APRILE AI SINTI E ROM
Vicenza. L?incontro per ?restituire il 25 aprile ai Sinti e Rom? si tiene alle ore 9,30 al ?campo sosta? comunale di viale Cricoli. I partecipanti all?iniziativa (una sessantina di persone), in presidio sorvegliato dalla Polizia -dall?altra parte della strada, vengono invitati a visitare il campo sosta. ?E? la prima esperienza di incontro ? spiega al mega-fono Nereo Turati presidente Opera Nomadi di Vicenza, – dopo quello che è successo lo scorso 14 aprile con l?incursione neofascista. Oggi ci avviciniamo e ci incontriamo per prendere il caffè in compagnia?. Anche i Sinti vengono invitati ad uscire dalle ?campine?: ?Venite fuori, conosciamoci, discutiamo dei nostri diritti?.

SIAMO QUI PER TRE PRECISI MOTIVI
Il ?campo sosta? comunale, di ?segregazione etnica?, è attivo dal-l?anno 2000 ed è suddiviso in tre parti: campo grande, campo piccolo, area famiglia slava. Attualmente ospita circa 20 nuclei familiari su uno spazio sovraffollato – perché negli anni le famiglie si sono molti-plicate, e sempre più deteriorato con l?avanzare del degrado e della trascuratezza istituzionale.
?L?Ufficio Tecnico del Comune – spiega Nereo, – ha dato tempo trenta giorni di tempo per ristrutturare il campo con tanto di certificazione tecnica?. Un?impresa difficile ed anche costosa.
?Siamo qui per tre precisi motivi – continua Nereo Turati. ? In risposta all?incursione neo-fascista che fa propaganda elettorale sulla pelle di donne e bambini, perché non c?erano gli uomini il 14 aprile scorso. Per far sapere a voi Sinti che c?è un?altra Vicenza che lavora e si attiva per il bene comune. Perché oggi è il 25 aprile che ricorda la fine della guerra. La fine di un regime nazi-fascista che ha sterminato 500 mila Rom e Sinti. Un regime a cui si sono opposti, nel movimento della Resistenza, anche tanti Rom e Sinti ma per loro il dopoguerra non è ancora arrivato. Non hanno avuto nessun risarcimento. Uno dei dieci martiri di Vicenza, fucilati a Ponte dei Marmi l?11 novembre 1944, è il Sinto Walter Catter di cui viene anche modificato il cognome nelle ce-lebrazioni ufficiali. In questo ?campo? vivono dei parenti e discendenti sia di Walter Catter che di Rubino Bonora, un altro partigiano Sinto, ma vengono ghettizzati e discriminati invece di essere riconosciuti e risarciti”.

VISITA GUIDATA AL ?CAMPO?
“Che ognuno porti la voglia di conoscenza per superare i pregiudizi ? esorta il presidente dell?Opera Nomadi, – creiamo momenti di incontro e di dialogo, invito tutti a conoscerci!?.
L?incontro fra i residenti e gli ospiti parte dal caffè e da altre bibite.
Una certa difficoltà viene superata dal formarsi di diversi capannelli con le persone più ?sgagie? che fanno da mediatori culturali. Alcuni visitatori vengono accompagnati a visitare l?interno delle abitazioni (roulotte e camper) ed i servizi, insufficienti o male attrezzati: l?allac-ciamento e lo scarico idrico, i servizi igienici, la linea elettrica. La conoscenza mette in campo anche l’ignoranza degli ospiti, prove-nienti per lo più dalla sinistra movimentista che si oppone anche all’ampliamento della base americana di Vicenza: cosa vuol dire Sinti? Quella bandiera di chi è? Perchè abitano qui?…

PERSONE
Adriana Uscieri, figlia di Rubino Bonora (morto nel 1978) abitava ad Oderzo in Friuli ma si è trasferita a Vicenza dal 1958 per andare in giro con le giostre, come ha fatto per tutta la vita. Adesso si è fer-mata al ?campo? ma continuano gli otto figli, ?tutti bravi a lavorare?: non andrebbe mai a stare in una casa perché quando entra in una stanza vede i muri che si muovono e le si chiudono sopra.
Fabio Gerardin mostra lo scarico dei bagni, che si blocca spesso e allaga tutto, e si lamenta della scarsa vivibilità del ?campo?. Virgilio Pavan, Consigliere Nazionale dell?Opera Nomadi, spiega che questa è stata la più bella iniziativa fatta a Vicenza: ?Anche per la pace della gente, il razzismo deve finire! Al campo c?è sovraffollamento. Va chiuso con la creazione di microaree residenziali per famiglie allar-gate, per dividere le differenti etnie?.
Un signore spiega che non è proprio capace di vivere in una casa in muratura: quando va a trovare il fratello sta dieci minuti seduto in divano e poi, per le altre due ore, si sistema in poggiolo.
?Non si vive coi soldi dei morti?, spiega una signora raccontando della mamma morta sotto un treno e della nonna che rifiutò di firmare una richiesta di risarcimento danni.
?Ho la patente C-E? afferma Giuseppe Garbin, ?sono disponibile ma faccio fatica a trovare lavoro da camionista, soprattutto quando scoprono che abito al campo?.

IL CORTEO CITTADINO
Alle 10,30 parte la manifestazione verso il centro di Vicenza. Un?ottantina di persone con presenza attiva dei Sinti: donne, soprat-tutto giovani, bambini in carrozzina. Il corteo, dietro lo striscione ?dignità – diritti per tutti ? ieri oggi domani ? no al fascismo?, si snoda per le vie della città suscitando curiosità ma anche disprezzo: ?Guarda quanti soldi spesi a proteggere quei manifestanti?, dice una edicolante. E? la prima volta che i Sinti, assieme ad altri concittadini, sfilano a rivendicare i loro diritti, contro i pregiudizi e la discri-minazione razziale. Un corteo di educazione civica e civile che semina semi di con-vivenza soprattutto sui più giovani, anche due ragazzi che frequentano le scuole superiori. I volantini distribuiti dai residenti al ?campo? – ?Restituire il 25 aprile ai Sinti e ai Rom?, un accenno di ?Bella ciao? da parte di alcuni ?movimentisti?, e le motivazioni spie-gate al megafono da Nereo Turati – strada per strada, guidano la manifestazione fino a piazza Matteotti: ?Siamo qui per ricordare la partecipazione dei Sinti e Rom alla Liberazione. Usciamo dal ghetto di ?campo Cricoli ed entriamo nel centro a portare la rivendicazione dei nostri diritti. Oggi è un 25 aprile interculturale, vogliamo ricordare che siamo tutti cittadini di Vicenza, indipendentemente dalla etnia o dalla religione!?.

COI SINTI IN PIAZZA DEI SIGNORI
La manifestazione si scioglie ufficialmente in piazza Matteotti con le parole di Nereo Turati: ?Per la prima volta abbiamo partecipato assieme, per i diritti umani, Rom, Sinti e Gagè. Grazie a tutti. Ora e sempre resistenza!?. Lo striscione viene arrotolato ed in forma non ufficiale i partecipanti confluiscono, alle ore 11,30, nella vicina Piazza dei Signori dove sono in atto le celebrazioni ufficiali: bandiere italia-ne, banda musicale, discorsi di emeriti rappresentanti istituzionali. Lo striscione viene ridisteso e dietro di esso, e della bandiera, si pon-gono i partecipanti di questo 25 aprile di Liberazione coi Sinti, de-stando curiosità ed interesse fra la moltitudine lì convenuta. Anche da questa curiosità si intrecciano relazioni e preparativi per una prossima festa-incontro con e sulla cultura sinta. Cultura e identità sinta che per la prima volta nella storia di Vicenza si trova a rappre-sentare se stessa nel salotto della città: ?Siamo tutti concittadini!?

_____DOSSIER: VICENZA 25 APRILE___________

Fascisti svuotano spazzatura al ?campo nomadi? di Vicenza
Archivio Romano Lil, 16 aprile
Vicenza 14 aprile. ?Mandiamoli via. Troviamoci davanti al campo nomadi di via Cricoli con caschi e aste?: e così, in manifestazione non autorizzata, una trentina di attivisti di Azione Sociale e Forza Nuova svuotano un sacco di spazzatura nel ?campo?. Poi: sventolio di tricolori, inno nazionale, qualche saluto romano, e un lenzuolone con scritto ?Furti, degrado, rifiuti. Basta con i campi nomadi?.

In fotografia, Piazza dei Signori, da sinistra: Giuseppe Garbin ed il nipote di Rubino Bonora, Redy Floriani

Riferimenti: Il 25 aprile al "campo nomadi" di Vicenza

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25 aprile: Liberazione coi Sinti di Vicenza

23 Aprile 2007 Commenti chiusi


Vicenza, 25 aprile, ricorrenza della Liberazione dal regime nazi-fascista. Alle ore 9,30 l?Opera Nomadi vicentina invita tutti ad una presenza di solidarietà coi Sinti del ?campo sosta? di viale Cricoli dopo l?incursione neofascista del 14 aprile scorso. I partecipanti si dirigeranno quindi in piazza ad unirsi alle celebrazioni ufficiali della Festa della Liberazione. Liberazione dall?oppressione che per i Rom e Sinti non è ancora arrivata.

ORE 9,30 TROVIAMOCI IN VIALE CRICOLI
L?Opera Nomadi di Vicenza invita tutte le persone sensibili ai diritti umani ed alla giustizia, ad una ?presenza di solidarietà? coi Sinti perseguitati di viale Cricoli. Si formerà un corteo, autorizzato dalla Questura, che si dirigerà in Piazza dei Signori per unirsi, alle ore 11,15, alle celebrazioni ufficiali della Festa della Liberazione.

I ROM E SINTI ASPETTANO ANCORA LA LIBERAZIONE
Il 25 aprile è arrivato anche grazie ai Rom e Sinti che hanno parte-cipato alla resistenza, ma per la loro gente non è arrivata la ?libe-razione? dal pregiudizio che, anche a causa di una profonda diversità culturale, ha segnato tutta la loro storia nel Continente Europa. Se questo è un ?Paese libero? lo si deve alle lotte e al sacrificio di chi si è opposto alla dittatura fascista e all?occupazione nazista.
I Rom e Sinti, italiani e immigrati, aspettano ancora la democrazia, cioè la liberazione dalla guerra dell?oppressione e del pregiudizio che portò alle persecuzioni e sterminio nazi-fascista (con oltre 500.000 morti) e che oggi li costringe ancora a vivere segregati in campi nomadi ? lager istituzionali ed a nascondere la loro identità etnica per poter vivere e lavorare in pace.
Ma la discriminazione a cui continuano ad essere sottoposti oscura le nostre coscienze e ci riguarda tutti. Come ci ammonisce Primo Levi, sopravvissuto ai campi di sterminio nazisti: ?Il viaggio all?ingiù comincia dalla negazione dell?uguaglianza tra gli uomini e finisce fatalmente nella perdita di libertà e nel lager??

LA LIBERAZIONE NASCE DALLA RESISTENZA
La ?liberazione? da un regime oppressivo, che nega l?uguaglianze fra le persone, nasce da una ?resistenza? attiva e com-partercipata. Per non correre il rischio che il 25 aprile diventi una celebrazione formale e si cristallizzi in un vuoto di memoria, occorre attivare le nostre coscienze contro le discriminazioni e le disuguaglianze che ancora oggi permeano il nostro sistema sociale: ?Liberarci? tutti assieme, oggi e domani, per praticare democrazia e giustizia sociale.

L?appello dell?Opera Nomadi di Vicenza
>> RESTITUIRE IL 25 APRILE AI SINTI E AI ROM!
?Ma quante sono le menti umane capaci di resistere alla lenta, feroce, incessante, impercettibile forza di penetrazione dei luoghi comuni? ?? Primo Levi
Non è bastato al popolo Rom/Sinto lo sterminio di oltre 500.000 persone per poter entrare nella memoria storica europea e nazionale. Non sono bastate le migliaia di internati nei campi del Duce e deportati nei lager dell?Est per restituire loro il diritto a una qualunque forma di risarcimento sociale e culturale, a cominciare dal riconoscimento del loro status di persone, come di una tutela legislativa in quanto minoranza etnico-culturale e linguistica, presente da secoli nel nostro Paese.
Non sono bastati i tanti Sinti e Rom che hanno aderito alla lotta di Resistenza al fascismo e al nazismo in Italia, come in Polonia, in Francia e in Jugoslavia, per vederli ricordati di diritto nella ce-lebrazione del 25 aprile e nelle diverse commemorazioni.

Rom e Sinti nella Resistenza in Italia:
GIUSEPPE LEVAKOVICH, partigiano – Brigata ?Osoppo? – Friuli;
RUBINO BONORA, partigiano – Divisione ?Nanetti? – Friuli;
AMILCARE DEBAR, staffetta e partigiano – 48^ Brigata ?Garibaldi? – Piemonte;
GIUSEPPE CATTER, comandante di distaccamento – 4^ Brigata ?Gari-baldi? – Liguria;
WALTER CATTER, membro della resistenza padovana e fucilato dai nazifascisti assieme ad altri nove compagni al Ponte dei Marmi – Vicenza 11 novembre 1944.

Il dopoguerra per questo popolo non è mai cominciato: emarginati nei ?campi nomadi?, circondati dai pregiudizi e dal disprezzo sociale, sono esposti all?aggressività delle formazioni neofasciste che, in ?continuità ideale? e pratica con i predecessori, li fanno oggetto di violenze e abusi, spesso tollerati e mai seriamente repressi. I fatti di Opera, di Scampia, di sabato 14 aprile a Vicenza, sono solo gli ultimi di una lunghissima serie.
Se negli anni ?30 e ?40 erano gli Ebrei il bersaglio dell?intolleranza sia delle società, sia delle Istituzioni dei diversi Stati, oggi sono i Rom e i Sinti l?oggetto di discriminazione per eccellenza. Non è un caso se l?Unione Europea lancia continui richiami allo Stato italiano per le condizioni di degrado e discriminazione nelle quali queste persone vengono tenute nel nostro Paese.

BASTA CON L?OBLIO!
BASTA CON L?OSTILITÁ!
BASTA CON L?INDIFFERENZA!

Le famiglie Sinte e Rom di viale Cricoli sono di nostri concittadini!
Sono VICENTINI che vivono nella precarietà economica a causa della scomparsa dei loro mestieri tradizionali e che NON BENEFICIANO DI ALCUN AMMORTIZZATORE SOCIALE. Sono persone che vivono CONTRO LA LORO VOLONTÁ e da decenni sopra una ex- discarica, in condizioni ambientali, igieniche e di sovraffollamento che nessun altro vicentino accetterebbe.

MERCOLEDI? 25 APRILE 2007 ORE 9,30 IN VIALE CRICOLI

PRESENZA ATTIVA DI SOLIDARIETÁ ALLE FAMIGLIE DEL CAMPO SOSTA COMUNALE DOPO L?INCURSIONE NEOFASCISTA.
PER UNA CITTÁ APERTA, DIGNITÁ E DIRITTI PER TUTTI

Opera Nomadi di Vicenza
Aderiscono: Associazioni e Cittadini antirazzisti

Riferimenti: Incursione fascista al ?campo nomadi? di Vicenza

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Baxtalò drom, cooperativa di donne rom/sinte

22 Aprile 2007 Commenti chiusi


Baxtalò drom, cooperativa di donne rom/sinte con segretrario. Una foto-omaggio all’umile ma tenace Pier Luigi Lombardi, Opera Nomadi Lazio.

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Milano contro la "zingara"

22 Aprile 2007 Commenti chiusi

Milano 19 aprile. Dijana Pavlovic interviene ad una seduta del consiglio di zona 3 convocato sul tema del “campo nomadi” all?interno del parco Lambro (soluzione temporanea per i Rom cacciati da Opera): ?Avevo preparato un discorso pacifico, avrei voluto dire che anche ai Rom non piace vivere nei ?campi?. Non l?ho potuto dire. Sono stata aggredita verbalmente e, poi, quasi fisicamente. Sono stata insultata: “Zingara di merda! Torna a casa tua! Non ti vogliamo! Fuori dalle palle!…”

“Passati i tre minuti che mi erano concessi per l?intervento, la polizia, insieme a un?altro attivista in maglietta verde, sono venuti da me offrendomi la scorta per uscire. Ovviamente ho rifiutato, volendo rimanere fino alla fine.
Mi sono vergognata per quella poca gente (salvo rare eccezioni) che dice di essere di sinistra e che rappresenta la sinistra in quel consiglio che ha applaudito il discorso finale dell?assessore e che non si è alzata, non ha detto una parola o fatto qualcosa quando sono stata fortemente insultata.
A coloro che pensano di poter ignorare o sminuire il razzismo e l?odio gridatoci apertamente in faccia, che è come un virus che si sta allargando in tutta la Lombardia, chiederei una riflessione al di là dei giochi politici, di alleanze e di ?bandierine?: non si è arrivati ad un punto dove è necessario dire basta, alzare la voce e fare qualcosa? Qual è il limite di sopportazione prima di condannare, chiaramente e apertamente, quello che sta accadendo?”

