Rom della Bulgaria arrestati per traffico e sfruttamento di minori

Trieste. Sono principalmente di etnia rom i 41 Bulgari arrestati con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla riduzione in schiavitù ed all’immigrazione clandestina. L?organizzazione bulgara, attiva in Italia e in numerosi paesi dell’Unione Europea, sfruttava centinaia di minorenni per furto e prostituzione. Tra le centinaia di minorenni coinvolti, tutti fra gli 8 ed i 12-13 anni, ci sono anche alcune ragazzine incinte. I bambini venivano venduti o affittati ai componenti dell’ associazione per delinquere dagli stessi familiari: da qui il termine ?argato? operaio. I ragazzini provenivano tutti da famiglie in condizioni di povertà assoluta alle quali poi giungeva anche una piccola parte del denaro ricavato dal loro sfruttamento.
Decine di arresti per traffico di bimbi
Giuseppe Piccoli, il manifesto 30 maggio 2006
C’è voluta un’indagine durata tre anni per cogliere l’impercettibile filo che legava quei furti: borseggiatori e scippatori erano tutti piccoli schiavi costretti a rubare per un’organizzazione criminale bulgara composta da nomadi di etnia sinti e rom. L’inchiesta, condotta dal Ros dei carabinieri e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Trieste, ha subìto un’accelerazione lo scorso anno grazie al memorandum d’intesa tra la procura nazionale antimafia e la procura generale della Bulgaria. Ieri, quindi, è scattata l’operazione internazionale che ha permesso di sgominare la banda: 41 arresti e complessivamente 116 persone indagate con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla riduzione in schiavitù, all’immigrazione clandestina, al traffico internazionale di stupefacenti e di valuta. L’associazione era costituita da una cabina di regia – che agiva dalla Bulgaria – e dalle «cellule» dislocate nelle province del nord-est italiano, in Austria e in Germania. Gli «argati», cioè i bambini comprati dai nomadi per essere destinati all’accattonaggio e al furto, provenivano dal paese balcanico: famiglie molto povere stipulavano con la banda veri e propri contratti di fitto cedendo i figli per un tempo determinato in cambio di una parte del bottino. I piccoli, tutti tra gli otto e i tredici anni, dopo essere stati addestrati ai borseggi venivano condotti clandestinamente a Trieste, e da lì indirizzati verso le varie «cellule», dove entravano in azione. Il ricavato dei furti poi tornava in Bulgaria e veniva reinvestito in altri traffici illeciti: principalmente droga e prostituzione (anche minorile). Ogni «cellula» era coordinata da un capo ed agiva sotto il controllo di due sorveglianti che si occupavano delle istruzioni, dei documenti falsi e soprattutto di intervenire, quando qualcuno dei piccoli ladri veniva arrestato, per ottenerne il rilascio o eventualmente per organizzare la fuga dai centri d’accoglienza. I bambini identificati sono 23 (tra i quali una ragazzina di tredici anni all’ottavo mese di gravidanza),ma quelli realmente sfruttati dall’organizzazione sarebbero almeno duecento,mentre in tutta Europa migliaia di piccoli zingari vivrebbero simili situazioni di coercizione.
La difficile sorte dei bambini bulgari, trafficati e ”allergici” alle comunità
Parla don Rigoldi, presidente di Comunità Nuova, che da un mese ha aperto a Milano un centro diurno per aiutare i molti bambini dell’Est che sono abbandonati e vivono nelle strade della città
Redattore Sociale, 30 maggio 2006
MILANO – ?E? un bel risultato, dato che questo traffico è da sempre feroce ed efferato?. Don Gino Rigoldi, fondatore e presidente di Comunità Nuova, commenta così la notizia di ieri dell?arresto da parte dei carabinieri del Ros di 41 persone, tra Italia, Germania, Austria e Bulgaria, che trafficavano bambini bulgari verso l?Italia. Secondo Don Rigoldi, l?arresto del gruppo di trafficanti di bambini ?apre uno spiraglio per trovare altre persone coinvolte nel giro? attraverso le confessioni di possibili pentiti, che spesso cercano di ottenere uno sconto di pena.
