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Archivio Novembre 2006

Cresce il razzismo nell?Unione Europea

29 Novembre 2006 Commenti chiusi


Bruxelles, 28 novembre. EUMC ha presentato il ?Rapporto annuale sulla situazione riguardante razzismo e xenofobia nei 25 Stati membri dell?Unione Europea? per l?anno 2005: sono in aumento gli episodi di violenza razzista, così come persistono forme di discriminazione nei confronti degli immigrati e delle minoranze. Tra le più colpite la comunità rom. Il rapporto analizza la discriminazione nel mercato del lavoro, nell?alloggio e nel sistema scolastico.

EUMC
Il Centro Europeo di Monitoraggio su razzismo e xenofobia (European Monitoring Centre on Racism and Xenophobia: Eumc) è l’organismo dell’Unione Europea che ha il compito di fornire agli Stati Membri informazioni su razzismo e xenofobia ma anche di formulare piani di intervento per contrastarli. Strategie per contrastare il razzismo anche evidenziando e diffondendo gli esempi di buone pratiche per quanto riguarda l’integrazione dei gruppi discriminati negli Stati membri.

LA PRESENTAZIONE DEL RAPPORTO
Il rapporto annuale è stato presentato alla Commissione Libertà Civili del Parlamento Europeo il 27 novembre. Il rapporto presenta una descrizione in cinque zone chiave – violenza e crimine razzista, occupazione, formazione, alloggiamento e legislazione. Include inoltre le buone prassi di contrasto alla discriminazione. Il EUMC rileva che i migranti e le minoranze etniche rimangono discriminati nell’UE in occupazione, formazione ed alloggio. “La comunità dei Rom è particolarmente bersagliata dalla violenza e dalla criminalità di matrice razzista, gli appartenenti alla comunità ebraica continuano a subire episodi di antisemitismo e la crescente islamofobia suscita preoccupazione”, ha osservato Crickley dell?EUMC.
Il rapporto denuncia in particolare l’esistenza in soli undici paesi dell’Ue di un sistema ufficiale ed efficace di raccolta dei dati sugli episodi di violenza razzista. In cinque paesi, inclusa l’Italia, non esiste sistema di raccolta ufficiale di dati. Secondo il rapporto gli episodi di violenza razzista sono aumentati, dal 2004 al 2005, in otto degli undici paesi dove vengono raccolti ufficialmente e in maniera sistematica i dati riguardanti gli episodi di violenza a sfondo razziale. Si tratta di Danimarca, Germania, Francia, Irlanda Polonia, Slovacchia, Finlandia e Regno Unito. Negli altri tre, Repubblica Ceca, Austria e Svezia, si è registrato una diminuzione del fenomeno.
La carenza di dati intralcia le iniziative contro la discriminazione e i reati di matrice razzista. Per il rapporto 2004-2005 appena pre-sentato mancano i dati ufficiali sulla violenze e i crimini razzisti di Gre-cia, Spagna, Cipro e Malta oltre all’Italia: le vittime della violenza razzista restano così invisibili e risulta anche impossibile un confronto fra i tassi di violenza razzista fra i vari paesi dell’Ue. Il EUMC invita i Governi ad attuare misure che attivamente combattano il razzismo per ridurre l’esclusione e il marginalità che attualmente interessano i migranti e le minoranze etniche.
Rapporto annuale 2006: Razzismo e Xenophobia nell’UE

Antislamismo e antisemitismo, immigrati discriminati su casa e lavoro, rom ghettizzati. Un dossier presentato al Parlamento europeo accusa i paesi Ue. Palma nera alla Danimarca e alla Francia
VIOLENZE E SEGREGAZIONI ALLARME RAZZISMO NELL’UE
“il manifesto” 29 novembre, A. D’Arg.

Antisemitismo, islamofobia, violenza contro i rom o più semplicemente contro immigrati, stranieri e richiedenti asilo. Discriminazione e segregazione nell’accesso alla casa, nell’educazione e sul posto di lavoro, mancanza di strumenti efficaci per contrastare i crimini legati al razzismo e, a volte, addirittura mancanza di chiare informazioni ufficiali sui fenomeni di violenza razziale e di discriminazione. Il panorama disegnato ieri dall’Osservatorio europeo contro il razzismo e la xenofobia, presentando il rapporto 2005 al Parlamento europeo, è francamente desolante: in Europa l’odio razziale è sempre più di moda. E non sempre i governi attuano con la dovuta decisione. È anche vero che non mancano buone pratiche e una certa presa di coscienza da parte di alcuni esecutivi, oltre a molto lavoro di campo svolto dalle Ong, ma l’integrazione ed il rispetto delle minoranze restano ancora una chimera nella Ue.
I problemi emergono già alla base. Solo Regno unito e Finlandia hanno infatti un efficace e completo sistema di rilevamento dei crimini legati al razzismo ed alla discriminazione, altri nove – Austria, Re-pubblica Ceca, Danimarca, Francia, Germania, Irlanda, Polonia, Slovacchia e Svezia – possiedono un «buon sistema», indica l’Os-servatorio, un istituto comunitario con base a Vienna. Gli altri paesi ricevono dei giudizi insufficienti, vuoi perché hanno un metodo «limitato», vuoi perché direttamente non raccolgono i dati, come succede in Italia, Spagna, Grecia, Cipro e Malta. E si tratta di una doppia mancanza visto che proprio nel lato sud del Mediterraneo è più forte la pressione migratoria. A dire il vero in Italia, tra il 2002 ed il 2003, l’Istat ha pubblicato le statistiche legate ai crimini di «discriminazione razziale», ma poi basta. «Questi paesi – afferma Beate Winkler, direttrice dell’Osservatorio -non possono valutare in che misura sono riusciti a rompere il circolo vizioso delle privazioni, dei pregiudizi e della discriminazione visto che non hanno dati chiave che gli permettono di studiare come le loro politiche sociali ed economiche influiscono sulle minoranze etniche e sui migranti». Il vuoto informativo lasciato dagli Stati viene spesso riempito con le informazioni fornite dalla Ong, ma ciò non toglie responsabilità ai governi europei. Altre volte il vuoto è doppiamente colpevole, visto che si tratta di abusi perpetrati dagli stessi funzionari pubblici.
E se poi si va a spulciare nei paesi in cui i dati sugli incidenti razziali e sulla discriminazione vengono raccolti con criterio, emerge un trend assai negativo. Nel periodo 2000-2005 sono infatti aumentati i crimini praticamente dappertutto, con la Danimarca che fa registrare la maggior crescita, un più 68,7%, seguita dalla Slovacchia, più 43,1%, e la Francia, più 34,3%. Il 2005 è d’altronde ricordato soprattutto come l’anno della rivolta nelle banlieues, simbolo diretto del senso di frustrazione e di discriminazione, vissuto quotidianamente da una larga fascia di immigrati francesi di terza-quarta generazione.
Guardando all’Italia, il rapporto sottolinea la situazione di sfrutta-mento a cui vengono sottoposti gli immigrati sul posto di lavoro, soprattutto quando si guarda ai lavoratori agricoli nel Meridione. Non sfuggono poi i requisiti imposti per l’assegnazione delle case popolari da parte della regione Lombardia e dei comuni di Parma e Brescia, che di fatto limitano l’accesso degli immigrati. Negli ultimi anni, sottolinea sempre il rapporto, non è migliorata la situazione dei rom, una comunità che vive episodi di ghettizzazione urbana e di segregazione scolastica, in Italia come in molti altri paesi europei, soprattutto ad est. Per sostenere la causa dei rom si è presentato ieri al Parlamento europeo anche Joaquin Cortes. Il ballerino ha ricordato come la sua etnia, forte di 10-12 milioni di persone, faccia registrare vari record in Europa, a partire dalla disoccupazione per finire con l’abbandono scolastico. Dati peggiori di quelli di qualsiasi altro gruppo etnico presente sul vecchio continente, immigrati compresi. «I rom sono particolarmente vulnerabili alla violenza e delinquenza razzista, anche dei funzionari pubblici», ricorda l’Osservatorio. Ma non sono gli unici a passarsela male. «I membri della comunità ebraica continuano a soffrire l’antisemitismo e la crescente islamofobia è una questione alquanto preoccupante». «Non ci sono stati miglioramenti importanti in Europa» è la con-clusione finale. Violenze e segregazioni allarme razzismo nell’Ue

L?Europa è razzista ma non lo sa
Sucar drom, 30 novembre
La discriminazione c?è ma non è rilevata e quindi non si vede. Si potrebbe sintetizzare così l?ultimo rapporto dell’EUMC, Centro EU-ropeo di Monitoraggio per razzismo e xenofobia, che nel suo dossier per il 2005 assegna voti davvero bassi ai governi dell’Unione Europea non solo perché i Venticinque sono ancora lontani dall?aver superato il problema delle discriminazioni (in particolare nei settori del lavoro, delle abitazioni e dell’istruzione) ma anche perché la maggior parte dei paesi europei, Italia inclusa, non dispone di sufficienti informazioni sugli episodi di razzismo o di discriminazione. Insomma l’Europa non solo è razzista ma non lo rileva per fare finta di non esserlo.

APPROFONDIMENTI A:
Riferimenti: La discriminazione Europea dei Rom

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La linea politica dell?Opera Nomadi

28 Novembre 2006 Commenti chiusi

Una serie di articoli per fare il "punto" sulla linea politica dell’Opera Nomadi, a partire da un concetto di appartenenza ideale all’associazione, dalla comunanza-phralipé. Non c’è una linea politica studiata a tavolino, essa nasce ed emerge dagli atti dei convegni nazionali, dai seminari di settore e specifici, dai convegni a tema, dai "tavoli" coi Ministeri, dalle proposte ai candidati alle elezioni poli-tiche, proviene dalle figure più qualificate ed autorevoli, dai progetti ben riusciti e dalle buone pratiche delle sezioni. Un "indice" per un affresco generale, e ragionato, sempre in continua evoluzione.

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L?Opera Nomadi dal Sindaco di Cascina (Pi)

26 Novembre 2006 Commenti chiusi


Il 28 novembre alle ore 10, si tiene l?appuntamento fissato dall?Opera Nomadi di Pisa col sindaco di Cascina per affrontare la grave condizione in cui versa il ?campo rom? in località Navacchio. L?Opera Nomadi propone una collaborazione attiva per risolvere il gravissimo stato igienico-sanitario, verificare la scolarizzazione dei minori e avviare le pratiche per creare una Cooperativa mirata alla raccolta dei rifiuti ingombranti e per la gestione di un eventuale mercato dell?usato e dell?artigianato.

Il Presidente Nazionale e l?Opera Nomadi di Pisa al Sindaco di Cascina
COLLABORIAMO IN SOLIDARIETA? CON LA COMUNITA? ROM
3 Novembre 2006

Al Sindaco di Cascina Geom. Moreno Franceschini
e per c.: All?Assessore alle Politiche Sociali

OGGETTO: Comunità Rom Khorakhanè Crna Gora in Località Na-vacchio, richiesta collaborazione con il Comune di Cascina

Gentile Sindaco
Il Capofamiglia Hakija Halilovic ha richiesto un sopralluogo del sottoscritto, Presidente Nazionale dell?associazione Opera Nomadi, presso la sua comunità, per via del gravissimo stato igienico-sanitario del ?Campo Comunale autorizzato? di via Nugolaio 51 sul territorio del Comune da Lei amministrato.
Erano 11anni che il sottoscritto mancava da Navacchio, cioè da quando il piccolo Matteo Salkanovic fu colpito dal giocattolo-bomba.
Con mia grande sorpresa ho trovato l?insediamento gravemente peggiorato, invece che fornito di prefabbricati monofamiliari come generalizzata tendenza in tutta Italia nei confronti delle Comunità di Rom ?Jugoslavi? verso cui, anzi, l?Opera Nomadi insiste per l?asse-gnazione di abitazioni di edilizia popolare.
Lo stesso sventurato Matteo (ancora minore) è stato completamente abbandonato dalle Istituzioni e vive di raccolta del ferro con alterne fortune e incidenti di percorso, dovuti alla non-regolarizzazione di questa attività tramite apposita Cooperativa Sociale, come invece avvenuto in diverse città in accordo con le Aziende addette alla raccolta RSU.

Le richieste sono le seguenti :
1) immediato sopralluogo dell?Assessore alle Politiche Sociali con l?Assistente Sociale, previa appuntamento con il portavoce e vice-presidente della Sezione di Pisa Halilovic e la Presidente della stessa sezione Dr.ssa Olivia Curzio;
2) bitumatura della stradina di accesso ed installazione di un cartello indicatore con la scritta ?Comunità Rom? (adesso esistono, in-credibilmente, due cartelli che indicano piuttosto il ?divieto di caccia? per l?area);
3) messa in sicurezza immediata dell?impianto di energia elettrica della palazzina bagni e lavatoi del Campo;
4) ripristino, in attesa dei prefabbricati, dell?impianto-docce da si-stemare in locali diversi dal WC ;
potenziamento significativo dell?illuminazione pubblica sia sulla stradina d?accesso che in tutto il Villaggio;
5) invio di apposito mezzo della nettezza urbana che gli stessi capi-famiglia Rom riempiranno per eliminare le montagne di rifiuti accu-mulatisi negli anni anche per responsabilità soggettive degli stessi;
6) installazione di un contenitore per rifiuti ingombranti all?ingresso del campo;
7) richiesta alla Protezione Civile di n.° 6 (sei) prefabbricati (e con-testuale allaccio di servizi igienici per ciascuna famiglia, come ormai acquisito in tutti i Villaggi Attrezzati in Italia) per le famiglie della Comunità, così da eliminare le fatiscenti e pericolose baracche e roulottes;
8) creazione di uno spazio appositamente recintato nel campo, dove i Capifamiglia possano accumulare in modo separato quanto raccolto durante la giornata per le loro attività lavorative;
9) avvio delle pratiche per creare una Cooperativa mirata alla raccolta dei rifiuti ingombranti e per la gestione di un eventuale mercato dell?usato e dell?artigianato (il nonno di Matteo è uno degli ultimi artigiani del rame e del ferro) da aprire in città periodicamente;
10) censimento degli abitanti del Villaggio, di concerto con il loro Portavoce Akija Halilovic;
11) verifica dello stato della scolarizzazione dei Minori del Villaggio e contestuale rapporto con il Dirigente Scolastico ed il CSA/MPI provinciale di Pisa.