Resoconto di Dijana Pavlovic
ZINGARI IN ZONA 3? NO GRAZIE

Giovedì 19 aprile è stato convocata una seduta del consiglio di zona 3, a Milano, aperto agli interventi dei cittadini e con la presenza, annunciata, del assessore ai Sevizi Sociali Moioli e di Don Colmegna della ?Casa della carità?. Il tema era il cosiddetto “campo nomadi” all?interno del parco Lambro (soluzione temporanea per i Rom cacciati da Opera e in attesa di una soluzione definitiva).

Dato che era stata annunciata la massiccia presenza di attivisti della Lega Nord, di AN e dei ?comitati cittadini contro i Rom? e che tra gli iscritti a parlare non c?era nessuno in nome dei Rom, la consigliera della Lista Fo (che è anche la mia lista) mi ha invitato ad intervenire. La prima cosa triste che ho visto entrando, è stata un consigliere di zona con maglietta con la scritta: ?Zingari in zona 3? No grazie!? (Un uomo può sorridere ed essere un malfattore! W. Shakespeare).
Dentro la sala c?erano più di duecento persone che urlavano: “li vogliamo fuori dalle palle! Portateveli a casa vostra!…” Don Colmegna non c?era e mi hanno riferito che, prima che arrivassi io, l?assessore Moioli aveva tentato di parlare ma a causa delle urla disumane non si era capito nulla di quel che aveva detto.
E questo solo perché aveva tentato di esporre il suo ?fantastico? progetto sugli ?zingari?: recintati e controllati a vista continuamente ma non cacciati via, perché questo sarebbe illegale.

Gli interventi dei ?cittadini? erano unanimi: ?Questa è casa nostra, non li vogliamo, sporcano, rubano, non vogliamo trattare, se ne devono andare fuori dalle palle!?. Qualcuno è arrivato persino al punto di prendersela con l?amministrazione per aver piantato degli alberi davanti al campo provvisorio, svelando un piano diabolico: nascondere i Rom e le loro attività criminali. La protesta si concretizzava nella geniale proposta di tagliare tutti gli alberi del parco, a fin di bene, e per la sicurezza dei cittadini onesti.

Avendo raggiunto il mio limite di sopportazione, sono uscita. E fuori ho incontrato nuovamente il consigliere in ?maglietta?, così ho chiesto di poter fare qualche foto. Forse pensando che fossi una giornalista, il consigliere mi ha dato il permesso. Sembrava molto contento e orgoglioso. Nessuno ancora aveva capito chi io fossi. Poi, una signora mi ha riconosciuto: ?Ma è la zingara che ho visto in televisione!? …Un?attimo di stupore e di gelo e poi è partito un brusio generale che subito è divenuto un frastuono di insulti. Ma per fortuna mi hanno invitato ad entrare per il mio intervento.

Avevo preparato un discorso pacifico, nel quale si dice che porto la voce di tanti Rom di Milano, onesti e lavoratori, pronti al dialogo, al fine di trovare le migliori soluzioni abitative. Avrei anche voluto dire che le persone contro le quali si ribellano sono una quarantina di uomini donne e bambini (gli altri sono stati cacciati via, per una trasgressione del “patto di legalità” ma questa è un?altra storia di ingiustizia), tutta gente per bene, lavoratori, poveri ma con il diritto sacrosanto alla dignità umana. Avrei voluto dire che anche ai Rom non piace vivere nei “campi”, che chiedono alle istituzioni di im-pegnarsi a cercare altre soluzioni, insieme a loro. Non l?ho potuto dire.

Sono stata aggredita verbalmente e, poi, quasi fisicamente. Sono stata insultata: “Zingara di merda! Torna a casa tua! Non ti vo-gliamo! Fuori dalle palle!…”. Passati i tre minuti che mi erano concessi per l?intervento, la polizia, insieme a un?altro attivista in maglietta verde, sono venuti da me offrendomi la scorta per uscire. Ovviamente ho rifiutato, volendo rimanere fino alla fine.
Ho sentito il capogruppo di An in Provincia, De Nicola, dire: ?Noi non siamo razzisti?, tenendo la mano sulla spalla dell?attivista in maglietta con scritta “zingari ? no grazie”. Ho sentito l?assessore Moioli dire: ?Ragazzi calmatevi, questi non rubano, lo sapete bene, perché questi sono controllati, il problema sono gli altri, quelli che sono fuori?.

Mi sono vergognata per quella poca gente (salvo rare eccezioni) che dice di essere di sinistra e che rappresenta la sinistra in quel consiglio che ha applaudito il discorso finale dell?assessore e che non si è alzata, non ha detto una parola o fatto qualcosa quando sono stata fortemente insultata. Ma del resto, nel loro piccolo, dall?interno di un consiglio di zona, loro seguono la politica della sinistra milanese in generale che non ha la forza di alzare la voce contro questa barbarie e appoggia coloro che vogliono recintare, controllare, segregare.
A coloro che pensano di poter ignorare o sminuire il razzismo e l?odio gridatoci apertamente in faccia, che è come un virus che si sta allargando in tutta la Lombardia, chiederei una riflessione al di là dei giochi politici, di alleanze e di ?bandierine?: non si è arrivati ad un punto dove è necessario dire basta, alzare la voce e fare qualcosa? Qual è il limite di sopportazione prima di condannare, chiaramente e apertamente, quello che sta accadendo?
E? gia accaduto in passato, di non dare peso a posizioni simili, ignorando segnali precisi di razzismo e violenza. Sappiamo bene cosa ha portato.

Ma chiederei la stessa cosa a quelli come me, al mio popolo, ai Rom. Qual è il limite di sopportazione? Possiamo permettere ancora una volta questo virus? Non ci riguarda tutti quello che sta accadendo, nonostante in questo caso si tratti di Rom Rumeni? Non è forse la stessa cosa? Non ci toccherà tutti e anche presto? Non dobbiamo ai nostri antenati morti nei lager, a noi stessi e ai nostri figli, di unirci per una volta e far sentire ed ascoltare la nostra voce? O aspet-teremo come sempre di subire quello che gli altri vogliono e decidono per noi?
La Storia ci dice che hanno sempre voluto e preso decisioni terribili. Perchè questa volta dovrebbe essere diverso? Perché viviamo in un paese democratico e in una società civile?
Io vengo da un paese che, in tutti questi anni, ho sentito definire non – democratico, un regime che negava diritti e libertà. Ma sono dovuta venire a Milano per sentirmi dire che avevo bisogno di una scorta, per il solo fatto di aver dichiarato la mia appartenenza etnica. Opre Roma!

Dijana Pavlovic

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Rapporto Salute sui Rom/Sinti

21 Aprile 2007 Commenti chiusi

Il dossier del gruppo di lavoro Sanità, dal IX Seminario Nazionale Opera Nomadi. A partire da differenze anche sostanziali fra le comunità e dalla possibilità di "stabilizzazione" (che permette processi di integrazione), per definire le problematiche quali: l‘emergenza minori, gli anziani sempre più abbandonati, le sindromi metaboliche, la sempre più alta incidenza delle diverse tossicodipendenze. Le problematiche evidenziate permettono di proporre delle "raccomandazioni": nell’ambito del diritto alla salute della popolazione rom, nell‘ambito dell’accessibilità ai servizi, nell’ambito della fruibilità con la formazione degli operatori all‘approccio transculturale.

DA DOVE VIENE IL DOSSIER
Il dossier, approvato dal IX Seminario Nazionale, pro-viene dall‘e-sperienza quarantennale Opera Nomadi sul territorio: 30 sezioni in tutta Italia. Da nove Seminari Nazionali su tutte le tematiche per favorire l‘integrazione dei Rom/Sinti, da conferenze, dibattiti e coordinamenti regionali, da buone pratiche delle sezioni. Da un confronto aperto a tutti anche attraverso la circolare telematica dell‘Opera Nomadi, Romano Lil.

IL CONTESTO
Il dossier Sanità, fa parte del Rapporto Programmatico Opera Nomadi 2007: Proposte di politica nazionale riguardanti lo sviluppo e l‘autosviluppo delle popolazioni Rom/Sinte.
Un rapporto suddiviso in differenti aree tematiche, Habitat
- Lavoro – Scuola – Sanità – Diritti, per favorire l‘integrazione dei Rom/Sinti. A partire dal riconoscimento di minoranza etnico-linguistica Europea come primo passaggio verso una Ri-conciliazione trans-nazionale verso i Rom/Sinti, per rimuovere le barriere, i pre-giudizi che hanno prodotto un "trattamento differenziale" ed una vera e propria de-umanizzazione delle popolazioni Rom/Sinte. E dall‘istituzione di un Ufficio Governativo Nazionale, che si avvalga di mediatori Rom/Sinti, a coordinare gli interventi su tutto il territorio nazionale.

> IX Seminario Nazionale Opera Nomadi:
 I ROM/SINTI E LE METROPOLI, Roma, 10 - 11 febbraio 2007

GRUPPO DI LAVORO SASTIPE’ – SANITA’
Conduttore di gruppo: Dr. Salvatore Geraci (Responsabile Nazionale Area Sanità – CARITAS)
Presenti : S.I.M.M. (Società Italiana Medicina Migrazioni)
CARITAS Area Sanitaria Nazionale
Opera Nomadi

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Vicenza contro base americana e campo nomadi

19 Aprile 2007 Commenti chiusi


Cartolina-saluti da Vicenza, dove destra e sinistra si incontrano a difesa del territorio. Le manifestazioni più significative degli ultimi giorni sono state quella di sabato scorso della ?destra? (politica) contro il ?campo nomadi? e quella di ?sinistra?, di ieri -mercoledì, contro l?ampliamento della base americana. Sembrano manifestazioni agli antipodi ma sono invece due polarità di un stesso sistema sociale a difesa del proprio territorio: da una parte ?invaso? dall?ampliamento della base americana e dall?altra ?deturpato? dal ?campo nomadi?.

Del resto Azione sociale (assieme a Forza nuova nel raid contro il ?campo?) proprio per la sua contrarietà all’ampliamento della base americana di Vicenza ha rifiutato l’accordo con la Casa delle libertà di Silvio Berlusconi, sancito peraltro a livello nazionale.
Sul raid al ?campo nomadi?, dove è stato sversato anche un sacco di immondizia, la sinistra non ha espresso dissenso nè emesso un minimo di comunicato stampa, ma si è rinchiusa in un silenzio assordante su un episodio che sembra la punta di un iceberg di intolleranza razziale pronto a emergere con brutalità. In linea ed in tendenza con le recenti “Ronde anti-Rom a Milano”.

A SINISTRA
Vicenza: no dal Molin, da oggi basilica sede dell’Altrocomune
Metro news 18 aprile
Vicenza, 18 apr. (Adnkronos) – “Dopo il 17 febbraio su Vicenza e’ calato il silenzio mediatico, ma il movimento ha continuato a vivere e costruire iniziative. Questa sera abbiamo occupato la Basilica del Pal-ladio per riappropriarci della nostra citta’ e del nostro futuro. Sono donne e uomini, adulti e giovani che, come tanti vicentini, vogliono impedire la costruzione di una nuova installazione militare. La Basilica che si trova di fronte a palazzo Trissino (sede del consiglio comunale) rappresenta da questa sera la sede dell’Altrocomune, luogo simbolo di tutti coloro che non si sentono rappresentati da quanti hanno svenduto la città per un pugno di dollari”. Cosi il comitato permanen-te ‘No dal Molin’ spiega il motivo per cui è stata occupata da un grup-po di cittadini aderenti al movimento la basilica Palladiana a Vicenza.

A DESTRA
“Furti Degrado Rifiuti. Basta Campi Nomadi
Azione sociale e Forza nuova conto il campo nomadi
Il gazzettino, 15 aprile
“Furti Degrado Rifiuti. Basta Campi Nomadi”. Lo striscione di due metri per tre è stato attaccato ieri poco dopo le 14.30 su un cartellone pubblicitario davanti al campo nomadi di via Cricoli. Sotto alla scritta, una quarantina di esponenti della destra con il marchio di Azione sociale e Forza nuova («ma ci siamo anche noi del Movimento con Rauti», ha fatto presente un manifestante un po’ più attempato) ha manifestato contro l’accampamento cittadino. I quaranta della de-stra sono stati tenuti a debita distanza dal campo da agenti della Questura di Vicenza accompagnati dal dirigente Michele Marchese. La polizia ha subito evitato un pericoloso contatto troppo ravvicinato con il campo, quando i manifestanti di AS e FN, appena arrivati, han-no attraversato la strada e si sono addossati alla rete di recinzione del campo. Per evitare situazioni a rischio, gli agenti hanno convinto subito i manifestanti a tornare sull’altro lato della strada, da dove sono partiti slogan contro i nomadi (“via gli zingari”, “basta campi nomadi”) ma anche l’Inno d’Italia.

Fascisti svuotano spazzatura al ?campo nomadi? di Vicenza
Archivio Romano Lil, 16 aprile
Vicenza 14 aprile. ?Mandiamoli via. Troviamoci davanti al campo nomadi di via Cricoli con caschi e aste?: e così, in manifestazione non autorizzata, una trentina di attivisti di Azione Sociale e Forza Nuova svuotano un sacco di spazzatura nel ?campo?. Poi: sventolio di tricolori, inno nazionale, qualche saluto romano, e un lenzuolone con scritto ?Furti, degrado, rifiuti. Basta con i campi nomadi?.

______________note a margine___________________________

MILANO CONTRO I ROM
A Milano le ronde anti ? rom sono il seguito di una ondata di intolleranza che parte dal 21 dicembre 2006 quando un manipolo di cittadini di Opera (guidati da Lega Nord e Alleanza nazionale) bruciano alcune tende allestite dalla Protezione Civile per ospitare 77 Rom sgomberati pochi giorni prima da un ?campo? di Milano. Nel silenzio assordante della sinistra milanese il Comitato Anti-Rom presidia poi il riattrezzato ?campo di accoglienza? costringendo le famiglie a scappare nonostante avessero firmato, loro, il ?patto di legalità? in cui si impegnavano a stare nella legge e nella socialità. Il ?patto di legalità e socialità?, un abominio giuridico a sancire una discriminazione aggiuntiva verso i Rom (che sono già le popolazioni più discriminate d?Europa) viene fatto firmare anche ai Rom del ?campo? del Triboniano a Milano per avere diritto di risiedere in un ?campo nomadi? di segregazione etnica, secondo il Consiglio d?Euro-pa. Col patrocinio anche della Provincia di Milano, di centro-sinistra.
Di fronte a questa escalation di intolleranza la sinistra milanese si tampona le orecchie e resta stupita a guardare ed a riflettere, assordata dal suo stesso silenzio.

DESTRA E SINISTRA
Sulla ?questione rom? destra e sinistra sembrano organiche, ma con funzioni differenti, ad uno stesso ?corpo? sociale, che vede nella sicurezza e nel territorio, quello del giardino di casa o perimetrale al proprio quartiere, i baluardi estremizzati per affermare la propria identità, gonfiata dall’insicurezza. Un “corpo” sociale sempre più precario che genera paura e falsi problemi scaricando i risentimenti dove capita -ma sempre su soggetti “deboli”, punendo torti imma-ginari perché non riesce a riconoscere ed articolare quelli veri. In effetti, distogliendo volutamente dai veri problemi.

Speciale Opera
Archivio Romano Lil, 23 febbraio 2007
Opera, indica e segnala. Che 77 Rom Romeni domiciliati tempora-neamente in una tendopoli vengono cinti d?assedio ed obbligati a scappare. Uno speciale per ampliare la conoscenza e fare memoria, che è rivoluzionaria perché sta sempre dalla parte dei vinti. Che in questo caso sono i Rom/Sinti popolazioni più discriminate e sotto-poste ad atti di violenza razziale d?Europa, secondo i monitoraggi della Comunità Europea, anche per l?anno 2005. Ed Opera conferma questa situazione: da una parte l?assedio di chi vuole, e riuscirà a cacciarli via, dall?altra i soccorritori che chiedono alle vittime di firmare un patto ?differenziale? per avere un minimo di solidarietà.

