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Archivio Ottobre 2006

Intervista a due lavoratori clandestini di Romania

30 Ottobre 2006 Commenti chiusi


Bologna 28 ottobre. A colloquio con due Rom Rumeni, clandestini per lo Stato ma buoni lavoratori, in ?nero?, per le aziende italiane: dalla Sicilia a Bologna. Intervista di Andrea di Grazia, per il sito ?Stretto Indispensabile?, a Reswan e suo cugino Felice residenti alle ?baracchine? sul lungo Reno: in attesa della ?regolarizzazione? con l’ingresso della Romania in Europa nel 1 gennaio 2007. Se non ci saranno impedimenti.

RUMENI: CLANDESTINI A TEMPO DETERMINATO
Da “Stretto Indispensabile”, 28 ottobre 2006
Di Andrea Di Grazia

BOLOGNA. ?Siamo ancora nell?area della mediocrità, ma entriamo in un ambiente dove abbiamo l?opportunità di vivere meglio. Il benessere non arriva da solo, dobbiamo abituarci a vivere in un ambiente che ci chiede performance continue, al limite della sopportabilità per la popolazione?. Il presidente Rumeno Traian Basescu aveva commentato così la notizia che per sei anni tutti i Rumeni hanno aspettato. Dal primo gennaio 2007 la Romania e la Bulgaria entreranno ufficialmente in Europa. ?Tutti i Rumeni? significa che ventidue milioni di persone, il settimo paese per numero di abitanti fra i paesi membri, stanno per diventare cittadini europei. La Romania manderà trentacinque parlamentari al Parlamento. Avrà un suo Commissario. Dovrà rispettare i parametri dell? Unione. Dovrà fare riforme, costruire un? economia di mercato, diffondere la tecnologia, l?istruzione, il lavoro.

In Italia , secondo l?Istat , all?inizio del 2006 risiedevano ufficialmente 297.570 Rumeni, pari all’11% del totale degli oltre tre milioni di cittadini stranieri immigrati regolari, tra i quali rappresentano la principale comunità. Tuttavia molti ?overstayers? (chi ha il visto scaduto) risiedono clandestinamente nel nostro paese. Aspettando il nuovo anno. Reswan è uno di loro e sta in Italia da tre settimane.

RESWAN, IN ATTESA DEI DICIOTTO ANNI PER LAVORARE
Al parco sul fiume Reno.
Dove abiti?
Sto qua, alle ?baracchine?.
Come?
Qua, qua dietro! Baracchine ? come quella! (indica un ambulante che vende frutta sulla strada in un prefabbricato in lamiera).
Come sono le baracchine?
Così, si sta bene, se non c?è freddo.
Sul Reno!
Si si, sul Reno.
Lavori?
No, non lavoro. Sto un? altra settimana qua e poi vado a scuola!
Quanti anni hai?
17.
Sei da solo in Italia?
No, sono con mia sorella, con mio cognato, con mio fratello?Siamo quattro persone. Tutti Rumeni. Mia sorella lavora, mio cognato lavora? ma io no, io sono minorenne!
Hai i documenti?
No, fra un anno! Quando sarò maggiorenne avrò la patente e il permesso di soggiorno. Voglio continuare a stare qui!
Com?è la Romania?
Bella! Sono qui perché non ci sono soldi, non c?è lavoro, non c?è niente di buono per vivere.
Perché non sei andato in altri stati dove c?è più lavoro? Ti piace l?Italia?
Ma no? Perché siamo tutti qui. La mia famiglia, i miei amici? ci spostiamo tutti insieme. Vengono altre persone, poi altre..
Molti Rumeni vanno in Inghilterra?
Si, molti vanno a Londra, in Spagna, in Francia, a Foggia?
A Foggia?
Si, a lavorare!
A raccogliere i pomodori?
Si, si! I Pomodori!ce ne sono tanti anche in Sicilia! Ma è faticoso?
Tanti Rumeni vorrebbero venire qui?
Tanti ragazzi da Romania. Anche da Bulgaria, Serbia?
Come vorresti spendere i tuoi soldi, se avessi un lavoro?
Vorrei comprare una Mercedes! O una Bmw! Mi piace l? X5,nera! Poi vorrei sposare la mia fidanzata?e costruire una casa grande. Vorrei avere dei bambini con lei! Anche lei è Rumena, ci siamo conosciuti in Italia, proprio su questa panchina! Ma se non trovo un lavoro?
Come hai imparato l?italiano? Sei molto bravo per essere qui da tre settimane?
Ho imparato prima di partire. Mi ha insegnato mia sorella. Fanno tutti così! (sta un attimo in silenzio). Ma io voglio soldi, soldi?lavorare?
Sei stato in comune?
Si, mi ci hanno portato i carabinieri. Mi hanno portato con loro e dopo sono andato fuori.
Hai provato a chiedere lì un lavoro?
No, no. Io non posso lavorare perché non ho il permesso di soggiorno. Quando me lo daranno potrò lavorare. Qualsiasi cosa! Metalmeccanico, muratore, tutto. Sono forte. Voglio fare tanti soldi! Non posso aspettare un anno. Adesso non so cosa fare? Dicono che ce ne dobbiamo andare da qui.
Devi andare a scuola.
Ma io ho bisogno di lavorare. Come faccio intanto??

Si è fatto buio. Quando scende la sera il parco sul fiume si riempie di gente. Sono quasi tutti ragazzi, vengono da tutta Bologna. Molti di loro hanno appena finito di lavorare, vengono qui per riunirsi. E anche perché a pochi metri c? è la baraccopoli, le ?baracchine? dove vivono gli zingari. Nel sedile di fronte arrivano altri rumeni. In un? altra panchina ci sono sei persone, probabilmente marocchini, che ascoltano musica araba da una radio portatile.
Passano anche dei barboni italiani, che vanno sotto il ponte dove hanno messo materassi e scatoloni per dormire. Sono tutti uomini. Le uniche donne le ho viste da sopra il ponte quando sono arrivato, verso le 6. Avevano grandi cestini di biancheria. Andavano a lavare i panni. Nel Reno.

FELICE, LAVORATORE “IN NERO”: DALLA SICILIA A BOLOGNA
Arriva Felice, il cugino di Reswan. Proviene dalla Sicilia dove per due anni due anni ha fatto il manovale in un?impresa edile.
Come è stato il lavoro in Sicilia?
Il mio capo si chiamava Carlo. Era un Siciliano, un tipo furbo. Lavoravo dalle 7 alle 6 e mezza dal lunedì al sabato. Mi aveva promesso 40 euro al giorno però non voleva mettermi in regola. Diceva che se parlavo perdevo il lavoro. Ma fanno tutti così.
Anche a Bologna?
A Bologna c?è più lavoro, ma non guadagni di più e nessuno vuole metterti in regola. E poi costa tutto più caro.. In Sicilia le cose costano di meno, anche se i siciliani sono furbi!
Come mai sei andato al nord allora?
Perché ho perso il lavoro. Il capo ha detto che non mi voleva pagare. Diceva che ero clandestino e mi potevano buttare fuori se lui lo denunciava. Però io l?ho fregato!
Come?
Non gli avevo detto che ero minorenne! Un giorno l?ho portato a duecento metri dalla stazione dei carabinieri e gli ho fatto vedere i documenti. Gli ho detto che se non mi pagava andavo lì e lo denunciavo.
E quindi lui ti ha pagato?
Mi ha dato 1200 euro per due mesi. E poi ho perso il lavoro e me ne sono dovuto andare.

E ride. Comunque è orgoglioso di essere riuscito a farsi pagare, anche se gli hanno dato la metà di quello che gli dovevano. Ci tiene a precisare che lui è Rom, anche se ha il passaporto della Romania.
Ma presto non gli servirà più. Mi spiega che fra poco la Romania entrerà in Europa e anche lui diventerà un ?europeo?. E il momento che Felice e Reswan aspettano, insieme a migliaia di loro connazionali che potranno varcare le frontiere legalmente.
?Allora costruiremo una grande casa lunga da qui alla Romania- aggiunge Felice senza un cenno di ironia- e comprerò una Bmw per tornare più spesso a casa?.

L?ARTICOLO COMPLETO
Rumeni, clandestini a tempo determinato. Felice racconta: ?Un Si-ciliano mi ricattava?

Nota bene
“COMPLICATO” LIBERO INGRESSO RUMENI DOPO ADESIONE UE
Gran Bretagna e Irlanda negano ingresso a Romania e Bulgaria

ROMA, 25 ottobre. Il presidente del Consiglio, Romano Prodi, ha definito “complicato” concedere ai cittadini rumeni il libero ingresso in Italia dopo l’adesione del loro Paese all’Unione Europea prevista per il 2007. “Esaminerò con molta attenzione la questione perché i rumeni sono la maggiore comunità straniera in Italia”, ha detto Prodi intervenendo a Roma alla presentazione del 16° rapporto Caritas sull’immigrazione. “Ho sostenuto una politica di apertura?, ha conti-nuato il Presidente del Consiglio, ?ma questa situazione è compli-cata, perché tutti i Paesi dell’Unione Europea hanno annunciato che non concederanno la piena libertà di ingresso ai rumeni. Ci troveremo a gestire questo problema delicato assieme agli altri Paesi europei”. L’ingresso nell’UE, per Romania e Bulgaria, è previsto per il primo gennaio 2007.

LONDRA, 28 ottobre. Il Ministro degli Interni John Reid ha dichiarato che la Gran Bretagna, non aprirà le frontiere ai lavoratori Rumeni e Bulgari. L?Irlanda segue la decisione mentre anche Germania e Austria sembrano intenzionati al blocco dei lavoratori dell?Est.

Foto, Mario Rebeschini: Bologna, Rom Rumeni accampati sul lungo Reno

Riferimenti: Ricomparsi accampamenti lungo il Reno

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Relazione Morale del Presidente Nazionale Opera Nomadi

27 Ottobre 2006 Commenti chiusi


Roma 30.9-1.10. Relazione morale del Presidente all’Assemblea Nazionale Opera Nomadi. ?Due grandi problemi hanno segnato il mondo dei Rom/Sinti in questi ultimi 12 mesi: la conferma, amplificata, della centralità negativa dell’immigrazione dei Rom dalla Romania; la irrisolta emarginazione delle comunità sinte?. Sommario: – Vita associativa e rapporti con i Rom/Sinti; – Diritti, obiettivi raggiunti.

Una relazione che traccia la realtà geografica e politica dell?associa-zione. A livello geografico sono 31 le sezioni Opera Nomadi in Italia. A livello politico c?è un ?tavolo permanente interministeriale? dove le trattative riguardano l??emergenza Rom rumeni?, il riconoscimento di minoranza etnico-linguistica ai Rom/Sinti, l?applicazione con fondi mirati del protocollo MIUR-Opera Nomadi per la scolarizzazione dei Rom/Sinti, poi c?è la Convenzione Nazionale col Servizio Civile che fornisce 80 Volontari a 20 sezioni, la proposta di integrazione della legge sulla ?giornata della memoria? e altro ancora.

Massimo Converso è attivo nell’Opera Nomadi dagli anni ottanta del secolo scorso ed ha ricoperto, più volte, anche il ruolo di Segretario Nazionale. Ricopre la carica di Presidente Nazionale per il secondo mandato consecutivo.

Relazione morale, anno 2005-06, del Presidente Nazionale, Massimo Converso, all’Assemblea Nazionale Opera Nomadi, Roma 30.9-1.10.

DUE GRANDI PROBLEMI HANNO SEGNATO IL MONDO DEI ROM/SINTI IN QUESTI ULTIMI 12 MESI:

1- LA CONFERMA AMPLIFICATA della CENTRALITA? NEGATIVA DELL’IMMIGRAZIONE dei Rom dalla ROMANIA
2- LA IRRISOLTA EMARGINAZIONE DELLE COMUNITA? SINTE

I progressi d?integrazione registrati in alcune realtà locali sono ancora attribuibili all?impegno di singoli Amministratori, ma il Governo soltanto di recente sta recependo operativamente le indicazioni che da anni poneva l?O.N. avviandosi a superare la mera politica di ordine pubblico e cominciando a dotarsi di alcuni seri strumenti legislativi per prevenzione e sviluppo.

L?Opera Nomadi, le sue 31 Sezioni, devono attuare una stretta organizzativa (ancora non esecutiva nel 2004-05) applicando con forza quella parte dello Statuto che conti sull?efficienza dei Coordinamenti Regionali e sulla professionalità dei Responsabili di Settore, dei Coordinatori d?Area a cui saranno affiancati i mediatori Rom/Sinti più interni all’?Associazione.
Il Consiglio Nazionale sta lavorando con grande determinazione a questo obiettivo e già dai prossimi mesi il Presidente ed i due Vice-Presidenti Nazionali convocheranno, di concerto con le Sezioni, i Coordinamenti Regionali per applicare l?indispensabile svolta orga-nizzativa ed approfondire ulteriormente i contenuti della politica sociale dell?Associazione. Fondamentale, in questa attività, si è rivelata e si rivelerà ROMANO LIL, organo d?informazione ufficiale dell?Opera Nomadi.

SOMMARIO:
1 – VITA ASSOCIATIVA e Rapporti con i Rom/Sinti
2 – DIRITTI, obiettivi raggiunti

1 – VITA ASSOCIATIVA ? Premessa
Geografia delle 31 SEZIONI, maggio 2006

AREA NORD
TRENTINO ALTO-ADIGE: Bolzano, Trento
PIEMONTE: Torino
LOMBARDIA (3+1): Brescia, Milano, Mantova, Bergamo (Gruppo Coll.)
LIGURIA: Genova (Gruppo Coll.)
VENETO: Padova, Piove di Sacco (PD), Treviso, Rovigo, Vicenza

AREA CENTRO
MARCHE: Fano
EMILIA ROMAGNA (4+1): Ferrara, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Rimini (Referente)
TOSCANA: Pistoia, Firenze/Toscana
ABRUZZO: sezione Abruzzo
LAZIO: Roma-Latina-Frosinone
MOLISE: Campobasso, Isernia (Referente)

AREA SUD
CAMPANIA: Napoli, Caserta, Giugliano, Salerno (Gr.Coll.)
PUGLIA: Foggia, Lecce, Altamura (Ba)
CALABRIA. Cosenza, Reggio Calabria, Crotone
SICILIA: Sicilia (Palermo/Noto/Paternò)
LUCANIA: Gruppo collaboratore
SARDEGNA: Sassari (Referente)

ROM/SINTI PRESIDENTI DI SEZIONE:
Trento -Sinto Estrekarija, Fano -Rom Shiftaro, Modena -Sinta Emi-liana, Abruzzo -Rom Abruzzese, Altamura (Ba) Rom Shiftaro.

