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Italia xenofoba e razzista verso Rom e Sinti: rapporto ONU

Ginevra, 13 marzo. "La società italiana – secondo il rapporto del relatore Speciale delle Nazioni Unite – affronta un’inquietante tendenza alla xenofobia e lo sviluppo di manifestazioni di razzismo che colpiscono principalmente le comunità Sinti e Rom che sono "il gruppo etnico che affronta la discriminazione più pesante nell‘alloggio, nell’istruzione, nella sanità, così come nell’occupazione e soffrono dalla violenza razzista. Fino a un terzo della popolazione di Sinti e Rom è segregato dal resto della società in accampamenti autorizzati e non".

Per l’esperto dell’Onu, l’Italia, dove Diene è stato in visita lo scorso ottobre, "sconta ancora le conseguenze delle linee di condotta della precedente coalizione di Governo che, con la legge Bossi-Fini, ha consentito ai partiti dell’estrema destra di dare un ‘approccio sicuritario’ alle politiche di asilo e di immigrazione". Il relatore osserva inoltre l’emergere di fattori e tendenze positivi per combattere razzismo e xenofobia, e chiede al nuovo governo di fare della "lotta contro il razzismo, la xenofobia e la discriminazione una delle massime priorità”.
Con la significativa descrizione degli incontri, con l
‘accompagnamento dell’Opera Nomadi, con la comunità Sinti di via Tommaso Smith e con quella dei Rom Romeni dello Scalo Tiburtino, poi sgomberati il 14 febbraio 2007.

Il rapporto in inglese (si clicchi sul titolo)
Il rapporto descrive compiutamente le diverse discriminazioni perpetrate dalla società italiana, all‘ottavo posto nel pianeta per il "benessere" raggiunto, verso gruppi etnici, immigrati, richiedenti asilo. Il senegtalese Doudou Diéne pone una particolare attenzione alla situazione dei Sinti e dei Rom: "sono il gruppo etnico che affronta la discriminazione più pesante nell‘alloggio, nell‘istruzione, nella sanità, così come nell’occupazione e soffrono dalla violenza razzista. Fino a un terzo della popolazione di Sinti e Rom è segregato dal resto della società in accampamenti autorizzati e non".
Il Relatore Speciale rimarca che i Rom/Sinti siano stati esclusi dalla legge 1999 e
"raccomanda" che vengano presto riconosciuti "come una minoranza nazionale di cui la cultura e la lingua debbono essere protette". "Raccomanda", inoltre, che il Governo attui una politica nazionale per l‘integrazione di queste Comunità a partire dal diritto di cittadinanza per i Rom immigrati.

QUALE TRADUZIONE
Con spirito di servizio si pone una traduzione in italiano-maccheronico dal rapporto in rigoroso inglese. Lo scrivente è di terza lingua francofona e, quindi, la traduzione è approssimativa ma serve, comunque, a dare una precisa idea, si spera, di come un Osservatore Internazionale "vede" la "questione rom". Si resta a disposizione di chi volesse meglio tradurre il documento.

* Xenofobia dal greco xenophobia, ossia "paura del diverso"; parola composta da xenos, "estraneo, insolito" e phobos, "paura", ossia la paura di ciò che è differente per natura, razza o specie. Solitamente questo atteggiamento non si ferma alla semplice paura ma sfocia in una vera e propria intolleranza e discriminazione nei confronti dell’oggetto della propria paura.

Commissione Diritti Umani dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite
> Rapporto del "Relatore Speciale" Doudou Diène sulle forme contemporanee di razzismo, discriminazione razziale, xenophobia ed intolleranza:
MISSIONE IN ITALIA

Sommario
All’invito del governo e conformemente al suo mandato, il Relatore Speciale sulle forme contemporanee del razzismo, la distinzione razziale, la xenophobia e l’intolleranza ha visitato l’Italia il 9 – 13 ottobre 2006. Lo scopo della missione era valutare le forme contemporanee del razzismo, della distinzione razziale e della xenophobia in Italia che possono riguardare gli stranieri, i lavoratori migranti, i rifugiati e richiedenti asilo, così come i membri delle Comunità ebree, musulmane, di Sinti e di Roma. Il Relatore Speciale ha analizzato le politiche e misure adottate e previsto dal Governo recentemente scelto per combattere il razzismo ed la xenophobia nel contesto di una società contrassegnata dall’eredità e dall’effetto delle politiche e dei programmi del Governo precedente che sono stati profondamente influenzati dall’ideologia xenophobica di alcuni partiti.