Fotografia: sopra manifestazione contro il ?campo nomadi?, sotto contro base americana

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La famiglia interculturale: concorso scolastico

19 Aprile 2007 Commenti chiusi


UNAR e Ministero Pubblica istruzione, per l?anno scolastico 2006/2007, promuovono il concorso ?La famiglia interculturale?, per valorizzare e promuovere progetti a favorire la comunicazione e l?integrazione tra famiglie di studenti italiani e di origine straniera. Per far emergere ogni iniziativa di dialogo e conoscenza reciproca tra famiglie italiane, straniere, rom, sinti e di altre minoranze etnico-linguistiche. Le proposte dovranno pervenire presso la sede dell?UNAR entro il 15 maggio 2007.

CONCORSO A TEMA: LA FAMIGLIA INTERCULTURALE
Per migliorare la comunicazione tra famiglie di differenti culture

L?UNAR del Dipartimento per i Diritti e le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri e la Direzione Generale per lo Studente del Ministero della Pubblica Istruzione hanno indetto per l?anno scolastico 2006/2007 un concorso sul tema “La famiglia inter-culturale” per la valorizzazione e promozione di esperienze proget-tuali a favore di una migliore comunicazione ed interazione tra famiglie di studenti italiani e di origine straniera.
L?intento è quello di far emergere a livello nazionale ogni iniziativa di dialogo e conoscenza reciproca, per favorire i processi di inclusione sociale tra famiglie italiane, straniere, rom, sinti e di altre minoranze etnico-linguistiche.
Il concorso a premi, rivolto alle scuole elementari, medie e superiori del territorio nazionale, mira a raccogliere esperienze didattiche, pro-getti e prodotti realizzati da insegnanti e studenti nel campo dell?e-ducazione interculturale.
Il concorso selezionerà e valuterà prodotti e progetti, sperimentati in ambito scolastico, ma anche proposte progettuali che dimostrino una significativa capacità di coinvolgimento e comunicazione interculturale tra famiglie di alunni stranieri ed autoctoni, anche al di fuori del con-testo scolastico.
Le proposte dovranno pervenire presso la sede dell?UNAR entro il 15 maggio 2007.
Il Concorso si concluderà con la concessione di 9 premi di ? 2.000,00 ciascuno.
Le migliori proposte selezionate potranno confluire in una pubbli-cazione dell?UNAR sulla prevenzione della discriminazione razziale in ambito educativo.

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Cooperativa di lavoro-butì per donne rom e sinte

18 Aprile 2007 Commenti chiusi


Roma 19 aprile. Nella sala degli Arazzi del Campidoglio, alle ore 12, si tiene la conferenza stampa promossa dall?Opera Nomadi e dal comune di Roma per la presentazione del primo contratto di lavoro per le donne Rom/Sinte, della cooperativa Baxtalò drom di stireria e piccole riparazioni sartoriali. Relatori: Raffaella Milano assessore Politiche Sociali e Franco Alvaro, direttore del V Dipartimento.

BUTI? LACI? per Romnià Rumrià Sinte
Lavoro buono, per donne Rom/Sinte

LA CONFERENZA STAMPA
L’opera Nomadi e il V° Dipartimento del Comune di Roma presentano, giovedì 19 aprile alle ore 12 in Campidoglio ? Sala degli Arazzi, la Conferenza Stampa di Raffaela Milano Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Roma e di Franco Alvaro Direttore V° Dipartimento Comune di Roma per la presentazione del primo contratto di lavoro per le donne Rom/Sinte di Roma nel laboratorio di stireria e piccole riparazioni sartoriali.

Saranno ospiti d?onore, come amici delle popolazioni Rom/Sinte della Capitale:
- Adriana Spera (Presidente Commissione Elette Comune di Roma),
- Salvatore Geraci (Area Sanitaria Caritas Diocesana),
- Susanna Placidi (Comunità S.Egidio).

Saranno presenti:
- il Sottosegretario alle Pari Opportunità Donatella Linguiti
- il Segretario Regionale della FILTEA-CGIL Sergio Leoni.

Presentazione abiti della Sartoria Romanì, lavori della sarta Rumrì Concetta Casamonica di Porta Furba e delle Romnià Rumunke della Comunità di Magliana Vecchia.

Cooperativa Baxtalò drom
La prima cooperativa di sole donne rom e sinte in Italia:
via Alessandro della Seta 20, 00178 Roma
tel. 06-72671701, cell.338/9538183
E-mail: baxtalo_drom@yahoo.it

_______recensioni______________

Nasce la prima impresa di donne Rom. E’ una stireria
E’ stata costituita a Roma da 16 donne rom e sinti. La cooperativa sociale offrirà il suo servizio sia a singoli clienti che a grande commit-tenze come alberghi, ristoranti e comunità. E accanto alla stireria nasce un’attività tessile
Redattore Sociale, 19 aprile
ROMA – Si chiama Baxtalo Drom, che vuol dire buon cammino, buona strada. È il nome della prima cooperativa composta esclusivamente da donne di entia rom/sinta. Si tratta appunto della prima impresa di donne rom/sinte che nasce in Italia ed è stata promossa dall?asso-ciazione Opera Nomadi di Roma, con il concorso dell?associazione A.L.E.SS. Don Milani che ha gestito tutta la parte formativa del progetto ?stiriamo in Romanès?, finanziato dalla Regione Lazio.
?Sieti stanchi del bucato? La cooperativa Baxtalo Drom vi offre servizi di lavanderia, stireria, riparazioni sartoriali su richiesta e con consegne a domicilio?. È questo il testo della semplicissima brochure di presentazione della nuova cooperativa, fatto unico nel panorama delle imprese sociali italiane. Tutti i capi sono previsti e prezzati, dagli asciugamani ai fazzoletti, alle federe, passando per le lenzuola, le maglie polo, i pantaloni e i jeans le gonne. E a proposito di gonne e di abiti femminili, sul tavolo della conferenza stampa di presentazione del progetto che si è tenuta giovedì scorso nella sala del Carroccio in Campidoglio, sono state disposte varie gonne prodotte dalle donne rom e sinte. Una produzione di alta qualità, è stata definita da famosi stilisti ai quali sono state sottoposte le gonne e gli abiti per un giudizio tecnico. La cooperativa cercherà anche di aprirsi alla collaborazione con altre donne rom che sono reduci dall?esperienza del carcere, cosa che in una città come Roma, per donne che spesso sono costrette all?accattonaggio, è abbastanza consueta. Basti pensare che la popolazione femminile del carcere di Rebibbia è costituita per il 25% da donne rom e sinte.

«Queste popolazioni ? ha spiegato l?assessore Raffaela Milano ? sono conosciute soprattutto per i fatti di cronaca e per le emergenze che si determinano ciclicamente nei campi. Noi vogliamo aiutarle a comunicare con la popolazione sulla base del loro lavoro imprenditoriale». Il progetto che è stato coordinato dall?assessore Milano e dall?assessore al lavoro del comune di Roma, Dante Pomponi, ha una grande potenzialità. Le donne rom possono trasferire nell?impresa tutte le loro capacità e il loro grande senso estetico. Ma la cooperativa non sarà una vicenda assistenziale perché ha in sé notevoli potenzialità produttive. Sostenute con soldi pubblici inizialmente, le donne rom dovranno cioè trovarsi la loro strada (come dice il nome stesso della cooperativa).

La sede della cooperativa è in via Alessandro della Seta, mentre le donne che vi lavoreranno provengono dalla comunità rumena rom di via Candoni (XV municipio), rom bosniaca di Vicolo Salvi (XI municipio), rom abruzzese del Madrione (IX municipio), rom abruzzese di Spinaceto (XII municipio e infine dei sinti/giostrai di via delle Sette Chiese (XI municipio). Tutte le socie della cooperativa hanno seguito un corso di 80 ore durante le quali sono state impar-tite nozioni sulla gestione complessiva di una impresa cooperativa. Tutte le fasi della lavorazione che non potranno essere svolte direttamente in via della Seta saranno svolte presso lo stabilimento della Cooperativa Spazio Lavoro di Genzano. Molto contente (e soprattutto emozionate) le donne rom che hanno partecipato alla conferenza stampa. Simpatico il gesto di una delle protagoniste di questa inedita esperienza che ricevendo in omaggio da Sergio Leoni, sindacalista Cgil del settore tessile, le spillette del sindacato, ne ha messa una all?orecchio, a mo? di orecchino. Una colorata spilletta-orecchino di buon auspicio per lo sviluppo di questa bella iniziativa.

Riferimenti: Speciale Lavoro per Rom/Sinti

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Aggiornamento articolo

17 Aprile 2007 Commenti chiusi
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Si è costituito il Comitato Rom e Sinti Insieme

16 Aprile 2007 Commenti chiusi

Mantova 14 aprile. Presso la casa dello Studente, si è costituito ufficialmente il Comitato Rom e Sinti Insieme, il primo coordinamento nazionale che intende riunire attorno a sé tutte le comunità presenti in Italia. La scadenza era stata fissata dalla precedente assemblea del 24 marzo scorso. All?unanimità sono stati eletti 22 delegati di diversi gruppi Rom e Sinti che costituiscono ufficialmente il Comitato Rom e Sinti insieme.

Il comunicato del Comitato
ROM E SINTI INSIEME

Il Consiglio d’Europa e l?Unione Europea da molto tempo sollecita il Governo Italiano al riconoscimento delle minoranze Rom e Sinte ed ha altresì condannato qualsiasi forma di discriminazione, che purtroppo tuttora si verifica in Italia.

La discriminazione contro le minoranze Rom e Sinte in Italia è estesa in tutti i campi, dal privato al pubblico, l?emarginazione e la segre-gazione economica e sociale dei Rom e dei Sinti si trasforma in una discriminazione etnica.

In Italia le minoranze Rom e Sinte non sono riconosciute ne come Minoranze Etniche Linguistiche ne come Minoranze Nazionali e pertanto non beneficiano dei diritti che questi status prevedono.

Rare sono le realtà dove le comunità sinte e rom sono considerate protagoniste sociali pensanti e dove sono attuate politiche di interazione, di partecipazione diretta e di mediazione culturale.

I Sinti e i Rom presenti in Italia vedono in molti casi negato il diritto alla residenza, il diritto alla sanità, il diritto alla scuola, il diritto al lavoro.

In questa situazione drammatica i Rom Europei subiscono oltremodo politiche discriminatorie, emarginanti e segreganti. Famiglie intere scappano dai loro paesi d?origine per i conflitti etnici, le guerre civili e l?estrema povertà e l?Italia nega loro i più elementari diritti. Segregati nei ?campi nomadi? delle grandi città italiane, e non solo, i Rom Europei vivono situazioni inumane senza acqua, luce, servizi igienici e sono costretti a mendicare per le strade il sostentamento giornaliero.

In questi ultimi anni l?Unione Europea, il Consiglio d?Europa e altre istituzioni internazionali sono intervenute sulle problematiche vissute dai Sinti e dai Rom in Italia senza che il nostro Paese facesse propri questi interventi.

In una decisione resa pubblica il 24 Aprile 2006, il Comitato Europeo per i Diritti Sociali (CEDS) ha deciso che l?Italia sistematicamente viola, con politiche e prassi, il diritto di Rom e Sinti ad un alloggio adeguato. La decisione è basata su un Reclamo Collettivo pre-sentato contro l?Italia dallo European Roma Rights Centre (ERRC), in collaborazione con osservAzione, secondo la modalità prevista dalla Carta Sociale Europea Revisionata.

Occorre smantellare la politica dei campi nomadi, superare la politica dell?assistenzialismo e dell?accompagnamento sociale, del sostituirsi alla rappresentatività di Rom e Sinti, ed EVITARE il restaurarsi di politiche simili con altra denominazione che contengono sempre i requisiti dell?assistenzialismo

Occorre superare le politiche sociali improntate sulla negazione delle culture e della società Rom e Sinta e promuovere una politica interculturale per le minoranze rom e sinte, ancora oggi negata e osteggiata nella realtà ma promossa e ostentata nelle parole e negli intenti.

Politiche interculturali costituite da processi e metodologie, come la mediazione culturale, che portano le diverse culture alla reciproca conoscenza per instaurare dialogo e comprensione reciproca.

In Italia le società e le culture sinte e rom sono spesso negate e ridotte ai soli aspetti folkloristici; questo ha comportato e comporta la predisposizione di politiche e di progetti che hanno l?obiettivo di assimilare gli stessi Sinti e Rom dentro la società maggioritaria, in senso numerico. Tali politiche sono contrastati dai Sinti e dai Rom, consegnando al fallimento ogni tentativo di assimilazione ed alla problematizzazione della presenza.

E? indispensabile creare i presupposti perché le comunità sinte e rom siano considerate protagoniste sociali pensanti e di conseguenza siano attuate politiche di interazione, di partecipazione diretta e di mediazione culturale.

Le politiche costruite insieme alle diverse Minoranze Sinte e Rom partono dal concetto di interazione per creare relazioni empatiche, incondizionate e prive di valutazioni, promotrici della crescita, del benessere e dell’indipendenza di entrambe le parti. Il riconosci-mento del diritto alla differenza come occasione di incontro tra di-verse società e culture capaci di generare un migliore modo d’essere.

In modo particolare negli ultimi decenni le minoranze Rom/Sinte sono state ?obbligate? ad assorbire un forzato adattamento alle circostanze (sempre negative), conducendo verso la ?negazione? della diversità culturale Romanì o peggio verso la sua ?estre-mizzazione?.

La trasformazione che stiamo vivendo oggi obbliga al consoli-damento di una consapevolezza culturale ed al ripristino di un rapporto di scambio culturale ?in movimento? per reclamare il diritto alla diversità.

Una grande occasione per le minoranze rom e sinte se al confronto culturale si affianca un riesame critico per superare le frustrazioni del passato e spingersi verso un futuro senza negare quando di valido c?è nella tradizione Romanì.

Rom e Sinti devono essere protagonisti di un nuovo modo di essere Rom e Sinti, necessariamente diverso, svolgere un ruolo attivo e propositivo attraverso la partecipazione diretta e la lotta contro ogni forma discriminazione.

IL PROGETTO POLITICO E LA STRATEGIA ORGANIZZATIVA

In questa prima fase il Comitato Rom e Sinti Insieme si pone l?obiettivo di unire le associazioni e i rappresentanti delle comunità sinte e rom che in questi anni si sono impegnati in Italia a favore dalle popolazioni sinte e rom, per sviluppare e condividere insieme metodi, strategie e programmi finalizzati alla crescita sociale, culturale e politica delle minoranze Rom e Sinte.

La finalità del Comitato Rom e Sinti insieme è la costituzione di una federazione di associazioni, da raggiungere nel giusto tempo necessario, presumibilmente entro un anno dalla sua costituzione.

In tale periodo sarà necessario che il comitato Rom e sinti insieme si ponga quale soggetto rappresentativo di rom e sinti verso le istituzioni governative e nominare delegati per la partecipazione all?IRU (International Romanì Union) e ad altri organismi Europei.

In tale periodo sarà necessario sviluppare e condividere gli strumenti adeguati per rispondere ai bisogni, cioè un progetto politico capace di migliorare la condizione sociale, culturale e politica delle minoranze rom e sinte. Sarà anche necessario sviluppare e condividere le finalità, gli scopi, le strategie organizzative, con la definizione di uno statuto per la federazione.

I delegati dei Comitato Rom e Sinti Insieme saranno convocati nelle prossime settimane per avviare tutte le attività.

Iscrizioni al Comitato:
info@comitatoromanophralipe.it
romsinti.insieme@libero.it

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La Sottosegretaria al "campo nomadi" di Carpi

15 Aprile 2007 Commenti chiusi


Carpi (Mo) 14 aprile. La sottosegretaria del ministero Pari Opportunità, Donatella Linguiti, in visita ai Sinti del ?campo sosta comunale per nomadi? di Carpi. Una visita guidata dall?Opera Nomadi e mirata a sostenere progetti di lavoro, per donne e uomini, e di smantellamento del ?campo con microaree residenziali. Ad inquadrare e cercare di risolvere una situazione di segregazione etnica che dura da trent?anni. Ha destato grande interesse ed orgoglio, fra i Sinti, la semplicità dell?onorevole Linguiti che al tavolo da pranzo ha con-diviso il cibo e le preoccupazioni dei residenti.

Fra i presenti: il Presidente dell?Opera Nomadi Massimo Converso, la vice-Presidente Renata Paolucci ed Alessandro Piccin da Padova, il Consigliere Nazionale Roberto Costa da Rovigo, Sasha Susic e ?Banana? Ahmetovic da Rimini, il presidente Opera Nomadi Marche Arif Tahiri, Giuseppe Ferri da Reggio Emilia, il Consigliere Comunale di Rifondazione Comunista Massimo Valentini.