1 – VITA ASSOCIATIVA e Rapporti con i Rom/Sinti

Va subito sottolineato come l?Opera Nomadi continui ad estendere la propria presenza sul territorio nazionale e si sia raggiunto il numero di 31 Sezioni ; altre richieste provengono in misura direttamente proporzionale all?aumento esponenziale del popolo Rom in Italia.
Le autostime di influenti capifamiglia Rumeni danno l?immigrazione dei Rom Rumeni, infatti, ormai a 70.000 unità, le più prudenti a 50.000.
Non è più l?Opera Nomadi dell?inizio anni ?90 allorchè nel Centro-Sud esistevano due sole Sezioni e poco più di una diecina nel Nord.
E? evidente che i problemi di gestione e di vita associativa si sono ingigantiti anche perché l?Opera Nomadi è rimasta coerentemente fuori dalle due grandi centrali del Volontariato di questo settore : cioè quella confessionale e quella cosiddetta laica (fermi restando i positivi e sempre auspicabili rapporti che le Sezioni tengono in sede locale) con il vantaggio di non dover sottostare agli equilibri interpartitici e simili.
Lo strumento dei Coordinamenti di Area non ha sortito gli effetti sperati, mentre i Coordinamenti Regionali appaiono più vicini alla realtà geopolitica istituzionale in quanto le deleghe a Regioni e Provincie sono verticalmente aumentate. Ben venga allora l?attivismo del Coordinamento Veneto e la ricostruzione di quelli calabrese ed emiliano.
Il problema organizzativo centrale resta sempre lo stesso nei 40 anni di vita dell?Opera Nomadi: il ruolo del Consigliere Nazionale può e deve essere caratterizzato in forme più comprensive dell’intero territorio nazionale e della complessità delle esperienze esterne all’Opera Nomadi.
L?equilibrio di un?Opera Nomadi fondamentalmente caratterizzata dall?essere un?associazione mista è stato mantenuto, ma sempre tenendo presente la necessità/determinazione di valorizzare energie e risorse del popolo dei Rom, Sinti e Camminanti favorendo sempre una loro visibilità e un loro protagonismo rispetto ai diritti e ai destini di questa Comunità.
L?elezione di Yuri Del Bar a Consigliere Comunale di Mantova è restata per l?intera Comunità Italiana dei Rom/Sinti un?eccezione che conferma la regola della sostanziale emarginazione sociale che vivono i Rom/Sinti in Italia, alla base della quale resta il bassissimo livello medio di istruzione, aggravatosi con l?analfabetismo totale delle diecine di migliaia di minori Rom Rumeni.
Sicuramente è aumentata la presenza di Rom e Sinti all?interno dell?Associazione e non solo quantitativamente. Oramai è una realtà la presenza dei Rom e Sinti ai massimi livelli di responsabilità tanto a livello nazionale che locale.
E? una realtà che l?universitaria Serena Spada (Rumrì Molisana), i Sinti Giostrai e gli stessi Rom Rumeni siedano, con le loro piattaforme rivendicative, organicamente al tavolo di concertazione fra il nuovo Governo e l?Opera Nomadi, frutto di un paziente lavoro di tessitura di rapporti e contenuti all?interno dei diversi Ministeri, dopo le elaborazioni conseguenti ai due appuntamenti di approfondimento della propria linea e progettualità che l?Opera Nomadi organizza ogni anno ovverossia il SEMINARIO NAZIONALE ed il più specifico CONVEGNO ?Rom/Sinti, Legge 337 e microaree residenziali? (questo anno a Padova).

Sicuramente però continueremo a scontare ritardi e limiti nella costi-tuzione di un gruppo dirigente Rom/Sinto all?interno dell?Associa-zione, ma la linea programmatica dell?Associazione fortemente tende a questo ed è su questa strada che bisogna insistere senza però formalismi o scorciatoie demagogico-populiste.
Al fine di coprire quei vuoti di presenza concreta ed operativa sul territorio nazionale, l?Opera Nomadi Nazionale si è sforzata ulteriormente nella costituzione di nuove sezioni (e alla ricostruzione di altre) dove confluissero nuove energie di quell?attenzione che nel sociale è sempre più indirizzata alla soluzione operativa delle problematiche legate alla realtà dei Rom e dei Sinti ed al favorire all?interno di queste nuove realtà (così come pure all?interno delle vecchie un ruolo da protagonisti per i Rom e i Sinti).
Si è lavorato perciò assiduamente per la costituzione di nuove sezioni che hanno poi visto concretizzarsi questa attività con l?apertura della sede di Vicenza e con la ricostruzione delle Sezioni di Bologna, Modena e Crotone con l?impegno diretto del Presidente e della VicePresidente.
Importantissimo il recupero di un rapporto organico con i Camminanti Siciliani, uno dei tre grandi gruppi che compongono il popolo nostro fratello in Italia, tramite l?Insegnante Anna Biondani di Noto della Sezione Sicilia. In sardegna abbiamo stabilito, rapporto nato con la Caritas nell?ambito del Seminario Nazionale, una figura di Referente al fine di rifondare la Sezione locale nel nome di Peppe Collu.
Le suddette nuove realtà si affiancano come forze fresche a tutto il corpo dell’Opera Nomadi dando una nuova connotazione geografica alla presenza dell?Associazione sul territorio nazionale ma soprat-tutto nuove energie e linfa vitale alla stessa.
Ci sembra che in linea generale, al nostro interno, si sia ulte-riormente confermata l?importanza di comprendere la gestione mista dell’associazione,
laddove una Presidenza sezionale ai Rom ha senso se corrisponde ad una politica sociale programmata e non assistita dai “gagè”.
Il tutto, lasciando in ogni caso grande autonomia alle sezioni e stimolando e favorendo la costituzione di coordinamenti regionali che valorizzassero le risorse locali e raccordasse le iniziative che via via venivano sviluppate a livello territoriale.
Questo tenendo presente che molte volte la singola sezione si trova di fronte a problematiche di molto superiori alle sue singole forze e che quindi per risultare vincente, l?azione necessita del concorso di una molteplicità di forze (innanzitutto quelle presenti all?interno all?associazione nell?area geografica), ma anche raccordandosi con altre forze (associazioni, singoli volontari, servizi sociali ecc. presenti sul territorio).
La sede sociale dell?O.N. in San Lorenzo di Roma funziona sempre più costantemente per tutto il Consiglio Nazionale, per le Sezioni, sia durante i numerosi incontri di lavoro nella Capitale che per la costante vita di comunicazione collegamento interscambio all?interno dell’Associazione: la precarietà dei recapiti postali di alcune Sezioni ha generato qualche incomprensione a causa della mancanza di informazioni pervenute sulla peraltro fortemente accresciuta attività dell?Opera Nomadi.

Giacomo Iachetta ha voluto una ristrutturazione dei locali per cui la Segreteria Tecnica Nazionale dispone adesso di una stanza comple-tamente indipendente e ben attrezzata con una linea telefonica ordinaria, una per il fax, un buon impianto telematico dotato di scanner e la fotocopiatrice.
Un grande impulso positivo verrà dalla collaborazione di diecine di volontari del Servizio Civile Nazionale suddivisi in 20 Sezioni.
Cioè 2/3 dell?Associazione potranno servirsi di giovani motivati e di media professionalità nell?attività quotidiana. Il Referente Nazionale per l?Associazione sarà l?esperto PierLuigi Lombardi (anche per la Zona Centro-Italia) di Roma, per il Sud il Consigliere Nazionale Enzo Esposito, per il Nord Alessandro Piccin di Padova.
Anche questa Convenzione Nazionale con il CESV (Centro Servizi Volontariato) è un concreto successo del Consiglio Nazionale che ha esteso la positiva esperienza dello scorso anno di Roma e Foggia.
Il Consiglio Nazionale si è riunito regolarmente a norma di Statuto, e sono aumentati i momenti di incontro dei Consiglieri Nazionali con le sezioni per affrontare problemi specifici di rilevanza locale ed extralocale.

Chi accusa di ?accentramento romano dell?attività? non vuol tener conto dell?autorevolezza in sede di tavolo governativo e nell?interrelazione con le Sezioni della Vice-Presidente Nazionale e del Direttore di Romano Lil, nonché del Rom Vice-Presidente Nazionale. Chi ha ottenuto delle cariche senza poi svolgere, minimamente si badi, il proprio ruolo ed anzi unendosi a chi getta discredito sull?Associazione ed aumenta l?oggettivo solco che esiste fra Rom dei Balcani e Rom/Sinti ?italiani?, deve soltanto fare autocritica ed applicarsi nel lavoro umile e faticoso di Consigliere Nazionale, compiendo il proprio dovere come finora non ha fatto, ripetiamo minimamente.
Tale polemica è perciò fine a se stessa ed è gravemente amplificata con strumenti telematici di diffusione nazionale che hanno lette-ralmente inventato accuse gravissime contro alcuni Dirigenti dell?O-pera Nomadi. Accuse, la cui evidente falsità sarà immedia-tamente portata al giudizio dei Probiviri dell?Opera Nomadi.
Il Consiglio Nazionale è vivo e concretamente attivo: lo dimostra la forte ed irreversibile visibilità pazientemente raggiunta con la Dirigenza di ben quattro Ministeri ed il Tavolo (presso il dicastero della Solidarietà Sociale) dove con i suddetti Ministeri i Rom/Sinti siederanno a trattare concretamente per i problemi del loro popolo.

La vita associativa sta comunque progredendo malgrado alcune strumentali polemiche destinate a generare una mirata confusione.
E comunque giova ribadire che nell?Opera Nomadi c?è sempre un grande bisogno dell?impegno di tutti e spazio per tutti, fermo restando che non saranno più tollerate le accuse pubbliche immotivate e gravemente dolose.
E? questa la strada maestra che continueremo a percorrere: la più grande interconnessione fra ?centro? e ?periferia? dell?associazione in uno stretto rapporto di assistenza e consulenza, basato sempre più sulla presenza attiva e costante dei Consiglieri Nazionali nei diversi Coordinamenti Regionali, che non devono però adagiarsi sul dato di fatto positivo che la Sede Nazionale sia sempre più riferimento di orientamento e consulenza per quella parte della compagine governativa che, dopo anni di nostro paziente lavoro, riconosce nell?Opera Nomadi l?unica realtà di comprensione collettiva della condizione nazionale del popolo dei Rom/Sinti.

2. DIRITTI , OBIETTIVI RAGGIUNTI
Esaminiamo i passi fondamentali, in questo anno, nell?Opera Nomadi

1) TAVOLO PERMANENTE interministeriale presso il MINISTERO della SOLIDARIETA? Sociale con i Ministeri P.I., Pari Opportunità, Interno, Affari regionali e Lavoro ; i Rom/Sinti vi partecipano paritariamente e con un?articolata delegazione, in cui sono evidenziati i ruoli dei Sinti e dei Rom Rumeni;
2) DECRETO del Ministero per la Pubblica Istruzione per una Commissione tecnica permanente composta dal Dirigente Tallo ed altri tre tecnici e da quattro Insegnanti dell?Opera Nomadi;
3) ISTRUZIONE Rom/Sinti; al Seminario Nazionale il MPI convocherà tutti i Direttori Scolastici Regionali per l?applicazione del Protocollo d?Intesa;
4) LEGGE NAZIONALE sulla Minoranza Nazionale dei Rom/Sinti e Camminanti. Il Consiglio Nazionale ha approvato un anno addietro tale proposta e nell?inverno scorso essa è stata inoltrata al Ministero per gli Affari regionali; altri due Ministeri ne hanno dato parere positivo ed essa è all?esame adesso degli uffici legislativi degli stessi Ministeri ; approderà in Parlamento, dopo questo indispensabile iter di valutazione tecnica;
5) La COMMISSIONE BICAMERALE per l?INFANZIA riceve in AU-DIZIONE UFFICIALE una delegazione dell?Opera Nomadi guidata dal VicePresidente Nazionale il Rom Kasim Cizmic (sono presenti anche Paolucci e Converso);
6) PORRAJMOS: la Senatrice Valpiana ha presentato la proposta di integrazione della Legge sulla GIORNATA della MEMORIA, proposta firmata da tutti i gruppi della Maggioranza;
7) PORRAJMOS: l?Opera Nomadi per la prima volta ha partecipato ufficialmente alla manifestazione di caratura mondiale che si tiene ogni anno ad Auschwitz il 2 Agosto, nell?anniversario della strage nazista del 1944; l?invito si deve all?impegno della Sezione di Bolzano ed al Dirigente Rom Roman Kiatowski con cui l?Opera Nomadi è in collaborazione sin dal primo viaggio ad Auschwitz del 1992; è stato stabilito un organico rapporto con il gruppo dei Sinti Tedeschi che fanno riferimento a Romani Rose e con tutto il settore, fra di essi, dei sopravvissuti ; 8) PORRAJMOS: il Presidente Converso ed il Vicepresidente ROM Kasim Cizmic si recano in Maggio 2005 con la delegazione della Comunità Ebraica e dell?Associazione Partigiani nel Campo di ster-minio tedesco di Dachau; all?Università di Monaco incontrano il Prof. Muller, unico superstite del Gruppo Partigiano Studentesco della Rosa Bianca;
9) Il Seminario Nazionale e la ?Conferenza Nazionale ROM/SINTI, Legge 337 e microaree residenziali? sono diventati momenti perma-nenti di verifica anche con l?esterno della politica dell?associazione;
10) CONVENZIONE NAZIONALE SERVIZIO CIVILE con il CESV , per 20 Sezioni;
9) INTESA NAZIONALE con la Società Italiana Medicina delle Migrazioni (area CARITAS) con la seconda partecipazione al loro Congresso scientifico; l?Opera Nomadi per la prima volta avrà uno spazio nell?importantissima pubblicazione periodica ?Dossier Immigrazione CARITAS?.

Possiamo ben dire che all?interno dell?Opera Nomadi non è mai venuta meno la tenacia ed il lavoro quotidiano affinché l?asso-ciazionismo autonomo dei Rom e dei Sinti non sia questione del domani. Senza però fare del populismo della demagogia, cioè tenendo ben presente che il livello d?istruzione in Italia fra i Rom/Sinti è il più basso d?Europa, con tutto ciò che questo comporta nella formazione di un gruppo dirigente autonomo che non sia soltanto testimoniale o simbolico.

I Mediatori Rom/Sinti si sono stabilizzati rappresentativamente nelle Istituzioni in diverse città italiane, ma è fondamentale affrontare complessivamente la questione della formazione degli stessi (nel ?Protocollo d?Intesa? ciò è previsto formalmente), la cui attività diffusa in prospettiva su tutto il territorio nazionale resta un obiettivo politico-sociale centrale per la strategia futura dell’OPERA NOMADI.

I TEMI: Habitat e Lavoro, Scolarizzazione, Attività di promozione e di informazione ROMANO LIL sono trattati negli allegati e nelle relazioni dei Consiglieri Paolucci e Costa.

ARTICOLI ASSEMBLEA NAZIONALE:
- Noi dell’Opera Nomadi
- All’Assemblea Nazionale Opera Nomadi
- La relazione della Referente Scuola
- La “relazione morale” del Presidente Nazionale

Fotografia, Roma, 30 settembre, via dei Mille: il Presidente Massimo Converso legge la “relazione morale” 2005-06

Riferimenti: La "relazione scuola" dell’Opera Nomadi

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Sgombero Rom Rumeni a Roma

27 Ottobre 2006 Commenti chiusi
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18 borse-lavoro per Rom/Sinti del Polesine

25 Ottobre 2006 Commenti chiusi


Rovigo 25 ottobre. Intervista all?assessore al Lavoro della Provincia di Rovigo sul ?progetto di inserimento lavorativo per Rom/Sinti del Polesine?, considerati ?l?anello più debole?, da poco concluso, che ha erogato 18 borse-lavoro di 2500 euro per tirocinio presso Enti ed aziende private del Polesine. Con una puntualizzazione dell?Opera Nomadi di Rovigo: più giustizia sociale e partecipazione degli ?addetti? ai lavori nei progetti di integrazione.

