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Archivio Settembre 2006

Utopia Opera Nomadi (LP-0)

29 Settembre 2006 1 commento

L’Opera Nomadi a tutela di Rom, Sinti e Camminanti, nello spirito della dichiarazione dei “diritti dell’uomo”, è stata fondata a Roma il 21 settembre 1966, riconosciuta Ente Morale con decreto del Presidente della Repubblica il 26-3-1970. Lo Statuto è stato aggiornato in data 22 marzo 1998: “L’Ente, con Sede Nazionale in Roma, è un’organizzazione democratica che ha il fine di salvaguardare e valorizzare con ogni possibile forma d’intervento, diretto o indiretto, il patrimonio sociale e culturale delle popolazioni Rom, Sinte e Camminanti, comunemente denominate zingare, nomadi e viaggianti, nonché di fornire concreti strumenti di sostegno a favore delle stesse popolazioni”.
Nell’anno 2006 l’Opera Nomadi è formata da 32 sezioni (e quattro gruppi rereferenti), con oltre 600 soci, nel territorio nazionale.

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?Villaggio speranza? per i Sinti di Padova

28 Settembre 2006 Commenti chiusi


Padova, 27 settembre. Dopo ritardi di tipo burocratico e politico, che ne avevano rallentato l?iter istituzionale, si è finalmente concretizzata la costruzione del ?villaggio della speranza? per i Sinti di via Tassinari, protagonisti anche alla riunione in Comune che ha dato il via ufficiale al progetto. Lo smantellamento dei ?campi nomadi? di Padova parte da una decisa richiesta dell?Opera Nomadi, in accordo coi residenti.

IL PROGETTO
Il progetto era stato presentato nel convegno di Padova, dell’11 febbraio scorso: “Sinti e Rom tra integrazione e marginalità sociale?.
Dopo inevitabili ritardi burocratici e di tipo politico, a Padova è scoppiato anche il caso del ?muro? per gli immigrati di via Anelli, che avevano creato malumore tra i Sinti, la partenza del progetto è stata ufficializzata oggi dal vice-sindaco Claudio Sinigaglia.

PER LO SMANTELLAMENTO DEI ?CAMPI?
Il ?progetto-villaggio? fa parte di una precisa linea politica dell?asso-ciazione Opera Nomadi per il superamento dei ?campi nomadi? con ridistribuzione abitativa concordata coi residenti: villaggi residenziali, case, alloggi in condominio, micro-aree abitative. La sezione di Padova aveva deciso di rinnovare la convenzione comunale per la ?gestione campi nomadi? a patto che ne venisse formalizzato lo smantellamento.

L?ALTRO “CAMPO”
Per quanto riguarda il ?campo di via Longhin?, a residenti misti, è già stato effettuato il trasferimento accompagnato di 10 famiglie, di Rom dalla Jugoslavia e di Sinti Taich, nelle abitazioni ed i container sono stati rimossi. Per le altre famiglie di Sinti l?amministrazione comunale, in concerto coi residenti, sta ricercando di reperire terreni per micro-aree abitative per ogni famiglia allargata.

IN COMUNE PER LA ?SPERANZA?
Padova 27 settembre, Palazzo Moroni. Alla riunione organizzativa convocata presso il comune di Padova, sezione Servizi Sociali, hanno partecipato:
– Il Vice Sindaco Claudio Sinigaglia
- il Capo Settore Servizi Sociali Dott. Lorenzo Panizzolo
- l’Architetto Responsabile dei Lavori Pubblici
- I Dirigenti della Cooperativa Padovana Muratori
- Il Consigliere Nazionale Virgilio Pavan, Sinto
- Il Sinto Dell’Innocenti Daniel residente in via Tassinari,
- Renata Paolucci e Marta Cimento dell’Opera Nomadi di Padova

Nella riunione si è discusso sia del progetto edilizio e cioè delle 11 abitazioni alcune singole e alcune a schiera complete di garage e giardino, come richiesto, che sorgeranno nell’area adiacente a Corso Australia, sia del ?progetto sociale? di autocostruzione con l’inter-vento degli stessi abitanti come da loro richiesta.
Le persone che interverranno nel progetto daranno la propria disponibilità oraria. I lavori di costruzione partiranno quanto prima.
E’ il primo progetto in cui i Sinti sono stati protagonisti sia a livello progettuale sia a livello decisionale sulla procedura.
I Sinti parteciperanno a corsi di formazione tenuti dalla Cooperativa Muratori Padovana con la prospettiva di essere poi assunti defi-nitivamente dalla stessa cooperativa una volta costruito il villaggio.

Alla fine della riunione soddisfatto il Sinto Virgilio Pavan, ?Siamo come gli indiani, non possiamo abitare nelle case?, e Renata Paolucci, presidente della sezione Opera Nomadi: ?Non vogliamo più aree comunali di sosta per i Rom/Sinti a Padova?.

Fotografia: Renata Paolucci e Virgilio Pavan in via Tassinari

Riferimenti: Padova: per lo smantellamento dei ?campi"

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Riace: pellegrinaggio dei Rom di Calabria

26 Settembre 2006 Commenti chiusi


Riace (RC), 26 settembre. San Cosma e Damiano, patroni del paese, vengono festeggiati con un pellegrinaggio al santuario aperto da zigani che suonano e ballano durante il percorso. Alla festa partecipano da secoli migliaia di Rom Calabresi per il più grande raduno votivo dei Rom/Sinti d?Italia. ?Momento Rom? è una anticipazione Rom, con l?Opera Nomadi, che si tiene il 24 settembre, dall?anno 2001.
Cronache rom, dal pellegrinaggio di Riace del 24 settembre 2006, di Massimo Converso, presidente nazionale dell?Opera Nomadi.

COSIMO E DAMIANO, PATRONI DI RIACE
Cosimo e Damiano, fratelli gemelli, medici per professione e vo-cazione evangelica, curavano i malati gratuitamente (anargìri) guarendo malanni e afflizioni di ogni tipo. D?origine araba nascono ad Egea in Cilicia, e vissero attorno alla metà del III secolo. Divennero martiri della Chiesa durante la grande e terribile persecuzione dei Cristiani ordinata da Diocleziano nel ’303. Designati patroni dei medici, dei chirurghi, dei farmacisti e in seguito dei barbieri, praticanti della medicina minore in tempi passati.

LA FESTA DEL SANTUARIO
Cosimo e Damiano: gemelli medici e santi di Riace
(Si apre la pagina de “il quotidiano della Calabria”, si sfogliano le notizie e si clicca a “Cosimo e Damiano”).

Incontro- dibattito dalle scalinate della Chiesa-Madre
?MOMENTO ROM?
Per il Museo della religiosità dei Rom di Calabria
Riace, 24 settembre 2006

?Momento Rom?, è questo il titolo che il Comitato della festa dei Santi Medici Cosma e Damiano (il più grande raduno religioso dei Rom autoctoni in Italia) ha inteso dare all?intervento dell?Opera Nomadi nel corso della serata a Riace Superiore del 24 settembre 2006.
Il raduno si ripete ormai da 200 anni e fino a 40 anni addietro coincideva anche con la fiera di bestiame, adesso svilita alla con-sueta esposizione di bancarelle con prodotti in grande maggioranza industriali. L?unica realtà rimasta intatta è la Tarantella Romanì, visto che gli organetti ed altri strumenti popolari stanno facendosi rari, tanto che l?Opera Nomadi ha posto alla Regione Calabria il problema di potenziare la sua Scuola di arte popolare dei rom di Calabria.
Nei fatti, i Rom sono l?ultimo gruppo sociale che pratica l?uso rituale della Tarantella in modo generalizzato in ogni occasione pubblica che riguardi il proprio popolo. Fra i contadini calabresi è ancora diffu-sissimo l?uso dell?organetto con tamburo, ma sempre meno praticata la Tarantella, la cui tradizione nel tempo sembra demandata ad associazioni della piccola borghesia intellettuale calabrese.
I Rom Calabresi, malgrado la devianza che attanaglia sempre più le loro Comunità, si riuniscono invariabilmente fra il 25 ed il 26 set-tembre a Riace proprio da tutte le Comunità Calabresi, tranne quelle più vicine all?influenza dei Rom Lucani e Cilentani. Si tratta di un sesto dell?intera popolazione dei Rom autoctoni di Calabria: un esempio as-solutamente unico nel contesto dei Rom, Sinti e Camminanti in Italia, molto più interessante da conoscere della kermesse pubblicitario-turistico dei “kalè” della Camargue.
Arrivando già il 24 abbiamo avuto modo di osservare con maggiore attenzione l?ambiente della festa, tant?è che senza stupore abbiamo ritrovato nello spazio giochi, la sorella Sinta Paola figlia dell?imma-turamente scomparso Giancarlo Rovera (?Ciucio?) uno dei più in-fluenti capifamiglia dei Sinti Marchigiano-piemontesi che da genera-zioni attraversano in estate la Calabria, tant?è che alcuni di loro risultano nelle anagrafi delle città calabresi. Paola monta con la fami-glia qui a Riace ben tre ?mestieri? fra cui un autoscontro per bambini.
Ma ci riempie di grande meraviglia invece l?incontro affettuoso con Antonio Sticuzza, uno degli ormai rarissimi Camminanti Siciliani che lavora con il pappagallino cercafortuna; è di Adrano quella area del Catanese dove è presumibile che i Rom Siciliani (così Soravia definisce i precursori dei Camminanti) arrivarono nel MedioEvo dal Kosovo con gli Arberesh che infatti sono tuttora ben insediati in numerosi paesi fra cui Bronte; la storia si ripete tant?è che nel Catanese sei secoli dopo sono arrivati altri Rom dal Kosovo, i ?khorakhanè shiftarija? che vivono di piccolo commercio ed abitano in case affittate nei Centri Storici.
Antonio, il Camminante, vivrà qui per almeno 4 giorni dormendo in macchina. Anche a Riace (abituata ad accogliere i Rom da 2 secoli) nessuno immaginava che ci fossero altre abituali presenze ?zingare? ed infatti Paola ed Antonio non si rivelano che all?occhio esperto dell?Opera Nomadi.
Ma riteniamo giusto parlare anche di Paola ed Antonio, in serata durante l?intervento dalle scalinate della Chiesa-Madre dove riba-diamo il nostro impegno di onorare la richiesta del Comitato di costruire con i Riacesi il Museo della religiosità dei Rom di Calabria.
Ma nello stesso tempo sottolineiamo che questa sede può e deve diventare un momento di incontro anche delle Istituzioni Civili Cala-bresi perché venga sostenuto quel grande ?Progetto di Avviamento al lavoro? che le Sezioni O.N. di CS e RC vogliono sia esteso non soltanto alle due Cooperative già esistenti bensì soprattutto a quelle migliaia di Rom Calabresi, sotto scacco della malavita, tanto che addirittura la Commissione Nazionale Antimafia conta due voluminosi fascicoli sui Rom di Catanzaro e Cosenza.
Le Sezioni di Crotone, Reggio Calabria e Catanzaro, riorganizzatesi in Coordinamento Regionale nel Giugno 2006, stanno lavorando con il Capogruppo PRC alla Regione Calabria, Damiano Guagliardi, di nascita e pratica “arberesh”, ad una Legge Regionale che raccolga innanzitutto questi contenuti sul lavoro e su di una cultura delle abitazioni fortemente delocalizzate, dopo il tragico fallimento della concentrazione congiunta di troppe famiglie estese Rom nei quartieri di case popolari.

Fotografia: Camminante di Adrano (Ct) a Riace, il 25 settembre 2006

Riferimenti: Riace 2001-2005: pellegrinaggio dei Rom

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L?Opera Nomadi ai Ministeri: proposte politiche

24 Settembre 2006 Commenti chiusi


Roma, 21 sett. ?Gli incontri coi Ministeri, Pubblica Istruzione, Unar e Solidarietà Sociale, sono andati molto bene, l’atteggiamento nei nostri confronti è cambiato in positivo. Sono stati proposti dagli stessi funzionari incontri con i Direttori Regionali, con l’Anci, con il Ministero dell’Interno, del Lavoro e Affari Regionali: hanno finalmente capito che la ?questione rom? va affrontata a 360 °, nella sua globalità. Questi incontri comportano sacrificio, fatica e impegno finanziario, ma c’è la soddisfazione di constatare che il nuovo governo è intenzionato a fare qualcosa?: Renata Paolucci, vice-presidente Opera Nomadi.

RIUNIONE del TAVOLO di COORDINAMENTO interministeriale:
dopo l?insediamento del nuovo Governo, l?Opera Nomadi partecipa con i Rom/Sinti
Roma 21 settembre 2006

La delegazione era composta dal Presidente Nazionale Converso e dai due VicePresidenti Paolucci e Cizmic; il Segretario Nazionale Giorgio Bezzecchi non ha partecipato per impegni di lavoro. Era presente il Prof. Amedeo Curatoli, in quanto Responsabile Nazionale ?DIRITTI? dell?Opera Nomadi. Erano parte attiva della delegazione i Sinti Marchigiano-piemontesi Walter Tanoni, Nello Dell?Innocenti, Moreno Niemen (che hanno consegnato ai tre Ministeri una articolata piattaforma riguardante l?applicazione della Legge 337/1968 ? compresa una richiesta di forti sgravi fiscali per i Giostrai ? e la questione microaree residenziali a misura di famiglia estesa), la ?rumrì? Molisana Serena Spada (universitaria a Ginevra) che si è soffermata a lungo sul tema della scolarizzazione e sull?abbandono prematuro della frequenza delle giovani ?rumrià? italiane, il Rom Rumeno Ion Bambalou (di Craiova, dove i Rom costituiscono il 10% della popolazione e le cui case sono state oggetto di un attacco armato degli ?squadroni della morte? ancora nel 2005; Ion è in Italia da oltre 10 anni).
Per il MPI erano presenti il Dirigente Matteo Tallo con il suo intero Gruppo di Lavoro e per il Ministero Pari Opportunità il Dr. Mauro Berardi, tutti intervenuti nella Sede Nazionale dell?Opera Nomadi, ciò anche a riconoscimento del rapporto di fiducia che è stato pazientemente costruito con le Istituzioni dello Stato da parte del Consiglio Nazionale.

