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Archivio Gennaio 2006

Fatima ed il rabbino Toaff

29 Gennaio 2006 Commenti chiusi
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Roma: fiaccolata fino a via degli Zingari

26 Gennaio 2006 Commenti chiusi


Il 27 Gennaio 2006 alle ore 18,30 dal Piazzale dell?Esquilino a Via degli Zingari: per non dimenticare. Per ricordare a tutta la città di Roma anche lo sterminio nazifascista dei Rom/Sinti e di tutti i diversi. Il corteo sarà aperto dai Musicisti di strada delle Comunità Rom (di via Luigi Candoni, via di Villa Traili, Largo Camesena, Castel Romano) e da alcuni musicisti della Comunità Ebraica.

Tra i partecipanti: Raffaela Milano (Assessora Comunale alle Politiche Sociali), Dino Gasparri ed Adriana Spera (Presidenti Commissioni Comunali Politiche Sociali e Cultura-Lavoro), l?Assessora Prov.le Gloria Malaspina, il Sinto Livio Togni Senatore della Repubblica, l?On.le Franco Grillini, l?Associazione di Cultura Omosessuale ?Mario Mieli?, Sandro Portelli (Delegato del Sindaco alla Memoria della Città), Vincenzo Calò (comitato direttivo ANPI Roma), l?Associazione per la memoria dello sterminio dei Disabili, gli studenti Rom/Sinti di differenti scuole di Roma.

Una fiaccolata anche per ricordare Ahmet Sejdic deceduto nel 2005, Partigiano Comunista Bosniaco nato a Vlasenica , ciittadina mineraria di circa 70.000 abitanti, oggi in territorio serbo-bosniaco.
Alle sue spalle i musicisti Rom Rumeni di Craiowa sotto la lapide allo sterminio dei Rom/Sinti in via degli Zingari (Rione Monti, ex-Suburra, nei pressi dei Fori Imperiali) a Roma, apposta nel Gennaio 2001 da Comune di Roma, Comunità Ebraica ed Opera Nomadi.
Nella foto di Stefano Montesi, Ahmet Sejdic alla fiaccolata del 27 gennaio 2005.
Informazioni più dettagliate a: Il Porrajmos, Roma 27 gennaio.
Riferimenti: Il Porrajmos: Roma 27 gennaio

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Integrazione ?Giorno della Memoria?

25 Gennaio 2006 Commenti chiusi

Giovedì 26 Gennaio, ore 12,30, si terrà presso l’ex-Sala Gialla del Senato una conferenza stampa, presieduta dal Senatore Livio Togni, relativa alla proposta di integrazione dell’art.2 della legge 211/2000 inerente il “Giorno della Memoria” per riconoscere lo sterminio nazi-fascista perpetuato ai danni delle minoranze riguardanti i Rom e i Sinti, gli Omosessuali, i Disabili ed i Testimoni di Geova. Organizza: Opera Nomadi sezione del Lazio.

DISEGNO DI LEGGE

Di iniziativa dei senatori: Togni
———————

Modifica alla legge 20 luglio 2000, n. 211, che istituisce il

Prosegui la lettura…

Il "Porrajmos": appuntamenti aggiornati

24 Gennaio 2006 Commenti chiusi


Si riportano in questo spazio, che sarà continuamente aggiornato, le date delle manifestazioni organizzate in tutta Italia sul ?Porrajmos?, il ?divoramento? voluto ed applicato dal regime nazista tedesco durante la seconda guerra mondiale e che portò all??annientamento?, nei lager nazisti e nei territori occupati -complici i regimi fascisti, di centinaia di migliaia di Rom. I dettagli in “Archivio Romano Lil”.

PREMESSA
Le celebrazioni della ?Giornata della Memoria?
?La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell?abbattimento dei cancelli di Auschwitz, ?Giorno della Memoria?, al fine di ricordare la ?Shoah? (lo sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati? (art. 1 della Legge N.211, 20 luglio 2000).
Dentro le celebrazioni di questa giornata della memoria l?Opera Nomadi e gli amici dei Rom/Sinti da anni organizzano mani-festazioni per RI-COR-DARE (che vuol dire apprendere col cuore) e fare conoscere (perché la conoscenza crea la coscienza) il ?Porrajmos? lo sterminio dimenticato.

?Porrajmos?, lo sterminio dimenticato
Porrajmos, in ?romanès? la lingua degli zingari si traduce con ?annientamento, distruzione, divoramento?: lo sterminio degli zingari ad opera dei nazi-fascisti durante la seconda guerra mondiale. Segnati da un triangolo marrone e dal tatuaggio di una ?Z? (zigeuner), gli zingari furono chiusi nei campi di concentra-mento, usati come cavie e uccisi. Stime attendibili parlano di 500.000 morti e di questi almeno 200.000 bambini. Il Tribunale di Norimberga liquidò la questione in poche righe e senza testimonianze: gli ?zingari? non furono ammessi come parte civile. L?Italia potrebbe presto aggiungersi ai Paesi che riconoscono il Porrajmos. Una proposta di legge è stata inoltrata recentemente dal senatore Livio Togni perché la ?Giornata della Memoria?, che ogni 27 gennaio ricorda lo sterminio del popolo ebraico e degli oppositori del regime nazi-fascista, inserisca tra le vittime anche Rom, Sinti, omosessuali, Testimoni di Geova e disabili.

LE MANIFESTAZIONI DEL 2005
Padova, Rovigo, Cosenza, Trento, Cesano Boscone, Ferrara, Rho, Milano, Piove di Sacco, Genova, Roma: queste alcune della manifestazioni sul ?Porrajmos? organizzate in occasione della ?Giornata della memoria? del 27 gennaio 2005 e riportate sul Romano Lil ?speciale Porrajmos? ancora disponibile presso la segreteria nazionale. Tel. 06-44704749

LE MANIFESTAZIONI DEL 2006

ROMA 13 GENNAIO
Presentazione del libro “Il Giorno della Memoria, per non dimenticare”

L?Assessore all?Ambiente del Comune di Roma, presenta
il nuovo libro di Giorgio Giannini, Edizioni Associate, Roma 2005
?Il giorno della memoria, per non dimenticare?
Venerdì 13 gennaio 2006, ore 16.00, Sala del Carroccio

Intervengono:
- professor Antonello Biagini, Direttore del Dipartimento di Storia Contemporanea dell?Università ?La Sapienza? di Roma;
- Massimo Consoli, giornalista e scrittore;
- dottor Massimo Converso, Presidente dell?OPERA NOMADI.

Con questo suo ultimo lavoro, il professor Giannini ha inteso dare un contributo concreto per la conservazione della Memoria delle tragedie compiute nel secolo scorso dal nazifascismo, affinchè non siano dimenticate e restino come monito per le nuove generazioni, come dispone la Legge 20 luglio 2000 n. 211, che ha istituito il Giorno della Memoria, celebrato il 27 gennaio di ogni anno, soprattutto nelle scuole.

?TERRA? 21 GENNAIO ore 23,50
Documentario e interviste

Sabato 21 gennaio, alle ore 23,50, a ?Terra? di Canale 5 si parlerà del libro ?Porrajmos? e più in generale della persecuzione e sterminio dei Rom e Sinti durante il periodo nazi-fascista. Sono previste riprese con testimonianze dai campi nomadi di Milano e di Roma (con la presenza di Kasim Cizmic) ed una intervista al presidente nazionale dell?Opera Nomadi Massimo Converso.
Per una volta Canale 5.

MILANO 24 GENNAIO
Lettura-spettacolo

Martedì 24 gennaio 2006 ore 21,00
Lettura spettacolo: ?Porrajmos, voci di uno sterminio dimenticato?
Con Dijana Pavlovic e Claudio V. Mignavacca
Musiche eseguite dal vivo da Rhapsodija Trio
Con la partecipazione di Giorgio Bezzecchi, Naum Jovanovi e Daniela di Rocco
Un progetto di Maurizio Pagani
c/o Camera del Lavoro di Milano, Corso di P.ta Vittoria 43

Storia e memoria. Il popolo dei Rom rimuove il ricordo della sventura, così come le immagini e le cose possedute in vita dai “mulè”, i morti. Nella lingua parlata, ancora prettamente orale, non esistono i verbi ?leggere? e ?scrivere? e le tradizioni, le esperienze, si tramandano di generazione in generazione in una dimensione senza tempo.
In Italia, l?assenza di un?esplicita legislazione razziale relativa ai Rom e la scarsità di testimonianze dirette, ha a lungo condizionato il lavoro degli storici, rinviando a tempi più recenti la condanna delle gravi responsabilità della dittatura fascista artefice dell?internamento e della deportazione verso i campi di sterminio di migliaia di Rom e Sinti e dell?appoggio agli efferati crimini contro l?umanità degli Ustasha croati di Ante Pavelic.
Organizza Opera Nomadi Milano.

GENOVA 24 GENNAIO, quartiere Valbisagno
Musica al ?campo?

Martedì 24 gennaio
Ore 10,30, al Teatro Parrocchiale di S.Gottardo.
?Zingari: l?olocausto dimenticato?
Spettacolo interpretato e diretto da Pino Petruzzelli per ricordare e condannare tutti gli olocausti

Ore 15,00, spettacolo dentro il campo nomadi di Molassana.
3 gruppi musicali delle scuole del quartiere di Valbisagno si esibiscono presso il campo nomadi di via Adiamoli. I Rom faranno dolci della loro tradizione che verranno offerti a tutti i partecipanti.
Informazioni: simonettascarsi@hotmail.com
Organizza il Consiglio Circoscrizionale IV ? Valbisagno.

ROMA 25 GENNAIO
Presentazione libro

Mercoledì 25 Gennaio 2006 ore 16
“GLI STERMINI DIMENTICATI”
presentazione del libro di Giorgio Giannini
Edizioni associate
BIBLIOTECA VILLA MERCEDE, Via Tiburtina 115

Introduce Massimo Converso,
Responsabile Progetto “Biblioteca Romanì”.
Partecipano: l?Autore, Rolando Galluzzi (V.Pres. III° Municipio), Ferdinando De Leoni (ANPI), Andrea Berardicurti (Circolo di Cultura omosessuale “Mario Mieli”), Silvia Cutrera (Associazione Vita Indipendente – Movimento per i Diritti dei Diversamente Abili), Massimo Misano (Assessore Comunità Ebraica di Roma), Aleramo Virgili (Opera Nomadi)
A cura della Biblioteca Romanì’(ISBCC Comune di Roma)

PIOVE DI SACCO 25-31 GENNAIO
Mostra e concerto Romanò

Mercoledì 25 gennaio Conselve
?Porrajmos?
La persecuzione razziale dei Rom-Sinti durante il periodo nazi-fascista. Mostra fotografica. Dal 25 al 31 gennaio 2006 presso l?istituto E. Mattei di Conselve. Per informazioni e visite guidate: centralino dell?Istituto Tel.049-5385198

Martedì 31 gennaio ore 11 Piove di Sacco
Alexian Santino Spinelli: ?Gran recital Romanò?
Canti, musica e poesie in lingua romanì.
Teatro filarmonico comunale via Cardano.
Organizza: Opera Nomadi Piovese
Indirizzo di posta elettronica: madidicati2001@yahoo.it

ROMA 26 GENNAIO
Integrazione ?Giorno della Memoria?

Giovedì 26 Gennaio, ore 12,30, si tiene presso l?ex-Sala Gialla del Senato una conferenza stampa, presieduta dal Senatore Livio Togni, relativa alla proposta di integrazione dell?art.2 della legge 211/2000 inerente il ?Giorno della Memoria? per riconoscere lo sterminio nazi-fascista perpetuato ai danni delle minoranze riguardanti i Rom ed i Sinti, gli Omosessuali, i Disabili ed i Testimoni di Geova. (Si veda l?articolo con il testo di legge pubblicato in data 25 gennaio)
Organizza: Opera Nomadi sezione del Lazio.

MARANO VICENTINO 26 GENNAIO
Conferenza e video documentario

Giovedì 26 gennaio Ore 20.45
all’Auditorium delle Scuole Medie a Marano Vicentino
PORRAJMOS, la persecuzione razziale dei Rom e dei Sinti durante il periodo nazi-fascista
- ore 20.45, introduzione, a cura del Comitato Genitori
- ore 21.00, i Rom e i Sinti in Italia e in Europa
Relatore: Carlo Berini Istituto di Cultura Sinta
- ore 21.15, ?Lo sterminio dimenticato?
Documentario sulle persecuzioni razziali subite dai Rom e Sinti tra il 1936 e il 1945 realizzato dall?Ass.ne Culturale ToniCorti per RAI 3
- ore 21.45, Porrajmos.
La persecuzione razziale dei Rom e dei Sinti durante il periodo nazifascista. Relatore: Carlo Berini, Istituto di Cultura Sinta
Durante la conferenza, interventi di cultura musicale Sinta
Co-organizza: Istituto di Cultura Sinta di Mantova.

CASERTA 27 GENNAIO
Visite guidate ai campi rom

In occasione della giornata della memoria l?Opera Nomadi di Caserta organizza ?visite guidate? nei campi in cui vivono le comunità Rom della provincia. Denuncia la totale assenza delle istituzioni verso le condizioni di degrado in cui vivono. Alla richiesta di casa, sanità, scuola, lavoro, acqua, luce, servizi igienici, si risponde ancora una volta con le deportazioni.
Lo sterminio di una razza avviene anche attraverso la negazione di diritti elementari. Molti Rom, stanziali da venti anni, vivono la psicosi di sentirsi braccati, la paura d?essere espulsi, allontanati dai propri cari. Alcuni incapaci di dimostrare la loro apolidìa.
Non basta parlarne solo nel giorno che ricorda l?olocausto perpetrato dai nazi-fascisti. Ricordare che seimila zingari italiani furono mandati nei campi di concentramento e ricordare che un migliaio furono uccisi deve servire a capire che ogni epoca ha le sue persecuzioni. In un paese civile non si può tollerare che un bambino non abbia da mangiare, che non sia in un?aula scolastica, che abbia i pidocchi perché gli si nega l?acqua a causa beghe politiche, o di proprietari di villette xenofobi o che speculano sulle vendite d?immobili.
Organizza: Opera Nomadi sezione di Caserta

POMIGLIANO 27 GENNAIO
Incontro con scolaresche e cittadinanza

27 gennaio alle 17 e 30 alla Biblioteca Comunale di Pomigliano,
- Incontro-dibattito sul tema degli stermini dimenticati.
Partecipano:
-Assessore alla Cultura di Pomigliano S. Salvati;
-Vicepresid. Opera Nomadi di Napoli, Prof. Marco Nieli;
-Avvocato delle MInoranze C. Valle;
-Prof. F. Severina, UNiversità di Napoli;
-Un rappresentante dei Testimoni di Geova;
-Un rappresentante di Amnesty International.
Organizza Comune di Pomigliano

ROMA 27 GENNAIO
Corteo-fiaccolata fino a via degli Zingari

27 Gennaio 2006 alle ore 18
Corteo dal Piazzale dell?Esquilino a Via degli Zingari
GIORNATA della MEMORIA
per ricordare a tutta la città anche lo sterminio nazifascista dei Rom/Sinti e di tutti i diversi.
Il corteo sarà aperto dai Musicisti di strada delle Comunità Rom di Via Luigi Candoni (Magliana Vecchia) -Via di Villa Troili (Bravetta) – Largo Camesena (Stazione Tiburtina) – Castel Romano (Pomezia) e da alcuni musicisti della Comunità Ebraica.

PARTECIPANO :
Raffaela Milano Assessora Comunale alle Politiche Sociali, Dino Gasparri ed Adriana Spera (Presidenti Commissioni Comunali Politiche Sociali e Cultura-Lavoro), l?Assessora Prov.le Gloria Malaspina, il Sinto Livio Togni Senatore della Repubblica, l?On.le Franco Grillini, l?Associazione di Cultura Omosessuale ?Mario Mieli?, Massimo Misano (Assessore alle Politiche Sociali della Comunità Ebraica), Sandro Portelli (Delegato del Sindaco alla Memoria della Città), l?Associazione per la memoria dello sterminio dei Disabili, gli studenti Rom/Sinti delle scuole del III°, XII°, XV° e XVI° Municipio.
Organizza Opera Nomadi Lazio

TERNI 27 GENNAIO
Spettacolo teatrale

Venerdì 27 gennaio alle ore 21.
Porrajmos: Lo sterminio dimenticato.
Spettacolo teatrale dedicato all?olocausto dei Rom e dei Sinti.
Teatro Verdi di Terni

In occasione della Giornata della Memoria, il Centro Culturale per i Diritti Umani, in collaborazione con i laboratori di Progetto Mandela presenta: Porrajmos: Lo sterminio dimenticato spettacolo teatrale dedicato all?olocausto dei Rom e dei Sinti. Un genocidio ignorato, una pagina di storia dimenticata: per conoscere, per ricordare.
Organizza Centro culturale per i diritti umani

ROVIGO 28-30 GENNAIO
Video-documentario, musica e testimonianze

28 gennaio ore 18 Archivio di Stato di Rovigo
Il Porrajmos dimenticato
-Introduzione di Luigi Contegiacomo, direttore dell?Archivio di Stato
-”Porrajmos” lo sterminio dimenticato. Video documentario dell?O-pera Nomadi Nazionale sullo sterminio dei Rom/Sinti
-Gypsydixie in concerto. Musica da Django Reinhardt, musicista sinto. Con la partecipazione di Marta Marcello
-Severdjan Dobreva testimonianza di un nomade per forza: dalla guerra del Kosovo ai ?campi? di Napoli al Polesine
-Presenta Roberto Costa direttore di Romano Lil, rivista dell’Opera Nomadi.
30 gennaio ore 11 Casa Circondariale di Rovigo.
La manifestazione viene replicata presso il carcere di Rovigo, per tutti i detenuti (uomini e donne).
Organizza Rovigo Opera Nomadi.

ROMA 29 GENNAIO
Partecipazione al corteo comunità ebraica

Domenica 29 Gennaio, ore 10:30
Partecipazione al corteo organizzato dalla comunità ebraica di Roma. Incontro presso il palazzo dei Catecumeni in ricordo della famiglia Di Consiglio, sterminata dai nazisti. il corteo partirà da via dei Serpenti, proseguendo fino a via degli Zingari.
Organizza: Opera Nomadi sezione del Lazio

PADOVA 11 FEBBRAIO
Video-documentario al Convegno

?Il Porrajmos: l?olocausto dimenticato? è inserito nel convegno ?Comunita? Sinte e Rom a Padova: tra integrazione e marginalita? che si tiene nella città patavina per tutta la giornata di sabato 11 febbraio 2005.
La mattina è riservata alle relazioni, conferenze e dibattiti mentre il pomeriggio è dedicato per la prima parte al ?Porrajmos? e per la seconda a proiezione di un film, e musica con artisti Rom e Sinti.
Alla proiezione dei documentari sul ?Porrajmos? interverranno: il Segretario nazionale dell?Opera Nomadi Giorgio Bezzecchi e il Consigliere Nazionale dell?Opera Nomadi Maurizio Pagani e rappresentanti delle comunità Rom e Sinte.
Organizza Opera Nomadi sezione di Padova.

MANTOVA 23 FEBBRAIO
Presentazione libro

Giovedì 23 febbraio 2006, ore 17.30
presentazione del libro
“Porrajmos, altre tracce sul sentiero di Auschwitz”
Istituto di Cultura Sinta, Mantova, 2006
Palazzo del Plenipotenziario, piazza Sordello n.43, Mantova

Intervengono: Fausto Banzi, Assessore Provinciale alle Politiche Sociali; Albino Portini, Presidente del Consiglio Comunale a Mantova; Barbara Nardi, Istituto di Cultura Sinta.
Organizza: Istituto di Cultura Sinta
Riferimenti: Porrajmos index

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Gli zingari e la 3 ^ internazionale comunista

23 Gennaio 2006 Commenti chiusi


Documento inedito, 1943.
?Già la 3^ internazionale comunista, tra i nuovi sistemi escogitati per intensificare l?attività comunista ? provvide ad affidare a carovane di zingari speciali incarichi per la propaganda di partito. La vita nomade degli zingari e la loro facilità di spostamento? consente contatti con gli ambienti operai e dei contadini e permette d?assolvere gli incarichi sovvertitori?.

REGIA QUESTURA DI ROVIGO

Rovigo 28-5-1943
OGGETTO: Carovane di zingari

Ai Podestà e Commissari Prefettizi della Provincia
Ai Comandi Compagnia CC. RR.
Ai Comandi tenenza CC. RR.
Al Comando Reparto Agenti di P.S.

Viene segnalato a questo Ufficio che, in questi ultimi giorni, delle carovane di zingari, più o meno numerose, sostano e transitano indisturbate nel Polesine, malgrado le disposizioni da tempo impartite e, da ultimo, con circolare 12-8-1942, circa il loro rastrellamento, l?assegnazione ai campi di concentramento, e la corresponsione dei sussidi.
Occorre subito e nella maniera più energica che sia ripresa l?attività di tutti gli Organi di Polizia della Provincia, diretta a combattere tale fenomeno.
Come è noto, gli zingari sono sempre stati pericolosi alla sicurezza pubblica quali autori di reati comuni, ed alla pubblica sanità quali apportatori di malattie contagiose ma, nell?attuale momento, in cui la nostra nazione è impegnata in un conflitto di vita o di morte, occorre considerare il fenomeno anche e specialmente dal punto di vista politico.
Già la 3^ internazionale comunista, tra i nuovi sistemi escogitati per intensificare l?attività comunista nei paesi dove il comunismo vive ed opera in forma clandestina, provvide ad affidare a carovane di zingari speciali incarichi per la propaganda di partito.
La vita nomade degli zingari e la loro facilità di spostamento da un centro all?altro, consente, se vengono tollerati tali spostamenti, contatti con gli ambienti operai e dei contadini e permette d?assolvere gli incarichi sovvertitori di cui sopra.
Pertanto si rivolge viva raccomandazione agli Uffici ed ai comandi d?indirizzo, perché provvedano senza indugio ai fermi di tali zingari, alla loro identificazione, al loro interrogatorio, trasmettendo a questo ufficio, con le generalità complete e gli estremi dei documenti di identificazione, gli atti assunti, per i provvedimenti da adottare a loro carico, secondo risultanze.

Resto in attesa d?un cenno di ricevuta e di assicurazione.

30 maggio 1943 (Anno XXI)
Il Commissario Pref.zio Bruno Nedella
Il Questore A. Lazio

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Il Porrajmos mancato in televisione

21 Gennaio 2006 Commenti chiusi


Sabato 21 gennaio alle ore 23,50 ?Terra?, su Canale 5, doveva trattare degli “zingari” e del ?Porrajmos?, la persecuzione razziale subita dai Rom e Sinti durante il periodo nazi-fascista. Erano previste riprese con testimonianze dai campi nomadi di Roma e Milano ed interviste al presidente nazionale dell?Opera Nomadi Massimo Converso ed a Eva Rizzin laureata sinta. Ma tanto è tutto un bluff!

Ancora una volta, ma è tragico perché il contesto è il ?Porrajmos?, si fa folklore e retorica sui Rom/Sinti. Dietro una facciata di buona volontà resta l?approssimazione e manca l?approfondimento. Un’occasione sprecata. Ecco alcune impressioni “a caldo” sulla trasmissione.

?Terra? inizia ?alla Kusturica? dal falò di un campo nomadi di Roma per ammissione dello stesso conduttore ?perché nel campo si respirano musiche ed atmosfere dei film del regista?. Il presidente nazionale dell?Opera Nomadi, attiva dal 1965 a tutela dei Rom/Sinti con 30 sezioni in tutta Italia, viene ristretto a pochissime battute ed all?affermazione che tanti Rom affittano le case per abitarci. Anzi viene storpiato anche il cognome, in sovraimpressione, che diventa “Massimo Conversi” invece di Massimo Converso.
Gli approfondimenti sul ?Il Porrajmos dimenticato” sono riportati facendo scorrere, in lento zoom, la copertina del libro per un totale di 4 secondi su più di un?ora di trasmissione. Anzi, estrapolando anche parti filmiche dal DVD allegato al libro (prodotto dall?Opera Nomadi con il contributo dell?UCEI – Unione Comunità Ebraiche Italiane) senza riportarne la fonte. Trova spazio concreto, invece, Giovanna Boursier con alcuni chiarimenti sulla storia delle persecuzioni. A Milano la persecuzione dei Rom/Sinti viene ricondotta ad alcuni rom rumeni musicisti di strada di violino e fisarmonica mentre il problema complessivo viene ridotto ad alcune battute di Maurizio Pagani e di Giorgio Bezzecchi, rispettivamente consigliere e segretario nazionali dell’Opera Nomadi. Eva Rizzin, che a Trento (vedi “Il III seminario nazionale Sinti”, Archivio Romano Lil) relazionava sulle ?favelas-campi nomadi? d?Italia viene ridotta a stereotipo difensivo della propria razza. Banali domande (“E’ vero che i Rom sono sporchi, ladri, non mandano i bambini a scuola?”) a cui deve rispondere con passione per sentirsi conclu-dere, dalla giornalista intervistatrice, che siccome anche gli zingari spregiano gli autoctoni chiamandoli ?gagè? allora siamo quasi a pari. E così siamo alle solite degli zingari ?brutti, sporchi e cattivi? che non si vogliono integrare ma qualche musicista di strada meri-tevole, se fa il bravo, finirà a suonare con l?orchestra della “Scala”.
Nessuna notizia sul fatto che anche per l?anno 2005 il moni-toraggio dell?Unione Europea registra i Rom/Sinti al primo posto come minoranza più discriminata e sottoposta ad atti di violenza razziale d?Europa. Ma magari è proprio perché sono ?brutti, sporchi e cattivi”. E si dimentica volentieri che il nazi-fascismo li sterminava proprio perché ?diversi? e ?asociali? (triangolo nero) e perché avevano il codice della delinquenza inscritto nel DNA.

Del ?Porrajmos? attualizzato a cui sono sottoposti i Rom/Sinti nella nostra epoca non se ne fa menzione. Delle leggi che continuano ad escludere queste popolazioni dalla nostra società, assoluto silenzio. Leggi anche apposite, basta ricordare il divieto di sosta per Rom/Sinti, l?”induzione alla schiavitù” per le donne che fanno ?manghél? coi bambini, la legge urbanistica 2001 che prevede che su un terreno edilizio di proprietà si possa tenere una roulotte-camper solo per uso turistico: se è per domicilio viene abbattuta o sgomberata come abuso edilizio. Per non parlare di ruspe che abbattono ?campi nomadi? lasciando al freddo e senza casa, nel nome di una presunta “legalità”, anche neonati, malati ed anziani. E, tanto per finire con gli esempi, ci sono Rom nati e residenti in Italia, anche da due generazioni, che hanno più diritti in carcere (codice fiscale, accesso alle cure sanitarie, diritto di rappresentazione) che non fuori. Fuori, in una società dove adesso si può anche ?celebrare? il Porrajmos senza ricordare però che è il portato, e non un?anomalia storica o addirittura un epilogo, di sei secoli di persecuzioni razziali.

ED ALLORA, bisognerà uscire dall?effetto ipnotico dei mass-media: ogni volta che arriva un giornalista od una telecamera gli intervistati ed operatori perdono la testa abbagliati dai riflettori. E vengono fagocitati dentro uno schema pre-confezionato senza capacità di intervento reale e propositivo, anzi, a volte, addirittura strumentalizzati come ?comparse? o come marionette.
Ormai l?Opera Nomadi ed i Rom/Sinti hanno agenzie giornalistiche, ?testate? proprie, giornalisti preparati che possono e ?devono? essere consultati per fare da consulenti, addetti stampa, e da filtro quando arrivano i reporter della televisione o dei giornali, per fare ?passare? e garantire un minimo di in-formazione corretta. Per non essere complici di un?informazione distorta ed approssimata.
?Per essere sempre più la rappresentazione di noi stessi e sempre meno il prodotto di una società che non ci rappresenta?
(Comuna Baires)

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EDITORIALE: da dentro la boccia di cristallo

18 Gennaio 2006 Commenti chiusi

?Entra in Romano Lil, vieni, clicca, apri le pagine, segui i riferimenti, inventa nuovi percorsi: addentrati, esplora, segui i dettami dell?avventura. Punto primo il ?viaggio?, che è l?esplorazione del mondo per conoscere noi stessi, perché solo la conoscenza porta al cambiamento?. Dentro lo spazio telematico di Romano Lil c?è tutto quello che può servire a delineare la struttura dell?Opera Nomadi:
-la storia, le testimonianze
-la denuncia sociale
-la proposta
-la pedagogia del cambiamento.
Una struttura elastica perché l?Opera Nomadi Nazionale è il coordinamento fra un arcipelago di isole autonome e indipendenti. Ma a volte le differenze diventano supponenze, l?indipendenza diventa autosufficienza ed allora serve un po? di umiltà a fare ?rete? perché ?l?intero è maggiore della somma delle parti in cui è suddiviso?. L??intero? che traccia ed elabora anche una linea politica e Romano Lil è il giornale di viaggio, la ?circolare interna? ?ma anche esterna, a creare ?ponti? di in-formazione e scambio. Dall?ipo all?iper, dal macro al micro, secondo il modello dei frattali, la struttura è delineata, anche a balzi ed a risonanze perché l?evoluzione non segue una linea logica e, per usare una nota metafora: a volte il battito d?ali di una farfalla a Granzette può implementare la nascita di una cooperativa di lavoro a Frosinone.

Vanno, vengono
?Vanno, vengono, a volte si fermano. Arrivano, si muovono, si aggirano dentro questo spazio telematico che è come una sfera di cristallo dove scende lenta la neve. Li vedo che si aggirano curiosi, ma talvolta cupi come fantasmi: si spingono nella sfera e vederli mi fa compagnia perché la solitudine intristisce e la neve può essere glaciale se non condivisa. Entrano leggono con cenni d?assenso o di diniego, a volte si fermano a pensare oppure scappano veloci in cerca d?altro: li vedo, li guardo ed osservo i loro volti e gli occhi? e di ogni uno, diligentemente ?parola dopo parola, annoto le pecu-larietà. Porto le parole, ammucchio le frasi, narro le storie ? dice un vecchio cantastorie esquimese, ma tra di loro si chiamano Inuit, che vuol dire – la gente – così è la mia abitudine sono fatto così. Perché le parole danno emozioni e creano silenzi, le parole portano falsità e menzogna, le parole portano conoscenza giusta delle cose: Amaijà aijà jaai jà-jà“. (Dalla sfera di cristallo)

DENTRO LO SPAZIO TELEMATICO?
?La linea politica dell?Opera Nomadi? è delineata dal Presidente in un articolo omonimo ma si trova anche nei resoconti dei seminari nazionali, ?I Rom, Sinti e le metropoli? (imperdibile l?edizione tipografica) e in ?Estate che vieni? estate che vai?. Smantellare i ?campi nomadi? per proposte alternative è riportato anche su ?Campi nomadi = lager istituzionali? e su ?Padova: basta campi nomadi? con proposte concrete. Sulla scolarizzazione c?è il protocollo d?intesa MIUR ? Opera Nomadi e due interventi della responsabile nazionale scuola Renata Paolucci dove, in particolare, va evidenziato che i piani di integrazione scolastica devono sviluppare processi di autostima ed essere supportati da progetti di integrazione sociale. Ci sono articoli sugli ?zingari che non rubano bambini? ma anche, con rimandi all??Archivio?, sulla ?befana? (che continua ad essere bruciata anche perché zingara) e su il ?grande Blek? che combatteva contro i colonialisti ed i soprusi per un senso di giustizia e di fratellanza universale. E poi, in Romano Lil web-log, ci sono testimonianze dello sgombero di ?poveri cristi? da Casoria, il disagio e l?emergenza del ?campo? di S. Maria, la scuola-ghetto per Rom di Villanova e gli occhi di Susan (che sono come quelli di Tarzan Sulic ?vedi Porrajmos) che mettono in crisi tutti quelli che hanno conservato un po? di anima. Un?anima ed un cuore narcotizzati dalla società dei consumi che ?consuma? le coscienze ed il senso di appartenenza e di fratellanza perché l?esclusione ed il disagio dei Rom/Sinti sono all?ordine del giorno: come conferma il monitoraggio della Unione Europea che vede i Rom/Sinti ancora al primo posto per quanto riguarda discriminazione ed atti di razzismo subiti.

? CHE È COME UNA BOCCIA DI CRISTALLO:
Romano Lil, d?altronde, è come una boccia di cristallo dove conservare l?umanità, e la neve che scende è il linguaggio, porta conoscenza delle cose. Una boccia di cristallo che racchiude uno spazio telematico da abitare e percorrere con libera soggettività. Nello spirito di ?romanipè?.
Porrajmos. Come ogni anno l’Opera Nomadi Nazionale invita soci ed amici, in occasione del 27 gennaio – “giornata della memoria”, ad organizzare manifestazioni a ricordare il “Porrajmos dimenti-cato”. Perché se il 27 gennaio è il ?giorno della memoria? il 28 non diventi il ?giorno della dimenticanza?. Ecco allora ?Porrajmos appuntamenti? uno spazio continuamente aggiornato come premessa a una ?riconciliazione nazionale per i Rom e Sinti? (come è stato fatto, ad esempio, per altri popoli, in Ruanda ed in Sudafrica) e come richiamo ad un presente che, seppure in modo diverso, vede i Rom/Sinti esclusi e discriminati perché considerati ?diversi ed asociali? come nel periodo nazista. E mi si perdoni l?ardita attualizzazione del Porrajmos con le ?cronache dalla nostra era?, Tarzan Sulic e lo sgombero di Tor de? Cenci. Ma come dimenticare, per continuare con gli esempi, un altro fatto di cronaca del 14 marzo 1995 a Pisa: Emran Asanov di 3 anni e sua sorella Sengul Demirovska di 13 furono gravemente feriti dallo scoppio della bambola-bomba che gli era stata regalata, all?incrocio di un semaforo, da un autista rimasto ignoto.
Sul tema ?lavoro? si stanno preparando articoli sull?esperienza dello sportello ?Rom-lavoro? di Roma che dovrebbe essere espor-tato in ogni Provincia d?Italia. Sulle altre tematiche sono previsti approfondimenti ed analisi. C?è in cantiere anche una ?panoramica Opera Nomadi?, una cartolina dalle sezioni delle varie città.
Habitat, scuola, lavoro, riconciliazione nazionale (per il ricono-scimento di minoranza etnica e linguistica), Ufficio Governativo con distaccamenti provinciali per i Rom/Sinti. Manca la proposta di una ?sanatoria? per tutti i Rom nati in Italia (perché ci sono rom italiani, anche di terza generazione, che rischiano l?espulsione verso una nazione di cui hanno solo sentito parlare, perché non sono in regola coi permessi di soggiorno) ed una ?sanatoria? che vada a legalizzare i Rom rumeni che sono ormai un?emergenza nazionale e mancano strumenti (che non siano i mandati di espulsione) per affrontare la questione. Si lavorerà anche su questo.
Questi i contenuti politici che, con cornice adeguata, fanno parte del quadro Opera Nomadi. Ma se si vuole appendere il quadro, il chiodo della metafora è l?empatia, la com-passione, il senso di umanità e di appartenenza. Ed allora, per dare impulso all?Opera Nomadi occorre, in primo luogo, promuovere e sviluppare questi sentimenti.

C’E'IL NOSTRO GIORNALE!
Romano Lil è il nostro giornale. Diamoci una mano per far crescere l’informazione: una in-formazione “calda”, una “parlata romana” che crei coscienza e conoscenza.
Anda anda Opera Nomadi! Anda anda Romano Lil!

In punta di dita? il direttore.

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Romano Lil fa 1000!!!

13 Gennaio 2006 Commenti chiusi


Nel giungere a quota 1000 di visite a Romano Lil abbiamo cercato il direttore per comunicargli la notizia e quando siamo riusciti a rintracciarlo – si era sperso nei boschi selvaggi dei colli Euganei, è andato in cotanta fibrillazione che è venuto ?mosso? anche in fotografia, nonostante il ridottissimo tempo di posa. Dopo ripetuti e inutili tentativi, si è deciso di pubblicare l?immagine migliore fra tutte quelle scattate.
La Redazione

LETTERE AL GIORNALE
Si dice spesso che i progetti di integrazione per Rom/Sinti, soprattutto nella scuola, devono anche accrescere l’autostima e valorizzare la persona. Ecco allora alcuni commenti positivi all’iniziativa telematica come beneauguranti al progetto di “rete” Romano Lil.

ciao direttore,
mi associo ai complimenti di berini per il blog e per l’impegno a diffondere le notizie all’interno dell’associazione.
Maurizio (4-1-2006)

Carissimo,
solo la tua grande competenza unita al tuo gran cuore
e alla tua temerarietà poteva tanto!!!
Veramente tanti, tanti, tantissimi complimenti!!!!
Girerò la tua mail ai miei indirizzi di posta elettronica
(qualche decina di migliaia…)
Un abbraccio di cuore. Aleramo (11-1-2006)

Ho visto il blog,
volevo ringraziarti e dirti che sei molto bravo.
Bel lavoro. Ciao Renata (11-1-2006)

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Continuano le difficoltà al ?campo? di S. Maria (Ce)

10 Gennaio 2006 Commenti chiusi


A dieci giorni dalla denuncia dell?Opera Nomadi sulle condizioni di disagio in cui vivono i rom Xoraxanè del campo ?attrezzato? di via Parisi, nulla è stato fatto. Solo due cassonetti sono apparsi. Come preannunciato è cominciata la protesta del presidente dell?O.N. che trascorre le sua giornate ospite dei rom in attesa di una risposta per la fornitura idrica, revocata dal commissario prefettizio di Capua. Persistono le condizioni di disagio in cui vivono le dieci famiglie residenti dal 24 dicembre: manca l?acqua, che impedisce di utilizzare i bagni e le docce, l?energia elettrica non è a norma, una roulotte ha preso fuoco, manca un medico che visiti gli ospiti e, inoltre, alcune ragazze sono molestate ai semafori.

S. Maria C.V. (Caserta) 9-01-2006. Campo nomadi di via Parisi. I pericoli incombono. Il bagno di una roulotte ha preso fuoco a causa della caduta di una candela, mentre due bambini dormivano. Solo il pronto intervento della sorella quindicenne, con l?utilizzo di un secchio d?acqua, ha evitato, sul nascere, la tragedia. Purtroppo i pericoli incombono anche in strada. Un maniaco sessuale adesca le bambine ai semafori di via Galatina. L?O.N. chiede alle Forze dell?Ordine di indagare e di sorvegliare la zona. Secondo la descrizione delle bambine, il maniaco offre 30 euro, si denuda e le invita a salire nella sua auto avanzando richieste oscene. Secondo la descrizione potrebbe avere una trentina d?anni, i capelli mossi, neri, statura media, robusta corporatura. Sostiene di chiamarsi Michele. Si sta tentando di risalire alla targa dell?autovettura per sporgere denuncia.
L?O.N. ribadisce l?urgente richiesta di un pulmino per il trasporto scolastico per evitare la dispersione scolastica e l?adescamento dei male intenzionati ai semafori. L?O.N. chiede che al campo sia realizzato un impianto elettrico in piena sicurezza. A dieci giorni dalla denuncia dell?Opera Nomadi sulle condizioni di disagio in cui vivono i rom Xoraxanè del campo attrezzato di via Parisi nulla è stato fatto. Solo due cassonetti sono apparsi come per magia. E? cominciata la protesta del presidente dell?O.N. che trascorre le sua giornate ospite dei rom in attesa di una risposta per la fornitura idrica, revocata, dal commissario prefettizio di Capua. Chiede che l?Enel sia pagata dal Comune di S. Maria C.V. come accade ovunque. Chiede alla Protezione civile, presieduta dal comandante De Rosa, di sostituire le roulotte fuori uso. Chiede che un medico dell?Asl Ce2 visiti il campo per prescrivere medicinali. Si fa presente che il medico assegnato, Claudio Tafuri, non visita la comunità da molti mesi (come segnalato ai vertici dall?O.N.) e si rifiuta di fare prescrizioni sostenendo di non poterle effettuare, essendo solo un dermatologo. Gli accordi con il direttore del distretto Bruno Di Benedetto (ora sostituito da Angela Bonavolontà) erano che lui fungesse da ?medico di base? per tutte le prescrizioni. L?O.N., auspicando che i fondi esistenti non siano perduti o spesi con schizofrenia, come avvenuto finora, ricorda che i rom Xoraxanè sono stanziali da venti anni nel territorio di Caserta.

Opera Nomadi Sezione di Caserta: via Galatina S. Maria C.V. Presidenza: Nadia Marino tel. 3334951447. Segreteria: Sara Monfregola 3477590304. Indirizzo di posta elettronica: marinonad@libero.it
Nella foto, Nadia Marino con due ospiti del campo
Riferimenti: Mancano acqua e luce al "campo" di S. Maria

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Profondo zingaro

10 Gennaio 2006 Commenti chiusi


?Profondo zingaro – risorse dell?identità?, è un?iniziativa avviata dalla Direzione della Casa Circondariale di Rovigo e che vede coinvolti Rovigo Opera Nomadi ed altre associazioni ed istituzioni. Un progetto di scambio fra culture, quella ?nomade? e quella maggioritaria, per fare conoscere la cultura dei Rom/Sinti ma anche per avviare processi effettivi di integrazione con cooperative di lavoro.

?Profondo zingaro – risorse dell?identità? è un progetto avviato, alla fine del 2005, dalla Direzione della Casa Circondariale di Rovigo che ha coinvolto Rovigo Opera Nomadi, l?associazione Migrantes, l?associazione teatrale Arancio Chimera, l?Associazione Difesa Anziani di Pordenone, la Direzione Didattica IV circolo di Rovigo e le Aree dell?Istituto (pedagogica, sicurezza, contabile). ?Profondo zingaro?, che potrebbe essere titolato ?alla ricerca della ?romanipè? (lo spirito di ?ziganità? che anima le comunità Rom/Sinte) è un pro-getto di scambio fra culture, quella ?nomade? e quella mag-gioritaria, per far uscire dall?invisibilità le popolazioni Rom/Sinte presenti in Italia dal 1400. Il programma partirà nel 2006 con tutta una serie di attività (è previsto anche un festival teatrale con quattro spettacoli) da dentro a fuori il carcere ma con la possibilità di creare e costruire anche progetti di lavoro che producano processi reali di integrazione sociale e che rimuovano le cause che hanno portato all?incarcerazione.
In particolare Opera Nomadi, in collaborazione con l’Associazione Difesa Anziani di Pordenone e con l?aiuto della Direzione della Casa Circondariale, sta studiando la possibilità di costituire una cooperativa sociale di tipo B per la raccolta differenziata di elettrodomestico bianco (?Sastri parnò?) in cui coinvolgere detenuti rom. Una iniziativa in linea con l?articolo 4 della Costituzione: ?La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un?attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società?.
Profondo zingaro: alla ricerca della ?romanipè”, alla ricerca del lavoro, alla ricerca del “duende”.

En lo hondo del pensamento
tengo por suegno un cantar
un cantar velado y lento
y sin palabras, ni ablar.
si lo pudiera cambiar
en palabras que ofrecen
todos habrian da ballar
lo que tiene que esconder.

(Canto gitano)

Nel profondo dei pensieri / ho come un sogno un canto
un canto velato e lento / senza parole, né parlato.
se lo potessi trasformare / in parole che spieghino
tutti dovrebbero trovare / quello che c?è da nascondere.
Riferimenti: Rovigo Opera Nomadi

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Relazione scuola dal Seminario Nazionale Opera Nomadi

9 Gennaio 2006 Commenti chiusi


In attesa degli ?Atti dell’VIII Seminario Nazionale Opera Nomadi?, si riporta la relazione introduttiva sulla scolarizzazione dei bambini rom sinti e caminanti, di Renata Paolucci.
?La mancanza di una politica dell?accoglienza che punti sulla valorizzazione della cultura rom e sinta e sul rispetto delle differenze, rischia di fare di questi bambini dei ?diversi? influendo pesantemente sul loro grado di autostima e sui rapporti che si creano all?interno della classe. Si rischia che la scuola venga vissuta dai minori e dalle famiglie come un ambiente ostile, che svaluta la loro cultura e la relega a condizioni di svantaggio?.
?E? evidente, quindi, come il problema dell?evasione e della dispersione scolastica non prescinda dal problema abitativo, igienico, e di futuro inserimento lavorativo e sia necessario attivare quindi progetti a 360 gradi mirati al superamento di tutte queste problematiche?.

Opera Nomadi
Ente morale (D.P.R. 26.03.70 N° 347) – Onlus

VIII° Seminario Nazionale
6/7 dicembre 2005

Relazione introduttiva sulla scolarizzazione
dei bambini rom sinti e caminanti
GRUPPO ?SCUOLA?

A cura della Prof.ssa Renata Paolucci
Consigliere Nazionale Opera Nomadi
Referente Scuola Opera Nomadi Nazionale

LA SCOLARIZZAZIONE IN ITALIA
In Italia la piena scolarizzazione della popolazione dai 6 ai 10 anni è stata raggiunta sia per i maschi che per le femmine già a partire dagli anni ?50 e a metà degli anni ?60 la riforma della scuola media consentì di completare la scolarizzazione con riferimento all?intero ciclo dell?obbligo scolastico.
L?esigenza di ottemperare al diritto all?istruzione per i minori rom e sinti si è sentita nel 1959, a livello di volontariato nelle carovane e negli edifici privati e, sulla scia di queste esperienza, lo Stato Italiano nel 1965 si dotava di uno strumento istituzionale costituito dalle classi speciali ?Lacio Drom? (Buon cammino) che da 11 raggiunsero un numero di 60 nel 1970. Classi speciali quindi, all?inizio all?interno di edifici scolastici per favorire la socializzazione e, in seguito, a causa dell?opposizione dei responsabili locali della scuola e dei genitori degli altri alunni, i bambini rom e sinti furono ghettizzati in locali appartati, non idonei e isolati. Nel 1974, venne dichiarata l?eccezionalità di tali classi e fu disposto che i minori rom e sinti fossero inseriti nelle classi comuni, conservando però le classi speciali con una funzione di accoglienza di quegli alunni che presentavano un notevole ritardo scolastico o che avevano una frequenza irregolare, a causa della vita nomade. Nel 1982 ci fu la definitiva soppressione delle classi speciali, riconoscendo, nel caso gli alunni avessero difficoltà di apprendimento per l?appartenenza ad una cultura diversa o per il problema del bilinguismo (il ?romanès? per alcuni è la sola lingua parlata in famiglia, per cui si rende necessario insegnare l?italiano come L2), un insegnante di sostegno.
Nel 1986 il Ministero diede nuove disposizioni in materia di scolarizzazione dei minori rom e sinti, disposizioni che precorrono la Risoluzione Europea del Consiglio dei Ministri dell?Educazione del 22/05/1989. Dopo aver richiamato la scuola materna, elementare e media al principio dell?obbligo scolastico che non è solo obbligo dei ragazzi a frequentare la scuola, ma anche obbligo della scuola ad assicurare il massimo possibile di apprendimento a tutti i frequentanti, il Ministero prescrive ad essa l?impegno di offrire un servizio adeguato nel ?massimo rispetto dell?identità culturale dei soggetti interessati e il dovere di predisporre, per quanto possibile, un?organizzazione proficua, soddisfacente e rispondente ai reali bisogni degli stessi?.
Altro elemento importante è la creazione presso i Provveditorati agli Studi e gli Uffici Scolastici Provinciali di un Centro di competenze specifiche con il compito di conoscere, vagliare, coordinare, le iniziative scolastiche sul territorio, in collegamento con l?apposito gruppo di lavoro che avrebbe dovuto funzionare al Ministero, con gli Enti locali chiamati a garantire i servizi integrativi necessari per la piena scolarizzazione. Nel 1989 e nel 1990 infine, il Ministero della Pubblica Istruzione ha emanato due importanti Circolari riguardanti il diritto all?istruzione ai figli degli immigrati, quindi anche dei Rom giunti dall?Europa Orientale: la scuola li deve accogliere anche se i genitori sono privi di permesso di soggiorno e realizzare un?educazione interculturale sia per superare ogni forma di rigetto, sia per garantire ai bambini stranieri il rispetto della loro cultura.
Non solo, ma a proposito della lingua ?romanès? nel 1981 il Consiglio Nazionale della Pubblica Istruzione aveva approvato ed inviato al Ministero una Raccomandazione (n° 125) della lingua zingara insistendo non solo sul rispetto della lingua e della cultura nelle scuole ma anche chiedendo appositi corsi di formazione di Rom e di Sinti in grado di insegnare la propria lingua (tutto ciò non fu mai attuato).
A tutt?oggi nonostante le Disposizioni Ministeriali, la Convenzione Internazionale sui Diritti dell?Infanzia e le Raccomandazioni n° 563 del 1969, n° 1203 del 1993, n° 11 del 1995, n° 4 del 2000 adottata dal Comitato dei Ministri del Consiglio d?Europa il 03 febbraio 2000 sulla scolarizzazione dei Fanciulli rom e sinti in Europa e le Risoluzioni n° 125 del 1981, n° 249 del 1993, n° 16 del 1995, ancora pochi sono i progetti avviati nel nostro paese per permettere un proficuo inserimento scolastico dei Bambini rom e sinti, e si continua purtroppo a registrare un elevato numero di minori che evadono la scuola dell?obbligo o la frequentano saltuariamente.
Purtroppo, dopo un periodo di discreto interesse da parte delle Istituzioni, che ci permetteva di pensare, lavorando in sinergia, di poter cominciare a risolvere le problematiche inerenti la scolarizzazione, ultimamente sembra che da parte degli Enti Locali, delle Regioni e dell?Istituzione Scuola, tale interesse si sia affievolito.
E? stato fatto un passo avanti con la firma del Protocollo di Intesa per la tutela dei Minori rom e sinti, tra l?Opera Nomadi e il Miur. Tale protocollo dovrebbe stimolare e sensibilizzare le varie Direzioni Regionali, i C.S.A., le Regioni e gli Enti Locali a investire risorse economiche per attivare iniziative atte a contrastare il fenomeno dell?abbandono e della dispersione scolastica, a favorire l?inserimento e l?integrazione dei minori rom, sinti e camminanti , a promuovere iniziative di formazione, specifiche.
Abbiamo infatti constatato che si risolve, almeno in parte la piaga dell?evasione scolastica, solo attraverso progetti mirati che impegnino mediatori culturali ed operatori a svolgere un lavoro di recupero scolastico e di inserimento socio-culturale di mediazione, appunto, con la famiglia e con la scuola.
Confrontando le varie esperienze vissute dagli operatori che lavorano nei progetti di scolarizzazione dei bambini rom, sinti e camminanti presenti in Italia si sono individuate alcune problematiche ricorrenti, legate all?apprendimento scolastico:
- difficoltà di memorizzazione.
- Difficoltà di mantenimento dell?attenzione e della concentrazione.
- Difficoltà della lettura, scrittura e comprensione di un testo.
- Difficoltà nel tradurre in forma scritta pensieri, conoscenze e contenuti appresi e precedentemente espressi oralmente.
- Difficoltà di astrazione: scarsa capacità di applicare regole logiche che prevedono il passaggio dal particolare la generale dal concreto all?astratto.
- Scarsa conoscenza lessicale e difficoltà di comprensione delle regole grammaticali.
Riteniamo che tali problematiche siano da attribuirsi a :
1) il limitato interesse suscitato dagli argomenti trattati a scuola: le materie insegnate non trovano alcun riscontro pratico nelle esperienze quotidiane maturate in ambito familiare pertanto la scuola viene vissuta come un?istituzione inutile che non fornisce strumenti adeguati al proprio stile di vita.
2) l?appartenenza ad un cultura orale. Infatti nella società dei Rom e dei Sinti non esiste nessuna cultura di linguaggio codificato, è un mondo di suoni e quindi di azione; il suono, infatti, significa avvenimento e la parola parlata è evento non oggetto, non significa ma agisce. Le parole hanno potere sulle persone e possono provocare danni, sono come armi. L?uomo orale è dogmatico (si racconta solo la verità) e, per questo, ciò che viene raccontato non permette la capacità di critica e la possibilità di confronto. Il racconto è una forma di insegnamento e la conoscenza si fonda sulla vita collettiva, su ciò che è stato detto, che viene aggregato e accumulato mnemonicamente. Il racconto è condizionato dalla prossimità e manca la dimensione del tempo narrato. L?oralità dipende dalla socialità e respinge l?individualismo.
A scuola, perciò, per chi è abituato alla tradizione orale, le difficoltà sono le seguenti:
a) mancanza di abitudine all?osservazione
b) difficoltà a ridurre il vissuto a dimensione visiva.
c) mancanza di abitudine alla critica e al confronto.
Per una cultura specializzata nella sintesi orale, l?osservazione visiva è irrilevante; la scrittura, invece, sviluppa la percezione visiva e l?osservazione individuale (per osservare qualcosa, quel qualcosa deve stare fermo mentre il suono esiste nel tempo e non si ferma). Se la tradizione orale respinge l?individualismo (l?uomo esiste nella socialità), la scrittura stacca l?uomo dal gruppo, dà origine al pensiero originale isolato e presuppone l?introspezione che manca nella cultura orale dove l?uomo è più attento a cogliere le opinioni degli altri piuttosto che a riflettere sulle proprie affermazioni. Per la cultura orale il nostro modo di comunicare è inefficace, la scuola dovrebbe quindi adottare metodi diversi e munirsi di strumenti idonei per permettere a questi bambini di apprendere, passando, appunto, dallo loro cultura orale a quella della scrittura.
3) all?interno di molti gruppi familiari i minori parlano il romanès: ne deriva quindi che l?italiano risulta essere la II^ se non la III^ lingua, (è il caso dei rom stranieri che parlano anche la lingua del paese di ultima provenienza, dei sinti veneti, lombardi, marchigiani , ecc e dei Rom dell?Italia meridionale che utilizzano parlate dialettali) e l?utilizzo che ne fanno è limitato a fini pratici. Il ?romanès? presenta una struttura molto diversa da quella della lingua italiana e pertanto risulta difficile per i bambini rom e sinti comprendere e utilizzare in maniera adeguata la nostra sintassi.
4) la mancanza di un percorso prescolastico: il forte senso di protezione dei genitori nei confronti dei figli in giovanissima età e l?importanza che questi gruppi attribuiscono all?educazione familiare si manifestano in atteggiamenti di resistenza nei confronti della scuola materna. Di conseguenza i bambini rom e sinti affrontano la classe I^ senza quei prerequisiti indispensabili ad accedere con facilità e in tempi brevi, al pari degli altri compagni, all?apprendimento della lettura e della scrittura.
5) L?analfabetismo e la diffidenza, più o meno accentuata, a seconda dei gruppi di appartenenza, dei genitori nei confronti della società dei gagè. Accettano con difficoltà l?inserimento scolastico dei loro figli, considerando non formativo l?incontro con la nostra ed eventualmente altre culture. Il più delle volte la scuola viene più o meno frequentata per fini utilitaristici.
6) La mancanza di una politica di accoglienza da parte delle scuole che deve avvenire in modo serio e progettuale. Deve consistere in una prima fase temporale ben precisa del primo arrivo con l?incontro tra chi arriva e chi c?è già e deve continuare con atteggiamenti e attitudini nei confronti dell?alterità e della differenza.
Accogliere ed essere accolto significa prestare attenzione ai bisogni dell?altro, sviluppando atteggiamenti di apertura, ascolto e reciprocità. Per tutto ciò è necessario adottare una serie di dispositivi, norme, atti, circostanze e risorse previsti e realizzati in una determinata fase, da parte di chi accoglie.
La mancanza di una politica dell?accoglienza che punti sulla valorizzazione della cultura rom e sinta e sul rispetto delle differenze, rischia di fare di questi bambini dei ?diversi? influendo pesantemente sul loro grado di autostima e sui rapporti che si creano all?interno della classe. Si rischia che la scuola venga vissuta dai minori e dalle famiglie come un ambiente ostile, che svaluta la loro cultura e la relega a condizioni di svantaggio. Spesso si utilizza una didattica che tende ad accentuare le diversità e le difficoltà anziché superarle, valorizzando i punti comuni e le potenzialità di ciascuno, condizione indispensabile per attuare un? effettiva integrazione. Il livello di integrazione ed il grado di autostima influenza, non solo l?impegno e quindi il successo scolastico, ma anche la frequenza.
A differenza dei bambini stranieri, per i Rom e i Sinti, la politica dell?accoglienza deve essere mantenuta nel tempo, pena il rischio di distanza e di conflitti difficilmente recuperabili.
7) Non è da sottovalutare, anzi da porre in rilievo come l?habitat influisca sulla frequenza e sul rendimento scolastico: dove esistono condizioni abitative decorose, alloggi, case, terreni privati, ecc., più facilmente si nota un abbassamento delle percentuale di coloro che evadono l?obbligo scolastico.
E? evidente, quindi, come il problema dell?evasione e della dispersione scolastica non prescinda dal problema abitativo, igienico, e di futuro inserimento lavorativo e sia necessario attivare quindi progetti a 360 gradi mirati al superamento di tutte queste problematiche.
E soprattutto è necessario mirare al superamento dei campi nomadi, dove esistono, che risultano essere una prospettiva non solo ghettizzante ma, come da definizione dell? European Roma Right Center ?l?emblema della segregazione razziale per eccellenza? e, secondo il Comitato per l?Eliminazione delle Discriminazioni dell?ONU, ?un mix tra le favelas e i campi di concentramento? (l?Italia è l?unica nazione dell?Europa che ne mantiene l?esistenza).

EDUCAZIONE INTERCULTURALE
Accanto ad una politica dell?accoglienza, è di fondamentale importanza prevedere di applicare nelle scuole la didattica interculturale. Esiste una normativa dell?interculturalità nel nostro ordinamento scolastico; i documenti sono numerosi e di diversa natura, tra questi i più significativi sono:
1) Circolare n° 301 del 08/09/1989 e la successiva Circolare Ministeriale n° 205 del 26/07/1990, la n° 73 del 02/03/1994, La Pronuncia del C.N.P.I. del 23/04/1992 e del 24/03/1993, i programmi della scuola media che risalgono al 06/02/1979, della scuola elementare del 12/02/1985, la Legge di riforma dell?ordinamento della scuola elementare del 05/06/1990 n° 148..
Nonostante le Circolari Ministeriali, la Pronuncia del C.N.P.I., le premesse generali ai programmi dei vari ordini di scuola, i programmi della scuola elementare e della scuola media, ancora in molte scuole la didattica interculturale non viene applicata. Si tende a fornire un?educazione multiculturale al posto di un?educazione interculturale. L?educatore che assume una prospettiva multiculturale considera la coabitazione delle differenze etniche, culturali e religiose come un processo storico naturale di cui si prende atto, imposta tra le diverse culture un rapporto di tipo oggettuale (è una cultura in più da approfondire) tutto basato sull?oggetto dello studio e sulla materia. Quando invece l?educatore costruisce un progetto educativo intenzionale, cioè compie una scelta, passa dal multiculturale all?interculturale, non riducendo l?altra cultura ad un oggetto di studio in più ma imposta il rapporto tra le culture in questo modo: non oggettuale ma soggettuale, non estrinseco ma intrinseco, non cumulativo ma interattivo, non enciclopedico ma epistemico nel senso che l?altra cultura deve interessare per modificare lo spettro di indagine, assumendo un punto di vista diverso sulla realtà, esterno al proprio sistema cognitivo.
L?educazione interculturale non è naturale ma deve essere voluta e provocata, l?insegnante stesso deve avviare un processo personale di decostruzione mentale data da stereotipi e pregiudizi, cambiando la sua visione del mondo, superando il concetto di monocultura e di centralità europea.
L?educazione interculturale è: riconoscimento dell?identità dell?altro, tutela e promozione del diritto di cittadinanza, educazione antirazzista, prevede e comprende atteggiamenti e comportamenti, è superamento del monoculturalismo. E? un processo multidimensionale di interazione tra soggetti di identità culturale diverse, che, attraverso l?incontro (interculturale), vivono un?esperienza profonda e complessa di conflitto/accoglienza. Ciò diviene una preziosa opportunità di crescita della cultura personale di ciascuno nella prospettiva di cambiare tutto quello che è di ostacolo alla costruzione comune di una convivenza civile, è, infine, considerarsi cittadini del mondo superando il concetto di nazionalismo dato dalla rigidità delle frontiere.
Tutto ciò si può riassumere nei quattro elementi strutturali dell?interculturalità:
a) l?interazione.
b) L?empatia.
c) Il decentramento.
d) La transitività cognitiva.
Il conseguimento degli obiettivi succitati esige almeno tre cambiamenti del sistema scolastico:
a) l?attuazione del principio delle pari opportunità,
b) Il rifacimento dei libri di testo e l?adozione di tecniche attive e di strumenti multimediali.
c) La riqualificazione degli educatori.

FINALITA? DEI PROGETTI
I progetti che devono essere attivati per favorire l?integrazione scolastica dei bambini rom e sinti devono avere le seguenti finalità:
1) incentivare e regolarizzare la frequenza dei Rom e dei Sinti nella scuola materna, elementare e media.
2) Migliorare la convivenza tra gli alunni rom e sinti e gagè.
3) Combattere la formazione di stereotipi e pregiudizi.
4) Migliorare il livello di apprendimento dei bambini rom e sinti, sensibilizzare, informare e aggiornare gli insegnanti e le diverse componenti scolastiche ed extra-scolastiche perché approfondiscano la conoscenza del mondo dei Rom e dei Sinti.
5) Coinvolgere le famiglie rom e sinte nella partecipazione alla vita della scuola.
6) Coordinare gli interventi dei diversi ordini di scuola, dell?Ente locale e delle USL.
7) Contribuire alla diminuzione dell?emarginazione sociale dei Rom e dei Sinti. 8) Favorire l?inserimento lavorativo e sociale, qualificato per la loro realtà.
9) Ottenere che in futuro si possa arrivare al superamento del progetto stesso. Dobbiamo cercare di contribuire a costruire una scuola specializzata in cui la riflessione sulla pluralità incammini il pensiero verso una maturità interculturale, dove venga riconosciuta la ricchezza che deriva dal dialogo e dalla scambio fra diversi orizzonti culturali, per una ridefinizione degli stessi.
Con una buona accoglienza da parte delle scuole, con l?attivazione di una didattica finalizzata all?educazione interculturale e con la nostra presenza come operatori e mediatori, di deve mirare a ottenere che gli alunni rom e sinti che si affacciano al mondo scolastico della cultura maggioritaria con una assenza totale di autostima, SI SENTANO IMPORTANTI E INTERESSANTI al pari degli altri. Per farli sentire interessanti deve essere messa in evidenza e valorizzata all?interno delle classi, la loro lingua d?origine, la loro storia e la loro cultura, perché siano e si sentano importanti, al pari degli altri bambini, si deve arrivare ad una maturazione della loro personalità, mantenendo la cultura d?origine senza che venga assimilata nella nostra e, come a tutti, deve essere data anche a loro la possibilità di scelta nella vita.

CONCLUSIONI
Purtroppo non siamo in grado ancora di rilevare delle percentuali reali riguardanti l?evasione e la dispersione scolastica dei minori appartenenti alle comunità rom sinte e camminanti. Auspichiamo che, grazie al Protocollo di Intesa possa attivarsi un progetto di monitoraggio a ,livello nazionale anche con il sostegno economico della Comunità Europea, della popolazione rom, sinta e camminante presente in Italia. Tale progetto, pur mantenendo l?anonimato delle persone, permetterebbe di rilevare il reale numero dei minori che evadono la scuola dell?obbligo. Infatti i dati forniti dalle scuole rispecchiano solo in piccola parte la realtà; è necessario contattare i Rom e i Sinti, famiglia per famiglia, negli alloggi, nelle case, nei terreni privati, nei campi comunali e nei campi abusivi.
E? indispensabile anche investire risorse economiche per finanziare seriamente i progetti di cui si è parlato in precedenza, se effettivamente esiste la volontà politica di tutelare i diritti della popolazione dei Rom e dei Sinti; altrimenti i vari Seminari, i vari Convegni e tutti i bei discorsi rimangono lettera morta e perdita di tempo e, intanto, quelle persone con i loro bambini continuano ad essere vittime di pregiudizi, del razzismo e di ghettizzazione totale.
Riferimenti: Rom/Sinti: la scolarizzazione possibile

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Negli occhi di Susan

9 Gennaio 2006 Commenti chiusi
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Minacce di Forza Nuova a Foggia

6 Gennaio 2006 Commenti chiusi


?Gli alunni rom devono finirla di discriminare quelli italiani!?

Il coordinatore provinciale di Forza Nuova scrive al Dirigente scolastico di Foggia ed alle autorità preposte (sindaco ed assessori vari) rispetto ?agli episodi di intolleranza, ormai all’ordine del giorno, di gravità sempre maggiore da parte di alunni Rom nei confronti di bambini italiani?. Dopo avere constatato la mancata integrazione degli alunni extracomunitari, ?i risultati fallimentari sono in maniera palese ed evidente sotto gli occhi di centinaia di famiglie e degli operatori stessi?, il coordinatore ritiene ?che si debba tutelare la integrità psico-fisica degli alunni foggiani dalle ripetute e reiterate molestie fisiche ma, soprattutto, psichiche e vessatorie da parte degli extracomunitari?. E conclude: ?Il movimento politico Forza Nuova vigilerà in maniera continua e scrupolosa perché la situazione innanzi descritta si normalizzi?.
Una lettera ?datata? 17 ottobre 2005 ma che è sempre attuale a delineare la linea politica di Forza Nuova verso Rom ed immigrati

Lettera al Dirigente scolastico di Foggia
dal Coordinamento Provinciale Forza Nuova Foggia

Al Dirigente Scolastico
6°Circolo S.Chiara
Al Sindaco
di Foggia
All’Assessore alla Legalità
Comune di Foggia
All’AssessorePolitiche Educative
Comune di Foggia.

Oggetto: scuola elementare Via Petrucci.

La presente,dopo segnalazione di gran numero di genitori di alunni frequentanti il plesso distaccato del 6° Circolo S.Chiara in Via Petrucci, per esortare le SS.LL., ognuno per le rispettive competenze, a trovare idonea e pronta soluzione ad un problema che di giorno in giorno assume aspetti sempre più preoccupanti e che, riteniamo, vada risolto quanto prima per evitare spiacevoli evoluzioni della vicenda, mi riferisco agli episodi di intolleranza, ormai all’ordine del giorno, di gravità sempre maggiore da parte di alunni Rom nei confronti di bambini italiani.
Apprezziamo tutti i tentativi, perché tali sono da considerarsi, messi in atto dalla Dirigente Scolastica del 6° Circolo per favorire la cosiddetta integrazione tra gli alunni di diversa etnia che frequentano il plesso scolastico di Via Petrucci, ma i risultati fallimentari sono in maniera palese ed evidente sotto gli occhi di centinaia di famiglie e degli operatori stessi.
Riteniamo che si debba tutelare la integrità psico-fisica degli alunni foggiani dalle ripetute e reiterate molestie fisiche ma, soprattutto, psichiche e vessatorie da parte degli extracomunitari ; l’intervento preventivo di medicina scolastica non è stato bastevole se si segnalano episodi di pediculosi ed è evidente il rischio epidemico di svariate patologie infettive. Altresì l’attività ad opera di volontari del servizio civile e l’ utilizzo di risorse finanziarie ed umane aggiuntive non ha dato gli esiti sperati, e fanno testimonianza di quanto da noi affermato il referto di una struttura ospedaliera per lesioni riportate da una alunna e, certamente non di minore importanza, un referto ufficiale della autorità giudiziaria.
Non si può addurre a motivazione e giustificazione, la qual cosa ci lascia del tutto perplessi, che sia stato denunciato un solo episodio di violenza di estrema gravità poiché comunque a dimostrazione del disagio esistente tra i genitori dei piccoli che frequentano l’istituto di Via Petrucci vi è stata una petizione popolare con raccolta di numerosissime firme. Non da meno trascurerei che moltissimi alunni e loro genitori sono stati apertamente minacciati di ripercussioni fisiche se avessero adottato qualsivoglia misura di “autotutela” e crediamo che altrettanto possa essere successo nell’ambito del personale che presta la propria opera presso tale istituto scolastico e che ha conseguentemente scelto la via del silenzio per evitare molestie e quant?altro.
A conclusione di questa denuncia chiediamo ufficialmente che drastiche e radicali soluzioni vengano prese da tutte le figure coinvolte istituzionalmente per evitare il reiterarsi degli episodi intolleranza da parte dei Rom nei confronti degli italiani (i razzisti non siamo certamente noi) i quali per affermare la loro “supremazia” evidentemente adottano i più spregevoli metodi violenti e vessatori nei riguardi della popolazione foggiana.
Rivolgiamo ufficiale esortazione affinchè si prenda piena coscienza di questa polveriera che incombe e che istituzionalmente tutti, per le loro rispettive competenze, diano risoluzione definitiva a tutto ciò.
Il movimento politico Forza Nuova vigilerà in maniera continua e scrupolosa perché la situazione innanzi descritta si normalizzi riservandosi di adire tutte le vie legali possibili laddove si ripetessero episodi di violenza nei riguardi della popolazione scolastica del plesso di Via Petrucci.
Foggia 17 ottobre 2005
Il Coordinamento Provinciale: Dr Francesco Niglio

Nella foto, scritta di Forza Nuova a fianco di un negozio cinese

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Il ?Porrajmos? dimenticato

3 Gennaio 2006 Commenti chiusi

"Il Porrajmos dimenticato, le persecuzioni dei Rom e Sinti in Europa" è il titolo del libro edito dall‘Opera Nomadi, con il contributo dell’Unione comunità Ebraiche Italiane. Il libro traccia la storia della persecuzione degli zingari a partire dal medioevo per arrivare all‘età moderna, soffermandosi sul periodo nazi-fascista che ha portato alla "soluzione finale". Con una proposta per integrare la "Giornata della memoria".

LE DIFFICOLTÀ DEL FARSI MEMORIA
Milano 24 gennaio 2004. Maurizio Pagani, nella sede dell‘Opera Nomadi di Milano, racconta le difficoltà incontrate nella realizzazione del documentario video. Difficoltà a raccogliere testimonianze sia a causa dell‘età (gli zingari non superano, in media, i cinquant‘anni di vita) sia per le ritrosie dei sopravissuti a raccontare quello che è successo: "Non si parla dei morti", dicono. "La nostra ricerca – spiega Maurizio – è un inizio di storiografia perché quella ufficiale non dice niente. L‘informazione è carente sotto questi aspetti. Anche perché, con le dovute differenze, la situazione di esclusione e di emargina-zione di questo popolo continua anche oggi". Anche il presidente nazionale Massimo Converso, presente all‘iniziativa, insiste sulla diffusione del libro e video: "L’Opera Nomadi ha il compito di fare conoscere queste testimonianze nelle scuole ed anche nei campi Rom perché i giovani ne facciano memoria".

"GIORNATA DELLA MEMORIA", UNA LEGGE DA INTEGRARE
La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell
‘abbattimento dei cancelli di Auschwitz, "Giorno della Memoria", al fine di ricordare la "Shoah" (lo sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subito la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati (art. 1 della Legge N.211, 20 luglio 2000). Una legge da integrare ricordando le altre vittime.

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Per una riconciliazione nazionale coi Rom/Sinti

3 Gennaio 2006 Commenti chiusi

Ufficio Governativo per i Rom/Sinti, riconoscimento di minoranza etnica e linguistica, programmi d’integrazione sociale (scuola, habitat, lavoro): questi progetti perdono di efficacia se prima non viene ridotta la prevenzione sociale verso le popolazioni Rom/Sinte che perdura da seicento anni. Il regime nazi-fascista perseguitava gli Ebrei (perché di razza impura), gli “zingari” (perché “asociali”, geneticamente ladri e criminali), i dissidenti politici, i Testimoni di Geova, gli handicappati, gli omosessuali. Dopo 60 anni la società riconosce ed accetta gli Ebrei, i dissidenti politici, i Testimoni di Geova, gli handicappati ed omosessuali ma non gli “zingari” che continuano ad essere discriminati perché ritenuti “altri”, estranei, privi di “umanità”. Anche nel 2005, secondo il monitoraggio promosso dall’Unione Europea, i Rom/Sinti sono stati al primo posto in Europa per quanto riguarda razzismo e discriminazione.
L
’Italia non potrà farsi popolo e nazione, nella sua interezza e complessità, finché non ci sarà una “riconciliazione nazionale” col popolo Rom, a partire da un’assunzione di responsabilità collettiva ed ufficiale per le persecuzioni che da secoli vengono inflitte ai Rom/Sinti: un farsi “storia e memoria” per una ri-composizione sociale. Non è sufficiente, allargare la "Giornata della "memoria" (istituita per ricordare lo sterminio degli Ebrei ad opera del regime nazi-fascista) ai Rom -non solo, si tratta di decretare un “Giorno della memoria Rom” per il popolo più perseguitato della storia. Per dichiarare chiusa dopo 600 anni la guerra e l’esclusione ed attivare reali processi effettivi di integrazione sociale.

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Mancano acqua e luce al "campo" di S.Maria (Ce)

2 Gennaio 2006 Commenti chiusi


Da Romano Lil telematico, 29 dicembre 2005
S. Maria C.V.(Caserta). L?Opera Nomadi minaccia una protesta esemplare. ?Le iene della Tv sono state avvertite. Se Capua non darà l?acqua ai Rom la presidente O.N. andrà a vivere in roulotte?, scrive l?Opera Nomadi di Caserta in un comunicato inviato ai giornali, ed alle autorità preposte, in data 28 dicembre. 10 famiglie di Rom sono state trasferite in un campo attrezzato di S.Maria la vigilia di Natale, ma sono senza acqua, senza riscaldamento, senza servizi igienici e senza luce.

UNA PROTESTA CIVILE
S. Maria C.V.(Caserta). L?Opera Nomadi minaccia una protesta esemplare. ?Le iene della Tv sono state avvertite. Se Capua non darà l?acqua ai Rom la presidente O.N. andrà a vivere in roulotte?, scrive l?Opera Nomadi di Caserta in un comunicato inviato ai giornali, ed alle autorità preposte, in data 28 dicembre. ?Aspettiamo una risposta positiva entro alcuni giorni. Se non danno l?acqua e sistemano la luce? andrò a dormire con Sevlika Sejfulah? dichiara Nadia Marino.
CRONACA DEI FATTI
La notizia: un container con servizi igienici del valore di 25mila euro giace inutilizzato nel campo attrezzato dal comune di S. Maria C.V. in via Parisi, al confine col comune di Capua, che nega l?allaccio della fornitura idrica. I Rom chiedono di potersi lavare e di utilizzare i tanto agognati bagni. Il commissario prefettizio di Capua, dottor Provolo, ha revocato il permesso di utilizzare l?acqua con motivazioni sconosciute adducendo, all?incontro con l?Opera Nomadi, di dover aspettare il nuovo sindaco. ?Non ha pieni poteri un commissario prefettizio?? ribatte l?associazione. L?allacciamento idrico sarebbe stato pagato dal comune di S. Maria anche per il cantiere contiguo: l?inizio dei lavori, finanziati dalla regione Campania, per la costruzione degli alloggi dei baraccati, è previsto tra pochi giorni. Il campo attrezzato è situato in aperta campagna ed è più conveniente, per vicinanza, la fornitura idrica di Capua. L?Opera Nomadi (forte del preziosissimo aiuto del vescovo Raffaele Nogaro), ha già sollevato la questione in un incontro col gentilissimo questore Papa. Oggi chiede anche al signor Prefetto (massima autorità in materia d?igiene collettiva e di pericolo d?epidemie) e ai vertici dell?Asl competente, d?intercedere affinché per una dozzina di famiglie possa finire l?incubo. L?O.N. non vuole credere alle voci di corridoio che parlano di pressioni politiche da parte dei residenti (del partito di F.I.) di alcune villette situate in un?area vicina al campo attrezzato.
LA STORIA
Alla vigilia di Natale sono stati sgomberati dal plesso scolastico di via Galatina, a S.Maria, le dieci famiglie rom che vi avevano trovato ospitalità dopo l?incendio divampato nel campo nomadi di via Olanda il 30 dicembre 2004: provenienti dall?ex Jugoslavia, vi erano stanziati da ormai 20 anni. Dovevano essere trasferiti nel campo attrezzato di via Parisi dopo un anno. Ma il trasloco è stato anticipato per la rottura del bagno dell?ex scuola di via Galatina che ha reso inagibile la struttura. Il ?campo? sorge in prossimità del cantiere edile, su terreno comunale, in cui dovrebbero partire, quanto prima, i lavori per la costruzione di due palazzine per l?alloggio delle famiglie rom: la protezione civile vi ha portato una dozzina di roulotte. L?O.N. chiede che siano revisionate perché ci piove dentro: ?Si aprono al vento come sfogliatelle? segnalava Nadia Marino il 16 dicembre scorso. Il contatore dell?energia elettrica è stato intestato ad un?italiana ospite dei Rom, ma ad oggi alimenta solo due lampioni. Nelle roulotte fa freddo in assenza di stufe elettriche. Diversi bambini hanno contratto l?influenza. Il campo ospita tre neonati, 25 bambini, tre donne incinte, due disabili gravi, uno con gamba amputata (tutti quindi in diritto del permesso di soggiorno). Senza l?allacciamento idrico resta inutilizzabile il container con bagni, docce e W.C.
L’OPERA NOMADI CHIEDE
?Ringraziamo il sindaco Vincenzo Iodice, che per l?energia elettrica alle roulotte, si è impegnato a provvedere?, spiega Nadia Marino. ?L?ingegnere Antonio Ruberto del settore urbanistica comunale sostiene che a giorni si avrà il cavo montato in sicurezza e che per legge non si può negare l?acqua ad un cantiere edile che ne ha fatto formale richiesta?. L?O.N. chiede al comune di S.Maria di pagare le bollette dell?Enel come avviene in tutta Italia nei campi nomadi attrezzati dagli Enti Locali. L?O.N. chiede tre cassonetti urgenti per i rifiuti. Sollecita per l?ennesima volta l?acquisto di un pulmino per il trasporto scolastico (il campo è lontanissimo dalla scuola). Chiede la chiave della sua sede, già assegnata in via Galatina, per avviare i corsi di alfabetizzazione sospesi. L?O.N. invita, infine, i signori giornalisti e il commissario Provolo di Capua a visitare il campo (magari provvisti di caramelle, previa telefonata per la localizzazione) ed augura loro un felice anno nuovo.

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I ROM I SINTI E LE METROPOLI

2 Gennaio 2006 Commenti chiusi


Da Romano Lil telematico 12 dicembre 2005
Il 6-7 dicembre si è tenuto a Roma l?VIII seminario nazionale dell?Opera Nomadi dal titolo ?I Rom, Sinti e le Metropoli?, diviso in gruppi di lavoro: Habitat e Sanità, Scuola, Lavoro, Diritti/Mediatori Rom/Sinti. Articolo di Rodolfo Fellini giornalista di televideo-Rai addattato ed integrato da Romano Lil.
Opera Nomadi: Status di minoranza cercasi
Minoranza etnica autoctona?
Stranieri comunitari o extracomunitari?
Regolari o clandestini? Cittadini o esclusi?
La mancanza di un?identità formale continua a gravare sui numerosi gruppi di Rom, Sinti e Camminanti che, da più o meno tempo, vivono in Italia.
Anche quest?anno l?Opera Nomadi, nata nel 1966 e composta da 30 sezioni da Bolzano alla Sicilia, ha voluto fare il punto sui problemi che riguardano circa 120.000 persone, in maggioranza giunte in tempi più recenti dai Balcani (a partire dal 1970 ma con forte incremento dal 1990) e dalla Romania (dal 2000), ma presenti anche da secoli (dal 1422) con forme autoctone, dalla Calabria al Veneto. A fare da intermezzo al Seminario il I° concorso per ?Musicisti di strada Rom e Sinti?, nato per promuovere l?istituzione, in ogni comune d?Italia, di un albo comunale per lavoratori musicisti di strada Rom e Sinti. Alla gara hanno partecipato diversi gruppi musicali, di canto e danza. A corollario del Seminario Nazionale un incontro con le istituzioni governative.

BEZZECCHI: ?I RISCHI DELLA EX CIRIELLI?
?La piccola delinquenza è sempre radicata nel nostro gruppo sociale, e la legge ex Cirielli, frenando le pene alternative previste dalla Gozzini (libertà vigilata, arresti domiciliari?), pesa ora come un macigno, specie sui recidivi?, ricorda Giorgio Bezzecchi, Rom Harvato, segretario nazionale dell?Opera Nomadi. ?La situazione già precaria, rischia di aggravarsi nel 2007 con l?ingresso nell?UE della Romania, dove vivono 2 milioni di zingari in condizioni di estrema povertà. I Rom/Sinti diventeranno così la più nutrita minoranza transnazionale dell?UE, anche se nessuno riconosce loro uno status giuridico?.
Bezzecchi lamenta la mancanza di politiche organiche in Italia ed in Europa. Oltre il 50% dei Rom e Sinti che vivono in Italia hanno meno di 14 anni, ma appena il 30% di loro frequenta regolarmente le scuole. ?Le cifre sono aleatorie e non ufficiali perché non è mai stato compiuto un censimento dei Rom/Sinti?, spiega ancora Bezzecchi, evidenziando come al limbo tragico in cui vive la comunità corrisponda un vuoto legislativo. ?Spesso i problemi di Rom, Sinti sono affrontati con un approccio differenziale, come se non fossimo cittadini a tutti gli effetti. La materia deve essere disciplinata da una legge, come accade per tutte le altre minoranze?.
DIRITTI E MEDIATORI CULTURALI
?Il mancato riconoscimento dello status di minoranza etnica favorisce uno stigma sociale che sottopone gli zingari a trattamento differenziale?. Lo sostiene Maurizio Pagani, consigliere dell?Opera Nomadi per la Lombardia. ?Quali politiche pubbliche avremo nei prossimi decenni? Non lo sappiamo. Ogni Ente locale attua politiche proprie, spesso divergenti o contrastanti con le altre e legate all?emergenza o all?ordine pubblico. Settori quali sanità, lavoro o istruzione, necessitano di forme di sostegno e progetti integrativi. Centrale, in quel contesto, deve essere la figura del mediatore culturale?.
I PROBLEMI NELLA SCUOLA
?Occorre attuare un piano di controlli sulla reale presenza di bambini rom nelle scuole italiane: iscrizione non è sinonimo di frequenza. Il Ministero delle pari opportunità si è detto pronto ad aiutarci, usufruendo di fondi Ue?. E? la proposta di Renata Paolucci, coordinatrice del gruppo scuola dell?Opera Nomadi. ?L?idea di istituire, assieme al ministero dell?Istruzione, corsi di formazione mirati a dar vita ad una normativa specifica. Mandare un bambino rom a scuola è già una conquista: non vanifichiamola con l?intransigenza, ad esempio esigendo sempre la prescrizione?. I bambini che si iscrivono nelle scuole devono essere seguiti da vicino. Tra Opera Nomadi e ministero c?è un nuovo ?£protocollo d?intesa?, ma è necessario ?segnalano i partecipanti al convegno- ampliare le sinergie anche con gli altri ministeri, nel quadro di un?integrazione globale. Il gruppo di lavoro Scuola ha ricordato il caso dei Camminanti di Noto, che da ottobre a febbraio vivono a Noto ed il resto dell?anno girano per le sagre d?Italia. I loro bambini usano un kit didattico nato dalla buona volontà dei singoli. Anche qui, però, manca una disciplina generale. Al gruppo Scuola è stato anche evidenziato il bisogno di potenziare l?alfabetizzazione degli adulti.
HABITAT, SANITÀ
?Serve un censimento non nominale, che faccia luce sulla reale consistenza di Rom, Sinti e Camminanti in Italia?. E? la richiesta avanzata da massimo Converso, presidente dell?Opera Nomadi. ?Secondo le nostre stime, 1/3 dei circa 120.000 Rom/Sinti e Camminanti che vivono in Italia, sono Rumeni, spesso non in regola con la legge Bossi-Fini. Alloggiano in condizioni indecenti, in campi e baraccopoli dove diffuse sono le malattie epatiche ed all?apparato respiratorio?. Converso ritiene doverosa la formazione di mediatori di sanità perché ?i medici italiani ignorano lo stile di vita dei rom rumeni e balcanici?.
?Un?altra emergenza riguarda i Sinti autoctoni, alle prese con la perdurante crisi dello spettacolo viaggiante?, ricorda Converso. ?Venuta meno la loro organizzazione socio-economica, le famiglie sono ospitate in campi che nulla hanno a che fare con la loro cultura?. Nel simposio sono stati ricordati i casi di alcuni comuni (Modena, Brescia, Padova) che stanno creando micro-aree rurali in alternativa agli attuali ?campi?, ed altre (Bolzano, Pisa, Torino) che hanno assegnato case a rom balcanici. Ancora da affrontare, invece, il problema alloggio dei rom rumeni, il cui inserimento sociale mostra gravi ritardi.
LAVORO
Aleramo Virgili, coordinatore del gruppo Lavoro, rileva le difficoltà in cui si dibatte il Segretariato sociale per l?avviamento al lavoro di Rom e Sinti di Roma sempre più a corto di fondi. ?Molti Rom ?segnala Virgili- svolgono lavori normali ma tendono a nascondere la loro identità, dichiarandosi ?rumeni? o ?immigrati da altre regioni? perché il pregiudizio è ancora radicato. Le istituzioni possono aiutarci a regolarizzare molte attività, anche con le cooperative. Grandi prospettive offre la raccolta differenziata, mentre vanno recuperati i mercati, lo spettacolo itinerante e l?abbigliamento tradizionale?.
GLI IMPEGNI MINISTERIALI
Al seminario dell?Opera Nomadi seguirà un confronto con le istituzioni, a partire dal prossimo 15 gennaio. Per quella data sono convocate le riunioni coi tre ministeri (Pari opportunità, Affari regionali e Istruzione) per fare il punto sui vari problemi emersi nell?assise di Roma. Sebastiano Piana, a nome del ministro per gli Affari regionale La Loggia (che ha la delega per le minoranze), ha detto che se oggi manca una legge specifica per i Rom/Sinti, forse è perché i gruppi sono sparsi su tutto il territorio nazionale e non localizzati come le 12 minoranze contemplate dalla legge.
?Per fare una legge integrativa o per la tutela specifica di questa minoranza dobbiamo prima conoscere a fondo i problemi della comunità, anche nel suo divenire?, osserva Piana. ?I Rom e Sinti ?storici? possono aiutare le comunità immigrate a inserirsi in Italia e le istituzioni a conoscerne la cultura. I problemi sono comunque trasversali e coinvolgono più realtà; servirebbe un tavolo tecnico allargato?.
CONCORSO MUSICISTI DI STRADA
Nell?ambito del Seminario Nazionale, martedì 6 dicembre alle ore 21, presso il teatro di via dei Sabelli, si è tenuto il I° concorso città di Roma ?Musicisti di strada Rom e Sinti?. Un concorso per proporre l?istituzione, in ogni comune d?Italia, di un albo comunale per lavoratori musicisti di strada Rom e Sinti. Al concorso hanno partecipato i gruppi musicali, di canto e danza:
Taraf di Oltenia, Ansamblu Musicale Maria Tanase di Craiova, Candoni Taraf, delle comunità Rom Rumeni di Roma; Rom Kalò Bal, Rom Khorakhanè Cergarija Vlasenicaqi e Shiftarija di Roma; Michele D?Amato, cantautore Rom Lucano di Lauria (PZ)

Nella foto i Taraf di Oltenia

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Manifestazione Nazionale per i diritti dei migranti

2 Gennaio 2006 1 commento


Da Biancoenero, periodico polesano di immigrati e minoranze.
3 dicembre 2005 Roma. ?Abroghiamo la Bossi-Fini, no alla Turco-Napolitano!!?, ?Casa, lavoro, soggiorno per tutti!?, sono le parole d’ordine della manifestazione nazionale promossa dal Movimento dei Migranti e delle Reti Antirazziste: “Siamo di nuovo in piazza, a Roma, per la chiusura di tutte le galere etniche, per affermare i diritti delle e dei migranti”.