INSERIMENTO LAVORATIVO PER ROM E SINTI DEL POLESINE

Il progetto di inserimento lavorativo per Rom/Sinti del Polesine, una forma di sostentamento attiva per persone in difficoltà, è stato avviato dall?assessorato al Lavoro della Provincia di Rovigo, di con-certo con l?assessorato all?Immigrazione ed ai Servizi Sociali, per il periodo novembre 2005 – agosto 2006.
Il progetto, rivolto ad Enti Pubblici ed aziende private, ha fornito 18 ?borse? per l?avviamento al lavoro di 2500 euro cadauna: 500 ore di tirocinio a 4,40 euro l?ora. Per una attività lavorativa, a tempo pieno, o a tempo ridotto, per un periodo dai tre ai cinque mesi. Tolta l?as-sicurazione sugli infortuni, Inail, e ?civile? verso terzi, i partecipanti hanno percepito una somma di 2200 euro per il lavoro svolto.
L?iniziativa di borsa-lavoro ha coinvolto il medio e alto Polesine, da Badia, Trecenta, Bagnolo, a Rovigo e Crespino: hanno aderito Co-muni ?per lavori di manutenzione aree di verde pubblico e servizi vari, Istituzioni pubbliche – tipo Case di Riposo, aziende private – per attività artigianali e lavoro del ferro, e cooperative di servizi e di orto-frutta. I partecipanti, considerati soggetti deboli con difficoltà di accesso al lavoro, sono quasi tutti ?italiani? (Sinti e alcuni Rom Harvati) eccetto tre ?stranieri? immigrati (Rom dalla ex-Jugoslavia), fra cui una persona in libertà vigilata. Il progetto lavorativo ha coinvolto 8 Enti pubblici e 5 ditte private.

I RISULTATI: LA META?
Fra i 18 iscritti, 9 hanno abbandonato ?in itinere? o ad inizio attività, per motivi personali e familiari, che vuol dire difficoltà al lavoro. Gli altri 9, 4 uomini e 5 donne, i cosiddetti ?virtuosi?, hanno concluso in maniera positiva il tirocinio. Due di questi, uomini, sono stati assunti a tempo indeterminato alla fine della prestazione di servizio. Una donna è stata riaccettata, in tirocinio, presso un?altra ditta. In questo periodo è in fase di avviamento la seconda fase del progetto che prevede la ?stabilizzazione? di quelli che hanno superato il primo tirocinio lavorativo.

INTERVISTA ALL?ASSESSORE AL LAVORO
Progetto inserimento lavorativo per Rom/Sinti del Polesine

Rovigo 25, ottobre.?Il progetto è stato una forma di sostentamento per persone in difficoltà ? spiega l?assessore al lavoro Guglielmo Brusco (di Rifondazione Comunista) – ed è stato avviato verso i Rom/Sinti perché sono l?anello più debole dal quale sono arrivate manifestazioni di richiesta di lavoro. Cogliendo queste positività abbiamo cercato di vedere se alcune aziende erano disponibili ad un incontro con queste persone riguardo al lavoro. Abbiamo attivato anche i Comuni interessati e così è partito il progetto come forma di ?assistenza attiva? per scoprire il meglio della comunità, in un rapporto alla pari e che consente di rivelare possibilità che non si sarebbero potuto attivare altrimenti?. Il progetto fa parte di una precisa politica dell?Amministrazione Provinciale (di centro-sinistra) rivolta alle fasce deboli rispetto al lavoro: segue quello dell?anno precedente che riguardava le donne ?over? 40 in difficoltà lavorativa. ?Una buona soddisfazione ? continua l?assessore – l?abbiamo avuta soprattutto con le donne, cinque fra i nove che hanno dato ottimi risultati. Ora si cerca una ulteriore inserimento rivolto soprattutto a coloro i quali hanno lavorato bene. Sperando di racimolare qualche fondo è in fase di avviamento una prosecuzione del progetto, stavolta rivolto esclusivamente alle aziende perché la fase di assistenzialismo, dei comuni, è superata?.

“UN?ALTRA POSSIBILITA? SPRECATA”
A colloquio con Maria Angela Zerbinati, di Rovigo Opera Nomadi

Anche quando si fanno progetti di inserimento lavorativo che sem-brano positivi, perché attivano risorse economiche, ci si imbatte nella solita forma di pseudo-assistenzialismo burocratico e partitocratrico. E si va incontro ad inevitabili fallimenti con effetto ?boomerang?: ?Hai visto gli zingari, non vogliono proprio lavorare!?.
Le conoscenze delle Amministrazioni Pubbliche nei riguardi dei Rom/Sinti, e cultura e problematiche annesse, sono limitate. In que-sto caso, come in altri, non sono state attivate le competenze dell?Opera Nomadi locale, a-partitica e a-confessionale, che vuol dire poco servile di fronte alle politiche partitico-clientelari che governano il territorio. Anche il monitoraggio sui Rom/Sinti in Polesine, dell?anno scorso, non è stato affidato all?Opera Nomadi Polesana ma alla ?Don Calabria? di Verona, a 80 km. di distanza.
Per ritornare alle borse-lavoro l?Opera Nomadi, se consultata, avreb-be segnalato la richiesta di partecipazione al progetto, di borsa-lavoro, di Rom/Sinti, anche di 16-18 anni, ben disposti e volenterosi di aderire all?iniziativa. Il coinvolgimento dell?Opera Nomadi e di un mediatore culturale avrebbe permesso, inoltre, di creare legami e conoscenze nel territorio utili anche negli altri settori di intervento (scuola, habitat, rappresentazione culturale, regolarizzazione?) della ?questione Rom?. 9 borse-lavoro perse, su 18 avviate, danno il senso di un?operazione che anche statisticamente è riuscita solo al 50%, perché non è stata capace di attivare le competenze e la professionalità richieste. I soldi non utilizzati, quelli di rinuncia al lavoro, non hanno potuto essere riutilizzati – come avevamo ri-chiesto, per progetti alternativi: per inserire altre persone nel tirocinio o per pagare l’iscrizione alla camera di commercio a Sinti arrotini, ad esempio. Il senso dell’operazione, secondo l’Opera Nomadi, sarebbe stato di investire risorse anche nel potenziare e regolarizzare attività e creare cooperaticve di lavoro richieste e confacenti ai Rom/Sinti.

PARTECIPAZIONE E GIUSTIZIA SOCIALE
Risulta sempre più chiaro che qualsiasi politica di intervento, sociale e politica, rivolta ai Rom/Sinti, deve attivare e valorizzare le com-petenze presenti nel territorio, in primis l?Opera Nomadi, e coinvolgere, ove è possibile, i mediatori culturali Rom/Sinti per creare dei ponti stabili e duraturi. In Polesine ci sono due mediatori culturali Rom, con patentino europeo, che continuano ad essere volutamente ignorati dai progetti di integrazione scolastica, lavorativa e sociale di queste comunità. I progetti di integrazione sociale rivolte alle minoranze ?deboli? dovrebbero essere portatori di pratiche di giustizia sociale, sennò diventano fisiologici al sistema partitico-clientelare che continua a produrre discriminazione sociale e questa confluisce in maggiore misura nei riguardi dei Rom/Sinti. Che continuano, anche per questo confluire, ad essere le popolazioni più discriminate d?Europa.

Fotografia: Roberto Hudorovic, durante il tirocinio

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Speciale: Sinti giostrai

23 Ottobre 2006 Commenti chiusi


Il ?ciclo? dei Sinti giostrai. Un censimento ufficioso riporta 30.000 Sinti italiani con attività tradizionale, quelle delle giostre, che hanno progressivamente abbandonato, in gran numero, soprattutto per la mancata applicazione della legge ?Corona? del 1968. Nel mondo dello ?spettacolo viaggiante? i pochi Sinti, sopravvissuti, si intrecciano, si mimetizzano e cercano di apparire come i ?bianchi?.

SINTI GIOSTRAI
L?esame del loro ?romanès?, lascia ragionevolmente dedurre che si tratti dei primi Rom e Sinti giunti via terra in Italia all?inizio del 1400, tutti comunque diffusi nelle regioni del centro – nord e in estate anche nel sud e nelle isole; prendono la denominazione dalle regioni, i cui dialetti stanno lentamente soppiantando la lingua ?romanì?: Sinti Marchigiani, Sinti Emiliani, Sinti Veneti, Sinti Lombardi, Sinti Pie-montesi, Sinti “Gackane” (leggi Tedeschi). La mancata dolosa ap-plicazione da parte dei Comuni della Legge Corona sullo spetta-colo viaggiante del 1968, sta facendo scomparire con loro il più antico dei mestieri Rom, trasformandoli in rottamatori o venditori di bonsai artificiali o altro. A migliaia, perso il mestiere di giostrai, hanno acquistato ?microaree? agricole, per ricrearvi habitat a dimensione di famiglia estesa, ma nei loro confronti i comuni (poco) ospitanti hanno creato vari contenziosi confluiti in decreti di sgombero. Inoltre, a seguito del D.P.R. 380 del 2001, ratificato in legge nell?estate 2003, anche chi ha acquistato terreni ad uso edifilizio è sottoposto a decreto di sgombero perché roulotte e camper sono considerati abusi edilizi anche sul terreno edificabile di proprietà.
Gli altri Sinti che hanno perso il lavoro, senza possibilità economiche di acquistare un terreno, hanno continuato a vivere nelle “aree sosta” comunali (poco attrezzate), o in altre abusive, e sono diventati ?stanziali?: ma anche nei loro confronti i comuni, anche dopo dieci anni di residenza legale, hanno cominciato ad emanare decreti di sgombero. ?Sgombero continuo? è il tema degli ultimi anni della società maggioritaria nei riguardi dei Sinti stanziali in aree sosta, sgombero e disapplicazione delle varie leggi regionali che erogano contributi, sia per la messa in regola della aree sosta, sia per facilitare l?integrazione di queste comunità.
A questa recrudescenza della xenofobia verso gli ?zingari?, registrata tra l?altro e a più riprese, dall?ONU e dal Consiglio d?Europa, si segna-lano pochissime eccezioni nelle quali sono stati fatti progetti di inserimento abitativo: con la realizzazione di villaggi residenziali, con l?accompagnamento nelle case o la regolarizzazione delle microaree.
*I Sinti contano circa 30.000 unità.

I SINTI DELLE GIOSTRE E LA SCUOLA
?Bianchi? e ?Sinti? fra i banchi. Per quanto riguarda la scuola, solo nel progetto ?La scuola itinerante tra fiere e sagre?, di Padova, si fa riferimento ad un ?registro? elaborato dal gruppo di studio sui Rom e Sinti del provveditorato agli Studi. Tutti e tre i progetti di facilitazione all?inserimento scolastico descritti, Padova ? Rovigo ? Toscana, non menzionano la minoranza sinta, dello spettacolo viaggiante. I pro-getti sono finalizzati agli alunni in genere, senza specifiche parti-colari o mirate.
Secondo Sara Zatteroni, del progetto Toscana, i Sinti, percentuale minore rispetto agli italiani, “si perdono” perché non hanno una caratterizzazione culturale: ?Non si rilevano problematiche di identità culturale rispetto ai Sinti?, afferma.
Secondo Elisa Merlini, del progetto di Padova, i Sinti ci tengono ad essere considerati ?italiani? come sistema di auto-protezione perché gli ?zingari? sono trattati male: ?Ci sono e non ci sono?, spiega. Ma conservano, lo stesso, alcune caratteristiche, soprattutto di tipo fa-miliare: il doppio cognome dei figli, l?unione coniugale non registrata, la cultura della famiglia?
Secondo Alessandro Bacchiega, dell?attrazione autoscontro, i Sinti si sono fatti ?addomesticare?, e solo qualcuno è rimasto ?selvaggio? e un po’ ai margini.
Secondo lo scrivente i Sinti giostrai sono una minoranza esigua, anche economicamente, dello spettacolo viaggiante, che più ha pagato, e sta pagando, la crisi del settore per difficoltà di riammo-dernamento e riconversione delle attrezzature. Una minoranza che nel migliore dei casi si è fatta amalgamare e sta perdendo anche la lingua madre (il ?romanès?). Una minoranza che, nel peggiore dei casi, abbandona l?attività e – abbandonata da tutti, cerca di soprav-vivere alla meno peggio, anche con artefizi di vario genere.

__________indice articoli___________indice articoli____________

SCUOLA
- La scuola ?itinerante? tra fiere e sagre (Pd). Romano Lil, 18 giugno
- Il libro dei saperi per alunni viaggianti (Ro). Arc. Ro-Lil, 19 ottobre
- Lo spettacolo viaggiante va a scuola (Toscana). Arc. Ro-Lil, 21 ott.

TESTIMONIANZE
- Una vita da luna park. Archivio Romano Lil, 11 maggio
- Una vita da gira-Veneto con la giostra a catene. Ro-Lil, 9 ottobre

VARIE
- La giostra si è fermata per la messa. Romano Lil, 19 ottobre

LA POLITICA
- I Sinti giostrai al Governo italiano (con la legge ?Corona).
Archivio Romano Lil, 24 settembre

DI PROSSIMA RECENSIONE
- Storie e vite di Sinti dell?Emilia, CISU edizioni.

CRISI DELLO SPETTACOLO VIAGGIANTE
DAL ?3° Seminario Nazionale Sinti dell?Opera Nomadi?,
Archivio Romano Lil, 6 gennaio

? la testimonianza del Sinto Virgilio Pavan per il quale i problemi non sono legati solo all?habitat ma anche al lavoro. Nel settore delle giostre c?è una profonda crisi: il lavoro del nonno, del papà non sarà del proprio figlio perché le leggi e le tasse attuali impediscono di lavorare. La situazione è diventata insostenibile, si sopravvive a malapena e ci si indebita anche. Negli ultimi 10 anni l?80% dei sinti giostrai ha chiuso l?attività. Allora per Virgilio Pavan, il Bianco, occorre aumentare la rappresentanza sindacale ed elaborare un progetto nazionale per salvaguardare la categoria dei giostrai.
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NOTe A MARGINE: QUALE POLITICA DI INTEGRAZIONE
Manca un censimento qualitativo, che fornisca i numeri, i problemi e le risorse, che dia il quadro della situazione per interventi di fa-cilitazione all?integrazione.
Manca una politica generale a partire da una ?riconciliazione nazionale? che riconosca le popolazioni Sinte (e Rom) vittime di una guerra plurisecolare ed aventi diritto, perciò, anche ad una sorta di pensione sociale come tutte le vittime di guerra. Questo è il punto di partenza: ogni politica di integrazione sociale perde di efficacia finché perdura il pregiudizio sociale che ha addirittura di-sumanizzato gli ?zingari? riducendoli ad oggetti deprecabili e non portatori di umanità e di diritti.
Manca una politica nazionale a partire dal riconoscimento come minoranza etnico e linguistica delle popolazioni sinte (portatrici perciò di una specifica identità culturale), che tracci una linea di integra-zione, anche a partire da una situazione di ?svantaggio sociale?, elabori e coordini le varie prassi propositive (poche) messe in atto da sparuti Comuni o Regioni: ammortizzatori sociali (come la ?cassa integrazione? ed i ?lavori socialmente utili?) per chi ha perso il lavoro, facilitazione alla costituzione di cooperative di tipo B per costruire nuove possibilità di lavoro, come per i soggetti ?svantaggiati?, (a partire dalla regolarizzazione della raccolta ferro e elettrodomestici e della pulizia ambientale), corsi di formazione professionale e rimodernamento delle professioni tradizionali per i giovani, iscrizione all?albo comunale per i musicisti sinti, facilitazione all?installazione delle giostre durante il periodo natalizio, nei giardini pubblici?
Per quanto riguarda i Sinti giostrai in attività si vedano le richieste a “I Sinti giostrai al Governo italiano”.
Per quanto riguarda la scuola: applicazione del protocollo d?intesa MIUR-Opera Nomadi del 2005 per favorire la scolarizzazione dei Rom/Sinti con insegnamento anche della lingua madre (il ?romanès?).
Per quanto riguarda l?habitat: facilitazione all?inserimento nelle graduatorie delle case popolari, applicazione delle varie legge regionali che prevedono finanziamenti per la creazione di aree sosta attrezzate e civili, costruzione di villaggi residenziali e facilitazione all?acquisto di micro-aree.

