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Archivio Aprile 2006

Rom Rumeno sequestrato e picchiato dai Carabinieri?

29 Aprile 2006 1 commento


?In merito al grave episodio denunciato dal nostro socio e componente del Direttivo dell?Opera Nomadi di Milano, Sig. Constantin Marin, vogliamo innanzitutto esprimere pubblicamente al medesimo Constantin detto ?Ventila?, il nostro incondizionato sostegno perché è persona stimata e conosciuta per la propria onestà e il proprio generoso impegno in campo sociale, profusi sempre nel rispetto delle persone e delle istituzioni di questa città?. Dal comunicato dell’Opera Nomadi.

La notizia è girata in ?rete? venerdì 28 aprile ma il fatto risale ad alcuni giorni prima. Ecco la notizia ?circolata? via telematica:
?Sequestrato e picchiato dai Carabinieri?
Marin Costantin (Ventila) cittadino Rumeno (Rom) 56 anni, lavoratore edile residente in Italia da 16 anni padre di cinque figli picchiato e sequestrato per 3 ore al reparto di Carabinieri di zona Bongola Milano?.

I FATTI. Ventila ha portato la sua automobile, in regola con bollo – proprietà ed assicurazione, all’autolavaggio. La macchina invece di essere trascinata nel tunnel è scivolata all?indietro sbattendo ed ammaccandosi. Ventila ha protestato per l?accaduto ma il gestore dell?impianto ha telefonato ai carabinieri di Rho che l?hanno trascinato in centrale (Ventila non il gestore) dove è stato tratte-nuto qualche ora, picchiato al costato e minacciato di rimpatrio.

“Ventila” è una persona nota per il suo impegno e generosità soprattutto riguardo ai Rom Rumeni. Ricordo a Milano il 27 gennaio 2005 quando fu presentato ?Il Porrajmos dimenticato? e Ventila voleva pagare da mangiare e bere per tutti i numerosi convenuti alla sede Opera Nomadi. Ricordo le sue visite ai ?campi? dei Rom Rumeni di Verona, di Bologna? Ricordo i suoi interventi puntuali anche negli incontri al Ministero a Roma ed in tante altre occasioni. “A volte, per lavorare dico di essere marocchino” disse in un convegno pubblico facendo sorridere tutti i partecipanti. Un esempio di impegno civile anche per tanti italiani che vivono in ?comode case” e forse hanno dimenticato la solidarietà.?

Il ?comunicato? spedito ai giornali di Milano dalla locale sezione dell?Opera Nomadi, col consenso del diretto interessato

Milano in campagna elettorale: un invito a costruire e migliorare la convivenza e la coesione sociale tra tutti i cittadini di Milano.

Gent.le Direttore,

in merito al grave episodio denunciato dal nostro socio e componente del Direttivo dell?Opera Nomadi di Milano, Sig. Constantin Marin, vogliamo innanzitutto esprimere pubblicamente al medesimo Constantin detto ?Ventila?, il nostro incondizionato sostegno perché è persona stimata e conosciuta per la propria onestà e il proprio generoso impegno in campo sociale, profusi sempre nel rispetto delle persone e delle istituzioni di questa città.

Il fatto da lui denunciato, ovvero un presunto atto di abuso e intimidazione subito da parte di un ufficiale del Comando dei Carabinieri nel corso di una normale operazione di accertamento di responsabilità per un danno materiale di modesta entità, per altro subito passivamente dallo stesso Ventila, provoca la nostra indignazione e solleva dei seri interrogativi di carattere più generale circa la condizione dei cittadini socialmente più ?deboli?di questa città. L?episodio in sé và certamente circoscritto in un misero atto arrogante e offensivo della dignità personale da parte di un singolo tutore dell?ordine che, per altro, avrebbe potuto riguardare anche un qualsiasi altro nostro concittadino.

Tutto ciò ci riporta però alla constatazione di come molti Rom subiscano, in forme molteplici, delle sistematiche angherie, particolarmente odiose e inaccettabili se perpetrate da esponenti delle forze dell?ordine, rappresentanti dei pubblici poteri o da singoli cittadini, come i molti datori di lavoro che senza scrupolo alcuno e approfittando di una condizione di ?oggettiva diversità o discriminazione? di fronte all?applicazione e al rispetto delle leggi, favoriscono il lavoro nero e lo sfruttamento attraverso il più bieco ?caporalato?.

Non possiamo quindi non sollevare l?attenzione su un più generale stato di involuzione dei rapporti tra la comunità cittadina, gli apparati di controllo addetti all?ordine pubblico e le molte minoranze, tra cui quella dei Rom continua ad essere la più stigmatizzata, relegata com?è in una condizione di esclusione ed emarginazione che non ha precedenti. Non solo quindi ci sentiamo allarmati dagli ultimi tragici episodi di cronaca cittadina, è di pochi giorni or sono la notizia della morte di una bambina di appena un mese di età in via Triboniano, ma ci facciamo potavoce di una indignazione morale e di una denuncia pubblica che troppo poco e faticosamente viene raccolta dalle istanze civili di questa città.

Non è un caso che tale argomento non trovi spazio, se non in termini prettamente scandalistici, nemmeno nella imminente competizione elettorale per il governo della città, che pure potrebbe essere una buona occasione per manifestare l?intenzione concreta di sviluppare un diverso approccio ai problemi che ogni giorno vengono sollevati dai nostri concittadini rom e dagli abitanti dei quartieri delle periferie.

A noi semplici cittadini dunque il compito di vigilare e intervenire con attenzione e puntualità nella condanna di quelli che sono piccoli o macroscopici episodi di intolleranza e discriminazione quotidiana, ma anche l?onere di saper indicare modalità e contenuti diversi che aiutino a costruire e migliorare la convivenza e la coesione sociale tra tutti i cittadini di Milano.

Il Vicepresidente ? Maurizio Pagani

Opera Nomadi sezione di Milano
Per informazioni e contatti: telefono 02 84891841
e-mail: operanomadimilano@tiscalinet.it

Nella foto “Ventila” ad un’assemblea pubblica a Verona, sui “casi” di prostituzione minorile di Rom Rumeni, il 30 giugno 2005
Riferimenti: Milano: ?Città per tutti? alle elezioni comunali

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Otto lezioni di cultura zingara nel carcere di Latina

29 Aprile 2006 Commenti chiusi


Un corso di cultura zingara è stato concluso da Adele Cambon per le detenute del carcere di Latina. Lo descrive in un articolo Monica Codastefano. ?Visto l?interesse suscitato mi hanno proposto di fare due lezioni, a maggio, anche per il reparto maschile? riferisce Adele, che è referente dell?Opera Nomadi di Latina dal 1989 ed ha tenuto lezioni di cultura ?romanì? anche in alcune scuole elementari di Latina dove la presenza degli alunni rom è significativa. Il ciclo di otto lezioni si è tenuto dal 6 febbraio al 7 di aprile ed ha coinvolto le trenta detenute (una sola di etnia Rom). ?Non è stato facile ? spiega Adele Cambon ? perché anche in carcere ci si scontra coi soliti pregiudizi. ?Ma le zingare rubano? mi dicevano le detenute, allora ho fatto una lezione sui mestieri dei Rom e Sinti per suggerire altri modi di vedere la questione?. Il ciclo di lezioni ha suscitato anche l?interesse di alcuni insegnanti che hanno concesso le loro ore ad Adele che, a maggio, terrà due lezioni anche per il reparto maschile della casa circondariale che contiene un centinaio di persone.

In attesa di una ?Carta di Treviso? che come per i minori regolamenti l?informazione nel settore degli immigrati e dei Rom (di cui si parla solo per episodi di cronaca negativa), si riporta l?articolo della collega Codastefano come esempio di informazione reale e concreta.

L?iniziativa dell?associazione Opera nomadi dopo il successo riscosso nella scuola elementare del secondo circolo di via Po

Opera Nomadi, ancora un piccolo seme per superare i pregiudizi

Otto lezioni di cultura zingara sono state tenute da Adele Cambon alle detenute ospitate nel carcere di Latina.
Di Monica Codastefano, il ?Territorio? Latina, 11 aprile 2006.

Otto lezioni sulla cultura zingara tenute gratuitamente da Adele Cambon, dell?Opera Nomadi di Latina, questa volta coinvolto solo il settore femminile. La proposta di tenere questo ciclo di incontri è stata accolta favorevolmente ma ci sono voluti sei mesi per autorizzare l?ingresso di Adele al carcere. La sua tenacia è stata premiata doppiamente anche dall?esito di questi incontri; soprattutto per il tipo di relazione che si è creato tra le detenute che attualmente sono circa 30, tutte italiane tranne una Rom bosniaca proveniente dalla Francia.

Storia del popolo Rom, organizzazione della famiglia, religione, poesia e narrativa, mestieri: questi i temi affrontati che hanno suscitato un grande interesse tra le frequentatrici del corso.

Molto apprezzata anche la musica. Lo scorso venerdì 7 aprile all?incontro di chiusura di questo breve ciclo di lezioni, con tema la cinematografia rom, è stato proiettato il film ?Laciodrom?, il capolavoro di Tony Gatlif del 1993.
Oltre al grande interesse che le donne hanno dimostrato per i temi trattati, si è stabilito un dialogo tra loro che serve per com-prendere meglio la cultura rom.
Meno isolamento per la rom bosniaca detenuta, che durante gli incontri ha confermato e integrato, molte delle conoscenze di cui Adele Camion ha parlato.
Alcune lezioni sono state frequentate anche da insegnanti che lavorano in carcere. Lo stesso corso è stato tenuto per il corpo insegnante del II circolo didattico di via Po dove alta è la percentuale di bambini Rom che frequentano la scuola.
Adele ha lasciato nella piccola biblioteca del carcere un libro sulla storia degli zingari, oltre alla disponibilità a rispondere per-sonalmente a tutte le domande, e curiosità, se queste donne le scriveranno.
Un modo gentile di tenere aperta una porta, oltre che su una cultura ed un popolo poco conosciuto, anche su di noi e la nostra capacità di creare relazioni, confrontarci e incontrare l?altro superando i pregiudizi.

Nella fotografia Adele Cambon

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Latina: un segnale di convivenza con la comunità Rom

27 Aprile 2006 Commenti chiusi


Alla festa di Al-Karama del 20 aprile. La comunità di Rom Rumeni insediata nel campo profughi abbandonato di Borgo Bainsizza (LT), coadiuvata dall?Opera Nomadi Lazio, ha tenuto una festa-incontro per creare un ponte col quartiere e le istituzioni: per stringere rapporti di amicizia e di solidarietà in un?ottica di conoscenza e di giustizia sociale. Fra i partecipanti gli onorevoli Grosso e Mariani della Regione Lazio.

