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Archivio Febbraio 2006

Khorakhanè: quella canzone tradotta per Fabrizio de Andrè

28 Febbraio 2006 Commenti chiusi

Khorakhanè, testo "sacro" sui Rom/Sinti, è stato composto dal cantautore Fabrizio de Andrè nel 1996. Una canzone in italiano ("a forza di essere vento") con l’epilogo in lingua. Un epilogo che diventa "smisurata preghiera": nel canto di Dori Grezzi si fa corpo ed anima per salire lieve al cielo. Giorgio Bezzecchi, rom harvato, segretario nazionale dell’Opera Nomadi, racconta la sua collaborazione col poeta per la traduzione della parte finale del testo in "romanès" la lingua dei Rom. 

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?Roma Cistì – Roma pulita?: raccolta rifiuti ingombranti

25 Febbraio 2006 Commenti chiusi


Il 1 novembre 2005 è decollato il progetto di raccolta di materiali ferrosi e rifiuti ingombranti che vede 8 Rom impegnati. Il progetto consiste nella raccolta di rifiuti ingombranti (elettrodomestici, televisioni e affini) da parte di operai Rom della cooperativa Phralipè solitamente abbandonati a fianco dei cassonetti della spazzatura o in discariche abusive per conferirli alle isole ecologiche dell?AMA sul territorio in cui si opera. Il Progetto si articola nei Municipi Roma IV, V, VII e XII. Il Progetto nasce dallo ?Sportello di segretariato sociale per l?avviamento al lavoro delle comunità Rom, Sinti e Camminanti? che lavora alla sua buona riuscita e ad un suo allargamento anche sul territorio provinciale e regionale.

?Roma Cistì – Roma pulita?
Raccolta di materiali ferrosi e di rifiuti ingombranti.
Progetto per l’inserimento lavorativo di persone Rom
in attività di utilità pubblica

Il progetto ?Roma Cistì? nasce, a giugno 2005, grazie alla sinergia fra Ama, Comune di Roma e Provincia di Roma: prevede l’affidamento alla cooperativa sociale Rom Phraliphè il compito di curare la raccolta dei rifiuti ingombranti e ferrosi sul territorio comunale e, in futuro, in aree della Provincia. La cooperativa, per questo compito si avvale di un’unità di lavoro formata da 8 persone Rom.

Il Progetto con il sostegno del comune e della provincia di Roma (in particolare dei rispettivi assessorati al Lavoro, alle Politiche Sociali e all?Ambiente) si articola nei Municipi Roma IV, V, VII e XII. Il Progetto nasce dallo ?Sportello di segretariato sociale per l?avviamento al lavoro delle comunità Rom, Sinti e Camminanti? che sovrintende alla sua buona riuscita e ad un suo allargamento anche sul territorio provinciale e regionale.

Il finanziamento complessivo annuale, giugno 2005-2006, è di circa 115 mila euro, ed è sostenuto per circa il 45% dall’AMA e per la parte residua in quote uguali fra i sei assessorati coinvolti. La somma comprende lo stipendio di 8 operai part-time, ed i costi della gestione e manutenzione di due mezzi speciali per la raccolta, dell’attività amministrativa e del coordinamento e monitoraggio. Il servizio avviene quindi attraverso la raccolta dei rifiuti ingombranti che si trovano al di fuori dei contenitori della nettezza urbana o abbandonati nel territorio del comune di Roma e il loro conferimento gratuito autorizzato presso i centri attrezzati dell’Azienda Municipale Ambiente. (Si stima, per ogni giornata lavorativa la raccolta di circa 4 tonnellate di rifiuti ingombranti).

Il progetto pone fra i suoi obiettivi il superamento del problema dell’accesso al lavoro da parte delle persone delle comunità Rom, individuato come uno dei punti cruciali per una effettiva integrazione sociale nella comunità cittadina, e dà continuità alla pregressa esperienza sperimentata nel 2003 da AMA, Caritas Diocesana, Opera Nomadi e cooperativa Praliphé
Una delle attività lavorative tradizionali che le comunità Rom svolgono, infatti, è quella della raccolta dei metalli (ferro, rame e alluminio). In tal senso si è cercato di rendere concreta ed al servizio della collettività questa attitudine, integrandola anche con attività di recupero e riciclaggio che da circa due anni hanno trovato spazio all’interno dei ?mercatini Romanì” attivati in diversi municipi romani,.
L’intento è inoltre quello di rafforzare l’economia sociale, in particolare i servizi di interesse pubblico, con particolare at-tenzione al miglioramento della qualità della vita ed alla salvaguardia e tutela dell’ambiente.

Dal punto di vista ambientale il progetto “Roma Cistì” si propone infatti di sanare situazioni di degrado ambientale, combattendo l’abbandono dei rifiuti ingombranti ed il proliferare delle discariche abusive. Il servizio di raccolta dei rifiuti sarà effettuato tre volte a settimana, per un totale di 576 ore mensili di intervento. Il progetto prevede inoltre che la cooperativa Phralipè metta a disposizione personale di segreteria ed amministrazione per la gestione delle attività e per il monitoraggio delle stesse.
Riferimenti: Parla un operaio del progetto ?Roma pulita?

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Napoli: sotto la stessa luna ?drom?

23 Febbraio 2006 Commenti chiusi


Un film che ?gira? per diverse realtà socioculturali di Napoli (campi rom, centri sociali, facoltà universitarie?) a promuovere momenti di incontro e di riflessione, a fare intercultura nel senso di scambio e intreccio. Le periferie marginali mutano in Zone Temporaneamente Liberate dove si aprono nuove visioni e sensibilità rispetto al fenomeno Rom, a quello della devianza sociale e della legalità. Una riflessione: ?Quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito e non la luna?.

L?Associazione
L?associazione culturale ?Figli del Bronx?, con il contributo del comune di Napoli (assessorato agli Affari Sociali), organizza “Sotto la stessa luna tour”: un ciclo di 10 incontri in varie realtà socio-culturali cittadine, con la proiezione-dibattito dell’omonimo film di Carlo Luglio. L’occasione della proiezione del film è quella di mettere a fuoco le questioni più delicate che relegano le periferie della città di Napoli, e non solo quelle, a dei territori di disagio e desolazione maggiore rispetto ad altre periferie italiane. Degli incontri interculturali che possano aprire nuove visioni e nuove sensibilità rispetto al fenomeno Rom e a quello della devianza sociale e della legalità. Il regista e gli attori del film saranno presenti alle varie proiezioni-dibattito.

Quando il giro (tour) diventa viaggio (drom)
27 Febbraio 2006, presso il campo Rom del comune di Napoli a Scampia, in collaborazione con l’associazione “Opera Nomadi”.
Ore 19,00, saluta Amedeo Curatoli (Presidente “Opera Nomadi” regionale). A seguire proiezione del film e dibattito con:
Marco Nieli, Enzo Esposito (Opera Nomadi), Marco Rossi Doria (maestro di strada), Antonio Moscato (dirigente del comune di Napoli ? servizio contrasto nuove povertà), Alessandro Fucito (presidente Commissione Educazione ? Comune di Napoli) e Pa-raska Muharem (cittadina Rom residente in campo rom – area nord Napoli).

La trama del film (Carlo Luglio)
?La vita quotidiana di due giovani Rom nella periferia di Scampia a Napoli, si incrocia con quelle di un ex capozona napoletano in via di pentimento e con il gruppo del giovane boss emergente del clan vincente. Le situazioni all?interno del campo Rom e quelle all?esterno, hanno un unico comune denominatore: sono storie di vita ai margini con una loro disperazione intrinseca, ma con la forza vitale tipica di chi deve sbarcare il lunario costretto a confrontarsi con la dura legge della strada calpestando quotidianamente la propria dignità per sopravvivere. Inevitabile migrare se si cerca una vita migliore?.

