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Archivio Maggio 2006

Rom della Bulgaria arrestati per traffico e sfruttamento di minori

31 Maggio 2006 Commenti chiusi


Trieste. Sono principalmente di etnia rom i 41 Bulgari arrestati con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla riduzione in schiavitù ed all’immigrazione clandestina. L?organizzazione bulgara, attiva in Italia e in numerosi paesi dell’Unione Europea, sfruttava centinaia di minorenni per furto e prostituzione. Tra le centinaia di minorenni coinvolti, tutti fra gli 8 ed i 12-13 anni, ci sono anche alcune ragazzine incinte. I bambini venivano venduti o affittati ai componenti dell’ associazione per delinquere dagli stessi familiari: da qui il termine ?argato? operaio. I ragazzini provenivano tutti da famiglie in condizioni di povertà assoluta alle quali poi giungeva anche una piccola parte del denaro ricavato dal loro sfruttamento.

Decine di arresti per traffico di bimbi
Giuseppe Piccoli, il manifesto 30 maggio 2006

C’è voluta un’indagine durata tre anni per cogliere l’impercettibile filo che legava quei furti: borseggiatori e scippatori erano tutti piccoli schiavi costretti a rubare per un’organizzazione criminale bulgara composta da nomadi di etnia sinti e rom. L’inchiesta, condotta dal Ros dei carabinieri e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Trieste, ha subìto un’accelerazione lo scorso anno grazie al memorandum d’intesa tra la procura nazionale antimafia e la procura generale della Bulgaria. Ieri, quindi, è scattata l’operazione internazionale che ha permesso di sgominare la banda: 41 arresti e complessivamente 116 persone indagate con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla riduzione in schiavitù, all’immigrazione clandestina, al traffico internazionale di stupefacenti e di valuta. L’associazione era costituita da una cabina di regia – che agiva dalla Bulgaria – e dalle «cellule» dislocate nelle province del nord-est italiano, in Austria e in Germania. Gli «argati», cioè i bambini comprati dai nomadi per essere destinati all’accattonaggio e al furto, provenivano dal paese balcanico: famiglie molto povere stipulavano con la banda veri e propri contratti di fitto cedendo i figli per un tempo determinato in cambio di una parte del bottino. I piccoli, tutti tra gli otto e i tredici anni, dopo essere stati addestrati ai borseggi venivano condotti clandestinamente a Trieste, e da lì indirizzati verso le varie «cellule», dove entravano in azione. Il ricavato dei furti poi tornava in Bulgaria e veniva reinvestito in altri traffici illeciti: principalmente droga e prostituzione (anche minorile). Ogni «cellula» era coordinata da un capo ed agiva sotto il controllo di due sorveglianti che si occupavano delle istruzioni, dei documenti falsi e soprattutto di intervenire, quando qualcuno dei piccoli ladri veniva arrestato, per ottenerne il rilascio o eventualmente per organizzare la fuga dai centri d’accoglienza. I bambini identificati sono 23 (tra i quali una ragazzina di tredici anni all’ottavo mese di gravidanza),ma quelli realmente sfruttati dall’organizzazione sarebbero almeno duecento,mentre in tutta Europa migliaia di piccoli zingari vivrebbero simili situazioni di coercizione.

La difficile sorte dei bambini bulgari, trafficati e ”allergici” alle comunità
Parla don Rigoldi, presidente di Comunità Nuova, che da un mese ha aperto a Milano un centro diurno per aiutare i molti bambini dell’Est che sono abbandonati e vivono nelle strade della città

Redattore Sociale, 30 maggio 2006
MILANO – ?E? un bel risultato, dato che questo traffico è da sempre feroce ed efferato?. Don Gino Rigoldi, fondatore e presidente di Comunità Nuova, commenta così la notizia di ieri dell?arresto da parte dei carabinieri del Ros di 41 persone, tra Italia, Germania, Austria e Bulgaria, che trafficavano bambini bulgari verso l?Italia. Secondo Don Rigoldi, l?arresto del gruppo di trafficanti di bambini ?apre uno spiraglio per trovare altre persone coinvolte nel giro? attraverso le confessioni di possibili pentiti, che spesso cercano di ottenere uno sconto di pena.
Il fenomeno della tratta dei bambini è molto diffuso in Europa, nonostante se ne parli poco. Scoprire le persone coinvolte in questi traffici è difficile, anche a causa dell?omertà di chi sa, ma non è colpito direttamente. Il fenomeno della tratta dei bambini è complesso: alcuni vengono venduti per essere adottati da coppie che non possono avere figli, altri sono costretti a prostituirsi, altri ancora entrano a far parte del commercio degli organi. ?In Italia c?è un mercato funzionante della pedofilia- sottolinea Don Gino? e le bambine e i bambini dai 9 ai 12 anni con i capelli biondi e gli occhi azzurri sono, purtroppo, molto richiesti?. La prostituzione è un affare redditizio, tuttavia è difficile che si possano trovare bambine e bambini sulle strade. ?Le organizzazioni che fanno affari con il traffico di minori sono discrete e mettono i bambini a disposizione dei clienti in appartamenti?, spiega Don Rigoldi.
?Da un mese abbiamo aperto un centro diurno a Milano per aiutare i molti bambini dell?Est che sono abbandonati a se stessi e vivono nelle strade della città. Con questi ragazzini le comunità di accoglienza non funzionano perché scappano? racconta Don Gino. Infatti, i bambini bulgari o rumeni che vengono portati in Italia da gruppi criminali o dagli stessi fratelli maggiori che li costringono a prostituirsi non hanno un?educazione, appena riescono scappano dai loro aguzzini e spesso non sanno la nostra lingua. ?Sono come i bambini di strada del Brasile, senza punti di riferimento affettivi e familiari, con un buco nero nell?anima?, dice Don Gino. I rumeni sono diversi dagli altri bambini e ragazzini di strada che vengono dal Nord Africa o dall?Ex Jugoslavia. ?Le cause hanno origini storiche e politiche – spiega il cappellano del carcere Beccaria. – Quando sono andato in Romania ho visto gli istituti ideati da Ceausescu per dare alle generazioni future un?educazione di Stato, traboccanti di bambini. Sono trascorsi pochi anni da allora ma le famiglie delegano ancora ad altri l?educazione dei propri figli?. (sp)

Bulgaria: il 33% di minorenni con malattie croniche
Numerose famiglie povere in Bulgaria vendono ai trafficanti i figli per farli diventare mendicanti nei paesi dell?Europa occidentale

15 maggio 2006 fonte ANSA
Quasi il 33% dei minorenni bulgari in età tra i sei e 18 anni (la Bulgaria ha meno di otto milioni di abitanti) soffrono di gravi malattie croniche, secondo quanto risulta da dati pubblicati oggi a Sofia del Centro nazionale per la tutela della salute pubblica presso il Ministero della Sanità.
Gli esperti sottolineano che queste malattie ostacolano in notevole misura una adeguata realizzazione nella vita dei giovani. Secondo l?indagine, il 26,7% dei giovani soffrono di malattie croniche trasmesse in famiglia. Al primo posto sono le allergie che coinvolgono più del 50% dei giovani malati. Con il 21% seguono le malattie del metabolismo che portano all?obesità e al terzo posto sono i casi di diverse forme di nevrosi con il 6% dei giovani malati.
Il quotidiano di Sofia ?Novinar? pubblica peraltro oggi altri dati inquietanti che riguardano i giovani. ?Mentre i leader europei sono ancora titubanti scrive ?Novinar? – se far entrare o no il ?Far Est? (ovvero la Bulgaria e la Romania ndr) nell?Ue nel 2007, numerose famiglie povere in Bulgaria ormai da mesi vendono ai trafficanti i loro figli per farli diventare mendicanti nei paesi dell?Europa occidentale?.
Secondo le fonti anonime del giornale di Sofia che svelano quest?ultima ?moda? nel traffico illecito di persone, i bambini mendicanti ricevono come elemosina tra 200 e 800 euro al giorno, a seconda della città in cui vengono collocati a ?lavorare?. Per ora non vi é una statistica precisa su quanti bambini bulgari siano stati già ?esportati? in Occidente e su quale prezzo paghino i trafficanti ai genitori, ma secondo ?Novinar? un bambino destinato a fare il mendicante costa molto di più se é invalido.

Rapporti sul rispetto dei diritti umani nei vari paesi ? 2005
Pubblicato dal Bureau of Democracy, Human Rights, and Labor (Ufficio per la Democrazia, i Diritti Umani e il Lavoro). Un Ufficio, indetto dagli Stati Uniti, per promuovere la democrazia, proteggere i diritti dell’uomo e la libertà religiosa internazionale ed avanzare i diritti di lavoro su tutto il pianeta.

Circa duemila nuove vittime, minori, sono state fatte entrare nel paese e spostate al suo interno nel 2004.
Il numero di persone indagate per traffico di essere umani è di 1861, gli arresti, 341. Il governo ha inoltre cooperato con i governi stranieri, inclusi quelli di Nigeria, Ucraina, Bulgaria e Moldavia, per indagare e perseguire i casi di traffici. Il traffico di minori, provenienti soprattutto da Romania e Bulgaria, usati per mendicare o per la prostituzione, è organizzato da bande di albanesi e bulgari, in collaborazioni con quelle italiane.

Italia – 8 marzo 2006
Sezione: TRAFFICO DI ESSERI UMANI
La legge proibisce il traffico di esseri umani; tuttavia, esseri umani sono stati trafficati nel, dal, e all’interno del paese. Secondo il governo e le fonti ONG, circa duemila nuove vittime sono state fatte entrare nel paese e spostate al suo interno nel 2004. La legge prevede condanne da 8 a 20 anni di carcere per il traffico di esseri umani e la riduzione in schiavitù. Nei casi di condanne in cui le vittime erano minori destinati alla prostituzione, le condanne aumentano secondo una proporzione che va da un terzo alla metà. La legge prevede per i trafficanti condizioni speciali di prigionia, concepite per limitare la possibilità dei criminali di continuare le loro operazioni dal carcere. Il numero di persone indagate per traffico di essere umani è diminuito dalle 2.231 del 2003 alle 1.861 del 2004, ma gli arresti sono aumentati da 328 a 341; il numero di incriminazioni è aumentato da 59 a 120 e le condanne rispettivamente da 32 a 77. Il governo ha inoltre cooperato con i governi stranieri, inclusi quelli di Nigeria, Ucraina, Bulgaria e Moldavia, per indagare e perseguire i casi di traffici.
In marzo la polizia ha posto fine all’attività di tre reti per il traffico di esseri umani nella parte nord del paese e arrestato 12 albanesi e un bulgaro per aver prelevato con l’inganno degli studenti rumeni e aver usato mezzi di coercizione violenta per venderli a bande di albanesi per la prostituzione. Le indagini sul caso erano ancora in corso alla fine dell’anno.
In giugno la polizia della Calabria, in cooperazione con le autorità bulgare, ha arrestato 25 individui italiani e bulgari con l’accusa di traffico di esseri umani, cospirazione criminale, rapimento e violenza sessuale. A quanto riportato i componenti della banda avevano introdotto nel paese fino a 70 persone a settimana, che poi costringevano a lavorare come pastori, operai nelle fabbriche e nel mondo della prostituzione. Le indagini sul caso erano ancora in corso alla fine dell’anno.
In dicembre la polizia ha arrestato un rumeno con l’accusa di aver sfruttato 9 bambini Rom, di età compresa tra i 6 e i 14 anni, prelevandoli in un campo profughi ogni mattina e costringendoli a mendicare nelle strade.
Le indagini sui traffici di esseri umani del 2004 qui di seguito elencate, ancora in corso alla fine dell’anno, riguardano: un padre rumeno che vendeva le prestazioni sessuali del suo bambino di 10 anni alla periferia di Milano; due albanesi, un egiziano, un pakistano e un italiano implicati nei traffici di donne dai paesi dell’Est europeo per la prostituzione; sei bulgari che accompagnavano donne bulgare nel paese perché dessero alla luce bambini che sarebbero stati venduti a famiglie italiane per 13.500 dollari (10 mila euro) ciascuno; 12 persone, tra cui 2 funzionari di polizia, che sono stati arrestati a Sassari e accusati di traffico di esseri umani destinati alla prostituzione e falsificazione di documenti; e quattro persone accusate di aver organizzato viaggi di turismo sessuale in Brasile che prevedevano i servizi sessuali di ragazze dai 12 ai 17 anni di età.
Secondo il governo e una ONG, nel 2003 sono state vittime del traffico di esseri umani circa 2 mila persone; si ritiene che una percentuale compresa tra l’8 e il 10 per cento fosse di minore età.

Fotografia tratta da pubblicazione di Terre des hommes

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Padova: spostato al 19 giugno il convegno

30 Maggio 2006 Commenti chiusi

La Conferenza nazionale dei Sinti su habitat è stata spostata al 19 giugno.
Riferimenti: Padova conferenza Sinti: errata corrige

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Cara e-lettrice di Romano Lil

30 Maggio 2006 Commenti chiusi


Tempo di tasse, tempo da lupi, tempo di fare i conti con Romano Lil. E magari di fare un atto di fiducia, quella che muove il mondo, che è levogiro. Nell?immagine, da stampare e da diffondere, il codice fiscale per il 5×1000 all?Opera Nomadi: una quota a Romano Lil. Per destinare il 5 per mille delle tue imposte ad Opera Nomadi, con la dichiarazione dei redditi, sul modello 730, sull?UNICO 2006 o sul CUD, firma nello spazio riservato alle associazioni e inserisci il codice 80409480581

Cara e-lettrice, caro e-lettore, questo periodo, della dichiarazione dei redditi, è la nostra campagna elettorale a promuovere le nostre iniziative per avere, eventualmente, il suo consenso.
Quando legge articoli pubblicati alle due di notte, di mattina e sera – anche di sabato e di domenica, magari si chiederà, visto che lo spirito di curiosità ci agita all?Opera Nomadi, chi c?è dietro tutto questo. Dietro c?è colui che scrive, il direttore, che ha inventato due giornali al posto di uno. Romano Lil, ed Archivio, nascono a gennaio 2006 per sopperire alla mancanza di in-formazione e di appro-fondimento dovuti anche alla mancanza cronica di fondi che ci impediva di stampare e diffondere Romano Lil circolare, l?amico di carta. Il Romano Lil tipografico, ?Una delegazione dell?Opera Nomadi in Ungheria? ?numero due anno 2004, per fare un esem-pio, mi è costato 400 euro, solo di spese di viaggio e senza aggiungere il tempo-lavoro.

Giornale indipendente, apartitico e aconfessionale, ma con una ve-na di ribellione che si rifà ai 600 anni di resistenza delle popolazioni rom/sinte, Romano Lil non riceve contributi né dai Partiti né dalle Chiese e l?unico accesso consentito, anni fa, era di un accredito di 20 lire a copia per la stampa di ogni numero dopo tortuose richieste burocratiche. Allora mi sono inventato il Romano Lil web-log e dopo due mesi il mio lavoro mi è stato riconosciuto ed ufficializzato dal Nazionale, senza che avessi chiesto niente, con rimborso annuale minore di un ?servizio civile? ?anche per pro-gettare il sito Opera Nomadi.

Romano Lil più che giornale è un settimanale di approfondimento, a cadenza giornaliera, non una rassegna stampa di articoli dai quotidiani fatti con la tecnica taglia-e-incolla. Anche quando si riprendono articoli di cronaca si cerca sempre di dare una visione in più, anche con le immagini. Basta vedere, ad esempio, il comunicato di Milano sull?assessore Maiolo o la recensione, con interviste, al libro di Velija Ahmetovic. Un esempio di cronaca sul ?campo? è, per fare un altro esempio, Bolzano con gli ?atti? del convegno: quattro pagine fitte pubblicate venerdì 19 maggio su Archivio Romano Lil. Anche lì nessuno mi ha fornito ?file? pre-confezionati: mi sono scritto parola per parola, seduto in prima fila e senza pause ?solo quelle per le fotografie, e poi ho riportato sul giornale. ?Non olet? diceva Diocleziano a proposito delle tasse sui gabinetti. Fra poco applicheranno il canone anche sui computer ed allora, cara e-lettrice, caro e-lettore, la lettura di Romano Lil sarà cumulata nella tassa suddetta. Oggi che leggete il giornale gratuitamente, e magari ricevete anche gli ?inviti alla lettura? per posta elettronica, potete fare una scelta non obbligata.

Caro e-lettore, cara e-lettrice, vi chiediamo un atto di fiducia e di partigianeria. Se vi interessa quanto offre Romano Lil, con Archivio appena di là della strada telematica che si vedono le finestre ed i titoli, firmate il 5X1000 all?Opera Nomadi che potrà così dispensare contributo al nostro giornale. Sennò l?anno prossimo, Romano Lil chiude. Lasciando un buco vuoto nel profondo telematico: una desuetudine virtuale.

TU DIETRO LO SCHERMO, TI VEDO, FATTI VEDERE!

?Per essere sempre più la rappresentazione di noi stessi, fratelli nell?Opera Nomadi, e sempre meno il prodotto di una società che non ci rappresenta?. (Comuna Baires)

Postilla: Chi volesse ricevere il ?pdf? con dieci talloncini da stampare, tagliare e da diffondere lo chieda alla Redazione.
Riferimenti: 5 per mille all?Opera Nomadi

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Via all?operazione sgombero dei Rom di Castel Firmiano

28 Maggio 2006 Commenti chiusi


Bolzano. Comune, Provincia, Ipes, Assb, tutti d?accordo: il campo rom, costruito nel 1997 sulla discarica di Castel Firmiano, deve essere smantellato al più presto. E? quanto emerso dal vertice di giovedì mattina, 25 maggio, tra i rappresentanti dei diversi enti, per cercare di passare in tempi rapidi alla fase operativa. Si esclude una relazione tra la collocazione del campo rom e le patologie di cui soffrono alcuni bambini che vivono lì. Il Comune ha affidato incarico all?ingegner Martin Weiss per verificare se sia sopravvenuto un rischio-salute per le 102 persone del campo. Se così fosse, scatterebbe inevitabilmente un piano d?emergenza.

?VIA ALL?OPERAZIONE SGOMBERO DEI ROM?
Di Antonella Mattioli, Alto Adige 26 maggio

Entro il 30 giugno lo studio sulla discarica di Castel Firmiano, per verificare se ci sono rischi per la salute.
Via all?operazione sgombero dei rom.
Commissione tecnica al lavoro per trovare un alloggio a venti famiglie.

BOLZANO. Comune, Provincia, Ipes, Assb, tutti d?accordo: il campo rom, costruito nel 1997 sulla discarica di Castel Firmiano, deve essere smantellato al più presto. Ieri mattina c?è stato un vertice tra i rappresentanti dei diversi enti, per cercare di passare in tempi rapidi alla fase operativa. Il primo passo prevede la costituzione di un tavolo tecnico tra i rappresentanti dei vari settori, per vedere di trovare una sistemazione alternativa alle venti famiglie (sono complessivamente 102 persone) che abitano lassù. «Per il momento – spiega l?assessore Patrizia Trincanato – non pensiamo a graduatorie ad hoc per i rom. Questo richiederebbe troppo tempo, mentre invece vogliamo accelerare al massimo. Sono certa che non esiste una relazione tra la collocazione del campo rom e le patologie di cui soffrono alcuni bambini che vivono lì (i medici dell?Asl interpellati l?hanno esclusa, ndr), ma è chiaro a tutti che è comunque una sistemazione inadeguata sia dal punto di vista sanitario che per quanto riguarda l?aspetto sociale. Si cercherà quindi di risolvere il problema, utilizzando innanzitutto le normative in vigore». Da oggi la commissione tecnica si metterà al lavoro e comincerà ad analizzare caso per caso. «Si verificheranno – spiega l?assessore Trincanato – un po? tutte le possibilità: a cominciare dall?assegnazione di un alloggio Ipes o comunale non solo a Bolzano ma anche eventualmente nei centri limitrofi, dove qualcuno già lavora da anni. Per i casi in cui invece la «scalata» alla graduatoria Ipes fosse di fatto impossibile, ci potrebbe essere la possibilità di andare sul mercato privato usufruendo del sussidio casa o di altre opportunità che dovranno essere valutate singolarmente assieme agli interessati». Tutto questo in attesa dei risultati della perizia che il Comune ha affidato all?ingegner Martin Weiss, per conoscere lo stato attuale della discarica e verificare se, nel corso degli anni, sono avvenute delle modifiche tali da mettere a rischio la salute di chi abita nel campo sulla discarica. Se così fosse, scatterebbe inevitabilmente un piano d?emergenza.

IL CAMPO DI CASTEL FIRMIAMO SARÀ CHIUSO: L’IMPEGNO DEL COMUNE
(Da Redattore Sociale 18 maggio)

L’Assessora alle politiche sociali e alle pari opportunità del Comune di Bolzano, Patrizia Trincanato: ?Tra i miei obiettivi c?è quello di chiudere i campi, perché credo che per una città come la nostra sia proprio avvilente una situazione del genere. E mi ha fatto molto piacere che in Giunta mi sia stato dato un mandato politico. C?è la volontà di andare a risolvere la questione e di questo sono molto contenta?. ?Preoccupati dai casi di bambini ammalati avevamo chiesto all?Asl un?indagine, da cui non è emersa una correlazione tra il sito ed i problemi di questi bambini. Ma ora, nel giro di poco tempo, si sono verificate altre malattie, per cui abbiamo dato incarico all?ing. Martin Weiss di verificare la situazione idrologica ed ambientale della vecchia discarica?.
I problemi di salute riguardano solo i neonati o anche gli adulti del campo?
“Ora c?è anche qualche adulto che ha problemi. Abbiamo raccolto i dati di queste persone e li abbiamo mandati all?azienda sanitaria”.
Quali saranno i suoi prossimi interventi?
?Il 25 maggio avremo un vertice tra Provincia, Comune, Asl e tutti gli attori ed operatori interessati per cominciare a ragionare concretamente sul superamento del campo?.

Sul ?campo-discarica? di Castel Firmiano altri articoli su:
- Romano Lil 15 e 17 maggio; – Archivio Romano Lil 15 maggio

Nella fotografia: il ?campo? di Castel Firmiano
Riferimenti: I Rom saranno trasferiti nelle case

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I Rom della Bosnia: di Velija Ahmetovic

26 Maggio 2006 Commenti chiusi


E? una ristampa, ma l?editore parla di vera e propria pubblicazione perché sono state riassestate le fotografie e la tiratura è aumentata. Nel testo si affronta la situazione dei Rom in Bosnia e nel mondo e si offre uno spaccato della loro società: la nascita, le feste, la musica, i matrimoni, i funerali. Con i proventi del libro Velja vuole raccogliere testimonianze dei sopravvissuti al Porrajmos. Ha intenzione di mettersi a girare l’Europa a docu-mentare la storia, prima che sia troppo tardi, degli ultimi sopravvissuti allo sterminio nazi-fascista della seconda guerra mondiale.

I ROM DELLA BOSNIA
I Rom della Bosnia ? Erzegovina sono stati ulteriormente di-scriminati a seguito dei conflitti e della guerra (del 1991) che ha sconfitto l?ex Jugoslavia. 100.000 persone sono scappate in Italia, Olanda e Germania, altre 70-80.000 sono rimaste a vivere in condizioni di disagio aggravato. In Italia ne sono arrivati 30-40.000 ma sono raddoppiati perché in 10 anni hanno fatto tanti altri figli (anche 7-8 per nucleo familiare).
?I Rom della Bosnia?, di Velija Ahmetovic, è un libro che cerca di preservare la storia e le culture dei Rom di quella terra: è stato pubblicato a natale 2005 dalle edizioni Mobydick di Faenza.
Il libro è il frutto di un lungo lavoro di ricerca e scrittura sulle culture e i valori delle società dei Rom della Bosnia (cerga?i, kaloperi, arljia) che comunemente vengono denominati Khorakané (lettori del Corano) per la loro appartenenza alla religione isla-mica. Nel testo, oltre ad affrontare la situazione dei Rom in Bosnia e nel mondo, si offre uno spaccato della società dei Rom Cerga?i: la nascita, le feste, la musica, i matrimoni, i funerali. Inoltre, il libro contiene una raccolta di poesie di Velija Ahmetovic in lingua romanì con la traduzione in italiano a fronte. La prefazione del libro é scritta da don Oreste Benzi, dell’Associazione Papa Giovanni XXIII che a Rimini ha molto operato per la causa dei Rom.

DALLA PRESENTAZIONE
Velija è detentore della cultura orale, vi è nato e vissuto in mezzo, ma si esprime a meraviglia anche con quella scritta. Dicono gli esperti sia la condizione ottimale per comprendere il mondo.
La cultura orale non è infatti il punto di partenza per quella scritta ma dalla nascita di quest?ultima ambedue corrono parallelamente dentro la storia, la costruiscono e la raccontano.
Le sedici poesie riportate sul libro sono sia in lingua originale che in italiano, esprimono i sentimenti di tutti i rom durante le pere-grinazioni a cui sono costretti. Da esse si comprende forse meglio questo popolo perché penetrano ancor più, fino alla radice delle emozioni. I sentimenti, pur patrimonio comune a tutti gli uomini, sono qui espressi con la specificità con cui si colloca nel mondo il popolo rom e ne permea ogni cultura.
Il libro si compone di centotrenta pagine tra le quali troviamo più di ottanta foto inedite, le più interessanti mostrano la vita dei rom nella Bosnia.

?PARLA? VELIJA AHMETOVIC
?Ho scritto questo libro perché ho paura che fra 30-40 anni la nostra cultura sparisca ed allora che resti una storia scritta del nostro popolo? spiega Velja Ahmetovic, di 44 anni, proveniente da Mostar e residente in Italia dal 1990, dalla crisi dell?ex-Jugoslavia.
Di mestiere fa l?operatore ecologico per il comune, ha 5 figli ed abita con la roulotte su un terreno della curia, vicino alla casa accoglienza della comunità papa Giovanni, ancora in attesa dell?appezzamento di terreno di 35 metri quadri che gli avevano promesso nel 2000 quando hanno smantellato il ?campo? non autorizzato di Rimini. All?epoca hanno dato un ?bonus? di 25 milioni per invitare le famiglie ad andarsene in altre province ma Velja aveva la residenza nel comune ed ha preferito restare, anche se in difficoltà, piuttosto che andare di nuovo all?avventura.
Il libro è uscito prima di Natale 2005 ma era già pronto da tre-quattro anni. ?Scrivo soprattutto poesie ? spiega Velja ? ma sono stato spinto a scrivere questo libro di storia e di cultura dalle domande dei miei figli. A scuola le maestre gli chiedevano delle nostre tradizioni ed allora ho scritto la nostra storia perché potessero meglio rispondere. Noi siamo Rom Cergasi, da ?cerga? che vuol dire tenda. Fino a 30-40 anni fa si viveva in tenda poi piano piano abbiamo iniziato a vivere nelle case ed a costruirci piccole casette. Finché abbiamo potuto, poi con la guerra, dalla Bosnia Erzegovina sono scappate circa 100.000 persone, in Italia, Olanda e Germania: i Rom rimasti sono 70-80.000. Il mio sogno ? conclude Velja ? è quello di poter utilizzare i proventi della vendita del libro per fare il giro d?Europa a raccogliere testimonianze, prima che sia troppo tardi, degli ultimi e pochissimi ormai sopravvissuti al ?Porrajmos?, lo sterminio perpetrato dai nazi-fascisti nei confronti del nostro popolo?.

IL TRADUTTORE
Francesco Canuti, della comunità ?Papa Giovanni? è il traduttore del libro che è stato scritto, in prima stesura, in ? romanès?.
?Mi sono molto prodigato perché venisse stampato questo libro ? spiega. ?Un libro che mi ha causato molte difficoltà nella traduzione perché la cultura orale non è un primo passo verso la cultura scritta, sono due culture che viaggiano parallele. Difficoltà di traduzione dovuta soprattutto all?accesso al simbolico che è un po? diverso dal nostro. Ad esempio in una poesia Velija scrive che ?anche il sole si è inchinato?: ci ho messo almeno mezz?ora a chiedere ed a capire il senso di quell??inclinato?, inteso nel senso di arreso, chinatosi in avanti. Occorre fare degli sforzi per conoscere ma a volte siamo sopraffatti dall?emergenza, dalle espulsioni, e non troviamo il tempo di dedicarci alla cultura, alla storia, alla conoscenza?. Purtroppo.

I ROM IN PARTENZA DA RIMINI
Di Maria Bilancini, della comunità papa Giovanni XXIII di Rimini.
Dal 1990 a Rimini c?era un campo nomadi non autorizzato con venti famiglie di Rom dalla Bosnia, provenienti da Jablaniza vicino a Mostar: Ahmetovic ed Halilovic. In questo campo erano residenti profughi dalla Bosnia che andavano a fare la stagione a Rimini e poi con la guerra si sono insediati stabilmente.
Nel 2000 il campo è stato smantellato: la comunità papa Giovanni ed altre associazioni, riuscirono ad avviare un progetto di ridi-stribuzione abitativa nel territorio, soprattutto microaeree abita-tive per famiglie allargate, in linea con la legge regionale. Ma i comuni della zona hanno rifiutato di concedere terreni ai profughi o di adattare le aree agricole ad uso abitativo con roulotte, per cui il progetto di inserimento territoriale è saltato e tante famiglie hanno preferito allontanarsi per cercare fortuna in altre parti, d?Italia ma anche in Olanda e Germania, usufruendo del bonus di 25 milioni concesso dal comune di Rimini. Con risultati spesso negativi, perché i Rom si sono trovati in territorio sconosciuti ad affrontare di nuovo i processi di ?regolarizzazione? che a Rimini si erano in qualche modo avviati anche col supporto delle associazioni.

L’autore é disponibile per incontri, interviste, confronti.
Ahmetovic Velija telefono 348 0634388

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Tiziana Maiolo contro i Rom di Milano

24 Maggio 2006 1 commento


Nel corso di un dibattito televisivo sul tema dei ?campi nomadi nella città di Milano? Tiziana Maiolo a commento delle immagini di un campo comunale che versa in condizioni igieniche spaventose, ha affermato che ?per porre fine a questa situazione di degrado, se dipendesse da lei, tutti i minori sarebbero da togliere alle loro famiglie?. Il comunicato dell?Opera Nomadi di Milano sull?assessora di Forza Italia, che non è nuova a certe affermazioni di mancanza di umanità.

MAIOLO DA CASSONETTO
D?altronde, umana verso i Rom la nota Tiziana Maiolo non è mai stata. Si ricordano ancora le polemiche scatenate da una sua frase, «Non cercava di coprirsi, ma rubava i vestiti della Caritas», a proposito della morte di una giovane rom schiacciata da un cassonetto degli abiti usati della Caritas la notte del 15 dicembre 2005.

Il comunicato dell?Opera Nomadi di Milano

MAI UN AMMINISTRATORE DI MILANO HA DETTO COSE TANTO GRAVI QUANTO IRRESPONSABILI SUI ROM DI MILANO

Questa sera, nel corso di un dibattito elettorale televisivo a Telelombardia, sul tema dei ?campi nomadi nella città di Milano?, l?Assessore ai Servizi Sociali, Tiziana Maiolo (Forza Italia), a commento delle immagini di un noto campo comunale che versa in condizioni igieniche spaventose, ha affermato che ?per porre fine a questa situazione di degrado, se dipendesse da lei, tutti i minori sarebbero da togliere alle loro famiglie?.
A nostra memoria crediamo che mai, a Milano, un amministratore si sia spinto a dire pubblicamente cose tanto gravi quanto irresponsabili, sottolineando in tal modo la deriva culturale e il trattamento politico a cui sono soggetti i Rom, a cominciare dalla violazione dei diritti personali e umani praticati in molti casi dagli organi di governo della città.
Che poi a sostenerlo sia un Assessore che ha tra i propri compiti istituzionali quelli di promuovere e tutelare il benessere sociale delle persone, tra cui i molti minori di famiglie in difficoltà, getta un?ombra di discredito e solleva delle fondate preoccupazioni circa l?obiettività, la correttezza e la stessa pertinenza degli interventi a cui vengono chiamati ad operare gli stessi servizi comunali che a Lei rispondono.
Analogamente a quanto già successo nel recente passato, come nel caso dell?incendio che ha quasi distrutto il campo comunale di via Triboniano, per il quale è stata inoltrata una lettera di protesta alla Protezione Civile Nazionale, è intenzione dello scrivente Ente Morale, a conclusione della campagna elettorale, trasmettere una relazione dettagliata al Ministro competente, perché predisponga gli accertamenti del caso atti ad escludere con chiarezza ogni possibile dubbio o pregiudizio circa l?operato dell?Amministrazione Comunale milanese in relazione alle dichiarazioni sopra citate.

Milano lì 23 Maggio 2006

p. Il Direttivo: il Vicepresidente, Maurizio Pagani

Opera Nomadi sezione di Milano
via Archimede n. 13 20129 Milano
Tel 0284891841 3393684212
operanomadimilano@tiscalinet.it

P.S.:MAIOLO DA PREMIO CALDEROLI
Il premio Calderoli è assegnato da un noto ?blog? (ONE MORE BLOG) a chiunque si produce in stronzate di tale portata da poter tentare di emulare il Pittoresco Uomo in Verde (Calderoli, appunto). L?assessora Maiolo lo ha ricevuto il 31 dicembre 2005, l?ultimo prestigioso premio verde del 2005, con queste moti-vazioni: ?la puzza di razzismo peloso e che emana da dichiarazioni ipocrite e azioni indecenti. Assieme al Premio Padano, l’Autorevole Giuria consegna alla Maiolo anche un augurio sincero: che possa anche lei trascorrere quanto prima un paio di settimane in un container allocato in un sottoscala, meglio se nelle vicinanze di una latrina maleodorante, meglio ancora se in compagnia del suo (moralmente) altrettanto maleodorante collega vicesindaco?.

Fotografia: agenzia bella-donna
Riferimenti: Premio Calderoli a Tiziana Maiolo

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Il pellegrinaggio degli ?zingari? cattolici d?Europa

24 Maggio 2006 1 commento


Oggi 24, è il giorno del ?pellegrinaggio di maggio? quando gli ?zingari? cattolici di tutta Europa si ritrovano a Les Saintes Maries de la Mer, in Camargue ?Francia, a festeggiare Santa Sara, ?la nera?, patrona del loro popolo. La storia e tutti i colori di una festa che è anche un momento di incontro e di socializzazione per un popolo che, per una settimana, in Camargue, trova la propria patria.

Il pellegrinaggio per Sara la Nera, protettrice del popolo rom

CAMARGUE DI MAGGIO: AL RADUNO ANNUALE DEGLI ZINGARI D?EUROPA

10.000 zingari cattolici d?Europa al pellegrinaggio annuale di santa Sara, patrona del loro popolo, a Les Saintes Maries de la Mer, capitale della Camargue in provincia di Marsiglia, il 24 maggio 2000.

Camargue: pellegrinaggio di maggio
Dopo i gialli colori di Van Gogh, stemperati nelle campagne di Arles, si stende la suggestiva Camargue, alle foci a delta del fiume Rodano, dove la terra di Francia scivola gradatamente al mare. Il Parco Regionale di Camargue è stato istituito nel 1970 e si estende per circa 85.000 ettari entro un territorio compreso, grosso modo, tra le città di Montpellier, Avignone e Marsiglia: pianure immense comprendenti depressioni e paludi, in un connubio di acqua dolce e salata, dove si agita il ?mistral?, un vero e proprio paradiso per gli uccelli migratori e stanziali: vi svernano a volte fino a 200.000 uccelli. 36 kilometri a sud di Arles si trova Les Saintes Maries de la Mer, l?ultimo baluardo del continente, un paesino incastonato fra acqua e terra, quasi un miraggio in questi desolati terracquitrini, tutto raggruppato attorno alla chiesa-fortezza, di fattura romana, dove sono conservate le reliquie delle sante Marie: conta 2234 abitanti d?inverno e 25.000 d?estate. Le sante protettrici si festeggiano ogni anno nel pellegrinaggio di maggio: il 24 si onora Santa Sara, Sara la Nera, protettrice del popolo Rom, mentre il 25 è riservato alle patrone locali, Maria di Giacomo e Maria Salomè.

La leggenda delle sante Marie
La leggenda racconta che durante una delle prime persecuzioni contro i cristiani, Maria Jacobé e Maria Salomè, parenti strette della Santa Vergine e di Gesù (madri dell’apostolo Giacomo e Giovanni l’Evangelista), furono cacciate dalla Giudea, assieme a Lazzaro, Maria Maddalena e Massimino, sopra una barca insicura, priva di remi e vele. La barca, guidata dalla provvidenza, dopo giorni di navigazione ed una furiosa tempesta approdò miracolosamente sulla costa di Provenza dove ora sorge il paese che, dalle sante prende il nome. Era il 40 dopo Cristo. Le sante furono accolte dagli abitanti del paese, i romani che erano gli occupanti, ma anche da Sara capo della tribù degli zingari locali che richiese il battesimo per lei e per il suo popolo. Da questa regione partì l?evangelizzazione di tutta la Francia.

La leggenda: versione ?domestica?
Nella versione ?domestica?, mentre l’imbarcazione si allontanava dalla riva e vedendo che la loro domestica, Sara, chiedeva di andare con loro, le due Marie lanciarono un mantello che, galleggiando sull’acqua, arrivò sulla spiaggia permettendo così a Sara di salirvi e di raggiungerle.

La “romeria”
I Rom sono l?unico popolo che non ha mai combattuto guerre, di conquista e di territorio, e quindi non hanno ricorrenze nazionali da celebrare e le loro feste, le loro occasioni di incontro, sono di carattere civile (matrimoni e funerali) ma soprattutto di tipo religioso. La ?romeria? (processione e pellegrinaggio) più famosa del popolo rom di religione cattolica è quella di Les Saintes Maries de la Mer, il 24 maggio di ogni anno, quando migliaia di Rom provenienti da tutta Europa, si ritrovano per il festeggiamento di ?Sarah la Nera?, serva delle due Marie e protettrice del loro popolo: una ricorrenza quasi impedita fino al 1940 ma ora ampiamente accettata e pubblicizzata anche a scopi turistici. Un pellegrinaggio-raduno assai frequentato per diversi aspetti: per devozione prima di tutto ma anche per incontri e per motivi economici. Arrivano a migliaia, dalla Francia e dai quattro angoli del continente Europa: Gitani spagnoli, Sinti italiani e nord europei, Manouches francesi, Romanicharls dall?Inghilterra, Rom dall?Est.

Les Saintes Maries de la Mer, capitale della Camargue, ospita ormai da 552 anni il pellegrinaggio di questo popolo orfano di giustizia e con la storia come matrigna. Quest?anno sono arrivate circa 10.000 persone che con 2000 fra camper, roulotte e furgoni, occupano tutto l?abitato, il lungomare e la periferia e per una settimana diventano parte stessa del paesaggio ed il territorio diventa la loro terra e la loro patria perché come dice uno dei padri fondatori della Romani Union, organizzazione mondiale del popolo Rom fondata nel 1973: ?la dove c?è un Rom là è la nostra patria?. E così il paese si trasforma in un grande mercato affollatissimo di gente, un variopinto bazar fatto di bancarelle con prodotti di ogni tipo: lavori artigianali, tappeti, scialli e foulards, coperte, statuette di Sara, vasellami, dischi e profumi. I colori, l?intreccio fitto fitto delle discussioni anche in diverse lingue, i richiami, la musica, i canti e le danze fino a tarda notte trasformano il villaggio in un palcoscenico totale dove, alla fin fine, si rappresenta la ?romanance?, lo spirito di libertà.

Sarah la Nera: tutti i colori della festa
Il primo giorno di festa, il 24, è dedicato a Sara la ?Nera?, patrona del popolo rom, ed il momento saliente avviene con la processione che parte dalla cappella della chiesa, alle ore 16, e attraverso le vie del paese accompagna la statua della patrona fin dentro al mare a ricordare l?accoglienza di Sara alle due sante Marie. Alla testa del corteo si pongono i ?Gardians? (caratteristici mandriani in sella ai famosi cavalli bianchi di Camargue), poi seguono gli ?Arlésienne? nel loro tipico costume, il parroco ed il vescovo con i rappresentanti del popolo rom, l?orchestra gitana, la statua di Sara, le sue reliquie e gli stendardi, con il seguito di una vera e propria folla di pellegrini e turisti. E? una processione di grande fede e allegria con i canti gitani che si intersecano a quelli liturgici. Dopo il bagno al mare la processione ritorna verso la chiesa sempre in un clima di partecipazione e di gioia con le campane che accompagnano la manifestazione suonando a distesa. Il giorno successivo, il 25 maggio, è quello ufficiale, della festa del paese. Stavolta la processione conduce al mare una piccola barca con le statue delle due sante Marie, a ricordare con il loro arrivo anche la fede cristiana che da questa regione si diffuse nel resto della Francia, ed il rito è più formale e meno chiassoso di quello del giorno prima. Sulla spiaggia il vescovo benedice i pescatori, il mare, il paese, gli abitanti ed i pellegrini, poi la processione ritorna alla chiesa-fortezza nel centro del paese a depositare le statue delle sante. Il terzo giorno del ?pellegrinaggio di maggio?, dedicato alla memoria del marchese Baroncelli, è riservato allo spettacolo nell?arena con giochi e folclore locale: gare con tori e cavalli e balli e musiche provenzali?Ma i Rom sono già in partenza per la loro patria, il? mondo?.
Riferimenti: I volti come paesaggio dell’anima

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Conferenza nazionale Sinti: Habitat e lavoro

22 Maggio 2006 Commenti chiusi


Padova, 1 giugno 2006. Conferenza nazionale dei Sinti su habitat e lavoro, organizzata da Opera Nomadi con il patrocinio del Comune di Padova. ?Le microaree per i Sinti e i Rom e l?inserimento lavorativo: alternative possibili ai campi?ghetto e all?emarginazione sociale?. ?E? opportuno ritrovarci a fare il punto sulla questione habitat e lavoro rispetto ai Sinti ? spiega Renata Paolucci presidente Opera Nomadi di Padova, – perché anche se la linea politica è chiara da anni, resta la difficoltà operativa a coinvolgere e convincere le istituzioni preposte. D?altronde sono anni che ci battiamo per il superamento dei ?campi? ed abbiamo rinnovato l?ultima convenzione di gestione solo su impegno scritto dell?as-sessore al loro smantellamento?.