?La festa organizzata è andata piuttosto bene? spiega Flavia Zampa dell?Opera Nomadi Lazio. – L’impegno da parte della Regione sembra decisamente concreto, e questa già è una buona cosa! Inoltre si è parlato della possibilità di instituire, all’interno del complesso di Al-Karama, un asilo nido che verrebbe gestito direttamente dagli abitanti del campo, per tenere i bambini al di sotto dell’età scolare lontani dalle strade. Il patto con gli abitanti è che nessun bambino dovrà più essere visto per la strada?.
Alla festa hanno partecipato una quarantina di persone che hanno trovato cordiale ospitalità dai 35 residenti coordinati da Claudia Hornia: musica, pranzo, progetti e per finire la proiezione di un filmato recente girato in Romania, nei luoghi di provenienza. Nei giorni succesivi l?Opera Nomadi ha inoltrato una richiesta alle autorità di Latina, per discutere della scolarizzazione, del trasporto dei bambini a scuola e della possibilità di organizzare un centro estivo per i piccoli Rom.

Da Al-Karama di Borgo Bainsizza (LT)
Un segnale per una convivenza con la Comunità Rom.
Basata su solidarietà e Regole.

LA STORIA
Da alcuni mesi, una Comunità di Rom Rumeni, proveniente dalla poverissima città di Turnu Severin, si è insediata a Latina nell?ex-campo profughi di Al-Karama, a Borgo Bainsizza, di proprietà della Regione Lazio. Essa è composta da una sola ?famiglia estesa? di una quarantina di persone molto giovani che portano la denominazione di Rom Caramizari, cioè muratori.
Il campo era abbandonato e degradato ed i Rom ne hanno risanato le abitazioni, tagliato l?erba altissima e con la loro co-stante manutenzione lo stanno preservando dalla distruzione, imminente e possibile, anche dagli incendi estivi, più che prevedibili date le folte sterpaglie sopradette.
Il grande impegno professionale ed ideale dell?Assistente Sociale comunale, Stefania Krilich, ha consentito che alcuni minori fre-quentino le scuole locali malgrado manchi un servizio di scuolabus, ma resta comunque il problema di attuare un piano di scolariz-zazione che annulli la mendicità dei minori della Comunità.
Nella Comunità, inoltre, vivono una bambina ed un adolescente affette da gravi problemi fisici e per le quali si sta intervenendo in modo razionale malgrado le tante assurdità di una legge xenofoba e disumana come la ?Bossi-Fini?.

Gli Onorevoli Grosso e Mariani ad Al-Karama
Il 20 Aprile 2006, dopo il vano tentativo di collaborare al gruppo operativo sulla mendicità che si era tenuto alle ore 10:00 in prefettura, pur delusi da ciò, i Rom ed i Volontari sono rientrati ad Al-Karama dove la comunità aveva allestito un tavolo di festa per farsi conoscere dai rappresentanti dell?Istituzione proprietaria dell?ex-campo profughi, la Regione Lazio. Ed infatti, in forma uffi-ciale e con altrettante disponibilità politica ed umana, sono arrivati a Borgo Bainsizza l?On.le M. Antonietta Grosso, Presidente della Commissione Politiche Sociali e L?On.le Giuseppe Mariani, Presiden-te della Commissione del Lavoro e delle Pari Opportunità. C?erano anche la Segretaria della Camera del Lavoro Patrizia Randich e la dirigente dell?Ufficio Minori della questura di Latina la Dr.ssa Favero, oltre al Servizio Sociale del Comune ed a Nicoleta Onofrei dell?Associazione multietnica “Insieme. Immigrati in Italia” di Gaeta.
I due parlamentari regionali hanno partecipato all?atmosfera di festa condividendo anche alcuni momenti di danza collettiva e gratificando la piccola disabile Romnì, Mirella, la bambina di quattro anni affetta da displasia ossea, con un dono bello quanto utile, un passeggino, per affrontare la gravissima malformazione che affligge la sfortunata bambina. Ma soprattutto hanno effettuato un accurato sopraluogo.

Opera Nomadi sezione del Lazio
Ente Morale (D. P. R. 26/03/70 n. 347)
Via di Porta Labicana, 59 ?00185 Roma
tel. 06/44700166 ? 44701860
E-mail: operanomadilazio@yahoo.it

Nella foto: residenti al “campo” di Al-Karama
Riferimenti: Rom Caramizari in festa-incontro a Latina

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Amilcare Debar, un Sinto partigiano

25 Aprile 2006 Commenti chiusi


Un ?corsaro nero? fra i partigiani delle Langhe. Oggi 25 aprile è la Festa della Liberazione: giorno in cui il Paese ricorda la fine della dittatura fascista e l’inizio di una nuova epoca, segnata dalla nascita della Repubblica e della Costituzione Italiana. Amilcare Debar, detto Taro, è un Sinto piemontese che si unì ai partigiani , col nome di battaglia di ?corsaro nero? per liberare l?Italia dall?oppressione. Un?intervista ed una fotografia, quasi inedite, del 1998.

Anche alcuni ?zingari?, dopo l?8 settembre 1943, si unirono ai partigiani, imbracciando le armi, per partecipare alla lotta di liberazione di una nazione che continua ad essere inospitale nei loro confronti.
Amilcare Debar, appena diciassettenne, fu dapprima staffetta poi, sfuggito fortunosamente alla fucilazione, divenne partigiano combattente, nelle Langhe, nella 48° Bgt. Garibaldi ?Dante Di Nanni?, comandata da Colajanni. Lì conobbe e fraternizzò anche con Parri e Barbato, in seguito onorevoli, ed il futuro presidente d?Italia Sandro Pertini. Dopo la guerra fu rappresentante del suo popolo alle Nazioni Unite.

Amilcare Debar, detto Taro, ha ora 79 anni e ?si stanca facilmente? dice la figlia. Per questo si è deciso di non disturbarlo e di pubblicare questa intervista del 1998 quasi inedita (perché pubblicata su un giornale a bassa tiratura) tratta da Biancoenero, periodico polesano di immigrati e minoranze, fondato nel 1993 e diretto da Roberto Costa. Omonimo? dell’attuale direttore di Romano Lil (sempre a bassa tiratura).

CHIAMATELO TARO, SE UN GIORNO LO INCONTRERETE
Di Lavinia Stoppa e Francesco Verza.

Alla festa di santa Sara, patrona degli ? zingari? cattolici d?Europa
Les Saintes Maries de la Mer, Camargue, Francia, 24 maggio 1998.
L?incontro è avvenuto casualmente, sul lungomare che conduce al centro urbano di Les-Saintes-Maries, in mezzo ai preparativi della festa di Santa Sara, patrona del popolo zingaro, che si tiene ogni anno in Camargue. Fu con la stessa serenità e lo sguardo dolce dei bambini, che ci precedevano numerosi giocando davanti ai nostri passi, che ci venne incontro quell?anziano signore. Di media statura, occhiali scuri e capello a tese nere. La capigliatura ed i baffi incanutiti. ?Sono loro, i bambini, la vera ricchezza del popolo zingaro? ci disse Amilcare Debar, chiamatelo Taro se un giorno lo incontrerete: settantuno anni e sei figli, uno di quelli che contano nella comunità dei Sinti piemontesi. Affabile e disponibile, bravo a raccontare.

Come è stata la gioventù di Taro, lo zingaro?
La guerra, così come è stato per molte altre persone, ha segnato i miei anni più giovani. Sono stato partigiano a 17 anni con il compito di staffetta partecipando attivamente nella Resistenza per la lotta di Liberazione. E? stato in quegli anni che ho conosciuto e fraternizzato con gli onorevoli Colajanni, Parri, Barbato ed il futuro Presidente Pertini, anche loro impegnati nei gruppi armati clandestini.

Quale ricordo ha conservato del Presidente Pertini?
Dopo il 25 aprile ognuno di noi è ritornato alla propria vita ed i contatti si sono persi. Molti anni dopo, in occasione di un viaggio a Roma, con un gruppo di ex-partigiani liguri e piemontesi, fummo invitati ad un incontro con il presidente della Repubblica Italiana Sandro Pertini. Ad un certo punto il Presidente mi riconobbe e, chiamandomi per nome, si avvicinò e mi strinse in un abbraccio. Ricordò con molta lucidità alcuni momenti vissuti insieme e volle sapere un po? di me. Era una persona semplice e ricca di umanità.

Qual è il futuro del popolo e della cultura zingara?
Quaranta giorni fa mi trovavo a Roma, presso un Ministero, per un incontro tra i nomadi di tutto il mondo (la Bolivia era rappresentata da un senatore zingaro). Lo scopo era quello di redigere un documento da mandare all?ONU per sollecitare interventi per la salvaguardia del patrimonio culturale del nostro popolo. Credo che in futuro sarà per noi vitale trovare forme di adattamento alla cultura europea, soprattutto per il bene dei nostri bambini. Il nomadismo potrebbe anche essere via via abbandonato, ma se dovesse succedere sarà senz?altro una grande sofferenza.

Come vanno le cose in Piemonte?
I campi nomadi a Cuneo sono bene accettati dalla popolazione. Le madri ?gagè? portano i loro bambini a giocare nei campi ed i nostri bambini vanno nelle case dei ?gagè?. Da 10-15 anni si celebrano sempre più spesso matrimoni misti. I ragazzi si sedentarizzano ma mantengono buoni rapporti con le famiglie di origine.

Quale Stato Europeo considera avanzato per la qualità del suo rapporto con gli zingari?Sicuramente la Francia. Il 60% degli zingari francesi hanno casa e svolgono attività commerciali. Il governo francese ha dato regole precise e ferree che sono state positive per l?integrazione.

Quali sono oggi le prospettive per un bambino zingaro?Gli zingari amano profondamente i propri bambini e nessun padre picchierebbe il proprio figlio. Ma anche in una famiglia zingara non è facile oggi essere genitori. Un aiuto concreto potrebbe essere dato dalle autorità competenti per l?emanazione di disposizioni più precise per quanto riguarda, per esempio, la scolarizzazione obbligatoria. Al mattino nei nostri campi arrivano gli scuolabus comunali e noi adulti sappiamo che il nostro dovere è quello di mandare i nostri figli a scuola.

Quali sono gli aspetti della vita zingara che lei salvaguarderebbe al di sopra di ogni altra cosa?
Direi la nostra lingua, il ?romanès?, che tutti comprendiamo e parliamo seppure con pronuncia ed accenti diversi. Poi il nomadismo che resta pur sempre una pecularietà del nostro stile di vita praticato anche in assenza continua di aree di sosta almeno dignitose. Infine questa festa del pellegrinaggio, dove gli ?zingari? di tutta Europa si ritrovano con la loro fede, con la loro gioia, con le loro speranze.

