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Villanova: ?apartheid? scolastico per Rom

Villanova Marchesana (Ro), 15 dicembre. "Vogliamo che la scuola per soli bambini rom diventi un laboratorio nazionale, qualcosa di utile da proporre in altre situazioni", è quanto dichiara il sindaco Pizzi in una riunione sulla scuola elementare del piccolo paese polesano. Una scuola "appartata" per alunni rom perché i pochi italiani sono stati iscritti nei paesi vicini con la scusa che la presenza straniera rallentava l‘apprendimento. Al secondo anno di attività l"apartheid" scolastico di Villanova viene proposto come laboratorio pedagogico per il 2000: come una nuova "lacio drom".

LE CLASSI SPECIALI per "zingari" (Lacio drom) e handicappati furono istituite dallo Stato Italiano nel 1965 per favorire l‘approccio scolastico a queste minoranze. Nel 1982 furono soppresse perché le finalità erano cambiate e le parole d‘ordine della scuola divennero INTEGRAZIONE E INTERCULTURA: i ragazzi "diversi" vennero integrati con gli altri pensando questa integrazione come vera e propria risorsa educativa anche per i ragazzi "normali".

LA SCUOLA. PROPOSTE PER UNA PEDAGOGIA INTERCULTURALE
Villanova Marchesana (Ro), 11 settembre 2006. Per il secondo anno consecutivo 19 alunni rom sono ghettizzati in una scuola elementare, divisi in due pluriclassi di I-II-III e IV-V, perché gli italiani iscrivono i figli nei paesi vicini. Il sindaco: "Non chiudiamo, preferiamo aiutare l’integrazione". Villanova è un piccolo paese di 1200 abitanti in una zona rurale a 20 km. da Rovigo.
Per il secondo anno consecutivo un comitato promotore, guidato da Opera Nomadi
-in tutto dieci persone, ha tentato di opporsi a questa scuola-ghetto del duemila, unica in Italia, con varie attività, confe-renze-stampa, convegni, presidi didattici e proposte di superamento.
L’Opera Nomadi ha elaborato un progetto per favorire l’inserimento sociale e l’integrazione scolastica degli alunni rom di Villanova che ha presentato al Prefetto di Rovigo ed al sindaco di Villanova Marchesana: in esso si ipotizza la suddivisione degli alunni in quattro gruppi che, con insegnante allegata, verrebbero destinati nelle scuole elementari dei paesi vicini che fanno parte dello stesso Istituto Comprensivo. Quattro gruppi mirati che possono essere inseriti senza troppe difficoltà nelle classi adatte: per creare classi miste e non differenziate. Con supporto di mediatori culturali ed attività di animazione pomeridiana. I soldi di risparmio che derivano dalla chiusura della scuola verrebbero utilizzati per il pulmino che accompagna i ragazzi nei paesi vicini e per le attività di integrazione.

L‘INVITO DEL SINDACO
L
‘invito del sindaco, rivolto ai rappresentanti genitori Rom, all‘Istituto don Calabria di Verona, al dirigente dell‘istituto Comprensivo di Polesella (che comprende Villanova), alla Provincia di Rovigo, all’as-sessore istruzione della Regione Veneto, a Rovigo Opera Nomadi e per conoscenza al Prefetto ed all‘UNAR (Ufficio Nazionale Anti-discriminazione Razziale), ha per oggetto: sperimentazione in atto presso la scuola elementare di Villanova Marchesana. Un incontro-riunione per fare il punto sulla situazione.

LA RIUNIONE
Villanova, sala consiliare ore 10. Manca il genitore Faton Berisha perché il datore di lavoro non gli ha dato il permesso, sono presenti, oltre al sindaco Ilario Pizzi (lista civica di centro-destra), il Dirigente Istituto Comprensivo di Polesella Prof. Giorgio Zucchini con la sua Vicaria, la dottoressa Albertoni della don Calabria, convenzionata col comune per favorire l‘inserimento dei Rom, Roberto Costa presidente Opera Nomadi di Rovigo.

IL SINDACO
Per il secondo anno, come Comune e come Istituto Comprensivo, facciamo questo servizio, teniamo aperta la scuola, per proporre una buona soluzione per l‘integrazione e la convivenza. Questi problemi ci sono arrivati negli ultimi anni: dal 2001 al 2004 sono arrivati diversi gruppi rom, un centinaio di persone, e siamo passati da 0 a 19 alunni rom nella scuola elementare e a 15 nella materna. Ed allora bisogna adattare le situazioni alle istituzioni. La frequenza dei ragazzi, finora, è buona. Da due mercoledì è anche iniziato il corso di lingua italiana per donne rom organizzato dal Centro Territoriale Permanente di Rovigo. Siamo contenti per come procede la nostra scuola ed abbiamo intenzione di proseguire su questa strada.