Sono certo, Sindaco, che Lei attiverà immediatamente i servizi comunali per mettere fine a tale vergogna indegna di una Città civile ed ordinata come quella da Lei amministrata.

Le sottolineo che gli interventi ai punti 3 e 6 hanno carattere di assoluta urgenza per via del grave pericolo all?incolumità fisica degli abitanti dell?insediamento.

Cordialmente,
il Presidente Nazionale Massimo Converso,
la Presidente della Sezione di Pisa, dr.ssa Olivia Curzio
Il vicepresidente della Sezione di Pisa Sig. Hakija Halilovic

Alleghiamo alla presente lettera 7 fotografie che evidenziano la drammatica situazione presente all?interno del campo della comunità Rom ?Khorakhanè crna gora? in località Navacchio.

Fotografia: pulizia al ?campo? per l?appuntamento col sindaco

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Continua la "cacciata" dall?Italia dei Rom Romeni

25 Novembre 2006 Commenti chiusi


Milano 23 novembre. A due giorni dalla giornata mondiale contro le violenze sulle donne, 123 Rom Romeni, 35 donne e 21 bambini, sono stati sgomberati da due insediamenti abusivi, 83 poi espulsi dall?Italia. Seguitano le operazioni di ?pulizia igienico-sanitaria? e deportazioni dello Stato Italiano verso la comunità di Rom Romeni, in violazione dell?articolo 11 della Costituzione: “l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli”. Sgomberi ?comunitari? ed illegali a 37 giorni dall?ingresso della Romania nella Comunità Europea.
Anche in questa occasione non si riscontrano petizioni a tutela dei Rom espulsi, mossi da associazioni animaliste, da associazionei a tutela della donna, da associazioni a tutela dei minori.

83 ROMENI ESPULSI: LA NOTIZIA D?AGENZIA?
Milano, 23 nov . (Adnkronos) – Sono 83 i romeni che hanno lasciato la questura di Milano e saranno espulsi dall’Italia con un volo charter in partenza questa sera dall’aeroporto di Mapensa. Sono, invece, 20 gli stranieri che saranno accompagnati nel centro di permanenza temporaneo di via Corelli.
I provvedimenti sono stati eseguiti dopo gli sgomberi di stamane in due aree dismesse. Negli ex magazzini di via Boncompagni, nella periferia sud-est di Milano, sono stati rintracciati 80 extracomunitari tra cui 63 romeni. Tra loro anche 11 bambini e 20 donne. A Cinisello Balsamo, invece, nell’area ex ovocoltura Valmonte, sono stati identificati 82 immigrati di cui 63 romeni. Tra gli sgomberati 15 donne e 10 minorenni.

? MA SGOMBERI ED ESPULSIONI NON FANNO NOTIZIA
Stavolta non c?è l?opposizione di Rifondazione Comunista a fare notizia, come a Bologna, il 16 novembre scorso, quando tutti i titoli dei giornali (almeno sette) riducevano la cronaca degli ?sgomberi? alla sola questione partitica (?Le ruspe di Cofferati e la trincea di Rifondazione?). Stavolta non c?è pettegolezzo politico e la notizia resta relegata ad uno scarno comunicato di ?agenzia? che non viene ripreso da alcun quotidiano. Ma l?episodio è almeno grave come quello di Bologna con 123 Rom sgomberati e 80 espulsi. Gli sgomberi dei due insediamenti di Milano riguardano 123 Rumeni, 35 donne e 21 bambini, e fra questi 83 espulsi: non si conosce neanche il numero di donne e bambini espatriati.

GIORNATA MONDIALE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE
Oggi, 25 novembre è la giornata di mobilitazione internazionale contro la violenza sulla donna. L?Italia tutta pullula di passerelle, di trasmissioni televisive, di attivismo ?Per la dignità, la libertà e la sicurezza delle donne?. ?Mai più silenzio per una donna maltrattata, ?La violenza sulle donne ci indigna?, ?Non giriamo la testa dall?altra parte?, sono alcune parole d?ordine della mobilitazione. Ma nella specificità ?donna?, delle popolazioni Rom e Sinte, queste urla di democrazia non arrivano, le teste continuano ad essere ?girate?, gli slogan restano senza contenuto ed ipocriti. Non si conosce, da questa Redazione, una mobilitazione od intervento, oggi, che metta in rilievo la violenza sulle donne Rom/Sinte. Che per monitoraggio della Comunita Europea sono le più discriminate e sottoposte ad atti di violenza razziale, Italia compresa.

DEPORTAZIONI ED ESPULSIONI ILLEGALI
Retate e rastrellamenti all?alba, che i bambini non siano a scuola per carità!, perquisizioni e deportazione in Questura per una successiva espulsione (volo pagato dallo Stato Italiano con apposito codicillo sulla Legge Finanziaria). Nonostante il divieto di espulsioni collettive, sancito dalla Comunità Europea, dopo Roma e Bologna (per parlare delle più evidenziate), continuano le espulsioni collettive di Rom Romeni, e donne e bambini rappresentano spesso la metà dei deportati. I Rom Romeni sono ?accusati? di vivere in disastrose condizioni igienico-sanitarie e di non avere un regolare permesso di soggiorno e sono espulsi senza possibilità di chiedere l?asilo politico. Perché di ?rifugiati? per motivi di discriminazione politica, economica e di violenza razziale, si tratta. Basti pensare che in Romania, dove l?Italia ?sbologna? la questione, il 25 per cento dei Rom non possiede documento d’identità, e oltre il 45 per cento è senza certificato di nascita.

LO STATO ITALIANO RAZZISTA E FUORILEGGE
Continua lo spreco di risorse, uomini e mezzi, dello Stato Italiano, ad attuare una politica di rastrellamento ed espulsione verso Rom Romeni che fra 37 giorni potranno rientrare regolarmente in Italia. Spreco di risorse e di mezzi per la ?caccia? a vittime e disperati della Storia, con una enfatizzazione di capacità militare, di protervia e arroganza verso gli ?ultimi? (donne e bambini compresi) quasi a coprire l?incapacità verso la Mafia ed il Malaffare. Uno Stato Italiano che, anche col cambiamento dei Governanti, continua ad applicare le ?espulsioni? in ossequio ad una legge, la ?Bossi-Fini?, ?ispirata dalla filosofia di scontro di civiltà? e che ?incita alla discriminazione e alla criminalizzazione degli immigrati?, secondo le parole usate dal Commissario ONU per i Diritti Umani in Italia il 13 ottobre scorso.

_______note a margine________note a margine_______________

La relazione del Relatore Speciale ONU in Italia
Romano Lil, 16 ottobre
Roma, 13 ottobre, palazzo della Fao. Doudou Diène, ?Relatore Speciale? per i Diritti Umani dell’ONU, relaziona sulla sua visita di cin-que giorni in Italia: é l?intera società italiana a presentare ?profonde tendenze alla xenofobia?, “particolarmente discriminate sono le popolazioni Rom e Sinti”. La legge ?Bossi-Fini? è ?ispirata dalla fi-losofia di scontro di civiltà? e ?incita alla discriminazione e alla criminalizzazione degli immigrati?.>>>

No alle deportazioni di Rom Rumeni
Romano Lil, 6 ottobre
Sentenza del Tribunale di Milano, 2 agosto 2004
La pratica delle espulsioni cd. collettive è da ritenersi illegittima secondo l’art. 4 del Protocollo 4 allegato alla Convenzione Europea dei Diritti dell’uomo“.>>>

Europa annulla espulsione di madre rom dall?Italia
Archivio Romano Lil, 9 novembre
Strasburgo, 24 settembre. Dopo un anno la Corte Europea fa riammettere Nevresa, giovane rom espulsa il 6 settembre 2005, benché madre di tre figli. All?epoca Prefettura e Questura di Roma ignorarono la sospensione dell’espulsione ordinata dai giudici di Strasburgo. >>>

Non si può espellere dall?Italia chi ha moglie e figli
Romano Lil, 8 novembre
Rovigo, 20 ottobre. Una sentenza che non fa testo ma coscienza. Il giudice Lorenzo Miazzi ha revocato decreto di espulsione a Rom clandestino per motivi familiari: perché unico sostegno a moglie e figli in minore età domiciliati in Italia. Il giudice ha così creato un precedente importante ed ha dimostrato che è possibile interpretare in modo ?umanitario? anche la legge Bossi-Fini che regolamenta l?immigrazione. >>>

Continua la guerra ai Rom rumeni: NON A MIO NOME
Archivio Romano Lil, 24 maggio
Continuano sgomberi, deportazioni e abitazioni demolite a suon di ruspe, da parte delle Forze dello Stato verso i Rom romeni insediati in condizioni da emergenza umanitaria in tutto il territorio italiano. Sembra una vera e propria guerra dichiarata al popolo dei bambini, delle baracche, delle discariche. NON A MIO NOME: lettera di un cittadino Opera Nomadi al Capo dello Stato per finire la guerra ed attuare percorsi di Pace a partire dal diritto alla vita ed ai soccorsi umanitari. >>>

Oltre l?emergenza degli sgomberi dei Rom Romeni

Archivio Romano Lil, 18 novembre
Dai recenti sgomberi di Bologna e da altri verificatisi recentemente in tutta Italia, si cerca di dare una panoramica a 360° della ?questione Rom Romeni? che si iscrive nel contesto delle minoranze Rom/Sinti più discriminate d?Europa, ma, in particolare, riguarda una popolazione ?straniera? ed irregolare in Italia e quindi ancora più esclusa ed emarginata dall?accesso minimo a qualsiasi servizio: dalla sanità, alla scuola, dall?habitat, al lavoro.>>>

Quello che la Romania non dice dei Rom
Romano Lil, 1 maggio
E? emergenza umanitaria per i Rom della Romania. E? quanto emerge da una relazione del parlamentare europeo Vittorio Agnoletto: ?Ai rom in Romania continuano ad essere negati i diritti civili fonda-mentali. Il governo non sta facendo nulla per favorirne l’integrazione. Basti pensare che il 25 per cento dei rom non possiede documento d’identità, e oltre il 45 per cento è senza certificato di nascita. I Rom vivono per lo più in pessime condizioni sanitarie. I bambini che riescono ad andare a scuola spesso seguono le lezioni in classi separate dagli altri allievi. I rom non hanno neppure accesso al mercato del lavoro: il 71 per cento, proprio perché Rom, ha subito episodi di razzismo nel tentativo di trovare un impiego.>>>

Nell’immagine, da sotto in senso orario: sgombero a Tor Fiscale 2 agosto 2006 (foto Orlando), polizia modello Formigoni a un “campo sosta” di Lombardia, sgombero sul Lungoreno Bologna (foto Indymedia), sgom-bero campo nomadi (www.corriere.it)

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Speciale scuola Rom/Sinti: index

24 Novembre 2006 Commenti chiusi

Indice degli articoli che riguardano la scolarizzazione dei Rom/Sinti, uno dei "luoghi" dove persiste la discriminazione sociale, in forme differenti, verso di loro. Che, da piccoli, cominciano subito a "fare i conti" con la società maggioritaria e dominante. Una dispersione scolastica alta, e altissima a partire dalle "superiori", problemi seri di integrazione scolastica tant’è che gli alunni Rom sono spesso "certificati". Ed anche dove riescono a frequentare con assiduità la scuola, quasi mai viene accettata e riconosciuta, come portatrice di ricchezza, la loro specificità etnica: il senso del tempo, della famiglia, la cultura orale, le tradizioni…

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Al Grande Capo della città di Cosenza

23 Novembre 2006 Commenti chiusi


Cosenza, 21-22 novembre. Roberto, Petru, Paula e Roberto, alunni Rom Rumeni che vivono in tenda nel canneto del fiume Crati, scrivono al sindaco di Cosenza. Preoccupati per l?acqua alta, per il fango e per il freddo, chiedono un regalo di Natale: una ?rulotta? o una stanza per stare all?asciutto e al caldo con tutta la famiglia. E concludono con un invito: ?Capo Sindaco vieni a trovarci al campo?.

A SINDACO DI CITTA’ COSENZA
Roberto scrive al Sindaco dalla sua tenda a Vagliolise nel canneto sul fiume Crati, a non più di cinque metri dalle acque, martedì 21 novembre durante il furioso temporale del pomeriggio-sera a Cosenza che ha cominciato ad alzare il livello del corso d?acqua.

Grande Capo,
io sono Roberto sono da Romania città Dej.
Io voglio che mi faccio studi a Cosenza
e io non voglio abitare più al campo
e qua è fiume è grande ed io c’ho paura.
E se puoi ti prego tanto
o mi dai una rulotta
o una stanza a casa come ce l’avete voi.
Babbo Natale ce l’abbiamo anche noi a Romania.
A Romania c’è grande povertà
e noi a Romania non abbiamo da mangiare
e qua a Italia è più bene
e io voglio stare qua a Italia
se mi date una casa o subito una rulotta.
Grande Capo ti saluto e vieni a trovarmi qui al fiume.
Roberto Rostas, di anni 10

A SINDACO DI CITTA’ COSENZA
Petru, Paula, Roberto, che con-vivono nello stesso insediamento di ten-de, scrivono al Sindaco dai banchi della Scuola Elementare di via Giulia, a Cosenza, mercoledì 22 novembre.