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25 aprile a Milano: la "liberazione" coi Rom e Sinti

23 Aprile 2006 Commenti chiusi


L’Associazione Aven Amentza – Unione Rom e Sinti parteciperà alle manifestazioni del 25 aprile a Milano con il proprio striscione. ?Quella della Liberazione è una manifestazione a cui partecipiamo ormai da tanti anni – spiega il vice-presidente dell?associazione Ernesto Rossi. – Per ricordare che tanti Rom e Sinti hanno aderito alla lotta armata per una Liberazione che per loro è ancora lontana?.
L’associazione Aven Amentza (venite con noi) è nata due anni fa per combattere il pregiudizio, con l?incoraggiamento di CGIL Lombardia, Camera del Lavoro e Coop Lombardia. È un?as-sociazione di Rom, Sinti e non rom (racli) che si prefigge questi scopi: *avere voce come Rom e Sinti; *difendere concretamente i nostri diritti, per poi consolidare anche l?esercizio dei doveri; *usare l?associazione come percorso d?integrazione; nell?esercizio della democrazia; *difendere la legalità e la sicurezza di tutti.

IL 25 APRILE DEL 2001 A MILANO
?Orgogliosi di essere ?Rom e Sinti?, in ricordo di Carlo Cuomo ?comunista nomade, è un libretto dell?Opera Nomadi di Milano stampato da CGIL Regione Lombardia proprio in occasione del 25 aprile 2001. Si tratta di un libretto ?storico? ed educativo perché dentro questa pubblicazione si trova il ?duende della giustizia sociale?. La pubblicazione può ancora essere richiesta ad Ernesto Rossi, che ne è uno dei due curatori. Tel.: 02-48409114

IL VOLANTINO PER IL 61° DELLA LIBERAZIONE
Ecco il testo del volantino preparato dall’Associazione per il 61° anni-versario della Liberazione d?Italia che sarà distribuito durante il corteo.

Noi Rom e Sinti, italiani e immigrati, aspettiamo la democrazia
cioè la liberazione dalla guerra dell?oppressione e del pregiudizio
che già portò alle persecuzioni e stragi nazifasciste (ben oltre 600.000 morti)e che oggi ci costringe a nascondere la nostra identità nazionale per poter vivere e lavorare in pace.

Se questo è un paese libero
lo deve alle lotte e al sacrificio di chi si è opposto alla dittatura fascista e all?occupazione nazista, che molti, interessati o confusi, cercano oggi di dimenticare, così come si cerca di cancellare la Storia, delle violenze e delle stragi, delle deportazioni, dei campi di concentramento e di sterminio.

In tutta Europa, dovunque si è organizzato un movimento di Resistenza, Rom e Sinti ne hanno fatto parte; spesso talmente numerosi da costituire intere formazioni, con propri comandanti (come in Jugoslavia, in Francia, in Slovacchia); spesso compiendo imprese e atti di valore personale e d?importanza storica; talvolta persino ottenendo il riconoscimento di una decorazione, in cambio d?una vita sacrificata.

Ma di ogni cosa positiva che viene dal nostro piccolo popolo pacifico (violenze, guerre, stragi, distruzioni le abbiamo solo subite, mai compiute) volutamente si perde notizia. I nostri grandi ?uomini e donne- sono nascosti e dimenticati o ne viene taciuta l?appartenenza.

Rivendichiamo, così come facciamo per le centinaia di migliaia di nostri (e vostri!) fratelli, sterminati dagli oppressori, che queste persone stiano col loro nome nella schiera di coloro che hanno contribuito a liberare questo ed altri paesi e a porre le basi di una nuova Europa. Senza confini, proprio com?è nella nostra antica cultura.

Ecco i nomi degli ignoti partigiani rom e sinti italiani:
-il rom istriano Giuseppe Levakovich, detto Tzigari, che militò nella Brigata ?Osoppo?, in Friuli, agli ordini del comandante Lupo
-Rubino Bonora, partigiano nella Divisione ?Nannetti? in Friuli
- Walter Catter, eroe partigiano, uno dei Martiri di Vicenza, fucilato l?11 novembre 1944
- suo cugino Giuseppe Catter, fucilato ventenne nell?Imperiese da brigatisti. Il suo distaccamento ne prese il nome. Decorato al valore.
- il sinto piemontese Amilcare Debar, l?unico ancora vivente, staffetta e poi partigiano combattente nella 48^ Bgt. Garibaldi ?Dante Di Nanni?, comandata da Colajanni. Dopo la guerra fu rappresentante del suo popolo alle Nazioni Unite.

Il 25 Aprile è arrivato anche grazie a loro, ma per la loro gente non è arrivata la liberazione dal pregiudizio che, a causa di una profonda diversità culturale, ha segnato tutta la loro storia.

L’Associazione Aven Amentza - Unione Rom e Sinti è nata due anni fa per combattere il pregiudizio. VENITE A LAVORARE CON NOI!
Chi è interessato ai nostri progetti e al nostro modo d?agire, può contattarci agli indirizzi: meg.rossi@tin.it, cipes.lomb@fastwebnet.it
Riferimenti: 25 aprile: gli Zingari e la ?resistenza?

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Una ?sanatoria di legge? per i Rom Rumeni

22 Aprile 2006 Commenti chiusi

La proponevano già Secondo Massano, da Torino, ed il Presidente nazionale dell?Opera Nomadi Salomoni nel 2000. L?ha messa in primo piano, e da tempo, l?attuale presidente Massimo Converso. Finché si lavora sull?emergenza sgomberi ed espulsioni dei Rom Rumeni, da Casoria (Napoli) a Bologna a Milano (dopo l?incendio) ? per ricordare solo i casi più eclatanti, è impossibile qualsiasi intervento o progetto prima di accoglienza e poi di integrazione (scolastica, sanitaria, di habitat?). Progetti che devono essere accompagnati e supportati da modalità di riduzione della devianza adulta e minorile di queste popolazioni. Riduzione che si fa con ?ammortizzatori sociali? e progetti di lavoro che garantiscano forme legali almeno di sopravvivenza. Ed anche qui i mediatori culturali Rom sono parte fondamentale di programma.

E? urgente e necessaria una ?sanatoria di legge?, o un decreto di protezione umanitaria, per i Rom Rumeni residenti da almeno un anno in Italia. Occorre rivedere anche la legge sui richiedenti asilo configurando lo status di rifugiato economico, e non solo politico: chi cerca asilo da torture e persecuzioni di tipo economico.
La ?regolarizzazione? dei Rom Rumeni per renderli visibili e portatori di diritti a livello istituzionale: di fronte ai Comuni, alle Autorità, alla Sanità, alla Scuola, agli Uffici del Lavoro? Qualsiasi intervento su queste popolazioni disperate, ormai decine di migliaia di profughi residenti in territorio italiano, deve partire da una loro regolarizzazione. Che è quasi obbligata ed anticipa la questione perché da gennaio 2007 la Romania ?entra? nell?Unione Europea. Ed allora non sarà più possibile espellerli, anzi il loro numero aumenterà. E non si potrà più eludere il problema a suon di sgomberi, espulsioni e sbaraccamento degli accampamenti.

Dal documento Opera Nomadi ai candidati/e alle ultime elezioni politiche (marzo 2006):
5) ?Sanatoria? per i Rom nati in Italia. Una ?legge sanatoria? che metta in regola, e dia quindi visibilità e corpo sociale, ai Rom, anche di terza generazione, nati e vissuti in Italia ma che non hanno accesso ai servizi fondamentali perché considerati clandestini e quindi senza nessun diritto di cittadinanza attiva. Anzi espellibili nel momento in cui vanno a rivendicare diritti umanitari. E sono decine di migliaia. In questa sanatoria va contemplato il diritto di cittadinanza per tutti gli ?stranieri? nati e residenti in Italia da almeno dieci anni e la ?carta di soggiorno? per i Rom che abitano in Italia da almeno 5 anni, a prescindere dai contratti di lavoro e dai certificati di residenza.
6) ?Regolarizzazione?, per emergenza umanitaria, di tutti i Rom, soprattutto dalla Romania, che da almeno due anni sono arrivati in Italia fuggendo da Paesi in cui vivevano in condizioni disperate. Anche in questo caso sono decine di migliaia di persone.

Dalle relazioni Opera Nomadi 2000
??Facilitazione del rilascio della cittadinanza italiana come diritto e non discrezionale? ??Considerare non espellibili: a) I nati in Italia; b) i presenti in Italia (anche irregolarmente) da oltre 10 anni; c) i minori che abbiano raggiunto in Italia la maggiore età?? ?Decreto di protezione umanitaria?? ?Non meno dura è la situazione delle centinaia di famiglie di Rom Rumeni provenienti da Craiowa e Timi-soara, città dove i gruppi paramilitari neonazisti hanno incendiato a più riprese numerose abitazioni della minoranza zingara, la quale non si sente quindi tutelata?? ?Richiesta di misure di tutela per rifugiati rom dalla Romania?.

PER I DIRITTI DEI ROM, DALLA STORIA DELL?OPERA NOMADI

Mario Salomoni, presidente Opera Nomadi anno 2000
dalla relazione Morale per l?anno 1999:
-la difficoltà a comprendere una norma (la legge sull?immigrazione) che estende il divieto di permanere in Italia a persone che vivono da 15/20 anni nel nostro Paese, o che sono fuggite da luoghi in cui è impossibile restare a causa del costante pericolo di vita;
- la mancanza di norme per tutti i giovani Rom nati in Italia e diventati maggiorenni nel nostro Paese, ragazzi che hanno visto la Jugoslavia soltanto in televisione, e ai quali viene negata la cittadinanza;
- l?impossibilità di esercitare attività di rottamazione e/o di commercio ambulante che potrebbero coinvolgere migliaia di capi-famiglia dei gruppi più diversi: e ciò solo per carenze e mancati interventi normativi in materia;
- la mancanza di alcuna forma di riconoscimento, anche formale ed autodichiarante, dei matrimoni zingari: ciò comporta l?impossibilità di ricongiungimenti familiari e il riconoscimento dei figli;

Massimo Converso, segretario nazionale anno 2000
Sasso Marconi (BO), 17/18 Giugno 2000:
-perorazione per la proroga del termine delle misure di protezione umanitaria per i profughi provenienti dal kosovo, dall?area balca-nica in genere e richiesta di misure di tutela per rifugiati rom dalla Romania.

Il Presidente Nazionale Dott. Mario Salomoni,
Bologna 19 giugno 2000

Al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro dell?Interno, alla Ministra per la Solidarietà Sociale.

OGGETTO: Proroga del termine delle misure di protezione umanitaria per profughi provenienti dal Kosovo, dall?area balcanica in genere e richiesta di misure di tutela per rifugiati rom dalla Romania.

