Home > Senza categoria > Continua la guerra del Prefetto Serra

Continua la guerra del Prefetto Serra

Gli ultimi Rom di Roma lo chiamano ?effetto Serra?, che produce disastri ambientali e sociali. Dopo avere sconfitto le Brigate Rosse, la Mafia (che con vari nomi governava sei regioni d?Italia), ?Tangentopoli?, la violenza negli stadi, la prostituzione, il lavoro minorile, l?eroico Prefetto Im-Perfetto ha iniziato la ?civile battaglia? contro i Rom che risiedono in insediamenti abusivi a Roma considerati l’emergenza sociale dell’urbe (et orbi). ?La legge è uguale per tutti? spiega il Prefetto, che dirama ordinanze di sgom-bero anche per donne, anziani e bambini, ?ed occorre ripristinare la legalità?.

22 febbraio 2006
“I campi nomadi abusivi, una decina, saranno smantellati – ha spiegato Serra – Bisogna pero’ prendere atto che la maggior parte dei rom sono di etnia romena e che i romeni possono stare in Italia senza permesso di soggiorno. Nessuno si illuda che smantellando un campo poi non si vada a riformare da un’altra parte”.

6 maggio 2006
«Chiederò al sindaco Veltroni e al presidente della Regione Marrazzo di trovare un terreno fuori città ? ha dichiarato il Prefetto – dove poter ospitare i nomadi ?regolari? che attualmente vivono nel campo sosta di Tor Fiscale, sempre in uno spirito di accoglienza».

IL PREFETTO SERRA DICHIARA GUERRA A?
Archivio Romano Lil, 24 febbraio
Roma 22 febbraio. Il Prefetto Im-Perfetto romano, Achille Serra, seguita nella politica repressiva verso i Rom/Sinti. Invece di progetti per favorire l?integrazione sociale, che riducono la criminalità e fanno autentica prevenzione, le Istituzioni attuano campagne di repres-sione che inaspriscono la devianza sociale prodotta dai campi nomadi. I ?campi nomadi? per il solo fatto di esistere producono ma-lattia e ?morte sociale? e vanno smantellati con redistribuzione abitativa, concordata coi residenti, e non controllati e regolamentati con la Polizia o con i ?patti di legalità?. Redistribuzione abitativa non in altri ?campi nomadi? ma in case e appartamenti.

Categorie:Senza categoria Tag: , , ,
  1. dbb
    28 Febbraio 2007 a 17:41 | #1

    Ma allora è vero che nei campi non c’è legalità?

  2. il direttore
    28 Febbraio 2007 a 20:53 | #2

    Sono insediamenti abusivi, e quindi illegali, i dieci “campi nomadi” di Roma che Serra vuole sgomberare. Per non parlare delle trende sotto i ponti del Tevere o dell’autostrada.
    L’articolo era ironico, non è vero che Serra ha sgominato la mafia e neanche la prostituzione, che sono pure illegali.

  3. dbb
    1 Marzo 2007 a 13:25 | #3

    Nei campi non abusivi c’è legalità?

  4. il direttore
    1 Marzo 2007 a 14:44 | #4

    Il mondo è levogiro e la sua forza centrifuga è amore. Gli sgomberi istituzionali creano violenza, disagio, rancore, odio, livore.
    I Rom Romeni sono rifugiati economici e la prima illegalità la compie lo Stato Italiano rifiutando accoglienza, come per i rifugiati politici che vengono accolti in centri di prima accoglienza e non lasciati in strada. C?è un Piano Nazionale Asilo e Tavoli Provinciali e fondi economici, anche per le persone, per poche decine di migliaia di rifugiati politici. Si faccia anche per i Rom Romeni.

  5. dbb
    1 Marzo 2007 a 18:24 | #5

    Ma quali sono questi luoghi in cui poterli accogliere?

  6. il direttore
    1 Marzo 2007 a 21:20 | #6

    Lei segue da un anno queste questioni, su Sucar Drom fate spesso dibattito.
    Legga su Archivio Romano Lil lo speciale ?la linea politica dell?Opera Nomadi? e lo ?speciale habitat?. Lì ci sono tutte le risposte. E, in tutti i casi, non sarebbe compito dell?Opera Nomadi proporre soluzioni ad un disastro istituzionale.
    I ?campi nomadi? per il solo fatto di esistere producono morte sociale e vanno smantellati con redistribuzione abitativa concordata coi residenti: microaree, appartamenti, case ristrutturate.
    L?emergenza dei Rom Romeni, rifugiati economici degli ultimi anni, se non è riconducibile ai ?campi? sopra riportati (che esistono da più anni), va risolta come per i rifugiati politici: centri di prima accoglienza (sono case, ospedali dimessi, centri per immigrati ?ci sono in tante città d?Italia) e, in prima urgenza, per le situazioni più disastrose ed immediate, con villaggi della Protezione Civile.

  7. dbb
    2 Marzo 2007 a 13:10 | #7

    Vorrei chiedere: Nei centri di prima accoglienza, nei villaggi di emergenza della Protezione Civile, ci sono regole da rispettare nell’interesse di tutti? Se ci sono, quali sono?

  8. il direttore
    2 Marzo 2007 a 14:48 | #8

    Ultima risposta.
    A casa sua ci sono regole? Nei condomini ci sono regole? Quando va a lavorare le fanno firmare “patti di legalità e socialità”?
    Nei centri di prima accoglienza ci sono regole, anche in tutti i campi nomadi autorizzati dai comuni (e sono abbastanza severe) e nelle aree sosta per turisti e nei villaggi turistici, ci sono regole. Ma nessun patto di “legalità e socialità” aggiuntivo viene fatto firmare nei villaggi turistici, nei centri di prima accoglienza, nelle aree di transito. Arrivederci.

  9. dbb
    2 Marzo 2007 a 17:56 | #9

    Dikaimi; grazie.

  1. Nessun trackback ancora...
Codice di sicurezza: