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La linea politica dell’Opera Nomadi delineata dal Presidente


Agosto 2005
L?Opera Nomadi nazionale nasce nel 1965 per la tutela dei diritti civili e la salvaguardia della cultura dei Rom/Sinti. Riconosciuta ?Ente Morale? con Decreto Presidenziale nel 1970 l?Opera Nomadi è presente in tutto il territorio nazionale con 30 sezioni (oltre 500 soci) da Bolzano alla Sicilia.
Il presidente Massimo Converso illustra le linee politiche dell?associazione:
?In primo luogo occorre un ?patto di riconciliazione nazionale? con la minoranza più discriminata d?Europa che preveda degli ammortizzatori sociali per facilitarne l?integrazione. E quindi il riconoscimento dei Rom/Sinti come minoranza etnica e linguistica (come i 30.000 Ladini, per esempio). Da qui occorre creare un ?Ufficio Centrale del Governo italiano per il popolo dei Rom/Sinti? presso il Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali (o Presidenza del Consiglio). Un Ufficio Governativo, che si avvalga indispensabilmente di mediatori Rom/Sinti, che valuti, coordini, orienti le politiche ed i finanziamenti pubblici, verso l?auto-sufficienza economica ed un habitat equilibrato, per emancipare i Rom/Sinti dal cancro sempre più in metastasi della devianza. Rispetto al resto d’Europa abbiamo pochissimi veri mediatori culturali Rom e Sinti riconosciuti anche dalle loro comunità.
In secondo luogo occorre attuare un censimento qualitativo e quantitativo delle presenze perché in mancanza di dati reali, è impossibile stabilire una politica di intervento. Siamo pronti, Regione per Regione, ad effettuare il Censimento precisando anche quali mestieri svolgono o che intendano intraprendere i Rom/Sinti, ed in quale habitat si trovano o intendano trasferirsi.
In terzo luogo bisogna attuare il Protocollo sulla Scolarizzazione, firmato lo scorso giugno a Roma tra MIUR e Opera Nomadi, per favorire l?inserimento scolastico dei bambini. Occorre investire sui bambini perché sono gli uomini e le donne (i Rom e le Rumrì) del domani.
In quarto luogo la questione Habitat. Noi chiediamo la massima severità: i grandi concentramenti vanno messi sotto controllo, in attesa di eliminarli, sostituendoli con l?assegnazione di case o con le microaree residenziali autocostruite a seconda delle specifiche esigenze dei Rom/Sinti. Soltanto in Italia esistono ?campi-nomadi?. La nostra politica di rifiuto dei dannosissimi ?campi nomadi? è dunque una denuncia che questi si trasformano OGGETTIVAMENTE in una palestra di addestramento dei minori alla devianza. Questo punto deve essere molto chiaro. I ?campi nomadi? vanno pertanto eliminati gradualmente. Occorre quindi attuare una politica della casa (per le Comunità dei Rom/Sinti che la desiderano) che deve essere redistribuita sul territorio?.
Riferimenti: Estate che vieni… estate che vai

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