Opera Nomadi con il patrocinio del Comune di Padova presenta

CONFERENZA NAZIONALE DEI SINTI SU HABITAT E LAVORO

Padova, 01 giugno 2006
Sala ?Fornace Carotta?, via Siracusa n° 61, ore 15.00 ? 19.30

?le microaree per i Sinti e i Rom e l?inserimento lavorativo:
alternative possibili ai campi?ghetto e all?emarginazione sociale?

1) Saluto dell?Amministrazione Comunale di Padova.
2) Relazione introduttiva del Presidente Nazionale Massimo Con-verso e del Consigliere Nazionale Virgilio Pavan.
3) Proiezioni di filmati e foto su aree nomadi e microaree in Italia.
4) Esposizione di progetti riguardanti l?habitat attuati in collabo-razione con le Istituzioni.
5) Esposizione di progetti su inserimenti lavorativi.
6) Interventi e testimonianze di famiglie sinte e rom attualmente residenti presso i campi nomadi e in microaree familiari.
7) Interventi degli Amministratori Comunali. 8) Dibattito e conclusioni.

Mostra Fotografica realizzata dall?arch. Paolo Robazza ?Primo premio European Fotografic Competition, Bruxelles 2005?.

Nella fotografia: “campo lungargine s. Lazzaro” di Padova
Riferimenti: Opera Nomadi Padova

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Acquaragia drom: stile zingaro italiano

21 Maggio 2006 Commenti chiusi


Acquaragia Drom è uno dei gruppi storici della musica popolare italiana.
Con una mappa musicale tracciata attraverso un viaggio nella penisola, sulla strada delle musiche delle comunità storiche Sinti e Rom e dei gruppi di più recente passaggio ef insediamento. Con un po? di solvente (acquaragia) per miscelarle in uno stile inconfondibile: ?zingaro italiano?. Il viaggio musicale di Acquaragia Drom è sempre condito da un tocco ironico e dolcemente corrosivo che serve a far funzionare un po’ la testa e aiuta anche a sciogliere il cuore.

STILE ZINGARO ITALIANO
Acquaragia Drom è uno dei gruppi storici della musica popolare italiana, molto conosciuto per i suoi spettacoli divertenti e per il grande coinvolgimento del pubblico.
Un po’ di sangue zingaro nelle vene e tanti matrimoni e feste in giro per l’Italia i balli ed i canti dei Carpazi e delle comunità arrivate dall’est europeo le tammurriate dei Sinti del Vesuvio e le canzoni dei parenti Rom molisani le tarantelle dei Musicanti Calabresi e del Salento e le serenate dei Camminanti Siciliani lo swing dei Manouche di Reinhardt e delle famiglie di musicisti dell’arco alpino.
… canzoni e balli di tradizioni musicali diverse, con ritmi, melodie, lingue dagli Urali agli Appennini, dal Vesuvio alle isole del Medi-terraneo, proposti nell’originalissimo stile zingaro italiano forgiato dagli Acquaragia Drom. L’atmosfera è quella di un matrimonio, di una animata festa gitana intorno ad un grande fuoco da campo: ritmi incalzanti e passionali, melodie struggenti e racconti di storie inverosimili con protagonisti tragicomici di cui si può ridere o piangere. Il viaggio musicale di Acquaragia Drom è sempre condito da un tocco ironico e dolcemente corrosivo che, quando si canta e si balla negli spettacoli, serve a far funzionare un po’ la testa e aiuta anche a sciogliere il cuore.

“SPERIAMO, NEL NOSTRO PICCOLO”: ERASMO TREGLIA
Erasmo Treglia è uno dei fondatori storici del gruppo, assieme a Elia Ciricillo e Rita Tumminia. ?Il nome è nato quasi vent?anni fa ? spiega, – al ?campo? di vicolo Savini a Roma, giocando con alcuni ragazzini.
?Di che segno sei??, ci chiesero i ragazzini.
?Acquario?
?Ah, acquaragia??
?Sì, acquaragia drom?.
E da allora abbiamo tenuto il nome perché ?acquaragia? è un termine corrosivo come la nostra musica ed in più è un solvente per miscelare stili diversi.
?Mi sono avvicinato a queste popolazioni ? continua Elia -perché era una realtà che mi affascinava. Trovavo i Rom e Sinti in tutte le feste popolari del sud. In queste peregrinazioni abbiamo scoperto che Elia, il cantante, veniva da un paese fondamentale per la musica rom italiana. Un paesino del Molise che fino agli anni quaranta era uno dei posti più frequentati dai Rom della regione. Nel 1986-87 andavamo in Polonia, Romania, Ungheria a questi ?sorof?, incontri musicali riservati esclusivamente ai Rom. Andavamo a suonare ed imparare anche nel circuito classico dei matrimoni in Romania. Era un periodo, quello degli anni 80-90, in cui questo argomento, la musica dei Rom, non interessava nessuno e non c?erano neanche dischi in circolazione. Speriamo nel nostro piccolo ? conclude Elia, – adesso che questa musica è diventata anche di moda, di avere contribuito a fare conoscere le realtà storiche, attraverso la musica, dei Rom e Sinti di Abruzzo, Molise, Puglia, Trentino?.

UNZA – ZA: IL SESSO ROM
E? una canzone che fa parte di un disco del 1995, si lega alla tradizione Bielorussia-Polonia-Romania ed è l?unico brano che parla di sesso nella musica rom. Anche se ne parla in una sorta di ?gramelot?: è l?unico brano degli Acquaragia drom cantato in questo misto di lingue, dialetti ed invenzione lessicale.

LA FORMAZIONE
ELIA CIRICILLO voce, chitarra, tamburelli
Stretto legame con la tradizione rom molisana (provenienza Sant’Elia a Pianisi, CB) e tanta esperienza di musica di strada. Una voce roca e calda e grandi abilità improvvisative a tutto campo, ne fanno il joker del gruppo capace di sbrogliare qualsiasi situazione difficile, musicale ed extramusicale.
RITA TUMMINIA organetto
Tecnica e grinta dall’organetto 12 bassi di questa eccezionale musicista siculo-umbra.
Il suo stile esecutivo, passionale e frenetico, è il “palese” anello di congiunzione tra le ?tammurriate? Sinti e i balli dei Carpazi, tra le tarantelle del Salento e i ritmi dei Balcani.
ERASMO TREGLIA violino, tromba de’ zingari, ciaramella
Etnomusicologo e produttore discografico (FinisTerre), da anni si interessa della ricerca e dello studio delle tradizioni musicali dell’Est europeo e dei “repertori del nomadismo” in area italiana e mediterranea. Particolare attenzione ha dedicato alle tradizioni musicali zingare Sinti, Rom, Manouche.
MARCUS COLONNA clarinetto, clarone
Il professor Marcus, primo clarinetto (?!?) dell’Orchestra di Cluj Napoca. Anni ed anni di studio classico – barocco, romanticismo, dodecafonismo – poi finalmente l’occasione di swingare ed improvvisare con Acquaragia Drom.
SANDU GRUIA SANDOKAN! clarinetto, clarone Contrabasso a 3 corde. Il grande virtuoso e cuore pulsante della formazione: Sandokan! Tecniche e ritmo zingaro al 100% e grande senso dello spettacolo.

Fotografia dal sito di Acquaragia Drom
Riferimenti: Acquaragia Drom

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Delivery service sistem: "Bolzano campo"

20 Maggio 2006 Commenti chiusi


Vuoto di memoria?kinder krank…popolo dei bambini malformati?
Riferimenti: Delivery service sistem: "Bozen lager"

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La questione Rom/Sinti d?Europa: basta guerra!

19 Maggio 2006 2 commenti


Dal meeting internazionale di Bolzano, presenti otto partner europei, una sintesi-riflessione sulla questione Rom/Sinti d?Europa, a partire dal lavoro e habitat per affrontare la questione del pre-giudizio secolare che ostacola, o addirittura impedisce, in ogni nazione, ogni valido progetto di integrazione sociale. Con la proposta per una riconciliazione trans-nazionale coi Rom/Sinti d?Europa. Perché la questione Rom è una questione morale che riguarda tutta l?Europa. Naturalmente queste riflessioni sono di carattere personale, dello scrivente direttore, e saranno ?aggiustate? nei prossimi giorni, tempo permettendo.

Il meeting ha la capacità di mettere in ?rete? numerosi partner Europei, particolarmente significativi: Portogallo, Spagna, Repub-blica Slovacca, Ungheria, Repubblica Ceca, Polonia, assieme anche all?Austria ed all?Italia. Per descrivere e mettere in rete gli esempi migliori di ?buone prassi? di integrazione verso i Rom/Sinti a partire dal lavoro che è il punto focale: un ponte da costruire per collegare due ?sponde?, per aprire nuove strade ed orizzonti. Ma forse nella costruzione dei ponti (?ponte-fecit?) serve anche al giorno d?oggi un sacrificio, un pegno, seppure in forma diversa dai tempi passati. Un?occasione, dunque, per farsi una ?panoramica? seppur molto approssimata e limitata, sui Rom/Sinti in Europa.

Elementi salienti dagli interventi dei partner transnazionali.

-Il riconoscimento dei Roma e Sinti come minoranza culturale e linguistica in Austria nel 1993 non ha prodotto grandi risultati ed anche se ci sono fondi di sostegno alle famiglie (600 euro al mese) la cultura Sinta continua a restare ai margini della società anche perché gli stessi Sinti sembrano restii e non vogliono farsi coinvolgere. Ma forse è il concetto stesso di integrazione, so-prattutto attraverso il ?lavoro? della società maggioritaria, che è ostico alle popolazioni Rom/Sinte.
- Discorso simile anche nel Trentino Alto Adige, Regione di elevato benessere dove non esiste disoccupazione ma i Sinti continuano ad avere difficoltà di integrazione, dopo 500 anni di presenza, mentre i Rom stranieri, abituati nelle case ed al lavoro, non tro-vano difficoltà. Nel lavoro, perché riguardo all?habitat continuano ad essere relegati in ?campi-discarica?.
-Lo ?shock da integrazione?, in Spagna e Portogallo, ha fatto perdere la lingua ?romanès?. Nella penisola iberica la cultura zingara, per ottenere un livello migliore di coesistenza ha sacrificato la lingua ?romanès?, la lingua MADRE. E se si dice che proprio la lingua è la Nazione del popolo rom, sacrificare la lingua è significativo. Ma anche qui il sacrificio non è servito a granchè e l?esclusione continua ad essere perpetuata nonostante i progetti di avviamento al lavoro e di sensibilizzazione e formazione rivolti soprattutto alle donne gitane.
-Verso i Rom della Repubblica Slovacca continua ad essere esercitata una ?differenziazione etnica?. In Slovacchia più di 600 insediamenti Rom, anche nei quartieri, sono caratterizzati da segregazione: condizioni di vita invivibili, mancano infrastrutture e acqua-luce-fogne e strade. Si tratta di 500.000 persone se-gregate, e fra di esse persone che non hanno lavorato anche da tre generazioni. La disoccupazione in alcune regioni arriva anche all?80%.
- In Ungheria il progetto ?Keja? ha lo scopo di favorire la for-mazione di operatori video e cameraman addetti alle riprese per lavorare anche in ambito televisivo. Ma le competenze acquisite e sviluppate con impegno non sembrano sufficienti perché la società ungherese non è disposta ad assumere i Rom ed allora occorre fare opera di sensibilizzazione per aprire queste porte occupazionali.
- Dalla Repubblica Ceca emerge la notizia che dei sei milioni di Rom presenti nel territorio (compresa la Moravia) ne furono sterminati il 90% dai nazi-fascisti. Poi leggi repressive furono promulgate dal sistema comunista fino alla liberazione (1889) ed alla divisione fra Cechia e Slovacchia nel 1993 quando i Rom si trovarono ancora divisi e stranieri fra i nuovi Stati. Attualmente la difficoltà residenziale è sempre alta e la ghettizzazione è favorita dalla popolazione. Il progetto Anatas è rivolto soprattutto ai bambini, con attività ricreative ed insegnamento della loro lingua, ed agli adulti con formazione professionale. E? stata costituita una agenzia Rom per il lavoro, con registro per artisti e musicisti rom.
-In Polonia alcune leggi sulla sedentarizzazione hanno prodotto un vero e proprio ?shock culturale? con cambiamento di cultura e tradizioni. Il problema principale è l?alto tasso di disoccupazione. I progetti di formazione professionale per Rom disoccupati devono fare i conti con i pregiudizi ed allora occorre, anche qui, intervenire per ridurre la prevenzione sociale verso i Rom.

La questione lavoro sembra l?inizio di ogni sentiero di inte-grazione verso i Rom/Sinti ma bisognerebbe anche verificare se questa integrazione è voluta o semplicemente subita. Perché spesso va a discapito della cultura e dei ruoli caratteristici dei Rom/Sinti, a partire dalla figura della donna. Sembra che i Rom e Sinti in questi percorsi di integrazione debbano sacrificare delle loro caratteristiche culturali, come la lingua in Spagna, e senza acquistare in cambio un granchè, almeno in Spagna o in Polonia o Ungheria. Anche il ?riconoscimento come minoranza etnica e linguistica? attuato in Austria nel 1993, supportato da contributi economici, non sembra abbia prodotto risultati apprezzabili.
Dalle relazioni dei partner ben diversa appare la condizione dei Rom/Sinti fra Europa e Europa dell?Est, intendendo soprattutto i Paesi ex-comunisti, sia come storia che come attualità e possibili sviluppi. E diventa sempre più difficile trovare comunanze, per esempio, fra un Rom abruzzese ed un Gitano iberico se anche la lingua comune si è persa per strada. Il programma lavoro, svi-luppato dai 6 partner europei del progetto Equal ?In carovana sulla via delle stelle?, si amplia e si estende non solo alle nuove o ?altre? professioni ma anche come sviluppo dei mestieri tradi-zionali, che vanno certamente adeguati ed addattati ai nuovi tempi.
Ma la CAPPA di piombo che pesa su tutti i progetti ed obnubila l?orizzonte, ed anche questa è transnazionale, è quella del pregiudizio sociale verso i Rom/Sinti perché anche quando impa-rano nuovi mestieri, come il cameraman o l?operatore televisivo, nessuno è disposto ad assumerli per queste capacità. Ed un Rom diplomato ad uno sportello bancario?
Oltre al ?progetto lavoro? appare evidente che le competenze professionali di chi opera nel settore, nei programmi di formazione e di integrazione, debbano essere sempre più approfondite: non basta più la buona volontà o il buon senso comune, servono strumenti sempre più mirati ad affrontare la questione, mettendo sempre in primo piano la figura del mediatore culturale Rom/Sinto, ma anche adottando strumenti antropologici, di ?sistemica?, di lavoro di gruppo, di dinamiche sociali, di ?supervisione?, di ?gestione dei conflitti?, di educazione alla pace (che vuol dire riconoscimento dell?altro da sé), in un?epoca sempre più globa-lizzata ma dove il ?pensiero comune? del pregiudizio sociale verso i Rom/Sinti è difficile ed ostico a ridursi.

Altri articoli sul Meeting internazionale:
- In carovana sulla via delle stelle, atti dal meeting: Archivio Romano Lil 19 maggio
- In carovana sulla via delle stelle: Romano Lil 11 maggio

BASTA GUERRA DI ESCLUSIONE SOCIALE VERSO TUTTE LE POPOLAZIONI ROM E SINTE D’EUROPA!
Dalle relazioni del meeting risulta evidente, a parere dello scrivente, che è in atto, ma perdura da secoli, una guerra di di-scriminazione ed esclusione sociale, a tutti i livelli (non di soppressione fisica sul ?campo? -al giorno d?oggi) verso i Rom/Sinti d?Europa. Con modalità di emarginazione più o meno diverse, in durezza e repressione, a seconda della storia, della cultura e dello ?sviluppo sociale? dei vari Paesi. Una guerra a cui i Rom non rispondono, né lo hanno mai fatto, con le armi ma con atteggia-menti culturali e sociali (vedi il ?menghèl?) ed una fiera resistenza (che è si è tramutata in ?duende? della resistenza) dai ?campi? o dai quartieri ghetto dove sono spesso relegati, imprigionati. Una guerra a cui i Rom/Sinti possono solo r-esistere, con gravi perdite in vite umane, in disoccupazione, analfabetismo, disgregazione sociale, alcoolismo, devianza criminale. E se in Italia i Rom/Sinti hanno una speranza di vita, alla nascita, di 20 anni inferiore alla media degli autoctoni ci sarà un motivo. Ed in questa resistenza alla guerra, e nei processi di integrazione sociale, perdono anche importantissimi valori culturali come la lingua-madre, la funzione della donna, l?altissimo amore per i figli o si adattano anche a situazioni di criminalità. Fermo restando che ?i campi nomadi? sono per la loro stessa natura produttori di devianza criminale.
Si è visto che tutti i progetti di integrazione, a partire dal lavoro e dall?habitat, perdono di valenza, o diventano addirittura impro-ponibili, per i secolari pregiudizi sociali che sono trans-nazionali. Pregiudizi innescati fin nella tenera età nella società maggioritaria, per valore numerico. E? di alcuni anni fa uno studio-ricerca sul ?babau?, l’uomo-nero dei ragazzini italiani: al primo posto figura sempre lo ?zingaro?, a seguire, dopo l?11 settembre 2001, l?arabo.
Ed allora occorre riconoscere che è in atto una guerra di emarginazione sociale verso queste popolazioni, basata su pre-giudizi e convinzioni secolari, e solo nell?atto di riconoscerlo si potrà prenderne coscienza e attuare una dichiarazione di pace che riconosca i combattuti.

PER UNA RICONCILIAZIONE TRANS-NAZIONALE COI ROM e SINTI D’EUROPA
Se il pre-giudizio è un messaggio genitoriale, si veda l?esempio del ?babau? prima descritto, e per questo va oltre il buon senso e la ragionevolezza, non bastano pratiche usuali di sensibilizzazione ad abbatterlo. Occorrono messaggi genitoriali forti, come quelli che lo hanno indotto (imprinting). Ogni progetto di integrazione sociale, a tutti i livelli, perde di valenza se prima non è superata la discriminazione che nasce dal pre-giudizio. Riconciliazione sociale, come in Sud-Africa, Ruanda, Kosovo, vuol dire che la società maggioritaria fa ammenda dei 600 anni di guerra (con editti, espulsioni, cacce all?uomo, uccisioni legalizzate?) verso i Rom/Sinti. Guerra che non è terminata con il ?Porrajmos? nazi-fascista del 900. Guerra che è continuata in altro modo, certamente non con la baionetta o l?uccisione immediata, basta confrontare la detenzione nei lager nazisti con la detenzione nei ?campi nomadi? di oggi.
?Io e te come fratelli, appartenenti all?umanità?: potrebbe essere il titolo del giorno della ?riconciliazione nazionale? (indicativamente potrebbe essere l?8 aprile giorno della “nazione” rom) perorato e messo in pratica da figure genitoriali delle istituzioni: che sono i Presidenti della Repubblica, i capi delle Chiese. Solo partendo dal riconoscimento delle colpe della propria storia, la Riconciliazione può avere una vera pregnanza e avviare la “purificazione della memoria”. I Capi dei governi e delle Chiese, che hanno dichiarato questa guerra di esclusione e di discriminazione sociale secolare devono, a nome dei loro popoli e fedeli, chiuderla. Da lì, dalla fine del pre-giudizio secolare, sarà possibile attuare percorsi di pace.