Il Dirigente Tallo ha confermato il giudizio positivo dell??Ufficio Stranieri e nomadi? del MPI sulla proposta di legge dell?Opera Nomadi e viceversa l?inoltro all?Ufficio Legislativo per il parere tecnico. Nella settimana corrente il Dr. Tallo ha inviato al Ministro una relazione sulla situazione della scolarizzazione dei Rom/Sinti e Camminanti , richiedendo con forza l?applicazione generalizzata del PROTOCOLLO d?INTESA con una nuova Convocazione (l?O.N. ha proposto il IX° Seminario del 15-16 XII p.v.) di tutti i Direttori Regionali Scolastici. Nei prossimi giorni, alla luce della riunione odierna e della allarmante documentazione oggi acquisita sull?evasione scolastica di oltre 20.000 minori Rom Rumeni e sulla dispersione e ritardo didattico dei Minori Rom/Sinti italiani, il Dirigente invierà un?ulteriore nota urgente al Ministro. Anche quest?anno la sessione Scuola del IX° Seminario Nazionale è previsto che si tenga presso il MPI.

Il Dr. Berardi dell?UNAR (Ministero Pari Opportunità) ha stigmatizzato fortemente il preoccupante fenomeno delle classi differenziali crea-tesi in alcune regioni italiane, per via del ritiro (per volontà dei genitori) dei minori gagè dalle scuole a forte presenza di alunni Rom (vedasi Villanova Marchesana -Ro). Ha ribadito che il Ministero è in-teressato a sostenere il Censimento (non-nominativo ovviamente) quantitativo e qualitativo dei Rom, Sinti e Camminanti in Italia (con-dotto dall?Opera Nomadi con i Mediatori Rom/Sinti) per poter attuare una politica nazionale in modo documentato e quindi realistico.

La SottoSegretaria agli Interni Marcella Lucidi ha inviato un messaggio fissando per i prossimi giorni un incontro preventivo con l?Opera Nomadi.

AL MINISTERO SOLIDARIETA? SOCIALE
All?incontro delle 15 al Ministero della Solidarietà Sociale, l?Opera Nomadi ed i Rom/Sinti sono stati a lungo ascoltati dal Capo Segreteria del Ministro Ferrero, Massimo Pasquini, che a fine incontro, ha assicurato che il prossimo TAVOLO di COORDINAMENTO INTERMINISTERIALE si terrà presso la stessa sede del Ministero e dando assicurazioni sulla partecipazione del Ministro alle conclusioni del IX° seminario Nazionale dell?Opera Nomadi il 16 Dicembre. A tale tavolo Pasquini ha proposto che partecipi anche il Ministero del LAVORO, indicando alla delegazione il settore da coinvolgere. Altra figura determinante è la Sottosegretaria del Ministero Solidarietà Sociale con delega all?Immigrazione.
Dopo la circostanziata relazione dei quattro Consiglieri Nazionali presenti e soprattutto dopo gli interventi del Sinto Moreno Niemen e della Rumrì Serena Spada (era dall?ultimo Governo dell?Ulivo che il Ministero non riceveva, malgrado le periodiche richieste, una delegazione di Rom/Sinti) il Capo-Segreteria ha rivelato ?un buco di conoscenza delle buone pratiche (i laboratori ?Kimeta? di Firenze e ?Romnià/Rumrià? di Roma, i quattro Progetti attuati di Raccolta Differenziata con operai Rom/Sinti, le Cooperative Sociali dei Rom/Sinti, la politica di Giacomo Mancini, le microaree residenziali già realizzate nel Centro-Nord, etc.) che vanno diffuse anche attraverso il sito del Ministero?.
Rispetto alle microaree ed alle richieste di casa, dopo aver ricordato la ?condanna europea? sulla sciagurata politica italiana dei ?campi nomadi?, Pasquini ha confermato la competenza delle Regioni su tale settore, ma ha assicurato il coinvolgimento dell?ANCI e del Referente del Ministero per tale problema (l?Opera Nomadi inviterà tali funzionari al prossimo tavolo di Coordinamento in ottobre).
Dopo aver fatto un primo esame della proposta di legge nazionale, per il riconoscimento delle minoranze etnico-linguistiche Rom e Sinte, inoltrata dal Consiglio Nazionale dell?Opera Nomadi al precedente Governo, Pasquini l?ha considerata positiva comunicando che sarà inoltrata all?Ufficio Legislativo del Ministero.

Opera Nomadi:
Il Presidente Nazionale, Dr Massimo Converso
la Vice-presidente Nazionale, Prof.ssa Renata Paolucci

LE PROPOSTE POLITICHE DELL’OPERA NOMADI:

1) Censimento (non-nominativo) quantitativo e qualitativo delle presenze, curato da Mediatori Rom/Sinti, in collaborazione fra Opera Nomadi ed Istituzioni dello Stato;

2) Immediata apertura di un Ufficio Governativo presso il Ministero delle Pol.Soc. (con uno o più Mediatori Rom/Sinti) che faccia capo ad una speciale Commissione Interministeriale, ufficio che coordini ed orienti le confuse disorganiche politiche degli EE.LL. in materia;

3) Applicazione immediata del PROTOCOLLO d?INTESA MIUR/OPERA NOMADI sulla scolarizzazione (firmato il 25 Giugno 2005 a Roma) che non dispone però di alcun finanziamento, con un?immediata convo-cazione presso il MIUR (l?Opera Nomadi il 15 e 16 Dicembre 2006 tiene il tradizionale Seminario Nazionale, quest?anno alla presenza del Ministro Ferrero, già interpellato allo scopo) di una nuova Conferenza Nazionale delle Direzioni Scolastiche Regionali sul tema specifico dell?evasione, dispersione scolastiche e ritardo didattico. La proposta è quella di considerare scuole a rischio (usufruendo quindi dei significativi fondi specifici, spesso non utilizzati per mancanza di progetti) tutti quegli Istituti frequentati di Rom/Sinti; tali fondi devono essere prioritariamente impegnati per la formazione dei Mediatori Culturali Rom/Sinti perché l?integrazione (passando per l?indispensabile rapporto con le famiglie) sia reale;

4) Generalizzare a livello nazionale la seria e concreta politica di avviamento al lavoro (Mercati ROM, raccolta differenziata, sartorie, albo comunale musicisti di strada) attuata negli ultimi due anni dal Comune di Roma che ha anche aperto uno specifico ?Ufficio Lavoro Rom/Sinti?; è chiaro che il problema del lavoro costituisce il problema centrale per una politica di integrazione sociale delle comunità dei Rom, Sinti e Camminanti. Un problema che va molto aldilà della semplice acquisizione di reddito ma che condiziona tutta la vita sociale della comunità;

5) Smantellamento di tutti i ?Campi-nomadi? e delocalizzazione in più abitati, anche di case popolari, delle grandi innaturali aggregazioni dei ?Campi-nomadi?, autentiche scuole di avviamento alla devianza, utilizzando gli interi territori provinciali attorno ai capoluoghi di pro-vincia in particolare per quelli colpiti dal fenomeno dell?immigrazione Rom di massa. Per quanto riguarda le migliaia di microaree già autocostruite dai Sinti e da alcuni gruppi di Rom, in genere cittadini italiani, si chiede una sanatoria edilizia (in deroga alla Legge 380/2001) che riguardi esclusivamente questo gruppo a tutela di un?organizzazione sociale secolare ovvero di una cultura di vita propria (in Italia, esclusivamente dei Sinti Giostrai e Gackane e dei Rom Kalderasha e Harvati, tutti cittadini italiani). Per futuri insediamenti di questi gruppi, vanno presi a esempio gli interventi del Comune di Latina, in Lombardia ed Alto Adige, dove Sinti ed Enti locali hanno reperito aree agricole o residuali e le hanno attrezzate.

Si chiede inoltre:
- la chiusura dei CPT luoghi anticostituzionali e fuori da ogni criterio di umanità e civiltà;
- una sanatoria per i lavoratori stranieri di origine Rom ?Yugoslava? o Rumena presenti sul nostro territorio alla data del giugno 2006;
- permessi di soggiorno umanitari per i profughi di guerra e per Rom Rumeni, in fuga da situazioni di grave discriminazione e ghettiz-zazione nel loro paese;
- Cittadinanza automatica per i figli nati in Italia che, integrati pienamente nella società italiana, non possono poi essere espulsi verso paesi che non conoscono e non hanno mai visitato;
- permessi facilitati per cure mediche per i clandestini Rom;
- ricongiungimenti facilitati (attualmente la legge è discriminatoria su basi censorie);
- inserimento del ?romanés? tra le lingue da proteggere, nell?ap-posita legge quadro;
- citazione del ?Porrajmos? nella legge istitutiva del 27 gennaio (GIORNATA della MEMORIA dello sterminio nazifascista).

Finora i Rom/Sinti hanno conosciuto dallo Stato, tranne alcune ecce-zioni di rilievo, soltanto un intervento generalizzato di carattere repressivo. E? il momento di attuare una politica di solidarietà, avviamento al lavoro e regole, per la cui attuazione l?Opera Nomadi con le sue 30 Sezioni Reg.li e Prov.li è a completa disposizione delle Istituzioni dello Stato e degli EE.LL.

L?ORDINE DEL GIORNO DELLA RIUNIONE
Roma, 13 settembre

- Al Ministero per la Solidarietà Sociale (c.a. Capo segr. M. Pasquini)
- Al Ministero per le Pari Opportunità (UNAR)
- Al Ministero Pubblica Istruzione (Dir.ne Gen.le per lo Studente)
- Al Ministero dell?Interno (c.a. SottoSegretaria On.le Lucidi)

Oggetto : Riconvocazione tavolo di lavoro per Rom, Sinti e Cammi-nanti in Italia

L?Opera Nomadi ha riconvocato il tavolo di lavoro in oggetto per la prossima settimana presso la sede sociale dell?associazione di via di Porta Labicana 59 .

All?Ordine del Giorno intendiamo indicare queste priorità :
1) Emergenza Rom Rumeni e dei Balcani in genere ;
2) Aggravamento condizioni generali della qualità della vita dei Rom/Sinti già cittadini italiani;
3) Approvazione Leggi sul riconoscimento della Minoranza Linguistica dei Rom/Sinti e sull?integrazione della norma sulla Giornata della Memoria (che esclude i Rom/Sinti);
4) Finanziamento straordinario ed applicazione del PROTOCOLLO d?INTESA sulla SCOLARIZZAZIONE dei MINORI ROM/SINTI (l?evasione scolastica sta aumentando in misura esponenziale);
5) Organizzazione Seminario Nazionale del 15 e 16 Dicembre in Roma con partecipazione diretta dei Ministeri competenti;
6) Varie .

Opera Nomadi
Il Presidente Nazionale, Dr Massimo Converso
La Vice-presidente Nazionale Prof.ssa Renata Paolucci

P.S.: EMERGENZA ROM-RUMENI: punto 1
Sull’emergenza Rom rumeni si rimanda a Romano Lil 13 giugno:
Un “tavolo politico” sui Rom rumeni,

Nella fotografia, in stile “sfumato leonardesco”, si riconoscono: il Sinto Moreno Niemen, Massimo Converso, Massimo Pasquini, Renata Paolucci, Amedeo Curatoli, la Rumrì Serena Spada, Kasim Cizmic

Riferimenti: I sinti giostrai al Governo italiano

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Milano: polizia controlla campo nomadi

23 Settembre 2006 1 commento

Milano, 22 set. – (Adnkronos) – Sono sedici i cittadini extracomunitari, tutti di nazionalita’ romena, che sono stati accompagnati oggi in questura per le procedure di espulsione, dopo il controllo della Polizia di Milano presso il campo nomadi di via Triboniano.
Riferimenti: Formigoni: un patto di legalità coi nomadi

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?Mamma, li vigili del tribunale dei minori!?

21 Settembre 2006 Commenti chiusi


Fano, 21 settembre. Anolf Pesaro e Opera Nomadi Marche si rivolgono anche al Prefetto contro la sottrazione di un minore rom alla propria famiglia, per inserirlo in un istituto, decisa da parte del tribunale dei minori di Ancona. Il fatto è avvenuto martedì scorso alla scuola elementare ?Corridoni? dove il bimbo di 12 anni è stato portato via dai vigili, di fronte agli occhi attoniti dei compagni di classe. In questa ?rappresaglia? scolastica si ravvisano gravi violazioni della dignità del bambino da parte del sedicente Tribunale dei Minori (con le maiuscole) e dei Vigili di Fano.

Quello dei ?nomadi? a Fano è un problema che, soprattutto negli ultimi mesi, ha fatto molto discutere (vedasi articolo a “riferimenti”) e l?Anolf di Pesaro e l?Opera Nomadi Marche continuano a criticare le scelte operate dall?amministrazione comunale, dopo aver cercato un costruttivo confronto sempre rifiutato: ?Le continue minacce fatte dal Comune di allontanamento e di sottrazione dei figli, dimostrano l?assoluta incapacità di comprendere le esigenze della comunità e un esercizio distorto e autoritario del potere?.

Comunicato stampa
BIMBO ROM SOTTRATTO ALLA FAMIGLIA:
L?ANOLF DI PESARO CHIEDE L?INTERVENTO DEL PREFETTO

Mobilitata anche l?Opera Nomadi: ?ora il sindaco ci dia spiegazioni?