Grande Capo,
sono Lacatus Petru Samir dala Romania.
Io non volio stare piu al campo perche ce la aqua Grande
e quando piove mi sporco i vistiti.
Volio una casa come altri bambini.
Volio andare sempre a scola.
Fra un poco ariva Natale per me il piu bello regalo è avere una casa.
Ciao Grande Capo.
Petru Samir Lacatus di 10 anni, bambino Rom Rumeno

Grande Capo
Sono Lacatus Paula Andreea da Romania.
Io non volio stare piu al campo.
Perché ce la aqua grande volio stare a Cosenza.
Date una stanza per me e per i miei genitori
Ora ariva l inverno e fa tropo
fredo per dormire fuori
Andreea Paula Lacatus bambina Romnì Rumena di 12 anni

Grande capo
Sono Rostas Roberto Samir
Vengo da Romania Dej .
Io non volio stare più al campo
Perché ce la aqua grande
Io voglio studiare a Cosenza
Voglio una stanza o una rulota
Per dormire con la mia famiglia.
Non voglio tornare in romania
perché ce tanto poverta
e voglio stare a squla con i miei amici e la mia maestra.
Capo Sindaco vieni a trovarmi al campo
Roberto Rostas Samir bambino Rom Rumeno di 12 anni

Nella fotografia, da sinistra. Petru, Paula, Robert

Riferimenti: Cosenza accoglie le famiglie rom

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L?Opera Nomadi ai Ministeri

21 Novembre 2006 Commenti chiusi


Roma 9 novembre. L?Opera Nomadi Nazionale incontra prima i funzionari del ministero dell?Istruzione e successivamente, ad un ?tavolo? interministeriale, i dirigenti del ministero dell?Interno, delle Pari Opportunità, del ministro delle Politiche Sociali, del ministero dell?Istruzione. Gli incontri sono guidati dal presidente Massimo Converso e dai due vicepresidenti Renata Paolucci e Kasim Cizmic. Partecipa attivamente Salvatore Geraci della Caritas Nazionale e Presidente della Società Italiana Medicina Migrazioni. E? foltissima la rappresentanza dei Rom/Sinti (non meno di 20 giunti anche da Na-poli, Latina, Bologna e pure Due Dirigenti Rom dalla Romania) .
Al ministero della Pubblica Istruzione la riunione verte soprattutto sul-l?applicazione del ?protocollo d?intesa per la scolarizzazione dei Rom, Sinti e Camminanti? a partire da un censimento qualitativo che delinei la portata delle aree di intervento.
Al ?tavolo interministeriale? si parte dal mancato intervento coor-dinato, dei Ministeri sulla situazione dei Rom e dei Sinti per proporre segnali di positività legalizzando l?attività di raccolta ferro, di com-mercio ambulante e dei musicisti di strada (per Sinti e Rom).
Anche qui viene segnalata l?urgenza di un censimento qualitativo delle presenze, attivato però in collaborazione con operatori del-l?associazione e mediatori culturali Rom/Sinti. Oltre all?aumento delle presenze dalla Romania, preoccupa la situazione sanitaria, dello stato di salute di queste popolazioni che continua ad essere ad alto rischio, si conferma che l?età media non supera i 60 anni.
Il prossimo tavolo di lavoro è indetto presso il Ministero delle Po-litiche Sociali per i primi giorni di dicembre con ANCI, Regioni e Associazioni maggiormente rappresentative compresa l?Opera No-madi. Si parlerà di politiche abitative, tossicodipendenza e inclusione sociale mirando ad attuare interventi più concreti

ALLA PUBBLICA ISTRUZIONE
Roma, 9 novembre, ore 12, ministero dell?Istruzione
Sono presenti due funzionari del Ministero (ed il Dirigente del settore) e per l?Opera Nomadi: Converso, Paolucci, Biondani (Opera Nomadi Palermo), Nieli ed Esposito (Opera Nomadi Napoli), Anna Luisa Longo (O.N. Lazio).
Il Direttore Generale Rossi del Ministero Pubblica istruzione è stato sostituito da pochi giorni ed il nuovo Direttore si incontra con la delegazione dell?Opera Nomadi brevemente a fine riunione.
Le prime note riguardano l?organizzazione del gruppo di lavoro Scuola al prossimo Seminario Nazionale di dicembre dell?Opera Nomadi. Il Ministero concede la sala- conferenze ?Kirner? al I° piano e la probabile presenza del Sottosegretario che verrà pubblicizzata attraverso l?Ufficio Stampa.
Poi Renata Paolucci, Responsabile-Scuola nazionale per l?Asso-ciazione, insiste perché venga finalmente effettuato un monitoraggio qualitativo per dati certi sulla dispersione scolastica. Un monitoraggio che permetta piani reali e concreti di intervento. Inoltre chiede che nel contratto della scuola, all?articolo 9, venga inserita la voce scolarizzazione Rom, Sinti e Camminanti. Della questione vanno interessati tutti i Direttori Scolastici Regionali con una riunione specifica. La problematica rom deve essere affrontata a 360°, a partire dalla scuola che è uno dei punti fermi della politica sociale verso le Comunità.
Il Dirigente e le due funzionarie sono d?accordo e sottoporranno, quanto prima, le richieste al nuovo Direttore.
Marco Nieli sposta il tema sulla repressione. A Napoli si verificano spesso azioni di repressione e rastrellamento di bambini che vengono poi inseriti negli Istituti con la connivenza della Caritas: queste politiche sono fallimentari perché costosissime (70,00 ? al giorno per bambino elargite alle Comunità ? case-famiglia, Istituti, etc -) e distruggono le famiglie che dovrebbero restare unite ed ogni ipotesi di progetto di integrazione futura. Sarebbe più semplice e produttivo attivare dei progetti di facilitazione all?inserimento che costerebbero molto meno. Ma per i progetti di prevenzione le ?Isti-tuzioni? rispondono che non ci sono fondi, mentre per le azioni di repressione, che creano macerie di umanità, i soldi li trovano sempre.
Anna Biondani chiede che il gruppo di lavoro venga formalizzato ed illustra la situazione dei Camminanti Siciliani. Poi viene esaminata la bozza di accordo di programma, del Coordinamento Veneto Opera Nomadi, con la Regione Veneto per l?applicazione del ?protocollo d?intesa? per la scolarizzazione dei Rom/Sinti e Camminanti.
Al termine della riunione l?Opera Nomadi lancia un allarme: le scuole iniziano a rifiutare i bambini rom adducendo la scusa di mancanza di posti, soprattutto nei riguardi dei bambini rom rumeni nuovi arrivati. Il Dirigente e le funzionarie chiedono che vengano loro segnalate con urgenza tali scuole visto che per legge le scuole de-vono accettare tutti i bambini anche se privi di permesso di soggiorno.

AL TAVOLO INTERMINISTERIALE
Roma, 9 novembre, ore 15,30, Assessorato Politiche Sociali del Comune
Sono presenti Dirigenti e Funzionari del Ministero dell?Interno, del Ministero Pari Opportunità ? Unar, la segreteria del Ministro delle Po-litiche Sociali Ferrero, il Dirigente e le due funzionarie della Pubblica istruzione, il dott. Geraci della Caritas Presidente della Società Ita-liana Medicina Migrazioni, e per l?Opera Nomadi: Converso, Paolucci, Biondani, Nieli, Esposito, il vice-presidente Kasim Cizmic, una de-legazione di Rom provenienti dalla Romania guidata da Vasile Gheorghe, presidente del partito rom di Calarasi (Romania), il Dr. Sebastian Zlotea portavoce dei Rom Rumeni di Bologna, Alex porta-voce della Comunità dei Rom Rumeni della Tiburtina (tristemente famosa per la continuata esclusione dei loro bambini dalle scuole della zona note invece per l?integrazione positiva delle Comunità Cinesi ed Africane), due Romnià Rumunke mediatrici culturali che seguono il progetto di stireria e sartoria nella cooperativa di donne rom (fra cui la Presidente della Cooperativa ?Baxtalò Drom?), progetto della Sezione Lazio dell?Opera Nomadi, Semso Rusiti Rom Dasikhanò ed il Sinto ex-Giostraio (Eftavagarija) Gabriele Henig.
Nell?introduzione Massimo Converso puntualizza il mancato inter-vento coordinato, a tutt?oggi, dei Ministeri sulla situazione dei Rom e dei Sinti soprattutto in merito ai Rom/Sinti ?italiani?, tenuti poco in considerazione ma che hanno grosse difficoltà per la sopravvivenza (vedi gli ex ? giostrai, come da piattaforma presentata al capo segreteria del Ministro Ferrero nel precedente incontro): a questo riguardo propone di dare un segnale positivo legalizzando l?attività di raccolta del ferro, del commercio ambulante e dei musicisti di strada.
Per i Rom Rumeni chiede l?intervento della Protezione Civile per l?emergenza sulle loro condizioni abitative e sanitarie, soprattutto ora che si avvicina l?inverno.
Il Presidente insiste sull?urgenza di un censimento qualitativo sugli adulti e sui minori presenti in Italia, attivato però in collaborazione con operatori dell?Associazione e Mediatori Culturali Rom/Sinti.
“Chi può recarsi nei ?campi? di baracche e lamiera a censire le esigenze dei Rom Rumeni? Chi conosce le migliaia di Rom e Sinti mimetizzati in ogni regione italiana??Solo i rappresentanti delle Comunità ma con un chiaro segnale di accoglienza istituzionale, come un ?tesserino tem-poraneo di residenza in Italia? (sul tipo della “carta di dimora” che l?Opera Nomadi di Napoli riuscì ad ottenere per qualche anno nell?a-rea metropolitana della città), ferma restando l?imprenscindibile battaglia per l?abolizione delle leggi Turco-Napolitano e Bossi-Fini.
Propone inoltre un incontro tra i due Governi Italiano e Rumeno, come è stato fatto con scarsissimi risultati fra diverse municipalità, facendo intervenire il Ministero degli Esteri e soprattutto quelli economici dei due Paesi, per una radicale inversione di tendenza sulla politica dei salari praticata soprattutto dagli industriali italiani in tutta la Romania, salari bassi che causano la biblica emigrazione dalla Romania verso l?Occidente.
Poi prende la parola la delegata del Ministro Ferrero che annuncia una riunione – tavolo di lavoro presso il Ministero delle Politiche Sociali per i primi giorni di dicembre con ANCI, Regioni e Associazioni maggiormente rappresentative compresa l?Opera Nomadi. Si parlerà di politiche abitative, tossicodipendenza e inclusione sociale mirando ad attuare interventi più concreti. Il funzionario del Ministero del-l?Interno afferma che si sono già tenute 3 riunioni interministeriali e che è in programma un futuro ?tavolo? per legiferare sulla questione Rom e Sinti.
Successivamente viene illustrata la situazione dei Sinti Giostrai ed ex-Giostrai e dei Rom Rumeni dai rappresentanti delle comunità.
Il dott. Geraci della Caritas Nazionale illustra poi la situazione dello stato di salute di queste popolazioni ad alto rischio la cui età media è di soli 55 anni. Sono in aumento le interruzioni di gravidanza, le tossicodipendenze, il disagio psichico negli adolescenti e nelle donne e non sono praticate ai bambini le vaccinazioni della primissima infanzia per chiare difficoltà nell?accesso ai servizi. A tale proposito la Caritas sta collaborando con il Ministero della Salute.
Tutti i presenti si trovano d?accordo sul costante aumento, sul territorio nazionale, delle presenze dei Rom Rumeni, divenuti ormai il gruppo Rom/Sinto più numeroso del Paese.
Kasim Cizmic riporta le notizie riguardanti la sua partecipazione al Forum Europeo dei Rom che si è tenuto a Strasburgo il 6-8 no-vembre. Il dott. Berardi dell?Unar relaziona sulla riunione indetta re-centemente dal Prefetto di Vicenza con i Sindaci della provincia di Vicenza e il Presidente Dal Lago (Lega Nord), dalla quale è uscito l?impegno dei Sindaci a ritrovarsi il giorno 24 novembre con un piano per la sistemazione delle famiglie sinte presenti nel territorio.
I saluti finali sono un arrivederci ai primi di dicembre alla riunione presso il Ministero delle Politiche Sociali.

Nella fotografia, l?intervento del Presidente Nazionale

Riferimenti: L?Opera Nomadi ai Ministeri, proposte politiche

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Parte da Latina la Carovana Antimafie, e Rom

20 Novembre 2006 Commenti chiusi


Latina 21 novembre. Un volantino che sembra un incitamento alle rappresaglia verso gli autori di piccoli furti, Rom e Bianchi, apre la carovana Antimafie 2006 in partenza da Latina, benedetta dal presidente don Luigi Ciotti. ?Ammardò! Dammi il cellulare!!?, sbraita minaccioso il Rom. La lotta alla mafia, ?aiutateci a dare un contributo alla giustizia e all?affermazione della legalita??, sembra focalizzarsi sui furti di un ?cellulare? e di un motorino, fatti da due giovani ragazzi (uno Rom e uno Bianco) ma, forse, preludio, alla criminalità orga-nizzata vera e propria.
A seguire, il comunicato dell?Opera Nomadi Lazio e la descrizione dettagliata del volantino, poco visibile ?in dettaglio, sullo schermo.

Comunicato stampa Opera Nomadi Lazio
COSA C?ENTRA DON CIOTTI CON IL RAZZISMO anti?ROM?
Roma, 20 Novembre 2006

Le vignette riportate sul volantino della ?Carovana antimafia? sono gravemente lesive per le centinaia di famiglie rom che vivono nella nostra città e non aiutano sicuramente a costruire quella città solidale, aperta e giusta per cui tante associazioni si prodigano su più fronti. (Le vignette riportano chiaramente la caricatura di un gio-vane rom utilizzando anche una parola in lingua ?romanì? (ammarò = disgraziato).
Operare categorizzazioni porta ad etichettare e dividere persone e gruppi e facilita l?uso di stereotipi che innescano reazioni pericolose come comportamenti discriminatori, emarginazioni e violenze.
La giusta battaglia contro la mafia e illegalità non può e non deve restringersi a singole, seppur numerose, azioni di microcriminalità le cui cause vanno ricercate e combattute con programmazioni e scelte politiche coraggiose e lungimiranti che puntino alla prevenzione e, soprattutto, non può assolutamente favorire una lettura parziale e scorretta che spinge, come nel caso delle vignette, a collegare mafia e illegalità con un gruppo specifico quasi a mostrare che Rom e mafia siano strettamente correlati.
Riteniamo che i comportamenti mafiosi, le prepotenze e i soprusi sia-no purtroppo diffusi e trasversali e appartengano a diverse categorie della nostra società.
Pur preoccupati dell?escalation di violenza, aggressività e prepotenza che osserviamo in diversi giovani rom della città a nome delle famiglie e di altri giovani rom che tentano tra mille difficoltà un?integrazione nel contesto sociale, protestiamo pubblicamente per le vignette dif-fuse e chiediamo un incontro con i promotori della manifestazione.
Soltanto adesso la Regione Lazio sta ponendo finalmente attenzione alle concrete proposte di avviamento al lavoro che l?Opera Nomadi sta portando avanti per le tre COMUNITA? di Latina (Rom Abruzzesi, Sinti giostrai, Rom Rumeni) ed infatti per questa settimana è fissato l?incontro con la Presidente della Commissione politiche Sociale On.le M.A. Grosso appunto in Regione.