Avevo bisogno di un lavoro (Gaetano di Vaio)
?Avevo bisogno di un lavoro come primo passo nel tentativo di costruire una nuova vita, dopo aver scontato l?ennesima condanna durata circa quattro anni. Andavo in giro a chiedere, ma nessuno mi voleva. Un giorno, camminando per via Zuccarini a Scampia dove stava il vecchio campo Rom sotto il ponte della metropolitana, notai una bambina che trasportava una busta contenente alcune bibite; capii subito che il punto vendita doveva trovarsi parecchio distante dal campo in cui viveva. Pensai quindi di caricare la mia malandata autovettura con bibite e generi alimentari pre-confezionati e recarmi ogni giorno al campo per rivenderli. Nonostante il mio passato di devianza temevo molto gli zingari. Pensavo a cosa inventarmi per farmeli amici nel momento in cui avrei messo piede nel campo. In realtà fu tutto semplice: la gente era contenta, a tal punto da propormi di costruire una baracca da utilizzare come punto vendita fisso. Era la prima volta che mi capitava di sentirmi accettato veramente. Pian piano cominciai a riconoscermi in alcune delle loro abitudini, come quella della famiglia numerosa, delle mamme che la sera lavavano i figli nelle bagnarole, nei piedi nudi dei bambini con la faccia sporca come la mia quando vivevo nel basso con mamma papà e dieci figli; nei semafori e nei vetri delle autovetture che lavavo da ragazzino a Capodimonte, nella loro musica, nella semplicità delle relazioni, nei furti? nell?emarginazione!
Oggi posso dire che la mia vita è cambiata proprio a partire da quella esperienza?.

Informazioni: 3294396527 e-mail: figlidelbronx@libero.it

N.B. Articolo e fotografia (che è stata modificata dall?originale) sono stati ripresi sul web-log Sucar drom senza citazioni. Dopo almeno cinque lettere, inevase, al curatore del blog in cui si ponevano domande per chiarire la faccenda si è deciso così di fare una segnalazione all?Ordine dei Giornalisti della Lombardia perché ci pare sempre doveroso citare la fonte degli articoli e fotografie pubblicati.
Riferimenti: Forse, proprio la dimensione dell?avventura

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L?Opera Nomadi al Ministero per l?Istruzione

21 Febbraio 2006 Commenti chiusi


Da alcuni anni a questa parte continua, a scadenze precise, l?incontro dei rappresentanti dell?Opera Nomadi Nazionale coi dirigenti e rappresentanti di diversi Ministeri del Governo Italiano, a tentare di definire e proporre ?tavoli di lavoro? per affrontare in modo più consono e pertinente la ?questione” dei Rom/Sinti d?Italia. Ieri 20 febbraio a Roma l?incontro si è tenuto presso il MIUR, Ministero Istruzione Università e Ricerca.

Continua il confronto dell?Opera Nomadi con l?Amministrazione centrale dello Stato

(Da Roma, il direttore).
Il Consiglio Nazionale eletto nel giugno 2004 continua, a scadenze precise, l?incontro fra i propri rappresentanti dell?Opera Nomadi Nazionale con i massimi Dirigenti amministrativi dei diversi Ministeri del Governo Italiano competenti, confronto a cui si è finora sottratto solo il Ministero per gli Affari Sociali, con cui peraltro si era stabilito un tavolo comune nella precedente Legislatura, addirittura con un?amplissima rappresentanza di mediatori Rom/Sinti: dai Rom Calabresi e Abruzzesi ai Khorakhanè bosniaci passando per i Rom Kalderasha ed Harvati ed i Sinti Giostrai

Lunedì 20 febbraio -ore 15,30, a Roma in via Ippolito Nievo presso la sede MIUR (Ministero dell?Istruzione dell?Università e della Ricerca) una delegazione dell?Opera Nomadi, Gruppo Scuola Nazionale, incontra Dirigenti e funzionari di vari Ministeri per definire una linea d?intervento programmatica sulla questione dei Rom/Sinti d?Italia.
Sono presenti Mariolina Moioli, direttrice generale MIUR, con il direttore Matteo Tallo ed i funzionari Patrizia Capitali – Vinicio Ongini, il dottor Sebastiano Piana, capo-dipartimento Affari Re-gionali della Presidenza del Consiglio dei Ministri, accompagnato dal dottor Renato Fedele, e per l?Opera Nomadi il presidente na-zionale Massimo Converso, la responsabile scuola Renata Paolucci, l?insegnante Antonia Rullo di Roma ed il prof. Domenico Trovato di Treviso, il giornalista Roberto Costa direttore di Romano Lil ed i volontari della Segreteria Tecnica Nazionale Elena Coluccia e Lino Posteraro. Il Segretario Nazionale Giorgio Bezzecchi, dopo il Consiglio Nazionale di domenica mattina, era intanto rientrato a Milano da dove oggi raggiungerà una Comunità Rom della regione di Bucarest che lo aveva espressamente invitato da tempo.
Giorgio, l?antesignano dei mediatori rom nelle istituzioni pubbliche in Italia, sta seguendo con il vice-presidente nazionale Kasim Cizmic, tutta questa complessa costituzione di un rapporto stabile dell?Opera Nomadi con l?Amministrazione Centrale dello Stato, al fine di stabilire un tavolo permanente del Governo che programmi assieme ai Rom/Sinti quella politica nazionale di sviluppo ed autosviluppo adesso soltanto abbozzata.

I punti all?ordine del giorno sono i seguenti:
- verifica contenuti e conclusioni dell?VIII Seminario Nazionale;
- aggravamento evasione scolastica Rom Rumeni;
- verifica rapporti con le Direzioni Scolastiche Regionali.

MASSIMO CONVERSO
Come la seconda immigrazione dei Rom dalle regioni più povere della Jugoslavia alla fine degli anni ?60 causò un grave squilibrio nei già delicati rapporti di convivenza stabiliti dai Rom/Sinti con l?Italia ?ospitante?, l?immigrazione di massa negli ultimi cinque anni dei circa 50.000 Rom Rumeni ha creato una situazione del tutto nuova storicamente, nel senso che si è stabilizzato su tutto il territorio nazionale una nuovo gruppo di maggioranza interno ai Rom/Sinti, omogeneo sostanzialmente per usi e costumi. Purtroppo questo afflusso ha aumentato verticalmente l?evasione scolastica aggra-vando una condizione che era già la più bassa nello specifico contesto europeo.
I dati parziali sulla scolarizzazione sono devastanti già per i Rom/Sinti già cittadini italiani: c?è un sempre maggiore analfabetismo di ritorno, se si pensa che soltanto 250 frequentano realmente le scuole superiori; il conseguimento della licenza media è ancora limitato ad una minoranza e su questo conseguimento pesa un ritardo didattico mediamente di tre anni rispetto ai coetanei gagè.
Il MIUR non può quindi affrontare da solo tale emergenza sociale sottovalutata in primis dal Ministro Maroni, la scuola da sola non ce la fa a supportare i processi di integrazione, da qui l?urgenza di un ?tavolo? con altri Ministeri per preparare una Conferenza Nazionale con gli Assessorati alle Politiche Sociali e Pubblica Istruzione delle Regioni e delle Province Autonome e di tutti i Dirigenti Scolastici Regionali del MIUR. Oggi chiediamo ai due Direttori Generali di convocare tale Conferenza quanto prima. Quel giorno daremo comunque la disponibilità a gestire progetti sul 70% del territorio italiano.

RENATA PAOLUCCI
La scolarizzazione versa in una situazione tragica in tutta Italia e riguarda tutti i diversi gruppi e comunità. Occorre lavorare per debellare l?altissima dispersione scolastica. Abbiamo ulteriormente riscontrato che laddove funzionano progetti con mediatori culturali Rom/Sinti la dispersione scolastica viene ridotta. L?Opera Nomadi si riferisce a progetti con associazioni riconosciute realmente com-petenti. La mediazione culturale è strategica, assolutamente prioritaria: occorre cioè intervenire presso le famiglie e presso la scuola. Questi progetti hanno però bisogno di risorse economiche.
Se non interveniamo, l?analfabetismo aumenta le condizioni di disagio e di esclusione del popolo dei Rom/Sinti. Non abbiamo risolto che parzialmente i problemi dei Rom/Sinti presenti da secoli in Italia: cosa faremo coi problemi dei Rom Rumeni che continuano ad arrivare a migliaia e migliaia?
I dati ufficiali del Ministero ci dicono di 13.000 iscritti alla scuola italiana su una popolazione presunta di 150.000 persone ed un numero, sempre presunto, di 60.000 ragazzi in età scolastica.
E? da tempo che chiediamo un monitoraggio qualitativo, sulla frequenza e dispersione scolastica, per affrontare il problema a livello nazionale ed il recente bando UNAR, che si sperava potesse affrontare questo problema della rilevazione delle presenze tramite i suddetti mediatori culturali Rom/Sinti, si è rivelato del tutto insufficiente come risorse.
Bisogna far funzionare il PROTOCOLLO d?INTESA perché i corsi per la formazione di mediatori culturali non siano episodici ma metodo strutturale per supportare i progetti di riduzione della dispersione. Ed in parallelo si rende indilazionabile l?organizzazione di una banca-dati reale che raccolga e metta a disposizione progetti, materiali, modalità di interventi? E da qui partire con progetti Regione per Regione.