Alla conclusione della sua visita il Relatore Speciale ha presentato le sue osservazioni preliminari al Governo. La sua osservazione centrale è che mentre la società italiana non è contrassegnata da un fenomeno profondo del razzismo, sta affrontando invece una tendenza preoccupante di xenophobia e di sviluppo di manifestazioni razziste che riguardano soprattutto la Comunità dei Roma e dei Sinti, gli immigranti e richiedenti asilo soprattutto di origine africana ma anche dall’Europa Orientale e la Comunità musulmana. Dal suo punto di vista, questi gruppi soffrono in modo diverso di emarginazione istituzionale e socio-economico e di discriminazione culturale e religiosa. Il relatore speciale ha trovato specialmente allarmanti le informazioni ricevute sulla forme di schiavitù come le condizioni di lavoro degli immigranti nel settore agricolo e nella situazione delle donne migranti, che sono vulnerabili alle condizioni di lavoro abusive nelle fabbriche e nei lavori domestici ed in gran numero nel settore di prostituzione. Il Relatore Speciale constata con preoccupazione che la legislazione sull’immigrazione ha condotto al criminalizzazione degli immigranti e nella mancanza di accordo bilaterale anche con la componente musulmana.
Per quanto riguarda le politiche e le misure adottate dalle autorità, il Relatore Speciale ha accolto favorevolmente il differente metodo verso l’immigrazione e le sfide del multiculturalismo articolate dal nuovo Governo e l’impegno per combattere il razzismo e la xenophobia. In questo contesto, il Relatore Speciale rileva con interesse il nuovo progetto di legge sulla cittadinanza presentata al Parlamento, le riforme annunciate nel campo dell’immigrazione e la proposta per migliorare la condizione degli immigranti usati solo come lavoratori senza riguardo al loro stato legale.

Per concludere, il Relatore Speciale formula un certo numero di "RACCOMANDAZIONI":

- La priorità politica di una precisa determinazione a combattere discriminazione, xenophobia e razzismo.
- L
‘adozione di una strategia legale che a breve termine punti sull’esecuzione di una legge civile contro la discriminazione, l’approvazione della nuova legge di cittadinanza senza collegarne l’accesso ad un livello di reddito e la ridefinizione di un Piano d‘Azione Nazionale aggiornato alle tematiche internazionali contro il razzismo, la discriminazione razziale, la xenophobia e l’intolleranza, in sinergia e con la consultazione con tutti gli attori relativi, compresa la società civile. Particolarmente urgenti sono la riforma della legge sull’immigrazione, la cosiddetta legge "Bossi-Fini", l’approvazione di una legge e di una politica complete sui rifugiati e richiedenti asilo ed il riconoscimento della Comunità di Sinti e Roma come una minoranza nazionale di cui la cultura e la lingua debbono essere protette.
- Connettere le pratiche contro il razzismo con la costruzione, di lunga durata, di una società democratica, uguale ed interculturale, promuovendo conoscenza ed interazione reciproche fra le Comunità differenti e collegando le pratiche anti-razziste con la costruzione di un multiculturalismo genuino, democratico ed interattivo.
 

>> RAPPORTO DEL "RELATORE SPECIALE" Doudou Diène sulle forme di razzismo, discriminazione razziale, xenophobia ed intolleranza, sulla sua missione in Italia (9-13 ottobre 2006)

I. INTRODUZIONE
II. PRIORITÀ GENERALE
A. Etnie e situazione demografica
B. I sistemi legislativi
C. La struttura politica ed amministrativa
D. Metodologia
III. SERVIZI PUBBLICI: quadro legale ed istituzionale generale per combattere razzismo, discriminazione e xenophobia.
A. Strategie legali per combattere razzismo, xenophobia e discriminazioni razziali
B. Legislazione sulle politiche per quanto riguarda comunità di Rom e Sinti
C. Accordi speciali con le Comunità religiose
D. Immigrazione
E. Asilo
F. Cittadinanza
G. Combattere il razzismo nello sport
IV. PUNTI DI VISTA DELLA SOCIETÀ CIVILE E DEI GRUPPI INTERESSATI
A. Quadro legale ed istituzionale generale per combattere razzismo, xenophobia e discriminazione
B. Legislazione sulle politiche per quanto riguarda Roma e Sinti
C. Legislazione sulle politiche per quanto riguarda i migranti e richiedenti asilo
D. Accesso dei migranti ad occupazione, a salute e ad alloggiamento
E. Minoranze religiose: le Comunità ebree e musulmane
F. Il ruolo dei "media"
V. ANALISI E VALUTAZIONI del Relatore Speciale
VI. RACCOMANDAZIONI