Altri articoli su questi schermi:
Per una riconciliazione nazionale coi Rom/Sinti: Romano Lil 3 gennaio 2006
Campi nomadi = lager istituzionali: Archivio Romano Lil 2 gennaio

UN REGALO DI MUSICA E CULTURA
Chi ha letto gli ?atti del convegno? si merita un premio per ?staccare? e collegare, otre il raziocinio della testa, le emozioni del corpo, perché anche il corpo ?pensa?.
?Misure di politica occupazionale volte all?integrazione dei nomadi residenti in Alto Adige? è il titolo del progetto Kervan in confezione di due CD-Rom (è proprio il caso).
CD numero 1: è diviso in sezioni. Progetti, poesia, memoria, racconti, immagini, corso di musica.
CD numero 2: 19 brani musicali eseguiti dai partecipanti al corso di musica organizzato nell?ambito del progetto formativo ?Misure di politica occupazionale volte all?integrazione dei nomadi residenti in Alto Adige? che ha avuto, tra l?altro, il compito di riconsegnare ai giovani Sinti, i contenuti e le tecniche esecutive tipiche della migliore tradizione musicale zigana. Con il patriarca Nevès Ga-brielli.

Per ricevere i due CD:
Kervan via Michael-Pacher-Str. 18 I-39031 Bruneck/Brunico
Tel. 39 0474 530 241 E-mail : kervan@kervan.it

Nella foto: i rappresentanti dei partner transazionali al meeting
Riferimenti: In carovana sulla via delle stelle: atti

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Mantra dei Rom di maggio al ?campo? di Bolzano

18 Maggio 2006 2 commenti


Un riassunto, come elaborazione del lutto, sul campo-discarica per Rom di Castel Firmiano -Bolzano, che ha sconvolto, o avrebbe dovuto, tutta Italia, che ha commosso e coinvolto, o avrebbe dovuto, tutte le persone ancora dotate di ?umanità?. Come dice il Segretario dell?Opera Nomadi, Giorgio Bezzecchi, riprendendo Piasere: ? i Rom sono sottoposti a ?trattamento differenziale? e messi nei ?campi? perché sono considerati come non appartenenti alla razza umana?. L?antropologo Piasere che nel lontano 1991 pubblicò ?Popoli delle discariche? – inquinate si aggiunga oggi. E Carlo Cuomo, autentico portatore del ?duende? della solidarietà sociale scrisse: ?Popoli che le nostre sinistre paure collocano nelle nostre discariche?.

I Rom sono stati sistemati, provvisoriamente dal 1997, nel ?cam-po? di Castel Firmiano, installato dalla Provincia sopra una disca-rica, per un?emergenza dovuta all?incendio che aveva distrutto le baracche dell?area Ex Vives, in zona industriale di Bolzano, in cui risiedevano. L?ospitalità ?provvisoria? si trascina fino ad oggi ma nelle ultime settimane è emersa una emergenza sanitaria: un alto numero di patologie neonatali che potrebbero essere collegate ad inquinanti (pesticidi ed anticrittogamici) conferiti nella discarica soggiacente. I Rom, provenienti soprattutto dalla Macedonia, sono in tutto 105 persone, il 50% bambini. Sono giunti in Alto Adige agli inizi degli anni novanta per cercare lavoro. Sono impiegati soprattutto nel settore delle pulizie (le donne) e nei magazzini di frutta della zona o nell?industria, gli uomini. La maggioranza dei residenti al campo ha una occupazione stabile ormai da anni (il 70%) ed i bambini vanno tutti a scuola. Tutti sono in regola, anzi la metà ha la ?carta di soggiorno? a validità decennale. Il termine immigrati sarebbe più pertinente perché quando si dice Rom subito vengono classificati pregiudizialmente come ?zingari?.

INVITO UFFICIALE AL ?CAMPEGGIO?
In data 18 maggio, oggi, leggo il commento dell?Assessora alle politiche sociali e alle pari opportunità del Comune di Bolzano, Patrizia Trincanato: ?Tra i miei obiettivi c?è quello di chiudere i campi, perché credo che per una città come la nostra sia proprio avvilente una situazione del genere? C?è la volontà di andare a risolvere la questione e di questo sono molto contenta? Il 25 maggio avremo un vertice tra Provincia, Comune, Asl e tutti gli attori ed operatori interessati per cominciare a ragionare con-cretamente sul superamento del campo?.
INVITO tutti i responsabili istituzionali, che ?non c?è emergenza salute?, ad alloggiare al ?campo di Castel Firmiano?, coi loro figli, in attesa dei nuovi alloggiamenti concordati coi residenti. Per pari opportunità mi rendo disponibile anch?io, ma senza famiglia.

NELL?ARCO DEGLI ULTIMI DUE ANNI
Nell?arco degli ultimi due anni al ?campo di lavoratori immigrati Rom? concesso dalle istituzioni di Bolzano, e situato sopra una discarica dimessa, su otto gravidanze:
Un bambino, è stato abortito a poche settimane dalla nascita
Un bambino, è morto dopo una settimana di vita
Un bambino, è nato con un grosso angioma sopra il sopracciglio
Un bambino, è in cura per la diagnosi di un trombo
Un bambino, ha gravi problemi polmonari
Un bambino, è affetto da handicap seri?
Le verifiche effettuate dall?Asl hanno escluso vi sia un nesso causale tra la collocazione del campo rom, nelle vicinanze alla discarica, e i problemi di salute dei piccoli. Anzi i ?medici? parlano addirittura di patologie legate a ?stili di vita?.

VIENI IN ALTO ADIGE SARAI SUBITO ?SCARICATO?
E? una battuta che circola fra i Rom/Sinti di tutta Italia.
Il sito di Castel Firmiano (1), dove vivono 105 persone ?il 50% bambini, è stato collocato sopra un?area utilizzata a lungo come discarica e poi coperta con un telo e adibita a insediamento abitativo. Le problematiche ambientali emergono anche per il campo Sinti (2) collocato presso lo svincolo autostradale di Bolzano sud dove vivono circa 120 persone. Per non parlare dei precedenti del campo rom al villaggio della Collina Pasquali (3), vera e propria bomba ecologica, costruito su una discarica di rifiuti altamente tossici e sgomberato per gravi problematiche sanitarie. Quindi l?ospitale città di Bolzano ha accolto i Rom in due campi costruiti su discariche inquinate a rischio grave di malformazioni neonatali, Collina Pasquali e Castel Firmiano ed i Sinti su un?area a rischio salute pur se in modo meno traumatico.
Se questo è il trattamento che la più benestante regione d?Europa (non esiste disoccupazione in Alto Adige) riserva agli ospiti ci manca solo il cartello “città della pace”. Essendo arrivato in treno non ho capito se sia già posizionato. L?Alto Adige è una regione solo tri-lingue (italiano-tedesco-ladino) perché la quarta lingua, il romanès, non è mai stata riconosciuta. I Sinti (presenti da generazioni) sono 500, i Rom 300 con una percentuale totale dello 0,16% ma continuano ad essere sentiti come un problema.

DOPO LA DISCARICA LA CITTA? ACCOGLIE?
L?allarme è serio: al campo rom di Castel Firmiano sei neonati su otto vengono alla luce con gravi malformazioni. La causa, molto probabilmente è di natura ambientale: il campo rom, così come del resto il villaggio alla Collina Pasquali, è stato costruito su una discarica di rifiuti altamente tossici. La Collina Pasquali, per via di queste gravi problematiche sanitarie è stata sgomberata: ora, fa intendere l?assessore comunale alle politiche sociali Patrizia Trincanato, potrebbe succedere la stessa cosa a Castel Firmiano. E? stato questo l?elemento principale emerso al termine di un in-contro organizzato dal Comune al Cristallo per presentare il dos-sier ?La città accogliente? un programma creato per superare i campi nomadi. (Sabato 6 maggio, Alto Adige pag.18).
E? il noto processo omeopatico del ?similia similibus curantur?:
le stesse istituzioni creano la massima inospitalità e disagio per poi fare progetti, plauditi, di ?accoglienza?.

UN BAMBINO, NOSTRO FIGLIO?
Un bambino, nostro figlio?, è stato abortito a poche settimane dalla nascita,
Un bambino, nostro figlio?, è morto dopo solo una settimana di vita,
Un bambino, nostro figlio?, è nato con un grosso angioma sopra il sopracciglio,
Un bambino, nostro figlio?, di un anno e mezzo è in cura per la diagnosi di un trombo,
Un bambino, nostro figlio?, ha gravi problemi polmonari,
Un bambino, nostro figlio?, è affetto da handicap seri?

IL DIPARTIMENTO AMBIENTE NON SAPEVA ?
«Non ci sono sostanze così tossiche»
«Sono un chimico e non un medico, ma tendo a escludere che le cause delle patologie dei neonati a Castel Firmiano dipendano dalla discarica. Il materiale là sotto non è tossico, o comunque non in misura tale da provocare quelle situazioni»: a parlare è Walter Huber, a lungo direttore dell?Agenzia per la protezione dell?am-biente (Appa) e ora a capo del dipartimento dell?assessore provinciale Michl Laimer. Il villaggio di Castel Firmiano è sorto nell?area della discarica ma, puntualizza Huber, «per due terzi si tratta di scorie dell?ex Aluminia e Magnesio, e per il restante terzo della discarica vera e propria. Ora: Aluminia e Magnesio scaricavano sostanzialmente gli inerti derivati dalle loro lavorazioni industriali, e nel resto dei rifiuti c?era poco metano e molta ammoniaca, a parte il fatto che negli ultimi anni (ossia gli anni Ottanta) si trattava quasi esclusivamente di immondizia urbana».
Insomma secondo l?ex direttore dell?Appa «non si tratta di materiale che poteva portare le conseguenze di cui parliamo. Ripeto, non sono un medico ma se penso a malformazioni o a gravi patologie nei neonati ne attribuirei le cause a sostanze altamente tossiche, tipo pesticidi e simili, che in quella zona non c?erano». Alle stesse conclusioni di Huber sembra siano arrivati anche i medici della Asl, che avrebbero scartato un nesso causale con la vicinanza alla discarica. (Alto Adige 7 maggio)

? E INVECE SAPEVA E FIRMAVA
?Da una delibera del 2003 dell?Amministrazione Provinciale, firmata anche dal dottor Walter Huber in qualità di Direttore della Ripartizione Ambiente della Commissione Provinciale risulta che:
1- nel 1966 sono stati conferiti alla discarica pesticidi e anti-crittogamici dalla Marghesin di Lana;
2- nella delibera, proprio per questo motivo, si dice che non sono previste infrastrutture permanenti nell?area della discarica, fatta eccezione per piste ciclabili e vie pedonali. Quindi il dottor Huber che ha firmato la delibera sapeva?.
Pietro Frigato del Comitato Salute & Lavoro, 15 maggio.

IL DIRETTORE MARCATO COME ESEMPIO PROFESSIONALE
«Proprio per questo a suo tempo – spiega Bruno Marcato, direttore dell?Azienda dei servizi sociali – abbiamo segnalato la cosa all?Asl. Sono state fatte delle verifiche che hanno escluso vi sia un nesso causale tra la collocazione del campo rom, nelle vicinanze alla discarica, e i problemi di salute dei piccoli. Secondo i medici, un?ipotesi è che possa dipendere dagli stili di vita dei genitori o dagli effetti prodotti dalle armi usate durante la guerra in Macedonia». (Alto Adige 7 maggio)
I Rom sono fuggiti dalla Macedonia prima della guerra. Che i problemi di salute possano “dipendere dagli stili di vita dei genitori” mi pare di una gravità, e sprofessionalità, enorme.

UN BAMBINO, TUO FIGLIO?
Un bambino, tuo figlio?, è stato abortito a poche settimane dalla nascita,
Un bambino, tuo figlio?, è morto dopo solo una settimana di vita,
Un bambino, tuo figlio?, è nato con un grosso angioma sopra il sopracciglio,
Un bambino, tuo figlio?, di un anno e mezzo è in cura per la diagnosi di un trombo,
Un bambino, tuo figlio?, ha gravi problemi polmonari,
Un bambino, tuo figlio?, è affetto da handicap seri?

IN COMUNE SAPEVANO
Nello studio tecnico commissionato dal Comune di Bolzano ed effettuato dalla H &T nel gennaio 2006, emerge:
- la necessità di fare fronte efficacemente “all’attuale situazione di rischio per l’ambiente e di persone nell’immediato ambito di Castel Firmiano e in tutta l’area rimuovendone la cause”
- “il livello di bonifica e di messa in sicurezza è rimasto quello degli anni 80 e quindi insufficiente rispetto a quello richiesto dalla legislazione vigente”
- l’incendio del 2004 potrebbe aver danneggiato la guaina impermeabilizzante
- “nel 1950 si presume che siano stati scaricati anche anticrittogamici deteriorati dall’alluvione presso la Marghesin di Lana”
La società ?Geologia e Ambiente? nel maggio 2003 sottolineava, sempre in una relazione per il Comune, come nella discarica ?dal 1966? siano stati conferiti ?pesticidi e fitofarmaci da Lana?.

IL COMITATO SALUTE & LAVORO

“Il Comitato Salute & Lavoro fa presente che il Comune dispone di ricerche in cui si conferma la presenza di pesticidi sia dello studio tecnico ?H&T?, sia della società ?Geologia e Ambiente?. L?Istituto Superiore di Sanità afferma che non esiste certezza di un nesso casuale tra presenza di discariche e malformazione di feti però parla di ?problemi sentinella? e indica in 7 chilometri il raggio di rischio. Il Comitato vuole sapere su quali informazioni e ricerche e studi si basano queste dichiarazioni ed insiste per avere accesso ai documenti ed alle verifiche fatte dall?ASL?. (15 maggio)

OSSERVAZIONE
? Pertanto, è probabile una presenze di pesticidi, è certo che la bonifica non è adeguata alla normativa vigente e che c’è un rischio per l’ambiente e per la salute dei residenti.
OsservAzione chiede che venga fatta chiarezza a più presto sulla situazione e che siano prese le misure necessarie per garantire la salute dei residenti del campo rom di Castel Firmiano. Per sapere se c’è una correlazione tra patologie e ambiente è necessario capire cosa c’è sotto il campo e in quali quantità sono presenti le diverse sostanze. Chiediamo, inoltre, che i rom di Castel Firmiano possano finalmente avere abitazioni dignitose in città come chiedono da anni. L’amministrazione di Bolzano, nella persona degli assessori comunali alle politiche sociali e all’urbanistica rispettivamente Patrizia Trincanato e Silvano Bassetti, si è impegnata pubblicamente a svuotare il campo rom in tempi brevi.
(Comunicato del 16 maggio)

ASPETTA ?E?SPERA NELLA GRANDE SENSIBILITA?
Il campo di Castel Firmiamo sarà chiuso: l’impegno del Comune.
L’Assessora alle politiche sociali e alle pari opportunità del Comune di Bolzano, Patrizia Trincanato: ?Tra i miei obiettivi c?è quello di chiudere i campi, perché credo che per una città come la nostra sia proprio avvilente una situazione del genere. E mi ha fatto molto piacere che in Giunta mi sia stato dato un mandato politico. C?è la volontà di andare a risolvere la questione e di questo sono molto contenta?.
?Preoccupati dai casi di bambini ammalati avevamo chiesto all?Asl un?indagine, da cui non è emersa una correlazione tra il sito ed i problemi di questi bambini. Ma ora, nel giro di poco tempo, si sono verificate altre malattie, per cui abbiamo dato incarico all?ing. Martin Weiss di verificare la situazione idrologica ed ambientale della vecchia discarica?.
I problemi di salute riguardano solo i neonati o anche gli adulti del campo?
“Ora c?è anche qualche adulto che ha problemi. Abbiamo raccolto i dati di queste persone e le abbiamo mandato all?azienda sanitaria”.
Quali saranno i suoi prossimi interventi?
?Il 25 maggio avremo un vertice tra Provincia, Comune, Asl e tutti gli attori ed operatori interessati per cominciare a ragionare concretamente sul superamento del campo?.
(Da Redattore Sociale 18 maggio)
E? una situazione vergognosa, non ?avvilente? quella di Bolzano. Io credo che se i dirigenti Istituzionali fossero alloggiati negli spazi sgomberati di Castel Firmiano, assieme alle loro famiglie, allora le attese ed i ragionamenti sullo smantellamento e sugli accerta-menti del rischio salute sarebbero senz?altro accelerati. Ed anche le ricerche sulla pericolosità per la salute.

UN BAMBINO, TUO FIGLIO?
Un bambino, tuo figlio Walter Huber?, è stato abortito a poche settimane dalla nascita,
Un bambino, tuo figlio Paolo Marcato?, è morto dopo una sola settimana di vita,
Un bambino, tuo figlio Patrizia Trincanato?, è nato con un grosso angioma sopra il sopracciglio,
Un bambino, tuo figlio Silvano Bassetti?, di un anno e mezzo è in cura per la diagnosi di un trombo,
Un bambino, tuo figlio Luigi Spagnolli?, è affetto da gravi problemi polmonari,
Un bambino, tuo figlio Città di Bolzano?, è affetto da handicap seri

RAGIONAMENTI PERSONALI
Non dò suggerimenti neanche a mia mamma quando mi chiede per cosa votare. Ma fra me e me mi sono fatto dei ragionamenti che qui scrivo? sempre in punta di dita. Si tratta di una vera e propria emergenza sociale che dovrebbe diventare prioritaria per la città di Bolzano. Soprattutto se verrà dimostrata la causalità fra campo-inquinato e patologie ai residenti. La strada è chiara basta la volontà e la voglia. Si fa un ?comitato dei diritti? (con tutte le associazioni e le persone interessate e che ne abbiano disponi-bilità) che lavori per lo smantellamento immediato del campo con redistribuzione abitativa concordata coi residenti. Il Prefetto, Sua Eccellenza, può dichiarare l?emergenza umanitaria e gli immigrati vengono subito trasferiti in una zona-parcheggio più sicura in attesa dei nuovi alloggiamenti. Un Comitato che verifichi anche gli studi fatti, e magari li ampli, per una causale inquinanti della discarica e malformazione di feti, e patologie anche per gli adulti come sembra emergere dall?ultimo intervento dell?assessora Trincanato. In questo caso ci si costituisce parte civile contro tutti i responsabili ed i correi. Per intenderci, di chi sapeva ed ha fatto finta di niente ed ha pure dichiarato il falso o il pretestuoso.

UN BAMBINO, FIGLIO DELL?UMANITA?…
Un bambino, figlio dell?umanità, è stato abortito a poche settimane dalla nascita,
Un bambino, figlio dell?umanità, è morto dopo solo una settimana di vita,
Un bambino, figlio dell?umanità, è nato con un grosso angioma sopra il sopracciglio,
Un bambino, figlio dell?umanità, di un anno e mezzo è in cura per la diagnosi di un trombo,
Un bambino, figlio dell?umanità, ha gravi problemi polmonari,
Un bambino, figlio dell’umanità, è affetto da handicap seri…
Questo accade a Bolzano, città d’Europa, e potrebbe continuare.

RINGRAZIAMENTI
Gli articoli e le impressioni, fatti ?sul campo? ed in altre situazioni, vengono da una mia trasferta a Bolzano e ringrazio gli amici dell?Opera Nomadi che mi hanno accompagnato nelle situazioni descritte. Le notizie sono anche riprese ed elaborate dagli articoli di Antonella Mattioli, riportati sull?Alto Adige, che con puntiglio e professionalità ha dato notizie e dato voce agli interessati ed ai coinvolti. Con spirito di servizio, senza ideologie pre-concette, come tanti delle ?associazioni? dovrebbero fare. Un ringrazia-mento anche alla professionalità dell?operatrice Francesca Saudino che, fra i primi, ha pubblicamente resi noti i fatti.

Il comitato Lavoro&Salute nasce nell’aprile del 2002 in risposta alla grave situazione di inquinamento ambientale (in particolare atmosferico) indotto dalle Acciaierie Valbruna e da altre imprese di produzione private (non meglio specificate sul piano del loro contributo relativo al degrado dell’aria) localizzate nella zona produttiva di Bolzano. Comitato Salute e Lavoro di Bolzano: www.lavoroesalute.net

OsservAzione – centro di ricerca azione contro la discriminazione di rom e sinti, è un’associazione di promozione sociale (ONLUS) impegnata nella lotta contro l’anti-ziganismo e le violazioni dei diritti umani e per la promozione dei diritti di rom e sinti in Italia. Segue attentamente la questione sul possibile inquinamento del campo di Castel Firmiano in collaborazione col Comitato Salute & Lavoro. Per maggiori informazioni: telefono 3387107140
e-mail postmaster@osservazione.org Sito: www.osservazione.org

Altri Articoli:
Emergenza salute al campo rom costruito sulla discarica:
Archivio Romano Lil, 15 maggio.
Chiudere subito il ?campo inquinato? di Castel Firmiano:
Romano Lil 15 maggio.
I Rom del campo-discariuca saranno trasferiti nelle case:
Romano Lil 17 maggio.
Riferimenti: I Rom saranno trasferiti nelle case

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I Rom del campo-discarica saranno trasferiti nelle case

17 Maggio 2006 Commenti chiusi


Bolzano. I rom saranno trasferiti nelle case – La decisione del Comune dopo la denuncia shock – Troppi bambini malati: si accelera lo sgombero della struttura costruita sui rifiuti. Un articolo di Antonella Mattioli sull?Alto Adige: ?La volontà politica dunque di trovare una sistemazione umana alle famiglie c?è: il problema è trovare gli alloggi?. Dopo lo sgombero immediato dal “campo” installato su una discarica dove erano stati conferiti anche pesticidi ed anticrittogamici, resta da verificare se l?inquinamento ha potuto produrre problemi di salute a chi ha vissuto, ?provvisoriamente?, per 14 anni in quell’ambiente.