L?Assemblea Nazionale dell?Opera Nomadi riunitasi in data 17 e 18 Luglio a Sasso Marconi (Bologna) si rende interprete delle preoccupazioni che stanno vivendo molte famiglie rom originarie deIl?ex-Jugoslavia, i rifugiati rom dalla Romania, ed in particolare i profughi rom kosovari, i quali temono un rientro obbligato nella terra di provenienza, dove per loro l?unica alternativa è quella della soppressione da parte delle bande paramilitari.
Non meno dura è la situazione delle centinaia di famiglie di ROM RUMENI, provenienti da Craiowa e Timisoara, città dove i gruppi paramilitari neonazisti hanno incendiato a più riprese numerose abitazioni della minoranza zingara, la quale non si sente quindi tutelata.
Facciamo quindi appello alla vostra sensibilità ed ai principi più profondi della nostra Costituzione Repubblicana, perché venga ul-teriormente prorogato il decreto di protezione umanitaria per i profughi del Kosovo e perché si sospenda ogni pratica di espul-sione verso le altre repubbliche dell?ex-Jugoslavia e della Roma-nia, in quanto Paesi tuttora insicuri per la minoranza zingara.
Riferimenti: Per regolarizzare i Rom Rumeni in Italia

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Pedofilia fra i minori rom rumeni: era prevedibile

21 Aprile 2006 1 commento


Comunicato del presidente dell?Opera Nomadi Lazio sulla prostituzione minorile di Rom Rumeni nella capitale: ?La situazione era nota, e le responsabilità istituzionali evidenti a partire dal Dipartimento Scuola del Comune che negò la scolarizzazione di almeno 2000 alunni rom fra cui quelle centinaia rapiti dall?orrendo circuito della pedofilia. L?Opera Nomadi chiede di fermare qualsiasi espulsione di massa, che per il nuovo anno scolastico vengano inseriti questi 2000 bambini e di considerare la questione dei Minori Rom Rumeni, la più grave emergenza sociale della città. Massimo Converso, presidente dell?associazione, conclude chie-dendo che l?Opera Nomadi Lazio venga convocata ed ascoltata anche dal Prefetto della città.

PEDOFILIA FRA I MINORI ROM RUMENI: ERA PREVEDIBILE

Come un anno addietro avevamo previsto l?aumento verticale del degrado fra gli oltre 2000 minori Rom Rumeni non-scolarizzati per dolo istituzionale, così oggi siamo altrettanto fermi nel condannare la gestione della ?questione minori rom rumeni? da parte della Questura di Roma.
Nell?autunno del 2004 chiedemmo ed ottenemmo udienza da parte della COMMISSIONE SCUOLA del Comune di Roma (che è rego-larmente disertata di Consiglieri dell?opposizione che magari adesso chiederanno punizioni esemplari ed espulsioni di massa) per denunciare l?evasione scolastica di oltre 2000 minori Rom Rumeni, figli di quell?esercito di disperati profughi Rom che fuggono dalla Romania per l?ondata razzista e di selvaggia politica economica di salari bassi che vede proprio l?imprenditoria italiana prima nella classifica dello sfruttamento della manodopera in quel paese dei Balcani dove vivono oltre 2 milioni di Rom (a fronte dei soli 150.000 presenti in Italia).

Ebbene dopo quella Commissione, il Dipartimento Scuola del Comune di Roma non accolse la raccomandazione di Adriana Spera (Presidente), Dino Gasparri (VicePresidente) e Giovanna Cau (Componente) ad inserire nel bando comunale per la scola-rizzazione quei 2000 bambini Rom Rumeni, fra cui quelle centinaia rapiti dall?orrendo circuito della pedofilia (già svelatosi in estate 2005 a Verona) ed anni addietro nelle Comunità di Tor de? Cenci e Casilino 900. Il Dip.to Scuola addusse la grottesca motivazione che i genitori di quei 2000 bambini non disponessero tutti del permesso di soggiorno? quando lo stesso Ministero raccomanda (vedi Circolare n.°4/1994) la scolarizzazione anche dei figli dei cosiddetti ?clandestini?.

Omissioni istituzionali come il ?caso? dell?esclusione scolastica di alunni rom di largo Camesena, avvenuto a Roma nel mese di novembre 2005. Operatori dell?Opera Nomadi erano riusciti a convincere i genitori (clandestini) di una comunità di rom rumeni, insediata da circa tre anni in un edificio pubblico dismesso nel V Municipio, a far iscrivere i loro figli a scuola: una diecina di bambini. Ma la dirigente scolastica che si era dimostrata dapprima di-sponibile all?inserimento scolastico, dopo aver interloquito con una insegnante rovesciava completamente il suo atteggiamento ne-gando la possibilità dell?iscrizione. Si è trattato della negazione di un diritto fondamentale, quello all?istruzione, tanto più odioso in quanto riferibile all?infanzia. La stessa legislazione italiana rico-nosce, garantisce e tutela, quel diritto indipendentemente dallo status giuridico dei genitori: la scuola è obbligata ad accogliere i bambini che ne facciano richiesta. Il Dipartimento Scuola del Co-mune di Roma ha ignorato, in questo episodio, anche il ?Protocollo d’intesa per la tutela dei minori zingari, nomadi e viaggianti tra Ministero Istruzione, Università, Ricerca Direzione Generale per lo Studente e Opera Nomadi? che è stato firmato il 26 giugno 2005 a Roma proprio per favorire l?inserimento scolastico degli alunni Rom.

Insomma era proprio prevedibile, ma alcuni settori dell?am-ministrazione Comunale sono restati sordi ed è bene che adesso ci si rivolga alla Regione Lazio, a quelle figure attente e sensibili che rispondono al nome dell?Assessora alla P.I. Silvia Costa ed alla Presidente della Comm.ne Pol.Soc. Antonietta Grosso: si disponga subito un finanziamento straordinario perché tutti questi bambini vengano accolti in Centri Estivi, accompagnati non dalle forze dell?ordine ma da personale specializzato affiancato da veri Mediatori Rom ? non i fantasmi attualmente in gioco nelle istitu-zioni locali ? e per il nuovo anno scolastico si riapra il BANDO di SCOLARIZZAZIONE perché vi vengano inseriti questi 2000 bambini di cui già da anni i VV.UU. del Nucleo Assistenza Emarginati hanno esatta contezza .
All?Assessora MILANO chiediamo di fermare qualsiasi espulsione di massa e di sostenere questa importante quanto delicata inte-grazione dei Minori Rom Rumeni, considerandola come la più grave emergenza sociale della città.
L?OPERA NOMADI, esclusa incredibilmente dalle speciali riunioni in Prefettura, chiede di essere immediatamente ascoltata anche dal PREFETTO di ROMA .

Roma, lì 20.4.06

Massimo Converso, Presidente Opera Nomadi Lazio

Opera Nomadi Lazio
via di Porta Labicana, 59 ?00185 Roma
tel. 06/44700166 ? 44701860
E-mail: operanomadilazio@yahoo.it

Nella fotografia il presidente Massimo Converso
Riferimenti: Pedofilia e consumismo: schiavitù dell?infanzia

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Roma: sgominata rete di pedofili che sfruttava bambini rom

20 Aprile 2006 Commenti chiusi

Oltre duecento bambini rom, chiamati in codice ?piccoli fiori?, vittime di una organizzazione che operava dal 2004. E per la maggior parte sono rumeni: 40 quelli identificati tra i dieci ed i tredici anni. La rete di pedofili adescava i giovani rom ai semafori allettandoli con miseri doni: 15-30 euro, la ricarica di un telefonino, uno spuntino veloce da Mc Donald’s o un paio di scarpe marca Nike. Oltre 200 ragazzi, dagli 8 ai 16 anni, caduti in una “rete” di pedofili che è stata sgominata, ieri, dalla Squadra mobile di Roma. Diciotto i provvedimenti di custodia cautelare per 12 italiani e sei rumeni da indagini che partono dalla fine del 2004.

?Mia madre mi disse: non devi giocare con gli italiani ai semafori? si può dire parafrasando una nota canzone di Fabrizio de Andrè. In questi casi, di sfruttamento della prostituzione minorile, gli italiani ? e non gli zingari ? rubano i bambini: all?amore, all?adolescenza, alla vita. Nei prossimi giorni, su queste pagine telematiche, ci sarà un approfondimento sulla condizione dei Rom di Romania. Per capire da dove e perché scappano.

Roma, scoperta rete di pedofili
Di Iaia Vantaggiato, ?il manifesto? 20 aprile 2006

Ci vuol poco a far sognare un bambino. Soprattutto quando è straniero e rom, tredici anni al massimo, non ha di che mangiare, vive per strada e – bene che gli vada – riesce a passare la notte ?al caldo? dentro la roulotte di un campo nomadi. A sedurlo bastano dai 15 ai 50 euro, la ricarica di un telefonino, uno spunti-no veloce da Mc Donald’s o un paio di scarpe griffate. Guarda caso di marca Nike, la multinazionale più volte messa sotto accusa proprio per sfruttamento di lavoro minorile.
Miseri doni utilizzati da una rete di pedofili scoperta e sgominata, ieri, dalla Squadra mobile di Roma. Duecento i bambini coinvolti e per la maggior parte rumeni, quaranta quelli identificati tra i 10 e i 13 anni, venti le perquisizioni compiute nel corso della notte, centinaia le intercettazioni telefoniche, 36 gli indagati a vario titolo diciotto dei quali – 12 italiani e sei rumeni – sottoposti a misure di custodia cautelare. Tra gli stranieri, quattro dovranno rispondere di estorsione pluriaggravata: nel campo nomadi romano di Tor Fiscale, sull’Appia, oltre a farsi pagare piccole somme di denaro per lo smaltimento dei rifiuti e per la gestione delle baracche, gestivano anche il ?traffico? dei piccoli rom. E tra i fermati anche un minorenne rumeno di diciassette anni, prima violentato e poi giocoforza diventato a sua volta – perché ormai ?troppo grande? ? ?adescatore? esperto delle zone calde della prostituzione minorile della capitale: semafori, campi nomadi, piazza della Repubblica e Valle Giulia. Una sola donna risulta indagata: é accusata, insieme al marito, di aver dato suo figlio ?in affitto permanente? in cambio di un televisore e di un gruppo elettrogeno. La coppia dovrà rispondere di sfruttamento della prostituzione.

Le indagini partono alla fine del 2004 quando dall’assessore alle politiche sociali del comune di Roma, Raffaella Milani, arriva la prima segnalazione su ?fiori e brillanti?, così venivano definiti in gergo i bambini presi di mira da un esercito di senzalavoro che – al più – potevano vantare l’onore e l’onere di piccoli reati senza storia. E ?Fiori nel fango? è il nome in codice dell’operazione che ha portato al loro arresto. Tra i nomi anche quello di un allenatore di calcio di 38 anni che già a luglio dello scorso anno era stato fermato e messo ai domiciliari a seguito della denuncia dei genitori di un bambino francese. E in manette é finito anche un uomo di 64 anni pure lui sorpreso a giugno scorso, in una strada isolata di Roma, mentre cercava di abusare di un bambino. E’ dalla targa della sua automobile, notata troppo spesso nei pressi del campo nomadi di Tor Fiscale, che sono scattate le ricerche degli inve-stigatori. Non si tratta, é chiaro da subito, di una banda organizzata a scopo di lucro tanto più che non risulta esserci un capo né alcun affiliato.