SEBASTIANO PIANA Direttore Generale Ministero Affari Regionali
L?analfabetismo facilita l?attrazione della gioventù Rom nella devianza ed è per questo che bisogna creare un gruppo guida per ?formare i formatori?. Bisogna anche discutere attorno alla questioni delle scuole interne al popolo dei Rom/Sinti e capire se possano essere efficaci come quelle, ad esempio, delle comunità Ebraiche in Italia. Condivido l?idea di una specifica conferenza con le Regioni in accordo col MIUR che convochi tutte le Direzioni Scolastiche Regionali.

MARIOLINA MOIOLI Direttore Generale per lo Studente ? MIUR
Stiamo cercando di realizzare questo protocollo d?intesa a partire dalla sensibilizzazione che Massimo Converso e tutta l?Opera Nomadi portano avanti da anni nei nostri confronti. Stiamo attuando iniziative già da tempo per progetti-pilota in alcune regioni. Concordo sulla necessità, urgente, di convocare tutte le Direzioni scolastiche Regionali che favoriscano l?inserimento scolare e quindi sociale delle famiglie Rom. Perché nel concreto e nel quotidiano dobbiamo accompagnare un percorso di integrazione e non di assimilazione.

CONCLUSIONI
Alla fine dell?intenso confronto vengono definite due modalità di incontro: un ?tavolo? fra referenti scuola dell?Opera Nomadi e funzionari del Miur per le tematiche relative al ?protocollo d?intesa? firmato il 22 giugno 2005 a Roma per favorire la scolarizzazione dei Rom/Sinti e Camminanti, già concordato per lunedì 6 marzo, ed un ?tavolo? politico ?Opera Nomadi con mediatori Rom/Sinti?, MIUR e Ministero Affari Regionali per preparare una conferenza nazionale Regioni e Direzioni Scolastiche per l?applicazione del ?protocollo d?intesa? e che si svilupperà dal ?tavolo? precedente.
Il Gruppo di Lavoro esclusivamente tecnico-didattico relativo al Protocollo d?Intesa, del 6 marzo, sarà composto da 6 delegati dell?Opera Nomadi e tre del MIUR e godrà di uno specifico Decreto del MIUR.

Nella foto: al centro la direttrice generale Mariolina Moioli
Riferimenti: I fantasmini Rom di Largo Camesena

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Napoli: comitato civico pro-Rom

18 Febbraio 2006 Commenti chiusi


L?Opera Nomadi di Napoli lancia un appello alla ?società civile? per la costituzione di un Comitato Civico Pro-rom, che possa rilanciare, da un punto di vista culturale e politico, la questione dei diritti calpestati dell’etnia rom nella provincia di Napoli. Da qualche anno è, infatti, peggiorata la già difficile situazione dei Rom e si é scatenata una vera e propria caccia all’uomo sul territorio napoletano, nell’indifferenza generale e nella distorsione pressoché generalizzata dei media.

Da Napoli Marco Nieli, dell’Opera Nomadi

Cari amici e compagni,
siete tutti invitati il giorno 20 febbraio alle ore 19,30 presso la sede di Mani Tese a P. Cavour per discutere la fondazione di un Comitato Civico Pro-rom, per rilanciare da un punto di vista culturale e politico la questione dei diritti calpestati dell’etnia rom nella provincia di Napoli, in Italia e in Europa. Da qualche anno è infatti peggiorata la già difficile situazione dei Rom sul nostro territorio (sia degli Slavi, profughi di guerra non riconosciuti, sia dei Rumeni, che fuggono dalla fame nel loro paese) e si é scatenata una vera e propria caccia all’uomo sul territorio napoletano, nell’indifferenza generale e nella distorsione pressoché ge-neralizzata dei “media”.
Questa caccia all’uomo, ripresa di una più antica condotta contro i nomadi, si concretizza ultimamente nei continui episodi di sgomberi drammatici, come quello di Casoria del 3 nov. scorso o come quelli annunciati di Caivano e Torre del Greco; nei rastrellamenti di minori ai semafori, che sulla scala di un intero popolo significano un vero e proprio genocidio culturale e nelle continue discriminazioni cui sono sottoposte queste persone.
Nell’incontro del 20 discuteremo la piattaforma politica del Comitato e le strategie di intervento che intenderemo adottare (campagne di contro-informazione; manifestazioni di piazza per la pressione sulle istituzioni, presidi, etc.). Alla riunione organizzativa sono invitate quante più realtà associative, politiche e culturali, sensibili al tema.

Si invita a diffondere il più possibile.
Riferimenti: Da Sud a Nord: "Cartolina" da Vicenza

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Sportello per avviamento al lavoro di Rom, Sinti e Camminanti

16 Febbraio 2006 Commenti chiusi


Uno sportello da aprire in ogni città d?Italia perché l?integrazione passa prima di tutto dal lavoro. Lo ?sportello di segretariato sociale per l?avviamento al lavoro delle comunità Rom, Sinti e Camminanti? è stato aperto a febbraio 2005 da parte del comune di Roma ed affidato in gestione all?Opera Nomadi. Uno sportello per potenziare e sviluppare opportunità di avviamento al lavoro, contribuire a far conoscere alle comunità Rom e Sinte i propri diritti di cittadinanza, ma anche per combattere tutte le forme di pregiudizio che potrebbero trasformarsi in pericolosi germi di razzismo e intolleranza

L?Opera Nomadi si è fatta promotrice da sempre di progetti per l?avviamento al lavoro delle Comunità Rom, Sinti e Camminanti e per la riconversione dei mestieri storicamente da loro esercitati e non più competitivi sul mercato. Il Comune di Roma Dipartimento XIV Sviluppo locale, formazione e lavoro con determinazione dirigenziale n. 1939 del 23.12.04 ha affidato all?Opera Nomadi la gestione dello Sportello di segretariato sociale per l?avviamento al lavoro delle Comunità Rom, Sinti e Camminanti

CHE COSA E?
Lo Sportello di segretariato sociale per l?avviamento al lavoro delle Comunità Rom, Sinti e Camminanti offre consulenza e mediazione culturale per l?avviamento al lavoro dei cittadini Rom/Sinti. Un?attività caratterizzata, innanzitutto, da un monitoraggio costante delle competenze lavorative delle Comunità Rom a cui segua e si intrecci un monitoraggio delle opportunità lavorative che la società può offrire loro con il fine ultimo di mettere in rapporto questi due fattori e produrre reali opportunità lavorative che superino politiche di esclusione ? emarginazione sociale e/o il semplice ed inefficace assistenzialismo.