Bolzano – I rom saranno trasferiti nelle case – La decisione del Comune dopo la denuncia shock – Troppi bambini malati: si accelera lo sgombero della struttura costruita sui rifiuti

di Antonella Mattioli: Alto Adige 17-5-2006
Toccherà all?ingegner Martin Weiss verificare la situazione idrologica ed ambientale del «corpo rifiuti» alla vecchia discarica di Castel Firmiano, dove c?è il campo rom. Si tratta di capire se ci sono state delle modifiche tali da causare problemi di salute a chi vive lì. Ma indipendentemente dai risultati la giunta comunale ha già deciso: i 106 rom che abitano sopra una montagna di rifiuti verranno trasferiti. A dare un?accelerata all?operazione la denuncia shock degli operatori che seguono le famiglie che vivono al campo. Lassù ci sono troppi bambini malati.

Nell?arco di due anni su otto gravidanze una si è conclusa anzitempo con un aborto verificatosi nelle ultime settimane; la stessa donna ha dato alla luce un neonato morto dopo una settimana, un altro piccolo è nato con un grosso angioma sopra il sopracciglio; c?è un bimbo di un anno e mezzo in cura perché gli è stato diagnosticato un trombo; uno con gravi problemi polmonari e un altro ancora affetto da handicap seri». Le verifiche effettuate dall?Asl hanno escluso vi sia un nesso causale tra la collocazione del campo rom, nelle vicinanze alla discarica, e i problemi di salute dei piccoli. Ma se dal punto di vista scientifico dunque non è possi-bile dimostrare che vi sia una relazione tra l?ambiente e la malattia, è il buonsenso a dire che lì quei 106 rom non possono più stare.

La volontà politica dunque di trovare una sistemazione umana alle famiglie c?è: il problema è trovare gli alloggi. Impresa non facile a Bolzano. Ad alcune famiglie, nel corso degli anni, sono stati assegnati alloggi Ipes, si tratta però di eccezioni. I rom di Castel Firmiano sono già nelle graduatorie dell?Istituto ma non riusciranno mai a scalarle. Perché per assurdo, vivendo in un campo, non possono usufruire del punteggio per l?emergenza abitativa e neppure per il sovraffollamento. È chiaro che, stando così le cose, ci vorrebbe una graduatoria specifica o un programma ad hoc. Come si fece a suo tempo quando si trattò di smantellare il villag-gio degli immigrati alla collina Pasquali. L?incontro in programma per il 25 maggio tra Comune, Provincia, Ipes, Asl, servirà a mettere a punto una strategia comune.

Gli alloggi oltre che a Bolzano si cercheranno anche nei centri dell?intera provincia dove i rom lavorano ormai da anni. «Una volta individuati gli alloggi – spiega l?assessore Patrizia Trincanato – non ci sarà alcun problema di inserimento nel nuovo tessuto sociale, per il semplice fatto che sono già inseriti: gli adulti, uomini e donne, lavorano, e i bambini frequentano la scuola. L?anomalia è che viva-no ancora in quel campo fuori del mondo, nato come provvisorio 14 anni fa. Del resto i rom non sono più nomadi da mille anni. In Macedonia, da dove provengono, vivevano nelle case non nei campi. Si sono trasferiti qui perché lì non avevano lavoro».

L’articolo su Alto Adige:

http://www.social.bz.it/pressarchive.php?art_id=39806

Nella fotografia il “campo” di Castel Firmiano
Riferimenti: Chiudere subito il ?campo inquinato?

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Napoli: incendio al ?campo rom? di Casoria

16 Maggio 2006 Commenti chiusi

Comunicato dell?Opera Nomadi di Napoli in merito al grave incendio occorso la sera del 14 maggio in un campo rom dietro via Stadera, tra Napoli e Casoria. Il rogo delle baracche, a quanto pare non doloso, ha causato ustioni gravi sui corpi di tre Rom, Andrei, Viorel ed Eva Stoica, tutti di giovanissima età: ?Anche quest?ennesima sciagura sfiorata è da ascrivere allo stato di abbandono in cui versa questa gente bisognosa e pacifica, venuta in Italia per trovare condizioni di vita più dignitose di quelle in cui è costretta in Romania?. Il comunicato termina auspicando l?aper-tura di centri di accoglienza: ? Alla ferma condanna per l?inerzia e l?immobilismo delle istituzioni (tranne che nei casi di sgomberi violenti di baraccopoli), associa la richiesta dell?apertura di nuovi centri di accoglienza in città, che contribuirebbero a togliere dalla strada e dalle baracche numerose famiglie rom, evitando così il ripetersi di nuovi episodi come quello accaduto domenica?.

CENTRI DI ACCOGLIENZA PER LE FAMIGLIE ROM

15 maggio 2006. L?Opera Nomadi di Napoli, in relazione al-l?episodio di un grave incendio occorso la sera del 14 c.m. in un campo rom dietro via Stadera, tra Napoli e Casoria, denuncia ancora una volta la situazione di degrado e abbandono delle baraccopoli sparse in giro per la città, specie nella zona orientale della stessa. Il rogo delle baracche, a quanto pare non doloso, provocato dalla miscela posta in un generatore per la corrente elettrica, ha causato ustioni gravi sui corpi di tre Rom, Andrei, Viorel ed Eva Stoica, tutti di giovanissima età. I tre Rom sono stati salvati dal tempestivo intervento di un italiano, dipendente dell?ASIA (Azienda Servizi Igiene Ambientale) , che tra l?altro li ha prontamente accompagnati al Pronto Soccorso del Cardarelli. Anche gli altri vicini italiani sono accorsi per prestare soccorso alle altre persone in fuga dal campo. Le loro condizioni sono giudicate severe, anche se non tali da determinare un pericolo di vita.
L?Opera Nomadi crede che anche quest?ennesima sciagura sfiorata sia da ascrivere allo stato di abbandono in cui versa questa gente bisognosa e pacifica, venuta in Italia non per delinquere, ma per trovare condizioni di vita più dignitose di quelle in cui è costretta in Romania. Alla ferma condanna per l?inerzia e l?immobilismo delle istituzioni (tranne che nei casi di sgomberi violenti di baraccopoli), associa la richiesta dell?apertura di nuovi centri di accoglienza in città, che contribuirebbero a togliere dalla strada numerose famiglie rom, evitando così il ripetersi di nuovi episodi come quello accaduto domenica sera..

Opera Nomadi di Napoli tel. 081-455470
E-mail: operanomadinapoli@yahoo.it.

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Chiudere subito il ?campo inquinato? di Castel Firmiano

15 Maggio 2006 Commenti chiusi


Bolzano. I Rom immigrati in Italia vengono ?sistemati? spesso nei luoghi territorialmente più esposti a rischi ambientali e sanitari. E? il caso del ?campo? di Castel Firmiano, provvisorio dal 1997 sopra una discarica che conterrebbe sostanze tossiche tali da produrre, negli ultimi due anni, gravi patologie su sette gravidanze su otto. Il commento del portavoce del ?campo? e del Comitato Salute e Lavoro.

I Rom sono stati sistemati nel campo di Castel Firmiano per un?emergenza dovuta all?incendio che aveva distrutto le baracche dell?area Ex Vives, in zona industriale di Bolzano, in cui risiedevano. Di buona lena, i 20 nuclei familiari si sono costruiti delle casette di legno mettendo da parte le vecchie roulotte, sopravvissute al terremoto dell?Irpinia del 1980, concesse dal-l?Amministrazione Provinciale. L?ospitalità ?provvisoria? si trascina fino ad oggi ma stavolta, anche a seguito delle possibili patologie create da sostanze nocive mai bonificate, sembra sia il momento giusto per lo smantellamento del ?campo?. Infatti emergono i dati di una delibera del 2003 dell?Amministrazione Provinciale in cui ri-sulta che nel 1966 sono stati conferiti alla discarica pesticidi e anticrittogamici e proprio per questo motivo non sono previste infrastrutture permanenti nell?area della discarica, fatta eccezione per piste ciclabili e vie pedonali.
Ora la strada da seguire, oltre allo sgombero immediato con soluzioni alternative concordate coi residenti, sembra quello della verifica di un nesso causale tra presenza di inquinanti della discarica e malformazione di feti per una eventuale costituzione di parte civile contro l?Amministrazione, ed eventuali correi, per chiedere il risarcimento dei danni morali e materiali per gli anni di permanenza al campo inquinato.

AL CAMPO DI CASTEL FIRMIANO: PARLA ASAN REEDZEP
Dal direttore in trasferta a Bolzano.
Reedzep Asan, una moglie e cinque figlie, è il portavoce dei residenti al campo di Castel Firmiano. Attualmente lavora da solo e fa spesso gli straordinari perché con la nascita dell?ultima figlia la moglie deve stare a casa ed è più difficile fare quadrare i conti. Fino al 1991 abitava in Macedonia da cui è emigrato in cerca di lavoro come la stragrande maggioranza dei rom di quel paese. ?Quando sono venuto in Italia ? Europa, pensavo di trovare de-mocrazia? racconta, ?ma cosa vuol dire essere ?zingaro?, nel senso dei pregiudizi e discriminazioni, l?ho scoperto qui. Bajramsa, mia figlia più grande, di 14 anni, soffre per questo ed allora dice che proviene dalla Macedonia?. In Macedonia Asan torna per le ferie estive, ogni anno, a continuare i lavori di ampliamento della sua casa di Skopje: ?Là voglio tornare a vivere? spiega, ?ed i miei figli decideranno se stare in Italia o tornare con me?.
Asan fa l?operaio metalmeccanico a Riva di Sotto ed è rispettato, anche per il suo impegno, dai suoi compagni di lavoro. Come tutti gli altri 105 rom che vivono sulla ?collina della discarica? spera che stavolta, anche a seguito delle possibili patologie create da sostanze nocive mai bonificate, sia il momento giusto per lo smantellamento del campo che, fin dal 1997, dall?installazione è sempre stato dichiarato ?provvisorio?. Occorrerebbe una proce-dura ?agevolata? per l?accesso alle case di edilizia popolare perché scalare la graduatoria Ipes è difficile per i Rom che, vivendo in un campo attrezzato, non possono usufruire del punteggio per l?emergenza abitativa e neppure per il sovraffollamento.
?Il campo è nato provvisorio? ripete Asan, ?in attesa di un alloggio definitivo. Però sono già nove anni che continua ad essere provvisorio. La gente è venuta a sapere in questo periodo di questo inquinamento ambientale, però lo si sospettava da anni. Allora dobbiamo insistere molto di più con Comune e Provincia per avere accesso agli appartamenti di edilizia popolare anche se abbiamo i punteggi bassi. Dobbiamo accelerare i tempi, lo ha detto anche l?assessore?.

SUL CAMPO DI FIRMIANO: IL COMITATO LAVORO E SALUTE
In premessa alle dichiarazioni del rappresentante del Comitato Lavoro e Salute di Bolzano, vale la pena di ricordare quanto dichiarato in data 7 di maggio all?Alto Adige, dal dottor Walter Huber, a lungo direttore dell?Agenzia per la protezione dell?am-biente (Appa) e ora a capo del dipartimento dell?assessore provinciale Michl Laimer:
?Sono un chimico e non un medico, ma tendo a escludere che le cause delle patologie dei neonati a Castel Firmiano dipendano dalla discarica. Il materiale là sotto non è tossico, o comunque non in misura tale da provocare quelle situazioni?. E più avanti: ?Ri-peto, non sono un medico ma se penso a malformazioni o a gravi patologie nei neonati ne attribuirei le cause a sostanze altamente tossiche, tipo pesticidi e simili, che in quella zona non c?erano?.
Vale la pena di riportare anche un passaggio di Bruno Marcato, direttore dell?Azienda dei servizi sociali: “… Sono state fatte delle verifiche che hanno escluso vi sia un nesso causale tra la col-locazione del campo rom, nelle vicinanze alla discarica, e i problemi di salute dei piccoli. Secondo i medici, un?ipotesi è che possa dipendere dagli stili di vita dei genitori.

Le dichiarazioni di Pietro Frigato del Comitato Lavoro e Salute
?Quanto dichiarato dal dottor Huber è evidentemente falso e fuorviante. Da una delibera del 2003 dell?Amministrazione Provinciale, firmata anche dal dottor Walter Huber in qualità di Di-rettore della Ripartizione Ambiente della Commissione Provinciale risulta che:
1- nel 1966 sono stati conferiti alla discarica pesticidi e anti-crittogamici dalla Marghesin di Lana;
2- nella delibera, proprio per questo motivo, si dice che non sono previste infrastrutture permanenti nell?area della discarica, fatta eccezione per piste ciclabili e vie pedonali.
Quindi il dottor Huber che ha firmato la delibera sapeva.
Il direttore dell?Azienda dei servizi sociali Bruno Marcato, nello stesso articolo, ha detto che una causa delle gravi patologie subite dai bambini del ?campo? potrebbero essere ricercate nelle armi usate nella guerra in Macedonia da dove provengono i Rom. Ma anche in questo caso si travisano i fatti perché i Rom sono arrivati in Italia nel 1990-91 prima dello scoppio della guerra.
Chiarito questo il Comitato vuole avere accesso alle verifiche sanitarie svolte dall?ASL e nelle quali si era escluso un nesso di casualità tra malformazioni patologiche e gli inquinanti della discarica.
Il Comitato fa presente che il Comune dispone di ricerche in cui si conferma la presenza di pesticidi sia dello studio tecnico ?H&T?, sia della società ?Geologia e Ambiente?che nel maggio 2003 sottolineava come nella discarica ?dal 1966? siano stati conferiti ?pesticidi e fitofarmaci da Lana?. L?Istituto Superiore di Sanità afferma che non esiste certezza di un nesso casuale tra presenza di discariche e malformazione di feti però parla di ?problemi sentinella? e indica in 7 chilometri il raggio di rischio. Il Comitato vuole sapere su quali informazioni e ricerche e studi si basano queste dichiarazioni ed insiste per avere accesso ai documenti ed alle verifiche fatte dall?ASL?.

AL CONVEGNO
Una breve relazione sulla condizione dei Rom macedoni profughi in Alto Adige agli inizi degli anni ?90, a seguito della guerra in Jugoslavia, Asan, come delegato dell?Opera Nomadi di Bolzano, l?ha tenuta al convegno del 12 maggio a Bolzano, venerdì scorso, davanti a delegazioni di sei nazioni della Comunità Europea riunite per il progetto Equal: ?In carovana sulla via delle stelle?. Ha illustrato le condizioni di vita delle 20 famiglie rom alloggiate dal 1997, in forma provvisoria, nel ?campo? costruito sopra una discarica. Una settimana fa è scoppiato l?allarme per la salute e sono nate proposte di smantellamento. ?Vogliamo collaborare a livello di parità – ha concluso Asan – non sopra o sotto o destra e sinistra. I progetti si fanno solo collaborando insieme. Insieme che è una parola che vuol dire rispetto e collaborazione?.

IL CAMPO
Il campo è inerpicato sulla collina a circa 5 chilometri dalla città. Si trova dunque in periferia ed isolato come la discarica su cui è sorto. E? tuttavia molto pulito e ordinato, non c?è una cicca di sigaretta per terra, perché ogni giorno due addetti fanno accurata pulizia. Ogni nucleo familiare, oltre alla casetta in legno, autocostruita, ha il suo box con bagno e servizi igienici. Qualche famiglia se ne è già andata ad abitare in appartamento in città (anche a seguito di un incendio che ha distrutto due abitazioni) e la sua casetta è stata smantellata per lasciare un posto vuoto. Al ?campo? c?è anche una piccola moschea per le funzioni religiose gestite da Asan che è ?Imam? (una specie di sacerdote musul-mano) diplomato. Le antenne a parabola situate sui tetti danno il segno dell?attaccamento alla terra di provenienza, la Macedonia. Servono a ricevere soprattutto una televisione di Skopje che trasmette in lingua ?romanès?. D?altronde, tanti Rom del campo coltivano il sogno di poter tornare in Macedonia una volta messi via un po? di soldi.

SCHEDA ROM
Anche se gran parte dell?opinione pubblica continua a considerarli ?nomadi? i Rom provenienti dalla Macedonia non lo sono più ormai da generazioni. In Macedonia avevano una casa ed un?occu-pazione. Sono arrivati nell?Alto Adige agli inizi degli anni novanta per cercare lavoro. Sono impiegati soprattutto nel settore delle pulizie (le donne) e nei magazzini di frutta della zona. La mag-gioranza dei residenti al campo ha una occupazione stabile ormai da anni (il 70%) ed i bambini vanno alla scuola (compresa la ma-terna) con un pulmino messo a disposizione dalla Provincia e rap-presentano il 50% della comunità. Tutti sono in regola, anzi la me-tà ha la ?carta di soggiorno? a validità decennale. La struttura del campo è gestita da una operatrice della cooperativa River Equipe.

OSSERVAZIONE
Bolzano. Sei bambini rom su otto nati negli ultimi due anni presentano gravi patologie dalla nascita. Un campo rom costruito sopra un?ex-discarica di rifiuti. C?è un legame tra questi due dati?
A questo quesito stanno cercando di dare una risposta i ricercatori di OsservAzione, un?associazione che si prefigge di lottare contro la discriminazione di rom e sinti in Italia.
Osservazione: http://www.osservazione.org/r&a_bz.htm

Nella foto Asan Reedzep nel salotto della sua casetta al ?campo?
Riferimenti: Emergenza salute al campo di Castel Firmiano

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Anche i Rom nella Commissione consiliare di Padova

15 Maggio 2006 Commenti chiusi

Padova. Il primo passo per concedere il diritto di voto amministrativo ai cittadini extracomunitari è stato compiuto. L’assessorato all’Immigrazione ha presentato una proposta di delibera per la costituzione di una commissione per la rappresentanza degli immigrati. Un progetto pilota che riguarda i circa 20.000 immigrati stranieri residenti nel comune e fra essi i circa mille Rom. La Commissione designerà all’interno di ogni rappresentanza consiliare un proprio delegato con diritto di parola ma senza diritto di voto, e che con il suo presidente potrà partecipare alle sedute del consiglio comunale con facoltà di richiesta di audizione prima del voto collegiale. «Dobbiamo consi-derare ? spiega l’assessore Ruffini – che ormai a Padova l’im-migrazione non è più in una fase di emergenza, ma di stabilità. Avere la voce di un cittadino extracomunitario durante un consiglio comunale, significa capire veramente quali sono i bisogni di una persona straniera che vive nella nostra città. La Commissione per la rappresentanza dei cittadini immigrati è il primo passo verso il voto amministrativo agli extracomunitari»

Primo passo per il voto agli immigrati
Nascerà una commissione per la rappresentanza dei cittadini stranieri: potranno intervenire nell?assise consiliare
Un articolo de ?il gazzettino?, cronaca di Padova, del 14 maggio 2006 a firma Marco Alighieri.

Per visionare l?articolo in forma integrale occorre spiccare un balzo nell?iper spazio telematico per arrivare al web-log dell?Opera Nomadi di Padova dove c?è bel tempo e simpatica compagnia.
Riferimenti: Opera Nomadi sezione di Padova

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?Save the children? nel giorno della Festa della mamma

14 Maggio 2006 Commenti chiusi


Alla vigilia della Festa della mamma del 14 maggio, Save the children, organizzazione internazionale per la difesa e la promozione dei diritti dei bambini, ha pubblicato il ?Rapporto sullo Stato delle Madri nel Mondo?. Oltre 10 milioni di bambini sotto i 5 anni muoiono ogni anno e circa 2 milioni muoiono entro le prime 24 ore di vita. Secondo il Rapporto la mortalità neonatale si potrebbe ridurre del 70% con piccole e semplici precauzioni, ma continua ad essere uno dei problemi più sottovalutati e trascurati al mondo. L?Associazione si appella ai governi affinché incrementino il supporto politico e finanziario a quelle strategie di provata utilità ed efficacia, indicate dettagliatamente nel rapporto, nel salvare la vita di tante madri e bambini.

?Rapporto sullo Stato delle Madri nel Mondo?
Diffuso da Save the children in data 9 maggio.