?Siamo di fronte ad una vera e propria rete di pedofili di età matura – commenta il capo della squadra mobile Alberto Intini – che nulla ha a che fare né con la pedopornografia che viaggia su internet né con quei casi episodici di abusi che si consumano in famiglia. Compagni di merenda, li definirei, occupati soltanto a cercare bambini per poi abusarne: ognuno con le sue vittime predestinate molte delle quali venivano ‘messe in comune’: i pedofili si incontravano, organizzavano festini e arrivavano anche a scambiarsi informazioni sulle ‘prestazioni’ dei bambini?. Un panorama, specifica Intini, che non era ancora del tutto noto alla polizia. Ed é difficile e spiazzante – come Intini fa – affermare che il pedofilo non é un violentatore in senso tecnico: ?Il pedofilo, per assurdo, si sente amico del minore, quasi non comprende di fargli del male e per questo ne cerca la complicità usando qualsiasi mezzo di persuasione. E il minore, a sua volta, quasi cerca il suo carnefice: la violenza che gli viene usata nemmeno viene percepita come tale?.

?Si tratta di un caso più che allarmante – dichiara Carlotta Sami di ‘Save the Children’ – perché per la prima volta abbiamo la con-ferma di quanto sia alto il livello di sfruttamento che viene per-petrato sui minori stranieri non accompagnati. Quelli che vivono per strada in situazioni di rischio assai elevate e molti dei quali arrivano in Italia con prospettive individuali di miglioramento sociale. Si tratta di minori, non dimentichiamolo. Ed è per questo che abbiamo un’unica emergenza: nuove e più efficaci politiche di accoglienza?.

Altre notizie:
Il Tempo.it: ?Nomadi e stranieri. Sono loro i minori più a rischio?. Commento di ?Save the children?

http://www.iltempo.it/approfondimenti/index.aspx?id=910964&Sectionid=8&Editionid=8

Aprile on line: Gli orchi non esistono solo nelle favole. Infanzia. Ieri a Roma un’importante azione antipedofilia ha portato all’arresto di 18 persone. Un fenomeno in crescita e che coinvolge insospettabili http://www.aprileonline.info/articolo.asp?ID=9847&numero=’146′
Riferimenti: Prostituzione minorile di rom rumeni

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Opera Nomadi Padova ha fatto blog!

18 Aprile 2006 Commenti chiusi


Opera Nomadi sezione di Padova ??Donatella Torresini?, ha fatto web-log. ?Foglio informativo sulle attività della sezione di Padova? è il sottotitolo, ma ?potrebbe anche diventare, il blog regionale? spiega Alessandro Piccin. Nel ?foglio informativo? documenti, relazioni e progetti da una sezione, Opera Nomadi di Padova, che si è costituita il 30/11/1989 ed è fra le più attive e significative sul territorio nazionale: scolarizzazione, recupero della licenza media, inserimento lavorativo, gestione aree comunali verso lo sman-tellamento, smantellamento dei campi ed accompagnamento verso nuove unità abitative, progetto ?fiere e sagre?, audizione dell?Opera Nomadi alla Commissione Parlamentare per l?Infanzia? Documenti che sono un programma ?politico? pratico, e punto di riferimento, di cosa vuol dire essere Opera Nomadi nel duemila.

IN RICORDO DI DONATELLA TORRESINI
?L’operatrice scolastica Donatella Torresini, architetto e prof.ssa di matematica in pensione è mancata il giorno 23 marzo alle ore 06.15 all’ospedale di Padova dopo un intervento al cuore. Valida collaboratrice, ha sempre lavorato per l’Opera Nomadi, seguendo con molta professionalità i Rom e i Sinti che frequentano le scuole medie. Da sempre impegnata su tutti i fronti contro le ipocrisie e le mistificazioni, lottava perchè trionfasse la giustizia nel sociale e perchè i diritti venissero sempre tutelati. In particolare ricordiamo questa sua frase: “Dite sempre la verità perchè la verità è rivo-luzione”. Era una persona rara e ci ha lasciato un grande vuoto. Il nostro pensiero va anche ai figli, rimasti ora completamente soli ad affrontare la vita, senza più una guida, così valida, come la loro mamma. Grazie Donatella?.
(Web-log Opera Nomadi sezione di Padova: mercoledi 12 aprile 2006)

Nella fotografia: inaugurazione di una ?casa mobile? per un nucleo familiare di Sinti a Crespino, provincia di Rovigo, 9 ottobre 2004. Donatella, vestita in verde, sta sulla sinistra.
Riferimenti: Opera Nomadi di Padova ?Donatella Torresini

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5 per mille all?Opera Nomadi

14 Aprile 2006 Commenti chiusi


Un piccolo gesto morale per una associazione morale. Il 5 per mille è una quota di imposte a cui lo Stato rinuncia per destinarla alle organizzazioni no-profit per sostenere le loro attività. L?Opera Nomadi nazionale, nata nel 1965 -Ente Morale nel 1970, invita chi ha a cuore i Rom/Sinti e Camminanti a fare un piccolo gesto di civiltà per sostenere la causa: Opera Nomadi codice fiscale 80409480581.

5 per mille… Opera Nomadi per tutti (Rom/Sinti e Camminanti)
L’Ente Morale Opera Nomadi, un’associazione fatta di persone e di idee, di cuore e di anima, quest’anno vi invita a scegliere il 5 per mille all’Opera Nomadi. Il nome dell?associazione ed il codice fiscale vanno messi nello spazio indicato per il 5 per mille, nei moduli per la dichiarazione dei redditi. Un gesto morale per una associazione morale. Non è cosa di poco conto di questi tempi. Ecco alcune definizioni della parola ?morale?: ?che concerne valori etici?, ?che è conforme al bene, ai principi del giusto e dell?onesto?.

5 PER MILLE ALL’OPERA NOMADI
Ente Morale Opera Nomadi
CODICE FISCALE OPERA NOMADI: 80409480581
Da oggi uno strumento in più per aiutare Rom, Sinti e Camminanti (comunemente definiti zingari o nomadi)
La Legge Finanziaria 2006 prevede la possibilità di destinare il 5 per mille delle tue imposte all?Ente Morale Opera Nomadi

NON TI COSTA NULLA.
Non è una tassa in più.
Sei tu che decidi a chi destinare il 5 per mille.
È una quota di imposte a cui lo Stato rinuncia per destinarla alle organizzazioni no-profit per sostenere le loro attività
Aiutiamo con un normale gesto, L?Ente Morale Opera Nomadi

COME FARE:
I modelli per la dichiarazione dei redditi CUD, 730 e UNICO contengono uno spazio dedicato al 5 per mille, in cui devi firmare ed indicare il CODICE FISCALE DELL?ENTE MORALE OPERA NOMADI: 80409480581Il 5 per mille non sostituisce l?8 per mille destinato allo Stato e alla Chiesa. Sono due possibilità diverse e si possono utilizzare entrambe per destinare parte delle proprie imposte per fini diversi.

SCHEDA ATTIVITA’ DELL’OPERA NOMADI
L?Opera Nomadi si è costituita a Bolzano nel 1963 come associazione regionale del Trentino Alto Adige, nel1966 è divenuta associazione nazionale e nel 1970 è stata eretta a Ente Morale (D. P. R. n° 347 del 1970).
L?Associazione è nata dalla consapevolezza che fosse necessario un movimento di volontari organizzato per promuovere interventi atti a togliere i Rom, Sinti e Camminanti ed altri nomadi, o gruppi di origine nomade dalla situazione di emarginazione in cui sono relegati e per aprire la collettività nazionale alla comprensione e all?accoglienza dei diversi. Per corrispondere meglio allo sviluppo di una società plu-ralistica e aperta, l?Opera Nomadi si configura come un?associazione apartitica, aconfessionale che accoglie volontari, Rom, Sinti e Camminanti e non, impegnati in un compito di promozione sociale.
In generale l?Opera Nomadi si fa mediatrice tra i pubblici poteri ed i gruppi di zingari, per la tutela dei loro diritti, e per favorire interventi specifici atti a sanare le situazioni di svantaggio.

L?impegno prioritario si sviluppa nei seguenti settori:

a) Abitazione: Il nomadismo in Italia è ristretto quasi unicamente ad alcuni gruppi di SINTI (specialmente i giostrai), a piccoli gruppi di Rom Kalderasha, ai Camminanti Siciliani, nomadi per motivi economici. L?Opera Nomadi si batte a breve termine per il risanamento delle baraccopoli, a medio termine per l?allestimento di villaggi residenziali per le famiglie nomadi e seminomadi, all?interno dell?edilizia popolare o comunque agevolata in cui siano considerate sia l?autocostruzione sia l?autogestione. Relativamente ai Rom stranieri non sono da trascurare soluzioni abitative stabili all?interno dei centri urbani.
b) Scuola: Con ripetute convenzioni stipulate con il Ministero della Pubblica Istruzione a decorrere dal 1965/1966 si è passati, in tempi brevi, da un inserimento scolastico dei minori Sinti e Rom in scuole speciali statali ad un inserimento graduale nelle classi comuni. L?Opera Nomadi promuove iniziative di ricerca e di sperimentazione didattica anche con il sostegno del Ministero P.I. e della Comunità Europea. Collabora altresì alla formazione, aggiornamento e monitoraggio degli operatori delle scuole dell?obbligo e del preobbligo scolastico, specie quelle del territorio coinvolte nella scolarizzazione dei minori Rom, Sinti e Camminanti. Facilitata altresì, con intervento diretto o indiretto degli Enti Locali, l?attuazione del diritto allo studio, l?inserimento e il profitto scolastico degli alunni Rom, Sinti e Camminanti e ciò con iniziative di trasporto, accompagnamento, mediazione culturale e attività laboratoriali.
c) Tutela della lingua e della cultura dei Rom, Sinti e Camminanti: L?Opera Nomadi partecipa ai movimenti/gruppi d?opinione per la tutela delle minoranze linguistiche in Italia volti all?attuazione dell?art. 6 della Costituzione anche in favore dei gruppi Rom e Sinti. Si fa anche promotrice di iniziative di aggiornamento per docenti coinvolti nell?inserimento scolastico dei minori Rom, Sinti, mirate alla conoscenza della cultura dei Rom, Sinti e Camminanti, del diritto al nomadismo e alla sosta. Promuove e facilita iniziative di formazione di Mediatori Culturali Rom e Sinti sul piano della coscientizzazione etnico- culturale e sul piano professionale per venire incontro alle esigenze poste dalle Istituzioni e dalle Famiglie nell?ambito dei servizi di accoglienza, inserimento scolastico, sociale, sanitario, economico.
d) Manifestazioni culturali: L?Opera Nomadi organizza e partecipa a mostre fotografiche e di artigianato, spettacoli musicali, tavole roton-de, convegni, dibattiti, manifestazioni di solidarietà e trasmissioni mediali. E? presente negli insediamenti Rom e Sinti per favorire una presa di coscienza critica della situazione attuale e di ricerca di nuove forme di adattamento alla società italiana: opera nel contempo per il coinvolgimento sempre più attivo dei Rom e dei Sinti nelle iniziative che li riguardano.
e) Sanità: L?Opera Nomadi si adopera per la mediazione fra la popolazione dei Rom, Sinti e Camminanti ed il Sistema Sanitario Nazionale per il pieno rispetto del diritto alla salute da parte dei minori, delle donne e degli anziani Rom e Sinti: anche in questo campo è avviata la formazione di specifici Mediatori Culturali. Non sono trascurati ricorsi e collaborazioni di Enti/Associazioni per la tutela della salute, dei malati, degli anziani, dei minori in stato di necessità.
f) Lavoro: L?Opera Nomadi si rende attiva nella ricerca e promozione di opportunità lavorative per giovani e adulti Rom e Sinti, anche mediante la costituzione di cooperative di lavoro, in sintonia con le attività tradizionali dei Rom e dei Sinti (artigianato, lavorazione dei metalli, compravendita, allevamento dei cavalli ecc.), e nel campo dell?ecologia (legalizzazione delle attività di raccolta, riciclaggio e rottamazione dei metalli, pulizia e rigoverno di aree verdi, verniciatura di cancellate, recinzioni di giardini, cortili, di edifici pubblici del territorio, ecc.).
g) Giustizia: L?Opera Nomadi si adopera per l?informazione presso le Comunità Rom e Sinti delle normative atte alla concessione di permessi, licenze, affidamenti di competenza degli uffici decentrati dei Ministeri dell?Interno e di Grazia e Giustizia. Per la tutela dei diritti dei cittadini (minori detenuti, immigrati, profughi, ecc.). l?opera Nomadi privilegia gli sportelli allestiti dagli Enti locali e delle Istituzioni di competenza oltre che gli sportelli allestiti da Enti e Organizzazioni Umanitarie specifiche.
h) Romano Lil: E? la circolare interna dell?Opera Nomadi che si rivolge ad associati e non, per divulgare atti, iniziative, ricerche a sostegno e a tutela dei gruppi Rom, Sinti e Camminanti che risiedono sul terri-torio dell?Italia Continentale e Insulare: svolge la sua attività dal 1965 attraverso le sezioni OPERA NOMADI, diffuse sul territorio, gruppi collaboratori e simpatizzanti.
Dall’anno 2006 la “circolare” è diventata anche telematica:
Romano Lil, http://romanolil.blog.tiscali.it/

Chi fosse interessato può richiedere alla redazione, o all’Opera Nomadi nazionale -tel.0644704749, il documento in formato word.

Nella foto: il Consiglio Nazionale dell’Opera Nomadi, 27 giugno 2004

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Sulle strade del desiderio

12 Aprile 2006 Commenti chiusi

Le nostre strade sono popolate di cartelli luminescenti che ci indicano non solo la direzione ma anche il tempo di percorrenza e le asperità del terreno… Sembra che per l’abitatore del pianeta del XXI secolo non sia più possibile inventare nuovi percorsi, esplorare nuovi territori, ipotizzare itinerari alternativi… Forse proprio la dimensione dell’avventura può rivitalizzare allora questo panorama desueto e desolante…

Prosegui la lettura…

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Rom-Zingari: il "portale" del Consiglio d’Europa

11 Aprile 2006 Commenti chiusi


?Fare partecipare i Rom-Zingari al miglioramento della loro vita quotidiana? è il titolo della sezione ?Rom ? Zingari? del “sito” del Consiglio d?Europa. ?I Rom-Zingari costituiscono un gruppo di circa 8-10 milioni di persone in tutta Europa e sono presenti in quasi tutti i 46 paesi membri del Consiglio d’Europa. L’obiettivo principale dell’Organizzazione è incoraggiare i propri membri ad assumere un approccio globale verso le questioni relative ai Rom-Zingari.
A questo scopo, sono state fissate tre priorità essenziali:
- protezione delle minoranze
- lotta al razzismo e all’intolleranza
- prevenzione dell’esclusione sociale.
Nella sezione ci sono documenti, raccomandazioni sulla lotta al razzismo ed all?intolleranza, sottosezioni – ”Quale accesso ai servizi sanitari per le donne rom?”, una breve storiografia, l?attività del Consiglio d?Europa relativa ai Rom-Zingari e viaggianti ed il calendario delle attività 2006.

Sul ?portale? principale, tra le altre, la dichiarazione sulla ?giornata internazionale?. http://www.coe.int/DefaultIT.asp

Dichiarazione della Vice Segretario Generale in occasione della Giornata internazionale dei rom

Strasburgo, 07.04.2006 ? ?Il silenzio è sempre stato complice dei crimini e delle persecuzioni e, in tal senso, l?Europa è debitrice nei confronti dei rom e dei nomadi?, ha dichiarato Maud de Boer Buquicchio, vice segretario generale del Consiglio d?Europa in occasione della Giornata internazionale dei rom (8 aprile)
?L?educazione è un nostro dovere. Sarebbe difficile trovare un esempio di pregiudizio più profondamente radicato, diffuso e persistente di quello che esiste nei confronti dei rom, che ancora oggi continua ad accecare tantissimi nostri concittadini europei. Il solo modo per eliminare questo pregiudizio è l?insegnamento, l?insegnare chi sono i rom, insegnare la tolleranza, l?accettazione e il rispetto?.
?E? nostro dovere agire e aiutare la comunità rom a sfuggire alle privazioni sociali ed economiche, sotto il cui giogo si trovano a soffrire numerosissimi suoi membri in molti paesi europei. Non bisogna soltanto far sparire i pregiudizi e le discriminazioni nelle parole, ma anche nelle nostre azioni?.
?Di recente, il Consiglio d?Europa ha ospitato la prima sessione plenaria del Forum europeo dei rom e dei nomadi, che rappresenta la popolazione rom, sinti, kalé, i nomadi e gli altri gruppi a essi legati in Europa?.
?Le attività del Consiglio d?Europa hanno per obiettivo la piena emancipazione dei rom e dei nomadi in seno alla società europea. Non è un compito facile, poiché occorre affrontare ingiustizie e sofferenze accumulatesi non soltanto nel corso di anni ma di generazioni?, ha poi concluso la Vice Segretario Generale.
Riferimenti: Consiglio d’Eu.: Integrazione dei Rom ? Zingari

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Romano Pijats, Romano Dives, Romano…Prodi

10 Aprile 2006 Commenti chiusi

Romano Pijats, Romano Dives, Romano…Prodi
Riferimenti: Pijats Romanò, Dives Romanò, Prodi Romanò…

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?Questione Rom?: lettera aperta a Romano Prodi e Silvio Berlusconi

7 Aprile 2006 1 commento


Si ri-porta in primo piano la lettera del Presidente Nazionale dell?Opera Nomadi ai Presidenti delle due coalizioni elettorali: una lettera che sintetizza la ?questione Rom? con proposte concrete di programma. Una lettera scritta a nome delle 28 sezioni che da decenni operano, in tutta Italia, a tutela dei Rom/Sinti e Camminanti. Una lettera spedita anche a candidate/i ed ai giornali nazionali per dare piena visibilità alla questione Rom/Sinti e Camminanti, nostri concittadini.

“Signor Presidente, come portavoce dell?Opera Nomadi (a tutela di Rom/Sinti e Camminanti), Le chiedo di uscire brevemente dagli impegni della campagna elettorale per prendere la parola e dire la sua, la nostra, sulla ?questione Rom?. Non esiste solo una questione italiana, esiste l?Europa e anche in essa i Rom sono il popolo più discriminato (monitoraggio Unione Europea 2005). Un popolo che dopo seicento anni di presenza in Italia continua ad essere escluso dai diritti fondamentali, basti pensare che su 150.000 persone ci sono solo dodici laureati – così spiega Massimo Converso, presidente nazionale dell’Opera Nomadi, nella premessa alla lettera inviata ai Presidenti delle due coalizioni delle elezioni politiche. – Signor Presidente, se i Rom sono ?la cartina di tornasole per una società civile? (Vàclav Havel) la cartina vira al rosso dell?emergenza umanitaria in Italia ed in Europa nonostante le numerose Raccomandazioni della Comunità. La invitiamo quindi a prendere in considerazione la ?questione Rom?, che è la questione morale del nostro Paese”.

ELEZIONI POLITICHE 2006

Signor Presidente,
come Lei sa le Minoranze Nazionali Rom e Sinte (nonché il Gruppo dei Camminanti Siciliani), denominate ?zingari? e ?nomadi? in maniera dispregiativa ed etnocentrica, sono ancora oggetto di discriminazione, emarginazione e segregazione.
Anche nel 2005, secondo il monitoraggio annuale, i Rom e Sinti sono stati la minoranza più discriminata e sottoposta ad atti di violenza razziale della Comunità Europea.
Le discriminazioni sono estese a tutti i campi, dal pubblico al privato, pertanto l?emarginazione e la segregazione economica e sociale dei Rom e dei Sinti si trasformano di fatto in discriminazione etnica.
In Italia le molteplici comunità rom e sinte, presenti nel nostro Paese da seicento anni, non sono ancora riconosciute come Minoranza Nazionale e pertanto non beneficiano dei diritti che questo ?status? prevede.
Le politiche sociali rivolte alle popolazioni rom e sinte tendono apertamente all?inclusione sociale ed all?assimilazione.
Rare sono le realtà dove le comunità rom e sinte sono considerate protagoniste sociali e dove sono attuate politiche di integrazione, di partecipazione diretta e di mediazione culturale, riconoscendo le loro società, le loro culture e la loro lingua.
L?Italia nega ai Rom e Sinti l?applicazione della ?Carta Europea sulle Minoranze Etnico Linguistiche? che tutela le lingue minoritarie e nega la Convenzione Quadro per le Minoranze Nazionali.
I Rom e Sinti Italiani vedono in molti casi negato il diritto alla residenza, il diritto alla sanità, il diritto alla scuola, il diritto al lavoro.
Inoltre, in Italia si costruiscono ancora i ?campi nomadi?, luoghi di segregazione che concentrano gli individui contro la loro volontà.
In questa situazione drammatica i Rom provenienti da Bosnia, Confederazione Yugoslava, Croazia, Bulgaria, Romania, Polonia, subiscono politiche discriminatorie, emarginanti e segreganti. Famiglie intere fuggono dai loro paesi d?origine per i conflitti etnici e le guerre civili e l?Italia nega loro i più elementari diritti.
Segregati nei ?campi nomadi? delle grandi città italiane, e non solo, i Rom Europei vivono situazioni spesso inumane senza acqua, luce e servizi igienici, costretti a mendicare per le strade il sostentamento giornaliero.
Ancora oggi in Italia non è conosciuto il ?Porrajmos?, la persecuzione razziale subita dai Rom e Sinti durante il nazi-fascismo che ha portato allo sterminio di centinaia di migliaia dei Rom e Sinti in Europa. La stessa Legge Nazionale sul ?Giorno della memoria? non cita il suddetto sterminio di 500.000 Rom/Sinti da parte del nazifascismo.
Chiediamo che ai Rom e Sinti Cittadini Italiani sia riconosciuto lo ?status? di Minoranza Nazionale (ed in questo senso l?Opera Nomadi ha inoltrato al Ministro per gli Affari Regionali una proposta di legge) e che siano considerati protagonisti nelle scelte politiche e sociali del loro Paese. Chiediamo siano attuate e favorite politiche di integrazione, di partecipazione diretta e di mediazione culturale.
Nel Giugno 2005 il Ministero dell?Istruzione ha sottoscritto, dopo 13 anni di mancanza di un simile strumento normativo, con l?Opera Nomadi un Protocollo d?intesa relativo alla scolarizzazione dei Minori Rom, Sinti e Camminanti che prevede anche la presenza di mediatori Rom/Sinti in ogni scuola frequentata dai bambini ed adolescenti Rom/Sinti. Tale Protocollo ha però bisogno delle risorse necessarie per ridurre e poi eliminare la piaga dell?analfabetismo e dell?evasione/dispersione scolastica fra il popolo dei Rom/Sinti, piaga che pone l?Italia anche qui all?ultimo posto in Europa.
Inoltre, chiediamo che siano attuate politiche di accoglienza a favore dei Rom Europei, presenti attualmente in Italia e si concerti una politica europea capace di rimuovere le cause che provocano la loro immigrazione nel nostro Paese.