Nell?immediato chiediamo che Don Ciotti si dissoci pubblicamente da tale affermazione razzista che non fa certo parte della sua cultura e comunque porteremo all?attenzione dell?UNAR (Ministero Pari Op-portunità copia del volantino apertamente razzista.

Opera Nomadi Lazio
Via di Porta Labicana 59, 00185 Roma
Tel.06-44704749, posta elettronica: operanomadilazio@yahoo.it

IL VOLANTINO (descrizione radiofonica)
A lettura orizzontale, il volantino è diviso in due facciate, la sinistra e la destra. A sinistra l?alfabetizzazione sulla criminalità e la mafia è sintetizzata con disegni e battute, a destra con le parole.

LATO SINISTRO
Due disegni, appaiati. Sul primo un rasato energumeno, il più brutto di tutte le persone disegnate, sbraita minacciosamente verso un giovane attempato, impaurito ed a braccia alzate: ?Ammardò! dammi il cellu-lare!!?. Sull?altro, un giovane strafottente scappa in motorino e grida ad una ragazza sul marciapiede: ?Se rivuoi il motorino portami 100 euro do-mani! Ciao, ciao!?. ?Ehi!?, risponde la ragazza stupita, colta nel disegno con un piede alzato.

?Ammardò! dammi il cellulare!!?.
?Se rivuoi il motorino portami 100 euro domani! Ciao, ciao!?.

TROPPO SPESSO ASSISTIAMO E
ADDIRITTURA SUBIAMO (E SOPPORTIAMO)
GESTI DEL GENERE SENZA REAGIRE.

NOI SIAMO STANCHI?E VOI???

?Basta?, ?Siamo stanchi!?

La facciata è chiusa dal disegno della folla che manifesta. Persone normali, arrabbiate e deluse: uomini, donne, bambina. Due slogan sono riportati sui cartelli: ?Basta?, ?Siamo stanchi!?

LATO DESTRO
Oltre a questa serie di spiacevoli atti, la nostra città è stata teatro di episodi di criminalità e fatti di sangue assai più gravi: dalle varie sparatorie alle risse sempre più violente, per non dimenticare l?ab-battimento dei tre ettari di vigna
affidati alla Coop. Sociale ?il Gabbiano?,
precedentemente confiscati ad una nota famiglia mafiosa?
vero e proprio atto intimidatorio!
Si cerca di minimizzare questi problemi ma la situazione è ben più grave di quanto vogliano farci credere.

?AIUTATECI A DARE UN CONTRIBUTO
ALLA GIUSTIZIA E
ALL?AFFERMAZIONE DELLA LEGALITA??

Don Luigi Ciotti

Per dare voce ai cittadini e mantenere viva l?attenzione delle istituzioni su questi temi, in collaborazione con l?associazione Libera, sosteniamo attivamente la giornata di mobilitazione
Lunedì 20 novembre sotto il nome di CAROVANA ANTIMAFIA,
alle ore 17.00 in piazza S. Marco
Parteciperà all?evento il presidente dell?associazione
Libera don Luigi Ciotti

Promosso da: Libera, Makkeroni
Aderiscono: Agisci zona pontina, Arci Latina, Silb, Silp, Circolo Aretè il gabbiano, Legambiente Pontina, Ass. il Gabbiano, Ass. Regionale Antonio Caponneto, Confcommercio, ArtigianCoop, Unaltraregione, radio Luna, la tartaruga, CGIL ? Cisl ? Uil.

Nell’immagine il volantino della manifestazione di Libera

Riferimenti: ?Libera? contro le mafie, ed i Rom

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Distrutto dal fuoco insediamento Rom a Bologna

19 Novembre 2006 Commenti chiusi

Bologna, 18 nov. Doveva essere sgomberato, dalla giunta Cofferati, entro la prossima settimana ma ci ha pensato un incendio di vaste proporzioni a radere al suolo l?insediamento abusivo Rom di via Scandellara, abitato da un centinaio di Rom rumeni alla periferia di Bologna. Il rogo e’ scoppiato verso le 2 e solo intorno a mezzogiorno i vigili del fuoco, intervenuti sul posto con otto squadre, sono riusciti a domarlo. Nessun ferito tra il centinaio di Rom dell’insediamento, che pagavano anche l’affitto.
Sgombero e soldi risparmiati alla Comunità bolognese (ruspe, Polizia Municipale, ma restano i costi degli aerei per l’espulsione), perché il sindaco Cofferati, in Consiglio Comunale, a poche ore dall’evacua-zione dell?insediamento Rom di via Bignardi, aveva annunciato la necessità di fare altrettanto per quello di via Scandellara.

Il Resto del Carlino 18 novembre
Incendio doloso distrugge nella notte il campo nomadi
Bruciate baracche e roulottes, nessun ferito. Vigili del fuoco al lavoro per oltre due ore per domare le fiamme. Il vicesindaco Scaramuzzino: “I rom pagavano l’affitto”

Bologna, 18 novembre 2006 – Un incendio nella notte ha distrutto un campo nomadi a Bologna, in via Scandellara abitato da un cen-tinaio di Rom Romeni. Non risultano feriti, ma l’insediamento, com-posto a quanto pare da baracche e roulotte, e’ andato comple-tamente in fumo. Sul posto sono intervenuti Carabinieri e Vigili del fuoco che hanno impiegato oltre un paio d’ore per domare le fiamme. L’ipotesi più probabile, data l’ampiezza del fronte da cui e’ scaturito l’incendio, e’ quella di origine dolosa. Gli accertamenti, però, sono ancora in corso.

SUBAFFITTI, DENUNCE E SEQUESTRI
In via Scandellara non ci sono soltanto le fiamme che nella notte hanno mandato in fumo il campo nomadi alla periferia di Bologna. “Lo sapevamo, a quanto ci risulta da numerose segnalazioni ogni famiglia versava tra i 100 ed i 150 euro” per una sorta di canone. Adriana Scaramuzzino, vicesindaco e assessore alle Politiche sociali del Comune, calcola “l’affitto” che pagavano in media gli oltre 100 rumeni di via Scandellara, raccolti in una trentina tra baracche e roulotte.

L?immagine, censurata, perché è solo questione di stile: Cofferati come Nerone. Nell?ambiente universitario di Bologna, gira questo disegno di Cofferati con la cetra che canta ?O? sole mio?, sullo sfondo dell?incendio.
Riferimenti: Sgombero Rom da Bologna (prima dell’incendio)

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Sgombero Rom da Bologna (medaglia d?oro alla Resistenza)

19 Novembre 2006 Commenti chiusi


?Ripristinare la legalità? a Bologna, progetto d?ordine del sindaco Cofferati, non parte dalla mafia, dall?evasione fiscale, dal ?lavoro nero? nei cantieri, dalla speculazione edilizia, ma dallo sgombero ed espulsione di ?poveri cristi? che vivono fra baracche in condizioni ?di notevole rischio igienico-sanitario?. Si tratterebbe quindi di una operazione di ?pulizia igienico-sanitaria? che richiama un triste pas-sato per una città che è, invece, medaglia d’oro per la Resistenza.
I Rom, secondo il rilevamento dell?Unione Europea, anche nel 2005 sono le popolazioni più discriminate e sottoposte a violenza razziale d?Europa, Italia compresa (e si vede). In Romania ancora peggio.
Se a Bologna, dell?Italia settimo paese industriale, i disperati Rom Rumeni possono tentare di sopravvivere, in Romania hanno solo la certezza di morire, di fame, di mancanza di lavoro, di discriminazione e violenza razziale. Chi, con moglie e figli, resta a morire di miseria in un Paese ostile invece di cercare di sopravvivere da un?altra parte?

SGOMBERI ?COMUNITARI? DI BOLOGNA
A 40 giorni dall’ingresso della Romania nella Comunità Europea

Bologna 16 novembre. Stamani all’alba almeno 80 agenti, fra Polizia, Carabinieri e vigili urbani, hanno sgomberato un ?campo rom? alla periferia di Bologna, trasferendo in Questura ed in Caserma dei Carabinieri, 123 persone, fra cui 35 bambini e 60 donne di cui 14 donne incinte, e abbattendo tutti gli insediamenti abusivi. Il sindaco ha ordinato la “rimozione” della baraccopoli di via Bignardi e dell?area che costeggia il Navile, abitata da Rom da Romania e Bulgaria, per fare fronte ad ?una situazione di notevole rischio igienico-sanitario per le persone occupanti e per quelle che vivono e lavorano nelle aree circostanti”. Il ?blitz? (operazione militare) è stato pianificato in un tavolo tecnico in Prefettura al quale hanno preso parte Forze dell?Ordine e Comune. Informata anche la Procura. Al “Marconi”, un aereo pronto a partire coi Rom espulsi.

Le ruspe hanno demolito una sessantina fra baracche, tende e roulotte. “Voglio sottolineare ? ha spiegato l’avvocato Andrea Ronchi, da sempre consulente dei partiti della sinistra per le minoranze, che ha seguito la fasi dello sgombero, – che le strutture del campo sono state demolite e non rimosse come prevede l’ordinanza, e che i beni all’interno delle baracche sono stati distrutti invece che depositati nei magazzini comunali”. Insieme alle baracche, quindi, sono stati demo-liti anche stufe, oggetti personali, pentolame, oltre a giochi e libri di ragazzini che avevano cominciato percorsi di inserimento scolastico.

?Hanno “ruspato” anche i giochi dei bimbi e i loro libri di scuola ? hanno dichiarato il segretario di Rifondazione Comunista Loreti, il capogruppo Sconciaforni e l?indipendente Monteventi, oltre a Verdi e Cantiere. ? E? stato un rastrellamento. A 40 giorni dall?ingresso della Romania in Europa».

“Questo sgombero – commenta Sebastian Zlotea della Lega per i diritti delle persone comunitarie, extracomunitarie e dei rifugiati politici – risulta ancora più disumano se si considera l’ingresso della Romania e della Bulgaria nell’Unione Europea previsto per l?inizio dell?anno prossimo. Alla luce di questo, che senso ha continuare a trattare il problema dei rom con sgomberi, espulsioni e Cpt?”. Mentre sono ancora in corso le identificazioni, infatti, c’è già un aereo pronto a volare verso la Romania, per riportare a casa gli irregolari.
Le 123 persone sono divise fra Questura e Caserma dei Carabinieri per l’identificazione. Stasera gli irregolari potrebbero già essere rimpatriati in Romania. Si profila il provvedimento per un?ottantina di Rom. Il Comune è disponibile ad assisterne una ventina.

ARTICOLI
Bologna, Cofferati sgombera campo nomadi e il PRC attacca
Tiscali notizie, Apcom, 16 novembre.

Piazza pulita a Bologna. Sgomberato campo nomadi a via Bignardi
Trasferite 123 persone, tra cui 35 bambini e donne incinte
Bandiera Gialla, 17 novembre.

Ruspe nel campo di via Gobetti. Rifondazione contro Cofferati
Sgomberato da forze dell?ordine e vigili il villaggio abusivo dei nomadi
L?Espresso Local, 17 novembre

SEGNALAZIONI
No alle deportazioni di Rom Rumeni
Le espulsioni collettive sono illegali
Tribunale di Milano, sentenza del 2 agosto 2004: ?La pratica delle espulsioni collettive è da ritenersi illegittima secondo l?articolo 4 del Protocollo 4 allegato alla Convenzione europea dei Diritti dell?Uomo?.

Fotografia tratta da Tiscali notizie

Riferimenti: Oltre l?emergenza sgomberi dei Rom Romeni

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Roma dimentica lo sterminio di Rom, disabili e omosessuali

16 Novembre 2006 1 commento


Roma 15 novembre. Rom, diversamente abili e omosessuali, non graditi al tradizionale ?Viaggio della Memoria? organizzato dal comune di Roma ad Auschwitz (campo di sterminio nazista) lo scorso 5 novembre, per 230 studenti accompagnati dal sindaco Veltroni. ?Quello delle nostre comunità è giudicato uno sterminio di serie B?, dichiarano gli omosessuali del circolo Mario Mieli, Opera Nomadi e Avi, associazione diversamente abili.

A seguire l?articolo tratto da E-Polis Roma, del 15 novembre, la convocazione della conferenza-stampa del 14 novembre, una nota dal viaggio del 5 novembre e ?Porrajmos index?: articoli, libri, leggi e manifestazioni 2006 sul ?Porrajmos dimenticato?.
Con i ?riferimenti? a “Fatima ed il rabbino Toaff” del 13 marzo 1992:
?In questa foto dove la guida religiosa degli ebrei italiani abbraccia sulla scalinata della Sinagoga sul Tevere la piccola ‘romnì’ Fatima, c’è il segno che noi dell’Opera Nomadi avevamo cercato per anni??.

Omosessuali, rom e diversamente abili non graditi al tradizionale Viaggio della Memoria organizzato dal Comune
I DIMENTICATI CONTRO IL COMUNE: PER NOI NIENTE INVITO A AUSCHWITZ
«Quello delle nostre comunità giudicato uno sterminio di serie B»
di Stefano Montesi, E-Polis Roma, mercoledì 15 novembre pag. 26

?Quello delle nostre comunità, per il Comune di Roma, è uno ster-minio di serie B?.
Scatta così la polemica tra Comune da un lato e un trittico di associazioni formato dal circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, l?Opera Nomadi e l?Avi, l?associazione dei diversamente abili. L?accusa nei confronti del Comune è di aver discriminato in fase di pre-parazione del Viaggi della Memoria le comunità, rom, omosessuali e portatori di handicap. Quei viaggi a scadenza annuale, organizzati dal Comune e dalla Comunità ebraica romana, per portare gli studenti della Capitale a visitare il campo di concentramento di Auschwitz, ai quali sono chiamati a partecipare i pochi ebrei ancora viventi sopravvissuti ai lager, i partigiani dell?Anpi, gli ex-deportati dell?Aned.