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La giostra si è "fermata" per la messa

21 Ottobre 2006 Commenti chiusi


Rovigo, 21 ottobre -ore 10, piazza D?armi. Sulla ?pista? dell?autoscontro Bacchiega si tiene la messa celebrata da don Valentino Tonin, direttore della Fondazione Migrantes, Pastorale per Circensi e Lunaparkisti, del Polesine. ?Non fate andare le macchine ? scherza don Valentino ? durante l?omelia?. Dopo otto anni di assenza la ricorrenza, sostenuta anche dall?assessore alla cultura ed all?istruzione della Provincia, Laura Negri, ritorna a gettare un ponte di ospitalità con gli ?esercenti dello spettacolo viaggiante?, come preferiscono farsi chiamare, perché ?giostrai? è più riduttivo e spregiativo. La funzione è seguita da decine e decine di persone, fra gli esterni sono presenti l?assessore Negri e il sindaco di Bergantino, Antonio Fabbri. ?Le persone sono squisite, accoglienti ? dice don Valentino al termine della funzione. ? Scopri sempre delle cose belle e buone in questo ambiente. I lavoratori di questa categoria sembrano lontani da noi, ma siamo noi che ci siamo allontanati da loro e quando ci riavviciniamo ci ringraziano di cuore?.

L?autoscontro è situata nella zona interna del luna park. Da sotto la tettoia il mondo esterno sembra lontano e freddo, qui la gente è ospitale e calorosa. In ?pista? è stato allestito anche un tavolo per il rinfresco che diventa un punto di ritrovo e conversazione. ?L?iniziativa è partita da noi ? spiega Alessandro Bacchiega, titolare della au-toscontro, – dopo otto anni sentivamo il bisogno di ripristinare questa tradizione?. Alessandro, di Bergantino, fa parte della famiglia più storica dello spettacolo viaggiante, ancora in attività. Presso il museo della giostra, a Bergantino, è esposto il documento, firmato dal Podestà nel 1927, che autorizza ed approva l?installazione dell?autoscontro della sua famiglia, all’epoca in legno.

Fuori comincia a piovere e la giornata si presenta difficile per l?arrivo dei clienti ed un eventuale incasso. D?altronde il mondo dello spet-tacolo viaggiante attraversa un periodo di crisi. ?Abbiamo sempre più problemi – confessa il sinto Gigino de Stefani, titolare di una attra-zione per bambini, – a partire dalle tasse. C?è stato un calo costante di attrazionisti negli ultimi decenni e continua anche ai nostri giorni. La categoria dovrebbe essere rivalutata?. Sulla stessa linea si inserisce Dino Bisi, un “fermo” che si è sposato con una Sinta, dell?altra autoscontri: ?Fa sempre piacere partecipare alla messa, ma la crisi è generale ed il lavoro procede solo discretamente?.

Per lo spettacolo viaggiante il mondo si divide in due categorie: i ?fermi? ed i ?viaggianti?. Della prima categoria, ma onoraria della seconda, fa parte l?assessore provinciale Laura Negri, già sindaco di Bergantino, e anche per questo, conoscitrice dell?ambiente e fervente sostenitrice dell?iniziativa. ?Questa messa è una tradizione che è giusto venga ripresa all?interno del luna park, per favorire l?ag-gregazione degli addetti allo spettacolo viaggiante ? afferma con-vinta. – Ma la ricorrenza dovrebbe essere anche un momento per fare una riflessione sui problemi che hanno queste famiglie. A partire dalla scuola, per arrivare al decentramento delle piazze. Tante città e paesi allontanano sempre più i luna park nelle periferie, in zone più lontane e questo crea dei disagi anche economici nella gestione?.
Che la categoria sia alquanto “isolata” lo si riscontra anche dal fatto che alla cerimonia partecipi il sindaco di Bergantino, da 30 km. di distanza, e manchi qualsiasi assessore del comune di Rovigo.

Fuori dalla tettoia la pioggia persiste e diventa più fitta, da qui il mondo esterno sembra essere lontano: oggi i ?fermi? non verranno a visitare le diverse e variopinte attrazioni, resteranno fermi davanti alla più monotona e monocroma televisione.

Riferimenti: ?Il libro dei saperi? per alunni ?viaggianti?

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"Aria fritta" al Viminale

21 Ottobre 2006 Commenti chiusi

Roma 16 ottobre. Si è tenuta al Viminale, sede del ministero dell?Interno, la prima riunione per affrontare i temi legati alla presenza di Nomadi, Sinti e Camminanti sul territorio nazionale per fare una prima ricognizione delle problematiche da affrontare. Hanno partecipato all’incontro i sottosegretari Marcella Lucidi, Ettore Rosato e Cristina De Luca e il Direttore Generale per l’Immigrazione, Giuseppe Maurizio Silveri, il Capo del Dipartimento Libertà Civili e Immigrazione, Mario Morcone e il Direttore Centrale dell’Immigra-zione e della Polizia di Frontiera, Pasquale Piscitelli.

S-PARTECIPANTI
Hanno completamente s-partecipato alla riunione i rappresentanti delle associazioni di Rom/Sinti e Camminanti, qualsiasi persona rappresentativa delle popolazioni nominate e i rappresentanti delle associazioni che lavorano da 40 anni a tutela dei Rom/Sinti e Camminanti.

*ARIA FRITTA
Bla-bla-bla… Ci si chiede con quali competenze, referenze e cono-scenze sia stata affrontata la questione Rom/Sinti e Camminanti che, secondo l?ultimo monitoraggio del Consiglio d?Europa del 2005, continuano ad essere la minoranza più sottoposta a discriminazione ed a violenza razziale d?Europa. E, anche e proprio per questo, dovrebbe essere trattata con le massime competenze. Già la frase “nomadi, Sinti e camminanti”, riportata dall’articolo che descrive l’iniziativa, è un astruso linguistico.

*Aria fritta, è un termine coniato dal poeta americano (della ?beat generation?) Gregory Corso. Il significato del termine è intuitivo.

L?ARTICOLO, di Mauro Giannini,
su ?Osservatorio sulla legalità?, 18 ottobre
Nomadi e Sinti: incontro al Viminale

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Al ?campo nomadi? di Foggia

18 Ottobre 2006 Commenti chiusi


Foggia, mercoledì 18 ottobre, ore 13. La sottosegretaria per i Diritti e le Pari Opportunità, Donatella Linguiti, accompagnata dal presidente Opera Nomadi di Foggia don Tonino Intiso, ha visitato questa mattina il ?campo nomadi?, ad Arpinova, al 15 km. dalla città. ?La cosa più importante è stata la notizia dell?annullamento della pratica di riconoscere il figlio alla nascita per le donne Rom ? ha dichiarato don Tonino. ? Per quanto riguarda il ?campo? occorre superare questa logica perché ormai è la terza generazione di Rom Macedoni che vive qui?.

PER UNA VERA POLITICA DELL?ACCOGLIENZA
A colloquio con don Tonino Intiso, presidente Opera Nomadi Foggia

(Mercoledì 18 ottobre, ore 13). La cosa più importante della visita di stamattina – spiega don Tonino, – è stata la comunicazione che le donne Rom non si vedranno più sequestrare i figli perché sprovviste del nulla-osta che dovrebbe essere rilasciato dall?ambasciata di Roma. Per quanto riguarda il ?campo? io distinguo due fasi: la prima di emergenza, la seconda di superamento.

La prima fase. Il ?campo? è stato senza gestione da sei mesi perché la Croce Rossa, che aveva la ?convenzione? con il comune, si è ritirata perché non ce la faceva più. Allora abbiamo rinnovato la nostra proposta, di un anno e mezzo fa, che è finalmente stata presa in considerazione ed è stata approvata la ?convenzione? Comune – Opera Nomadi per la gestione, a giugno scorso. Ma subito abbiamo chiesto un ufficio-container sul posto che è arrivato solo ieri. Intanto ci siamo anche dati da fare per iscrivere gli 80 alunni alla scuola dell?obbligo.

La seconda fase riguarda il prendere coscienza sulla situazione. Il ?campo accoglienza? è formato da roulotte e baracche ed i bagni sono insufficienti. A parte la pratica, tutta italiana, dei bagni collettivi, maschili e femminili. Occorre cercare una sintonìa culturale con i Rom residenti. La pratica del ?campo di accoglienza? per i Rom Macedoni non è più possibile, siamo arrivati alla terza generazione. gli 80 ragazzi che vanno a scuola sono tutti nati qui e dovrebbero essere cittadini italiani. Occorre un?intesa Volontari-Istituzioni per passare a pratiche di accoglienza che rispondano di più ai bisogni e non siano solo modi temporanei di gestire l?emergenza. Se non si riesce a fare sintesi di questo, a capire che cosa è l?accoglienza, allora non si va avanti. Come direttore della Caritas ho fatto partire il ?campo di accoglienza? per extracomunitari nel 1992 e per Rom nel 1995. Era una situazione temporanea di emergenza. Ho già cambiato tre assessori e la situazione è ancora temporanea.

IL ?CAMPO DI ACCOGLIENZA? DI ARPINOVA
Il ?campo di accoglienza? per Rom Macedoni? di Borgo Arpinova, a circa 15 km. dalla città, nasce il 13 marzo 2005 per il trasferimento dei Rom dal ?campo di via San Severo? alla periferia di Foggia, che era stato aperto nel 1995. Il 12 marzo 2005, in seguito ad un incendio, le cui cause non sono state accertate e che ha distrutto parte del ?campo?, i Rom vengono trasferiti a Borgo Arpinova dove sono state installate un centinaio di roulotte. Il trasferimento doveva essere provvisorio e durare sei mesi, in attesa di una sistemazione definitiva. Ma i Rom, dopo un anno e mezzo, vivono ancora lì in condizioni precarie: sei bagni per quattrocento persone.

LE PROTESTE DEI RESIDENTI (di Arpinova)
L?odissea dei Rom Macedoni di via San Severo è iniziata il 12 marzo 2005 quando, a seguito di un incendio, il sindaco Orazio Ciliberti ha dichiarato il campo inagibile e emanato una ordinanza di sgombero. Nel corso dei mesi molte sono state le voci che si sono sollevate contro il trasferimento: non solo quelle dei Rom e di alcune forze politiche, come i Comunisti Italiani e Rifondazione Comunista (a tutela dei Rom), ma anche quelle delle famiglie residenti a Arpinova. Il 12 marzo è iniziato il trasferimento dei Rom da san Severo al ?campo di accoglienza? di Borgo Arpinova ed il 16 marzo sono iniziate le manifestazioni del comitato di protesta ?Arpinova sicura?.

LA GESTIONE DEL CAMPO
Gli ospiti del campo sono attualmente 403, appartenenti a 103 nuclei familiari, con 218 adulti e 185 minorenni (80 dei quali iscritti a scuole di vario tipo).
Per un?efficiente gestione del ?campo? diede la propria disponibilità l?Opera Nomadi, ente ?che promuove i diritti del popolo ?rom? e opera nel settore da oltre 15 anni avvalendosi della collaborazione delle istituzioni scolastiche, amministrative, ecclesiali e del mondo del volontariato, perseguendo nella comunità locale la promozione uma-na e l?integrazione sociale degli immigrati in genere, e dei ?rom? in particolare?, ma la ?convenzione? fu invece affidata al Comitato foggiano della Croce Rossa che, a un anno di distanza, non ha più voluto rinnovarla.
A giugno è stata ratificata, per un anno, la ?gestione campo? con l?Opera Nomadi di Foggia guidata da don Tonino Intiso, personaggio storico nel settore immigrazione (e Rom) della città.
L´Opera Nomadi si occuperà di favorire l´integrazione dei nomadi nel contesto socio – economico – culturale locale, attraverso corsi di formazione e perfezionamento professionale, corsi di formazione sanitaria e igienica e fornendo assistenza nel disbrigo delle pratiche amministrative. Il Comune di Foggia garantirà un servizio di vigilanza dalle ore 17.00 alle 01.00; provvederà alle spese di energia elettrica, acqua, fogna e trasporto scolastico dei minori, oltre ad eventuali spese straordinarie, fino ad un tetto massimo concordato; si occuperà, inoltre, dell?espulsione dal ?campo? dei nomadi che non osserveranno il regolamento.

STORIA: I ROM IN PUGLIA
La prima ondata di ?zingari? è arrivata in Puglia nel 1392, dalle coste di là del mare Adriatico. Questa prima comunità è rimasta strettamente legata alle tradizioni: le donne indossano ancora oggi abiti lunghi e gioielli in oro, praticano la chiromanzia. La seconda ondata è giunta nel 1992, dalle coste di là del mare Adriatico. Questi ?nuovi rom? vestono alla moda, chiedono l?elemosina, svolgono l?attività di giostrai, lavorano il rame e fanno mestieri vari.

Opera Nomadi Foggia
via F. Spera, 95 – 71100 Foggia
tel. e fax: 0881.714130
ref.: don Tonino Intiso

Fotografia: ?campo Rom Macedoni? Arpinova, da www.antennasud.com

Riferimenti: Sot.seg.ria Linguiti al ?campo rom? di Foggia

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Sottosegretaria Linguiti al ?campo rom? di Foggia

18 Ottobre 2006 Commenti chiusi


Foggia, mercoledì 18 ottobre. La sottosegretaria per i Diritti e le Pari Opportunità, Donatella Linguiti, visita oggi il ?campo nomadi? alla periferia della città ed annuncerà che l?anagrafe di Foggia ha cancellato la richiesta del documento provante la ?capacità giuridica a riconoscere il figlio?, all?ambasciata di riferimento, delle giovani rom. Pratica discriminatoria che durava da otto anni ed ha com-portato la sottrazione di diversi neonati alle madri che non riuscivano, entro dieci giorni dalla nascita, a recarsi, convalescenti, all?ambasciata di Roma per ottenere il nulla-osta.