Al campo sosta comunale di Carpi
IL GOVERNO FRA I SINTI E PER I SINTI
Carpi, 14 aprile. Massimo Converso, Presidente nazionale Opera Nomadi

L’INCONTRO A ROMA
Il 24 marzo scorso Donatella Linguiti, Sottosegretaria di Stato, era arrivata con grande semplicità di modi ed una forte volontà di a-scoltare i Rom/Sinti alla Conferenza in cui l?Opera Nomadi presentava il suo programma per favorire l’integrazione sociale al Governo: Proposte politiche Opera Nomadi ai Ministeri.
Aveva ascoltato le 5 professionali relazioni su Habitat, Lavoro, Scuola, Diritti, Sanità e la lunga serie di testimonianze e proposte direttamente dalla voce dei Sinti e dei Rom che affollavano la sala dedicata al compianto Luigi Di Liegro. Lì nella prestigiosa sede del mega-ambulatorio della Caritas in fondo alla Stazione Termini, aveva-no parlato per primi i Sinti Giostrai illustrando uno specifico program-ma di possibili interventi del Governo per salvare la Legge 337/1968 la cui mancata applicazione in quasi 40 anni aveva letteralmente rovinato non meno del 70% delle famiglie Sinte, ma la rappresen-tante del Governo era rimasta colpita soprattutto dall?intervento sereno quanto deciso di Erica Guerini Presidente dell?Opera Nomadi di Modena ed appunto ex-Giostraia pure lei.
La giovane madre Sinta aveva parlato di quel Sindaco ?ulivista? che negava il ricongiungimento familiare alle giovani coppie Sinte, che finanziava Cooperative poi dedite al lavoro nero fra i Sinti, che non comprendeva l?esigenza delle microaree residenziali autocostruite dai Sinti adducendo difficoltà a risolvere i problemi di questa Comunità afflitta da un grottesco sottosviluppo occupazionale ed abitativo, mentre Carpi è uno dei Comuni più ricchi d?Europa ed infatti proprio oggi durante la riunione era possibile vedere sfrecciare una Ferrari (di certo non l?unica a Carpi) per le strade della cittadina emiliana. Al termine dell?intervento, Donatella Linguiti aveva aperto la sua agen-da e fissato nel 14 Aprile un incontro per conoscere i Sinti Emiliani. Una visita in forma ufficiosa, per conoscere la situazione e da lì prendere le opportune misure.

APPUNTAMENTO A CARPI
L?Opera Nomadi si organizza in base alla discrezione richiesta e si dà appuntamento con Sinti e Rom emiliani (arrivano anche da Reggio Emilia e Rimini) nella sede carpigiana del Partito della Sottosegre-taria. Sia lì che successivamente al tavolo del pranzo fra le modeste ma linde e dignitose campine dei Sinti, trova puntuale conferma a quanto ascoltato a Roma. Sara Guerini mostra i modelli di sartoria a cui sta lavorando nell?Istituto superiore da lei frequentato (è l?unica Sinta in quella scuola, ma il suo bel viso indiano è gradito e ben ac-cetto tanto che la sua Insegnante entrerà, forse, fra i soggetti pro-tagonisti del progetto); i giovani Sinti circondano Donatella Linguiti e parlano esplicitamente del loro desiderio di vedere legalizzata e retribuita legalizzata e retribuita ? non più a lavoro nero – la loro attività di rottamatori.

PROGETTI DI LAVORO
Si forma quindi un gruppo di lavoro che provvederà a stilare i progetti per le Sinte ed i Sinti da presentare durante il tradizionale ?Con-vegno Nazionale Sinti? che nel 2007 l?Opera Nomadi terrà a Carpi. I progetti riguarderanno le ?Microaree, i laboratori di Sartoria e Stireria delle donne Sinti e la raccolta differenziata dei rifiuti ingombranti degli uomini Sinti.

PERSONE
Irene Quirini, Sinta classe 1930, scampata alle deportazioni repub-blichine nel post-?43, siede commossa accanto alla Rappresentante del Governo ed il Capo della ?famiglia barì? dei Sinti Carpigiani, Fioravante Bernardoni Caldaras, versa ?Lambrusco? agli illustri ospiti, ma colpisce più di tutto come i Sinti familiarizzino con la ?Romnì khorakhanì mostareqa? (quindi un perfetto esempio della linea poli-tica dell?Opera Nomadi che non crea ghetti etnici, a fronte della grande confusione che regna in Italia fra sindacatucci di Rom Balcanici e sindacatini xenofobi di Rom/Sinti Italiani), che siede fra le tantissime ragazze Sinte con il suo meraviglioso ultimo figlio, Lo-renzo, riminese D.O.C., nato e cresciuto finalmente in una casa.
Si tratta di Banana Ahmetovic, una delle promotrici dell?Opera Nomadi della sua città, arrivata a Carpi dalla sua casa di Rimini (sono con lei Arif Tahiri Presidente dell?Opera Nomadi Marchigiana e Sasha Susic, VicePresidente di quella di Rimini) per parlare del diritto della cittadi-nanza negato a tante madri come lei nate in Italia e con sette figli tutti italiani. Donatella Linguiti ascolta e chiede la documentazione per intervenire anche qui concretamente e sullo specifico.

UNA GIORNATA DI ORDINARIA POLITICA SOCIALE
Massimo Valentini, il coraggioso Consigliere comunale che da un anno si sta battendo accanto alla Comunità Sinta, annuncia il pieno sostegno alla stesura dei tre progetti assieme ad Erica ed agli altri Sinti, che vedono anche la solidale costante presenza di Giuseppe Ferri e dell?Opera Nomadi cugina di Reggio Emilia.
Una giornata di ordinaria politica sociale dell?Opera Nomadi, con il valore aggiunto che questa volta i progetti avranno il sostegno del Governo.

______riferimenti______

L?Opera Nomadi a Carpi
Romano Lil, 7 dicembre 2006
Carpi, 5 dicembre ore 16, sala Consiliare. ?Comunanza? Sinti e ?phralipè? Opera Nomadi, da sei città d?Italia: a rivendicare un’al-ternativa abitativa ?civile? alla chiusura del ?campo sosta comunale per nomadi?, abitato da circa trent?anni da Sinti Emiliani; a perorare la causa di una giovane sposa, che col bambino è impedita di abitare nella casa (roulotte) del marito. Tutti assieme in audizione, dalla III commissione del comune di Carpi, medaglia d?oro al valor civile: mancano il sindaco e l?assessore competente e sono presenti pochi consiglieri ma l??educazione civica? arriva dai trenta Sinti emiliani che per la prima volta vengono nella sala della ?democrazia? a portare le loro istanze. Oggi il sindaco, come ?primo? cittadino di Carpi -e asses-sore ai diritti umani, è Erica Guerini, Sinta, cittadina di Carpi e d?Italia.

Fotografia: pranzo “al campo” con Onorevole (a capotavola)

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La centralità del lavoro nell?integrazione dei Rom/Sinti

14 Aprile 2007 Commenti chiusi

Una sintesi della relazione del Gruppo Lavoro dal IX Seminario Nazionale Opera Nomadi, Roma, 10 – 11 febbraio 2007, per porre la centralità del "lavoro" nei progetti di integrazione dei Rom/Sinti.
Il lavoro è il problema più grave che affligge queste popolazioni: perché senza lavoro non possono venire esercitati i più elementari diritti di cittadinanza. Il lavoro è fondamentale per poter aspirare ad una reale integrazione sociale ed ad una vita degna di essere vissuta. Senza lavoro non c’è diritto di cittadinanza; non c’è possibilità di emancipazione né possibilità di uscire dalla marginalità o peggio, dalla devianza.

Prosegui la lettura…

Alex Zanotelli dei Rom

12 Aprile 2007 Commenti chiusi


Granzette, invito alla lettura. 35 visite all?intervista ad Alex Zanotelli, padre spirituale e testimone attivo della coscienza civile della nostra epoca, rappresentano una delusione -anche per il lavoro, e un grande dispiacere che mi fa voglia di chiudere bottega. Ma che razza di lettori, tu ? proprio tu, ci sono qui? A pettegolezzi, a taglia-e-incolla da cronaca nera? Tutti sapienti e saccenti ma quando c?è da riflettere e sussumere spiritualità tutti assenti? O non si conosce padre Alex? Ma se manca lo spirito e coscienza di conoscere per capire? E senza coscienza civile dove si va a finire?
Una fotografia e una presentazione, che possano scaldare il cuore.

RI-CONCILIAZIONE DI COSCIENZA
Non è questione di religione cattolica, chi scrive non ha battezzato i figli, è questione di spiritualità, di quella coscienza che produce movimento e fa muovere il mondo: ed ex-movere vuol dire emozione.
Nell?articolo, specifico sui Rom/Sinti, padre Alex tratta di ri-con-ciliazione ma, estendendo il tema, si dovrebbe partire da una ri-con-ciliazione con noi stessi, che rimetta in primo piano le nostre co-scienze narcotizzate e consumate dal consumismo. Noi siamo la sta-zione di partenza, e capolinea, dei treni della speranza che partono, e arrivano, destinazione mondo. Occorre partire, ed arrivare, da noi stessi, per crescere nel senso di cambiare. Prima che sia troppo tardi.
Sursum corda.

In punta di dita?
Il direttore

INVITO ALLA LETTURA
RI-CONCILIAZIONE COI ROM/SINTI
Romano Lil, 21 marzo
Intervista a Alex Zanotelli, coscienza della società civile, sulle popo-lazioni più discriminate d?Europa: verso i Rom permane una diffidenza che proviene da un pre-giudizio atavico, da 500 anni di persecuzione e discriminazione sociale. Il portato di una società altera che non accetta la diversità ingombranti e le culture che non si assimilano. Per superare questi pregiudizi ed aprire le porte ad una società interculturale bisogna ammettere le nostre colpe ed a farci portatori di una ri-conciliazione verso i Rom/Sinti. Sennò non ci sarà futuro, per noi e per loro.

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Allarme pianeta terra: rapporto ONU

10 Aprile 2007 Commenti chiusi


Bruxelles, 6 aprile. E’ emergenza ambiente: l?allarme dell?ONU. Il pianeta va incontro a un vero e proprio sconvolgimento: l’Himalaya e i poli senza ghiacci, l’Amazzonia desertificata e il Mediterraneo a rischio. E’ questo lo scenario disegnato dal secondo rapporto redatto da 2.500 scienziati di 130 paesi chiamati dall’Onu a far parte dell’Ipcc, l’International panel on climat change. Un duro atto d’accusa contro i gas serra e i governi che non li limitano.

«Una serra globale». L’allarme dell’Onu
Approvato il rapporto dei 2.500 scienziati dell’Ipcc. Usa, Russia, Cina e Arabia Saudita provano ad annacquarlo, ma il contenuto rimane chiaro: il mondo va incontro a uno stravolgimento
il manifesto, 7 aprile. Alberto D?Argenzio, Bruxelles
Estinzione di piante ed animali, aumento della desertificazione del pianeta, scioglimenti dei ghiacciai, distruzione di intere fette della foresta amazzonica e delle barriere coralline, diminuzione della produzione agricola in Asia, Africa ed America Latina, scarso accesso all’acqua, rischio di morte per milioni di persone. E’ questo lo scenario disegnato dal secondo rapporto redatto da 2.500 scienziati di 130 paesi chiamati dall’Onu a far parte dell’Ipcc, l’International panel on climat change. Non è la prima volta che si leva un grido di allarme di tale portata, ma è la prima volta che a gridare è l’intero panorama scientifico mondiale. Tutti assieme, anche se poi qualcuno ha provato a urlare sottovoce. Ed alla fine c’è in parte riuscito.
C’è infatti voluta una maratona negoziale di 24 ore per chiudere il testo e mettere il punto finale a cinque giorni di riunioni organizzate a Bruxelles come seguito al primo incontro di Parigi di un mese fa. Tanto discutere perché Stati uniti (primo inquinatore al mondo), ma soprattutto Cina, Russia (secondo e terzo) ed Arabia Saudita hanno provato in extremis ad annacquare il rapporto. Sono anche volate parole grosse, c’è chi ha parlato di «atto di vandalismo scientifico» in riferimento al tentativo di Pechino, Mosca e Riad di eliminare dalle tavole finali il grafico sull’effetto delle emissioni di carbonio sul riscaldamento del pianeta. Oltre a ciò, Cina e Arabia Saudita hanno imposto di decaffeinare i paragrafi sugli effetti del riscaldamento sui sistemi naturali, mentre Washington ha preteso di eliminare il para-grafo in cui si affermava che gli Usa dovranno «affrontare localmente gravi danni economici e perturbazioni sostanziali del loro sistemo socio-economico e culturale». In pratica la politica ha provato, riu-scendoci pure, a immischiarsi al lavoro degli scienziati, un’intrusione che ha provocato molti malumori, ritardi e una certa confusione.
Anche così i dati finali mantengono il loro carattere allarmistico. Se la temperatura del pianeta aumenterà tra gli 1,5 e i 2,5 gradi, il 30% delle specie animali e vegetali sarà a rischio estinzione tra 70 anni (effetti negativi già nel 2020 in Oceania), tra 1,1 e 3,2 miliardi di persone avranno uno scarso accesso all’acqua e 600 milioni soffriranno la fame, soprattutto in Africa, Asia ed America Latina, milioni potrebbero morire nei mega-delta dei grandi fiumi asiatici (in particolare alla foce del Gange-Brahmaputra in Bangladesh e dello Zhujiang in Cina) mentre ondate di calore mieteranno vittime in Europa e Nord America. Ci saranno effetti sulla dislocazione delle specie animali e sulle correnti marine, con un impoverimento anche della pesca mentre lo scioglimento della calotta polare potrebbe portare ad un innalzamento dei mari da 4 a 6 metri.
Il secondo rapporto dell’Ipcc, intitolato «Impatti, adattamento e vulnerabilità del cambio climatico», valuta gli effetti possibili di una crescita della temperatura in una scala che varia tra uno e sei gradi centigradi. Se saranno i paesi più poveri a pagare il prezzo maggio-re, in termini di vite umane, di accesso all’acqua, di deterioramento dei terreni e quindi dell’agricoltura e della qualità alimentare, non mancano le cattive notizie anche per l’Europa, in particolare per il bacino del Mediterraneo, uno dei cinque ecosistemi più a rischio.
Gli scienziati hanno definito ieri una volta per tutte che la terra si è riscaldata, esattamente di 0,74 gradi in un secolo, e che continuerà a farlo con effetti potenzialmente devastanti, e questo è un punto di non ritorno importantissimo. Ma al di là del grido di allarme manca il passo successivo, ossia l’impegno politico a limitare il cambiamento climatico. Non spettava agli scienziati (che si riuniranno per un terzo incontro il mese prossimo a Bangkok) farlo, ma spetta alla politica impegnarsi, a partire dal prossimo vertice ministeriale dell’Onu sul clima di Bali a novembre che lancerà i negoziati per la seconda fase del protocollo di Kyoto, quella che va dal 2012 al 2020. L’ostruzionismo di ieri di Usa, Cina e Russia non lascia prevedere una loro folgorazione sulla via di Kyoto, ma le pressioni e gli allarmi (e un nuovo inquilino alla Casa Bianca nel 2008) potrebbero forse cambiare le cose. Anche perché si registra una certa urgenza.