LORO, gli omosessuali, i rom, i diversamente abili ma, anche, i Testimoni di Geova, rappresentanti di comunità che hanno pagato un tributo pesante alla follia nazista con centinaia di migliaia di morti, non sono mai stati invitati. Come nell?ultimo Viaggio del 5 novembre scorso nonostante una richiesta di partecipazione per mezzo di una lettera inviata dalle tre associazioni all?indirizzo degli assessori comunali alle politiche educative e a quelle sociali, Maria Coscia e Raffaela Milano, datata 27 ottobre 2006. «Nonostante una specifica risoluzione presentata e approvata in Consiglio comunale nel giugno 2005 dalle consigliere Adriana Spera e Patrizia Sentinelli – dice in sostanza il documento – la comunità omosessuale, quella dei diversamente abili e dei Rom/Sinti non sono stati mai invitati ad alcuno di questi viaggi. Le chiediamo, perciò di inserire tra le guide del prossimo Viaggio della memoria dal 5 al 7 novembre, rap-presentanti di quelle comunità».

Nessuna risposta. «Non sappiamo darci una spiegazione di questo comportamento se non quello del pregiudizio – ha detto Massimo Converso, presidente dell?Opera nomadi – evidentemente dà fastidio che davanti agli studenti possano prendere la parola omosessuali, Rom e diversamente abili». Pur apprezzando il lavoro svolto dal sindaco Veltroni verso la Memoria e per la tolleranza, le associazioni temono che ciò che subirono Rom, gay e portatori di handicap non venga sufficientemente riportato nelle scuole e la gravità di quella tragedia non venga recepita dalle nuove generazioni. «Un dramma purtroppo, ancora attuale – ha detto Andrea Maccarrone del Mario Miéli – basti pensare alle scritte contro le lesbiche al liceo Aristofane e i proclami omofobici di Forza nuova e dei gruppi di estrema destra». Un atteggiamento, secondo Silvia Cutrera dell?Avi, «che rappresenta una caduta di stile, da parte del Comune e un?occasione mancata per una politica di inclusione del diverso».

Nessuno tra quei deportati ?minori? può testimoniare quella tragedia. Tutti «passarono per il camino». Non è sopravvissuto nessuno tra quegli omosessuali, discriminati grazie alla stessa legge nazista persino nella Repubblica Federale tedesca fino al ?68. Né tra i rom, ?più ariani dei tedeschi? e per questo più adatti agli esperimenti genetici degli ?angeli della morte? come il dottor Mengele. Non uno vivo neppure tra i diversamente abili che conobbero quel inferno, i primi a sperimentare le camere a gas cinque anni prima dell?istituzione dei lager. Le associazioni non demordono. Al prossimo viaggio, organizzato dalla Provincia di Roma nella primavera 2007, contano di esserci.

LA CHIAVE
1 Discriminazione, l?accusa
Il Comune e la Comunità ebraica romana non hanno invitato al viaggio della Memoria tre associazioni: il circolo omosessuale Mario Mieli, l?Opera Nomadi e l? Avi, l?associazione dei diversamente abili.
2 Alto tributo a follia nazista
Omosessuali, Rom e diversamente abili insieme ai Testimoni di Geova rivendicano un tributo pesante alla follia nazista con centinaia di migliaia di morti.
3 A domanda niente risposta
Nessuna risposta da parte del Comune alla richiesta formale di partecipare all?ultimo ?Viaggio della Memoria? organizzato il 5 no-vembre.

INVITIAMO SOPRAVVISSUTI
Maria Coscia,Assessore alle politiche educative
Noi non portiamo le associazioni ai Viaggi della Memoria ma i sopravvissuti dei lager, coloro che nell?incontro con le scolaresche degli istituti romani possono trasmettere la memoria come esperienza vissuta in prima persona». Risponde così l?assessora comunale alle politiche educative, Maria Coscia alle richieste di partecipazione delle comunità gay, rom e portatori di handicap, duramente colpite dalla follia nazista come ebrei e prigionieri politici, ai Viaggi della memoria. Una risposta neutra, certamente concertata con il Comune. Che non è piaciuta alle associazioni che, pur avendo chiesto espressamente di prendere parte al viaggio, hanno visto la loro richiesta cadere nel silenzio. «Non c?è alcuna discriminazione – continua l?assessora – vogliamo soltanto favorire l?incontro tra i testimoni diretti e le scuole, incontri che i ragazzi vivono con pro-fonda emozione. Tra le altre comunità, purtroppo, non è vivo più nessuno, non ci sono sopravvissuti. Ma il lavoro di approfondimento che portiamo nelle scuole sul tema dello sterminio nazista è senza distinzioni».

CONVOCAZIONE CONFERENZA STAMPA DEL 14 NOVEMBRE
Roma, 8 Novembre 2006
Opera Nomadi Ente Morale sezione del Lazio,
Mario Mieli – circolo di cultura omosessuale,
Avi – Agenzia per la Vita Indipendente

- Agli Organi di Informazione della Città di ROMA
Con preghiera di partecipazione per non perpetuare la disinformazione, e soprattutto il silenzio, sullo sterminio nazifascista dei Diversamente Abili, degli Omosessuali, dei Rom/Sinti, dei Testimoni di Geova.

LO STERMINIO DI SERIE B
Viaggio della Memoria ad Auschwitz 5-7 Novembre 2006: Chi ha vo-luto discriminare le Associazioni degli Omosessuali, dei Diversamente Abili, e quelle qualificate dei Rom/Sinti? E perché?

CONFERENZA ? STAMPA
martedi? 14 novembre 2006 ore 15
presso aula gruppi consiliari comune di Roma in via delle Vergini.

per l?AVI ? persone diversamente abili – (Silvia Cutrera)
per Circolo di Cultura Omosessuale ?Mario Mieli? (Andrea Berardicurti)
per l?OPERA NOMADI (Massimo Converso)

LICEALI AD AUSCHWITZ. COL SINDACO
Torna, come ogni anno, il “viaggio della memoria”: coinvolti 57 istituti superiori della Capitale, grazie all’iniziativa “Noi ricordiamo”, voluta da Veltroni e dalla comunità ebraica di Roma. La partenza da Fiumicino

Roma, 5 novembre 2006
E’ cominciato questa mattina dall’aeroporto di Fiumicino il ”viaggio della Memoria” per 230 studenti delle 57 scuole superiori romane, accompagnati dal sindaco di Roma Walter Veltroni, che li portera’ a visitare il campo di sterminio nazista di Auschwitz. Il volo dell’Alitalia, diretto a Cracovia, e’ decollato poco prima delle 10.30.
Tra gli studenti ci sono quattro ragazzi islamici, di origine marocchina, e, per la prima volta, anche quattro studenti della ”Scuola Ger-manica” e tre ragazzi Rom, che vedranno i luoghi in cui furono sterminati migliaia di zingari.
La visita ad Auschwitz si ripete da cinque anni, da quando e’ iniziato il progetto ”Noi ricordiamo”, promosso dal sindaco, dall’assessorato alle politiche educative del comune, dalla Comunita’ ebraica di Roma, in collaborazione con l’Associazione Nazionale ex Deportati. Con tale progetto, oltre 10 mila ragazzi e ragazze hanno seguito percorsi di studio, ricerca e di approfondimento sugli avvenimenti storici legati alla Shoah. RomaOne.it il quotidiano della capitale

IL PORRAJMOS DIMENTICATO
“Porrajmos index”, su Archivio Romano Lil, 5 febbraio, riporta l?indice degli articoli pubblicati sul Porrajmos per dare informazione e storia. Perché se il 27 gennaio è il ?Giorno della memoria?, il 28 non diventi quello ?della dimenticanza?. Dalla presentazione del basilare libro+dvd ?Il Porrajmos dimenticato?, il 24 gennaio 2004 a Milano, per arrivare agli appuntamenti aggiornati delle manifestazioni promosse nel 2006, soprattutto dall?Opera Nomadi. Con note critiche ma anche con spazio alle odierne discriminazioni -?Cronache dalla nostra era?, ed una appendice sulla Shoah. Perché il ?Giorno della memoria? venga integrato ricordando anche la persecuzione e sterminio dei nazi-fascisti perpetuate ai danni delle minoranze Rom e Sinte, degli Omosessuali, dei Disabili e dei Testimoni di Geova.>>>

Immagine: Fatima ed il rabbino Toaff, sinagoga di Roma 13 marzo 1992

Riferimenti: Fatima e il rabbino Toaff

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Censimento Rom/Sinti del Ministero dell?Interno

16 Novembre 2006 Commenti chiusi

Un invito alle sezioni a recarsi in Prefettura a raccogliere i dati.
Riferimenti: Censimento Rom/Sinti del Ministero dell?Interno

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Vigile spara e uccide ladro in fuga

15 Novembre 2006 Commenti chiusi
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L?operazione ?spezza-catene? imprigiona bambini rom

14 Novembre 2006 Commenti chiusi


Cosenza, 12 novembre. L?operazione ?spezza-catene? conclusa dalla Questura di Cosenza il 16 ottobre 2003, invece di liberare bambini rom dai genitori orchi che li mandavano a chiedere la questua, ha solo creato dei prigionieri delle Istituzioni. La recente sentenza del tribunale di Cosenza ha condannato gli adulti e reso definitivo il distacco dei bambini. L?Opera Nomadi di Cosenza denuncia questo metodo che, in Italia, potrebbe portare nelle case-famiglia e collegi ben 30.000 minori Rom dei Balcani e non meno di 40.000 genitori nelle carceri.
L?Opera Nomadi prosegue la sua attività a tutela dei bambini rom: proprio a Cosenza, il Coordinamento Associazioni-Istituzioni Civili ha dimostrato quale sia la strada da perseguire per i Minori Rom ?stranieri?. Venerdì si terrà l?incontro sui Minori Rom con gli assessori del comune di Cosenza e Rende. Intanto L?Opera Nomadi ha riaperto tutte le mattine in Via Giulia 3 il suo ?sportello sociale? e prosegue la sua campagna di vaccinazioni ai minori e di sco-larizzazione: ?E? con questo strumento che proponiamo la sco-larizzazione dei bambini Rom Dasikhanè facendoli rientrare nelle loro legittime famiglie?.

OPERAZIONE ?SPEZZA-CUORI?
Si traccia qui una memoria storica della cosiddetta operazione ?spezza-catene? che invece di ?liberare? bambini vittime di orchi, ha ?spezzato-cuori? imprigionando bambini in Istituti e fornendo un pes-simo esempio ad altri sedicenti Tribunali dei Minori, vedi Romano Lil, 21 settembre: ?Mamma, li vigili del tribunale dei minori!?
Le istituzioni sempre solerti a comminare ?pene?, si pensi che un bambino in Istituto costa anche 70 euro al giorno, dovrebbero investire quelle risorse in attività di integrazione sociale attivando e supportando i progetti di chi lavora, da anni, su queste tematiche. E? anche una questione di riduzione della ?spesa sociale?: gli interventi fatti sulla prevenzione, costano meno in termini economici, riducono il disagio sociale e creano un futuro; i metodi repressivi, acuiscono il disagio e sedimentano ?resistenze? che creano, invece, un futuro di ?devianza? con ulteriori ricadute economiche sulla società, si pensi al costo di un detenuto.
A seguire: la recente sentenza, il comunicato dell?Opera Nomadi di Cosenza e un riepilogo storico attraverso altri comunicati.

DODICI SLAVI CONDANNATI A COSENZA PER AVERE TENUTO 15 BAMBINI IN SCHIAVITU’
Nuova Cosenza.com: http://www.nuovacosenza.com/home.html

28/09. Cinquantuno anni e otto mesi di carcere: e’ questa la pena complessiva comminata dal gup Lucia Marletta ai dodici slavi indagati nell’ambito dell’operazione Spezzacatene, condotta dall’ufficio minori della questura di Cosenza nel mese di ottobre del 2003 (si trattò della prima applicazione della norma che aveva introdotto il reato di riduzione in schiavitu’) sullo sfruttamento dei bambini, costretti a chiedere l’elemosina ai semafori dell’area urbana di Cosenza. I dodici slavi erano stati arrestati all’alba del 16 ottobre del 2003 nel campo nomadi di contrada Santa Chiara a Rende. Nelle roulotte i poliziotti trovarono quindici bambini, posti successivamente sotto tutela in un istituto cosentino. Ieri il pm Claudio Curreli al termine della sua arringa aveva chiesto – per i dodici nomadi accusati di associazione per delinquere e riduzione in schiavitù – condanne esemplari . Il gup del tribunale di Cosenza stamane ha inflitto cinque anni e cinque mesi a Slobodan Djordjevic, Milanka Djordjevic, Sasa Stojanovic, Zlaso Stojkovic, Suzana Djordjevic, Dejan Djordjevic, Mira Djordjevic, e Sofia Marincovic. Dovranno scontare cinque anni e sei mesi invece Slobodanka Stojanovic e Radosav Djordjevic. Sono stati condannati a tre anni e otto mesi Miroslav e Silvana Djordjevic.

Cosenza, 12 novembre 2006
OPERAZIONE SPEZZACATENE:
Conclusione tragicomica dello spettacolo teatrale, ma cosa fanno le Istituzioni Civili?
La stampa cosentina sembra avere un reverente timore quando Giudici e Polizia celebrano una farsa giudiziaria come quella dello strappare ai genitori legittimi un gruppo di bambini che due Amministrazioni Comunali stavano spostando dai semafori ai banchi di scuola con il consenso pieno dei genitori, descritti invece come orchi incorreggibili da una Questura, quella cosentina, che rifiuta ogni confronto con i programmi di prevenzione, preferendo le operazioni teatrali, un metodo che, in Italia, dovrebbe portare nelle case-famiglia e collegi ben 30.000 minori Rom dei Balcani e non meno di 40.000 genitori.

PERCHÉ LA STAMPA COSENTINA NON HA DATO UGUALE SPAZIO AL-L?ASSOCIAZIONE RAPPRESENTANTE A COSENZA DEL POPOLO DEI ROM/SINTI?