MERCOLEDÌ SOTTOSEGRETARIO LINGUITI AL CAMPO ROM
Teleradioerre ? Foggia, lunedì 16 ottobre
Daniela Zazzara

La sottosegretaria di Stato per i Diritti e le Pari Opportunità Donatella Linguiti, ad un mese dalla prima visita a Foggia ritorna in Capitanata per incontrare nuovamente le istituzioni e le realtà dell´asso-ciazionismo. Mercoledì prossimo la sottosegretaria visiterà il campo nomadi alla periferia di Foggia e in quella occasione annuncerà che l’anagrafe di Foggia ha cancellato la prassi di richiesta del documento, provante la ‘capacità giuridica a riconoscere il figlio’, all´ambasciata di riferimento delle giovani rom. La cancellazione – afferma una nota – non è da poco: la richiesta, oltre a collocarsi nell´ambito netto di una discriminazione che durava da otto anni, ha comportato negli scorsi mesi l´affidamento coatto di una decina di bambini, quando la certificazione non è stata prodotta nei termini stabiliti (e cioè entro dieci giorni dalla nascita)’. Il 20 ottobre Linguiti incontrerà i giudici del Tribunale dei Minori, per sollecitare una soluzione urgente per i genitori di quei neonati rom (circa una decina) ingiustamente dichiarati ‘in stato di abbandono’ perchè mancanti del documento dell´ambasciata. Infine il 21 ottobre la Sottosegretaria ritorna a Foggia per partecipare, con il suo staff, alla manifestazione di CGIL-CISL-UIL contro lo sfruttamento del lavoro in agricoltura, per la legalità e i diritti.

L’ARTICOLO: Mercoledì sottosegretario Linguiti al campo rom

LA DISCRIMINAZIONE DELLE MAMME ROM DI FOGGIA
La normativa italiana non lo prevede, ma a Foggia le madri straniere che non presentano la documentazione del paese d?origine, rischiano di veder dati in affidamento i loro bambini.
Negli “Ospedali Riuniti” da otto anni è in uso una prassi discri-minatoria verso le mamme straniere che non corrisponde alle normative seguite da nessuno dei Comuni d?Italia.
La normativa vigente impone ad ogni neo-mamma di dichiarare la nascita del proprio bambino all?anagrafe; nel caso la donna che partorisce a Foggia sia straniera, e soprattutto Rom, le cose si complicano perché è richiesto un documento dell?ambasciata che provi la capacità ?giuridica? a riconoscere il proprio figlio naturale. Il tutto deve essere certificato all?anagrafe entro 10 giorni dal parto, pena l?affidamento a terzi del neonato. Questo comporta per le mamme straniere ingenti difficoltà organizzative per andare all?am-basciata a Roma, ancora convalescenti, e spese notevoli.
Il Ministero dell?Interno, congiuntamente all?Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, in merito a questa vicenda, ha emanato in merito delle circolari nelle quali si sottolinea come in nessun caso si debba esigere documentazione dello Stato d?appartenenza, ma è sufficiente la dichiarazione di parte e l?ufficiale di stato civile deve procedere a registrare semplicemente quanto dichiarato dalla parte.

L?ANAGRAFE DI FOGGIA ha rifiutato categoricamente di riconoscere i contenuti di queste circolari, obiettando che ?in caso di filiazione naturale di cittadino straniero? occorre rifarsi alla legislazione degli Stati esteri e dunque risulterebbe necessaria prova documentale proveniente dalle suddette ambasciate. E così genitori in possesso di passaporti validi e di regolare dichiarazione rilasciata dalla sala parto, con firma del ginecologo e dell?ostetrica, come richiesto dalla legge italiana, non possono registrare i figli all?anagrafe.
Si sono già avuti una decina di casi di affidamento perché i genitori, a dieci giorni dal parto, in un momento delicatissimo della loro vita familiare, non erano entrati in possesso del documento del-l?Ambasciata.

DISCRIMINAZIONE DI DONNE E NEONATI STRANIERI A FOGGIA
Comunicato ACSI, Romano Lil, 5 aprile
Da sette anni una donna ? zingara ? non gode il suo diritto sacro santo di portar via il proprio bambino dopo il parto avvenuto presso la maternità di Foggia. Questa donna è obbligata a recarsi alla cancelleria della sua ambasciata al fine di produrre una adeguata documentazione: il cosiddetto ?nulla osta?. Da presentare entro dieci giorni dal parto per non perdere la potestà. Nel frattempo, il neonato è affidato ad una casa accoglienza.
La normativa vigente impone ad ogni neo-mamma di dichiarare la nascita del proprio bambino all?anagrafe. Cambia tutto, quando la mamma è straniera con particolare riguardo a quelle provenienti da: Macedonia, Romania, Ucraina, Bulgaria, Bielorussia, Serbia, Croazia ? ?zingare?. Negli ultimi sette anni, 485 donne immigrate hanno sofferto la discriminazione perché devono recarsi personalmente alle loro ambasciate o consolati al fine di chiedere ?il nulla osta?: l?intero nucleo familiare si deve spostare a Roma, bambini e madre sul treno di notte, la mamma senza cure ed ancora sofferente per il parto (magari avvenuto con taglio cesareo).

COMMENTO: GLI “AGUZZINI”
Mi chiedo se gli “aguzzini” (nell’accezione del termine) degli “Ospedali Riuniti” e soprattutto dell’ufficio Anagrafe del comune di Foggia, sono stati perseguiti penalmente per “discriminazione razziale verso par-torienti e neonati” Rom. E se, invece, la legge corrente ha permesso per otto anni di applicare questa discriminazione razziale a Foggia (e non in altre parti d’Italia), mi chiedo quale “società civile” italiana e di Foggia ha potuto permettere ciò. Mi chiedo, in-fine, se gli “aguzzini” sono stati denunciati pubblicamente, volto-nome-e-cognome, per la loro immoralità in servizio pubblico.

SOTTOSEGRETARIA LINGUITI A BARLETTA?
Un invito, visto che si trova in Puglia, alla sottosegretaria a “visitare” anche il “campo nomadi” di Barletta che versa in situazioni di emergenza umanitaria, privo di servizi igienici – oltre che di luce e acqua. Vedasi RIFERIMENTI.

Fotografia: Donatella Linguiti, Denisa e Ferida

Riferimenti: Emergenza ?campo nomadi? a Barletta

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La relazione del Relatore Speciale ONU in Italia

16 Ottobre 2006 Commenti chiusi

Roma, 13 ottobre, palazzo della Fao. Doudou Diène, "Relatore Speciale" per i Diritti Umani dell’ONU, relaziona sulla sua visita di cinque giorni in Italia: é l’intera società italiana a presentare "profonde tendenze alla xenofobia", "particolarmente discriminate sono le popolazioni Rom e Sinti". La legge "Bossi-Fini" è "ispirata dalla filosofia di scontro di civiltà" e "incita alla discriminazione e alla criminalizzazione degli immigrati". Il rapporto completo su discri-minazione e razzismo in Italia sarà presentato all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il prossimo 6 novembre.

Prosegui la lettura…

?A forza di essere vento. Lo sterminio nazista degli Zingari?

14 Ottobre 2006 Commenti chiusi


Milano, 16 ottobre ? 9 novembre. Due serate per presentare libretto e 2DVD ?A forza di essere vento. Lo sterminio nazista degli Zingari?, con Giorgio Bezzecchi e Maurizio Pagani, dell?Opera Nomadi, e Paolo Finzi, della redazione di ?A?. Per fare breccia nel muro di gomma dell?indifferenza, dell?abitudine quotidiana a tragedie e massacri, del pregiudizio verso un popolo ?brutto, sporco e cattivo?. Il cofanetto è prodotto dall?etichetta EDA, acronimo di Editrice A, la cooperativa editoriale anarchica che pubblica da 35 anni la rivista anarchica ?A.

?A forza di essere vento. Lo sterminio nazista degli Zingari”
Si tratta di un cofanetto cartonato, a 4 ante, contenente 2 Dvd e un libretto allegato, prodotto dell?Editrice A, la cooperativa editoriale anarchica che pubblica da 35 anni la rivista anarchica. Un cofanetto dedicato all’opera ed al pensiero di Fabrizio De Andrè espresso nella canzone “Khorakanè” (a forza di essere vento), inserita nel suo ultimo album “Anime salve”. I due Dvd comprendono documentari, interviste, spettacoli musicali per un totale di oltre 2 ore e mezza di visione. Il libretto di 72 pagine contiene articoli e immagini relative agli Zingari, allo sterminio di cui furono vittime durante la Seconda Guerra Mondiale, alla loro realtà attuale.

I due DVD: 1- introduzione di Moni Ovadia, intervista con Marcello Pezzetti, del Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea, che ricostruisce la storia dello ?Zigeunerlager? (il settore del campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau dedicato agli Zingari), il docu-mentario ?Porrajmos? realizzato per l?Opera Nomadi, l?intervista al sinto tedesco Hugo Hoellenreimer, internato nello Zigeunerlager e torturato da Josef Mengele. 2- La videoregistrazione di una serata tenutasi alla Camera del Lavoro di Milano nell?ottobre 2005, protagonisti Moni Ovadia e i Taraf da Metropulitana, che eseguono canti tradizionali gitani e yiddish, l?intervista a Mirko Levak, Sinto veneto sopravvissuto al lager, ?Porrajmos. Lettura e spettacolo? videoregistrazione di un?altra serata alla Camera del Lavoro di Milano, nel gennaio 2006.

IL LIBRETTO: Gloria Arbib si sofferma sull?irriducibilità di Ebrei e Rom all?assimilazione. Giovanna Boursier traccia un quadro sintetico della persecuzione nazista dei Rom e dei Sinti. Un parallelo tra la Shoà e il Porrajmos è tracciato da Paolo Finzi. La situazione degli Zingari oggi è esaminata da Maurizio Pagani e dal rom Giorgio Bezzecchi, dell?Opera Nomadi. Il fotografo Paolo Poce fissa le immagini dello sgombero di una casa occupata da Rom rumeni a Milano nel 2004.

LA RICERCA DI GIOVANNA BOURSIER
?Rom e Sinti, vittime del nazismo e fascismo?,
su Archivio Romano Lil, 3 settembre.

DUE SERATE A MILANO PER LA PRESENTAZIONE DI:
?A forza di essere vento. Lo sterminio nazista degli Zingari?

LUNEDI? 16 OTTOBRE
Circolo ARCI ?La Scighera?, ore 21
via Candiani, 131 ? quartiere Bovisa, ingresso con tessera ARCI.
La serata:
- proiezione di spezzoni dai 2 Dvd
- interventi di Giorgio Bezzecchi (Rom harvato) e Maurizio Pagani dell?Opera Nomadi e di Paolo Finzi (redazione di ?A?)
- conclusione musicale dell?Orchestra zingara Crni Diamanti (Naidan Jovanovic e Jovica Joviz)

GIOVEDI? 9 NOVEMBRE
Ateneo Libertario ore 21
viale Monza 255 ? quartiere Precotto, ingresso libero.
La serata:
- proiezione di spezzoni dai 2 Dvd
- interventi di Giorgio Bezzecchi (Rom harvato) e Maurizio Pagani dell?Opera Nomadi e di Paolo Finzi (redazione di ?A?)

?A forza di essere vento. Lo sterminio nazista degli Zingari?
Scheda di presentazione

A CHI GLIENE FREGA DEGLI ZINGARI?
Degli Zingari, non gliene frega niente a nessuno. La realtà dei lager è da tempo messa in discussione. Dello sterminio nazista degli Zingari, poi, si sa assai poco: solo negli anni ?60 sono iniziate le prime ricerche storiche. Probabilmente solo a quei matti degli anarchici poteva venire in mente di mettersi a produrre una cosa seria e costosa sugli Zingari. Sfigati che si occupano di sfigati.
Eppure la scommessa è quella di fare breccia nel muro di gomma dell?indifferenza, dell?abitudine quotidiana a tragedie e massacri, del pregiudizio verso un popolo ?brutto, sporco e cattivo?. La scommessa è quella di aprire il cuore, il cervello e il portafogli di un tot di persone disposte ancora a emozionarsi, a cercare di capire, ad ascoltare le voci e le canzoni, le testimonianze drammatiche e la gioia di vivere di gente diversa da noi, molto diversa. Gente dignitosa.

CHE COS?È
Si tratta di un cofanetto cartonato, a 4 ante, contenente 2 Dvd e un libretto allegato. I due Dvd comprendono documentari, interviste, spettacoli musicali per un totale di oltre 2 ore e mezza di visione. Il libretto di 72 pagine contiene articoli e immagini relative agli Zingari, allo sterminio di cui furono vittime durante la Seconda Guerra Mondiale, alla loro realtà attuale.

L?ARGOMENTO
Quanti, non si saprà mai. Diciamo cinquecentomila. Tanti furono, più o meno, i Rom e i Sinti, gli Zingari, o meglio gli ?Zigeuner? ? usando il termine spregiativo tedesco ? che furono sterminati dai nazisti. Oltre ventimila passarono per il camino del campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, all?interno del quale tra il febbraio 1943 e l?agosto 1944 funzionò lo Zigeunerlager, un ?campo nel campo? riservato appunto a loro.

CHI LO PRODUCE
Questo 2Dvd è il n. 05 del catalogo dell?etichetta EDA, acronimo di Editrice A, la cooperativa editoriale anarchica che pubblica da 35 anni la rivista anarchica ?A? e che negli ultimi anni ha prodotto alcuni Cd e Dvd legati a Fabrizio De André. Il cantautore genovese ha avuto un rapporto molto stretto con il gruppo editoriale della rivista ?A?, sostenendola sia economicamente sia tramite concerti di sotto-scrizione. Questo 2Dvd è dedicato a De André, che ai Rom dedicò una canzone (Khorakhané), scritta con Ivano Fossati, compresa nel suo ultimo Cd Anime salve (1996).

CHE COSA CONTIENE
Nel primo Dvd (nero), dopo una breve introduzione di Moni Ovadia (Hai mai avuto un amico zingaro? ? 19?), c?è un?intervista con Marcel-lo Pezzetti, del Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea, che ricostruisce la storia dello Zigeunerlager (19?57?), che era il settore del campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau dedicato agli Zingari, in funzione dal febbraio 1943 all?agosto 1944. C?è poi il documentario Porrajmos (29? 34?) realizzato per l?Opera Nomadi dai registi Paolo Poce e Francesco Scarpelli. La parola che dà il titolo significa, in romanes (la lingua zingara, derivata dal sanscrito), ?distruzione? ed è analoga all?ebraica Shoà. Chiude il primo Dvd l?intervista (Hugo, 19?25?) al sinto tedesco Hugo Hoellenreimer, internato nello Zigeunerlager e torturato da Josef Mengele: intervista realizzata dalla regista Giovanna Boursier ad Auschwitz nell?agosto 2004.

Il secondo Dvd (rosso) si apre con la videoregistrazione (Senza confini, senza barriere ? 28?32?) di una serata tenutasi alla Camera del Lavoro di Milano nell?ottobre 2005, protagonisti Moni Ovadia e i Taraf da Metropulitana, un gruppo musicale rom rumeno: insieme eseguono canti tradizionali gitani e yiddish. Segue l?intervista (Un Rom italiano ad Auschwitz ? 18?23?) a Mirko Levak, registi Francesco Scarpelli ed Erika Rossi. Con forte inflessione dialettale veneta, racconta la sua parabola dall?arresto in Friuli, l?internamento nel lager, l?orrore della vita quotidiana, alla liberazione e il ritorno al paesino d?origine. Chiude il Dvd Porrajmos. Lettura e spettacolo (38?27?), videoregistrazione di un?altra serata alla Camera del Lavoro di Milano, nel gennaio 2006. Alla lettura di brani storici si alternano proiezioni di immagini, canti, danze, con la partecipazione di Rom e Sinti, compresa Daniela una bambina emozionante.