Così il clima cambia il mondo
La migrazione di specie vegetali, gli effetti sull’agricoltura e sulla salute, l’acqua e le barriere coralline. Gli esperti ridisegnano la Terra
il manifesto, 7 aprile. MA.FO.
Il rapporto diffuso ieri dal Intergovernmental Panel on Climate Chan-ge (Comitato intergovernativo sul cambiamento del clima) disegna il quadro finora più completo di come il riscaldamento dell’atmosfera terrestre ha modificato il nostro pianeta negli ultimi trent’anni.
E’ la seconda parte di un lavoro più complessivo: la prima, diffusa in febbraio, faceva il punto sulla scienza del clima. Confermava che gran parte del riscaldamento dell’atmosfera terrestre osservato nell’ultimo mezzo secolo è «molto probabilmente» (cioè al 90%) dovuto alle attività umane. La temperatura del pianeta aumenterà tra 1,8 e 4 gradi Celsius entro fine secolo, diceva, e la «forchetta» tra le due stime dipende da cosa saremo in grado di fare per fermare l’accu-mulo dei gas che intrappolano nell’atmosfera terrestre le radiazioni del sole. Il punto è che se anche fossimo davvero capaci di tagliare da subito le emissioni di gas di serra, «le emissioni passate implicano un riscaldamento inevitabile», scrive Ipcc. Di questo tratta il nuovo rapporto: «Impatto, adattamento e vulnerabilità al cambiamento del clima».
Alcuni degli effetti del riscaldamento del clima sono ormai ampia-mente visibili e studiati: la «migrazione» di alcune specie vegetali verso zone (o altitudini) dove erano sconosciute, gli effetti sull’agricoltura, o sulla salute umana. Altri aspetti vanno studiati meglio, dice il Ipcc. Ma la base di dati e osservazioni disponibili è sufficente a fare un quadro allarmante. Da cui risulta che l’impatto più pesante grava su alcune delle regioni più popolate e povere del pianeta, che poi sono spesso anche quelle meno capaci di fare fronte («adattarsi») alle conseguenze del clima cambiato.
Il rapporto passa in rassegna i diversi settori ed ecosistemi. L’acqua dolce, per cominciare: per la metà del secolo, la portata annuale dei fiumi aumenterà tra il 10 e il 40% alle alte latitudini e in certe aree tropicali umide, mentre diminuirà tra il 10 e il 30% nelle regioni secche, alle latitudini medie e nelle zone tropicali aride. Aumente-ranno in estensione le zone di siccità, mentre aumenteranno i rischi di inondazioni in altre zone. Nella sola Africa, tra 75 e 250 milioni di persone già nel 2020 suffriranno di penuria d’acqua. Nel corso del secolo inoltre, con il restringersi di ghiacciai e nevi, diminuirà l’acqua dolce che scende dalle montagne (si pensi ai fiumi alimentati dai ghiacciai dell’Himalaya, o delle Ande…).
Il cambiamento del clima inoltre si somma ad altri disastri «fabbricati dall’uomo», spiega l’Ipcc: «La capacità di recupero di molti ecosistemi sarà vanificata in questo secolo da una combinazione senza precedenti di cambiamento del clima, gli squilibri associati (siccità, allovioni, incendi, acidificazione degli oceani) e di altri fenomeni glo-bali come inquinamento, supersfruttamento delle risorse, cambia-mento nell’uso dei territori». Un esempio sono le barriere coralline: minacciate dall’aumento della temperatura dei mari, e dall’inqui-namento e altre aggressioni «umane».
Tra le regioni più a rischio troviamo i mega-delta di grandi fiumi asiatici, dove vivono miliardi di persone – come il delta combinato del Gange e Brahmaputra, o quello del Mekong. Qui si sommano l’effetto di fenomeni climatici estremi (alluvioni) e l’espansione di aree urbane, la scomparsa progressiva della vegetazione (mangrovie ad esempio), l’erosione delle coste. Le aree costiere sono soprattutto a rischio, insieme alle piccole isole, per l’innalzamento del livello dei mari. Milioni di persone vivranno inondazioni come evento annuale, non più straordinario…
Continua l’elenco di disastri imminenti. La produzione alimentare: nelle regioni tropicali e secche la produttività agricola è destinata a diminuire anche con piccoli aumenti di temperatura (tra 1 e 3 gradi), e aumenterà il rischio di carestie – con associate migrazioni di masse umane in cerca di sopravvivenza.
Il cambiamento del clima minaccia la salute umana: con la mal-nutrizione conseguente alle carestie, o con le ondate di caldo, o con un aumento dell’incidenza di malattie diarroiche, malaria e altre malattie infettive (di cui cambierà anche la distribuzione spaziale).
In qualche caso il riscaldamento globale più dare impatti positivi a breve termine, fa notare l’Ipcc: nelle regioni fredde ad esempio si spenderà meno in riscaldamento, e la produzione agricola au-menterà. Ma sono vantaggi vanificati da svantaggi molto più grandi. E a tutto questo, il mondo deve fare fronte da subito.

__________________schede___________________

Previsioni del tempo 1
IN EUROPA CALDO TORRIDO E RISCHIO BLACKOUT
Enormi i rischi per l’Europa, secondo il dossier dell’Ipcc. Il mar Mediterraneo è infatti considerato uno dei cinque ecosistemi più a rischio, assieme alle barriere coralline, ai megadelta, alle piccole isole e ai ghiacciai. Il sud del vecchio continente, inoltre, oltre a dover fare i conti con canicole sempre più frequenti, vedrà un aumento degli incendi e della distruzione delle foreste, una riduzione di un terzo delle riserve di acqua potabile e una diminuzione del potenziale idroelettrico pari al 20-50%. Il nord Europa farà invece registrare periodiche inondazioni. Per effetto di questi sconvolgimenti, la grande maggioranza degli organismi e degli ecosistemi avranno difficoltà di adattamento. Effetti disastrosi anche sul turismo invernale per via delle riduzioni dei ghiacciai. Gli scienziati hanno già documentato i primi effetti concreti del cambiamento del clima.

Previsioni del tempo 2
IN AFRICA FINO A 250 MILIONI DI SENZ’ACQUA
Gli scienziati confermano che il continente nero è uno dei più sensibili ai cambiamenti climatici, anche a causa di una situazione di maggiore arretratezza e della scarsa capacità di adattamento.
Secondo il rapporto dal 2020 in Africa tra 75 e 250 milioni di persone potrebbero avere problemi idrici. I cambiamenti climatici potrebbero influire negativamente sulle produzioni agricole, con una diminuzione delle aree coltivabili, e provocare di conseguenza carenze di cibo. Problemi anche per la pesca, specie nei grandi laghi, a causa dell’au-mento della temperatura delle acque. Atteso anche un innalzamento del 5-10 per cento del livello del mare, che colpirà zone costiere in cui vivono milioni di persone. Conseguenze negative anche per le mangrovie e le barriere coralline, con ripercussioni sulla pesca e sul turismo.

Previsioni del tempo 3
L’HIMALAYA SI SCIOGLIE, INONDAZIONI AL SUD-EST
Scenari non dei migliori anche nel continente asiatico, dove i pro-blemi maggiori sono dati dallo scioglimento dei ghiacciai dell’Hi-malaya e dai rischi di inondazioni nelle mega regioni dei delta fluviali nel sud-est. Pesante lo scenario per le popolazioni, anche a causa del sovrappopolamento di alcune aree, dell’eccessiva urbanizzazione e industrializzazione, e del modello di sviluppo poco sostenibile in molti paesi. Il rischio della mancanza di cibo si manterrà alto in diverse aree, mentre nell’Est è previsto un aumento della morbilità e della mortalità per malattie endemiche e diarree, soprattutto in conseguenza delle piogge. L’aumento della temperatura dell’acqua potrebbe portare a epidemie di colera nel sud dell’Asia. Problemi anche in Australia e Nuova Zelanda, con conseguenze sulle produzioni agricole e sull’acqua.

Previsioni del tempo 4
UN DESERTO CHIAMATO AMAZZONIA. USA A RISCHIO
Nonostante i tentativi del governo Bush di addolcire la pillola, il rapporto prevede delle conseguenze anche per gli States: scio-glimento di ghiacciai nelle montagne dell’ovest, più piogge invernali, allargamento del periodo a rischio incendi delle foreste, incremento di cicloni. In conclusione, un numero crescente di persone povere è a rischio, mentre l’impatto dei cambiamenti climatici si farà sentire in maniera più pesante sulle popolazioni costiere. In America Latina sono invece a rischio le foreste amazzoniche, minacciate dall’au-mento delle temperature e dall’acqua che scarseggia. La vege-tazione tenderà a essere rimpiazzata da un terreno più arido. Uno dei rischi maggiori è dunque quello della desertificazione. A rischio anche le barriere coralline per via dell’aumento del livello dei mari. Problemi anche per l’agricoltura e per l’approvvigionamento di energia elettrica.

Previsioni del tempo 5
POLI SENZA GHIACCIO. E TANTE PICCOLE ATLANTIDI
Le regioni polari mostrano già i segni inequivocabili del riscaldamento del clima: i primi effetti biofisici qui sono la riduzione dei ghiacciai, l’assottigliamento delle piattaforme di ghiaccio Artico, lo scioglimento del permafrost. Interi ecosistemi sono a rischio. Ne soffrono gli esseri viventi che abitano quei climi estremi, uccelli migratori, mammiferi, predatori. Ne risentono anche le comunità umane dell’Artico. All’altro estremo, le piccole isole sono particolarmente vulnerabili agli effetti dell’innalzamento dei mari: aumentano inondazioni, uragani, erosio-ne delle coste. Sono a rischio le risorse locali, ad esempio la pesca, o le attività turistiche di cui vive la popolazione; minacciate le infrastrutture, insediamenti umani, la disponibilità d’acqua dolce. A volte sono a rischio le isole stesse: qualche atollo corallino è già stato sommerso…

Foto AP: Bangladesh. Dhaka, alcuni bambini pompano acqua potabile nella città allagata

Riferimenti: Desiderata (desideri) di primavera

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8 aprile: giornata internazionale del popolo Rom

8 Aprile 2007 Commenti chiusi


L?8 aprile si celebra in tutto il mondo il Romano Dives: il giorno della nazione Rom. A ricordare l’8 aprile 1971 quando a Londra si riunì il primo congresso internazionale del popolo rom e si costituì la Romani Union, la prima associazione mondiale dei Rom riconosciuta dall?ONU nel 1979. ?I Rom si riconoscono come nazione – disse Rishi, uno dei loro portavoce, – ma non vogliono un pezzo di terra perché rivendicano il loro migrare ma pretendono uguali diritti di cittadinanza?. Parole nobili ed utopiche visto che anche oggi essere Rom vuol dire essere straniero per antonomasia e come tale soggetto al sospetto, discriminazione ed esclusione.

Durante il Congresso venne scelto l?inno, il ?Gelém gelém? (cammi-nando camminando), composto nel 1969 da Zarko Jovanovic, e la bandiera. La bandiera raffigura una ruota, simbolo dell?eterno cammino, su sfondo diviso in due parti: sopra l?azzurro del cielo, sotto il verde dell?erba.
L?8 aprile è diventato ufficialmente Romano dives (giorno ?romano?) nel 1990 a Varsavia nel corso del quarto congresso internazionale. Una ricorrenza in cui Rom, Sinti, Kalé, Manouche e Romanichals portano fiori e candele (lumini) lungo le rive dei fiumi del mondo: la via percorsa durante le loro migrazioni.

LACIO PATRADÌ= BUONA PASQUA
Domenica 8 aprile, la Giornata internazionale dei Rom, coincide con la Pasqua e passerà inosservata. Ma è una ricorrenza importante perché ci ricorda che in Europa esiste un popolo, quello dei Rom, che a 500 anni dall’arrivo è ancora il più discriminato.

ROMA NATION DAY: LA GIORNATA DEI ROM
Dalle sorgenti dell?Indo, sull?altopiano del Sindh in India, sul fiume Giordano in Israele, sul Tamigi a Londra, sul Danubio a Belgrado, sul Sacramento negli Stati Uniti, sull?Arno a Firenze ed in moltissimi altri fiumi e città si svolgeranno manifestazioni per commemorare una giornata di un popolo senza nazione ma che abita il mondo. Un popolo che pensa che le frontiere sono linee artificiali tracciate per dividere gli uomini. La cerimonia prevede fiori e petali da gettare in acqua, a commemorare le anime dei loro morti ma anche a ricordare le persecuzioni passate e presenti. Candele da accendere nella notte per illuminare l?eterno cammino. Una giornata di festa ma anche di riflessione e di solidarietà verso il popolo rom.

TERRY DAVIS, SEGRETARIO GENERALE DEL CONSIGLIO D’EUROPA
Andate oltre i pregiudizi ? incontrate i rom
Comunicazione di Terry Davis, segretario generale del Consiglio d?Europa, in occasione della Giornata internazionale dei rom
Strasburgo, 05.04.2007 ? L?ignoranza nutre la paura e la paura ali-menta i pregiudizi e l?intolleranza. Da secoli, i rom vengono discri-minati per il loro stile di vita e per il loro legame alle tradizioni. Da secoli, l?Europa tratta ingiustamente la sua popolazione rom e si priva dell?opportunità di comprendere e apprezzare pienamente la loro ricchezza, il loro patrimonio e la loro diversità culturale. La comprensione, la tolleranza e il rispetto dei rom e della loro cultura possono permetterci di creare un?Europa migliore per tutti.
La Giornata internazionale dei rom offre a questi ultimi la possibilità di manifestare il loro orgoglio di essere rom e a tutti noi quella di dirci fieri di avere i rom tra noi.
La lotta contro i pregiudizi e la discriminazione costituisce una priorità per il Consiglio d?Europa, che sta attualmente portando avanti una campagna nell?Europa del sud-est sul tema ?Dosta!: lotta ai pregiudizi nei confronti dei rom?. La tolleranza e il rispetto reciproco sono anche al centro del messaggio diffuso dalla campagna giovanile del Consiglio d?Europa ?Tutti diversi, tutti uguali

_________memoria______________

>> IL ROMANO DIVES DEL GIUBILEO
Ecco un comunicato dell?associazione U.N.I.R.S.I. (Unione Nazionale e Internazione di Rom e Sinti in Italia) di una passata edizione del ?romano dives? in collaborazione con l?Opera Nomadi Lazio: anno 2002 a Roma.

ROMALEN!
Ancora una volta ci stiamo preparando a celebrare il nostro Nation Day. Il giorno in cui dimostriamo al mondo la nostra fratellanza, la nostra unità, il nostro comune destino.

Giubileo Dei Mille Anni
L?anno scorso, dalle rive di 40 fiumi attorno al globo, dal Gange alle Garonne, dal mitico Volga al Vardar, attraverso il Dunay fino alla Plata in Argentina, ci siamo riuniti, per gettare in acqua i fiori in ricordo dell?esodo dei nostri antenati dalla nostra terra madre India.

THAR MOMELI! ONDA DI LUCE
Quest?anno, accanto alle molte e grandi riunioni tradizionali che avverranno principalmente nell?Europa centrale e orientale, i fratelli e le sorelle in India vorrebbero aggiungere la loro luce all?occasione. Noi qui sorgeremo al tramonto dell?8 aprile e ci raduneremo per ac-cendere le candele. Che le nostre piccole fiamme possano illuminarvi la via e guidarvi verso il Roma Nation Day.

Chi desidera accenda le candele con noi
e che la nostra onda di luce possa attraversare tutto il mondo

Iniziando dall?India, dove la nostra nazione ha le sue origini, che si accendano le Candele! E noi stiamo pensando – oltre a tutto il nostro popolo in Europa e nelle Americhe ? a quelli che ci hanno mandato messaggi dall?Iran, dalla Turchia, dalla Giordania, dalla Georgia.

ACCENDIAMO LE CANDELE NEL NOSTRO ROMA NATION DAY
LE CANDELE ILLUMINANO LA STRADA DA SEGUIRE

Fotografia: 8 aprile 2002, fiume Adige, Verona

Riferimenti: Appello di Pasqua per gli studi di una Rumrì

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Il Ministro Ferrero e le politiche per Rom/Sinti

7 Aprile 2007 Commenti chiusi


Roma 6 aprile. Comunicato del Ministro della Solidarietà Sociale, Paolo Ferrero, in occasione dell?8 aprile, Giornata Internazionale del popolo rom: ?Nella giornata nella quale si celebra la cultura e la storia del popolo Rom, la più numerosa minoranza d?Europa, credo sia importante sottolineare quanta strada resti da fare per eliminare ogni forma di discriminazione nei confronti dei Rom e favorirne l?inclusione nella società?.
Il Ministro della Solidarietà sociale ricorda le priorità: disagio abi-tativo, inserimento sociale e scolastico, riconoscimento come mino-ranze linguistiche.

Giornata Internazionale del popolo Rom
Ferrero: eliminare la discriminazione, favorire l’inclusione
Per il Ministro Ferrero la situazione dei Rom in Italia non è stata affrontata per molti anni e c?è ancora molta strada da fare

Roma, 6 aprile. Comunicato del Ministro della Solidarietà sociale, Pao-lo Ferrero, in occasione della Giornata internazionale del popolo Rom che si celebra l?8 aprile.

QUANTA STRADA RESTA DA FARE
?Nella giornata nella quale si celebra la cultura e la storia del popolo Rom, la più numerosa minoranza d?Europa, credo sia importante sottolineare quanta strada resti da fare per eliminare ogni forma di discriminazione e di intolleranza nei confronti dei Rom e favorirne l?inclusione nella società. La situazione dei Rom in Italia non è stata affrontata per molti anni, se non attraverso misure repressive e atteggiamenti discriminatori. Malgrado si stia parlando soltanto di 140 mila persone la politica non ha fatto nulla. Da qualche mese abbiamo attivato presso il Ministero della Solidarietà sociale un tavolo informale (a cui partecipano i rappresentanti delle associazioni Rom che operano nel nostro paese, quelli delle associazioni che si occupano di questo tema e quelli dell?Anci) per studiare insieme la situazione e le forme di intervento.