Oltre 10 milioni di bambini sotto i 5 anni muoiono ogni anno e circa 2 milioni di bambini muoiono entro le prime 24 ore di vita, secondo il settimo Rapporto sullo Stato delle Madri nel Mondo, diffuso oggi da Save the Children, l?organizzazione internazionale indipendente per la difesa e la promozione dei diritti dei bambini. Per la maggior parte di bambini dei Paesi in Via di Sviluppo, il giorno più pericoloso della loro vita è il giorno della nascita. Secondo il Rapporto la mortalità neonatale si potrebbe ridurre del 70% con piccole e semplici precauzioni.

Secondo il dossier, 1 ulteriore milione di neonati muore fra il secondo e il settimo giorno dalla nascita. In tutto sono 4 milioni i bambini che muoiono durante il primo mese di vita. ?Le prime ore e settimane della vita di un bambino sono le più critiche. Tuttavia solo un piccolissimo numero di neonati nei paesi poveri riceve cure e assistenza appropriate durante questo periodo così delicato?, spiega Carlotta Sami, Direttore dei Programmi di Save the Children Italia. ?Semplici precauzioni e misure sanitarie che da noi diamo per scontate possono fare la differenza fra la vita e la morte per questi bambini. Interventi molto economici come la sommini-strazione di vaccini anti-tetano alle donne e l?assistenza al parto di operatori sanitari capaci potrebbero ridurre la mortalità neonatale di più del 70% se queste misure venissero adottate su ampia scala?.

Il Rapporto sottolinea come la maggioranza delle morti alla nascita è il risultato di cause facilmente prevenibili e curabili, come infezioni, complicazioni post partum e nascite sotto peso.

?La mortalità neonatale è uno dei problemi più sottovalutati e trascurati al mondo?, prosegue Carlotta Sami. ?Se negli ultimi anni registriamo significativi progressi nella riduzione dei tassi di mortalità infantile sotto i 5 anni, lo stesso non si può affermare per la riduzione del tasso di mortalità neonatale ed entro il primo mese di vita. Purtroppo, infatti, le morti di neonati sono così frequenti in ampie aree dei paesi in via di sviluppo che i genitori aspettano a dare un nome al proprio figlio finché non ha quasi raggiunto i tre mesi?.

I dati salienti del settimo Rapporto sullo Stato delle Madri nel Mondo

Dal dossier emerge che 10 paesi registrano più dei 2/3 delle morti alla nascita nel mondo con India e Cina in testa alla graduatoria: 1 milione i decessi nella prima, 416.00 nella seconda. Tuttavia, per l?elevatissimo numero di abitanti, nè la Cina nè l?India hanno il tasso di mortalità neonatale più elevato.
In assoluto, la regione del mondo con il più alto numero di morti alla nascita è l?Africa Sub-sahariana, dove 1 mamma su 5 ha perso almeno un bimbo appena nato.
Nei paesi cosiddetti industrializzati le morti alla nascita sono pari all?1% del totale dei decessi neonatali nel mondo
Nel valutare il benessere delle madri e dei neonati in 53 paesi a basso reddito, la classifica stilata da Save the Children vede Liberia e Afghanistan all?ultimo posto e Vietnam e Nicaragua al primo. Il tasso di mortalità alla nascita in Liberia è 5 volte quello del Vietnam.
Il dossier prende inoltre in considerazione 23 paesi a ?medio reddito?, fra quelli in via di sviluppo, e pone l?Iraq in fondo alla graduatoria (6 morti ogni 100 nati) e la Colombia in testa (1 morto su 100 nati).
Fra i 32 paesi industrializzati presi in esame, gli Stati Uniti si attestano nella parte bassa della graduatoria, sopra alla Lettonia e alla pari con Ungheria, Malta e Slovacchia.
Secondo il Rapporto di Save the Children, il tasso di mortalità infantile degli Stati Uniti è quasi 3 volte più alto di Finlandia, Islanda, Norvegia e Giappone.
In Italia 4 bambini su mille, muoiono prima di compiere un anno e 5 su mille muoiono prima di arrivare al quinto anno di età: il nostro paese si colloca quindi nella parte alta della graduatoria, in par-ticolare all? 8° posto, per il tasso di mortalità infantile entro il primo anno, davanti a Svizzera, Gran Bretagna, Olanda, Stati Uniti.
Per ciò che riguarda il tasso di mortalità infantile sotto i 5 anni, l?Italia risulta ugualmente nella zona alta della classifica, al 10° posto, prima di altri importanti paesi industrializzati quali Gran Bretagna, Olanda, Canada, Australia e Stati Uniti.
Fra i Paesi in Via di Sviluppo, il Rapporto sottolinea come Vietnam, Nicaragua, Eritrea, Tajikistan, Indonesia e Filippine hanno fatto importanti passi avanti nella riduzione della mortalità neonatale, nonostante le limitate risorse finanziarie.
Il Vietnam, si legge nel Rapporto, ha un reddito interno lordo pro-capite di 3.000 dollari. Tuttavia è riuscito a mantenere relati-vamente bassi i tassi di mortalità alla nascita, grazie ad una costante e massiccia assistenza alle madri prima e durante il parto. In Vietnam più della metà delle donne fa uso di contraccettivi e quasi ogni donna incinta riceve cure e assistenza prenatale da operatori qualificati

Al contrario, l’Angola, con quasi lo stesso reddito pro-capite del Vietnam, ha un tasso di mortalità neonatale più di quattro volte superiore: 5 morti su 100 nati.
In Angola, soltanto 5 per cento delle donne usa contraccettivi, più della metà della popolazione non ha accesso a cure sanitarie e oltre la metà dei bambini nascono senza il supporto di personale esperto.

Le Raccomandazioni di Save the Children

– Investire di più per aiutare le ragazze e le giovani donne nei paesi poveri ad avere maggiore accesso all?educazione, nutrizione e moderna contraccezione
- Fornire alle mamme e ai bambini soluzioni a basso costo e bassa tecnologia che salvano loro la vita, durante la gravidanza, alla nascita e subito dopo il parto. Queste misure includono le vaccinazioni anti-tetano, l?assistenza al parto di personale specializzato, trattamento immediato delle infezioni neonatali e educazione ad una corretta igiene, calore e allattamento al seno per i neonati.
- Accrescere la disponibilità di cure sanitarie di qualità per le madri, dopo il parto.
Il Rapporto si appella ai governi affinché incrementino il supporto politico e finanziario a queste strategie di provata utilità ed efficacia nel salvare la vita di tante madri e bambini. Save the Children chiede inoltre al governo e all?opinione pubblica italiana di promuovere l?assistenza internazionale ai neonati, alla salute infantile e materna, per contribuire a salvare vite umane.
Oltre allo speciale focus sui neonati e le madri, il rapporto include il settimo Indice Annuale delle Madri che stila una classifica dei paesi dove le mamme e i rispettivi bambini stanno meglio o peggio, attraverso un?analisi degli standard di benessere materno-infantile in 125 nazioni. Per il settimo anno i paesi scandinavi dominano la classifica con la Svezia al primo posto. In ultima posizione il Niger.

SAVE THE CHILDREN
Save the Children è una organizzazione internazionale indipendente per la difesa e la promozione dei diritti dei bambini. Opera in oltre 100 paesi nel mondo con una rete di 27 organizzazioni nazionali e un ufficio di coordinamento interna-zionale: la International Save the Children Alliance.
600 milioni di bambini, un quarto di tutti i bambini del mondo, vivono in condizioni di assoluta povertà. Ogni anno 12 milioni di bambini al di sotto dei 5 anni muoiono per malattie di facile prevenzione. Oltre 16 milioni hanno perso la madre o entrambi i genitori a causa dell’AIDS. Circa 250 milioni lavorano, spesso in condizioni di pericolo e sfruttamento. Risulta dolorosamente evidente come non si stia facendo abbastanza per proteggere la prossima generazione di adulti.
Save the Children lavora per:
- un mondo che rispetti e valorizzi ogni bambino
- un mondo che ascolti i bambini e impari da loro
- un mondo in cui tutti i bambini abbiano speranze ed opportunità

Save the Children Italia
Save the Children Italia è una ONLUS (Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale). E? presente in Italia dalla fine del 1998 e, dalla primavera del 2000, ha una sede operativa a Roma. L’Organizzazione Internazionale è impegnata a tutelare e pro-muovere i diritti dei bambini anche nel nostro paese, concentrandosi su situazioni dell’infanzia particolarmente svan-taggiate o difficili. La lotta al razzismo e alla discriminazione, le iniziative in risposta alla drammatica condizione dei minori coinvolti nel traffico degli esseri umani, la non facile situazione dei bambini che, per diversi motivi, si trovano in Italia senza la propria famiglia, sono solo alcune delle iniziative nelle quali Save the Children è impegnata attivamente.
Riferimenti: Save the children

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Radio Romano Krlo ? la voce rom

13 Maggio 2006 3 commenti


Sabato romanì. Da tredici anni sulle frequenze di radio Onda d?Urto di Brescia si può ascoltare Romano Krlo l?unica trasmissione radiofonica Rom dell?Europa occidentale: una voce “viva” per una cultura ?orale?. Ideatori e promotori dell’iniziativa sono il sociologo Luigi Beltrami e il Rom Bajram Osmani che cura la direzione, la redazione e la regia tecnica del programma. Per questa trasmissione è stato scelto un nome significativo: Romano Krlo – La Voce Rom. In lingua romanès e italiana. Alla nascita della trasmissione Luigi Beltrami, l??iniziatore?, dichiarò che la radio nasceva ?con la volontà di tenere uniti i Rom, anche quelli di recente immigrazione, attraverso una rete di collegamento rappresentata dalla radio attraverso cui Osmani diffonde informazioni, cultura e musica rom?.

?Sastipe ta baxt?: un saluto a tutti
Attraverso questa emittente radiofonica Bajram diffonde informazioni non solo di carattere storico e geografico, ma anche di livello pratico e burocratico come informazioni sull?orario di apertura dello sportello immigrati del comune. Anche con queste piccole informazioni, che riguardano il quotidiano, si tenta di raggiungere l’obbiettivo principale della trasmissione che è il riconoscimento dei diritti umani dei Rom e della loro dignità, favorendo la fratellanza e l?aiuto reciproco.
Bajram Osmani, giornalista indipendente e ?commissario in Italia? per i media e l?informazione dell?IRU (International Romani Union), ha voluto e gestisce questa trasmissione perché ritiene che l’infor-mazione sia fondamentale per la conoscenza e la consapevolezza dell?identità del suo popolo.

DALLA VOCE DI BAJRAM OSMANI
Osmani conduce la trasmissione radiofonica tutti i sabato dalle ore 14,00 alle 15,30.
?Da 13 anni porto la mia voce da questa radio? spiega, ?una voce Rom per tutti, Rom e Sinti. Per me è un privilegio andare in radio a dare tutto quello che posso, il necessario per la mia popolazione. Nel XXI secolo è importante guardare gli interessi collettivi?.

Osmani è Commissario per i media in Italia della International Romani Union, l?organizzazione internazionale dei Rom, riconosciuta anche dall?Onu. E? stato nominato a questo ruolo per due anni fino al 2008. Inoltre è anche vice-presidente dell?associazione Them Romanò gui-data dal rom abruzzese, Santino Spinelli.
?Siamo l?unico popolo che rispetta tutte le feste? spiega, ?anche la nascita di Gesù e di Maometto. Vogliamo bene a questa umanità perché facciamo parte di questa unica grande famiglia.
Per il S. Giorgio del 6 maggio, ?o Gurgedvan?, della settimana scorsa, ho fatto una edizione speciale con musiche da tutto il mondo. Con dediche apposite per tutti quelli che hanno voluto salutare gli amici e dedicare loro una canzone?.

Osmani è giunto in Italia nel 1991 provenendo dal Kosovo. Vive con la numerosa famiglia in un appartamento di Brescia. Pur se diplomato in economia fa l?operaio nel settore metalmeccanico. E? giornalista indipendente iscritto all?albo di Serbia-Montenegro. Oltre che con-duttore è anche ideatore e programmatore della trasmissione.
?Questa trasmissione ha l?obiettivo di divulgare ed affrontare tematiche che riguardano la politica sociale, i diritti umani e diritti civili, i diritti negati alla nostra comunità. Recentemente è stato approvato il ritorno dei 50.000-70.000 Rom scappati dal Kosovo , ma secondo me sarà uno sterminio, l?umanità deve sapere di questo fatto perché mandarli indietro è un vero e proprio suicidio. Perché in Kosovo non c?è democrazia, gira la droga, la prostituzione, la pulizia etnica?.

Osmani afferma che la radio la ascoltano i Rom da tutta Italia, poi, col ponte satellitare, in Belgio, Francia e in tutto il mondo.
?Per me è una ricchezza gestire questa trasmissione, uno scambio culturale. Anche il sorriso sulle labbra di un amico ci dà la speranza per vivere. Anche questi piccoli passi, sono utili e significativi. Vogliamo la nostra vita. Noi facciamo parte dell?umanità e mai abbiamo fatto guerra o ucciso nessuno. Ma siamo stati sterminati in massa ed il dottor Mengele, nei campi di concentramento nazisti, faceva esperimenti sui rom. Ma ancora oggi, se non c?è rispetto e lavoro, come facciamo a vivere? Vediamo se Gypsia, Kalò, Zingaria, si trovano sulla mappa geografica? Non è giusto che nel XXI secolo ci siano ancora pregiudizi verso il nostro popolo, occorre trovare dialogo, confronto?.

Romano krlo da radio Onda d?urto di Brescia: sabato ore 14-15,30
Brescia-Cremona-Piacenza: 106.5 megahertz
Milano e Hinterland: 98 megahertz.

RADIO ONDA D?URTO
Radio di ?movimento? nasce a Brescia agli inizi degli anni novanta del secolo scorso per organizzare e gestire attività dirette a svolgere un servizio di informazione culturale e sociale: ?Vogliamo essere presenti con uno strumento di comunicazione adeguato, che sappia costruire immaginari collettivi, diffondere cultura e comportamenti antagonisti?.

INTERNATIONAL ROMANI UNION
L?International Romani Union, IRU, è riconosciuta dall’ONU come Organizzazione Non Governativa. L’IRU è formata da un gruppo di Rom provenienti da 32 paesi, compresa l’Australia, la Nuova Zelanda, gli USA e l’India, essi sono i membri del Congresso. Fin dall’inizio l’IRU è stata attiva in campo culturale, nel campo dell’educazione e della presa di coscienza della propria identità da parte dei Rom. Obbiettivo principale dell’IRU è lavorare per creare condizioni di vita dignitose per tutti i Rom nei loro rispettivi paesi. L’IRU intende creare opportunità per la scolarizzazione dei bambini zingari in modo che possano inserirsi (non essere assimilati) nella società e che siano in grado di badare a se stessi senza l’aiuto di altri. Ha sede a Praga e ne è presidente Stanislaw Stankiewicz.

THEM ROMANO?
L?associazione ?Them romanò” (Mondo Zingaro) ONLUS, Asso-ciazione autonoma di Rom e Sinti é stata fondata nel 1990 a Lan-ciano (CH) da un gruppo di Rom e Sinti con lo scopo di rilevare, valorizzare e diffondere la cultura zingara a livello nazionale e internazionale perché i caggè -non zingari- possano meglio conoscere e sdemonizzare la cultura di questo popolo e perché i Rom stessi prendano coscienza della loro millenaria cultura e spezzino la secolare catena di emarginazione per inserirsi digni-tosamente nell’ambito della società maggioritaria.
Presidente dell?associazione è Alexian Santino Spinelli musicista e poeta Rom Italiano, il primo Rom laureato in Italia, professore di Lingua e Letteratura Romaní all´Università di Trieste.

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In carovana sulla via delle stelle

11 Maggio 2006 Commenti chiusi


?In carovana sulla via delle stelle? (sulle nostre strade verso uguali opportunità) è il titolo del convegno che si tiene il 12 maggio a Bolzano: una iniziativa Equal organizzata dall?associazione Kervan, in concorso con partner italiani ed europei, per confrontare le realtà europee sulla situazione lavorativa dei Rom e Sinti per l?adattabilità dei progetti di inserimento lavorativo in Alto Adige. Alla sera programma speciale di musica con gruppi di Spagna, Portogallo, Alto Adige, Ungheria, Polonia

IL CONVEGNO
Il convegno è organizzato dall?associazione Kervan, in colla-borazione con la Provincia Autonoma di Bolzano-Sud Tirolo e del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, per mettere a confronto le realtà europee che aderiscono al progetto Equal, ?In carovana sulla via delle stelle?, finanziato dall?Unione Europea e partito a febbraio 2005 con durata triennale. Un progetto di ricerca e di messa in ?rete? di iniziative sull?occupazione che vedano coinvolti Rom e Sinti, soggetti svantaggiati nel settore del mercato del lavoro. Per una adattabilità dei progetti di inserimento lavorativo nell?Alto Adige.
?Il convegno è stato pensato per creare un momento di incontro tra diverse realtà di Sinti e Rom d?Europa dando al contempo anche la dimensione dei problemi e informazioni sull?avviamento al lavoro e problematiche connesse? spiega il coordinatore del progetto, il dottor Bruno Trenta. ?Ma anche per dare visibilità al riconoscimento dei Rom e Sinti come minoranza etnica e linguistica avvenuto in Austria 1993. Un riconoscimento storico e, purtroppo, ancora unico.?

KERVAN
Associazione di Brunico/Bruneck che si occupa di corsi di formazione Equal per il fondo sociale europeo, capofila del progetto ?In carovana sulla via delle stelle?.
Partner italiani del progetto: Opera Nomadi, STA – Servizi tecno-logici Aziendali di Roma, Alphabeta -corsi di alfabetizzazione di Bolzano, Provincia Autonoma di Bolzano ?Alto Adige.. Partner Europei: ERPA -Repubblica Slovacca, JUNTA DE ANDALUCIA – Spagna, KEJA -Ungheria, CESIS ?Portogallo, SRWP ?Polonia,

EQUAL
Equal è un?Iniziativa Comunitaria che ha come obiettivo principale l?attivazione di percorsi progettuali sperimentali per individuare, in una logica di partecipazione attiva dei vari attori locali presenti in un dato territorio, soluzioni efficaci ed efficienti che consentano di promuovere, in favore di soggetti svantaggiati, processi di inclusione sociale ed occupazionale nel mercato del lavoro.

CONVEGNO: In carovana sulla via delle stelle
Karawanen auf dem weg der sterne
Pre mengre drom ? romanes.
On our roads towards equal opportunities.

12. Maggio 2006 EURAC Convention Center (Auditorium)
Viale Druso 1 · 39100 Bolzano

Roma e Sinti in Europa
Moderazione: Dott.ssa Elisabeth Tauber,
Dott. Horst Unterfrauner

ore 9.00 Saluto
- Dott. Horst Unterfrauner ? Kervan;
Dott.ssa Barbara Repetto Vicentini ? Direttrice di ripartizione, Assessorato del lavoro e coordinatrice FSE;
- Dott.ssa. Laura Favaro ? Referente EQUAL, Provincia
Autonoma di Bolzano;
- Dott. Massimo Converso ? Presidente Opera Nomadi Nazionale

ore 9.45 Presentazione
?Il riconoscimento dei Roma e Sinti come minoranza culturale e linguistica in Austria nel 1993 e il progetto Equal di THARA ? Gilda Horvath
? THARA, Vienna

ore 10.30 Coffee Break

ore 11.00 Dott.ssa Elisabeth Tauber ?Sinti e Roma in Alto Adige?

ore 11.20 Presentazione dei progetti EQUAL
dei partner transnazionali di Kervan
- Portogallo: ?P´lo Sonho é que Vamos? – Heloísa Perista, CESIS, Lisboa
- Spagna: ?Eurorromi? – Jose Manuel Flores, JUNTA DE ANDALUCIA, Sevilla
- Repubblica Slovacca: ?Europska Romska Pracovna Agentura? – Roman Kaiser, ERPA, Bratislava
- Ungheria: ?Eselyegyenlöseg a Mediaban? – Judit Farago, KEJA, Budapest
- Repubblica Ceca: ?Roma? ? Rostilav Mechur, ANATAS, Karvina
- Polonia: ?Romowie na Rinku pracy? – Daniel Bartlomowicz, SRWP, Oswiecim

ore 12.30 Discussione

ore 13.00 alle ore 15.00 Pausa pranzo

ore 15.00 Gruppi di lavoro:
lavoro/formazione, scuola, condizioni di vita

ore 18.00 Presentazione dei risultati

ore 20.00 Programma serale con musica Roma e Sinti in Europa

PROGRAMMA SERALE DI MUSICA
Il Flamenco dei Gitanos del Portogallo e della Spagna, la musica tradizionale dei Sinti altoatesini, le ?ciardas? dei Rom ungheresi e la musica dei Rom della Polonia si incontreranno per dialogare attraverso la loro arte antica e tradizionale con la società maggioritaria. I musicisti e ballerini dell?Europa occidentale ed orientale suoneranno e balleranno insieme per la prima volta.