_________LE PARTI CHE RIGUARDANO ROM E SINTI_________

CAPITOLO III
B. Legislazione sulle politiche per le comunità di Rom e Sinti

13. Anche se non ci sono dati precisi disponibili, le valutazioni del funzionario indicano che ci sono fra 120.000 e 150.000 Roma e Sinti in Italia. Circa il 50 per cento sono cittadini italiani, mentre la maggior parte del restante sono Roma dai Balcani e, sempre più, dalla Romania. L’italiano Rom/Sinto, o con la cittadinanza di UE, ha gli stessi diritti e funzioni di tutti gli altri cittadini mentre i non-UE Roma sono sottoposti alle leggi sull‘immigrazione. Le autorità locali hanno la responsabilità primaria della loro situazione, specialmente il miglioramento degli stati di vita della popolazione non-Italiana dei Rom.

14. Roma e Sinti, citati solitamente dalle autorità come nomadi, non sono stati argomento di legge nazionale completa e politica, ma di varie iniziative di legge al livello regionale o locale sulla protezione della loro coltura. Sotto "le norme per la protezione delle minoranze linguistiche storiche", Roma e Sinti non sono stati riconosciuti come minoranza linguistica storica. (Questa legge, adottata nel 1999, protegge la lingua e la cultura delle popolazioni albanesi, catalane, tedesche, greche, slovene e croate, così come quelle delle Comunità Sardo-Francesi/Provenzali, di Friulani, Ladini, di Occitani. Legge No. 483/1999).

15. Il governo ha riconosciuto la necessità di adottare una legi-slazione completa con politiche che rispondono alla specificità ed ai bisogni di questa popolazione, come pure la necessità di rinforzare le soluzioni ad-hoc attuali ed i progetti pilota in collaborazione con la società civile. Recentemente sono state introdotte proposte del Senato per "il riconoscimento e la protezione delle minoranze Rom e Sinti" e "il riconoscimento e la protezione e la salvaguardia della loro identità culturale".
Nel mese di ottobre del 2006 è stato creato un gruppo di lavoro al Ministero degli Affari Esteri, che ha preparato un documento basato su tutte le "raccomandazioni" di organismi internazionali differenti per quanto riguarda Rom e Sinti e che è inteso per servire da base per una proposta complessiva. Un gruppo di lavoro interministeriale recentemente stabilito sta elaborando una proposta sui diritti alla non-discriminazione, al riconoscimento della specificità ed alla pro-tezione dei membri delle Comunità dei Roma e dei Sinti. Il Ministero del Lavoro, della Solidarietà Sociale e della Salute, ha adottato un Programma Nazionale contro povertà e l’esclusione sociale che per la prima volta include Rom e Sinti come gruppo beneficiario.

CAPITOLO IV
B. Legislazione su e politiche per quanto riguarda Roma e Sinti

34. Roma e Sinti hanno cominciato a stanziarsi in Italia nel quindicesimo secolo. I Sinti si pensa siano arrivati per terra dal nord e per fermarsi nel nord dell’Italia, mentre Roma ha attraversato il mare Adriatico dalle zone dei Balcani del sud e si è depositata principalmente nel sud dell‘Italia. Queste Comunità sono nominate generalmente come "zingari", un termine che trasmette connotazioni negative connesse anche con la definizione "nomade". Tuttavia, soltanto una piccola percentuale di Sinti pratica attività economiche che richiedono un tipo di vita ambulante e la maggior parte di Roma italiana sono sedentari. Le NGO valutano che ci sono circa 150.000 Roma e Sinti in Italia, dei quali il più grande gruppo è formato da Roma cittadini stranieri, principalmente dalla Romania e precedentemente dalla Yugoslavia.