DISAGIO ABITATIVO
Tra le priorità sulle quali si deve intervenire si segnala prima di tutto quella relativa al disagio abitativo, senza alcun dubbio la questione emergente e centrale. Deve essere affrontata per risolverla in modo strutturale e non come successo fino ad oggi con interventi estemporanei e spesso scoordinati. Penso ad esempio a possibili forme di autocostruzione e comunque a formule urbanistiche all?inse-gna del superamento del concetto di ?ghetto?. Oggi i cosiddetti campi-rom non sono altro che ghetti. Dobbiamo trovare delle alternative consone anche per rispettare la cultura Rom. Non possiamo cioè passare dal campo come ghetto ai casermoni-alveare?.

INSERIMENTO SOCIALE E SCOLASTICO
?L?altra questione decisiva è quella dell?inserimento sociale e di quello scolastico. Su questo punto è stato avviato un percorso con il Ministero dell?Istruzione per studiare le soluzioni migliori e avere prima di tutto il quadro esatto della situazione attuale a proposito di inserimento scolastico dei bambini Rom.
E? però evidente come il problema del nostro rapporto coi Rom si de-ve affrontare alla radice, vale a dire a partire dall?abitudine a consi-derare come ?altro? e pericoloso ciò che appare come diverso da noi”.

I ROM COME CAPRO ESPIATORIO
“Il rischio continuo che si corre nel nostro paese è quello di consi-derare il Rom come il capro espiatorio di altri problemi: in particolare dei disagi e delle difficoltà della vita nelle grandi aree urbane e nelle periferie delle nostre città. Non è un caso che i fatti di cronaca più drammatici si verificano sempre nelle zone più degradate o dove la gente ?normale? sta peggio. La vera emergenza dalla quale uscire sono le forme di impoverimento e di precarietà della popolazione che spinge chi sta male a sospettare se non ad odiare che gli sta vicino e è magari ?diverso? da lui. Sui temi della casa e dell?inclusione sociale si deve perciò lavorare mentre si interviene anche per modificare quel senso comune che, spesso veicolato anche dai media, fa di ogni diversità un pericolo o una minaccia sulla quale proiettare le incertezze e le paure di quella parte della società che si sente più debole e precaria?.

ALCUNI PUNTI DI INTERVENTO
?In occasione dell?8 aprile si possono indicare anche altri punti di intervento che si potranno realizzare nei prossimi mesi in favore del riconoscimento dei diritti e dell?inclusione sociale dei Rom: operare per il riconoscimento delle popolazioni Rom e Sinte quali minoranze linguistiche, convocare una conferenza internazionale che discuta dei diritti di questa parte della popolazione europea, infine, per quanto riguarda il Ministero della Solidarietà sociale, destinare una parte delle risorse del Fondo per l?inclusione sociale degli immigrati proprio all?inclusione sociale dei Rom, con particolare attenzione ai giovani?.

Riferimenti: Ministero della Solidarietà Sociale

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A Padova i Sinti si costruiscono la casa

6 Aprile 2007 Commenti chiusi


Roma, 5 aprile. Si chiama Villaggio Speranza il nucleo di undici casette in muratura che i Sinti del ?campo nomadi? di via Tassinari, di Padova, inizieranno a costruire dopo un corso di formazione in edilizia. E? il primo progetto di autocostruzione di questo tipo in Italia. La risposta del comune di Padova, fortemente voluta dall?Opera Nomadi, per risolvere la situazione abitativa dei Sinti, dopo vent?anni di ?campo sosta comunale?.
Il progetto viene presentato oggi a Roma al Convegno Europeo su Autorecupero e Autocostruzione che parte alle 10 alla sala Protomoteca del Campidoglio, organizzato dal Comune e Ministero della Solidarietà Sociale.

I SINTI MURATORI
Il corso di formazione da edili comincerà tra un mese. E nel giro di un anno e mezzo nel quartiere San Giuseppe-Savonarola di Padova saranno pronte le case per i sinti del campo di via Tassinari-Corso Australia. Undici «villette» di una cinquantina di metri quadri ognuna, con il giardino di fronte e tutti i servizi. Costruite proprio da loro, i Sinti. Il Comune investe una somma di 300 mila euro per le spese di costruzione. A occuparsi dei lavori sarà la cooperativa «Padovana muratori», che assumerà i sinti dopo un corso di formazione da cui riceveranno anche un attestato. con la speranza che, finito di mettere su casa, possano continuare a lavorare nel settore.
Si tratta di undici famiglie, 29 persone, che dopo vent?anni di segregazione in un ?campo sosta comunale? non volevano finire nel chiuso degli alloggi popolari, smembrando la famiglia allargata.

E A PADOVA I SINTI SE LA COSTRUISCONO
Nella città veneta sta per partire il progetto «Villaggio Speranza». Undici famiglie sinte che vivono nelle roulotte costruiranno con le proprie mani la loro abitazione, aiutati dal Comune. Si chiama «autocostruzione». Un convegno sul tema oggi a Roma
il manifesto, 5 aprile. Di Cinzia Gubbini

Il corso di formazione da edili comincerà tra un mese. E nel giro di un anno e mezzo nel quartiere San Giuseppe-Savonarola di Padova saranno pronte le case per i sinti del campo di via Tassinari-Corso Australia. Undici «villette» di una cinquantina di metri quadri ognuna, con il giardino di fronte e tutti i servizi. Costruite proprio da loro, i sinti. E’ il primo progetto di autocostruzione di questo tipo – un esperimento simile sta per partire a Casoria, in provincia di Napoli – realizzato niente meno che in terra leghista. Il nome scelto dai sinti per le loro future case tradisce la fatica di raggiungere l’obiettivo: «Villaggio Speranza».
Ad aiutarli e a rispondere colpo su colpo alle polemiche scatenate dalla destra in consiglio comunale, gli operatori dell’Opera nomadi che seguono le undici famiglie sinte (ventinove persone in tutto) ormai da vent’anni. Con il supporto della giunta di centro sinistra, in particolare del vicensindaco Claudio Sinigaglia, che ha difeso sin dall’inizio il progetto. «Quanto c’è voluto, sono anni che i sinti chiedono di poter avere una casa, di andarsene da quel campo dove vivevano male, dentro le roulotte, con solo due bagni a disposizione, e chiusi dentro un muro alto quattro metri, tagliati fuori – racconta la presidente dell’Opera Nomadi di Padova, Renata Paolucci – con la destra non c’era niente da fare. Erano sordi a qualsiasi proposta. Magari avrebbero speso soldi per migliorare il campo, ma mai per permettere a queste persone, che sono cittadini padovani, i cui figli frequentano le nostre scuole, di uscire dalle roulotte».
Erano quattro mura che chiedevano le famiglie sinte. Ma non volevano finire in un alloggio popolare. Quello no. Dentro case piccole, senza nessuno sbocco all’esterno, costretti a smembrare la famiglia allargata. Le undici famiglie non avevano i soldi per comprare un terreno, magari fuori città, dove piantare una casa una muratura, come hanno fatto altri sinti padovani. Un tempo erano giostrai, uno di loro lo è ancora. Ma le cose sono cambiate, con la giostrina alle sagre si fatica a campare. Oggi le donne del gruppo sinto lavorano nelle pulizie, i ragazzi si arrangiano con qualche lavoretto precario, i più giovani stanno frequentando corsi di formazione. Ma pagare un affitto è quasi impossibile. Accedere a un mutuo, peggio che andare di notte. E allora l’idea è quella dell’autocostruzione: una strada che sta prendendo piede anche in Italia. Proprio oggi, a Roma, comune e ministero della Solidarietà sociale hanno organizzato un convegno europeo sul tema, che parte alle 10 alla sala Protomoteca del Campidoglio. Si parlerà anche del progetto di Padova.
Il «Villaggio Speranza» funziona così: il Comune mette a disposizione 300 mila euro per le spese di costruzione. A occuparsi dei lavori sarà la cooperativa «Padovana muratori», che assumerà i sinti dopo un corso di formazione da cui riceveranno anche un attestato. con la speranza che, finito di mettere su casa, possano continuare a lavorare nel settore. Con ulteriori 100 mila euro, stanziati ancora dal Comune, verranno pagati gli stipendi dei «neoassunti»: «Solo per una parte dell’orario di lavoro – spiega Paolucci – mentre il resto delle ore che i sinti daranno “gratis” saranno decurtate dal canone mensile che le famiglie dovranno corrispondere».
Le case, come il terreno, infatti rimangono di proprietà del Comune. «Ma chissà, magari alla fine del progetto riusciremo a fare in modo che i sinti diventino proprietari delle case», osserva Paolucci. Polemiche da parte della popolazione? «Macché – dice la vicepresidente di Opera nomadi – la gente non si spaventa di fronte a progetti che permettono di vivere in modo dignitoso. Sono i campi, e l’emarginazione, a creare pregiudizi. A fare cagnara sono stati solo i signori della destra in consiglio comunale».

_____________riferimenti_____________________

Autorecupero e Autocostruzione: Convegno Europeo
Romano Lil, 5 aprile
Roma, 5 aprile. Anche l?Opera Nomadi (col ?villaggio speranza? di Padova) invitata al Convegno Europeo: Autorecupero e Autocostru-zione, Forme e politiche di un nuovo servizio pubblico per l’alloggio sociale. Il Convegno, organizzato da Ministero della Solidarietà So-ciale, Regione Lazio, Comune di Roma, si tiene alla Sala della Proto-moteca, presso il Campidoglio, dalle ore 9 alle 18. L’autorecupero e l’autocostruzione ai fini residenziali intendono recuperare in forma partenariale le proposte innovative emergenti dalla società, talvolta in forma conflittuale, incrementando l’efficacia dell’investimento pub-blico attraverso – l’integrazione delle politiche urbanistiche con quelle sociali residenziali ed economiche per governare la complessità dei fattori

Lo smantellamento dei ?campi nomadi? di Padova
Archivio Romano Lil, 2 aprile
Padova, 1998-2006. Lo smantellamento dei ?campi sosta comunali? proviene da una mobilitazione continua e determinata dell?Opera Nomadi locale. A partire dalla partecipazione a gare d?appalto per la ?gestione campi? e per la ?scolarizzazione?, con ricorsi al TAR per pratiche clientelari, per arrivare alla sensibilizzazione metodica sui “campi nomadi sacche di emarginazione, che vanno smantellati?. Smantellati con redistribuzione abitativa, concordata coi residenti, che ha visto la casa come destinazione principale, seguita dal ?villaggio speranza? e da microaree residenziali. Villaggio Speranza che viene relazionato a “tavoli” europei sull’habitat.
Fondamentale, in questa battaglia, il rinnovo della convenzione per la ?gestione campi?, del 22 luglio 2005, che è stato accettato solo in cambio di impegno scritto, del vice-sindaco, sul progressivo sman-tellamento dei ?campi?.

Fotografia: nella casetta simulata, Renata, il ?Bianco?, Melania e Giulia

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La casa per i Sinti

5 Aprile 2007 1 commento

E a Padova i Sinti se la costruiscono. “il manifesto”, 5 aprile, pag.8

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Autorecupero e Autocostruzione: Convegno Europeo

5 Aprile 2007 Commenti chiusi


Roma, 5 aprile. Anche l?Opera Nomadi (col ?villaggio speranza? di Padova) invitata al Convegno Europeo: Autorecupero e Autocostruzione, Forme e politiche di un nuovo servizio pubblico per l’alloggio sociale. Il Convegno, organizzato da Ministero della Solidarietà Sociale, Regione Lazio, Comune di Roma, si tiene alla Sala della Protomoteca, presso il Campidoglio, dalle ore 9 alle 18. L’autorecupero e l’autocostruzione ai fini residenziali intendono recuperare in forma partenariale le proposte innovative emergenti dalla società, talvolta in forma conflittuale, incrementando l’efficacia dell’investimento pubblico attraverso – l’integrazione delle politiche urbanistiche con quelle sociali residenziali ed economiche per go-vernare la complessità dei fattori che sono all’origine dell’esclusione e del degrado urbano.

AL POMERIGGIO RENATA PAOLUCCI
Al pomeriggio, nella sessione ?Esperienze di autorecupero e autocostruzione in europa?, l?intervento di Renata Paolucci, Opera Nomadi, sul ?Villaggio Speranza? autocostruito dei Sinti di Padova.
I Sinti di Corso Australia, Rom e Sinti a Padova, 29 dicembre

Ministero della Solidarietà Sociale
Regione Lazio
Comune di Roma

AUTORECUPERO AUTOCOSTRUZIONE
Forme e politiche di un nuovo servizio pubblico per l’alloggio sociale
Convegno Europeo
Roma 5 aprile 2007 ore 10-18 >Campidoglio, Sala della Protomoteca

L?OBIETTIVO
L’autorecupero e l’autocostruzione ai fini residenziali intendono recuperare in forma partenariale le proposte innovative emergenti dalla società, talvolta in forma conflittuale, incrementando l’efficacia dell’investimento pubblico attraverso l’integrazione delle politiche urbanistiche con quelle sociali residenziali ed economiche per governare la complessità dei fattori che sono all’origine dell’esclusione e del degrado urbano. Inoltre, tra gli obiettivi a più lunga scadenza, la partecipazione alla progettazione ha come fine quello di incrementare l’accettazione dell’opera da parte degli assegnatari – costruttori, stimolandone un contributo attivo al mantenimento futuro, mentre l’applicazione di tecnologie compatibili con la sostenibilità ambientale (ad esempio edilizia bioclimatica) ha come fine quello di contribuire, oltre che alla loro diffusione e sperimentazione, anche alla formazione di maestranze specializzate all’uso delle tecnologie stesse. Per l’attivazione di un programma vasto di autorecupero ed autocostruzione, che esca dalla fase sperimentale e che diventi parte importante del servizio pubblico di edilizia residenziale per i cittadini esclusi dall’edilizia residenziale pubblica e dall’acquisto di edilizia residenziale agevolata, ma anche come possibile forma di politica abitativa a sostegno dell’inclusione sociale per immigrati e rom, il Ministero della Solidarietà Sociale in collaborazione con il Comune di Roma, Assessorato alle Politiche per le Periferie, lo Sviluppo Locale, il Lavoro e con il patrocinio della Regione Lazio, ha organizzato per il giorno 5 aprile 2007 un convegno internazionale come momento di discussione e confronto su quanto in tal senso è stato prodotto finora in Italia e in alcuni Paesi europei.

IL PROGRAMMA: MATTINA
Forme e politiche di un nuovo servizio pubblico per l’alloggio sociale
ore 9.00 Registrazione partecipanti
ore 10.00 Relazione introduttiva
Prof.Yann Maury, Consigliere scientifico del Convegno

Intervengono:
- Bruno Astorre
Assessore ai Lavori Pubblici e Politica della Casa – Regione Lazio
- Mario Cavani
Vice Presidente area centro Banca Popolare Etica
- Luciano Cecchi
Presidente Federcasa
- Jacques Donzelot
Università Parigi X – Nanterre
- Paolo Naso
docente Scienza politica Università La Sapienza Roma
- Luigi Nieri
Assessore al Bilancio, Programmazione Economico-Finanziaria e Partecipazione Regione Lazio
- Cesare Ottolini
International Alliance of Inhabitants
- Felice Romeo
Vice Presidente Lega Coop Servizi Sociali
- Damiano Stufara
Assessore Politiche Sociali e Abitative Regione Umbria – Coord. Assessori
Regionali Politiche Abitative
- Jacques Theys
Direct de la Recherche et de Affaires Scientifiques et Tecnocques, Parigi
- Michèle Tilmont
Plan Urbanisme Architecture – Ministère Equipement, Parigi
- Roberto Tricarico
Assessore alla Casa Comune di Torino – Vice Coordinatore ANCI Casa
- Arch. Marina Vecchierelli
Dirigente XIX Dipartimento Politiche per lo Sviluppo ed il Recupero delle Periferie – Comune di Roma

ore 13.00 Break
IL PROGRAMMA: POMERIGGIO
ore 14.00 Esperienze di autorecupero e autocostruzione in europa
Saluti di Walter Veltroni, Sindaco di Roma
Intervengono:
- Peter Blakeney e Christine Shoeffler, ?Vereniging Poortgebouw? – Rotterdam (Olanda)
- Maurizio Clarotti, Docente di Fattibilità Economica Università La Sapienza – Roma
- Isadora D’Aimmo, Ass.re Provincia Napoli, Autocostruzione villaggio Rom – Casoria (NA)
- Iury Farabegoli, Assessore Casa Comune di Ravenna
- Gianfranco Massetti, Sindaco Paderno Dugnano – Milano
- Aurelia Ortiz Peña, Cooperativa ?Progetto Uniti? Comune Paderno Dugnano – Milano
- Renata Paolucci, Opera Nomadi: il Villaggio autocostruito Speranza
- Manfredo Proietti, Cooperativa Autorecupero ?Inventare l’Abitare? Via Marica – Roma
- Renato Rizzo, Cooperativa Autorecupero ?Vivere 2000? – Piazza Sonnino – Roma
- Giovani Rubino, Cooperativa ?Piccolo Mondo? Ravenna
- Almudena Sanchez Moya, Cooperative de Vivienda Joven (COVIJO) – Madrid
- Ottavio Tozzo, Presidente Alisei
- Paul Trigalet, Solidarités Nouvelles – Bruxelles

CONSIDERAZIONI FINALI E CONCLUSIONI
Dante Pomponi, Assessore alle Politiche per le Periferie, lo Sviluppo Locale, il Lavoro
Paolo Ferrero, Ministro della Solidarietà Sociale

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Appello di Rom e Sinti contro gli sgomberi di Roma

4 Aprile 2007 Commenti chiusi

Roma, 4 aprile. 56 Rom e Sinti di Roma, con il supporto del professor Brazzoduro e De Angelis, riuniti in assemblea presso l?Università ?La Sapienza? hanno redatto un appello contro gli sgomberi della città capitale: ?Noi qui riuniti gridiamo no agli sgomberi, no alla repressione, no alle espulsioni e sì a una politica abitativa alternativa ai ?campi nomadi?, sì all?integrazione economica, sociale e culturale?. L?appello, dove si chiede anche il riconoscimento dello status di minoranza, è indirizzato a rappresentanti istituzionali italiani ed europei ed è stato presentato, quest?oggi, anche al Ministro Amato. Un appello al reelatore speciale ONU, contro gli sgomberi senza alternative, Il Prefetto sgombera Rom di Roma, lo aveva rivolto anche l’Opera Nomadi lazio il 14 febbraio scorso.