FANO ? 21 settembre. Sconcerto e allarme nella comunità rom dopo l?episodio accaduto martedì scorso alla scuola elementare ?Corri-doni? di Fano dove un bimbo di 12 anni è stato portato via dai vigili su ordine del tribunale del minori di Ancona che ha deciso di inserirlo in un istituto sottraendolo alla famiglia.
L?Anolf di Pesaro ha subito incontrato i membri della comunità e il presidente dell?Opera Nomadi delle Marche e ha informato dell?accaduto il prefetto di Pesaro Luigi Riccio chiedendo anche un incontro immediato al sindaco di Fano Stefano Aguzzi.
?Quest?ultimo episodio è la conseguenza di un atteggiamento sbagliato e intollerante da parte dell?amministrazione comunale ? commenta Gianluigi Storti, presidente dell?Anolf di Pesaro e Urbino, lo sportello per l?immigrazione legato alla Cisl -: ciò che non ha capito l?istituzione che ha emesso e attuato il provvedimento è che i figli non vanno sottratti alle madri ma è necessario aiutare i genitori e fornire loro gli strumenti adeguati per crescerli ed educarli ad una vita serena e dignitosa in una casa accogliente. Di soluzioni alternative alla sottrazione del bimbo alla famiglia di fronte agli occhi attoniti dei compagni di classe, ce n?erano parecchie. Una di queste, forse la più semplice, naturale e rispettosa, era quella di affidarlo al fratello maggiore, sposato, con due figli, residente in un appar-tamento a Fano e regolarmente occupato?.
Quello dei ?nomadi? a Fano è un problema che, soprattutto nelle ultime settimane, ha fatto molto discutere: l?Anolf di Pesaro continua a criticare le scelte operate dall?amministrazione comunale, dopo aver cercato un costruttivo confronto sempre rifiutato.
?Gli ultimi interventi ? continua Storti – non hanno fatto altro che peggiorare la situazione. Prima dello sgombero, attuato dall?Asl fanese su sollecitazione dell?Assessorato ai servizi sociali, infatti, la famiglia del bambino divideva un appartamento in zona Metauro. L?abitazione, pur non avendo gli spazi adeguati per ospitare nove persone, aveva pur sempre un tetto e, per quanto piccola, era meglio della tenda in cui la famiglia è stata obbligata a trasferirsi da un paio di mesi. Ora le condizioni sono più che precarie a causa di un provvedimento che, invece di risolvere il problema, l?ha acuito. E le continue minacce fatte dal Comune di allontanamento e di sottrazione dei figli, dimostrano l?assoluta incapacità di comprendere le esigenze della comunità e un esercizio distorto e autoritario del potere?.

Anolf ? Pesaro, Opera Nomadi Marche

LA LEGGENDA DEI RUBA-BAMBINI
Che gli ?zingari? rubino i bambini italiani pare una ?leggenda me-tropolitana? priva di fondamenti reali mentre resta reale la sottrazione dei bambini rom da parte dei ?gagi? con centinaia di segnalazioni documentate da tutta Italia. Questo a conferma delle paure di Yaminka che, anni fa, ci disse: ?Mia mamma ha paura che i gagi mi portino via?.
Riferimenti: Nessuno tocchi le famiglie Rom di Fano

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?Mamma, gli zingari!?

20 Settembre 2006 Commenti chiusi

19 settembre, Lamadina, alla periferia di una città del Nord-Est d’Italia, ad una settimana dalla ripresa dell’anno scolastico. “Qual è stata la cosa più brutta di questa estate?”, chiede la maestra ai ragazzi di terza elementare. “Gli zingari”, risponde un alunno. “Perché?” “Perché me l’ha detto mia mamma”. Un episodio che conferma un pre-giudizio che come un virus maligno da secoli si trasmette di madre in figlio.

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I Sinti dall?assessore Servizi Sociali di Vicenza

19 Settembre 2006 Commenti chiusi


Vicenza, 18 settembre. Alle ore 9 una delegazione di Sinti del ?campo sosta? di viale Cricoli, accompagnata da esponenti dell?Opera Nomadi, è stata ricevuta dall?assessore ai Servizi Sociali, Andrea Piazza, per la regolamentazione, voluta dalla Giunta, dello storico ?campo? cittadino. Dopo due ore di discussione, nulla di fatto e appuntamento il prossimo 27 settembre per continuare la ?questione?.

SIAMO CITTADINI VICENTINI
?Abito qui dal 1957 ? rivela Andrea Uscieri, – siamo cittadini vicentini, non abbiamo diritti? Dopo 50 anni non abbiamo amici e ci chiamano ancora zingari?.

CAMPO SOSTA DI VIALE CRICOLI 74
E? il più grande della città, l?altro si trova in via Diaz. E? abitato da 17 famiglie che vi risiedono da ormai 40 anni. Sono diventati stanziali con la crisi delle giostre e lavorano soprattutto nel recupero rottami. Il campo sosta è iniziato 40 anni fa con una sola famiglia poi si è via via allargato ed oggi è composto di tre insediamenti contigui: il campo grande di 80 persone con tre servizi igienici, il campo piccolo di 40 persone con un bagno e l’adiacente campo rom con 20 persone. Col passare degli anni la situazione ambientale del ?campo? si è fatta critica. Si trova a lato a lato della circonvallazione che ?traffica? 25.000 automobili al giorno ed a ridosso del fiume Astichello, dove viene scaricato di tutto, vicino al distributore di gas metano ed a due cabine del gas.

LA REGOLAMENTAZIONE AUTORITARIA
16 febbraio. La giunta di centro-destra vara una linea politica a dirimere con ferrei ordinamenti la ?questione sinta? della città. In consiglio comunale viene presentato un regolamento per i due campi sosta. Si tratta di un piano di esclusione, per i non regolarizzati, e di regolamentazione forzata, vessatoria, per le famiglie di Rom e Sinti che vivono in città da oltre venti anni: 33 famiglie, 140 persone.
Vicenza: attacco istituzionale alle famiglie sinte:
Archivio Romano Lil 18 febbraio

NUOVE TASSE PER L?INTEGRAZIONE
18 settembre. La riunione seguita quella della settimana precedente dove l?assessore Andrea Piazza aveva illustrato i nuovi provve-dimenti a ?regolarizzare? i Sinti di via Cricoli: se fino a ieri si pagava l?acqua e la corrente elettrica, ora si aggiunge il ?plateatico? per la sosta e la cauzione ad un regolamento restrittivo. All?incontro par-tecipa una delegazione di capifamiglia (fra cui Lorenzo Cavazza, Fiore e Luciano Bernardoni, Roberto Garbin, Andrea Uscieri) accompagnati da Nereo Turati dell?Opera Nomadi di Vicenza e, per l?occasione, dai Consiglieri Nazionali dell?associazione Virgilio Pavan, sinto, di Padova e Roberto Costa, di Rovigo.
L?assessore, coadiuvato da due tecnici, illustra le nuove proposte di tassazione per la sosta e per la cauzione. Sono previsti anche quattro nuovi contatori per l?acqua, per 17 famiglie complessive, perché il comune non ha ricevuto sufficienti finanziamenti regionali. Coi nuovi contatori l?erogazione da comunale passa all?AIM che è una azienda privata.
?Caro assessore, lei non è stato sincero ? ribatte Giuseppe Garbin – perché ha detto che si trattava di piccolezze, poco o niente, ma dall’ipotesi di 50 euro di tassazione siamo passati a 250 euro per la sosta ed a 500 euro di cauzione. Caro assessore 30 anni che stiamo qui a Vicenza ed adesso ci costringe ad andare a rubare?? La discussione si fa serrata e verte soprattutto sugli esigui contatori per le numerose famiglie e sulle tassazioni. L?assessore spiega che: ?Questo progetto è l?inizio per la regolarizzazione e l?integrazione di voi Sinti che poi continuerà con cooperative di lavoro e assistenza ai ragazzi per la scuola. Vogliamo instaurare un codice regolare di vita regolare per tutti. Non abbiamo nessuna intenzione di risanare il bilancio del comune con le tasse ai sinti, è il primo passo verso la regolarizzazione?. La richiesta di lavoro emerge dalla delegazione dei Sinti anche per pagare le nuove tasse e la linea suggerita dall?as-sessore sembra quella della costituzione di una cooperativa sociale di tipo B che possa ricevere in appalto, anche dal comune, lavori sul verde pubblico, raccolta rifiuti ed altro. Dopo due ore di dibattimento l?assessore Piazza per le ?troppe cose sono venute fuori oggi?, rinvia ad una successiva riunione che si terrà il 27 settembre.

LE PROPOSTE PER LA PROSSIMA RIUNIONE
?In una riunione in prefettura ? spiega Nereo Turati, presidente Opera Nomadi di Vicenza ? lo stesso prefetto ha sottolineato come nella nostra provincia si eroghino servizi di vario genere ai 75.000 immigrati presenti da pochi anni, e nessun servizio, invece, per i circa 700 sinti che vi risiedono da decenni. Invece di servizi il comune dà regolamenti e tassazioni. Per il prossimo incontro, del 27 settembre, oltre alla necessità di un contatore dell?acqua per ogni famiglia, occorre rilanciare una lettura di richiesta complessiva di messa in regola del ?campo?: sicurezza, scarichi, elettricità. Chiediamo anche un intervento dell?ARPAV regionale per monitorare l?inquinamento ambientale causato soprattutto dal traffico. Dobbiamo preparare una proposta complessiva che preveda condizioni di vivibilità dignitosa in attesa di una seria ipotesi di smantellamento del ?campo? con ridistruibuzione abitativa nel territorio?.

In foto: Virgilio Pavan e Andrea Uscieri davanti all?ufficio dell?assessore

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Invito alla lettura

19 Settembre 2006 Commenti chiusi
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Bottiglia incendiaria contro il "campo rom" di Caserta

16 Settembre 2006 Commenti chiusi


S. Maria C.V. 16 settembre. Tragedia sfiorata nella notte. Intorno alle 2, ignoti lanciavano nella finestra di una roulotte una molotov procurando un incendio devastante: una famiglia di sette persone si è salvata per miracolo. I carabinieri e i vigili del fuoco sono giunti sul posto dopo due ore, a causa dei blocchi di cemento posti dal sindaco di Capua nella strada comunale di accesso al ?campo?: un vero e proprio ?muro xenofobo? denunciato proprio alcuni giorni fa dall?Opera Nomadi.
Il ?campo attrezzato (?)? di via Parisi ospita dieci famiglie rom dalla vigilia di Natale 2005. L?Opera Nomadi di Caserta, nel denunciare il gravissimo episodio criminale, che avrebbe potuto causare la morte dei bambini, per il tardivo intervento dei vigili del fuoco, chiede al Prefetto, al Questore, ai due Sindaci dei Comuni limitrofi, alla Protezione civile, alle Forze dell?Ordine l?immediata rimozione dei blocchi di cemento. E che siano riempite le cisterne e che sia ripristinato l?impianto elettrico danneggiato dall?incendio.

In prefettura per i Rom di via Parisi
Il 13 settembre l’Opera Nomadi, in un tavolo congiunto in Prefettura, aveva chiesto che le dieci famiglie Rom di via Parisi fossero sistemate dignitosamente in alloggi (molti edifici di patrimonio comunale sono vuoti), anche disseminati sul territorio, onde evitare ulteriori ghetti.

MOLOTOV AL ?CAMPO? DI VIA PARISI
Comunicato stampa dell?Opera Nomadi di Caserta

S. Maria C.V. (Caserta) 16 settembre.
Dopo la denuncia dell?Opera Nomadi, i razzisti sono passati a metodi criminali, mediante un raid in via Parisi. Tragedia sfiorata nella notte, intorno alle ore 2, mentre tutti dormivano, ignoti lanciavano nella finestra di una roulotte una molotov procurando un incendio devastante. Nella stessa dormiva una famiglia (composta da genitori con 5 figli, di cui uno disabile con carrozzina) che si è salvata per miracolo. I carabinieri e i vigili del fuoco, prontamente avvertiti, sono giunti sul posto dopo due ore, a causa dei blocchi di cemento (muro xenofobo) collocati dal sindaco di Capua nella strada comunale. Il camion dei vigili del fuoco infatti è rimasto impantanato nello sterrato mentre i rom, senza acqua nelle cisterne, tentavano di spegnere il fuoco con qualche tanica. A causa del corto circuito, i lampioni si sono spenti, e nel buio totale molti sono caduti. Una donna incinta (Lucia Paglia, ospite italiana) e un bambino rom hanno riportato ferite da ustione e sono stati medicati al pronto soccorso.

L?Opera Nomadi, nel denunciare il gravissimo episodio criminale, che avrebbe potuto causare la morte dei bambini, per il tardivo intervento dei vigili del fuoco, chiede al Prefetto, al Questore, ai due Sindaci dei Comuni limitrofi, alla Protezione civile, alle Forze dell?Ordine l?immediata rimozione dei blocchi di cemento. Chiede altresì che le dieci famiglie rom di via Parisi (confine tra S. Maria C.V. e Capua) siano sistemate subito dal sindaco Iodice dignitosamente in alloggi, anche provvisori. Molti edifici di patrimonio comunale sono vuoti. Chiede che nel frattempo la Protezione civile assegni due nuove roulotte (già richieste) alle famiglie colpite dall?incendio, che siano riempite le cisterne e che sia ripristinato l?impianto elettrico, pericolosissimo per i minori presenti nella comunità Khorakhanè.
Infine chiede sia assegnato un mezzo di trasporto scolastico ai bambini (molti orfani di padre: presenti tre vedove) per raggiungere la scuola Iacp, anche perché quest?anno la prima elementare non si è formata, quindi 7 piccoli rom dovranno frequentare la centrale Uccella, molto distante. Altra piaga, la mensa scolastica: è una vergogna che proprio ai bambini (rom e gagè) più indigenti non sia erogato un servizio di estrema importanza.

Il presidente dell?O.N. Nadia Marino

Opera Nomadi Sezione di Caserta
via Galatina s. Maria C.V.
Presidenza: Nadia Marino 0823492209
Segreteria: Sara Monfregola 0823471495

LA CRONACA dal “campo”
La signora Jovanovic dormiva intorno alle due del 16 settembre quando ha sentito un tonfo e delle fiamme che partivano dal bagno della roulotte, collocata nei pressi dell?inferriata, che dà in un campo senza recinzione. Ha subito chiamato suo marito Topica e i suoi tre figli urlando e tentando d?uscire dalla porta, che però era chiusa a chiave. Allora le grida sono giunte alla roulotte accanto e poi a tutto il campo che è accorso ad aiutare questa famiglia. Hanno sfondato i finestrini ed hanno messo in salvo la famiglia nella quale c?è Franco disabile di 8 anni. Ad un certo punto si è sentito un boato. Era la televisione scoppiata tra le fiamme. Sono stati chiamati i carabinieri ed i vigili del fuoco, che però, a causa dei blocchi di cemento (collocati dal sindaco di Capua, Antropoli, sulla strada comunale di accesso, per limitare la mobilità ai rom) si sono arenati in una delle tre strade sterrate che portano alle roulotte.
I Khorakhanè allora hanno tentato di spegnere l?incendio con l?acqua delle taniche perché anche la cisterna era vuota, sempre a causa dei blocchi di cemento.
I carabinieri e i vigili sono arrivati intorno alle 5 del mattino. Il corto circuito dei lampioni ha portato al caos dovuto al buio e nel panico qualcuno è caduto riportando ferite. La famiglia senza roulotte ha dormito ospite della baracca accanto, che ora è devastata dal numero di ospiti che ha contenuto.