Nel libretto, dopo il testo di un inno zingaro e la presentazione editoriale, Gloria Arbib si sofferma sull?irriducibilità di Ebrei e Rom all?assimilazione. Giovanna Boursier traccia un quadro sintetico della persecuzione nazista dei Rom e dei Sinti, facendo luce anche sulle (generalmente sottaciute) complicità non solo morali del regime fascista. Un parallelo tra la Shoà e il Porrajmos è tracciato da Paolo Finzi. La situazione degli Zingari nell?Europa odierna è esaminata da Maurizio Pagani e dal rom Giorgio Bezzecchi, dell?Opera Nomadi. L?obiettivo del fotografo Paolo Poce fissa le immagini dello sgombero di una casa occupata da Rom rumeni a Milano nel 2004: della serie, per gli zingari la vita non è mai facile. Il testo della canzone dedicata agli zingari da Fabrizio De André e Ivano Fossati, corredato da documenti originali concessici da Dori Ghezzi, sigilla il libretto.

QUANDO E’ USCITO
E’ uscito a fine settembre 2006.

QUANTO COSTA
Il 2Dvd costa 30,00 euro.
Per gli invii in contrassegno aggiungere 4,00 euro qualunque sia il numero delle copie richieste e l?importo da pagare. Non si effettua il conto/deposito: le copie vanno sempre pagate anticipatamente e non si accettano rese.

COME SI PAGA
I pagamenti possono essere effettuati effettuati con versamenti o bonifici su uno dei nostri due conti correnti (bancario e postale), con vaglia postale, con invio di assegno bancario o postale non/trasferibile. In ogni caso intestare esclusivamente a: Editrice A, cas. post. 17120, 20170 Milano.

Editrice A
cas. post. 17120 – 20170 Milano
telefono 02 28 96 627 – fax 02 28 00 12 71
e-mail arivista@tin.it – sito arivista.org

SCONTO OPERA NOMADI
Opera Nomadi Milano
telefono 02 84891841 – cellulare 3393684212
e-mail: operanomadimilano@tiscalinet.it

Fotografia: immagine del cofanetto

Riferimenti: ?Dintorni Rhom? di Milano

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La relazione dello "Special Rapporteur" ONU in Italia

14 Ottobre 2006 Commenti chiusi

“Particolarmente discriminati Rom e Sinti”: lunedì su Romano Lil.

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Il "Relatore Speciale" ONU dai Rom

12 Ottobre 2006 Commenti chiusi


Roma 10 ottobre. Monsieur Doudou Diène, ?Relatore Speciale? della Commissione Diritti Umani dell’ONU, in ricognizione in Italia, ha affrontato oggi la tematica dei Rom/Sinti. Dapprima ha incontrato i rappresentanti delle più significative associazioni a tutela dei diritti dei Rom/Sinti e poi si è recato sul ?campo? a visitare una comunità di Rom Rumeni ed una comunità di Sinti giostrai italiani.

IL RELATORE SPECIALE ONU SUI DIRITTI UMANI IN ITALIA
Doudou Diène, ?Special Rapporteur? ONU sulle forme contemporanee di razzismo, discriminazione razziale, xenofobia e relative intolle-ranze, è in questi giorni, dal 9 al 13, in visita ufficiale in Italia.
Le visite dello “Special Rapporteur” riguardano Roma e succes-sivamente la Sicilia e l’isola di Lampedusa, per raccogliere infor-mazioni di prima mano riguardanti le questioni del razzismo, della discriminazione razziale, della xenofobia e dell’intolleranza.
Il “Relatore” si occupa principalmente dei fattori di discriminazione legati agli stranieri, includendo lavoratori immigrati, rifugiati e richiedenti asilo, così come i membri delle comunità ebraica, mu-sulmana, rom e sinti.
Diversi gli incontri ufficiali con i rappresentanti del Governo italiano, fra cui il ministro dell?Interno Amato e della Pubblica Istruzione Fioroni, lunedì 9 ottobre.
Lunedì, a Roma, anche gli incontri con le associazioni riguardo ?Islamofobia? e ?Razzismo e discriminazione?; martedì mattina gli incontri sulla tematica ?Rom/Sinti e Camminanti? e, al pomeriggio e sera, le questioni ?Asilo e Immigrazione? e ?Antisemitismo?; mercoledì e giovedì il Relatore Speciale si è spostato a Lampedusa, Siracusa e Ragusa, sia per vedere di persona i CPT, sia per incontrare le ONG locali.

IL RELATORE SPECIALE ONU DAI ROM DI ROMA
Roma 10 ottobre.

Monsieur Doudou Diène, ?Relatore Speciale? della Commissione Diritti Umani dell’ONU, ha affrontato oggi la tematica Rom e Sinti. All’in-contro preventivo-informativo presso l’hotel Astrid erano presenti:
- per l’Opera Nomadi il Presidente Nazionale Massimo Converso ed il VicePresidente Nazionale Kasim Cizmic (Rom Bosniaco ” Khorakhanè Cergarija Vlasenicaqi”), accompagnati da Aleramo Virgili, Pierluigi Lombardi, Maria Rosaria Chirico;
- per la comunità di S. Egidio il dr. Paolo Ciani ed Arch. Susanna Placidi di “Solidarietà Nomade”;
- per la Caritas nazionale il dr. Salvatore Geraci, Responsabile Area Sanitaria);
- per le comunità Rom dei Balcani: Rom Rumeni, il portavoce Decebal Iordache, Rom Dasikhané (leggi Serbi), Semsija Rusiti.

Successivamente, accompagnato dall?Opera Nomadi, il Relatore Speciale dell’ONU, si è recato in visita alla Comunità Rom Rumeni (da Craiova), in viale dello Scalo Tiburtino n.10.
Al Commissario sono state riportate le richieste fatte recentemente al Governo Italiano dalla comunità dei Rom Rumeni assieme all?Opera Nomadi:
- una sanatoria per i lavoratori stranieri di origine Rom ?Yugoslava? o Rumena presenti sul territorio italiano alla data del giugno 2006;
- permessi di soggiorno umanitari per Rom Rumeni, in fuga da situazioni di grave discriminazione e ghettizzazione nel loro paese;
- cittadinanza automatica per i figli nati in Italia che, integrati pie-namente nella società italiana, non possono poi essere espulsi verso paesi che non conoscono e non hanno mai visitato;
- permessi facilitati per cure mediche per i clandestini Rom;
Le richieste complessive si trovano su Romano Lil, 24 settembre, all?articolo ?L?Opera Nomadi ai Ministeri?

Successivamente, accompagnato dall?Opera Nomadi, il “Relatore” ha visitato la Comunità di Sinti giostrai, marchigiano-piemontesi, di via Tommaso Smith (famiglie Tanoni, Dell’Innocenti, Niemen).
Al Commissario sono state riportate le richieste fatte recentemente al Governo Italiano dalla Comunità Sinti assieme all?Opera Nomadi. Le richieste si trovano su Archivio Romano Lil, 24 settembre, all?articolo ?I Sinti giostrai al Governo Italiano?

Nella fotografia: il Relatore Speciale ONU in visita alla Comunità Rom Rumeni in viale dello Scalo Tiburtino 10, Roma. Oltre al Relatore ONU e ad alcuni residenti, si riconoscono: Massimo Converso, Kasim Cizmic, Decebal Iordache

Riferimenti: Il Relatore Speciale ONU dai Sinti

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Fiera di paese con giostra

11 Ottobre 2006 1 commento


Fiera di paese con giostra a catene (diurno) *

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Una vita da gira-Veneto con la giostra a catene

9 Ottobre 2006 Commenti chiusi


Testimonianza di una famiglia di Sinti giostrai con tanti problemi affrontati con spirito di libertà. E tante risorse da portare alla cultura maggioritaria, perché ?da ?fermi? non si capisce questa vita qua?. Franco è l?unico di nove fratelli ad avere continuato l?attività di famiglia, con moglie e quattro figli che frequentano tre scuole e sono anche fortunati perché ne fanno meno di altri figli di giostrai.

UNA VITA DA GIRA-VENETO CON LA GIOSTRA A CATENE
Concadirame, Rovigo

Gianfranco Palpon è titolare di una ?giostra a seggiolini per adul-ti? (giostra a catene) che porta nelle sagre dei paesi della province di Padova, Venezia e Rovigo: ?sinto? di nascita e di mestiere.
Il padre, proprietario di una giostra a scontri si è ?fermato? 30 anni fa soprattutto per i figli ed ha impiantato un?attività di recupero ferro-vecchio e rottami a Castagnaro, in provincia di Verona. Franco è il terzo di nove fratelli, l?unico ad avere continuato la tradizione di famiglia. ?Sono partito con la macchina all?età di 18 anni?, racconta. Il padre regalava una macchina nuova ai figli al raggiungimento della maggiore età e Franco, quando è stato il suo turno, ha barattato la vettura con una roulotte,un camioncino usato e ?la mazza? (un gioco che misura la forza del partecipante) e si è messo a girare il Veneto. In un paesino del Polesine ha conosciuto Elena e dopo averla sposata ha acquistato la ?rotonda? (pesca dei cigni) ed infine la giostra a catene. In sovrappiù al lavoro da giostraio fa raccolta di ferrovecchio con un furgoncino anche se ?con i rottami si prende appena da mangiare?.

?Ce l?ha nel sangue, questo lavoro, è un fattore genetico – dice di lui la moglie Elena de Agostini. ? Ci siamo sposati 12 anni fa, adesso abbiamo quattro figli ed abbiamo concordato di fermarci durante l?inverno perché possano frequentare più agevolmente la scuola: Maggie fa la prima media, Jennifer la quarta elementare, Jonathan va alla prima, mentre Jeremy, di 4 anni, frequenta l?asilo. L?ultima data, prima della sosta invernale, è a Pettorazza (Ro) fino a metà ottobre, poi ci fermiamo a Menà di Castagnaro (Vr) dove abbiamo la resi-denza. Si riprende a metà maggio con la sagra di Minotte (Pd) e lì i ragazzi finiscono le scuole e prendono la pagella: quindi fanno in tutto tre scuole che sembrano tante ma sono il minimo, e sono anche fortunati perché ne fanno meno di altri figli di giostrai. I ragazzi sono bravi a scuola, Maggie ha una buona pagella, ha intenzione di studiare anche dopo le medie e vuole ?fermarsi?, non vuole più fare questa vita?.

La ?carovana? è la grande cabina rimorchiabile, che, estate-inverno, dà rifugio a tutta la famiglia. Lunga nove metri è divisa in tre parti: camera da letto, bagno, cucina-soggiorno. Nel luogo di sosta ven-gono fatti gli allacciamenti di carico-scarico per l?acqua e per l?elettricità, indispensabile per il funzionamento della giostra ma anche per il riscaldamento domestico per mezzo di termocaloriferi. ?La gente pensa che noi non abbiamo spese – precisa Elena -, invece il Comune ci fa pagare per il posto occupato, per gli allacciamenti (acqua e luce) e per i rifiuti: vogliono anche sapere le misure di camion, macchina e carovana. A Brugine si spendevano 15 ? a persona per l?acqua, 45 ? di immondizie e 86,82 ? di Tosap per la sosta di una settimana oltre al rimborso spese di 30 ? senza contare l?Enel per la luce?.

?La fiducia di una persona bisogna conquistarla ? continua Elena. – Perché dopo anni la gente ci conosce mentre all?inizio, quando sanno che fai il giostraio, non ti danno alcuna fiducia. Avevo mio papà in ospedale e volevo restare qui, a Concadirame, per andarlo a trovare. Il Comune non ci ha dato il permesso di sosta neanche a seguito di una raccolta firme fatte dai paesani, allora il gestore del bar ci ha permesso di restare in un terreno di sua proprietà ed abbiamo potuto trascorrere l?inverno in Polesine. In 12 anni che faccio questa vita ne ho viste di cotte e di crude, da ?fermi? non si capisce questa vita qua. E capisco anche certi giostrai che hanno poca fiducia nella gente. Le prime volte mi meravigliavo -guarda che gente che c?è al mondo!, ma adesso ci ho fatto il callo. E? una vita abbastanza frastornante, oggi qui domani là, piantare-spiantare di giorno e di notte. Uno che vede la giostra da fuori pensa che magari sia facile?.

?Il guadagno, tirando via le spese e se il tempo tiene, è abbastanza soddisfacente ? conclude Elena. – Non si vive troppo male, però d?inverno se non hai un?altra attività non riesci ad andare avanti: io trovo lavoro in campagna, 4-5 ore al giorno, mentre mio marito raccoglie ferro e rottami. Altri riprendono a lavorare a carnevale ma io preferisco di no perché ho i bambini a scuola. Se hanno volontà di studiare che vadano avanti perché che futuro hanno nella vita? Mio marito ce l?ha nel sangue, se dopo i miei figli vogliono ?girare? bene, nessun problema, però se vogliono studiare che lo facciano?.

Fotografia: famiglia Palpon

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No alle deportazioni di Rom Rumeni

7 Ottobre 2006 1 commento


Roma, 6 ottobre. L?Opera Nomadi Lazio condanna fermamente le espulsioni avvenute ieri. ?Siamo indignati per l’espulsione di massa di centinaia di Rom Rumeni da Roma e dall?Italia. A cosa è servita la visita del Ministro Amato ai Rom “jugoslavi” a Ferragosto? E l’indignazione diventa irrefrenabile se si pensa che le espulsioni collettive sono state condannate come illegittime dalla Magistratura, come riportiamo in allegato.

Pertanto chiediamo che associazioni, partiti, istituzioni, sinceri democratici e cittadini intervengano subito presso il Ministro Ferrero perché non venga offesa l’immagine della Roma progressista ed interculturale e perché la situazione rimbalzerà, come giusto, a livello internazionale dove già l’Italia ha subito pesanti censure per la sua politica nei confronti dei Rom/Sinti?.

SIAMO INDIGNATI PER L?ESPULSIONE DI MASSA ILLEGALE
Comunicato stampa Opera Nomadi Lazio
Venerdì, 6 ottobre

Siamo indignati per l’espulsione di massa di centinaia di Rom Rumeni da Roma in Romania: perchè il Governo di centrosinistra ha effet-tuato un’operazione mai compiuta a Roma nemmeno da Pisanu e dal suo governo non certo famoso per l’accoglienza dei migranti (vedi Lega)?
A cosa è servita la visita del Ministro Amato ai Rom “jugoslavi” a Ferragosto ?
E l’indignazione diventa irrefrenabile se si pensa che già tali pratiche (le espulsioni collettive) sono state condannate dalla Magistratura (come riportiamo in allegato) e che gli espulsi facevano parte della Comunità Rom che ha visto il 19 marzo di un anno fa morire per annegamento una loro figlia di 18 mesi, Odisea Gramescu, proprio sotto Ponte Marconi.
Solo le espulsioni o gli sgomberi sono la risposta di una città come Roma di fronte all’emergenza freddo e le ?favelas? formatisi lungo i suoi fiumi a causa della dispersione periodica dei migranti dagli insediamenti spontanei?
Crediamo che altre possano essere le strade da percorrere anche perché l’industria Italiana, come accertato formalmente dalla CGIL, sfrutta selvaggiamente il mercato della manodopera in Romania (salari medi di 100 euro mensili!) causando questa inarrestabile ondata migratoria anche del popolo Rom che in Romania, prima della caduta del cosiddetto muro, era inserito in tutta l’attività produttiva del Paese e disponeva di pur minimi ammortizzatori sociali, come ancora oggi accade in Ungheria, Paese dove i Rom sono il 6% della popolazione complessiva e che non emigrano però verso Occidente.
Pertanto chiediamo che associazioni, partiti, istituzioni, sinceri democratici e cittadini intervengano subito presso il Ministro Ferrero perché non venga offesa l’immagine della Roma progressista ed interculturale e perché la situazione rimbalzerà, come giusto, a livello internazionale (Martedì – tra l’altro – alle ore 8.30 l’Opera Nomadi -con un’ampia delegazione di Rom/Sinti – incontrerà il Commissario ONU per i DIRITTI UMANI) dove già l’Italia ha subito pesanti censure per la sua politica nei confronti dei Rom/Sinti.
E’ doveroso che l’Amministrazione Comunale di Roma ponga riparo a questo atto di pura xenofobia su un gruppo che ha visto subire addirittura, nei mesi scorsi, l’annegamento di una loro bambina nell’adiacente Fiume Tevere.