Informazioni: Via Michael-Pacher-Str. 18
I-39031 Bruneck/Brunico
Tel. +39 0474 530 241 Fax +39 0474 539 595
E-mail : kervan@kervan.it

Immagine, elaborata da, Maria Uhden (1892-1918)
Riferimenti: Una vita da Luna Park

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Le conclusioni del Forum Sociale Europeo di Atene

9 Maggio 2006 Commenti chiusi


Atene, Grecia. Dopo 4 giorni di idee, di studio-confronto-e-speranza, si è chiuso il quarto Social Forum Europeo: 28.000 accreditati ai lavori, 277 seminari organizzati, 80.000 persone alla manifestazione finale di sabato pomeriggio. Domenica l?assemblea dei movimenti sociali ha tratto le conclusioni e redatto le proposte politiche per il prossimo anno. Arrivederci a gennaio 2007 a Nairobi, Kenya.

Dal quarto Forum Sociale Europeo di Atene

Domenica 7 maggio ad Atene si è chiuso il 4° Forum Sociale Europeo che nel corso di quattro giorni, da mercoledì a domenica, ha visto incontrarsi e dibattere rappresentanti di associazioni, organizzazioni, sindacati, movimenti e studenti, sui grandi temi che interessano l?Europa e il pianeta: dall?ambiente, ai diritti, alla pace.
25.000 accreditati, 277 seminari organizzati, con centinaia di lingue utilizzate ed interpreti volontari impegnati da mattina a sera. A fianco dei seminari la cultura con decine di mostre fotografiche e istallazioni artistiche, concerti con musica rock, regge e latinoamericana affiancata a musica e balli tradizionali greci, turchi e mediterranei.
Sabato pomeriggio la manifestazione di chiusura del Social Forum ha portato in piazza, a dare visibilità alle proposte per un ?altro mondo è possibile? 80.000 persone. Il popolo dei movimenti ha invaso il cuore dell’antica agorà ateniese: una manifestazione pacifica e multietnica, per contarsi e far sentire la propria voce ai governi del mondo. Tra slogan e striscioni ( “Contro la guerra, il neoliberismo e il razzismo”, quello d?apertura) sono emersi i temi più a cuore al movimento: la pace, con particolare attenzione alla questione Iran, il neoliberismo, il razzismo, la povertà, i diritti dei lavoratori, l?educazione e l?ambiente.
Domenica, 7 maggio a forum chiuso, l?assemblea dei movimenti sociali ha redatto la piattaforma politica e il calendario delle iniziative per il prossimo anno.

DICHIARAZIONE FINALE DELL’ASSEMBLEA DEI MOVIMENTI SOCIALI AL FORUM SOCIALE EUROPEO DI ATENE
8 maggio 2006

Noi, uomini e donne dei movimenti sociali di tutta Europa, siamo venuti ad Atene, dopo giorni di comuni esperienze di lotta contro la guerra, il neoliberalismo, tutte le forme di imperialismo, il colonialismo, il razzismo, la discriminazione e lo sfruttamento, contro ogni rischio di catastrofe ecologica.
Quest’anno è stato estremamente significativo per il numero di lotte sociali e campagne che hanno vittoriosamente bloccato progetti neoliberisti come quelli avanzati nel Trattato di Costituzione europea, la Direttiva Eu Ports ed il Cpe in Francia.
I movimenti di opposizione al neoliberalismo stanno crescendo e continuano a lottare contro il potere delle multinazionali , il G8 ed organizzazioni come la Wto, il Fmi e la Banca mondiale, così come contro le politiche neoliberali di tutti gli stati dell’Unione europea.
Ci sono state importanti svolte politiche in America latina, che hanno fatto segnare una battuta d’arresto all’offensiva neoliberale e in alcuni casi, la mobilitazione popolare ha tentato di invertire il processo di privatizzazione crescente.

L’attuale situazione offre molte opportunità ma anche gravi pericoli. L’opposizione e la resistenza alla guerra e all’occupazione dell’Iraq hanno reso palese il fallimento della strategia degli Usa e della Gran Bretagna. Il mondo sta affrontando l’incubo di una nuova guerra in Iran. L’arbitraria decisione dell’Ue di tagliare i fondi all’Autorità nazionale palestinese è inaccettabile ed esaspera la crisi della regione. L’oppressione del popolo kurdo non ha ancora avuto fine.
Le forze conservatrici nel nord e nel sud stanno incoraggiando uno “scontro di civiltà” al fine di dividere il fronte dei popoli oppressi, che sta provocando inaccettabili violenze, barbarie e ulteriori attacchi ai diritti e alla dignità di migranti e minoranze.

Nonostante l’Unione europea sia una delle più ricche aree del mondo, decine di milioni di persone vivono nella povertà, a causa della crescente disoccupazione come dell’aumento del precariato. Le politiche dell’Ue, basate sull’infinita estensione della con-correnza dentro e fuori dall’Europa, costituiscono un attacco alla dignità del lavoro, ai diritti dei lavoratori e alle politiche dello stato sociale, ai servizi pubblici, all’educazione, alla sanità pubblica e così via. L’Ue sta pianificando la riduzione dei salari e dei contributi dei lavoratori così come la generalizzazione della precarietà.

Noi rifiutiamo questa Europa neoliberista e qualsiasi tentativo di rilanciare la respinta Costituzione europea; stiamo lottando per un’altra Europa, un’Europa femminista, ecologista, un’Europa aperta, un’Europa di pace, di giustizia sociale, di vite dignitose, di sovranità e solidarietà alimentare, nel rispetto dei diritti delle minoranze e dell’autodeterminaziome delle persone.
Condanniamo la caccia alle streghe e la campagna di crimi-nalizzazione di cui sono vittime il movimento altermondialista e gli altri movimenti progressisti nell’Est e nell’Ovest d’Europa.

Usciamo dal Forum sociale europeo facendo un passo avanti decisivo in direzione di un miglior coordinamento fra movimenti dell’Est e dell’Ovest, con la comune determinazione a lottare per la pace, per il lavoro ed un’esistenza sicura. Promuoveremo la nostra agenda di campagne europee e mobilitazioni sulla base dei principali temi delle nostre piattaforme comuni sviluppatesi attraverso le esperienze dei Fse.
Abbiamo bisogno di coordinare il nostro lavoro, di definire una strategia efficace per il prossimo periodo e di rendere più forti e più grandi i nostri movimenti.

Facciamo un appello a tutti i movimenti europei, al fine di aprire un ampio dibattito per decidere insieme i passi successivi da fare insieme nei prossimi mesi. Alcuni eventi principali sono già in agenda:

- ci mobiliteremo per il completo ritiro delle truppe dall’Iraq e dall’Afghanistan, contro una nuova guerra in Iran, contro l’occupazione della Palestina, per il disarmo nucleare, per l’eliminazione delle basi militari in Europa e convochiamo una settimana di mobilitazione dal 23 al 30 di settembre 2006;

- facciamo appello perché il 7 ottobre 2006, in Europa e Africa, sia una giornata di mobilitazione internazionale per mettere in regola senza condizioni e con pieni diritti tutti i migranti in tutta Europa; per la chiusura di tutti i Cpt, per dire basta alle esternalizzazioni e alle deportazioni; contro la precarietà e contro il legame tra permesso di soggiorno e permesso di lavoro, per una cittadinanza di residenza;

- ci mobiliteremo contro la flessibilizzazione e lo smantellamento dei servizi pubblici e per i servizi sociali, coordinando le nostre lotte in tutta Europa nei prossimi mesi.

- A favore dei diritti sociali, nel gennaio 2007, il Forum sociale mondiale si dà appuntamento a Nairobi, in Kenya. La crescita dei movimenti sociali in Africa è cruciale. La costruzione di un nuovo Fsm sarà un’opportunità in più per combattere lo sfruttamento europeo e il neocolonialismo.

- Nel giugno del 2007, ci sarà un incontro del Consiglio Europeo ed una riunione del G8 a Rostock, in Germania dopo quella di San Pietroburgo che si terrà nel giugno di quest’anno. Dovremo saper sfruttare queste occasioni per una generale convergenza delle nostre lotte.

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Il Ğurğevdan 2006 al ?campo vecchio? di Napoli

7 Maggio 2006 1 commento


Come ogni anno, anche ieri 6 di maggio, i Rom serbo-ortodossi del quartiere napoletano di Scampia-Secondigliano hanno celebrato una delle loro feste nazionali più significative, quella del santo patrono Giorgio. E sono ancora capaci di affogare nella festa le amarezze del quotidiano. Un resoconto di Marco Nieli che conclude ?sperando che l?anno in corso porti delle novità sul piano legislativo, in modo da permettere un dovuto riconoscimento giuridico di questa importante minoranza linguistico-culturale del nostro paese?.

GURGEVDAN 2006 A NAPOLI
di Marco Nieli, presidente Opera Nomadi Napoli

Come ogni anno, anche il 6 maggio dell?anno in corso i Rom serbo-ortodossi del quartiere napoletano di Scampia-Secondigliano (per lo più appartenenti ai sottogruppi ?Kanharija? e ?Mrznarija?) hanno celebrato una delle loro feste nazionali più significative, vale a dire quella del santo patrono Giorgio. Va detto subito che questa festa, forse una delle tradizioni più diffuse tra le comunità rom ?dasikhané? di entrambe le sponde dell?Adriatico, non è univer-salmente celebrata da tutte le famiglie rom ex-jugoslave, dipen-dendo dalla linea di discendenza familiare (alcune famiglie celebrano come alternativa S. Maria alla fine di agosto).
Trattandosi di un santo in origine cattolico, poi ripreso dagli ortodossi, caratterizzato da una spiccata vocazione anti-islamica, ?Gurgevdan? non è invece festeggiato o è poco festeggiato dai pochi musulmani di viale della Resistenza (Scampia) e dai più numerosi ?Crna Gorja? e ?Cergari? bosniaci di Giugliano.

Quello che oggi possiamo testimoniare etnograficamente della festa è, ovviamente, il risultato della profonda stratificazione culturale che, nel corso dei secoli, ha creato il sincretismo della cultura rom di oggi. Antiche usanze e credenze di origine indiana o indo-europea, come l?offerta del cibo ai morti (mulé), coesistono con il culto dei santi e l?eucarestia tipiche della cultura cristiana. Un grosso cero con l?immagine del santo protettore degli ?zingari? troneggia a capotavola e i maschi della famiglia spezzano il pane rituale verso le 13,30 del pomeriggio, pronunciando frasi bene-augurali in ?romanés?, a beneficio dei vivi ma anche dei defunti, egualmente presenti al banchetto. Prima di dare l?assalto ai succulenti piatti di pecora (bakrì) o di maiale (balò), alle ?sarme? fatte con foglie di verza, riso e carne di maiale e alle ricche torte al cioccolato e alla crema ripiene di ogni ben di dio, si versa il vino sul pane spezzato, che viene distribuito tra gli astanti. Siccome per tutto il pomeriggio e anche verso la sera continuano a ?frottare? parenti provenienti da fuori zona a ciascuna tavola imbandita, si ha a volte la netta sensazione di assistere a un vero e proprio ?potlach?, la distruzione e/o distribuzione rituale dei beni praticata da diversi popoli ?di natura?, allo scopo di mostrare il proprio potere o ricchezza.

Alla festa di quest?anno, ho avuto il piacere di portare sul campo ?vecchio? il regista napoletano Davide Iodice, che sta preparando uno spettacolo tratto da ?Zingari? del grande poeta-drammaturgo napoletano R. Viviani e che si è dimostrato in grado di apprezzare enormemente questo enorme patrimonio di cultura popolare som-merso e rimosso dalla cultura dominante di noi ?gagé?. Mi è sembrato di condividere con lui la passione ?pasoliniana? verso questa umanità dolente e oppressa, ma anche capace di affogare nella festa le amarezze del quotidiano. E? nata l?idea di un labo-ratorio teatrale che veda protagonisti gli stessi Rom di Scampia, come già è avvenuto in passato per il film ?Sotto la stessa luna?, di Carlo Luglio. Oltretutto abbiamo fatto delle riprese e delle foto, che condivideremo con le stesse famiglie che ci hanno ospitato e che potranno costituire la base per un laboratorio scolastico dell?anno prossimo. Speriamo che tutti questi progetti vadano in porto e che soprattutto l?anno in corso porti delle novità sul piano legislativo, in modo da permettere finalmente un dovuto riconoscimento giuridico di questa importante minoranza linguistico-culturale del nostro paese, presente ormai da più di 600 anni tra di noi.

?Baktalò Gurgevdan? (felice San Giorgio) a tutti.

Opera Nomadi di Napoli tel. 081-455470
E-mail: operanomadinapoli@yahoo.it.

Festa di S. Giorgio, fotografia di Adriano Mordenti
Riferimenti: La festa di S. Giorgio degli Zingari

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Rom discriminati nelle scuole d’Europa: dall’ultimo monitoraggio dell’Unione

6 Maggio 2006 Commenti chiusi


Secondo il rapporto dell?EUMC (Centro Europeo di Monitoraggio su razzismo e xenofobia) i sistemi educativi della Comunità Europea discriminano i Rom spingendoli a lasciare presto la scuola e privandoli così delle qualificazioni che permetterebbero loro di competere nel mercato del lavoro. Per migliorare la situazione, l?EUMC propone progetti effettuati con la partecipazione dei mediatori culturali Rom e dei rappresentanti delle Comunità. Progetti di intercultura che prevedano l?insegnamento del ?romanès?, della storia e cultura dei Rom con l?assunzione di mediatori Rom e la formazione specifica per gli insegnanti ordinari. Il rapporto, pubblicato il 4 maggio, conclude con l?esortazione a pratiche di integrazione: ?La discriminazione educativa è diret-tamente connessa a stati di vita rischiosi, ad alta disoccupazione, a condizioni di alloggio inferiori alla media e a difficile accesso ai servizi medici sanitari. C?è bisogno dell’esecuzione più vigorosa di risorse politiche per permettere ai Rom di avere pari opportunità in Europa.

EUMC
Il Centro Europeo di Monitoraggio su razzismo e xenofobia (European Monitoring Centre on Racism and Xenophobia: EUMC) è l’organismo dell’Unione Europea che ha il compito di fornire agli Stati Membri informazioni su razzismo e xenofobia ma anche di for-mulare piani di intervento per contrastarli. Strategie per contra-stare il razzismo ma anche per evidenziare e diffondere gli esempi di buone pratiche per quanto riguarda l’integrazione dei migranti, dei gruppi etnici e religiosi di minoranza negli stati membri.

Il Centro Europeo di Monitoraggio su razzismo e xenofobia ha pubblicato, il 4 maggio scorso, un rapporto sulla situazione scolastica dei ROMA (Rom-Sinti-Manouche-Romanichals-Kalè) negli stati dell?Unione Europea. Il rapporto fornisce prove dirette e sistematiche di esclusione dei Rom dall’istruzione pubblica.

“I ROMA DISCRIMINATI NELLA SCUOLA E NELLA FORMAZIONE PUBBLICA”

“Il nostro rapporto indica che i sistemi educativi della Comunità Europea discriminano i Rom” spiega Beate Winkler, direttore dell? EUMC. “Di conseguenza essi tendono a lasciare presto la scuola che li priva delle qualificazioni che permetterebbero loro di competere successivamente nel mercato del lavoro”. E continua: “Molto rimane da fare specialmente per quanto riguarda la segregazione, che, in tutte le relative forme, rimane l’ostacolo principale per i bambini delle popolazioni Roma nel sistema educativo. Mentre gli strumenti politici e giuridici sono consolidati, abbiamo bisogno dell’azione al livello locale, per applicare più efficientemente queste misure.”

Il rapporto di EUMC trova che la segregazione nell?istruzione degli alunni rom ancora persiste in molti paesi dell’Unione Europea, a volte come effetto non intenzionale delle politiche sociali ed a volte come conseguenza della segregazione residenziale. I tassi di presenza e di iscrizione degli alunni Rom sono migliorati ma rimangono bassi. Alta è la percentuale dei bambini rom certificati come handicappati. Nella maggior parte dei Paesi il passaggio alla scuola secondaria rimane critico.

Per migliorare la situazione, l?EUMC propone strategie e progetti effettuati con la partecipazione dei mediatori culturali e dei rappresentanti Rom. Progetti che riducano anche l?analfabetismo degli adulti.

Dove la segregazione dei bambini rom persiste là le autorità dovrebbero intervenire con strategie di integrazione. La formazione professionale dei Rom dovrebbe essere controllata molto attentamente.

La formazione interculturale dovrebbe essere integrata nei programmi nazionali. Intercultura che dovrebbe prevedere anche l?insegnamento della lingua materna, il ?romanès?, la storia, la cultura dei Rom con l?assunzione di insegnanti Rom e l?addestramento interculturale specifico per gli insegnanti ordinari. Occorre anche un sistema ufficiale di raccolta dati per documentare la pratiche delle politiche di integrazione.

Il rapporto elenca una varietà di progetti innovatori effettuati in parecchi stati membri, spesso con il supporto dei programmi di formazione dell’UE, come Comenius o Leonardo.

Beate Winkler conclude: “La situazione educativa degli alunni rom dimostra che l?UE deve accelerare gli sforzi per l?integrazione scolastica. La discriminazione educativa è direttamente connessa a stati di vita rischiosi, ad alta disoccupazione, a condizioni di alloggio inferiori alla media e a difficile accesso ai servizi medici sanitari. Abbiamo bisogno dell’esecuzione più vigorosa ed adeguata di risorse politiche per permettere ai Rom di avere pari opportunità in Europa?.

Questo rapporto è dedicato alla direttrice del CSA di Rovigo, Francesca Sabella, all?assessora ai servizi Sociali ed alla Pace ed ai Diritti Civili della Provincia di Rovigo, Tiziana Virgili, al sindaco di Villanova Marchesana, Ilario Pizzi, iniziatori e prosecutori della scuola-ghetto per soli bambini rom di Villanova Marchesana. Unica anche a livello italiano. Polesine che vai Lacio Drom che trovi: classi speciali per alunni rom abolite nel 1982 e ripristinate a Rovigo nel 2005-2006.

EUMC: http://eumc.eu.int/eumc/index.php

Nella fotografia: una classe speciale per Rom e Sinti nei primi anni settanta del secolo scorso.
Riferimenti: Il rapporto completo, in inglese

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Il ?Gurgevdan? al Santuario dell?Incoronata di Foggia

4 Maggio 2006 Commenti chiusi


Sabato 6 maggio i Rom, originari di Macedonia, Bulgaria, Romania, Slovenia, Serbia, Montenegro, Ungheria, Ucraina, Grecia, Turchia, e Armenia festeggeranno il ?Gurgevdan?, la festa di S. Giorgio, presso il Santuario dell?Incoronata di Foggia. Come ogni anno arriveranno da tutta Italia ed anche dalla Spagna. Si festeggerà la primavera, si scambieranno i doni, si chiederanno alla Madonna benessere, tutela e salvezza, si organizzeranno matrimoni, si offriranno pecore in nome di Maria.