?Sui migranti si sperimenta oggi la costruzione di una società dell’esclusione in cui si intrecciano precarietà di lavoro e di vita, autoritarismo e repressione.
La legge Bossi-Fini, che subordina il rinnovo dei permessi di soggiorno a un contratto di lavoro ha reso ancora più evidente che i migranti non sono considerati persone ma mera forza lavoro, da usare o espellere a seconda delle esigenze del mercato e di un modello economico e sociale sempre più iniquo.
L’intreccio con la legge 30 sul mercato del lavoro aumenta drammaticamente la precarietà, imponendo di ripetere le pratiche per il rinnovo del permesso di soggiorno, mentre il vincolo della certificazione delle condizioni abitative dà ai datori di lavoro un ulteriore strumento di ricatto sulla vita di donne e uomini migranti.
La netta opposizione alla legge Bossi-Fini, a qualsiasi ipotesi di ritorno della Turco Napolitano, al legame tra permesso di soggiorno e contratto di lavoro, ai CPT e alle espulsioni e deportazioni di massa, la rivendicazione della libertà di muoversi o di restare, potranno trovare forza solo se uomini e donne migranti saranno ancora una volta, in massa, protagonisti delle loro lotte.
Per questo chiamiamo il movimento dei migranti, il movimento antirazzista, antiliberista e pacifista alla manifestazione nazionale il 3 dicembre a Roma?.

LA MANIFESTAZIONE
Roma 3 dicembre, piazza della Repubblica ? piazza Venezia.
E? un grande corteo formato da persone provenienti da tutto il mondo, chiassoso, ballato ed urlato quello che si snoda attraverso la città di Roma, passa nel quartiere dell?Esquilino ed arriva a piazza Venezia lungo la maestosità di via dei Fori Imperiali.
Almeno 40.000 persone sono scese in piazza a rivendicare il diritto di libertà da una legge, la ?Bossi-Fini?, che sancisce la schiavitù di Stato per i tre milioni di immigrati regolari in Italia. I protagonisti della manifestazione sono proprio gli immigrati, alla testa di un ?movimento?, costruito sui terreni del ?lavoro? e della ?cittadinanza?, che comprende anche una minoranza di italiani: Rifondazione Comunista, Verdi, Comunisti Italiani, Centri Sociali, Comitati di Base, Fiom, Sin Cobas, Arci, Emergency ed altre associazioni per i diritti. La presenza africana è certamente la più numerosa ma ci sono migranti dal Sud-America, dal medio ed estremo Oriente, Kurdi, Cinesi, Pakistani?
?Il Movimento è stato inventato dalla Bossi-Fini che chiude ogni spazio di progettazione del futuro per noi e per gli italiani? afferma il senegalese Sene Bazir.
?Veniamo da dove più forti sono il precariato, il razzismo e la criminalizzazione delle lotte sociali?, sostiene Abu, attivista della Rete napoletana che ha portato a Roma oltre tremila persone.
?Siamo qui perché laddove vi è una battaglia a difesa dei diritti delle persone, lì è il nostro posto come partito?, sottolinea Paolo Cento, deputato dei Verdi.
Giovanni Russo Spena, deputato di Rifondazione Comunista: ?Ritengo che questa manifestazione sia importante sul piano dei diritti, all?asilo, alla cittadinanza, di voto e per la chiusura dei Centri di Permanenza Temporanea, che sono dei lager, delle galere etniche, a mio avviso incostituzionali. E poi c?è un motivo politico di fondo: io credo che quelle persone che sono qui costituiscano la parte importante del nuovo proletariato. I metalmeccanici ieri ed i migranti oggi, qui a Roma, danno il segno di una nuova unità sociale che può diventare un fatto politico dirompente?.
PERCHE? SIAMO QUI
?Sono qui per difendere la causa degli immigrati? afferma il senegalese Gabriele Wade, da cinque anni in Italia ed operaio nell?edilizia. ?Ogni tre anni c?è la svalutazione della nostra moneta? continua, ?l?Occidente fa una politica di impoverimento dell?Africa, che sarebbe ricca ma è costantemente e metodicamente depredata. E così ci costringe a partire per cercare lavoro. Una tazzina di caffè costa ottanta centesimi a Roma ma in Costa d?Avorio il caffè grezzo viene acquistato a cinque centesimi il kilogrammo. L?Italia vende i suoi prodotti fissando i prezzi, anche i nostri prodotti dovrebbero essere a prezzo fisso, senza questa enorme ricarica di guadagno e di sfruttamento che ci fa l?Occidente?.
?Sono qui per i diritti di tutti i lavoratori immigrati che stanno male in questo Paese? afferma Michele Fernando, di 38 anni: ?Provengo dallo Sri Lanka, sto in Italia da 18 anni ed ho fatto tutti i lavori possibili sempre da operaio. E? la casa il problema più importante, gli affitti sono molto alti, un miniappartamento costa 600 euro ed io ne prendo 850 di stipendio. Attualmente pago 250 euro al mese solo per un posto letto a Padova. Con l?aumento dei prezzi a causa dell?euro i soldi da mettere via non li trovo più. Ho poca speranza, ormai, di tornare nella mia terra?.
?Vengo a manifestare i miei diritti? spiega il metalmeccanico Nazrul Islam, originario del Bangladesh ed in Italia da sette anni: ?abbiamo tanti problemi a partire dalla casa?.
?Sono qui contro la legge Bossi-Fini e per i diritti di tutti? afferma il quarantatreenne marocchino Ismail: aiutante idraulico, imbianchino, saldatore, muratore??Le parole d?ordine della manifestazione sono quelle dell?anno scorso e saranno quelle dell?anno prossimo anche se cambia il Governo. Di nuovo, rispetto ad un anno fa, c?è la legge Pisanu e la certificazione dell?abitazione. Faccio parte della Rete per il lavoro migrante di Padova dove siamo attivi in ?tavoli? diversi per risolvere i problemi degli immigrati; abbiamo appena collaborato alla realizzazione di un convegno sul diritto di voto. I nostri problemi sono soprattutto sul lavoro dove la discriminazione è continua. La settimana scorsa sono stato escluso da un colloquio per elettricista perché cercavano solo italiani. La migrazione è diventata strutturale a questo paese, i migranti sono solo da sfruttare come forza lavoro?.

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Breve cronistoria zingara

2 Gennaio 2006 Commenti chiusi


Cittadini d?Europa.
Se esiste un?identità europea, un popolo senza altra patria che non sia il Continente, questo è il popolo rom, la minoranza più numerosa dell?Unione europea. Vittime di persecuzioni, dispersi nella storia e nella geografia, immersi nella realtà di altre popolazioni e altri stati, i rom non hanno mai perso la loro forte e distinta identità culturale.
Un più antico ed originario termine ?dom? (il popolo della terra, degli uomini) da cui deriva ?rom? uomo. Regola di autodefinizione arcaica che si ritrova presso numerose tribù primitive come i Bantù dell?Africa, gli Inuit (eschimesi), i Berberi dell?Africa settentrionale o Imazighen, i Khoin-Khoin ottentotti e la maggior parte delle tribù degli Indiani d?America (i Lakota?).
A partire dal V secolo si mossero dalle regioni del Punjab, del Sind del Rajastan, forse a causa delle incursioni dei cosiddetti Unni Bianchi che tra il 415 ed il 500 invasero a più riprese l?India settentrionale. Dom è il primo termine a cui si possono far risalire le tre grandi ripartizioni dell?etnia zingara: Rom, Sinti (con il gruppo dei Manouches) e Kalè.

BREVE CRONISTORIA ZINGARA
1054- Primi Rom provenienti dall?India Nord-Occidentale segnalati in Grecia.
1422- Arrivo a Bologna del primo gruppo di zingari provenienti dall?Ungheria.
1492- Espulsione dalla Spagna di Mori, Ebrei e Zingari.
1554- Inghilterra e Svezia decretano la pena di morte per gli zingari.
1713- Gli zingari espulsi dal regno di Savoia.
1758- Maria Teresa d?Austria vara la legge di assimilazione: tutti i bambini zingari vengono sottratti alle famiglie per essere educati a carico dello Stato.
XVII-XIX secolo- Deportazioni di massa di zingari verso le colonie d?America.
1856- Fine della schiavitù degli zingari in Romania.
1920-30- Massiccia emigrazione di zingari verso Messico e Brasile.
1938- Il Terzo Reich vara le leggi razziali.
1940-45- 500.000 zingari vengono uccisi nei campi di sterminio e nell?Europa nazi-fascista.
1945- Al processo di Norimberga contro i criminali di guerra nazisti i Rom non furono rappresentati
1973- La Svizzera abroga la sottrazione alle famiglie e la sistemazione in istituti di bambini nomadi e zingari.
1979- La raccomandazione 563 del Consiglio d?Europa invita i governi a porre fine ad ogni forma di discriminazione verso le popolazioni zingare.
1981- La raccomandazione 125 del Consiglio d?Europa invita i governi a riconoscere gli zingari quali minoranza etnica e a tutelarne la lingua e la cultura.
1983- La raccomandazione del Consiglio d?Europa invita a facilitare agli zingari l?accesso alla cittadinanza.
1993- La raccomandazione 1203 del Consiglio d?Europa invita a prendere serie iniziative a favore degli zingari nei campi di cultura, istruzione e informazione.
2005- Secondo il rapporto della Comunità Europea i Rom sono la popolazione più discriminata d?Europa.
LA GRANDE FAMIGLIA
E? stato calcolato che nel mondo vivono circa 12 milioni di Rom: più di tre milioni nelle Americhe, mezzo milione in Asia, 200.000 in Africa e 40.000 in Oceania.
La comunità Rom europea conta quasi 9 milioni di individui, che vengono chiamati in modo diverso a seconda del paese in cui vivono: Rom, Sinti, Kalè, Manouches, Gitani, Gypsies?
Ecco una stima approssimata delle presenze dei Rom negli Stati d?Europa e la percentuale sulla popolazione totale. Romania 2.000.000, 9% del totale; Bulgaria 750.000, 9,3%; Spagna 700.000, 1,7%; Ungheria 600.000, 6%; Slovacchia 500.00, 9,2%; Serbia-Montenegro 400.000, 3,8%; Francia 300.000, 0,5%; Russia 300.000, 0,2%; Repubblica Ceca 270.000, 2,6%; Macedonia 230.000, 11,5%; Grecia 180.000, 1,8%; Italia 120.000, 0,2%; Germania 120.000, 0,1%.
Nell?immagine un bando per la vendita di schiavi in Romania, nel 1852. Si tratta di 18 uomini, 10 ragazzi, 7 donne e 3 ragazze in buone condizioni, ?in conditie fina?.

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Protocollo d?intesa per favorire la scolarizzazione dei Rom/Sinti

2 Gennaio 2006 Commenti chiusi


Luglio 2005
Il ?Protocollo d’intesa per la tutela dei minori zingari, nomadi e viaggianti tra Ministero Istruzione,Università, Ricerca Direzione Generale per lo Studente e Opera Nomadi? è stato firmato durante l?Assemblea nazionale dell?Opera Nomadi, il 26 giugno a Roma, dal dottor Matteo Tallo, in rappresentanza del MIUR, e dal presidente nazionale Massimo Converso.
Un protocollo, della durata di tre anni, che definisce le linee di intervento con cui gli Uffici Scolastici Regionali, Regioni ed Enti Locali, previa intesa con l?Opera Nomadi, si attiveranno per ridurre la dispersione scolastica dei Rom/Sinti con iniziative che favoriscano inserimento e integrazione, promovendo anche la formazione del personale docente per una migliore comprensione della cultura ?romanì?. Nel protocollo si ufficializza per la prima volta la figura del ?mediatore culturale e linguistico? Rom e Sinto come ponte fra scuola e famiglia. Da parte sua l?Opera Nomadi si impegna anche a sensibilizzare le comunità dei Rom/Sinti verso l?obbligo scolastico.

IL PROTOCOLLO D’INTESA

Protocollo d’intesa per la tutela dei minori zingari, nomadi e viaggianti tra Ministero Istruzione, Università, Ricerca Direzione Generale per lo Studente e Opera Nomadi

VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 26 marzo 1970, n. 347, che riconosce come Ente Morale l?Opera Nomadi;
VISTO il Decreto del Presidente della Repubblica 6 novembre 2000, n. 347, sul regolamento recante norme di organizzazione del Ministero della Pubblica Istruzione;
CONSIDERATO che il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, nell’ambito delle proprie competenze, ritiene fra i suoi compiti precipui quello di coordinare le politiche di intervento per la prevenzione della dispersione scolastica, al fine di promuovere il successo formativo e sostenere gli opportuni progetti integrati sul territorio, nonché di definire modalità di concreta attuazione della lotta alla dispersione scolastica con specifici interventi interistituzionali, anche attraverso l’attivazione delle opportune sinergie e collaborazioni a livello territoriale;
CONSIDERATA, perciò, l’opportunità che il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e l’Opera Nomadi promuovano azioni atte a contenere la dispersione scolastica e ad eliminare l’abbandono scolastico anche attraverso progetti integrati sul territorio;
CONSIDERATO che lo Statuto dell’Opera Nomadi prevede fra i suoi scopi la salvaguardia e la valorizzazione, con ogni possibile forma di intervento, del patrimonio culturale e sociale delle popolazioni rom, sinte e camminanti, comunemente denominate zingare, nomadi e viaggianti;
CONSIDERATO che l’Opera Nomadi ha da tempo avviato forme di collaborazione con le istituzioni a livello nazionale e locale nel campo dell’istruzione e dell’educazione dei minori e degli adolescenti Rom, Sinti e Camminanti, per assicurare all’interno del sistema scolastico interventi flessibili, che tengano conto delle diversità e della ricchezza di ciascuno;
VISTO il decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297 di approvazione del Testo Unico delle disposizioni legislative vigenti in materia di istruzione, relative alle scuole di ogni ordine e grado;
VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999, n. 275, con il quale è stato emanato il regolamento recante norme in materia di autonomia didattica e organizzativa delle istituzioni scolastiche ai sensi dell’articolo 21 della citata legge 15 marzo 1997, n. 59;
VISTA la legge 20 gennaio 1999, n. 9, concernente l’elevamento dell’obbligo di istruzione;
VISTO il contratto collettivo nazionale di lavoro – comparto scuola – 2002/05 e in particolare l’art. 9, misure incentivanti per progetti relativi alle aree a rischio, a forte processo immigratorio e contro l’emarginazione sociale;

VISTA la legge 31 marzo 1998, n. 112 sul conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle Regioni e agli Enti Locali,
VISTA la legge 27 maggio 1991, n. 176, di ratifica della Convenzione sui Diritti del fanciullo – New York, 20/11/1989;
VISTA la legge 30 luglio 2002, n. 189, modifica alla normativa di immigrazione e asilo;
VISTO il decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 275, Testo Unico delle disposizioni concernenti la disciplina dell’immigrazione e norme sulla condizione dello straniero, ed in particolare l’articolo 38 sull’istruzione degli stranieri nelle scuole italiane e sull’educazione interculturale
VISTA la circolare ministeriale 16 luglio 1986, n. 207, sulla scolarizzazione degli alunni zingari e nomadi nella scuola materna, elementare e secondaria di primo grado, ed in particolare il punto I. paragrafo III e il punto 3. comma a),

CONVENGONO E STIPULANO QUANTO SEGUE:

Il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca si impegna

Art.1 - a promuovere iniziative per contrastare il fenomeno dell’abbandono scolastico e della dispersione scolastica per i minori Rom, Sinti e Camminanti;
Art.2 - ad attivare, in collaborazione con gli Uffici Scolastici Regionali e le istituzioni scolastiche autonome, iniziative atte a favorire l’inserimento e l’integrazione dei minori Rom, Sinti e Camminanti;
Art.3 - a promuovere iniziative di formazione specifiche per il personale docente e gli operatori scolastici per una migliore comprensione della lingua e della cultura rom, ai fini dell’efficacia della scolarizzazione tesa ad assicurare il completamento del ciclo d’istruzione;
Art.4 a definire, insieme con gli Uffici Scolastici. Regionali, le Regioni e gli Enti Locali, previa intesa con l’Opera Nomadi, interventi di formazione e aggiornamento di docenti e operatori per garantire in modo stabile e continuativo il raccordo tra le culture d’origine e la scuola;
Art.5 - a promuovere iniziative di ricerca e di sperimentazione didattica, anche con il sostegno della Comunità Europea, e a svolgere azioni di monitoraggio relativamente al fenomeno dell’abbandono e della dispersione scolastica.