Proprio a Cosenza, il Coordinamento Associazioni-Istituzioni Civili (al quale la Questura cosentina è invitata ma non partecipa) ha dimo-strato quale sia la strada da perseguire per i Minori Rom ?stranieri?.
Infatti tutti i bambini della Comunità dei Rom Rumeni che vive fra i canneti del Fiume Crati sono serenamente scolarizzati e per-fettamente integrati nelle scuole del quartiere e così, ripetiamo per l?ennesima volta, stava avvenendo per i bambini Rom Dasikhanè di ?Spezzacatene? prima che la Questura (con l?input di una Ministra Prestigiacomo che cercava spazi televisivi per la sua legge ?Spezzafamiglie?) desse vita alla completamente inutile operazione che non ha spezzato alcuna catena, bensì causato un sempre più forte desiderio dei bambini di rientrare nelle loro legittime famiglie, in quanto nessuno li torturava.
Fermo restando che la quotidianetà dei bambini Rom non può certo essere la questua ai semafori, ma piuttosto la scuola al mattino ed il pomeriggio la propria famiglia od una ludoteca con i coetanei ?italiani?, come sta concretamente attuando l?ottimo Presidente Cipparrone in II^ Circoscrizione a Cosenza.
Venerdì si terrà l?incontro sui Minori Rom, dove attendiamo segnali forti dall?Assessora Covello, dagli Assessori Principe e De Gaetano e soprattutto dall?Assessora Ferraro in merito alle proposte Opera Nomadi del Presidio permanente polivalente al Villaggio di San Vito (tornato zona franca dopo l?ennesimo inutile blitz della Polizia) e dell?area di sosta ai Rom Rumeni del Crati allestita con la Protezione Civile che attende da settimane un semplice fax del Comune di Cosenza ? sempre aspettando l?importante Consiglio Circoscrizio-nale del 17 a sera sullo stesso argomento – .
L?Opera Nomadi ha intanto riaperto tutte le mattine in Via Giulia 3 il suo ?sportello sociale? e prosegue la sua campagna di vaccinazioni ai minori con la ASL e di scolarizzazione con la Direttrice Maria Lucente. E? con questo strumento che proponiamo la scolarizzazione dei bambini Rom Dasikhanè facendoli rientrare nelle loro legittime famiglie all?interno di un programma severamente controllato dalle Autorità compenti : basta con le case-famiglia e le carceri per il popolo Rom. Lavoro, scolarizzazione e prevenzione concordata fra Rom ed Istituzioni , questa è la strada della civile convivenza.

Il Presidente (Dr. Massimo Converso)

Opera Nomadi, Sezione Cosenza e provincia
Via Giulia 3 ? 87100 COSENZA
telefono 0984?418024

______________la storia_____________la memoria____________

L?INUTILITA? DI ?SPEZZACATENE? (ottobre 2003)
L?operazione ?spezzacatatene?, conclusa il 16 ottobre 2003 dalla questura di Cosenza, ha separato i figli dai genitori, che li mandavano a chiedere la questua, rinchiudendoli negli Istituti del Capoluogo e di Sangineto, malgrado gli stessi non avessero subito violenze fisiche dai genitori.
Ma Comune, Scuola, Associazionismo, hanno dimostrato che si sarebbe potuto evitare il drammatico teatro di ?Spezza-catene? laddove le scuole ed i due Comuni avevano già stabilito un programma di inserimento nelle scuole di Rende, interrotto con violenza dalla Questura che strappò i bambini ai loro genitori, con grande imbarazzo dei Servizi Sociali di mezza Provincia che hanno verificato nei fatti quanto genitori e bambini Rom fossero legati da affetto filiale e non da innominabili torture come sostenuto nello spettacolo teatrale (utile soltanto alla Ministra Prestigiacomo come sipario elettorale).

Cosenza, 16 ottobre 2003
NESSUNO SCHIAVO fra i BAMBINI Rom di RENDE!

Premessa
L?Opera Nomadi ha sempre combattuto l?utilizzo dei bambini nella questua e nel furto come forma di sopravvivenza della ?famiglia e-stesa?.ed in questo senso l?Opera Nomadi aveva tenuto alcune riunioni con i capifamiglia della Comunità Rom Dasikhanè di Quattromiglia di Rende ed altre (lo stesso Presidente Nazionale) con i ?Rom Khorakhanè? della provincia.
Conosciamo bene i Rom Dasikhanè di Quattromiglia di Rende perché fino a quando vivevano a Napoli l?Opera Nomadi curava la sco-larizzazione dei loro figli. E quindi avrebbe fatto bene la Magistratura cosentina a rivolgersi a noi per tracciare, in sinergia con i Comuni di Rende e Cosenza, un SEVERO programma di prevenzione con l?inserimento nelle scuole (peraltro già individuate dall’Assessora rendese Palma Covelli) delle creature adesso erroneamente indicate a mezz?Italia come ?schiavi dei loro genitori?.
Si tranquillizzino Magistratura e Polizia : non ci sono bimbi prestati o comprati nella Comunità Rom Dasikhanè di Rende: quei bambini stanno vivendo nella loro stretta comunità parentale.

Il problema è un altro: il ritardo istituzionale
Nel 2002 in merito a questo problema si incontrarono in una Scuola di San Vito l?Assessore cosentino Piperno ed il Dirigente dei Servizi Sociali di Rende Dr. Chiappetta al fine di aprire un comune sportello sociale, anche in collaborazione con gli esperti dell’Opera Nomadi e della Casbah (Associazione con uno sportello sociale per stranieri sostenuto da comune e Provincia di Cosenza) nonche?dei Servizi in loco del Ministero di Giustizia : furono battuti da alcune insegnanti che non desideravano un tale servizio sociale nella loro scuola.
Lo sportello sociale sta adesso aprendo nella scuola Elementare diretta da Maria Lucente in Via Popilia (n.d.r. dove vive la più estesa Comunità Rom della città) e ci sono quindi le condizioni perché le due Amministrazioni Comunali e l?Amministrazione della Giustizia siedano (con l?aiuto dei Mediatori Rom e della nostra Associazione che può fornire anche il curriculum scolastico ed altri dati del loro trascorso napoletano) per attuare oggi quello che ieri avrebbe reso inutile quello che è un caso assolutamente da ridimensionare ed affrontare con SEVERA PREVENZIONE come nelle altre città italiane dove vivono tali Comunità.

Cosenza, 16 ottobre 2003,
Dr Massimo Converso, Presidente Opera Nomadi Cosenza

N.B. In provincia di Cosenza vivono circa 2500 Rom di cui il 95% è ?autoctono? cioè appartenenti al gruppo di quei Rom calabresi giunti nella Sibaritide al seguito dei profughi ?arberes?h? al termine del XIV° secolo. Non supera le due centinaia il numero dei Rom ?Ju-goslavi? che vive nel cosentino fra Rende, Cerzeto, Castrovillari, Tarsia, Paola. NESSUNO DI QUESTI ROM E? NOMADE. Proprio per questa esiguità il problema non è conosciuto che molto genericamente (e spesso assimilato a quello degli extracomunitari) dalle Istituzioni e sovente dallo stesso volontariato.

Cosenza, 23 ottobre 2005
SPEZZACATENE: CONTINUA LA FARSA DEI BAMBINI SCHIAVI!

Chi scrive ha incontrato (in quanto scolarizzati nel paese dove il sot-toscritto abita) i bambini ?Rom Dasikhanè? della farsa teatrale denominata ?SPEZZACATENE?: questi bambini chiedono (nella loro ?lingua Romanì? che lo scrivente conosce nei tratti salienti) di ri-tornare con i loro genitori e ciò per un semplice naturalissimo mo-tivo: i loro genitori, pur portandoli a svolgere un?attività comunque immorale per un minore ovvero la questua, non li seviziavano né li picchiavano.
Sono state prodotte prove dagli inquirenti (tipo foto dei piccoli agli incroci o sacchetti di monetine) prove con cui si dovrebbero chiudere in istituto almeno 30.000 piccoli Rom Balcanici che vivono/so-pravvivono in Italia, dopo che il nostro Paese ha concorso all?im-poverimento di Jugoslavia e Romania dove essi vivevano in un sostanziale equilibrio e con una serie di ammortizzatori sociali inesistenti in Italia.
Nel 2002 in merito a questo problema si incontrarono in una scuola di San Vito l?Assessore cosentino Piperno ed il Dirigente dei Servizi Sociali di Rende Dr. Chiappetta: entro pochi giorni la scuola di Quattromiglia (cioè la più vicina all?accampamento) li avrebbe accolti nelle classi ; il comune di Rende stava reperendo lo scuolabus dove uno dei genitori li avrebbe regolarmente accompagnati in qualità di Mediatore, anche linguistico, con i Docenti.

La Polizia ed il Ministero non tennero conto di tale serio programma e misero in scena la rappresentazione teatrale che continua a trascinarsi da anni con lo stesso, tragicomico ancorché non veritiero, copione. In queste settimane al CSA-MIUR di Cosenza si stanno susseguendo delle serie e professionali riunioni sul ?PROGETTO STUDENTI ROM? all?interno del quale sono state inserite per il 2005-2006 le scuole dove sono seguiti, a dire il vero con amorevole grande professionalità, i piccoli Rom Dasikhanè strappati alle loro legittime famiglie. Fra gli obiettivi possibili c?è quello di concordare con la MAGISTRATURA e le FORZE di POLIZIA un reinserimento controllato nelle famiglie legittime, al fine di scongiurare il prov-vedimento (l?udienza è appunto prevista per domani 24 ottobre) di sapore un po? razzista di affidare i bambini a famiglie del tutto estranee alla loro cultura; in tale programma possono e devono rientrare i comuni di Rende (Assessore Ferraro) e Cosenza (Assessora Corigliano) e gli Assessori Perugini e Principe con le loro qualificate strutture: COSENZA/RENDE non possono finire sul tavolo della Commissione Diritti Umani di Bruxelles, proprio perché hanno una radicata e comprovata tradizione di accoglienza per i popoli diversi.
La gestione di questo problema deve ritornare nella competenza degli Enti Locali, superando il monopolio fin qui tenuto dagli Organi di Polizia, che nei mesi scorsi hanno tentato una seconda ?SPEZZACATENE? con i Rom Rumeni di Vagliolise.

Cosenza, 23 ottobre 2005
Dr Massimo Converso, Presidente Opera Nomadi Cosenza.

Cosenza, 6 Febbraio 2005
MA SONO ROM!!
E nessuno schiavo fra i bambini rom di Vagliolise!

Ma PERCHE? a COSENZA NESSUNO AFFERMA che QUELLA di VAGLIOLISE ERA UNA DELLE COMUNITA? di ROM RUMENI CHE IN ITALIA SONO ORMAI DIVENTATE (50.000 individui) il GRUPPO di ROM/SINTI PIU? NUMEROSO del Paese ??

Premessa
L?Opera Nomadi ha sempre combattuto l?utilizzo dei bambini nella questua e nel furto come forma di sopravvivenza della ?famiglia estesa?. E? altrettanto vero che (tranne che negli sciocchi film di Kusturica) nessun capifamiglia Rom sevizia o schiavizza i propri figli, in quanto ritiene ?morale? ogni forma (per noi invece giustamente estrema nonché immorale ? ma come la mettiamo con i bambini-operai o trafficanti di droga ovverosia i nostri occidentalissimi scheletri negli armadi di Napoli e Palermo?) di sostentamento del gruppo; soprattutto quei bambini ritengono di ?lavorare? e di essere utili alla loro ?famiglia estesa?.
Conosciamo bene i Rom Rumeni di Vagliolise: chi scrive conosce le basi della loro lingua ?romanì? e si stava concordando la scola-rizzazione dei loro figli perché si interrompesse ogni forma di questua dei minori per il cosentino. E quindi avrebbe fatto bene la Magistratura cosentina a rivolgersi a noi per tracciare, in sinergia con i Comuni di Rende e Cosenza, un SEVERO programma di prevenzione con l?inserimento nelle scuole delle creature adesso erroneamente indicate a mezz?Italia come ?schiavi dei loro genitori?.
Si tranquillizzino Magistratura e Polizia: non ci sono bimbi ?prestati? o ?comprati? nella Comunità Rom Dasikhanè di Rende: quei bambini stavano vivendo nella loro stretta comunità parentale.

Il problema è un altro: il ritardo istituzionale
In questo senso, dopo la grottesca ?soluzione? dell?Operazione Spezzatatene, l?Opera Nomadi aveva cominciato ad affrontare la ?questione Rumeni? tenendo alcune riunioni con l?Assessore Pro-vinciale Ferdinando Aiello e quello comunale Franco Piperno. A fine luglio Elena Hoo aveva opportunamente convocato tutte le Isti-tuzioni interessate per affrontare il problema della crescente eva-sione scolastica fra i Rom Calabresi e l?altro incalzante dei piccoli Rom Rumeni che questuavano per le strade cosentine e rendesi (ma in realtà, partendo da Vagliolise, anche sulle coste joniche e tirreniche).
Si aspettava il contributo della Regione e della Provincia per far partire il Progetto ?Studenti Rom? che infatti avrà inizio il 15 febbraio preceduto dalla riunione di domani 7 febbraio dell?apposito Comitato Scientifico (presieduto dall?Ispettore del Ministero dell?Istruzione Francesco Fusca). Si stava pensando anche ad una regolarizzazione dei tanti musicisti Rom presenti a Vagliolise (a Roma il Comune sta creando un apposito registro comunale).
Ancora una volta il protagonismo della Ministra Prestigiacomo ha obbligato la Questura di Cosenza a sostituirsi ai legittimi interpreti: cioè gli Enti Locali.
Forse sulla poca conoscenza da parte delle Istituzioni del Cosentino, pesa l?equivoco del volontariato degli anni ?90 nel Capoluogo allorché si pretendeva di cumulare i problemi dei Rom Calabresi con quelli degli immigrati nigeriani o maghrebini.
Ma adesso c?è uno strumento di prevenzione fondamentale (appunto il Coordinamento sui Minori Rom che vede allo stesso ta-volo i Comuni, la Provincia, la Regione, la Scuola, il Ministero di Giustizia) perché non si ripetano più brutte e vergognose operazioni come ?Spezzacatene? e ?Vagliolise?. Queste operazioni offendono uomini come Ferdinando Aiello, Franco Piperno, Francesco Fusca o serie Funzionarie Regionali come Patrizia Carrozza che non affron-tano il problema Rom con l?ordine pubblico, ma con la prevenzione.

Cosenza, 6 Febbraio 2005
Dr Massimo Converso, Presidente Opera Nomadi Cosenza.