Roma 6 ottobre 2006
Il Presidente, Massimo Converso

Opera Nomadi sezione Lazio
Via di Porta Labicana, 59 ?00185 Roma
tel. 06/44700166

ALLEGATO: LE ESPULSIONI COLLETTIVE SONO ILLEGALI

Sentenza del Tribunale di Milano, 2 agosto 2004
“La pratica delle espulsioni cd. collettive è da ritenersi illegittima secondo l’art.4 del Protocollo 4 allegato alla Convenzione Europea dei Diritti dell’uomo”.

Il Giudice, sciogliendo la riserva,
OSSERVA

L’art.4 del Protocollo 4 allegato alla Convenzione Europea dei Diritti dell’uomo, applicabili in Italia ad integrazione della normativa vigente interna, recita, in modo laconico ma perciò anche estremamente chiaro ed insuscettibile di interpretazioni, che ?le espulsioni collettive di stranieri sono vietate”.

Con ciò, al fine di non suscitare allarme sociale e non consentire operazioni di polizia allo scopo di espellere interi gruppi etnici, si è voluto sottolineare il principio che un provvedimento di espulsione deve essere adottato sempre individualmente e prendendo in considerazione, in modo reale e non fittizio e di mera forma, le singole e differenziate situazione di ogni individuo, vietando qualunque situazione di rastrellamento collettivo di appartenenti a determinate nazionalità, per non trasformare l’applicazione di una legge, quale quella che disciplina l’ingresso e la permanenza in uno stato degli stranieri, in una forma inaccettabile e distorta di rigetto di una pluralità di soggetti colpiti principalmente per essersi radunati in forza della loro comune provenienza cultura o religione, che verrebbe a legittimare operazioni di pulizia etnica.

Nel caso in specie i ricorrenti sono stati tutti colti nella medesima operazione di sgombero di una unica area e trattasi tutti di cittadini rumeni appartenenti al popolo Rom e tutti sono stati poi destinatari di un provvedimento di espulsione uguale nella sua formulazione per tutti.

Pertanto non può dubitarsi che, stante l’unicità di luogo, tempo e di motivazione dei decreti impugnati, si verte in una ipotesi di espulsione collettiva, come tale vietata,che resta tale nella sostanza anche se i provvedimenti di espulsione sono stati stilati in numero pari ad ogni soggetto e intestati singolarmente ad ognuno, essendo ovvio che il divieto di cui al Protocollo allegato alla Convenzione Europea sui Diritti dell’Uomo non potesse fare riferimento ad espulsioni disposte con un unico atto per più soggetti, che sarebbe comunque illecito, ma proprio ha voluto sancire l’illiceità di azioni che colpiscano in contemporanea un gruppo di stranieri.

Pertanto, attesa la natura di provvedimento collettivo che integrano i singoli decreti, questi devono essere dichiarati nulli perché contrari alla legge.

P.Q.M.
dichiara la nullità e pertanto la revoca dei decreti di espulsione emessi in data 17/5/04 dal Prefetto della Provincia di Milano
avverso: seguono i nomi dei destinatari dei decreti di espulsione.
Milano 2 agosto 2004
I1 Giudice ***

DEPOSITATO IN CANCELLERIA
OGGI 3 agosto 2004 – n. 2992 cron

Riferimenti: Un Cpt comunale per i Rom romani

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AIZO: XX congresso Nazionale

6 Ottobre 2006 3 commenti


Torino, 6-7 ottobre, presso area di sosta rom di via Germagnano, 10. XX congresso Nazionale dell?Associazione Italiana Zingari Oggi, a 35 anni dalla fondazione, dal titolo ?Rom e Sinti: oltre il campo sosta, esperienze italiane ed europee a confronto?. Il Congresso è patrocinato da Comune e Provincia di Torino e dalla Regione Piemonte. Fra le diverse tematiche affrontate nei due giorni del congresso (La casa come integrazione o esclusione sociale? Verso le micro-aree) da segnalare l?introduzione di Carla Osella ? presidente nazionale dell?Aizo, ?Riflessioni, speranze, futuro, dopo 35 anni di fondazione? e ?Dalle tende alle baraccopoli: le aspettative dei Rom e dei Sinti? con Kasim Cismic, Fatima Ermalia, U.N.I.R.S.I. Roma, Stojan Stojanovic, A.I.Z.O. Torino.

TRE RIFLESSIONI PUNTUALIZZATE di Carla Osella

1- Dopo 35 anni di attività non vogliamo più sognare che queste popolazioni debbano lottare giorno dopo giorno, tutti i giorni, solo per poter sopravvivere.
2- Rimbocchiamoci le mani tutti assieme e mettiamo al primo punto al cittadinanza subito per tutti i bambini Rom nati in Italia, perché questo risolverebbe i problemi del 90% dei Rom ?stranieri?.
3- Che si ricostituisca un tavolo di discussione, per tutte le pro-blematiche Rom/Sinti, a palazzo Chigi (sede del Governo) coi Ministeri preposti, come c?era nel 1986 con lo stesso Giuliano Amato.

IL PROGRAMMA PROVVISORIO: ?Rom e Sinti: oltre il campo sosta, esperienze italiane ed europee a confronto?

Per informazioni e prenotazioni:
AIZO, Corso Montegrappa n. 118, 10145, Torino
telelfono 011 7496016, fax 011 740171, cell. 348 8257600
e-mail: aizoonlus@tiscali.it

Riferimenti: AIZO, Associazione Italiana Zingari Oggi

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Cittadinanze imperfette: Rom e Sinti

4 Ottobre 2006 1 commento


Torino 5 ottobre ore 17: Presentazione “imperfetta? del libro ?Cittadinanze imperfette. Rapporto sulla discriminazione razziale di rom e sinti”, presso il Centro Interculturale corso Taranto 160. Con la partecipazione di Nando Sigona (osservAzione), Marco Revelli (storico e saggista) e Gianluca Vitale (avvocato, Asgi) e la completa s-partecipazione di un mediatore culturale Rom/Sinto o di un rappre-sentante locale, di Torino, che de-scriva la situazione Rom/Sinti a Torino, per dare il contesto della situazione. E? importante che ci siano persone sensibili che scrivono libri sulla disperata condizione dei Rom/Sinti d?Italia e ne facciano conferenze in ogni dove. Ma sarebbe anche importante che a queste conferenze, e a questi libri ?magari in prefazione, vengano invitati rappresentanti attivi, e mediatori culturali Rom/Sinti, che lavorano quotidianamente sulle tematiche proposte e che portino anche la ?visione? e la testimonianza delle popolazioni Rom/Sinte.

?CITTADINANZE imperfette? Torino, 5 ottobre ore 17,
presso il Centro Interculturale corso Taranto 160.
Presentazione del libro “Cittadinanze imperfette. Rapporto sulla discriminazione razziale di rom e sinti” a cura di Nando Sigona e Lorenzo Monasta (osservAzione), Edizioni Spartaco, 2006
Con la partecipazione di Nando Sigona (osservAzione), Marco Revelli (storico e saggista) e Gianluca Vitale (avvocato, ASGI)

CITTADINANZE IMPERFETTE
Rapporto sulla discriminazione razziale di Rom e Sinti.
A cura di OsservAzione, edizioni Spartaco 2006

Rom e sinti, quelli che comunemente chiamiamo “zingari” o “nomadi”, sono la minoranza etnico-culturale più discriminata d?Europa. Come documentano i numerosi casi riportati in questo volume ? il primo rapporto sulla discriminazione razziale di rom e sinti presentato da OsservAzione e redatto da Nando Sigona e Lorenzo Monasta ? anche in Italia questo popolo è oggetto di discriminazione in molti ambiti, in molti modi e da parte di diversi soggetti, talvolta anche istituzionali. Una discriminazione che si manifesta nella vita di tutti i giorni, nella scuola, sul lavoro e nella negazione del diritto ad un alloggio adeguato, come ha denunciato anche il Comitato Europeo per i Diritti Sociali. Una discriminazione che arriva fino al rifiuto di riconoscere ai rom e ai sinti lo status di minoranza nazionale.
I ?campi nomadi?, tanto quelli legali quanto quelli illegali, di cui si parla solo quando qualche bambino muore nell?incendio accidentale di una baracca o di una roulotte, sono il risultato di politiche pubbliche razziste che segregano chi è ritenuto irriducibilmente diverso. Essi sono il luogo dove i diritti dei residenti sfumano, dove la discrezionalità di chi ha il potere diventa la regola, dove la normalità dell?abuso e dell?ingiustizia è tanto palese, estesa e radicata da diventare, dicono gli autori, paradossalmente quasi invisibile.
Nelle politiche pubbliche i rom e i sinti sono assenti, senza voce. Quello che si vede, con poche importanti eccezioni, nella migliore delle ipotesi, sono simulacri di partecipazione, laddove le decisioni vengono prese da altri referenti in altre sedi. Nella peggiore, invece, rom e sinti sono meri oggetti, nuda vita, da utilizzare come spauracchi per mobilitare elettorati benpensanti e spesso razzisti.

?Rom e Sinti: Cittadinanze imperfette?, Arc. Romano Lil, 28 giugno

P.S. CITTADINANZE NEGATE
Sono quelle dei Rom irregolari in Italia, anche da trent’anni, che coi nuovi arrivi (soprattutto dalla Romania), hanno ormai superato i Rom/Sinti “italiani” che hanno diritto di cittadinanza, anche se imperfetta.

TORINO OPERA NOMADI
A colloquio con Secondo Massano

?Ho saputo che c?è questa presentazione ma nessuno mi ha invitato? spiega al telefono Secondo Massano storico presidente di Opera Nomadi Torino e già Presidente Nazionale dell?Associazione. ?E, in tutti i casi? continua il Presidente, ?domani siamo impegnati alla periferia di Torino. C?è un gruppo di Rom rumeni, sbandati, che dopo due anni di permanenza in un frutteto deve essere spostato per evitare le draghe che a giorni andranno a sbaraccare tutto. Quindi andiamo lì a tentare di affrontare questa situazione e succes-sivamente al comune di Grugliasco per verificare se ci sono possibilità di terreni disponibili.?

ROM RUMENI DI TORINO
Anche a Torino la ?questione Rom rumeni? ha sormontato, secondo il presidente Massano, le tematiche dei Rom/Sinti, anche quelli pro-venienti dalla ex-Jugoslavia, presenti nel territorio.
Ci sono 600-700 Rom rumeni attorno alla periferia di Torino. Arrivano da parti diverse della Romania e si possono suddividere, in modo generalizzato, in tre differenti categorie a seconda del luogo di provenienza: 1- Da Timisoara: sono bravi ed hanno voglia di muoversi e di dare una mano. 2- Da Bacau: bisogna partire da Adamo ed Eva. 3 Da altre zone: con tematiche miste. E? una specie di esodo biblico, quello dei rom di Romania, che parte da estreme povertà e c?è dentro anche la mafia.
?Opera Nomadi di Torino Secondo Massano?, Romano Lil, 4 maggio

Foto di Mario Rebeschini: Rom rumeni in periferia di una grande città

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4 Ottobre 2006 14 commenti

Articolo pubblicato su Romano Lil, 2 ottobre.

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All?Assemblea Nazionale Opera Nomadi

2 Ottobre 2006 1 commento


Roma, 30 settembre ? 1 ottobre, Assemblea Nazionale Soci Opera Nomadi. L?incontro-raduno dell?associazione registra il più grande consenso numerico, e politico, degli ultimi anni: 31 sezioni (minimo 9 soci iscritti) su tutto il territorio nazionale, 3 gruppi collaboratori, 3 gruppi referenti. Ma è stato anche il più burrascoso e turbolento degli ultimi cinque anni perché questioni personali hanno nettamente prevaricato la questione politica. D?altronde una certa frammentazione dell?Associazione sembra rappresentativa, quasi omeopatica, delle stesse popolazioni Rom/Sinte.

(“CARTOLINA” A NOEMI)
Mantova Opera Nomadi aveva annunciato che dopo cinque anni di assenza sarebbe tornata a ?riformare le menti ed i cuori nell?As-sociazione? ed è stata l?assemblea più rissosa, offensiva, pro-vocatoria degli ultimi cinque anni. E da questa assemblea, a parte cause legali per offese personali, emerge nettamente l?impressione che Mantova Opera Nomadi non è più in grado di rapportarsi politicamente (e pacificamente) con l?Associazione Nazionale e che ne sia ?fisiologicamente? fuori. Da lì, quando manca il legame d?amore, di ideali, di ?comunanza-phralipè, restano solo liti ed insulti e tentativi reiterati di rissa.

QUESTA CRONACA E? RIVOLTA AI SOCI OPERA NOMADI
E fa parte della quota tessera annuale. Gli altri riferiscano questa cronaca alle furenti ?baruffe? che ci sono anche in Parlamento o in qualsiasi direttivo dei Partiti nazionali.

PREMESSA: DEJA VU, COAZIONE A RIPETERE
?Deja vu? è una sorta di memoria episodica pre-cognitiva o retro-attiva. Verso episodi particolarmente vissuti si può creare anche una specie di ?coazione a ripetere?. All?Assemblea Nazionale di cinque anni fa, l?ultima a cui ha partecipato Mantova, c?è stata una fazione di Consiglieri che ha accusato il Segretario dell?Associazione di molestie per estrometterlo. Il risultato è stato che l?accusa si è ri-baltata ed il Segretario è diventato Presidente. Anche nell?as-semblea 2006 c?è stato un tentativo di questo genere quando una donna accompagnata da Carlo Berini?

PREMESSA: LA VERITA? E? RELATIVA
Da vecchio fotografo ricordo che ?Point de vue? (presa da una finestra di Gras) è la prima protofografia della storia, di Nicéphore Niépce del 1826, a significare filosoficamente, anche nella ripresa fotografica, che è sempre questione di ?punti di vista?.
Questa filosofia si trova anche in Rashômon, 1950, di Akira Kuro-sawa: tre testimonianze visive di uno stesso episodio (l?uccisione di un samurai) sono differenti. Dove sta la verità? Forse ?la verità? è proprio ?relativa? (anche per anagramma). E comunque, con stile Romano Lil, anche se s-coinvolto, cerco di dare un resoconto, sempre documentato e mai offensivo, di quello a cui ho partecipato. Con grande sofferenza e turbamento, in questo caso, perché sì è spezzato un altro cerchio, di quelli concentrici dipanantesi, della tribù degli uomini.