A LOR SIGNORI

Al Commissario Europeo per i Diritti Umani,
Al Ministro degli Affari Interni, Giuliano Amato
Al Ministro della Salute, Livia Turco
Al Ministro per le Politiche della Famiglia, Rosy Bindi
Al Ministro della Solidarietà sociale, Paolo Ferrero
Al Presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo
Al Presidente della Provincia di Roma, Enrico Gasbarra
Al Sindaco di Roma, Walter Veltroni
All?Assessore alle Politiche Sociali e Sanitarie, Rafaela Milano
Al Prefetto di Roma, Achille Serra
Al membro italiano del Comitato di Esperti su Rom e Viaggianti del Consiglio d?Europa, Claudio Marta

I SOTTOSCRITTI ROM E SINTI
riuniti in assemblea presso l?Università di Roma ?La Sapienza?

RILEVANO
con sconcerto e preoccupazione la svolta repressiva adottata dalle autorità di pubblica sicurezza e concretizzatasi in ripetute azioni di sgombero, non solo di miserabili insediamenti spontanei (nelle ultime settimane Largo Camesena, Tor Pagnotta, Tor Vergata), ma anche di cosiddetti ?campi nomadi? ormai istituzionalizzati e attrezzati come Bellosguardo a via di villa Troili.

DENUNCIANO
all?opinione pubblica nazionale e internazionale tali sgomberi, che si configurano come l?espressione di una inaccettabile ?pedagogia del terrore? e sono presentati dall?Amministrazione comunale come opera di riqualificazione e bonifica del territorio.
Rammentiamo peraltro che il Governo italiano è stato già deplorato, in sede di Consiglio d?Europa, per comportamento discriminatorio in tema di politiche abitative nei confronti di rom e sinti. Con decisione unanime dei componenti del Comitato Europeo per i Diritti Sociali, assunta il 21 dicembre 2004, si è stigmatizzato che: 1) l?inade-guatezza dei campi sosta costituisce una violazione dell?art. 31 (1) della Carta; 2) gli sgomberi forzati e le altre sanzioni ad essi associati costituiscono una violazione dell?art. 31 (2); 3) la mancanza di soluzioni abitative stabili per rom e sinti costituisce una violazione degli articoli 31 (1) e 31 (3).

Lascia perplessi e indignati l?ottusa ripetizione di una pratica che calpesta diritti umani elementari come quello a un tetto o a un semplice ricovero. I cosiddetti ?campi nomadi? sono stati già una invenzione arbitraria per confinare in maniera razzista i profughi dell?Europa dell?est da generazioni sedentarizzati nei loro paesi. In tali campi per l?incuria istituzionale i rom e i sinti sono stati costretti a sopravvivere miseramente in orrendi agglomerati per lo più privi di acqua, bagni, fognature, elettricità. I campi cosiddetti attrezzati non si distinguono di molto da quelli improvvisati. Non a caso quest?in-verno sono morti bruciati due giovani nel campo attrezzato di via dei Gordiani, come sono morti bruciati i giovani sposi Cristina e Nicolae di 15 e 14 anni nel campo informale di Orta di Atella nel Casertano.

I ?campi nomadi?, che sono luoghi dove si corre il rischio dell?annien-tamento dell?identità culturale, si presentano come concentrati di miseria e ghetti esposti alla devianza, nonostante l?impegno profuso dalla sparuta presenza del volontariato e dall?intervento in prima persona di qualche mediatore culturale rom.

I campi cosiddetti attrezzati, costruiti con materiali scadenti e soggetti pertanto a rapido deterioramento, sono privi di manutenzione. Spesso interventi fondamentali come un presidio sanitario vengono improvvisamente sospesi. I campi sono sottoposti ad un controllo poliziesco fatto di blitz indiscriminati che lasciano una scia di terrore che colpisce soprattutto i nostri bambini per giorni e giorni quasi paralizzati dalla paura (chiedere ai loro insegnanti). Le famiglie non possono spostarsi neppure temporaneamente perché altrimenti perdono il diritto al posto. Si è sottoposti ad espulsione dal campo in qualunque momento come sanzione amministrativa a totale arbitrio di chi la decide senza che si siano avute condanne definitive da parte della magistratura per uno specifico reato. Chi è condannato paghi, ma che senso ha che tutta la sua famiglia sia cacciata dall?abitazione?!!

Il controllo esasperato della polizia non ha difeso però stranamente i rom dagli attacchi subiti da parte di teppisti e di squadracce fasciste, né dall?infiltrazione criminale che ha cercato nei campi manovalanza soprattutto per lo spaccio di sostanze stupefacenti. Negli ultimi tempi sono sempre più numerosi i rom tossicodipendenti e contagiati dall?aids. Sino a qualche tempo fa tra rom e sinti la tossicodipendenza era sconosciuta.

Gli stessi rom e sinti cittadini italiani come i rom kalderash (lucidatori di metalli) o i sinti sono gravemente discriminati. La mancanza di vere aree di sosta sta distruggendo la possibilità di portare avanti attività tradizionali che potrebbero stare nel mercato, come lo spettacolo viaggiante, le giostre o le tante forme di ambulantato e di lavoro stagionale. I sinti hanno subito un vero e proprio censimento etnico ad hoc, fotografati addirittura. Chi ha rifiutato il censimento, considerandolo arbitrario , in quanto cittadino italiano, è stato poi privato del diritto di sostare nei cosiddetti campi nomadi. In molti casi per sopravvivere abbiamo dovuto riciclarci come rottamatori e acquistare privatamente degli appezzamenti di terreno per tenere unita la famiglia estesa. Nel paese dei condoni edilizi e fiscali siamo continuamente vessati da vigili urbani e minacciati di abbattimento dei prefabbricati che abbiamo realizzato in maniera dignitosa sul nostro terreno.

Benché nei campi siano sistematicamente violati i diritti umani, tali realtà comunque garantiscono la sopravvivenza; col tempo si attivano reti di capitale sociale, pratiche di integrazione scolastica, sociale e lavorativa.

Gravissimo perciò è lo sgombero improvviso che ci costringe a condizioni ancora più precarie con contemporanea, assurda e ingiustificabile distruzione dei nostri poveri beni. Donne e bambini, spesso in tenerissima età, in seguito allo sgombero sono lasciati in strada con i loro genitori che quindi sono costretti a cercare ricoveri di fortuna presso altri insediamenti informali, spesso in vere e proprie grotte oppure lungo il greto dei fiumi o in fatiscenti fabbriche deindustrializzate; in posti comunque accomunati dall?insalubrità e che quindi costituiscono pericoli evidenti per la salute. E difatti si registrano preoccupanti casi di tifo, di tubercolosi ecc.

Tutto il faticoso lavoro sul piano dell?integrazione scolastica e lavorativa viene distrutto a colpi di ruspa e di espulsioni.
L?Amministrazione capitolina, che si è definita ?giunta della solida-rietà? aperta alla questione della povertà nel terzo mondo, continua ad affrontare i problemi dei rom e dei sinti come ?emergenza? esclusivamente dal punto di vista dell?ordine pubblico. Con l?annuncio del possibile trasferimento forzato presso paesi della provincia si corre il rischio di fomentare l?odio sociale.

Come potrebbero essere viste di buon occhio persone deportate con la scusa di risanare la periferia romana dalla delinquenza? Perchè non si informa che tra i rom e i sinti ci sono anche artisti, poeti, musicisti, abili artigiani, studenti che a scuola, nonostante lo svantaggio sociale, stanno raggiungendo buoni risultati, donne che sono mediatrici culturali, impegnate anche in progetti di grande innovazione, come l?Antica Sartoria Rom?

La realtà oggettiva di emarginazione e di esclusione costituisce un potente ostacolo al processo di formazione di una nostra rappre-sentanza politico-sociale. Ciononostante si registra, specialmente tra le nuove generazioni, la maturazione di una consapevolezza dei propri diritti e dei propri doveri e la convinzione della necessità di impegnarsi alla costruzione del proprio futuro che meritano attenzione e incoraggiamento.

Nei giorni in cui si celebra il 50° anniversario dei Trattati di Roma, nonchè nella terza settimana dedicata all?antirazzismo, i sottoscritti

CHIEDONO

1. L?adozione di politiche sociali a livello delle esigenze ormai da anni ben note alle pubbliche autorità;

2. Il riconoscimento dello status di minoranza etnico-linguistica;

3. L?elaborazione da parte delle pubbliche autorità di quella serie di iniziative coordinate, idonee ad avviare un processo finalizzato al superamento dei ?campi nomadi? e comunque degli insediamenti spontanei che non costituiscono un?emergenza improvvisa ma una realtà di cui da anni si conoscono dinamica e fenomenologia come pure proposte alternative, condizione preliminare a un?effettiva politica di integrazione.

Noi qui riuniti gridiamo no agli sgomberi, no alla repressione, no alle espulsioni e sì a una politica abitativa alternativa ai ?campi nomadi?, sì all?integrazione economica, sociale e culturale

I Rom e sinti firmatari di questa lettera

CHIEDONO
alle autorità destinatarie di questo documento di essere ascoltati, di essere consultati in prima persona data l?estrema gravità delle condizioni di vita che sono venute maturando a causa della colpe-vole disattenzione e incuria delle pubbliche autorità, di partecipare alle decisioni che direttamente o indirettamente li riguardano

che per i rom extracomunitari si rimedi celermente a una situazione di assoluta precarietà giuridica imputabile al mancato riconoscimento di un diritto di residenza non solo a chi è in Italia da lustri (anche 40 anni !) ma anche a chi è nato e ha sempre vissuto nel nostro Paese

INVITANO
A visitare la drammatica realtà dei campi dell?area metropolitana romana, non dissimili da molti altri sparsi in tutta Italia e segno tangibile del degrado e della negazione di diritti elementari in cui la gran parte di rom e sinti è costretta a sopravvivere.

1. Graziano Halilovic (rom xoraxanè, La Barbuta)
2. Annibale Niemen (sinto, Lunghezza)
3. Zoran Maximovic (rom rudaro, Gordiani)
4. Sladijana Mitrovic (romnì rudara, Gordiani)
5. Gania Sejdic (romnì xoraxanè, Castel romano)
6. Sevla Sejdic (romnì xoraxanè, Vicolo Savini)
7. Najo Adzovic (rom xoraxanè, Casilino 900)
8. Fadil Adzovic (rom xoraxanè, Casilino 900)
9. Vesil Hadzovic (rom xoraxanè, Castel romano)
10. Nedzab Hamidovic (rom xoraxanè, Castel romano)
11. Mirsad (rom xoraxanè, Candoni)
12. Silvana Sulejmanovic (romnì xoraxanè, Salviati 2)
13. Senada Sulejmanovic (romnì xoraxanè, Salviati 2)
14. Fikreta Sulejmanovic (romnì xoraxanè, Salviati 2)
15. Sakib Sulejmanovic (rom xoraxanè, Salviati 2)
16. Senada Salkanovic (romnì xoraxanè Crna Gorski Casilino 900)
17. Vesir Salkanovic (rom xoraxanè Crna Gorski Casilino 900)
18. Serkia Salkanovic (rom xoraxanè Crna Gorski Casilino 900)
19. Mahmut Salkanovic (rom xoraxanè Crna Gorski Casilino 900)
20. Lulugin Husovic (rom xoraxanè Crna Gorski Casilino 900)
21. Hakia Husovic (rom xoraxanè Crna Gorski Casilino 900)
22. Ekrem Husovic (rom xoraxanè Crna Gorski Casilino 900)
23. Almasa Sulejmanovic (romnì xoraxanè, Salviati 2)
24. Sandro Adzovic (rom xoraxanè, Casilino 900)
25. Bidaijm Sahiti (rom xoraxanè, macedone, Casilino 900)
26. Dzafer Sahiti (rom xoraxanè, macedone, Casilino 900)
27. Aldo Hudorovic (rom kalderash, Foro Boario)
28. Alina Dumitru (romnì romena, ex villa Troili)
29. Marinel Ignat (romnì romena, ex villa Troili)
30. Ecaterina Enciu (romnì romena, ex villa Troili)
31. Florian Nucu (romnì romena, ex villa Troili)
32. Leonard Iancu (rom romeno, ex villa Troili)
33. Dan Zarafu (rom romeno, ex villa Troili)
34. Florin Dinu (rom romeno, ex villa Troili)
35. Elena Calin (romnì romena, ex villa Troili)
36. Cristina Zarafu (romnì romena, ex villa Troili)
37. Emil Ignat (rom romeno, ex villa Troili)
38. Camelia Zarafu (romnì romena, ex villa Troili)
39. Odisej Cismic (rom xoraxanè, Castel romano)
40. Sacir Hamidovic (romnì xoraxanè, Castel romano)
41. Safet Sejdic (rom xoraxanè, Castel romano)
42. Esma Cismic (romnì xoraxanè, Castel romano)
43. Hamidovic Alija (rom xoraxanè, Castel romano)
44. Hajrija Halilovic (romnì xoraxanè, La Barbuta)
45. Senapa Ramovic (romnì xoraxanè, La Barbuta)
46. Devlia Hadzovic (rom xoraxanè, La Barbuta)
47. Rifet Seferovic (rom xoraxanè, La Barbuta)
48. Venetu Halilovic (rom xoraxanè, La Barbuta)
49. Mirko Grga (rom rudaro, Salviati 1)
50. Dragan Djordjevic (rom rudaro, Salviati 2)
51. Zoran Todorovic (rom rudaro)
52. Umiza Halilovic (romnì xoraxanè, Lombroso)
53. Dudia Halilovic (romnì xoraxanè, Lombroso)
54. Lulugi Halilovic (romnì xoraxanè, Lombroso)
55. Davide Halilovic (rom xoraxanè, Lombroso)
56. Vebia Halilovic (rom xoraxanè, Lombroso)

Riferimenti: Il Prefetto Serra dichiara guerra a?

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Al Ministero per l?8 aprile, ?Giorno dei Rom?

4 Aprile 2007 Commenti chiusi


Roma 4 aprile, Ministero dell?Interno. Alla ?Giornata internazionale dei Rom?, ricorrente l? 8 aprile, è dedicata la seduta del Comitato contro la discriminazione, presieduta dal Ministro dell?Interno On.le Giuliano Amato alla presenza dei Sottosegretari di Stato On.li Marcella Lucidi ed Ettore Rosato. Per l’Opera Nomadi un’occasione per presentare proposte politiche concrete per l?integrazione dei Rom/Sinti. Dalla ri-conciliazione coi Rom/Sinti, col riconoscimento di minoranza etnico-linguistica Europea, alle tematiche specifiche per favorire l’inte-grazione sociale: Habitat, Lavoro, Istruzione, Sanità.