I MOTIVI
La condizione lavorativa dei Rom, Sinti e Camminanti non può che essere definita problematica a causa delle difficoltà di inserimento che essi costantemente incontrano. Difficoltà generate dalla scarsa qualificazione professionale, dai problemi di lingua e alfabe-tizzazione che essi hanno ma anche dalla marginalità sociale nella quale vengono a trovarsi. Una marginalità che investe tutti gli aspetti legati alla condizione socio – economica, culturale e quindi anche lavorativa.
Attualmente molti Rom, Sinti e Camminanti si trovano nella condizione di aver perso la possibilità di svolgere le tradizionali lavorazioni che da sempre li vedeva protagonisti. Contraddicendo il più tenace dei pregiudizi ricorrenti i Rom, Sinti e Camminanti sono, nella storia, comunità attive e laboriose. Produttori di beni materiali (utensili da cucina e agricoli, artigiani dei metalli, del legno, del vimine), allevatori di cavalli, giostrai, commercianti ecc. hanno da sempre saputo interagire con i bisogni dell?economia e della società nella quale si sono insediati.
La crisi dei ?lavori? dei Rom, Sinti e Camminanti è un fatto ?recente?, legato soprattutto alla trasformazione di un?economia rurale in un?economia industriale avanzata, in cui i rapidi e radicali cambiamenti sociali e la mancanza di un?adeguata istruzione scolastica e professionale hanno determinato una sempre maggiore emarginazione dei Rom, Sinti e Camminanti dai contesti produttivi e lavorativi.
Caratteristica prioritaria delle aree in cui sono inserite le comunità Rom, Sinte e Camminanti è quella legata alle periferie, spesso sprofondate in quel ?cono d?ombra? in cui i fenomeni di emar-ginazione sono strettamente connessi alla mancanza di servizi, di attività sociali, educative e culturali, dove la disoccupazione giovanile raggiunge i più alti indici e le ?nuove povertà? colpiscono ampi strati della popolazione.
Punte di disoccupazione elevate, forti sacche di analfabetismo, un?incompleta scolarizzazione, scarsa qualità di competenze e professionalità spendibili sul mercato del lavoro, hanno pro-gressivamente aumentato il rischio di esclusione permanente per adulti e adolescenti Rom e Sinti sviluppando situazioni di emarginazione, comportamenti sociali a rischio, fenomeni di devianza.
Recuperare e attualizzare alcune forme lavorative (come ad esempio la compravendita, il recupero di materiali vari, il recupero di alcune attività tradizionali, la manutenzione di aree verdi e la gestione/manutenzione dei cosiddetti campi dove le comunità Rom/Sinte abitano) diventa quindi una scommessa decisiva per la possibilità di integrazione sociale di questo popolo.

GLI OBIETTIVI dello sportello sono:
- Potenziare le esperienze lavorative dei Rom, Sinti e Camminanti
- Aumentare le opportunità lavorative
- Sostenere l?iter di regolarizzazione (permessi di soggiorno)
- Attivare moduli di approfondimento culturale in grado di favorire la piena realizzazione del diritto di cittadinanza e moduli di base professionalizzanti affinchè i Rom, Sinti e Camminanti possano anche intraprendere attività lavorative in maniera professionale
- Svolgere un?attività di monitoraggio delle competenze lavorative di dette comunità che vada di pari passo ad un monitoraggio delle opportunità lavorative che la società può offrire loro con il fine ultimo di mettere in rapporto questi due fattori e produrre reali opportunità lavorative che superino politiche di esclusione ? emarginazione sociale e/o il semplice ed inefficace assi-stenzialismo.

METODOLOGIA E DURATA
Lo sportello di segretariato per l?avviamento al lavoro è gestito da due operatori con esperienza pluriennale nell?associazionismo a favore delle Comunità Rom/Sinti. Lo sportello si trova in via Ales-sandro della Seta 20/a (X Municipio zona Gregna Sant’Andrea).
Orario di apertura: dal lunedì al venerdì, ore 9.00 – 14.00.

I PRINCIPALI RISULTATI ATTESI
I principali risultati che si vogliono raggiungere sono:
-combattere tutte le forme di pregiudizio e di non conoscenza che potrebbero trasformarsi in germi di razzismo e intolleranza
- potenziare le capacità lavorative e sviluppare opportunità di avviamento al lavoro del popolo dei Rom, Sinti e Camminanti
- contribuire a far conoscere alle comunità Rom e Sinte i propri diritti di cittadinanza e le possibilità di avviamento al lavoro e di inserimento sociale che la società ospitante offre loro.

Opera Nomadi sezione Lazio telefono 06-44704749
Indirizzo di posta elettronica: romlavoro@tiscali.it
Riferimenti: Rapporto sportello di avviamento al lavoro

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Veneto: Lega Nord chiede abrogazione legge a tutela di Sinti e Rom

15 Febbraio 2006 1 commento


«Uno sbagliato senso di accoglienza versa loro un sacco di soldi», con queste parole la Lega Nord, ha chiesto, in Regione Veneto, l?abrogazione della Legge n.54. ?Interventi a tutela della cultura dei Rom e dei Sinti? del 1989. Nel 2005 i contributi della Regione alla legge 54 sono stati di 15.000 euro, a fronte, per esempio, dei 900.000 euro stanziati per la ?valorizzazione dell?identità veneta?.

«Uno sbagliato senso di accoglienza versa loro un sacco di soldi», con queste parole è stata depositata, al Consiglio Regionale Veneto, la proposta di legge che chiede l’abrogazione della Legge Regionale n.54, ?Interventi a tutela della cultura dei Rom e dei Sinti?del 22 dicembre 1989 (BUR n. 70/1989), Regione Veneto. Gli undici consiglieri del gruppo consiliare della Lega Nord, parte della maggioranza di governo in Veneto, hanno presentato un progetto di legge composto di un unico articolo che chiede l?abrogazione della Legge n.54.

La Legge ora in vigore prevede finanziamenti agli enti locali (Co-muni anche consorziati e Comunità Montane) da destinare, sopra-ttutto, all?allestimento di aree di sosta attrezzate, all?inserimento scolastico dei bambini ed all?inserimento lavorativo degli adulti.

Si tratta dell?unica legge regionale a tutela delle popolazioni Rom e Sinte che però è stata lungamente disattesa ed ignorata, basta vedere il cartello razzista della fotografia che illustra l?articolo e basta controllare il ?sacco di soldi? che per l?anno 2005 è sceso a 15.000 euro per la tutela della cultura dei Rom e Sinti. Mentre per l?anno 2005, ed approvati anche per il 2006, sono stati stanziati 900.000 euro per ?Iniziative di promozione e valorizzazione dell?identità veneta?.

«In nome di una malintesa cultura dell?accoglienza – sostiene il primo firmatario della proposta, Federico Caner – per anni sono stati erogati ingenti finanziamenti (dal 2000 al 2004 oltre 395 mila euro) a questi gruppi Rom e Sinti producendo danni enormi, dal punto di vista sociale, alla comunità nazionale e alle genti venete in particolare».

«Il problema della presenza di insediamenti di tribù NOMADI nella nostra regione – afferma ancora l?esponente leghista – va consi-derato per quello che è: un problema, appunto, che non può essere risolto addirittura agevolando e incentivando mediante finanziamenti pubblici la presenza dei campi-sosta nel territorio regionale. La presenza di comunità Rom e Sinti nelle nostre città è un qualcosa che non va tutelato, ma, tuttalpiù, tollerato».

Per Cane(r), in conclusione, c?è «l?urgenza di porre rimedio a questa situazione e bloccare i finanziamenti pubblici per l?acquisto e la manutenzione dei campi-sosta anche perchè le comunità in gran parte sono diventate stanziali».

Foto e articolo, poi approfondito, dall?amico telematico Sucar Drom.

http://sucardrom.blog.tiscali.it/

In foto un cartello di ?accoglienza ai nomadi” in Veneto
Riferimenti: Legge n.54 a tutela di Rom e Sinti

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Dal convegno: Sinti e Rom tra integrazione e marginalita? sociale

13 Febbraio 2006 Commenti chiusi


Padova. Il convegno ?Sinti e Rom tra integrazione e marginalità sociale – il Porrajmos lo sterminio dimenticato? organizzato dall?Opera Nomadi patavina col patrocinio del comune per tutta la giornata dell?11 febbraio è diventato un seminario di approfondimento e di proposte sulle politiche di scuola, lavoro e superamento dei “campi”, per favorire l?integrazione attiva delle popolazioni Rom e Sinte.