PREMESSA: ?LA VERITA? TI FA MALE, LO SO?
(In data 5 ottobre). Per dovere di in-formazione, segnalo che altre “verità” sull?Assemblea Nazionale, si trovano sul nuovissimo ?blog? Rom Sinti @ Politica in un articolo del 4 ottobre dal titolo ?Opera Nomadi, Asseemblea Nazionale dei soci 2006?, si trovano sul ?blog? Sucar drom, di venerdì 29 ottobre, in un commento (in data successiva) di Yuri Del Bar all?articolo ?Opera Nomadi, Assemblea Nazionale dei soci? -con fotografia arbitraria, mentre la relazione ?ufficiale? dell?Opera Nomadi Nazionale verrà spedita nei prossimi giorni a tutte le sezioni (una breve introduzione con le cinque relazioni approvate). Un’altra “verità” sull’Asssemblea è apparsa su Sucar drom, 5 ottobre ore 16,51 al titolo: “Opera Nomadi, Assemblea Nazionale dei Soci 2006″. (In data 8 ottobre). La seconda parte di Sucar drom appare in data 8 ottobre al titolo: “Opera Nomadi, Asseemblea Nazionale dei Soci (II parte)”.
Cliccando sopra le scritte in azzurro, si va direttamente all’articolo.

ATTORNO AL FALO? CON ROMANO LIL
“Porto le parole, ammucchio le frasi, narro le parole – dice un vecchio cantastorie esquimese, ma tra di loro si chiamano Inuit, la gente – così è la mia abitudine sono fatto così. Perché le parole danno emozioni e creano silenzi, le parole portano falsità e menzogna, le parole portano conoscenza giusta delle cose: Amaijà aijà jaai jà-jà”.

L’ORDINE DEL GIORNO DELL’ASSEMBLEA
La convocazione e l’ordine del giorno dell’Assemblea Nazionale Annuale Soci Opera Nomadi si legge su Archivio Romano Lil, 29 settembre, all’articolo: “Noi dell’Opera Nomadi”.

CONSIGLIO NAZIONALE_____________sabato
Sabato ore 16-18,30 alla sede CESV in via dei Mille, Roma, si tiene il Consiglio Nazionale che precede l?assemblea annuale: sono presenti nove Consiglieri Nazionali. La relazione morale del Presidente, quella del Segretario, del Tesoriere, della Referente scuola, del Referente in-formazione (direttore di Romano Lil), vengono approvate all?u-nanimità.

L?ASSEMBLEA NAZIONALE___________sabato
Ore 18,30-20,30. Sono presenti i delegati di 12 sezioni, Abruzzo, Trento, Mantova, Milano, Padova, Rovigo, Sicilia, Fano, Firenze, La-zio, Napoli, Cosenza, la delega di Treviso: vengono votati, all?unanimità, Presidente e Segretario dell?Assemblea Nazionale, Curatoloi e Piccin. E? presente come osservatore il Presidente dei Probiviri dell’Opera Nomadi Nazionale, Avv. Marco Picciani, invitato personalmente dal Presidente. Prima dell?Assemblea: discussione accanita perché un operatore dell?Opera Nomadi di Mantova piazza telecamera per registrare tutto senza prima avere chiesto auto-rizzazione. Casino-casino, democrazia di qua e di là, poi si passa alla votazione che nega la registrazione. Prima dell?assemblea: no-nostante l?Ordine del Giorno degli interventi delle sezioni e delle mozioni sia previsto per il giorno dopo, Carlo Berini, Presidente Opera Nomadi sezione di Mantova propone la mozione delle ?Nove tesi per l?Opera Nomadi? all?assemblea. Il presidente gli dice di portarla il giorno dopo, lui insiste per leggere subito la mozione. Casino-casino, “Curatoli stalinista, torna in Messico!”, allora Roberto Costa, Presidente di Rovigo Opera Nomadi, propone una mozione dal titolo ?Nove motivi per espellere l?Opera Nomadi di Mantova?. Casino-casino in cui si distingue un socio, di Milano che, ?cazzo?grrr!?, tenta di scagliarsi contro un altro socio, seguono altri interventi chiassosi in simultanea, poi una ex socia Opera Nomadi, vuole fare un intervento contro il Presidente accusandolo di vari reati e ?non è democrazia? se non può parlare, anche se non ha la delega per l?assemblea. Segue una specie di quiete nella tempesta rotta da un intervento offensivo di Carlo Berini rivolto a Renata Paolucci che fa scattare il segretario dell?Assemblea (marito di Renata) che si ferma a pochi centimetri dal volto del Berini. Casino-casino, de-mocrazia di qua e non di là, e Carlo Berini invita tutti i Rom/Sinti ad uscire dall?Assemblea, e Yuri Del Bar spalleggia il suo presidente, ma nessuno esce e dopo un?ora dall?inizio, su intervento deciso di David Knight (“proviamo a ripartire?”), si ristabilisce un minimo di calma e di metodo: SEGUIRE L?ORDINE DEL GIORNO PRE-VENTIVATO.
Allora il Presidente Nazionale può leggere la sua relazione ?morale? 2005 e dare le indicazioni politiche per il 2006, relazione che sarà pubblicata nei prossimi giorni. In breve l?Associazione registra il più grande consenso numerico, e politico, degli ultimi anni: 31 sezioni (minimo 9 soci iscritti) su tutto il territorio nazionale, 3 gruppi colla-boratori, 3 gruppi referenti. A livello politico c?è un ?tavolo per-manente interministeriale? dove le trattative riguardano l??emer-genza Rom rumeni?, il riconoscimento di minoranza etnico-linguistica ai Rom/Sinti, l?applicazione con fondi mirati del protocollo MIUR-Opera Nomadi per la scolarizzazione dei Rom/Sinti, poi c?è la Convenzione Nazionale col Servizio Civile che fornisce 80 Volontari a 20 sezioni, la proposta di integrazione della legge sulla ?giornata della memoria? e altro ancora. Segue la relazione del tesoriere, gravemente amma-lato, sostituito per l?occasione dal dottor Iachetta, commercialista. Poi la richiesta della sezione di Napoli, di sigla Onlus per l’As-sociazione, dibattuta brevemente.
A causa delle intemperanze il tempo degli interventi del giorno dopo si è ristretto, allora il Presidente di Rovigo Opera Nomadi offre lo spazio della sezione di Rovigo a Mantova, perché quest?ultima possa illustrare adeguatamente le sue ?Nove tesi?. Le proposte del Presidente Curatoli, di fare l’assemblea il giorno dopo alla sede Opera Nomadi per avere più tempo, e di Costa, di iniziare alle ore 8 invece che alle 9, sono bocciate.

LE SEZIONI ALL?ASSEMBLEA___________domenica
Domenica 1 Ottobre ore 9 -12 via dei Ramni 4. E’ presente come osservatore il Presidente dei Probiviri dell’Opera Nomadi Nazionale, Avv. Marco Picciani. Si completano le relazioni previste, ma ritardate dal giorno precedente, a cui seguono gli interventi delle sezioni. Relazione Segretario Nazionale Giorgio Bezzecchi che sintetizza con commenti adeguati le 31 relazioni, relazione ?Romano Lil? a cura del direttore Roberto Costa, Relazione ?Scuola? a cura della Respon-sabile Nazionale Renata Paolucci.

?SPUDORATA, BUGIARDA?
Durante la relazione della professoressa Paolucci, Carlo Berini, Presidente dell?Ente Morale Opera Nomadi di Mantova, la interrompe con le seguenti parole: ?Sei una spudorata, bugiarda!?. Al che il Presidente dell?Assemblea, il settantenne Curatoli, tenta di scagliarsi contro di lui inveendo ripetutamente. Viene fermato e nel casino generale alcuni mediatori tentano di ricondurre all?armistizio che si raggiunge solo dopo venti minuti di tumulto. Da segnalare, come mediatori del conflitto, i Consiglieri Nazionali Giorgio Bezzecchi, Maurizio Pagani ed il vice-presidente Kasim Cizmic.

ALCUNI INTERVENTI DELLE SEZIONI
Dopo il tumulto si ripresenta il caso dell?ex-socia Opera Nomadi che ha pesanti accuse contro il Presidente Nazionale. Dirime la questione Bianca la Penna, Consigliere Nazionale Diritti -cooptato, spiegando che se ci sono estremi da denuncia penale, la signora proceda in tal senso, perché l?assemblea ha carattere politico. Comunque il Con-sigliere Nazionale Roberto Costa, si è impegnato, successivamente, anche la vice-presidente Paolucci, a portare la ?questione? al prossimo Consiglio Nazionale.
L?assemblea riprende faticosamente con lo spazio-sezioni (previsti dieci minuti). Interviene il vice-presidente Kasim Cizmic che cerca di sedare gli animi ricordando che ?i Rom muoiono là fuori? ed invita a mettersi assieme, seguito sulla stessa linea da Arif Tahiri, presidente Opera Nomadi Marche. Marco Nieli, Presidente di Napoli, riconduce l?assemblea alla politica ponendo il tema importantissimo dell?as-sociazione come ?Onlus? che potrebbe aprire spiragli per ?con-venzioni? e finanziamenti. Maurizio Pagani, di Milano, cita le liti furiose del Parlamento Italiano, per suggerire un po? di calma.

LA RELAZIONE DI MANTOVA
Il presidente dell?Opera Nomadi di Mantova Carlo Berini, fa un intervento in linea e conseguente il suo pensiero ?per questo il Consiglio Direttivo dell’Opera Nomadi di Mantova proporrà alla prossima Assemblea Nazionale, dopo cinque anni di assenza, nove tesi per riformare le menti e i cuori nell’associazione?, riportato nei commenti all?articolo su Sucar drom di venerdì 21 aprile dal titolo ?Pedofilia a Roma, il Presidente dell’Opera Nomadi sapeva?? (e se sapeva perché non è intervenuto?). Spiega Berini che il Consiglio Direttivo di Mantova ha dato mandato ai quattro delegati di fare approvare le ?Nove tesi politiche per l?Opera Nomadi? (fatte in collaborazione con Sucar drom e Istituto Cultura Sinta), ed inoltre di fare chiudere tutte le sezioni dell?Opera Nomadi dove i Rom/Sinti non sono adeguatamente rappresentanti e primi protagonisti delle politiche a loro rivolte. Dopo cinque anni di assenza l?Opera Nomadi di Mantova torna al Nazionale a dettare la sua linea politica. Nel seguito Berini, presidente ?bianco? di Mantova, critica punto per punto la relazione morale del Presidente Nazionale: Mantova vuole il Presidente Rom, Mantova non è d?accordo coi ?tavoli ministeriali? con solo l?Opera Nomadi, Mantova sulle mancate denunce alle istituzioni, Mantova sulla scolarizzazione che fa diventare i Rom tutti stranieri, Mantova sulla centralizzazione dell?Opera Nomadi a Roma, Mantova contro la sovrastima dei Rom rumeni, Mantova che i Rom di un ?campo? sono stati trasferiti fuori Roma? Poi, dopo altri due delegati, interviene Yuri Del Bar, due delegati di Mantova in fila senza aspettare il turno, che non posso riportare perché Del Bar dice ?fate uscire quello lì che mi da fastidio?, che sarei io, il cronista, che ha diritto di identità, di nome e cognome. Non si dice ?zingari?, si dice Rom e Sinti. Non si dice ?quello lì?, si dice Roberto Costa.

LA RELAZIONE DI ROVIGO
Il Presidente di Rovigo Opera Nomadi, Roberto Costa, ribatte brevemente che l?Opera Nomadi coi Rom/Sinti protagonisti vuol dire chiudere 28 sezioni su 31, e resterebbe solo Mantova e l?Abbruzzo e Marche, e vuol dire chiudere progetti sul lavoro, casa, scolariz-zazione, assistenza legale e altro, che sono portati avanti dai ?bianchi?. E vuol dire riportare in prigione Rom/Sinti lasciati senza assistenza e tutela legale. Ricorda, a proposito del presidente Rom che le minoranze più discriminate d?Europa non sono i Rom/Sinti ma le loro donne e, propone, casomai una Presidente Romnì, donna. Insiste sul legame su cui si dovrebbe fondare l?associazione, un legame di ?rispetto? e ?comunanza? ed ?idealità?, violato da Man-tova. Dopo mesi e mesi di tentativi di ricondurre le critiche di Mantova e farle diventare costruttive all?interno dell?Associazione, Roberto Costa si dichiara sconfitto e propone allora, visto anche come è andata l?assemblea del giorno prima, ?Nove motivi per espellere l?Opera Nomadi di Mantova?. Oggetto: Opera Nomadi sezione di Mantova, venga espulsa dall?Opera Nomadi per violazione del ?codice morale?, della ?comunanza-phralipè? e per condotta illegale reiterata nella gestione del ?blog? Sucar drom. Una mozione di tre pagine in cui sono riportati nove punti documentati e dettagliati, riferiti soprattutto al ?blog? dell?Opera Nomadi di Mantova (Sucar drom) di insulti personali, di casi di violazione dell?etica professionale (saccheggio foto e articoli senza citazione e uso arbitrario violante la ?privacy? di primi piani di bambini rom), di notizie false e denigratorie rivolte all?Opera Nomadi Nazionale.

LA VOTAZIONE DELL?ASSEMBLEA
Verso mezzogiorno l?Assemblea vota a larghissima maggioranza tutte le relazioni, confermando a larghissima maggioranza, la linea politica e gli orientamenti dell?Opera Nomadi Nazionale.
Le eccezioni, alla larghissima maggioranza ?che vuol dire tutti i numerosi presenti meno quattro, sono le seguenti: relazione morale del Presidente quattro votanti contro ? i delegati dell?Opera Nomadi di Mantova; relazione del Tesoriere quattro votanti contro – i delegati di Mantova; relazione del Segretario rom quattro astenuti – i delegati dell?Opera Nomadi di Mantova.

P.S. DOMANDE SOTTOVOCE
Su Sucar drom, blog dell?Opera Nomadi di Mantova (a difesa di Rom/Sinti) ci sono più articoli di critica, anche arbitrari e falsificatori, sull?Opera Nomadi Nazionale (a difesa di Rom/Sinti) o sulla Lega Nord (ad attacco di Rom/Sinti)? Ma Mantova è andata al Nazionale, dopo cinque anni, a costruire o a distruggere? Se l?Opera Nomadi Mantova non è d?accordo su niente di quello che fa l?Opera Nomadi Nazionale, anzi critica metodicamente tutto, vota metodicamente contro tutto, cosa ci fa nell?Opera Nomadi?

P.S. RISPOSTE SOTTOVOCE

Articoli Assemblea Nazionale:
- Noi dell’Opera Nomadi
- All’Assemblea Nazionale Opera Nomadi
- La relazione della Referente Scuola
- La “relazione morale” del Presidente Nazionale

Nella foto: il Consiglio Nazionale dell?Opera Nomadi, giugno 2004. Mancano Marco Nieli, Amedeo Curatoli, Virgilio Pavan

Riferimenti: ?Spudorata, bugiarda!?

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