L’Opera Nomadi si impegna:

Art.6 - a sensibilizzare le comunità dei Rom, Sinti e Camminanti verso la scolarizzazione e a fornire informazioni relative all’assolvimento dell’obbligo scolastico e formativo;
Art.7 - a stipulare, sulla base del presente protocollo d’intesa, convenzioni con gli Uffici Scolastici Regionali per l’inserimento e l’integrazione dei minori Rom, Sinti e Camminanti, tenendo conto delle realtà territoriali per le quali transitano e nelle quali gravitano le comunità;
Art.8 - a richiedere presso i competenti enti locali i possibili interventi, mediante progetti integrati con gli Uffici Scolastici Regionali, per assicurare il diritto allo studio e l’assolvimento dell’obbligo scolastico e formativo dei minori Rom, Sinti e Camminanti;
Art.9 - a collaborare per iniziative di formazione di mediatori linguistici e culturali Rom e Sinti, organizzate dai competenti uffici degli EE. LL., in accordo con gli Uffici Scolastici Regionali, sulla base delle esigenze prospettate dalle istituzioni scolastiche e dalle famiglie nell’ambito dei Servizi di Accoglienza;
Art. 10 - a fornire tutte le informazioni relative all’andamento e al contenimento del fenomeno della dispersione scolastica al MIUR per consentire di svolgere le azioni di cui all’art.5 del presente Protocollo d’intesa.
Art.11 - Le parti firmatarie del presente protocollo ed i relativi organi, nell’ambito della loro autonomia, concorreranno all’attuazione del presente accordo nel quadro dei rispettivi ordinamenti e assetti organizzativi programmando momenti di incontro.
Art.12 - Il presente protocollo d’intesa entra in vigore alla data della stipula ed ha validità di tre anni.
Riferimenti: Assemblea Nazionale 2004 dell’Opera Nomadi

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Rovigo: convegno contro la scuola-ghetto per Rom

2 Gennaio 2006 Commenti chiusi


Da Romano Lil telematico 28 novembre 2005 Convegno-dibattito contro la scuola-ghetto per alunni Rom di Villanova Marchesana organizzato da Rovigo Opera Nomadi con l’adesione di 12 associazioni, di volontariato e di partito, il 24 novembre a Rovigo. Con la partecipazione di Giuseppe Caccia -Verdi, Stefano Galieni -Rifondazione Comunista, Roberto Costa -consigliere nazionale Opera Nomadi.

LA SCUOLA COME INTEGRAZIONE SOCIALE
Il 24 novembre, in coincidenza con la notizia, riportata su tutti i giornali, che i Rom sono i più discriminati d’Europa, secondo il monitoraggio promosso dall’Unione Europea, si è tenuto a Rovigo il convegno-dibattito: "La scuola come integrazione sociale per gli immigrati". Un convegno per promuovere progetti di integrazione per i Rom/Sinti del Polesine a partire dalla scuola elementare di Villanova Marchesana, "un ghetto per alunni rom", organizzato da: Rovigo Opera Nomadi, Associazione Difesa Lavoratori Cobas, Associazione Immigrati in Polesine, Emergency Rovigo, Cobas Scuola, Migro diritti senza confini, associazione Martin Luther King, Bianconero, associazione il Fiume di Stienta, Associazione Lavoratori Immigrati e Italiani di Este, Arci-solidarietà, PRC, VERDI.
LA SCUOLA GHETTO DI VILLANOVA MARCHESANA
Il 19 settembre scorso, con l’inizio delle lezioni scolastiche, a Villanova Marchesana è stata aperta la prima scuola elementare per soli bambini rom d’Italia (18) perché gli altri alunni italiani (12) sono stati iscritti nelle scuole dei paesi vicini. La situazione della difficoltà di integrazione della comunità di Rom (un centinaio di persone) presenti nel piccolo paese era nota da tempo (nell’agosto del 2004 furono anche lanciate tre bottiglie incendiarie contro una loro abitazione) così come da mesi Rovigo Opera Nomadi aveva segnalato, anche sui giornali, che con l’apertura dell’anno scolastico ci sarebbe stata una "scuola separata". Istituzioni, associazioni, paesani e sindaco sapevano dunque della discriminazione verso i Rom di Villanova ma non hanno mai utilizzato strumenti, anche semplici partite di calcio, per favorirne l’integrazione.
I PAESANI DI VILLANOVA
I relatori del convegno sono Stefano Galieni, del Dipartimento Nazionale Immigrazione del PRC, Giuseppe Caccia ex assessore alle Politiche Sociali del comune di Venezia, Serigne Samb, dell’associazione Immigrati in Polesine e Roberto Costa, Consigliere Nazionale e referente Opera Nomadi di Rovigo, anche moderatore. Moderatore chiamato subito in causa da un gruppo di paesani giunti da Villanova (da 20 km. di distanza) a fare polemica al grido di "noi non siamo razzisti ma…" evidenziando l’assioma linguistico "chi lo dice sa di esserlo". Genitori che hanno allontanato i loro figli perché con tanti alunni rom non avrebbero potuto seguire il programma scolastico ma anche all’erta per la possibile chiusura della "scuola-ghetto" che riproporrebbe le classi miste, nel vicino paese di Crespino, ed i vecchi problemi. A nome di tutte le associazioni il moderatore dà pronta disponibilità di recarsi a Villanova ad organizzare momenti di aggregazione sociale fra Rom e autoctoni.
LE PROPOSTE DEL CONVEGNO
Dal convegno emergono poi le proposte a superare la questione. Rovigo Opera Nomadi ha chiesto formalmente al MIUR (Ministero dell’Istruzione) ed al CSA di Rovigo la chiusura della scuola elementare di Villanova perché viola l’articolo due del protocollo d’intesa fra MIUR ed Opera Nomadi, firmato lo scorso giugno a Roma, per favorire l’integrazione scolastica dei Rom/Sinti perché senza italiani non c’è integrazione. Le 13 associazioni promotrici hanno presentato all’assessore all’immigrazione della Provincia di Rovigo ed al sindaco di Villanova un progetto di doposcuola-laboratorio pomeridiano per favorire l’integrazione fra ragazzi rom ed autoctoni. Ma dal 4 novembre sono ancora in attesa che venga fissato un appuntamento per discutere del progetto. Le discriminazioni verso i Rom/Sinti non sono solo scolastiche ma riguardano tutti gli aspetti sociali (in Polesine ci sono nuclei familiari in piena emergenza sanitaria) ed allora Opera Nomadi insiste per la costituzione di un "tavolo provinciale per Rom/Sinti" che metta in sinergia le istituzioni preposte. Perché l’integrazione scolastica funziona solo se è supportata da progetti che favoriscano l’inte-grazione sociale: lavoro, casa, diritto di rappresentazione…
LA SITUAZIONE E’ POLITICA
Giuseppe Caccia sposta l’attenzione sul contesto generale della discriminazione verso i Rom/Sinti, perpetuata anche da amministrazioni e Governi di centro-sinistra (Dalema che sospese i "permessi umanitari" per rifugiati dal Kosovo, fra cui i Berisha di Villanova) che va affrontato sul piano politico. In Italia, ad esempio, risiedono Rom, anche da tre generazioni, che vengono espulsi per scadenza di permesso di soggiorno. Su questi argomenti si inserisce Stefano Galieni che spiega come il diritto di cittadinanza per coloro che nascono in Italia sia uno dei temi della manifestazione nazionale del 3 dicembre prossimo a Roma contro la legge Bossi-Fini, per rilanciare la "campagna" a difesa ed applicazione dei diritti degli immigrati, "nostri concittadini". Il convegno si chiude con un "arrivederci a Roma" per la difesa di Rom e immigrati.

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Anche nel 2005 i Rom sono i più discriminati d’Europa

2 Gennaio 2006 Commenti chiusi


Da Romano Lil telematico 25 novembre 2005
Secondo il monitoraggio annuale, presentato al Parlamento Europeo il 23 novembre, i Rom sono la popolazione più discriminata d’Europa. Svantaggiati nel nel lavoro, nell’alloggio, nell’istruzione e nella legislazione ma anche vittime regolari di continue violenze razziste.
Con un commento di Maurizio Pagani, consigliere nazionale Opera Nomadi.

Sono ancora nei nostri cuori gli sgomberi disumani di Bologna, Casoria e Catania quando il rapporto europeo sul razzismo sancisce che i Rom sono i più discriminati nella Comunità Europea.

RAPPORTO DISCRIMINAZIONE
Il Centro Europeo di monitoraggio su razzismo e xenofobia (European Monitoring Centre on Racism and Xenophobia: Eumc) è l’organismo dell’Unione Europea che ha il compito di fornire agli Stati Membri informazioni su razzismo e xenofobia ma anche di formulare piani di intervento per contrastarli. Il 23 novembre ha presentato al Parlamento Europeo il rapporto annuale per il 2005.
Sono i Rom la popolazione più discriminata in Europa e subito dopo i cittadini dell’ex Unione Sovietica. I Rom, indicati come zingari, sono il gruppo etnico che deve affrontare maggiori discriminazioni nel lavoro, nell’alloggio e nell’istruzione, ma sono anche vittime regolari di continue violenze razziste. Il rapporto organizza l?analisi dei dati in cinque aree di ricerca: legislazione, lavoro, accoglienza, istruzione, violenza e crimini razziali.
Sul fronte occupazione, da cui i più esclusi continuano ad essere i Rom, il rapporto denuncia una pericolosa segmentizzazione del mercato del lavoro rispetto agli immigrati. In molti Stati Membri si sono create delle vere e proprie nicchie occupazionali, o nicchie etniche, che vedono gli immigrati riversarsi solamente in specifici settori dell?economia del Paese di accoglienza. Un lavoro anche tragico perché in Italia le statistiche sugli incidenti del lavoro riguardano soprattutto marocchini, albanesi e tunisini.
I bambini Rom esclusi dall’istruzione. Sono la Repubblica Ceca, la Spagna e l’Ungheria i paesi che discriminano maggiormen-te i Rom, che in questi stati hanno maggiori difficoltà a essere accolti. Ma in molti altri Paesi, sottolinea il rapporto, i bambini Rom sono concentrati in classi speciali, con la tendenza a bollarli come non adatti alla scolarizzazione o con difficoltà di apprendimento.
Le comunità immigrate e in generale le minoranze etniche risultano estremamente discriminate anche sul fronte della politica della casa. I rom emergono anche come la comunità più soggetta a episodi di razzismo: la società tiene a distanza coloro che sembrano collocarsi al di fuori del sistema. E così si verifica un pericoloso effetto di ciclicità del fenomeno: i Rom vengono emarginati perché avvertiti come ?esterni? al sistema sociale ma di fatto sono destinati a rimanere ?esterni? perché vittime di pregiudizi razzisti e di esclusione da parte della stessa società. La discriminazione verso i Rom è un grave in Europa e gravissima nei nuovi paesi dell?est. La Commissione europea aveva fatto pressione sui nuovi Stati membri affinché migliorassero i diritti legali e il trattamento riservato alla comunità rom come condizione per entrare nell’Ue.
Il panorama è limitato dalla carenza di dati attendibili da parte di alcuni Stati Membri. Italia, Spagna, Grecia, Portogallo, Lussemburgo, Estonia, Lettonia e Cipro, non hanno infatti alcun sistema statale di rilevamento dei crimini di razzismo o discriminazione. Questa mancanza di dati produce significative difficoltà a monitorare gli effetti delle politiche economiche e sociali sulle comunità più vulnerabili. Ne deriva una grave condizione di cecità istituzionale alle discriminazioni e conseguentemente l?incapacità del sistema politico e sociale a fornire risposte adeguate e tempestive.

EUROPA RAZZISTA
Di Maurizio Pagani, Consigliere Nazionale Opera Nomadi.
L?Europa discrimina i Rom segregando intere comunità in campi nomadi o quartieri ghetto, o ancora, con atti di violenza xenofoba. E? questa la sintesi della relazione annuale dell?Eumc. Un?Europa dei 25 attraversata da violenze contro le minoranze (arabi, africani, sudamericani, abitanti dell?ex impero sovietico, rom) e da discriminazioni su base religiosa e sociale. Un?Europa che ha chiuso le porte al riconoscimento all?asilo politico e che conferisce uno status sociale precario ai migranti, generando condizioni di sfruttamento e di esclusione che favoriscono atteggiamenti di razzismo nella popolazione autoctona.
La minoranza transnazionale Rom (c.ca 10 milioni di persone) è oggi (come ieri) quella a maggior rischio di discriminazione ed esclusione. In questo quadro emerge il silenzio dell?Italia che ignora il problema e non presenta alcun dato. L?eterogeneità e la diversificazione socio culturale delle comunità che formano la ?dimensione Romanì? (27 gruppi in Italia, circa 120.000 persone) pongono con forza la questione di ?quali politiche pubbliche? si debbano attuare nei prossimi anni. In assenza di un quadro di riferimento statale a promuovere l?affermazione esplicita dei diritti e delle modalità di partecipazione delle comunità Rom, le contraddizioni si sono riversate a livello locale e sono state considerate solo come frutto dell?emergenza, di ordine pubblico o, con una parola oggi in voga, come un problema di ?legalità?.
E tutto ciò ha prodotto effetti tragici per le comunità ?Rom, Sinti e Camminanti? che subiscono una forte disuguaglianza di accesso alle risorse pubbliche, sanitarie, scolastiche, occupazionali, abita-tive. L?influenza del luogo in cui si vive è determinante a creare emarginazione o integrazione. Il mancato superamento di una politica abitativa che cancelli gli ?spazi di negazione? rappresentati dai ?campi nomadi? impedisce alla società italiana di prendere atto di una condizione complessiva di arretratezza, allontanando la possibilità di riconoscere i Rom come nostri concittadini.

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La linea politica dell’Opera Nomadi delineata dal Presidente

2 Gennaio 2006 Commenti chiusi


Agosto 2005
L?Opera Nomadi nazionale nasce nel 1965 per la tutela dei diritti civili e la salvaguardia della cultura dei Rom/Sinti. Riconosciuta ?Ente Morale? con Decreto Presidenziale nel 1970 l?Opera Nomadi è presente in tutto il territorio nazionale con 30 sezioni (oltre 500 soci) da Bolzano alla Sicilia.
Il presidente Massimo Converso illustra le linee politiche dell?associazione:
?In primo luogo occorre un ?patto di riconciliazione nazionale? con la minoranza più discriminata d?Europa che preveda degli ammortizzatori sociali per facilitarne l?integrazione. E quindi il riconoscimento dei Rom/Sinti come minoranza etnica e linguistica (come i 30.000 Ladini, per esempio). Da qui occorre creare un ?Ufficio Centrale del Governo italiano per il popolo dei Rom/Sinti? presso il Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali (o Presidenza del Consiglio). Un Ufficio Governativo, che si avvalga indispensabilmente di mediatori Rom/Sinti, che valuti, coordini, orienti le politiche ed i finanziamenti pubblici, verso l?auto-sufficienza economica ed un habitat equilibrato, per emancipare i Rom/Sinti dal cancro sempre più in metastasi della devianza. Rispetto al resto d’Europa abbiamo pochissimi veri mediatori culturali Rom e Sinti riconosciuti anche dalle loro comunità.
In secondo luogo occorre attuare un censimento qualitativo e quantitativo delle presenze perché in mancanza di dati reali, è impossibile stabilire una politica di intervento. Siamo pronti, Regione per Regione, ad effettuare il Censimento precisando anche quali mestieri svolgono o che intendano intraprendere i Rom/Sinti, ed in quale habitat si trovano o intendano trasferirsi.
In terzo luogo bisogna attuare il Protocollo sulla Scolarizzazione, firmato lo scorso giugno a Roma tra MIUR e Opera Nomadi, per favorire l?inserimento scolastico dei bambini. Occorre investire sui bambini perché sono gli uomini e le donne (i Rom e le Rumrì) del domani.
In quarto luogo la questione Habitat. Noi chiediamo la massima severità: i grandi concentramenti vanno messi sotto controllo, in attesa di eliminarli, sostituendoli con l?assegnazione di case o con le microaree residenziali autocostruite a seconda delle specifiche esigenze dei Rom/Sinti. Soltanto in Italia esistono ?campi-nomadi?. La nostra politica di rifiuto dei dannosissimi ?campi nomadi? è dunque una denuncia che questi si trasformano OGGETTIVAMENTE in una palestra di addestramento dei minori alla devianza. Questo punto deve essere molto chiaro. I ?campi nomadi? vanno pertanto eliminati gradualmente. Occorre quindi attuare una politica della casa (per le Comunità dei Rom/Sinti che la desiderano) che deve essere redistribuita sul territorio?.
Riferimenti: Estate che vieni… estate che vai

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Cronaca dagli sgomberi di Casoria

2 Gennaio 2006 Commenti chiusi


Parte seconda
Da Romano Lil telematico 13 novembre 2005.
La mobilitazione dell?Opera Nomadi, con la costituzione di un comitato civico pro-Rom e le richieste alla Provincia, alla Regione ed al comune di Napoli per alleviare le conseguenze drammatiche dello sgombero. Con un commento del padre comboniano Alex Zanotelli, testimone dello sgombero e della demolizione “vergognosa” del ?campo?.