GIORGIO BEZZECCHI: IL POPOLO DEI BAMBINI
Introduce il convegno Giorgio Bezzecchi, rom harvato, segretario nazionale dell?Opera Nomadi.
Io sono figlio di deportati, nipote di morti e dispersi nei campi di concentramento. Tutti i Rom/Sinti sono stati perseguitati dal nazi-fascismo. Non esiste Rom che non abbia patito la persecuzione. Ma tutto è partito prima di arrivare a Birkenau, la fabbrica della morte del regime nazi-fascista. Hitler viene eletto democraticamente nel 1933 e già nel 1936, con le olimpiadi di Berlino, si aprono i primi campi di concentramento che poi diventano di sterminio e soppressione. I nazi-fascisti uccidevano gli zingari per ?istinto al nomadismo?.Questo per quanto riguarda il Porrajmos, ma se ne discuterà approfonditamente quest?oggi.
Il convegno discute dei Rom e Sinti ed allora ecco alcune stime, perché non esiste un censimento approfondito: 150.000 presenze, il 70% sono italiani, la percentuale minima in Europa. Oltre il 50% sono bambini al di sotto dei 14 anni. E? per questo che amo definire gli zingari ?il popolo dei bambini?. La natalità, la scola-rizzazione, l?ambiente di vita sono paragonabili, secondo uno studio-ricerca del NAGA di Milano, alla Bolivia uno dei Paesi più sottosviluppati del mondo. Le prospettive di vita alla nascita di uno zingaro in Italia sono di 45 anni a fronte dei 70 di un italiano. Attualmente in Italia c?è l?emergenza rom rumeni ed i pochissimi interventi in questo settore vanno a scapito dei residenti. Con l?entrata della Romania nell?Unione Europea (gennaio 2007) i Rom diventano 10 milioni la minoranza più numerosa della Europa. Le istituzioni non si sono mai prese carico di questa questione. A Milano stiamo facendo una campagna contro l?indifferenza.
Io sono di lingua 2 italiana. Di lingua 1 ?romanès? e da qui inizia la mia difficoltà scolastica. Ho frequentato le classi speciali ?lacio drom?. All?entrata della scuola ci dividevano in tre file: zingari, handicappati, normali. Queste classi speciali sono state in vigore fino al 1983. Quindi la scolarizzazione è relativamente recente. La scuola è stata la prima a venirci incontro ma non abbiamo raggiunto dei buoni risultati. Solo il 30% (13.000 ragazzi) è attualmente iscritto alla scuola elementare. Il mancato rico-noscimento come minoranza linguistica del 1999, per opposizione della Lega Nord pur con il governo di centro-sinistra, ha perpretato la mancanza di strumenti per favorire la nostra integrazione: scuola, lavoro, habitat.
Le istituzioni continuano a fare occultamento contro il nostro popolo quindi stiamo lanciando a Mlilano, Opera Nomadi con altre associazioni, una campagna contro l?indifferenza che è alla radice della nostra esclusione. La nostra è una presenza ultrasecolare, stiamo in Italia dal 1400, di cui non viene riconosciuta l?esistenza. In ambito accademico (universitario) si è cominciato a dare un apporto scientifico a questa esclusione. In Italia la normativa sull?edilizia abitativa è rigida, scatta addirittura il penale per le violazioni. Ogni abitazione deve avere allacciamenti, idrici, elettrici, di scarico. In questa epoca di allacciamenti, di ?rete globale?, le istituzioni permettono ?campi nomadi? senza allacciamenti e scarichi fognari, ma chi non si mette in rete viene considerato come non appartenente alla razza umana. In ambito accademico questo comportamento istituzionale viene definito ?trattamento diffe-renziale?. I campi nomadi sono l?area del disprezzo, situazioni in cui si creano situazioni di disagio e devianza per poi puntare il dito.
Sono italiano, ho fatto il militare e sono qui a rivendicare il mio essere zingaro. Ringrazio le istituzioni presenti a questo convegno e finisco con un invito. Occorre uscire dal discorso politico per entrare in quello civile. Chiamo la società civile a fare attenzione a questa questione, la questione zingara, perché è una risorsa per tutta l?umanità!

VERSO LO SMANTELLAMENTO DEI CAMPI NOMADI
Dopo l?introduzione il convegno inizia con la sezione: ?Verso lo smantellamento dei campi nomadi comunali: presentazione del progetto ?il Villaggio della Speranza? e del progetto di inserimento in alloggio popolare e di reperimento microaree attrezzate?.
Viene proiettato il documentario sulle aree nomadi della città, realizzato dagli operatori dell?Opera Nomadi, che descrive i due ?campi? ma dà spazio anche ad interviste a rappresentanti istituzionali. ?Abbiamo rinnovato la convenzione col comune per la gestione dei campi purché ne fosse progettato lo smantellamento? spiega subito dopo Renata Paolucci, presidente dell?Opera Nomadi di Padova passando la parola al vice-sindaco ed assessore ai servizi sociali Claudio Sinigaglia.

IL VICE-SINDACO
Claudio Sinigaglia traccia la storia dei campi nomadi della città, dal 1993 per i profughi dall?ex-Jugoslavia e da prima per quanto riguarda i Sinti Veneti, rilevando che in questi 13 anni c?è stato un cambiamento di richieste: prima chiedevano roulottes, adesso case. Poi spiega i progetti di smantellamento dei campi. Per quello di via Tassinari c?è il progetto del ?Villaggio Speranza, già finanziato per 300.000 euro che sarà costruito su territorio comunale a partire da maggio-giugno. Si tratta di undici casette, con due stanze da letto, servizi, cucina e soggiorno. Per quello di Lungargine S. Lazzaro la situazione è più complessa. Gli sfollati dall?ex-Jugoslavia troveranno alloggio in appartamenti mentre per le tre famiglie allargate, di Rom Harvati e di Sinti Taich (tutte italiane da generazioni), si stanno cercando microaree rurali spe-cifiche per ogni famiglia, da acquistare col contributo del comune. Un percorso costruito assieme all?Opera Nomadi ed ai residenti parte attiva. ?Non vogliamo né assimilazione, né integrazione ? conclude il vice-sindaco. ? Vogliamo dare piena cittadinanza a queste famiglie nell?ottica dell?integrazione interculturale?.
VIRGILIO PAVAN
Virgilio, portavoce dei Sinti di via Tassinari, spiega la storia dei giostrai che con la crisi del settore sono diventati stanziali perdendo il lavoro e cercando quindi nuove occupazioni. Racconta dei sogni e delle aspettative legate alla costruzione del Villaggio Speranza e conclude con l?invito di non mescolare nuclei familiari diversi nei campi perché così si crea discordia.
RENATA PAOLUCCI
Non solo case. Renata spiega che le esigenze sono diverse per cultura e per provenienza. Alcuni vogliono abitare in microaree, anche acquistandole coi propri risparmi, dove poter vivere per cultura e per famiglia allargata. I Rom dell?Est, invece, vogliono abitare in appartamento perché erano abituati così nei loro paesi di provenienza.
ASSESSORA RUFFINI
Daniela Ruffini, assessore alle politiche abitative/accoglienza del Comune, parla del campo S. Lazzaro dove vivono diverse famiglie in grave situazione di promiscuità: alcune, di sfollati dall?ex Jugoslavia, in container, altre, di Rom e Sinti italiani, in roulottes. Culture differenti in un?area ristretta e disagiata. Per queste famiglie ci sono richieste di inserimento diversificate: in casa o in microaree rurali attrezzate. ?Progetti che abbiamo avviato l?Opera Nomadi e in collaborazione coi residenti perché non vogliamo più ghetti nella nostra città?, conclude l?assessore.
La relazione più dettagliata sullo smantellamento dei campi nomadi si trova in Archivio Romano Lil: vedi Riferimenti.