Nella fotografia: dopo l’incendio al “campo” di via Parisi
Riferimenti: Il muro della vergogna e del razzismo

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Al signor ministro della Pubblica Istruzione

16 Settembre 2006 Commenti chiusi

Rovigo, 12 settembre. L‘Opera Nomadi, col comitato promotore, si appella al ministro dell‘Istruzione per la chiusura della scuola-separata di Villanova Marchesana: "Ci rivolgiamo a Lei perché venga subito chiusa questa esperienza di segregazione didattica con l‘inserimento mirato di alunni rom in classi miste, per favorire l‘integrazione e l’intercultura. Ci rivolgiamo a Lei perché l‘educazione alla pace ed alle differenze sia una pratica effettiva nelle scuole d‘Italia. Ci rivolgiamo a Lei perché interrompa la sofferenza, il disagio, il dolore che vengono arrecati come sussidio didattico a questi alunni in minore età".

Prosegui la lettura…

Milano, sgombero all’ex area Falck, rifugio per immigrati

15 Settembre 2006 Commenti chiusi

Milano, 14 settembre. Alle prime luci dell’alba, polizia, carabinieri e polizia municipale, assistiti da vigili del fuoco e dal 118, hanno iniziato lo sgombero, preannunciato, delle ex acciaierie Falck di Sesto San Giovanni. Alcune decine di persone sono state fermate e accompagnate in questura per essere identificate. Con un commento della Caritas Ambrosiana e di Maurizio Pagani dell?Opera Nomadi.

MILANO, SGOMBERO ALL’EX AREA FALCK
Decine di immigrati identificati
TGCOM cronaca, 14 settembre

Una vasta operazione di controllo, come preannunciato, è stata organizzata dalle forze dell’ordine, dalle prime luci dell’alba, nel Milanese. Polizia, carabinieri e polizia municipale, con l’ausilio dei vigili del fuoco e del 118, hanno dato il via allo sgombero delle ex aree Falck di Sesto San Giovanni. Le persone trovate all’interno dell’area dismessa, alcune decine, sono state fermate e identificate.
Secondo le prime informazioni, le persone trovate all’interno dell’area dismessa, una volta sede del prestigioso complesso industriale, sarebbero decine e decine, sono state via via accompagnate in Questura per essere identificate e per valutare la loro posizione in Italia.
Lo sgombero riguarda un’area di oltre un milione di metri quadrati, gran parte dei quali sono accessibili da via Trento a Sesto San Giovanni. La maggior parte dei senzatetto che si trovano all’interno sono rom, che d’inverno, secondo indiscrezioni, raggiungono il numero di trecento persone.
Tra loro, come hanno spiegato alcuni agenti, ci sarebbero anche nomadi irregolari provenienti dai campi milanesi di Triboniano e dall’ex casa occupata di via Adda, nel centro della metropoli lombarda.

L?area ex-Falck rifugio di immigrati senza dimora
LA CARITAS AMBROSIANA CRITICA LO SGOMBERO
Suor Claudia Biondi: ”Operazioni così fanno star male la gente e significano buttar via soldi pubblici”.
Pagani, Opera nomadi: ”La tregua estiva è finita”

Redattore sociale, 14 settembre

MILANO – “Siamo contrari a sgomberi fatti in questo modo, con costi umani ed economici enormi, con l’effetto di far star male la gente e buttar via soldi pubblici?, dice Suor Claudia Biondi, responsabile dell’area Bisogno della Caritas ambrosiana, che critica lo sgombero dell’area ex Falck a Sesto San Giovanni, fabbrica dismessa dell’ex Stalingrado d’Italia, oggi rifugio di immigrati senza dimora di varie nazionalità, tra cui numerosi nomadi. Uno sgombero di cui si era sparsa voce da una decina di giorni: ?Ormai erano rimaste poche persone, andate via tra ieri e stanotte -prosegue Suor Claudia-, sono rimasti gli aventi diritto ad assistenza, persone con handicap, qualche minore e qualche donna. Si presume che gli altri siano andati in luoghi dove è ancora possibile stare, appoggiandosi ad altre strutture, ad altre baraccopoli?.

?La nostra posizione è vecchia -spiega la religiosa, appartente all’ordine delle Ausiliatrici delle anime del Purgatorio-: noi abbiamo avuto informazioni rispetto a questo sgombero rispetto a 7-10 giorni fa, siamo stati interpellati dal Comune che ci ha chiesto se volevamo dare una mano. Noi abbiamo risposto dicendo che eravamo contrari ad uno sgombero fatto in questo modo. Avremmo voluto che si fossero cercate insieme soluzioni in tempi più lunghi e con diverse alternative, oppure noi non avremmo potuto appoggiare questo sgombero, perché non fa parte del nostro modo di vedere la situazione: uno sgombero ha costi umani ed economici enormi e non ottiene niente, se non l’obiettivo di Caltagirone (l’imprenditore che ha rilevato l’area; ndr) di sgomberare l’area, che pure ne aveva diritto. Così ora c’è un gruppo di persone sparpagliato sul territorio, che va a riproporre il problema altrove. Noi con Caritas non possiamo appoggiare questo tipo di politica, perché ha l’effetto di far star male la gente e buttare via i soldi pubblici. In questi anni sgomberi di questo tipo se ne sono visti a ripetizione: noi non abbiamo risolto niente e, davvero, chi li sostiene ha una visione di cortissimo respiro. Se sono Caltagirone posso dire che mi serve l’area libera, ma chi si occupa di politiche sociali ha soltanto spostato il problema a livello di localizzazione e nient’altro, con tutte le conseguenze del caso, enormi, anche nel modo di concepire la vita delle persone?.

?La Caritas poi interverrà a livello delle varie zone dove le persone andranno a rifugiarsi sul territorio, poi interverrà attraverso gli strumenti e le modalità che quel territorio ha -dice Suor Claudia-. A livello centrale stiamo sollecitando affinché ci sia il tentativo di parlarsi tra istituzioni: ci farebbe piacere che questo sia l’ultimo sgombero fatto in questo modo e che ci sia la possibilità di lavorare con altri criteri e altre modalità. Se a livello istituzionale non troviamo ascolto, a quel punto prenderemo le nostre decisioni. Speriamo che ci ascoltino e che si riescano a mettere in piedi strumenti per una diversa riflessione e gestione della situazione. Si preparano via Triboniano e tanti altri sgomberi in giro per la nostra provincia. Non si può, è chiaro, andare avanti in questo modo: vogliamo però che ci siano delle reali soluzioni e che questa non sia soltanto una finta?.

?La tregua estiva è finita – commenta Maurizio Pagani, vice-presidente di Opera Nomadi-. All’alba del nuovo giorno ha avuto luogo il preannunciato sgombero dei Rom Romeni che abitavano l’area ex Falck di Sesto San Giovanni. Qui, verde e cemento prenderanno nuova forma dalla fantasia dell’architetto Renzo Piano, sulle macerie di un luogo storico che ha segnato lo sviluppo industriale del milanese, le lotte sociali, la resistenza contro il nazifascismo. Negli ultimi anni Sesto, come Milano e gli altri Comuni della Provincia, è diventato meta e rifugio di immigrati e Rom.
Storie di uomini e donne, miseria e sopraffazione, vita e morte, impossessatisi temporaneamente dei nostri ‘scarti’ e trattati loro stessi, da noi tutti, come tali. I periodici tormentoni sulla sicurezza, accompagnati da un generico riferimento alla ‘solidarietà’, che tanto non guasta mai, hanno volutamente ignorato la capacità e lo sforzo di piccole comunità umane di reinventarsi lo spazio abitativo, di far proprie aree residuali, accantonate nell’attesa di veder crescere l’interesse speculativo. Ora si dirà che era inevitabile questo sgom-bero, fors’anche giusto, come ‘giusto’ è pensare di risolvere il problema Rom costruendo (ma sarà poi vero?) ‘tanti’ piccoli villaggi della solidarietà, con schiere di educatori e forze dell’ordine pronti ad assicurarne il funzionamento e la ‘legalità’. No, questo per noi non è quello che si dovrebbe fare, perché non propone nessuna nuova e importante svolta culturale, esautorando del tutto i destinatari dei nostri ‘aiuti’ e privandoli del senso di partecipazione e responsabilità o per meglio dire di ‘cittadinanza’. Così facendo contribuiremmo solo a costruire dei nuovi ‘check point’, zone off limits circondate da un ‘muro immaginario’ ma dagli effetti controproducenti e duraturi. Luoghi della separazione, non della convivenza, avvolti da una illusoria cortina di sicurezza?. Sul tema dei Villaggi solidali, proposti qualche mese fa da Don Colmegna e allo studio grazia ad finanziamento della Regione Lombardia, è scettica anche Suor Lucia: ?Se affronto idea di uno sgombero attraverso la costruzione di un Villaggio Solidale, la cui costruzione richiederà un paio d’anni, o metto in moto modalità di intervento più rapide, oppure in due anni ne passa di acqua sotto i ponti?. (ar)

Riferimenti: Roma, sgombero all?Ipab San Michele

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A Torino il jazz è Manouche

14 Settembre 2006 Commenti chiusi


Torino, 15-17 settembre: 5° edizione del Festival Internazionale Jazz Manouche Django Reinhardt. Per tre giorni le strade e i locali nel cuore della città torinese, in via Borgo Dora, Piazza Andreis e il palcoscenico del Cortile del Maglio, ospiteranno gruppi musicali provenienti da tutta Europa per far scoprire la musica del popolo Manouche (i Rom), resa famosa da Django Reinhardt (sinto belga), che ha interconnesso il jazz americano degli anni ’30, il valzer musette francese e la tradizione gypsy. (Dalla presentazione)

IL PROGRAMMA

sabato 16 settembre, ore 21.00 Cortile del Maglio, ingresso ? 10
- Robin Nolan Trio
- Ritary Ensemble

domenica 17 settembre, ore 21.00 Cortile del Maglio, ingresso ? 10
- Manomanouche & Friends
- Angelo Debarre Quartet

CONCERTI ALL’APERTO GRATUITI
in via Borgo Dora e in piazza Andreis
venerdì 15 (dalle ore 21.30) e sabato 16 (dalle ore 11.30)
Tony Green & Gypsy Jazz, Basily, Beltuner, Di Mauro Swing e con finale Jam-Session.

RIFERIMENTI
Nel sito dell??Associazione Jazz Manouche Django Reinhardt?, la storia del chitarrista e quella della tradizione manouche.

LA TRADIZIONE MANOUCHE
I nomadi Manouches sono i discendenti del ceppo zingaro più antico. Giunti in Europa occidentale tra il XV e il XVI secolo, dopo un viaggio durato circa un millennio, hanno scelto come sede di permanenza la Francia, l’Olanda, la Germania e il Belgio. La loro origine indiana trova conferma nel nome “manus”, appartenente al ceppo linguistico indo-europeo. E’ entrato nel linguaggio francese come Manouches che dall’antico Hindi deriva dal termine “manusa”: essere umano.
Un contributo significativo allo sviluppo dello stile musicale Manouche fu apportato negli Anni Trenta dal chitarrista e compositore Ma-nouche Django Reinhardt, nato in Belgio nel 1910. Nel 1934, Django creò con il violinista Stéphane Grappelli il Quintetto a corde dell?Hot Club de France. Nasce un nuovo ed interessante jazz Europeo.
Nei successivi vent?anni, Django fu in grado di mostrare i diversi aspetti del suo smisurato talento. Un virtuoso dello strumento ca-pace di reinventare radicalmente l?approccio della chitarra nel jazz, un compositore di capolavori sbalorditivi alla ricerca continua d?i-spirazione nelle nuove tendenze, passando dallo swing al bop, dalla chitarra acustica alla chitarra elettrica. Ma senza mai perdere di vista le sue radici culturali e le sue particolari sonorità. Fu un raro esempio di intelligenza musicale incontaminata dalle mode e dai tempi.
Django morì per un?emorragia celebrale il 16 Maggio del 1953 all?età di soli 43 anni.

I musicisti Sinti scoprirono Django attraverso i dischi e attraverso la pratica musicale, propria delle loro famiglie. Amando suonare tra loro e per loro stessi una musica nella quale si riconoscono, ancora oggi si tramandano di padre in figlio il loro immenso patrimonio culturale. Nelle comunità Manouche, la tradizione si trasmette oralmente in occasioni di festa ed incontri familiari dove la musica occupa sempre un posto preponderante. Senza dubbio l?invenzione di questo nuovo folklore risale alla fine degli Anni Sessanta. Il fondamentale riferimento per il suo sviluppo fu il primo quintetto a corde di Django, quello formatosi prima della guerra. I Manouche ne impararono il repertorio e acquisirono padronanza con gli strumenti: due chitarre da accompagnamento e un contrabbasso per assicurare una imperturbabile sezione ritmica (da loro chiamata “la pompe” manouche), una chitarra solista, un virtuoso violino e talvolta una fisarmonica. I chitarristi, fedeli ai propri maestri, danno priorità alla ricerca del virtuosismo e dello spettacolare. Il punto di partenza dei loro studi è rappresentato da un certo numero di composizioni di Django (quali Nuages, Minor Swing, Manoir de me Rèves?), dagli standards suonati da Django prima del 1940 e da alcuni valzer musette (influenza dei fisarmonicisti swing come Gus Viseur, Tony Muréna o Jo Privat). Questo fenomeno sia di natura estetica sia di natura sociologica è stato denominato, forse impropriamente, Gypsy Jazz: i Manouche non aderirono affatto al Jazz, ma allo stile di Django con il desiderio di affermare la loro appartenenza etnica.
Il Gypsy Jazz o Swing Manouche possono essere meglio descritti come movimento folcloristico, folklore vivente aperto a influenze esterne nel quale è possibile ogni sorta di scambio, abbracciando un ampio spettro di stili pur rimanendo nel proprio contesto musicale.