35. Durante la sua chiamata, il Relatore Speciale ha visitato una Comunità di Rom alloggiata in un accampamento provvisorio in viale dello Scalo Tiburtino (poi sgomberata in data 14 febbraio 2007, si vada a: Il Prefetto sgombera Rom di Roma) e una Comunità di Sinti in via Tommaso Smith, in Casalbruciato, vicino a Roma.

36. LA COMUNITÀ DI ROM è composta di circa 250 Rom rumeni, 60 per cento di loro bambini. Stavano vivendo per i due anni precedenti in una costruzione abusiva finchè sgomberati nel mese di settembre del 2006. La Comunità ha espresso il loro discontento circa i poveri stati di vita e la mancanza di assistenza dalle istituzioni. Il Relatore Speciale ha testimoniato la loro mancanza di accesso ad acqua potabile ed all’elettricità così come gli stati inadeguati delle loro dimore improvvisate fatte con plastica, fogli di alluminio e di legno, con i pavimenti di terra. I rappresentanti dei Roma hanno protestato che le conseguenze di vivere in circostanze igieniche difficili hanno consolidato loro i pregiudizi già attuali. Hanno spiegato che i bambini erano stati rifiutati nelle scuole vicine a causa "di troppi bambini stranieri". Il Relatore Speciale era informato che le trattative per risolvere questo problema erano continue con il Ministero dell‘Istruzione.

37. LA COMUNITÀ DI SINTI è composta di 40-50 membri dei quali 8 bambini che frequentano regolarmente la scuola. Tutti i membri di questa Comunità sono nati in Italia, hanno nazionalità italiana, parlano italiano ed hanno descritto di essere integrati coi loro vicini non Sinti che vivono in abitazioni che circondano il loro accampamento di roulotte. I rappresentanti hanno spiegato che avevano ricevuto un ordine di sgombero senza una posizione alternativa ed avevano espresso la loro opposizione forte alla misura annunciata, in particolare poichè condurrebbe alla rottura della scolarità dei loro bambini. Malgrado il loro statuto giuridico, hanno identificato la disoccupazione come il problema principale, particolarmente dovuto alle loro difficoltà nei lavori fuori del settore dello spettacolo viaggiante, che era nella crisi.

38. Secondo le NGO, la discriminazione verso queste Comunità si istituzionalizza e si manifesta in varie forme. In primo luogo, fra Roma ed il Sinti presenti in Italia, un numero importante ancora è sprovvisto della cittadinanza italiana malgrado sia nato da genitori di origine italiana. Questi Roma sono de facto apolidi e dovrebbero, dal punto di vista della società civile, ricevere una attenzione particolare dal Governo ed essere l’argomento di disposizioni speciali all’interno della legge di cittadinanza e dell’altra legislazione relativa alla loro regolarizzazione ed acquisizione di diritti di cittadinanza. A questo proposito, note NGO rilevano con preoccupazione che la nuova proposta di legge sulla cittadinanza, malgrado alcuni aspetti positivi, non offrirebbe alcuna soluzione.

39. Contrariamente ad altre minoranze linguistiche, Roma e Sinti rimangono non riconosciuti come minoranza, mancando del riconoscimento e della protezione della loro lingua e cultura. Roma e Sinti non sono considerati dalle autorità come minoranza nazionale, specialmente poichè non (o non sono percepiti) vivono in zone territoriali definite e non sono conformi al profilo tradizionale di una minoranza nazionale concentrata in uno specifico territorio. Ulteriormente, i cittadini stranieri dei Roma si dicono svantaggiati rispetto ad altri gruppi nei processi di regolarizzazione e di affrontare più difficoltà nell’accesso al normale mercato di lavoro dovuto il loro doppio stato di essere Roma ed immigranti. Non c‘è legge, politica o istituzione, completa che riguardi la comunità di Sinti e Rom e che richiami la loro specificità: né finora sono stati inclusi nel Programma Nazionale contro povertà ed esclusione sociale come gruppo beneficiario.