LA SITUAZIONE DELL?INSERIMENTO SCOLASTICO A PADOVA
La fase successiva del convegno analizza l?inserimento scolastico dei Rom/Sinti di Padova.
RENATA PAOLUCCI
I dati nazionali parlano di 13.000 alunni Rom/Sinti iscritti nelle scuole d?Italia, su una popolazione stimata di 150.000 persone delle quali almeno la metà è comporta da bambini in età scolare. Questi numeri spiegano chiaramente l?altissima dispersione scolastica di queste popolazioni.
A Padova il progetto di inserimento scolastico è gestito da anni da due associazioni, AIZO e Opera Nomadi che si sono divise la città in due parti, in convenzione coi Servizi Scolastici del comune. Il nostro lavoro non consiste solo nella mediazione scuola-famiglia per debellare l?evasione scolastica ma anche nel fare in modo che la scuola possa dare a questi bambini strumenti validi per inserirsi nella realtà, aumenti la loro autostima e crei per loro possibilità effettive di percorsi di lavoro.
ASSESSORE AI SERVIZI SCOLASTICI
Claudio Piron, assessore ai servizi scolastici del comune di Padova.
Voglio fare una prima riflessione sul ?Porrajmos? che è costato la vita a 500.000 zingari, la metà bambini. Sono stati sterminati tanti bambini come la nostra città. Una riflessione che ci aiuti a non dimenticare che la diversità è diventata un motivo per escludere, Ebrei, Zingari, testimoni di Geova, omosessuali? La memoria è parte dell?identità delle persone, di un popolo.
La seconda riflessione, telegrafica, riguarda l?oggi, dove siamo e dove vogliamo andare. A Padova abbiamo 18.000 immigrati che rappresentano la diversità. 18.000 persone, di 180 nazionalità, con 1300 alunni nelle scuole e di questi 73 zingari. La scuola, elementare e media, è il primo luogo, la prima istituzione civile, dove le persone si incontrano. E della scuola voglio segnalare due flash importanti: il passaggio da quella elementare a quella media, il lavoro coi ragazzi che dà modo di lavorare con le famiglie. La scuola, dunque, deve essere un punto di riferimento per fare rete con le associazioni e le parrocchie per aumentare la cittadinanza degli immigrati.
CAPO SETTORE SERVIZI SCOLASTICI
La dottoressa Lucia Fantini spiega nel dettaglio il progetto per l?integrazione scolastica degli alunni Sinti e Rom. Un progetto di rete con le scuole primarie e secondarie che vede il coinvolgimento, per competenza professionale, delle associazioni AIZO ed Opera Nomadi e la collaborazione con il settore dei Servizi Sociali, e che ha i seguenti obiettivi: a-promozione del diritto allo studio e pre-venzione dell?abbandono scolastico; b-promozione della frequenza scolastica dei bambini Rom e Sinti presenti temporaneamente o stabilmente in città: c- responsabilizzazione delle famiglie nei confronti della frequenza scolastica dei figli. Le azioni del progetto sono il trasporto scolastico dei bambini e gli interventi degli educatori, come sostegno all?apprendimento a scuola (o in orario extra scolastico a casa o al campo) e la mediazione tra scuola e famiglia. Per l?anno 2006 a Padova ci sono 73 alunni Sinti e Rom iscritti nelle scuole: 51 alle elementari e 22 alle medie. Le risorse economiche impegnate nel progetto sono: 79.800 euro per gli interventi di sostegno all?apprendimento scolastico, 28.800 euro per il trasporto a scuola, 15.000 euro per i ?bonus? alle famiglie.
UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE
Il professor Bergamo porta al convegno i saluti della dirigente regionale dottoressa Palombo poi, con l?aiuto del computer (su grande schermo) illustra nel dettaglio tutte le normative ministeriali scolastiche a partire dal 1994 quando fu imposta l?accettazione scolastica per tutti i bambini, anche irregolari e non vaccinati. Una esauriente relazione dove viene però omesso il protocollo d?intesa MIUR Opera Nomadi firmato a giugno 2005 per favorire l?inse-rimento scolastico dei Rom e Sinti su tutto il territorio nazionale. In conclusione il professor Bergamo affronta i nodi irrisolti della questione: – oltre il 60% dei Rom/Sinti non frequenta la scuola; – il livello di scolarizzazione e di apprendimento è più basso dei loro coetanei.

INSERIMENTO LAVORATIVO: PROGETTI E PROSPETTIVE
AIZO (Associazione Italiana Zingari Oggi)
La presidente dell?AIZO di Padova Elisa Bertazzo, che lavora a progetti di inserimento scolastico nel comune di Padova dal 1996, sviluppa il suo intervento, oltre la scuola, spiegando che sta seguendo progetti, in collaborazione con altre associazioni, per la formazione-lavoro e per borse-lavoro come alternativa al carcere per Rom/Sinti detenuti. Un aspetto, quello del carcere e delle pene alternative, in cui ancora una volta i Rom/Sinti sono penalizzati.
OPERA NOMADI DI PADOVA
Marta Cimento, dell?Opera Nomadi, partendo dall?assunto che l?emergenza lavoro è quella più forte, traccia una panoramica delle attività classiche e delle nuove prospettive. Sono fondamentali progetti che prevedano l?analisi delle qualità, dei desideri e delle esperienze lavorative e che si mettano in rete con associazioni ed agenzie interinali per dare sbocco reale e concreto a queste esigenze. Per i Sinti le attività classiche sono quelle dello spetta-colo viaggiante, dei circhi, dei giostrai, della musica. Tutte queste professioni stanno però scadendo. Le sagre e le giostre vanno ad estinzione di pari passo. Per questo i Sinti si sono riciclati con nuove attività che sono quelle del bonsai, della vendita porta a porta, della raccolta rottami. Accanto a queste si prestano anche ad attività lavorative di facchinaggio e di pulizie agli ambienti (soprattutto le donne) affiliandosi a cooperative ma con difficoltà di lavoro e di stipendio.
Per i Rom si parla di attività storiche come i musicisti di strada, i lavori di tipo artigianale (tessuti e ricami per le donne), la raccolta rottami. Anche queste professioni sono in disuso ma ci sono tenta-tivi importanti di costituzione di cooperative sociali (a Roma, Prato, Reggio Calabria) per il recupero nel nostro mercato del lavoro.
A Roma il comune ha aperto uno sportello di avviamento al lavoro per Rom/Sinti che dovrebbe essere esteso a livello nazionale. La cooperativa Phralipè-Fraternità si occupa di recupero rifiuti ingombranti e di riciclaggio rottami. Per le donne è stata fondata l?Antica Sartoria Rom che occupa 20 romnìa alla produzione di tessuti ed oggetti di abbigliamento. Un progetto ripreso da stilisti di fama che hanno commissionato lavori per le loro collezioni a questa cooperativa. La cooperativa sociale Romano Pijats, sempre a Roma, organizza mercatini dell?antiquariato e di prodotti artigianali (abbigliamento e varie), tutte le domeniche in un?area della città. Un altro settore nuovo ed innovativo di lavoro è la mediazione culturale. Ma mancano corsi qualificati per formare persone addette a questo servizio sempre più importante a costruire ponti fra i Rom/Sinti e le istituzioni.
La dottoressa Cimento conclude riaffermando che il lavoro è la base per l?integrazione sociale e che occorre ?fare rete? per aprire nuove possibilità.

Dopo una mattinata così ?intensa? arrivano la pausa pranzo e buffet con le ?anime? che si stemperano ai crostini, pizzate e bevande varie analcoliche. Il convegno riprende il primo pomeriggio con una fase dedicata allo spettacolo ed alla cultura tzigana.

CULTURA E COMUNANZA
Dijana Pavlovic, attrice Rom laureata all?Accademia di arte drammatica di Belgrado (Serbia), legge, con grande perizia, alcuni brani da uno spettacolo rappresentato a Milano il 24 gennaio in occasione della Giornata della Memoria 2006: ?Porrajmos, voci di uno sterminio dimenticato?. Testimonianze, poesie, frammenti di storia dei Rom/Sinti perseguitati dal regime nazi-fascista come preludio alla visione del documentario ?Il Porrajmos dimenticato? prodotto, assieme al libro omonimo, dall?Opera Nomadi nazionale con il contributo dell?Unione Comunità Ebraiche d?Italia. Un libro ed un video fondamentali per fare memoria della persecuzione dei Rom e Sinti in Europa. Entra subito dopo in scena il gruppo musi-cale ?Tzigano Estrekarija? di Trento che riscalda i cuori, ed i corpi di chi si fa trascinare dal ritmo, con musiche tzigane e italiane. Ettore al violino, Kam (figlio di Neves Gabrieli) alla voce ed alla chitarra, Mausino alla chitarra, riscaldano l?ambiente creando comunanza fra i numerosi partecipanti al convegno, spesso seriosi addetti ai lavori. Una musica sinta dalla tripla ?c?, che si fa: corpo, cultura e comunanza. Da segnalare un folto gruppo di Sinti giunti appositamente da Cadoneghe ad applaudire i loro beniamini. Dopo la musica si accende lo schermo per la visione de ?L?uomo perfetto?, film pluripremiato del regista zingaro Tony Gatliff, del 1984. Anche i riflettori del convegno si spengono in tardo pomeriggio, dopo il film, con le ?conclusioni dei lavori?, positive, della presidente dell?Opera Nomadi di Padova.

Nella foto: Virgilio Pavan, Claudio Sinigaglia e Renata Paolucci
Riferimenti: Per lo smantellamento dei ?campi nomadi?