Immagine elaborata da un disegno di Marjane Satrapi tratto da “Per-sepolis”, Ed.tascabiLIZARD, marzo 2002, il primo albo a fumetti iraniano

Riferimenti: Rom Rumeni a scuola a Cosenza

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Il Paese dei "campi" per Rom" (l’Italia)

13 Novembre 2006 2 commenti
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Il Paese dei Rom (l’Italia)

11 Novembre 2006 2 commenti


Oggi su Alias, supplemento culturale del sabato a “il manifesto”.
Riferimenti: S.O.S. (il) manifesto

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Quando nonna Jolanda racconta?

10 Novembre 2006 Commenti chiusi


Piazzola sul Brenta (Pd), 8 novembre ore 20,15. Presso la Sala Consiliare si tiene la presentazione dei racconti per bambini ?Quando Jolanda racconta??, scritti da Jolanda Katter (Sinta italiana) ed illustrati da alunni di scuola primaria. La Sala è piena, una quarantina di bambini siedono su dei tappetini in prima fila, davanti ai relatori, coordina Paola Sarzo, testimonia anche nonna Jolanda.
L?iniziativa è inserita nell?ambito del progetto “Seguendo Fiere e Sa-gre?”, per facilitare l?integrazione scolastica ad alunni dello ?spetta-colo viaggiante?, promossa dalla Rete per l?Intercultura, ?Rete Senza Confini?, con la collaborazione dell’Opera Nomadi sezione di Padova.
La presentazione della pubblicazione è organizzata dalla “Rete Senza Confini”, dal Comune di Piazzola sul Brenta, dal Centro Servizi Volontariato di Padova e dall?Associazione Jonathan. “E’ una serata che mette insieme varie esperienze e sensibilità – spiega Amelio An-zeliero, presidente di Jonathan. – Non c’è fisicamente l’Opera Nomadi di Padova, ben presente, però, nell’animo di coloro che hanno promosso l’iniziativa, poiché è con questa associazione che essi (noi) hanno stabilito un rapporto organico con il mondo Rom e Sinti”.

LE STORIE DI JOLANDA KATTER
Cinque storie di ?nonna? Jolanda Katter illustrate dai bambini delle scuole primarie della ?Rete Senza Confini?. Le illustrazioni di coper-tina dei cinque ?librettoni? di 24 pagine, sono di Damiano Bellino. La stampa delle storie è stata promossa dall?associazione Jonathan di Piazzola sul Brenta, che realizza interventi socio-educativi rivolti ai bambini e ragazzi ed è stata finanziata dal Centro di Servizio per il Volontariato della provincia di Padova.
L’ALBERO DELLE CILIEGIE
illustrato dai bambini della classe seconda della scuola primaria di Campo San Martino (a.s. 2005/06)
LA MAGA DIAVOLINA
illustrato dai bambini della classe terza della Scuola Primaria Statale ?A. Manzoni? di Limena (a.s. 2005/06)
LA CASA DEI VECCHIETTI
illustrato dai bambini della classe seconda della Scuola Primaria Statale “Don Milani” di Piazzola sul Brenta (a.s. 2005/06)
LE SCIMMIE CULIROSSI E CODALUNGA
illustrato dai bambini della classe quinta della Scuola Primaria Statale di Paviola (a.s. 2005/06)
LA LUPA RAGGIO DI LUNA
illustrato della storia a cura di della storia a cura di Yuri M., scuola secondaria di primo grado, classe prima.
Approfondimento a cura dei bambini delle classi quinte della Scuola Primaria Statale di Tremignon. (a.s. 2005/06)

INFORMAZIONI
Informazioni, prenotazioni per interventi di Jolanda nelle scuole, la descrizione del progetto ?Seguendo fiere e sagre??, e altro ancora, si trovano presso il sito di ?Rete Senza Confini?. Su Romano Lil, 18 giugno, in dettaglio: La ?scuola itinerante?, fra fiere e sagre.

EDUCAZIONE ALL?INTERCULTURA
La prestigiosa sala Consiliare è gremita: famiglie, insegnanti e tanti bambini delle classi che hanno partecipato al progetto che ha messo in contatto alunni di scuole di cinque differenti località. sotto la ban-diera ?Seguendo fiere e sagre??, nei ?rendez-vous? fatti di parole e racconti orali. Una ?rete? per favorire l?integrazione scolastica di alunni dello ?spettacolo viaggiante? che frequentano scuole differenti ?a balzi di fiera?. Nonna Jolanda, Sinta giostraia, ha tenuto anche degli incontri in alcune classi. In quelle occasioni, e nella prepa-razione dei ?librettini?, gli alunni dello ?spettacolo viaggiante? sono diventati protagonisti e portatori, riconosciuti ed accettati, di risorse e di arricchimento culturale. A differenza delle solite situazioni scolastiche in cui sono relegati ai margini.

LA PRESENTAZIONE
Piazzola sul Brenta, 8 novembre.
Paola Sarzo, una delle insegnanti del progetto ?Seguendo fiere e sagre?? coordina la serata. ?Quando siamo andate a trovare Jolan-da,? ricorda, ?ci ha raccontato una storia molto bella e da lì le abbiamo chiesto se veniva a narrare le sue fiabe e se ci dava i fo-glietti, su cui erano scritte, da leggere in giro per le scuole?. I bambini coinvolti nell?iniziativa hanno illustrato con disegni ed adesso siamo qui con le pubblicazioni stampate: 5 libretti, 5 fiabe?. La serata di presentazione è organizzata durante il periodo della fiera di san Martino, con giostre ed attrazioni varie – che ha l?apice l?11 novem-bre, proprio per favorire la partecipazione delle famiglie di giostrai.
La parola passa poi ad Amelio Anzeliero, presidente dell?associazione Jonathan, che illustra i libretti interculturali e termina sintetizzando e ripetendo più volte la base del suo pensiero: ?Insieme si possono fare tante belle cose?. Tra il pubblico anche Anella, la sorella appena più giovane di Jolanda, 85 anni, assieme a tanti nipoti e nipotine.
Elisa Marini, altra insegnante del progetto, narra la ?fola? dei rac-conta-storie: dagli Aedi della Grecia antica, ai giullari del medioevo, ai teatranti girovaghi con Shakespeare, per arrivare al ?900 col cinema. ?Gli esseri umani hanno sempre cercato di divertirsi? afferma, ?per fortuna ci sono anche le giostre. E con le giostre, alla fiera di san Martino, arrivano a Piazzola nuovi alunni nelle nostre scuole. Seguendo questi bambini abbiamo trovato nonna Jolanda?. Poi col figlio Andrea, giocoliere e musicista, Elisa intona una presentazione da teatro da strada: ?? ed ecco a voi?Jolanda Katter!!!?.

JOLANDA ?FILA? LA PAROLA
Allo squillo di tromba entra in scena ?si alza dalla sedia, Jolanda che ?fila? parola su parola, affabula tutti i presenti. ?Per questa occasione, stamattina sono andata dall?estetista?, esordisce, ?per farmi il ?lifting? ed eliminare le rughe. Il dottore mi ha spiegato che ci volevano tre mesi per fare un bel lavoro, ma quando gli ho detto che mi serviva per stasera mi ha consigliato di usare la carta vetrata a grana grossa!?. Jolanda cattura il pubblico con disinvoltura e stile. ?Avevo 14 anni, tanti e tanti anni fa?, continua ?quando sono venuta la prima volta a Piazzola sul Brenta. Facevamo teatro, con 11 fratelli e giravamo tutte le piazze d?Italia. Io sono nata vicino a Modena, solo due miei fratelli sono nati sullo stesso posto, solo perché erano gemelli. Sono nata col teatro, sempre teatro, teatro-tenda. A Piazzola sul Brenta c?era il duca Camerini che ci ha fatto visitare il suo palazzo ed abbiamo recitato appositamente anche per lui. Mi ricordo ancora che prima di andare via ha consegnato un mazzo di fiori a tutte le donne della compagnia?.
Jolanda racconta alcune parti della sua vita che è anche un pezzo di storia di teatro di piazza della prima metà del Novecento: ?Giravamo con tre grandissimi camion ed installavamo tenda ed attrezzature, come un piccolo circo, e scenografie e quinbte e fondali prospettici. Gli spettacoli erano vari, avevamo un repertorio di almeno cinquanta titoli a partire dai ?polpettoni? strappa lacrime, per il popolo, per arrivare a spettacoli più raffinati per un pubblico più colto: La Tosca di Satie, Il fornaretto di Venezia di Dall?Ongaro, La Gioconda di Arrigo Boito, La fiaccolata sotto il moggio e La figlia di Iorio di Gabriele D’Annunzio, L’Amleto di Shakespeare”. (Nell?Amleto Jolanda recitava la parte di principessa e triste Ofelia ed a fine serata, a tu per tu, reciterà ancora passi a memoria di quella tragedia).
La compagnia teatrale proseguì fino al dopo-guerra ma poi perse, poco a poco, la sua capacità di intrattenimento popolare. Attorno agli anni cinquanta papà Katter riconvertì l?azienda familiare e continuò a girare le piazze con spettacoli di cinema. E da lì, l?ultimo passaggio per restare in ?viaggio?, furono le giostre. ?Adesso vado dietro ai miei fratelli che hanno le giostre e roulotte? continua Jolanda. ?Siamo come le formiche, si lavora primavera ed estate e d?inverno ci si ferma. Ma la vita è sempre più dura, ci sono famiglie che fanno debiti per poter sopravvivere d?inverno?.
Jolanda cambia poi registro parlando della sua vita tragicomica, del marito accanito monarchico e lei no, per arrivare alla scrittura: ?Ce l?ho nel sangue scrivere? spiega, ?ed a volte è un flusso, a cosa servono le virgole, sono superflue, vado dritta come una schioppettata! E scrivo poesie e soprattutto fiabe, per i bambini. I bambini hanno bisogno di favole, di vivere nelle favole?.

IL SIPARIO SI CHIUDE
Poi vengono premiati i bambini, illustratori di fiabe, che hanno pazientemente sopportato la serata abbastanza da ?grandi?. Tra il pubblico numerose famiglie di Sinti giostrai. E? un po? la loro serata. Da segnalare che ad una iniziativa così propedeutica, pedagogica e partecipata non siano presenti giornalisti sempre pronti, però, a scatenarsi per fatti di cronaca nera che riguardino i ?giostrai?. Ma la tematica ?zingari?, termine spregiativo per definire i Sinti dello spettacolo viaggiante, è stata anche accennata: ?Ci chiamano zingari ma siamo esseri umani come gli altri. Siamo Veneti ostrega!?, aveva esclamato Jolanda durante la sua testimonianza.
La serata, il sipario, si chiude su Jolanda che stringe al cuore un mazzo di fiori, come quello del duca Camerini, attorniata dai bambini che stringono al cuore i libri con le sue storie. Questo articolo si chiude su questa fotografia dove l?occhio si soffermi, leggero, volto su volto. I volti come paesaggi dell?anima.

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Non si può espellere dall’Italia chi ha moglie e figli

8 Novembre 2006 Commenti chiusi


Rovigo, 20 ottobre. Una sentenza che non fa testo ma coscienza. Il giudice Lorenzo Miazzi ha revocato decreto di espulsione a Rom clandestino per motivi familiari: perché unico sostegno a moglie e figli in minore età domiciliati in Italia. Il giudice ha così creato un precedente importante ed ha dimostrato che è possibile interpretare in modo ?umanitario? anche la legge Bossi-Fini che regolamenta l?immigrazione. Una legge che per il ?Relatore Speciale? della Commissione Diritti Umani dell’ONU, in visita in Italia lo scorso mese, è ?ispirata dalla filosofia di scontro di civiltà? e ?incita alla di-scriminazione e alla criminalizzazione degli immigrati?.


DIVIETO DI ESPULSIONE PER MOTIVI FAMILIARI

Tribunale di Rovigo, 20 ottobre. Il giudice Lorenzo Miazzi è stato chiamato a valutare, per direttissima, il caso di Marko Radulovic, Rom clandestino, residente a Bagnolo di Po, che non aveva ottemperato al decreto di espulsione. Una violazione per la quale la legge Bossi-Fini prevede l?arresto. Per l?altro reato, di avere fornito false generalità (di Riki Zivkovic) il giudice ha rinviato in sede di processo ordinario. Ciò di cui si è andato a dibattere è stato quindi sull?e-ventuale espulsione del Rom. Il giudice ha analizzato la situazione familiare dell?imputato che risiede da anni con moglie e tre figli in minore età nel territorio polesano. Il Pubblico Ministero ha chiesto l?espulsione del Rom ma la misura è stata rifiutata dal Giudice, perché avrebbe provocato una vera e propria ?lesione familiare?.

Marko Radulovic, trent?anni, nativo di Pristina ?Kosovo, è domiciliato da tempo a Bagnolo di Po in un terreno di proprietà. Aveva già un decreto di espulsione (che gli imponeva di abbandonare il territorio italiano entro cinque giorni) dallo scorso settembre, così quando il 19 ottobre, alle ore 9,30, è stato scoperto mentre passeggiava per via Arioste, a Bagnolo di Po, è stato fermato e controllato dai carabinieri di Castelmassa. Dai controlli Afis è risultato il provvedimento di espulsione che ha condotto all?arresto ed alla detenzione presso la Casa circondariale di Rovigo in attesa del processo per direttissima.

GLI ESTREMI DELLA SENTENZA
La sentenza sarà resa pubblica, in dettaglio, fra un mese, ma è già possibile anticipare alcuni dati. Il giudice intende applicare una sorta di ?apolidia di fatto? nei confronti di Radulovic che anche se ha passaporto serbo non lo utilizza da anni. Inoltre, e questo è l?aspetto più importante, il giudice ha inteso applicare l?art.31, comma 3, che tutela i ragazzi in minore età rispetto all?allontanamento dei genitori, in questo caso il papà che è anche l?unico sostegno della famiglia. Un articolo, il 31, disatteso spesso anche dallo stesso Tribunale dei Minori nei confronti di mamme che sono condannate alla separazione ed all?espulsione. Un altro aspetto significativo della vicenda è che il giudice ha riconosciuto ?di fatto? anche il matrimonio rom che non è registrato in Italia.

UNA SENTENZA CHE FA COSCIENZA
La sentenza, che non fa legge ma segna un precedente, dimostra che quello che manca è la capacità, la sensibilità umana, di giudicare col cuore nel solco della Dichiarazione dei Diritti dell?uomo. Anche nel caso di una legge discriminatoria come la Bossi-Fini.