L??INCORONATA? DI FOGGIA
Il santuario, che si trova vicino al piccolo borgo agricolo di Carapelle, è meta di pellegrinaggio sin dagli inizi dell’XI secolo: l?ultimo sabato di aprile del 1001. In quella data la tradizione ricollega l’apparizione della Madonna a un contadino che, in occasione dell’evento prodigioso, ne avrebbe rinvenuto una statua in legno di noce scuro. La città di Foggia celebra la Vergine Incoronata l’ultima settimana di aprile: dopo la solenne vestizione della statua, che si svolge il mercoledì, il venerdì si tiene la cosiddetta “cavalcata degli angeli” – si narra infatti che, durante l’apparizione, furono proprio degli angeli giunti a cavallo a deporre sul capo della Vergine la corona che la consacrò come Incoronata – un appuntamento di rito, che attira migliaia di devoti. Venti carri allegorici, provenienti anche da altre province e regioni, allestiti in modo da rappresentare i momenti più significativi della vicenda terrena di Maria – Vergine, Sposa e Madre di Dio, sfilano seguiti dai fedeli in preghiera, in un’atmosfera di sentita partecipazione. Sabato, infine, c’e’ l’apertura solenne del santuario, che per tutto il mese mariano e’ meta di pellegrinaggi anche dall’estero

Il comunicato dell?Associazione Comunità Straniere in Italia di Foggia

RADUNO DEI ROM ALL?INCORONATA

I Popoli Migranti, i cosiddetti Rom ? Zingari, originari di Macedonia, Bulgaria, Romania, Slovenia, Serbia e Montenegro, Ungheria, Ucraina, Grecia, Turchia e Armenia festeggeranno il Giurgevdan presso il Santuario dell?Incoronata di Foggia sabato 6 maggio 2006. Come ogni anno, arriveranno Gitans dalla Francia, famiglie Rom, Sinti ed altri ancora da Malaga, Granata, Sevilla, Puertollano, Saragoza.
Si festeggerà la primavera, si scambiano doni, si chiede alla Ma-donna Nera, Patrona degli Zingari, benessere, tutela e salvezza; si organizzano matrimoni, si offrono pecore in nome di Maria.
Il Giurgevdan, festa pagana, fu introdotta da Preti Ortodossi per contrastare il comunismo, la tirannia e proteggere i Popoli Zingari da sterminio etnico perpetrato per anni a danno di popoli pacifici, allegri e spensierati.
Ancora oggi, purtroppo, la situazione è molto grave. La questione zingara è sempre affrontata come questione etnica.La negazione dell?identità del Popolo Rom porta con sé la degradazione della cultura zingara a sottocultura marginale a cui è negata ogni dignità, la riduzione della lingua, il Romanès, a gergo, la lettura delle strutture sociali, educative, economiche come prodotti dell?emarginazione e del disagio.
Da quest?impostazione discendono politiche d?assimilazione, che tende all?omologazione, alla rimozione d?ogni specificità. Se il Rom non è portatore di una cultura degna di questo nome, i suoi costumi sono solo un Sintomo di sottosviluppo, ostacoli da rimuo-vere per dare luogo ad una compiuta integrazione.
Non si può continuare ad accettare l?idea di vivere in una società di cittadini di serie a, b, c e d, basata su ghetti urbani (campi), sociali ed etnici, sulla discriminazione: tra immigrati e italiani, tra immigrati regolari e irregolari (i cosiddetti clandestini), verso la popolazione Rom e Sinti e sull?improprio sillogismo irregolare= clandestinità= delinquenza.
Il raduno dell?Incoronata vuole attirare l?attenzione sui Popoli Migranti e per non dimenticare: ieri, stermino, oggi, ghettizzazione.
Foggia, 4 maggio 2006

Il presidente: prof. Habib Sghaier

Associazione Comunità Straniere in Italia ?Onlus, di Foggia
Tel. 3497239108 – Fax: 0881714130
E.mail: acsi.h@libero.it Oppure: habib_sghaier@libero.it
Riferimenti: La festa di S. Giorgio degli Zingari

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Opera Nomadi di Torino Secondo Massano

4 Maggio 2006 2 commenti


E? Secondo di nome ma Primo per attività e competenza. ?Essere Opera Nomadi? è fisiologico, interconnesso con la sua persona. Si riporta l’ultima “relazione morale” del presidente dell?Opera Nomadi di Torino, Secondo Massano: le attività della sezione di Torino, fondata nel 1970, per la tutela dei diritti dell?uomo, a partire dalla vita associativa per arrivare alle aree di sosta, all?abitazione, al lavoro, ai permessi di soggiorno, alla sensibilizzazione dell?opinione pubblica.

?Prima di accingerci a relazionare sull’attività della Sezione nel corso del 2005 (ed alla luce dalle. tendenze dal 2006) occorre riflettere sulle finalità conclamate dell?O.N. nel Suo Statuto, nel suo Regolamento esecutivo, sull?evoluzione della considerazione/ac-coglienza dei Rom, Sinti e Camminanti da parte della Società e delle Istituzioni nonché sulle attese di accettazione, inserimento (realizzato o meno) nella Società da parte delle popolazioni suddette.
La solidarietà sociale proclamata dall’0.N. è in linea di principio tuttora svolta da volontari convinti, ove possibile con l’assenso (anche con impegno partecipato) da parte di Rom, Sinti e Viag-gianti: da azione di promozione, animazione, tutela dei diritti fatalmente l’O.N. deve; attivarsi con progetti che comportino interventi supportati da mezzi, operatori, volontari e non, per assicurare continuità, qualità, senso compiuto alle azioni da intraprendere.
Sotto questo aspetto viene da chiederci se il coinvolgimento della 0.N. in progetti ripetitivi (rinnovabili) seppur qualificati non escluda interpretazioni di merito oltre che di gestione economica o imprenditoriale (quest’ultima non strettamente compatibile con la denominazione ONLUS).
Una tranquillante giustificazione di questo fatto potrebbe consistere nell’assunto di progettazione/azione a tempo, promozionale, anche collegata con altri gruppi di volontariato o di azione solidale, mirata comunque alla partecipazione attiva e responsabile dei Rom, Sinti e Viaggianti.
Una considerazione aggiuntiva viene in soccorso a consigliare ancora necessaria la presenza dell’0.N. (sempre con la parteci-pazione dagli utenti del progetto) perchè sia gli Enti che le Istituzioni tendono a sfuggire ad assunzione diretta di interventi continuativi in favore dei Rom,Sinti e Viaggianti ed a delegare ove ne intravedono la necessità: inoltre diventa anche strategia vincente operare insieme ad altri gruppi/associazioni sia in interventi di routine che in quelli eccezionali come ad esempio la sempre più massiccia migrazione di Rom Rumeni, presenti nel nostro Paese come extracomunitari/clandestini.

La tutela dai diritti dell’uomo ( per Rom, Sinti e Viaggianti, sia nel viaggio che nella sedentarizzazione) è propria dell?O.N. per favorire interventi specifici, atti a sanare le situazioni di svan-taggio e di emarginazione presso le collettività locali e per invocare comprensione e protezione presso gli Enti ed Istituzioni che detengono i mezzi ed i servizi da mettere a disposizione di tutti i cittadini (inclusi i diversi e le minoranze) nonché i poteri di raccomandazione, risoluzione delle questioni, anche con apposita normativa (vedi Leggi Regionali, determinazioni in merito all’assistenza locale, direttive di P.S., circolari a sostegno di poli-tiche scolastiche mirate, ecc.). Nel campo della tutela dei bisogni/diritti dell’uomo l’O.N. è portata ad agire sia per compito istituzionale sia di concerto con Enti ed Associazioni che hanno a cuore la fruizione da parta di tutti gli aventi diritto all’abitazione, alla scolarizzazione, alla tutela della lingua e dalla cultura delle minoranze etnico-culturali, all’assistenza socio-sanitaria, al lavoro, alla giustizia equa e riabilitativa, ecc.
Come nel campo della solidarietà sociale, anche la tutela dei diritti dei Rom, Sinti e Viaggianti comporta impegno non indifferente da parte dell’O.N. e dei movimenti associativi “operandum” poiché la presenza dei Rom,Sinti e Viaggianti sul territorio si connota come questione di controversa soluzione

La vita associativa: la Sezione 0.N. di Torino fondata nel 1968 nonostante il sensibile calo di soci (volontari e sostenitori delle attività) costituisce pur sempre un punto di riferimento sia per l’utenza Rom, Sinta e Viaggiante che per le Istituzioni: è però anche un’Associazione/Gruppo concepito dai “sedentari? (Ente benefico, solidale, promozionale che pretende il rispetto dell’uomo e quindi perorare la fruizione dai diritti a fronte dei bisogni e attese dei Rom,Sinti e Viaggianti), dalla cui tutela gli stessi possono anche sentire di doversi liberare (sia a livello individuale che di gruppo etnico – culturale). Per tradizione l’0.N. di Torino ha assunto sulle spalle il peso dì una responsabilità civile a fronte di richieste e di partecipazione dei Rom e dei Sinti sul territorio sia locala che quello allargato alle Province e alla Regione, in materia di sosta/abitazione, scolarizzazione, tutela dei diritti soprattutto.

Aree di sosta per i Rom, abitazioni
Mentre l’O.N. con i Rom ed i Sinti ha perorato in genere interventi migliorativi per tutte le aree di sosta attrezzata cittadine per un certo periodo ha partecipato presso l’Assessorato ai Servizi Sociali – Settore Rom e Sinti alla formazione della graduatoria di merito per i Rom da inserire nel Villaggio di Via Germagnano e, in solu-zione provvisoria, quelli da inserire nel Campo di Strada Aeroporto (Soluzione accettata controvoglia seppur con interventi mi-gliorativi da parte dell’E.L. ( roulotte e container e servizi igienici personalizzati, presto rifiutati dai Rom trasferiti).
Si lamenta che gli insediamenti comunali per Rom e Sinti, quelli per i Camminanti ed i viaggianti non esistono più, non soddisfano appieno gli utenti ormai sedentarizzati da lungo tempo nè si avvertono soluzioni alternative consentite a breve termine: l’attuale campo di Strada Aeroporto dovrà essere abbandonato a causa dei lavori del passante ferroviario TAV, ma non si prevedono per ora soluzioni programmate.
I Rom inseriti in abitazioni ATC soffrono di mancanza di politiche di accompagnamento adeguate, molte famiglie sono allo stretto, molti parenti sostano presso le abitazioni ATC ed il vicinato protesta; in carenza di risorse economiche ( cantieri di lavoro, borse di lavoro, disoccupazione endemica) si varificano molti casi di mortalità: già alcune famiglie hanno lasciato le abitazioni ATC per riprendere il nomadismo o risiedere in terreni agricoli reperiti nella Cintura della Città. Corre un rischio di rigetto sia del nomadismo che degli insedia menti “abusivi”…

Sensibilizzazione
Relativamente alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica l’O.N. di Torino si trova a svolgere opera limitata anche a causa del-l’attenuazione di rapporti attivi da parte dei soci e dei simpatizzanti. Si interviene in ambiti minori, nei tavoli sociali, presso scuole, presso pubblicazioni di quartiere. Un altro discorso riguarda il Centro di Documentazione Zingara che può contare su materiale d’archivio, materiale bibliografico su tematiche divul-gative, progetti, esperienze di scolarizzazione nonché videocassette di inchieste ed a soggetto, ecc. il tutto pubblicizzato su INTERNET: da qualche tempo l’interessamento da parte di studenti, curiosi, studiosi, si è un po’ attenuato, forse perché le fonti di documentazione sono in aumento, nonché in ribasso le tesi/ricerche da produrre presso gli Istituti Universitari, anche a seguito dei ridotti curriculi e quindi tesi più succinte da presentare.

Occupazione
Mai come in questi ultimi tempi, sia adulti che giovani Rom prospettano esigenze occupazionali oltre le borse lavoro prospettate in passato dall’Ufficio Stranieri & Nomadi del Comune di Torino. Sempre più frequenti i casi di giovani Rom che riescono ad acquisire opportunità lavorative presso imprese di pulizie, esercizi di ristorazione: ciò attraverso il passa-parola ed anche gli sportelli delle agenzie di collocamento, da molti si annette importanza alla redazione di un curriculum mirato ad ottenere un lavoro. Anche senza molte basi culturali si tenta di frequentare corsi professionali il cui esito può contribuire; ad un’assunzione. In loco, per l?iscrizione al breve corso per mediatori culturali Rom si è preteso l’impegno di frequentare corsi CSEP per acquisire il titolo equivalente alla Licenza media.
Prosegue nella stragrande maggioranza della famiglia Rom Xoraxanè l?attività di raccoglitori di materiali ferrosi e non, l’adesione al progetto EQUAL II è stata accolta con favore in previsione di regolarizzazione del lavoro autonomo o dell’ipotesi di occupazione presso l?agenzia locale per la raccolta dei rifiuti ?differenziata?

Permesso di soggiorno
Su richiesta degli utenti Rom e Sinti, nello spirito di servizio e di promozione l’O.N. si presta all’istruzione di pratiche per il permesso di soggiorno o per quelle dell’affidamento sociale, compatibilmente con le possibilità di accoglienza e di vero aiuto riabilitante. Non sono trascurati i rapporti con giuristi ed avvocati, sempre a favore dei richiedenti ed in spirito di aiuto e promozione.

Opera Nomadi sezione di Torino
Tel. 011/721308

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Eugenio: un pastore romeno dal Danubio all?Adige

2 Maggio 2006 1 commento


Primo di maggio, festa dei lavoratori ma non per Eugenio pastore rumeno a tempo pieno e senza festività. Un Primo di maggio a pascolare 400 ovini sulle rive dell?Adige ricordando il Danubio ed aspettando di essere messo in regola dopo undici mesi di attività. ?E? un lavoro duro? afferma, ?sono giunto in Italia per fare un lavoro che nel mio Paese mi procurava poco denaro, anche per sopravvivere. E? un mestiere duro ma lo faccio volentieri per mettere via tutti i soldi che prendo perché voglio tornare in Romania a lavorare ed a sposarmi con Katilina?.

?E? UN LAVORO DURO MA LO FACCIO PER TORNARE A CASA?

?E? un lavoro duro? afferma Eugenio, in data primo di maggio, un pastore romeno di vent’anni che pascola un gregge di ovini sulle rive dell?Adige a Boara Polesine. Eugenio Gane ha vent?anni e proviene da Galati, una città di 300.000 persone che si trova nella Romania orientale, al confine con la Moldavia e l?Ucraina. Sta in Italia da un anno e mezzo e lavora tutti i giorni dall’alba al tramonto senza pause e divertimenti, anzi la sera, dopo la cena va a letto senza neanche vedere la televisione. ?Sono arrivato in Italia? continua il giovane romeno ?per fare un lavoro che nel mio paese ormai mi procurava poco denaro, poco anche per soprav-vivere?. Eugenio parla bene l?italiano ed è in questa lingua che impartisce ordini ai cani Baruffa e Rita ai quali è molto affezionato. Ha lavorato per quattro mesi a Treviso poi ha venduto delle pecore ad un allevatore locale e si è trasferito a Boara Polesine per pascolarle, tosarle ed accudirle. A Treviso aveva un piccolo gregge da gestire in compagnia di un amico ma qui lavora da solo con oltre quattrocento pecore.

?E? un lavoro duro? continua, ?senza pause, ma mi trovo bene ed ho anche chiesto di essere messo in regola?. Il padrone gli ha detto di aspettare la prossima regolarizzazione-sanatoria. Intanto Eugenio pascola le pecore, che verranno vendute per la macellazione, sulle rive dell?Adige ricordando il Danubio che scorre nella sua terra dove ha lasciato la famiglia, otto fratelli e la fi-danzata Katilina, di diciotto anni. Un lavoro in completa solitudine ed a tempo pieno tant?è che dopo undici mesi non ha mai trovato il tempo, né una serata libera, per recarsi a Rovigo, che dista po-chissimi kilometri dalla casa del padrone dove risiede. E la solitu-dine acuisce la nostalgia ma Eugenio può tornare a casa solo ogni tre mesi, per una settimana, prendendo un pullman da Padova.
La giornata di Eugenio inizia alle 6,30 del mattino quando dà da mangiare alle bestie, fieno e farina. Alle 8 arriva il padrone con la colazione ed i panini per il pranzo. Fatta colazione inizia la il pascolo lungo le rive (banche) dell?Adige verso Granzette o verso san Martino. Durante le soste c?è da pulire ed accudire le bestie. Un lavoro all?aria aperta con sole o pioggia, d?estate e anche d?inverno perché le nevicate sono scarse e permettono lo stesso alle bestie di brucare l?erba. Il pranzo lo fa coi panini, verso mezzogiorno, e poi prosegue fino a sera: all?imbrunire stende il recinto protettivo ed arriva il padrone ad accompagnarlo a casa per la cena. Subito dopo si corica a letto.

?E? un mestiere duro ma lo faccio volentieri per mettere via tutti i soldi che prendo, sono 700 euro al mese più vitto ed alloggio,? conclude il giovane pastore ?perché voglio tornare in Romania a lavorare ed a sposarmi con Katilina. Ho anche iniziato a costruirmi la casa e spero di finirla presto?.

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Quello che la Romania non dice dei Rom

1 Maggio 2006 Commenti chiusi


E? emergenza umanitaria per i Rom della Romania. E? quanto emerge da una relazione del parlamentare europeo Vittorio Agnoletto: ?Ai rom in Romania continuano ad essere negati i diritti civili fondamentali. Il governo non sta facendo nulla per favorirne l’integrazione. Basti pensare che il 25 per cento dei rom non possiede documento d’identità, e oltre il 45 per cento è senza certificato di nascita. I Rom vivono per lo più in pessime condizioni sanitarie. I bambini che riescono ad andare a scuola spesso seguono le lezioni in classi separate dagli altri allievi. I rom non hanno neppure accesso al mercato del lavoro: il 71 per cento, proprio perché Rom, ha subito episodi di razzismo nel tentativo di trovare un impiego. Non esiste neppure un censimento ufficiale: si stima che i rom in Romania siano 530mila, mentre diverse ONG ritengono che il numero reale sia compreso tra uno e due milioni?. La discrepanza fra le due cifre è dovuta al fatto che chi può nasconde la propria identità etnica per evitare discriminazioni.

Quello che la Romania non dice
di Vittorio Agnoletto

L?entrata della Romania nell’Unione europea è prevista per il 2007 e i negoziati sono attualmente in corso. Uno degli elementi di discussione è la situazione della minoranza rom, ancora pesan-temente discriminata nel Paese dell?Est europeo.
Ai rom in Romania continuano ad essere negati i diritti civili fondamentali. Vivono per lo più in pessime condizioni sanitarie, in alloggi insalubri, e molte volte subiscono sgomberi violenti da parte delle autorità. I bambini che riescono ad andare a scuola spesso seguono le lezioni in classi separate dagli altri allievi. I rom non hanno neppure accesso al mercato del lavoro. Il Centro europeo per i diritti dei rom e la Commissione europea hanno condotto una ricerca su un campione di persone di tale etnia, rilevando che il 71 per cento ha subito episodi di razzismo nel tentativo di trovare un impiego. Nella metà dei casi la ragione del rifiuto è stata espli-citamente l’appartenenza alla minoranza rom.
Il governo non sta facendo nulla per favorire l’integrazione di queste persone nell’economia del Paese. Basti pensare che il 25 per cento dei rom non possiede documento d’identità, e oltre il 45 per cento è senza certificato di nascita. Per loro, dunque, è anche impossibile acquistare una qualsiasi proprietà o partecipare atti-vamente alla vita politica.
Non esiste neppure un censimento: si stima che i rom in Romania siano 530mila, mentre diverse ONG ritengono che il numero reale sia compreso tra uno e due milioni. Qual è la verità? Purtroppo le cifre non considerano la scelta che molti fanno di non dichiarare la propria identità etnica, vista la ghettizzazione.
Dal punto di vista del diritto internazionale, Bucarest, inoltre, non ha ancora adottato la legge quadro sui diritti delle minoranze, né ha ratificato il Protocollo 12 della Convenzione europea dei diritti fondamentali, che pone un ?divieto generale di discriminazione?.
Nonostante le autorità rumene abbiano adottato, nel 2001, una Strategia per il miglioramento della situazione dei rom, è evidente che manca comunque la volontà politica da parte del governo di attuare questo piano, predisponendo gli organi e le risorse necessarie per la sua efficacia. É quanto ha sostenuto, tra gli altri, la Commissione del Consiglio d’Europa contro il razzismo e l’in-tolleranza nella sua terza relazione sulla Romania.
L?UE, per tutte queste ragioni, dovrà imporre il rispetto della dignità dei rom come prioritario e condizione sine qua non per l?inclusione della Romania nell?Unione. I rom, considerati da sempre gli ?stranieri? per eccellenza, perseguitati da secoli, dovranno vedere nell?Europa unita la possibilità di affermare finalmente i loro diritti.

Da ?Europa in movimento?, rubrica di Vittorio Agnoletto sul Numero 26 di ?Lavori in corso?, aprile 2006, periodico in rete della Associazione Culturale Punto Rosso, Idee e contributi per l?alternativa.
SWito internet: http://www.puntorosso.it/

VITTORIO AGNOLETTO
Vittorio Agnoletto, europarlamentare dal giugno 2004, nel gruppo della Sinistra unitaria europea, eletto come indipendente per Rifondazione Comunista. Presso l’Unione Europea è membro della Commissione per gli Affari Esteri; della Commissione per il Commercio Internazionale, della Sottocommissione per i Diritti dell’Uomo, della Delegazione per le relazioni con gli Stati Uniti d’Ame-rica e della Delegazione all’Assemblea parlamentare paritetica Asia-Europa. E’ noto in Italia come dei più importanti leader del movimento no-global
Vittorio Agnoletto è impegnato da anni a favore dei rom e, in senso più ampio, nel campo della difesa dei diritti umani. A questo proposito ha firmato la nuova clausola per i diritti umani e la democrazia negli accordi commerciali tra Unione europea e Paesi terzi. In merito ai rom, in particolare, Vittorio ha invitato i rappresentanti delle Comunità rom e le reti antirazziste italiane all?incontro del ?Forum del Parlamento Europeo sui ROM? che si è svolto a Bruxelles il 26 aprile 2005. Negli stessi giorni ? il 28 aprile 2005, per la precisione – il Parlamento europeo votò una risoluzione di condanna verso le violazioni dei diritti dei Rom nell?Unione Europea.

Altre informazioni: ufficio.stampa@vittorioagnoletto.it
Sito: L?Europa in Movimento http://www.vittorioagnoletto.it/

Fotografia riprodotta dal sito
Riferimenti: I Rom di Romania: rapporti di discriminazione

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