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Le strade della terra sono tutte tracciate

10 Febbraio 2006 Commenti chiusi

Le strade della terra, e del mondo, sono già tutte tracciate: ognuna di esse ha i suoi segnali stradali, la sua segnaletica orizzontale, le sue pietre miliari e segnavia; esse conoscono alla perfezione ogni sfumatura di tutti i possibili rumori umani: dallo scalpiccìo di passi del viandante allo stridere di ruote dell’ultimo modello di mono-volume o di station-wagon. Sembra che per l’abitatore del pianeta del XXI secolo non sia più possibile inventare nuovi percorsi, esplorare nuovi territori, ipotizzare possibili tragitti o itinerari alternativi. Ogni possibile cammino è già localizzato in anticipo, già conosciuto nelle sue coordinate prima ancora che il soggetto si possa muovere. E movere è la radice di ex-movere, che vuol dire emozione. Lo spazio del nostro tempo è lo spazio in cui non è più possibile nascondersi, celarsi allo sguardo del mondo, trovare anfratti o recessi per ripensare criticamente la propria identità. Perché se “il senso della nostra identità personale -per dirla con Erving Goffman- risiede proprio nelle crepe e nelle fes-sure che abitano i solidi edifici del mondo“, oggi sembra che lo sgretolamento dell’iden-tità sociale degli individui passi proprio attraverso la requisizione di questi spazi intimi, di questi frammenti di coscienza. CONTINUA: Impossibile muoversi liberamente nello spazio

Prosegui la lettura…

Sinti e Rom tra integrazione e marginalita? sociale?

7 Febbraio 2006 1 commento


PADOVA 11 FEBBRAIO. ?E? un convegno organizzato per ampliare la conoscenza del mondo dei Rom e Sinti, per cercare di superare prevenzioni e pregiudizi nei loro confronti, per cercare di toglierli dalla situazione di emarginazione in cui sono relegati e per aprire la collettività alla loro accoglienza con la prospettiva di un reinserimento sociale autonomo che li veda partecipi e promotori attivi del loro sviluppo. Con una parte molto importante sul superamento dei campi nomadi e l?inserimento lavorativo?. Renata Paolucci presidente della sezione Opera Nomadi di Padova.

Opera Nomadi sezione di Padova, con il patrocinio del Comune,
presenta il Convegno:

?Comunita? Sinte e Rom tra integrazione e marginalita? sociale?
?Il Porrajmos: l?olocausto dimenticato?

Padova, 11 febbraio 2006
Sala Polivalente ?Pertini? – Via Bajardi, 5 (Mortise -”La corte”)

h.9:00- Saluto del Vicesindaco del Comune di Padova.
La tutela dei diritti dei Sinti e dei Rom: habitat, inserimento lavorativo, scolarizzazione, salute.
Introducono:
- Il Presidente Nazionale dell?Opera Nomadi Massimo Converso.
- Il Segretario Nazionale Giorgio Bezzecchi Rom Harvato.
- La Presidente dell?Opera Nomadi sez. di Padova Renata Paolucci

h. 9.45- Verso lo smantellamento dei campi nomadi comunali:
presentazione del progetto ?il Villaggio della Speranza? e del pro-getto di inserimento in alloggio popolare e di reperimento microaree. Intervengono:
- l?Assessore alle Politiche Abitative/accoglienza Daniela Ruffini,
- l?Assessore ai Servizi Sociali Claudio Sinigaglia;

Inserimento lavorativo: progetti e prospettive. Intervengono:
- Marta Cimento Operatrice dell?Opera Nomadi di Padova
- Elisa Bertazzo Presidente dell?Associazione A.I.Z.O. di Padova.
Proiezione del documentario/intervista sulle aree nomadi della città, realizzato dagli operatori dell?Opera Nomadi: Carla Galbusera, Francesca Richiedei, e Marco Tombolani.

h.11.00 Rom e Sinti a scuola: la situazione sull?inserimento scolastico a Padova. Intervengono:
- l?Ass.ore ai Servizi Scolastici del Comune di Padova, Claudio Piron,
- Il Capo Settore dei Servizi Scolastici, dott.ssa Lucia Fantini

h.13:15 Pausa pranzo a buffet.

h.14:30 Proiezione del documentario e presentazione del libro
?Il Porrajmos dimenticato, le persecuzioni dei Rom e dei Sinti in Europa? a cura del Segretario Nazionale dell?Opera Nomadi Giorgio Bezzecchi e del Consigliere Nazionale Maurizio Pagani, coordinatori dell?opera.

h.16,00 Proiezione del film di Tony Gatlif :? L?Uomo Perfetto?

h. 17:45 Esibizione dei violinisti del gruppo ?Tzigano Estrekarija? di Trento.

Conclusione dei lavori.

Mostra Fotografica realizzata dall?arch. Paolo Robazza
?Primo premio European Fotografic Competition, Bruxelles 2005?.

Nella foto: al “campo” S. Lazzaro di Padova.

Informazioni. Opera Nomadi sezione di Padova
Posta elettronica: operanomadipd@yahoo.it Tel. 049-655805
Riferimenti: Padova: basta campi nomadi

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Aleramo, della ?fratellanza? dell?Opera Nomadi

5 Febbraio 2006 Commenti chiusi


L?Opera Nomadi è ?comunità? composta da persone che in un mondo sempre più egoista e deprivato cercano di preservare la fratellanza e l?umanità. ?Benedetto quel popolo che non ha bisogno di eroi? scriveva Bertolt Brecht. ?Uno come tanti? dell?Opera Nomadi è Aleramo Virgili stimato per la sua competenza e professionalità: ?Ci siamo resi conto che in lui c?è passione e sentimento per quello che fa?.

Invio il comunicato stampa relativo all?iniziativa svoltasi a Grottaferrata il 27 gennaio scorso.

Colgo l?occasione per ringraziare Aleramo Virgili della testimonianza che ci ha portato. Molte persone, ed io sono tra quelle, sono rimaste colpite dalla sua partecipazione emotiva; ci siamo resi conto che oltre le parole e oltre l?impegno, in lui c?è passione e sentimento per quello che fa.
Per noi tutti è stata una bella lezione di umanità che terremo sempre presente.
Spero che avremo la possibilità di lavorare insieme di nuovo con Aleramo per conoscere e contribuire a far conoscere un mondo che percepiamo molto superficialmente e attraverso tanti pregiudizi.
A presto. Gigi Fortini

La Giornata della Memoria a Grottaferrata
Il teatro Sacro Cuore stracolmo per riflettere sulle cause della Shoah

?I colori della vergogna? Ë il titolo della manifestazione organizzata, il 27 gennaio, da Aprile per la Sinistra e Associazioni in Movimento di Grottaferrata per non dimenticare la Shoah e il dramma di tutti i ?non ariani? e i ?diversi? finiti nei campi di sterminio nazisti (metodicamente contraddistinti dagli aguzzini con triangoli di colore diverso: zingari, omosessuali, oppositori politici?).
Il teatro del Sacro Cuore era stracolmo, con una significativa presenza di giovani. Un pubblico attentissimo ed emotivamente coinvolto che ha partecipato con forte pathos alle performance musicali e poetiche, agli spezzoni di film e documentari e alle parole dirette e coinvolgenti di Aldo Zargani, scrittore e all?epoca giovane ebreo torinese costretto prima alle privazioni dalle leggi razziali fasciste e poi alla fuga.
Un?emozione che si è rafforzata con l?intervento di Aleramo Virgili, rappresentante dell?Opera Nomadi, il quale ha sottolineato come quello degli zingari sia stato un massacro per niente noto ed emerso nella sua drammaticità soltanto negli ultimi vent?anni, a causa anche delle caratteristiche di trasmissione orale della cultura Rom e Sinti. ?L?importante? ha sottolineato Zargani ?Ë che oggi non ci si lasci prendere dall?indifferenza, come avvenne a molti italiani in quel terribile periodo. Occorre porre attenzione a tutte le discriminazioni che ancora avvengono in tante parti del mondo. Questo è l?unico modo per impedire che accadano ancora?.
Riferimenti: Subject: Santino Spinelli

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Il pianeta dove muoiono le ultime balene

5 Febbraio 2006 Commenti chiusi


Se le balene sono ?quel che resta della Natura Incontaminata?, il capitano Achab le sta sterminando con ?la sanguinaria efficiente tecnologia militar-politico-industrial-scientifica? della più grande civiltà che la terra abbia mai avuto. Il pianeta sta cambiando per lasciare posto ad una terra disabitata. Dal sogno-realtà di Ferlinghetti per indicare la recensione del libro di James Lovelock in cui lo scienziato sostiene che, assediati dall’inquinamento e dalle crescenti anomalie del clima, siamo al punto di non ritorno.