DJANGO IN WIKIPEDIA
Jean Baptiste “Django” Reinhardt (23 gennaio 1910?16 maggio 1953) è il nome di un chitarrista jazz nato a Liberchies in Belgio da una famiglia di zingari. Dopo un lungo girovagare in varie nazioni eu-ropee e nordafricane, la sua carovana si fermò alla periferia di Pa-rigi, che Djiango ebbe come scenario per quasi tutta la sua carriera.
Quando aveva solo diciotto anni, Django, il quale aveva già iniziato una carriera da apprezzato banjoista, subì un grave incidente: un incendio divampato di notte nella sua roulotte gli causò l’atro-fizzazione dell’anulare e del mignolo della mano sinistra.
Questo incidente era destinato a cambiare la sua vita e la storia stessa della chitarra jazz. Infatti, a causa della menomazione alla mano sinistra, Reinhardt dovette abbandonare il banjo e cominciò a suonare una chitarra che gli era stata regalata, meno pesante e meno ruvida. Nonostante le dita atrofizzate, o forse proprio grazie a tale limitazione, egli sviluppò una tecnica chitarristica rivoluzionaria e del tutto particolare che ancora oggi lascia di stucco e suscita ammirazione per la perizia virtuosistica, la vitalità e l’originalità espressiva. In breve tempo era già in attività con diverse orchestre che giravano la Francia?

DJANGO REINHARDT, EROE INTEGRO E INTEGRATO
Caffè Europa 7 febbraio 2004, di Francesco Màndica

Dannati vecchi tempi, tempi in cui integrazione, esotismo, multiculturalità erano una risorsa. Tempi in cui l?Europa e il mondo applaudivano l?extracomunitario della musica. Il più geniale. Il chitarrista Django Reinhardt (1910-1953), è stato lo zingaro più famoso del Novecento. E? stato il musicista simbolo per la generazio-ne degli zazou, i talebani dello swing, gli intellettuali parigini che si riunivano come carboneria nelle cave, i locali sotterranei dove potevi ascoltare Reinhardt e il suo quintetto, che si fregiava di un altro emigrante di lusso, Stephane Grappelli, violinista sublime e maestro di buone maniere per Django, che fino alla fine si ostinò a non voler scrivere, neanche la propria firma.
Incorrotto, il mito di Django non è mai stato macchiato dall?infamia del razzismo. Anche i nazisti ci hanno provato, ma Django è rimasto una monade musicale che non può essere disgiunta dalla sua gente, dalla sua tradizione, da tutto quello che la comunità manouche rappresenta.
Django aveva la faccia e i modi di un visir, baffi ben arrotati e una mano con due sole dita a potersi muovere sulla tastiera della chitarra. Il resto della mano era andata in fumo per motivi di casta, motivi zingari. La storia è strappalacrime, ed è degna del miglior Jacques Demy: Django era un banjoista giovane e scavezzacollo, passava le serate nelle bettole di Port de Clignancourt, tornava tardi, tardissimo, chiedeva ad un taxi di riportarlo nel suo campo, vicino allo sprofondo della cité zingara, un accampamento, una bidonville, roulotte e caravan. In una di queste stamberghe la moglie di Django dormiva, per non svegliarla Reinhardt, che intanto il suo banjo lo aveva scordato nel taxi, con le mani libere si faceva largo nella roulotte, cercando una candela, trovandola, cadendoci sopra.
I fiori di cellophane messi lì in onore alla patrona iniziarono a prendere fuoco. Mise in salvo sua moglie, lui si riparò sotto una coperta. La sua mano tenne stretta la coperta, troppo. Tanto che tutta la mano bruciò. Zingaro e handicappato, ci mancava pure questa. E invece Django Reinhardt è rinato e al posto di un banjo sordo e pesante è passato alla chitarra. Un miracolo inspiegabile, la sua mano avvizzita si fece complice di un artigianato musicale sublime: gli accordi che gli ingolfano la testa, tutta la musica, si concentra su due simulacri di dita scampate a un falò.
Qui inizia la leggenda. Django a vederlo nei filmati d?epoca commuove, ma non è un frignare di pietà. E? qualcosa che ha a che fare con un orgoglio collettivo, che esonda da categorie razziali e scemenze etniche. Lo guardi nei filmati che ciondola avanti e dietro, come un cantore di sinagoga, che guarda il pubblico con gli occhi di uno che è appena arrivato in un bordello, palpebre semichiuse fra divinazione, pathos e sonno.
Quei tempi di solare, indisturbato, clamoroso successo non svani-rono, anzi più Django se la tirava e più suonava. Persino in America, lui zingaro, nomade e quasi mendicante si permise di far valere il proprio cipiglio tzigano: arrivò in ritardo alla Carnegie Hall, il tempio della musica, arrivò senza chitarra, convinto che un po? tutti avrebbero fatto a gara per regalargliene una. Ma New York non era Parigi.
Poi quell?insolenza, temperata dal tempo, pian piano lo trasforma in un animale da sottobosco, rintanato in una roulotte in riva al fiume. Questa volta a dipingere. Donne nude, cosce, labbra, braccia, caviglie, particolari seduttivi. Il popolo Rom, devoto e a modo suo bigotto, non gradisce. Lui se ne infischia. Dei suoi quadri non si è saputo più nulla, qualcuno giura fossero belli come la sua musica.
L?espressionismo di un popolo tutto concentrato in note o in grumi di colore, non è poi tanto importante. Se ne morì, Django, solo e malinconico, poco più di cinquant?anni fa, lasciando ai suoi eredi zingari una musica profondamente mutata, divenuta orgogliosa delle proprie radici.
L?eredità di Django è svanita, come quel sogno di integrazione che la Francia coltivò prima dell?occupazione. Con il papillon e i baffetti, con l?occhio cinico, lo sguardo clinico, con quella mano storpia, quella brillantina: bisogna ricordare Django Reinhardt così. Eroi così oggi starebbero dentro per ricettazione. Di poesia.

Riferimenti: Il programma del festival

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A Cosenza la tarantella è ?romanì?

12 Settembre 2006 Commenti chiusi


Malito (Cs), 9 settembre. In piazza del Popolo si è tenuto uno spettacolo di ?tarantella con organetto e tamburo? co-organizzato dall?Opera Nomadi di Cosenza: ?Malito ha accolto un?esperienza unica in Calabria e cioè uno spettacolo di perfetta commistione fra l?arte popolare della collina tirrenica, quella autoctona della Tarantella tradizionale e l?inidentica Tarantella dei Rom di Calabria?, ha dichiarato il presidente massimo Converso. La manifestazione è stata organizzata oltre l?agosto turistico, per vivificare la cultura dei residenti. Il Sindaco Mario Guzzo ha sottolineato la straordinaria novità dell?incontro fra le due culture artistiche e l?integrazione dei due gruppi, che si sono confrontati al termine della manifestazione nel ballo comune in piazza ed in uno spontaneo dibattito nella Sala-Cinema.

Opera Nomadi di Cosenza, Provincia di Cosenza, comune di Malito
SPETTACOLO DI TARANTELLA CON ORGANETTO E TAMBURO

a Malito in Piazza del Popolo, Sabato 9 Settembre 2006 ore 21

Programma :
ore 21 : Corteo per le strade di Malito con Tarantella ed Orga-netti+Tamburo del Gruppo TARANTELLA ROMANI? dell?Opera Nomadi da COSENZA (guida artistica Rubina Berlingieri) e della Scuola TORREVECCHIA di Organetto/Tamburo e Tarantella da BONIFATI (Cs) del Maestro Organettista Biagio Liporace e dell?Ins. Pina Bevilacqua
ore 21.15 : prima parte dello spettacolo
ore 21.45 : Saluto del Sindaco di Malito Mario Guzzo ed introduzione storico-artistica del Dr. Massimo Converso Presidente Nazionale dell?Opera Nomadi
ore 22 : Proiezione dei filmati sull?uso rituale in Calabria della Taran-tella e dell?Organetto (?Ritrovarsi a Riace? Comune di Cosenza 2002) e ?Tarantella a Torrevecchia? (Circolo Culturale Città di Fella, 1998)
ore 22.45 : Seconda parte dello spettacolo

Manifestazione organizzata in collaborazione con:
Circolo Culturale Città di Fella, Regione Calabria, Comune di Bonifati.

Cronaca della manifestazione da parte dell?Opera Nomadi di Cosenza
INVASIONI A MALITO:
assieme a Rom e Organettisti della collina tirrenica

A Malito, come in tutta la Calabria ?ricca? di turismo ed emigrati in ferie soltanto in Agosto, in Settembre si trovano soltanto i residenti.
E perciò avere il 10% del paese in piazza, centinaia di persone attente a musica danza e filmati etnomusicali per due ore, è un suc-cesso concreto. Concreto perché non c?è nulla di effimero dietro la Scuola permanente di ?Tarantella Romanì? dell?Opera Nomadi di Cosenza e nelle Scuole di Organetto/Tamburo di Biagio Liporace ?Brutium? di Belvedere e ?Torrevecchia? di Bonifati.
Nessuna demagogia quindi quando affermiamo che Malito ha accolto un?esperienza unica in Calabria e cioè uno spettacolo di perfetta commistione fra l?arte popolare della collina tirrenica (quella tra-dizionale dei contadini del corteggiamento e della serpentina ta-rantolata che non solleva mai i piedi da terra) e l?inidentica Tarantella dei Rom di Calabria (quella frenetica dei balzi, dei piedi che si avvitano posteriormente e del cerchio danzante antiorario). La sapienza del Maestro Liporace adegua organetti, tamburo e “buttiglia ca chiavi i fundaku” alle due culture di ballo, entrambe profondamente radicate nella ritualità e nelle occasioni ludico-religiose della campagna cosentina.

UN SEGNALE DI INTERCULTURA
Esemplare il giudizio di una cittadina malitese (che ha anche chiesto di aprire una scuola di ballo e musica a Malito) : ?una serata di autentica allegria popolare e di musica di qualità per noi ormai abituati alla musica dei grandi rumori? ed infatti ha assunto un valore di grande solidarietà lo spontaneo gruppone di danza che i malitesi ed i Rom hanno creato ai piedi del palco sul finire dello spettacolo. In una Cosenza martoriata dalla campagna-stampa, non sempre ingius-tificata, contro le Comunità Rom, sotto scacco della malavita orga-nizzata, la manifestazione di Malito è un segnale forte di inversione di tendenza, visto che il successo registrato consente al Gruppo Rom di crearsi un sito internet per entrare nel vasto mercato occupa-zionale che sta alla base della richiesta di musica cosiddetta etnica.
Un applauso di stima e calore quando, in uno dei due filmati, è apparso Giacomo Mancini senior nel momento del trasferimento dei Rom dalla baraccopoli di Gergeri alle nuove abitazioni del Villaggio Rom di Via degli Stadi. E grande curiosità ha creato il rivedere nella proiezione sull?uso rituale della Tarantella e dell?Organetto/Tamburo l?uso rituale che ne viene fatto nei matrimoni della frazione bonifatese di Torrevecchia.

IL SINDACO
Il Sindaco Mario Guzzo ha sottolineato la straordinaria novità dell?incontro fra le due culture artistiche e l?integrazione dei due gruppi, viceversa incontratisi al termine della manifestazione nel ballo comune in piazza ed uno spontaneo dibattito nella Sala-Cinema prima che i due gruppi rientrassero, a notte inoltrata, al Villaggio Rom di Cosenza ed ai due paesi del Tirreno.

CHI È LA RUMRÌ RUBINA BERLINGIERI
La ?rumrì? Rubina Berlingieri vive a Cosenza in via Popilia in un appartamento dell’ATERP con il marito ed i suoi tre figli. E’ apprezzata operatrice della ludoteca comunale del suo quartiere sin dal 1997 all’interno di una delle cooperative sociali del Comune di Cosenza.
Nella Ludoteca è perfettamente inserita nel contesto professionale e da nove anni le madri del quartiere le affidano senza alcun pregiudizio i propri figli per le attività ludiche integrative.
Rivendica con orgoglio la sua origine di Rumrì ed è guida artistica del Gruppo Tarantella Romanì che, raccogliendo danzatori e danzatrici Rom e Rumrià delle Comunità di via Popilia e via degli Stadi, tiene le proprie prove presso la sede dell’Opera Nomadi in Via Giulia 3.
E? stata VicePresidente dell?Opera Nomadi di Cosenza.

CHI E’ IL MAESTRO BIAGIO LIPORACE
Vive a Trifari di Belvedere M.mo, sul versante tirrenico del Parco del Pollino. Di famiglia legata all?uso dell?organetto da generazioni, ha studiato l?arte della costruzione di tale strumento presso i Maestri Marchigiani. Dirige le scuole popolari permanenti ?Brutium? di Belvedere e ?Torrevecchia? di Bonifati quest?ultima di concerto con il Circolo Culturale Città di Fella e la Regione Calabria. Nelle scuole viene curato anche il canto popolare dialettale e l?uso del tamburo e della ?chiavi i fundaku e buttiglia?. Da Novembre inizierà l?inse-gnamento anche per i Musicisti Rom della Scuola di ?Tarantella Romanì? di Via Giulia 3 a Cosenza, dove l?uso di tale strumento è in estinzione fra le Comunità Rom.
Un esempio di radicato artista popolare calabrese e della solidarietà interculturale in Calabria fra culture diverse.

LEGENDA ROMANèS
In romanès, l’antichissimo idioma portato dal popolo Rom dal Nord dell’India, loro terra-madre: Rom = uomo ** Rumrì = donna *** Rumrià = donne

Massimo Converso
Opera Nomadi di Cosenza

Fotografia: Malito, 9 settembre, due gruppi della manifestazione

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Dal signor sindaco di Villanova

10 Settembre 2006 Commenti chiusi

Villanova (Ro), 9 settembre, ore 11. Come preannunciato una delegazione dell‘Opera Nomadi si è recata al municipio di Villanova Marchesana per presentare al sindaco un progetto per favorire l’inserimento sociale e l’integrazione scolastica degli alunni rom di Villanova e che prevede la chiusura della scuola-ghetto, con redistribuzione a piccoli gruppi degli alunni nei paesi vicini. Un progetto presentato due giorni fa anche al Prefetto di Rovigo dove si ipotizza la suddivisione degli alunni in quattro gruppi che, con insegnante allegata, verrebbero destinati nelle scuole elementari dei paesi vicini che fanno parte dello stesso Istituto Comprensivo. Quattro gruppi mirati che potranno così essere inseriti senza troppe difficoltà nelle classi adatte: per creare classi miste e non differenziate. Con supporto di mediatori culturali ed attività di animazione pomeridiane.