Riferimenti: Europa annulla espulsione madre rom da Italia

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Le storie di Jolanda

6 Novembre 2006 Commenti chiusi


Mercoledì 8 novembre, alle ore 20.15, presso la Sala Consiliare di Piazzola sul Brenta, Padova, sarà presentata la pubblicazione “Quando Jolanda racconta??, racconti per bambini scritti da Jolanda Katter (Sinta Italiana) ed illustrati da alunni della scuola primaria. L?iniziativa è inserita nell?ambito del progetto “Seguendo Fiere e Sagre”, per facilitare l?integrazione scolastica ad alunni dello ?spettacolo viaggiante?, a cui ha collaborato anche l?Opera Nomadi di Padova.
?Siamo molto soddisfatti di questa iniziativa?, ha detto Elisa Marini ?una delle referenti del progetto, ?Jolanda sarà presente a rac-contare, ed a testimoniare, con la sua capacità affabulatoria, come ha fatto in diversi incontri nelle scuole, la sua esperienza di vita?.

Il progetto è promosso dalla Rete Intercultura “rete senza confini” che comprende gli Istituti Comprensivi di Curtarolo, Limena, San Giorgio in Bosco, Piazzola sul Brenta, Villafranca, Grantorto e l’Istituto Superiore “Rolando da Piazzola”. La presentazione della pubblicazione è sostenuta dal Comune di Piazzola sul Brenta, Centro Servizi Volontariato di Padova, Associazione Jonathan. La copertina della pubblicazione è realizzata da Damiano Bellino.
Riferimenti: La scuola itinerante "tra fiere e sagre"

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Dietro i fossati ci sono persone, escluse

3 Novembre 2006 Commenti chiusi


“I fossati di esclusione sociale vanno colmati con la conoscenza reciproca ed il riconoscimento dell’altro nel rispetto dei diritti umani. Occorre ?spianare? le discriminazione e mettersi in confronto attivando una politica di accoglienza”. Così afferma Renata Paolucci, vice-presidente nazionale dell’Opera Nomadi nel ricondurre la questione-fossato ai soggetti principali che sono Rom e Sinti, persone escluse da processi di integrazione e di riconoscimento sociale: un fossato di discriminazione lungo cinque secoli.

Schio, Vicenza. Nei giorni scorsi, dopo opportuno sgombero effettuato dalle forze di Polizia, è stata scavato un fosso lungo duecento metri ad impedire l?accesso, ad un?area verde comunale, di alcune roulotte e camper di ?viaggiatori? italiani.
Si vuole qui riportare la ?questione fossato?, oggetto di esclusione sociale, fatto scavare da una giunta di centro-sinistra, invece che di centro destra, ai soggetti principali della vicenda che sono ?per-sone?; paragonare la vicenda al ?muro? di via Anelli di Padova, fatto erigere da una giunta di centro-sinistra, per arginare una zona a rischio (anche di spaccio droga), allarmare sull?arrivo dei ?nuovi barbari?, fare la trafila degli assessori leghisti promotori dei ?fossati?, sono le solite deviazioni giornalistiche per non affrontare il soggetto principale: a Schio non ci sono immigrati stranieri, né spacciatori, ma cittadini italiani (di minoranza etnica sinta) che chiedono un luogo dove sostare con le loro abitazioni mobili. Cittadini italiani di una minoranza etnica con problemi e caratteristiche particolari.
Conoscere per capire.

NEREO TURATI DI VICENZA
?Non è maturato a livello intercomunale un piano di sistema”, spiega Nereo Turati dell’Opera Nomadi, sezione di Vicenza ” e Schio si trova in una situazione di afflusso massiccio proprio perché le Am-ministrazioni limitrofe non consentono a queste persone, che pur sono residenti, di stabilirsi in un posto da loro individuato. Da qui è scaturita questa reazione emotiva del Comune, che ha intrapreso una linea che va in contrasto con quella fin qui seguita. Questo avviene perché manca una progettazione di governo politico e sociale. Le situazioni non vanno affrontate con provvedimenti tampone, come è stato fatto qui ed a Treviso, ma operando a livello territoriale in modo efficace?.

RENATA PAOLUCCI DI PADOVA
Renata Paolucci, presidente di Opera Nomadi sezione di Padova e dirigente nazionale dell?Associazione.
?A Schio si è intervenuti, secondo il Comune, perché con gli zingari in città aumenterebbero i furti. In realtà non credo sia una motivazione valida: se i furti aumentano forse è anche perché c?è chi se ne ap-profitta, ruba e poi scarica la colpa su di loro. E comunque il problema è di accoglienza, i Rom e Sinti vanno accolti ascoltandoli, lavorando sull?integrazione. Non sarebbero nemmeno più nomadi se fosse per loro: vorrebbero diventare stanziali, fermarsi, ma non sanno dove, vorrebbero inserirsi nella società, ma come possono fare se i Comuni li respingono??.

A colloquio con Renata Paolucci dell?Opera Nomadi
VAGANO PERCHE? RIFIUTATI DA TUTTI
Cercano casa, lavoro e scuola

Differenze
La regione Veneto ospita sette etnie di Rom: i Sinti Veneti ormai stanziali ma comprensivi anche dei semi-nomadi Sinti giostrai; i Sinti Taich, originari dalla Germania: i Rom Harvati provenienti dalla Croazia; i Rom Kalderasha scappati da Fiume nel 1941; i Rom scappati da Serbia e Montenegro per il conflitto nei Balcani; i Rom che arrivano dalla Bulgaria e quelli sempre più numerosi dalla Romania.
Sono gruppi distinti, con abitudini e culture diverse, influenzate dalle società che hanno incontrato. Non scelgono e non vogliono stare assieme. Ma tutte le etnie, a parte i giostrai, sono accumunate dal desiderio di avere una casa o, almeno, di vivere in piccole aree dedicate a famiglie allargate. Infatti molti di loro abitano in alloggi popolari o sono in graduatoria per ottenerli, altri si sono stabiliti in terreni che hanno comperato. Tutti rifiutano i ?campi nomadi?, soprattutto i Rom dell?Est che nei Paesi di provenienza potevano contare su abitazione e impiego fisso. Insomma, ormai si parla di Rom stanziali, che lavorano nelle cooperative o nel riciclaggio del ferro, che mandano i bambini a scuola e che vogliono integrarsi. Però quasi nessuno li accetta ed è per questo che le carovane continuano a peregrinare. Riuniscono coloro che non trovano una località e delle amministrazioni disposte ad accoglierli.

Politiche e pregiudizi
Non solo i sindaci della Lega e di centrodestra, anche le giunte di centro-sinistra sono protagoniste di politiche di ?esclusione? verso i Rom/Sinti, come a Schio e Caorle.
I sindaci dell??Unione? invece di attuare la politica dell?accoglienza e di ascoltare le esigenze dei Rom le rifiutano adottando ?non soluzioni? e ?chiusure? capaci solo di rimpallare il problema da una zona all?altra. Simili atteggiamenti non fanno che aumentare i pregiudizi della gente invece di spingerla a conoscere una cultura diversa. Pregiudizi, come il fatto che siano autori di furti scippi e altri reati, che, da sempre, accompagnano la storia di queste minoranze etniche. Sono leggende metropolitane, tramandate per secoli di padre in figlio, una generalizzazione che ricorda l?accusa rivolta a tutti gli italiani di essere mafiosi. In ogni società c?è chi delinque e tra i Rom, usati spesso come capri espiatori per giustificare l?aumento di certi crimini, non sono molti a infrangere la legge. Così come sono pochi i giostrai autori di rapine.
Il vero problema è il perdurare di una ingiusta e penalizzante cultura del sospetto, frutto dell?ignoranza, o meglio, della non conoscenza. Da tale mentalità nascono assurdità come la storia degli zingari che rubano bambini, pur avendone già moltissimi.

Progetti per l?integrazione
L?unica strada che porta all?integrazione, secondo l?Opera Nomadi, passa per la scolarizzazione, l?assegnazione di casa e lavoro. Un primo passo l?abbiamo compiuto a Padova dove il comune ha approvato il progetto di costruzione di un villaggio per i Sinti Veneti. Vicino all?attuale insediamento di Corso Australia sorgerà il villaggio in muratura che gli stessi Sinti aiuteranno a edificare. E? un esempio di come sia più utile lavorare per renderli autonomi ed autosufficienti invece che ignorarli ed escluderli. Come Opera Nomadi stiamo anche redigendo, insieme alla Regione, un protocollo di scolarizzazione: a breve ci sarà la firma. Infine, a livello nazionale, il 9 novembre l?Opera Nomadi incontrerà i funzionari dei ministeri dell?Interno, Pubblica Istruzione, Pari Opportunità e Affari Sociali, per affrontare il tema dell?habitat, occupazione e scolarizzazione.

POPOLAZIONI ROM E SINTE DEL VENETO

Sinti Veneti
Sono ormai stanziali, vivono nella regione da generazioni, hanno cittadinanza italiana e abitano nelle case popolari o in piccoli accampamenti. Della comunità fanno parte i giostrai, molti dei quali hanno abbandonato l?attività originaria per dedicarsi al piccolo artigianato e lavori vari.

Sinti Taich
Originari della Germania che hanno lasciato in seguito alle persecuzioni razziali. In Italia da più generazioni hanno tutti la cittadinanza italiana e sono diventati residenti stanziali.

Rom Kalderasha
Sono quasi tutti originari di Fiume, da dove fuggirono nel 1941, perseguitati da nazisti e ?ustascia?. Hanno case in Veneto e Lombardia, gli uomini battono e lucidano i metalli, le donne leggono la mano. Da altre località della Croazia provengono i Rom Harvati.

Rom immigrati
Arrivano, sempre più numerosi dalla Romania, scappano dall?estrema povertà che aumenta anche le discriminazioni nei loro confronti. A loro si uniscono i Rom provenienti dalla Bulgaria. Gli arrivi precedenti risalgono agli anni novanta del secolo scorso, ed hanno riguardato soprattutto Serbia, Montenegro, Bosnia. Una migrazione ?forzata? dalla guerra dei Balcani: anche perché la cultura rom rifiuta la guerra. In genere lavorano in fabbrica.

Nella foto: Renata paolucci

Riferimenti: Il fossato anti-sosta di Schio

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Dopo lo sgombero denuncia per ?invasione di terreni?

1 Novembre 2006 Commenti chiusi


Gorla Minore, Varese 20 ottobre. Quindici cittadini italiani sono stati denunciati a piede libero dai Carabinieri di Saronno per il reato di “Invasione di terreni”, ai sensi dell’articolo 633 del Codice Penale. La denuncia dei Carabinieri dopo che le due famiglie avevano abbandonato il terreno agricolo, di proprietà comunale, su esecuzione di ?ordinanza di sgombero? emessa dal primo cittadino di Gorla Minore. Sgombero avvenuto a poche settimane dal-l??invasione?.

GORLA MINORE VARESE
Sindaco, Lista Civica (sic!) Fabrizio Caprioli.
Letame: significato della parola ?rudu?, di origine longobarda, ricorrente nel dialetto gorlese.
San Lorenzo: patrono del paese. Fu il primo diacono di Roma: distribuiva ai poveri quanto raccolto fra i cristiani della città.
Festa ?Da Scajà?: festa che ricorda il momento in cui un fulmine si scagliò su un gruppo di contadini che atterriti si rivolsero alla Vergine.

?CHE DIO VI RENDA QUELLO CHE VOI AVETE DATO?
Va dato il giusto rilievo al senso di inospitalità dei paesani di Gorla Minore, del Primo cittadino, dei Carabinieri del Comando di Saronno, e di Varese News che pubblica la notizia, rispetto ai 15 Sinti Taich Cranaria Italiani. Un episodio che dimostra quanto le persone di quel territorio siano ancora lontane da quel senso di com-passione che dovrebbe alitare il mondo. Va ricordata, ed adattata, la frase che la vecchia ?Romnì? rivolse alla Suora Superiora di Granzette. ?Che Dio le renda quello che mi ha dato!?

Gorla Minore – I Carabinieri hanno contestato il reato dopo l’esecuzione dell’ordinanza di sgombero emessa dal sindaco
NOMADI DENUNCIATI PER “INVASIONE DI TERRENI”
Varese News Online 20 ottobre 2006

Quindici nomadi sono stati denunciati a piede libero
dai Carabinieri di Gorla Minore per il reato di “Invasione di terreni”, ai sensi dell’articolo 633 del Codice Penale.
La denuncia al termine di un’indagine avviata anche su segnalazioni da parte di cittadini della zona e degli amministratori locali, dopo che i nomadi, nelle prime settimane di settembre, si erano insediati abusivamente su un terreno agricolo di proprietà comunale ubicato lungo la via circonvallazione del Comune di Gorla Minore.
Si tratta di quindici soggetti, appartenenti a due nuclei famigliari, che, a dispetto dei nomi di chiara origine straniera, sono cittadini italiani dalla nascita, residenti ciascuno in una differente località del territorio nazionale, da Roma a Vigevano, da Bergamo a Piove di Sacco (Pd), da Castiglione Olona (Va) a Gambolò (Pv).
“L?abusivo insediamento di carovane di zingari suscita sempre grande apprensione nella popolazione dei luoghi interessati – spiega una nota del Comando dei Carabinieri di Saronno – se non altro per le condizioni igienico-sanitarie in cui vengono lasciati i luoghi al momento della partenza delle roulottes”. L?abbandono del terreno era avvenuto su esecuzione di ordinanza di sgombero emessa dal primo cittadino di Gorla Minore

L’INVASIONE DEGLI ULTRACORPI (commento a latere)
I fatti esprimono in maniera diretta le persone, come una carta geografica. Sembra che il Primo cittadino, ed il secondo-terzo-quarto? a seguire gli altri, di Gorla Minore sia stato ?invaso? dagli ultracorpi alieni che, nell?atto di prenderne possesso, gli hanno ?sgomberato” il cervello dall?umanità che gli era stata consegnata alla nascita. ?L?invasione degli ultracorpi?, di Don Siegel, 1956.

DOMANI: I FOSSATI NELLA TESTA DEL SINDACO DI SCHIO

Fotografia: Carabinieri sorvegliano lo sgombero di due famiglie sinte

Riferimenti: Schio: fossato anti-Rom

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