DIRETTORE ISTITUTO COMPRENSIVO
L‘eccessivo numero di alunni stranieri crea problemi scolastici, anche perché per i Rom la scuola non è prioritaria ed abbiamo a che fare, spesso, con le loro assenze non giustificate. Quando si va in una nazione straniera si dovrebbero acquisirne le leggi. Ma l‘obbligo scolastico è scarso per i Rom. Educare è già difficile, figuriamoci con l‘inserimento di alunni stranieri. L’ultima normativa del Ministero parla di distribuzione omogenea di alunni stranieri nelle classi ma non sono pacchi postali. Chiudere la scuola e distribuirli, come propone Opera Nomadi, vuol dire spostare mine vaganti nel territorio perché anche da altre scuole i genitori italiani ritireranno i figli. La legge Moratti sulla scuola non ha previsto fondi in più per queste situazioni. Abbiamo bisogno di persone che facciano da mediatori nel territorio perché non riusciamo a portare a scuola tutti i ragazzi in età del-l‘obbligo. A Villanova, per entrare nel merito, dopo un anno rilevo che i rapporti tra alunni e insegnanti sono splendidi ed i risultati vanno ben oltre le più rosee aspettative. Per Natale sapranno già leggere e scrivere. In più abbiamo richiesto i finanziamenti alla Regione per un progetto per coinvolgere i ragazzi di Villanova. Il progetto parte a novembre ed ogni venerdì, dalle 10 alle 12, i ragazzi rom di Villanova saranno accompagnati ed inseriti nelle classi della scuola elementare del vicino paese di Crespino per fare attività didattica, ludica, di laboratorio, coi ragazzi italiani -anche quelli di Villanova, e riallacciare un dialogo spezzato.

VICARIA ISTITUTO
Integrazione vuol dire inclusione ma per fare questo è indispensabile conoscerci. Nel progetto descritto c‘è anche una parte che si chiama "Io ti scrivo". I bambini italiani di Villanova scrivono ai bambini stranieri di Villanova. Un epistolario della conoscenza che affronta l‘aspetto didattico dello scrivere. E‘ importante avere inserito questo aspetto nel progetto.

REFERENTE DON CALABRIA
Sono portavoce delle famiglie visto che non è potuto venire Faton Berisha. Il corso di lingua italiana per donne è partito con successo per il secondo anno consecutivo. Lì si fa anche un po‘ di doposcuola per i bambini che vengono al seguito delle madri. Ma voglio dire che i genitori sono stanchi dei riflettori di televisioni e giornali che vengono a fare servizi sulla scuola di Villanova. Sono stanchi e vogliono essere lasciati in pace. Sono contenti di stare qui, sono contenti della scuola e vi mandano volentieri i figli.

ROVIGO OPERA NOMADI
Mi sento come un milanista solo in un club di interisti. Si è parlato di Rom, ma anche di Sinti ma non si può generalizzare, ce ne sono 29 gruppi diversi in Italia. Rom/Sinti più discriminati in Europa anche nella scuola e si vede anche da qui. Il protocollo d‘intesa MIUR-Opera Nomadi del giugno 2005 riconosce questa difficoltà di scolarizzazione non ai ragazzi stranieri ma ai Rom/Sinti. Quindi l‘inserimento dei Rom/Sinti, più discriminati d‘Europa, va favorito con processi e pro-getti non solo nella scuola ma anche nel lavoro, habitat, rappre-sentazione culturale. Col supporto indispensabile di rappresentanti di Comunità e qui a Villanova ci sono due mediatori culturali Rom con patentino europeo non attivati. La pedagogia italiana ha soppresso le classi speciali, per "zingari" e "handicappati" nel 1982 rico-noscendo che nella mescolanza c‘è ricchezza, anche se si perde un po‘ di programma, e c’è integrazione che prima di tutto è sociale. A Villanova si torna indietro di 20 anni con la pedagogia della separazione, del ghetto. Noi diciamo che la scuola-ghetto va chiusa ed i ragazzi inseriti nei paesi vicini in classi miste con progetti di integrazione. Il ritardo è istituzionale, della scuola e delle istituzioni tipo Provincia, perché anche con la scuola mista di tre anni fa l‘esclusione c’era perché i bambini rom non andavano in piscina, con gli italiani, perché non avevano i soldi. E quindi progetti di integrazione sociale dalla scuola in tutto il territorio, di educazione alla pace ed all‘intercultura: i tornei di calcio con la squadra rom, che viene a giocare a Rovigo, anche qui a Villanova, serate di musica "romanì", la "chiaratella" con gli italiani, il 27 gennaio Giorno della Memoria Rom, i documentari sulla guerra in Kosovo per capire da dove sono scappati. Perché educandoci al riconoscimento dell‘altro, dello straniero, del diverso, arricchiamo la nostra coscienza che è multipla e interconnessa.

Poi la discussione batte e ribatte sulle stesse tesi sopra esposte, ripianate e approfondite, ravviva-te da ulteriori distinguo ma nessuno cambia idea. In conclusione poche parole rinforzatesi. Eccole:
DIRETTORE ISTITUTO COMPRENSIVO
Vogliamo che questa scuola diventi un laboratorio nazionale.
SINDACO
Sono d‘accordo col Direttore. La scuola come laboratorio nazionale. Qualcosa di utile per tutti.
DON CALABRIA
Sono d
‘accordo. Un baluardo.

Fotografia: dottoressa Albertoni, sindaco Pizzi, dirigente Zucchini

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