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?Vogliamo chiarezza sui rischi sanitari? del campo-discarica

9 Settembre 2006 Commenti chiusi


Bolzano 8 settembre. Asan Reedzep, a nome delle venti famiglie del ?campo? di Castel Firmiano, costruito su una discarica – le cui scorie inquinanti avrebbero causato gravi patologie neonatali a sei bambini su otto, denuncia il ritardo istituzionale sulle analisi per verificare il rischio-salute dei residenti: ?Il 31 agosto, invece del risultato delle analisi, sono arrivate le vaccinazioni?. Una equipe sanitaria si è recata al villaggio invece di aspettare i bambini nella sede Asl.
Per quanto riguarda lo sgombero del ?campo? Asan ricorda che in maggio il sindaco ha promesso che avrebbe risolto il problema in tempi brevi, lamenta che a tutte le riunioni organizzate dalle istituzioni per studiare la situazione del villaggio non siano mai stati invitati i residenti e minaccia una manifestazione nazionale, a fine settembre, se gli esami effettuati metteranno in evidenza il rischio sanitario a vivere sopra una discarica e se non verranno trovate rapide alternative abitative.

Castel Firmiano. I residenti minacciano di organizzare una mani-festazione per sollecitare una definitiva soluzione
I ROM: ?CHIAREZZA SU RISCHI SANITARI?
Le famiglie preoccupate per i ritardi sui controlli alla discarica

Alto Adige, 8 settembre, Luca Fregona
Bolzano. Ancora nessuna risposta sui rischi sanitari che corrono le famiglie rom che vivono nel villaggio sopra la discarica di Castel Firmiano. A denunciarlo è Asan Redzep a nome di tutti gli abitanti: ?Nel maggio scorso – sottolinea – è apparso sui giornali il problema sanitario che sussiste dal momento della creazione del villaggio nel 1996, ovvero la presenza di una discarica sottostante il campo di Castel Firmiano. In quell’occasione veniva messo in evidenza anche il fatto che molti bambini del villaggio sono nati con gravi patologie. Il Comune diede mandato all’ingegner Weiss di studiare la questione. Il termine per dare una risposta era il 30 giugno 2006. Alla scadenza del termine veniva chiesta una proroga di altri 2 mesi per appro-fondire la cosa. Il 31 agosto è scaduto anche questo termine. Nessuno al villaggio ha avuto alcuna risposta sugli studi effettuati?.

?Tutti gli abitanti ? prosegue Redzep – hanno espresso i propri dubbi sugli studi che sono stati effettuati, pertanto, intendono provvedere a proprie spese ad effettuare ulteriori esami. Pur rispettando enormemente i diritti di tutti i bolzanini per quel che riguarda le graduatorie Ipes, mettiamo in evidenza che la nostra deve essere considerata un’emergenza. In maggio il sindaco ha promesso che avrebbe risolto il problema in tempi brevi. Noi crediamo nella promessa fatta ma stiamo ancora aspettando che questa promessa sia mantenuta. Se gli esami effettuati metteranno in evidenza che non sia possibile più vivere nel villaggio sopra una discarica, cosa vietata dalla legge, siamo pronti per la fine di settembre ad or-ganizzare una manifestazione con diversi rappresentanti di organiz-zazioni nazionali e internazionali se non si troverà una soluzione?.

Redzep sottolinea come ?la presenza di una discarica non bonificata a norma di legge mette in pericolo la salute di tutti i cittadini di Bolzano ed è anche nel loro interesse che cerchiamo di trovare una soluzione. Tutte le riunioni organizzate dalle istituzioni per studiare la situazione del villaggio non prevedono mai l’invito degli abitanti. Sarebbe più giusto che venissimo invitati per capire a che punto siamo arrivati e quale è la situazione”.
“Il 31 agosto – conclude Asan Reedzep – è arrivata al villaggio un’èquipe sanitaria per la vaccinazione dei bambini. Noi ci siamo allarmati perché di solito ci arrivata una lettera dall’Asl di via Amba Alagi e noi volontariamente ci presentavamo lì. Come mai le cose sono cambiate? E poi se ci sono state delle epidemie in altri campi rom della regione si sarebbero dovuti vaccinare tutti i bambini che sono entrati in contatto con i malati. Come mai si è pensato di vaccinare i rom del campo? Sono malattie che si propagano per appartenenza etnica??.

In fotografia: Asan Reedzep e famiglia nel salotto della sua casetta.

Riferimenti: Campo di Castel Firmiano: feria d?agosto

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Padova: guerriglia al campo nomadi

8 Settembre 2006 1 commento
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Dal signor Prefetto di Rovigo

7 Settembre 2006 Commenti chiusi

"Non posso intervenire e non ho competenza" risponde il signor Prefetto di Rovigo sulla scuola-ghetto di Villanova Marchesana. "E il Consiglio Territoriale per l‘Immigrazione?" Ha cose più importanti da fare" risponde il rappresentante del Governo in Polesine. Quindi la scuola-ghetto riparte per il secondo anno, perché la discriminazione verso i Rom sembra ormai fisiologica nella società polesana, e la sua chiusura -con redistribuzione a piccoli gruppi di alunni nelle scuole dei paesi vicini, sembra una ipotesi fantascientifica che riguarda solo uno sparuto gruppetto di rappresentanti di piccole associazioni sui diritti.

SABATO 9 SETTEMBRE PRESIDIO A VILLANOVA
Sabato 9 settembre, ore 11, presidio-testimonianza davanti il municipio di Villanova Marchesana: Presidio contro la scuola-ghetto di Villanova

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Al signor prefetto di Brescia

6 Settembre 2006 Commenti chiusi


A Chiari, provincia di Brescia, è in atto una guerra da parte del Sindaco verso le cinque famiglie di Sinti Teich Cranaria, residenti da trent’anni nel territorio. Dopo anni di battaglie anche legali, l’Amministrazione Comunale il 3 settembre ha ordinato l’espulsione dall’area di tutti i nuclei famigliari senza soluzioni abitative alternative. All?espulsione fanno ricorso l?Opera Nomadi di Brescia e Mantova che, scrivono al Prefetto di ravvisare un ?procedimento dettato da motivi etnici razziali?, segnalano ?una situazione di forte allarme sociale e sanitario per trentatre Cittadini Italiani? e ?diffidano di eseguire le ordinanze di espulsione fino a quando non sarà predisposto un piano di accoglienza abitativo concordato con le stesse famiglie?.

CHIARI, PROVINCIA D?EUROPA
Negli ultimi mesi numerose famiglie di Rom in parecchi paesi europei sono state espulse forzatamente dalle loro abitazioni, in genere per decisione delle autorità locali, senza un sufficiente preavviso e senza una alternativa di dimora. Queste espulsioni riguardano la Russia, l?Albania, la Grecia, la Bulgaria, la Repubblica Ceca, Francia, Turchia e Regno Unito. A queste espulsioni si aggiungano quelle di Chiari che entra di diritto nell?Europa della discriminazione razziale.
Nell?articolo citato a ?Riferimenti? si segnalano le preoccupazioni del commissario per i diritti umani del Consiglio d?Europa, Thomas Hammarberg secondo il quale si tratta ?della perpetuazione di un modello di segregazione sociale?.

Chiari (Bs)
IL SINDACO VUOLE ESPELLERE FAMIGLIE SINTE RESIDENTI
Da Sucar drom, 4 settembre

Da alcuni mesi a Chiari, in provincia di Brescia, è in atto un braccio di ferro tra il Sindaco e le cinque famiglie, appartenenti alla Minoranza Nazionale dei Sinti Teich Cranaria, residenti da trent’anni nella stessa Chiari. Il Sindaco, nel 2004, ha promosso la delibera del Consiglio Comunale di un Regolamento di Gestione vessatorio per la piccola area dove vivono le famiglie, strutturata con finanziamenti regionali pochi anni fa. La scorsa settimana dopo anni di battaglie anche legali, l’Amministrazione Comunale ha ordinato l’espulsione dall’area di tutti i nuclei famigliari.
La situazione è seguita da diverse associazioni locali (Donne per la pace Chiari – Coordinamento immigrati Chiari – Utopia concreta – Gruppo Nomadi Chiari ? Coordinamento immigrati Franciacorta ? Centro sociale 28 maggio ? Coordinamento Rifondazione comunista Franciacorta ? Terre unite ? Centro sociale magazzino 47) che in questi giorni hanno chiesto l’intervento dell’Ente Morale Opera Nomadi Sezione di Mantova.
Vista la situazione molto difficile e in stato molto avanzato (l’ordine di espulsione scadeva ieri, 3 settembre 2006) le Sezioni dell’Opera Nomadi di Mantova e di Brescia si sono coordinate e hanno scritto al Prefetto chiedendo un immediato intervento per assicurare un habitat dignitoso alle famiglie che, se espulse dall’area dove vivono, si ritroverebbero in strada.

LA LETTERA INVIATA AL PREFETTO DI BRESCIA

Noi sottoscritti Carlo Berini e Maria Maiorana in qualità di Rappresentanti Legali dell?Ente Morale Opera Nomadi Sezione di Mantova e di Brescia premesso che:
- siamo venuti a conoscenza della grave situazione abitativa vissuta da quattro famiglie (trentatre persone, di cui molti minori) di Cittadini Italiani, appartenenti alla Minoranza Etnica Linguistica Nazionale dei Sinti Teich Cranaria che hanno ricevuto un?ordinanza di espulsione (allegato 1) dal loro luogo di residenza, a firma del Comandante di Polizia Locale del Comune di Chiari che scade oggi, 3 settembre 2006;
- il Regolamento Comunale (Delibera del Consiglio Comunale n.81 del 22 dicembre 2004) del ?campo nomadi? dove risiedono le stesse famiglie ha una precisa connotazione discriminante, contravvenendo alla stessa Costituzione Italiana (articoli 3, 6) e negando palesemente gli articoli 1 e 2 della Legge Regionale 77/1989;
- il ?campo nomadi? di Chiari è stato realizzato grazie ad un finanziamento regionale per offrire un habitat dignitoso alle famiglie residenti che oggi si vogliono espellere;
- l?Italia sottoscrivendo la Convenzione Quadro per la Protezione delle Minoranze Nazionali, il 1 febbraio 1995, si è impegnata a garantire ad ogni persona appartenente a una Minoranza Nazionale il diritto all’uguaglianza di fronte alla legge e a un’eguale protezione della legge e dove ogni discriminazione basata sull’appartenenza a una minoranza nazionale è vietata;
- l?Unione Europea riconosce le Minoranze Rom e Sinte e ne chiede con forza la protezione abitativa e sociale (Risoluzione del Parlamento Europeo del 28 aprile 2005);
- le Circolari Ministeriali n. 17/73 del 11.10.1973 (pos. 15900.2.22 prot. 7063) e n. 151/85 del 5.7.1985 (XXVII/P.6) le chiedono di intervenire in queste situazioni;
considerato che
- le quattro famiglie di Cittadini Italiani hanno la residenza anagrafica a Chiari, in via Roccafranca n. 17 e non hanno la capacità economica di trovare una diversa situazione abitativa;
- il Comune di Chiari, sia nella figura del Sindaco sia nella figura del Dirigente ai Servizi Sociali, non ha offerto alle quattro famiglie una diversa sistemazione abitativa così come prescritto dalla Legislazione Nazionale (Legge 328/2000) e dalla conseguente Legislazione Regionale, evidenziando in tal modo un?illogicità manifesta in tutto il procedimento dettata esclusivamente da motivi etnici razziali (Legge n. 654 13 ottobre 1975; d.l.vo 122/1993; d.l.vo 215/2003);
- si ravvisa una situazione di forte allarme sociale e sanitario per trentatre Cittadini Italiani;
INSTA
e nel contempo diffidano la S.V. affinché sia impedito con ogni mezzo al Comune di Chiari di eseguire le ordinanze di espulsione sopraindicate fino a quando il Servizio Sociale del Comune di Chiari non avrà predisposto un piano di accoglienza abitativa alternativo, concordato con le stesse famiglie.

e p.c.
Ministero degli Interni Roma
Procura della Repubblica Brescia
Tribunale dei Minorenni Brescia
Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali ed Etniche (UNAR)
Ministero Pari Opportunità Roma
Comandante Stazione dei Carabinieri Chiari (BS)
Questore di Brescia
Segretario Comunale Comune di Chiari (BS)

L?articolo su Sucar drom

Chiari
IERI SOLO UN SOPRALLUOGO DELLE FORZE DELL?ORDINE
Niente sfratto dal campo: mobilitazione per i nomadi
Brescia Oggi, martedì 5 settembre

Centinaia di cittadini, ieri, hanno espresso solidarietà ai nomadi di Chiari, sotto sfratto ormai da una settimana dopo che il Tar di Brescia ha respinto la richiesta di sospensiva avanzata da un pool di avvocati in difesa delle famiglie presenti nel campo.
Di fatto, tuttavia, nessun intervento coatto è avvenuto, segno che il massiccio schieramento in favore dei rom ha sconsigliato il ricorso a procedure impositive. Così, ieri mattina, dopo un primo sopralluogo della polizia locale e dei carabinieri, il campo è rimasto intatto con le sue casette in legno prefabbricato. A esprimere solidarietà ai residenti è stato anche il prevosto monsignor Rosario Verzeletti, responsabile del Gruppo Volontari Nomadi, che ha risposto in chiave evangelica ai residenti: nel caso di un intervento coatto ha infatti suggerito di schierare i bambini davanti alle forze dell?ordine in segno di innocenza e fragilità.
Un messaggio che sottolinea le gravi condizioni in cui versano gli oltre venti nomadi: dieci sono minori e vi è pure una donna incinta. Intanto ieri sono iniziate le prime trattative tra Comune e nomadi per far allontanare questi ultimi in modo pacifico. Giorgia Tirotti, vice presidente del Gruppo Volontari: «Le proposte avanzate sinora sono risibili. È assurdo avanzare l?ipotesi di una casa a una sola famiglia e chiedere alle altre di vagare in attesa di una nuova soluzione. A questo punto è meglio attendere finché non saranno trovate sistemazioni per tutti i residenti».
Ad esprimere solidarietà ai nomadi nei giorni scorsi sono intervenuti anche i consiglieri comunali del centro-sinistra, quelli regionali Arturo (Ds) e Osvaldo Squassina (Rifondazione), l?associazione Donne per la pace e i centri sociali di Rovato e Brescia. Ieri e sabato i nomadi sono intervenuti rispettivamente all?inaugurazione del Palio delle Quadre e all?apertura della rassegna di scultura in Villa Mazzotti: bocche cucite, nessun intralcio, soltanto messaggi scritti su alcuni cartelloni.
Famiglie e associazioni hanno ringraziato la Polizia locale per la sensibilità manifestata. Massimiliano Magli

Riferimenti: Espulsioni forzate di famiglie rom in Europa

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Al signor Prefetto di Rovigo

4 Settembre 2006 Commenti chiusi

"Signor Prefetto, ci rivolgiamo a Lei, come massima autorità governativa in Polesine, per perorare la chiusura della scuola per soli alunni rom di Villanova Marchesana, unico esempio in tutta Italia di scuola-separata per immigrati. La nostra richiesta avviene solo dopo avere tentato tutte le vie (sempre propositive e progettuali) a livello istituzionale, sociale e politico". Rovigo Opera Nomadi, con l’adesione di cinque associazioni sui diritti civili, scrive al Prefetto e conclude: “Le rendiamo noto che con l’avvio dell’anno scolastico attueremo tutte quelle forme di testimonianza civile per rendere noto il nostro dissenso verso una scuola che “civile” proprio non è”.