Il fenomeno della tratta dei bambini è molto diffuso in Europa, nonostante se ne parli poco. Scoprire le persone coinvolte in questi traffici è difficile, anche a causa dell?omertà di chi sa, ma non è colpito direttamente. Il fenomeno della tratta dei bambini è complesso: alcuni vengono venduti per essere adottati da coppie che non possono avere figli, altri sono costretti a prostituirsi, altri ancora entrano a far parte del commercio degli organi. ?In Italia c?è un mercato funzionante della pedofilia- sottolinea Don Gino? e le bambine e i bambini dai 9 ai 12 anni con i capelli biondi e gli occhi azzurri sono, purtroppo, molto richiesti?. La prostituzione è un affare redditizio, tuttavia è difficile che si possano trovare bambine e bambini sulle strade. ?Le organizzazioni che fanno affari con il traffico di minori sono discrete e mettono i bambini a disposizione dei clienti in appartamenti?, spiega Don Rigoldi.
?Da un mese abbiamo aperto un centro diurno a Milano per aiutare i molti bambini dell?Est che sono abbandonati a se stessi e vivono nelle strade della città. Con questi ragazzini le comunità di accoglienza non funzionano perché scappano? racconta Don Gino. Infatti, i bambini bulgari o rumeni che vengono portati in Italia da gruppi criminali o dagli stessi fratelli maggiori che li costringono a prostituirsi non hanno un?educazione, appena riescono scappano dai loro aguzzini e spesso non sanno la nostra lingua. ?Sono come i bambini di strada del Brasile, senza punti di riferimento affettivi e familiari, con un buco nero nell?anima?, dice Don Gino. I rumeni sono diversi dagli altri bambini e ragazzini di strada che vengono dal Nord Africa o dall?Ex Jugoslavia. ?Le cause hanno origini storiche e politiche – spiega il cappellano del carcere Beccaria. – Quando sono andato in Romania ho visto gli istituti ideati da Ceausescu per dare alle generazioni future un?educazione di Stato, traboccanti di bambini. Sono trascorsi pochi anni da allora ma le famiglie delegano ancora ad altri l?educazione dei propri figli?. (sp)
Bulgaria: il 33% di minorenni con malattie croniche
Numerose famiglie povere in Bulgaria vendono ai trafficanti i figli per farli diventare mendicanti nei paesi dell?Europa occidentale
15 maggio 2006 fonte ANSA
Quasi il 33% dei minorenni bulgari in età tra i sei e 18 anni (la Bulgaria ha meno di otto milioni di abitanti) soffrono di gravi malattie croniche, secondo quanto risulta da dati pubblicati oggi a Sofia del Centro nazionale per la tutela della salute pubblica presso il Ministero della Sanità.
Gli esperti sottolineano che queste malattie ostacolano in notevole misura una adeguata realizzazione nella vita dei giovani. Secondo l?indagine, il 26,7% dei giovani soffrono di malattie croniche trasmesse in famiglia. Al primo posto sono le allergie che coinvolgono più del 50% dei giovani malati. Con il 21% seguono le malattie del metabolismo che portano all?obesità e al terzo posto sono i casi di diverse forme di nevrosi con il 6% dei giovani malati.
Il quotidiano di Sofia ?Novinar? pubblica peraltro oggi altri dati inquietanti che riguardano i giovani. ?Mentre i leader europei sono ancora titubanti scrive ?Novinar? – se far entrare o no il ?Far Est? (ovvero la Bulgaria e la Romania ndr) nell?Ue nel 2007, numerose famiglie povere in Bulgaria ormai da mesi vendono ai trafficanti i loro figli per farli diventare mendicanti nei paesi dell?Europa occidentale?.
Secondo le fonti anonime del giornale di Sofia che svelano quest?ultima ?moda? nel traffico illecito di persone, i bambini mendicanti ricevono come elemosina tra 200 e 800 euro al giorno, a seconda della città in cui vengono collocati a ?lavorare?. Per ora non vi é una statistica precisa su quanti bambini bulgari siano stati già ?esportati? in Occidente e su quale prezzo paghino i trafficanti ai genitori, ma secondo ?Novinar? un bambino destinato a fare il mendicante costa molto di più se é invalido.
Rapporti sul rispetto dei diritti umani nei vari paesi ? 2005
Pubblicato dal Bureau of Democracy, Human Rights, and Labor (Ufficio per la Democrazia, i Diritti Umani e il Lavoro). Un Ufficio, indetto dagli Stati Uniti, per promuovere la democrazia, proteggere i diritti dell’uomo e la libertà religiosa internazionale ed avanzare i diritti di lavoro su tutto il pianeta.
