Ri-conciliazione coi Rom/Sinti
Intervista ad Alex Zanotelli, coscienza della società civile, sulle popolazioni più discriminate d‘Europa: verso i Rom permane una diffidenza che proviene da un pre-giudizio atavico, da 500 anni di persecuzione e discriminazione sociale. Il portato di una società altera che non accetta la diversità ingombranti e le culture che non si assimilano. Per superare questi pregiudizi ed aprire le porte ad una società interculturale bisogna ammettere le nostre colpe ed a farci portatori di una ri-conciliazione verso i Rom/Sinti. Sennò non ci sarà futuro, per noi e per loro.

Il Vangelo con gli occhi dei Rom
PER UNA RI-CONCILIAZIONE COI ROM/SINTI
Intervista a Alex Zanotelli
Alex Zanotelli, anni 68, padre comboniano in "missione" dalla parte degli ultimi, cerca di coniugare la fede ed il vangelo con l‘economia. Da qui la proposta di uno stile di vita, eco-solidale, per cambiare noi stessi ed il mondo che ci circonda.
Il suo impegno civile è alla luce delle cronache degli anni ‘80 per la denuncia del traffico d‘armi del Governo Italiano con i Paesi del Terzo Mondo. Nel 1987, dopo nove anni, è costretto a lasciare la direzione di "Nigrizia", rivista cattolica dell’Africa e del mondo nero, dalla quale, oltre a dare notizia dell‘attività delle missioni, partivano apertamente le accuse contro il commercio delle armi, l‘apartheid ed i potenti di allora: Craxi, Andreotti… Da quel momento la scelta di vita di padre Alex diventa ancora più radicale: dedicarsi totalmente ai "dannati della terra". Si trasferisce, primo uomo bianco, in una baraccopoli di Nairobi, Kenia, città di 3 milioni di abitanti dove almeno il 60% della popolazione vive in baracche. Korogocho è costruita a ridosso di una discarica i cui rifiuti sono la principale fonte di sostentamento per i suoi abitanti.
SONO TORNATO IN ITALIA
Sono tornato in Italia dopo 12 anni di missione nella discarica ambientale e umana di Korogocho, alla periferia di Nairobi, uno dei "sotterranei della vita" e della storia, dove vivono 100.000 persone ed il 50% è afflitto dall‘Aids. Ho scelto di vivere a Napoli, perché è la città più problematica d‘Italia ed il quartiere Sanità, in particolare, perché ha le sue belle questioni.
Mi occupo anche dei Rom, spesso in collaborazione con l‘Opera Nomadi di Napoli, perché sono una delle popolazioni più emarginate, più discriminate e più oppresse della nostra società e della Storia. E Napoli è una delle situazioni più degradanti di come sono trattati i Rom. Certe volte, a vedere e visitare alcuni insediamenti dei Rom mi pare di essere ritornato in Kenia.
LA BUONA NOVELLA
I poveri, come dice Gesù, sono i primi soggetti che ricevono la notizia dell‘arrivo del Regno di Dio.
Con Gesù arriva la "buona novella" ai poveri, che a Napoli sono soprattutto i Rom, quella di un messia che annuncia che non ci sono più né im-poveriti né esclusi. Il vangelo dovrebbe essere visto attraverso questi occhi, quelli dei poveri, quelli dei Rom: questa è l‘unica maniera per capire la predicazione di Cristo. Un Gesù povero per un vangelo dei poveri. A partire dalle beatitudini, il discorso della montagna che contiene l‘essenza del messaggio cristiano:
""Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli! Beati quelli che piangono, perché saranno consolati; Beati i miti, perché eredi-teranno la terra! Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia, per-ché saranno saziati! Beati i misericordiosi, perché otterranno mise-ricordia! Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio! Beati i pacificatori, perché saranno chiamati figli di Dio! Beati quelli che sono perse-guitati per causa della giustizia, perché di essi è il regno dei cieli!…"
IL PRE-GIUDIZIO VERSO GLI "ZINGARI"
I Rom di Napoli sono immigrati soprattutto dalla Jugoslavia e, più recentemente, dalla Romania. Vivono in accampamenti differenti per comunità e sono gli ultimi fra gli ultimi. Questo a causa anche di una cultura del sospetto.