Per queste ragioni chiediamo il Suo impegno, nella prossima legislatura, per promuovere leggi che facciano proprie le disposizioni della Raccomandazione n.1557/2002 del Consiglio d?Europa.

LEGENDA PROPOSITIVA
Al di là, e oltre, la dichiarazione enunciata vogliamo qui esaminare alcuni fatti e suggerire delle proposte che vadano oltre ogni forma di pietismo generico.
1) Che vengano riconosciute come Minoranza Nazionale le popolazioni Rom/Sinte.
E che dentro questo riconoscimento sia previsto l?insegnamento della lingua ?romanés?, perché non si può fare nessuna alfabetizzazione se non passando prima da quella della lingua materna, e che dentro questo riconoscimento siano previsti degli ammortizzatori sociali per il popolo più perseguitato d?Europa. Come, per esempio, per i Lavoratori Socialmente Utili. Come per le categorie ?svantaggiate? che godono di facilitazioni nelle cooperative sociali di tipo B. Che ci siano facilitazioni di tipo urbanistico e per l?accesso alle case popolari per i Rom/Sinti. Si pensi che secondo il Piano Urbanistico Nazionale del giugno 2001 le roulottes posizionate su un terreno edilizio di proprietà sono considerate abusive (e quindi rimosse o distrutte) se usate come abitazione, se finalizzate alle vacanze invece no.
2) Che venga applicato, con strumenti e finanziamenti adeguati, il protocollo d?intesa MIUR ? Opera Nomadi, firmato il 26 giugno 2005, per favorire la scolarizzazione dei Rom/Sinti.
3) Che venga istituito un Ufficio Governativo per i Rom/Sinti dotato di risorse e con sezioni in tutte le Prefetture d?Italia. Compito dell?Ufficio, attivato con mediatori culturali Rom/Sinti, potrà essere quello di coordinare le politiche di integrazione sociale (dalla scuola, all?habitat, alla cultura, alla sanità) e soprattutto per la tutela il recupero e l?ammodernamento dei mestieri tradizionali ancora presenti – vedi lo Spettacolo Viaggiante per I Sinti ed il Commercio per i Rom – e l?avviamento verso i nuovi lavori, nello spirito dell?articolo n.4 della Costituzione Italiana.
4) ?Sanatoria? per i Rom nati in Italia. Una ?legge sanatoria? che metta in regola, e dia quindi visibilità e corpo sociale, ai Rom, anche di terza generazione, nati e vissuti in Italia ma che non hanno accesso ai servizi fondamentali perché considerati clandestini e quindi senza nessun diritto di cittadinanza attiva. Anzi espellibili in ogni momento in cui vanno a rivendicare diritti umanitari. E sono decine di migliaia. In questa sanatoria va contemplato il diritto di cittadinanza per tutti gli ?stranieri? nati e residenti in Italia da almeno dieci anni e la ?carta di soggiorno? per i Rom che abitano in Italia da almeno 5 anni, a prescindere dai contratti di lavoro e dai certificati di residenza.
5) ?Regolarizzazione?, per emergenza umanitaria, di tutti i Rom, soprattutto dalla Romania, che da almeno due anni sono arrivati in Italia fuggendo da Paesi in cui vivevano in condizioni disperate. Anche in questo caso sono decine di migliaia di persone.
6) Che si proceda allo smantellamento dei campi nomadi comunali e gli abitanti, a seconda delle loro esigenze, vengano sistemati in habitat decorosi: alloggi, case o microaree residenziali a di-mensioni di famiglie allargate, scelti in concorso con gli interessati.

Massimo Converso Presidente Nazionale Opera Nomadi
Ente Morale, marzo 2006

PER APPROFONDIRE LE TEMATICHE:
- Protocollo d’intesa MIUR – Opera Nomadi per favorire la
scolarizzazione dei Rom/Sinti:
Romano Lil lunedì 2 gennaio
-Sportello per avviamento al lavoro di Rom e Sinti:
Romano Lil 16 febbraio
-Per una riconciliazione nazionale coi Rom/Sinti:
Romano Lil 3 gennaio
-La risoluzione dell’Unione Europea sui Rom/Sinti del 2005:
Romano Lil 30 marzo
-Raccomandazione dell’Unione Europea n.1557/2002 per
migliorare le condizioni dei Rom/Sinti:
Archivio Romano Lil 30 marzo
-Risoluzione Parlamento Europeo sulla Giornata Internazionale
dei Rom e sulla sensibilizzazione alla lotta contro il razzismo:
Archivio Romano Lil 6 aprile

Opera Nomadi Nazionale
tel.06-44704749 E-mail: operanomadinazionale@virgilio.it
Riferimenti: "Questione Rom": lettera aperta a candidate/i

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Roma: celebrazione del ?romano dives? ai ?romano pijats?

6 Aprile 2006 1 commento


Domenica edizione speciale dei ?romano pijats?. Nei quattro mercati rom che si tengono ogni domenica mattina nella città di Roma ci sarà la celebrazione della giornata internazionale (romano dives) dei Rom e dei Sinti a ricordare l?8 aprile del 1971 quando a Londra si riunì il primo Congresso Mondiale dei Rom. Una manifestazione culturale dei promotori dell?iniziativa mercatale: Opera Nomadi sezione Lazio, la cooperativa sociale Phralipé ? Fraternità, la cooperativa sociale ?Romano Pijats?, lo Sportello di Segretariato Sociale per l?avviamento al lavoro delle Comunità Rom, Sinti e Caminanti del comune di Roma.
La celebrazione del ?giorno romano? si avvale della collaborazione dei quattro ?Municipi? che sponsorizzano i mercatini e vanno citati uno per uno: Municipio Roma V, Municipio Roma VII, Municipio Roma VIII, Municipio Roma XI.

I MERCATINI DEI ROM
Da marzo 2004 Roma è diventata più interetnica attivando dei mercatini di prodotti dei Rom/Sinti: i Pijats Romanò. Luoghi di scambio commerciale, ma prima di tutto culturale. Tutte le domeniche dalle 8 alle 12 alcune piazze della città capitale diventano punto d?incontro fra ?comunità?, presidi reali contro la discriminazione e l?esclusione così ?normale? verso i Rom/Sinti. Da quel lontano 2004 le postazioni della cultura e dello scambio sono aumentate a quattro per un totale di 200 posti di espositori. 200 possibilità di lavoro onesto per sé e la propria famiglia. Il lavoro come ?ponte? per l?integrazione sociale. L?ultimo mercatino, il numero quattro, è stato aperto domenica 12 marzo con 50 posti ed il quinto sarà inaugurato il prossimo mese di maggio. L?iniziativa è organizzata dalla cooperativa sociale ?Romano-Pijats? e dalla cooperativa sociale Phralipè ? Fraternità in collaborazione coi Municipi di Roma V, Roma VII, Roma VIII, Roma XI, comune di Roma 5° Dipartimento, Opera Nomadi sezione Lazio e Sportello di Segretariato Sociale per l?avviamento al lavoro delle Comunità Rom, Sinti e Caminanti.

Vieni a trovarci ai ?Pijats Romanò?
Manifestazioni culturali e esposizioni artigianali dei Rom/Sinti
Tutte le domeniche dalle ore 8.00 alle ore 12.

1-davanti supermercato Auchan,
Area Parcheggio via Collatina
di fronte via Zanibelli (Municipio Roma VII)
2-davanti supermercato SISA
Area Parcheggio via Mirtillo
Casale Caletto ?zona La Rustica (Municipio Roma V)
3- Area Parcheggio via Lungotevere Dante
Zona Ponte Marconi (Municipio Roma XI)
4- Area parcheggio viale di Tor Bella Monaca
davanti al Municipio Roma VIII (Municipio Roma VIII)

TROVERAI:
- artigianato in rame, antiquariato, abiti usati, collezionismo, bigiotteria etc?
- esibizione del lavoro effettuato dai maestri ramai Rom,
- musica balcanica,
- mostra storico ? documentaria sul popolo dei Rom, Sinti e Camminanti
- banchetti di libri e materiale informativo sul popolo dei Rom, Sinti e Camminanti

Sui Romano Pijats sono stati pubblicati due articoli in data 25 marzo:
uno su Romano Lil ed uno su Archivio Romano Lil.

Opera Nomadi sezione Lazio telefono 06-44704749
Indirizzo di posta elettronica: romlavoro@tiscali.it
Riferimenti: 8 aprile giornata internazionale del popolo Rom

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Discriminazione di donne e neonati stranieri a Foggia

5 Aprile 2006 Commenti chiusi

Da sette anni una donna ? zingara ? non gode il suo diritto sacro santo di portar via il proprio bambino dopo il parto avvenuto presso la maternità di Foggia. Questa donna è obbligata a recarsi alla cancelleria della sua ambasciata al fine di produrre una adeguata documentazione: il cosiddetto ? nulla osta?. Da presentare entro dieci giorni dal parto per non perdere la potestà. Nel frattempo, il neonato è affidato ad una casa accoglienza.