LA FRAMMENTAZIONE: galassia di minoranze
Sparpagliati e poco influenti. L’Opera Nomadi approfitterà dell’oc-casione per consegnare alcune proposte di cittadinanza attiva, ma sarebbe stato il momento adatto per una proposta collettiva.
Gli sgomberi selvaggi dei ?campi nomadi? sono l’emergenza più gra-ve, soprattutto nelle ultime settimane e dipendono anche dal Ministero dell?Interno. Anche in questa occasione la frammentazione e la moltiplicazione delle Associazioni sui Rom/Sinti sono fisiologiche al ?sistema sociale? che produce discriminazione: poteva essere l?occasione buona per concordare, tutti assieme, la richiesta di una ?Direttiva Ministeriale? che impedisca gli sgomberi dei “campi nomadi” se non sono previste alternative abitative, in dettato alle direttive della Comunità Europea.

Ministero dell?Interno
Si riunisce il Comitato contro la discriminazione e l’antisemitismo
Si riunisce alle 16 il Comitato contro la discriminazione e l’antisemi-tismo che sarà presieduto, per l´occasione, dal ministro dell´Interno Giuliano Amato. Saranno inoltre presenti i sottosegretari Marcella Lucidi e Ettore Rosato, rispettivamente con delega all´immigrazione e alle minoranze etniche.
La riunione, in vista della giornata internazionale dei rom che si celebrerà il prossimo 8 aprile, prevede l´audizione dei rappresentanti delle organizzazioni maggiormente rappresentative delle Comunità ?sprovviste di territorio? e delle associazioni impegnate nel settore, il tutto con l´obbiettivo di favorire momenti di conoscenza e confronto fra le istituzioni.
Una riflessione specifica sarà dedicata ai temi del riconoscimento delle popolazioni rom e sinti, quali minoranze linguistiche, e alle problematiche dell’inclusione sociale.

Non serenate tzigane
PROPOSTE POLITICHE OPERA NOMADI
Una delegazione Opera Nomadi, composta dai vice-presidenti Renata Paolucci e Kasim Cizmic, e dal Consigliere Nazionale Vincenzo Esposito, approfitterà dell?occasione per consegnare al Ministro del-l?Interno due documenti:
A- Un documento-sintesi di proposte politiche a partire da una ri-conciliazione coi Rom/Sinti e dal riconoscimento di minoranza etnica-linguistica, per affrontare le tematiche specifiche.
B- Il Rapporto Programmatico Opera Nomadi 2007: Proposte di politica nazionale riguardanti lo sviluppo e l?autosviluppo delle popolazioni Rom/Sinte. Un rapporto suddiviso in differenti aree tema-tiche, Habitat ? Lavoro ? Scuola ? Sanità ? Diritti, per favorire l?in-tegrazione dei Rom/Sinti.

LA CONVOCAZIONE DELLE ASSOCIAZIONI
Ministero dell?Interno
Il Capo del Dipartimento per per le Libertà Civili e l?Immigrazione
Roma, 27 marzo 2007
Gentile Presidente,
presso questa Amministrazione, in analogia ad altri Stati europei, è stato istituito, con decreto del Ministro dell?Interno 30 gennaio 2004, il Comitato contro la discriminazione e l?antisemitismo, con il compito di esercitare un costante monitoraggio sui pericoli di regressione verso forme di intolleranza, razzismo, xenofobia ed antisemitismo e di individuare gli strumenti educativi e sanzionatori per contrastare ogni comportamento ispirato da odio religioso o razziale.
La composizione del Comitato, riformulata con D.M. 22 agosto 2006 e recentemente integrata con D.M. 16 novembre 2006, prevede la partecipazione di qualificati rappresentanti di tredici Amministrazioni dello Stato, interessate, per i diversi profili, alla specifica materia.
Detto organismo, la cui Presidenza è affidata allo scrivente in qualità di Capo Dipartimento per le Libertà Civili e l?Immigrazione, si riunisce mensilmente e periodicamente riferisce al Ministro dell?Interno sugli esiti degli studi e delle iniziative avviate, con la formulazione di proposte anche di carattere normativo .
In coerenza ai descritti compiti istituzionali, tra i settori di indagine ed intervento del Comitato si annoverano le problematiche legate al riconoscimento ed alla tutela dei diritti delle minoranze, la cui vita, ancora oggi, è segnata da notevoli difficoltà di inserimento sociale.
Alla ?Giornata internazionale dei Rom?, ricorrente l? 8 aprile, sarà dedicata la prossima seduta del Comitato, che sarà presieduta dal Sig. Ministro dell?Interno On.le Giuliano Amato alla presenza dei Sottosegretari di Stato On.li Marcella Lucidi ed Ettore Rosato.
Nella convinzione che, per attuare il principio di parità di trattamento tra le persone, indipendentemente dalla razza e dall?origine etnica in tutti i settori pubblici e privati sia fondamentale creare momenti di dialogo e di confronto fra le Istituzioni e coloro i quali nel tessuto della società civile sono impegnati sul fronte dell?integrazione, desidero rivolgerLe l?invito ad intervenire alla predetta riunione, che avrà luogo il 4 aprile p.v., alle ore 16, presso questo Ministero, Gabinetto del Ministro ? II piano – Sala del Consiglio.
Con molti cordiali saluti
Mario Morcone

____da dove nasce il Comitato___________

Presso il Ministero dell?Interno
COMITATO CONTRO LA DISCRIMINAZIONE
Il Governo Italiano, in analogia ad altri Stati europei, ha istituito, con decreto del Ministro dell?Interno 30 gennaio 2004, il Comitato contro la discriminazione e l?antisemitismo, con il compito di esercitare un costante monitoraggio sui pericoli di regressione verso forme di intolleranza, razzismo, xenofobia ed antisemitismo e di individuare gli strumenti educativi e sanzionatori per contrastare ogni comporta-mento ispirato da odio religioso o razziale.
La composizione del Comitato, riformulata con D.M. 22 agosto 2006 e recentemente integrata con D.M. 16 novembre 2006, prevede la partecipazione di qualificati rappresentanti di tredici Amministrazioni dello Stato, interessate, per i diversi profili, alla specifica materia.
Detto organismo, la cui Presidenza è affidata aL Capo Dipartimento per le Libertà Civili e l?Immigrazione, si riunisce mensilmente e periodicamente riferisce al Ministro dell?Interno sugli esiti degli studi e delle iniziative avviate, con la formulazione di proposte anche di carattere normativo.
In coerenza ai descritti compiti istituzionali, tra i settori di indagine ed intervento del Comitato si annoverano le problematiche legate al riconoscimento ed alla tutela dei diritti delle minoranze, la cui vita, ancora oggi, è segnata da notevoli difficoltà di inserimento sociale.

_______note a margine_______________

Ministero dell?Interno su Rom/Sinti e Camminanti
Archivio Romano Lil, 20 agosto 2006
12 luglio. Il Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione del Ministero dell’Interno ha presentato una pubblicazione dal titolo: “Le comunità sprovviste di territorio, i Rom, i Sinti e i Caminanti in Italia”. L’autore dell’opera, il viceprefetto Mario Scalia, ha affrontato il tema delle comunità senza territorio a tutto tondo, partendo dalla normativa (inevasa) in materia per poi calarsi nelle problematiche dei popoli nomadi, fornendo dati sulla loro consistenza numerica, sulle loro origini, sugli insediamenti e sulle aree geografiche particolar-mente interessate dal fenomeno. Evidenziate in particolar modo le problematiche della discriminazione, della scolarizzazione, della lingua, della religione e delle tradizioni culturali. E la crisi profonda ed attuale attraversata dalle popolazioni Rom/Sinte in Italia.

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Una Rumrì di Borsa: Serena Spada

3 Aprile 2007 Commenti chiusi


Studia a Montreux, Svizzera, per fare il ?broker? (l?agente di Borsa) la Rumrì Molisana Serena Spada. Un sogno da seconda elementare che la ha guidata per tutti gli studi ed adesso sta per realizzarsi. Ma il grande talento e la passione di Serena, dopo tanti sacrifici, rischiano di naufragare di fronte ai grandi costi economici degli studi universitari che ha progettato di completare in un anno e mezzo invece che tre.

PREMESSA
Anche secondo l?ultimo monitoraggio effettuato dalla Comunità Eu-ropea, i Rom/Sinti sono le popolazioni più discriminate e sottoposte ad atti di violenza razziale d?Europa. Svantaggiate nel Lavoro, Habitat, Salute, Istruzione. In Italia su circa 150 mila Rom/Sinti ci sono circa dodici laureati. Nel nostro Paese si contano 70 mila Rom/Sinti ?italiani?, a partire dal 1422, e circa 80 mila Rom ?immigrati? giunti soprattutto dai Balcani, dagli anni settanta del secolo scorso, e in anni più recenti, dalla Romania.

UNA ROM IN BORSA: UNA RISORSA OLTRE I PREGIUDIZI
Intervista a Serena Spada
Il ?caso? di Serena Spada, Rom Molisana che con grande talento, e orgoglio etnico, studia da agente di borsa in una università svizzera, col rischio di abbandonare per mancanza di soldi, è diventato ?mediatico? con l?intervista di Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera in data 22 marzo e con la successiva apparizione televisiva, a ?Uno mattina?, del 2 aprile.

DI FAMIGLIA MISTA
Serena è una Rumrì Molisana di Venafro, cittadina in provincia di Iser-nia, di famiglia mista, dove si parla ancora il ?romanès. Il papà Antonio è Rom, la madre, Anna Iannattone, è una ?cagi?, una civile. Hanno in gestione il parcheggio dell?ASL di Venafro, dopo un?espe-rienza di maneggio. Serena è la prima di quattro fratelli: una sorella di 23, un fratello di 22, un altro di 15. Il sogno di fare l?agente di Borsa le è venuto in seconda elementare ed è stato di traino per gli studi successivi.
?Non ho mai avuto problemi a studiare, anche in quanto donna, mio padre mi ha sempre appoggiata ed ha sempre avuto molta fiducia in me, è sempre stato preoccupato solo per le rette da pagare in quanto la mia famiglia non ha i mezzi economici per questi studi all?estero?.

GLI STUDI VANNO BENE
Gli studi vanno bene perché Serena ha un grande talento sorretto da passione e impegno. Ha un certificato in Scienze politiche conseguito presso la scuola di formazione politica giovanile di Isernia ed il diploma di inglese. Dopo questi studi si recata in Inghilterra per an-darsi a diplomare all’Harrow College di Londra, dove si è mantenuta da sola lavorando nelle ore libere.
?Sono riuscita a diplomarmi in Basic Business in un solo anno, invece che due, ma sono dovuta rientrare in Italia perché la mia famiglia non era in più in grado di aiutarmi?.

L?UNIVERSITA? IN SVIZZERA
Ed allora ha scelto un posto più vicino. Qualche mese fa ha superato il test di ammissione alla European University di Montreux, nel can-tone svizzero di Vaud, vicino a Ginevra. E si è iscritta al primo anno del corso di laurea triennale di Bachelor Business Administration. Ma il problema, ancora, sono i soldi: una retta comjplessiva di 20.000 CHF (Franchi svizzeri, 12.416 Euro), suddivisa in quattro rate, cui aggiungere i costi per il mantenimento (vitto, alloggio, libri).
?Il 2 di aprile sono arrivata in ritardo alla trasmissione televisiva Uno Mattina ed ho avuto tre minuti di tempo per esprimere il mio problema a tutta la nazione. E non ho potuto ringraziare pubblicamente Tiziana Valpiana, senatrice di Rifondazione Comunista che, tramite la mediazione di Massimo Converso ?Presidente nazionale dell?Opera Nomadi, si è fatta garante dei miei studi con un contributo economico, ma sta ancora cercando una soluzione, magari con una borsa di studio?.

A TEMPO PIENO
Le difficoltà sono solo di ordine economico perché, con grande pas-sione, Serena si è buttata a tempo pieno sugli studi mettendo da parte eventuali relazioni sentimentali. Dall?articolo sul Corriere, e dalla televisione, sono arrivati degli aiuti economici: da una famiglia di Padova, da Brescia e dall?Elcom di Venafro. Piccoli comntributi perché adesso restano da pagare ¾ di quota per il primo anno e quella per il secondo e per il terzo.
?Ho accelerato i tempi e mi sono programmata gli esami per laurearmi a maggio 2008 in Management e Finanza, un anno e mezzo invece di tre. Appena laureata andrò a lavorare perché non voglio più aggravare la situazione dei miei genitori. Così da potermi pagare la specializzazione in Stock Market per arrivare finalmente a fare l?operatrice di borsa?.

L’ESPERIENZA POLITICA
Due anni fa Serena si è presentata alle elezioni amministrative di Venafro con la Lista Civica.
?Mi sono presentata consigliata da un gruppo di amici: come cittadina e come Rom. Non sono stata eletta ma ho avuto 40 preferenze. E? stata una esperienza importante che mi ha fatto crescere. In un futuro lontano può darsi che la politica mi chiami ancora ma per adesso il mio obiettivo principale resta la Borsa, però gli eventi possono cambiarti la vita in un secondo?.

VOLONTARIA CON L?OPERA NOMADI
Nel tempo libero un contributo all’integrazione dei Rom/Sinti.
?Sto facendo un po? di attività, appoggio la scolarizzazione Rom di Venafro e Isernia. Tramite l?Opera Nomadi riesco ad entrare nelle scuole a fare da mediazione culturale. Ho fatto un mese di attività a febbraio poi sono partita per gli studi in Svizzera. Ci sono ancora tanti pregiudizi verso i Rom, i bambini non hanno i libri e tanti piccoli problemi che non si possono risolvere facilmente. Quando sono a casa, come adesso per Pasqua, do una mano ad affrontare questi problemi?.

AIUTARE GLI ALTRI
Da Serena, in conclusione, un augurio per il futuro.
?Il bene va ripagato con altro bene. Voglio ripagare le persone che mi hanno aiutato e anche gli altri che siano Rom o no?.

Fotografia: Roma, 10 febbraio. Serena interviene al gruppo di lavoro Habitat durante il IX Seminario Nazionale dell’Opera Nomadi

Riferimenti: Appello di Pasqua per gli studi di una Rumrì

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Habitat Rom/Sinti: la cultura dell?abitare

2 Aprile 2007 1 commento

Dal IX Seminario Nazionale Opera Nomadi, il dossier del gruppo di lavoro Habitat: da una relazione sulla condizione nazionale alle proposte politiche, che vedono la casa al primo piano, per facilitare l‘integrazione nell’habitat dei Rom/Sinti, a partire dallo smantellamento dei "campi nomadi" con redistribuzione abitativa concordata coi residenti. L‘Habitat, strettamente inter-connesso col Lavoro, va inserito in una politica complessiva che favorisca l‘inte-grazione dei Rom/Sinti. A partire da un Ufficio Governativo Nazio-nale, con mediatori culturali Rom/Sinti, che coordini gli interventi su: Habitat, Lavoro, Sanità, Scuola, Diritti, Rappresentazione culturale.

DA DOVE VIENE IL DOSSIER
Il dossier, approvato dal IX Seminario Nazionale, pro-viene dall‘esperienza quarantennale Opera Nomadi sul territorio: 30 sezioni in tutta Italia. Da quattro Seminari nazionali sull‘Habitat per i Sinti, da nove Seminari Nazionali su tutte le tematiche per favorire l‘integrazione dei Rom/Sinti, da conferenze, dibattiti e coordinamenti regionali, da buone proposte delle sezioni (Padova, Rovigo, Milano, Napoli, Reggio Calabria, Mantova…), da buone proposte istituzionali (come il comune di Modena, la Legge Regionale della Campania) da un confronto aperto a tutti anche attraverso la circolare telematica dell‘Opera Nomadi, Romano Lil.

IL CONTESTO
Il dossier Habitat, fa parte del Rapporto Programmatico Opera Nomadi 2007: Proposte di politica nazionale riguardanti lo sviluppo e l‘autosviluppo delle popolazioni Rom/Sinte.
Un rapporto suddiviso in differenti aree tematiche, Habitat
- Lavoro – Scuola - Sanità - Diritti, per favorire l’integrazione dei Rom/Sinti. A partire dal riconoscimento di minoranza etnico-linguistica Europea come primo passaggio verso una Ri-conciliazione trans-nazionale verso i Rom/Sinti, per rimuovere le barriere, i pre-giudizi che hanno prodotto un "trattamento differenziale" ed una vera e propria de-umanizzazione delle popolazioni Rom/Sinte. E dall‘istituzione di un Ufficio Governativo Nazionale, che si avvalga di mediatori Rom/Sinti, a coordinare gli interventi su tutto il territorio nazionale.

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