Circa duemila nuove vittime, minori, sono state fatte entrare nel paese e spostate al suo interno nel 2004.
Il numero di persone indagate per traffico di essere umani è di 1861, gli arresti, 341. Il governo ha inoltre cooperato con i governi stranieri, inclusi quelli di Nigeria, Ucraina, Bulgaria e Moldavia, per indagare e perseguire i casi di traffici. Il traffico di minori, provenienti soprattutto da Romania e Bulgaria, usati per mendicare o per la prostituzione, è organizzato da bande di albanesi e bulgari, in collaborazioni con quelle italiane.
Italia – 8 marzo 2006
Sezione: TRAFFICO DI ESSERI UMANI
La legge proibisce il traffico di esseri umani; tuttavia, esseri umani sono stati trafficati nel, dal, e all’interno del paese. Secondo il governo e le fonti ONG, circa duemila nuove vittime sono state fatte entrare nel paese e spostate al suo interno nel 2004. La legge prevede condanne da 8 a 20 anni di carcere per il traffico di esseri umani e la riduzione in schiavitù. Nei casi di condanne in cui le vittime erano minori destinati alla prostituzione, le condanne aumentano secondo una proporzione che va da un terzo alla metà. La legge prevede per i trafficanti condizioni speciali di prigionia, concepite per limitare la possibilità dei criminali di continuare le loro operazioni dal carcere. Il numero di persone indagate per traffico di essere umani è diminuito dalle 2.231 del 2003 alle 1.861 del 2004, ma gli arresti sono aumentati da 328 a 341; il numero di incriminazioni è aumentato da 59 a 120 e le condanne rispettivamente da 32 a 77. Il governo ha inoltre cooperato con i governi stranieri, inclusi quelli di Nigeria, Ucraina, Bulgaria e Moldavia, per indagare e perseguire i casi di traffici.
In marzo la polizia ha posto fine all’attività di tre reti per il traffico di esseri umani nella parte nord del paese e arrestato 12 albanesi e un bulgaro per aver prelevato con l’inganno degli studenti rumeni e aver usato mezzi di coercizione violenta per venderli a bande di albanesi per la prostituzione. Le indagini sul caso erano ancora in corso alla fine dell’anno.
In giugno la polizia della Calabria, in cooperazione con le autorità bulgare, ha arrestato 25 individui italiani e bulgari con l’accusa di traffico di esseri umani, cospirazione criminale, rapimento e violenza sessuale. A quanto riportato i componenti della banda avevano introdotto nel paese fino a 70 persone a settimana, che poi costringevano a lavorare come pastori, operai nelle fabbriche e nel mondo della prostituzione. Le indagini sul caso erano ancora in corso alla fine dell’anno.
In dicembre la polizia ha arrestato un rumeno con l’accusa di aver sfruttato 9 bambini Rom, di età compresa tra i 6 e i 14 anni, prelevandoli in un campo profughi ogni mattina e costringendoli a mendicare nelle strade.
Le indagini sui traffici di esseri umani del 2004 qui di seguito elencate, ancora in corso alla fine dell’anno, riguardano: un padre rumeno che vendeva le prestazioni sessuali del suo bambino di 10 anni alla periferia di Milano; due albanesi, un egiziano, un pakistano e un italiano implicati nei traffici di donne dai paesi dell’Est europeo per la prostituzione; sei bulgari che accompagnavano donne bulgare nel paese perché dessero alla luce bambini che sarebbero stati venduti a famiglie italiane per 13.500 dollari (10 mila euro) ciascuno; 12 persone, tra cui 2 funzionari di polizia, che sono stati arrestati a Sassari e accusati di traffico di esseri umani destinati alla prostituzione e falsificazione di documenti; e quattro persone accusate di aver organizzato viaggi di turismo sessuale in Brasile che prevedevano i servizi sessuali di ragazze dai 12 ai 17 anni di età.
Secondo il governo e una ONG, nel 2003 sono state vittime del traffico di esseri umani circa 2 mila persone; si ritiene che una percentuale compresa tra l’8 e il 10 per cento fosse di minore età.
Fotografia tratta da pubblicazione di Terre des hommes
