40. I Rom/Sinti sono il gruppo etnico che affronta la discriminazione più pesante nell‘alloggio, nell‘istruzione, nella sanità, così come nell’occupazione e soffrono dalla violenza razzista. Fino a un terzo della popolazione di Sinti e de Roma è segregato dal resto della società negli accampamenti autorizzati o non autorizzati, in case, roulotte o prefabbricati, spesso in povere circostanze e senza sicurezza di possesso ed accesso ad acqua potabile, elettricità, riscaldamento, risanamento e ventilazione, ecc. Inoltre, le associazioni hanno evidenziato che questi accampamenti sono spesso sottoposti alle incursioni abusive della polizia, durante le quali i membri di queste comunità sono esposti ad abuso verbale. Per quanto riguarda il loro accesso all‘istruzione, i bambini dei Roma, come tutti gli altri bambini, hanno il diritto-dovere dell’obbligo scolastico, indipendentemente dal loro statuto giuridico. I rapporti hanno evidenziato le difficoltà riguardo all’integrazione dei bambini Rom nella scuola e numerosi casi di discriminazione. Dal punto di vista delle NGO che funzionano in questo campo, le autorità devono richiamare sistematicamente l’alto tasso di interruzione scolastica dei bambini rom, specialmente ragazze forzate nel lavoro domestico, sostituendo i progetti in corso con programmi di lunga durata, complessivi e che coinvolgano le famiglie, le scuole, la polizia e le autorità locali.
La mancanza di occupazione è identificata come uno dei problemi principali che interessano la comunità di Sinti e de Roma. Molto deve essere compiuto nelle tematiche dell
‘alloggio, della occupazione, di istruzione e di sanità.

____________ALTRI ARTICOLI ONU___________________

ONU: Italia "manifesta" razzismo verso Sinti e Rom
Archivio Romano Lil, 14 marzo 2007
Ginevra, 13 marzo. La società italiana non è caratterizzata da un grave fenomeno di razzismo, ma affronta un’inquietante tendenza alla xenofobia e lo sviluppo di manifestazioni di razzismo che colpiscono principalmente le comunità Sinti e Rom, immigranti e richiedenti asilo, di origine africana e dell’Europa dell’est, e la comunità musulmana. Lo afferma il relatore speciale delle Nazioni Unite sul razzismo, Doudou Diene, in un rapporto reso noto oggi a Ginevra. Una sintetica sintesi del rapporto.

La relazione del Relatore Speciale ONU in Italia
Romano Lil, 16 ottobre 2006
Roma, 13 ottobre, palazzo della Fao. Doudou Diène, "Relatore Speciale" per i Diritti Umani dell’ONU, relaziona sulla sua visita di cinque giorni in Italia: é l’intera società italiana a presentare "profonde tendenze alla xenofobia", "particolarmente discriminate sono le popolazioni Rom e Sinti". La legge "Bossi-Fini" è "ispirata dalla filosofia di scontro di civiltà" e "incita alla discriminazione e alla criminalizzazione degli immigrati". Il rapporto completo su discriminazione e razzismo in Italia sarà presentato all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il prossimo 6 novembre.

Il "Relatore Speciale" ONU dai Rom
Romano Lil, 12 ottobre 2006
Roma 10 ottobre. Monsieur Doudou Diène, "Relatore Speciale" della Commissione Diritti Umani dell’ONU, in ricognizione in Italia, ha affrontato oggi la tematica dei Rom/Sinti. Dapprima ha incontrato i rappresentanti delle più significative associazioni a tutela dei diritti dei Rom/Sinti e poi si è recato sul "campo" a visitare una comunità di Rom Rumeni ed una comunità di Sinti giostrai italiani.

Il "Relatore Speciale" ONU dai Sinti
Archivio Romano Lil, 12 ottobre 2006
Roma 10 ottobre. Monsieur Doudou Diène, "Relatore Speciale" della Commissione Diritti Umani dell’ONU, in ricognizione in Italia, ha affrontato oggi la tematica dei Rom/Sinti. Dapprima ha incontrato i rappresentanti delle più significative associazioni a tutela dei diritti dei Rom/Sinti e poi si è recato sul "campo" a visitare una comunità di Rom Rumeni ed una comunità di Sinti giostrai italiani.

RIFERIMENTI
Minoranze linguistiche per il Consiglio d’Europa

 

Fotografia, Roma 10 ottobre 2006: Commissario ONU, accompagnato dall’Opera Nomadi, con gruppo Rom Rumeni, all’insediamento di Scalo Tiburtino

 

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