HO SOGNATO

Lawrence Ferlinghetti,
da Strade sterrate per posti sperduti, ottobre 1977

Moby Dick la Grande Balena Bianca
che nuotava battendo una bandiera
con su scritto
?Io sono quel che resta della Natura Incontaminata?
E Achab l?inseguiva su un motoscafo a reazione
con un cannoncino laser
e arpioni a razzo e cariche esplosive da superprofondità
e lanciafiamme al napalm
e vibratori subacquei elettrici
e tutta quanta la sanguinaria pomposa efficiente
tecnologia militar-politico-industrial-scientifica
della più grande civiltà
la terra abbia mai conosciuto
dedicata all?assoluta estinzione e
morte del nostro mondo naturale d?oggi
E Capitan Achab Capitan Morte Capitan Anti-Poesia
Capitan Scervellato Senza Volto Capitan Apocalisse
al timone della nave assassina della Morte
E le balene dagli occhi azzurri
esauste in fuga
ma che tuttavia cantano in branco?

Prologo, epilogo od apologo a ?La terra vis(su)ta dalla luna?.
Riferimenti: La terra vis(su)ta dalla luna

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Caro Silvio: sono un bebè Khorakhanè?

1 Febbraio 2006 Commenti chiusi


Berlusconi, presidente-nonno, firma le lettere del bonus-bebè. Per la fretta le missive sono state inviate a tutti i bimbi, anche a quelli che, per la finanziaria, non ne hanno diritto. Per avere il bonus di 1000 euro, si deve essere infatti cittadini italiani o europei. Niente agli immigrati extracomunitari anche se regolari. Neonati e già truffati e discriminati. Ecco la risposta di un bebè rom.

Caro Silvio Berlusconi,
sono un bebè e mi chiamo Marvin. Due giorni fa ho ricevuto una sua lettera (non so chi lei sia anche perché sono nato da poco). La missiva sostiene che ho vinto mille euro. Ho due fratelli. I miei genitori sono Rom Khorakhanè. Sono molto povero. Abito in una roulotte. Mia madre elemosina qualche soldo per vivere. I miei abitano in Italia da tantissimi anni, ma non sono riusciti mai ad ottenere un permesso di soggiorno, anche perché essendo analfabeti, non hanno mai avuto conoscenza neanche delle sanatorie che si sono susseguite. Figuriamoci la festa che abbiamo fatto a sapere di aver vinto mille euro, regalate da lei signor Silvio (che non so chi sia, ma deve avere tanti soldi, ed essere un sant?uomo, per regalarli a tutti i bebè d?Italia).

La mia famiglia ha fatto tanti progetti: io ho reclamato subito una culla nuova, una provvista di pannolini, pappe saporite, una plastica per riparare la roulotte dal tetto bucato, una stufa, tre coperte, zaini e quaderni nuovi per i miei fratelli, cappotti per tutti, infine cioccolate per gli altri bambini del campo. Mio padre è andato alle poste. Gli hanno detto di andare al Comune dove gli hanno spiegato di fare uno stato di famiglia. Papà non può fare uno stato di famiglia, ma solo un certificato di nascita! Il giorno dopo mi hanno riferito che su tutti i giornali d?Italia è scritto che Lei, signor Silvio, ha detto una bugia e che è (nientedimeno!) il presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica del Paese in cui vivo! Quando mio fratello mente mia madre lo riempie di botte: perché quando lo fa lei, signor Silvio, sua madre lo ignora? Se venisse da mia madre avrebbe tanti schiaffi signor Silvio: di certo lei deve essere uno che se ne frega dei bebè e pure dei poveri e forse non sa che gli immigrati irregolari non votano il 9 aprile, e neanche quelli regolari. Forse è analfabeta come i miei?

Da Marvin S. nato in provincia di Caserta.
Trascrizione di Nadia Marino ( marinonad@libero.it)
Presidente Opera Nomadi sezione di Caserta.
Riferimenti: Caro Silvio: sono il bebè Mohamed?

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Il Porrajmos: Cosenza 6 febbraio

1 Febbraio 2006 Commenti chiusi


A Cosenza il 6 febbraio 2006 anche i Rom ricordano a tutti lo sterminio nazifascista del proprio popolo. Il programma prevede la proiezione del ?Porrajmos dimenticato?, con testimonianze di sopravvissuti allo sterminio, una relazione storica sulla persecuzione dei Rom e Sinti ed interventi di insegnanti e dirigenti scolastici. Perché informare le nuove generazioni è il primo dovere e il contenuto centrale dell?iniziativa.

Programma del 6 Febbraio :

ore 9e30 : Proiezione del filmato (in lingua originale del popolo Rom con sottotitoli) con testimonianze dirette dei Rom e Sinti sopravvissuti allo sterminio.

ore 10e30 : Relazione storica sulla persecuzione ai Rom e Sinti del Prof. Alfio Moccia, Segretario dell?Opera Nomadi

ore 11 : Interventi della Prof.ssa Rosa Amendola del CSA e dei Dirigenti scolastici delle Scuole ?Nilde Jotti?, ?Don Milani? e ?F. Gullo?. All?iniziativa partecipano proprio le scuole cosentine del ?Progetto Studenti Rom? e cioè la ?Nilde Jotti? (elemen-tari/materne), la S.M.S. ?Fausto Gullo? e la S.M.S. ?Don Milani?.

ore 11,30: Presentazione del libro+DVD
Il Porrajmos dimenticato: le persecuzioni di Rom e Sinti in Europa
(realizzato dall?OPERA NOMADI con l?Unione delle Comunità Ebraiche in Italia)

La strada dell?informazione paritaria sullo sterminio nazista è ancora lunga; infatti ancora raramente nei numerosi (e per fortuna crescenti a livello di base) dibattiti attorno alla ?Giornata della Memoria? del 27 Gennaio si parla dei Rom/Sinti .
Spetta a tutti noi delle Associazioni il dovere dell?informazione perché non siano rappresentati soltanto lo sterminio dei fratelli ebrei e l?eliminazione sistematica del movimento partigiano, ma anche il Porrajmos.
Informare le nuove generazioni è il primo dovere ed è questo il contenuto centrale dell?iniziativa del 6 Febbraio a Via Giulia.

PROPOSTE

- A Cosenza, magari in una delle strade del quartiere ebraico nel Centro Storico, potrebbe essere apposta il 27 Gennaio del 2007 (cioè a 62 anni dalla Liberazione di Auschwitz da parte dell?ARMATA ROSSA) una lapide che ricordi il comune olocausto degli Ebrei, dei Rom e di tutti i cosiddetti diversi che l?odio nazifascista perseguitò e sterminò?
Lapidi di questo genere sono state apposte negli scorsi anni dalle Amministrazioni Comunali a Padova e Roma, anche lì su proposta dell?Opera Nomadi.

- A Spartaco Capogreco (Presidente della Fondazione Ferramonti) facciamo appello perché anche a Ferramonti (meta di migliaia di visitatori che nemmeno immaginano che i Rom kosovari abitanti da anni a pochi km dal lager sibarita abbiano subito lo sterminio dei loro parenti dagli ustascia/nazisti negli anni ?40) ci sia una lapide similare ed una copia della mostra sul Porrajmos realizzata dall?Opera Nomadi.

- All?On.le Sandro Principe proponiamo l?impegno di far riprodurre alla Regione Calabria copia del libro+DVD da inviare a tutte le scuole calabresi frequentate da minori Rom.

Anche così la nostra battaglia continuerà costante per riannodare il filo della memoria dello «sterminio dimenticato».

Opera Nomadi Sezione Cosenza e provincia
Via Giulia 3 ? 87100 COSENZA
telefono e fax 0984-418024
Riferimenti: Porrajmos index

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