La diffidenza verso di loro, gli "zingari" proviene da un pre-giudizio atavico. Un pre-giudizio molto profondo in noi Europei e che trova origine nel disprezzo culturale verso le altre culture che non si assimilano e si sottomettano alla nostra. Questo disprezzo è una vecchia concezione e fa da sottofondo al Capitalismo ed al Colonialismo della società europea che con questa bandiera ha sottomesso interi continenti. Disprezzo verso i popoli neri e gli zingari che sono differenti da noi. Qui sta il paradigma dell‘altro, l’accettazione dell’altro da sé.
E gli "zingari" sono "altri" e ingombranti. Sono oltre seicento anni che vivono con noi ma non si sono mai assimilati e si è radicata ed è ormai atavica la diffidenza verso di loro.
RI-CONCILIAZIONE COI ROM
Anche con l‘assistenza e con progetti di integrazione il cammino coi Rom è arduo e difficile. Ostacolato da questi pre-giudizi atavici che occorrerebbe ri-muovere con una forma di ri-conciliazione verso queste popolazioni. Per colmare il debito di memoria e di attenzione verso questo popolo. Una Ri-conciliazione nazionale, come l‘esperienza del Sud-Africa, del Burundi, del Perù, ma che richiede delle condizioni e modalità precise.
Che noi Europei ammettiamo prima di tutto le nostre responsabilità verso di loro: le persecuzioni, i bandi di esclusione, i massacri, le cacce all‘uomo, le assimilazioni forzate, lo sterminio della seconda guerra mondiale e la discriminazione ed emarginazione che continua ancora ai nostri giorni.
Dobbiamo andare da loro, ammettere le nostre colpe e chiedere perdono per riparare i torti ed il malfatto con una serie di ammende e di risarcimenti: indicazioni, in questo senso, possono venire dalla Commissione Verità e Ri-conciliazione del Sud-Africa. Per costruire insieme una società inter-culturale. Senza perdono non c‘è accettazione e futuro, per noi e per loro.
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Verità e Ri-conciliazione. L‘indicazione del Sud-Africa
La voce di Fiore
Come gli individui, che non possono costruirsi identità e autonomia senza fare i conti con la propria storia individuale, così le collettività, i popoli e le società non possono senza conseguenze assai gravi rimuovere il proprio passato, la propria storia. "Il passato – scriveva nel 1999 l‘arcivescovo Desmond Tutu, presidente della Commissione di verità e riconciliazione del Sudafrica -, rifiuta di starsene tranquillo al suo posto". Di qui l‘inutilità dell’amnesia e il bisogno di custodire e preservare la memoria, che è un risarcimento. Ma, oltre al risarcimento, la memoria è anche un processo artificiale volto alla costruzione della nostra identità: noi siamo la nostra storia, e questa è la ragione più forte per cui non possiamo nè eliminarla, nè abolirla.
Riconciliazione ed oblio sono due modi assolutamente opposti di rapportarsi al passato. L‘oblio porta alla cancellazione di quanto è avvenuto, la riconciliazione parte necessariamente dalla memoria e non può prescindere dal riconoscimento delle responsabilità. L‘oblio nega e rimuove le responsabilità; la riconciliazione, a differenza anche del perdono, si costruisce solo sull‘accettazione e l’individuazione delle responsabilità. Partire dalla memoria per negare l‘oblio ed attuare l’elaborazione del lutto e la riconciliazione.
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Cronaca dagli sgomberi di Casoria
Romano Lil, 2 gennaio 2006
La mobilitazione dell‘Opera Nomadi, con la costituzione di un comitato civico pro-Rom e le richieste alla Provincia, alla Regione ed al comune di Napoli per alleviare le conseguenze drammatiche dello sgombero. Con un commento di padre Alex Zanotelli, testimone dello sgombero e della demolizione "vergognosa" del "campo".
DALLA TESTIMONIANZA DI PADRE ALEX
"Era da alcuni mesi che accompagnavo, insieme al professore Marco Nieli, l‘avventura di questi Rom: gente buona, semplice, attiva, gente che non ha mai partecipato ad una guerra, gente che era scappata dalla Romania per trovare un po‘ di dignità. Ero stato, con Marco, ospite dei Rom di Casoria: un‘ospitalità calorosa e aperta. Devo confessare che non avevo mai visto in Italia, una situazione così degradata. Mi faceva venire in mente certi angoli di Korogocho, la baraccopoli di Nairobi, dove sono vissuto per 12 anni".



ho la pelle d’oca