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E? morta Barbara Richter, testimone di Porrajmos

3 Settembre 2006 Commenti chiusi


Barbara Richter, sinta, si è spenta serenamente durante il sonno domenica 27 agosto nella sua casa di Bolzano. I funerali si sono tenuti venerdì 1 settembre. Barbara era una delle ultime superstiti allo sterminio nazi-fascista dei Rom/Sinti della seconda guerra mondiale, sopravvissuta anche agli esperimenti criminali del dottor Mengele ad Auschwitz, e portava sul braccio il tatuaggio ?Z 1963?. Aveva 80 anni.

?PORRAJMOS?, LO STERMINIO DIMENTICATO
?Porrajmos?, in romanès la lingua dei Rom, si traduce con ?annientamento, distruzione, divoramento? degli zingari durante la seconda guerra mondiale. Segnati da un triangolo marrone e dal tatuaggio di una ?Z? (zigeuner), essi furono chiusi nei campi di concentramento, usati come cavie e uccisi. Stime attendibili indicano 500.000 morti (250 mila solo nei campi di concentramento), benché il carattere nomade, ancora prevalente all?epoca, abbia reso difficile quantificare il genocidio. Nel 1945 il Tribunale di Norimberga liquidò la questione: gli ?zingari?, al contrario degli Ebrei, non furono ammessi come parte civile.

?BARKA? BARBARA RICHTER, ?BARKA? BARBARA RICHTER
Dispiace che su “Sucar drom” ci siano due articoli su Barbara Richter dal titolo: Matricola Z 1963. Non chiamiamola col marchio che le hanno impresso i nazisti, chiamiamola col suo nome: Barbara Richter, ?Barka?.

MATRICOLA Z 1963
di Paola Dispoto, Sucar Drom 1 settembre

Era il numero tatuato sul braccio di Barka, nome sinto di Barbara Richter. Nata in Cecoslovacchia, proveniente da una famiglia di sinti boemi commercianti in stoffe, finita appena adolescente nei lager nazisti, da Auschwitz a Ravensbrück, sopravvissuta agli esperimenti del dottor Mengele che le ha inoculato malattie di ogni genere. Solo la sua tempra forte le ha permesso di potere raccontare, anni dopo, frammenti della sua vita a quanti le si avvicinavano.
Barbara Richter è morta domenica, 27 agosto, a 80 anni. Si è spenta serenamente durante il sonno, quasi a compensare un vita difficile attraversata dagli eventi più tragici della storia dell’ultimo secolo.

A 15 anni, con la sua famiglia viene deportata per la prima volta e da allora è un continuo tentativo di fuga dai forni crematori. Appena arrivata ad Auschwitz viene scelta da Mengele per il suo fisico giovane e resistente. Le viene iniettata la malaria e rimane tra la vita e la morte per otto settimane, quando un medico anche lui internato ha barattato un po? di pane bianco con una iniezione per cavalli, salvandole la vita. Trasferita a Ravensbrück e infine in Austria Barbara subisce ancora vessazioni e violenze sino al giorno della fuga, saltando da una finestra sopra un camion in corsa che la porta fuori dal campo. Nascosta nei boschi cerca di cancellare ogni segno di quel incubo incidendo con un coltello il numero tatuato sul braccio, ma riesce solo a procurarsi una infezione quasi mortale. Infine l?incontro con Vinzenz, sinto anche lui, che diventerà suo marito, e la fine della guerra.
Dopo quelle vicissitudini Barbara ha trascorso la sua vita in giro per il mondo, Germania , Olanda, Canada e anche l?Italia, dove ha vissuto una prima volta tra gli anni ?60 e gli anni ?80 a Bolzano, accolta da don Bruno Nicolini, allora cappellano diocesano dei sinti. Abitava in un appartamento in via Palermo con la sua famiglia e commerciava in tessuti e tappeti, così come era tradizione della sua famiglia.

A Bolzano è tornata nel 2002, ormai sola, per trascorrere gli ultimi anni della sua vita in una città di cui conservava un bel ricordo ma che ha trovato trasformata. Raccontava con terrore di aver visto cortei di naziskin (che lei definiva SS) sfilare per la città, e nascondeva istintivamente con la mano il suo tatuaggio. Molti si sono interessati alla sua storia, ma lei schiva ha sempre rifiutato di mostrarsi in pubblico o farsi filmare. Raccontava di aver rifiutato anche la proposta di Roman Polanski , famoso cineasta, il quale pare volesse realizzare un film dalla storia della sua vita.
Stralci delle memorie di Barbara sono stati raccolti da Mirella Karpati per la rivista Lacio Drom e, più recentemente, dalla direttrice dell?Archivio Storico di Bolzano, che ne conserva una testimonianza videoregistrata. Una compagnia teatrale di Milano ha messo in scena all?inizio del 2006 uno spettacolo dal nome ?Porrajmos?, che sarebbe la Shoa dei sinti e dei rom, in cui si narra anche la sua storia.
(Il Porrajmos: Milano 24 gennaio)

Barbara era una delle poche sinte sopravvissute hai campi di sterminio e ha portato con se per anni la memoria di quegli orrori. Il suo braccio tatuato, dove sotto una cicatrice si leggeva ancora il numero e una Z di Zigeuner, era un costante monito a non dimenticare.
Oggi abbiamo salutato Barbara Richter presso la chiesa di via Gutemberg, alle 10. Chi l?ha conosciuta conserverà di lei un ricordo fatto di tenacia, coraggio, orgoglio e amore per la vita.

L?IMMAGINE
In fotografia, il tatuaggio di sopravvissuti Rom in pellegrinaggio il 2 agosto 2006 ad Oswiecim (Auschwitz). Ringraziamo il Presidente Opera Nomadi dell’immagine e restiamo in attesa di una relazione di questo viaggio della memoria.


Riferimenti: Rom e Sinti vittime del nazismo e fascismo

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La guerra nei ?campi? d?agosto

1 Settembre 2006 1 commento


Alcune notizie di sgomberi di Rom dai campi sosta tenute a basso profilo nella stampa, in attesa dei caschi blu dell?ONU. Nonostante normative internazionali (a partire da New York, 1966), italiane (circolare ministero dell?Interno del 1973) ed europee (sono numerose le ?raccomandazioni? rivolte all?Italia), nonostante leggi regionali che prevedono aree sosta attrezzate per ?nomadi?, nonostante il diritto costituzionale che prevede libero spostamento nel territorio, continua la guerra dei ?campi? verso gli ultimi transeunti del XXI secolo.

(ARTICOLO 16 della COSTITUZIONE ITALIANA)
Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale.

BLITZ, BANDIERE DI PACE, CASCHI BLU
La guerra, del titolo, è un termine appropriato visto che la parola più usata, a descrivere queste operazioni di sgombero da aree di sosta, è ?blitz?: azione fulminea, militare o di polizia. Ma non sventolano bandiere della pace, non ci sono avvocati, né associazioni a difesa dei diritti, né forze umanitarie di interposizione, né ?caschi blu?, a tutelare le vittime di questa guerra: gli ultimi ?viaggiatori leggeri? della nostra epoca.

SGOMBERATO CAMPO NOMADI A GROTTAROSSA
Da alcuni mesi una cinquantina di persone, tra cui donne e bambini, avevano occupato un deposito Atac sotto un cavalcavia nei pressi di Saxa Rubra. Gli occupanti sono stati portati all’Ufficio Immigrazione
RomaOne.it, 1 agosto

Un insediamento abusivo di nomadi, realizzato alcuni mesi fa nei pressi del deposito Atac nei pressi di un cavalcavia di Grottarossa, e dove avevano trovato sistemazione alcune decine di persone tra cui donne e bambini, è stato sgomberato dai Vigili Urbani del XX Gruppo. Le operazioni di sgombero, che hanno provocato qualche rallentamento alla circolazione stradale, sono avvenute tra le baracche del campo nomadi. Gli occupanti sono stati portati dagli agenti della municipale all’Ufficio Immigrazione di Tor Cervara per verificare le singole posizioni e controllare la regolarità dei permessi di soggiorno.

SGOMBERO A TOR FISCALE
Una ?soffiata? fa fuggire i clandestini
?Il giornale?, 3 agosto

Roma. Ieri mattina è stato sgomberato il campo abusivo di Torre del Fiscale, sulla via Appia, teatro a maggio di un?operazione anti-pedofilia. Ci abitavano centinaia di romeni all?interno di capannoni abbandonati di proprietà dell?azienda Cotral. L?operazione, coordinata dalla questura è stata portata a termine dalla polizia e dai carabinieri. «Siamo riusciti ad affrontare e risolvere senza tensioni una situazione delicata e senz?altro difficile», le parole di Veltroni. Su 400 persone solitamente presenti nel campo ieri ne sono state trovate solo 100. Un romeno ha raccontato che la sera prima una donna si è recata all?insediamento per avvertire dell?imminente sgombero.

MILANO: 10 ESPULSI DAL TRIBONIANO
ADN Kronos 8 agosto

Milano, 8 ago. Sono 10 i romeni accompagnati in questura per le procedure d’espulsione. Questo il bilancio del controllo del campo nomadi di via Tribuniano a Milano fatto dagli agenti della polizia. Negli ultimi due mesi, nel corso di otto controlli nell’ambito dell’attività di monitoraggio, sono oltre 100 gli accompagnamenti alla frontiera già effettuati dagli agenti.

NUOVO SGOMBERO A BORGO PANIGALE
Sarà allontanato un nucleo di una dozzina di persone
Il Resto del Carlino Bologna, 9 agosto

Bologna. Nuovo sgombero in arrivo a Borgo Panigale, alla periferia della città. Il nuovo sgombero viene ordinato dal quartiere di Borgo Panigale a carico del titolare di alcuni automezzi con cui occupa “abusivamente” alcuni spazi nel campo nomadi di via Persicetana Vecchia. Si tratta di un nucleo di una dozzina di persone per le quali viene ordinato “lo sgombero immediato assieme agli automezzi e quant’altro di proprieta’ esistente nel campo”. Il Quartiere ha emesso ieri l’ordinanza chiedendo l’aiuto delle forze dell’ordine e dei vigili urbani nel caso venga fatta resistenza.

CAMPO NOMADI A STADIO ARECHI NUOVAMENTE SGOMBERATO
www.salernonotizie.it 9 agosto

E? stato nuovamente sgomberato il campo nomadi presso lo Stadio Arechi di Salerno, da cui già due volte erano state allontanate le famiglie di extracomunitari che avevano occupato l?area. Il Sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, questa mattina, dopo nuove segna-lazioni pervenute dai cittadini residenti, ha allertato la questura di Salerno che ha inviato sul posto una pattuglia di Polizia.
Il Comune di Salerno ha partecipato alle operazioni di allon-tanamento con una pattuglia di Vigili Urbani che resterà sul posto anche dopo lo sgombero per controllare che le famiglie di nomadi non facciano nuovamente ritorno nell?area antistante lo Stadio Arechi. Il servizio di vigilanza della Polizia Municipale garantirà la sicurezza ai residenti e ai bagnanti che avevano denunciato, nei giorni scorsi, la presenza del campo nomadi.
Lo sgombero era stato già effettuato per ben due volte la scorsa settimana dopo le ripetute segnalazioni dei cittadini residenti che lamentavano una situazione di estremo degrado igienico-sanitario dell?area. Dopo la prima operazione, le roulotte delle famiglie nomadi erano tornate sul posto, costringendo le forze dell?ordine ad un secondo sgombero.

ARECHI, TERZO BLITZ E I NOMADI PARTONO -Salerno
?Il mattino? 10 agosto

Arechi. Al terzo tentativo sono andati via. Ma, per garantire il successo dell?operazione, è stato necessario fissare un presidio di polizia nella zona. Ieri è stato nuovamente sgomberato il campo nomadi davanti allo stadio Arechi di Salerno, da cui già due volte erano state allontanate le famiglie di extracomunitari che avevano occupato l’area. Sono qualche decina, accampati con roulotte e camper da settimane. Tra le solite auto di grossa cilindrata, bambini giocavano a pallone, donne con passeggini dondolavano i bebè. Era un vero campo nomadi quello che sorgeva davanti allo stadio Arechi, sul lato-mare della litoranea. Un campo con vista su costiera amalfitana e golfo di Salerno che, secondo i vigili urbani, è il luogo di partenza per i raid dei nomadi in città. Nessuna volontà di colpevolizzare nessuno, evidentemente, ma la situazione igienica del centinaio di persone che formano la comunità, nelle giornate di caldo, è davvero precaria?