La normativa vigente impone ad ogni neo-mamma di dichiarare la nascita del proprio bambino all?anagrafe. Cambia tutto, quando la mamma è straniera con particolare riguardo a quelle provenienti da: Macedonia, Romania, Ucraina, Bulgaria, Bielorussia, Serbia, Croazia ? ?zingare?. Negli ultimi sette anni, 485 donne immigrate hanno sofferto la discriminazione perché devono recarsi per-sonalmente alle loro ambasciate o consolati al fine di chiedere ?il nulla osta?: l?intero nucleo familiare si deve spostare a Roma, bambini e madre sul treno di notte, la mamma senza cure ed ancora sofferente per il parto (magari avvenuto con taglio cesareo).

Comunicazione Acsi

Oggetto: Discriminazione delle Donne e dei Neo-nati stranieri a Foggia.
Ref: Nota n°200508650- 15/16030 dal 21.10.2005 / Ministero dell?Interno, Dipartimento Affari Interni e Territoriali-Direzione Centrale per i Servizi Demografici-Area III- Stato Civile.

Da sette anni, vige una prassi che non corrisponde alle normative seguiti da tutti i Comuni della provincia di Foggia, della Puglia e di tutta Italia.
La normativa vigente impone ad ogni neo-mamma di dichiarare la nascita del proprio bambino all?anagrafe. Cambia tutto, quando la mamma è straniera con particolare riguardo a quelle provenienti da: Macedonia, Romania, Ucraina, Bulgaria, Bielorussia ,Serbia, Croazia, ? ?zingare?.
Negli ultimi sette anni, 485 donne immigrate hanno sofferto la discriminazione perché devono recarsi personalmente alle loro ambasciate o consolati al fine di chiedere ?il nulla osta?. Devono farlo entro 10 giorni dal parto per non perdere il diritto di ritirare il bambino che nel frattempo il bambino viene affidato a una casa famiglia.
A Natale scorso, una rumena ha sofferto e sudato prima di ritirare il neonato grazie all?intervento del Consolato Generale di Romania , dell?ufficio Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio, dei Consiglieri regionali etc.

Tutto questo non interessa nessuno. Le donne straniere non vo-tano. Tutti tacciono e parlano di solidarietà, di fratellanza e di amicizia.

Il Ministero dell?Interno, con risposta inviata sia alla Prefettura che all?Azienda Ospedaliero-Universitaria OO.RR di Foggia indicava che: ?Si precisa? che in nessun caso, se il riconoscimento è contestuale all?atto di nascita, si deve esigere documentazione dello Stato d?appartenenza, ma è sufficiente la dichiarazione di parte e l?ufficiale di stato civile procede a registrare semplicemente quando dichiarato delle parte?.
L?anagrafe di Foggia rifiuta categoricamente di riconoscere i contenuti della risposta del Ministero dell?Interno e di registrare la nascita del neo-nato straniero su richiesta dei genitori in possesso di passaporti validi e della dichiarazione rilasciata dalla sala parto con firma del Ginecologo e dall?Ostetrica

L?Associazione delle Comunità Straniere in Italia (ACSI) si chiede:
- Hanno ragione l?anagrafe e l?Azienda ospedaliera a riservare questo trattamento unico in Italia alle Donne straniere?
- Perché non riconoscono di fatto la risposta del Ministero dell?Interno?
- Perché questa procedura è applicata solo a Foggia?
- La magistratura ha autorizzato? Alcuni neo-nati sono stati ?bloccati? al Nido senza notificare niente ai genitori, senza assistenza legale, linguistica o altro.

Quando gli stranieri saranno considerati ?esseri umani? uguali a tutti gli altri? Quando gli stranieri avranno pari opportunità, come sancito della legge Martelli, di quella Turco-Napolitano?
Nel frattempo, lo straniero deve fare il segno della Croce prima di chiedere un suo diritto che gli sarà ? regalato? dal potente di turno.

Il presidente ACSI
prof. Habib Sghaier

*In data 3 gennaio 2006 una segnalazione è stata fatta al Presidente Tribunale per i minori di Bari
Oggetto: Discriminazione delle Donne e dei Neo-nati stranieri a Foggia.

**In data 31 marzo una segnalazione è stata inoltrata all?ambasciatore della Repubblica di Macedonia di Roma.
Oggetto: Comportamento irriguardoso, scorretto, discriminatorio e calunnioso nei confronti degli Zingari presenti, stanziali e residenti a Foggia.

Associazione Comunità straniere in Italia - Onlus
Via f. Spera, 95? 71100 Foggia
Tel. 3497239108 – Fax: 0881714130.
E.mail: acsi.h@libero.it

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Cestim: per Rom, Sinti e Camminanti

4 Aprile 2006 Commenti chiusi


Il ?Cestim on-line? è un sito di documentazione sui fenomeni migratori articolato in differenti sezioni e fra queste quella dei ?Rom, Sinti e Camminanti?. ?Ho ereditato questo spazio e lo gestisco da poco più di due anni – spiega la dottoressa Laura Lucatello . ? Si è tentato di fare un sito a ?portata di mano? per i profani ma anche con possibilità di approfondimento per chi è già addentro in queste tematiche?.
Laura, che cura il sito da volontaria, di lavoro fa la mediatrice culturale nel progetto ?alunni Rom? del comune di Verona. Mediazione con le famiglie ed accompagnamento e inserimento scolastico degli alunni, con particolare riferimento a quelli che abitano nelle case. A Verona il ?campo nomadi? cittadino è stato chiuso ed accorpato a quello più periferico di Bosco Mantico.

CESTIM
Il sito è gestito dal Cestim, Centro Studi Immigrazioni, nato a Verona nel 1990 con lo scopo di:
- promuovere i diritti umani e la solidarietà sociale negli ambiti che riguardano le complesse problematiche dell’immigrazione;
- sostenere le attività di studio, di ricerca e volontariato volte alla promozione e agevolazione del pieno inserimento degli immigrati nel contesto sociale;
- prestare intermediazione per il superamento di qualsiasi ostacolo al godimento dei diritti della persona loro spettanti, in condizione di parità con i cittadini italiani, agli effetti del lavoro, dei servizi sanitari, della casa e di ogni altra situazione che possa vederli in stato di bisogno, svantaggio o discriminazione.
- creare le condizioni di corretta informazione sulla realtà dell’immigrazione in modo da prevenire o rimuovere il giudizio che nell’opinione pubblica alimenta la discriminazione e costringe spesso gli immigrati in aree di esclusione sociale;
- promuovere in condizione di parità con i cittadini italiani, l’accesso degli immigrati al lavoro dipendente e autonomo, alla casa, ai servizi sociali e sanitari, alla scuola, alla formazione professionale e a tutto quanto esprime godimento pieno dei diritti di cittadinanza nel rispetto, all’interno delle leggi dello stato, delle diverse identità culturali; agevolare progetti individuali, familiari o di gruppo, orientati al rientro e al positivo reinserimento nei paesi d’origine, qualora se ne manifesti l’opportunità da parte degli stessi immigrati.

PARTENZA
Un?occasione per partire nel profondo telematico con destinazione Cestim, sezione: ?Rom, Sinti e Camminanti?.

Fotografia del maestro Tano D’Amico
Riferimenti: Rom, sinti e camminanti

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Desiderata (desideri) di prima primavera

3 Aprile 2006 Commenti chiusi


Il pettirosso se n?è andato a nord, le prime rondini stanno arrivando dal sud. E fra poco suoneranno la loro sinfonia sui fili. L?amolaro davanti casa sta sbocciando: i germogli si espandono in un biancore abbacinante. Paco, il gatto, deposita in cucina un uccellino morto come regalo. Non c?è gioia o crudeltà, sono diversi aspetti di quella stessa Natura, frammenti di una unità, funzioni differenti di uno stesso sistema. Ma il tutto in un ?insieme? di armonia profonda. Le rondini disposte casualmente (?) sui fili, i germogli in fiore, le margherite sul prato, ri-suonano di una musica definita: l?inno alla gioia di Beethoven.
Nei germogli di primavera, nella Natura che fiorisce si focalizza spesso il ?punctum?: quando l?atomo, il granulo d?argento, il pixel, si fanno figura, immagine: che s-magina. E? tempo allora di viaggio, di esplorazione sinestetica, di ri-cerca visiva e fotografica del punctum, ap-punto.

Desiderata

Va’ serenamente in mezzo al rumore e alla fretta
e ricorda quanta pace ci può essere nel silenzio.

Finché è possibile, senza doverti arrendere, conserva
i buoni rapporti con tutti.

Di’ la tua verità con calma e chiarezza, e ascolta gli altri,
anche il noioso e l’ignorante:
anch’essi hanno una loro storia da raccontare.
Evita le persone prepotenti e aggressive:
esse sono un tormento per lo spirito.

Se ti paragoni agli altri, puoi diventare vanitoso e aspro,
perché sempre ci saranno persone superiori ed inferiori a te.

Rallegrati dei tuoi risultati come dei tuoi progetti.
Mantieniti interessato alla tua professione, benché umile:
e’ un vero tesoro rispetto alle vicende mutevoli del tempo.

Sii prudente nei tuoi affari, poiché il mondo é pieno di inganno.
Ma questo non ti impedisca di vedere quanto c’é di buono:
molte persone lottano per alti ideali, e dappertutto la vita e’ piena di eroismo.

Sii te stesso. Specialmente non fingere di amare.
E non essere cinico riguardo all’amore,
perché a dispetto di ogni aridità e disillusione esso e’ perenne come l’erba.

Accetta di buon grado l’insegnamento degli anni,
abbandonando riconoscente le cose della giovinezza.

Coltiva la forza d’animo per difenderti dall’improvvisa sfortuna.
Ma non angosciarti con fantasie.

Molte paure nascono dalla stanchezza e dalla solitudine.
Al di là di ogni salutare disciplina, sii delicato con te stesso.

Tu sei un figlio dell’universo, non meno degli alberi e delle stelle;
tu hai un preciso diritto ad essere qui.
E che ti sia chiaro o no, senza dubbio l’universo va schiudendosi come dovrebbe.

Perciò sta in pace con Dio, comunque tu Lo concepisca,
e qualunque siano i tuoi travagli e le tue aspirazioni,
nella rumorosa confusione della vita conserva la tua pace con la tua anima.

Nonostante tutta la sua falsità, il duro lavoro e i sogni infranti,
questo e’ ancora un mondo meraviglioso. Sii prudente.

Fa? di tutto per essere felice.

Da un manoscritto del 1692, trovato a Baltimora (Stati Uniti)
nell’antica chiesa di San Paolo.

Riferimenti: L’inno alla gioia di L. van Beethoven

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