ALLA PROVINCIA ED ALLA REGIONE
Nell?esigere dalla Provincia, dalla Regione e dal Comune di Napoli, che si trovi una sistemazione imme-diata per le 50 persone rimaste e per le 350 allontanatesi momentaneamente, ribadiamo che questa barbarie, indegna di un paese civile e di amministrazioni di centro-sinistra, poteva essere evitata con un po? di volontà politica, buon senso e un minimo di conoscenza della questione. Questo sgombero anomalo, versione napoletana del cofferatismo, comporta conseguenze ancora più drammatiche per la comunità rom, sospesa nel limbo tra un?invisibilità precaria sul nostro territorio e un rimpatrio mancato in Romania, che li condannerebbe letteralmente a morire di fame.
Ma il Prefetto, il Sindaco,il Commissario Prefettizio di Casoria e il Questore di Napoli, hanno pensato alle conseguenze del loro agire che potrebbe scatenare l?ennesima guerra dei poveri a Scampia? Si sono resi conto delle donne incinte, dei neonati e dei vecchi che hanno messo in strada? E queste autorità dovrebbero tutelare l?ordine pubblico nella nostra città? Solo gli sgomberi pagano in termini elettorali, l?accoglienza, che costa molto meno, a quanto pare, no.
Ma noi Opera Nomadi, che abbiamo sempre lottato per i diritti di cittadinanza europea di questo popolo, da sempre senza diritti, diciamo che non ci sta bene. Rilanciamo l?idea di un comitato civico pro-rom per riprendere la mobilitazione con un presidio sotto Prefettura e Provincia da costruire assieme alle forze politiche, sociali, sindacali e associazionistiche, per ottenere il tavolo interistituzionale negato prima dello sgombero. Siamo sicuri che con pochissima spesa si può allestire un progetto di accoglienza minima per i Rom di Casoria. L?esempio del Centro di Prima Accoglienza per i Rumeni di Calarasi a Soccavo, gestito da Protezione Civile, AVOG ed Opera Nomadi, è incoraggiante: a tre anni dalla creazione i Rom rumeni si sono impegnati a fondo nella gestione partecipata del Centro, con turni di pulizia concordati, riattazione di sale dismesse del fabbricato, etc. Segno che quando si riconoscono un minimo di diritti a queste persone, essi rispondono in maniera civile e rispettosa.
Un proverbio rom rumeno dice: la società non può giudicarmi, se prima non è in grado di proteggermi. Ma a Casoria, qualcosa non ha funzionato, anche per gli standards della legge italiana, che notoriamente non si preoccupa di proteggere i diritti di questa minoranza europea. Si è scelto di ignorarli, senza riconoscerli, non parliamo di proteggerli. E allora, viene legittimo chiedersi: da che parte sta la civiltà?

LA VERGOGNA DELLE DEMOLIZIONI A NAPOLI di Alex Zanotelli
Il 4 novembre ho assistito alla demolizione di tre campi Rom nel comune di Casoria, in provincia di Napoli: erano abitati da circa quattrocento persone.
Alle 8.00 del mattino sono arrivate, scortate dalla Polizia, scavatrici, ruspe e cingolati per demolire e spianare il tutto. Sembrava un esercito in assetto di guerra. Unica sorpresa: il campo era stato abbandonato dai Rom. La sera prima, un notevole contingente di Polizia aveva ammonito tutti ad andarsene. E se ne erano scappati da tutte le parti: chi verso la stazione ferroviaria, chi verso i centri sociali ove poter passare la notte. Non si era mai visto a Napoli un?azione del genere: buttare fuori con la forza persone dal proprio habitat senza offrire loro prima un altro luogo ove andare. Mi ricordava certe scene viste nei regimi militari. Mi ricordava soprattutto le demolizioni che avevo visto delle baraccopoli di Nairobi. Mai mi sarei aspettato che avrei assistito a simili scene nella mia Italia.
Era da alcuni mesi che accompagnavo, insieme al professore Marco Nieli, l?avventura di questi Rom: gente buona, semplice, attiva, gente che non ha mai partecipato ad una guerra, gente che era scappata dalla Romania per trovare un po? di dignità. Ero stato, con Marco, ospite dei Rom di Casoria: un?ospitalità calorosa e aperta. Devo confessare che non avevo mai visto in Italia, una situazione così degradata. Mi faceva venire in mente certi angoli di Korogocho, la baraccopoli di Nairobi, dove sono vissuto per 12 anni. Questo sia per la posizione, sia per le condizioni del campo. Infatti l? accampamento Rom di Casoria era posto sotto un immenso arco con piloni della tangenziale di Napoli. Ma le condizioni igieniche e ambientali non erano meno agghiaccianti. Baracche accatastate una sopra l? altra in piccolissimi spazi. Senza acqua potabile. Stretto tra due ferrovie (un ragazzo è morto qualche mese fa sotto un treno). Enormi topi che passeggiavano tranquillamente. La gente ci ha accolto con calore e tanti caffè. Avevano invitato tutti a venire l?11 aprile davanti al Comune di Casoria per parlare con gli esponenti del Comune. Quel giorno buona parte della comunità venne in piazza a urlare, gridare, battere i tamburi, per chiedere l?acqua potabile nel campo, un bus per portare i bambini a scuola ed un luogo alternativo ove i Rom potessero costruire il loro campo. Ci incontrammo con l? assessore alle politiche sociali, con il sindaco che promise?di andare con noi dal presidente della Regione, Bassolino. Solo promesse.
Dopo tante insistenze? arrivarono i poliziotti, le ruspe?e via! Via tutti quelli che sporcano le nostre città. E? proprio vero che sono sempre i poveri a pagare. Ho visto un gruppo di fuggiaschi fuori dalla stazione Gianturco: donne incinte, bambini che piangevano? Ora vivono nella diaspora della quasi totale indifferenza delle istituzioni e dei cittadini.
E? questa l? Italia democratica? E? così che trattiamo i Rom? Non è forse così che trattiamo anche gli immigrati rinchiudendoli nei CPT, veri lager? I poveri a Nord come a Sud, a Napoli come a Nairobi, non contano!

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Poveri cristi sgomberati a Casoria (Na)

2 Gennaio 2006 Commenti chiusi


Parte prima
Da Romano Lil telematico 13 novembre 2005.
Continua la politica degli sgomberi dei baraccati rom dalle grandi città. Giovedì 4 novembre è toccato ai Rom rumeni di Casoria (Na). Ed è iniziata un?odissea per 400 persone, ultimi fra gli ultimi, nell?indifferenza generale e delle istituzioni. Marco Nieli dell?Opera Nomadi di Napoli narra il resoconto di uno “sgombero annunciato”.

SGOMBERI D?AUTUNNO
La politica dello sgombero dei baraccati Rom dalle grandi città, con donne, vecchi e bambini, ha avuto una recrudescenza in autunno a partire da Bologna del sindaco Cofferati e sembra tendenza nazionale. Una voglia di affermazione di presunta legalità a colpi di ruspa e fogli di via. Dopo Bologna (19 ottobre: demolizione baracche sul Lungoreno) è toccato a Milano (25 ottobre: sgombero e abbattimento di un manufatto abitativo a Cusago), a Napoli (4 novembre) ed a Catania (11 novembre: la baraccopoli di corso Martiri della libertà -sic!- è stata rasa al suolo dopo lo sgombero di oltre cento immigrati). Forse la nuova ?campagna d?autunno? vuole impedire che altri ?ospiti? degli insediamenti, come a Catania l?anno scorso, vi possano morire di freddo nell?imminente inverno?
Dal 1492 continua ininterrotta la persecuzione del ?popolo degli uomini?, poveri ?cristi? accompagnati al calvario da rappresentanti cupi di una società sempre meno ?civile?: a Napoli gli ?accompagnatori? sono Prefetto, Sindaco e Questore. Sugli sgomberi di Napoli, un resoconto di Marco Nieli, vice-presidente Opera Nomadi, e di Alex Zanotelli padre comboniano.
CRONACA DI UNO SGOMBERO ANNUNCIATO
Da Mercoledì 3 novembre, quando i poliziotti sono andati al campo dei rom rumeni di via Lufrano (Casoria) per ingiungere ai circa 400 abitanti di abbandonarlo immediatamente, pena la deportazione di massa verso la Romania (paese in cui i Rom muoiono di fame e sono discriminati razzialmente), numerose famiglie con donne incinte, neonati e vecchi malati si aggirano disperati per la città di Napoli, le campagne circostanti, tutta la Campania ed il Meridione.
Parecchi di loro non hanno nemmeno avuto il tempo di prendere i pochi soldi e gli effetti personali, che sono poi stati distrutti insieme alle baracche con le ruspe la mattina successiva. A nulla erano valsi gli sforzi di organizzazione politica (presìdi, manifestazioni) e le trattative (più di un tavolo interistituzionale) intrapresi dall?Opera Nomadi di Napoli per:
1) fornire un minimo di aiuto umanitario a queste famiglie abbandonate a marcire a ridosso dei lavori della TAV (treno ad alta velocità), su di un terreno contaminato da sostanze tossiche e su di una strada a scorrimento veloce;
2) arrivare alla chiusura della baraccopoli con una soluzione alternativa concordata con Regione e Provincia (bastava poco: una struttura abbandonata da riattare, un terreno per ricostruire le loro catapecchie, in attesa di prospettive migliori).
Il sindaco di Casoria, Giosué De Rosa ha ritenuto che anche un intervento minimo, come la fornitura settimanale dell?acqua o un pulmino per portare gli alunni rom a scuola (già tre bambini erano morti sotto le auto o il treno nei tre anni di esistenza della baraccopoli), avrebbe significato riconoscere l?insediamento.
Intanto, la Provincia, convinta della necessità di programmare sul lungo termine l?accoglienza dei Rom in Campania, ha investito tutto sulla ricerca di disponibilità da parte dei sindaci del Napoletano, facendosi cogliere impreparata dall?emergenza. L?ultimo episodio dell?estenuante calvario dei Rom rumeni di Casoria era stata l?attesa di cinque ore sotto il sole, con donne incinte e neonati, per essere ricevuti dal Prefetto, che si è rifiutò di ascoltare la voce di queste persone spaventate dall?eventualità di essere deportate o, peggio ancora, gettate in strada. E così, la mattina del 4 novembre, le ruspe hanno ripulito il terreno di via Lufrano.
L?ODISSEA DEGLI ULTIMI CONTINUA
L?odissea di questi ultimi tra gli ultimi continua intanto nell?indifferenza generale e soprattutto nella finzione ipocrita, da parte delle istituzioni e dei giornalisti, che il problema di via Lufrano sia finalmente risolto. Alcune di queste famiglie, impaurite e stremate, dopo una prima nottata passata al centro sociale Officina 99, si sono raccolte sotto la stazione di Napoli, hanno tentato di entrare in qualche stabile occupato di Granturco, ma sono stati ricacciate in strada dai Marocchini lì presenti. Da cinque giorni, circa 50 di loro, nonostante il nostro parere sfavorevole, si sono diretti a Scampia nel campo rom degli Slavi, pensando di poter trovare un rifugio e un nascondiglio in mezzo ai loro connazionali, ormai napoletani d?adozione. In realtà, questi tranquilli e ingenui Rom rumeni non sanno di andare a intaccare dei precarissimi equilibri presenti sul territorio, tra le diverse comunità (musulmana e ortodossa), oltre che con gli abitanti del quartiere e la Circoscrizione. Alcuni di loro hanno per fortuna trovato momentanea accoglienza in due chiese, una evangelica nel campo e l?altra cattolica, quella dei Gesuiti di Scampia. Allo stato attuale, la situazione è completamente bloccata su questo dato di fatto e le istituzioni latitano (non hanno partecipato ad un?assemblea cittadina indetta qualche giorno fa dall?Opera Nomadi). Il Comune di Napoli, ormai investito del problema, dice di volere accogliere alcune di queste famiglie, ma di avere bisogno prima di un?investitura del Prefetto.
L’immagine è il portamento di croce di Hieronymus Bosch

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Gli ingari non rubano bambini

2 Gennaio 2006 Commenti chiusi


Da Romano Lil telematico ottobre-bis 2005
L?opinione del presidente nazionale dell?Opera Nomadi, Massimo Converso, sul recente fatto di cronaca propagandato dai mass-media per tentato rapimento di una bambina da parte di due zingare. Dalla scomparsa di Denise, nel 2004 a Trapani, all’episodio di Firenze, si tratta di una diceria che vede i Rom/Sinti come parafulmini di ogni male sociale.

LA SCOMPARSA DI DENISE
Denise Pipitone, di quattro anni, è sparita dal marciapiede davanti alla porta di casa, davanti alla quale stava giocando, intorno a mezzogiorno dell?1 settembre 2004 a Mazara del Vallo (Trapani). Il 18 settembre, una guardia giurata di Milano ha notato davanti all?istituto bancario dove prestava servizio un gruppo di nomadi, un uomo, due donne e tre bambini. Il gruppo si è allontanato prima dell?arrivo della Polizia prontamente avvertita. La guardia giurata ha fatto a tempo a registrare alcune immagini del gruppo con il suo cellulare. Uno dei documenti filmati, di pochi secondi, è stato trasmesso successivamente in Rai e la madre vi avrebbe riconosciuto la figlia. Da lì, la signora Pipitone ha lanciato svariati appelli ai Rom per la riconsegna della figlia. Ma della bambina, a un anno di distanza, non si è saputo più niente.
DUE ZINGARE TENTANO DI RAPIRE BIMBO
Firenze, 25 ottobre 2005. Due zingare hanno tentato nel pomeriggio, in pieno centro, di rapire un bimbo a una coppia di turisti di Sanremo, cercando di sfilarlo da un passeggino. Il padre del piccolo ha reagito e si è lanciato sul bambino evitando il rapimento. Le urla della madre hanno messo in allarme una pattuglia dei carabinieri, che si sono precipitati sul posto. Una delle due nomadi è riuscita a fuggire, l’ altra – una rumena di 34 anni – e’ stata arrestata. L?episodio è accaduto poco prima delle 16 in Via Calzaioli.
L?OPINIONE DEL PRESIDENTE
Da questi fatti di cronaca ecco un commento del presidente dell?Opera Nomadi Massimo Converso.
Il cantautore Fabrizio De Andrè in una canzone degli anni ?70 (Sally inserita nella raccolta ?Rimini?) parafrasando la vecchia diceria degli zingari = rapitori di bambini, cantava: ?Mia madre mi disse: non devi giocare con gli zingari nel bosco??. Questa diceria durante la Santa Inquisizione valse il rogo a migliaia di donne ed uomini delle popolazioni Rom/Sinte.
Ma come per Denise in Sicilia ed altri episodi verificatesi in varie parti d?Italia (quasi sempre in Lombardia) i Rom/Sinti rappresentano il parafulmine di ogni male sociale.
I Rom/Sinti sono ormai gli ultimi proletari d?Europa in quanto è molto raro, anche nelle comunità operaie, che ci sia un alto indice demografico, mantenuto soltanto dai Rom/Sinti che tuttora contano una media di almeno cinque figli a nucleo.
Quale bisogno c?era allora di rapire la bambina fiorentina?
La spiegazione è molto semplice : i Rom sanno che spesso nella carrozzina le madri celano il portafoglio ed è quello, il portafoglio coi soldi, che le Romnià Rumene stavano cercando.
Preghiamo allora i ?media? di non seminare altro odio, ed emarginazione conseguente, su un popolo già colpito, più di altri, dalla caduta del cosiddetto Muro di Berlino.
Infatti nei Paesi dell?Est fino al 1991 vigeva un solido sistema di ammortizzatori sociali (che funziona ancora in Ungheria, stato europeo con la più alta percentuale di Rom e senza alcuna migrazione ?zingara?) che aveva di fatto impedito l?emigrazione di massa dei Rom verso l?Occidente dei paesi ricchi.
L?Italia ha la più bassa percentuale d?Europa in quanto a Rom e Sinti: 150.000 di cui 1/3 provenienti recentemente dalla Romania.
Parliamo allora di come frenare tale immigrazione con incentivi seri (non con gli industriali italiani che pagano in Romania salari al 20% di quelli italiani?) nell?Est europeo e garantendo una accoglienza credibile a questo popolo costretto ad emigrare (in seguito alla crisi economica che ha investito il Paese con la caduta del sistema comunista) per l?ingordigia dei procacciatori di profitti a basso salario, anche italiani.
A FIRENZE SI TRATTA ANCORA UNA VOLTA dell?INVENZIONE DI UNA MAMMA troppo fantasiosa!
BASTA CON LA CRIMINALIZZAZIONE del POPOLO DEI ROM/SINTI in Italia !!!

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