SGOMBERATO UN CAMPO NOMADI ABUSIVO -Mestre
Residenti e turisti erano bersagliati dai furti
?il gazzettino?, sabato 12 agosto

(g.b.). Mestre. Agenti della polizia municipale sgomberano un campo nomadi abusivo. Da qualche giorno in via Tevere, una delle tanti laterali di via Francesco Baracca, era arrivata una carovana di nomadi. In totale una trentina di persone provenienti dalla Provincia di Vicenza che con le loro roulotte e auto di grossa cilindrata avevano dato vita ad uno scomodo assembramento a ridosso di numerose abitazioni. Così, come capita spesso in questi casi, sono scattate le proteste dei residenti e turisti; alcune famiglie hanno anche denunciato dei furti subiti all’interno delle loro abitazioni. Così ieri mattina sono entrati in azione i vigili, che hanno provveduto allo sgombero del campo, essendo tra l’altro privo dei requisiti necessari. Ai nomadi non è rimasto che lasciare il litorale.

SGOMBERATO CAMPO NOMADI -Mestre
?il gazzettino?, 17 agosto

(G.B.) Mestre. Ancora un campo nomadi abusivo sgomberato dagli agenti della polizia municipale. È capitato ieri mattina tra Cavallino e Ca’ di Valle. Da un paio di giorni nell’area mercato del Cavallino, stazionava una carovana di nomadi, arrivati nel litorale con le loro auto di grossa cilindrata e roulotte di lusso. In totale una decina di persone provenienti dalla provincia di Trento, che avevano dato vita ad uno scomodo assembramento giusto a ridosso di alcune abitazioni ed esercizi pubblici. Così puntuali, sono scattate le proteste dei residenti della zona, alcuni dei quali hanno lamentato di aver subito dei furti all’interno delle loro abitazioni. Ieri mattina invece sono entrati in azione gli agenti che hanno provveduto allo sgombero del campo che tra l’altro non aveva nemmeno nessuna delle autorizzazioni necessarie. Non è la prima volta che capitano episodi simili, anzi solo tre giorni fa gli agenti della Polizia Municipale avevano portato a termine un intervento simile in via Tevere una delle tante laterale di via Francesco Baracca. Anche in quella circostanza l’intervento degli agenti era seguito alle proteste di alcuni residenti infastiditi da quella che si rivela sempre di più una scomoda presenza.

I NOMADI RICONQUISTANO L’AREA SANSOVINO -Montebelluna
La zona era stata sgomberata lunedì scorso. Il sindaco: “Non abbiamo soldi per allestire un campo”?
il gazzettino? 17 agosto

Luciano Beltramini, Montebelluna. Continua il braccio di ferro tra l’amministrazione comunale e i nomadi che da anni occupano abusivamente alcuni spazi pubblici della città. Dopo il blitz messo a segno lunedì mattina da alcune pattuglie della Polizia locale nell’area Sansovino, ai Pilastroni e nel parcheggio Legrenzi, a distanza di poche ore la situazione è ritornata alla normalità, ossia quasi tutte le aree interessate dagli sgomberi, sono ritornate ad essere occupate abusivamente. I vigili urbani lunedì mattina erano intervenuti per far rispettare l’ultima ordinanza emanata dal Comune di Montebelluna che fa divieto di accampamento in qualsiasi area del territorio comunale senza distinzioni tra area pubblica e area privata. L’ordinanza vieta in tutto il territorio comunale l’accam-pamento di roulotte, camper e tende e permette anche ai vigili urbani di intervenire immediatamente senza seguire la trafila della verifica delle condizioni igienico sanitarie da parte dell’Usl e la pubblicazione dell’ordinanza di sgombero . Purtroppo il blitz non ha portato gli effetti sperati e già ieri mattina nell’area Sansovino erano state riposizionate tre piccole tende che ospitano lo storico nucleo di nomadi della famiglia Caari – Taubmann. Alcuni dei quali hanno la residenza a Montebelluna. “Molte di queste persone – sottolinea il sindaco Laura Puppato, che nel suo mandato ha emanato non meno di 40 ordinanze di sgombero nei confronti dei nomadi – hanno residenza a Cavaso del Tomba o in altri comuni limitrofi. Da tempo hanno scelto come luogo per abitare Montebelluna e da qui non se ne vogliono andare. Per fronteggiare questo problema ci siamo dotati di quest’ultima ordinanza emanata il 2 di agosto che favorisce burocraticamente l’operato dei vigili urbani, purtroppo però visti i risultati ottenuti, siamo nuovamente al punto di partenza. Appena sgomberate le aree sono state rioccupate. E la situazione non sembra migliorare visto che di nomadi ne troviamo anche ai Pilastrini”. A questo punto ritorna d’attualità la necessità di allestire un vero e proprio campo nomadi consortile che di questi tempi però diventa difficile da controllare e gestire. “Perchè una struttura di questo tipo funzioni – spiega Laura Puppato – serve del personale attivo 24 ore su 24. E la cosa al momento è improponibile per tutti i comuni costretti a convivere tra mille difficoltà economiche. Mi auguro soltanto che al più presto la nostra ordinanza venga rispettata”.

ALLONTANATE DUE VENDITRICI ROM -Cremona
La Provincia.it, 20 agosto

Nei giorni scorsi due donne di origine romena, provenienti da un campo nomadi del Bresciano, sono state fermate dagli agenti della Polizia municipale ai giardini pubblici di Porta Serio: stavano smerciando anelli, risultati poi essere oggetti di bigiotteria di scarsissimo valore. L?intervento dei vigili è stato possibile grazie alle telecamere sistemate nell?area e direttamente collegate al comando di piazza del Macello. La potente ?zoomata? dell?occhio elettronico ha infatti permesso all?agente di turno di distinguere la merce è far scattare l?allarme. Strumenti sensibili e ad alta definizione come quelli collocati ai giardini pubblici si trovano anche in altri punti ?caldi? della città: piazza Rimembranze, la zona dei Pub di via IV Novembre, compresa la Corte degli Archi, Campo di Marte. In totale una dozzina di telecamere, che da circa quattro mesi svolgono un servizio utile alle Forze dell?ordine per assicurare maggior sicurezza ai cittadini. Un?azione preventiva che finora si è rivelato preziosa in almeno un centinaio di occasioni e che ha consentito alle pattuglie in servizio d?intervenire con rapidità. Un altro luogo tenuto sotto controllo è quello della stazione, dove non di rado qualche persona si ritrova ?appiedata? causa furto di bicicletta. Il materiale registrato viene archiviato per un certo periodo di tempo e può sempre risultare utile alle autorità. Per esempio, nel caso prima segnalato, a carico della coppia nulla è stato addebitato in quanto, per gli anelli, chiedevano due, tre euro, più o meno il valore equivalente a quello effettivo della merce. Tuttavia sono state diffidate dal tornare in città e, nel caso infrangessero il divieto, potrebbero trovarsi nei guai. Piccole cose, se vogliamo, ma la sicurezza dei cittadini viene tutelata anche in questo modo. Non sempre l?occhio del Grande Fratello è nociva come si pensa. (be. cer.)

BLITZ AL CAMPO ROM, 14 ABUSIVI -Cremona
In via Brescia. I vigili urbani identificano tutti e allontanano gli irregolari
La Provincia.it, 23 agosto

Le segnalazioni fioccate negli ultimi giorni, che hanno riferito di presenze anomale nel campo nomadi di via Brescia, non sono cascate nel vuoto. Ieri, di buon mattino, è scattato il blitz condotto dagli agenti della Polizia municipale, accompagnati da alcuni addetti dei Servizi Sociali. Il bilancio finale conferma come le segnalazioni non fossero per nulla campate in aria: al termine di un controllo a tappeto di tutti i rom presenti, ne sono stati individuati ben quattordici risultati privi di autorizzazione alla permanenza in quel centro. Morale: accompagnati da un assistente sociale che segue da tempo la struttura, tutti e 14 sono stati condotti al campo di Montodine. Due ufficiali e quattro agenti del comando di piazza Libertà hanno praticamente accerchiato il campo. A seguire, anche grazie alla collaborazione degli assistenti sociali, in particolare Ivana Salti, hanno iniziato i controlli sull?identità e sulla presenza o meno dei vari nomi sull?elenco che include gli autorizzati al soggiorno nel campo. Ci sono volute circa tre ore per ultimare le verifiche. A seguire il comando della Polizia urbana ha predisposto il trasferimento degli abusivi al campo nomadi situato nei pressi del paese del Cremasco. Nei prossimi giorni ? si è appreso ieri pomeriggio dal comando dei vigili urbani ? saranno fatti altri controlli: dopo il massiccio intervento di ieri tenere monitorato il campo di via Brescia sarà decisamente più facile.

NOCERA, SGOMBERATO CAMPO NOMADI -Salerno
il mattino 23 agosto, Luigi Falcone

Sgombrato un improvvisato campo nomadi a Nocera Inferiore e identificati altri extracomunitari che lavavano i vetri ai semafori. Dopo tre anni, la stessa operazione di polizia locale e della polizia di stato ha fatto si che si allontanassero 12 roulotte accampatesi in una strada della zona Pip di Fosso Imperatore. I Rom, una sessantina, non hanno opposto resistenza e hanno cominciato a sbaraccare il campo. I nomadi, probabilmente di origine dell’ex Jugoslavia, avrebbero impedito, di fatto, il passaggio per raggiungere parte dell’area Pip. La settantina di persone, molte dei quali bambini, vivano in condizioni igieniche precarie. Dopo tre anni, quindi, il comandante Giovanni Correale con i suoi uomini e la polizia di stato hanno nuovamente sgomberato il sito e ora cercando di appurare se i Rom sloggiati sia lo stesso o dello stesso tipo di quelli di tre anni fa. La notizia del loro arrivo a Nocera aveva subito allarmato la città, ricordando paure e c’era chi ha collegato alla loro presenza gli scippi di balordi a bordo dei ciclomotori di questi giorni, reato, in verità, solitamente ad appannaggio di delinquenza locale. È però vero che, alla presenza dei nomadi corrisponde molte volte a un aumento dei furti nelle abitazioni, anche se non bisogna fare di tutt’erba un fascio. Di solito, i campi nomadi in città si attestano attorno al mercato ortofrutticolo, specie nel lato di Nocera Inferiore o nei pressi dello stadio «San Francesco». Va ricordato anche che dopo il pugno fermo mostrato dai vigili urbani negli anni passati, il numero di roulotte di zingari che sostavano in città è diminuito e quelle giunte erano di piccole comunità di onesti lavoratori ambulanti, dedite al lavoro del ferro e ad altre attività artigianali. Si ripropone ancora una volta, ma come in molte città d’Italia, il problema dell’assenza di aree dedicate ai nomadi, dove poter accogliere in capo igienicamente accettabile l’arrivo e la permanenza dei Rom. Purtroppo, sono poche le amministrazioni pubbliche che si attrezzano con aree destinate agli zingari e quindi contribuendo a un disagio e rendendo difficile alla stessa comunità di isolare che delinque. In tempi di crisi economica, è pur vero che i sindaci hanno altre priorità. Correale, poi, ieri ha passato a setaccio l’area dei semafori, ultimamente invase nuovamente dai lavavetri extracomunitari divisi sostanzial-mente in una maggioranza molto cortese e in una minoranza minac-ciosa e aggressiva. Molti di questi sono clandestini e per la maggior parte si tratta di minorenni. Vagliata la posizione di sei persone.

CAMPI NOMADI E ABUSIVI: È TOLLERANZA ZERO -Salerno
Via al piano di controllo del territorio. Nel mirino c?è il Lungomare
la Città, 24 agosto, Tommaso Siani

Dal campo nomadi abusivo nei pressi dello stadio Arechi, alla singola roulotte piazzata da un privato sotto il ponte autostradale di Fratte e trasformata in dimora abituale. L?operazione “tolleranza zero” – che, come annunciato dal sindaco Vincenzo De Luca, dovrebbe partire agli inizi di settembre – ha avuto nelle ultime 48 ore un primo, sostanzioso assaggio, con una operazione congiunta di vigili urbani e Polizia di Stato.
Si è iniziato martedì mattina, intorno alle 11, quando pattuglie dei vigili urbani e agenti della sezione Volanti sono confluite in via Allende dove, in un?area a ridosso dello stadio Arechi, alcune famiglie di nomadi avevano piantato le loro tende e parcheggiato i furgoni, formando così l?ennesimo campo rom abusivo. Poliziotti e “caschi bianchi” hanno identificato i presenti (almeno una ventina di persone tra adulti e ragazzini) intimando loro di allontanarsi subito dall?area pubblica. E così, in poco meno di un mese, per la terza volta le forze dell?ordine hanno allontanato i nomadi che si erano sistemati tra il grande parcheggio a ridosso della spiaggia e le zone verdi (per lo più incolte) a ridosso dello stadio comunale. E ad ogni sgombero è seguita la successiva bonifica dei luoghi, puntualmente “riconquistati” da altre famiglie rom di passaggio. Il blitz dell?altro ieri, però, ha spinto l?Amministrazione a varare un piano di controllo ad hoc per via Allende: ogni mattina, infatti, una pattuglia dei “caschi bianchi” dovrá ispezionare la zona, provvedendo ad horas a multare e allontanare gli eventuali abusivi.
? Insomma un vero e proprio assaggio di quel piano interforze che, dalla prossima settimana, scatterá in cittá. Un piano elaborato di concerto con i responsabili di vigili urbani, questura, Arma dei Carabinieri e Guardia di Finanza. Come accadde agli inizi del 2000 la cittá sará suddivisa in zone, ed ognuna sará affidata alla sorveglianza e cura di carabinieri, poliziotti, vigili e finanzieri.
L?obiettivo primario sará quello della prevenzione e repressione dell?ambulantato abusivo, dell?accattonaggio, del fenomeno dei parcheggiatori abusivi.

CAIRO, IL SINDACO FA SGOMBERARE I NOMADI -Savona
Il Vostro Giornale, 26 agosto

Cairo Montenotte. Il sindaco di Cairo Osvaldo Chebello ha emesso un?ordinanza di sgombero nei confronti degli zingari che si erano accampati dapprima fuori Ferrania, poi nel parcheggio dello stabilimento creando un vero e proprio campo nomadi. I vigili urbani hanno notificato il provvedimento agli interessati con l?aiuto dei carabinieri e le roulotte nel pomeriggio di ieri si sono trasferite verso la zona del Buglio, da dove sono state nuovamente ?sfrattate?.

Foto Orlando: sgombero di Tor Fiscale

Riferimenti: Gli sgomberi di Bologna

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